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Prepariamoci a riaprire il nostro «paradiso» Marco Reggi

Sfruttiamo questo momento per valutare opportunità e necessità dei locali

Cari associati, le decisioni del Consiglio federale di inizio mese ci permettono di guardare con un po’ più di serenità alla stagione che sta per partire, ma – senza dimenticare coloro i quali non possono

approfittare dei flussi turistici e quindi in evidente credito di fiducia – alcune questioni fondamentali restano senza risposta. Tralasciando gli aspetti pratici dei risarcimenti, la grande incognita resta legata all’orizzonte temporale per nulla definito, al momento nel quale potremo finalmente tornare a esercitare la nostra professione con passione e sagacia, senza doverci «molestare» psicologicamente con domande senza un perché. Da marzo 2020 vi viene chiesto un grosso sacrificio per fare fronte all’emergenza sanitaria. Chiusure, messa in sicurezza, investimenti per riaprire e poi di nuovo chiusure, fra incertezze e cambi di rotta continui. Anche a Natale siamo ancora stati oggetto di una situazione difficile e gli aiuti messi a disposizione non basteranno a coprire il danno subito, se non arriveranno in maniera tempestiva. Se ciò non bastasse, si aggiungono – ad amplificare il tutto – alcune strumentalizzazioni, che trovano sempre terreno fertile fra incertezza, paura e disperazione.

Da sentimenti di pacifica obiezione e disillusione, nasce la risposta di tanti operatori uniti che invocano a gran voce la loro estraneità al dramma sanitario (… «non siamo noi della ristorazione gli untori»), immedesimandosi empaticamente con la società civile, ma pretendendo rispetto e soprattutto coerenza, perché di voli pindarici con il nostro futuro sul tavolo ne abbiamo già visti a sufficienza. Una situazione che rischia di dare il colpo di grazia a parecchie realtà virtuose e ai consumi alimentari dei Ticinesi, con quelli fuori casa che già faceva registrare una preoccupante contrazione in tempi non sospetti. Sfruttiamo questo momento per analizzare le nostre strutture, per valutare opportunità e necessità da correggere per farci trovare pronti sui blocchi di partenza non appena potremo riaprire le porte del «nostro» paradiso, di casa nostra, del nostro ristorante! Massimo Suter presidente di GastroTicino e vicepresidente di GastroSuisse

Hotel e alberghi con ristorazione, ristoranti e tutto il settore: «Grazie GastroTicino!» Il grosso lavoro di GastroTicino – in sintonia con GastroSuisse – e i contatti intensi con le autorità cantonali (in particolare con il Dipartimento finanze ed economia) hanno permesso di poter ottenere aiuti e potervi sempre informare in modo puntuale e spesso in anticipo. E viene proprio dalle autorità la conferma che è che solo grazie all’esistenza e al continuo impegno della nostra associazione di categoria che è possibile informare i soci con serietà.

Il sostegno economico alle imprese è per le autorità federali e cantonali complesso e dalle molte sfaccettature, coinvolgendo svariati settori e con differenze anche all’interno delle singole categorie. Per cui molto va fatto passo dopo passo e giorno dopo giorno, anche perché le regole le detta quasi sempre Berna, per cui non ci sono molti margini di manovra. GastroTicino, tuttavia, segue ora dopo ora l’evolversi della situazione e ha chiesto e chiederà ulteriori provvedimenti.

Quindi l’unione fa la forza. Solo un’associazione seria e fatta di persone competenti ha possibilità di successo; solo grazie allo spirito associativo, alla voglia di fare squadra e alle quote sociali che coprono in parte le spese sostenute, si può dar voce a tutte le PMI del settore, che altrimenti non riuscirebbero a far valere le rivendicazioni del caso. Isoliamo e isolate gli invidiosi cani sciolti e leoni da tastiera, che altro non fanno che danni! Alessandro Pesce

Danke für Ihre Treue Grazie per la vostra fedeltà Merci pour votre fidelité MY OWN

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L A R I STO R A Z I O N E & L’A L B E RG H E R I A

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GastroJournal 4/5 2021  

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