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Sindacale

Coldiretti,

un’impresa che cambia con tutta la società I perché di una scelta strategica che abbraccia tutta la collettività. L’organigramma di una organizzazione leader.

C

ome tutta la società civile ben conosce (e non solo il comparto economico), Coldiretti è da tempo impegnata nella costruzione di una filiera agricola tutta italiana. Mentre altre rappresentanze non riescono ad andare oltre a indistinte richieste di assistenzialismo, Coldiretti vuole rafforzare l’affidabilità e la credibilità del nostro prodotto alimentare, dando contenuto ai valori distintivi che ci appartengono, non solo attraverso la battaglia per l’etichettatura obbligatoria di origine di prodotti, ma attuando una vera e propria rigenerazione dell’agricoltura per costruire fiducia su ciò che produciamo. Significa che, un’Organizzazione, che vuole rappresentare gli interessi economici della propria base associativa, si è assunta la responsabilità di costruire il futuro non solo del settore, ma di una parte essenziale e strategica dell’economia del Paese. Con questa convinzione, abbiamo investito risorse facendoci conoscere come l’Organizzazione che più ha a cuore l’interesse generale del territorio; e con questa convinzione abbiamo dovuto prendere atto che la vera questione

risiede nel basso potere contrattuale, dentro la filiera, da parte dei produttori. Era quindi essenziale far evolvere la rappresentanza orizzontale delle imprese, verso quella verticale del prodotto, insomma una “LA FILIERA AGRICOLA TUTTA ITALIANA”! Ma per dar seguito a questo progetto di trasformazione, era anche necessario che la nostra struttura si armonizzasse a queste finalità, facendo emergere all’interno quelle sinergie capaci di renderci sempre più: “impresa tra le imprese”. In questa direzione abbiamo così deciso di attualizzare il nostro schema organizzativo, per far crescere quelle figure professionali in grado di accompagnare le imprese nel mercato, ma anche immettendo “nuove energie” all’interno di una struttura che vuole fortemente connotarsi sul territorio con autorevolezza superando la “storica” impostazione delle zone, per un modello più rispondente alle nuove esigenze, con Unità Operative Locali capaci di lavorare in sinergia tra loro, per erogare servizi rispondenti alle rinnovate aspettative degli utenti.

Una profonda rivisitazione nella quale tutti si dovranno sentire intimamente coinvolti, consolidando una più stretta collaborazione tra Presidenti di sezione e Segretari di zona per incidere efficacemente sulle questioni economiche, con l’obiettivo di realizzare un progetto che possa ridare reddito alle imprese agricole attraverso una nuova assunzione di responsabilità. In questo modo i Segretari di zona, svincolati dalle consuete incombenze di ufficio, potranno dedicare maggiore attenzione verso i temi dell’economico che oggi sono stati demandati ad altri. Questa tipo di dinamica porterà con sé una maggiore crescita professionale ed una superiore responsabilizzazione degli addetti ed operatori delle aree tecniche e fiscali che ruotano in tutta la provincia affinché i nostri Soci possano godere del medesimo elevato livello di servizi ovunque, accrescendo la possibilità di compensazione tra le varie UOL delle “forze lavoro” e uniformando tutte le procedure esecutive.

A

ttualmente sono tre i cambiamenti avvenuti nella strut- burocratiche ed occuparci maggiormente degli aspetti economici e tura periferica di Coldiretti Piacenza ed hanno riguar- sindacali. E’ stato, chiarisce, un impatto positivo, dove ho trovato dato i segretari di Zona: Claudio Maschi da Fioren- consolidate professionalità. Da parte mia tanto impegno, disponizuola passa a Piacenza, Franco Fittavolini da Cortemaggiore bilità e desiderio di fare”. a Fiorenzuola e Giovanni Morini da Piacenza a Fiorenzuola. Infine Giovanni Morini:” a Cortemaggiore sto cercando di cono“Per me si tratta, commenta Claudio Maschi, di una ristruttu- scere bene le aziende, con le loro intime problematiche, affrontando razione pienamente condivisa, proprio perché va nella direzione le strategie economiche, parlando con i soci dei loro bisogni, ma di aggiungere un tassello importante per il completamento del pro- anche con tutti coloro che ricoprono cariche di responsabilità nei diversi settori, con gli getto di Coldiretti. Questessi istituti di credito sti cambiamenti sono presenti nel territorio, necessari per permetteper creare sinergie che re a noi, Segretari di potenzino il valore della zona, di essere sempre produzione, supportanpiù presenti nelle realtà dola con una vendita economiche e fra i soci, diretta organizzata ed per sviluppare le ragioni organica, dove emerga delle nostre iniziative, la distintività, il valore insomma per realizzare Franco Fittavolini Giovanni Morini Claudio Maschi del territorio, la sosteniil percorso di “una filiebilità, perché tutelare il ra agricola tutta italialavoro degli agricoltori, na”. Per noi è una nuova significa mantenere posti e stimolante sfida. di lavoro per tutta la soConcetti pienamente condivisi da Franco Fittavolini.” A Fiorencietà. Tutto ciò, conclude Morini, è uno stimolo per far crescere tutta zuola, sto conoscendo molte nuove realtà economiche; in buona quanta l’Organizzazione. parte sono simili a quelle di Cortemaggiore, tranne che per il settore vitivinicolo, uno dei “fiori all’occhiello” della nostra provincia, Morini, Maschi e Fittavolini hanno rimarcato con entusiasmo che che evidenzia aziende con grandi potenzialità nelle zone attor- nelle rispettive zone hanno trovato strutture ben collaudate con conno a Castell’Arquato e Carpaneto. Tutto questo, commenta, serve solidate professionalità che hanno condiviso pienamente la volontà, a far crescere la nostra professionalità; grazie alla sinergia con di “mettersi in gioco”: questa è la forza di Coldiretti! tutta la struttura possiamo liberarci dalle quotidiane incombenze

I cambiamenti nelle UOL

FEBBRAIO 2010

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La Voce dei Coltivatori  

La Voce dei Coltivatori - Coldiretti di Piacenza

La Voce dei Coltivatori  

La Voce dei Coltivatori - Coldiretti di Piacenza

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