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Creare ha sempre significato per me andare a riempire quegli spazi vuoti dell‘anima. Nell’infanzia costruivo piccoli giardini nel giardino di mia nonna, piccoli recinti di vita parallela che riempivo con muschi, piccole piante e che poi ammiravo come fossero immensi boschi in cui perdermi. Credo che il bisogno di creare esista in concomitanza con una mancanza o quantomeno con la sensazione di questa, che alberga in noi. Attratta dall’arte scelsi di frequentare il Liceo Artistico, vissi tutto il periodo della scuola nel mio autismo di provinciale con niente da dire. Terminai gli studi con la convinzione che in arte era già stato fatto tutto; di una cosa però sono grata all’Artistico: mi ha insegnato che non esistevano limitazioni, che tutto era consentito. Di questo ho fatto la filosofia della mia vita. Ho scelto di lavorare in pubblicità, iniziando come fotografa ed abbracciando poi altri campi della comunicazione: studi di marchi, allestimenti per fiere, campagne pubblicitarie. Questo lavoro mi ha dato grosse soddisfazioni personali e professionali; ad un certo punto però ho sentito l’esigenza di creare qualcosa di non commissionato che mi lasciasse più libera e sono nate le mie prime opere. Uno sgorgare rapido di idee da voler realizzare subito. Così è nata la mia “L’arte è minzione”, una necessità fisiologica filtrata dai reni-inconscio dopo aver assorbito il buono e cattivo cibo della vita. Quindi l’espressione artistica come catarsi, un’aspirina metafisica per guarire l’inconscio.


L’arte è minzione, una necessità fisiologica filtrata da “i reni-inconscio” dopo aver assorbito il buono e il cattivo cibo della vita


Tempo Soggiogato

pendola libri resistenze elettriche trappola per topi matite pipa pennelli polaroid stampe ritagli di carta

cm. 38x78x18


Tempo Soggiogato

orologio a cuc첫 libri

cm. 29x80x25


Tempo Soggiogato

orologio a bilanciere spago sassi cocci

cm. 40x31x40


Yin Yang Jung

stampa su carta cornice legno

cm. 41x41


Per grazia ricevuta

libri cornici spago

cm.

85x180


Interattivita‘ sprotetta

lamiera lettere calamitate cornice legno


cm. 51x113


conserve per la mente

libri barattoli spago tessuto

cm. 70x30x15


Ex voto

cornici legno stoffa compensato plastica vegetali metallo carta vetro latta cavo elettrico

cm. 49x58


Interpretazione dei segni

stampa su canvas telaio

cm. 20x91


vite trasparenti

vetro plastica

cm. 84x10x10


Stanza 160

cornici legno compensato ceramica lampadina pomoli catena ninnolo cinese

cm. 60x80


Schiaccianoci

Macchina da scrivere campanelli spago nylon leggio libro legno metallo

cm. 44x52x57


Storie di ordinaria follia

Macchina da scrivere trappola per topi spago seta carta tarocchi perle metallo

cm. 33x67x12


a Frida “Tutto per niente�

stampa su carta cornice sciarpe fiori di stoffa perla

cm. 60x60


Le lacrime generano fantasmi

fazzoletti di carta cornice stoffa

cm. 50x70


L‘altra faccia dell‘esistenza

telaio puntine da disegno polipropilene ceralacca pergamena

Ho bruciato il ritratto di Dorian Ho schiodato Maddalena Ho liberato l’agnello Ho vomitato le lucertole Ora il lupo viaggia tra le pecore senza travestimento Ho bruciato il ilm Ho versato la melassa nel lavandino Ho massaggiato la mia bocca col miele Perché le lacrime non generino più fantasmi


cm. 41x51


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Prete a se rappeler

ottone corda rete metallica ametista carta oggetti vari

cm. 37x44x16


La terza miopia

cornice vetro lente metallo carta

cm. 22,5x27x14


Guardia del corpo

cornice nastro oro argento pietre lana cotta

cm. 53x73x5


L’amore ai tempi della tastiera

ovvero sette finestre cantano al suo amore

video installazione


Re Adim con mano melliflua ha accarezzato la vita

cornici legno stoffa compensato ceramica plastica vegetali metallo carta vetro latta cera cavo elettrico

cm. 104x56x15


E sottolineo Te

stampa su canvas telaio colore a olio

cm. 150x70


Specchio, specchio‌

cornice dorata specchio pellicola oscurante lettere prespaziate

cm. 66x106


Litopoesie

Sono il paesaggio dopo la grandine non manca niente ma quello che c’è è frammentato disperso separato Sono il paesaggio dopo la bufera pensieri strappati via e portati lontano Sono il paesaggio dopo la siccità pensieri polverosi e disidratati che impastano la bocca e le pupille Sono il paesaggio imbiancato che attende sotto un morbido cuscino il risveglio dell’anima Mi chiamo Gray sono stato George sono stato Dorian aculei sul cuore e nel cervello paure sopite ritrovate in cornice scuciture della vita per me ora solo la danza


Uomo con un pugno di mosche hai aperto la mano e sul tuo palmo solo solchi senza seme Canto di Sirene nella testa canto mellifluo canto melato canto adatto a riempire la vanità Sirene incanto del canto Sirene che urlano Sirene che straziano la mia immaginazione Fattura malia dolore incanto licitazione Sirene nenia sortilegio per i sensi in allarme Sirene di Varèse incantamento dell’anima Sirene voce seducente al telefono che si insinua e stordisce Sirene metà donna metà pesce Dovrò friggervi nell’olio della mia indifferenza Le divinità azteche del mio camino vibrano alla danza dei lapilli mani devote le sfiorano in una carezza che consuma


Litopoesie

Mi hai regalato un foglio e i colori tutti i colori del buio hai detto disegna la vita la vita il sibilo del nastro che più non avanza la testa del figlio mozzata brandelli sulle rotaie Annuška ha di già versato l’olio e tu col sacchetto che ricomponi quel puzzle fuori la pioggia rimarca l’invFerno del nostro trasalimento un pensiero mi attraversa la vita cammina fedele al mio fianco il coccodrillo ha ingoiato se stesso la tigre divorerà il buio


Salomone dal suo regno monferrino decretò “dividetelo” e l’androgino fu spezzato i mangiatori di bolo scioperarono chiedevano sempre di più ora volevano il chimo e dall’occhio del ciclone io spargevo energia da raccattarsi a piene mani ma nel centro solo la paura del quotidiano Hai svolazzato attratto dal cero acceso dell’ipocrisia un bagliore e le tue ali sono andate in fumo hai cambiato vita ti aggiri su pavimenti polverosi senza un’ipotesi di volo Grimilde è tornata allo specchio ha visto se stessa sconfitta è l’altra che ha vinto la gara a nulla le è valsa la sua intelligenza né il magico che la circonda un’ultima pozione ora prepara per sé


Litopoesie 201 parole estirpando le erbacce del giardino ho pensato ancora a te forse sei stata l’erba cattiva autoseminante ho pensato a te mentre ti occupi delle tue sterili ortensie nel piatto deserto delle nebbie al tuo gatto castrato che ironia della sorte, hai chiamato tigre anche tu tigre castrata nell’animo e nel fisico per aver sposata la comoda ipocrisia amante azzurrina celata dietro un cristallo visione distorta del mondo dal tuo quieto acquario privo di onde anelare all’infinito sbattendo le pinne nelle pareti nuotando verso la superficie al minimo avvicinarsi d’ombre


vorrei rompere quel vetro disperderti nel mare non pensarti più ma sei un animale domestico vivresti nella pozza d’acqua sul pavimento trasformeresti le tue branchie in narici ho sognato il lupo cronos e non mi ha morso ho steso la mano e lui docile si è fatto accarezzare il tuo barcode dice tre per due hai amato l’androgino ne hai costruito uno siamese ma il coltello del chirurgo ha tagliate via le parti senza speranza l’animale oscuro si è presentato al mio cancello immobile nella fissità della notte ho incontrato i suoi occhi luminescenti ho nuotato sotto la sua palpebra per conoscere il suo segreto


Litopoesie 95 parole Come parca parca, non hai tagliato il filo, ma lo hai sfilacciato con costanza fino alla lenta consunzione tenendo in sospensione il tonfo. Sei la melassa che incolla al doloroso nulla uomo di mobili sentimenti. Io fuggita dal letto di Procuste mi sono trovata sola perchÊ tutti memori di quella conveniente passione hanno continuato ad adorarlo. Ho filato con la seta un bozzolo intorno a me, l’ho fatto aderire al mio corpo una morbida protezione. Ma cosÏ avvolta sono stata facile preda del ragno che mi ha trovata già confezionata per il suo lauto pasto


76 parole I fili delle mie ansie hanno tessuta una coperta che falsa protezione si estende sul mio mondo. Facile allo strappo si trasforma in legacci che bloccano gli arti della mia volontà su una distesa color del tedio. Una cartolina ed un bicchiere per la mia salvezza. La mano guida che accompagna il gesto verso la mia libertà ha dita sottili e diafane, toccherà la creta che dal muro genera hagodai, e potrò sfuggire ai miei inseguitori


Pigiamadelgatto il

litolatta +39 347 4418436 www.wix.com/ilgatto/litolatta

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L'arte è minzione  

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