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Dimenticato a memoria, 1972 Feltro dipinto, 118,9x79,4 cm

L’opera fa parte dei Feltri (per approfondimenti sulla serie si veda qui, p.), ma la frase che le dà il titolo richiama i Libri dimenticati a memoria (dal 1969; cfr. qui p.). Secondo Agnetti la cultura non è un accumulo progressivo di conoscenze, bensì un processo di assimilazione simile a quello metabolico: «manipolato più o meno bene il cibo ci dà il sapore, ma presto dimentichiamo il sapore in favore dell’energia ingerita. In un certo senso dimentichiamo a memoria i sapori, le intossicazioni e i piaceri del mangiare per portare avanti con più libertà le nostre gambe, le nostre braccia, la nostra testa […]. Così avviene anche per la cultura». La cultura è dimenticanza, intesa come memorizzazione involontaria, in quanto, una volta introiettata, entra a far parte di noi, plasma il nostro pensiero e detta a livello inconscio le nostre azioni. È possibile agire soltanto mediante l’oblio che permette di tradurre (o indirizzare) ciascun sapere in base agli intenti individuali, riducendolo così a strumento d’uso funzionale a un certo scopo, per poi dimenticarlo al fine di poterlo utilizzare. Il vuoto dell’oblio non corrisponde dunque ad una assenza, ma ad una presenza del pensiero che può immaginare e dimenticare tutto il possibile.

Forgotten by Heart, 1972 Painted felt, 118,9x79,4 cm

The work is part of the Felts series (for additional information on the series, see p.), but the phrase providing the title recalls the Libri dimenticati a memoria (Books Forgotten by Heart, from 1969). According to Agnetti, culture is not a progressive accumulation of knowledge, but a process of assimilation similar to metabolic assimilation: «when it has been more or less well manipulated, the food gives us flavour, but we soon forget the flavour in place of the energy we have swallowed. In a certain sense we forget the flavours, intoxications and pleasures of eating by memory to carry forward our legs, arms, and head with more freedom […]. This is what happens with culture too». Culture is forgetting, meant as involuntary memorisation since, once introjected, it becomes part of us, it moulds our thought and unconsciously dictates our actions. It is only possible to act through oblivion, which enables us to translate (or address) every piece of knowledge on the basis of individual intents, thus reducing it to a functional tool for a certain purpose that we then forget in order to be able to use it. The emptiness of oblivion therefore does not correspond to an absence, but to a presence of thought that can imagine and forget absolutely anything.

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Agnetti, Vincenzo. Testimonianza  

A cura di Bruno Corà Testi di Ilaria Bernardi Catalogo in brussura, 30x21 cm, 104 pagine a colori Edizione italiano/inglese

Agnetti, Vincenzo. Testimonianza  

A cura di Bruno Corà Testi di Ilaria Bernardi Catalogo in brussura, 30x21 cm, 104 pagine a colori Edizione italiano/inglese

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