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SKAndinavi SKApestrati Buon giorno a tutti i Galileiani, esaltati o spossati dalla fine dell’anno. Quanti di voi hanno mai sentito parlare dello ska? nono, non intendo scandinavi o skale, ma quel genere musicale fatto da invasati saltelloni per altri invasati saltelloni. Lo ska è un genere che si trova praticamente in ogni Ipod del mondo, spesso inconsciamente: non ci crederete ma metà delle canzoni “stupide” che ascoltiamo per una risata sono ska. Ufficialmente si definisce ska quel genere musicale caratterizzato da un ritmo incalzate in levare, dall’uso di ottoni e da una leggerezza unica in temi e ritmo, diviso in tre generazioni o wave differenti: la first wave degli anni ’60, lo ska giamaicano puro dai ritmi raggae e latini, la seconda wave o 2tone, sviluppata negli anni ’70 dai ritmi più rock e rudi, e la third wave, uno ska multi faccia, con ritmi e stili diversi, innovativo e mutevole. In realtà lo ska è l’insieme di tutti quei gruppetti e canzoncine che con un testo semplice e un martellante “tu-pa!” come ritmo riesce a stare nella testa e far saltellare la gente. Ma lo ska non è solo musica, lo ska si impatta con le persone creando generazioni di giovani gasati. Basti pensare che lo ska parla principalmente di tre cose: rivoluzione, stupefacenti vari o alcolici e storie d’amore finite male, ma ne parla con sorriso, con ironia e con n sano menefreghismo. “Forse un giorno staremo insieme, ma non si può e continuo a bere” (Rainksa): nasce così il rude boy, l’ascoltatore ska, che soprattutto nel periodo 2tone invadeva l’Europa con cravatta, occhiali scuri e cappello, portando come stendardo accessori a scacchi e passando il suo tempo a fare danni e bere birra. In Italia il movimento ska è vivo e attivo come uno yogurt, anche se non famoso e conosciuto, l’unico forse che si è arrampicato fino a MTV è Giuliano Palma e i Blue Beaters, ma compaiono grandi nomi come Vallanzaska Meganoidi (soprattutto nei primi album) e i Persiana Jones, ma anche gruppi sconosciuti come Munnizza, Skazzati, Fahrenheit 451 e i veronesi Isnoranska meritano un posto d’onore nella playlist. Per approfondire un po’ consiglio senz’altro “Toots and the Maytals”, i “The Ethiopians” o il grande Laurel Aitken per quanto riguarda il first wave, “Madness” e “Bad manners” per il 2tone e per la third wave i “Reel big fish”, i “Musyard plug” e “Aquabats”. E per finire, come dicono gli Ignoranska, “se credi che la fortuna t’assista, siringa alla mano e asta la vista!” Giovanni Trento

Al Destino Porco Bastardo Facca disi, ciao d.b.p.! Come butta? Senti, volevo chiederti se secondo te posso farcela ad uscire da questa scuola entro il prossimo year; adesso sono in five, quest’anno è già gone, e non sono sicuro che il prossimo sia better. Grazie eh! ErPuzza Carissssimo esponente della sottorazza umano-scimmia: grazie. Era da parecchio tempo che non ricevevo una simile conferma che alcune volte anche gli esseri superiori come me commettono errori madornali. Detto ciò passiamo al tuo quesito… No, non passerai il prossimo anno, e se nel tessere la tela del tuo destino non avessi accidentalmente sbagliato qualcosa, a quest’ora dimostreresti la tua utilità al genere umano andando a scovare mine con una piccozza. Yo! Il tuo friend D.P.B."

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GaliluiGalilei #4 - a.s. 2009/2010  
GaliluiGalilei #4 - a.s. 2009/2010  

Giornalino d’Istituto del Liceo Scientifico Statale “Galileo Galilei” di Verona Anno scolastico 2009/2010 - Numero 4 Stampato nel mese di Ma...

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