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ANNO X - N° 44 - SABATO 22 FEBBRAIO 2014 - DISTRIBUZIONE GRATUITA Quotidiano del mattino - Registrato al Tribunale di Campobasso atto n. 03 del 21/03/2008 - Direttore Responsabile: Angelo Santagostino Rotostampa Molise sede legale: Sessano del Molise (Zona Industriale) Direttore Editoriale: Tommaso Di Domenico Tel.: 0874.698012 Responsabile di Redazione: Giovanna Ruggiero Fax: 0874.494461 E-mail Redazione Campobasso: redazione@lagazzettadelmolise.it E-mail: Amministrazione - Pubblicità: commerciale@lagazzettadelmolise.it Ufficio pubblicitario: Tel.: 0865.412094 - Cell.: 389.0563606 Stampa: Rotostampa Molise - Sessano del Molise (Z.I.) Il lunedì non siamo in distribuzione La collaborazione è gratuita

GIORNALE SATIRICO

30.000 copie in omaggio

www.lagazzettadelmolise.it | redazione@lagazzettadelmolise.it

L’Oscar del giorno a Lucio Di Gaetano

L'oscar del giorno lo merita in pieno Lucio Di Gaetano, giovane economista molisano, autore del piano di salvataggio dell'Ittierre, presentato ieri al tribunale di Isernia. Di Gaetano, membro del Cda Ittierre, oltre che redarre il piano ha trovato anche il compratore dell'azienda molisana. L'Ikf di Milano, disposta a tirare fuori tre milioni di euro. Un giusto riconoscimento per un molisano che invece di fare chiacchiere e tavoli, si è dato da fare, con i fatti e i soldi, per risolvere un grave problema occupazionale e produttivo.

Il Tapiro del giorno a Gianfranco Vitagliano

Il gioco al massacro di Tommaso Di Domenico

Il Kaos regna sovrano nel Molise e gli avvenimenti si sovrappongono, si intrecciano, si inquinano, avvelenano l'ambiente politicoistituzionale, giudiziario ed investigativo. L'un contro l'altro armati, sospettosi, decisi alla resa dei conti. Sospetti di fughe di notizie, di privilegi per alcuni mezzi d'informazione, carta stampata o TV regionali, stanno provocando un corto circuito che rischia di oscurare i veri problemi del Molise. Martoriata Regione a rischio di sopravvivenza istituzionale, già rapinata con la sottrazione di terminali periferici dello Stato. Pensiamo alla Telecom, al Provveditorato alle Opere Pubbliche, alle Poste etc. Rapina che dovrebbe provocare la reazione del mondo politico-istituzionale,in modo bipartisan, senza

ricominciare con la minestra riscaldata "la responsabilità è di Michele Iorio" da una parte e "Paolo Frattura è incapace insieme alla sua Giunta di governare il Molise" dall'altra. Stimati professionisti molto apprezzati fuori regione che vengono denigrati ed ostacolati nelle loro professionalità solo per effetto del cognome. Veleni distribuiti come noccioline su presunti intrighi amorosi documentabili con foto, registrazioni o arricchimenti illeciti, il tutto condito dai pettegolezzi dei rispettivi “cerchi magici” che si alimentano con essi e senza dei quali diventerebbero delle ombre senza né parte né arte ed il cui peso si scioglierebbe come neve al sole. Viene il ragionevole sospetto che un grande “vecchio” nel Molise stia provocando una guerra tra le parti per emergere come il possibile salvatore del Molise. Sarebbe il

Il tapiro del giorno lo assegniamo, in qualità di porta bandiera, a Gianfranco Vitagliano. Ma in realtà lo meritano in tre. Con l’ex assessore infatti si uniscono il Gattone (Remo Di Giandomenico) e il governatore che hanno fatto cadere il sindaco di Termoli. Come dire. Fuori Di Brino ora si guarderà al vecchio che avanza. Ci riuscirà il buon Vitagliano a fare il sindaco di Termoli in quota Frattura con l’appoggio di Di Giandomenico? Oppure si giocherà la carta Cosib? O forse è proprio il Gattone che vuol tornare sulla sua vecchia poltrona?

caso che entrambi gli schieramenti ricercassero personaggi di tale diabolica cattiveria e tornassero ad una battaglia politica, civile, così come conviene ad un Governo vincitore nelle urne e ad una opposizione chiamata al controllo, alla vigilanza ed alla proposta alternativa. Editori di giornali di quotidiani come il nostro che non lo sono più e vengono continuamente tacciati anche di essere “delinquenti incalliti” con l’obiettivo di distruggere una delle poche voci libere dell’informazione molisana. Avvisi di garanzia e proroghe di indagini tengono alta la tensione tra le parti e sono complici di chi gioca al massacro per ricavarne un utile politico e, forse, finanziario. Da questa redazione si alza forte il grido: smettetela. E’ tempo di offrire soluzioni ai problemi gravissimi che attanagliano il Molise così come l’Italia. Saremo lieti di ospitare ogni valutazione e ogni proposta da qualunque parte arrivi e anche di criticarla se non gradita. Abbiamo deciso unilateralmente di non utilizzare fonti di archivio che pure abbiamo e che contribuirebbero, se pubblicate, ad avvelenare ancor di più il clima. Iniziamo, noi abbiamo già cominciato, a cercare il grande “vecchio” per metterlo in condizioni di non produrre più danni irreversibili.


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Vicini alle posizioni di Michele Petraroia si fanno carico di interpretarlo e di diffondere il suo pensiero

Gli Ecologisti democratici del Molise

dettano l’agenda politica

e amministrativa alla giunta Frattura Rilievi e suggerimenti opportuni che, per essere stati espressi, dicono che niente di tutto ciò è stato fatto nel corso del primo anno (fallimentare) del governo Fratturaa

Gli ecologisti democratici del Molise (presidente Anna Pellecchia) sono molto vicini al pensiero, all’opera e all’azione del presidente facenti funzioni della giunta regionale del Molise Michele Petraroia. Ciò che dicono, scrivono, affermano va considerato una sua diretta propaggine. Per questo è opportuno porre particolare attenzione e leggere tra le righe eventuali messaggi o riflessioni subliminali. A esempio, sulla prossima, annunciata, ve-

rifica del programma elettorale con quello del governo di Palazzo Vitale e, come si vocifera, sull’eventuale rimpasto dell’esecutivo. Per favorire il quale, Petraroia ha rimesso spontaneamente la delega. Gesto di significato politico inequivocabile non accompagnato, però da alcuna considerazione. Motivo per cui si può dare all’intervento degli Eco.Dem del Molise una valenza critica, la summa di ciò che pensa sia necessario attuare anche Petraroia, ma che per essere stato protagonista della giunta ancora in carica, gli è chiaramente impedito. In sostanza gli Eco.Dem Molise formano il loro giudizio su 5 punti e tutti e 5 in controtendenza della politica finora posta in atto da Frattura e compagnia. Indicano da dove ripartire, su quali settori investire, che tipo di sviluppo perseguire, cosa incentivare e come manifestarsi, con quale immagine, all’opinione pubblica. Non si tirano indietro su ciò che viene valutato un atteggiamento, un comportamento, un aspetto sbagliati da correggere non solo sul piano dei singoli partiti che formano la coalizione di centrosinistra, quant’anche sul piano personale. Che i partiti e i singoli consiglieri abbiano dato spettacolo di incoerenza, di insofferenza, di sotteso malessere è nella cronaca molisana. A tutto c’è riparo, fanno intendere gli Eco.Dem Molise a patto che si riparta dalla valorizzazione dei beni cul-

turali, paesaggistici e ambientali, adottando provvedimenti a tutela del territorio con un piano dei rifiuti appropriato, con una legge quadro in materia urbanistica, con incentivi al risparmio energetico, alla bio-edilizia, al recupero dei centri storici e del patrimonio immobiliare esistente utilizzando un approccio che riduca il consumo di suolo agli interventi assolutamente necessari; che si investa su scuola, università, innovazione tecnologica, ricerca scientifica, formazione e servizi avanzati attraverso la banda larga, la connessione veloce ed il cablaggio; che lo sviluppo dell’economia sia verde, il turismo di qualità, la filiera corta, il trasporto su ferro e le aree protette, a partire dal Parco del Matese; che venga incentivata la riconversione ecologica delle imprese, l’eco-sostenibilità ed il recupero, il riuso, il riciclo, ed il risparmio da applicarsi ai diversi settori; che la politica sia sobria, dai costi contenuti, che riduca sprechi e tagli le indennità, capace di dialogare, di progettare e di confrontarsi con le associazioni, i movimenti, gli enti locali e le forze sociali. Rilievi e suggerimenti sacrosanti, palmari, opportuni che, espressi nella loro complessità e vastità, dicono anche che niente di tutto ciò è stato fatto nel corso del primo anno (fallimentare) del governo Frattura, come del resto andiamo dicendo dal giorno in cui il presidente ha varcato con spocchiosa sicumera la soglia del potere. Agli Ecologisti democratici s’è aggiunto l’Idv a dirgli che bisogna cambiare passo, ma i Di Pietro (padre e figlio) non si sono accorti della claudicanza politica che lo affligge fin dalla nascita. Per cambiare passo bisognerebbe cambiare presidente. Dardo

"L' Arpa sia indipendente dall'Asrem"

La Commissione Ambiente della Camera scrive a Frattura contro la proposta formulata CAMPOBASSO. “La proposta di trasferire le competenze della Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente del Molise all’Agenzia Sanitaria Regionale è una scelta che ci porta al passato, va in direzione opposta a quanto sta accadendo a livello nazionale e rischia di non garantire adeguati livelli di sicurezza sia per l’ambiente che per la salute dei cittadini". Così

Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera, al Presidente Frattura in merito alla locale ARPA. "Sono all’esame della Commissione Ambiente della Camera, infatti, tre proposte di legge, una a mia firma le altre presentate dai colleghi Bratti (Pd) e De Rosa (M5S), per l’istituzione del Si-

stema nazionale per la prevenzione e la protezione dell’ambiente. Testi che mirano al riordino delle agenzie ambientali del Paese finalizzato al consolidamento e all'ottimizzazione programmatico-operazionale del sistema nazionale delle agenzie ambientali. Perché un Paese che voglia guardare con fiducia al futuro non può esimersi dall'attuazione di una corretta ed efficace poli-

Precisazione In riferimento all’editoriale del 5 febbraio 2014 corre l’obbligo di precisare che non si voleva assolutamente intendere che il dottor Carmine Iapalucci potesse riportare in anteprima al geometra Ciocca notizia riguardanti finanziamenti regionali in agricoltura. La correttezza del dottor Carmine Iapalucci è nota e lo ha dimostrato nel corso della sua vita dirigenziale. Tanto si doveva. Il Conte di Motecristo tica ambientale, la quale non può prescindere da un sistema di soggetti istituzionali, autorevole, autonomo e indipendente. Per questo, a nome della VIII Commissione Ambiente della Camera, ho scritto un lettera al presidente della Regione Molise, Paolo Di Laura Frattura, auspicando che ci possa essere un ripensamento”.


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Il governatore piazza un altro uomo a via Genova e Protezione Civile con 40mila euro dei molisani

La Regione preleva un’altra mente

dalle Torri di Frattura

Il presidente dell’ordine dei geometri di Campobasso Marco D’Angelo selezionato senza avviso pubblico CAMPOBASSO. Cos’hanno in comune il consigliere Salvatore Ciocca e un tal Marco D’Angelo? Pronta la risposta: il titolo di geometra. Ma anche l’amore per la Protezione Civile molisana. Il professionista D’Angelo, infatti. Lo scorso settembre 2013 ha ricevuto l’incarico di responsabile alla sicurezza per gli uffici dell’Agenzia di Protezione Civile. L’importo? 15mila euro. Cifra che si va a sommare con l’altro incarico affidato due mesi prima sempre al geometra D’Angelo dalla Giunta regionale (Frattura, Petraroia, Facciolla, Nagni, Scarabeo). Con delibera 311 infatti l’esecutivo targato Frattura ha sostituito l’altro esperto, l’architetto Cosmo Galasso, con il geometra Marco D’Angelo. Importo: 24.538 euro. Tutto normale, in apparenza. La Giunta Frattura sostituisce un professionista (al tempo di Iorio scelto con bando pubblico ed oggi assessore ad Isernia nell’Udeur di Niro) con un altro professionista caro a Frattura. Tanto caro al governatore che lo stesso Frattura lo ha anche scelto nelle sue famose Torri di Campobasso. Il nome del geometra Marco D’Angelo infatti compare nel cartello “inizio lavori” esposto davanti alle costruzioni dell’imprenditore governatore che sarebbero dovute diventare la sede della Regione Molise per la cifra di 36milioni euro. Cioè gli stessi edifici la cui costruzione risulta condotta dalla ditta Nidaco di proprietà di Cotugno Nicandro, figlio di Vincenzo Cotugno consigliere regionale e cognato di Aldo Patriciello. I due incarichi da circa 40mila euro sono documentabili. Ma sembrerebbe che sempre il geometra D’Angelo abbia ricevuto altre due “premiazioni” svolgendo lo stesso ruolo di re-

sponsabile alla sicurezza anche con Molise Cultura e alla discarica di Montagano presso la Comunità Montana Molise Centrale. Anche qui, nulla di strano. Nel Molise di tutti sembra che lo spazio a disposizione è sempre più per pochi. Perché se prendiamo in considerazione l’incarico affidato al presidente dell’ordine dei geometri di Campobasso alla Protezione Civile, c’è da evidenziare un aspetto strettamente collegato all’assenza di bando pubblico. Il 19 giugno 2012 l’ingegner Castagnoli, già assunto alla Protezione civile, avendo sentito parlare del posto libero come

responsabile alla sicurezza, si prese la briga di segnalare per iscritto la propria disponibilità a redigere il documento di analisi e valutazione dei rischi e a ricoprire il ruolo di responsabile alla sicurezza presso l’Agenzia di Protezione Civile. Ma la domanda, inoltrata via mail, pare non sia stata neppure presa in considerazione. E sembra che l’ingegnere in questione faccia parte dei precari che verranno fatti fuori da Ciocca e Frattura che dicono di non avere soldi per pagare i dipendenti (addossando ovviamente la colpa a Iorio). Vista la situazione alla Regione Molise, dove sempre più spesso uomini e donne legati a Frattura imprenditore trovano spazio per ruoli pubblici, la questione sembra non fare più notizia. Con le Torri, ad esempio, troviamo Massimo Pillarella (già socio della Proter srl, la società a cui è affidata la progettazione delle torri e già componente della commissione regionale che ammise la Biocom ai finanziamenti pubblici con i famosi 265mila euro sotto inchiesta) promosso a capo d’area. Oppure Pietro Ferrazzano, impiegato presso la segreteria particolare del presidente e nominato amministratore unico della società Immobiliare Le Torri (di cui Frattura detiene il 51%) committente delle stesse costruzioni. Ed oggi arriva la notizia del responsabile alla sicurezza. Intanto i molisani aspettano il momento giusto per veder realizzato il tanto sbandierato spazio al merito. Magari con estensione anche ai comuni mortali. Red.pol

Ittierre: arriva la speranza di salvezza

Illustrato il piano di rilancio dell’azienda tessile di Pettoranello

Lucio Di Gaetano: la proposta è tra le migliori, ora si attende la decisione del Tribunale sul concordato Tre milioni di euro. A tanto ammonta la proposta fatta dalla Ikf per rilevare la Ittierre. Lo ha rivelato il quotidiano economico Milano Finanza. Il piano del fondo specializzato nel rilancio delle aziende in difficoltà, oltre all’uscita di scena di Bianchi, prevede la formazione di una new company, mentre i debiti resterebbero a carico della vecchia società. Si parte con un centinaio di dipendenti, mentre per abbattere i costi di produzione si punterà molto sui fasonisti locali. I particolari del piano di rilancio dell’azienda tessile di Pettoranello sono stati illustrati da Lucio Di Gaetano, componente del Cda e relatore della proposta. La palla passa ora al tribunale e ai creditori. In caso di accoglimento della proposta, il personale in esubero potrà comunque contare sul paracadute degli ammortizzatori sociali. Ma non è detto che in futuro non possano tornare a lavorare a Pettoranello. In base al contenuto dell’accordo l’Ikf costituirà una New.co che, entro il 15 marzo 2014, concluderà un contratto di acquisto delle rimanenze di magazzino (che saranno acquistate con contratto estimatorio) e successivamente un contratto di affitto di ramo d'azienda della durata di 36 mesi, con opzione di acquisto da esercitarsi entro il termine del contratto. Per

quanto riguarda i dipendenti, come spiegato nel comunicato aziendale si apprende che nella sua proposta Ikf si impegna ad assorbire almeno 15 dipendenti nel corso dei primi sei mesi, nel tempo, almeno 25 dipendenti per ogni licenza e un minimo di 90/100 dipendenti nei primi 24 mesi. Per quanto riguarda il volume economico dell’operazione, le condizioni di prezzo ipotizzate dalla investment company prevedono un canone di affitto di ramo d'azienda pari a 300 mila euro annuali e un’opzione di acquisto di tre milioni di euro al termine del contratto d'affitto di ramo d'azienda, con i canoni versati computati in conto prezzo. Tuttavia, nel caso in cui risultassero giacenze di magazzino inferiori a quelle dichiarate di 900mila capi, il corrispondente valore di acquisto dell'azienda verrà proporzionalmente ridotto. Ora si attende la decisione del Tribunale sull’accoglimento o meno della richiesta di concordato. “Si tratta di un’offerta – ha spiegato Di Gaetano – che garantirà la continuità dell’azienda e quella occupazionale sia pur molto limitata rispetto ai numeri attuali , però è un lume di speranza per una società importantissima. E porterà ad avere almeno 100 dipendenti nella New.co e un

giro d’affari la stima del piano prevede intorno ai 30/40 milioni già dal primo anno. la cosa più importante, però, è che è stato trovato un investitore professionale che è già sul mercato e che è disposto a predisporre una cifra di 3 milioni di euro per acquistare il know-how, e ciò è un notevole gesto di fiducia nei confronti dell’indotto. Sono disposti a investire una cifra rilevante per il knowhow dei dipendenti, che è la vera ricchezza dell’azienda”. Per quanto riguarda il riassorbimento delle unità lavorative, Di Gaetano ha detto: “Cento dipendenti sono un impegno minimo, nel senso che se l’afflusso di nuove licenze e di nuove lavorazioni dovesse andare oltre le previsioni, e secondo me ci sono i presupposti perché il marchio Ittierre è riconosciuto in tutto il Mondo, a quel punto sicuramente con 100 dipendenti non ce la farebbero, e dovrebbero assumerne altri”. Per quanto riguarda i creditori, il piano prevede “un rimborso per quanto riguarda i chirografi del 20% e per quanto riguarda i privilegiati del 100%. Quindi – ha concluso l’esponente del Cda – mi sento di dire che si tratta di una proposta assolutamente in linea con quelle migliori”.


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E’ finito il tempo degli Iacp In gestazione l’Ente regionale per l’edilizia sociale (Eres)

Ridare vigore al settore dell’edilizia economica e popolare mediante un solo strumento di pianificazione e di attuazione, eliminare sovrapposizioni di ruoli e di competenze, generare economia e capacità d’azione e d’intervento è l’obiettivo primario di una nuova politica della casa

Sanità, l'ennesima bocciatura di Giancarlo Totaro

Non solo l’Imu. Quantunque con le sue ineffabili incongruenze sia l’argomento nazionale. E’ la politica della casa nel nostro Paese ad essere un dato straordinariamente deficitario di risorse e di soluzioni. Ridotto a problema regionale, abbiamo davanti un quadro miserevole di condizioni e situazioni abitative che fanno della casa un’emergenza sociale, resa drammatica dall’entità degli sfratti, dagli interventi-tampone della Caritas diocesana, dall’intruglio amministrativo e gestionale degli Istituti autonomi delle case popolari con il loro carico di strutture in disfacimento, la limitazione degli investimenti, recentemente costretti da una legge regionale a dimezzare il valore patrimoniale con alienazioni a prezzi stracciati. Ne ha fatto una sintesi l’assessore regionale Pierpaolo Nagni che a dispetto della compagnia di cui fa parte (inefficiente, arrogante, improduttiva), i problemi li estrapola, li approfondisce e tenta di risolverli. Coi mezzi di cui dispone, notoriamente insufficienti, oltre che affidati a strutture tecniche e amministrative disabituate da anni a dare un contributo fattivo. Gli Iacp sono un emblema di questo progressivo ridursi del patrimonio immobiliare popolare. Cambiare quindi si deve, si può. L’annuncio è di Nagni. Non più Iacp, ma un unico Ente regionale per l’edilizia sociale (Eres), i cui effetti dovrebbero realizzarsi in una maggiore efficienza, economicità e tempestività degli interventi. Una struttura che assommi in sé gli elementi tecnici, amministrativi e operativi di una realistica politica abitativa, a valere per l’intero territorio molisano, in grado di

raccogliere e di rispondere alle sollecitazioni delle varie articolazioni socio-economiche collegate all’esigenza delle giovani coppie, degli anziani, degli sfrattati, dei senzatetto, di avere e godere di una casa. L’assessore ha disegnato velocemente anche il profilo delle competenze di questo Ente: informatizzazione dei servizi ; gestione dell’anagrafe abitativa, degli utenti, dei contenziosi, della riscossione dei canoni di locazione, della manutenzione, della riqualificazione e della implementazione del patrimonio di edilizia residenziale, nonché il coordinamento delle attività delle Agenzie Sociali per la Casa. Anche queste una novità assoluta per affrontare da prospettive diverse, sicuramente più ampie, le questioni relative al mercato edilizio, alle intermediazioni nel mondo degli affitti, e alla ricerca mirata di soluzioni per i meno abbienti e delle categorie di persone in condizione di svantaggio economico. Siamo ancora a livello di una proposta di legge. Su cui magari si innesteranno non pochi condizionamenti e interessi perché volga in un senso e nell’altro. Ma l’obiettivo di ridare vigore al settore dell’edilizia economica e popolare mediante un solo strumento di pianificazione e di attuazione (Eres) , di eliminare sovrapposizioni di ruoli e di competenze, di generare una sostanziale economia, e un’altrettanta sostanziale capacità d’azione e d’intervento, è talmente evidente, e necessario, che sarebbe follia perderlo per strada per l’inveterata propensione degli amministratori regionali a impastarsi di parole. Dardo

A Roma per l'ennesima volta il tavolo tecnico "boccia" la sanità molisana e "minaccia" ancora una volta di commissariare o subcommissariare la gestione della nostra sanità. La cosa comincia ad essere inaccettabile per il popolo molisano che è stato messo in mezzo tra una precedente cattiva gestione con un perenne macigno di oltre 330 milioni euro deficit che nessuno ragionevolmente può pensare di cancellare con piani di rientro,riorganizzazioni o magheggi ,neanche l'attuale commissario Frattura,o il direttore asrem Percopo ,o il subcommissario nonostante tutta la loro buona volontà,ed un rigore di bilancio che porterà all'estinzione della sanità ed al collasso sociale per le continue lotte di campanile che questa situazione ha scatenato. Non c'è uscita da questa situazione senza che vi sia il dichiarato fallimento con la chiusura totale dei servizi sanitari regionali con il passaggio ad una assistenza indiretta presso le strutture delle regioni limitrofe. Il ministero sta veramente esagerando nel richiedere l'impossibile ,lo sanno che per far quadrare i conti praticamente bisogna chiudere tutto e allora si assumano la responsabilità di comunicarlo chiaramente ai molisani che se pur si è sbagliato in passato non meritano di veder cestinato il proprio diritto alla salute. Al ministero dichiarassero chiaramente che il Molise non può permettersi una sanità indipendente in quanto sanno perfettamente che con quel deficit senza un aiuto esterno il Molise non avrà mai la possibilità di rientrare dal deficit. Al ministero per contro se vogliono veramente garantire la sanità che si attivino per studiare come aiutare il Molise e soprattutto i molisani che sono vittime e non colpevoli di questa situazione.

Scacco al RE o all’alfiere? di Massimo Dalla Torre

Non so voi, ma noi, quando ci accorgiamo di aver già visto un film, o spengiamo il televisore, o cambiano canale perché conosciamo la fine, o come estrema ratio ci abbondiamo tra le braccia di Morfeo. Questo è quello che è accaduto assistendo agli avvenimenti che hanno caratterizzato i palazzi della politica nel corso delle ultime settimane. Un film non di cassetta, i cui titoli di testa non rispecchiano assolutamente quelli coda. Un film talmente noioso che, nonostante i fuori programma dell’ultima ora, offre uno spettacolo dai toni scadenti, senza contenuto; anzi uno c’è: quello che lo spettro delle “disarmonie”

aleggia con insistenza. Uno spettacolo dove le comparse assumono sempre più il ruolo di protagonisti e viceversa. Uno spettacolo che ci riporta alla mente, le pantomime messe su dai girovaghi e i saltimbanchi che allietavano le serate dei signori nel medioevo che avevano un solo epilogo: la possibilità di poter mangiare gli avanzi riservati ai cani. Ieri commentando con alcuni colleghi e amici gli avvenimenti che troneggiano sulle prime pagine dei giornali locali ci è venuto in mente il titolo che abbiamo utilizzato per questo intervento, “Scacco al re o all’ alfiere? Titolo che abbiamo modificato sotto forma d’interrogativo: il re è veramente in scacco? o ancora una volta è l’alfiere

a dover cedere? Gli esperti di politica, che in questi casi non mancano mai, giacché spuntano come funghi, alla stregua di quelli che s’improvvisano allenatori di calcio, e in Italia gli allenatori sono circa quarantamilioni, ci tedierebbero con una lunga elucubrazione per esporre la strategia, qualora ne esista una. Una strategia che, la dice lunga su come ancora una volta siamo stati presi per “il naso” da chi, pur di distogliere la collettività dai problemi che ci assillano ha messo su una sceneggiata degna del più classico teatro popolare partenopeo. Una rappresentazione che sminuisce i problemi nodali che, se letti nel verso giusto, a pochi mesi dalle scadenze elettorali di maggio possono causare

rovinosamente la “caduta degli dei”. Ecco la spiegazione e il perché dello stravolgimento del titolo. Vedete, “le baruffe chiozzotte”, perché di baruffe si tratta, caratterizzate tra l’altro, dalle “ciacole”, potevano andare bene nella Venezia del settecento non qui nella ventesima regione d’Italia, in quanto da noi, non raffinati frequentatori di salotti e di caffè culturali è il linguaggio del popolo a far da padrone che, nella saggezza popolare avrebbe commentato gli avvenimenti in questo modo “c’ vuonn’ l’faf c’ durn’ e no l’cunfiett’ c’z’scuaglien’ ossia: “ci vogliono le fave che durano e non appassiscono e non i confetti che si sciolgono”. Perché, “i confetti” se non consumati all’istante, rischiano di divenire stantii, immangiabili e pieni di ospiti indesiderati; e i molisani, i dolci confezionati con le bugie e soprattutto la verità distorta, non sono più disposti a mangiarli.


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"Molise Acque, ente che funziona"

Conferenza stampa del presidente Neri. Rigettate ipotesi di fusione

CAMPOBASSO. Si è svolta presso la sede di Molise Acque la prima conferenza stampa della gestione Piero Neri, durante la quale il giovane Presidente, affiancato dal suo Cda e dal Direttore Generale Giorgio Marone, ha illustrato ai giornalisti quanto fatto fin ora e ciò che si intende realizzare nel breve e medio periodo. Un Piero Neri come sempre riservato ed estremamente circostanziato ha ringraziato gli organi di stampa per la partecipazione ed ha immediatamente speso elogi per il suo gruppo che ha definito “Un consiglio di amministrazione giovane e molto affiatato, con tanta voglia di lavorare, all’interno di cui cui troviamo Angelo Simonelli, Sindaco di Toro, Francesco Pietraroia e il più giovane di tutti, Giampiero Cesario. Un Consiglio che non è composto da maggioranza ed opposizione ma da persone legate dall’obiettivo di dare il massimo per crescita di un Ente che ha un potenziale incredibile se guidato con attenzione e lungimiranza. Stiamo lavorando su più fronti e quindi era importante

incontrare la stampa per fare un primo bilancio della situazione attuale di Molise Acque a circa 100 giorni dall’insediamento. Al nostro esordio, ha spiegato il vertice, abbiano individuato alcuni problemi attinenti le entrate dell’Ente, con particolare criticità nell’incassare delle somme spettanti dai comuni a cui eroghiamo beni e servizi. Immediatamente ci siamo iscritti al Consip, atto questo, grazie al quale siamo riusciti ad ottenere servizi e agevolazioni nelle attività amministrative, con importanti risparmi complessivi che ammontano a circa 150.000 euro, ad oggi. Stiamo rimettendo mano ai contratti di fornitura elettrica, interpellando nuovi gestori, azione questa che potrebbe portare un altro risparmio annuo di circa un milione di euro. A luglio scorso l’Azienda vantava crediti per 35 milioni e dal nostro insediamento ne abbiamo recuperati circa 7 e prevediamo di incassarne altri 4 entro la fine marzo, evitando in questa circostanza contenziosi, così da risparmi-

are economie ed evitare di mettere sotto stress i comuni debitori. Dei 24 milioni restanti, 8 sono già ammortati con dei piani, mentre per gli altri 16, purtroppo, dovremo ricorrere alle vie legali. Abbiamo inteso poi convenzionarci con altri fornitori, sempre nell’ottica di un tangibile risparmio, attivando innovativi servizi telematici ed abbiamo stilato un protocollo con l’Università del Molise per creare stage e opportunità ai giovani che potranno svolgere tirocini, studi e progetti di ricerca nell’ambito ambientale e della salvaguardia del territorio. Al nostro insediamento abbiamo trovato 49 lavoratori somministrati che, ad oggi, grazie ad un accordo con i sindacati, stanno effettuando una sorta di rotazione e successivamente si lavorerà a definire gli assetti e le necessità della struttura e della relativa pianta organica. Proprio nell’ottica della professionalizzazione dell’Ente e dei suoi servizi, intendiamo costituire elenchi di imprese per forniture di lavori e di professionisti per consulenze, che intendono collaborare con l’azienda, sempre mediante avvisi pubblici che saranno resi noti anche sul nostro portale web, arricchito nei contenuti, nelle informazioni e sulla trasparenza”. Alcuni concetti, poi, sono stati espressi da Neri riguardo i progetti in cantiere: E’ nostra intenzione affrontare investimenti nel settore idroelettrico, a cominciare dalla grande centrale idroelettrica di Auduni, in Campania, di proprietà della Molise Acque, con l’intento di ristrutturare l’opera per ottenere energia pulita oltre che delle economie.”

Solomon, Assidu e la grande verza Era un po’ di tempo che non avevo più notizie della cooperativa “I colori della terra” di Campolieto e dei suoi soci, in particolare i ragazzi arrivati in questo bel paese del Molise interno, posto sotto la mitica SS 87, non lontano da Campobasso e da quella piccola chicca di architettura che è la chiesa Di Santa Maria della Strada nel comune di Matrice. Edificata nel 1148, lungo il braccio tratturale Cortile – Centocelle, che ancora collega due tratturi, Castel di Sangro-Lucera e Celano - Foggia, è un dei più importanti esempi dell’architettura romanica nel sud Italia, non a caso monumento nazionale. Qualche giorno fa l’invio da parte di Mario Ialenti di una bella foto scattata da Nicola Del Vecchio, di cui parleremo in una di queste nostre puntate, con Solomon e Assidu felici di mostrare la loro maxi verza prodotta nell'orto in permacultura di San Giovanni In Galdo. Un’altra raccolta dopo quella del-

l’estate, il mais “agostinello” e il “grano saraceno”, che sono stati trasformati e commercializzati come farina e con inaspettato successo, e le verdure dell’orto, che hanno dato le prime grandi soddisfazioni ai giovani che solo pochi mesi prima, in una zona interna del Molise segnata dall’abbandono del territorio e, con esso, dell’agricoltura e della zootecnia, si erano trasformati in piccoli ortolaniagricoltori. Tutto grazie alla spinta di Mons. Bregantini, vescovo di Campobasso-Bojano, e dei suoi collaboratori, che hanno dato vita al progetto Campolieto, realizzando, in meno di un anno, il recupero di terreni abbandonati; il ritorno, con il coinvolgimento delle aziende agricole rimaste, alla solidarietà e reciprocità, a quei valori antichi propri della campagna, del mondo agricolo; la messa in opera di un percorso all’insegna di grandi querce secolari. Il progetto Campo-Lieto è, oggi, uno

straordinario esempio per chi vuol riportare in superficie le aree interne affossate dal tipo di sviluppo ormai fallito. Un esempio che può risultare molto valido per i 18 centri di accoglienza programmati nel Molise, nel momento in cui esso mostra la riuscita di un percorso virtuoso per la situazione che vive il Paese e il Molise, in particolare la sua agricoltura e i giovani messi ai margini dal tipo di sviluppo. Un percorso non facile, con mille ostacoli da superare, soprattutto di ordine burocratico, non ultimo quello dei ritardi incomprensibili nella rimessa delle risorse ai giovani profughi, che hanno creato non pochi problemi ai singoli protagonisti del progetto e fatto rischiare ad esso il fallimento. La nascita dell’associazione, “I colori della vita”, è stata la ragione prima di quella forza dentro che non ha permesso il fallimento del progetto, diventando essa stesso la ragione dei piccoli ma significativi passi in avanti,

che si sono registrati con la trasformazione dei prodotti, tra questi, dopo la prima raccolta delle olive, anche l’olio e la commercializzazione degli stessi. Con la produzione, trasformazione e commercializzazione la fase dell’autosostentamento è già storia del passato. Passi importanti, sperati solo da chi ha creduto nel progetto e l’ha sostenuto con l’aiuto e la disponibilità dei diretti protagonisti, in primo luogo i giovani che, così, hanno trovato anche il modo di integrarsi con una realtà che, dopo la diffidenza iniziale, ha espresso tutt’i valori della ospitalità. Giovani, dicevamo, che trovano, in altri giovani che hanno scelto l’agricoltura e la campagna, la collaborazione all’insegna della reciprocità, come nel caso di Nicola Del Vecchio, prima citato come fotografo, che, dopo la laurea a Pollenza, ha fatto della terra dei suoi genitori, una scelta di vita. Ma di questo personaggio avremo modo di parlare in una delle prossime puntate. pasqualedilena@gmail.com


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Campobasso

22 febbraio 2014

Candidato sindaco del centrodestra, Iorio:“Primarie o soluzione alternativa” VERSO IL VOTO.

“Se Forza Italia conferma Di Bartolomeo ci sarà una deflagrazione all’interno coalizione”

“Uscire da Forza Italia e varare Forza Molise? No, e perché devo uscire da Forza Italia?” Michele Iorio risponde così ai giornalisti che l’altro ieri l’hanno stuzzicato nel corso della conferenza stampa convocata dall’ex presidente per “fare le pulci” al Governo di Frattura accusato di non essere in grado di amministrare e di aver provocato il declassamento del Molise. Inevitabili le domande su Forza Italia, su Rotondi, sul rinnovo del Consiglio comunale di Campobasso e quindi sul metodo scelto per individuare il candidato sindaco che rappresenterà la coalizione di centrodestra. “Non condivido il commissariamento del partito – ha detto Iorio - ma credo che il commissariamento durerà poco, io non ho chiesto di essere investito ma di non fare il commissariamento e di nominare un coordinatore molisano del partito. Per il Comune del capoluogo , dalla situazione che c’è e che ho constatato nell’ambito del centrodestra e per gli effetti deflagranti di quanto è accaduto alla Regione, parlo di alleanze strane, atipiche, credo che a Campobasso l’al-

ternativa poteva solo essere o la compattezza di tutto lo schieramento oppure la verifica attraverso le primarie aperte anche ai movimenti civici che possano rappresentare un’idea per questa città ; questa rimane la mia idea, la mia scelta , d’altronde vedo che

le cose vanno in questa direzione; non credo che Berlusconi abbia detto a Rotondi di riconfermare Di Bartolomeo semplicemente perché, francamente, non credo proprio che Berlusconi si stia occupando di Campobasso ma se Forza Italia dovesse decidere di riconfermare il sindaco uscente Gino Di Bartolomeo ci sarà una deflagrazione all’interno del centrodestra e poi si vedrà. I legami tra Rotondi e Patriciello non preoccupano affatto Iorio che a breve incontrerà Berlusconi “a quattr’occhi” , mentre invece l’europarlamentare, insieme ai colleghi, ha già incontrato il cavaliere ma, solo per discutere delle europee. Iorio non ha dubbi e ritiene che a Campobasso sia necessario aprire una ricerca per individuare il miglior candidato attraverso le primarie. “Non dico no a Di Bartolomeo - ha concluso Iorio - ma se Forza Italia dovesse rinunciare alle primarie le alternative sono due: o si promuovono lo stesso o si trovano soluzioni alternative “. Buona la seconda. Teresa Manara

Uniti contro le camorre

I mesi per ragazzi a Cercepiccola

Assemblea del Comitato che lotta contro i rifiuti tossici e l'eolico

In attesa della manifestazione del 2 marzo domenica un convegno sulla simbologia

CAMPOBASSO. Promossa dall’Uprom e presieduta dal sindacalista Emilio Izzo, si è svolta nel pomeriggio di ieri, presso il palazzo provinciale di Campobasso, l’assemblea pubblica del Comitato contro le camorre. Il Presidente dell’Unione Province Molisane, Salvatore Colagiovanni, ha aderito al Comitato, fornendo solidarietà piena all’iniziativa e condannando senza remore quanti per tanti anni hanno fatto affari con i rifiuti tossici in Molise. “Lo Stato -ha sostenuto Colagiovanni- deve essere presente. Non bisogna aspettare programmi come le Iene per denunciare fatti così gravi, sottaciuti per anni. L’Uprom aderisce con fermezza e coraggio a questo Comitato, per avviare insieme un cammino certamente difficile, ma che senza paura ci vedrà impegnati in prima linea”. Emilio Izzo ha invece inteso ricordare che “dopo i primi momenti di clamore, una volta spenti i riflettori, tutte le paure ed i timori sembrano essersi sopiti”. Non di meno il tenace sindacalista ha ricordato il silenzio e l’omertà delle istituzioni, ”soprattutto sui molteplici traffici notturni di camion che venivano a riversare il loro contenuto di morte nel sottosuolo molisano. E’ inaccettabile -

CERCEPICCOLA. Il Comitato Promotore e Organizzatore de “I Mesi 2014” - Edizione Speciale per ragazzi, con il Patrocinio e la collaborazione del Comune di Cercepiccola e dell’Unicef Molise, ha inteso dar vita ad un’edizione speciale per ragazzi della tradizionale manifestazione carnevalesca prevista per domenica 2 marzo. Lo stesso Comitato, d’intesa con l’Amministrazione Comunale, ha voluto organizzare per domenica 23 febbraio, alle ore 17.30, presso l’Auditorium della Scuola Elementare M. Marino, di Cercepiccola, un convegno dal tema “La simbologia dei mesi nel Carnevale molisano e italiano”. Il convegno vuole essere un’occasione per fare delle considerazioni ragionate su “I Mesi”, per capire come questa trazione si inquadra nel contesto carnevalesco del resto del Molise e dell’Italia centrale. Relazioneranno: • il giornalista Mauro Gioielli:“ Il Carnevale dei Mesi in Molise e in altre regioni italiane”; • la professoressa e scrittrice Simonetta Tassinari: “I Mesi di Cercepiccola - Area di influenza culturale napoletana: da subalternità a originalità”; • il dottor Vincenzo Lombardi: “Musica e Società nelle rappresentazioni del Carnevale”. Porgeranno i saluti il Sindaco di Cercepiccola, Michele Simiele, e la responsabile per il Molise dell’UNICEF, Antonella Iammrino.

ha evidenziato Izzo- che ancora oggi si continui a parlare del Molise come di un territorio sano, non avvelenato, nonostante le dichiarazioni chiare e precise di taluni esponenti malavitosi. Non basta qualche piccolo scavo superficiale per lavarsi la coscienza, “. Dell’assemblea sono stati partecipi: il Comitato nuova centrale elettrica del Volturno, l’Associazione italiana medici dell’ambiente, l’Osservatorio molisano sulla legalità, il Comitato nazionale del paesaggio Italia nostra, il sindaco di Pizzone Letizia Di Iorio (nonché presidente del Comitato unione dei comuni del Volturno), l’assessore provinciale all’ambiente Alberto Tramontano, il giornalista Giuseppe Saluppo, (nonché candidato alla poltrona di Sindaco di Campobasso), Nunzia Lattanzio e tanti altri ancora. Tutti hanno aderito al Comitato contro le camorre e sono intervenuti dando la loro disponibilità affinchè si possa lavorare su più fronti: la questione dei rifiuti tossici, l’istituzione del registro dei tumori, contro la cementificazione selvaggia e contro le pale eoliche con il relativo deturpamento paesaggistico. Fine ultimo dell’iniziativa il risveglio delle coscienze, per un futuro migliore.

336 pagine € 19,90

di Giuseppe Saluppo

Dove acquistare il libro

CAMPOBASSO - Via Normanno, 14 - presso La Gazzea del Molise dal Lunedì al Venerdì, ore 10.00 / 13.00 e 16.00 / 20.00 Presso il Bar del Terminal Presso le Edicole di: Piazza della Repubblica - Via Scardocchia - Via Lombardia ISERNIA - Piazza della Repubblica - presso l’Edicola della Stazione TERMOLI - Via M. Pagano, 46 - Libreria Dolce Stil Novo


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Campobasso

22 febbraio 2014

All’esame della commissione comunale l’istituzione della consulta dei migranti e del consigliere aggiunto

La Campobasso di domani aperta alle realtà multinazionali e multirazziali

In assenza di progetti di opere pubbliche largo quantomeno all’idee

Una veduta di Campobasso

Non avendo progetti di opere pubbliche da realizzare, non avendo risorse finanziarie, è il caso che l’amministrazione comunale si segnali almeno per qualche idea di largo respiro. Quale quella che riteniamo sia di fare di Campobasso una città modello sul piano dell’accoglienza che, stando al detto popolare (molisani forti e gentili) sarebbe tra l’altro una nostra prerogativa. Il ricorso alla tradizione, con l’intendo di darle un contenuto tangibile, è la proposta del consigliere, capogruppo dell’Udc a Palazzo san Giorgio, Michele Ambrosio, che prevede la istituzione della consulta dei migranti e del consigliere aggiunto (in rappresentanza dei migranti), e il relativo regolamento. Le idee, oltre a camminare sulle gambe degli uomini, non possono prescindere dalla realtà. E la realtà campobassana è fortemente influenzata dal flusso migratorio, in entrata e in

uscita. Ambrosio s’è preso la briga di consultare tutti i dati statistici disponibili (una fatica immane!), per giungere a stabilire che il capoluogo regionale nell’ultimo decennio è stato l’approdo di 7.390 di cui 3.793 provenienti dai comuni del Molise, 2.376 da altre regioni, e 1221 provenienti da paesi comunitari ed extracomunitari, in rappresentanza di oltre 66 nazioni, che vanno dall’Afganistan allo Zambia e all’intero globo terraqueo. Un patrimonio umano, culturale, professionale che dal prossimo mandato amministrativo troverebbe sancito e regolamentato il proprio diritto di cittadinanza. La proposta della consulta e del consigliere aggiunto verrà discussa nella prossima seduta della apposita commissione consiliare e una volta approvata, sarà lo strumento stabile del coinvolgimento e della partecipa-

Appalto pulizie, tutto da rifare CAMPOBASSO. Ieri mattina le organizzazioni sindacali, i dirigenti dell’Ufficio Scolastico Regionale, la società di Bari che è subentrata nell’appalto delle pulizie delle scuola molisane ed i responsabili delle strutture regionali dell’Istruzione e del Lavoro, si sono confrontati sulla vertenza degli 89 lavoratori coinvolti che rischiano di vedersi ridotte le ore di presta-

zione o i posti di lavoro in ragione del 25% per i tagli apportati dal Ministero della Pubblica Istruzione nella dotazione finanziaria nazionale. Dopo una serrata istruttoria, stante la ristrettezza dei tempi che prevede il passaggio di azienda al 1° marzo, il VicePresidente della Regione Molise, Michele Petraroia, ha impegnato le parti a far perve-

nire ipotesi di soluzioni con la distribuzione del personale e dei posti di lavoro tra scuole della Provincia di Isernia e scuole della Provincia di Campobasso entro lunedì 24 febbraio per riprendere le trattative martedì 25 alle ore 11.00 e provare a raggiungere un’intesa che limiti i danni per le persone ed eviti i licenziamenti.

Indagine sulla qualità dei servizi La Camera di Commercio ha avviato la raccolta dei dati CAMPOBASSO. La Camera di Commercio sta avviando in questi giorni un’indagine sulla soddisfazione dei servizi da essa offerti. Oltre a rilevare il livello di gradimento, l’obiettivo è conoscere le esigenze delle imprese. Ciò consentirà di raccogliere elementi utili per mettere in

campo azioni di miglioramento dei servizi dell’Ente. A tal proposito un campione di imprese verrà contattato telefonicamente dagli intervistatori della società FORMAT Srl, che somministrerà un apposito questionario su incarico di Retecamere, struttura del sistema camerale a cui la Camera di

Commercio ha affidato la rilevazione dell’indagine di customer satisfaction. La Camera di Commercio, confidando nella preziosa e positiva collaborazione delle imprese e dell’utenza per il successo dell’iniziativa, ringrazia tutti coloro che parteciperanno all’indagine.

zione istituzionali dei cittadini extracomunitari (la normativa nazionale ancora non prevede per loro il diritto di voto), e dei cittadini delle altre nazionalità europee e dei residenti provenienti dagli altri comuni del Molise e dalle altre regioni d’Italia. Un progetto dalla forte valenza sociale e culturale, col merito di porsi di fronte ad una realtà destinata ad essere sempre più multinazionale multirazziale. A giusta ragione Ambrosio immagina un tavolo interculturale che valichi i confini cittadini e regionali, promuova l’integrazione delle persone contrastando ogni forma di isolamento: Campobasso, la “città delle città”, in cui ogni persona (italiana, europea ed extracomunitaria) che vi risieda possa essere e sentirsi a pieno titolo cittadino. Dardo


ANNO X - N째 44 - SABATO 22 FEBBRAIO 2014 - DISTRIBUZIONE GRATUITA

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Isernia

22 febbraio 2014

Veneziale, il cittadino al centro del sistema Il Comitato torna a ribadire la necessità del cambio del piano di riordino sanitario ISERNIA. Il Comitato Pro Ospedale Veneziale appresa dai giornali la notizia del probabile commissariamento del Commissario Frattura non può che restare francamente perplesso; è una storia tutta italiana quella dove un Commissario non vede respinto o impugnato il proprio piano ma rischia di essere a sua volta commissariato. Condidorio, presidente del Comitato, evidenzia come la lotta contro il piano di riorganizzazione aziendale previsto per la Sanità molisana sia da riscrivere non perché si debba eliminare il rapporto pubblicoprivato. Il privato, sostiene Condidorio, ha il diritto di "coesistere" con il pubblico, non però di prevaricarlo o peggio di sostituirsi ad esso. Il piano Frattura o qualsiasi altro piano di riorganizzazione aziendale e sanitario di eguale impostazione non può mai funzionare fino a quando non metterà al centro il cittadino, fino a che la Sanità, pubblico o privata che sia, non tenga conto che la sua esistenza è tale in virtù "dell'esistere delle persone "; del fatto che i cittadini sono la manifestazione di bisogni e di necessità con-

Autovelox, presentato l’esposto

“Isernia città Arancione” Il sindaco Brasiello invita tutti gli isernini alla giornata contro il razzismo

crete reali e che non possono essere ridotti a meri numeri, quali frazioni o moltiplicazioni di posti letto piuttosto che di capitali da investire o peggio da spartire. La Sanità pubblica così come quella privata è fonte di lavoro, di professionalità e non dovrebbero per questo divenire il teatrino di interessi privati e/o esclusivamente politici determinando in tal senso disagio sociale e disservizio. Il cittadino, la persona, ha dei diritti riconosciutigli dalla Carta costituzionale italiana e dalla Carta europea sui diritti dell'ammalato; il cittadino molisano paga le tasse come tutti i cittadini e in

tal senso senza alcun privilegio né campanilismo deve poter fruire di una sanità razionalmente distribuita sul territorio senza sprechi, efficiente, che garantisca sicurezza e professionalità. Il pubblico ha gravi e lacunose responsabilità nei confronti della Sanità molisana gli errori sono tanti ma non per questo possono diventare essi stessi il paradigma di riferimento con cui delegittimare la Sanità pubblica a esclusivo vantaggi di quella privata. Il cittadino deve poter scegliere sempre fra pubblico e privato senza alcun obbligo verso l'uno o l'altro.

ISERNIA. Il ministro Cecile Kyenge, in occasione della sua recente visita al Museo paleolitico di Isernia, aveva anticipato al sindaco Luigi Brasiello l'idea di "colorare d'arancione" la giornata del 21 marzo, che cade nella Settimana di azione contro il razzi¬smo, una campagna di sensibilizzazione antirazziale che quest'anno giunge alla decima edizione. Il 4 febbraio scorso, il ministro Kyenge e il presidente dell'Anci, Piero Fassino, hanno ufficializzato tale proposito inviando una lettera a Brasiello e ad altri sindaci d'Italia, augurandosi che «questa decima edizione della Settimana di azione contro il razzismo diventi un importante momento di riflessione». Entrambi auspicano che il 21 marzo i Comuni, i cittadini, le aziende e le scuole caratterizzino col colore arancione la pro¬pria

città. «Chi lo vorrà – scrivono Kyenge e Fassino nella lettera –, potrà indossare un capo di abbigliamento arancione o appendere un tessuto di tale colore alla finestra. I Comuni potranno illuminare i monumenti più importanti con fari arancioni, op¬pure colorare le lampadine dei lampioni delle strade principali, e altro an¬cora, tutto all'insegna del colore arancione».«Spero proprio che gli isernini si dimostrino sensibili all'idea della Città Arancione – ha dichiarato Brasiello –, e attraverso un semplice gesto simbolico diano un forte segnale a favore dell'uguaglianza e contro la xenofobia. Il Comune farà la sua parte e attende che l'Unar (ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali) ufficializzi, nel dettaglio, le modalità per la partecipazione».

Ittierre formalizzata l’offerta Ikf Al termine dell'operazione Antonio Bianchi uscirà di scena

Sull'impianto di Macchia d'Isernia interviene l'associazione Caponnetto ISERNIA. L’associazione antimafia Caponnetto ha presentato alla Procura della Repubblica di Isernia un esposto sull'Autovelox di Macchia d'Isernia, riguardo la vicenda del cosiddetto ‘segnale ballerino’. La Caponnetto ha inoltre chiesto all'autorità giudiziaria il sequestro dell'area interessata al fine di cristallizare le prove dell'eventuale illecito e di accertare se lo spostamento del segnale si sia verificato durante gli accertamenti di una perizia disposta dal Giudice di Pace di Isernia. L’esposto è stato inviato per conoscenza anche al deputato del Movimento 5 Stelle Cristian Iannuzzi che nei giorni scorsi aveva presentato sulla vicenda una interrogazione al viceministro Bubbico.

ISERNIA. Da Mf Fashion: " Ikf ha formalizzato la sua offerta per Ittierre, dopo aver trovato un accordo con il presidente Antonio Bianchi, che al termine dell’operazione uscirà di scena. Secondo quanto risulta a MFF, come già anticipato lo scorso 30 gennaio, l’accordo firmato ieri dall’investment company quotata all’Aim, specializzata in investimenti in aziende in difficoltà, prevede che una newco affitti il ramo d’azienda di Ittierre spa per 36 mesi con un canone di 300 mila euro al-

l’anno. Alla newco sarà riconosciuta un’opzione d’acquisto a scadenza, dietro versamento di 3 milioni di euro, dai quali verranno detratti gli importi pagati a titolo di canone. Quanto ai dipendenti, a valle di un accordo con i sindacati, la newco si impegna ad assorbirne almeno 15 nei primi sei mesi e ad arrivare a 90-100 nei successivi 24 mesi. Il numero dei dipendenti andrà di pari passo con il numero delle licenze che la newco potrà sottoscrivere con le maison per le seconde linee (oggi Ittierre ha in portafoglio Galliano,

l’uomo di John Galliano, Aquascutum, Fiorucci, Guy Laroche oltre al menswear di Jean Paul Gaultier e alla linea Gaultier2). Ma già ora un paio di maison avrebbero dato il loro via libera. La newco sarà una controllata di Lanificio Botto srl, la newco che fa capo a Ikf e che ha affittato il ramo d’azienda della storica Botto Fila di Biella per salvare l’attività del lanificio biellese. Obiettivo di Ikf è infatti quello di far produrre a Ittierre una linea di abbigliamento uomo a marchio Luigi Botto. L’offerta di Ikf è

condizionata dall’esito delle due diligence legale e di business, ma è il Tribunale di Isernia che dovrà decidere se accettare la richiesta di ammissione al concordato preventivo di Ittierre. E oggi Bianchi (alle prese anche con la richiesta di concordato preventivo per la Albisetti, la società di intimo attraverso la quale controlla anche Ittierre, vedere MFF di ieri), insieme al il cda della società molisana, è convocato dal giudice proprio per illustrare i dettagli del piano concordatario".


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Termoli

22 febbraio 2014

Caduta la giunta Di Brino, a maggio si torna al voto TERMOLI – La Giunta di Antonio Basso Di Brino non esiste più. Nella tarda serata tra giovedì e oggi i consiglieri di minoranza più quattro colleghi della maggioranza hanno presentato le dimissioni da Consiglieri comunali nelle mani del notaio D’Erminio decretando così la sfiducia al primo cittadino e la caduta della sua Giunta ad un anno dalla scadenza naturale del mandato. Termoli ora potrà tornare al voto il 24 e 25 maggio prossimi. In totale 16 consiglieri comunali, l’intera minoranza e quattro colleghi di maggioranza, hanno presentato le dimissioni: Nicola Camaioni, Antonio Giuditta, Mario Di Blasio, Paolo Marinucci, Daniele Paradisi,

Francesco Caruso, Antonio Russo, Erminia Gatti, Peppino De Lena del centrosinistra, Giuseppe Mottola, Remo Di Gian-

La statistica sulle decadenze TERMOLI – Sicuramente si tratteranno di coincidenze ma le cadute anticipate di altre due precedenti amministrazioni comunali hanno alcune similitudini con il numero 4. Nel febbraio del 2006 venne interrotta l’amministrazione Di Giandomenico, come conseguenza dell’inchiesta Black-hole; passano quattro anni e cade la Giunta dell’allora sindaco Vincenzo Greco grazie a 4 dissidenti della sua maggioranza che firmarono le dimissioni insieme all’opposizione; per la Giunta Di Brino la storia si ripete: mese di febbraio e quattro dissidenti di maggioranza si sono dimmessi assieme ai colleghi dell’opposizioine.

domenico e Francesco Panico per i Popolari Liberali, e i quattro della maggioranza Stefano Perricone, Francesco Di Gio-

vine, Timoteo Fabrizio e Ivo Sprocatti: il documento sottoscritto davanti al notaio D’Erminio è stato protocollato ieri mattina in Municipio. Le dimissioni sono state presentate a tre giorni dalla scadenza del 24 febbraio, in tempo utile per evitare un commissariamento lungo mentre in questo modo a Termoli si torna a votare il 24 e 25 maggio come in altri 33 comuni del Molise. E’ terminata dunque l’era dell’amministrazione Di Brino che avrebbe dovuto governare fino alla primavera del 2015. Ora, da parte del Prefetto di Campobasso, si attende la nomina del Commissario che provvederà a traghettare l’amministrazione fino alle elezioni.

La reazione dell’ex sindaco

TERMOLI – Il sindaco ormai decaduto, Antonio Basso Di Brino, è rilassato e per nulla preoccupato. Nella sua riflessione a caldo dice che “Devo dire che un po’ me lo aspettavo, anche se questa accelerazione da parte degli scontenti dell’amministrazione mi lascia un po’ perplesso. Non credo che le decisioni sia stata presa per problemi politici, ma le ragioni vanno cercate evidentemente altrove. Comunque non ho alcun rimpianto per il lavoro fin qui effettuato, nel segno della discontinuità”.

Inizia la campagna elettorale TERMOLI – Accantonata l’esperienza Di Brino dalla prossima settimana a Termoli si torna in campagna elettorale. Inizierà dunque la conta per verificare se e chi ricandidare specialmente tra le fila del centrodestra. Prima di tutto la scelta del candidato sindaco per il quale girano tanti noni e, su tutti, quello dell’ex assessore regionale Gianfranco Vitagliano, ritenuto il fautore della caduta dell’amministrazione Di Brino. Lo stesso ex sindaco non ha mai nascosto, anche se non ufficializzato, la

possibile sua ricandidatura. Ma tra i due potrebbe spuntare il nome che potrebbe essere una vera sorpresa. Tutto più facile invece nel centrosinistra perché le segreterie della coalizione avrebbero già deciso che a scegliere il candidato a primo cittadino sarà l’elettore con le primarie, come conferma l’onorevole Laura Venittelli: “Prendiamo atto della caduta dell'amministrazione Di Brino e, come Partito Democratico, auspichiamo per la città un reale cambiamento e rinnovamento che non potrà prescindere dalle prima-

rie per l'individuazione del futuro candidato sindaco del centro sinistra”. Ma attenzione alle mosse dell’ex sindaco e parlamentare Remo Di Giandomenico. Il suo peso politico in città è molto forte e i termolesi non hanno dimenticato quanto ha fatto per la città durante i suoi mandati, a detta dei più non paragonabili alle recenti amministrazioni. Proprio Di Giandomenico potrebbe essere l’ago della bilancia per il centrodestra o per il centrosinistra, a meno che non decida di correre da solo con una propria lista.

Fiat, a marzo tre giorni Pesca, Alleanza Cooperative: di cassa integrazione “Action Plan” per il Mediterraneo è mannaia per settore TERMOLI - “E’ una vera e propria mannaia per il settore, messa a punto senza aver avviato una adeguata consultazione con il comparto. Non c’è stata possibilità di far valere le nostre ragioni e misurare le possibili ricadute per le imprese”. Commenta così il coordinamento pesca dell’Alleanza delle Cooperative italiane il piano di azione per il Mediterraneo, approvato dalla Commissione Ue il 6 dicembre scorso, ma

reso pubblico solo in queste ore, che istituisce un ulteriore giro di vite in merito ai controlli nell’esercizio dell’attività pesca professionale. “I nostri operatori sottolineano dall’Alleanza - rischiano di diventare dei veri e propri sorvegliati speciali e non imprenditori che contribuiscono con la loro attività a dare vita al patrimonio agroalimentare italiano”. Il piano di azione, prosegue la

nota, riguarda diversi mestieri di pesca e predispone nuovi pesanti adempimenti per la categoria, anche per le imbarcazioni di piccole dimensioni. “Il piano rappresenta una occasione mancata – conclude l’Alleanza Cooperative - perché l’unico strumento che viene utilizzato per contrastare la pesca illegale è quello dell’inasprimento delle sanzioni. Così non si va da nessuna parte”.

TERMOLI – Ennesimo periodo di cassa integrazione per i lavoratori dello Stabilimento Fiat di Rivolta del Re. La direzione a ziendale ha indatti comunicato a sindacati ed Rsu un periodo di tre giorni di Cig. Lunedì 17 marzo si fermeranno gli addetti dei reparti dei motori 8 e 16 valvole e del cambio C510; martedì 18 marzo riposo forzato solo per chi lavora tra le linee dei motori; mercoledì 19 marzo il fermo produttivo riguarda solo gli operai dei propulsori a 16 valvole. Lavorano regolarmente, invece, gli addetti al reparto del cambio M40.


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Termoli

22 febbraio 2014

Ferrovia, sulla Termoli-Lesina il Molise dice no al raddoppio sulla costa LITORALE - "È stato un Molise pronto a farsi valere quello che ha partecipato a due diversi incontri, entrambi sul raddoppio ferroviario Termoli - Lesina, il primo presso la sede del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e l’altro presso la sede RFI di Roma. Un Molise che ha dato un’immagine di sé unita e compatta nell’esprimere parere negativo all’attuale progetto elaborato da Italfer che affianca il doppio binario alla costa. Un Molise che, nell’ampio dibattito sviluppatosi durante il tavolo tecnico di questa mattina, ha quasi sorpreso per la sua dura reazione molto in contrasto con quella degli anni scorsi. Un cambio di marcia che non è passato inosservato”. È quanto dichiarato con soddisfazione dall’assessore regionale ai Lavori Pubblici e Trasporti Pierpaolo Nagni. “La nostra richiesta è stata quella di una valutazione di incidenza del tracciato immaginando un affiancamento dei binari all’autostrada A14 anche in territorio molisano. Un intervento che presenta alcune

complessità, lo sappiamo – ha sottolineato Nagni - però non mancano neppure nel progetto attuale con la previsione di un viadotto di oltre 2 km. Va quindi accertato se i costi per la variante da noi proposta sono davvero troppo elevati oppure no. Abbiamo poi ribadito il nostro punto di vista anche nell’ambito dell’incontro con RFI, e con Italfer. A tal proposito - continua Nagni - l’amministratore delegato di RFI, dott. Elia, ci ha

Ieri i funerali di Roberto Ramunno TERMOLI - Si sono svolti ieri pomeriggio nella chiesa di San Francesco i funerali di Roberto Ramunno, il 31 enne termolese allontanatosi da casa nella notte tra domenica e lunedì scorsi e ritrovato morto due giorni dopo in un casolare alla periferia della città a circa 200 metri in linea d’aria dalla sua abitazione a Colle Macchiuzzo. L’autopsia disposta dal magistrato del Tribunale di Larino ed eseguita nell’obitorio dell’ospedale San Timoteo di Termoli dalla dottoressa Margherita Neri dell’Istituto di Medicina Legale di Foggia, ha confermato il decesso per impiccagione e da una prima certezza sull’orario della morte: si è tolto la vita molte ore prima del ritrovamento del corpo. Comunque il referto con l’esito completo dell’autopsia sarà consegnato al magistrato entro 90 giorni.

Terminato corso di tecniche cinematografiche TERMOLI – Presso il Centro di Salute Mentale, si è svolto l’evento finale del Corso di Tecniche Cinematografiche, tenuto dal regista campobassano Luigi Pesce. Si è assistito alla proiezione del filmato interamente ideato, interpretato e ripreso dai partecipanti al progetto, utenti e operatori. La rete dei Servizi per la salute mentale, composta da CSM, Centro Diurno e Centro Socio - lavorativo, ancora una volta ha creato un’occasione di incontro e di scambio, promuovendo il potenziale creativo degli utenti, che hanno assunto molteplici ruoli (dall’attore al regista, dallo sceneggiatore al montatore). Il filmato è stato preceduto da un articolato corso di cinematografia e sarà seguìto da un ulteriore cortometraggio, in cui i diversi Servizi per la salute mentale collaboreranno con regista e attori professionisti.

chiesto di ufficializzare la nostra posizione anche attraverso la produzione di una documentazione, che presto provvederemo ad inviargli, immaginando una modifica in variante al progetto attuale e utilizzando lo strumento della prescrizione. Ragioneremo ora insieme alle comunità interessate per arrivare ad avere una posizione logica e funzionale alle nostre esigenze. Nell’occasione si è poi affrontato il tema dell’elettrifi-

cazione della linea ferroviaria Campobasso Roccaravindola con l’ipotesi di concentrare gli sforzi sul primo step che riguarda il tratto che da Roccaravindola arriva ad Isernia. Su questo punto abbiamo riscontrato una discreta disponibilità da parte di RFI, seppur con la dovuta prudenza rispetto al quadro economico che necessita di una attenta valutazione di alcuni aspetti". All’incontro con Rfi era presente anche il

Petizione a difesa della sanità pubblica LARINO - A molte persone, che si sono trovate a passeggiare domenica scorsa in Via Cluenzio nel Centro Storico, è venuto il dubbio che fossero state indette le Elezioni anticipate senza che gli organi di informazione ne avessero dato notizia. “Ma che Elezioni!” rassicurava qualche ben informato, “sono solo le Primarie del PD”. Certo ci è voluto un bel po’ per convincersene considerata la presenza assidua di noti esponenti dell’Italia dei Valori nonché di una buona parte del popolo di centro destra, ancora non ben inquadrato tra NCD e Forza Italia, a presidio del seggio. Si è visto persino l’uomo buono per tutte le stagioni, al secolo il venditore del “Vietri”. Il tutto da ricollegare alla distribuzione di pampanella, avvenuta in mattinata, presso la sala convegni del Consorzio di Bonifica, la cui Amministrazione è notoriamente a trazione facciolliana. Parola d’ordine: “Votare per la candidata di Riccia”. Lì pare addirittura che, piuttosto che espressione di voto, ci sia stato volantinaggio, tanto è stato veloce il passaggio dagli adempimenti burocratici all’urna. La chiamano partecipazione democratica. Sarebbe più appropriato definirla partecipazione suinocratica (il riferimento è puramente alla presenza della pampanella!). Certo il PD ha molto su cui riflettere in merito alle regole delle primarie che, come una fisarmonica, sono state tanto stringenti ieri quanto sbracate oggi, al punto che ormai il partito è parassitato dal centrodestra il cui esponente di punta è in tutta evidenza Paolo Di Laura Frattura, solo la faccia

sinistra di Giano pozzillese. Le primarie sono state talmente pervase dalla sua pagana presenza, che a momenti veniva fuori dai telefonini degli addetti al seggio, come Aladino dalla lampada, a minacciare querele se si fosse perso un solo voto a favore della sua candidata: ah! se mettesse lo stesso impegno nel risolvere i problemi dei tanti Molisani rimasti senza lavoro! Già, quello lo prometteva quel gentleman in pullover arancione che, come nel romanzo dedicato da Dumas alla “Maschera di ferro”, sarà finito prigioniero in un oscuro meandro, uno di quelli che solo l’ingordigia di potere riesce a scavare così profondamente nell’animo umano. Per tornare alle vicende larinesi, balza agli occhi la schizofrenia dell’opposizione di centro-destra che quando era al governo della Città, complice di Iorio, consentiva lo smantellamento dell’Ospedale “G. Vietri”; fino a qualche giorno fa tuonava contro la maggioranza accusandola di immobilismo nella difesa del nosocomio cittadino; Domenica scorsa è andata, praticamente, a sottoscrivere il Piano Sanitario redatto da Frattura che prevede la chiusura del presidio ospedaliero frentano (fortuna che ci ha pensato il tavolo tecnico interministeriale a bocciarlo!). A respirare i miasmi di questa politica si fa molta fatica a non dare di stomaco. All’Associazione “Comitato Civico Frentano” non resta altro che rimboccarsi nuovamente le maniche e lottare affinché sia garantito, ai cittadini del territorio bassomolisano, il diritto ad avere un’assistenza sanitaria, categoricamente erogata dagli ospedali pubblici, non appannaggio delle cliniche private. A breve partirà, come su tutto il territorio regionale, una sottoscrizione a didalla diocesi di Termoli-Larino dal 10 al 12 marzo prossimi (dal fesa della Sanità pubblica: i cittalunedì alle ore 9.30 al pranzo di mercoledì) presso la casa dini sono chiamati a decidere se "Giovanni XXIII" e sarà un corso di esercizi spirituali tenuti da ha più valore la pampanella una don Luca Paitoni su "i personaggi della passione nel vangelo setantum o un ospedale per sempre! condo Giovanni". La quota di partecipazione sarà di 75 euro. Associazione Ci si può iscrivere contattando il referente diocesano don Ste“Comitato Civico Frentano” fano Rossi (3479439535 - stefanorossi81@hotmail.com).

Dal 10 al 12 marzo 3° anno formativo per sacerdoti su nuova evangelizzazione

LARINO - Continua anche in questo anno pastorale 20132014, per desiderio della Conferenza Episcopale AbruzzeseMolisana dopo la positiva esperienza dello scorso biennio, il lavoro della Consulta Regionale per la “Nuova Evangelizzazione”. Ne fanno parte un sacerdote delegato per ogni diocesi ed è presieduta da mons. Bruno Forte, arcivescovo di ChietiVasto. Il responsabile è don Valentino Iezzi, della diocesi di Pe-

presidente della giunta Paolo Frattura. Una presenza volta a rafforzare l’impegno che la Regione sta giornalmente rivolgendo al miglioramento del servizio ai cittadini. “Siamo consapevoli - ha dichiarato il presidente Frattura - di muoverci in un clima non troppo favorevole in cui il Molise, con i suoi numeri, fa fatica a farsi valere, ma siamo anche convinti che l’impegno e la tenacia alla fine saranno premiati”.

scara-Penne. Il percorso formativo è una proposta per aiutare i sacerdoti a crescere nella mentalità di una evangelizzazione che raggiunga maggiormente il cuore delle persone e sappia trovare modi nuovi per annunciare lo stesso Vangelo all’uomo di oggi. Esso si realizzerà attraverso tre incontri residenziali della durata di due giorni in forma di laboratorio e in tre momenti dell’anno pastorale. Il terzo appuntamento sarà ospitato


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Spettacolo

22 febbraio 2014

Sanremo, polveri bagnate Nel 2006 sul palco dell’Ariston il molisano Antonello Carozza di Charles N. Papa

“Perchè Sanremo è Sanremo”. In Italia, si stanno sgretolando tutti i concorsi più blasonati ed importanti. Miss Italia, dopo la rottura con la Rai, si è affidata alla cura La7, ma con scarsi risultati. Ora Sanremo, vacilla sugli ascolti ed è inviso ad una vasta categoria di nonlavoratori. Il momento drammatico che sta vivendo l’Italia, cozza con le spese del “Festival della canzone italiana” e con quelle dei due conduttori. Molte le critiche su di loro e sui contenuti artistici delle canzoni presentate. Ma questa, è una parentesi soggettiva all’interno di una kermsse nazional-popolare che appunto, in quanto tale, punta verso il basso. Il calo di ascolti di questa edizione, l’anno scorso intorno ai 10 milioni di telespettatori, quest’anno poco più di 7, può assomigliare, senza andare troppo lontano, all’edizione 2006, quella del trio Panariello-Blasi-Cabello, che fu la peg-

giore dell’ultimo ventennio. Fu l’anno di Christina Aguilera, John Travolta e Orlando Bloom. Nello specifico, fu l’anno in cui un molisano salì su quel palco per la prima volta: Antonello Carozza. Il cantautore campobassano, fresco vincitore di “Amici”, si esibì con il singolo “Capirò crescerai”, nella sezione “Giovani”. La sua performance, dopo la mezzanotte, non ha lasciato traccia, come del resto la sua canzone, ma la sua apparizione sul palco dell’Ariston, era una premonizione, perchè altri ‘figli’ della De Filippi, negli anni a venire, avrebbero vinto il Festival, vedi Marco Carta e Valerio Scanu. L’anno seguente, in riviera salì la Riserva Moac, ma la sua esibizine si tenne per Sanremo off, gli eventi collaterali curati dal compianto Pepi Morgia. Oggi Sanremo, seppur vetrina ambita, sta diventando un papocchio televisivo, snaturato della sua identità artistica e mal tollerato dall’Italia, dai restanti 50 milioni di abitanti circa.

Dischi

Weekend tra musica e teatro

CAMPOBASSO - Nato a San Giovanni Rotondo, ma ormai trapiantato nel capoluogo molisano dove vive con moglie e figli, Antonio Cocomazzi ha pubblicato il settimo album a suo nome. Si intitola “True colors” ed è un disco inciso grazie alla collaborazione di Pericle Odierna, musicista di adozione salernitana ma nato in Gran Bretagna, sassofonista, clarinettista e compositore. Da anni si dedica anche allo studio ed alla ricerca nel campo della musica popolare con particolare attenzione alle tradizioni della Campania. E' fondatore della Ager Crazy Orchestra, una formazione stabile che dirige e che ha lo scopo di sperimentare e proporre repertori alternativi tra cui le sue composizioni. Cocomazzi si è circondato di musicisti affidabili e con questo lavoro, si prefigge di superare le già lusinghiere critiche avute con i suoi precedenti lavori. Nel 2008 “Antonio Cocomazzi project” ha il lustro della dedica del maestro Ennio Morricone che firma così il disco: “… eccellente lavoro, originale nella “forma” e nella sostanza musicale”. Fra le sue numerose composizioni eseguite in Italia e all’estero (oltre 210 lavori che spaziano dal repertorio da camera a quello per orchestra, dal pianoforte solo alle composizioni per coro e orchestra), di Cocomazzi spicca la prima esecuzione assoluta avvenuta a San Giovanni Rotondo della sua "Messa da Requiem" scritta in memoria di Padre Pio, per due soprani, tenore, basso, coro e orchestra e la "Kinderoper" “Piccoletto ovvero la storia del piccolo spazzacamino” per 7 voci soliste e orchestra. Per questo nuovo lavoro, tutte le musiche sono state scritte e dirette dall’autore, e a breve sarà disponibile un’anteprima audio per un primo assaggio musicale. Il disco è stato realizzato grazie alla Heristal Entertainment, etichette discografica che spazia tra tv, radio, concerti e promozioni.

336 pagine € 19,90

di Giuseppe Saluppo

GUGLIONESI - On scena questa sera al teatro Fulvio “E allora? Guarda stupisci!!”. Spettacolo di macchiette di e con Gianni Aversano. Info 3894390397. CAMPOBASSO - Oggi dalle 19.30, al Plaza Cafè, aperitivo in musica. Play Mario Tallari. BOJANO - Al pub Cat woman, sulla ss17, il sabato è serata caribica. In consolle Tony B. JELSI - La Hackerhaus birreria oggi presenta “Saturday night fever”. In consolle dj Twins. CAMPOBASSO - DeepMovement presenta questa sera al Move club Gianluca De Tiberis. Resident Bruno Battistini. CAMPOBASSO - La discoteca Alexander ospita questa sera, la showgirl e vocalist Kristal (foto). Due piste, sala fumatori. ISERNIA - Il Roof club è la novità dance della movida isernina. Oggi in consolle Diego Capece e Diego Aceti.

Live CAMPOBASSO - Oggi al Caffè Marconi, concerto dei Mushma. A seguire selezioni di dj Helveg. ISERNIA - L’Antica fabbrica del ghiaccio oggi presenta il live di Chiara Izzi e Nicola Corso, Marco Mancini, Alberto Romano. CASACALENDA - I Fall Out omaggiano live i Police stasera al Bar centrale di Casacalenda. CAMPOBASSO - Alla birreria Pulpoggi la tribeute band dei RHCP, Psycho sexy live.

Dove acquistare il libro

CAMPOBASSO - Via Normanno, 14 - presso La Gazzea del Molise dal Lunedì al Venerdì, ore 10.00 / 13.00 e 16.00 / 20.00 Presso il Bar del Terminal Presso le Edicole di: Piazza della Repubblica - Via Scardocchia - Via Lombardia ISERNIA - Piazza della Repubblica - presso l’Edicola della Stazione TERMOLI - Via M. Pagano, 46 - Libreria Dolce Stil Novo


Sport

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22 febbario 2014

Il Campobasso archivia momentaneamente la kermesse tricolore, per concentrarsi sul campionato

Lupi, a Fornelli per continuare la corsa a punteggio pieno In terra pentra, domani, saranno di nuovo in campo le squadre protagoniste della finale di Coppa Italia

Palumbo in azione (foto Riccardo Coccaro) Il Campobasso ha ripreso ieri pomeriggio ad allenarsi dopo il giorno di riposo, concesso al gruppo dall’allenatore Francesco Farina all’indomani del pareggio di Avezzano, che è stato sufficiente ai rossoblù per approdare ai quarti di finale della Coppa Italia. Prima del doppio confronto contro i sardi del Portocorallo, il cui sorteggio per determinare l’ordine dove si disputerà l’andata, in programma il 5 marzo, ci sarà

martedì prossimo. La gara di ritorno della kermesse tricolore sarà disputata, invece, sette giorni dopo, il 12 marzo. La fortuna dei lupi, per potersi concentrare al meglio per la doppia sfida tricolore è che domenica 9 marzo il campionato di Eccellenza molisana osserverà un turno di riposo, dunque, i lupi potranno gestire al meglio allenamenti e gli spostamenti verso l’isola sarda. La questione Coppa Italia sarà, però, archiviata per i prossimi otto giorni, perché prima della doppia sfida tricolore il Campobasso dovrà affrontare due gare di campionato: domani il team di Farina farà visita ad un avvelenato Fornelli, che punterà al riscatto dopo che ha abbandonato troppo presto i propositi di vincere il campionato e in Coppa Italia per il secondo anno consecutivo ha perso soltanto in finale e in entrambe le circostanze sul sintetico di Trivento. Alla ripresa degli allenamenti, ieri pomeriggio, fermi a riposo precauzionale Pignataro e capitan Minadeo, che parteciperanno regolarmente alla rifinitura odierna, in programma allo stadio di Selva Piana, mentre bomber Lazzarini ha lavorato a parte. Lo staff di Farina sta facendo recuperare al capocannoniere del massimo torneo regionale la forma migliore. Fazio, invece, ha disertato la seduta a causa di uno stato influenzale. A parte questi piccoli problemi, non ci saranno problemi di formazione per il trainer rossoblù, che avrà modo di schierare la migliore formazione e, sicuramente, tra la gara di Fornelli e quella contro il Pozzilli farà gio-

Il ds Petrangelo: “Ho fatto capire alla squadra che non abbiamo più tempo. Errori non sono più ammessi”

Isernia, non c’è più tempo per sbagliare I biancocelesti sono attesi dall’importante sfida salvezza contro l’Angolana L’Isernia è pronta per affrontare la sfida salvezza contro l’Angolana. Al ‘Lancellotta’, domani pomeriggio, vige un assoluto divieto di non vincere. Anche un pareggio rappresenterebbe una mezza sconfitta. I biancocelesti di mister Califano devono mantenere almeno la terz’ultima posizione, insidiata proprio dagli abruzzesi, che già l’anno scorso retrocessero a seguito dei playout usufruendo, poi, di un ripescaggio, e al contempo devono ridurre il gap con la tredicesima posizione, occupata al momento dal Fano, per poter sperare di disputare lo spareggio salvezza di fine campionato. Allo stato attuale, i marchigiani con dieci punti di vantaggio sui molisani sarebbero salvi, senza disputare i playout e proprio a discapito della formazione pentra. L’Isernia è reduce dalla pesante sconfitta di Isernia, ma in settimana il direttore sportivo Dino Petrangelo ha tenuto a rapporto squadra e staff tecnico, chiedendo una maggiore concentrazione. Anche perché se non si dovesse vincere contro l’Angolana, il rischio sarebbe quello di una resa con dieci giornate di anticipo. Le prossime tre partite saranno, comunque, decisive: l’Isernia cerca sette punti contro l’Angolana, la Civitanovese e nel derby casalingo contro l’Olympia Agnonese, iniziando proprio da un successo domani. “Possiamo soltanto vincere – le dichiarazioni dell’operatore di mercato, Dino Petrangelo –. In settimana ho fatto capire alla squadra che di tempo non ce n’è più e, di con-

seguenza, non sono più ammessi errori, come quelli visti a Termoli. Sarà importante anche il pubblico contro l’Angolana: i tifosi dovranno essere il nostro dodicesimo uomo in campo”. Califano non ha particolari problemi di formazione: da valutare soltanto le condizioni del difensore Pepe, mentre, in attacco con capitan Panico dovrebbero giocare Noto e Ricciardi.

care tutti gli effettivi a disposizione, al fine di dosare le forze in vista del doppio confronto di Coppa Italia. La kermesse tricolore è diventata un obiettivo stagionale per mettere la ciliegina sulla torta a una stagione già di per sé memorabile; mentre, per quel che concerne il campionato, il Campobasso punta a chiudere i giochi per il primo posto il prima possibile. Gli undici punti di vantaggio sulla Gioventù Calcio Dauna fanno dormire sonni tranquilli e se dovesse proseguire il trend positivo delle due formazioni, i lupi festeggerebbero la serie D tra il 30 marzo e il 6 aprile. Ovvio che se il club del presidente Giulio Perrucci dovesse proseguire nel suo cammino a punteggio pieno e i pugliesi dovessero inciampare, per il Campobasso le porte della serie D si aprirebbero già a metà marzo. Evenienza questa che permetterebbe alla città interessata al calcio di iniziare a organizzare la prossima stagione con cospicuo anticipo, con tutti i benefici del caso. Ora, però, c’è da pensare alla gara di Fornelli, dove Farina potrebbe ritrovare l’undici titolare con Nunziata tra i pali, Minadeo e Scampamorte al centro della difesa, supportati da Volpecina e Scudieri. In mezzo al campo Pignataro e Fazio, mentre i tre dietro l’unica punta Lazzarini potrebbero essere Palumbo in ballottaggio con Vitelli, Guglielmi e Cianci. A Fornelli, domani con fischio di inizio alle ore 15, dirigerà l’incontro Giacomo Pompeo Poentini della sezione di Pesaro, coadiuvato dagli assistenti Renzio Viotti e Danila D’Onofrio, entrambi della sezione di Termoli.

22^ GIORNATA CAMPIONATO DI ECCELLENZA DESIGNAZIONI ARBITRALI CLITERNINA- MONTENERO: Davide Calvarese, Termoli (Alberto Viola, Isernia – Vincenzo D’Apollonio, Isernia) FORNELLI – CAMPOBASSO: Giacomo Pompeo Poentini di Pesaro (Renzo Viotti, Termoli – Danila D’Onofrio, Termoli) NUOVO MONTAQUILA-ALIFE: Valerio Gioviani, Termoli (Domenico Petrillo, Campobasso – Nicola Bibbò, Campobasso) ROSETO-ROCCARAVINDOLA: Andrea Martino, Isernia (Ruben Testa, Campobasso – Nicola Iocca, Isernia) SANTELIANA-GIOVENTÙ CALCIO DAUNA: Sebastian Bruscino, Campobasso (Fabio Pasquale, Campobasso – Fabrizio Galeazzo, Isernia) VASTOGIRARDI-COMPRENSORIO VAIRANO: Federico Longo, Paola (Tommaso Biondo, Termoli – Luigi Bonavita, Termoli) VENAFRO-SESTO CAMPANO: Daniele Iuliano, Termoli (Michele Rinaldi, Termoli – Stefano Mariano, Campobasso) VIRTUS POZZILLI-POLISPORTIVA GAMBATESA: Maurizio Barbiero, Campobasso (Mauro Centracchio, Isernia – Piero Agostinelli, Campobasso) La classifica: Campobasso 63, Gioventù Calcio Dauna 52, Fornelli 46, Sesto Campano 43, Venafro 38, Roseto 30, Gambatesa 28, Vastogirardi 27, Montaquila 24, Cliternina 22, Santeliana 21, Roccaravindola 20, Alife 17, Vairano e Pozzilli 15, Montenero 14.



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