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L’angolo della Lettura Amabili resti (The Lovely Bones) di Alice Sebold Susan Salmon, quattordicenne di provincia, viene brutalmente assassinata dal suo vicino di casa George Harvey, un vedovo di trentacinque anni. Figlia di Abigail e Jack Salmon, Susie conduceva un’esistenza tranquilla e felice insieme alla sorella Lindsay e al fratello Buckley fino a quel giorno, il 6 dicembre 1973, quando le fu per sempre spezzata la vita, nei giorni in cui la gente non credeva che cose simili potessero accadere. Attraverso gli occhi della ragazza il lettore scopre le emozioni e i sentimenti dei suoi cari, i dubbi e le perplessità che rendono irrequieto suo padre Jack, convinto di conoscere l’assassino di sua figlia. Via via che si volta pagina si viene colpiti dalla struttura semplice e diretta della narrazione ma soprattutto dalla freddezza e dal distacco con cui Susan rivela la crudeltà dei suoi ultimi orribili istanti di vita. Un libro bello, di facile lettura, ma soprattutto coinvolgente che ti proietta in un mondo immaginario ma reale al contempo. In esso vengono sviluppati diversi temi, tra cui la brutalità della mente umana, il ricordo delle persone care ma in particolare la ricerca incessante di una verità assoluta, che possa in qualche modo sanare la ferita o colmare il vuoto che la mancanza di una persona amata lascia. Murata viva: prigioniera della legge degli uomini di Leila Leila è una giovane magrebina che, come la maggior parte delle donne dell’Islam, vive in un universo oscuro fatto di violenze e umiliazioni. Il libro inizia con una voce femminile simile a un sussurro, perché è questo che la giovane vuole: confidarsi, non raccontarsi. Subordinata all’autorità paterna e sorella di undici fratelli, Leila è una ragazza schiva che preferisce subire piuttosto che perdere l’identità familiare. Ama la vita. Con le amiche è spigliata e gioiosa, caparbia con i genitori, in società timida e riservata. Nel corso della confidenza Leila rivela molto di sé, ma in particolare parla di un amore negato, perché dalla vita non ha avuto quello che desiderava, né l’affetto di suo padre, né il principe azzurro che la portasse via con sé, lontano lontano. Voleva che Dio, il suo Dio, le risolvesse i problemi, che modificasse il corso del suo destino, che non la facesse più sentire colpevole, reclusa, odiata, trascinata attraverso l’esistenza come un oggetto inerte e insignificante. Addestrata alla sottomissione passa dalle mani del padre a quelle di un marito-padrone che la tratta al peggio di una schiava. Ha dovuto subire di tutto ma resiste, resiste fino in fondo. Leila non è soltanto il fantasma di queste pagine, ma una persona reale, in carne e ossa, come ha scritto Panorama “simbolo di un riscatto al femminile”, perché ha saputo riconquistare la sua vita e sfidare la tradizione pur essendo prigioniera della legge degli uomini. Un libro forte ed emozionante teso a raccontarci la terribile delle donne musulmane e a farci riflettere su una certa condizione sociale femminile ancora nel ventunesimo secolo. B.E.D.

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GaliluiGalilei #4 - a.s. 2009/2010  
GaliluiGalilei #4 - a.s. 2009/2010  

Giornalino d’Istituto del Liceo Scientifico Statale “Galileo Galilei” di Verona Anno scolastico 2009/2010 - Numero 4 Stampato nel mese di Ma...

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