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Il sondaggio di Bankitalia fotografa una situazione ancora difficile

Inghilterra, Christie’s “dismette” le cantine di sua maestà Il Governo britannico, causa piano di razionalizzazione della sua fornitissima cantina di Lancaster House, vicino a Buckingham Palace (40.000 etichette), come riporta Winenews, venderà all’incanto alcune partite, doppioni o poco consumate. L’asta, curata da Christie’s, andrà in scena il 21 marzo a Londra, e avrà come protagonisti, almeno sul piano delle quotazioni, lotti top made in France: 6 bottiglie di Chateau Petrus 1970 (£ 6.000), 12 di Le Pin 1986 (£ 10.000) e 12 Chateau Mouton-Rothschild 1986 (£ 6.000), per un valore complessivo stimato in 50.000 sterline. L’asta del 21 marzo potrebbe essere la prima di una serie.

All’asta due cene dello chef Ferran Adrià Due cene preparate dal guru catalano della cucina molecolare, Ferran Adrià, da aggiudicarsi all’asta che sarà battuta da Sotheby’s il 3 aprile a Hong Kong e il 26 dello stesso mese a New York. Un’occasione da non perdere per tutti coloro che sono rimasti a bocca asciutta, senza poter provare i piaceri de El Bulli, il premiato ristorante del padre della cucina molecolare o tecnoemozionale, potrà rifarsi partecipando alla gara all’incanto. La base d’asta è 5mila euro per cena, ciascuna per 4 persone. Il ricavato andrà a favore della Fondazione El Bulli, un centro di ricerche culinarie che aprirà le porte in Spagna nel 2014.

La regione Campania mette all’asta le auto blu La regione Campania sta proseguendo nella sua spending review: da ieri, infatti, sono ufficialmente all’asta le autovetture utilizzate dagli assessori. Ermanno Russo, assessore al Demanio e Patrimonio nella giunta Pdl guidata dal governatore campano Stefano Caldoro, annuncia l’avviso di asta pubblica per la vendita delle autovetture dell’amministrazione di palazzo Santa Lucia, pubblicato sul bollettino ufficiale della regione Campania. Le autovetture scelte per l’asta sono 13: nove Alfa Romeo modello 166, una Lancia Thesis e tre Lancia Lybra. Tutte di cilindrata superiore ai 1600. All’asta può partecipare chiunque ed è possibile anche rivolgere offerte per una sola vettura.

Immobili, un settore debole Tra le cause c’è la mancanza di proposte di acquisto a causa dei prezzi

di Cesare Gilardi

Il sondaggio della Banca d’Italia sul mercato delle abitazioni nel nostro Paese (relativo all’ultimo trimestre 2012) conferma la debolezza del settore e le attese sul breve periodo restano sfavorevoli in riferimento sia al mercato locale sia a quello nazionale, anche se le valutazioni di un miglioramento nel medio periodo

Raggiunge il 16% lo sconto medio ottenuto dall’acquirente sul prezzo iniziale dell’immobile (15,4% nella precedente segnalazione) mentre il tempo medio impiegato per le trattative di vendita si attesta su 8,5 mesi da 8,2 tornano a superare quelle di peggioramento per la prima volta da cinque trimestri. Prosegue la flessione dei prezzi delle abitazioni secondo il 79,3 per cento degli agenti immobiliari. La quota di agenti che dichiarano di aver venduto almeno un immobile si è attestata al 64,4 per cento; nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente si riscontra una flessione di otto punti percentuali, contro il calo di 10 punti nella rilevazione dello scorso ottobre. Nello scorcio finale del 2012 il saldo tra risposte di aumento e diminuzione delle giacenze degli incarichi a vendere è stato pari a 37,7 punti percentuali, in rialzo di circa 10 punti sempre su base annua. Vi ha plausibilmente contribuito l’au-

mento del saldo dei nuovi incarichi (26,5 punti percentuali, da 10,3 nello stesso periodo del 2011) che potrebbe essere associato agli effetti dell’inasprimento dell’imposta sulla proprietà. Tra le cause di cessazione degli incarichi a vendere, trova conferma la maggiore rilevanza della mancanza di proposte di acquisto a causa di prezzi percepiti come troppo elevati (segnalata dal 63,6 per cento degli agenti); è pressoché stabile (intorno al 49 per cento) la quota di chi riporta proposte di acquisto a prezzi valutati troppo bassi dal venditore. Per il terzo trimestre consecutivo diminuisce, pur rimanendo su livelli elevati, la quota di operatori che segnalano, fra le determinanti dell’estinzione degli incarichi a vendere, la difficoltà di reperire un mutuo da parte dei potenziali acquirenti (a 55,4 da 57,9 per cento). Aumenta leggermente il peso sia del protrarsi del periodo che intercorre tra il conferimento dell’incarico e l’effettiva transazione dell’immobile (a 24,8 da 22,6 per cento) sia delle attese, da parte dei venditori, di prezzi più elevati nel futuro (a 23,9 da 21,9 per cento). Raggiunge il 16 per cento lo sconto medio ottenuto dall’acquirente sul prezzo iniziale dell’immobile (15,4 per cento nella precedente segnalazione), mentre il tempo medio impiegato per le trattative di vendita si attesta su 8,5 mesi da 8,2. La quota di acquirenti che sceglie di contrarre un mutuo per l’acquisto dell’abitazione si è ridotta ulteriormente, mentre diminuisce per il secondo trimestre consecutivo anche il rapporto tra l’ammontare del prestito sottoscritto e il valore dell’immobile.

Mutui, in Italia i tassi più alti Le banche applicano uno spread superiore a quello adottato nella zona euro Dai dati rielaborati da Adusbef e Federconsmatori a partire da quelli diffusi dalla Banca centrale europea e da Bankitalia, aggiornati a dicembre 2012, emerge una situazione molto sfavorevole per i cittadini italiani interessati a prestiti o a stipulare mutui per l’acquisto di un’abitazione. L’Italia detiene il record negativo sull’ammontare dei tassi d’interesse applicata ai finanziamenti, le banche applicano infatti uno spread nettamente superiore rispetto a quello applicato nel resto della zona Euro. Per esemplificare la differenza monetaria

che si trova a dovere pagare un cittadino del Bel Paese rispetto ad uno dell’Unione europea pensiamo a chi, già fortunato vista la stretta creditizia delle banche, riesce a ottenere un mutuo di importo pari a 100 mila euro da restituire in 30 anni. Il cittadino in questione dovrà rendere mensilmente 515 euro dovendo pagare un tasso alla banca pari a 4.64%, rispetto ai 446 euro, tasso pari a 3,45%, che dovrebbe pagare un tedesco, un francese o un qualsiasi altro abitate dell’eurozona per restituire lo stesso mutuo.

Per l’inserimento di ordinanze rivolgersi a System Comunicazione Pubblicitaria: legale@ilsole24ore.com

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Ed. Nazionale Marzo 2013 (Con il provvedimento del 28/06/2010 è stata disposta l'iscrizione della società Guido Talarico Editore S.p.a., sit...

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