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Epaca • non sono a carico del richiedente; • non sono residenti in Italia (il familiare cittadino straniero ha diritto all’assegno se è cittadino della Comunità europea; se invece è cittadino extracomunitario di un Paese non convenzionato, ha diritto all’assegno solo se risiede in Italia).

NON FANNO PARTE DEL NUCLEO FAMILIARE E QUINDI NON VANNO INDICATI SUL MODELLO DI RICHIESTA DEGLI ASSEGNI • • • • • • •

Il coniuge legalmente ed effettivamente separato; Il coniuge che ha abbandonato la famiglia; I figli affidati all’altro coniuge o ex coniuge (in caso di divorzio o separazione); I familiari non residenti in Italia ad eccezione di coloro per cui sussistono trattamenti di reciprocità o per cui sia stata stipulata una convenzione internazionale in materia; I figli naturali che non convivono; figli naturali del richiedente coniugato che non siano inseriti nella sua famiglia legittima; I figli ed equiparati maggiorenni non inabili anche se studenti.

Casi particolari - L’assegno per il nucleo familiare può essere pagato anche quando il nucleo sia composto da una

sola persona che sia titolare di pensione ai superstiti (orfano o coniuge), a condizione che sia minorenne o maggiorenne inabile. In alcuni casi però il datore di lavoro è tenuto a pagare solo se il lavoratore è stato preventivamente autorizzato dall’Inps. L’autorizzazione dell’Inps è richiesta per il pagamento dell’assegno alle seguenti persone: i figli di separati, di divorziati, i figli naturali riconosciuti da entrambi i genitori, i fratelli, le sorelle, i nipoti, i familiari inabili per i quali non sia già documentata l’invalidità al 100%, i familiari residenti all’estero. L’assegno spetta solo se la somma dei redditi derivanti da lavoro dipendente, da pensione o da altre prestazioni conseguenti ad attività lavorativa dipendente (integrazioni salariali, disoccupazione ecc.) riferita al nucleo familiare nel suo complesso, ammonta almeno al 70% dell’intero reddito familiare. Per una corretta erogazione sarà necessario far pervenire: • copia denuncia redditi • stato di famiglia uso assegni • eventuale copia del verbale attestante invalidità civile (rilasciato dalla ASL) • eventuale copia atto di separazione • eventuale autorizzazione inps

I Indennità di disoccupazione Il 31 marzo 2010 scade il termine per poter presentare l’indennità di disoccupazione Esistono due tipi di indennità di disoccupazione: • indennità di disoccupazione con requisiti ridotti per il settore extra agricolo • indennità di disoccupazione agricola. L’ INPS ha messo a disposizione una procedura informatica aggiornata che consente l’invio telematico delle domande di disoccupazioni agricole da parte degli Enti di Patronato. Cosa è l’indennità di disoccupazione? L’indennità di disoccupazione è una prestazione a sostegno del reddito che spetta a coloro che perdono il lavoro o che lavorano per periodi saltuari nel corso di un anno. Requisiti: • indennità di disoccupazione con requisiti ridotti per il settore extra agricolo • es. nel 2009 devono avere almeno 78 giornate di lavoro dipendente ed una anzianità assicurativa di 2 anni. Questa anzianità si calcola a ritroso a partire dal 31.12.2007 per cui occorre avere iniziato a lavorare entro il 31.12.2007 • indennità di disoccupazione agricola

FEBBRAIO 2010

• prevede di aver lavorato per 102 giornate nel biennio oppure 78 giornate nel 2009 ma contestualmente all’anzianità di 2 anni. Per poter ottenere l’indennizzo, la disoccupazione deve essere involontaria (licenziamento – NO DIMISSIONI) oppure dimissioni per giusta causa. Valgono ai fini pensionistici solo dopo aver raggiunto i 35 anni di servizio per arrivare ai 40 anni. A partire dal 1° gennaio 2008 l’indennità di disoccupazione con requisiti ridotti è pari al 35% della retribuzione per i primi 120 giorni e al 40% per i successivi giorni, fino a un massimo di 180 giornate. L’indennità di disoccupazione agricola è il 40% della retribuzione giornaliera rapportata alle giornate lavorate: ES: RETRIBUZIONE GIORNALIERA 50,00 € X 40%= 20,00 € X NUMERO GIORNI LAVORATI. L’indennità di disoccupazione, come tutte le altre prestazioni in denaro erogate dall’INPS, è soggetta alla trattenuta IRPEF alla fonte. Pertanto a tutti coloro che percepiscono l’indennità l’Inps rilascia una certificazione reddituale (modulo CUD)

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