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I miracoli della natura Che scopo abbiamo? Più precisamente, che scopo abbiamo su questo pianeta? È forse troppo presto per spingersi oltre, alla conquista di altri pianeti? Sono domande che mi sono posta, seduta su questa riva, e cercando delle risposte ho cominciato a riflettere, o meglio, semplicemente ad analizzare quello che è stato, e magari immaginare quello che sarà. Siamo figli di un cielo così bello, amanti di un tramonto che non sembra il nostro. La notte ci delizia con la vista della luna, perla brillante all'imbrunire dell'universo. Questo è il nostro pianeta, e molti non se ne rendono ancora conto. È sorprendente contemplare la riva intricata di vegetazione di un fiume e scoprire quante cose si nascondono che non sono scritte nei banali libri di scuola, quante informazioni sono trasmesse in modo così freddo e distaccato in un libro di scienze, ad esempio. In mezzo a queste decine di alberi e le mille foglie che gli danno vita, esiste un mondo che va oltre l'immaginazione di un solo uomo: uccelli coloratissimi, rumorosi e silenziosi, che volano facendosi spazio tra i rami teneri di quegli arbusti giovani. Sotto di loro si stende una fitta coltre d'erba, verde e vigorosa, nata dalla fertilità della terra che la nutre. Tra i fili fragili si muovono maestosamente i lombrichi, la loro andatura che ondeggia parallelamente al territorio. Una scia luminosa riflette un raggio di sole, è la traccia di una lumaca e non è difficile trovarla: la sua lentezza è dominante, come se volesse analizzare ogni centimetro della zona su cui striscia. Potrei definirla curiosità, ma so che è molto di più: perfezione naturale. In un mondo ormai devastato dalle guerre e arrostito dalle fonti di energia, pochi ed intendo un numero veramente esiguo di persone combattono contro i mali che feriscono il nostro pianeta e di conseguenza l'intera umanità. Questi individui sono gli ambientalisti, gli animalisti, gli ecologisti... La vera lotta è, ad esempio, la distruzione delle cause dell'inquinamento e non cercare di combatterlo mentre già divora l'aria circostante a noi, anche perché so per certo che vincerebbe lui. L'uomo è stato l'unico animale capace di sviluppare un'intelligenza talmente acuta da costruire oggetti o altro utilizzando materiale da lui stesso fabbricato. Un volatile ad esempio, costruisce il suo nido utilizzando rametti, terra, foglie, amalgamando tutto con la sua saliva, tutti elementi naturali che gli permettono di realizzare la sua “casa”. Anche l'uomo migliaia di anni fa applicava questo metodo alle sue costruzioni, ma l'ha modificato e evoluto nel tempo: ora per costruire una casa utilizza il calcestruzzo e altri materiali introvabili in natura al contrario di un rametto. La sua intelligenza ha varcato i confini del rispetto per altri animali e per la natura in generale. Ora l'unica cosa che fa parte dell'uomo è solo il suo corpo, non le sue abitazioni, o suoi strumenti e i suoi mezzi di trasporto. Questi confini sono frutto di milioni di anni durante i quali sulla Terra sono avvenuti tantissimi cambiamenti: evoluzioni di alcune specie, estinzioni di altre, modifiche del clima, spostamenti della terra e dell'acqua. In questo periodo tutti i componenti della natura hanno raggiunto un equilibrio, più o meno vantaggioso per ciascuno, che però l'uomo ha sconvolto con quell'innovazione che chiama tecnologia. È vero, l'intelligenza umana è inarrestabile e non era possibile impedirle di evolversi tecnologicamente. Alcuni addirittura hanno definito l'anno di fabbricazione del primo computer l'inizio della vera storia. Ma l'essenza della tecnologia non sta nel distruggere altri per proclamare sé stessi i migliori. Io credo fermamente e sostengo le missioni spaziali, le ricerche in tutti i campi (storico, medico, animale, naturale...) e la costruzione di oggetti che facilitino la vita odierna. Ciò che non tollero è cercare di raggiungere un scopo che si trova a un palmo dal naso senza pensare alle conseguenze che avrebbe. L'innovazione serve a rendere la vita più comoda, e a meno che non guasti, sono d'accordo: la tecnologia serve a rendere il futuro più comodo. Galileo ha inventato il telescopio, e con esso ha studiato il cielo. Ma molte altre scoperto si sono fatte grazie a questo strumento: secoli fa quindi, un uomo ha contribuito alle scoperte più recenti e a molte altre importanti. Un individuo muore, ma non il suo lavoro, e questo andrebbe continuato e portato ad un livello superiore. Non va frainteso il suo messaggio, né modificato, ma migliorato. La tecnologia andrebbe amministrata con una buona dose di buon senso: non sconvolgere gli equilibri che si sono creati, ma nemmeno distruggere il territorio su cui ci si potrebbe evolvere. Quando pensiamo di aver concluso il nostro cammino, quello è solo l'inizio di ciò che verrà. Evelline Jumolea

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GaliluiGalilei #4 - a.s. 2009/2010  
GaliluiGalilei #4 - a.s. 2009/2010  

Giornalino d’Istituto del Liceo Scientifico Statale “Galileo Galilei” di Verona Anno scolastico 2009/2010 - Numero 4 Stampato nel mese di Ma...

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