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ANNO X - N° 36 - GIOVEDÌ 13 FEBBRAIO 2014 - DISTRIBUZIONE GRATUITA Quotidiano del mattino - Registrato al Tribunale di Campobasso atto n. 03 del 21/03/2008 - Direttore Responsabile: Angelo Santagostino Rotostampa Molise sede legale: Sessano del Molise (Zona Industriale) Direttore Editoriale: Tommaso Di Domenico Tel.: 0874.698012 Responsabile di Redazione: Giovanna Ruggiero Fax: 0874.494461 E-mail Redazione Campobasso: redazione@lagazzettadelmolise.it E-mail: Amministrazione - Pubblicità: commerciale@lagazzettadelmolise.it Ufficio pubblicitario: Tel.: 0865.412094 - Cell.: 389.0563606 Stampa: Rotostampa Molise - Sessano del Molise (Z.I.) Il lunedì non siamo in distribuzione La collaborazione è gratuita

GIORNALE SATIRICO

30.000 copie in omaggio

www.lagazzettadelmolise.it | redazione@lagazzettadelmolise.it

L’Oscar del giorno al personale del Cardarelli

L'Oscar del giorno lo assegniamo al personale del Cardarelli. Un plauso sentito al personale medico e sanitario dell'ospedale campobassano sottoposto ormai da tempo a turni massacranti e a un ridimensionamento complessivo di posti letto e numero di operatori. Senza parlare, poi, di quanti operano nel Pronto soccorso. Difficile operare in queste condizioni con chi, invece di trovare soluzioni, produce solo ulteriori guasti. Per questo riteniamo di assegnare al personale del Cardarelli l'Oscar proprio per i servizi garantiti nonostante le difficoltà in cui costretti ad operare.

Il Tapiro del giorno a Nicola Cefaratti

Il Tapiro del giorno lo diamo a Nicola Cefaratti. L'ineffabile assessore comunale alla Mobilità continua imperterrito nella realizzazione delle rotonde in città e a restare inchiodato alla poltrona nonostante abbia più volte manifestato il pensiero di non volere assecondare il suo Sindaco alla ricandidatura. Coerenza politica avrebbe voluto, qualche tempo fa, la presentazione delle sue dimissioni da assessore che, ricordiamo, è delegato del Sindaco. Al contrario è rimasto inchiodato alla poltrona per gestire le prossime elezioni dall'alto dello scranno. Non un bell'esempio.

Le inchieste giornalistiche, Frattura e le tesi difensive… smontate di Giovanna Ruggiero

Il complotto. E’ questa la tesi mediatica difensiva sviluppata dal presidente della Regione Molise. Frattura è indagato e la colpa è degli organi di stampa legati a Michele Iorio. Secondo il governatore un pubblico ministero di tutto rispetto (Fabio Papa), applaudito dalla sinistra per la condanna inflitta proprio a Michele Iorio, starebbe seguendo una pista per le pressioni degli scoop che escono da queste colonne presenti in rassegna stampa a Telemolise. Lasciando quasi intravedere un complotto che, secondo le parole del governatore, spingerebbe due testate molisane a fare pressioni per

ottenere da lui (indagato per fondi pubblici) elargizione di fondi pubblici. E guarda un po’? A distanza di un paio di giorni a livello nazionale scoppia il caso. Il giornalista americano Friedman che scrive di un altro complotto: quello sulla caduta di Silvio Berlusconi e la nomina di Mario Monti a Palazzo Chigi. Lo scoop è del Corriere della Sera (lo stesso giornale che, in rapporto al Molise, ha pubblicato l’altro scoop: quello del questore di Campobasso indagato per favoreggiamento al presidente della Regione Molise nell’ambito della stessa inchiesta in cui oggi risulta indagato proprio Frattura). E sono proprio le parole del giornalista Friedman che illuminano la mente. "Il ruolo del giornalista è quello

di scoprire, indagare, documentare e pubblicare". Nell’ascoltare questa “lezione di giornalismo” inchiodata davanti al televisore è subito balzata alla mente una domanda: e mo chi glielo dice al governatore del Molise che alla Gazzetta la lezione di Friedman viene applicata quotidianamente? E quali sono gli scoop a cui Frattura si riferisce? La casa al mare dell’imprenditore Torzi? La banda larga? Oppure il ruolo del suo avvocato Salvatore Di Pardo? O forse si tratta del famoso spazio al merito con scelte poco opportune? Oppure della nomina di suoi soci in affari in posti strategici della Regione Molise? Poi ci sarebbe l’altro scoop: i soci della Bio.com (la società sotto inchiesta) che oggi vo-

gliono aprire una centrale a biomasse nel Matese. Ed ancora: le torri e le modalità di aggiudicazione del bando per la sede della Regione, la presenza della sua fidanzata nei progetti europei, il ruolo di sua sorella nella Questura di Campobasso. Quindi, rispondendo a Frattura, viene spontaneo spiegare: gli scoop ci sono perché qualcuno si prende la briga di fare il proprio lavoro: scoprire, indagare, documentare e (sembrerà strano) pubblicare. A meno che da oggi nella mente del presidente del Molise non possa svilupparsi anche un’altra idea: quella del complotto molisano di cui potrebbe far parte indirettamente anche Friedman. Il che non sarebbe male per far scoppiare un altro scoop.


Guerra aperta 2

TAaglio lto

13 febbario 2014

per la segreteria regionale

Intanto domenica saranno ammessi al voto per le primarie anche i 16enni CAMPOBASSO. Non ha peli sulla lingua la candidata Laura Venittelli. Ieri in conferenza stampa lo ha detto chiaro e tondo: “Nessuno deve mettere le mani sul partito – tuona l’onorevole che precisa – Mi riferisco a forze esterne e strane al Partito democratico e al centrosinistra che stanno fortemente sostenendo la mia avversaria – Micaela Fanelli – In particolare mi riferisco a Forza Italia dell’europarlamentare del nostro territorio molisano che sta facendo campagna elettorale in maniera chiara e aperta per la Micaela Fanelli. Quello che dico non è un’illazione, lo dico perché c’è gente che mi telefona e che mi scrive per mettermi a conoscenza del fatto che è stata contattata dal gruppo di potere dell’europarlamentare per chiedere un voto alle primarie del Partito democratico a sostegno della Fanelli”. Da qui l’ira della Venittelli che avvisa: “Giù le mani dal Pd perché il Pd non appartiene a queste forze. Il Pd è una forza politica, libera e tale deve rimanere. Il partito non può essere ingabbiato in quello che può essere un patto di potere. Perché dopo il 17 di febbraio qualcuno chiederà il conto. Con me non ci saranno per-

sone che potranno chiedere il conto perché con me ci sarà un partito libero al di fuori delle logiche di Potere”. Intanto alle primarie saranno ammessi al voto anche i 16enni. Ogni elettrice ed elettore, per poter esprimere il proprio voto, è tenuta/o a devolvere un contributo di due euro. Gli iscritti al Partito Democratico e ai Giovani Democratici, in regola col tesseramento 2013, non sono tenuti al versamento del contributo di due euro e sono automaticamente iscritti all’Albo delle elettrici e degli elettori.Hanno diritto di voto alle primarie del PD anche i giovani con età compresa tra i 16 e i 18 anni, previa registrazione all’indirizzo mail primariepdmolise2014@gmail.c om . Le registrazioni online devono essere effettuate entro e non oltre venerdì 14 Febbraio. Per registrarsi basta inserire nella mail i propri dati anagrafici (nome e cognome, data di nascita, residenza), attendere conferma di avvenuta registrazione, stampare la ricevuta e presentarla al seggio corrispondente al proprio luogo di residenza. Non occorre essere iscritti al Partito Democratico per votare alle primarie.

Candidati estromessi e reintegrati:

si rispettino le regole

In una società allo sbando, dove tutti si lamentano di tutto, dove il vento dell’antipolitica spira ancora sostenuto, il rispetto delle regole dovrebbe essere quell’ancora a cui far riferimento per non soccombere. Purtroppo così non è! E se anche in un semplice congresso per l’elezione del Segretario regionale di un partito, i competitor sono i primi a non rispettare le regole statutarie nazionali sulle quali si basano i principi fondativi del partito stesso, non rispettano le decisione di una Commissione regionale paritetica e si affidano “all’umore” politico del momento o a chi fa la voce più grossa, allora ritengo che vada tutto annullato. La dialettica, l’attacco più o meno velato, il confronto su come affrontare le problematiche che assillano questa Regione, fa tutto parte del gioco per vincere questa sfida per la segreteria regionale del PD, ma se a monte c’è l’intento di delegittimare le regole di base non è accettabile e va denunciato in modo forte e chiaro al popolo delle primarie che si appresta a recarsi nei seggi per fare una scelta. L’esclusione di due candidati per l’Assemblea regionale a sostegno di Micaela Fanelli, che è avvenuta in base a quanto stabilito nello Statuto nazionale del PD (art. 2 –

co.2), ha generato reazioni ed influenze per impedirlo che rasenterebbero il ridicolo, se la questione non fosse seria per la democrazia di un partito. In sintesi, se non sei iscritto non ti puoi candidare per gli organismi dirigenziali interni, ma se ti sei candidato 11 mesi orsono in un altro partito (l’IDV) in competizione con la lista del PD, allora non puoi proprio iscriverti “… per l’anno in corso e per quello successivo”. Inoltre, nel caso in specie, si aggiunge: 1) che il ricorso non è stato presentato, come da regolamento, alla Commissione regionale; 2) che è stato fatto e sottoscritto da soggetto non legittimato a farlo e per giunta ancora prima della presentazione della lista stessa (il 4 febbraio a fronte della scadenza regolamentare fissata all’8 febbraio); 3) che i due candidati non risultano essere iscritti nell’anagrafe certificata dalla Commissione provinciale per il tesseramento; 4) che tale non iscrizione non è mai stata obiettata e/o impugnata dai due interessati; 5) che non risultano versate le quote relative al tesseramento di ambedue; 6) che senza il versamento di cui al punto precedente, sempre secondo i regolamenti finanziario e per lo svolgimento della fase congressuale vigenti nel PD– riconfermati nei concetti, obblighi e contenuti dalle delibere adottate dalla Commis-

sione per le primarie – non si ha “..il perfezionamento dell’iscrizione al partito”. Apostrofare tali violazione come semplici “vizi formali”, rappresenta un pericolo per la democrazia e, ancora peggio, un concetto di partito astratto, basato non su regole certe. Oggi l’Assemblea nazionale ha una composizione bulgara, com’è giusto che sia dopo la schiacciante affermazione del Segretario Renzi, per cui si può tranquillamente provvedere alla modifica dello Statuto nazionale, del Codice etico, del Regolamento finanziario nazionale (e a cascata quello regionale) e delle regole imposte dalla Commissione di garanzia nazionale. E ancora, si possono modificare – anzi lo ritengo auspicabile - le norme oggi vigenti per la fase congressuale stabilite dai regolamenti, in quanto presto se ne potrebbe aprire una nuova, considerando che “qualcuno” spinge insistentemente per tornare la voto. Del resto il dono dell’ubiquità lo ha avuto, e lo ha, solo nostro Signore e non certo il Segretario Renzi, che è – appunto – segretario, Sindaco uscente di Firenze e candidato alla stessa carica per le elezioni di maggio, come da sua affermazione, candidato premier o sostituto temporaneo dell’attuale Premier Letta. Insomma oggi possono fare quel che vogliono e plasmare il PD a loro immagine e somiglianza, con un partito aperto, chiuso, a cerchi concentrici, appiattito su equilibri di altra natura o pronto a scalare montagne, ma fino a quando le regole non vengono cambiate, esistono, valgono e vanno rispettate!


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TAaglio lto

12 febbario 2013

Gli elettori di sinistra di fronte ad una scelta di vita: consegnare il partito all’eurodeputato di Forza Italia votando la Fanelli oppure lasciarlo nelle mani della sinistra preferendo la Venittelli

Grazie a Frattura

cala l’ombra

di Patriciello sul Pd Ultimi giorni di campagna elettorale per la segreteria regionale del Partito Democratico. L’assurdità delle primarie aperte, sia per le candidature sia per gli elettori sta prospettando ciò che si intravedeva: l’ingerenza esterna di forze politiche, o meglio fazioni politiche, completamente opposti alla sinistra e al Pd. In particolare Aldo Patriciello. L’eurodeputato di Forza Italia, già alleato del governo regionale del suo socio in affari Frattura (vedi il centro commerciale a Cassino), gioca la carta delle primarie Pd per ottenere un ruolo in Giunta. Frattura, dal canto suo, ha bisogno di conquistare il partito per coprirsi le spalle ed assegnare l’assessorato al cognato di Patriciello, l’altro socio in affari Vincenzo Cotugno. Quale occasione migliore se non le primarie di domenica? L’unico modo per risolvere la questione è annullare la sinistra. Ecco allora che la macchina da guerra targata Patriciello, mentre sul piano amministrativo guarda alla sanità, sul piano politico si muove a sostegno di Micaela Fanelli. Insomma, votare il sindaco di Riccia (appoggiata dal governatore del Molise) vuol dire consegnare il partito e la Regione Molise nelle mani dell’eurodeputato Patriciello. Il braccio di ferro è chiaro: con Laura Venittelli ci sono Ruta, Leva, Scarabeo, Petraroia (tanto per citare alcuni pezzi grossi del Pd) che cercano di salvare il partito dalla totale distruzione (magari con la consapevolezza di aver già messo la Regione Molise in un vicolo cieco regalandola a Paolo Frattura). Dall’altra parte, con Micaela Fanelli, ci sono Frattura, Facciolla e Patriciello. E’ comprensibile che gli elettori di sinistra non si sentano molto rappresentati da questi schieramenti, ma ad oggi più che la rivalità verso il gruppo a sostegno della Venittelli dovrebbe prevalere il buon senso. E di fronte alla voglia di astensionismo che prevale nel popolo si contrappone un obbligo civico: recarsi domenica alle urne per evitare che il

gruppo Patriciello riesca a mettere le mani sul Partito Democratico. Come se non bastassero le richieste che già Frattura tenta di soddisfare nella sanità: vedi il tentativo di eliminazione del pronto soccorso pubblico a Venafro per spostarlo sulla struttura privata Neuromed di Pozzilli (di Patriciello) o quello che si prospetta sulla Cattolica di Campobasso. Al

momento, paradossalmente, anche nella vita amministrativa gli unici ad alzare dei paletti in Regione sono alcuni eletti del Pd. Tanto che lo stesso Frattura sarebbe già pronto ad eliminare dalla Giunta Massimiliano Scarabeo colpevole di contrastare, nella zona di Venafro e non solo, l’elettorato dei Patriciello.

In arrivo la Banca dell’acqua

I presidenti non fanno i maggiordomi e il governatore vuole chiudere Finmolise e Molise Acque

CAMPOBASSO. Tutta colpa di Piero Neri e Carlo Veneziale. Il presidente di Molise Acque e l’amministratore unico di Finmolise stanno facendo urtare, e non poco, il governatore Frattura. Non che stiano commettendo illeciti nell’ammini-

strazione, né stanno operando male. Ma hanno due gravi colpe: quella di essere uomini vicini al senatore Roberto Ruta e di non rispondere a comando agli ordini del presidente della Regione. Che, secondo indiscrezioni, avrebbe effettuato

richieste ad oggi non soddisfatte. Quali? Alcuni parlano della richiesta di rimozione dei direttori dei rispettivi enti: Lorenzo Cancellario a Finmolise e Giorgio Marone a Molise Acque. Così, secondo quanto si vocifera a via Genova, il presi-

dente della Regione avrebbe lasciato intravedere il prossimo futuro degli enti: la messa in liquidazione di Finmolise e Molise Acque e la fusione successiva. Per arrivare a cosa? La banca dell’acqua? red.pol


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Ferrovie, Nagni rilegga la storia 13 febbario 2013

Nel 1862 si pensava ad una linea diretta tra Termoli e Venafro. Il perchè

http://s880.photobucket.com/ CAMPOBASSO. Oggi si torna a parlare della necessità di guardare a più largo raggio nella realizzazione di opere infrastrutturali gravitanti e serventi più aree. Perchè, allora, non ricordare un volumetto avente per titolo: “Ragionamento del professore Antonio Vincenzo Rossi sulle “Traversate appennine di ferrovia nel Napolitano” pubblicato postumo nel 1865? Rossi era ingegnere capo del genio civile membro della sezione di Napoli del consiglio superiore dei lavori pubblici e scrisse queste righe nel 1862 al Re Vittorio Emanuele II poco prima di morire. Farebbe bene l'assessore regionale ai Trasporti, Pierpaolo Nagni, andare a rileggersi questo volumetto prima di parlare del raddoppio della Termoli-Lesina. “A me pare torni ad onore dell’Italia l’adottare un bene inteso sistema di linee di strade ferrate in ogni sua parte. A disonore il tanto non fare. Dunque la traversata appennina di ferrovia per Capua – Benevento e Campobasso a Termoli è preferibile a tutte le altre; ben soddisfa a tutte le tre condizioni appennina di ferrovie nel Napolitano… quando la commissione delle strade ferrate del Napolitano prendeva in considerazione la ferrovia per le valli del Tammaro e del Biferno, volle vedere come rendere più breve una linea; e delegava perciò due ingegneri del Genio civile per fare gli opportuni studii all’oggetto; e questi trovarono che ben si poteva accorciare la linea nel modo suddetto, senza uopo di gallerie, né di profonde trincee, facendo un’ascesa ed una discesa con pendenza del 15

per mille… Ciò apre la più breve e rapida comunicazione tra Napoli e Torino; riunisce per la linea più breve Napoli sul Tirreno a Termoli sull’adriatico… Dunque la linea per Capua, Benevento e Campobasso dal Tirreno sale sempre sino al punto culminante nei piani di Bojano; e poi scende sempre fino all’Adriatico. Della nuova linea la lunghezza della salita è di chilometri 105, quella della discesa di chilometri 79… Il porto di Termoli sta ad egual distanza da Spalato, Ragusa e Cattaro, città marittime sulle opposte rive dell’Adriatico. Ed in primo, si getti uno sguardo su la carta nautica del Wild. Si vede, come ad egual distanza dal lido sta profondità maggiore innanzi Termoli che non innanzi a Pescara o Barletta: che Termoli sta quasi ad egual distanza da Spalatro, Ragusa e Cattaro, città marittime su le opposte rive dell'Adriatico; mentre che così non stanno nè Pescara, nè Barletta. In secondo luogo uno sbocco a Termoli, ove è facile migliorarne il porto, fa che tutto il litorale italiano dell'Adriatico resta diviso quasi in tanti tratti eguali, con vantaggio della navigazione e del commercio; perciocchè la lunghezza di 176 leghe nautiche che sono da Venezia ad Otranto, restano così divise: da Venezia ad Ancona leghe 55, da Ancona a Termoli leghe 48, da Termoli a Bari leghe 43, e da Bari a Brindisi leghe 20. Laddove in Pescara non può stabilirsi che un piccol porto canale, e starebbe vicinissimo ad Ancona; e parimente assai vicino a Bari starebbe un porto in Barletta. “Dunque confidiamo che i Ministri non vogliano ne-

gare a duemilioni di abitanti a due provincie e tre circondari italiani una linea ferroviaria che partendosi da Capua, per Benevento e Campobasso scavalcando gli Appennini tra Bojano e Vinchiaturo scendesse a Termoli sull’Adriatico; la quale ha tutte le condizioni indispensabili ad una traversata appennina nel Napolitano; e che non facendosi, resterebbe fatto il più grave errore; e due milioni di abitanti resterebbero ammiseriti". C'è necessità, oggi che siamo nel 2012, di qualche aggiunta? Crediamo sarebbe superflua.

Industria, senza Piano tutto bloccato Mentre la crisi continua a mordere manca la riforma dei Nuclei

CAMPOBASSO. Mentre la crisi continua a 'mordere' con forza il sistema produttivo regionale, non sarebbe male pensare a un vero e proprio Piano regionale di sviluppo economico. Ovvero ad uno strumento, elaborato dalla direzione generale Sviluppo economico, con il quale la Regione pianifica l'attuazione delle politiche economiche per il prossimo quadriennio in materia di industria, artigianato, commercio, cooperazione, turismo e settore secondario e terziario. Un documento agile, fondato su quattro punti strategici capace di dare delle direttive e fornire linee d'azione tanto per quanti già operano sul territorio, tanto per quanti potrebbero mettere un pensierino sul Molise. Anche alla luce della sbandierata e manifesta

volontà di ridurre, finalmente, i Nuclei industriali da tre a uno. Da qui l'idea dell'elaborazione di un Piano con al suo interno concetti chiave per lo sviluppo dei settori produttivi da fare emergere dagli ambiti di intervento e relativi obiettivi operativi fissati dallo stesso piano. Tanto per fare qualche esempio: innovazione e trasferimento tecnologico, promozione ed internazionalizzazione, competitività, integrazione/aggregazione e certificazioni ambientali e sociali delle imprese. Il tutto, però, senza faraonici e irrealizzabili propositi ma guardando, piuttosto, alla realtà, alla situazione in essere e da qui ripartire per garantire sviluppo. E' chiaro e evidente che il Piano dovrà essere stilato

in stretta correlazione con le politiche di sviluppo e le politiche strutturali della Commissione europea e concentrare i propri interventi di sostegno e di revisione delle proprie politiche nell'innovare l'industria, il sistema turistico e il sistema commerciale, per accrescere la competitività delle produzioni e del territorio molisano nel mercato internazionale. Si tratterebbe, oltremodo, di una sfida necessaria in questo momento di grave crisi congiunturale. Il Piano, quindi, dovrebbe essere capace di assicurare quell'articolata rete di azioni e progetti per rilanciare la produzione e assicurare alle imprese che operano sul territorio i necessari punti d'appoggio. E' questa la sfida che si impone in un momento di massima difficoltà del mondo imprenditoriale molisano. red.pol


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13 febbario 2013

“Subito una nuova legge che depenalizzi il consumo” Di Sabato (Osservatorio sulla Repressione): La Corte Costituzionele boccia la "Fini-Giovanardi" La bocciatura da parte della Corte Costituzionale della legge “Fini-Giovanardi” sulle droghe è un grande risultato, e speriamo che produca l’effetto di far sì anche che il parlamento si convinca a legiferare una nuova legge, con una reale depenalizzazione del consumo. Anche perché senza una nuova legge si tornerebbe alla "Iervolino-Vassalli", che era una legge repressiva, che già produceva 1/3 dei detenuti. Il fenomeno delle droghe è un fenomeno complesso, sociale, culturale, umano, sanitario, antropologico e infine, seppur artificiosamente, criminale. Gli unici effetti della-Fini Giovanardi sono quelli di aver riempito le carceri di giovani e ingrassato i mafiosi. I consumatori sono trattati, sia dalla Iervolino-Vassalli che dalla Fini Giovanardi, come se fossero tutti dipendenti. Non si è mai fatto distinzione tra droga pesante e droga leggera, tra droghe tradizionali e droghe sintetiche. Si è catapultato tragicamente nella illegalità svariati milioni di italiani. Non è si colto il grido di aiuto delle famiglie e dei pazienti. Occorre rovesciare questa poli-

tica prendendo ad esempio l'Uruguay: permettendo la coltivazione delle droghe leggere per uso personale e ponendo al centro delle politiche pubbliche l'educazione e non la repressione. Va combattuto il narcotraffico, non i consumatori! Nel mondo contemporaneo ci sono tante cose in libera vendita che sarebbe meglio fossero proibite o che non fossero state mai inventate, eppure ne siamo sommersi. Invece sulla droga non si può neanche aprire la discussione senza che un “Giovanardi”di turno intervenga, mai colto dal germe del dubbio. Bisogna sempre diffidare da chi vive di certezze granitiche. La cannabis va legalizzata perché la sua proibizione alimenta mercati mafiosi che lucrano delle scelte infauste dei governi. In un solo colpo si toglierebbe ossigeno a organizzazioni criminali trans-continentali nonché si salverebbero tante vite e non si riempirebbero neanche le carceri di persone che non dovrebbero mai entrarci in quando semplici consumatori di sostanze. Italo Di Sabato - presidente nazionale Osservatorio sulla Repressione

Anche i Giovani Democratici chiedono una nuova norma “Così come avevamo previsto, la Corte Costituzionale, riunitasi ierii, ha dichiarato illegittima la legge Fini-Giovanardi: "Viola la Costituzione" Torna così la distinzione tra

droghe leggere e pesanti. Questa è la vittoria dei Giovani Democratici che hanno promosso una grande mobilitazione a livello nazionale di fronte alle carceri italiane per dire no a una

Senza politica si può vivere? di Massimo Dalla Torre

Abbiamo voluto aprire il nostro appuntamento quasi quotidiano con un interrogativo che molti in queste ore alquanto concitate, vista l’instabilità dei palazzi del potere, si sono fatti. Interrogativo che, dir la verità, pose un collega che lanciò una provocazione: non scrivere e tanto meno parlare di politica e di quanto accade attorno a questo mondo “bislacco”. Un mondo che, come disse Ennio Flaiano, è un “bestiario dove l’incongruenza si sposa con la finzione e dove la recitazione è costante e continuativa”. Parole forti, veritiere ma Flaiano di cinema, teatro, recitazione e quant’altro ne masticava. Per tornare al titolo abbiamo voluto riproporlo senza pretenderne la paternità, perché riteniamo giusto che una volta tanto sarebbe bene lasciare da parte “gli intrighi di palazzo” e le “chiacchiere di comari” che in vernacolo si traducono in “mbafamiell” per dare spazio a quelli che sono i veri problemi del Molise. Una terra che, a causa dell’egemonia politica, è arrivata a spersonalizzarsi. Una non realtà dove pochi, anzi pochissimi possono esprimere la propria opinione, almeno che non si appartenga alla schiera degli amici, degli amici, degli amici o dei “soliti noti”. Una regione che si aggrappa, e questo è negativo”, a quello che è frutto delle “menti superiori”. Le quali, farebbero bene a non partorire certe idee che, purtroppo da noi, trovano l’humus fertile per proliferare. Ecco perché sarebbe opportuno occuparsi di altre faccende lasciando da parte quello che attiene alla politica e soprattutto ai politici. Sicuramente molti di quelli che lavorano nelle redazioni che si occupa della mate-

ria rigetteranno quanto scriviamo, anche perché se non si scrive di politica rimane ben poco di cui scrivere. Eppure se ci decidessimo a dare un segnale forte pubblicando intere pagine bianche, potremo dare la dimensione in cui siamo costretti a vivere. Una dimensione che osiamo paragonare ai “limiti del paranormale” dove tutto può accadere e dove subito dopo quel tutto si tramuta in negazione assoluta dell’evidenza. Vedete, quando ci accingiamo a buttare giù qualche pensiero, forse anche senza senso, l’unica vera preoccupazione è di non tediare il lettore con le solite cose, anche se le solite cose, che Guido Gozzano annovererebbe tra quelle di pessimo gusto, inducono a ragionare. Dicevamo quando qualcuno ci offre lo spunto per qualche “riflessione” su quanto, accade nei palazzi del potere, il fascino dell’ignoto e del mistero ammalia, assale e non permette di guardare con occhi critici quello che promana dalla politica e soprattutto dai politici. Un fascino che porta moltissime volte a parteggiare, forse con troppa enfasi, come se si stesse arringando in un’aula di tribunale, a favore di chi ha scelto di essere il “paladino” senza idee, se non una affossare ancora di più il Molise non senza trarre vantaggi, della comunità locale. La quale, allo stato dei fatti, dipende in tutto e per tutto dai politici che, nel nostro “piccolo mondo” non antico ma jurassico tanto per rammentare Antonio Fogazzaro, e la paleontologia ha trovato l’Eden offrendo la fatidica mela cui difficilmente si può rinunciare, perché il piatto della frutta offre solo e unicamente questo anche se le “stagioni” da un momento all’altro possono cambiare.

legge mostruosa, che ha causato un aumento considerevole di detenuti all’interno degli istituti penitenziari. Il Parlamento italiano approvi ora una nuova legge incentrata sulla de-

penalizzazione del possesso e del consumo delle droghe leggere, in grado di assicurare al contempo l’eliminazione dei profitti per le organizzazioni criminali”.


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13 febbraio 2014

Come previsto, il consiglio comunale ancora una volta ha evitato di affrontare le questioni urbanistiche

Campobasso

Permangono lo stato confusionale del settore urbanistico e gli equivoci elevati a prassi e a norme regolamentari

La maggioranza uscita dalle urne nel 2009 aveva chiare le linee d’indirizzo in materia urbanistica, come fare per mettere ordine al disordine edilizio, come utilizzare gli strumenti della pianificazione contrattata, ma non ha voluto o non ha saputo realizzarle

Parco dei Pini, mancano i documenti e il Consiglio salta

Procedimento viziato ma per Gesualdo è solo una questione formale

Il tanto atteso Consiglio sull’urbanistica non si è tenuto. I lavori dell’assise, riunita ieri in seconda convocazione, ancora una volta non sono riusciti a decollare a causa di vizi procedurali evidenziati dagli esponenti dell’opposizione. Le delibere in discussione, in particolare quella relativa alla lottizzazione Parco dei Pini, sono risultati sprovvisti della documentazione necessaria alla comprensione dei dispositivi. In pratica gli atti che normalmente sono allegati alle delibere inserite all’ordine del giorno non sono stati depositati all’Ufficio di presidenza del Consiglio, così come previsto dalla legislazione, ma sono rimasti a disposizione dei consiglieri presso gli uffici comunali competenti e cioè, in questo caso, l’Ufficio Urbanistica.Ai consiglieri di opposizione il procedimento è apparso viziato e per questo si sono opposti all’apertura dei lavori che, infatti, sono stati bloccati per essere nuovamente riconvocati, molto probabilmente per lunedì. Per l’assessore all’Urbanistica Nicola Gesualdo si è trattato esclusivamente di una questione formale che provocherà solo lo slittamento della discussione sulla riapertura della lottizzazione Parco dei Pini .“Il mio interesse e il mio compito – ha precisato l’esponente dell’Esecutivo di palazzo San Giorgio – è quello di portate i temi urbanistici nella loro sede naturale, cioè il Consiglio comunale”. tema

Il consiglio comunale degli equivoci, non s’è smentito. La lottizzazione Parco dei Pini e le riclassificazioni, complice la solerte furbizia dell’ex sindaco Massa che ha riscontrato una carenza di documentazione (quasi si trattasse di un argomento a lui e al consiglio sconosciuto!), sono stati rinviati alla prossima convocazione. La materia urbanistica, diciamolo, scotta e il dibattito che potrebbe svilupparsi in assemblea non lascia tranquilli i consiglieri, gli assessori e il sindaco. Colpevoli di aver lasciato che tutto scorresse nel solco degli abusi, delle false interpretazioni normative, nella ignavia dello starsene con le mani in mano a guardare lo scempio del territorio, le lottizzazioni abusive in zona agricola, i piani di recupero nonostante la legge nazionale sul condono (1985), e la legge regionale 17 del 1999, sempre e comunque in balia delle speculazioni e degli speculatori. Eppure il programma del 2009 letto e

sottoscritto dal sindaco Di Bartolomeo e dalla maggioranza uscita dalle urne aveva chiare le linee d’indirizzo in materia urbanistica, come fare per mettere ordine al disordine edilizio, come dare una interpretazione limpida alle norme vigenti, come utilizzare con intelligenza e utilità pubblica gli strumenti della pianificazione contrattata (la cosiddetta urbanistica concertata: Piani integrati d’intervento eccetera)). Insomma, per poter muovere le acque stagnanti di decenni amministrativi piegati e sottomessi agli interressi dei gruppi, siano essi di potere economico che di potere politico, le linee programmatiche davano il modo e la possibilità d’intervenire. Ma avrebbe significato fare chiarezza su un mondo affaristico, in cui ha sguazzato e sguazza una particolare fauna umana: aggressiva, determinata, rapace, fortemente condizionante delle volontà altrui, specie degli amministratori che non hanno confidenza con le questioni

tecniche, coi meccanismi con cui si valutano e si danno le concessioni a costruire, a cambiare destinazione d’uso, a cambiare la destinazione dei suoli e delle aree, ad aumentare i volumi. Peccato che il sindaco Di Bartolomeo non ha avuto la forza (forse il coraggio) di tenersi vincolato al programma col quale ha vinto, anzi ha stravinto, sulle amministrazioni di centrosinistra che più delle altre si sono macchiate di sotterfugi, di interpretazioni e di atteggiamenti speciosi, hanno cavillato sul sesso degli angeli, hanno fatto finta di volere un nuovo Piano regolatore regionale (quello commissionato al prof. di Beguinot) ma in modo che fosse una perfetta scatola vuota da riempire di volta in volta, a seconda delle necessità (degli amministratori, dei costruttori e dei proprietari dei terreni agricoli ed edificabili). La lottizzazione Parco dei Pini ieri in discussione in consiglio, solo incidentalmente si sta rivelando la cartina del Tornasole decantando le carenze e le manchevolezze soprattutto delle strutture tecniche comunali, quindi degli amministratori, quindi ancora dei costruttori, dei lottizzatori, degli speculatori. Di coloro, nessuno escluso, che dalla confusione del sistema urbanistico locale sanno tirare fuori e garantirsi rendite e vantaggi. La lottizzazione però è servita a scuotere alcune coscienze a Palazzo san Giorgio, a coinvolgere per la prima volta, su impulso dell’assessore Gesualdo, la responsabilità dei consiglieri a decidere e non più a defilarsi dinanzi ai problemi e alle loro complicazioni tecniche e amministrative. Quelle, cioè, che derivano dallo stato

confusionale e dagli equivoci elevati a norme regolamentari e a prassi. Per evitare di dare continuità ad un andazzo riprovevole e sconsiderato (a danno della collettività e della qualità delle vita) sarebbe bastato che il sindaco e la maggioranza avessero riletto e fatto ciò che avevano promesso. Le Politiche del territorio (Una nuova variante generale al Piano Regolatore Generale, piani attuativi e di settore e predisposizione di un nuovo regolamento edilizio comunale che proponga un modello di sviluppo per una città efficiente, ecologica, con qualità della vita garantita; ottimizzazione della mobilità incentivando il mezzo pubblico e razionalizzandone i percorsi; limitazione del consumo del territorio e valorizzazione dell’esistente; miglioramento della vita al centro e nelle periferie della città; rafforzamento del tessuto produttivo cittadino dall’impresa al commercio, anche di prossimità, all’artigianato di qualità, al turismo); I Piani di recupero in zona agricola (Valorizzazione delle specificità ambientali sostanzialmente sane; utilizzo del territorio in maniera razionale lasciando spazi verdi e creando attrezzature sportive di quartiere; riorganizzazione del trasporto pubblico; adeguamento della pubblica illuminazione; strade e marciapiedi percorribili e attrezzature per il tempo libero); La Società di Trasformazione Urbana – Stu; I contratti di quartiere; I Progetti Integrati di Sviluppo Urbano; I Progetti di Innovazione Regionali. Queste cose le hanno scritte, ma non vi hanno mai creduto. Chissà cosa diranno e faranno i prossimi. Dardo


Campobasso

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13 febbraio 2014

Scuola, anche il Comune impugna il Piano Il Comune di Campobasso, su proposta dell’assessore, Livia Mucci, ha deciso di ricorrere al Tribunale Amministrativo Regionale del Molise per il piano regionale di dimensionamento della rete scolastica. Il provvedimento che impugna il piano, approvato dal Consiglio regionale del Molise nella seduta

dello scorso 17 dicembre 2013, è stato recepito dal sindaco Di Bartolomeo e dall’intero esecutivo, che hanno stabilito di non accettare lo strumento fondamentale per il buon funzionamento del sistema scolastico, relativamente alla città di Campobasso, formulato dalla Giunta Regionale su indicazione

della Provincia. L’accorpamento di alcune scuole non è stato gradito dal governo di Palazzo S.Giorgio che con delibera dello scorso 10 febbraio ha stabilito di ricorrere alla giustizia amministrativa per vedersi riconosciute le proprie ragioni.

Domani una nuova offerta per l’aggiudicazione

Il gioco a ribasso della farmacia comunale di Via Calabria Se l’asta dovesse andare deserta si potrebbe verificare un ulteriore abbassamento del valore e quindi configurarsi il danno patrimoniale Dovesse, domani, andar via per un milione e duecentomila euro la farmacia comunale di Via Calabria, sarebbe di per sé uno scandalo. Ma c’è il rischio che nemmeno a quel prezzo (un affarone, stando ai valori correnti) la farmacia trovi acquirenti. Lo troverà solo quando chi è destinato ad acquistarla avrà la sua incontrovertibile convenienza. Lo abbiamo scritto e lo ribadiamo. Sulle aste comunali che ultimamente stanno andando deserte sta crescendo il sospetto che vengano pilotate dall’esterno (si dice siano gli stessi amministratori a suggerire “agli amici” di non rispondere alle prime battute ma di aspettare che il prezzo scenda). E’ capitato con il punto di ristoro del Parco Foce. Sta capitando con la messa all’asta del vecchio mattatoio di Via Garibaldi e l’annessa pertinenza e per l’auditorium di Corso Bucci (la Citta nella città). Sta capitando con la Farmacia di Via Calabria. Per la quale non è stato ancora chiarito chi, su che basi analitiche, ha deciso che in avvio valesse 2 milioni e passa euro. Per poi, ad asta deserta, abbassare il valore, come sta succedendo, con un contorno, diciamolo, a dir poco scandalistico d’ipotesi. Soprattutto se venerdì l’asta dovesse andare di nuovo deserta. Il che significherebbe che la farmacia andrà alienata a prezzo

d’affezione. E allora sarà il caso che qualche solerte dirigente o, meglio, qualche solerte consigliere, magari d’opposizione (?), si faccia spiegare se nella fattispecie non si possa ravvisare un danno patrimoniale che, se non hanno cambiato la legge, è un reato. Vendere a prezzi d’affezione un bene patrimoniale (una manciata di euro rispetto al valore intrinseco dell’oggetto all’asta) equivale, se non viene dimostrato il contrario, ad aver procurato un danno al patrimonio comune. Al di sotto di una determinata cifra (predeterminata, però) non si potrebbe e non si dovrebbe andare. Che la farmacia di Via Calabria sia già scesa a un milione e duecentomila euro potrebbe aver raggiunto il valore limite al di sotto del quale non dovrebbe essere ceduta. Ma andava detto prima e, a quanto, pare non è stato detto. Per cui, come diciamo, se venerdì l’asta andrà di nuovo deserta, si potrebbe verificare un ulteriore abbassamento del valore e quindi configurarsi il danno patrimoniale. Ma agli amministratori di Palazzo san Giorgio che hanno deciso due anni fa di disfarsi di una delle tre farmacie comunali in quanto incapaci di assicurare una gestione utile per l’utenza e corretta sotto il profilo amministrativo, probabilmente non gli passa neanche per l’anticamera del cer-

vello. Siamo di fronte ad una ostentazione di mala-amministrazione talmente evidente che ogni rilievo sembra assumere il carattere di una boutade. Nessuno finora s’è preso la briga di controllare come e perché le farmacie comunali non diano ciò che danno le farmacie private in termini di qualità del servizio all’utenza e, soprattutto in termini economici. Eppure hanno personale di prim’ordine, cosciente di svolgere un servizio pubblico e di saperlo rispettare, disposto anche ad andare oltre i limiti contrattuali pur di essere e rimanere un elemento distintivo dell’amministrazione comunale. Nessuno ha mai messo mano ad una ipotesi di riorganizzazione e ridistribuzione del personale, di riordino dei conti, di centralizzazione degli acquisti, di controllo sistematico della gestione. L’interesse di taluni amministratori comunali è risultato sospetto fin dall’inizio. Si è arrivati a ipotizzare finanche che il destinatario della farmacia possa essere nella sfera delle amicizie di qualcuno all’interno di Palazzo san Giorgio, magari, chessò, qualcuno dell’area campana, meglio avellinese. Dovesse verificarsi, saremmo all’apogeo della spregiudicatezza. Dardo


ISERNIA

ANNO X - N° 36 - GIOVEDÌ 13 FEBBRAIO 2014 - DISTRIBUZIONE GRATUITA

30.000 copie in omaggio www.lagazzettadelmolise.it | redazione@lagazzettadelmolise.it


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Isernia

13 febbraio 2014

Veneziale, petizione on line Il Comitato pro ospedale lancia una raccolta firme a difesa del nosocomio ISERNIA. E' stata lanciata sul web una petizione in favore dell' Ospedale Veneziale di Isernia, con cui invita tutti i cittadini ad aderire e sottoscrivere l'impegno civile del "Comitato Pro Ospedale Veneziale Isernia".Questo è il link per la raccolta firme petizione online. Occorre inserire il proprio nominativo e un indirizzo e-mail valido per convali-

dare la firma con un' e-mail successiva all'adesione http://www.petizionepubblica.it/?pi=P2014N45905 Ieri, intanto, i rappresentanti del Comitato hanno incontrato i deputati del parlamento italiano Danilo Leva e Laura Venittelli, quali rappresentanti che sostengono le attività del nostro comitato pro ospedale Veneziale di Isernia.

"Università, soluzioni non onerose"

La Flc Cgil rilancia il discorso sul rafforzamento della sede di Pesche

CAMPOBASSO. La FLC CGIL Molise ha appreso dal sito dell’Università che il Magnifico Rettore Prof. Gianmaria Palmieri, “raccogliendo l’auspicio del Presidente della Regione Molise, Arch. Paolo Di Laura Frattura e del Sindaco di Isernia, Dott.

Luigi Brasiello, esprime la disponibilità dell’Ateneo ad utilizzare parte delle risorse del Consorzio Universitario del Molise, in conseguenza dello scioglimento dello stesso, per sostenere gli oneri relativi al pagamento dei canoni di locazione fino

Colacem e mamme, nulla di fatto L'associazione dei genitori non ha ritenuto incontrare i dirigenti del cementificio

VENAFRO. L’invito ad un incontro da tenersi domani pomeriggio (ore 15 e 30 del 12 febbraio) è giunto telefonicamente dalla segreteria della Colacem di Sesto Campano. Facile immaginare che al centro del confronto vi fossero i temi “scottanti” dell’inquinamento, dell’ambiente e della salute pubblica. Ma le “Mamme per la Salute e l’Ambiente Onlus” hanno risposto “picche”. Il “gran rifiuto” è apparso oggi sul sito internet dell’associazione, che “non sarà presente poiché ritiene inopportuno un confronto verbale dal momento che, in merito alla azienda Colacem, l’associazione ha già provveduto a presentare formali osservazioni agli organi competenti in seno alla procedura A.I.A., ancora in essere. L’associazione ringrazia comunque per l’invito ribadendo la necessità, l’urgenza e l’opportunità di avere le prove tangibili del buon operato dell’azienda da parte delle istituzioni preposte ai controlli”.

alla conclusione dell’anno accademico in corso, per l’eventuale uso, da parte dell’Università, della sede in Isernia alla via Mazzini”. L’ennesimo palliativo, dunque, ad un problema che, come sostiene lo stesso prof. Palmieri, avrebbe invece bisogno, per essere sostenibile, di garanzie consolidate e strutturali e di una maggiore attenzione da parte delle Istituzioni locali. Più volte abbiamo ribadito che l’Università, oltre a rappresentare una opportunità formativa per tanti giovani, rappresenta, in una piccola regione come la nostra, una istituzione fondamentale come presidio di crescita culturale e sociale, ma anche per l’indotto che crea in conseguenza del suo radicamento nel territorio. La FLC CGIL Molise chiede alle istituzioni regionali e agli organi accademici preposti di valutare la praticabilità, in tempi di grandi ristrettezze economiche, della locazione di una struttura, di proprietà della curia di Isernia, per la modica cifra di circa 100.000 euro l’anno o se, invece, si possono trovare soluzioni diverse a partire dalla valorizzazione della struttura di Pesche, dove vi sono notevoli spazi inutilizzati.

Nel frattempo la curia vescovile di Isernia potrebbe derogare, per qualche tempo, alla riscossione di un canone così esoso, in un periodo di crisi in cui, dal Vaticano, arrivano messaggi sui valori fondamentali della povertà e della solidarietà. Sarebbe auspicabile per i giovani studenti e per le loro famiglie, ma forse anche per l’intera comunità molisana, avere un segnale concreto da parte delle autorità, siano esse ecclesiastiche che civili, che vada nella direzione di preservare, una istituzione accademica nella città di Isernia in attesa che si concretizzi una programmazione condivisa che riguardi l’intera offerta formativa universitaria. Per quanto concerne invece le risorse che l’ateneo molisano recupererà in seguito allo scioglimento del Consorzio Universitario del Molise, la FLC CGIL Molise auspica che siano tenute in via prioritaria, nella debita considerazione, le quote da riservare ai lavoratori che hanno operato con dedizione nel CUM in questi anni. La FLC CGIL Molise è pronta a dare, per quanto di propria competenza, il proprio contributo nella ricerca delle migliori soluzioni per i lavoratori, per gli studenti e per l’intera comunità molisana.

Le Mortine, la natura a portata di mano

La nuova iniziativa è in calendario a fine settimana per conoscere saperi e sapori

VENAFRO. Una iniziativa naturalistica, nuova ed interessante sotto molteplici aspetti, è in calendario nell’ultimo weekend del mese in corso all’Oasi Le Mortine di Venafro, promossa dalla venafrana Virginia Ricci, appassionatissima di erbe e cucina biologica, e da diverse associazioni ambientaliste del territorio, come “Mamme per la Salute” e “La Tana g.a.s.”. L’appuntamento titola ”5 Tonalità di Verde” e, come detto, verrà curato dalla Ricci, con Elisabetta Guarini (Mamme per la Salute) in qualità di moderatrice. Tre le giornate di approfondimenti (21, 22 e 23 febbraio) e questi i temi trattati nella giornata d’esordio, venerdì 21 febbraio dalle ore 9,30 : “La funzionalità degli ecosistemi acquatici, clima,, stato del territorio e la conservazione dell’acqua : la situazione attuale” (relat. Giovanni Damiani) ; “Coscienza e responsabilità alle soglie di una nuova era. Agricoltura, alimentazione, nuova socialità, le piccole rivoluzioni del quotidiano” (rel. Nicola Ciccarelli) ; “Dal vetiver ed i microrganismi le risposte per il risanamento ambientale” (rel. Benito Castorina) ; “Le opportunità del compostaggio domestico” (rel. Giancarlo Odoardi). Nel programma anche “Impressioni di donna”, mostra di opere realizzate con materiale riciclato a cura di Virginia Ricci e da

“Mamme per la salute”. Alle ore 13 della stessa giornata buffet coi prodotti dell’orto sinergico e pasta biologica, preparato da Giovanni Cammisa e Virginia Ricci, mentre per i bambini ci sarà “La fiaba sugli O.G.M.“ e “Le fiabe di nonno bruno sull’ambiente”. Sabato 22 dalle 10,00 alle 13,00 passeggiata erboristica nell’Oasi per il riconoscimento delle erbe spontanee invernali. Verranno raccolti campioni dagli alberi a cura di Sonia Baldoni. Alle 13,30 rinfresco di cucina sostenibile a cura de “La Tana G.A.S.”, alle 15,30 laboratorio di riconoscimento delle erbe e laboratorio di rune (termine dall’antica scrittura alfabetica dei popoli nordici ; “runa” in gotico significa “segreto da sussurrare”, ossia il linguaggio segreto della terra), ossia simboli di ogni albero in un sasso raccolto. La giornata di sabato si concluderà con la cena di cucina sostenibile, sempre a cura de “La Tana”. Domenica 23 sipario di chiusura sull’appuntamento con la passeggiata erboristica alle ore 10,00 per riconoscere gli alberi e i racconti delle tradizioni antiche tra storia e leggenda, condotta da Maria Sonia Baldoni, il pranzo a sacco (ore 13) a cura dell’ass. “La Tana” ed alle 15 e 30 riconoscimento delle erbe e laboratorio di “rune” per ritrovare simboli dell’albero in un sasso raccolto.


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Termoli

13 febbraio 2013

Approvato stato di crisi dell’area industriale TERMOLI – Dopo il rinvio del giorno precedente per mancanza del numero legale, martedì sera si è tenuto regolarmente il Consiglio comunale. Tra gli argomenti in discussione è stata approvata all’unanimità la proposta per l’istituzione di un fondo comunale per l’emergenza abitativa: per incrementare il fondo, i singoli Consiglieri volontariamente potranno destinarvi il 10% del gettone di presenza. L’as-

siose civica ha poi approvato anche il regolamento per i matrimoni civili e il nuovo regolamento per il commercio su aree pubbliche. All’unanimità è passata l’adesione all’accordo di programma “Sistema turistico integrato riviera molisana”, e l’adesione a “Città slow”. Inoltre sono stati approvati il regolamento per il referendum consultivo, e il riconoscimento dello stato di crisi dell’area industriale.

Fondo sociale: in Consiglio Circolo Pd, respinte dimissioni presidente Scurti comunale passano TERMOLI – Gli iscritti al locale circolo Pd hanno respinto le dimissioni del presidente dell’assemblea Oscar Scurti, “nell’ottica del rafforzamento della presenza del partito nel territorio”. Inoltre, su proposta del segretario cittadino Antonio Sciandra, è stata allargata la segreteria. “La struttura operativa – ha detto Sciandra - ora è al completo e può affrontare serenamente un percorso unitario partendo dal primo appuntamento quello

Notizie in breve

TERMOLI – Lunedì 17 febbraio alle ore 19 in prima convocazione e Martedì 18 febbraio alle ore 20 in seconda convocazione, in seduta straordinaria con adunanza aperta, è convocato il Consiglio comunale. Due i punti all’ordine del giorno e tra questi il "Ripristino della sezione distaccata del Tribunale di Termoli". TERMOLI – Il sindaco Basso Antonio Di Brino comunica che la conferenza stampa dedicata al tema degli orti urbani sociali, convocata per oggi presso il Municipio, si terrà alle ore 10 anziché alle ore 10,30.

che ci vedrà impegnati già da domenica 16 febbraio nella elezione del segretario regionale”. Domenica 16 febbraio le urne saranno aperte dalle 8 alle 20, nei tre seggi della scuola Principe di Piemonte (sezioni 1-10), della scuola elementare di via Stati Uniti (sezioni 11-20), e della scuola elementare di Difesa grande (sezioni 21-29). Per avere diritto al voto bisogna esibire la tessera elettorale.

Uso illegittimo di pubbliche risorse, deferite 8 persone all’Autorità Giudiziaria LARINO - La Tenenza Guardia di Finanza di Larino ha appena concluso una complessa attività di indagine nel settore dei pubblici finanziamenti. Le attività investigative, coordinate dalla Procura frentana, si sono concluse con la denuncia di 8 persone (pubblici amministratori di un comune molisano e tecnici) ed il sequestro di importi che ammontano a circa 1,8 milioni di euro. Oggetto delle indagini le “indennità di autonoma sistemazione” ed una illegittima classificazione di P.E.U. – Progetti Edilizi Unitari. I dettagli dell’intera operazione saranno illustrati nel corso di un’apposita conferenza stampa organizzata alle ore 12 del do oggi presso gli Uffici Giudiziari di Larino, cui parteciperà il dr. Ludovico Vaccaro, Procuratore della Repubblica di Larino.

Adesione alla campagna “Treni anche al Sud” TERMOLI - Il Forum del Trasporto Pubblico Locale ribadisce la sua adesione alla campagna “Treni veloci anche al Sud” ed esprime la sua soddisfazione per l’accordo di massima con RFI per il raddoppio del binario unico tra Termoli e Lesina. Il Forum è impegnato per ricercare e proporre soluzioni per oggi al disagio che i viaggiatori molisani sopportano ma si è mosso sempre in una visione complessiva del riordino e potenziamento del sistema di trasporto nazionale. “Da sempre abbiamo evidenziato che l’alta velocità solo tra nord e centro tirrenico è una grave ingiustizia. I cittadini italiani che abitano in città superiori a 100 mila abiatanti, quelle toccate dal sistema a.v., secondo l’ultimo censimento, sono solo il 25% della popolazione nazionale, il 75% vive in città medie, città piccole, paesi, borghi. L’alta velocità limitata e l’abbandono diffuso del trasporto locale esclude la lar-

ghissima maggioranza degli italiani dall’usufruire di questo servizio. Il diritto alla mobilità è diritto di libertà sancito solennemente dalla Costituzione italiana. Finalmente la Giunta regionale, per dichiarazione dell’assessore al ramo, in seduta del Consiglio regionale, ha alzato la testa denunziando il comportamento arrogante e negativo di Ferrovie Italiane. E’ tempo di non tenersi gli schiaffi ed assumere comportamenti fermi. I gravi disservizi sono fatti quotidiani, l’assessore inizi a comminare le multe previste dal contratto di servizio per le inadempienze. Si possono scomputare bei soldini, basta inventariare gli innumerevoli episodi di disservizi riportati puntualmente dai nostri organi d’informazione. La Giunta che ha concesso l’aumento delle tariffe “per onorare gli impegni da contratto” calcoli il valore di quelli disattesi da Trenitalia come le biglietterie disattese da cui il

le proposte della minoranza

TERMOLI - Due importanti proposte accolte e suffragate dal Consiglio comunale: parliamo del fondo sociale sfratti e della regolamentazione della partecipazione attiva dei cittadini attraverso lo strumento del referendum consultivo, due proposte elaborate dai consiglieri di minoranza – primo firmatario Paolo Marinucci - e che, nella seduta di Consiglio di martedì 11 febbraio, sono state approvate all’unanimità dall’intero Consiglio. “Sono ampiamente soddisfatto per la decisione unanime del Consiglio comunale di approvare le due proposte di deliberazione che, insieme ai colleghi di minoranza, presentammo già qualche mese fa. E’ il segnale della buona amministrazione e del giusto riconoscimento a proposte valide e necessarie per i cittadini” – afferma Marinucci -. La prima proposta, quella relativa all’istituzione di un Fondo sociale sfratti, chiede di destinare il 10% del gettone di presenza, ad un fondo a disposizione del settore Sociale per l’emergenza sfratti così da poter aiutare persone che vivono una situazione di disagio come la perdita dell’abitazione; tale fondo è stato pensato nella logica “rotativa” e della “responsabilità”, quindi chi otterrà il sostegno dovrà impegnarsi a restituirlo in tempi certi in modo che sia a servizio di altri che si possano trovare in una situazione simile. La costituzione di tale fondo per l’emergenza abitativa è un gesto di solidarietà e di vicinanza verso i più deboli e quindi, destinando parte della propria indennità, il 10% mensile, ad un fondo di garanzia si potrà supportare quanti vivono situazioni di sfratto esecutivo oltre che sostenere le famiglie che, sempre più spesso, a causa di difficoltà economiche, perdono la propria abitazione. La seconda proposta invece riguarda la regolamentazione della partecipazione dei cittadini alla vita amministrativa attraverso la forma del referendum consultivo, strumento utile per sottoporre a quesito proposte importanti che riguardano gli interessi della comunità locale. Lo Statuto Comunale, all’art. 10, prevede l’istituto del Referendum Consultivo ma, di fatto, non è stato mai possibile esercitarlo poiché è mancato sempre il Regolamento attuativo. Con questa proposta di delibera abbiamo elaborato proprio una bozza di regolamento per la partecipazione. Attraverso questo regolamento verrà normata sia la questione legata alle “Istanze, petizioni e proposte” sia il “Referendum Consultivo. Seppur avessi proposto un emendamento per quorum zero in merito al referendum consultivo che è stato però bocciato – conclude Marinucci -, non posso non ritenermi soddisfatto di quanto accaduto nella seduta di consiglio di ieri e spero quindi, per il futuro, di continuare in questa “collaborazione” fattiva tra maggioranza e minoranza, senza inutili polemiche e soprattutto senza mai perdere di vista l’obiettivo principale del nostro lavoro: Termoli e i suoi cittadini”.

gestore ricava circa 300.000 euro all’anno. Non si tratta di ritorsioni ma di chiarezza, rispetto degli accordi, affermazione di pari dignità e tutela degli interessi pubblici, cioè di noi cittadini. Non si può rinviare tutto al nuovo contratto di servizio, c’è una emergenza a cui occorre dare una risposta subito; per questo il TPL in rappresentanza dei cittadini, è disponibile a partecipare ad una iniziativa che si concluda con un accordo di programma formalizzato e che preveda: l’immediata sospensione di ogni programma di disattivazione delle strutture del sistema ferroviario molisano da parte di FI, come avvenuto con lo smantellamento della linea elettrificata “TermoliGuglionesi” ed i sistemi di scambio in alcune stazioni, segnali negativi ed interventi che peggiorano sempre più il sistema; riportare a Campobasso l’officina di manutenzione e riparazione del materiale rotabile e del DCO Direzione Centrale

Operativa per dare una prima risposta immediata all’emergenza del sistema ferroviario molisano; presentazione e valutazione, da parte di Ferrovie Italiane, dei Bilanci di gestione degli ultimi 5 anni; formalizzazione degli impegni assunti da F.I. ed annunziati dalla Giunta regionale per la tratta “Campobasso-Termoli”, per il binario 21 della stazione Termini, per la metropolitana leggera, per il miglioramento della tratta “Campobasso-Roma”; l’impegno di Ferrovie Italiane a trattare e concludere un accordo di programma generale per la riforma delle ferrovie molisane, per il quale il Forum ha formalizzato e rese note organiche n proposte, nel quale si individuino le scelte, il cronoprogramma, le risorse che intendono impegnare la regione Molise, le Ferrovie Italiane, i cittadini con gli adeguamenti dei titoli di viaggio”. Il Presidente del Forum TPL Molise Filippo Poleggi


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Termoli

13 febbraio 2014

Voto amministrativo, i possibili candidati sindaco CAMPOMARINO – Tra circa tre mesi in alcuni comuni del basso Molise si torna alle urne per eleggere il Sindaco e l’amministrazione. Tra questi c’è anche Campomarino e il primo cittadino uscente, Gianfranco Camilleri, anche se non apertamente ha fatto intendere di essere disponibile a ricandidarsi. Altro papabile è Vincenzo Cordisco, capogruppo di opposizione, che potrebbe candidarsi a capo di una lista marcatamente di centrosinistra ma anche di una coalizione allargata agli altri consiglieri di opposizione Alessandro Di Labbio a Marcello Catena. Un altro nome che circola per la candidatura a sindaco quella di Enzo Norante, senza dimenticare che resta in attesa l’ex consigliere ed assessore regionale Gino Velardi. Infine circola il nome di Antonio Occhionero, primario al Pronto Soccorso del San Timoteo. Mancano ancora tre mesi al voto ma i giochi sono già iniziati.

Al via petizione per registro tumori BASSO MOLISE – Ha preso il via la petizione online per l’attivazione del registro dei tumori e per i dati sempre aggiornati sui controlli delle acque molisane. “Il registro dei tumori – è scritto sul sito internet dove tutti gli utenti possono aderire alla raccolta firme - consente alla regione Molise di attrezzarsi adeguatamente per la cura della malattia e di dimostrare definitivamente che da trent’anni il Molise è stato adottato dalla malavita per lo smistamento di rifiuti altamente dannosi per la salute degli esseri viventi. Per questo motivo non accettiamo attese: vogliamo che le parole e le promesse diventino fatti e che il monitoraggio venga fatto da persone completamente estranee alla politica. Chiediamo che vengano resi pubblici dati aggiornati sul controllo delle acque molisane, potabili e non potabili perchè l’acqua é la fonte primaria della nostra esistenza, di quella delle piante e degli animali con cui per diverse ragioni ci rapportiamo quotidianamente. La voce dei molisani dovrà essere un forte segnale di impegno a non lasciar più cadere la questione nel vuoto della burocrazia”.

Elezione Gigino Segretario regionale Pd, D’Angelo segretario incontri del coordinamento regionale SEL. MONTEFALCONE NEL SANNIO - Il coordinamento Molise per Civati esprime sinceri auguri a Gigino D’Angelo, neo segretario di SEL, per un ottimo lavoro. “La sensibilità politica e la visione amministrativa di D’Angelo saranno una vera risorsa del centrosini-

stra nell’obiettivo sinergico di portare avanti i temi del lavoro, della sostenibilità dell’ambiente e del benessere sociale. Insieme sapremo rappresentare donne e uomini molisani che chiedono azioni amministrazioni concrete e innovative per il Molise del futuro”.

Viabilità, amministrazione incontra i cittadini LARINO – Oggi gli amministratori comunali incontrano la cittadinanza per presentare loro la bozza del nuovo piano di viabiluità da attuare nel Borgo antico. Durante l’incontro, fissato

alle 19,30 nella Sala conferenze del Municipio alla presenza dell’assessore comunale all’Urbanistica Miriam Petriella, saranno raccolte obiezioni e proposte che poi saranno vagliate.

Iniziate le prove della carrese

SAN MARTINO IN PENSILIS – Sono iniziate le prove in vista della Carrese 2014. Ad iniziare le prove il carro dei Giovanotti, e nei prossimi giorni sarà la volta dei Giovani e Giovanissimi. I carristi avranno così la possibilità di sondare il tracciato e migliorare il tempo di percorrenza in vista della corsa vera e propria del 30 aprile.

Molise per Civati

BASSO MOLISE - Continuano gli incontri sul territorio del coordinamento Molise per Civati in vista del rinnovo della segreteria regionale del Partito Democratico a sostegno di Micaela Fanelli candidato segretario. Stiamo vivendo entusiasmanti assemblee con iscritti e tesserati dalle quali prendono corpo idee e proposte; un vissuto di donne, giovani, persone comuni, ex tesserati, che la dirigenza uscente ha colpevolmente e volutamente allontanato dalla vita democratica. Sta finalmente riemergendo in tutto il territorio molisano quella partecipazione “dal basso”, vero DNA della cultura di sinistra, che ritrova nel programma civatiano una possibilità di attuazione concreta. E nonostante il particolare momento storico e le difficoltà che gli stessi partiti attraversano, vediamo rinascere una fermezza, ogni giorno più determinata, che si propone di sostituire il “tiro al bersaglio” con gli obiettivi comuni da raggiungere, il linguaggio politichese più retrivo e stentato con la dialettica lineare, il rancore con l’ascolto, il vuoto dei contenuti con la concretezza programmatica. Finalmente il Partito Democratico sta ritrovando la partecipazione attiva che rappresenta il valore essenziale della tradizione democratica di sinistra. Per esempio, l’On Leva, segretario regionale uscente, impegnato in questi ultimi anni a trovarsi una via per sé, non certo si sarà accorto che il Molise vanta fior di sindaci e di amministratori che quotidianamente affrontano i

problemi reali al fianco dei cittadini. Per esempio, l’On Leva, che adesso sostiene Laura Venittelli, non si è mai adoperato affinché il Partito Democratico svolgesse il ruolo di elaboratore di proposte nell’interesse comune e non già, come invece ha sapientemente eseguito, un modello di organizzazione telecomandata. Ma, in fondo, la loro idea politica, conservatrice e reazionaria, proviene da molto lontano, molto più lontano della tragica esperienza dei 101. La trasversalità come surrogato della militanza. In questi giorni di incontri, il tema del lavoro è l’argomento che occupa la gran parte dei ragionamenti. L’impegno del coordinamento Molise per Civati è spingere le scelte amministrative verso produzioni a più alto contenuto di lavoro qualificato. Riteniamo che per rilanciare il Molise diventa strategico puntare verso quei beni e servizi difficilmente replicabili. Così come è necessario puntare verso quei processi legati alla sostenibilità che collocano al centro l’uomo e la salvaguardia dell’ambiente. Argomenti che la sinistra ha sempre proposto con competenza e che continuamente riesce ad attuare con amministratori capaci. Il 16 febbraio segnerà la svolta verso la rinascita di un Partito Democratico aperto e attento. Molise per Civati e l’area Renzi, a sostegno del ticket Micaela Fanelli-Michele Di Giglio, si battono per ridare certezza al Molise. Comitato Molise per Civati


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13 febbraio 2014

Spettacolo

Il Diavolo di Tufara http://molisaninelmondo.regione.molise.it/turismo/

In Molise un gemellaggio culturale d’altri tempi

& le Maschere zoomorfe

Una delle maschere più antiche al mondo incontra, domenica 16 febbraio, le tradizioni molisane e quelle d’Italia in un mix di storia, radici e folklore Quest’anno il Carnevale ed il nuovo anno arrivano in anticipo. Domenica 16 febbraio a Tufara, si terrà una manifestazione di carattere nazionale, forse prima nel suo genere. Infatti, grazie alla “Associazione culturale Antica Maschera il Diavolo“ di Tufara, si svolgerà il primo incontro delle maschere zoomorfe del Molise e d’Italia. Il nuovo anno, già, perché il Carnevale, proprio questo simboleggia secondo i miti storici: la morte e la rinascita, l’uccisione attraverso riti che prendono radici dai romani, dai greci e finanche dai mesopotami. Il bisogno di rigenerarsi ed abolire il tempo passato (l’anno solare) con culti, balli, sortilegi e maschere che riprendono vita dalla memoria per tornare tra i vicoli dei paesi, le ombre dei campanili, l’oscurità del tempo che si preserva nella tradizione, Viva, di Tufara, del Molise, della Sardegna, della Basilicata e del Trentino Alto Adige. Il Diavolo di Tufara, riconosciuta come una delle maschere più antiche al mondo, forse l’unica ad aver preservato anche la vita stessa della ‘maschera’ , sarà di scena insieme a GL'CIERV di Castelnuovo al Volturno (IS), L'UOMO ORSO di Jelsi (CB), I MAMUTZONES di Samugheo (OR), URTHOS E BUTTUDOS di Fonni (NU), Le MASCHERE di TRICARICO di Matera e I KRAMPUS (Il diavolo delle Alpi) di Bolzano. Fin dal primo pomeriggio, l’inizio della manifestazione è previsto per le ore 15, tutte le maschere invitate inizieranno

I MAMUTZONES di Samugheo (OR)

a sfilare per le strade del paese secondo i loro riti ancestrali, rudi, misteriosi e magici che li contraddistinguono. Nella piazza del paese e dietro gli angoli delle pendici del Castello Longobardo, salteranno, muguleranno, danzeranno e si nasconderanno creature animalesche, dannate e terrificanti. Diavoli, orsi, mostri e animali acrobati, recitanti, spettatori silenti e coinvolti, daranno vita ad una rappresentazione teatrale e folkloristica senza precedenti. Gli inferi si mischieranno ai vivi come da tradizione per esorcizzare, ammazzare, azzerare il vecchio e lasciar spazio al nuovo, come in una apocalisse tra il bene ed il male, tutto questo accadrà a Tufara per la prima volta. In gran spolvero, grazie all’organizzazione e partecipazione non solo dei componetni dell’associazione, ma anche delle altre maschere molisane, con cui da anni si lavora in sinergia per mantenere e fortificare le tradizioni carnevalesche, il Diavolo di Tufara apre le porte di casa per registrare un boom di presenze già preannunciato. Il girone più allegorico emerge in Molise e all’appuntamento proprio non si può mancare. Anche per i più pavidi che preferiranno evitare la ‘dannata commedia’ non mancheranno stand gastronomici e gadget, si potranno rifugiare e bivaccare in cerca delle leccornie offerte durante la manifstazione da alcuni figuranti e dai membri della “Associzione Antica Maschera il Diavolo” di Tufara. Una giornata all’insegna della festa per tutti i gusti, prima del carnevale ufficiale che si terrà il 4 marzo prossimo, in chiusura del martedì grasso. Una domenica guidata per chi non ha possibilità o la voglia di spostarsi in macchina: la Molise Tour snc organizza autobus dal terminal di Campobasso. Andare a Tufara, domenica 16, sarà una andataritorno nel girone del divertimento! joll

I KRAMPUS (Il diavolo delle Alpi) di Bolzano

LA MASCHERA I Mamutzones di Samugheo rappresentano il legame tra la civiltà pastorale e contadina con i suoi animali e la passione per Dioniso, il Dio della vegetazione che ogni anno, come le piante, muore e rinasce. FIGURANTI S’Urtzu (Dionisio), l’Omadore (il pastore), I Mamutzones (gli uomini animali) RITO I mamutzones avanzano saltellando in una danza disordinata, facendo suonare i loro campanacci e procedono incornandosi e imitando i combattimenti delle capre in amore. S’Urtzu, la vittima della manifestazione, violento, forte, ribelle, durante il suo percorso è alla ricerca tra la folla di una ragazza con cui simulare l’accoppiamento. Il rito si conclude con l’uccisione della maschera e con danze degli uomini animali intorno a lui e intorno a un cerchio di corna.

LA MASCHERA I Krampus rientrano a pieno titolo tra i tanti riti pagani (forse celtici) dell’eterna lotta bene e male, inverno e primavera, tra buio e luce. FIGURANTI I Krampus (il cattivo, il buio, la morte), San Nicolò (la luce, il bravo, la vita). RITO I Krampus sono uomini-caproni scatenati e molto inquietanti che si aggirano per le strade alla ricerca dei bambini "cattivi". Essi vagano per le vie dei paesi provocano rumori ottenuti da campanacci o corni, che li accompagnano nel tragitto che li porta in giro.

URTHOS E BUTTUDOS di Fonni (NU)

LA MASCHERA Urthos e Buttudos sono a metà tra il culto e l’ancestralità di figure antropologiche che devono la loro origine a forze misteriose legate alla morte, alla rinascita e al divertimento dionisiaco. FIGURANTI Sos Buttudos (uomini incappucciati) e Sos Hurtos (vestiti di pelli di montone o di caprone) RITO Le due maschere mettono in scena la classica lotta tra bene e male, tra l’uomo e l’animale: s’Urthu, l’animale, cerca di scappare e di liberarsi arrampicandosi ovunque, su alberi e balconi, mentre i sos Buttudos cercano di domarlo.

Le MASCHERE di TRICARICO di Matera

LA MASCHERA Le maschere di Tricarico rappresentano una mandria in transumanza, inteso come un rituale propiziatorio per la festa dell'inizio dell'anno segnato dai cicli produttivi della terra. FIGURANTI Mucche, tori, capomassari, sottomassari e vaccari RITO La maschera invade le strade con un frastuono di campanacci e sciami di nastri colorati, mimando l'andatura ed i movimenti degli animali, comprese le intemperanze dei tori che inseguono le vacche nell'atto della monta. Il tutto si conclude con il rogo del fantoccio di Carnevale, fra le grida di dolore e la sprezzante satira della consorte Quaremma che non risparmia niente e nessuno.


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13 febbraio 2014

Spettacolo

Il primo raduno nazionale: L’intervista. Giovanni Recchia, presidente della “Associazione Antica Maschera il Diavolo”

“Un’occasione per tutta la regione” “Manifestazioni che meritano più riconoscimento e più aiuto dalle istituzioni” Da anni si occupa dell’organizzazione e la promozione dell’evento più importante del paese. Giovanni Recchia è il presidente in carica della “Associazione Antica Maschera il Diavolo” di Tufara. Signor Recchia, la tradizione del Diavolo e delle altre maschere antropomorfe è antica, come mai solo quest’anno si è riusciti a realizzare questo incontro nazionale, e perché proprio a Tufara? Questo incontro delle maschere zoomorfe era programmato da tempo, ma per ovvi motivi economici

IL DIAVOLO di Tufara (CB)

abbiamo dovuto sempre rimandare. Quest’anno abbiamo deciso di organizzare questo evento proprio a Tufara per far conoscere sia ai nostri concittadini, nonchè a tutti coloro che arriveranno a visitare il nostro paese, le tradizioni che accomunano paesi e comunità non solo molisane. Inoltre, ci è sembrata la giusta occasione per contracambiare l’ospitalità e l’accoglienza ricevuta durante la nostra visita alle loro manifestazioni. Cosa vuol dire per il paese mantenere viva questa tradizione? Per Tufara il Diavolo è il Diavolo, e come dicono gli anziani: “Ragazzi la tradizione non si deve perdere”. A partire dal 17 gennaio, data simbolo dell’entrata del carnevale, per le strade del paese si sentirà sicuramente qualcuno dire Férma!!! Férma!!! E come se ognuno dentro avesse qualcosa da liberare, tutti si adoperano a fare qualcosa ed ogni famiglia ha un partecipante alla maschera: è il periodo piu gioioso fino alla quaresima. Qual è il rapporto che vi lega alle altre maschere, e cosa vuol dire sentirsi comunità, essere richiesti in tutta Italia e poco considerati in Molise? E’ quasi misterioso come la nostra maschera somigli a tante altre, sia italiane che straniere. Il rapporto che ci lega alle altre maschere è prima di tutto la profonda amicizia che ci lega con gli altri organizzatori e poi la somiglianza tra le nostre tradizioni popolari. Pur essendo geograficamente tanto lontane tra loro, i riti, le origini storiche, ed il coinvolgimento nella tradizione dell’intera comunità di appartenenza hanno le stesse radici. Vivendo noi in un paesino di mille anime e conoscendoci praticamente tutti siamo ben consapevoli del significato di comunità, termine in questo caso che ben si accosta alla nostra idea di Associazione. Di sicuro abbiamo preso parte come Associaizione a diverse manifestazioni in Italia e all’estero e abbiamo partecipato a gemellaggi con altre maschere, a

L'UOMO ORSO di Jelsi (CB)

LA MASCHERA La maschera del Diavolo si perde nella notte dei tempi. Un rito arcaico ancestrale pagano che si rifà a dioniso: il dio della vegetazione che muore per poi rinascere a nuova vita. Un rito in cui le comunità pagane sacrificavano un uomo per donarlo a Dioniso, cosi facendo rinasceva alla nuova primavera ricominciando un nuovo ciclo di vita. Per fortuna con l’avvento del cristianesimo non sono state piu sacrificate vite umane ed è il culto è stato trasformato in maschera carnevalesca pur mantenendo inalterate tutte le sue altre caratteristiche. Il Diavolo rappresenta il dio in terra, vestito con 7 pelli di capro, animale sotto le cui sembianze amava manifestarsi il dio. La maschera si compone anche di tre folletti, vestiti di nero, due dei quali trattengono in catene il diavolo e lo trascinano per le strade del paese, e l’altro invece che avvisa la folla del suo arrivo attraverso il tintinnio di un campanaccio, ad essi si aggiungono poi due figure vestite di bianco che precedono il diavolo ed impersonano la morte, nonché la purificazione. FIGURANTI La Giuria, che processerà il carnevale, la madre e il padre di Carnevale, impegnati nella sua difesa, U’ pisciatur, emblema di vizi allegria e caos. RITO Il Diavolo salta, si rotola, cade a terra e cerca di “sedurre” chi incontra per strada, perché entri a far parte dei suoi adepti. Sul calare della sera, si assiste al processo del carnevale e alla sua condanna: il fantoccio viene restituito nelle braccia del diavolo e scaraventato dall’alto della rupe tufacea. Il sacrificio dono alla comunità un nuovo inizio, purificandola dai peccati.

LA MASCHERA Un rito che secondo alcuni studiosi si ricollega ad alcune cerimonie invernali di fertilità, con la morte che cela al suo interno la rinascita, la vita; per altri esso và ricondotto all'archetipo del sacrificio del caprio espiatorio, che con la sua morte purga la comunità delle colpe commesse. FIGURANTI Orso, domatore, aiutante. RITO Tenuto a catena da un domatore e un aiutante che gli impongono di danzare sotto la minaccia di percosse con un bastone, tra accenni di ribellione e passi di danza, fra i vicoli del borgo si espandono le note di improvvisati musicisti. Di tanto in tanto, il gruppo bussa alle porte delle case e al comando: "Orso a posto! Orso olè! Balla orso!" la famiglia ospitante offre da bere e da mangiare. La Molise Tour snc organizza autobus dal Terminal di Campobasso. Partenza ore 15. Quota di partecipazione 6 euro. Info 0874. 45 33 43 - omegatravel@libero.it

volte anche solo per il piacere di mostrare ad altri il nostro rituale. È indiscutibile che altrove, dove ci sono studiosi e curiosi di queste maschere, siamo molto apprezzati, mentre da noi la cosa è data un pochino per scontata e non si approfondisce, nè si valorizza il vero senso e il vero valore della Maschera e della tradizione che ne consegue. Semmai servisse ancora a qualcosa, vuole lanciare un monito o un consiglio alle istituzioni? Le istituzioni, sia regionali che nazionali, dovrebbero avere un occhio di riguardo non solo per queste, ma per utte le tradizioni. E’ un patrimonio che testimonia le nostre origini e dovrebbe essere il fiore all’occhiello, soprattutto per una piccola regione così poco conosciuta. Chissà che questa non sia l’occasione giusta per stimolare i molisani ad investire ancor di più in queste tradizioni e costruire, quasi da zero, quel turismo che in Molise è sempre mancato. Magari partendo dai carnevali, per poi passare ai Misteri di Campobasso, ai Carri del grano di Jelsi e quant’altro. Avete già pensato, da soli, di allargare ancor di più i vostri orizzonti, magari fuori nazione? Si, certo, abbiamo già avuto ospiti i Korant di Markovci (Slovenia) nel 2011. Quest’anno ci sarebbe dovuta essere la nostra presenza nel loro paese, annullata per via della manifestazione che si terrà il 16 Febbraio. Il tutto è però rimandato solo di un anno, purtroppo a causa della solita mancanza di risorse che permettano spostamenti e scambi. Riesce a sintetizzare in una frase tutto quello che gira intorno al Diavolo di Tufara? Beh, questo non saprei dirlo, anche perchè non essendo un associazione a scopo di lucro non ci sono profitti, anzi ognuno deve prodigarsi a fare qualcosa. Ma una cosa è certa, che quel giorno tutti tornano un pò bambini e a fare i diavoli!!!

GL'CIERV di Castelnuovo al Volturno (IS)

LA MASCHERA L’uomo cervo incarna anch’esso l’antichissimo mito dionisiaco, simboleggiato in maniera cruenta, a cui si affianca però anche il significato della violenza selvaggia della natura che sovrasta e travolge. FIGURANTI Il Cervo, la Cerva, il Martino (un pulcinella molisano), il Cacciatore, le Janare (le streghe), il Maone (malefico personaggio delle tenebre) RITO Il cervo scende fra la gente del paese con tutta la sua forza distruttrice, il suo avvicinarsi è scandito da uno scampanellio. Si dimena e si rotola in maniera folle, tanto che solo il Martino può cercare di placare l’animale feroce. Proprio per questa ragione, sul finale il cervo viene ucciso in un sacrificio espiatorio che lo purifica e lo redime.



13 febbraio 2013