Page 39

Luce come ultimo punto dell’oscurità, 1971 Bachelite incisa, 70x70 cm

L’opera fa parte della serie degli Assiomi (per approfondimenti sulla serie si veda qui, p. 32). Oltre alla frase che le dà il titolo, ad essere incisa sulla lastra di bachelite è un’asse obliqua bianca che prende origine dal simbolo dell’infinito, ma si rende maggiormente visibile solo in un tratto per poi convogliare verso («to») un punto non ancora definito. L’oscurità, raffigurata come una linea infinita e invisibile, può essere al contempo finita e visibile trasformandosi nel suo contrario (la luce). La formula «(6.57 · 10-27)» somiglia, forse non a caso, alla costante di Planck, ovvero al valore di proporzionalità che lega l’energia di radiazione e la sua frequenza. Spiega l’autore: «luce come ultimo punto dell’oscurità dove si isola unendosi agli altri. Dentro invece si chiudono iperspazi del tipo essere. essere che termina senza dimensioni cominciando per caso necessario. (h). E intanto si urtano senza toccarsi inseguendo la propria traccia. Il gradino quantico per esempio. la luce. la (6.57 · 10-27)». Sottesa dall’opera è dunque una riflessione sul Sistema capace di venderci parole e oggetti che da un lato offrono/ rivelano un significato falso dall’altro mascherano/oscurano quello vero. Light as the last point of darkness, 1971 Inscribed bakelite, 70x70 cm

The work is part of the Axioms series (for additional information on the series, see p. 32). In addition to the sentence giving it its title, an oblique white axis originating from the symbol of infinity is inscribed on the sheet of bakelite. However, only one stretch of it becomes more visible, to then head to an as yet undefined point. The darkness, portrayed as an infinite and invisible line, can at the same time be finite and visible, when transforming into its opposite (light). The formula «(6.57 · 10-27)», perhaps not by chance, is similar to the Planck constant, that is, the proportionality value that links radiation energy and its frequency. The author explains: «light as the last point of darkness where it isolates itself by joining the others. Instead, the hyperspaces of the type of being are closed inside. being that ends without dimensions and has to start by chance. (h). And meanwhile they bump into each other without touching and follow their own tracks. The quantum step for example. light. the (6.57 · 10-27)». Therefore, the work is the result of a reflection on the System, capable of selling us words and objects that on one hand offer/reveal a false meaning and on the other disguise/conceal the true one.

40

Profile for Galleria Il Ponte

Agnetti, Vincenzo. Testimonianza  

A cura di Bruno Corà Testi di Ilaria Bernardi Catalogo in brussura, 30x21 cm, 104 pagine a colori Edizione italiano/inglese

Agnetti, Vincenzo. Testimonianza  

A cura di Bruno Corà Testi di Ilaria Bernardi Catalogo in brussura, 30x21 cm, 104 pagine a colori Edizione italiano/inglese

Advertisement