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«Eravamo quattro amici al bar» Anche se manteniamo le distanze GastroTicino è sempre a fianco dei soci: servizi, formazione e informazione vicinanza. Dal 16 di marzo quando tutto precipitò, infatti, il personale del Segretariato, l’Ufficio giuridico e dell’Ufficio stampa & pubbliche relazioni di GastroTicino, non hanno smesso di rispondere a tutte le migliaia di telefonate e di e-mail. Siamo convinti, e in parte orgogliosi, di aver potuto aiutare e consigliare tutti coloro che si sono rivolti a noi, associati e anche non associati, in un momento difficile per tutti. Anche la nostra Scuola esercenti, attiva e sempre in aggiornamento dal 1938, ha dovuto per la prima volta fermarsi e stravolgere programmi e l’erogazione dei corsi, risolvere problemi logistici e di distanziamento, portando gli allievi agli esami organizzati dall’apposita Commissione per l’ottenimento del Diploma cantonale. Diploma che da ormai cinque anni è anche parificato e riconosciuto all’omonimo Diploma G1 a livello federale, e che dà successivamente la possibilità di accedere ai livelli superiori G2 e G3. E in questi momenti di grande difficoltà proprio i nostri diplomati, hanno dimostrato che un gerente formato è punto di riferimento per le autorità chiamate a varare provvedimenti difficili, scomodi ma che possono tutelare la salute pubblica. Consulenza e spirito associativo ... Formazione ... Apprendistati ... Reinserimento e formazione disoccupati. Accontentare tutti è difficile, ma da oltre 100 anni facciamo il massimo e continueremo a esserci e a farlo, concretamente, senza interessi di parte, con competenza e senza volere essere inutilmente in vetrina. Contattateci. A tutti e soprattutto a chi è più in difficoltà un grande in di Gabriele Beltrami, direttore di Gastroticino bocca al lupo! MAD

Ci manca, eccome se ci mancano ... la vicinanza agli amici, gli aperitivi, quella vita che era semplice normalità. Oggi ci sembra strano e ci fa impressione vedere filmati vecchi di soli dieci mesi, quando tutto non era ancora iniziato. Ci manca la fatica dietro un bancone, in cucina, in sala. Ci mancano i complimenti o i rimbrotti dei clienti. Ma ci manca soprattutto la socialità, fatta di piccoli gesti come una stretta di mano, un abbraccio o una pacca sulla spalla. Una socialità fatta anche di grandi affetti e di gratitudine. A novembre, per tradizione si visitano i campi santi per salutare i nostri cari defunti; quest’anno, nell’intimità di un breve raccoglimento, quanti fiori e lapidi nuove. Troppi sono quelli che se tutto non fosse successo sarebbero ancora tra noi! Di loro ci resta un commosso ricordo. E poco ci consola se un domani potremo raccontare ai nipoti che noi abbiamo vissuto «il grande contagio», l’epoca del COVID-19. «Eravamo 4 amici al bar», cantava Gino Paoli e noi – per sdrammatizzare – questo racconteremo. Sì, perché era il massimo consentito al tavolo in quell’autunno del 2020, con gli imprenditori della ristorazione e albergheria, e non solo, divorati dall’ansia per l’incertezza del proprio futuro, umano, professionale ed economico. Ma «Uniti ce la faremo», era una delle tante frasi che segnavano le campagne di prevenzione. Uniti sì, in famiglia, nel proprio locale, nella società, cercando di fare da mediatori e di mantenere la calma in momenti di nervosismo crescenti. E anche come associazione, abbiamo moltiplicato gli sforzi sia per aiutare i soci, che per far loro sentire la nostra umana GASTRODIRITTO

Il virus e le conoscenze virtuali Nel corso dell’ondata pandemica della scorsa primavera mi trovavo spesso per via elettronica o per telefono con esercenti afflitti dai più disparati e comprensibili problemi. Indennità, chiusure, reclami, disperazione in generale, informazioni dalle autorità contraddittorie, locazione, compagnie assicurative rivelatesi per quello che in realtà erano/sono, eccetera. Dopo qualche telefonata l’immaginazione iniziava a dipingere il potenziale volto dei singoli interlocutori. Quello del bar di Mendrisio lo immaginavi sulla quarantina, capelli neri, barbetta. Quella dello snack-bar di Locarno con i capelli corti castani, e così via. Durante l’estate ho avuto la possibilità di incontrare alcune di queste persone con le quali, durante le conversazioni, ogni tanto si cercava anche di parlare d’altro. Altri sono rimasti dei visi scolpiti nella fantasia.

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L A R I STO R A Z I O N E & L’A L B E RG H E R I A

Sembrano passati anni. Eppure era solo qualche mese fa. La nuova ondata – che era preannunciata da tempo ma che ha colto impreparata molta gente – sta già flagellando e piano piano quelle voci le risenti anche con piacere (anche se avresti preferito sentirle per altre questioni). Tutto questo per dire semplicemente che GastroTicino è sempre ancora qui a cercare di dare una mano ai propri soci. Avv. Marco Garbani

GastroTicino invita i ristoratori ad accettare i BUONI PASTO.

Info: gastroticino.ch.

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GastroJournal 46/47 2020  

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