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Premio

LA SCIENZA DELL’ARTE

2012


Galleria Comunale d’Arte Contemporanea “Vincenzo Foresi”

Palazzo Sforza Piazza XX Settembre Civitanova Marche (MC)

Esposizione Collettiva 1-29 Luglio 2012


Comune di Civitanova Marche Assessorato alla Cultura Altri patrocini:


Premio

LA SCIENZA DELL’ARTE

2012

Mostra Collettiva d’Arte e Scienza

A cura di Martina Pagnanini


Artisti / Ricercatori selezionati: Michela Ardito Corinna Bolloni Sara Borgomanieri Loredana Canzano Ilaria Minio Paluello


E’ con viva e sincera soddisfazione che porto il mio saluto a questa lodevole iniziativa, ideata dalla signora Martina Pagnanini e organizzata con il supporto dell’Assessorato alla Cultura. La materia oggetto del concorso è sicuramente innovativa: per partecipare a “La scienza dell’arte” infatti, i ragazzi, che non va dimenticato sono tutti di età inferiore ai 40 anni, dovevano rappresentare in forma visiva la reazione del cervello all’incontro con l’opera d’arte. Il risultato ottenuto da questa prima edizione è stato che le stanze della sala “Foresi” ospiteranno immagini che riescono a creare un legame fra due mondi che, almeno in apparenza, hanno poco in comune fra loro, cioè quello scientifico e quello artistico. La bravura degli artisti che hanno partecipato al premio si evidenzia anche da ciò, nell’aver saputo cogliere determinati aspetti in un settore della natura umana che raramente ha eccitato la creatività artistica. Nonostante questa difficoltà, i risultati del loro lavoro, testimoniati dalle opere esposte in sala, sono di tutto rilievo, come sarà facile verificare sfogliando questo bel catalogo o, meglio ancora, girando all’interno della sala “Foresi”. Gli attestati di riconoscimento sotto forma di patrocinio, ottenuti da parte di enti prestigiosi quali la Fondazione EBRI “Rita Levi Montalcini”, l’Istituto di Scienze e Tecnologie Cognitive – CNR di Roma e l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”, oltre alla Regione Marche ed alla Provincia di Macerata, sono a testimonianza dell’ottima qualità dell’iniziativa. Infine, mi pare doveroso ringraziare tutti quelli che hanno contribuito alla riuscita di questa iniziativa, e augurare un futuro pieno di soddisfazioni agli artisti che hanno partecipato.

IL SINDACO DI CIVITANOVA MARCHE (Dott. Tommaso Claudio Corvatta)


Ho accettato la cortese richiesta della dottoressa Martina Pagnanini di contribuire alla manifestazione ‘La scienza dell’arte’ indossando gli scomodi panni del giudicante, istintivamente, senza farmi praticamente nessuna domanda. Colpito dall’originalità dell’ idea e dall’entusiasmo con la quale veniva promossa e messa in atto non mi sono chiesto quanto il progetto avesse a che fare con Charles Percy Snow il chimico-scrittore che circa 50 anni fa ha puntato il dito contro la scissione tra saperi umanistici e scientifici, le due culture. O con John Brockman, brillante agente letterario che in un saggio del 1995 ha sostenuto l’ importanza dello sporgersi dal cornicione della divulgazione di tutte le idee, ha fondato Edge (www.edge.org), incubatore virtuale e fisico di pensieri ibridi, ed ha a questo fine favorito incontri tra creatori e fruitori di conoscenze oltre i bordi. O infine con Terza Cultura (Il Saggiatore, 2011) il volume nel quale i curatori, Vittorio Lingiardi e Nicla Vassallo, hanno chiesto ad alcune decine di ‘umanisti’ e ‘scienziati’ italiani di dire la loro sulla fusione del sapere, attuale o potenziale, reale o presunta, da auspicare o contrastare, nella terra di Galileo Galilei da un lato e di Benedetto Croce dall’altro. Ma è all’abissale differenza tra i due tipi di intellettuali che ho inevitabilmente pensato nel raccontare in forma di valutazione le opere selezionate per la manifestazione ‘La scienza dell’arte’, la relazione tra l’atto estetico e lo scienziato chiamato a compierlo. Il primo, Galilei, massimo esempio di sincretismo tra arte e scienza, grande fisico e filosofo naturale, grande scrittore e critico d’arte. Espressione di quel che può accadere quando si abbattono steccati e mura , quando i confini vengono spostati ed i bordi resi meno netti, i contorni sfumati. Il secondo, Croce, osteggiatore del concetto che la scienza sia veicolo di sapere, portatrice semmai solo di conoscenza pratica. Appare oggi complesso capire come sia stato possibile che diventasse dominatore incontrastrato del panorama culturale Italiano degli inizi del XX secolo al punto da ridicolizzare, in occasione di un convegno della società filosofica italiana, il matematico e filosofo Federigo Enriques, intellettuale di primissimo piano e di vedute forse troppo ampie nell’era dell’idealismo. Come sia stato possibile che il recinto sia stato tanto ben accolto nel paese di Leonardo da Vinci, genio assoluto delle fusioni di creatività, artistiche e tecnologiche, è oggetto di studio dello storico delle idee e delle società. Oggi, un secolo dopo, l’influenza dominante di una separazione delle conoscenze è ancora viva. Il risultato è che in Italia più che in molti altri paesi, la scienza viene ancora considerata - ad esempio da chi ne decide le politiche - attività pratica ai margini della cultura alta che si attribuisce agli studi ‘umanistici’ in generale. Nonostante questo percepibile retaggio, basta frequentare uno dei tanti importanti festival della scienza, della letteratura, della filosofia che fortunatamente stanno acquisendo spazi sempre nuovi, per constatare che anche in Italia la curiosità per la conoscenza delle donne e degli uomini tende naturalmente ad ignorare gli steccati. In questa ambientazione di pensiero che cambia, nascono manifestazioni come ‘La scienza dell’arte’ che vanno oltre la nozione che scienza ed arte debbano parlarsi e magari andare d’accordo. Vanno oltre perchè chiedono allo scienziato di provare a farsi artista. E non ci sono per me dubbi che se manifestazioni di questo genere dovessero decidere da che parte stare, sceglierebbero senza esitazione quella di Galileo Galilei. E’ abbastanza per augurarsi che continuino e si sviluppino ulteriormente prevedendo anche che siano gli artisti a provare a fare la scienza. Non certo per confondere competenze, per affidare le sorti della conoscenza ad ogni sorta di dilettanti. Ma perchè l’essenza delle società complesse e delle loro culture sta nella pluralità degli sguardi di coloro che le abitano. Prof. Salvatore Maria Aglioti neuroscienziato e ricercatore presso l’Università “la Sapienza” di Roma e l’IRCCS Fondazione Santa Lucia di Roma


La mostra collettiva “La scienza dell’arte” nasce dall’idea di sviluppare un confronto tra due materie ritenute comunemente antitetiche o equidistanti, ma in realtà comunicanti e rappresentative l’una dell’altra. Il risultato, una soddisfacente risposta al bando lanciato per richiamare l’attenzione di artisti/ricercatori che seguono con passione la loro materia lavorando su tematiche che portano alla “scoperta scientifica”; in comune con l’arte la capacità di riflettere sull’ignoto, sul visibile-invisibile, la capacità di immaginare e concretizzare l’ “intuizione”. Per quanto mi riguarda, avere avuto contatti con personalità così brillanti in grado di esprimere in maniera profonda la loro ricerca scientifica e saperla tradurre in poetica artistica, è stato davvero stimolante e gratificante. Sono stata particolarmente colpita da alcuni lavori, ma tutti di alto livello artistico; a decretare il primo premio, secondo una valutazione attenta dei curricula e criteri tecnico-scientifici, è stato il Prof. Salvatore Maria Aglioti neuroscienziato, ricercatore presso l’Università “La Sapienza di Roma” e l’ IRCCS Fondazione Santa Lucia di Roma, che ringrazio particolarmente per il suo prezioso contributo e per il tempo che ha dedicato a questa iniziativa. Vorrei aggiungere inoltre un ringraziamento particolare agli Enti Pubblici, alle Università e Fondazioni che hanno patrocinato l’evento, collaborando con noi alla sua diffusione, principalmente alla Fondazione Ebri Rita Levi Montalcini di Roma per l’attenzione che ha dedicato all’iniziativa. In particolare vorrei ricordare un gradito episodio intercorso durante questi mesi di preparazione, ossia il recapito al Sindaco del Comune di Civitanova Marche di una lettera inviata a nome della Senatrice Rita Levi Montalcini tramite il Segretario Generale della Fondazione Prof. Giuseppe Nisticò , in cui la suddetta illustrissima si congratula per l’iniziativa e l’idea di unire questi due mondi, essendo particolarmente sensibile all’arte poiché sorella di una grande artista, Paola Levi Montalcini. Con orgoglio considero questo binomio di grande auspicio, affinchè sempre piu’ frequentemente si riesca ad uscire dagli schemi e far dialogare mondi apparentemente differenti ma rivelatori di grandi risultati. Un ringraziamento particolare a tutti i partecipanti.

Martina Pagnanini Curatrice della Galleria Comunale d’Arte Contemporanea V. Foresi


Michela Ardito 10/08/1986 Civitanova Marche Nata a Jesi nel 1986, vive a Civitanova Marche. Università di provenienza: Scuola di Architettura e Design “E. VIttoria”, presso Ascoli Piceno, Università di Camerino. Laureata con lode nella laurea Magistrale in Architettura presso l’Università di Camerino con progetto di ricostruzione tridimensionale, a partire da immagini pittoriche, di uno scorcio urbano ascolano, tramite tecnologie digitali che si basano su metodologie scientifiche del disegno. Partecipa ad uno stage formativo presso lo studio “Romagnoli Studio Tecnico Architettura” ad Ascoli Piceno dove collabora: - alla progettazione del bar della principale sede universitaria dalla SAD ad Ascoli P.(2008) - ad un concorso “FIABA” per una risalita e maggiore fruibilità del centro storico di Cossignano (AP)( 2008 ) - al concorso “LA DONNA DEL MARE” per il riassetto del molo Nord di S.Benedettodel Tronto (2009) Assiste la dott.ssa Manuela Cerolini nell’allestimento mostre a Civitanova Marche nella Galleria d’arte contemporanea “V.Foresi” come: - “Biennale Giovani Artisti Marchigiani” (2011) - “Paesaggi Umani” di Juan Arroyo Salom (2011) “Pescando nell’Anima” di Michelino Iorizzo (2011) - “Linea d’orizzonte” di Bruno Marcucci”(2011) - “Contro Vento” Fabio Di Lizio (2011) Studia cinque mesi all’Università d’Architettura di Patrasso in Grecia, tramite il programma Erasmus. michela.ardito@gmail.com

“Omaggio a G. Gabrielli, (Ascoli Piceno, Piazza di Borgo Solestà)” Gli studi si sono incentrati sulla tematica della valorizzazione dei Beni Culturali, individuando l’obiettivo di sperimentare nuove modalità finalizzate ad un ampliamento della loro fruizione. Nella tesi si indaga una modalità di visione dell’opera pittorica che “rompe” il vincolo bidimensionale della tela per “entrare” nello spazio 3D di quanto rappresentato nel quadro permettendo una “navigazione virtuale” della scena urbana che presuppone una visione “immersiva”, con un maggiore coinvolgimento della tradizionale vista statica esterna al piano pittorico. Il lavoro è iniziato con la raccolta del materiale, che si è concretizzata nell’individuare e scegliere, tra tutta la produzione artistica di G. Gabrielli ad Ascoli P., le opere che raffigurano l’area del lavatoio di Borgo Solestà su cui effettuare le sperimentazioni e la verifica degli obiettivi. Tale scelta è conseguita dalla sintesi di tutte le precedenti fasi di studio e analisi ( che per il concorso alla mostra è superfluo riportare) dove l’artista studia questo scorcio in epoche diverse tramite tecniche pittoriche differenti ed al punto tale da rendere possibile una rilettura delle trasformazioni urbane succedutesi nel tempo. Gli elaborati originali e le fotografie storiche utilizzati nello studio di tesi sono custoditi tra la Biblioteca Comunale, la Pinacoteca civica e l’Archivio Iconografico dei Musei Civici di Ascoli Piceno. Il prodotto finale della tesi è stato un video realizzato con il programma 3d Studio Max© che ha permesso un’animazione dello scorcio urbano con ”immersione” del fruitore nelle opere d’arte poiché simula un’esperienza sensoriale-cognitiva di uno spazio con fattezze oggi ormai perdute. Da quest’ultima fase di tesi ho preso spunto per la mia opera, o rilettura, dello scorcio urbano di Borgo Solestà. Ho ricavato un fotogramma dal suddetto video, quello che più mi ha catturato perché sembra rimandare ad un paesaggio fiabesco un po’ stralunato, con colori soffusi e irreali, sebbene l’intenzione dell’artista fosse quella di testimoniare la situazione urbana del luogo nel 1861. L’immagine è composta da tre fasce verticali; a sinistra l’acqua bagna il terreno come in riva al mare e scende come una cascata sugli edifici restando indifferente alla fiamma che arde sotto il portico del lavatoio. La fonte centrale accoglie un improbabile albero ormai secco che però attrae ancora vita, come una piccola farfalla colorata e un palloncino legato al ramo, simboli della delicatezza e della spensieratezza dell’infanzia. A destra, l’acqua scesa a cascata confluisce in uno scenario notturno dove il riflesso delle stelle è così intenso e bello che arriva a “fiorire”. Infine anche il cielo vuole interagire con la scena; il fumo che esce dal camino dell’edificio centrale si divide e si confonde a destra in un prato fiorito e dall’altro lato gioca come un bambino sul bordo dell’acqua.


Bolloni Corinna in collaborazione con Yi Nong Dong 23/11/1986 Perugia Neuroscienze applicate in ambito clinico-riabilitativo 01/02/2011 - 31/01/2012 Tirocinante Neuropsicologa/Psicologa presso il reparto di Neuroriabilitazione delle Gravi Cerebrolesioni Acquisite (U.G.C.A) dell’ Asl 3 di Foligno 06/05/2011 - 07/05/2011 Corso di formazione: “Riabilitazione neuropsicologica: approcci multisensoriali” Università degli studi di Bologna (Facoltà di Psicologia) 04/2011 - 05/2011 Attestato di partecipazione rilasciato da Centro di Riabilitazione Sereni, Perugia Corso di formazione: “Dalle Neuroscienze alla Neurofilosofia”; X incontro 03/2011 - 06/2011 Attestato di partecipazione rilasciato da Asl 3 - Foligno Corso di formazione: “Affido familiare: una risorsa di rete per la tutela dei minori” 17/10/2008 - 15/11/2010 Dottoressa in Neuroscienze e Riabilitazione Neuropsicologica con votazione di 107/110 Titolo della tesi di laurea: “Interferire con il motormimicry compromette il riconoscimento di espressioni emotive di volti e di corpi” Facoltà di Psicologia; Università degli studi di Bologna 10/2005 - 10/2008 Dottoressa in Scienze e Tecniche di Psicologia Clinica e di Comunità con votazione di 103/110 Facoltà di Psicologia, Università degli studi di Firenze 2000 - 2005 Diploma di maturità scientifica con votazione di 93/100 Liceo scientifico Galeazzo Alessi, Perugia 05/12/2011 attestato di partecipazione rilasciato da A.s.l 3 dell’umbria Corso di formazione in “Disturbi dello spettro autistico: approfondimenti teorici ed indicazioni di intervento” 26/11/2011 attestato di partecipazione rilasciato da A.s.l. 3 dell’Umbria Convegno:”Epilessia e comorbilità psichiatrica” 01/11/2011 - 30/11/2012 Master di II livello in corso di svolgimento “Neuropsicologia: Valutazione, Diagnosi e Riabilitazione” Alta Scuola di Psicologia Agostino Gemelli (ASAG) (Università Cattolica del Sacro Cuore) corinnabolloni@libero.it

“The Embodiment” seconda menzione speciale This work highlights the role of the human being in the act of feeling the aesthetic experience in all its forms. The term feeling is not used by pure chance: on one side it reproduces the physical sensation of touch through either experience or perception; on the other side, psychological approaches use the word “feeling” to refer to conscious subjective experience of emotion (VandenBos, 2006). Di_erent forms of representation as colours, melodies and words are shaped through their faculty to touch the individual in an emotional and physical way. This feature of art is explained by the cognitive neurosciences through a “simulation network” which represents a basic endowment of our brain that allows us to perceive aesthetics experience in its sensations, emotions and motor aspects by triggering matching neural substrates in the observer and the observed like a mirror (Gallese, 2003; Goldman e Sripada, 2005; Keysers e Gazzola, 2006; Rizzolatti et al., 2001; Bastiaansen, 2009). “The Embodiment” intends to re_ect the dual-nature of an aesthetic experience through its physicalness and emotional properties. The body is used to emphasize a direct encoding of sensory-motor aspects of art work and its emotional charge. The essence of art is perceived by the observer as a _ow of energy that rises from a vortex of visceral and emotional feelings, which arouses di_erent inner states in the subject. Furthermore, the dynamic approach of the body symbolizes the ascent to the deep sense of an aesthetic experience. Thus, the human body acts as a tool to express the emotional involvement of Man in art. This embodiment process allows the subject to recognize the vim of art, which generates a linkage between the artist and the observer by sharing sensations, emotions and physicalness. According to Zeki (1999) there is a universal dimension of living art, made possible through a common biological substrate between the artist and the observer, which represents the potentiality of any art work. This ability is shared both in its aesthetics and its emotional aspects. Zeki believes that “the artist is a neuroscientist, who explores the potentials and capacities of the brain, through di_erent tools. How such creations can arouse aesthetic experiences can only be fully understood in neural terms.” (Zeki, 2007). Thus, the piece of art is an instinctive and often unaware expression of commonhuman neural mechanisms. Obviously, there are also subjective components, as culture and past experiences, which allow us to live the aesthetics energy in an intimate dimension and because of this personal inner state, art undertakes di_erent interpretations.


Sara Borgomaneri 12/08/1985 Gallarate (VA) 2011: Dottorato in Neuroscienze Cognitive sulle basi celebrali delle emozioni Stimolazione Magnetica Transcranica (TMS) presso University Medical Center (Groningen, Paesi Bassi), in collaborazione con il Centro di Neuroscienze Cognitive (Cesena) 2009: Laurea in Neuropsicologia (cum laude) Università di Bologna 2007: Laurea in Scienze Psicologiche (cum laude) Università Vita e Salute San Raffaele (Milano) 2004: Maturità liceo classico (80/100) PUBBLICAZIONI Borgomaneri S., Gazzola V., Avenanti A. Motor mapping of implied actions during perception of emotional body language. Brain Stimulation. 2012.in press Borgomaneri, S., Avenanti, A Causal connectivity between somatosensory, premotor and motor cortices during embodied empathy for pain. Submitted to Cerebral Cortex. Tidoni, E., Borgomaneri, S., di Pellegrino, G., Avenanti, A. The Motor System in Deceptive Action Recognition: TMS Studies. Under revision, Journal of Neuroscience. COMPETENZE Programmazione Matlab. Uso della TMS Analisi tracciati EMG mediante Biopac Sistema di Neuronavigazione Softaxic saraborgo1985@libero.it

“Lo Specchio dell’Empatia” prima menzione speciale Guardiamo le persone negli occhi, scrutiamo i movimenti delle loro labbra ed analizziamo minimi cambiamenti nella muscolatura dei loro volti per capire quale emozione risiede dietro quella maschera cosi ben costruita che fa da filtro per le nostre anime altrimenti indifese. Ma che si dice dei corpi? Non molto. Il corpo ci permette di avere ulteriori informazioni, forse anche più sincere giacché con il corpo non siamo cosi abituati a mentire. Corpo e volto formano un’unione inscindibile ma indipendente: entrambi, singolarmente, sono in grado di comunicare emozioni. In questa foto ho voluto esprimere proprio questo concetto: a destra l’osservatore percepisce l’espressione di paura espressa attraverso il volto mentre il corpo rimane nero, nell’ombra, immobile. Di fronte sta il corpo emozionato, con il volto nascosto, di cui non è necessaria la presenza per capire quale emozione quel corpo stia esprimendo. Esistono pochi studi nell’ambito delle neuroscienze sulla percezione dei corpi emozionati, pochissimi rispetto a quelli esistenti sulla percezione dei volti emotivi. Mi occupo di questo: lo studio dei correlati neurali della percezione dei corpi emotivi.


Loredana Canzano 27/07/1980 Roma Laureata in Psicologia nel 2004 presso l’Università di Roma, Sapienza, con la votazione di 110 cum laude. Tesi: “Fattori genetici e ambientali nelle cefalee dell’età evolutiva” (Supervisiore Prof. Vincenzo Guidetti) Specializzata in Neuropsicologia presso la stessa Università con tesi: “Il suono dell’azione: uno studio su pazienti con lesioni cerebrali focali” (Supervisore: Prof. Salvatore Maria Aglioti) con votazione di 70 cum laude Da Luglio a Settembre 2010 Visiting Researcher al Centre for Integrative Neuroscience, Department of Psychology, Reading University, UK, sotto la Supervisione del Dr.Bhismadev Chakrabarti Iscritta al Dottorato in “Psicologia e Neuroscienze sociali”, Università di Roma, Sapienza, diretto dal Prof. Salvatore Maria Aglioti Collaboratore scientifico nel progetto “Incontinentia Pigmenti” con la Prof.M.R.Pizzamiglio, Fondazione Santa Lucia Attualmente collabora come Consulente piscologo in tre diversi centri di riabilitazione in Roma. Ha due pubblicazioni scientifiche internazionali e diverse presentazioni a convegni internazionali. loredana.canzano@uniroma1.it

“Geometria del se” primo premio “Quello che mi colpisce di un volto sono le forme: la barba assomiglia ad un triangolo, gli occhi a delle sfere luminose, le orecchie a delle conchiglie, ogni parte ha una forma geometrica”. Cosi Derek, un bambino Asperger di 11 anni, descrive cosa lo colpisce in un volto. Geometria del Sé rappresenta la percezione del volto di un bambino con un disturbo generalizzato dello sviluppo, volto che diviene insieme di geometrie attraenti ma isolate le une dalle altre.


Ilaria Minio Paluello in collaborazione con Erika Becerra 05/05/1976 Roma Conduce ed ha condotto ricerca nel campo delle Neuroscienze Cognitive e Sociali e delle Condizioni dello Spettro Autistico (CSA) presso il Laboratorio di Neuroscienze Cognitive e Sociali, La Sapienza Universita’ di Roma, IRCCS Fondazione Santa Lucia, Bereson Allen Centre for Noninvasive Brain Stimulation, Harvard University, Institute of Cognitive Neuroscience, University College London, Autism Research Centre, Cambridge University. Dal 1994 e’ impegnata in attivita’ di volontariato con persone con CSA. Erika Becerra raggiunta la diagnosi di sindrome di Asperger nell’Ottobre 2012, dopo anni di abusi ed errori medici, ha deciso di dedicare la propria vita alla divulgazione di informazione corretta sulle Condizioni dello Spettro Autistico e vorrebbe essere un esempio per gli altri Asperger e una originale consulente della diagnosi vista dall’interno per i genitori. Erika lavora come grafica freelance, ha studiato allo IED ed ha realizzato www.eretica.it ed www.asperegerpride.it ilaria.miniopaluello@uniroma1.it

“Neurodiversità e Neurotipicità” Due differenti sistemi neurologici e percettivi riescono a comprendersi reciprocamente, scambiandosi informazioni, grazie ad un esperienza simile che diviene punto di contatto, in questo caso raffigurata da le punte dei nasi che si toccano. Il puzzle simboleggia l’autismo e la neurodiversità, mentre gli ingranaggi rappresentano la neurotipicità. L’immagine e’ frutto della collaborazione tra Ilaria Minio Paluello, neurotipica ricercatrice presso La Sapienza Universita’ di Roma e l’ IRCCS Fondazione Santa Lucia ed Erika Becerra, artista Asperger e presidentessa di Asperger Pride.


Un ringraziamento particolare a: Prof. Salvatore Maria Aglioti Neuroscienziato, Ricercatore presso l’Università “La Sapienza di Roma” e l’IRCCS Fondazione Santa Lucia di Roma Dr.ssa Raffaella Pagnanini Neuropsicologa, Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale Dott. Luca Macellari Assessorato alla Cultura Franco Morresi Artista

Progetto grafico: Martina Pagnanini Impaginazione e stampa: Icona Fx


La Scienza dell Arte 2012 catalogo  

Catalogo Mostra collettiva "La scienza dell'arte" 2012 - Galleria "V. Foresi" Civitanova Marche (MC) 1-29 luglio 2012

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