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Istanti lavoro opera n. 7, 1973 China, acquerello e fotografia su cartoncino, sei elementi 26,2x21,2 cm ciascuno

L’opera è da considerarsi l’ideale proseguimento di Tempus mentis (1970-73) e soprattutto di Tempo azione (1972). Se nel primo una meridiana segnala le parole di una frase rendendola così simbolo dello sviluppo del tempo mentale, nel secondo sette disegni riflettono sul rapporto tra tempo e azione. Per Agnetti il tempo è il percorso dello spazio e l’opera è indice di un processo di pensiero: il tempo può essere perciò spazialmente rappresentato sul foglio quale tempo mentale che detta il gesto dell’autore dall’inizio alla fine della sua elaborazione, dalla sua comparsa alla sua dimenticanza. I due puntini, i quattro puntini, i tracciati rettilinei colorati, e la fotografia visibili su quattro dei sei fogli di carta bianca che costituiscono Istanti lavoro opera n. 7 sono metafore dell’unità del tempo/lavoro necessario a realizzarla (rispettivamente: «due istanti lavoro», «quattro istanti lavoro» e «due o più istanti lavoro») e a raccontarne in modo completo la storia prima di giungere alla sua scomparsa: nel penultimo foglio la proposizione «opera quasi dimenticata a memoria» definisce perciò le tracce rimaste (il riquadro perimetrale) della figura completa e visibile nel foglio precedente, per poi cancellare anche quei segni nell’ultimo foglio, in modo da visualizzare quell’opera così «dimenticata a memoria». Per approfondimenti sulla serie degli Istanti lavoro di cui l’opera fa parte si veda qui, p.

Work-instants no. 7, 1973 Indian ink, water colour and photograph on cardboard. Six elements 26,2x21,2 cm (each sheet)

This work is to be considered the ideal continuance of Tempus mentis (1970-73) and above all of Tempo azione (Time-action, 1972). While in the former a sundial signals the words of a sentence thus symbolising the development of mental time, in the second seven drawings reflect on the relationship between time and action. For Agnetti time is the course of space and the work indicates a process of thought. Hence, time can be represented spatially on the page as mental time dictating the author’s gesture from start to finish, from its appearance to its forgetting. The two dots, the four dots, the coloured straight lines and the photograph visible on four of the six sheets of white paper that make up the Work-instants no. 7 are metaphors for the unit of time/work needed to make it (respectively: «two work-instants», «four work-instants», «two or more work-instants») and to tell the whole story before it disappears: on the next to last sheet the proposition «work almost forgotten by heart» defines the remaining traces (the perimeter outline) of the complete figure visible on the previous sheet, before these signs are cancelled from the last sheet to visualise the work «forgotten by heart». For additional information on the Work-instants series which includes this work, see p.

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Agnetti, Vincenzo. Testimonianza  

A cura di Bruno Corà Testi di Ilaria Bernardi Catalogo in brussura, 30x21 cm, 104 pagine a colori Edizione italiano/inglese

Agnetti, Vincenzo. Testimonianza  

A cura di Bruno Corà Testi di Ilaria Bernardi Catalogo in brussura, 30x21 cm, 104 pagine a colori Edizione italiano/inglese