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ANNO X - N° 16 - MARTEDÌ 21 GENNAIO 2014 - DISTRIBUZIONE GRATUITA Quotidiano del mattino - Registrato al Tribunale di Campobasso atto n. 03 del 21/03/2008 - Direttore Responsabile: Angelo Santagostino Rotostampa Molise sede legale: Sessano del Molise (Zona Industriale) Direttore Editoriale: Tommaso Di Domenico Tel.: 0874.698012 Fax: 0874.494461 E-mail Redazione Campobasso: redazione@lagazzettadelmolise.it E-mail: Amministrazione - Pubblicità: commerciale@lagazzettadelmolise.it Ufficio pubblicitario: Tel.: 0865.412094 - Cell.: 389.0563606 Stampa: Rotostampa Molise - Sessano del Molise (Z.I.) Il lunedì non siamo in distribuzione La collaborazione è gratuita

GIORNALE SATIRICO

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L’Oscar del giorno a Carlo Maria De Filippo

L'Oscar del giorno lo assegniamo a Carlo Maria De Filippo direttore dell’U.O.C di Chirurgia Cardiaca e dei Grossi Vasi della Fondazione “Giovanni Paolo II. E' stato organizzatore nei giorni scorsi, unitamente ad altri colleghi, del convegno: "Aneurisma aorta addominale: qual’ è il trattamento di prima scelta?" Oltre l'appuntamento, però, va sottolineata l'attività messa in essere nell'Unità diretta che rappresenta un fiore all'occhiello per il sistema sanitario molisano. Non aduso a mettersi in mostra, per i risultati raggiunti, l'Oscar lo merita appieno.

Il Tapiro del giorno a Paolo Frattura

Il Tapiro del giorno lo diamo a Paolo Frattura. Il presidente della Regione, dopo essere stato contestato dai lavoratori della Gam, è andato via indicendo una conferenza stampa. Da ora in poi "Riceveremo i pochi validi ed equilibrati rappresentanti dei lavoratori", è stato il ragionamento del presidente evidentemente non incline alle manifestazioni di protesta di quanti perdono il posto di lavoro o non hanno i soldi per portare il mangiare a casa. E così ha deciso di guardare dall'alto i poveri mortali molisani. Un bell'esempio.

Indagata la Bio.com di Frattura, indagato il Questore, indagini sulle notizie apparse sulla stampa

Il Molise in un fuggi fuggi generale di Giovanna Ruggiero

Il Molise è nella morsa del fuggi fuggi generale. Tutta colpa del Corriere della Sera che ha pubblicato la notizia del questore di Campobasso indagato per favoreggiamento al presidente della Regione nell’ambito dell’inchiesta relativa alla società di Frattura (la Bio.com) per 265mila euro pubblici presi e mai utilizzati per la costruzione di una centrale biogas a Termoli. La notizia apparsa sul Corriere porta all’apertura di altre

indagini per fuga di notizie: come ha fatto il giornalista Sergio Rizzo a sapere che il questore di Campobasso era indagato? si chiede la Procura. Ma il giorno dopo appare sull’agenzia di stampa Ansa Molise l’altra notizia: la Procura ha aperto l’inchiesta sulla fuga di notizie e non ci risulta che ci siano stati comunicati stampa sull'argomento. Ora, seguendo il discorso logico, si dovrà per forza aprire un’altra indagine: come ha fatto il o la giornalista dell’Ansa a sapere che la Procura ha aperto un’inchiesta sulla fuga di notizie?

E a proposito di fuggi fuggi, sembra che ieri ci sia stata un’altra fuga: quella del presidente Frattura. Dalla Gam di Bojano. Il presidente pare non aver gradito le contestazioni mosse dai lavoratori che sta lasciando senza stipendio pregresso e senza futuro occupazionale. Stanco di vedersi contrastato su ogni chiacchiera che ripete ormai da quasi un anno, si è alzato e se n’è andato per sedersi in Giunta regionale davanti alla telecamere in conferenza stampa e senza la presenza dei lavoratori.


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La voce dei molisani indignanti è sempre più forte e chiara 21 gennaio 2014

Sono poco meno di seimila i molisani indignati che hanno firmato la proposta di legge d’iniziativa popolare per la riduzione delle indennità ai consiglieri regionali. E la parte più viva si propone di andare oltre; di sollecitare la magistratura a concludere l’indagine sui soldi pubblici dati ai gruppi consiliari e l’’ uso che n’è stato fatto. Sollecitarla a garantire con sistematicità il rispetto della legalità che spesso, sotto forme, le più disparate, si disperde nei meandri regionali o viene abilmente occultata mediante una comunicazione tutt’altro che attenta “ai particolari”. Ad esempio, non si capisce come e perché sia consentito al presidente della giunta di omettere la promulgazione dello statuto approvato da circa due anni, sottraendo ai molisani lo strumento per esercitare i propri diritti costituzionali. Le firme raccolte sono state passate al vaglio degli uffici regionali che ne hanno cancellate un’ottantina, un numero irrisorio, per piccole discrasie o irregolarità formali. Il comitato che guida gli indignati, ovvero Di Lisa, D’Angelo, Mattucci, Romano, Bottinelli, Celli e Ziccardi si farà portavoce presso il presidente della prima commistione consiliare regionale di iscrivere tempestivamente all’ordine del giorno la proposta di legge perché venga esaminata e discussa. Il rischio che possa finire nelle maglie intricate dei rinvii e delle contorsioni mentali di eventuali demagoghi, è fin troppo presente nel novero del consiglio re-

gionale per non destare preoccupazione. In proposito, è stato sottolineato come il rinvio e la contorsione mentale dei demagoghi di Palazzo Moffa non ancora consente che gli emolumenti indebitamente incassati , relativi all’illegittimo articolo 7 (portaborse) vengano

ridati alla cassa regionale, ossia ai molisani. Gli indignati, con la forza della convinzione, la trasparenza del pensiero, la linearità dell’azione hanno aperto un fronte sociale denso di prospettive. Bisogna sperare che non siano mai costretti a mollare.

Per la segreteria regionale, gli amici di Civati puntano al rinnovamento e indicano Michele Di Giglio

Micaela Fanelli vuole essere il perno della politica del Pd Venittelli, Ruta, Leva e Frattura pensano a un segretario in grado di creare serenità all’interno del partito e autorevolezza all’esterno

Il comitato “Molise per Civati” ha rotto gli indugi ed ha indicato Michele Di Giglio (membro della direzione regionale) candidato alla segreteria regionale. Un tentativo di chiarezza, che potrebbe invogliare anche le altre anime del Pd a fare altrettanto. E dalla chiarezza far scaturire un clima collaborativo, anzi unitario, per un eventuale segretario regionale in grado di creare serenità all’interno del partito e autorevolezza all’esterno. Non tutto però sembra volgere in questa dire-

zione se, ad esempio, nella corrente che fa capo a Matteo Renzi c’è da gestire (e comporre) la divaricazione tra l’onorevole Venittelli e la consigliera provinciale Micaela Fanelli che, va detto subito, punta decisamente ad essere lei il perno della politica pidiessina nel Molise, per l’immediato e per il futuro. Vogliosa, determinata , aggressiva, dialettica: ha tutto per imporsi in un contesto in cui queste qualità sono merce rara. Ma a volte il troppo storpia. Potrebbe essere il suo caso. L’ec-

cessiva ambizione a guidare oggi il partito, domani, chissà, la Regione, o la rappresentanza Pd al parlamento, potrebbero ritorcersi contro, non trovando, appunto, gradimento nella Venittelli e, comprensibilmente, neanche in Frattura. Probabilmente anche in Danilo Leva che, non essendo incompatibile alla carica di segretario regionale, aspira a riproporsi. Facendo valere la sua propensione al dialogo, che ha consentito al Pd di portare dalla propria parte le truppe cammellate di Patriciello e di Niro, e il successo alle urne il 24 e 25 febbraio 2013. Un’operazione riuscita, ma discutibile sul piano morale. Una sorta di legittimazione, sublimazione ed esaltazione del trasformismo, dell’opportunismo e dello strumentalismo applicato alla realpolitik molisana: una salsa dal sapore fortemente avariato. La classe dirigente portata a Palazzo Moffa non ha dato alcun segnale di rinnovamento dei metodi e dei fini della politica di Michele Iorio che avevano detto di voler cambiare; tutt’altro, quei metodi li ha peggiorati con una dose di spregiudicatezza, arroganza e incompetenza sesquipedale. Danilo Leva probabilmente vuole riproporsi per rimediare, qualora fosse nella condizione di farlo, agli errori più marchiani dell’operazione “tutti a bordo”, che ha spalancato le porte a Frattura e

alle sue incontenibili ambizioni personali, e alla realizzazione di una rete di potere e di poteri, a maglie strette, che però qualche inaspettata smagliatura sta per mettere in discussione. Un’operazione che ha spalancato le porte del parlamento a Leva, e al sodale Roberto Ruta e alla outsider Venittelli. Insomma, sul piano dell’utilità ha dato il massimo. Della qualità, il peggio. Dicevamo del comitato “Molise per Civati” e la indicazione di Michele Di Giglio alla segreteria regionale; rimane la sola candidatura nota, su cui potrebbe aprirsi un confronto e una discussione. Difatti, ad oggi, nessun segnale leggibile dall’area cuperliana e bersaniana del Pd. Quindi, nessun segnale che riguardi direttamente o indirettamente il segretario regionale uscente o altro nome accreditabile. C’è da dire, inoltre, che a Roma, sottilmente e abilmente coperta, si va consolidando una linea d’intesa tra Renzi e Civati su alcuni punti cardine quali il rinnovamento della classe dirigente, la netta separazione tra cariche istituzionali e cariche di partito, e una maggiore caratterizzazione sociale e culturale della sinistra. Ciò non dovrebbe giovare alla riproposizione di Leva alla segreteria regionale, mentre, invece, potrebbe aiutare a crescere l’ipotesi di Michele Di Giglio che, vista da più punti d’osservazione, potrebbe equivalere al rinnovamento, alla piena applicazione alla gestione della segreteria, a una spinta all’unitarietà, e al rafforzamento ideologico (per ciò che rimane di ideologia nel Pd). Dardo


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“La responsabilità non è mia ”: Frattura scatena l’ira alla Gam Alcuni lavoratori chiedono: ma lei sapeva a cosa andava incontro quando si è candidato? Il presidente si urta e abbandona l’incontro dei lavoratori che da 4 giorni occupano la fabbrica BOJANO. Dopo quattro giorni dall’occupazione della fabbrica a Bojano, i lavoratori Gam riescono finalmente ad avere Frattura ospite all’interno della struttura per sentirsi dare risposte certe. Il presidente scende nell’Arena. C’è grande attesa per il suo discorso. Anche perché la posta in palio è altissima: pagamento degli stipendi arretrati (5 mesi) e certezze per il futuro occupazionale che non sia la chiusura. Frattura arriva a Bojano e inizia. Primo problema: gli stipendi arretrati. “Se riesco a far approvare un ordine del giorno dal Consiglio regionale, entro 20 giorni vi pagheremo il pregresso”. I lavoratori però, che vivono queste situazioni da anni, conoscono bene come funziona il meccanismo in Regione. Ossia: il presidente della Giunta non ha bisogno che il Consiglio approvi un ordine del giorno per pagare loro gli arretrati. Anche perché l’ordine del giorno non ha nessun valore. E’ una carta con cui si invita a fare qualcosa. In altre parole: sono chiacchiere. Così il primo dubbio che sorge in sala é: ma questo a che gioco sta giocando? Si procede con l’atteso discorso del presidente della Regione Molise e si affronta il tema del futuro: Il rilancio della filiera avverrà con le cooperative. Quelle stesse cooperative che a giugno aveva proposto il ministero del Lavoro e che in Regione Molise si accantonarono perché era aperta la trattativa con i siciliani di Leocata. Quindi, in sala, la domanda sorge spontanea: perché si sono persi questi sei mesi? Ma bisogna guardare al futuro, non al passato. E il futuro porta a questo: l’azienda deve restare chiusa per 18 mesi per essere rilanciata. Ma se stiamo chiusi per 18 mesi, si chiedono i lavoratori, perdiamo il mercato, gli allevatori già non ci sono più, gli unici che ci guadagnano sono coloro che dovranno effettuare i lavori per la ristrutturazione aziendale. Ma bisogna guardare al futuro. Tanto che il buon Frattura ricomincia con la solita tarantella: “La responsabilità di questa situazione non è mia”. I latini dicevano: excusatio non petita accusatio manifesta. Cioè: affannarsi a giustificare il proprio operato senza che sia richiesto può infatti essere considerato un indizio del fatto che si abbia qualcosa da nascondere. Allora ecco che qualcuno dei lavoratori in sala, che combatte con la mancanza di stipendi arretrati, che non ha soldi per comprare il pane alla propria famiglia, quel qualcuno chiede al presidente della

Regione: Sappiamo che tu sei presidente da quasi un anno, quindi, assodato il fatto che qui nessuno ti sta accusando di essere responsabile della condizione della Gam. Fino al 2013. Però sta di fatto che noi lavoratori fino al giorno della tua elezione abbiamo lavorato. Da quando ci sei tu e il tuo centrosinistra con Petraoria, Scarabeo, Nagni e Facciolla al comando, qui è tutto fermo. Ora, dal momento che non te lo ha ordinato il medico di fare il presidente della Regione, ti chiediamo: Sapevi a cosa andavi incontro quando ti sei candidato? Vuoi vedere che ora la responsabilità è di coloro che ti hanno votato dandoti fiducia?”. E Frattura cosa fa? Sbatte i pugni e se ne va. Torna sul suo trono, a via Genova. Riunisce la sua consulente Carmela Lalli, legata a Dante Di Dario, porta con se l’ingegnere Nicola Baranello, nuovo amministratore Gam e convoca una conferenza stampa. E che dice? Che non accetta insulti, che non metterà più piede a Bojano, e che riceverà in Giunta solo quei pochi rappresentanti dei lavoratori che si comportano da persone educate (nel senso che non fanno domande? ndr). Per il resto, tutto come prima. Forse arrivano gli arretrati (due mesi) entro 20 giorni e la Gam resterà chiusa perché si devono fare i lavori di ammodernamento degli impianti. Chi li farà? Si vedrà. Intanto Frattura viene istituzionalmente difesa dal suo compagno di partito, Pietro Maio, che da buon comunista si comporta come tutti i comunisti molisani che siedono nelle istituzioni: difende il presidente e abbandona i lavoratori. “Forse si era abituati a fare manifestazioni e vedere arrivare milioni di euro sperperati pochi giorni dopo con una delibera. Ciò non succederà più. Pagheremo i debiti, ma non faremo mai una destinazione di fondi in modo così leggero e superficiale. Senza linee di produzione, con un deficit così alto non c'è minaccia che tenga a farci tornare indietro su questa posizione. Se così fosse, mamma regione allora dovrebbe intervenire spendendo le proprie risorse per aiutare tutti i 35.000 imprenditori della Regione Molise che, in modo diverso, versano i difficoltà” chiude Frattura. Quella stessa mamma Regione che fino ad oggi ha dato soldi pubblici anche all’architetto senza che realizzasse l’opera per cui era stato pagato? giorug

Indagato il capo della Polizia, arrivano gli ispettori in Questura CAMPOBASSO. A seguito dell’interrogazione del senatore Ulisse Di Giacomo (Ncd) arrivano gli ispettori in Questura a Campobasso. Un atto dovuto vista la delicatezza del tema. Il questore di Campobasso, il cui capo di Gabinetto è la sorella del presidente della Regione, è indagato per favoreggiamento al presidente della Regione Molise nell’ambito dell’inchiesta Bio.com, di cui Frattura era amministratore unico quando la società ricevette 265mila euro di finanziamenti pubblici come acconto per la costruzione di una centrale biogas a Termoli mai realizzata nonostante i

soldi pubblici fossero stati intascati. La questione sta sollevando un vero e proprio putiferio: sabato scorso infatti il pm Fabio Papa, titolare delle inchieste, si è dimesso dalle indagini sul questore per pressioni ricevute. In particolare sembrerebbe si tratti dell’affiancamento dell’altro pm, Nicola D’angelo, particolarmente legato ai legali della Bio.com di Frattura nell’ambito del procedimento amministrativo al Consiglio di Stato per la restituzione dei soldi. Contenzioso ancora aperto tra Regione Molise (guidata da Frattura) e la società di Frattura.

Da Luigi XVI a Frattura, il Molise di oggi come la Francia di allora Frattura appare come Luigi XVI re di Francia. Inizialmente amato dal popolo, con il passare del tempo il re di Francia si dimostrò inadeguato secondo gli storici a ricoprire tale ruolo. La sua indecisione e il suo forte conservatorismo portarono il popolo a rifiutarlo ed odiarlo in quanto simbolo del potere assoluto esercitato dalle monarchie europee. Erano gli anni della rivoluzione francese, il periodo della crisi finanziaria in cui la Corte sperperava denaro nel lusso più sfrenato e al popolo affamato si sussurrava di mangiare le brioche. Era il diciottesimo secolo, quando la Francia era divisa in Nobiltà (che aveva il monopolio delle cariche pubbliche e godeva di numerosi privilegi economici e fiscali), il clero, e il terzo stato (borghesi, commercianti e artigiani, proletariato urbano e contadini. Insomma, lo strato più numeroso e vario della popolazione). Le analogie con i tempi odierni sono tanti: la crisi finanziaria del terzo millennio ha spazzato via l’intera classe sociale della borghesia media. La disoccupazione sta toccando tassi elevatissimi. Il popolo medio stenta a sopravvivere. La povertà dilaga. La classe politica dirigente sta dimostrando inadeguatezza al ruolo per il quale è stata chiamata a dare risposte certe in termini di azioni concrete. L’atteggiamento del presidente Frattura di fronte al problema Gam è emblematico. L’assenza di volontà al dialogo che si evidenzia di fronte a risposte che il presidente non dà perché, forse, non sa cosa dire o non può dare, la sua tendenza ad abbandonare il dialogo di fronte a domande scomode, portano ad analogie a dir poco inquietanti. Dopo un anno dalla sua elezione, Frattura non ha ancora capito un dato fondamentale: l’essere stato acclamato presidente a furor di popolo non determina automaticamente l’adulazione sic et simpliciter per tutti gli anni di mandato. I molisani gli hanno consegnato le chiavi della Regione sulla base di una fiducia poggiata sulle parole. Hanno acquistato Frattura sulla parola, a scatola chiusa. Ora però ci vogliono i fatti. E se non ci sono risposte concrete alla fame vera che il popolo ha, non si rischia una semplice delusione politica. Ma una mobilitazione sociale senza precedenti per i tempi moderni. Finché Frattura e i suoi non capiranno che governare non vuol dire giocare, finché non capiranno che le altre aziende e i loro lavoratori hanno la stessa valenza, se non la precedenza, sulle aziende che più stanno a cuore al presidente (energetiche, edili, bande larghe, ecc…), se non lo capiranno il Molise rischia un’implosione senza precedenti. Oggi c’è chi ancora vuol dare fiducia alle parole. Ma se ci saranno sempre e solo chiacchiere, il Molise avrà un destino segnato con una più moderna presa della Bastiglia. Irene Corsini


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Da anni il settore reclama azioni e interventi per il rilancio

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Commercio, politiche poco incisive CAMPOBASSO. La profonda crisi che il commercio molisano sta attraversando non è soltanto il frutto di politiche nazionali recessive, ma è anche la conseguenza di politiche locali sbagliate, che poco si sono preoccupate di venire incontro alle reali esigenze dei commercianti. Sul banco degli imputati vanno messe anche le politiche locali, sbagliate, quando esistenti, se non addirittura assenti. Se la crisi è un dato incontrovertibile a livello nazionale, a livello locale è invece imputabile anche al disinteresse dell'amministrazione comunale. Anche Campobasso conosce ormai da tempo la vergogna e il peso di una narrazione politico-amministrativa totalmente al di fuori della realtà, laddove la vocazione commerciale del capoluogo non solo è stata trascurata ed ignorata, ma addirittura spesso vissuta come un fastidio. Basta vedere, su tutto, ma non è certo l'unico esempio la tristissima parabola

discendente del centro murattiano e, in particolare, del centro cittadino, diventato l'emblema di anni di politiche fallimentari e clientelari. In questo contesto è da condividere il timore dei commer-

CAMPOBASSO. "Nell'attuale situazione di crisi che incide profondamente sulla serenità delle famiglie, le persone anziane, che hanno affrontato situazioni difficili ed hanno contribuito allo sviluppo economico e sociale dell’Italia, possono offrire un punto di riferimento importante e trasmettere forti valori morali e comportamentali per il superamento delle difficoltà e per lo sforzo di creare adeguate prospettive di vita, contribuendo così alla coesione sociale. Pur in presenza della persistente crisi economica, che sembra mettere in discussione i valori del welfare, gli anziani del mondo agricolo meritano maggiore attenzione da parte delle Istituzioni" è quanto sottolinea Nicola Enzo Salvatore, presidente di Federpensionati Coldiretti Molise, che guiderà la delegazione molisana all’Assemblea Nazionale, che si svolgerà il 21, 22 e 23 gennaio e che celebrerà anche i 45 anni dell’Associazione, alla quale aderiscono settecentomila iscritti, di cui oltre dodicimila molisani. Durante l’assemblea verranno affrontati i seguenti temi: Rapporto tra generazioni con il ruolo dei nonni nel sostegno e la formazione delle famiglie; presidi territoriali nelle aree rurali per una maggiore fruibilità dei servizi socio-sanitari e alla persona; famiglia e livelli essenziali di assistenza a valore aggiunto; iniziative ed

cianti e delle imprese artigiane che chiedono giustamente alla politica un impegno concreto, anche se sgravi fiscali, diminuzione del costo del lavoro, accesso più agevole al credito e snellimento reale

degli adempimenti burocratici devono essere azioni preminenti del Governo nazionale. Dall'altra, bisogna incalzare sulle proprie responsabilità chi ha amministrato e dovrà amministrare. E' evidente che il settore del commercio di vicinato è pesantemente colpito dall’attuale andamento congiunturale che si ripercuote sui consumi ed è costretto a confrontarsi con le opportunità e con i rischi derivanti dalla disciplina sulle liberalizzazioni commerciali approvate nel decreto ‘salva Italia. Ma è altrettanto vero che negli ultimi anni la politica ha evitato di affrontare la questione ed oggi è solo la grande distribuzione a leccarsi i baffi. Quando, però, a venir meno è il piccolo commercio, che nel Molise ha da sempre trainato il settore, a rischiare il collasso è il sistema. Ed è su questo che dovrebbe appuntarsi una seria politica economica.

"Anziani, un punto di riferimento" La Coldiretti rilancia la questione sui valori morali e comportamentali

esperienze con il ruolo attivo del pensionato quale modello di traino culturale, economico e solidale. Durante l’Assemblea di Federpensionati Coldiretti, coordinata dal presidente nazionale, Antonio Mansueto ed a cui parteciperanno il Segretario Generale Coldiretti, Vincenzo Gesmundo, ed il Presidente Confederale Roberto Moncalvo, verranno testimoniati esempi di alcuni pensionati coltivatori, che racconteranno storie specifiche di impegno nel sociale e nel trasmettere professionalità. “Il ruolo dei nonni, ricorda poi Nicola Enzo Salvatore,

Est modus in rebus C’è una misura nelle cose. In tutte le cose. Lo postulavano gli antichi. Non lo applicano i moderni. Nel caso, il modernissimo governo regionale, che s’era annunciato rinnovatore, normalizzatore e s’è rilevato invece vendicatore. Tagliatore di teste e obnubilatore di coscienze. Privo di scrupoli, senza riguardi, in piena e assoluta autarchia. Una generazione venuta alla ribalta, indicata di qualità, è finita degenerata nelle panie dell’esercizio del potere. Assoluto, irriguardoso, malmostoso. Finora ne ha fatte di tutti i colori: in suo favore, tantissimo (indennità d’oro); a danno

è fondamentale per il giusto equilibrio delle future generazioni. Per i bambini, le persone più amate, i genitori, sono anche quelle un pò temute, poiché è a loro che spetta dare le dritte su come imparare a comportarsi nella società e nella vita; mentre le persone preferite, i nonni in particolare, solitamente sono esentati da questo grave compito, con il risultato di potersi abbandonare full time ad un rapporto di crescita e di forte complicità con i loro nipoti, contribuendo a farli crescere sicuri ed educati.”

degli altri, ugualmente tantissimo (in imposte e tasse). L’iperbole è il denominatore comune di una politica vessatoria, intimidatoria, collusa con il sistema amministrativo che ha cancellato il riguardo, la stima, la considerazione, il rispetto della dignità umana e delle regole, per far luogo alla pre-potenza, all’arroganza, alla strafottenza. Nessuna regola, quindi tutto in regola. La propria. Che consente di cacciare, annullare, vessare, avvilire, spostare, cambiare: con un rigo scritto o un ordine orale. Cacciare le persone; annullare i contratti; vessare

i contraddittori; avvilire i dipendenti non considerati allineati; spostare le funzioni di chi non è funzionale, cambiare … le carte in tavola. Del governo regionale non si ha più cosa dire. Il quaderno delle doglianze è pieno. Quello delle vedette è per gran parte intonso; le epurazioni saranno ancora tante, e lente. Il gusto agrodolce che provano i cinici e gli incoscienti nel mettere in atto la loro vocazione va delibato infatti a sorsetti. Sono in tanti gli “sgraditi” al nuovo potere regionale cacciati dal novero del lavoro, degli incarichi, delle consulenze e delle collaborazioni, nonostante fossero corredati di attestati di competenza; taluni addirittura invitati a farlo consensualmente: una forma pelosa di comportamento, maschera beffarda della malevolenza. L’acme dell’infingimento non lo abbiamo immaginato, ma letto. In un atto di recesso che sublima


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Per il presidente facenti funzioni della giunta regionale, sulle emergenze che assillano il Molise è auspicabile un mutamento di clima che accantoni la strumentalizzazione politica e privilegi la ricerca di soluzioni condivise e di percorsi amministrativi unitari

La domenica, Michele Petraroia diventa buono ed ecumenico

L'intervento Le parole si addolciscono e scorrono fluide alla ricerca dell’intesa, della collaborazione,del “vogliamoci bene” in nome dei lavoratori licenziati, delle società in difficoltà, delle dismissioni societarie, della indifferenza ai guai altrui E’ assodato. La domenica, infuso di Angelus, il presidente facente funzioni della giunta regionale del Molise, Michele Petraroia, diventa particolarmente buono. Il suo animo e la sua mente si aprono alla solidarietà, e le distinzioni acide e urticanti praticate nei confronti del governo che ha preceduto il suo, si attenuano. Anzi scompaiono, e sorge spontaneo il bisogno di appellare – urbi et orbi - che il Molise non si spacchi sulle vertenze che riguardano la Protezione civile, la Gam, l’Ittierre, la Cig in deroga, ed eviti ogni strumentalizzazione politica a danno dei lavoratori. Dal lunedì al sabato di ogni settimana non c’è occasione però che non si presti ad essere utilizzata per addebitare alla passata gestione tutto il danno e il male possibili. Una continua dannazione che lui e gli altri della giunta si incaricano di tradurre in atti di violenza amministrativa (il licenziamento dei 218 contrattisti della Protezione civile, l’abbandono al proprio destino dei lavoratori della Gam, la fuoriuscita dal capitale e dalla gestione dello Zuccherificio, l’insensibilità verso le paturnie dei re-

sponsabili dell’Ittierre eccetera eccetera) giustificandoli come imprescindibili dalla “funzione istituzionale e prerogative di legge” . Ma la domenica, quando gli viene l’estro di comunicare il proprio pensiero, la propria coscienza, i propri sentimenti, le parole si addolciscono e scorrono fluide alla ricerca dell’intesa, della collaborazione,del “vogliamoci bene” in nome dei lavoratori licenziati, delle società in difficoltà, delle dismissioni societarie, della indifferenza ai guai altrui. Scordiamoci il passato. Chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato. Questo la domenica. Giorno in cui gli viene facile inzuccherare le cose, e far sapere al popolo molisano che la giunta ha confermato “quale unico tavolo di confronto quello coordinato dal Prefetto Di Menna che agendo al di sopra delle parti verificherà la disponibilità dei fondi per il 2014, gli impegni del Governo e le alternative occupazionali per i lavoratori in raccordo col Sottosegretario De Camillis, coi Senatori Di Giacomo e Ruta, con i Deputati Leva e Venittelli, con la Regione e con l’Agenzia della Protezione Civile”. Tutti assieme, appassionatamente, quindi. Un assaggio, tanto per gradire. Perché, più in generale, per il domenicale Michele

Petraroia, “sulle emergenze che assillano il Molise è auspicabile un mutamento di clima che accantoni la strumentalizzazione politica (quella degli altri non la propria, s’intende – ndr) e privilegi la ricerca di soluzioni condivise e di percorsi amministrativi unitari. Il Governo non ci riconoscerà mai l’Area di Crisi se mancherà l’appoggio di tutte le forze parlamentari e se negli stessi comuni dove si adotta il deliberato da inoltrare alla Presidenza del Consiglio dei Ministri si agisce con timidezza, scarsa convinzione e poca determinazione. Sarà arduo strappare al Ministro del Tesoro la restituzione dei 5 milioni di euro sulla cassa in deroga tolti al Molise nel 2012 per pagare i 1.626 lavoratori in attesa del 2013, se la delegazione parlamentare si spacca. Non sarà facile il 29 gennaio a Roma ottenere garanzie sugli ammortizzatori sociali per i 700 dipendenti Ittierre se le forze politiche non si adoperano unitariamente col Ministro del Lavoro Giovannini. Una simile unità è condizione indispensabile anche a tutelare i lavoratori della GAM al di là degli schieramenti, dei partiti e della politica!”. Diamine, come non pensarci prima! Dardo

Molise: ultimo nel tasso di natalità, primo nella quota di emigranti È preoccupante il quadro che emerge dai dati pubblicati nel rapporto SVIMEZ Come ogni anno l'Associazione per lo Sviluppo dell'Industria nel Mezzogiorno (SVIMEZ) ha pubblicato il Rapporto nel quale presenta una fotografia abbastanza dettagliata della situazione socio-economica delle regioni meridionali italiane. Ad un esame attento dei dati esposti non sfuggono molti elementi di preoccupazione per tutto il meridione, ma in particolare per il Molise che appare la regione più fragile vista la ridotta dimensione del territorio, la sua conformazione e la scarsa presenza di popolazione. In merito a quanto è avvenuto nel complesso del Sud di Italia, il Rapporto scrive: "ci troviamo di fronte alla contrazione del reddito disponibile per due anni consecutivi, ad ulteriore riprova della inusuale gravità della crisi che stiamo attraversando. Alla compressione del reddito delle famiglie contribuisce il permanere della pressione fiscale, in percentuale del PIL, su valori storicamente elevati". Date queste premesse decisamente negative osserviamo la situazione del Molise nel confronto con le altre regioni meridionali a statuto ordinario e con tutto il Mezzogiorno. Iniziamo dagli aspetti demografici. La nostra Regione ha il più basso tasso di natalità (7,4 per mille abitanti) contro un valore per tutte

le regioni meridionali pari all'8,9 per mille abitanti; inoltre ha il più alto tasso di mortalità (11,5 per mille abitanti) mentre la media delle altre regioni meridionali è del 9,7 per mille abitanti. Questi valori danno l'esatta misura del preoccupante invecchiamento della popolazione molisana che, essendo per larga parte anziana, ha ridotto il numero delle nascite ed ha fatto crescere il numero delle morti. Tuttavia, il Molise ha il primato per quanto riguarda gli emigrati in possesso di laurea, infatti contro il nostro 32,5% l'Abruzzo ha il 29%, la Campania il 22,7%, la Puglia il 28,6%, la Basilicata il 28,7%, la Calabria il 27,1% e la media del Meridione è del 25,0%. Questo particolare fenomeno ci fa riflettere sul fatto che le famiglie molisane fanno sacrifici per mantenere i figli agli studi ed i benefici lavorativi di questo personale qualificato vengono raccolti dalle regioni del Centro-Nord o addirittura da paesi esteri. Per quanto riguarda i giovani dobbiamo notare innanzi tutto che il livello di disoccupazione è molto più alto, infatti per le persone al di sotto dei 24 anni il tasso medio di disoccupazione delle regioni meridionali arriva al 46,9, contro il 17,2 che è il tasso di disoccu-

pazione complessivo. In questa classifica il Molise ha un valore del 41,9, quindi inferiore a quello del Mezzogiorno, ma superiore sia a quello dell'Abruzzo (33,0) che a quello della Puglia (41,5); molto al di sopra sono le altre regioni, soprattutto la Calabria (53,5). Il Rapporto SVIMEZ, inoltre, osserva i giovani tra i 15 ed i 34 anni che non lavorano e non studiano in percentuale sulla popolazione di età corrispondente: qui la media del Mezzogiorno raggiunge il 35,7% mentre al Centro-Nord è di quasi la metà, 18,1%. Il Molise ha un valore del 27,1%, superiore a quello dell'Abruzzo, che è del 20,5%, ma inferiore a quello delle

altre regioni meridionali dove il massimo è raggiunto dalla Campania con il 38,8%. L'occupazione femminile è decisamente al di sotto di quella maschile, infatti il tasso di occupazione delle donne nelle regioni meridionali è pari a 31,6 mentre quello degli uomini è di 56,2, differenza molto minore è invece nel tasso di disoccupazione che è di 19,3 per le donne e 15,9 per gli uomini. Ciò sta a significare probabilmente che molte donne meridionali una volta perso il lavoro rinunciano a cercarne un altro, quindi escono gradualmente dal mondo del lavoro e non figurano più tra i disoccupati.


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Campobasso

21 gennaio 2014

Comunali, coalizioni a lavoro per organizzare le primarie Progettato per consentire ai viaggiatori e ai pendolari di raggiungere rapidamente il centro cittadino

Il collegamento pedonale del Terminal con Via Mazzini è un’altra opera pubblica bloccata dalla stupidità amministrativa

Entrambe le coalizioni sono a lavoro per scegliere il candidato sindaco ma questa volta saranno i cittadini a decidere. Sia il centrodestra che il centrosinistra, infatti, stanno organizzando le consultazioni primarie per coinvolgere i campobassani e dare loro la possibilità di decidere direttamente chi dovrà sfidarsi alle amministrative di maggio. Largo alla partecipazione e al coinvolgimento dei cittadini, dunque, che, attraverso le primarie, potranno valutare con largo anticipo i diversi candidati e decidere chi è il più rappresentativo della coalizione e soprattutto chi sarà in grado di battere gli avversari. Il Partito Democratico ha, certamente, una maggiore propensione per questo tipo di consultazione anche se finora non è mai stata utilizzata per la scelta del sindaco e quindi il circolo di Campobasso, ieri pomeriggio, ha già tenuto il primo incontro per discutere delle primarie e organizzare la consultazione che sarà una selezione aperta a tutti i partiti e movimenti che si riconoscono nei valori del centrosinistra e che darà forma ad una proposta innovativa e riformista. La fase preparativa consentirà di intraprendere un’ampia discussione su temi, problematiche e proposte per una nuova città, e porterà, con il contributo di tutte le forze di centrosinistra, all’elezione di una nuova guida amministrativa che sappia portare la città capoluogo a rap-

presentare al meglio la Regione. Lo stesso vale anche per il centrodestra che ha deciso di scegliere attraverso le primarie il prossimo candidato sindaco. In questi giorni il coordinamento dei partiti di centrodestra formato dai rappresentanti di Forza Italia, Nuovo Centro Destra, Fratelli d’Italia e Progetto Molise costituirà il comitato promotore, ovviamente aperto a tutti coloro che hanno voglia di dare un contributo e credono in questo ambizioso progetto politico. Un progetto che nasce per includere tutte le forze moderate presenti sul territorio, per dare il via a un nuova stagione attraverso il pieno e diretto coinvolgimento dei cittadini e che vuole essere infine l’espressione tangibile di un reale, radicale e auspicato cambiamento rispetto al “modello” Frattura. Fin qui le comunicazioni, per così dire, ufficiali diffuse dai partiti. Altro è, invece, il lavoro più discreto ma altrettanto frenetico che le coalizioni stanno svolgendo per dare consistenza alle primarie e riempire le consultazioni di nomi e contenuti. Sia da una parte che dall’altra alcune candidature sono note ma non del tutto certe, si tratta di nomi che circolano da tempo ma, fino alla fine, non è escluso che potrebbero esserci delle sorprese con partecipazioni nuove e inaspettate in grado di sconvolgere completamente il quadro finora delineato.

Mancherebbe poco al completamento dei lavori per la realizzazione del collegamento pedonale dal terminal a Via Mazzini. Ma il Patto di stabilità, una delle formule amministrative più controverse e astruse - che limita l’autonomia gestionale degli enti locali, e sta mettendo in ginocchio le imprese - impedisce, appunto, che alla ditta appaltatrice dei lavori, la P.Q. Edilizia, vengano pagati gli stati di avanzamento. E, siccome senza soldi non si cantano messe, la P.Q. Edilizia è stata, suo malgrado, costretta a sospendere i lavori. Ormai e quasi un anno che il cantiere è chiuso e attende di essere riaperto, cosa che sarebbe possibile se ci fosse qualcuno in grado di by-passare il Patto di stabilità dando il via libera a ciò che rimane da fare per completare l’opera. Stiamo parlando di un progetto vecchio di 20 anni. Finanziato per una parte con i fondi della legge 64 (Cassa per il Mezzogiorno) e per l’altra con i fondi regionali. Anche questa duplicità di finanziamento, naturalmente, non giova alla snellezza delle procedure. Comunque, molte difficoltà sono state superate. Ciò che invece rimane un ostacolo insormontabile è il Patto, tanto più se in presenza della disponibilità delle risorse finanziarie per tacitare l’impresa e per portare a termine i lavori. Un Paese che impiegando 20 anni progetta un’opera pubblica, riesce a trovare i finanziamenti, riesce ad appaltare i lavori e, a un passo dal concluderli, se li vede bloccati dal Patto di stabilità, è un Paese da barzelletta. Un Paese, cioè, in cui è del tutto naturale trovarsi in crisi, incapace di ripartire, di investire, di svilupparsi. Campobasso, visto il numero di opere pubbliche che datano 10 e più anni, ancora da portare a termine, può essere elevato a paradigma della crisi e della impossibilità di superarla. Il collegamento pedonale rientra tra le scelte programmatiche a corredo della piena agibilità e funzionalità del terminal delle autocorriere. Dovrebbe consentire alla massa dei viaggiatori, soprattutto in corrispondenza degli orari di entrata e d’uscita dalle scuola e dagli uffici, di defluire comodamente e di raggiungere rapidamente il centro cittadino. Sono anni, invece, che lo sciame umano lungo le carreggiate degli svincoli d’accesso e d’uscita dal terminal, è costretto a vedersela con il traffico automobilistico, sistematicamente a rischio della propria incolumità. Uno spettacolo a dir poco indecente per una città che si fregia del titolo di capoluogo regionale. Spettacolo tanto più intollerabile se posto dinanzi alla constatazione che il collegamento pedonale è lì, che fa bella mostra di sé, ma inutilizzabile per via del Patto di stabilità che impedisce all’impresa P.Q. Edilizia di completarlo, ma non di mettere in mora la stazione appaltante. Spettacolo, tra l’altro, di cui, stando così le cose, non è preventivabile la fine. Dardo

Senza soldi non si cantano messe: la P.Q. Edilizia, suo malgrado, è stata costretta a sospendere i lavori e a mettere in mora l’amministrazione comunale

I campanili della salute a Campobasso Per i volontari di assistenza sanitaria in preparazione un apposito corso CAMPOBASSO. Oggi alle 17,00 presso il “Salone Celestino V” della Curia Arcivescovile l’ARVAS Molise avrà come formatori all’interno del suo corso di formazione per volontari di assistenza sanitaria, i ricercatori della NEUROMED nella conferenza dal titolo: “Prevenzione dell’ictus cerebrale e delle malattie cardiovascolari dal Progetto Moli-sani al Registro Molisano dell’Ictus Ischemico (REMOLIC)”. A relazionare sul tema saranno Giovanni de Gaetano e Licia Iacoviello del Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione delI’ IrccsS. Istituto Neurolo-

gico Mediterraneo “Neuromed” di Pozzilli. Concluderà l’incontro il cardiologo Vincenzo Centritto, Presidente dell’Associazione Cuore-Sano onlus di Campobasso. E’ un momento di formazione orientato all’apprendimento basato sull’esperienza della ricerca scientifica. I futuri volontari di assistenza sanitaria dell’ARVAS saranno coinvolti su un tema di grande interesse e attualità. L’evento, è organizzato dall’Associazione Cuore Sano onlus Durante l’ incontro formativo, verranno affrontati temi di prevenzione e salute, con particolare riguardo

all’ictus cerebrale, prendendo spunto dai risultati del noto progetto “Molisani” e illustrando il progetto REMOLIC, iniziato prima della fine dell’anno. Questo appuntamento è il secondo di una serie di incontri pubblici che si svolgeranno nel 2014 in vari comuni della Regione. Come nelle precedenti iniziative di comunicazione, organizzate dall’Associazione Cuore Sano onlus questo incontro per i futuri operatori di assistenza sanitaria sarà un’occasione per avere un contatto diretto con gli esperti della prevenzione.

Giovanni De Gaetano


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Campobasso

21 gennaio 2014

Protezione civile, tutti richiamati CAMPOBASSO. La terrà, ieri, è tornata a tremare per il terremoto mentre il sistema della Protezione civile sta conoscendo non pochi problemi dopo le decisioni assunte dalla Regione che ha ritenuto fare a meno dei precari. "Per gli ex dipendenti della protezione civile dopo il danno anche la beffa! Prima vengono licenziati e poi probabilmente chiamati per ovviare alla naturale carenza di organico". La denuncia è stata presentata dal sindacato Cobas a firma di Maria Luisa Di Bianco. "Da ieri infatti si vedono girare negli uffici della protezione civile alcuni dipendenti che hanno già riconsegnato i cartellini e quindi licenziati. Pare che questi lavoratori siano stati chiamati per uscire dall’impasse in cui si trova la protezione civile o comunque se ciò è frutto di iniziative personali degli ex dipendenti, nessuno prende i dovuti provvedimenti. Tutto ciò accade in barba alle più elementari regole della pubblica amministrazione e quindi non

La sede della Protezione Civile a Campobasso

La scossa di terremoto ha spinto i vertici della struttura a richiamare i precari tenendo conto che gli stessi non hanno più alcun titolo per entrare negli uffici ne tantomeno per sbrigare pratiche, senza contare che così facendo, i dipendenti in questione, si espongono al rischio di essere denunciati dalla amministrazione stessa, nella malaugurata ipotesi che

uno di loro possa incappare in un incidente e procurarsi ferite o lesioni". Ora si è corso ai ripari nel tentativo di non lasciare la struttura priva di dipendenti. "Ci pare giusto portare a conoscenza dell’opinione pubblica questi fatti per continuare a rimarcare la frettolosità, l’inadeguatezza e

Shoa, una maratona letteraria La lettura di diversi testi accompagnerà la giornata della Memoria

CAMPOBASSO. Lunedì 27 gennaio a Campobasso, in occasione della Giornata della Memoria, presso l’Auditorium dell’ex GIL in via Milano, si terrà un reading letterario con testi di diversa natura che ricordano la Shoa, organizzato da una vera e propria rete operativa di associazioni e enti presenti sul territorio molisano. Infatti, l’evento è promosso e organizzato dal Cidi (Centro Iniziativa Democratica Insegnanti), dalla Biblioteca Provinciale “Pasquale Albino”, dalla Società Dante Alighieri Comitato di Campobasso, dall’Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) Comitato Provinciale di Campobasso, dall’Associazione Culturale Officina Sociale Campobasso e da Libera.

Il programma, che prederà il via alle ore 16.00, prevede libere letture aperte a studenti e non solo, con brani tratti da differenti testi presenti nel catalogo della Biblioteca provinciale di Campobasso “P. Albino”, selezionati e montati opportunamente dai bibliotecari della struttura provinciale; a seguire ci saranno due interessanti interventi rispettivamente del professor G. Cerchia, sul volto oscuro del XX secolo, e del professor M. Colabella, sugli ebrei stranieri internati in Molise durante la Seconda Guerra Mondiale. A concludere degnamente il lungo pomeriggio, ci saranno gli attori Giorgio Careccia e Palma Spina che interpreteranno testi appositamente scelti sull’argomento.

la superficialità delle decisioni dei vertici fin qui prese senza un adeguato confronto sindacale, anzi, addirittura anticipando decisioni il giorno prima del tavolo di concertazione convocato in prefettura, a questo punto con il chiaro intento di bloccare qualsiasi trattativa".

Terremoto, Di Bartolomeo assicura: scuole agibili

In riferimento alle scosse telluriche avvertite nella mattinata di ieri alle ore 8.12 il sindaco di Campobasso, Gino Di Bartolomeo ha comunicato che gli edifici scolastici comunali sono stati oggetto, per il passato, di appositi studi per la verifica della loro vulnerabilità. Alla luce delle risultanze emerse, gli edifici a rischio sono stati oggetto, nel tempo, di ordinanze di chiusura ed allo stato non sono utilizzati. In ogni caso i tecnici comunali hanno proceduto ad un ulteriore sopralluogo negli edifici scolastici, al fine di verificare eventuali problematiche. Gli edifici scolastici comunali sono risultati agibili e, pertanto, allo stato non vi sono ragioni e impedimenti per il normale prosieguo delle attività scolastiche.


ISERNIA

ANNO X - N° 16 - MARTEDÌ 21 GENNAIO 2014 - DISTRIBUZIONE GRATUITA

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Isernia

21 gennaio 2014

“La Regione distrugge il Veneziale” La denuncia è stata fatta in Consiglio comunale da D'Apollonio ISERNIA. Un’amministrazione regionale avvertita come “lontana dalle nostre esigenze” e che “non perde occasione per renderci difficile ogni cosa, tagliando servizi essenziali alla collettività”. Così Giacomo d’Apollonio, consigliere di ‘Isernia in Comune’, durante l’assise civica sulla questione della riorganizzazione aziendale Asrem, che vedrebbe, di fatto, l’ospedale ‘Veneziale’ falcidiato dai tagli lineari. D’Apollonio, già in campagna elettorale, espresse forte preoccupazione sul ridimensionamento che la Regione aveva allo studio per la città di Isernia. I tagli avrebbero interessato sia i servizi sanitari che la presenza di uffici regionali decentrati, senza contare l’università. Il governatore Paolo Frattura, all’epoca, rispose con sarcasmo. “Evidentemente sorrideva alle spalle dei cittadini di Isernia – ha dichiarato d’Apollonio - che si vedono privare di preziose risorse ormai patrimonio della città. Sorrideva sapendo evidentemente che nessuna delle promesse fatte durante la campagna elettorale sarebbe stata mantenuta. E, nonostante gli impegni presi in campagna elettorale, non mi risulta abbia affatto consultato i cittadini di Isernia per iniziative che riguardano la città”. Il consigliere di centrodestra ha ricordato come negli ultimi 20, anni grazie ai progressi della tecnologia e della medicina, ma anche e soprattutto grazie ai rilevanti investimenti finanziari degli anni passati da parte dei responsabili della Sanità nazionale e regionale, il patrimonio di servizi e di professionalità dell’ospedale sia stato enormemente arricchito. Ma oggi, tutto questo, in un colpo solo, “è a rischio – ha spiegato d’Apollonio – e può essere spazzato via da un provvedimento regionale che non considera affatto i progressi e gli sforzi del passato, senza tener conto dei reali bisogni delle persone che vivono e operano in questo territorio. Si vuole operare un taglio lineare sull'assetto del nostro ospedale, sopprimendo reparti, tagliando servizi, abbassando il livello dell'offerta sanitaria, senza procedere preliminarmente ad un esame approfondito per individuare cosa veramente non funziona e dove intervenire per evitare sprechi e recuperare risorse. Ma soprattutto – ha continuato l’esponente di ‘Isernia in Comune’ - non è stato effettuato un monitoraggio accurato delle patologie riscontrate nel tempo sul territorio, del numero e della tipologia delle stesse, con riferimento anche all'età e alle condizioni socio-economiche della popolazione, al fine di procedere, se proprio necessario, a tagli mirati che tengano conto delle effettive esigenze dell'utenza”. La possibilità,

tutt’altro che remota, è quella che, nel giro di due anni, il ‘Veneziale’ chiuda i battenti. Il Piano di riorganizzazione aziendale, in particolare, prevede la riduzione di posti letto (dai 254 attuali tra Isernia Venafro e Agnone a 166 con una riduzione del 35 per cento), la soppressione delle Unità operative complesse di sei reparti, dei servizi di Emodinamica e di Endoscopia digestiva, oltre alla perdita della propria autonomia gestionale con la soppressione della Direzione sanitaria. “Questo taglio indiscriminato – ha affondato il consigliere di minoranza costringerebbe i pazienti ad essere trasferiti a Campobasso anche e soprattutto in presenza di patologie acute, con grave rischi per la stessa sopravvivenza”. Ma la novità assoluta consiste nell’incremento dell'incidenza percentuale di posti letto degli Istituti privati, con un rapporto del 38 per cento. Non solo, ma anche la gestione delle emergenze cardiovascolari e

Sisma, i piani di evacuazione Il sindaco ha chiesto ai dirigenti di intensificare i programmi ISERNIA. La scossa di terremoto di magnitudo 4.2 di ieri mattina è stata avvertita nitidamente pure a Isernia, tanto da generare allarmismo tra la popolazione. Subito l’amministrazione comunale si è attivata per scongiurare l’insorgere di criticità. Pertanto, una delegazione composta dal sindaco Luigi Brasiello, dall’assessore Cosmo Galasso e dall’ingegnere Antonio Ricchiuti ha avviato un’azione di monitoraggio, in primis nelle scuole. La situazione nel capoluogo pentro è apparsa però tranquilla, dunque nessun istituto è stato chiuso o evacuato e le lezioni si stanno svolgendo regolarmente. Tuttavia, considerata la persistenza di movimenti tellurici di assestamento, anche di entità più lieve, il primo cittadino di Isernia ha manifestato

l’intenzione, per i prossimi giorni, di incontrare i dirigenti delle varie istituzioni scolastiche della città per chiedere loro di intensificare i piani di evacuazione, nel caso si verificassero episodi sismici più gravi. Ma si tratta – ha precisato Brasiello – “di un provvedimento precauzionale”. Il sindaco ha poi spiegato di aver attenzionato anche altri edifici pubblici, nei quali si registra un maggiore assembramento di persone. Brasiello ha quindi contattato vigili del fuoco, Protezione civile e prefettura al fine di sollecitare, per i prossimi giorni, la convocazione di una riunione atta a concordare eventuali azioni da intraprendere per garantire il più alto grado di sicurezza in tutte le strutture del capoluogo pentro.

neurologiche verrà affidata ai privati. “Tutto questo – ha argomentato d’Apollonio - fa temere fortemente che i servizi sanitari possano essere gestiti in un'ottica meramente imprenditoriale e non nella corretta tutela del bene essenziale della salute e della vita umana, visto che a fronte di un’asserita generale esigenza di risparmio, il Piano indica che l'attività demandata agli Istituti privati ‘non sarà soggetta a rigidi tetti di spesa’”. La conclusione dell’esponente di centrodestra non può essere che una: bocciatura, senza appello, del Piano,“firmato dai vertici dell'Asrem e, quindi, sicuramente concordato con il presidente della Giunta eegionale”. Ciò, anche alla luce della totale assenza, nel Piano medesimo,“di qualsiasi riferimento al ruolo che l'Università, con le facoltà di Medicina e Infermieristica, potrebbe svolgere a supporto del servizio ospedaliero e di consulenza medico sanitaria”.

“Tarsu, gli errori del Comune” Albino Iacovone replica all'Amministrazione di Isernia sul prelievo ex Eca ISERNIA. "Ho letto il comunicato stampa del Comune di Isernia, in risposta alle mie osservazioni,ove non si chiarisce assolutamente niente e non viene confutato nessuno dei riferimenti normativi che hanno abrogato l' addizionale; paradossalmente, si fa riferimento al solo regolamento comunale del 2008, da me medesimo citato, trascurando, in fatto e in diritto, che l' addizionale è stata abrogata dal 16.12.2009, con la legge n.9/2009; è lo stesso regolamento comunale sulla TARSU, adottato con delibera C. C. n.24 del 13.5.2008,che all' art.51 prevede il rinvio a norme statali e regionali come normativa sopraordinata , modificando ogni riferimento a disposizioni di fonte secondaria ( com'è appunto il regolamento)".

Lo sostiene Albino Iacovone in una lettera aperta in merito alle situazioni denunciate. "Ad abundantiam tale abrogazione si rinviene anche nel comma 46 dell’art. 14 del D.L. 201/2011 N° 201 nel senso che a decorrere dal 1/1/2013 sono soppressi tutti i vigenti prelievi relativi alla gestione dei rifiuti urbani, sia di natura patrimoniale sia di natura Tributaria compresa l’addizionale per l’integrazione dei bilanci degli Enti Comunali di assistenza ( ECA). Ora,se l' unica giustificazione che sostiene l' amministrazione comunale di Isernia nel comunicato stampa è quella secondo la quale l' addizionale ex Eca ""......è prevista nel regolamento comunale della TARSU, riscossa legitti-

mamente, fin dal 2007......"" è del tutto evidente che le mie affermazioni sono fondate e il Comune, a prescindere dagli importi e dalle altre considerazioni che esulano dal contesto delle mie contestazioni,non può esigere una componente della TARSU che non esiste più! Anche le giustificazioni, del Comune, circa un aumento delle tariffe Tares per i commercianti, sono del tutto inconferenti con il prelievo del 10% dell’ ex ECA non più dovuta per espressa abrogazione con legge dello Stato. Alla luce di questo comunicato stampa del Comune, sono sempre più convinto che dall' anno di imposta 2010, 2011, 2012 e 2013 ( e qui a prescindere se sia Tarsu o Tares) l' addizionale ex ECA del 10% non esiste più!".


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Termoli

21 gennaio 2014

Emergenza abitazione, l’opposizione: devolvere parte del gettone di presenza al sociale TERMOLI - E’ stata presentata la proposta di deliberazione da parte dei Consiglieri comunali di minoranza che propone al Consiglio comunale, relativamente al 2014, di destinare le relative disponibilità dell’art. 2 (10% del gettone di presenza) ad un fondo a disposizione del settore Sociale per l’emergenza sfratti. Inoltre, invita il Sindaco e la Giunta comunale a fare lo stesso. Tale fondo andrebbe ad alimentare un capitolo di bilancio a sostegno del settore delle politiche sociali in modo da poter aiutare persone che in questo momento vivono una situazione di disagio forte come la perdita dell’abitazione;

Minacce per avere elemosina, denunciati quattro mendicanti TERMOLI - Una piaga che non trova sosta quella dei mendicanti che chiedono l’obolo davanti a negozi e chiese, per strada e agli incroci delle strade. Se per la maggior parte si limitano a chiedere senza forzature così non è al semaforo di Piaza del Papa dove recentemente gli automobilisti hanno denunciato le minacce

ricevute da qualche mendicante che in alcune occasioni avrebbero colpito anche le autovetture. L’ultimo caso è di due giorni fa e sempre a quell’incrocio dove gli automobilisti avrebbero subito le stesse angherie. E in questo caso sono intervenuti gli agenti della Polizia Municipale, diretti dal Capitano

Ugo Sciarretta, i quali hanno identificato quattro persone di nazionalità bulgara ma residenti in Puglia, le quali sono state denunciate a piede libero. Da un approfondito controllo sulla loro autovettura, parcheggiata nei pressi, gli agenti hanno rinvenuto arnesi atti allo scasso che sono stati posti sotto sequestro.

Prevenire gli incidenti stradali: staff tecnico nelle scuole TERMOLI - Il progetto sulla prevenzione degli incidenti stradali e i modi di guida, denominato ‘On the road’ è stato presentato anche nell’Istituto Tecnico Nautico e per Geometri “Ugo Tiberio”, grazie alla disponibilità del preside Antonio Franzese e della professoressa Barbara Mammarella. Gli studenti delle IV classi hanno preso parte all’incontro con la dottoressa Elda Della Fazia, il carabiniere e istruttore di guida di alta velocità Carlo Virgilio e la giornalista Valentina Fauzia. Durante l’incontro gli studenti hanno appreso gli effetti dell’alcol e delle droghe sulla per-

cezione e riflessi quando si ella guida di un mezzo apprendendo anche quali sono le nuove normative e sanzioni pecuniarie per chi guida in stato di ebbrezza o chi è causa di un incidente e poi si è parlato di tecniche si guida sicura. “Siamo al quarto appuntamento nelle scuole – ha detto la dottoressa Elda Della Fazia – e abbiamo incontrato molti studenti. Quello che emerge è un grande interesse dei più giovani nei confronti dell’argomento”. “In tanti – ha detto la giornalista Fauzia - arrivano agli incontri carichi di finte si-

curezze e pregiudizi nei confronti delle leggi che regolamentano la sicurezza stradale e l’assunzione di droghe e alcool. Spesso non conoscono il peso delle sanzioni pecuniarie e penali e gli effetti devastanti che queste hanno sulle famiglie. Ma grazie all’intelligenza viva dei ragazzi, bastano 2 ore di discussione e di dibattito per fargli avere una visione diversa della strada, acquisiscono rapidamente un atteggiamento consapevole e cauto”. Gli incontri proseguiranno anche nei mesi di febbraio e margo negli istituti superiori cittadini.

esso è pensato nella logica “rotativa” e della “responsabilità”, quindi chi otterrà il sostegno dovrà impegnarsi a restituirlo in tempi certi in modo che sia a servizio di altri che si possano trovare in una situazione simile. Una famiglia italiana su cinquanta è sotto sfratto. E la maggior parte delle famiglie che rischiano di perdere l’alloggio non vive nelle grandi città, bensì in provincia. La costituzione di tale fondo per l’emergenza abitativa deve essere visto come un gesto di solidarietà e di vicinanza verso i più deboli – in quanto comunità - e non come atto di populismo. Quindi, destinando

parte della propria indennità, il 10%, mensile, ad un fondo di garanzia per supportare quanti vivono situazioni di sfratto esecutivo. Il fondo rotativo, gestito dalle politiche sociali, ha come obiettivo quello di sostenere le famiglie che, sempre più spesso, a causa di difficoltà economiche, perdono la propria abitazione. L’iniziativa, lungi dal fare inutili populismi, vuole essere segno di uno stile di prossimità e di vicinanza, con fatti concreti e non con le parole, a chi si trova in difficoltà in un’ottica di condivisione e di messa a disposizione delle risorse.

Consulta dello sport: consigliere Caruso chiede la revoca del presidente Farina

TERMOLI – Il Consigliere comunale di opposizione, Francesco Caruso, ha presentato una mozione, come primo firmatario, per chiedere la revoca dell'incarico a Presidente della Consulta dello Sport, affidato dal sindaco Di Brino al consigliere Farina. “Una richiesta che avrei certamente evitato – scrive Caruso -, visto il rapporto che mi lega all'amico Angelo, ma divenuta necessaria dopo la posizione assunta dallo stesso Farina nell'ultimo Consiglio comunale, sul ruolo della Consulta dello Sport e sul mancato coinvolgimento delle associazioni sportive in un vero progetto di sviluppo dello sport cittadino”. Il consigliere Caruso fa anche riferimento ad alcune dichiarazioni del collega Farina nella seduta del Consiglio comunale del 18 dicembre scorso in risposta in risposta all’interpellanza sulla “Stesura del Piano annuale impianti sportivi. Pareri Consulta dello Sport”. Il consigliere Farina, in qualità di Presidente della stessa Consulta, rilasciava dichiarazioni gravi sulla questione dell’impiantistica sportiva cittadina, evidenziando l’inopportunità della convocazione della Consulta dello Sport, in riferimento a pareri da esprimere sulle scelte dell’amministrazione, e in particolare affermava che “[…] L’art.2 parla chiaro, è vero…dice che la Consulta debba in un certo qual modo dare degli indirizzi nella programmazione, soprattutto nell’impiantistica… che rientra nella proprietà del Comune. Solo che voglio anche riconoscere all’Amministrazione il merito, giustamente, di averla bypassata, perché noi abbiamo dei problemi grossi sull’impiantistica, quasi insormontabili… questa amministrazione ha avuto il merito di chiudersi dentro 4 mura, in una stanza, e parlare separatamente con le associazioni interessate […] “. Nelle dichiarazioni fatte in Consiglio comunale, il Presidente della Consulta dello Sport, di fatto esprimeva un giudizio negativo sull’associazionismo sportivo cittadino, affermando che “[…]bisogna anche guardare in faccia alla realtà, perché se siamo finiti in quelle stanze, dobbiamo anche ammetterlo, è per una mancanza di maturità delle associazioni sportive…”. “Gravi dichiarazioni espresse in Consiglio comunale – scive Caruso -, che hanno leso la dignità e la professionalità di tutte le componenti tecniche che fanno parte dell’associazionismo sportivo, nonché per non aver fornito nessuna documentazione che attesti l’effettivo lavoro svolto dalla Consulta dello sport”.

Zuccherificio, bieticoltori attendono ancora i pagamenti

TERMOLI - Dovrebbe essere la settimana decisiva questa appena iniziata per i bieticoltori che attendono ancora il pagamento del saldo dell’ultima campagna. In ballo ci sono circa 5 milioni di euro che la società deve corrispondere affinchè i bieticoltori non attuino forme di protesta, già annunciate, quali l’occupazione dello stabilimento termolese e il presidio con i trattori davanti la sede della Regione Molise. Intanto entro il 24 gennaio dovrebbe tenersi un incontro tra i rappresentanti dell’azienda saccarifera, Regione e dei coltivatori, anche per conoscere il futuro dell’opificio e le novità sulla nuova campagna per la quale i bieticoltori hanno investito già euro e manodopera.


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Termoli

21 gennaio 2014

Psr: Agrinsieme, bene l’accordo Conferenza Stato-Regioni ROMA – “E’ positivo che la Conferenza Stato Regioni abbia raggiunto l’accordo per la ripartizione dei fondi Feasr per lo sviluppo rurale: 20,8 miliardi di spesa pubblica complessiva per il periodo 2014-2020. L’accordo con alcuni affinamenti, conferma quanto prefigurato e discusso a dicembre, e determina la suddivisione finanziaria tra le Regioni e l’entità del cofinanziamento nazionale e regionale dei Psr. Ora è possibile e necessario passare dalla ragioneria finanziaria alla politica strategica ed avviare una programmazione che favorisca la competitività delle imprese agricole ed agroalimentari italiane, privilegiando quelle che garantiscono occupazione e che si aggregano”. E’ quanto afferma Agrinsieme, il coordinamento tra Cia, Confagricoltura e Alleanza delle cooperative italiane del settore agroalimentare. “La nuova politica di sviluppo rurale deve rappresentare un forte momento di discontinuità rispetto a quella 2007-2013. Nei prossimi sette anni -sottolinea Agrinsieme

- l’attenzione non deve essere rivolta solo alla capacità di spesa per evitare il rischio del disimpegno automatico, ma alla qualità e all’efficacia della spesa stessa. Dobbiamo avere una visione d’insieme condivisa ed una forte progettualità, oltre ad impegnarci

in modo sostanziale per la semplificazione burocratica. Per questo motivo è necessario consolidare un partenariato effettivo con le forze sociali agricole, indispensabile anche per affrontare al più presto i tanti aspetti applicativi relativi ai pagamenti di-

retti da definire a livello di Stato membro: i due pilastri devono essere programmati in modo integrato”. Agrinsieme conferma la sua perplessità per la “decisione di procedere tra le misure nazionali a due linee di intervento per la zootecnia-biodiversità e per il Piano irriguo, che sottraggono risorse Feasr che dovrebbero essere destinate alle imprese e rischiano di finanziare sovrastrutture. Si attende di conoscere nel dettaglio la concreta destinazione di queste somme per verificarne la congruità e l’efficacia della spesa”. Agrinsieme, infine, ribadisce che il settore agricolo ed agroalimentare per il ruolo fondamentale che svolge per la crescita economica, per la valorizzazione dell’ambiente e per la promozione sociale dell’intero Paese, “deve trovare adeguato spazio, come in parte già previsto, anche negli altri Fondi strutturali europei, in particolare nel Fondo Sociale ed in quello di Sviluppo e coesione”.

Giustizia a rilento Tagli alla sanità, interviene movimento “Difesa del Cittadino” per carenza di personale, URURI – Continua a vivacizzare il dibattito i paventati tagli alla sanità in Molise. Sull’argomento è intervenuto Donato Frate, coordinatore del Movimento “Difesa del Cittadino”. Facendo riferimento alla “Garanzia del diritto alla salute” garantito dalla Costituzione, Frate si chiede se con la chiusura di determinati reparti al Vietri di Larino verranno comunque ga-

rantite le prestazioni sanitarie ai residenti dell’interland frentano oppure dovranno far riferimento alle strutture ospedaliere di Termoli e Campobasso. Poi, in riferimento a Emodinamica a Termoli, Frate ha detto che “sentendo le ipotesi di chiusura verrà garantita la salute dei cittadini?”. In conclusione, il coordinatore

del Movimento “Difesa del Cittadino”, Donato Frate, ribadisce “che con la salute dei cittadini – contribuenti non si possono dare scelte di natura puramente ragionieristica, ma si dovrebbero valutare le singole realtà, il numero di residenti nelle varie zone dove sono stati tagliati posti letto. Per non parlare del rapporto tra pubblico e privato”.

avvocati in assemblea

LARINO – Dopo la soppressione della sede distaccata del tribunale di Termoli, ora a Larino, e il trasferimento di alcuni magistrati, gli avvocati del Foro di Larino si riuniscono in assemblea per discutere sul delicato momento della giustizia. Domani, 22 gennaio alle 10,30, convocata dal presidente del Consiglio dell’ordine forense frentano Antonio De Michele, si terrà l’assem-

blea annuale e si discuterà anche dell’attuale momento e difficoltà che attraversa la giustizia per la carenza di personale. De Michele, per favorire la massima parte di presenze, ha presentato richiesta al Presidente del tribunale Enzo Turco di sospendere le udienze sia civili che penali fissate per mercoledì, escluse quelle urgenti che vedono imputate persone detenute.

Nuova denominazione per diverse strade cittadine Successo per i canti MONTENERO DI BISACCIA – L’Amministrazione comunale informa che sono in corso le procedure che porteranno, nell’arco dei prossimi mesi, all’attribuzione delle nuove denominazioni per diverse strade cittadine, comprese quelle situate presso la Marina di Montenero di Bisaccia. L’iniziativa inerente la zona a mare si è resa necessaria perché in alcune aree erano presenti strade non ancora denominate, che necessitavano di un’opportuna regolarizzazione, secondo quanto prescritto dalla normativa vigente; tra i nomi scelti attraverso apposite delibere di Giunta, quindi, figurano i seguenti: Via Antonio Pigafetta, Via Ambrogio Fogar, Via Vincenzo Cozzani, Via Antoniotto Usodimare, Via Isole Tremiti e Via dei Donatori di Sangue con relative traverse. “Si tratta di un progetto che stiamo portando

avanti da diversi mesi – ha detto il vicesindaco Giuseppe Di Pinto – e che concretizzeremo a breve. Mi piace sottolineare che tra i nomi scelti per le nuove strade della zona a mare, vi è quella intitolata ai Donatori di Sangue: la scelta è stata fatta dalla nostra Amministrazione quale esplicito riconoscimento all’importante ruolo sociale svolto dai volontari delle varie associazioni che si identificano in tale denominazione ed in particolare in quella dei volontari dell’Avis”. Altre denominazioni sulle vie cittadine riguardano sia quella dell’area di circolazione convenzionale, territorialmente non presente, denominata “Via dei senza fissa dimora”, che sarà ridenominata “Via della casa comunale”, che altre strade. Per quanto concerne la nuova numerazione civica che sarà applicata in Via Gramsci,

va specificato che l’iniziativa si è resa necessaria a seguito della realizzazione, in quella zona, di numerose costruzioni private, tali da sollevare l’esigenza di rivedere l’attuale sistema numerico. “Anche in questo caso – ha dichiarato Di Pinto – così come previsto per le altre zone, saremo solerti nell’avvisare i residenti nel momento in cui gli operai del Comune applicheranno la denominazione delle nuove strade e dei nuovi numeri civici che, tra le altre cose, conterranno nell’apposita targa il nome del Paese, della strada e i colori simbolo di Montenero, cioè il rosso e il blu; per ciò che concerne le variazioni ai documenti di identità, patenti, ecc., il personale degli uffici anagrafici del Comune provvederà ai numerosi adempimenti previsti dalla Legge con uguale tempestività”.

di San Sebastiano e S. Antonio Abate SAN GIACOMO DEGLI SCHIAVONI - In occasione delle ricorrenze di S.Antonio Abate e S.Sebastiano, i giovani dell'Associazione San Giacomo UnicaMente hanno rievocato i caratteristici canti legati alla tradizione di questi due avvenimenti. Il gruppo composto da: Marco La Fratta, Antonio De Lena, Angela Tancredi, Anita De Lena, Basso La Fratta, Francesco D’Aloè, Giuseppe Galasso, Jessica Vitelli, Antonio Sacchi, Ezia Romolo, Christian Marinucci, Alfonso Damiano, Umberto Berchicci, Michele Di Cecco, Antonietta Marsilio, Rossano Menna, Giacomo Pio Marcantonio, Fernando Cristina, Vanessa Colaneri, Antonella

Flocco, Maria Teresa Cirella, Pietro Campagna, Mauro Moccia, Angelo Di Carlo, Chiara Di Carlo, Erika Di Bartolo, Rosaria Natale, Martina Massei, Nicola De Angelis, Michele Traglia, Maurizio La Fratta, Francesco Rosati, Ivan De Sanctis, Massimiliano Marsilio e Andrea Lafratta; Giuseppe Vitelli, Rosa Pagliaccio, Pasquale De Angelis, Alessandro Galasso e Nicola Celenza che si sono occupati di friggere le "scippelle"degustate dagli spettatori e innaffiate con vino locale, hanno ottenuto un grande successo. Presente all’esibizione anche il sindaco del paese, Rino Bucci, il quale ha ringraziato i giovani protagonisti.


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21 gennaio 2013

Pagina redazionale singolarmente autogestita Si consiglia la lettura ad un pubblico adulto

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21 gennaio 2014  

L'azienda è sul filo e Frattura se la da' a GAMbe

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