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SPETTACOLI Vania Mancini, di origini alto molisane, ha scritto “Cheja celen, ragazze che ballano”

La danza degli invisibili Un mondo che i non rom (gagè) oggi, ipocritamente non vogliono vedere di Charles N. Papa ROMA - Ragazze che ballano, le ‘cheja celen’ del campo nomadi Cesare Lombroso di Roma. Un mondo multicolore, con una propria identità culturale che, seppure così vicino a noi, inserito nella nostra società, non vediamo, o non vogliamo vedere. La società nella quale viviamo, non vuole vedere il diverso. Chiude gli occhi davanti al non celato e multicolore mondo rom, facendo finta, ipocritamente, che non esiste. Vania Mancini, dedica parte della sua vita alla scolarizzazione dei ragazzi rom. Ne parla nel libro “Cheja celen” dove, la frase di Vasco Rossi (suo grande amico) apre dicendo: “Il brivido che vola via”. Vania è di origini altomolisane ( i suoi genitori sono di Pietrabbondante) e presto sarà in Molise a preparare il suo spettacolo. Il suo impegno con ‘le ragazze nubili che ballano’ la porta in giro per l’Italia a presentare l’invisibile, quello che la società moderna non vuole vedere, il diverso. Sarà la paura di affrontare ciò che non si conosce? Il timore di confrontarsi con una società che ha altri valori e che vive ai m a r g i n i della civiltà, quest’ultima intesa, in senso unilaterale, da chi pensa di vivere in una comunità civile. Per Vania la verità non è mai da una parte sola, ed è consapevole che parlare di rom non è affatto facile, che le spigolosità del confronto vanno limate poco a poco, col dialogo, cercando di rappor-

12 ANNO II - N° 131 MERCOLEDÌ 10 GIUGNO 2009

tarsi però, ad interlocutori che abbiano voglia di un dialogo pacato. Il libro che Vania ha scritto, è affollato di donne, grandi e piccine, che nella danza vedono il loro rapporto con il mondo, e che è l’unica cosa che sanno fare bene. Dai loro occhi, si intravede una luce particolare, di chi sa che sta facendo la cosa giusta per sè, ed allora ecco che dalle interviste che Vania ha realizzato, traspare la ricerca della danza perfetta, ovvero, realizzarla al meglio. Così la scelta delle stoffe luminose e colorate, che poi vengono cucite dalla mamma, sono propiziatorie al ballo, che diventa la ‘messa liberatoria’ di un percorso fatto di confronto con una civiltà che ignora tutto ciò che è diverso. Ecco che le ragazze nubili che ballano sono tese a realizzare il loro s p e t t a c o l o, con un approccio naturale e c o n t a g i o s o, dai loro occhi traspare una luce diversa, per ballare ci vogliono vestiti elaganti, colorati, che si vedano di notte e che facciano rumore. Vania Mancini sa perfettamente quanto sia complicato il dialogo con la società contemporanea, quanto sia irto di ostacoli il rapporto con la comunità d’oggi e con le ipocrisie che l’accompa-

Oggi inaugura Futuro Anteriore CAMPOBASSO - Oggi dalle 18:00 alla galleria Limiti Inchiusi espongono: Esposito, Borrelli, Laurelli, Presutti, Colavecchia, Lorusso, Grandillo. La mostra “Futuro anteriore” si terrà sino al 21 giugno nell’ex Onmi di via Muricchio 1. Informazioni 3337780889.

LA SCHEDA

gnano, con le quali dovrà prima o poi, rapportarsi. Vania diventa così, il punto di contatto, la cartina tornasole di una civiltà che non si vuole vedere, ma che vive con noi. Lo spettacolo vuole essere il primo approccio ad una condivisione non di ruoli, ma di sensazìoni, che poi diventano integrazione. L’obiettivo di Vania

è di far conoscere la cultura rom attraverso la danza, e regolarizzare la frequenza scolastica attraverso il ballo. Negli ultimi due anni le coreografie delle cheja celen, sono state curate da Fabiana Magrelli e più recentemente dal maestro di danza Manolo Ricci. Ultima esibizione il 28 maggio ai giardini di Piazza Vittorio.

Cheja’ Celen, é un gruppo di ballo rom, costituito da bambine del campo nomadi Lombroso, uno dei pochi campi all’interno della città di Roma (Monte Mario) la cui comunità Korakanè che vive qui stabilmente da trent’anni è senza documenti e inespellibile perché non ha più un paese di origine che li riconosce. Cheja’ Celen nella lingua romanì significa “Ragazze nubili che ballano”. Il gruppo è stato ideato nel 2000 da Vania Mancini, coordinatrice Arci del Progetto di scolarizzazione dei minori rom per l’XI Dipartimento del Comune di Roma, all’interno dei laboratori scolastici di integrazione nei quali le bambine hanno avuto la possibilità di esprimersi e di far conoscere agli altri un aspetto importante della loro cultura: la loro danza, simile alla danza del ventre che le donne rom si tramandano di madre in figlia.

STASERA DUO DANILO REA, ROBERTO GATTO CAMPOBASSO - Stasera alle 21:30 in piazzetta Palombo prosegue il “Festival dei Misteri”. Di scena, due jazzisti italiani di grande levatura: Danilo Rea (pianoforte) e Roberto Gatto (batteria). ed è proprio con Gatto che scambiamo due parole al telefono: Come è strutturato il live del duo? “Intanto va detto che tra me e Danilo c’è un affiatamento non solo artistico, dunque tutto il concerto è un susseguirsi di emozioni e di sensazioni che svisceriamo sul palco canzone dopo canzone. Il repertorio va dalla tradizione italiana a standar di jazz. La nostra formazione esiste da 30 anni”. Negli anni ‘80 il drummer era dietro le quinte, esisteva solo il frontman, oggi? “Si in effetti prima era così, oggi non più. Io sono un musicista e mi esprimo attraverso uno strumento che è la batteria. Credo che il musicista in quanto tale va considerato per questo. Io poi, sono anche compositore, arrangiatore, faccio dischi, diciamo che mi ritengo più aperto dal punto di vista artistico”. Come versa il mercato discografico attuale? “Certo non bene. Fare dischi oggi non conviene assolutamente, costa troppo, ancorpiù con una major. Secondo me si dovrebbe tornare ad incidere il vinile, credo che ci porterebbe ad un equilibrio che oggi manca. Tutto è cominciato dall’avvento di internet, da quando cioè si può scaricare e masterizzare un cd. Cosa farei? Mi produrrei un disco e me lo venderei ai concerti”.

La mostra di Cerio ad Amalfi AMALFI - Si intitola “La processione di Sant’Andrea, immagini di una festa” la mostra di Annalisa Cerio. L’artista espone alla sala Forum di Amalfi dal 22 al 30 giugno prossimi. Si inaugura lunedì 22 alle 18:00, e resterà aperta tutti i giorni negli orari 10:00/13:00-18:00/21:00.

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