Issuu on Google+

ANNO X - N° 37 - VENERDÌ 14 FEBBRAIO 2014 - DISTRIBUZIONE GRATUITA Quotidiano del mattino - Registrato al Tribunale di Campobasso atto n. 03 del 21/03/2008 - Direttore Responsabile: Angelo Santagostino Rotostampa Molise sede legale: Sessano del Molise (Zona Industriale) Direttore Editoriale: Tommaso Di Domenico Tel.: 0874.698012 Responsabile di Redazione: Giovanna Ruggiero Fax: 0874.494461 E-mail Redazione Campobasso: redazione@lagazzettadelmolise.it E-mail: Amministrazione - Pubblicità: commerciale@lagazzettadelmolise.it Ufficio pubblicitario: Tel.: 0865.412094 - Cell.: 389.0563606 Stampa: Rotostampa Molise - Sessano del Molise (Z.I.) Il lunedì non siamo in distribuzione La collaborazione è gratuita

GIORNALE SATIRICO

30.000 copie in omaggio

www.lagazzettadelmolise.it | redazione@lagazzettadelmolise.it

L’Oscar del giorno ad Arturo Messere

L'Oscar del giorno lo assegniamo ad Arturo Messere. Altro bel colpo quello piazzato in Cassazione dall'avvocato campobassano. E' riuscito a smontare le argomentazioni sul caso Bain e Co riposizionando Michele Iorio in Consiglio regionale. Vero cultore della materia giuridica, Arturo Messere ha dimostrato che lo studio e il lavoro e la scrupolosità nella lettura dei fatti sono il fondamento dell'azione del legale per il trionfo della giustizia. Ancora una volta i risultati hanno dato ragione all'avvocato campobassano.

Pd, i sinistri e le sinistre di Tommaso Di Domenico

Per noi, nati in Lotta Continua e transitati in missione nella Democrazia Cristiana, di cui non rinneghiamo nulla, amministratori per lungo tempo, è stato un vero dramma oltre che trauma la scomparsa di quasi tutti i movimenti veramente comunisti nei valori e nella vita. Pur non volendo entrare nel merito di questioni interne dei Democratici di Sinistra soprattutto nell’attuale ricerca di un nuovo Governo nazionale e di una nuova guida regionale, sentiamo la necessità di esprimere le nostre personali riflessioni. Andando al sodo, non abbiamo mai sentito Renzi parlare di supremazia del pubblico, nei servizi essenziali rispetto ai privati, né l’abbiamo mai sentito alzare la voce contro i poteri forti finanziari, econo-

mici e multinazionali. Anzi, la sua ricerca spasmodica dell’uomo della provvidenza necessario a rimettere ordine nella democrazia rappresentativa su cui si regge la Repubblica, nata dalle lotte partigiane e dalla Resistenza tutta, fa scendere un brivido di gelo lungo la schiena. I veri protagonisti della sinistra hanno sempre ricordato il loro profondo dissenso contro l’annacquamento dei poteri derivanti dal popolo espressi dal Parlamento sovrano e da un presidente della Repubblica garante della Costituzione. La democrazia in Italia sarà compiuta quando una destra, un centro e una sinistra avranno la loro collocazione chiara e netta nella società. Cioè, il segretario del partito maggioritario di sinistra non può che essere uomo legato ai valori sociali, economici e culturali di una filosofia che politicamente si richiami

Il Tapiro del giorno a Paolo Frattura

alle norme della nostra Magna Carta. Così come gli altri non possono che essere legati al loro background culturale del mondo di appartenenza. La loro mescolanza potrà dar luogo solo a miscugli e mai a composti. Infatti, nei primi possono essere separati con mezzi fisici i singoli componenti, mentre nei composti ciascun componente perde parte di sé e dà luogo a cosa diversa da ciascuno di essi. In definitiva, partiti progressisti e partiti conservatori. Solo così, con le loro proposte per governare il Paese gli elettori sapranno decidere il loro futuro.Va da sé che elemento essenziale per la libertà di scelta vi sia il diritto espresso anche con la preferenza, così come recita l’articolo 48 della Costituzione “Il voto è personale ed eguale, libero e segreto”, il che significa che il voto del più povero dei braccianti agricoli deve valere quanto quello di De Benedetti o Berlusconi, “libero”, non condizionabile, “segreto”, non controllabile. Anche nel Molise, in questa tornata di elezione per la segreteria e dirigenza del Pd avvertiamo la neces-

Il Tapiro del giorno lo diamo a Paolo Frattura. Il presidente della Regione, dimenticando quanto scritto nel recente passato su Michele Iorio, dipinto in tutte le salse fino a farne una specie di mascalzone, ora lo dipinge con altri tratti. Auspicando, oggi, la possibile collaborazione con lo stesso Iorio sui principali problemi. Ma non era stato lo stesso Frattura a non aprire mai il confronto sui temi afferenti la Regione quando Iorio era presidente della Giunta? E, oggi, dopo la decisione della Cassazione, fa l'esatto contrario. Mistero.

sità che venga fuori una connotazione chiara e lineare di sinistra altrimenti diventa complessa la dialettica e la distinzione con gli schieramenti politici avversi. Domenica sapremo se avranno votato persone di sinistra per un partito di sinistra o non piuttosto “agitprop” di centrodestra che inevitabilmente inquineranno la storia, la cultura e le proposte di uno schieramento che guarda al mondo del lavoro, ai giovani e non al mondo delle imprese e al profitto a tutti i costi. Il vero povero si vergogna a farsi riconoscere ma un partito che sia di sinistra lo deve intercettare per i valori che vuole interpretare. Per un partito veramente progressista gli anziani sono parte necessaria della memoria storica di un Paese, di una regione che vogliono guardare al futuro e restituire speranza alle nuove generazioni.


2

Bain & Co, confermata 14 febbario 2014

TAaglio lto

la tesi di Messere:

reato prescritto Il principe del foro esulta: era palese già dalla sentenza della Corte d’Appello CAMPOBASSO. Lo aveva detto, lo aveva motivato anche nel procedimento di appello a Campobasso. Nel processo Bain & Co. c’era un’errata individuazione del termine iniziale di decorrenza della prescrizione ed estinzione dei reati contestati. Secondo i giudici il termine di prescrizione decorreva dal mandato di pagamento della Regione Molise alla multinazionale, secondo Arturo Messere, avvocato difensore di Iorio, il termine da prendere in considerazione è quello delle delibere di Giunta. Lo aveva ribadito nel processo di Appello a Campobasso senza successo. Lo ha riprecisato alla Corte di Cassazione che invece ha ritenuto valida la tesi della difesa. Messere, nella sua impostazione, è chiaro: “Secondo dell’accusa l’allora presidente della giunta regionale si sarebbe dovuto astenere dal proporre e votare le anzidette delibere in quanto, all’epoca dei fatti, suo figlio Davide aveva in essere rapporti di lavoro (prima come stagista, poi come dipendente ed infine come dirigente) con la società e, dunque, lo strettissimo congiunto aveva interesse all’adozione delle delibere. L’imputato (Iorio), invece, non astenendosi, “intenzionalmente procurava un ingiusto vantaggio patrimoniale direttamente alla società Bain & Company Italy”, con la precisazione che l’ingiusto vantaggio patrimoniale per la Bain & Company è stato specificato, sempre nell’imputazione, nei termini che seguono: “perché la Regione stanziava un cospicuo impegno di spesa per le casse dell’erario pubblico regionale, affidando incarichi di consulenza strategica ed organizzativa … … in favore della Bain & Company Italy Inc”. A questo si aggiunge il fatto che, l’affidamento del

secondo incarico viene definito come “premio” fatto dal papà alla società medesima nel dicembre 2004 e rappresenta il momento ultimo del reato. “L’imputazione, quindi – spiega Arturo Messere - ha individuato come ingiusto vantaggio patrimoniale e, dunque, come evento del reato, l’affidamento dei due incarichi di consulenza”. Tanto che il legale parla di “motivazione illogica e contradditoria dell’accusa – perché da una parte individua l’evento del reato, quale ingiusto vantaggio patrimoniale, nell’affidamento dell’incarico non preceduto da una pubblica gara e dall’altra fa de-

Alta la difesa contro la stalla delle Gran Manze

correre il termine di prescrizione da un momento diverso e successivo, ossia dal pagamento per il (secondo) lavoro svolto. Ed ancora, da una parte afferma l’irrilevanza del prezzo pagato dall’amministrazione e dall’altra che il pagamento stesso avrebbe perfezionato il momento consumativo del reato da cui far decorrere il termine di prescrizione. In realtà rispetto alla descrizione dei fatti in imputazione, ed alla loro valutazione di rilevanza giuridica offerta in sentenza, il pagamento della seconda consulenza è un fatto estraneo al reato”.

L'intervento.

Serve l’unità per salvare il territorio da insediamenti come la grande stalla della Granarolo o la realizzazione di un’autostrada, che non serve al Molise, e altro ancora che è nella mente e nelle mani della politica che rappresenta o governa il Molise. Il problema non è il Vescovo, che pure ha la colpa di non aver capito o riflettuto più di tanto sul significato e il valore strategico del territorio per il futuro del Molise, nel momento in cui ha messo a disposizione della grande stalla della Granarolo i terreni del Seminario di Larino, ma il modo in cui Ruta & Co. hanno ritirato la mano dopo aver lanciato il progetto e verificato che la strada non era così spianata come pensavano. E, c’è di più, pesa la mancanza d’iniziativa del governo regionale, che sa bene che il progetto sta andando avanti e ogni giorno che passa rende più difficile esprimere e far valere la propria contrarietà.

Il consiglio regionale, stimolato dalla sola opposizione del M5S, ha mostrato solo un gran silenzio sui suoi componenti, a dimostrazione che c’è un quadro della politica molisana indifferente ai problemi veri, anche quelli più gravi e pesanti qual è quello dell’insediamento di una stalla di 12.000 manze che soffocherà il Molise. Per noi del Comitato No Stalla, Si Molise bene comune la preoccupazione è stata, e resta, quella della realizzazione del progetto della Granarolo per le sue conseguenze negative per il territorio molisano. Sta in questa preoccupazione il nostro appello all’unità, essenziale per far tornare al mittente il progetto e, anche, per rimuovere il silenzio e mettere a nudo il comportamento della politica molisana, che questo progetto della “stalla” della Granarolo l’ha importato nel Molise. Il nostro No stalla è sempre più forte, sapendo che il progetto sta andando avanti e troverà la strada

spianata se diamo spazio alle divisioni e non all’unità del popolo molisano, essenziale – lo ripetiamo -per contrastare questa operazione, che ruba solo al Molise senza dare nulla in cambio, se non rischi seri per l’ambiente, la salute, l’agricoltura e la zootecnia molisana. Ed e’ questa una verità sostenuta non solo dal buon senso, ma anche da esperti e illustri studiosi che di allevamenti se ne intendono e sanno che da quelli intensivi o, meglio, industriali, si ottengono solo conseguenze negative per il territorio e, nel momento in cui viene a ridursi la qualità del latte, per la salute del consumatore. In questo senso il nostro Si all’unità per un rilancio della zootecnia nel Molise e, con essa, delle produzioni di eccellenza nel campo dei latticini e dei formaggi; la disponibilità della sostanza organica indispensabile per programmare un Molise sostenibile, con tutt’i suoi prodotti contrassegnati dal marchio biologico. Restiamo in attesa, come abbiamo già avuto modo di affermare con la nostra nota pubblicata subito dopo l’intervista rilasciata dal Vescovo, dell’atto di rinuncia della concessione, in modo da lavorare tutt’insieme nella difesa del territorio molisano da tutti gli insediamenti che non aiutano il Molise a costruire il suo domani, e, la stalla è solo un esempio come lo è l’autostrada. Comitato “No stalla, Sì Molise Bene Comune”


TAaglio lto

3

14 febbario 2013

Si torna in campo:

Il rientro in Consiglio regionale parte con le priorità: riduzione dei costi della politica, azioni per l’occupazione e promulgazione dello Statuto

Iorio c’è

Prime bordate anche al governatore Frattura: è vittima della sua presunzione CAMPOBASSO. Finisce l’esilio di Angelo Michele Iorio. La notizia del suo rientro in Consiglio regionale, per la fine del processo Bain & Co ha fatto il giro d’Italia. In Cassazione è passata la tesi della prescrizione del reato presentata dall’avvocato Messere. Quindi, addio applicazione della legge Severino che ha tenuto Iorio lontano da Palazzo Moffa dopo la sconfitta elettorale di febbraio 2013. E lui, Iorio, si dice “felice” non solo per l’aspetto politico ma anche umano. “Io ho la coscienza pulita e soprattutto le mani pulite molto più di quanti invece vanno decantando per se stessi”. La notizia non poteva non provocare reazioni. Il telefonino sembra impazzito: amici, colleghi di partito nazionali e locali che si diversificano territorialmente tra Molise, Lazio e Puglia. Colleghi di coalizione, avversari politici. E poi la reazione del popolo che, come sempre quando si tratta di Iorio, in perfetto stile “curva Sud” si divide tra “Stem appost, questa è la giustizia in Italia” e “speriamo che adesso qualcuno faccia opposizione in Consiglio”. Quest’ultima sembra essere la fazione prevalente. Il reintegro di Michele Iorio a Palazzo Moffa ha scatenato, insomma, un vero e proprio putiferio di speranza che qualcuno riesca a mettere in riga questo governo regionale targato Frattura. Ma parlare con Iorio ieri era praticamente impossibile. E’ stato necessario prelevarlo dal suo studio a via Duca degli Abruzzi a Campobasso, farlo salire su un’auto, costringerlo a spegnere il telefonino. Solo in questo modo si è riusciti a fare due chiacchiere sincere in tranquillità. Un giro in macchina per parlare soprattutto di futuro. Il suo volto era imperscrutabile, come sempre. Se non per quel sorriso che è apparso sul volto nel commentare le reazioni con un “non me lo aspettavo tutto questo calore”. In effetti la lontananza di circa un anno dall’istituzione regionale ha generato una sorta di riabilitazione popolare della figura di Iorio. Criticato dal popolo tanto da punirlo con la sconfitta elettorale, in circa 12 mesi sono molti i molisani che hanno rimpianto la scelta del non voto. Merito di Iorio o demerito di Frattura? Poco importa. Il passato non si può cambiare, la democrazia è questa, ma ora è necessario andare oltre. E osservare i tanti festeggiamenti di recupero del ruolo di consigliere, manco fosse alla sua prima elezione, pare dare a Iorio una sorta di carica in più. Quella propria di un animale politico, su una scena politica dove di Politica non c’è rimasto quasi nulla.

“Mamma che giornata – esordisce mettendo in moto l’auto facendo d’autista in questa intervista alternativa – mi sento quasi imbarazzato per l’affetto che sto ricevendo e per il ruolo che la gente vuole affidarmi”. Eh già. Lei si rende conto che la vedono come l’Opposizione per eccellenza? “Spero di essere all’altezza. Comunque mi impegnerò al massimo” risponde mentre svolta a destra e chiede lui “dove devo andare, dritto?”. In questo anno, anche se è stato fuori dal Consiglio, fondamentalmente lei è stato comunque l’unica voce dell’opposizione. Adesso che rientra si omologherà al silenzio degli eletti? Lo sguardo s’incupisce come a dire: ma come ti viene in mente? E continua: “Io mi impegnerò anche per restituire un ruolo al Consiglio regionale perché in questo periodo, soprattutto l’opposizione, credo che abbia avuto anche difficoltà a misurarsi sui problemi e sulle questioni. In Consiglio non s’è parlato quasi mai di problemi reali e della ricerca delle soluzioni. Anche in base alla mia esperienza e alla conoscenza dei fatti, il mio compito sarà quello di riportare il dibattito in una sede istituzionale sperando di cogliere anche dei risultati effettivi come azione politica. Perché anche l’opposizione ha il dovere di fare proposte. E adesso noi sicuramente ne faremo tante”. Si riferisce a questioni Gam, Ittierre, Zuccherificio di cui in Consiglio praticamente non si parla? “Io prendo atto del fatto che tutte le emergenze occupazionali e di crisi, in questa Regione, hanno trovato solo risposte in termini di cassa integrazione. La questione invece deve essere affrontata per vedere qual è l’effettivo ruolo che la Regione può svolgere per risolvere i problemi. Non tamponarli. E i problemi sono tutti sul tappeto, nessuno escluso”. Presidente, è passata una settimana da quando il governatore Frattura l’ha descritta quasi come se lei fosse un “delinquente abituale”. Oggi invece alla notizia del suo ritorno in Consiglio le chiede te-

stualmente: “adesso il dibattito si rassereni”. “Mah. Finora ho visto che Frattura è stato molto vittima della sua presunzione, intesa come chi ha la soluzione per tutto denigrando il passato. Se modificherà questo atteggiamento forse ci guadagnerà il Molise. Io spero che lo faccia”. Ma lei è consapevole che, una volta che si siederà al suo posto a Palazzo Moffa, qualunque sarà il suo intervento, su qualunque tema, si sentirà replicare dalla maggioranza che la colpa di tutto ciò che non va in Molise è sua? “Si sono già preparato a questo. Ma probabilmente il mio ruolo in Consiglio regionale darà anche l’opportunità di conoscere realmente come stanno le cose, di capire i documenti di bilancio che si stanno preparando, e anche di rispondere, con documenti alla mano, alle accuse e alle denigrazioni finora fatte nei miei confronti”. Costi della politica: lei da cittadino semplice ha criticato quanto accaduto in Consiglio, ha partecipato alla raccolta firme per la proposta di riduzione delle indennità presentata dagli indignati. Ora da consigliere continuerà su questa strada? “Certamente. Io sono dell’avviso che i costi della politica vadano effettivamente ridotti. La Regione Molise è partita con il piede sbagliato. Il minimo che ci si possa aspettare è che, prima di una verifica generale che già si annuncia a livello nazionale, il Molise faccia un atto immediato per essere la Regione più virtuosa d’Italia. Fosse anche per un euro in meno rispetto all’istituzione regionale che oggi è la più virtuosa”. Quinto assessore e Statuto regionale. “E’ una vergogna. Lo Statuto regionale doveva essere promulgato subito. Credo che tutta la speculazione fatta per arrivare al quinto assessore sia stato un altro errore di questa regione. Tanto che, anche su questa vicenda, il Molise non ha espresso il meglio di sé. Anzi. Ha agito in maniera scorretta”. Tommaso Di Domenico


4

TAaglio lto

14 febbario 2013

Battaglia sacrosanta, ingaggiata dalla Regione Molise col ministero dei Beni e della Attività culturali

Ci vogliono togliere anche la Soprintendenza e Frattura non firma la lettera di protesta Stranezze del governo regionale di neofiti, di improvvisatori e d’improvvisati, che non sa quanto valga e possa valere, soprattutto nei palazzi ministeriali, e per questioni istituzionali, il timbro del legale rappresentante Strano, molto strano, che la lunga e bene articolata e motivata lettera indirizzata al ministro dei Beni e delle Attività culturali, alle Commissioni parlamentari Cultura; Ambiente; Pubblica Istruzione; Territorio, Ambiente e Beni Ambientali; e, per conoscenza, alla Cisl, Cgil e Uil del Molise e, udite! udite!, al capo di gabinetto della presidenza della giunta regionale, porti le firme dell’assessore all’Ambiente e all’Agricoltura, Vittorino Facciolla; del vice presidente della giunta, Michele Petraroia, e del consigliere regionale delegato alla Cultura, Domenico Ioffredi, e non quella del presidente della giunta Paolo di Laura Frattura. Stranezze di questo governo di neofiti, di improvvisatori e d’improvvisati, che non sa quanto valga e possa valere, soprattutto nei palazzi ministeriali, e per questioni istituzionali, il timbro del legale rappresentante. Il quale, dobbiamo arguire, sarà stato informato dell’iniziava dei tre dal suo capo di gabinetto, Mariaolga Mogavero, cui, infatti, è stata indirizzata per conoscenza copia della missiva con la quale al ministro e alle presidenze delle commissioni parlamentari è stata comunicata la ferma opposizione della Regione Molise all’ipotesi di riorganizzazione prefigurata l’aggregazione della soprintendenza del Molise alla Regione Abruzzo. I tre regionali molisani, sapientemente assistiti nelle loro argomentazioni da mani e menti esperte (la conoscenza olistica del territorio, verso un approccio coordinato di diversi punti di osservazione privilegia un approccio non più puntiforme, per singoli beni, ma esteso a tutto il territorio valorizzando le interazioni e la visione diacronica), a difesa del mantenimento della Soprintendenza nel Molise, ne hanno disegnato il profilo storico (resti archeologici di antichi insediamenti; presenza di coltivazioni e di tecniche colturali tradizionali; stratificazione del sistema insediativo; presenza di singoli monumenti), hanno evidenziato ciò che lo distinguono in assoluto da ogni altra assimilazione, ovvero la specifi-

cità della situazione in cui versa il patrimonio ambientale, paesaggistico, archeologico, storico, archivistico, bibliotecario e museale della regione, ed hanno soprattutto posto in risalto quanto sia stata importante ed utile la presenza della direzione regionale della Soprintendenza nel contenere e contrastare “L’invasiva richiesta di realizzazione di <parchi> eolici o di impianti fotovoltaici”. Presi dalla necessità di sostenere la validità culturale, strutturale e operativa delle Soprintendenze riferite alle realtà in cui operano, Facciolla, Petraroia e Ioffredi (per l’occasione elevato implicitamente al rango assessorile), non si sono fatti scrupolo di ammettere che se non ci fosse stata la Soprintendenza dei Beni e delle Attività culturali, probabilmente il Molise non avrebbe capito l’importanza di “limitare il consumo di suolo e di riutilizzare il patrimonio costruito contro l’uso indiscriminato che se ne è fatto dal secondo dopoguerra”. Né molte altre cose. Tra cui - giova ribadirlo - (il Museo Nazionale di Castello Pandone; i Musei di Campobasso e Venafro; il Museo paleolitico di Isernia; il ripensamento e la progettazione dei musei archeologici di Isernia e Larino; il sito di S. Vincenzo al Volturno e l’anfiteatro di Venafro) e sul determinante contributo avuto dalla Soprintendenza. Con un corredo così ricco di motivazioni, così denso di cultura, ma anche così esposto alle mire speculative, dovrebbe essere davvero un atto d’imperio, oltre che vessatorio, ancora una volta a danno del Molise, sottrarci la Soprintendenza per ritornare ad oltre 40 anni data alla corte dell’Abruzzo. Una situazione poco allegra se solo si ricorda la fatica con cui, dipendendo da Chieti, è stato possibile liberare gli scavi di Sepino dalle avarizie della Soprintendenza di Chieti e del Soprintendente Cianfarani; se solo si ricorda come ci sono stati sottratti la Venere di Venafro e il Guerriero di Capestrano. Una battaglia sacrosanta, questa ingaggiata dalla Regione Molise. Ma scoperta-

mente e colpevolmente difettosa, e vulnerabile, per l’assenza della firma del presidente della Regione la cui titolarità in queste circostanze è assolutamente imprescindibile. Né può valere la firma del presidente facenti funzioni, Michele Petraroia. Dardo

Lettera aperta.

Ecco cosa succede con la chiusura della linea per Termoli di Filippo Poleggi

La notizia di un incidente stradale, avvenuto ieri l’altro, tra un camion ed un bus sostitutivo di Trenitalia non ci sorprende affatto. La prevedibile incidentalità su quella strada, la cui struttura risulta limitativa alla circolazione dei mezzi pesanti del trasporto merci e viaggiatori è uno degli elementi che ha indotto i rappresentanti dei lavoratori, i rappresentanti degli utenti

e l’Assessore ai Trasporti della Regione Molise, a chiedere a Trenitalia, alcuni mesi fa, di rivedere la discutibile decisione di chiudere totalmente la linea Termoli-Campobasso per l’effettuazione dei preventivati lavori di ammodernamento. Infatti la giustificata ostinazione delle Parti coinvolte, ha permesso di tenere parzialmente aperta la linea, almeno tra Campobasso e Larino e ciò ci induce a potere affermare, che seppur in condizioni non critiche di via-

bilità, merito di questa stagione invernale particolarmente clemente, di aver evitato numerosi incidenti. Tutto ciò porta un elemento di riflessione sulle possibili future decisioni di inopportune chiusure delle linee ferroviarie: considerare i costi indiretti di danni a cose ma soprattutto a persone dovuti alla incidentalità stradale ed i danni ambientali dovuti ad inquinamento anche essi non direttamente ed immediatamente quantificabili. Ricordare quindi la minore incidenza di incidenti(Ci si perdoni il gioco di parole) nel trasporto ferroviario ed agire con provvedimenti anche se temporanei, consequenziali ci pare buona pratica. *Presidente Forum Trasporto Pubblico Locale


TAaglio lto

5

14 febbario 2013

A quando lo sfratto della Fondazione Molise cultura dall’ex Gil ?

Alimentare il seme della crescita culturale per evitare che in futuro vi siano consiglieri regionali che diano l’ostracismo alla musica classica (Domenico Ioffredi), altri che attacchino frontalmente l’istituto per destinazione (i grillini Manzo e Federico), e altri ancora che la Casa della cultura la trasformino in anonimi uffici regionali (Paolo di Laura Frattura) Da casa delle cultura a contenitore degli uffici regionali. Lo scadimento della struttura ex Gil di Via Milano è l’ennesima dimostrazione che alla Regione Molise la pronuncia della parla “cultura” procura non poche allergie, una delle quali, quella di cui è affetto il consigliere delegato al settore, Domenico Ioffredi, cognato del presidente Frattura, ha già prodotto la scomparsa dell’orchestra stabile del Molise. L’orchestra: una scelta di alto profilo, per un anno e passa capace di tradursi in una produzione musicale di buon livello e un’apertura professionale ai concertisti molisani, per poi scomparire, come diciamo, rilevando quando poi, in sostanza, fosse poco aderente alla sensibilità dei musicisti molisani i quali, infatti, hanno accettato la fine dell’orchestra senza sollevare un lamento. Eppure, nella fase di costruzione, si erano dilaniati pur di farne parte. Sta di fatto che l’orchestra è finita, la musica colta è tornata nei recessi dei programmi culturali regionali, la ex Gil è diventato uno dei palazzi regionali nel quale far convivere impiegati, avventori, e, di tanto in tanto, qualche manifestazione d’arte. I grillini di Palazzo Moffa, dopo un anno di rodaggio, anche loro affetti da allergia da cultura, hanno mosso un attacco frontale alla Fondazione Molise Cultura chiedendo di conoscere la destinazione delle risorse finanziarie con un corredo di valutazioni a dir poco sospettose, se non proprio scandalistiche, sul compenso del direttore generale e sui gettoni di presenza (30 euro

lordi a seduta) degli amministratori (due consiglieri più il presidente). Questi parvenu nell’arengo dei legislatori, se appena fossero informati che esiste una legge sulla trasparenza che fa obbligo alle pubbliche ammini-

Protezione, parte la diffida Il sindacato Csa non ritiene valido l'accordo raggiunto in Regione per i precari

CAMPOBASSO. "In merito all’accordo stipulato in data 10.02.2014 presso la Prefettura di Campobasso tra alcune Organizzazioni Sindacali, parlamentari, Assessori Regionali, il Direttore dell’Agenzia Regionale di Protezione Civile ed altri, riguardante il personale precario dell’Agenzia predetta, il Sindacato CSA REGIONI AUTONOMIE LOCALI, che non ha sottoscritto tale accordo, ha incontrato i precari presso la sala della Provincia di Campobasso diffida gli Organismi a non a dare alcun seguito al citato accordo". Così la segreteria del Csa in merito a quanto deciso a livello sindacale. "In quella sede i precari hanno dato mandato

al CSA di diffidare codesta Agenzia e la Regione Molise a non dare alcun seguito al citato accordo fino a quando non verranno chiariti i diversi aspetti dell’accordo stesso ed in particolare: quali sono i criteri di assunzione/rinnovo dei contratti e/o loro proroga; se tale accordo è legittimo oppure contrasta con la legge e con il CCNL dei dipendenti degli EE. LL.; se detto personale manterrà il proprio rapporto di lavoro alle dipendenze dell’Agenzia durante il biennio al quale fa riferimento l’accordo; se non vi è discriminazione relativamente alla eventuale assunzione di personale “infungibile” e “microzonazione”.

strazioni di mettere tutto in rete, si sarebbero evitato la fatica di scrivere le quattro righe dell’interrogazione. Andando infatti sul sito della Fondazione Molise avrebbero trovato tutto ciò che vogliono sapere. A meno che, con l’interrogazione, non hanno inteso procurasi un piccolo spazio sui media, visto che della loro presenza a Palazzo Moffa sono rari e radi gli episodi meritevoli di attenzione. La sortita comunque è significativa di come si voglia incrementare le attività culturali, ovvero creando apprensioni e non occasioni. Diversamente i grillini avrebbero dovuto preoccuparsi di chiedere maggiori risorse, più incentivi, più disposizioni per fare della Fondazione il motore della cultura molisana. Come peraltro è previsto nella legge istitutiva. Gli attacchi allergici portano invece a chiedere l’eliminazione della causa. Difatti, la ex Gil nata per accogliere le associazioni, gli organismi, i soggetti istituzionali e non istituzionali che si preoccupano di creare e fare cultura, è stato ridotto a ricettacolo d’uffici, ad un misto di impiegati, uscieri, centralinisti, di avventori e, in misura marginale, di cultori delle arti figurative, della storia patria, delle tradizioni popolari, della musica. Finora sono parzialmente salvi l’auditorium (quantunque un giorno sì e l’altro pure più che concerti e teatro, accoglie convegni, incontri e dibattiti pubblici), e lo spazio espositivo dove, vogliamo ricordarlo anche ai grillini, è ancora in atto, ma agli sgoccioli, la Mostra antologica del grande pittore e scultore molisano, il compianto Gino Marotta. Con la Mostra è stata posta un’asticella alla qualità delle iniziative che vorranno e potranno seguire. Abbassare la quale equivarrebbe ad abbassare l’idea di alimentare nel Molise il seme della crescita culturale, idea nata anche per evitare che in futuro vi siano consiglieri regionali che diano l’ostracismo alla musica classica (Ioffredi), altri che attacchino frontalmente l’istituto per destinazione (i grillini Manzo e Federico), e altri ancora che la Casa della cultura la trasformino in anonimi uffici regionali. Dardo


6

Campobasso

14 febbraio 2014

Primarie civiche, cresce il pressing su Adriana Izzi La partecipazione di Adriana Izzi alle primarie civiche organizzate dal centrodestra ancora è fortemente in bilico. L’esponente di Citt@DiNoi non si sbottona ma sono sempre più numerosi gli inviti che le vengono rivolti e che la invogliano a non tirarsi indietro e a partecipare alle consultazioni primarie con cui i cittadini potranno scegliere il candidato sindaco da contrapporre al vincitore delle primarie del centrosinistra e ai candidati che correranno da soli, per ora sono certi solo Pino Saluppo e il “prescelto” dal movimento Cinque Stelle. La principale motivazione che dovrebbe spingere Izzi a candidarsi alle primarie è lo spirito civico che sta muovendo il comitato promotore e che in questa fase esclude, categoricamente, la presenza di simboli politici. I partiti della coalizione di centrodestra, infatti, hanno deciso di fare un passo indietro e solo dopo la proclamazione del vincitore garantiranno al candidato, scelto democraticamente dai cittadini e proveniente da qualsiasi area , la condivisione del programma e, di conseguenza, pieno sostegno attraverso liste che avranno il simbolo del partito. Per questo agli or-

ganizzatori non appare affatto fuori luogo la partecipazione alle primarie di esponenti di movimenti civici che potranno presentare ai cittadini un programma con punti precisi e proposte concrete e in caso di vittoria potranno opporsi a quello che definiscono il “modello Frattura” e puntare alla conquista di Palazzo San Giorgio. Altrettanto indefinita è la posizione di Nicola Cefaratti. L’attuale assessore alla Mobilità e all’Ambiente del Comune di Campobasso non disdegna le primarie ma per partecipare alla consultazione dovrebbe lasciare l’Esecutivo e prendere una posizione netta contro il “suo sindaco” Gino Di Bartolomeo che, invece , non ne vuole proprio sapere di primarie e vuole ricandidarsi con o senza il sostegno dei partiti della coalizione di centrodestra. Di Bartolomeo esclude le primarie, non solo perché in qualità di uscente sente di avere tutto il diritto di andare direttamente al voto di maggio ma, anche perché, a suo parere, sarebbe assurdo essere sfidato alle pre elezioni da esponenti dell’attuale Esecutivo come Cefaratti o dell’attuale opposizione come Izzi. Teresa Manara

Il perchè del lascito alla Biblioteca dei documenti di Renato Lalli di Rosamaria Lalli La scelta di destinare alla Biblioteca P. Albino il cospicuo lascito documentario di mio marito Renato è stata motivata dall’intenzione, con lui condivisa, di rendere fruibile il suo ricco, ampio e vario patrimonio culturale, a più livelli da quello didattico a quello della ricerca. È un prezioso patrimonio consistente in ricerche e studi documentari con dovizia di annotazioni e anche riflessioni personali. Preziosi tra l’altro sono i diari, memoria personale e memoria collettiva, memoria storica perché documento di casi, vicende, avvenimenti, fatti minuziosamente descritti e

commentati. I suoi diari sono “una finestra sul mondo”, attento come era Renato ad ogni sollecitazione e suggestione provenienti dal mondo esterno. Importanti sono il nutritissimo epistolario, la fittissima corrispondenza con familiari, amici, uomini di cultura dai toni rigorosi ma pur sempre affezionati. Renato ha dedicato la sua energia intellettuale a ricostruire la storia del Molise con documentate indagini in rapporto tra cultura regionale e cultura meridionale. L’interesse dei suoi studi ha spaziato in tutti gli ambiti disciplinari. Per l’indagine storica, fondamentale è stata la consultazione del materiale raccolto negli archivi e nelle biblioteche, cro-

336 pagine € 19,90

di Giuseppe Saluppo

giuolo del sapere. La Biblioteca Albino è stata, nel suo lungo e proficuo corso di studi e di ricerche, un punto di riferimento, considerandola la struttura culturale più autorevole della regione, stabilendo con il gruppo dirigente sempre veri rapporti amichevoli. Di Pasquale Albino traccia la biografia in “Profili di personaggi Molisani” rilevandone i molteplici interessi culturali e il merito di avere istituito la biblioteca pubblica che porta il suo nome. Renato ha messo il suo sapere a disposizione di tutti con umile e generoso spirito di servizio, con fede nei valori della cultura e della verità, guida necessaria

Polizia, nuovi dirigenti Il Questore di Campobasso ha presentato al Prefetto i funzionari nominati dal Ministro

CAMPOBASSO. Il Questore della provincia di Campobasso ha presentato al Prefetto i nuovi Dirigenti degli Uffici della Polizia di Stato. Il nuovo Dirigente della Divisione Polizia Anticrimine è il Primo Dirigente della Polizia di Stato Dott. Claudio Castellan, proveniente da Roma. Cambio anche alla direzione della Divisione Polizia Amministrativa e Sociale, assunta dal Primo Dirigente della Polizia di Stato Dott.ssa Alessandra Giansante, anche lei proveniente dal Diparti-

nella ricerca e negli studi. “Negli studi ho ritrovato la mia libertà”, così scrive su una pagina dei suoi diari nella quale riporta un pensiero di Gramsci: “La cultura è organizzazione, disciplina del proprio io interiore, è presa di possesso della propria persona-

Dove acquistare il libro

mento della Pubblica Sicurezza ove ha prestato servizio, dal 2006 al 2013, presso la Segreteria – Affari Generali e Personale. Il Commissario Capo della Polizia di Stato Dott. Raffaele Iasi, invece, è il nuovo Dirigente della Squadra Mobile. Il nuovo Dirigente dell’Ufficio Immigrazione è la Dott.ssa Teresa Mastrolitto. Il Commissario Capo Dott. Vincenzo Fratamico ha assunto, invece, la Dirigenza del Compartimento di Polizia Postale e delle Comunicazioni.

lità e conquista di coscienza superiore per la quale si riesce a comprendere il proprio valore storico, la propria funzione nella vita, i propri diritti, i propri doveri” (da Socialismo e cultura, “Il Grido del popolo”, 29 gennaio 1916).

CAMPOBASSO - Via Normanno, 14 - presso La Gazzea del Molise dal Lunedì al Venerdì, ore 10.00 / 13.00 e 16.00 / 20.00 Presso il Bar del Terminal Presso le Edicole di: Piazza della Repubblica - Via Scardocchia - Via Lombardia ISERNIA - Piazza della Repubblica - presso l’Edicola della Stazione TERMOLI - Via M. Pagano, 46 - Libreria Dolce Stil Novo


7

Campobasso

14 febbraio 2014

Tutti a guardare il Piano di rientro e nessuno ai guai veri della sanità

Continua lo stillicidio delle liste d’attesa e la disorganizzazione territoriale Il muro del silenzio dell’Asrem si sta dimostrando più tetragono del muro di Berlino. Infatti, non crolla Il male delle liste d’attesa. Sembra incurabile; anzi lo è. Diversamente si sarebbe dovuto avere un miglioramento dopo la sequenza impressionante di denunce di casi limite (mesi e mesi per un elettrocardiogramma; per una visita dall’endocrinologo in media dai quattro ai cinque mesi; per un’ecografia ortopedica non meno di tre). Tempi biblici, ai quali vengono sottomesse, al solito, le fasce sociali più deboli. Chi può, s’avvale delle strutture sanitarie private, anche non convenzionate. E’ il frutto di una accertata disorganizzazione dei servizi ospedalieri e territoriali, complice la flebile risposta ai bisogni e alle necessità anche del personale che a sua volta difetta di numero e, spesso, di qualità. L’attenzione della gente sulla sanità è tutta obbligata dai media sul Piano di rientro dal deficit, mentre dalla cronaca giornalistica restano fuori i problemi veri, tra cui, ribadiamo, l’abbattimento delle liste d’attesa e la riorganizzazione della medicina territoriale. E’ il caso che il sistema dell’informazione allenti, dunque, la presa sul deficit e sull’andirivieni di commissari e sub commissari, e si dedichi con maggiore impegno alle faccende della sanità regionale raccogliendo le doglianze, le preoccupazioni, le paure, talvolta i drammi di gente che in attesa di un esame, di un’indagine diagnostica ci lascia la pelle. Una situazione che s’aggrava di giorno in giorno favorita, lo ribadiamo, dalla disattenzione generale e dalla capacità del sistema sanitario a coprire le proprie

magagne salvo quando, caso raro però, non si levi una voce dall’interno a farsi sentire. E dall’interno del sistema è tornata ad alzarsi la voce contro le liste d’attesa e le insufficienze organizzative dando anche conto del perché e del per come. Abbiamo letto, infatti, con attenzione, una delle cause e l’ostilità che trova ad essere rimossa. E’ buona regola dove la sanità è gestita con criterio e senso di responsabilità che i responsabili dei vari poliambulatori ogni qualvolta che si formano ritardi esagerati nelle liste d'attesa

“Io non sono candidato a Sindaco” Rosario De Matteis smentisce le voci della sua possibile candidatura CAMPOBASSO. Il Presidente della Provincia di Campobasso Rosario De Matteis, in merito ad alcune notizie diffuse da organi di informazione regionali circa la spendibilità del suo nome nella rosa dei candidati a sindaco di Campobasso, dichiara di non aver chiesto la candidatura per tale veste e di cadere dalle nuvole. "Sinora, dunque, non ho mai ritenuto di dover pensare ad amministrare la città di Campobasso e non ritiengo di farmi avanti come candidato di Palazzo San Giorgio". Tali voci, quindi, ad oggi, non possono trovare concretezza e conferma nei desideri e nelle volontà del presidente.

Inps, assemblee nelle sedi Lunedì chiuse tutte le sedi dell'Istituto di Previdenza CAMPOBASSO. Si rende noto che, a causa dell’assemblea del personale indetta dalle organizzazioni sindacali CGIL, CISL, UIL, CISAL, USB e RSU le sedi Inps di Campobasso, Termoli e Larino saranno chiuse per l’intera giornata di lunedì 17 febbraio. Si informa che sarà possibile chiedere informazioni di carattere generale o sullo stato delle pratiche telefonando al numero verde gratuito 803164 o al numero 08744801. Saranno comunque garantiti gli accessi già programmati per le visite mediche e gli accertamenti sanitari.

trasmettono la richiesta all'Asrem regionale attraverso il responsabile di zona. L'Asrem provvede a pubblicare l'elenco di queste richieste e nell'arco di poche settimane gli stessi poliambulatori si avvalgono di specialisti 'ingaggiati' appositamente per aumentare il numero delle visite e quindi ridurre i tempi di attesa. Nel Molise invece le richieste dei poliambulatori si infrangono contro un muro di silenzio e finiscono nel nulla. Nella casistica delle richieste finite nel nulla c’è stato un tempo in cui i Distretti sanitari

della provincia di Campobasso hanno chiesto ore di medicina specialistica ambulatoriale nella misura necessaria, poi responsabilmente ridotta in base alla verifica delle risorse finanziarie disponibili, comunque ore sufficienti a coprire almeno in parte i turni e a ridurre le liste d’attesa. Tutto inutile. Il muro del silenzio si sta dimostrando più tetragono del muro di Berlino. Infatti, non crolla. Per cui le liste s’ingrossano, i tempi d’attesa si dilatano, le necessità dei pazienti restano inevase, il malcontento si radica sempre più a fondo nella coscienza collettiva. Situazione cristallizzata sulla insensibilità di chi gestisce il sistema sanitario nel quale - diciamolo apertamente - in nessun Piano di rientro del disavanzo è scritto di tagliare i servizi agli utenti. Eppure accade. Ciò in quanto si preferisce stare dietro alle polemiche della politica, all’utilità o meno dei commissari ad acta, e alla fanfaluche dei tanti soloni che s’improvvisano maestri, e sono semplici apprendisti stregoni. Accade. Intanto non viene sciolto il nodo degli errori, le cui conseguenze ricadono solamente sulla pelle dei cittadini. Mentre taluni assurdi privilegi economici continuano ad essere elargiti; taluni atteggiamenti incoerenti con lo stato di salute della sanità e delle risorse finanziarie continuano a restare in piedi, contraltari insopportabili agli occhi di chi deve attendere mesi e mesi, e forse morire, prima di un elettrocardiogramma, di un’ecografia, di una visita dell’endocrinologo. Dardo

L’esame di Stato nel Il Fu Mattia Bazar Antonella Presutti e Licia Vigliardi offrono un'altra prospettiva CAMPOBASSO. In gergo la chiamano ancora maturità. Sì, perché l’esame di stato è ancora il giro di boa per eccellenza che tutti sono inesorabilmente chiamati a fare per dimostrare che cinque anni tra i banchi di scuola sono serviti a diventare adulti. Un sogno, o per la maggior parte delle persone, un incubo, che ancora agita il sonno di molti. Ecco perché in Il Fu Mattia Bazar Antonella Presutti e Licia Vigliardi hanno deciso di raccontarlo in base alla loro lunga esperienza sul campo. Ne hanno viste di cotte e di crude, le due professoresse di Campobasso, tanto quanto basta a raccontare la maturità in maniera attenta e divertente, offrendo un’interessante chiave di lettura per comprendere meglio ansie, paure e aspettative delle giovani leve che si apprestano a timbrare il cartellino verso l’età della responsabilità. Ma Il Fu Mattia Bazar offre anche un’altra prospettiva, insolita, perché la scuola di rado è raccontata da chi ogni giorno si prepara ad un’autentica corsa ad ostacoli. Alle prese con riforme promesse e mai effettivamente

realizzate, quello degli insegnanti è davvero un esercito di coraggiosi a vario livello. Perché non solo deve combattere con risorse sempre più all’osso, ma deve farlo anche contro il disinteresse dilagante, genitori a volte poco imparziali e, perché no, colleghi meno devoti che rischiano di mandare in fumo il lavoro di chi invece questo lavoro lo fa seriamente e soprattutto credendo che ne valga la pena. L'esame di stato diventa quindi l'occasione per una riflessione divertita e seria, irridente e, di tanto in tanto, dolente sulla scuola, sulla didattica, sul processo di formazione dei giovani di oggi, adulti di domani. Le due autrici presenteranno il loro libro nell’ambito dell’anteprima 2014 di Ti racconto un libro -laboratorio permanente sulla lettura e sulla narrazione, ideato e organizzato dall’Unione Lettori Italiani con la direzione artistica e organizzativa di Brunella Santoli, e sostenuto dalla Provincia di Campobasso. L’appuntamento è in programma in serata alle ore 18.30 nella sala conferenze della Biblioteca provinciale “P.Albino” di Campobasso.


ISERNIA

ANNO X - N° 37 - VENERDÌ 14 FEBBRAIO 2014 - DISTRIBUZIONE GRATUITA

30.000 copie in omaggio www.lagazzettadelmolise.it | redazione@lagazzettadelmolise.it


11

Isernia

14 febbraio 2014

L'intervento di Massimo Saluppo Cambia il giudice che dovrà decidere l’ammissione a concordato preventivo di Ittierre e dunque si allungano i tempi della decisione a favore o contro l’ammissione alla procedura concorsuale. Ma questo consente alla fabbrica di Pettoranello del Molise di disporre di una chance in più, in quanto lo slittamento della decisione consente alla società di investimento Ikf, interessata a entrare nella partita (vedere MFF del 30 gennaio) di avere a disposizione il tempo necessario per decidere se formulare o meno, e in che termini, un’offerta irrevocabile del ramo d’azienda di Ittierre rappresentato sostanzialmente dalla fabbrica e da una parte dei dipendenti, previa verifica di quali licenze resterebbero in capo alla newco. Secondo quanto riportato dalla stampa locale, il giudice Valeria Battista, in linea con quanto già

Ittierre, nuovo scenario con l’Ikf emerso alla fine dello scorso anno, è stato trasferito ad altra sede e sarà sostituito da un nuovo magistrato. Il cui nome non è stato reso noto ma che, secondo quanto riferito dalla stampa locale, si insedierà il 17 febbraio e ha già convocato il consiglio di amministrazione di Ittierre per il 21, per fare il punto sul piano e sulle sue possibilità attuative. Mettendo assieme il puzzle delle poche informazioni emerse sullo stato attuale della situazioni di Ittierre, il piano industriale e finanziario a sostegno della richiesta di concordato prevede la ripartenza dell’attività sotto le insegne di una newco che ripartirebbe con un numero ridotto di dipendenti e poche licenze, la cui effettività è oggetto di verifica da tutte le parti a vario titolo interessate. La newco potrebbe segnare l’uscita

di scena del presidente di Ittierre Antonio Bianchi, al cui posto arriverebbe Ikf; oppure un nuovo tentativo da parte dell’imprenditore lombardo, secondo quanto ha dichiarato lo stesso Bianchi (vedere MFF del 29 gennaio scorso) nel rendere nota la sua disponibilità sia a farsi da parte, sia a sostenere il piano concordatario. Intanto i dirigenti di Ikf sono stati visti lo scorso fine settimana a Pettoranello, per una valutazione più precisa e ravvicinata della situazione. Ikf per ora ha allegato al piano industriale presentato da Bianchi al tribunale una propria manifestazione di interesse, riservandosi appunto di trasformarla o meno in offerta irrevocabile di acquisto, una volta effettuati i dovuti approfondimenti.

“L’Autovelox di Sesto Campano è abusivo” La Fiadel denuncia l'istallazione del nuovo impianto e scrive al prefetto di Isernia ISERNIA. L'Associazione Sindacale F.I.A.D.E.L. dopo avere effettuato i dovuti controlli ritiene che la postazione Autovelox Fissa installata dal Comune di Sesto Campano lungo la SS. 85 direzione Napoli, era ABUSIVA, al pari di quella di Macchia di Isernia. "Immediatamente segnalava l’abuso al Prefetto di Isernia che è competente per territorio ed al Sindaco di Sesto Campano chiedeva la immediata sospensione delle verbalizzazioni con contestuale restituzione dei soldi a chi, contando sulla legittimità degli atti posti in essere dalla Pubblica Amministrazione, aveva pagato le multe. Il Prefetto di Isernia, però, si è ben guardato dall’adottare qualsivoglia provvedimento a carico del Comune compreso quello di fargli rimuovere la postazione, che come detto era abusiva e così, il Comune ha continuato indisturbato ad elevare verbali a

carico dei cittadini ed ad incassare soldi. Se qualcuno provava a fare ricorso avverso i verbali ecco che interveniva il Vice Prefetto Aggiunto (da non confondere con il Vice Prefetto Vicario Dott.ssa Caterina Valente funzionario altamente preparato e disponibile verso la collettività) il quale puntualmente bocciava i ricorsi e raddoppiava le sanzioni. Sennonchè questa Associazione FIADEL ha impugnato una Ordinanza Ingiunzione emessa dalla Prefettura di Isernia per il tramite del bravissimo Avvocato Daniele Petrecca del Foro di Isernia, rivolgendosi al Giudice di Pace di Venafro. Ed ecco che il Giudice, con Sentenza n. 336/13 del 10.02.2014, ha accolto il ricorso e bocciato l’Ordinanza prefettizia, sentenziando proprio quello che avevamo detto noi e cioè che la Postazione Autovelox di Sesto Campano non è autorizzata e dunque è abusiva".

Crimini contro L'intervento la famiglia, arrestata

La Polizia ha fermato una donna di origine polacca sulla quale pendeva un mandato di cattura

ISERNIA. Arrestata ad Isernia dagli uomini della Squadra Mobile della Polizia di Stato una donna ricercata a livello europeo. Nei confronti della donna, di origine polacca, pendeva un mandato d’arresto per reati contro la famiglia. A termine di minuziose indagini, la cittadina polacca è stata identificata nel capoluogo pentro dove gli agenti hanno provveduto ad ammanettarla. La Corte d’Appello di Campobasso ne ha poi convalidato l’arresto ma la donna (da tempo residente in Italia dove ha anche trovato lavoro) è stata poi rimessa in libertà poichè madre di due minori.

di Emilio Izzo* L’allarme lanciato qualche mese addietro sul progetto “Elimina Molise”, all’indomani della manifestazione da me organizzata per scongiurare l’eliminazione dell’ente provincia di Isernia, studiata a tavolino anche e, a volte, soprattutto da nostri amministratori eletti dai molisani, non era pur nulla peregrino. Infatti, ogni giorno assistiamo agli scippi del nostro tessuto amministrativo, unica ragione d’essere di un territorio giustamente ambizioso e così come già ampiamente gridato ai quattro venti dai padri costituenti quando immaginarono di riscrivere la storia per il rispetto delle identità. Un pezzo per volta ci ritroveremo senza terra, senza forza, senza geografia, senza confini, senza amor di radici, senza dialetti, senza storia, senza cultura, senza nulla, perché qualcuno ha deciso per noi che non dobbiamo più esistere per logiche di affari e di perversione, che solo le future generazioni potranno capire quando si troveranno a piangere su una regione che fu! E così, per non farci mancare nulla (o meglio, per farci mancare tutto), così come preannunciato, a giorni perderemo anche quella rappresentanza amministrativa della cultura che, anche se

Addio Molise!

non all’altezza del proprio compito, testimonia al mondo intero dell’importanza storica, archeologica e paesaggistica di una terra ancora per poco chiamata Molise! Purtroppo non si tratta di indiscrezioni, di allarmismi senza fondamento, la bozza di riordino del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo, che il ministro Bray ha fatto giungere sui tavoli delle OO.SS. nazionali di categoria (ed io ne vengo a conoscenza diretta in quanto membro della direzione nazionale) non lascia spazio ad interpretazioni: la direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del Molise verrà accorpata all’Abruzzo, prefigurando scenari facilmente immaginabili. Il Molise è una piccola realtà, sarebbe agevolmente fagocitata, l’Abruzzo ha il grave problema della ricostruzione post sisma; chi potrà dare le dovute attenzioni al nostro patrimonio culturale, tra l’altro notevole, riconosciuto dal mondo scientifico, nonostante i vari funzionari e dirigenti approdati in Molise ne abbiano solo sfruttato il valore ad appannaggio delle loro tristissime carriere? Falsamente il ministero MiBACT giustificherebbe l’accorpamento con motivi di spending review. Niente di

più falso. Intanto, se la ragione fosse questa, basterebbe ridurre i lauti compensi dei dirigenti, in modo tale che con la stessa cifra si potrebbero retribuire due figure, appunto, un direttore per il Molise ed un altro per l’Abruzzo. Purtroppo in Italia siamo abituati ad assistere a difese delle caste mai sazie, mai pronte a rinunce logiche così come si converrebbe in una nazione democratica e, ancor più, coinvolta in una crisi che sta mettendo in ginocchio migliaia di lavoratori. La casta dei dirigenti è la peggiore, parimenti a quella dei politici che venderebbero la propria madre piuttosto che percepire retribuzioni rispettose del loro ruolo e di chi non ha nemmeno di che mangiare! Ma dietro questa decisione si nasconde ben altro. E’ ampiamente risaputo che l’attuale direttore regionale del Molise, avv. Famiglietti, da tempo ambisce a lidi più importanti, approdi che ormai da più di quattro anni non riesce ad ottenere per motivi che facilmente si intuiscono. Tra l’altro, sfumato l’incarico prestigioso che qualcuno (amico) faceva prefigurare, quello di super manager per Pompei, è rimasto ancora una volta a bocca asciutta in Molise, terra

che gli sta chiaramente stretta, nonostante sia l’unico in Italia a reggere una direzione regionale ai beni culturali più una soprintendenza archeologica con la laurea in legge! E allora non sarebbe difficile immaginare il suo lavorio verso il ministero per ottenere un accorpamento tra le due regioni così da poter occupare la poltrona in Abruzzo, che comprenderebbe anche il Molise, e gestire in un sol colpo tutta la ricostruzione del patrimonio culturale duramente minato dal terremoto aquilano e continuare a dirigere dispoticamente il Molise. Credo fermamente che l’apparato politico parlamentare e regionale molisano debba opporsi con veemenza a tale prefigurata sciagurata decisione e fare tutto il possibile per allontanare Famiglietti dal Molise. E magari, perché no, approfittando dell’occasione, qualcuno potrebbe anche seguirlo visto come si è speso per sostenerlo e come si è agitato in campagna elettorale per affossare la provincia di Isernia e chiedere contestualmente l’eliminazione del Molise! E non mi dite che non conoscete i nomi, ma se così fosse, a breve un bell’incontro con la stampa per chiarire alcuni tristi retroscena! * Segretario regionale UILBAC Molise


12

Termoli

14 febbraio 2013

Richiesta crisi per l’area industriale, soddisfazione del sindaco TERMOLI – Il sindaco Basso Antonio Di Brino esprime soddisfazione per l'esito della seduta del Consiglio comunale, specie per ciò che concerne l'approvazione della delibera inerente il riconoscimento dello stato di crisi dell'area industriale, ma anche per l'approvazione dell'Accordo di Programma denominato "Sistema Turistico Integrato Riviera Molisana" e per l'adesione all'Associazione "Cittaslow". "Sono particolarmente soddisfatto per l'esito del Consiglio comunale - ha dichiarato il sindaco Di Brino - in quanto ritengo che questa Amministrazione abbia dato ulteriore prova di attenzione alle reali esigenze del territorio, senza partire da posizioni preconcette e fornendo risposte concrete ai termolesi e ai cittadini delle zone limitrofe. Esprimo innanzitutto la mia soddisfazione per l'approvazione della delibera relativa al riconoscimento dello stato di crisi dell'area industriale. Nonostante il tentativo della minoranza consiliare di rinviare la discussione su questo tema, il Consiglio ha preso atto della complessa situazione di crisi che ha

colpito il nucleo industriale e le realtà produttive più importanti in esso allocate, come la Fiat e lo Zuccherificio del Molise, oltre alle piccole e medie imprese. La nostra iniziativa trova la sua ratio nella volontà di salvaguardare le risorse occupazionali e sociali di quest'area, attraverso l'adozione di misure urgenti da parte del Governo sull'area industrialmente più significativa dell'intero Molise. Il Consiglio ha quindi espresso il suo voto favorevole affinché si impegni il Governo, in particolare il Ministero per lo Sviluppo Economico, ad attivare un tavolo istituzionale per il riconoscimento dello stato di crisi del distretto industriale di Termoli. Per quanto mi compete, ho dato immediatamente seguito a quanto deciso, avviando i contatti con il presidente del Cosib Luigi Mascio, con l'Unione dei Comuni del Basso Biferno e con l'assessore regionale Michele Petraroia, provvedendo a coinvolgere a breve il Parlamento attraverso l'On. Laura Venittelli e il Sen. Ulisse Di Giacomo, e lo stesso Governo per il tramite del Sottosegretario al Ministero

per i Rapporti con il Parlamento Sabrina De Camillis. Seguirò con grande attenzione gli sviluppi di questa vicenda, stimolando personalmente i sindaci dei comuni limitrofi, anch'essi sicuramente interessati al riconoscimento delle stato di crisi dell'area industriale di Termoli. Ulteriori motivi di soddisfazione sono stati dati dall'approvazione delle delibere sul Turismo, con l'adesione all'Associazione "Cittaslow" che è finalizzata, come si ricorderà, alla promozione e alla diffusione della cultura del buon vivere attraverso la ricerca, la sperimentazione e l'applicazione di soluzioni organizzative della città, e della delibera sull'Accordo di Programma denominato Sistema Turistico Integrato Riviera Molisana, teso a promuovere l’intero territorio della Costa Molisana, precisamente dei Comuni di Termoli, Petacciato, Montenero di Bisaccia e Campomarino, mirando a consolidare il partenariato e agevolando la realizzazione di progetti comuni al fine di potenziare le capacità di promozione e com-

merciali dei singoli territori. Con questi atti, che si coniugano ad una seria programmazione di interventi sul territorio, come la riqualificazione dell'intero lungomare nord e del centro di Termoli, siamo certi di poter dare un nuovo volto a questa città e di poter avviare un nuovo percorso per la promozione turistica di Termoli e dell'intera costa molisana".

Riforma piano sanitario, Il coordinamento 9 dicembre manifesta presentata querela TERMOLI - Il presidente e il direttivo dell'associazione Cuore Molisano hanno convocato per oggi alle 9,45, una conferenza stampa unitamente all'avvocato Annibale Ciarniello nello studio legale

di via Mascilongo al civico 50. Oggetto dell'incontro con gli organi d'informazione locali l'aggiornamento dell'iter sulla denuncia-querela sulla riforma del piano sanitario regionale.

“M’illumino di meno”: il comune aderisce alla campagna di sensibilizzazione TERMOLI – Il Comune di Termoli aderisce anche quest'anno alla Giornata nazionale del risparmio energetico denominata "M'illumino di Meno", proposta da Caterpillar, la nota trasmissione di Rai Radio 2. L'Amministrazione comunale, nello specifico, parteciperà al-

l'evento oggi con lo spegnimento, dalle ore 18 alle 19,30, delle luci del Castello Svevo e del Municipio. L'iniziativa, giunta alla sua decima edizione, mira a sensibilizzare istituzioni e privati cittadini alla riduzione dei consumi energetici, con lo spegnimento coordinato delle

luci e dei dispositivi elettrici non indispensabili. Si tratta di un gesto simbolico, cui da qualche anno si affianca anche l’invito ad accendere, laddove possibile, luci “pulite”, facendo ricorso a fonti rinnovabili e sistemi intelligenti di illuminazione.

a Roma

TERMOLI - La protesta continua contro questo governo e contro la classe politica che ha ormai tolto la dignità agli italiani. A Roma dal 9 di febbraio una delegazione di molisani, attivisti del coordinamento 9 dicembre di Termoli, partecipa alle manifestazioni che vengono man mano svolte. Il sindaco di Roma , ha vietato di accamparsi nella città anche in zone periferiche come piazzale dei partigiani, tanto che i manifestanti hanno dovuto alloggiare in strutture private. I politici italiani danno ospitalità a tutti tranne a chi vuole manifestare contro di loro. Nelle notti dell’11 e 12 febbraio una delegazione di manifestanti, tra cui i molisani Michele Ricci e Domenico Zeoli, sono stati accolti nella basilica di S.Maria Maggiore in Roma, dove gli è stato offerto una calorosa ospitalità. Dopo diverse assemblee è stata scritta una lettera aperta che è stata consegnata nelle mani di Papa Francesco e letta mercoledì 12 febbraio all’Angelus. Il Santo Padre si è commosso leggendo, quel foglio scritto da gente che ormai ha il cuore spezzato, che vede suicidare persone oneste, che vede mamme o papà che gli tolgono i figli, non vede futuro, perde speranze. Con la Chiesa, il coordinamento 9 dicembre ha aperto un’ ottimo rapporto diplomatico, una grande speranza, la più grande é riaffermare la dignità dell’uomo e non l’uomo merce di scambio, schiacciato dai poteri forti e occulti della finanza e di interessi di poche lobby. Domenico Zeoli Coordinatore nazionale 9 dicembre 2013

Chiamata d’imbarco La a.s.d. Italia, International per un marittimo TERMOLI – La Capitaneria di porto ha diramato una chiamata per un marittimo con la qualifica di marinaio da imbarcare a bordo del Motopeschereccio “Nuovo Kopndor” iscritto nei registri navi minori e galleggianti della Capitaneria di Porto di Termoli. Il marittimo interessato dovrà presentarsi presso gli uffici della Capitaneria entro le ore 11 di venerdì 14 febbraio munito di: Libretto di navigazione di prima categoria o foglio di ricognizione di terza categoria; Tesserino di iscrizione nel registro pescatori; Certificato medico di visita preventiva d’imbarco e per i soli Marittimi muniti di libretto di navigazione (prima categoria della gente di Mare), visita biennale in corso di validità.

Kenpo Karate Association premia i migliori atleti TERMOLI - Si terrà domenica 16 febbraio a partire dalle ore 10 nella Galleria Civica la premiazione ufficiale degli allievi che si sono distinti negli ultimi 5 anni di attività e nelle gare in-

ternazionali. La I.K.K.A., Associazione Internazionale creata dal GranMaster Ed Parker negli anni ‘50, è presente in 25 Paesi e dal 2013 è presente anche in Italia; il rappresentante Italiano è il maestro termolese Carlo Antonelli, che tiene i suoi corsi di American kenpo karate a Termoli e Camlista al "Teatro alla Scala" di Mipobasso. Saranno lano, al "Teatro Comunale" di Fiproprio il maestro Anrenze e al "Teatro V. Bellini" di tonelli e il consigliere Catania; Irén Seleljo al pianoforte comunale Angelo Faha ottenuto grandi riconoscirina, presidente della menti anche oltreoceano, con consulta dello sport borsa di studio al Bard College del Comune di Termoli, negli Stati Uniti. a premiare gli atleti

Termolimusica, concerto del Trio di Vienna TERMOLI – Sabato nuovo appuntamento con TermoliMusica, concerto che vedrà esibirsi il Trio di Vienna con Gernot Winischofer al violino, Anton Niculescu al violoncello e Irén Seleljo al pianoforte. Geront Winischofer è professore di violino nel conser-

vatorio di Vienna e ha girato il mondo come solista proponendo un gran numero di concerti accompagnato dalle più grandi orchestre del mondo e partecipando a diversi festival internazionali della musica; Anton Niculescu è stato violoncello so-

meritevoli. La manifestazione sarà un’interessante vetrina in vista dei prossimi appuntamenti che vedranno protagonisti i nostri atleti: il Campionato di forme e difesa personale Olandese, che si terrà ad Utrecht il prossimo 30 marzo, la seconda edizione del Memorial “Ed Parker” che si terrà a Termoli i prossimi 28 e 29 giugno e, infine, il prestigioso “50° International Karate Championship”, storico campionato a cui hanno partecipato atleti del calibro di Bruce Lee e Chuck Norris, che si terrà a Long Beach, California, i prossimi 1-3 agosto.


13

Termoli

14 febbraio 2014

Furto in un centro commerciale: un arresto e una denuncia MONTENERO FI BOSACCIA - Ancora in azione i Carabinieri della Stazione di Montenero di Bisaccia, che unitamente a quelli di Petacciato, hanno tratto in arresto in flagranza di reato M.V. 55enne e denunciato a piede libero F.V. 44enne entrambi provenienti dal capoluogo partenopeo, censurati, perché responsabili in concorso di furto aggravato. Il fatto è avvenuto nella serata del 12 febbraio, quando il personale addetto alla vigilanza presso un centro commerciale del luogo, hanno richiesto l’intervento dei Carabinieri poiché insospettiti dal comportamento dei suddetti e ritenuto che gli stessi con tutta probabilità, si erano resi responsabili di un furto. L’immediato intervento dei militari infatti, consentiva di fugare ogni dubbio in quanto i due appena accortisi della loro presenza tentavano di dileguarsi e mentre uno veniva subito bloccato, l’altro salito a bordo di autovettura riusciva a guadagnare la fuga. La refurtiva consistente in numerose confezioni di profumi, cosmetici e superalcolici, per un valore di

circa 2000 euro, in parte recuperata, veniva restituita al proprietario. A seguito di ulteriori indagini, i militari identificavano anche il fuggitivo F.V. il quale è stato denunciato in stato di irreperibilità, mentre per M.V. tratto in arresto, si sono aperte le porte delle camere di sicurezza della Caserma di via Martiri della Resistenza, per restare a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Raddoppio ferroviario, Nagni incontra i sindaci di Termoli e Campomarino LITORALE - L’assessore regionale ai trasporti Pierpaolo Nagni oggi alle 16 incontrerà, presso la sede di via Elena 1 a Campobasso, le strutture delle amministrazioni comunali di Termoli e Campomarino guidate dai rispettivi sindaci Antonio Di Brino e Francesco Camilleri, per discutere in merito al raddoppio ferroviario Termoli - Lesina. Un incontro, quello con le amministrazioni interessate, che sarà prelimi-

nare alla riunione che si terrà martedì prossimo venturo presso la sede di Rfi a Roma tra l’amministratore delegato ing. Michele Mario Elia e lo stesso assessore Nagni. L’incontro sarà utile a chiarire la posizione della Regione Molise in merito al progetto che riguarda il raddoppio del tratto ferroviario Termoli – Lesina, con particolare riferimento ai lavori del terzo lotto che interessano il territorio molisano.

Realizzazione acquedotto Liceo sportivo, consiglieri comunali di opposizione di irrigazione, interviene Rete Civica intervengo sul ricorso al TAR

LARINO- I consiglieri comunali di opposizione intervengo sul ricorso al TAR della Provincia di Campobasso a seguito dell’approvazione del piano di dimensionamento scolastico da parte del consiglio regionale. In particolare sulla localizzazione del liceo sportivo in Larino. “Riteniamo, quello messo in atto dalla Provincia di Campobasso, un comportamento anomalo e assolutamente scorretto. La Provincia non può pensare che Larino faccia parte di un’altra provincia ma dovrebbe garantire e tutelare tutto il territorio. Questo atteggiamento è assolutamente inammissibile. Vogliamo ricordare al Presidente De Matteis che non siamo cittadini di serie B e la nostra diventa una battaglia di principio a tutela della nostra comunità . Signor Presidente De Matteis, ci rivolgiamo a Lei direttamente, ritiene che le sue osservazioni possano considerarsi di responsabilità per Larino e il territorio interno? Forse sarebbe addirittura meglio appartenere ad un’altra Provincia, visto il trattamento che ci viene riservato. In questo modo Larino viene ad essere totalmente abbandonato dalle istituzioni e non si fa altro che agire a danno delle zone interne senza pensare alle conseguenze disastrose. Allora, signor Presidente, se si continuano a preferire altre cittadine per i collegamenti, la vicinanza con altre regioni, la popolazione e le prospettive, le nostre zone interne cosa devono fare?!?Possono solo continuare a morire?!? Le considerazioni che ne derivano sono valutazioni di tipo politico e partitiche. Pertanto riteniamo questo ricorso al TAR estremamente punitivo per Larino e l’area finalizzato solo ad accontentare i desiderata dei politici termolesi di centro – destra che hanno come unico problema quello di dover affrontare a breve nuove campagne elettorali. Ci meravigliamo del comportamento del Presidente De Matteis ma probabilmente ha dovuto cedere a problematiche legate ad equilibri interni alla sua maggioranza. Ricordiamo che Larino non merita una disparità di trattamento e ci auguriamo che si riveda il tutto immediatamente e che quindi non si presenti e si annulli il ricorso al TAR. Inoltre riteniamo opportuno che l’amministrazione comunale di Larino si costituisca nell’istaurando giudizio amministrativo. Continueremo ad apportare il nostro contributo alla causa mediando e confidando nel supporto attivo dei nostri rappresentanti ai vari livelli istituzionali”. Rossella Mammarella - Michele Urbano - Giulio Pontico

LARINO - Il coordinamento regionale per il Molise di Rete Civica Nazionale fa presente che “da alcuni giorni, molti agricoltori del medio - basso Molise, stanno ricevendo da parte del Consorzio di Bonifica Integrale Larinese, delle proposte di accordo per imposizione di esproprio o servitù perpetua, relativa al realizzando acquedotto di irrigazione del basso Molise, con acque dei fiumi Biferno e Fortore. Nel precisare che riteniamo tali opere ovviamente utili per le imprese agricole che beneficeranno di tale infrastruttura (e per tutta la collettività) – scrivono dal coordinamento Rete Civica -, evidenziamo il Consorzio di Bonifica, relativamente alla valutazione degli indennizzi, “accollate”, tra l’altro (unitamente “tutti gli adempimenti per le espropriazioni”), come si legge nella “Deliberazione del comitato esecutivo” n. 237/2013, all’Appaltatore, ivi compresa la determinazione delle relative indennità”, dovrebbe considerare il cosiddetto “giusto valore di mercato” dei terreni in oggetto risultante dalla normativa vigente. L’impresa appaltatrice, attraverso operazioni di stima ope-

rate da un tecnico privato, all’uopo incaricato, i cui “criteri di calcolo e di determinazione”sono stati condivisi dallo stresso Consorzio di bonifica, è pervenuta, per le aree non edificabili, alla determinazione dei valori di esproprio in una misura compresa tra 1,91 e 3,69 euro a mq per le aree oggetto di esproprio, mentre per quelle oggetto di asservimento si è stabilito un importo compreso tra il 50% e il 65% di detti valori. Ciò posto – continua la nota - con puro spirito propositivo e collaborativo istituzionale, che contraddistingue la nostra azione politica - amministrativa, che le suddette valutazioni di esproprio e di asservimento, potrebbero non essere rispondenti al “giusto prezzo di mercato” costituzionalmente garantito, che a sua volta, come è noto, deve concretizzarsi in un “giusto” ristoro per il depauperamento ed i danni subiti dagli espropriati/asserviti e non in somme meramente simboliche. Inoltre, continua la rete «nella deliberazione di cui sopra si legge che tali valori sono applicabili a “un’area non edificabile” e, dunque, utilizzate ad uso agricolo

Raduno nazionale sanda centro sud Italia LITORALE - Si terrà il 15 febbraio, presso la nuova sede decentrata di Vasto nella Palestra CFP GYM in via Circonvallazione Histoniense della Scuola di Kung Fu Shaolin Sanda del M° Carmine De Palma, il raduno Nazionale Sanshou – Libertas. Si tratta del primo raduno, del 2014, aperto a tutte le società per formare una rosa di atleti fra cui selezionare la squadra che parteciperà ai vari Eventi sia in Italia che all’estero,

prima di tutto la Gara Europea in Belgio a fine Marzo. Il raduno organizzato con il supporto dei tecnici nazionali, è un evento sportivo molto importante ed impegnativo dove gli atleti saranno valutati e scelti per rappresentare l’Italia in competizioni Europee e Mondiali. Come spiegato dal M° De Palma, il raduno si svolgerà, per adesso solo sabato, ma sarà ripetuto in un altro fine settimana con sessioni di allenamento da 3 ore

ognuna che permetteranno e determineranno tutti i presupposti di valutazione per le successive scelte. L’evento si svolgerà con un lavoro intensivo e massimale con esercizi mirati e con combattimenti anche col K.O. Gli atleti avranno a disposizione, oltre tutte le protezioni obbligatorie, tutto lo staff tecnico, gli arbitri nazionali e anche un’ equipe di medici sportivi che controlleranno tutti gli atleti durante il raduno.

(forse), senza valutare però che, in ragione della legge regionale n. 30/2009 sul Piano Casa, alcuni di questi fondi soggetti ad esproprio - asservimento, di fatto, potrebbero essere divenuti edificabili, ai sensi dell’art. 6 della citata legge regionale, che prevede, a determinate condizioni, la realizzazione di “edilizia sociale”, con una cubatura di 1,5 mc/mq, con evidente, notevole, maggiore valore di indennizzo, rispetto a quello viceversa proposto dall’amministrazione procedente. Senza dire che agli inviti di accordo inviati non viene allegato il contratto che gli agricoltori dovrebbero sottoscrivere, il che impedisce agli stessi di conoscere ed esaminare con i tempi dovuti i termini della questione. Pertanto – conclude il coordinamento - in un momento di grave crisi generale in cui versa la nostra Regione e l’intero Paese, invitiamo il Consorzio di Bonifica competente, a rivedere tali valutazioni, nell’interesse dei propri consorziati e, più in generale dell’intera collettività, in ossequio ai principi di trasparenza, correttezza, imparzialità ed efficienza dell’azione amministrativa”.

Al via domenica al cinema

SAN GIACOMO DEGLI SCHIAVONI - Dopo il successo ottenuto dalla prima edizione della Rassegna Cinematografica organizzata lo scorso anno, l'associazione San Giacomo UnicaMente ha organizzato una seconda rassegna che, iniziata lo scorso 7 febbraio, proseguirà fino al 6 aprile con film di grande successo. Le proiezioni si effettueranno sempre nella sala della Casa Canonica tutte le domeniche pomeriggio alle ore 17,30. Il prossimo film "Viva l'Italia" sarà proiettato domenica 16 febbraio.


14

Spettacolo

14 febbraio 2014

Donne violate “One billion rising” è il flash mob che si terrà in centro a Campobasso di Charles N. Papa CAMPOBASSO - Stiamo a parlare di fatti che non dovrebbero essere raccontati. Si disquisisce su argomenti che non dovrebbero esistere nell’eloquio civile di questa società. Eppure, ogni giorno, si racconta di donne violate, nella loro dignità, nella loro femminilità, nella loro intimità. E stiamo poi qui, a raccontare di eventi che portano l’attenzione su questa catena misogina, che vede donne maltrattate o uccise. Contro la violenza sulle donne, ne ha fatto motivo di vita Eve Ensler, l’autrice de “I monolghi della vagina”, scritto nel 1996 e da allora portato in scena in 49 lingue: “La Ensler scrisse i Monologhi per celebrare la vagina, che è descritta come sessualmente superiore al pene, in quanto di essa fa parte il clitoride, considerata la sola parte del corpo umano specificamente ed esclusivamente volta al piacere”. Insomma, come ogni storia bella oi brutta che accade nel mondo, ne consegue che diventi spettacolo, o per esorcizzare il male, o perchè la storia possa essere d’insegnamento e preventiva per molti altri. Fatto sta che la Ensler dal ‘96 con i suoi Monologhi intasca royalties su testi e spet-

tacoli teatrali, ed oggi, si preoccupa di intervenire sulla festa degli innamorati, volendole dare un altro significato, o perlomeno, uno in più. Sicuramente “One billion rising” va supportato, perchè se si abbassa la guardia su accadimenti di cronaca con oggetto le donne, si perde di vista il problema e cosa fare. Va dunque ricordato che “One billion rising” oggi, sraà una manifestazione spettacolo, per meglio dire, un flash-mob che si terrà in piazza Vittorio Emanuele alle 19.30. Una coreografia sarà la base del flash-mob, e tutta l’attenzione, come ovvio che sia, va data a chi, oggi, esce dall’anonimato e ha il coraggio di parlare, di denunciare orchi e assassini. “One billion rising” è una campagna internazionale del movimento V-Day contro la violenza su donne e bambine. L’invasione pacifica e festosa dell’evento, è al suo secondo anno di vita e si terrà in tutto il mondo. Va specificato che non deve essere presente alcun simbolo politico, devono prevalere i colori rosso e nero, e devono essere ben visibili i loghi di OBR. Sarà presente un operatore dell’organizzazione per le riprese.

Cabaret a cena

S.Valentino, tra live e disco.

CAMPOBASSO - La nuova moda in questo periodo, vede il successo della formula cena con spettacolo. Il sabato è tradizionalmente la serata delle famiglie, quella in cui tutti escono a cena. L’offerta di gestori attenti, quella della cenaspettacolo, gratifica imprenditori che scommettono su questa formula. Il pubblico gradisce, visto che con la stessa cifra della sola cena, si ha anche la presenza di un cabarettista. Artisti figli di “Zelig”, “Colorado” e “Made in sud”. Le prime due, figlie di Meadiaset, la terza nata in Rai e diretta concorrente delle altre. Gli ascolti in calo perchè l’offerta è aumentata, e “Made in sud” che rastrella gratificazioni e share, appena passato in prima serata su Rai2. La corazzata di Tunnel si contrappone a Bananas e ottiene gran ascolto al sud mentre stenta al nord. Sulla scia del successo, molti volti nuovi, trovano successo al di fuori delle trasmissione. Tra i molti, Mariano Bruno, quello di “A cett, cett”, domani al ristorante Aciniello di Fossato cupo.

336 pagine € 19,90

di Giuseppe Saluppo

CAMPOBASSO - Dalle 19.30, al Gran Caffè Lupacchioli, Sunset boulevard, aperitivo e live. Play Jackie Brown&Pietro Mignogna. CAMPOBASSO - Al Move club, cena dalle 20.30, pre serata live con la cover band di Rino Gaetano Nun te reggae band. A seguire disco dance. In consolle Alex C., Andrea Barletta, Nian Project. CAMPODIPIETRA - Il duo musicale Cristina e Michele, allieteranno la serata di San Valentino alla pizzeria Lowfield. LARINO - All’agriturismo I dolci grappoli, serata a giro di valzer. CAMPOBASSO - Il Mama’ s presenta l’aperitivo con dj Helveg. CAMPOBASSO -Da Mari&Monti cena e live, con Stefano Di Nucci. CAMPOBASSO - Aynamà, la balera del Molise, realizza il “Party degli innammorati”. Serata caraibica, revival e balli di gruppo. Play Tony B. CAMPOBASSO -Oggi serata di punta al Kamaloca club. Il sound di Andrea Palazzo, con Diego Colangelo. Ingresso libero. CAMPOBASSO -Il Ragnarok propone il live della tribute band di Nek. CAMPOBASSO - Alla Cioccolateria Partenope, live del trio Suona Napoli. CAMPOBASSO - Cena romantica, con musica e menù dedicato, da Aciniello a Fossato cupo

“Il fu Mattia Bazar” CAMPOBASSO - Oggi alle 18.30 alla biblioteca Albino, Antonella Presutti e Licia Vigliardi presentano il libro “Il fu Mattia bazar”, racconto/riflessione, seria e irrienta da parte di chi la scuola l’ha vissuta per anni dalla cattedra. L’incontro roientra in “Ti racconto un libro” a cura Dell’Uli.

Dove acquistare il libro

CAMPOBASSO - Via Normanno, 14 - presso La Gazzea del Molise dal Lunedì al Venerdì, ore 10.00 / 13.00 e 16.00 / 20.00 Presso il Bar del Terminal Presso le Edicole di: Piazza della Repubblica - Via Scardocchia - Via Lombardia ISERNIA - Piazza della Repubblica - presso l’Edicola della Stazione TERMOLI - Via M. Pagano, 46 - Libreria Dolce Stil Novo



14 gennaio 2014