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PROPAGANDA

Della manipolazione dell’opinione pubblica in democrazia

Credete davvero che le vostre idee e le vostre convinzioni siano autentiche? Pensate che i vostri comportamenti e le vostre azioni siano espressione esatta del vostro io? Non avete mai il sospetto che tutto ciò che fate o pensate possa essere il risultato di un’abile manipolazione? La propaganda è uno strumento estremamente potente ed efficace. Talmente forte ed incisivo da essere alla base di una qualsiasi società, democratica e non, e ormai considerata da molti come strumento necessario per la convivenza civile. Il primo a parlarne ampiamente in un trattato fu Edward L. Bernays, figura solitamente sconosciuta al grande pubblico ma che riveste un ruolo di primissima importanza per quanto riguarda la disciplina delle Pubbliche Relazioni: suo fu infatti il libro Propaganda (Horace Liveright - New York - 1928), in cui venivano messe nero su bianco le sue teorie sulla vendita di un determinato prodotto o idea e soprattutto sul convincimento dell’opinione pubblica. Come afferma in un importante passo della sua opera, “la manipolazione consapevole e intelligente delle opinioni e delle abitudini delle masse svolge un ruolo importante in una società democratica e coloro i quali padroneggiano questo dispositivo sociale costituiscono un potere invisibile che dirige veramente il Paese”. Tutto chiaro, no? Dallo studio della psicologia umana portato avanti da Freud (di cui Bernays era tra l’altro nipote) e in particolare dalle ricerche effettuate sul comportamento delle masse, si sono infatti potute trovare una serie di efficaci tecniche di persuasione, il cui sapiente uso permette di far passare per buona, al grande pubblico, praticamente qualunque idea. Seppur Bernays avesse teorizzato un uso positivo della propaganda, vedendola come strumento per far conoscere e apprezzare alla massa una determinata idea, , appare chiaro come questa possa tuttavia essere utilizzata anche per scopi completamente diversi. Cosa che già è avvenuta in passato – si veda ad esempio tutta l’attività propagandista avvenuta nel periodo tra le due guerre mondiali, sia in Paesi con regimi totalitari che a statuto democratico – e che non è sbagliato supporre possa stare avvenendo quotidianamente. Se nel corso degli anni l’opinione pubblica è stata facilmente convinta che il fumo facesse bene alla salute o che il bacon a colazione fosse ottimale, perché non supporre dunque che tutt’oggi siamo sottoposti ad un costante “plagio” da parte di determinati poteri? Ricordate che la propaganda non è una disciplina empirica, ma si basa su ben precise indicazioni, su tecniche studiate e testate nel tempo, dove nulla è lasciato al caso. Fare uso del senso comune e dei pregiudizi, utilizzare tutti i mezzi di comunicazione per promuovere un’idea, deridere o boicottare l’idea contraria, far partecipare personaggi famosi alle proprie manifestazioni e ai propri incontri, far uscire pubblicazioni pseudoscientifiche o informative da fantomatici organi o organizzazioni creati per l’occasione, coinvolgere enti benefici, statali o ordini professionali: sono tutti modi per far in modo che l’opinione pubblica sia convinta della veridicità del soggetto e della assoluta necessità di una determinata azione. Che sia il caso di farsi qualche domanda in più, tentando di avere maggiori informazioni sull’argomento, prima di esprimere un proprio giudizio? Patrick Zecchin

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GaliluiGalilei #4 - a.s. 2009/2010  
GaliluiGalilei #4 - a.s. 2009/2010  

Giornalino d’Istituto del Liceo Scientifico Statale “Galileo Galilei” di Verona Anno scolastico 2009/2010 - Numero 4 Stampato nel mese di Ma...

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