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Parrocchia dei Santi Apostoli Pietro e Paolo - Ascona Messe domenicali e festive

S. Messa prefestiva S. Messa prefestiva S. Messa festiva S. Messa Comunità Croata S. Messa della Comunità S. Messa delle famiglie, giovani, ragazzi e bambini S. Messa in lingua tedesca, (luglio e agosto)

ore 16.15 ore 17.30 ore 08.00 ore 09.30 ore 10.00

Casa Belsoggiorno S. Pietro S. Maria (Collegio Papio) S. Maria S. Pietro

ore 11.15

S. Pietro

ore 11.15

S. Pietro

in Sospesa osto g a e o li g lu

Recapiti telefonici

Messe FERIALI 2

Lunedì Martedì Mercoledì

ore 08.00 ore 08.00 ore 08.00 ore 16.15

Giovedì Venerdì Sabato

ore 08.00 ore 08.00 ore 08.00

S. Maria (Collegio Papio) S. Maria S. Maria Casa Belsoggiorno S. Maria S. Maria S. Maria

Heilige Messen auf Deutsch in LOCARNO

Samstag Sonntag Sonntag

18.00 Uhr 10.00 Uhr 11.00 Uhr

Possibilità di confessioni Su richiesta.

S. Francesco Locarno S. Francesco Locarno Madonna del Sasso

Don Massimo Gaia via Collegio 5 tel. 091 791 21 51 Natel 079 659 15 91 gamma@ticino.com Centro parrocchiale S. Michele e Suore Ravasco via Muraccio 21 tel. 091 791 47 37 Giardino dei piccoli via Muraccio 21 tel. 091 791 63 95 Casa Belsoggiorno via Medere 18 tel. 091 786 97 97 Chiesa di S. Maria e Collegio Papio tel. 091 785 11 65 Ufficio parrocchiale tel. 091 791 23 06 parrascona@ticino.com

In copertina:

Santuario Madonna della Fontana


Lettera dell’Arciprete Alti e bassi L’eccezionalità dell’evento verificatosi in Piazza San Pietro a Roma lo scorso 27 aprile era sotto gli occhi di tutti: due papi santi nello stesso giorno, con la presenza durante la celebrazione di canonizzazione di due papi viventi. Segno di vitalità per una Chiesa che sente una rinnovata freschezza dello Spirito. Dicevamo proprio un anno fa su queste pagine, salutando papa Bergoglio, che se “il buon giorno si vede dall’alba”, forse è davvero iniziato per la Chiesa e per la Storia un Nuovo Giorno. Ma gli animi sono divisi: anzi, forse proprio perché si sta preparando qualcosa di nuovo e di grande aumenta anche la negazione, la diffamazione, la persecuzione contro il cristianesimo e i cristiani. Impressiona leggere certi commenti o venire a conoscenza di certi fatti. Ma tant’è: questo mondo sarà sempre il teatro di un combattimento tra le forze del Bene e quelle del Male, e là dove si

cerca con maggiore forza e zelo di vivere il Vangelo, proprio là le forze avverse tenderanno ad accanirsi. Il Signore ce l’aveva già detto e, quindi, non dovremmo sorprenderci più di tanto. Trovate diverse pagine di questo “Campane” occupate da questi testi, materiale per tutti di profonda riflessione. La seconda parte di questo numero è invece dedicata alle numerose attività e “news” di questi primi mesi dell’anno in corso. Anche, dove è necessario, con un po’ di humour. Buona lettura e buona estate a tutti! Don Massimo SOMMARIO

La lettera dell’arciprete I quattro “Servi dei servi” L’infinito martirio Incontri con S. Giuseppe (III) Calendario d’estate Sotto il campanile di S. Pietro Cronaca Memorie nostre

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La lunga testimonianza di quattro «Servi dei servi»

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Due Papi santi, Roncalli e Wojtyla, e due Papi in piazza, Francesco e il suo predecessore emerito Benedetto, a proclamarli. In un giorno che consegna alla storia il mezzo secolo che ha cambiato, rovesciato la vita della Chiesa, a partire da quel Concilio Vaticano II che mai come oggi, forse, come in questo 27 aprile 2014, mostra l’esplosiva forza di rinnovamento che l’evento seppe imprimerle. Dei molti sensi di una giornata come quella appena vissuta, eccone uno che probabilmente, al di là e perfino ben oltre l’irresistibile onda emozionale che ha suscitato, è destinato a restare sui libri di storia. Perché è il giorno in cui la Chiesa, onorando i due vescovi di Roma probabilmente più amati del Novecento, ha detto che, se esiste, è solo per servire il mondo da ‘servo inutile’, e che la sua forza non è quella degli uomini che la rappresentano, neppure quella dei suoi Papi, per quanto straordinarie le loro figure possano essere, ma quella che viene dallo Spirito, che fa sempre nuove le cose. A dircelo è quel filo rosso lungo mezzo secolo che parte da Roncalli, che nel discorso della luna, il giorno in cui si apriva il Concilio,

disse di sé «la mia persona conta niente»; e passa da Wojtyla che nell’«Ut unum sint» introdusse il tema del ripensamento del ministero petrino, in quella prospettiva ecumenica; e ancora da Ratzinger e da una rinuncia che quelle parole di Giovanni XXIII hanno reso concrete; e fino ad arrivare a Francesco, e al suo esplicito richiamo dell’‘Evangelii gaudium’ alla riforma del papato. Un filo rosso nitido, netto, che ci parla della continuità, dell’intima connessione, della profonda coerenza di quel processo di conversione iniziato da un Concilio che ancora oggi, come dice Francesco, resta il faro che illumina l’orizzonte della missione della Chiesa. E che proprio nel ministero del successore di Pietro, sempre e solo ‘servo dei servi’, trova la prima testimonianza. Così, quel che domenica abbiamo visto a San Pietro non è stato il ‘trion-


fo’ della Chiesa, ma tutta la sua umiltà. Elevando al rango di Santi Roncalli e Wojtyla, ha celebrato il suo saper essere dentro la storia con le scarpe di Pietro, il pescatore di uomini, mandato sulle strade del mondo ad annunciare il Risorto. Ha detto di come, e quanto, proprio in questo suo radicarsi nella storia concreta dell’uomo, in questo suo schierarsi dalla parte dei deboli, dei senza voce, degli affamati, di quelli che il mondo considera i vinti, la sua missione abbia acquisito credibilità e spessore anche agli occhi di chi non crede. Ed è proprio di questo, alla fine, che l’oceano di folla che ha invaso San Pietro, facendo della cerimonia di domenica probabilmente la più par-

tecipata di sempre in Vaticano, anche più dei funerali di Giovanni Paolo II, ha dato testimonianza. Non una prova di forza, un muscolare affermare del ‘guardate quanti siamo’, ma dell’amore che solo l’amore può generare. Uno stringersi intorno a un Padre che ha saputo trasmettere tanto amore da darci la forza di restituirlo al mondo per farlo diverso. Un mondo a cui donare la pace vera, quella pace, come ci ha ricordato Francesco nella sua visita ad Assisi, che «non è un sentimento sdolcinato... e neppure è una specie di armonia panteistica con le energie del cosmo», ma «quella di Cristo», e la trova «chi ‘prende su di sé’ il suo ‘giogo’, cioè il suo comandamento: amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato. E questo giogo non si può portare con arroganza, con presunzione, con superbia, ma solo si può portare con mitezza e umiltà di cuore». Salvatore Mazza [Avvenire del 29 aprile 2014]

Tanto per rif lettere 1

I Santi? Fratelli e testimoni dell’Amore più grande di tutti Ancora sui “Santi”. Per Vito Mancuso (“Repubblica”, 24/4, p.1) «tra le religioni monoteiste solo il cristianesimo conosce il fenomeno della santità», e la consuetudine delle canonizzazioni avrebbe una base fatta di potere e utilità tutta terrena. Certo in duemila anni ci furono cose del genere, ed è vero che nella Bibbia solo Dio è Santo, ma anche nell’Ebraismo c’è una “santità” dell’uomo: «Voi siate santi, perché Io sono santo!» (Lev 19,1-19). È il celebre “Codice di

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Santità”, in sostanza riepilogo delle “Dieci Parole”, i nostri Comandamenti. E anche noi nella liturgia diciamo «Tu solo il Santo», e ripetiamo «Santo, Santo, Santo, il Signore!». Ma Gesù stesso ha detto ai suoi «siate perfetti come è perfetto il Padre vostro che è nei Cieli» (Mt 5,48), e già san Paolo scrive una lettera «a quanti sono in Roma, diletti da Dio, e santi per vocazione» (Rom 1,7). Non è trovata di Papi medievali o nostalgia odierna di potere da recuperare! Giusto quindi, caro Mancuso, parlare di «santità» anche per creature umane, pur sempre con i loro difetti, ma indicate come testimoni di un amore che come tale viene da Dio in Cristo. E perché dividerci in polemiche anche quando si può gioire insieme, come in questi giorni? Gianni Gennari [«Lupus in fabula» – Avvenire del 29 aprile 2014]

Tanto per rif lettere 2

Pronto al grande abbraccio

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Marco Gusmini, 21 anni, è morto il 24 aprile schiacciato nientemeno che dal crocifisso eretto in onore di Karol Wojtyla in Valcamonica. La domanda «Perché?» ha una risposta? Moltissimi anni fa, un amico mi regalò un libro di Thornton Wilder, Il ponte di San Luis Rey. Non gliene sarò mai abbastanza grato. Il libro racconta di un ponte sospeso sulla strada maestra fra Lima e Cuzco, che improvvisamente cede, procurando la morte dei cinque passanti che lo stavano attraversando. «San Luigi di Francia in persona lo proteggeva, con la chiesetta di argilla posta sull’altra sponda»; e la tragedia avvenuta a dispetto di una così alta protezione non manca di suscitare inquietudine e sgomento. Così che nella mente di un timido francescano, Frate Ginepro, si insinua una domanda: «Perché è toccato a quei cinque?»; e avvia una sua personale indagine. Scopre che Doña Maria, marchesa di Montemayor, ha scritto due giorni prima una lettera meravigliosa, in cui si riconcilia con la figlia dopo una vita di incomprensioni. Scopre che Esteban era stato sul punto di suicidarsi, e aveva intrapreso il viaggio per Lima per comperare un regalo per la suora che si era


presa cura di lui. Scopre che lo zio Pio, dopo essersi preso cura per una vita di un’orfana che poi aveva avuto successo come attrice, poi era stata l’amante di personaggi importanti, poi era rimasta sfigurata, ora stava conducendo a Lima con sé il figlio di costei. Eccetera. Insomma, poco a poco scopre che, in un modo o nell’altro, la morte non ha colto quei cinque in un istante qualsiasi, come per un caso o un capriccio; ma in un momento in cui, ciascuno a suo modo, ciascuno era pronto per essere abbracciato dalla misericordia di Dio. Ecco, questo libro mi è tornato alla mente – una volta di più – leggendo della morte di Marco Gusmini, 21 anni, schiacciato innocente nientemeno che dal crocifisso eretto in onore di Karol Wojtyla, santo domani. Certo, è un romanzo. Certo, ci saranno anche, forse, le responsabilità dell’architetto, dell’ingegnere, di questo e di quell’altro. Ma la questione decisiva è comunque quella che pone Wilder nel libro: «Alcuni sostengono che per gli dèi noi siamo come le mosche uccise dai bambini nelle giornate estive. Altri dicono che perfino i passeri non perdono una penna senza che il dito di Dio si muova per farla cadere». Chi ci dice che Marco Gusmini, 21 anni, innocente, non fosse pronto per il grande abbraccio col Dio che lo ha creato, e che sta al termine della vita sua come di ciascuno di noi? Roberto Persico [Giornale del Popolo del 26 aprile 2014]

Tanto per rif lettere 3

Solo per oggi

1. Solo per oggi cercherò di vivere alla giornata, senza voler risolvere il problema della mia vita tutto in una volta. 2. Solo per oggi avrò la massima cura del mio aspetto: vestirò con sobrietà; non alzerò la voce; sarò cortese nei modi; non criticherò nessuno; non pretenderò di migliorare o di disciplinare nessuno tranne me stesso.

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3. Solo per oggi sarò felice nella certezza che sono stato creato per essere felice non solo nell’altro mondo ma anche in questo. 4. Solo per oggi mi adatterò alle circostanze, senza pretendere che le circostanze si adattino tutte ai miei desideri. 5. Solo per oggi dedicherò dieci minuti del mio tempo a qualche lettura buona, ricordando che come il cibo è necessario alla vita del corpo, così la buona lettura è necessaria alla vita dell’anima. 6. Solo per oggi compirò una buona azione e non lo dirò a nessuno. 7. Solo per oggi farò almeno una cosa che non desidero fare, e se mi sentirò offeso nei miei sentimenti, farò in modo che nessuno se ne accorga. 8. Solo per oggi mi farò un programma: forse non lo seguirò a puntino, ma lo farò. E mi guarderò da due malanni: la fretta e l’indecisione. 9. Solo per oggi crederò fermamente, nonostante le apparenze, che la buona provvidenza di Dio si occupa di me come di nessun altro esistente al mondo. 10. Solo per oggi non avrò timori. In modo particolare non avrò paura di godere di ciò che è bello e di credere alla bontà. Posso ben fare, per dodici ore, ciò che mi sgomenterebbe se pensassi di doverlo fare per tutta la vita. 8

Santo Papa Giovanni XXIII


Persecuzioni e troppi silenzi: l’infinito martirio

La libertà religiosa è colpita quasi ovunque nel mondo, specie a danno dei cristiani, con più livelli di gravità. E con coinvolgente dolore e invito alla solidarietà e alla preghiera Papa Francesco ricorda a noi tutti che in questo nuovo millennio – dopo le grandi persecuzioni dei totalitarismi del Novecento contro ebrei, cattolici e cristiani d’ogni denominazione – c’è un nuovo martirologio, di persone e luoghi, che continua a crescere. Frutto di una globalizzazione violenta.

In Europa e in Occidente, invece delle persecuzioni, si sviluppa una strategia ideologica per limitare la presenza cristiana in tanti modi, con l’ostilità all’obiezione di coscienza verso leggi relativiste (in Spagna e Francia è stata negata l’obiezione di giudici e sindaci per le nozze gay), i tentativi di introdurre in atti ufficiali il diritto all’aborto, veri e propri orrori come l’eutanasia di minori malati in Belgio, con leggi e proposte che vogliono cancellare i simboli religiosi, abolire festività cristiane e persino il riposo domenicale che, da Costantino in avanti, scandisce il tempo per dare equilibrio al corpo e allo spirito (e anche questo tema è in cima alle preoccupazioni del Papa, come dimostra anche la telefonata, resa nota

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ieri a Venezia, che Francesco ha fatto a un bimbo di 7 anni che gli aveva scritto con dolore per il fatto che mamma e papà lavorano in un centro commerciale che resta aperto tutte le domeniche). Diversi episodi di una stessa strategia d’emarginazione della presenza e dei valori cristiani, oggettivamente diretta a chiudere i credenti ‘nei confini del tempio’, cioè il contrario della libertà religiosa. Se nel nostro Occidente i cristiani devono difendere la propria identità e il ruolo nella società, nel resto del mondo la storia quasi torna indietro, con un martirologio che si dipana giorno dopo giorno, in luoghi conosciuti, o sperduti, dove si uccide, si violenta, si spingono i cristiani a migrare, cancellandone la memoria storica nella terra nativa. Il Papa, ieri, ha parlato soprattutto di Terra Santa. Ma nel suo cuore ci sono tutti i perseguitati. E i lettori di ‘Avvenire’ conoscono le infinite tappe di un calvario che non ha soste. Ancora si attende giustizia nello Stato di Orissa, nell’India orientale, dove nel 2008 si scatena l’inferno, sono aggrediti villaggi cristiani, con uccisioni, violenze e stupri, decine di migliaia di persone fuggono come profughi in patria. Nella Nigeria degli ultimi anni non si contano più le vittime per assalti alle chiese, anche nella notte di Natale, mentre i fedeli si nascondono per non essere uccisi. Una violenza continua si perpetua da tempo in Iraq, dove i cristiani fanno le spese del più feroce fondamentalismo, con attacchi a luoghi di culto, tra i quali il più cruento e drammati-

co alla Chiesa di Nostra Signora del perpetuo soccorso nel 2010. La persecuzione prosegue in Pakistan con la recente strage a Peshawar dopo la funzione domenicale, e in Egitto dove l’ostilità islamista fa pagare ai cristiani un prezzo amaro della cosiddetta primavera araba. Infine, il martirio nella cittadina di Sadad in Siria, occupata, lasciata, ripresa da jihadisti che sequestrano, uccidono, gettano in fosse comuni. Ogni giorno, altri luoghi e martiri ci dicono che si soffre, si muore per la fede in Gesù. Nessun cristiano ha fatto alcunché, nessuna comunità s’è macchiata di colpe, neanche minime. Sono uccisi in quanto cristiani, in India perché il loro fare del bene senza distinzione di casta suscita astio, in Medio


Oriente perché sono facili da colpire, abbandonati dalla politica, dalle forze occidentali, dalla polizia locale. Ecco, nel mondo di oggi i cristiani sono bersagli facili. Quando nelle nostre scuole si ricordano le antiche persecuzioni, pensiamo siano il frutto di un’epoca dura, aspra, che precede la civilizzazione. Oggi ci chiediamo perché nell’era dei diritti umani i cristiani sono colpiti come venti secoli addietro, con eguale ferocia, e senza alcuna seria reazione dei grandi della terra. La preghiera e la protesta si è levata spesso dalla Cattedra di Pietro, altre autorità di Chiese cristiane denunciano quanto avviene, ma la loro voce sembra perdersi in un mondo distratto. Le cancellerie fanno qualche passo, l’Europa ha sottoscritto documenti importanti, come la Risoluzione del Parlamento di Strasburgo del 20 gennaio 2011, i governi italiani hanno fatto qualcosa di più. Ma poi torna un silenzio che certifica generale impotenza e persino disinteresse. C’è un buco nero nello jus gentium di

oggi. Le Carte internazionali parlano di «libertà religiosa», ma non esiste una Convenzione specifica e solenne su questo diritto, ritenuto tra i primi dei diritti dell’uomo. A ostacolarla sono le divergenze tra Stati, e religioni, sui suoi contenuti, il diritto di cambiare religione, diffondere il proprio credo, avere libertà di parola e d’azione. Non è indifferente che esista o meno una Convenzione sulla libertà religiosa, perché essa definisce contenuti del diritto, obblighi di Stati e pubbliche istituzioni, attiva organismi con poteri ispettivi e di intervento, prevede sanzioni per le gravi violazioni. L’esistenza di una Convenzione non risolve tutti i problemi, non pone fine d’un tratto alle persecuzioni, ma certamente, se non si fa nulla, la «libertà religiosa» rischia d’essere una terra di nessuno nella quale, drammaticamente, può ancora accadere di tutto. Carlo Cardia [Avvenire e Giornale del Popolo – 22 novembre 2013]

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Incontri con san Giuseppe [terza parte e conclusione]

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9. La redenzione del lavoro Il lavoro di Giuseppe ha talmente caratterizzato la vita da determinarne la categoria sociale, da lui trasmessa a Gesù, denominato «figlio dell’artigiano» (Mt 13,55; Mc 6,3). L’importanza del lavoro nella vita umana è tale da richiedere di essere assunto nel mistero dell’incarnazione. «Insieme all’umanità del Figlio di Dio esso è stato accolto nel mistero dell’incarnazione, come esso è stato in particolare modo redento». Giovanni Paolo II, sulla scia di Pio XII che nel 1955 aveva proposto Giuseppe ai lavoratori, evidenzia in questo contesto il ministero salvifico di san Giuseppe: «Grazie al banco di lavoro presso il quale esercitava il suo mestiere insieme con Gesù, Giuseppe avvicinò il lavoro umano al mistero della redenzione» (RC, n. 22). «Non vi è stato mai un uomo così vicino al Redentore per vincoli domestici, per quotidiani rapporti, per armonia spirituale e per la vita divina della grazia, come Giuseppe, della stirpe di David, ma pur umile lavoratore manuale». Se questo spirito, come sappiamo, affluisce dal cuore dell’Uomo-Dio in tutti gli uomini, «è pur certo che nessun lavoratore ne fu mai tanto perfettamente e profondamente penetrato quanto il padre putativo di Gesù, che visse con lui nella più stretta intimità e comunanza di famiglia e di lavoro».

10. San Giuseppe modello di contemplazione Modello dei lavoratori, san Giuseppe non lo è meno di coloro che si dedicano alla vita contemplativa. San Giuseppe non poteva non agire in «un clima di profonda contemplazione» a motivo del suo «quotidiano contatto con il mistero nascosto da secoli, che prese dimora sotto il tetto di casa sua» (RC, n. 25). Se con san Giovanni della Croce definiamo la contemplazione “scienza dell’amore”, l’amore “paterno” di Giuseppe trova un confronto solo nell’amore “materno” di Maria. Poiché l’umanità di Gesù è lo strumento efficace della divinità in ordine alla santificazione degli uomini, ne segue


cioè l’amore altrettanto puro del servizio, richiesto dalla tutela e dallo sviluppo di quella stessa umanità» (RC, n. 27).

che l’amore “paterno” di Giuseppe non poteva non influire sull’amore “filiale” di Gesù e, viceversa, l’amore “filiale” di Gesù non poteva non influire sull’amore “paterno” di Giuseppe. Chi può definirne il grado? Giovanni Paolo II spiega come «l’apparente tensione tra la vita attiva e quella contemplativa trova in lui un ideale superamento, possibile a chi possiede la perfezione della carità. Seguendo la nota distinzione tra l’amore della verità e l’esigenza dell’amore, possiamo dire che san Giuseppe ha esperimentato sia l’amore della verità, cioè il puro amore di contemplazione della verità divina che irradiava dall’umanità di Gesù, sia l’esigenza dell’amore,

11. Giuseppe modello per tutta la Chiesa Giovanni Paolo II propone l’insigne esempio di san Giuseppe all’intero popolo cristiano, perché esso «tenga sempre dinanzi agli occhi il suo umile, maturo modo di servire e di “partecipare” all’economia della salvezza. Ritengo, infatti, che il riconsiderare la partecipazione dello Sposo di Maria al riguardo consentirà alla Chiesa, in cammino verso il futuro insieme con tutta l’umanità, di ritrovare continuamente la propria identità nell’ambito di tale disegno redentivo, che ha il suo fondamento nel mistero dell’incarnazione» (RC, n. 1). Ora, l’identità della Chiesa, ossia il suo «atteggiamento fondamentale, deve essere quello del “religioso ascolto della parola di Dio”, ossia dell’assoluta disponibilità a servire fedelmente la volontà salvifica di Dio, rivelata in Gesù. Già all’inizio

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della redenzione umana troviamo incarnato il modello dell’obbedienza, dopo Maria proprio in Giuseppe, colui che si distingue per la fedele esecuzione dei comandi di Dio» (RC, n. 30). Mentre ci raccomandiamo alla protezione di colui al quale Dio stesso affidò la custodia dei suoi tesori più preziosi e più grandi, «impariamo al tempo stesso da lui a servire l’economia della salvezza. Che san Giuseppe diventi per tutti un singolare maestro nel servire la missione salvifica di Cristo, compito che nella Chiesa spetta a ciascuno e a tutti: agli sposi e ai genitori, a coloro che vivono del lavoro delle proprie mani o di ogni altro lavoro, alle persone chiamate alla vita contemplativa come quelle chiamate all’apostolato» (RC, n. 32). 12. Felice “transito” di San Giuseppe Fin dai primi secoli la pietà dei fedeli ha considerato la felice sorte toccata a san Giuseppe di essere assistito al momento della sua morte dalla presenza amorosa di Gesù e di Maria. Di qui la spontanea invocazione a san Giuseppe, perché ci ottenga la grazia di poter piamente morire, confortati dal suo esempio e dalla sua intercessione. L’ammirazione verso il “transito” del nostro santo risale addirittura alla Chiesa giudeo-cristiana, come è testimoniato dalla storia di Giuseppe il falegname, che ha origine nel secolo II, a Nazaret. Al pensiero della propria

morte, come non pensare a quella di san Giuseppe? Non era Gesù, che lo assisteva, il Figlio di Dio, la sorgente stessa della Vita eterna? Perché non parlare, allora, di “transito”, come suggerisce l’Inno liturgico Te, Ioseph, celebrent, introdotto nell’Ufficio divino da Clemente X, nel 1671? Giuseppe non è paragonabile agli altri santi, che debbono aspettare fin dopo la morte per godere di Dio. Il suo destino, infatti, è stato certamente più beato di quello di qualsiasi altro, dal momento che egli ha potuto, insieme con Maria, «godere di Dio», «pari ai Celesti», già da “vivente” su questa terra. La ragione di tutto questo è certamente il mistero dell’incarnazione, al quale Giuseppe «ha partecipato, come nessun’altra persona umana, ad accezione di Maria» (RC, n. 1). P. Tarcisio Stramare osj [Le altre due parti dell’articolo sono state pubblicate sugli ultimi due numeri delle “Campane di Ascona”: Inverno 2013/14 e Primavera 2014]


Calendario d’estate Giugno 2014 Domenica 1

Domenica VII di Pasqua / Anno A Nel pomeriggio chiusura dell’anno di attività dell’Oratorio/Sala giochi

Domenica 8

Domenica di Pentecoste

Domenica 15

Domenica della SS.ma Trinità – Benedizione e distribuzione del pane benedetto in occasione della memoria di Sant’Antonio di Padova

Mercoledì 18

Termina l’anno scolastico ed iniziano le vacanze estive. Inizia l’orario settimanale estivo

Mercoledì 18 Le Quarant’Ore Adorazione del SS.mo Sacramento per tutta la giornata ore 09.30 Messa feriale in S. Pietro ed esposizione del SS.mo Sacramento ore 10.00 Adorazione personale fino alle ore 17.30 ore 17.30 Vespri e benedizione eucaristica Mercoledì 18

ore 16.15

Eucaristia prefestiva (Corpus Domini) presso la Casa Belsoggiorno

Giovedì 19 Solennità del Corpus Domini e Processione del Corpus Domini ore 10.00 celebrazione eucaristica in S. Pietro con la processione attraverso le vie del Borgo (in caso di bel tempo). L’Eucaristia delle ore 11.15 è sospesa! Dal sabato 21

CampoScuola per adolescenti a Mogno fino al venerdì 4 luglio

Domenica 22

Domenica XII del Tempo Ordinario. Anima l’Eucaristia delle ore 10.00 sullo Stage Elvezia

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il Coro gospel “InControCanto” di Milano; al termine della celebrazione il Coro terrà un piccolo concerto con brani nuovi e di repertorio L’Eucaristia delle ore 11.15 è sospesa!

Domenica 29

Solennità dei SS. Pietro e Paolo (festa patronale) ore 08.00 Eucaristia festiva in S. Maria ore 10.00 Eucaristia festiva in S. Pietro L’Eucaristia delle ore 11.15 in S. Pietro è sospesa!

Luglio Domenica 6 Domenica XIV del Tempo ordinario. Inizia l’orario domenicale estivo: ore 08.00 Eucaristia festiva in S. Maria ore 10.00 Eucaristia festiva in S. Pietro ore 11.15 Eucharistie in deutscher Sprache in S. Pietro 16

Da domenica 6

Colonia per bambini e ragazzi a Mogno fino a sabato 19 luglio

Domenica 13

Domenica XV del Tempo ordinario

Domenica 20

Domenica XVI del Tempo ordinario

Domenica 27

Domenica XVII del Tempo ordinario Memoria del Beato Pietro Berno, asconese martire in India, nella penisola di Salsete

Agosto Venerdì 1

Festa nazionale svizzera e Celebrazione eucaristica diocesana con il Vescovo mons. Valerio Lazzeri al Passo del San Gottardo ore 10.30

Domenica 3

Domenica XVIII del Tempo ordinario

Domenica 10

Domenica XIX del Tempo ordinario


Giovedì 14 ore 16.15

Eucaristia prefestiva (Assunzione di Maria) presso la Casa Belsoggiorno

Venerdì 15 Solennità dell’Assunzione di Maria ore 10.30 Eucaristia solenne alla Madonna della Fontana ore 16.30 Lode vespertina alla Madonna della Fontana Domenica 17

Domenica XX del Tempo ordinario

Domenica 24

Domenica XXI del Tempo ordinario

Domenica 31

Domenica XXII del Tempo ordinario

Settembre Lunedì 1

Riprendono le scuole e l’orario settimanale invernale

Venerdì 5

Primo venerdì del mese ore 16.00 si può adorare il SS.mo Sacramento; ore 17.30 Vespri comunitari; ore 18.00 Rosario; ore 18.30 Eucaristia

Domenica 7

Domenica XXIII del Tempo ordinario. Durante l’Eucaristia delle ore 11.15 benedizione degli zainetti

Domenica 14

Esaltazione della Santa Croce

Domenica 21

Domenica XXV del Tempo ordinario e Festa Federale di ringraziamento

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Sotto il campanile di S. Pietro Orario estivo Dal 21 giugno, con la conclusione dell’anno scolastico e l’inizio delle vacanze estive, entra in vigore l’orario estivo della nostra parrocchia. In particolare è sospesa l’Eucaristia domenicale in italiano delle ore 11.15, nonché le Messe feriali presso il Centro S. Michele (martedì e giovedì). L’orario invernale riprenderà lunedì 1° settembre, con l’inizio del nuovo anno scolastico. • Eucaristia prefestiva • Eucaristia prefestiva • Eucaristia festiva • Eucaristia della comunità croata • Eucaristia festiva della comunità • Eucaristia in lingua tedesca 18

ore 16.15 ore 17.30 ore 08.00 ore 09.30 ore 10.00 ore 11.15

Casa Belsoggiorno S. Pietro S. Maria (Collegio Papio) S. Maria S. Pietro S. Pietro (luglio e agosto)

Durante il periodo di luglio e agosto la messa della domenica ore 11.15 viene celebrata in lingua tedesca, per favorire gli ospiti, approfittando delle vacanze scolastiche e quindi dell’assenza da Ascona di molti ragazzi, giovani e famiglie. Anche quest’anno saranno accolti, quali graditi ospiti, artisti di diversa provenienza che animeranno le celebrazioni eucaristiche con la loro sapienza musicale e la bellezza delle loro esecuzioni artistiche. Durante il periodo delle vacanze scolastiche viene celebrata una sola Messa feriale alle ore 08.00 in S. Maria (Collegio Papio), nonché il mercoledì alle ore 16.15 presso la Casa Belsoggiorno. Gospel durante il JazzAscona Durante l’Eucaristia di domenica 22 giugno – nel pieno dell’attività 2014 del JazzAscona –, ore 10.00, sarà presente il Coro gospel “InControCanto”, proveniente dalla regione di Milano, diretto da Massimo Mazza: esso è ormai da qualche anno nostro ospite sempre molto apprezzato da parrocchiani e no. Il Coro InControCanto condecorerà con i suoi canti gospel la celebrazione eucaristica che si svolgerà – tempo


permettendo – sullo Stage Elvezia (Lungolago); in caso di cattivo tempo il tutto si terrà nella Chiesa di S. Pietro. L’Eucaristia delle ore 11.15 è sospesa! Da parte sua il JazzAscona proporrà nel suo programma un concerto gospel con un gruppo di fama internazionale: Craig Adams & The Voices of New Orleans (25 giugno). Altri dettagli potranno essere desunti dal programma ufficiale di JazzAscona 2014 (www.jazzascona.ch). Prima Comunione Domenica 11 maggio si è tenuta la Prima Comunione della nostra Parrocchia con 33 bambini, presso la Chiesa di S. Maria (Collegio Papio). È stata per tutti una bella festa, degnamente e lungamente preparata. Grazie a tutti coloro che hanno collaborato: alle catechiste Silvia ed Emanuela, alle suore Carolina e Ginetta, al GGA per i suoi canti, ai ministranti per il servizio. Davvero una grande festa per la prima accoglienza di Gesù Eucaristia! I bambini hanno percorso, quale preparazione alla celebrazione, un itinerario che li ha portati a scoprire gli elementi fondamentali della fede e soprattutto le varie parti della messa. L’immagine di Gesù, Buon Pastore, ha suggerito l’idea di un percorso, di un cammino di preparazione sulla Via Undicimaggio, sulla quale, di tappa in tappa, si è arrivati a scoprire l’importanza della persona di Gesù per la nostra persona e la nostra vita, soprattutto i grandi doni che egli ci ha fatto e continuamente ci fa per la nostra salvezza (Battesimo, Perdono, Eucaristia). Il tutto rappresentato dal fagotto che i bambini si sono portati a casa dopo la celebrazione, simbolo di tutti i mezzi di cui Gesù ci fa dono per poterlo seguire ogni giorno sulle strade della vita.

Un grazie di cuore alle catechiste Silvia ed Emanuela che hanno dato ancora una volta il meglio della loro fantasia e del loro impegno per imbastire le fila di questo originalissimo percorso e per la loro dedizione ai bambini che ogni anno si preparano a questa importante festa.

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I ragazzi che quest’anno hanno ricevuto Gesù–Eucaristia per la prima volta sono: Bianco Lorenzo; Bressello Alice; Calitri Pietro; Camardella Giada; Cancelas Fandino Ana; Carrara Siria; Cassaro Aurora; De Marchi Melissa; Demartis Gianluca; Duca Sean; Ferreira Beatrice; Ferreira Letizia; Gazzaroli Noah; Giacchetto Filippo; Giannotta Riccardo; Gomes Paulo Inês; Iacomini Siro; Lima Peixoto Sabrina; Marques Lima Sara Daniela; Mazza Sara; Oliveira Pinto Alexandra; Pellitteri Mélanie; Perdicaro Federico; Pereira da Cruz Patricia; Perregrini Steven; Regine Dario; Ribeiro Alves Francisco; Santangelo Yanou; Siljic Angelica; Siljic Giorgia; Vanossi Samuel; Wildi Nicole; Zucconi Riccardo.

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Cresima Si è svolta sabato 15 marzo la Cresima dei ragazzi e delle ragazze di 2ª media che si sono preparati per ricevere il sacramento della maturità cristiana. L’Eucaristia è stata celebrata da mons. Vescovo Valerio Lazzeri, che ha esortato i ragazzi e i fedeli presenti – ispirandosi al Vangelo della Trasfigurazione – ad ascoltare la voce e la parola di Gesù, così come ci ha invitati la voce del Padre celeste: “Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo!”. Alla presenza di numerosi parenti, amici e conoscenti, hanno condecorato musicalmente la celebrazione il Gruppo Giovani di Ascona e i Giovani del Vicariato del Locarnese; all’organo Giovanni Beretta. Una bella e semplice celebrazione che rimarrà a lungo nella memoria e nei cuori. I ragazzi che hanno ricevuto la Cresima sono: Agostena Anna; Albertini Aramis; Basilio Pereira Daniela; Beretta Camilla; Berta Annick; Bianda Eleonora; Cantiello Giorgia; Capella Veronica; D’Amario Noemi; D’Andrea Sherazade; Di Rosa Lilly; Duca Sharon; Fabiano Matteo; Fernandes Pereira Samuel; Ghidoni Roberto; Giannoni Aline; Herrmann Romeo; Hugelmann Linda; Ignazitto Beda; Lettieri Nicole; Machado Oliveira Sofia; Mariani Diego; Marinovic Marco; Morello Samira; Pelucca Aline; Piazzini Nikki; Pinana Veronica; Pires Gomes Luana; Rondi Vittoria; Soldati Simona; Storelli Gaia; Tognocchi Yannick; Vanetti Aurora; Vitali Luca; Vuillod Alexia.


Cronaca Revisione dell’orologio di S. Pietro L'orologio del campanile, ad inizio anno, è stato completamente revisionato, risistemato e aggiornato tecnicamente: un congegno permette attualmente una regolazione automatica dell’ora indicata a partire dal satellite. Dopo un intenso e lungo lavoro di revisione l’orologio è stato rimesso in movimento il mercoledì 12 marzo. Mostra a Mendrisio: “La nube dei testimoni” Santi in Ticino: arte, fede e iconografia. Nell’ambito delle mostre riguardanti il patrimonio d’arte e religiosità del territorio ticinese, il Museo d’arte di Mendrisio ospita nei suoi suggestivi spazi tra marzo e giugno 2014 una vasta panoramica di oggetti selezionati dal curatore don Angelo Crivelli, arciprete di Mendrisio, e da altri esperti attorno al tema affascinante dei Santi. Il percorso si sviluppa attraverso un centinaio di opere che spaziano dall’XI al XVIII secolo rappresentative delle diverse tipologie: statue lignee, rilievi, altari a sportelli, tele, libri corali e martirologi antichi, calici, croci, ostensori, reliquiari e una vasta e ragionata scelta di riproduzioni di affreschi medievali. Tra di esse anche due quadri ed un affresco conservati nella Casa parrocchiale di Ascona. Altre informazioni: www.mendrisio.ch/museo. La mostra è aperta dal 20 marzo al 22 giugno. In rete il nuovo sito del Comune di Ascona È online da metà marzo il sito rinnovato del Comune di Ascona. È stato ampliato in ogni sua sezione e nelle numerose possibilità di comunicazione con le autorità comunali e per l’accesso a numerosi documenti attuali e d’archivio. Il link: www.ascona.ch

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“Non ci indurre in tentazione” Ogni tanto qualcuno in occasione delle assemblee liturgiche solleva la questione del “Non ci indurre in tentazione”: una traduzione dall’originale greco che presenta più difficoltà di quante non ne risolva. Può Dio indurre in tentazione? La nuova traduzione dei testi liturgici, introdotta nel 2007, si rifà, invece, alla nuova traduzione ufficiale in italiano dei testi biblici (a opera della Conferenza Episcopale Italiana). Qui la contestata frase viene tradotta con “Non abbandonarci alla tentazione”. Molto più comprensibile: perché non introdurla subito nella liturgia? Alt!, ci ammoniscono gli organismi competenti (Ufficio diocesano per la Liturgia con lettera del 26 marzo). Infatti, se la nuova traduzione verrà effettivamente adottata nella preghiera del Padre Nostro sarà chiarito solo con la prossima pubblicazione del Messale.

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Azione delle Rose di Sacrificio Quaresimale È ormai una tradizione consolidata. Ogni anno durante la Quaresima, si tiene la giornata delle rose (29 marzo), organizzata da Sacrificio Quaresimale e Pane per tutti. In tutta la Svizzera numerosi volontari e volontarie vendono 160’000 rose con il marchio Max Havelaar. L’intero ricavato è destinato a sostenere progetti di cooperazione allo sviluppo nei paesi del Sud. Assemblea parrocchiale del consuntivo Lunedì 31 marzo al Centro S. Michele è stata convocata l’Assemblea parrocchiale. All’ordine del giorno soprattutto l’accettazione dei conti 2013, che chiudono con una maggiore entrata di Fr. 60’155.43: ciò è dovuto, soprattutto, a un maggiore ricavo dagli affitti e da minori costi derivanti dall’amministrazione degli stabili. La maggiore entrata si è mantenuta, nonostante si sia dovuto sostenere un’urgente e


ingente spesa non preventivata per la riparazione di parte del tetto della Chiesa parrocchiale: una parte dello stesso provocava infiltrazioni d’acqua ed era a rischio crollo. Il Consiglio parrocchiale ha poi informato i presenti che due importanti progetti della nostra parrocchia sono con ogni probabilità in dirittura d’arrivo: il centro artigianale ai Pra’ di Vizi e lo stabile di appartamenti protetti, chiamato Residenza San Clemente. Chi ha “rubato” la canna dell’organo? Non è un pesce d’aprile. Il 1° d’aprile, però, ci siamo accorti che mancava una canna dell’organo, di quelle situate davanti e per certi versi (purtroppo) davvero a portata di mano. Il primo commento al fatto rilevava che per essere teppismo o vandalismo era un gesto poco significativo: se vuoi fare del vandalismo fallo bene e prenditela con mezzo organo, non con una canna! Il secondo commento – di un presente – era piuttosto ironico e piccato, quando disse – rivolgendosi all’autore del gesto – “Ma va’ a farti una... canna!”. Nel frattempo la canna (quella dell’organo) è stata ritrovata: ancora funzionante, anche se completamente deformata: andrà sistemata a dovere. Chi è stato e perché l’ha fatto? Nessuno lo sa: probabilmente un gesto balordo o di stizza, prendendosela con qualcosa che non poteva minimamente aiutare. Le candele per le preghiere si trovano 10 metri più a sinistra. La verità sul... Monte Verità! In occasione della riapertura della stagione al Monte Verità, sono apparsi sui nostri quotidiani alcuni interessanti articoli che dicono la verità sul Monte Verità. È un luogo, all’inizio del '900, in cui si sono incontrate e si sono incoraggiate a vicenda tendenze anticristiane e anticattoliche, sfociate poi nelle ideologie del secolo scorso. Senza dimenticare che il Monte Verità rientra tra i luoghi esoterici più importanti al mondo. Val la pena dare un’occhiata a questo articolo del Giornale del Popolo (5 aprile). Vicino al mondo del Monte Verità si inserisce anche il restauro del Castello San Materno che insieme al Teatro costituisce un polo importante di Ascona e del suo profilo culturale. Venerdì 4 aprile sono stati inaugurati i lavori di restauro e l’acquisizione della collezione di dipinti a cavallo tra ’800 e ’900 messi a disposizione dalla Fondazione Kurt e Barbara Alten.

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Cassonetto abiti usati - Caritas Come già anche al Collegio Papio, pure al Centro S. Michele è stato posato il 19 aprile sul sedime del posteggio un cassonetto per abiti usati, a disposizione del pubblico per il deposito di indumenti smessi ma ancora di buona qualità. La posa del cassonetto è stata realizzata in collaborazione con Caritas Ticino, che nell’ambito dei suoi programmi occupazionali provvederà a svuotare settimanalmente il contenitore. Concerti in S. Pietro Per le sue qualità acustiche e per lo spazio disponibile, è piuttosto la Chiesa del Collegio Papio (S. Maria della Misericordia) ad essere gettonata per i concerti più disparati. Per la sua intimità, per il suo organo e per le sue eccellenti qualità acustiche, anche la chiesa parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo viene scelta – anche se più raramente – quale sede di manifestazioni musicali. In queste ultime settimane ciò è avvenuto a più riprese: per un saggio di flauti dolci (4 maggio); per un concerto con i cori Armonie nella valle di Fara S. Martino (Abruzzo) e la Corale Valmaggese (26 aprile); soprattutto per i 3 concerti dell’Ascona Music Festival, con il pianista Daniel Levy (25 aprile, 3 e 10 maggio). 24

Calcio per tutti grazie alla Parrocchia Domenica scorsa, 4 maggio alle ore 15.00, è stato inaugurato il nuovo campo di calcio vicino al Teatro del Gatto, che la Parrocchia mette a disposizione di tutti gli asconesi interessati a usarlo. Il campo rimarrà aperto tutti i giorni: è possibile riservarlo telefonando al Bar del Gatto. Il terreno è stato completamente sistemato a cura della Parrocchia con un investimento di 60mila franchi. L’arciprete don Massimo Gaia ha impartito la benedizione. Poi, è toccato a Paolo Duca, asconese e capitano dell’Ambrì (ed ex frequentatore dell’Oratorio), che ha proceduto al taglio del nastro, attorniato da un nugolo di bambini festanti insieme ai genitori. Infine è toccato a Suor Ginetta, applauditissima, eseguire il calcio d’inizio della gara di un torneo di calcio (Medie e Elementari) che ha dato avvio all’utilizzo del nuovo campo sportivo.


Memorie nostre

Nisida Bizzotto (15 febbraio 1929 – 14 febbraio 2014)

Vincenzo Petralia (14 ottobre 1943 – 15 febbraio 2014) Rosa Lurati (13 dicembre 1915 – 23 febbraio 2014) 25

Walter Bolz (17 maggio 1930 – 20 febbraio 2014)

Aurelia (Marina) Di Maggio (11 maggio 1921 – 28 febbraio 2014)

Frieda Germann (24 ottobre 1915 – 3 marzo 2014)


Silvio Conti (13 gennaio 1922 – 8 marzo 2014)

Andrea Broggini (14 agosto 1972 – 22 marzo 2014)

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Giovanni Carmine (20 aprile 1940 – 18 aprile 2014)

Romano Belloli (8 dicembre 1934 – 26 aprile 2014)

Fabio Castelli (28 aprile 1937 – 6 maggio 2014)


Visitate il sito ufficiale della Parrocchia www.parrocchiaascona.ch

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sa Madon na della F ontana; O 6612 Ascon pere a Per la Co CCP 65-1 parrocch ia li) nferenza 378-8 d i S. Vince nzo (Corn 6901 Luga er Banca SA) no IBAN: CH 29 0849 0 CCP 69-5872-0 000 2116 Conferenz 5400 1 a S. Vince n z o 6612 Ascon del Beato P ietro Berno a Per la Mis sione Uga nda (Corn er Banca S 6901 Luga .A.) no Conto no.: CCP 69-5 2 3 872-0 IBAN: CH 0001-20 (8490) 10 0849 0 0 0 M 0 ic 2300 0102 hiel Demet 0 6612 Ascon s Missione Uganda a

Bollettini

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G.A.B. 6612 ASCONA

Eucaristia con il Coro Gospel InControCanto di Milano (in caso di cattivo tempo: chiesa di San Pietro). Domenica 22 giugno 2014 ore 10.00 - Stage Elvezia Segue concerto del Coro

Bollettino 2014-2: Estate 2014  

Bollettino parrocchiale "Le Campane di Ascona", no. 2, estate 2014