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Scuola secondaria di primo grado Anno scolastico 2010/2011

San Bernardino da Siena San Bernardino da Siena San Bernardino da Siena San Bernardino da Siena San Bernardino da Siena

San Bernardino da Siena

Piano dell’offerta formativa

POF

«Per una scuola aperta a tutti»


POF 2010/2011

INDICE PREMESSE 1. Cos’è il Piano dell’Offerta Formativa 2. La Scuola Secondaria di I grado “S. Bernardino da Siena” 3. La storia della scuola San Bernardino da Siena 4. Finalità

STRUTTURA DELLA SCUOLA 1. Gli alunni anno scolastico 2010-2011 2. Il personale anno scolastico 2010-2011 3. Numero di ore settimanali per le singole discipline 4. Aule speciali e laboratori

BISOGNI FORMATIVI E ATTIVITÀ SCOLASTICA 1. Aree di esperienza e disciplinari 2. la settimana pedagogica 3. attività pomeridiane extracurricolari 4. area musicale 5. area linguistico-espressiva 6. area scientifico – tecnologica 7. area continuità educativa e orientamento

8. area dell’accoglienza e dell’integrazione 9. collaborazione con le agenzie educative del territorio 10. La valutazione degli alunni

PREMESSE 1. COS’È IL PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA

Il Piano dell’Offerta Formativa (P.O.F.) è il documento di identità della scuola, attraverso il quale la scuola stessa dichiara i principi fondamentali sui quali si fonda la sua attività educativa. Lo scopo principale del P.O.F. è quello di sintetizzare e comunicare le caratteristiche della scuola e di fornire le informazioni necessarie alle famiglie, agli enti locali o ad altri soggetti con i quali la scuola collabora. La redazione di un P.O.F. quindi parte dall’analisi dei programmi ministeriali, analizza i bisogni formativi degli alunni e, sulla base delle risorse a disposizione, sintetizza tutte le attività che si svolgono all’interno della comunità scolastica. Nel POF, inoltre, sono illustrati la struttura organizzativa dell’Istituto, gli orari scolastici e degli uffici, l’articolazione n. delle discipline e delle attività nell’arco dell’anno scolastico. Ogni scuola, infatti, in virtù dell’autonomia di cui gode 275, dell’8 marzo del 1999). , ha la capacità di organizzare i tempi e i modi della didattica nella maniera che ritiene

1 L’elaborazione del Piano dell’Offerta Formativa è definito dall’art. 3, comma 1-2 del DPR n. 275/99 Regolamento dell’Autonomia come “documento fondamentale costitutivo dell’identità culturale e progettuale della scuola, il cui contenuto si sostanzia nell’esplicitare la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa ed organizzativa della scuola”. E’ stato ridefinito e aggiornato coerentemente alla legge di Riforma del ministro Moratti della scuola n. 53/2003, alle Indicazioni Nazionali, alla legge di Riforma del ministro Gelmini n. 169/2008.

2 La legge sull’autonomia scolastica si colloca all’interno del più vasto ordinamento dello Stato in materia di autonomi degli Enti Pubblici e è regolata dal Regolamento dell’Autonomia (DpR n. 275, dell’8 marzo del 1999).

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POF 2010/2011 più opportuna nel rispetto delle esigenze degli alunni e delle famiglie e delle peculiarità del territorio in cui si trova a operare. Poiché tutto ciò costituisce una risposta alle esigenze che la scuola percepisce dalla società, il POF non può che essere uno strumento flessibile, aperto e in continua evoluzione. 2. LA SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO “S. BERNARDINO DA SIENA”

La scuola “S. Bernardino da Siena” si caratterizza nel panorama scolastico senese per il rilievo dato all’educazione musicale intesa come attività fondamentale nella formazione della persona. Ad essa è dedicata una sezione speciale in cui gli alunni approfondiscono lo studio di uno strumento musicale e più in generale apprendono un importante veicolo di comunicazione e di espressione. La scuola “S. Bernardino da Siena” nasce dalla fusione tra le Scuole Medie Statali “S. Bernardino da Siena” e “Jacopo della Quercia”, che negli anni Quaranta erano le due scuole medie presenti nella città. L'Istituto si articola in tre plessi, all’interno del territorio del Comune di Siena: - la Sede Centrale in Via P.A. Mattioli, 6 che ospita anche gli uffici di Presidenza e Segreteria; - il Plesso in Via del Refugio, 2, - la Sez. Staccata presso Taverne d’Arbia, in Loc. Presciano.

3. La storia della scuola San Bernardino da Siena L’edificio di via P.A. Mattioli L’edificio scolastico di via P.A. Mattioli , che oggi ospita la sede centrale della scuola nel XIV secolo era la sede dell’Ospizio di Santa maria dei Padri di Sant’Agostino, dove erano soliti alloggiare i forestieri di un certo riguardo in transito per la città. Intorno al 1526 in quei locali furono trasferite le monache di Santa maria Maddalena che dai primi del 1300 occupavano il Monastero di Porta Tufi, (ex Ospedali Sclavo). Il monastero, infatti, proprio in quell’anno era stato demolito perché perché non desse ricovero ai nemici della Repubblica di Siena. Le monache ottennero così un rifugio sicuro, ma insufficiente, tanto che ben presto l’edificio fu ampliato e dotato di una nuova chiesa. Nel 1783 Il Granduca di Toscana, Pietro Leopoldo di Lorena, abolì il monastero di Santa maria Maddalena al Conservatorio e le scuole normali femminili. Il giardino e la corte passarono sotto la proprietà del Comune di Siena. Il plesso di via del Refugio L’edificio che ospita attualmente la scuola è situato in via del Refugio, un tempo Costerella del Refugio e Chiasso di san Galgano. L’edificio risale al 1580 e faceva parte del nobile conservatorio delle Vergini del Rifugio, asilo per le giovani povere e senza famiglia. Nel 1589 passò sotto la protezione del nobile Aurelio Chigi che, tramite il cavalcavia ancora presente in via Fieravecchia, lo unì al palazzo san Galgano, eretto dai monaci nel 1474 nella via Maddalena (oggi via Roma). Con Papa Alessandro VII Chigi, l’edificio si arricchì della Chiesa di San Raimondo e, intorno al 1600, il pontefice patrocinò il rifacimento della facciata, in stile barocco romano, ad opera di Benedetto Giovannelli. In seguito il Rifugio assunse la tutela delle donne nobili decadute non sposate, denominate Vergini del Soccorso, che lo abitarono fino al 1600. nel secolo successivo Pietro Leopoldo unì alle vergini e le Obliate di Monna Agnese e alla fine del 1700 il Rifugio assunse il titolo di R.R. Conservatorio Femminile, diventando Istituto di Educazione Femminile Modena. Nel corso del Novecento l'edificio ha ospitato l’Istituto Magistrale Santa Caterina da Siena e, nel luogo dove sorgeva un laboratorio ceramico privato, fu istituito il corso di ceramica dell'Istituto d'Arte Duccio di Boninsegna. Ancora oggi nei locali della scuola si conservano alcuni rilievi in gesso che riproducono opere d'arte di importanti scultori italiani, utilizzati dagli allievi dell'Istituto per gli studi dal vero. Questi spazi sono attualmente occupati dalla Scuola Media Jacopo della Quercia. Il plesso di Presciano- Taverne d’Arbia. La scuola a Presciano è stata istituita nel 1966 per accogliere gli alunni dell’area di Taverne e Arbia Scalo, che fino ad allora erano costretti a raggiungere Asciano per andare a scuola. Fu costruito un appostio edificio vicino alla chiesa parrocchiale di Taverne e nel 1997 la scuola fu trasferita nell’edificio in località presciano, dove sorgeva un

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POF 2010/2011 tempo la scuola elementare. Nell’anno scolastico 2009-2010 è stato inaugurato un nuovo edificio affiancato a quello esistente in modo da ampliare gli spazi a disposizione e che rispondere in maniera più idonea alle esigenze di una scuola moderna. Alla fine degli anni Novanta la scuola fu accorpata, con la Jacopo della Quercia, alla scuola San Bernardino da Siena.

4. FINALITÀ

Le finalità della scuola sono quelle mirate ad accompagnare gli alunni nel processo di costruzione della personalità, tenendo in considerazione le loro esigenze, potenzialità e debolezze, per far sì che diventino opportunità di crescita e mai limiti allo sviluppo. L’attenzione da parte della scuola è rivolta alla persona nella sua interezza, come individuo che si esprime attraverso l’affettività, le relazioni sociali, le potenzialità riflessive, logiche, creative e mediante la manualità. Pertanto, si possono così sintetizzare i nuclei centrali della nostra attività: -Sostenere i ragazzi nell’adolescenza, quando i caratteri della loro personalità emergono con le inevitabili problematicità. -Agevolare le manifestazioni di abilità logiche, linguistiche, creative e tecnologiche, legate sia allo sviluppo della persona in quanto tale sia finalizzate all’acquisizione di competenze e abilità che favoriscano l'accesso alla scuola superiore di 2° grado o alla formazione professionale. -Educare alla convivenza civile e democratica, al riconoscimento delle esigenze dell’altro, dei diversi punti di vista individuali e culturali. -Educare alla cittadinanza consapevole, critica e responsabile. LA STRUTTURA DELLA SCUOLA

1. Gli alunni-anno scolastico 2010-2011 Plesso Sede Via P.A. Mattioli Sede Via del Refugio Sede Presciano TOTALE

Classi

Alunni diversabili

Alunni stranieri

Totale Alunni

14 9 6 29

9 2 8 19

38 35 15 88

338 220 95 653

2. Il personale- anno scolastico 2010-2011

Scuole TOTALE

Docenti 71

DSGA

Assistenti Amministrativi 3

1

Collaboratori scolastici 10

3. Numero di ore settimanali per le singole discipline Materia Italiano Approfondimento materie letterarie Inglese Storia Scienze Musica

Ore settimanali 5 1 3 2 2 2

Materia Matematica Spagnolo Geografia Tecnologia Arte e immagine Chitarra

3

Ore settimanali 4 2 2 2 2 3


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Scienze motorie Clarinetto Pianoforte

2 3 3

Flauto Religione/attività alternativa

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Gli alunni che vengono ammessi al corso A (indirizzo musicale) usufruiscono di tre unità orarie in aggiunta all’offerta suddetta, secondo l’articolazione presentata nell’area “Indirizzo Musicale”, che si tengono sia in orario pomeridiano (strumento) che mattutino (musica d’insieme). In tale sezione si attuano in orario pomeridiano alcune ore del curricolo nazionale. Aule speciali e laboratori

Via P.A. Mattioli Via del Refugio Presciano

Laboratori: informatica, scienze, musica, tecnologia, arte, lingua straniera. Aula polivalente, aula magna, aula multimediale. Biblioteca alunni, palestra. Laboratori: informatica, scienze, musica, arte. Aula multimediale. Biblioteca alunni, palestra. Laboratori: informatica. Aula multimediale. Biblioteca alunni, palestra.

I BISOGNI FORMATIVI E LE AREE DI ESPERIENZA E DISCIPLINARI E’ nostra convinzione che i processi d'apprendimento debbano aiutare l'adolescente nella crescita, nella formazione e nella consapevolezza di sé, in modo tale che egli possa orientarsi nelle proprie scelte, maturare la propria personalità, scoprire e ampliare le proprie potenzialità; costruire un proprio punto di vista sulla realtà e sulla sua collocazione nel mondo.

1. Aree di esperienza e disciplinari La nostra proposta formativa si articola sulle seguenti Aree di esperienza e disciplinari: Area scientifico-tecnologica Area linguistico-espressiva Area musicale Area accoglienza e integrazione Area continuità educativa e orientamento I progetti che sono indicati all’interno di ciascuna area disciplinare non necessariamente coinvolgeranno tutte le classi, ma saranno scelti dai Consigli di Classe. 2. La settimana pedagogica Nel corso dell’anno scolastico una settimana è dedicata a attività diverse rispetto a quelle curricolari. Nell’arco di cinque giornate, gli alunni hanno la possibilità di sviluppare nuovi interessi, di scoprire e sperimentare inaspettate abilità manuali e creative. Quest’anno la Settimana Pedagogica si svolgerà nel periodo 7-12 marzo. Le attività svolte durante questa settimana interessano differenti sfere della conoscenza: si passa dallo sviluppo delle attività manuali quali la falegnameria, la decorazione attraverso diversi sistemi e tecniche artistiche, alla visione e analisi del linguaggio cinematografico, alla scrittura creativa e alla rappresentazione teatrale, solo per citare alcuni esempi. Durante la settimana pedagogica si svolge anche un corso che abilita all’esame per il conseguimento del patentino.

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3. ATTIVITÀ POMERIDIANE EXTRACURRICOLARI In orario pomeridiano si svolgono varie attività per arricchire la formazione di base, finalizzate ad una migliore preparazione culturale e allo sviluppo della personalità e delle attitudini degli alunni. La partecipazione a queste attività è decisa dalla famiglia e i laboratori sono tenuti sia da insegnanti in servizio presso la scuola sia da esperti esterni e sempre in contatto con il corpo docente. Nel corso dell'anno scolastico 2010-2011 sono stati attivati i corsi di latino, di teatro e musica, di lingua straniera inglese e spagnolo, anche per l'ottenimento delle certificazioni europee.

4. AREA MUSICALE E’ ormai un principio acquisito che la musica svolga un ruolo essenziale nel quadro del curricolo, contribuendo in modo significativo alla formazione complessiva dell’alunno. Le funzioni (linguistico-comunicativa, culturale, critica, estetica, affettiva) che la disciplina è in grado di svolgere sono molte e proprio con l’intenzione di attivarle nella maniera più completa, si ritiene opportuno integrare le attività offerte nelle ore curricolari con delle proposte più specifiche, come l’attivazione di corsi di strumento musicale nella sez. A e la realizzazione di progetti relativi all’area musicale per tutti gli alunni della scuola. L’affermarsi di una concezione linguistica della musica, pone a noi educatori il compito di sviluppare le capacità relative all’uso di un linguaggio, e cioè la comprensione e la produzione. Ciò significa stabilire uno stretto legame fra il momento di produzione del messaggio sonoro e musicale e quello della fruizione. In questa visione le attività del fare musica e dell’ascoltare musica diventano complementari e l’una rinforza le motivazioni dell’altra. Proprio in queste due direzioni sono stati pensati i due progetti di area, il progetto Musica e territorio e il progetto Spettacoli. Il campo musicale sarà il campo dell’ascolto e del fare per dare forma sonora a sentimenti, pensieri e emozioni. COMPETENZE

ASCOLTARE

distinguere - classificare - confrontare – analizzare

COMPRENDERE

decodificare - descrivere - collocare

COMUNICARE/ESPRIMERE

utilizzare - eseguire - interpretare

RIELABORARE

inventare - arrangiare - sonorizzare

OBIETTIVI FORMATIVI 1) Comprensione e uso dei linguaggi specifici 2) Espressione vocale e uso dei mezzi strumentali 3) Capacità di ascolto 4) Rielaborazione personale del materiale sonoro CORSO DI STRUMENTO MUSICALE DELLA SEZIONE A AD INDIRIZZO MUSICALE

Il corso di strumento musicale, che riguarda la sezione A, copre l’intero triennio della scuola media. L’insegnamento dello strumento musicale si colloca nel quadro del progetto complessivo di formazione della persona: fornisce agli alunni, destinati a crescere in un mondo fortemente caratterizzato dalla musica come veicolo di comunicazione, una maggiore capacità di lettura attiva e critica della realtà musicale, nonché una ulteriore opportunità di conoscenza e acquisizione di competenze specifiche, sviluppando inoltre un forte contributo al senso di appartenenza sociale.

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Le motivazioni che spingono i ragazzi a scegliere di suonare sono molteplici e diverse tra loro e spesso cambiano con la crescita e con lo strutturarsi della personalità. Il corso di strumento sviluppa l’esperienza diretta del fare musica. Il risultato è frutto di un percorso graduale che tiene conto delle caratteristiche peculiari e delle potenzialità di ogni singolo alunno, guidato all’utilizzazione delle abilità via via raggiunte, ai fini espressivo-comunicativi.

Metodologie Durante il corso dell’anno le lezioni si svolgeranno sia a livello individuale che collettivo: lezione singola, per piccoli gruppi, lezioni a classi intere, laboratorio orchestrale. La preparazione raggiunta nei tre anni di studio dello strumento consente ad alcuni allievi di intraprendere lo studio a livello professionale, ad altri di proseguire ad un buon livello dilettantistico. L’esperienza costituisce un forte bagaglio per il proprio vissuto e porta i ragazzi, anche da adulti, a tornare a scuola, ad incontrare gli insegnanti e a partecipare ai concerti. Proprio per questo nel 2001 è nata l’“Orchestra Stabile San Bernardino” composta da ex allievi che, con l’aiuto di genitori e insegnanti, hanno costituto un’associazione. Viene offerta così l’opportunità di continuare a suonare insieme, anche se con età molto diverse (dai 15 ai 25 anni), affrontando un repertorio costruito su misura dal direttore, l’insegnante di flauto della scuola, che conosce bene i ragazzi. Organizzazione pomeridiana Gli alunni di ciascuna classe vengono ripartiti in quattro gruppi per l’insegnamento dei quattro strumenti musicali: chitarra, clarinetto, flauto traverso, pianoforte. Per ogni allievo sono previsti due rientri pomeridiani a settimana, dedicati: 1) alla pratica strumentale individuale e/o per piccoli gruppi, all’ascolto partecipativo; 2) alla disciplina (tecnologia, inglese, musica...) che cede il posto, nella mattina, alle 2 ore di musica d’insieme. Le attività di musica d’insieme e di solfeggio e teoria musicale vengono svolte quindi nell’orario curricolare della mattina, sia per mantenere una stessa dignità fra le discipline sia per permettere la realizzazione di progetti d’insieme con le altre attività. PROGETTI DI INDIRIZZO LA STORIA D’ITALIA DAL RISORGIMENTO ATTRAVERSO LA MUSICA DEL POPOLO

PROGETTO SPETTACOLO SPETTACOLO

RASSEGNA SMIM DELLA TOSCANA (RE.MU.TO.) FINE ANNO SCOLASTICO 2010/2011

Canti e balli, poesie e racconti di chi combatteva le guerre e di chi le subiva, dei contadini, degli emigranti,dei minatori,delle donne, degli artisti , canti di libertà e di tutti quelli che, attraverso la fatica del quotidiano, hanno vissuto nel contesto storico-politico del formarsi dello stato italiano, dalla seconda metà dell’ottocento in poi.

CLASSI COINVOLTE: TUTTA LA SEZIONE I-II-IIIA DISCIPLINE CHE ADERISCONO AL PROGETTO : storia. italiano, musica, arte, strumento TEMPI DI LAVORO: gennaio maggio DATE E LUOGHI: spettacolo a Firenze data e luogo da definire; spettacolo a Siena, Teatro dei Rozzi, 8 giugno ore 21.00. MODALITA’: Il progetto prevede l’intercalarsi di canzoni eseguite per lo più dalla classe prima e altri alunni di seconda e terza insieme all’orchestra, con letture e brani del periodo e alcune danze popolari di origine fine 800 ; immagini d’epoca e di fumetti realizzati dagli stessi alunni sottolineano tutto il percorso.

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FINALITA’: Visto la profondità e completezza del progetto dal punto di vista culturale e antropologico,se ne può dedurre che gli obiettivi, sia educativi che formativi della persona e del cittadino, che specifici musicali, Educazione della voce e al cantare in coro, oltre allo sviluppo della conoscenza di un patrimonio musicale difficilmente fruibile e reperibile ormai da parte di tutti noi, insieme all’acquisizione delle radici della nostra nazione, saranno ampiamente raggiunti e sicuramente il percorso si avvarrà di notevoli significati per tutte le discipline. Per questo, la parte riguardante il coro e le danze dovranno vedere l’introduzione di 3 esperti esterni per curare gli aspetti specifici, affinché il lavoro abbia una alta qualità dal punto di vista della cura della voce e del repertorio e delle coreografie, troppo spesso banalizzate. Naturalmente questo non a sminuire l’alta professionalità di tutti noi colleghi, indispensabili allo svolgimento del lavoro, che si occuperanno con altrettanta cura e maestria di tutti gli altri aspetti e che dedicheranno diverse ore del proprio curricolo e altre in più a questo progetto . Oltre agli obiettivi formativi citati, il progetto può favorire l’inserimento di alunni che presentano difficoltà , certi dell’efficacia che le attività musicali d’insieme determinano nell’area relazionale , comunicativa ed espressiva.

CANTIAMO CON L’ORCHESTRA. INCONTRIAMO GLI STRUMENTI. Sede via Mattioli Il progetto ha lo scopo di far conoscere alle classi quinte della scuola elementare la struttura della SMIM, nonché di fornire informazioni sugli strumenti musicali, l’orchestra, i repertori e i generi musicali, attraverso un contatto diretto fra i ragazzi della scuola media (esecutori e relatori) e quelli della scuola elementare. In particolare quest’anno gli alunni delle scuole elementari Sclavo, Tozzi, San Girolamo, riceveranno la visita dei nostri alunni di flauto e clarinetto accompagnati dai loro docenti per conoscere più da vicino questi strumenti. Gli alunni delle classi quinte della Scuola primaria “A.Saffi” prenderanno parte al concerto di natale al Teatro dei Rozzi “cantando con l’orchestra’’: punto di arrivo di una serie di incontri tra gli alunni dell’indirizzo musicale e gli alunni del Saffi, che vedrà un lavoro sinergico tra gli insegnanti di strumento e le maestre nel realizzare i brani da cantare insieme. SPETTACOLO DI NATALE Teatro dei Rozzi Note esplicative: il lavoro presentato , vuole essere il nostro saluto Natalizio alla città di Siena,e alle famiglie degli alunni delle due scuole San Bernardino e A Saffi. Nella prima parte i bambini di IA-IIA IIIA leggeranno poesie , pensieri e riflessioni, composte da loro stessi, o da autori incontrati nel loro percorso scolastico,(lavoro curato dalle insegnanti di Italiano,Antonella Marisi IA, Tiziana Fantacci IIA-IIIA). Il tutto sarà sottolineato da musiche curate dagli insegnanti dell’Indirizzo Musicale:. (Marco Andreozzi Chitarra, Sabrina Barbucci Pianoforte, David Corti Flauto, Massimo Piccini Clarinetto) ed eseguite dagli allievi del Corso musicale. Immagini ricercate o realizzate dagli stessi alunni seguiti dall’insegnante di Educazione all’Immagine ( Prof. Alessandro Gambetti) saranno proiettate nel corso dello spettacolo. Ospiti e co-protagonisti saranno: l’Orchestra Stabile san Bernardino composta dagli ex allievi. della sezione ad indirizzo musicale della Scuola Media "S. Bernardino" di Siena seguiti dal Prof.Corti., e le classi quinte della Scuola Primaria A. Saffi che canteranno insieme all’orchestra, i bambini sono stati seguiti dalle loro insegnanti e dagli insegnanti di strumento della S. Bernardino. Quest’ultima parte costituisce il punto di arrivo della realizzazione del progetto ‘’CANTIAMO CON L’ORCHESTRA’’ REALIZZATO DALLA SEZIONE A AD INDIRIZZO MUSICALE DELLA SCUOLA MEDIA "S.BERNARDINO" DI SIENA CON LA SCUOLA PRIMARIA A.SAFFI.

MUSICA IN OSPEDALE : Reparto di Oncologia de Le Scotte. Un gruppo misto delle tre classi dell’indirizzo musicale , accompagnato dai docenti di strumento, proporrà anche quest’anno un concerto direttamente in ospedale, dedicato ai degenti del reparto di oncologia de Le Scotte.

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CONCERTO DEL MAGGIO FIORENTINO: Gli allievi della sezione A, assisteranno a Firenze ad un Concerto dell’Orchestra del Maggio.

RASSEGNA RE.MU.TO. Scuole medie ad indirizzo Musicale della Toscana. La Sezione ad indirizzo musicale parteciperà in rappresentanza della nostra scuola alla Rassegna in oggetto che si tiene ogni anno in alcune città della Toscana. In questa occasione presenterà un lavoro che costituisce il punto di arrivo del Progetto Risorgimento.

SAGGI DI STRUMENTO Maggio-giugno 2011 Saggio di PIANOFORTE e MUSICA DA CAMERA Istituto “R.Franci” Saggio degli STRUMENTI A FIATO luoghi da definire Saggio di CHITARRA I saggi in questione rappresentano il punto d’arrivo dello specifico strumentale dal punto di vista tecnico, musicale ed espressivo. Gli alunni presenteranno brani legati al repertorio dello strumento studiato, ed ognuno potrà esprimere al meglio possibilità e capacità raggiunte nel corso dell’anno presentando un repertorio solistico e d’insieme che possa mettere in luce aspetti peculiari del proprio strumento.

LABORATORIO DI MUSICA D’INSIEME E ORCHESTRA La scuola dell’autonomia con orari flessibili, spazi attrezzati ed aperti alla partecipazione attiva, ha permesso la realizzazione del laboratorio di Musica d’Insieme e Orchestra. Il laboratorio offre la possibilità di lavorare con le classi IA, IIA, IIIA separatamente durante le due ore della mattina (2 ore classe I, 2 ore classe II, 2 ore classe III). La compresenza dei quattro insegnanti nel laboratorio consente di svolgere attività di consolidamento e sviluppo per gli alunni, attività di musica da camera e orchestra. Le attività si svolgeranno al mattino con cadenza settimanale nell’ambito dei laboratori. Saranno previsti alcuni momenti pomeridiani per le prove prima delle esibizioni. Lo spazio orario della mattina è un momento indispensabile per la preparazione del repertorio che verrà eseguito nei vari spettacoli, dato che è l’unica possibilità per effettuare le prove a classi intere o a sezione intera. Durante questi momenti verranno eseguite anche le prove delle esibizioni musicali conclusive dei progetti interdisciplinari e degli spettacoli teatrali.

PROGETTO SPETTACOLI La nostra scuola, in primo luogo per la presenza dell’orchestra degli alunni della sezione ad indirizzo musicale, ma soprattutto per una precisa scelta didattica, dedica grande attenzione alla realizzazione di momenti nei quali tutti i ragazzi possano sentirsi dei veri protagonisti come musicisti e come attori. L’anno scolastico è caratterizzato da molte occasioni pubbliche (spettacoli a teatro, feste a scuola, momenti conclusivi di progetti) durante le quali gli alunni manifestano le proprie capacità. In una didattica che sottolinea il valore della musica come linguaggio, l’espressione e la produzione musicale sono attività essenziali e dunque da stimolare e privilegiare. PROGETTO “A TUTTO MUSICAL”

Drammatizzazione in musica liberamente tratta dal film the Choristes. Il progetto verrà sviluppato in più fasi: a prima parte prevede la realizzazione di una sceneggiatura costruita sulle problematiche adolescenziali e scolastiche; la seconda sarà più operativa e prevede la costruzione dei dialoghi e della recitazione, contemporaneamente si procederà all’apprendimento delle musiche polifoniche tratte dal film e alla costruzione di un coreografia. L’ultima fase sarà la messa in scena presso il teatro dei Rozzi. La produzione di un musical che unisce alla musica la drammatizzazione costituisce un veicolo di maggiore attrazione per i giovani rispetto alla tradizionale attività teatrale. La drammatizzazione, infatti,

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contribuisce in modo determinante all’attività formativa dei ragazzi, educandoli all’uso del corpo, alla consapevolezza di sé, a muoversi e a parlare superando le timidezze tipiche dell’età. Ciò avviene nel momento in cui si presentano e agiscono sul palcoscenico in rapporto con gli altri e si sforzano di ascoltare pareri diversi su argomenti nuovi e complessi. Obiettivi: sviluppo delle capacità di attenzione, vocali, di coordinazione motoria e socializzazione. Sono previsti 20 incontri pomeridiani di due ore a settimana.

5. AREA LINGUISTICO-ESPRESSIVA Le discipline dell’Area Linguistica (Italiano, Inglese, Spagnolo, Arte-Immagine, Storia, Geografia, Scienze Motorie e Religione Cattolica) intendono mettere in condizione gli alunni di comprendere e comunicare attraverso i linguaggi verbali e non verbali per una interpretazione critica della società. Per raggiungere questo obiettivo vengono messe in campo le diverse discipline che permettono di contestualizzare la realtà nel suo divenire storico e nella complessità interculturale e per la comprensione dei messaggi dei media che impongono agli adolescenti l’acquisizione di strumenti atti a non subire le informazioni, ma a qualificarle, decifrarle e riconoscerle. Competenze

ASCOLTARE / OSSERVARE

COMPRENDERE / LEGGERE RIFLETTERE / RIELABORARE COMUNICARE / ESPRIMERSI

Capire di cosa si parla. Cogliere le informazioni principali e le loro relazioni e confrontarle. Identificare attraverso l’ascolto e l'osservazione i vari tipi di testo, di immagine, di movimento e individuare lo scopo per cui sono state prodotte. Capire e ricordare le parole di un testo, di un'immagine e una sequenza di movimenti. Riconoscere e decodificare segni linguistici, grafici e gestuali; Comprendere il significato di testi scritti e delle immagini, riconoscendone la funzione ed individuandone le idee essenziali in ordine allo scopo, al destinatario e al contesto storico. Riconoscere le particolari caratteristiche comunicative di diversi linguaggi, verbali e non verbali. Organizzare le informazioni ed esprimerle con chiarezza, correttezza e padronanza dei linguaggi specifici. Esprimersi in modo adeguato alla situazione. Produrre elaborati semplici, chiari e corretti usando i modelli espressivi dei diversi linguaggi. Comunicare attraverso la gestualità e il linguaggio del corpo.

PROGETTI DI AREA PROGETTO “LEGGERE E’ VOLARE” Leggere è volare- Festa del libro per ragazzi è la mostra del libro per ragazzi che la Provincia annualmente organizza coinvolgendo tutte le scuole. La mostra del Libro è un appuntamento ormai consueto per tutti gli alunni grazie al quale si creano occasioni di formazione e di crescita culturale proprio in nome di quella storia e di quella cultura che giusto il nostro territorio caratterizzano fino a costituirne una identità, un modo di essere. Quest’anno la manifestazione si svolge dal 22 novembre all’8 dicembre gli alunni potranno partecipare attivamente agli incontri con oltre 60 autori tra Siena e i comuni partecipanti. PROGETTO “ISTITUTO STORICO DELLA RESISTENZA SENESE” L’“Istituto Storico della Resistenza Senese” collabora da anni con la nostra scuola nell’ambito di un progetto mirato alla conoscenza dei temi della Seconda Guerra Mondiale e della Resistenza legati al territorio senese. L’Istituto fa parte di una rete coordinata dall’istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia (INSILI).

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L’Istituto possiede un archivio di fonti scritte e orali e una biblioteca specializzata relativa al fascismo, alla Seconda Guerra Mondiale alla Liberazione aperti al pubblico e soprattutto alle scolaresche e organizza ogni anno corsi di aggiornamento per insegnati mettendo in contatto il mondo della scuola con quello della ricerca universitaria. Nei locali della ex-Casermetta, in via Malavolti a Siena, una volta sede del Partito Nazionale Fascista e della Repubblica Sociale Italiana, luogo in cui venivano interrogati e torturati gli oppositori politici oggi si trovano le stanze della memoria: percorso museale sulla storia del fascismo e dell’antifascismo senese. L’Istituto si avvale anche del Laboratorio didattico di Casa Giubileo sul Montemaggio, dove il 28 marzo 1944 ebbe luogo il più sanguinoso eccidio di partigiani della Toscana. La nostra scuola usufruisce delle proposte didattiche dell’Istituto, coinvolgendo prevalentemente gli alunni delle classe terze sui seguenti progetti: -Antisemitismo, leggi razziali e Shoah; -Antifascismo, Resistenza nel Senese e eccidio di Montemaggio; - Costituzione Italiana; - Migranti e migrazioni. Le attività di ciascun progetto si svolgono nell’arco di circa 4 ore, distribuite fra lezioni frontali all’interno della scuola e uscite didattiche nelle “Stanze della memoria” o presso il Laboratorio didattico di Casa Giubileo.

PROGETTO “CONSUMATORI CONSAPEVOLI, CITTADINI DEL MONDO” Questo progetto vede la compartecipazione dell’area Scientifico- tecnologica (Vd).

PROGETTO “EDUCARE ALLA DIFFERENZA”

“Per educare nell'amore e nel rispetto della differenza è necessario in primo luogo uno spostamento di sguardo, dall'esterno verso l'interno […],poiché la differenza sessuale non è un oggetto da ricercare nei comportamenti delle ragazze e dei ragazzi con cui lavoriamo, ma è il significato che ognuna e ognuno di noi attribuisce in primo luogo al proprio essere donna, essere uomo […] Lavorare nel rispetto e nella valorizzazione della differenza […] significa lavorare su sé e in relazione ad altre e altri, prestando ascolto alla propria differenza e alle proprie contraddizioni a partire dall'esperienza quotidiana.” Da C. Stanzani, Educare “ascoltando” la differenza. Questa premessa introduce al progetto proposto dal Centro Pari Opportunità del Comune di Siena cui la nostra scuola ha aderito quest’anno. La differenza di genere nell’arte. Osservando diversi generi artistici scoprire cosa significa vivere una sana dinamica di genere, soffermandosi su questi tre aspetti: la differenza di genere, l’avvicinamento fra i due generi e l’incontro. Nell’ambito della Settimana Pedagogica, che si svolgerà dal 7 al 11 marzo 2011, un gruppo di alunni saranno coinvolti nella teatralizzazione di un racconto di Italo Calvino, Un pomeriggio, Adamo. Gli alunni, divisi in piccoli gruppi, prenderanno i diversi ruoli di scrittori, attori, registi, curatori di musiche e costumi. Lo scopo del laboratorio è quello di riflettere sulla diversità di genere, uomini/donne, ma anche sulla diversità più in generale, sui differenti modi di rapportarsi con la natura e con gli animali e, infine, sull’importanza del dono, visto come momento di incontro e di accettazione dell’altro.

PROGETTO “ADOTTA SMS”

Il progetto è rivolto alle classi del triennio della Scuola Secondaria di 1° grado ed ha come scopo la conoscenza del territorio senese attraverso approfondimenti della storia passata e recente di uno dei Monumenti e delle Organizzazioni più importanti della città. Si articola in tre percorsi che seguono le tappe del Santa Maria della Scala dalla sua nascita come Ospedale alla sua istituzione come Museo, in un arco di tempo che va quindi dalle origini al 1348, dal 1348 al 1700, dal 1700 ad oggi.

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POF 2010/2011 Le attività didattiche si svolgeranno in collaborazione con gli esperti del Museo dei Ragazzi. Verranno così realizzati elaborati grafici, pittorici e plastici che saranno presentati al pubblico in una mostra allestita alla fine di questo anno scolastico. PROGETTO "APPRENDISTI CICERONI AL MUSEO»

In occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell' Unità d'Italia, in collaborazione con la delegazione del Fai di Siena e provincia, verrà svolto il progetto che prevede lo studio e la conoscenza della sala del Palazzo Pubblico dedicata al Rinascimento. Attraverso attività didattiche che porteranno gli studenti alla consapevolezza delle vicende storiche e artistiche realizzatesi nel territorio senese nel corso del XIX secolo, si cercherà di sensibilizzare i giovani ai valori etici e culturali che hanno contribuito all' identità nazionale. Al termine delle attività previste gli studenti diventeranno "Ciceroni" per un giorno, illustrando al pubblico i monumenti più importanti di Siena legati al Risorgimento. PROGETTO GLI ANTICHI GESSI DELLA JACOPO Nei locali della scuola di via del Refugio è conservato un gruppo di rilievi in gesso, risalenti in parte al XIX e in parte al XX secolo. Affinché gli alunni prendano coscienza della continuità storico culturale della realtà in cui vivono, durante la Settimana Pedagogica verranno realizzate una serie di attività di documentazione che normalmente sono espletate per i Beni Culturali. Si tratta di realizzare riproduzioni fotografiche, rilievi grafici, schede di catalogazione che oltre a far prendere confidenza all’allievo con il manufatto, lo introducano anche nel mondo della tutela. A questo proposito collaboreranno alcuni esperti dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Siena.

ATTIVITÀ SPORTIVA SCOLASTICA PREMESSA: Lo sport è ormai diventato un fenomeno sociale, però con una grande contraddizione di fondo. Sono aumentate le ore di sport trasmesse in televisione, sono sempre più numerose le pagine sportive sui giornali,sono sempre di più le persone che si interessano di sport, ma il numero dei veri praticanti non è aumentato in proporzione; invece, la Scuola crede in un uno sport praticato, non solo parlato. La Scuola, oltre alle due ore ministeriali di Scienze motorie, supporta con l’insegnante di Scienze Motorie e anche con istruttori specifici una proposta agli alunni in orario curricolare ed extracurricolare di una attività continua e diversificata di varie disciplina da concordare e la collaborazione con Federazioni, Enti di promozione e società sportive per vari progetti.

Inoltre, in ottemperanza alle linee guida trasmesse dal Ministero dell'Istruzione e della Ricerca in data 4 agosto 2009, prot. 4273, ci siamo fatti promotori e pionieri dell'organizzazione del primo Centro Sportivo Scolastico (C.S.S.), utilizzando come riportato nella circolare, le ore aggiuntive di avviamento alla pratica sportiva, fino ad un massimo di sei settimanali, come riportato nella circolare 87 del vigente Contratto Nazionale di Lavoro del comparto scuola. Per maggiori dettagli sulla metodologia, le finalità e l'organizzazione rimandiamo alla lettura della circolare sopraccitata. Oltre alle attività sportive che scaturiranno dalla coordinazione dei nuovi centri sportivi scolastici ad opera del Coordinatore Provinciale di educazione fisica o fra reti di scuole, si evidenziano le seguenti attività:

- organizzazione di tornei d’Istituto di vari sport; per i giochi di squadra il percorso verrà attuato attraverso tornei di classe interni con squadre miste, mentre per gli incontri amichevoli ufficiali con altre scuole, le squadre saranno maschili o femminili; - fase d’Istituto di corsa campestre e tutte le fasi successive; - fase d’Istituto dei giochi di atletica leggera e tutte le fasi successive; - organizzazione dei gruppi sportivi di vari sport: calcio e calcetto, pallavolo, pallacanestro, atletica, nuoto, corsa campestre, tennis e tennis tavolo, ecc. 11


POF 2010/2011 - la partecipazione (facoltativa) ai giochi sportivi studenteschi organizzati dal MPI (Ministero Pubblica Istruzione); - la partecipazione (facoltativa) al Fuoriclasse Cup torneo di calcio a 5 organizzato dalla FIGC – UNICEF e COCA-COLA - la partecipazione (facoltativa) ai Nuovi Giochi della Gioventù organizzati dal CONI - la partecipazione (facoltativa) a manifestazioni di altre Scuole, Società e Enti sportivi. La documentazione di tutte le attività svolte sulla bacheca scolastica, sul sito scolastico e su altri sistemi di informazione. Per l’attuazione delle attività sopra elencate si rende necessaria la collaborazione dei colleghi, con interventi in compresenza, del personale scolastico non docente e dei genitori. FINALITÀ:

-ampliare le esperienze motorie personali nell’ambito sportivo; -offrire l’opportunità di partecipare a giochi sportivi e a momenti di competizione al maggior numero possibile di alunni; -confrontarsi con realtà scolastiche del territorio, attivando relazioni di collaborazione; incentivare l’abitudine alla pratica sportiva come costume permanente di vita. -Promuovere la consapevolezza delle proprie abilità, sviluppare l’acquisizione di una corretta cultura motoria, sportiva e del tempo libero, senza escludere l’aspetto della competizione che contribuisce a -far dare il massimo di se stessi per onorare al meglio la propria partecipazione. -Prevenzione del disagio e valorizzazione delle potenzialità. DESTINATARI: Tutti gli alunni della scuola, con particolare attenzione agli alunni portatori di handicap che saranno seguiti quando possibile anche individualmente. DURATA: Intero anno scolastico CRITERI DI VERIFICA: -Ricaduta sulla motivazione scolastica -Livello soggettivo di gradimento -Manifestazioni a cui si partecipa -Risultati conseguiti . AREA SCIENTIFICO - TECNOLOGICA L’area scientifico-tecnologica comprende le discipline di Matematica, Scienze e Tecnologia. Tale area trova giustificazione teorica nella necessità di creare una visione unitaria, che possa favorire una cultura scientifico-tecnologica degli studenti migliorando nello stesso tempo la qualità d ell’insegnamento. Da questo presupposto è scaturita una programmazione unitaria tra i docenti dell’area, che hanno individuato competenze generali di area comuni, declinando obiettivi formativi generali e specifici di apprendimento per le singole discipline.

MATEMATICA E SCIENZE OBIETTIVI FORMATIVI 1 - CONOSCERE

-

Obiettivi a. b. c.

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Disciplinari

Specifici

Sapere gli elementi fondamentali delle discipline Individuare proprietà invarianti Riconoscere una trasformazione e conoscere le proprietà fondamentali


POF 2010/2011 2 - OSSERVARE ED APPLICARE

Individuare in modo corretto le proprietà e le variabili essenziali, il loro ruolo e le reciproche relazioni Cogliere le analogie strutturali e individuare strutture fondamentali Individuare le relazioni esistenti in una formula ed essere in grado di riscriverla in modo diverso Integrare e rielaborare i dati provenienti da fonti diverse

3 - RISOLVERE I PROBLEMI -Comprendere il testo di un problema scientifico nei dati essenziali e nelle r ichieste

-Proporre modelli per risolvere problemi pratici -Confrontare le soluzioni possibili per sceglierne la m igliore dal punto di vista economico -Tradurre in formula un problema dopo aver individuato relazioni tra essi e obiettivo da raggiungere.

dati,

-Individuare strategie risolutive di problemi e tradurle in linguaggio appropriato -Individuare soluzioni ai problemi proposti confrontandosi con gli altri, accettando la diversità delle opinioni e confrontando i dati raccolti

Esprimere situazioni quotidiane traducendole in linguaggio scientifico Riconoscere nella realtà quanto raffigurato da illustrazioni e viceversa Leggere e interpretare tabelle e grafici. Costruire tabelle e grafici Esprimere un testo dal linguaggio naturale al simbolico e viceversa, cogliendo analogie e differenze e riconoscendo lmportanza dell’uso dei simboli per la generalizzazione dei problemi

- USARE LINGUAGGI SPECIFICI: VERBALI, GRAFICI E SIMBOLICI

ECNOLOGIA OBIETTIVI

FORMATIVI

-

Obiettivi

Disciplinari

Specifici

I SETTORI DELL’ECONOMIA. Conoscere ed utilizzare la terminologia specifica. Acquisire la capacità di riflettere consapevolmente sui Acquisire le conoscenze tecniche e tecnologiche dei materiali e problemi produttivi dei processi presi in esame. IL DISEGNO GEOMETRICO E TECNICO. Acquisire la capacità di individuare le strategie più adatte nelle varie situazioni, con un adeguato approccio ai metodi della tecnica e della riflessione

Utilizzo corretto della strumentazione per il disegno tecnico. Utilizzare linguaggi specifici nella progettazione e nella rappresentazione grafica.

L’allievo, in rapporto all’età evolutiva caratteristica di questa fase scolastica, è naturalmente portato ad esplorare e a conoscere la realtà circostante. Le attività dell’area saranno pertanto finalizzate a soddisfare e/o a stimolare tale bisogno di conoscenza, non solo attraverso i linguaggi verbali, ma anche tramite le esperienze, l’utilizzazione dei mezzi multimediali, promuovendo processi formativi capaci di sviluppare la maturazione degli allievi in più direzioni e per consentire loro di agire in maniera matura e responsabile.

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Il Piano dell’Offerta Formativa per l’anno scolastico 2010 - 2011 per l’Area Scientifico-Tecnologica presenta le seguenti opportunità formative suddivise per classi. CLASSE I: -Progetto «19°rally matematico-transalpino» Breve introduzione per motivare la necessità di tali progetti: Il Rally Matematico Transalpino è un confronto internazionale per classi in cui si richiede agli allievi di risolvere dei problemi sotto la loro completa responsabilità, di giustificare le loro soluzioni, di sviluppare il dibattito scientifico in gruppo e di confrontare i loro risultati con quelli degli allievi di altre classi. Nel contempo il R.M.T. permette agli insegnanti di osservare allievi durante l’attività di risoluzione di problemi, di valutare le produzioni e la capacità di organizzazione dei propri allievi, di esplorare ulteriormente i problemi in classe e, grazie all’analisi dei risultati dell’insieme dei partecipanti, di capire meglio quali sono le procedure attuate, quali sono gli ostacoli incontrati, quali sono i saperi matematici in gioco. I problemi del Rally sono originali o inediti per gli allievi, “consistenti” per quel che riguarda le conoscenze richiamate e le procedure di risoluzione messe in atto e sono il frutto di un’analisi a priori elaborata a livello internazionale, in collaborazione con le diverse equipe regionali. Il R.M.T. è giunto quest’anno alla diciannovesima edizione e fra le nazioni partecipanti vede: BELGIO, FRANCIA, ISRAELE, ITALIA, LUSSEMBURGO, REPUBBLICA CECA, SVIZZERA; mentre le regioni italiane partecipanti sono: EMILIA ROMAGNA, LOMBARDIA, SARDEGNA, TOSCANA, VALLE D’AOSTA, VENETO. I Coordinatori internazionali sono: Lucia GRUGNETTI, Dipartimento di Matematica - Università di Parma; François JAQUET – IRDP – Math-Ecole – Neuchatel. I Coordinatori locali sono: Lucia DORETTI, Lucia SALOMONE, Carla CROCIANI- Dipartimento di Scienze Matematiche ed Informatiche “R. Magari”– Università di Siena. Docenti responsabili: MATEMATICA Destinatari: Classi: I – II - III Obiettivi didattici generali: Valorizzazione della ricerca in didattica della matematica: Il Rally non è solo una gara ma è anche occasione di incontro e di scambio tra la pratica in classe e la riflessione pedagogica e didattica. Si ha ogni volta un’analisi a priori delle procedure utilizzabili dagli allievi e degli ostacoli che essi potrebbero incontrare, seguita, poi, da un’analisi a posteriori per confermare o invalidare le ipotesi di partenza, mettere in luce strategie o rappresentazioni non previste, determinare la frequenza di certi tipi di procedure, misurare le difficoltà incontrate. Obiettivi didattici specifici: a. Fare matematica risolvendo problemi. b. Imparare le regole elementari del dibattito scientifico, discutendo e difendendo le diverse soluzioni proposte. c. Sviluppare le capacità, oggi fondamentali, di lavorare in gruppo, caricandosi dell’intera responsabilità di ogni prova. d. Confrontarsi con altri compagni di altre classi. Contenuti disciplinari/ interdisciplinari: - Risoluzione di problemi e attività matematica - Dibattito e lavoro di gruppo in matematica Modalità di attuazione: Partecipano al Rally alcune classi prime di questa scuola, in base alle scelte didattiche che l’insegnante della classe effettua. In ciascuna prova ogni classe deve risolvere i problemi relativi alla categoria di appartenenza. I problemi sono scelti, in numero e in difficoltà, in modo tale che ogni allievo anche “più debole”, possa trovarvi il proprio ruolo, mentre uno solo, per quanto capace, sia impossibilitato a risolvere l’intero compito.

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La classe dispone di un tempo limitato per dividersi in gruppi, organizzarsi, ricercare le soluzioni, discuterle e redigerle. Il tempo a disposizione, lo stesso per tutte le classi partecipanti, è di 50 minuti dalla distribuzione dei problemi. Durante ogni prova l’insegnante lascia il ruolo di “maestro” per quello di “osservatore”, astenendosi da ogni intervento, anche di tipo organizzativo. Nelle prove di allenamento egli rimane con i propri allievi, mentre in quelle che contano per la classifica si sposta in una classe di un collega, avendo così la possibilità di osservare altri allievi al lavoro. Gli allievi devono fornire un’unica soluzione per ciascun problema. La classe intera è responsabile delle risposte date. Non è solo la “risposta giusta” che conta: le soluzioni sono giudicate anche in base al rigore dei passaggi e alla chiarezza delle spiegazioni fornite. Verifica in itinere: Dicembre 2010- Gennaio 2011 - Prove di allenamento gestite interamente dall’insegnante di classe. Fine gennaio 2011 : prima prova. Aprile 2011 : seconda prova da fissare scuola per scuola. Fine Maggio 2011 - Prova finale solo per le prime tre classi di ogni categoria, che si terrà presso il Dipartimento di Matematica dell’Università degli Studi di Siena. Strumenti a) Risoluzione di problemi e attività matematica: L’apprendimento della matematica non significa solo appropriazione di tecniche di calcolo o memorizzazione di conoscenze, ma è anche, e soprattutto, risoluzione di problemi che danno significato alle situazioni da matematizzare. L’apporto esterno di problemi è stimolante per gli allievi, per gli insegnanti e, più in generale, per l’attività matematica in classe. Il Rally non è solamente una gara, è anche l’occasione per esaminare nei dettagli i risultati, per evidenziare i tipi di procedure, di rappresentazioni, di difficoltà riscontrate dagli allievi. b) Dibattito e lavoro di gruppo in matematica: Nel Rally i ragazzi hanno l’occasione di argomentare, di discutere, di sostenere le proprie affermazioni, di verificare il proprio lavoro matematico, ma soprattutto di dimostrare la capacità di lavorare in gruppo: organizzarsi in più di uno, dividersi il lavoro, gestire il tempo, apportare il proprio contributo, accettare quello degli altri entrando nel loro punto di vista. Ci sono troppi problemi da risolvere per un singolo allievo in una prova del Rally: le regole del gioco garantiscono la cooperazione e la valorizzazione delle interazioni fra i ragazzi. Valutazione finale sui risultati raggiunti: - Osservare gli allievi in attività di risoluzione di problemi - Valutare la produzione e la capacità d’organizzazione degli studenti Autovalutazione dell’azione progettuale attivata: L’attività è stata già effettuata negli anni scolastici precedenti con risultati valutati positivamente dagli studenti, dai genitori e dai docenti. -Progetto Educazione Ambientale – Laboratori: “Alla scoperta del mondo dei pesci” – “Fauna acquatica autoctona ed alloctona” : PREMESSA Negli ultimi decenni le attività antropiche hanno portato ad una continua perdita della diversità biologica in termini di scomparsa di specie e di habitat, e quindi anche ad una perdita della capacità degli ecosistemi di fornire materiali e servizi da cui dipendono la nostra società e economia. Un ambiente particolarmente sensibile alle modifiche apportate dall’uomo è l’ecosistema di acqua dolce, che ha subito maggiore modifiche a causa di immissioni di specie aliene, di inquinamento e di interventi che in gran parte contrastano la naturale evoluzione fisica dei corpi d’acqua. Maggiormente colpita da queste alterazioni è la comunità dei pesci. Sono di fondamentale importanza quindi le strategie finalizzate alla tutela e alla corretta gestione di questi habitat e delle loro comunità vegetali e animali sviluppando e promuovendo progetti di tutela, valorizzazione e monitoraggio della biodiversità con particolare riferimento alla fauna ittica, oltre che l’educazione ambientale. Per stimolare una maggiore sensibilità per la comunità dei pesci d’acqua dolce e la sua gestione da parte delle generazioni giovani è stato attuato a partire dal 2002 il progetto “Laboratorio di educazione ambientale con riferimento alla fauna ittica ed alla pesca” presso le scuole della provincia di Siena, interamente finanziato

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dall’Amministrazione Provinciale di Siena, Servizio Risorse Faunistiche e Riserve Naturali e organizzato e eseguito dagli Studi Associati Proeco e Species, coinvolgendo biologi e naturalisti con esperienza nel campo dell’educazione ambientale e le associazioni di pesca della Provincia di Siena. Il progetto in forma di laboratori ha per oggetto lo studio delle comunità dei pesci e dell’ecosistema delle acque dolci della Provincia di Siena. In particolare vengono affrontati argomenti come - l’anatomia, fisiologia e comportamento dei pesci, - la funzione della loro comunità all’interno dell’ecosistema delle acque dolci, - i complessi rapporti trofico-funzionali che legano i diversi organismi acquatici, - gli aspetti gestionali della fauna ittica, incluso l’aspetto della pesca. Fino ad oggi questo progetto, la cui partecipazione è completamente gratuita, ha visto partecipare circa 5000 alunni e 250 docenti delle scuole primarie e secondarie della provincia. UTENZA Il progetto è rivolto agli alunni della scuola secondaria di primo grado.

MOTIVAZIONE Le risorse naturalistiche costituiscono un ottimo contesto ambientale nel quale stimolare la motivazione e quindi la capacità di apprendimento degli alunni. Gli ambienti d’acqua dolce, vicini all’area di provenienza dei ragazzi e che loro stessi hanno potuto conoscere grazie alle loro esperienze personali rappresentano il laboratorio all’aperto in cui è possibile favorire un rapporto più diretto con la natura e la scoperta di ambienti naturali da curare e rispettare. Scopo di questi percorsi didattici è quello di modificare positivamente conoscenze e comportamenti dei ragazzi nei confronti della natura ai fini di trasmettere la volontà di curare e rispettare gli ambienti naturali e di svolgere anche in futuro un ruolo attivo nella conservazione del patrimonio naturale, anche nell’interesse dei molteplici servizi che esso offre all’uomo. OBIETTIVI CONCRETI DEL PROGETTO Con i Laboratori miriamo a: -Far conoscere ai ragazzi l’ambiente d’acqua dolce più vicino alla propria casa o scuola -Riconoscere le principali specie di pesci che vivono negli ambienti di acqua dolce della provincia di Siena -Imparare a riconoscere la flora e la fauna di un ambiente d’acqua dolce e, in particolare, a riconoscere le caratteristiche degli invertebrati acquatici, che rappresentano le prede fondamentali per i pesci d’acqua dolce, e affinare la capacità di osservazione -Scoprire le catene alimentari dell’ambiente studiato -Stimolare l’osservazione dell’ambiente naturale e la sensibilità per gli elementi non viventi e viventi favorendo la formazione di una coscienza ecologica, in particolare conoscere gli elementi naturali che compongono l’ambiente osservato e il sistema complesso di relazioni tra le loro componenti -Conoscere il ruolo della pesca e capire che la pesca deve essere un’attività eco-sostenibile rispettosa dell’ambiente e di tutti gli organismi che lo abitano e che contribuiscono al suo buon funzionamento -Imparare a prendere misurazioni sia di tipo qualitativo che quantitativo -Incoraggiare gli alunni a interagire con gli elementi dell’ambiente naturale -Imparare ad orientarsi in un ambiente naturale -Stimolare la socializzazione, la collaborazione e la partecipazione a nuove esperienze METODI Il progetto prevede sia incontri in classe che laboratori all’aperto in forma di uscite in ambienti d’acqua dolce del territorio in presenza di educatori ambientali (naturalisti, biologi o titoli equipollenti) e di volontari delle associazioni di pesca. È previsto, quindi, l’uso di schede didattiche, che permetta una più facile comprensione dei concetti grazie alla documentazione dell’esperienza e alla raccolta dati; tutto ciò perché gli alunni esprimano le proprie opinioni, i valori e le proposte riguardanti l’ambiente. Gli argomenti in classe verranno presentati, tramite l'uso del videoproiettore e del PC, in forma di presentazioni PowerPoint con tracce audio e filmati gratuitamente reperibili su Internet per favorire il mantenimento dell’attenzione degli alunni. A secondo del laboratorio scelto le attività prevedono inoltre:

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POF 2010/2011 -Osservazione diretta dei campioni utilizzati per approfondire i vari argomenti presentati in occasione del primo incontro in classe. -Raccolta e identificazione di macorinvertebrati e plancton. -Utilizzo di chiavi di riconoscimento degli animali semplificate. -Utilizzo del binoculare e del microscopio. -Costruzione di una canna di pesca e di esche artificiali. -Elaborazione dei dati raccolti e dei contenuti attraverso l’allestimento di cartelloni individuali o collettivi. -Fare in prima persona un’esperienza di pesca. PREREQUISITI Gli alunni dovranno avere una conoscenza di base degli elementi naturali e la consapevolezza della gran varietà degli organismi. In accordo con l'insegnante sarà possibile affrontare nuovi argomenti non ancora trattati in classe e utilizzare il laboratorio per approfondirli con la programmazione didattica. TEMPI E ATTIVITA’ I laboratori proposti sono composti da 3 incontri per classe con la possibilità di scegliere anche solo 1 o 2 incontri. E’ inoltre possibile abbinare due classi per volta. Preferibilmente i laboratori verranno effettuati durante il secondo quadrimestre; se necessario è possibile iniziare anche prima delle vacanze natalizie. Verrà organizzato un incontro iniziale per programmare con gli insegnanti il laboratorio (date, luoghi da visitare, eventuali proposte e esigenze delle classi). 1) Il primo incontro viene svolto in classe e dura circa due ore. La scuola dovrà mettere a disposizione un’aula con un muro bianco libero e vuoto oppure uno schermo. Questo primo incontro è una presentazione e approfondimento di alcuni dei temi relativi all’argomento scelto dall’ insegnate tramite discussione collettiva e proiezioni delle lezioni e filmati. Il criterio guida è quello di mantenere i contenuti del corso aderenti alle esperienze dei ragazzi e al loro contesto ambientale. 2) Il secondo incontro si svolgerà in forma di escursione lungo un corso d’acqua adeguato più vicino alla scuola o al lago di Chiusi in collaborazione delle associazioni di pesca. La scuola dovrà mettere a disposizione il pulmino. Generalmente si tratta di un’uscita di due ore circa, ma su richiesta è possibile anche effettuare l’escursione durante tutta la mattina. All’inizio di ciascuna escursione gli educatori ambientali riprenderanno l’argomento già trattato nella lezione precedente in classe che verrà integrato con informazioni locali e pratici forniti dai volontari delle associazioni di pesca. Verranno effettuate delle osservazioni e misurazioni compilando delle schede didattiche, oltre che la raccolta di materiale da osservare sul posto o da utilizzare in classe per un’ulteriore verifica. La maggior parte delle attività verrà svolta riunendo gli alunni in piccoli gruppi per stimolare la socializzazione, la collaborazione, lo scambio di idee e la partecipazione a nuove esperienze. Alla fine delle escursioni si effettueranno conversazioni collettive invitando i gruppi ad un confronto e scambio delle osservazioni e esperienze fatte. In alternativa o in aggiunta dell’escursione, sarà possibile visitare la “Mostra di Pesci d’acqua dolce in acquari” presso le Fonti delle Monache a Siena (vedi sotto). 3) Il terzo incontro è una verifica in classe dove vengono osservati i campioni forniti dagli educatori con l’uso di lenti di ingrandimento, binoculari o microscopi, vengono compilate schede e utilizzato del materiale cartaceo messo a disposizione, per allestire cartelloni e fissare gli argomenti trattati durante il corso. A secondo del laboratorio scelto questo incontro sarà svolto inoltre in collaborazione con le associazioni di pesca. VERIFICA I momenti di verifica accompagneranno tutti gli incontri del laboratorio, in quanto l’attività di verifica non deve essere necessariamente separata dal processo didattico, tuttavia è previsto nel terzo incontro in classe l’elaborazione delle esperienze vissute attraverso conversazioni collettive e schede da compilare. Le attività dei laboratori saranno differenziate a seconda del livello di conoscenza degli alunni (scuola primaria, scuola secondaria di primo grado) e in accordo con l’insegnante relativamente alle esperienze pregresse e agli argomenti trattati precedentemente in classe. ATTIVITÀ DIDATTICHE DI COMPLETAMENTO AL PROGETTO In occasione della Giornata Internazionale dell'Acqua verrà organizzata la “Mostra di Pesci d’acqua dolce in acquari” nel mese di marzo 2011 (i giorni verranno stabiliti in seguito). Si tratta di una visita guidata per osservare i pesci di acqua dolce e per sottolineare l'importanza dell'acqua come risorsa essenziale per l'uomo, ma anche per tutti gli altri esseri viventi. Come gli anni precedenti la mostra verrà allestita dall'Amministrazione Provinciale di Siena in

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POF 2010/2011 collaborazione con le associazioni di pesca e con l'Associazione La Diana, che opera da molti anni nella cura, nel mantenimento e nella conoscenza dei Bottini di Siena. I volontari dell'associazione La Diana illustreranno la storia e l'uso della Fonte (e una piccolissima parte dei Bottini di Siena) mentre un esperto ittiologo guiderà le classi all'osservazione dei pesci di acqua dolce. La mostra si terrà a Siena alle Fonti delle Monache, in Via delle Sperandie n° 47 presso la sede dell'Amministrazione Provinciale di Siena Ufficio Risorse faunistiche e Riserve Naturali. In collaborazione con il Centro Didattico “La Direzione” è possibile realizzare un percorso didattico della durata di alcuni giorni al Rifugio escursionistico Riserva Naturale del Pigelleto–Monte Amiata. Durante il soggiorno gli alunni potranno partecipare a lezioni frontali, laboratori ed escursioni sul tema dell'ecologia fluviale. Saranno organizzati incontri con gli insegnanti per presentare i programmi del soggiorno e, eventualmente, integrarli in base alle esigenze della classe. Come attività finale verrà proposta nel mese di maggio 2011 una giornata al Lago di Chiusi in collaborazione con l’associazione di pesca Lenza Etrusca. Nell'occasione sarà organizzato il “Quinto trofeo del giovane pescatore” aperto alle scolaresche e ai singoli accompagnati dai genitori. Durante la mattina chi vorrà potrà provare a pescare aiutato dai volontari delle Associazioni di pesca che metteranno a disposizione anche canne ed esche, e una ricca colazione.

- Progetto “Educazione al consumo consapevole” : Breve introduzione per motivare la necessità di tali progetti: I progetti sono percorsi di approfondimento sul rapporto tra consapevolezza e responsabilità per i consumatori siano essi individui che membri di una comunità. Non si può essere consumatori consapevoli senza una forte crescita del nostro senso di responsabilità, in quanto cittadini. Il consumatore consapevole è anche un cittadino responsabile che diventa un cittadino attivo nel momento stesso in cui decide di informarsi, di controllare quello che acquista, leggendo per esempio l’etichetta, di aprire gli occhi sulla realtà, di capire se quel prodotto gli è davvero necessario, se è salutare o no e in quale misura può non esserlo o rischia di diventarlo. Un cittadino responsabile e attivo sta sempre più attento a non sprecare e lo spreco caratterizza sempre di più la nostra società. Docenti coinvolti nelle varie attività: LETTERE E SCIENZE Obiettivi didattici generali: Le esperienze e i desideri dei ragazzi, i consumi e i prodotti che fanno parte della loro vita quotidiana rappresentano il punto di partenza di itinerari di riflessione e apprendimento che consentono di divenire consumatori più competenti, ma anche cittadini più responsabili. Obiettivi didattici specifici: Attività : “OBIETTIVO: IMPATTO ZERO” – classi I Finalità

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-Riflettere sul valore economico, ambientale e sociale del “rifiuto-risorsa” analizzando il ciclo di vita degli imballaggi. - Conoscere e riflettere sulle possibili soluzioni per la riduzione dei rifiuti e la loro gestione. - Promuovere consapevolezza e responsabilità personale e collettiva nei confronti del problema rifiuti. Attività : “OCCHIO AL CIBO – versione merendine” – classi II Finalità - Riflettere sul concetto di alimentazione sana ed equilibrata. - Riflettere sul consumo dei prodotti fuori pasto tra bisogni alimentari e bisogni simbolici. - Riflettere su stili di vita e consumi. Attività : “MINORI AL LAVORO”- classi III Finalità - Prendere coscienza della complessità del fenomeno del lavoro minorile. - Riflettere sulla differenza fra lavoro e sfruttamento minorile. Mostra interattiva: “ DI RAZZA UMANA” - classi III Finalità Attraverso i percorsi, i giochi e le attività proposte i ragazzi possono capire come il razzismo nasce e si modifica nel corso del tempo e a quali esigenze risponde; possono acquisire strumenti cognitivi per comprendere i meccanismi dei pregiudizi e degli stereotipi di tipo razzista; possono provare le condizioni di “profughi di un ordine economico ingiusto” (A. Langer) Attività: “ LA COMPAGNIA DEL CUORE” – classi III Finalità Il percorso, introducendo concetti come bisogni, pregiudizi, stereotipi, identità e diversità, si pone l’obiettivo di stimolare un atteggiamento positivo nei confronti di coloro i quali vedono negati i propri diritti. Contenuti disciplinari/ interdisciplinari: - Le attività hanno contenuti diversi, ma finalizzati al conseguimento degli obiettivi generali e delle finalità specifiche. Modalità di attuazione: Le attività si sviluppano attraverso due/tre incontri, di due ore ciascuno, in classe o presso la struttura che ospita la mostra, con esperti del Centro di Educazione al Consumo Consapevole dell’Unicoop Firenze. Verifica in itinere: - Per verificare la partecipazione alle attività e il raggiungimento delle finalità si farà ricorso a: schede – test – colloqui – giochi di ruolo. Strumenti - Interventi in classe ed attività guidate con esperti del Centro di Educazione al Consumo Consapevole dell’Unicoop Firenze.

-Progetto di Educazione Alimentare “ FATTORIE DIDATTICHE”: Esperienze condotte da esperti della Confederazione Italiana Agricoltori della provincia di Siena, Camera di Commercio Industria e Artigianato di Siena, Olivicoltori Toscani Associati, Movimento del Turismo del Vino, Associazione Nazionale Città del Vino. -Progetto “PRIMO SOCCORSO” Incontri con gli operatori della Misericordia di Taverne d’Arbia.

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CLASSI II: -Progetto “ RALLY MATEMATICO”: -Progetto “EDUCAZIONE AL CONSUMO CONSAPEVOLE”: [OCCHIO AL CIBO] -Progetto di Educazione Alimentare “ FATTORIE DIDATTICHE”: -Progetto “CRESCERE CON IL SORRISO”: Breve introduzione per motivare la necessità di tali progetti: Il progetto è un’attività di prevenzione per mantenere sana la bocca, proposta e condotta da Operatori Odontoiatri ed Igienisti Dentali dell’ASL 7 di Siena. Docenti coinvolti: SCIENZE Obiettivi didattici generali e specifici: Promuovere negli adolescenti l’attenzione verso l’igiene alimentare e la prevenzione delle malattie dell’apparato dentale e di fornire istruzioni personalizzate di cura e igiene orale, da usare in modo consapevole, attraverso la comprensione della loro funzione, la capacità di effettuare correttamente determinati controlli ed attività, di migliorare la consapevolezza di sé e la relazione con gli altri. Contenuti disciplinari/ interdisciplinari: I contenuti sono finalizzati al conseguimento degli obiettivi generali e delle finalità specifiche, in particolare: 1.

per l’igiene Alimentare -con una dieta qualitativamente bilanciata -evitando prodotti contenenti alte concentrazioni di zuccheri -evitando alimenti ricchi di zuccheri a lunga permanenza in cavità orale -evitando l’assunzione frequente di cibi dolci per l’igiene Orale

-con una corretta tecnica di spazzolamento che preveda il movimento dello spazzolino dalla gengiva verso la superficie del dente - con la regolare esecuzione dopo ogni pasto - con l’uso di dentifricio al fluoro e del filo interdentale - con l’uso di collutori antiplacca -attraverso l’ablazione del tartaro professionale la Fluoroprofilassi -attraverso l’uso topico di fluoro: dentifrici, collutori, vernici, gel, i Controlli dal Dentista almeno ogni sei mesi. Modalità di attuazione: Le attività s i sviluppano attraverso: -incontro con gli insegnanti, per la definizione del progetto -incontro con i genitori per la presentazione dell’attività e sensibilizzazione sul tema -interventi con il gruppo-classe, di due ore ciascuno, con operatori dell’ASL 7 stimolando una partecipazione attiva, anche tramite giochi ed esercizi. Verifica in itinere: Per verificare la partecipazione alle attività e il raggiungimento delle finalità si farà ricorso a: schede - test - colloqui

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Strumenti: Interventi in classe ed attività guidate. Gli interventi degli esperti esterni sono senza alcun compenso da parte dell’Istituzione scolastica. Valutazione finale sui risultati raggiunti: La valutazione finale verterà sulle tematiche affrontate ed avverrà attraverso prove di tipo strutturato, ma anche per mezzo di colloqui Autovalutazione dell’azione progettuale attivata: L’attività è stata già effettuata negli anni scolastici precedenti con risultati valutati positivamente dagli studenti, dai genitori e dai docenti. -Progetto “PRIMO SOCCORSO” Incontri con gli operatori della Misericordia di Taverne d’Arbia. CLASSE III: -Progetto “ RALLY MATEMATICO”: - Progetto “EDUCAZIONE AFFETTIVA E SESSUALE” Breve introduzione per motivare la necessità di tali progetti: Il progetto è un percorso di approfondimento sul rapporto tra emozioni e sentimenti nell’ambito di attività di educazione e promozione della salute proposte dallo staff di Educazione alla Salute dell’ASL 7 di Siena.

-Docenti coinvolti : Lettere e Scienze Destinatari: C LASSI III Obiettivi didattici generali e specifici: Promuovere negli adolescenti l’intelligenza emotiva, che è la capacità di provare emozioni non razionali e di usarle in modo consapevole, attraverso la comprensione della loro funzione, la capacità di riconoscere i propri vissuti emotivi, la capacità di comunicarli correttamente, di migliorare la consapevolezza di sé e la relazione con gli altri.

Contenuti disciplinari/ interdisciplinari: I contenuti sono finalizzati al conseguimento degli obiettivi generali e delle finalità specifiche.

Modalità d i attuazione: Le attività si sviluppano attraverso: -incontro con gli insegnanti, per la definizione del progetto -incontro con i genitori per la presentazione delle attività e sensibilizzazione sul tema -interventi con il gruppo-classe, di due ore ciascuno, con operatori dell’ASL 7 stimolando una partecipazione attiva, anche tramite giochi ed esercizi. Verifica in itinere: Per verificare la partecipazione alle attività e il raggiungimento delle finalità s i farà ricorso a: schede -t est- colloqui Strumenti: Interventi in classe ed attività guidate con operatori dell’ASL 7.

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Gli interventi degli esperti esterni sono senza alcun compenso da parte dell’Istituzione scolastica. Valutazione finale sui risultati raggiunti: La valutazione finale verterà sulle tematiche affrontate ed avverrà attraverso prove di tipo strutturato, ma anche per mezzo di colloqui, realizzazione di ipertesti per l’esame di licenza media, ecc.

Autovalutazione dell’azione progettuale attivata: L’attività è stata già effettuata negli anni scolastici precedenti con risultati valutati positivamente dagli studenti, dai genitori e dai docenti. - Progetto “ ASTRONOMIA”: Breve introduzione per motivare la necessità di tale progetto: L’Astronomia esercita sui giovani un fascino ed un’attrazione particolare e per questo può essere usata come “veicolo” per introdurre in modo più agevole ed interessante molta parte della Fisica. Inoltre l’Astronomia si presta, meglio di altre Scienze, o almeno in modo più immediato, ad insegnare e sperimentare il “metodo scientifico”. Capire che esiste il Cielo, e sapere come lo si studia, dà agli studenti un sapere di base che li rende più sicuri. Capire che il Cielo è una parte dell’ambiente naturale migliora la loro coscienza dell’ambiente stesso e li allontana dal “magico e misterioso”, mentre invece l’Astronomia si presta bene a studi interdisciplinari seri. Gli studenti oggi vivono in un mondo di immagini “veloci”: TV, videogames, etc. il Cielo invece cambia, ma in modo lento ed i ragazzi/e non sono mentalmente equipaggiati per rendersene conto. Viviamo inoltre in un mondo in cui i media (giornali, libri, TV, in parte anche il Web) privilegiano un approccio “spettacolare” alla Scienza ed a questa in particolare. Buchi neri, Big Bang, Stringhe cosmiche sono spesso gli unici fenomeni astronomici che, in modo incomprensibile, vengono riportati nei media. Per questo i ragazzi/e, ma spesso anche gli insegnanti, si “annoiano” a studiare/spiegare fenomeni semplici: il giorno e la notte, le stagioni, il Sole, etc. D’altronde gli insegnanti generalmente non hanno affrontato, nel loro curricolo di studi, l’Astronomia in modo sistematico e può sussistere una preoccupazione di “non essere preparati a questo insegnamento”.

Docenti responsabili: Scienze e Lettere Destinatari: CLASSI III Obiettivi didattici generali: Nell’approccio all’Astronomia è importante tener conto del fatto che i ragazzi/ devono essere protagonisti del loro apprendimento, pertanto si eviterà o ridurrà al minimo la parte più tradizionale della geografia astronomica ed anche gli aspetti eccessivamente sensazionalistici (es. evoluzione stellare e buchi neri…) anche perché gli studenti della scuola media inferiore non hanno le basi e gli strumenti per capire questi temi, peraltro molto particolari e limitati. Pertanto, partendo dai concetti più semplici, ma di base, necessari per la comprensione della materia si guideranno i ragazzi/e verso le attuali frontiere della ricerca secondo un percorso osservare-misurare-passare al modello che, insieme al ruolo basilare della discussione tra docente e alunni sulle attività in svolgimento, cercherà di sviluppare una attenta capacità di osservazione e di analisi, di esprimersi correttamente, di discutere dei termini fondamentali di un problema, di coglierne gli elementi essenziali.

Obiettivi didattici specifici Capacità di orientarsi nello spazio e nella volta celeste comprensione dei principali movimenti del Sole, della Terra e dei pianeti conoscenza delle unità di misura astronomiche riconoscimento della stella polare e di alcune costellazioni nella volta celeste. Contenuti disciplinari/ interdisciplinari: a) Vicino-lontano, grande-piccolo, avvicinamento-allontanamento.

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b) c) d) e) f) g) h) i)

L’orizzonte: punti di vista diversi dello stesso paesaggio. Orientiamoci: i punti cardinali. Sole, Terra e moti. Le fasi lunari e il sistema Sole-Terra-Luna. Al di fuori del Sistema Solare, un momento di riflessione. Le diverse unità di misura in Astronomia. Una parte dell’Universo che non vediamo con i nostri occhi: le radiazioni. Visita all’Osservatorio: osservazione diurna del Sole e notturna del cielo nel Planetario.

Modalità di attuazione: -Lezioni frontali e/o interattive con gli alunni nelle rispettive classi. -Visione di filmati. -Dibattiti. -Visita guidata del gruppo classe basato sull’apprendimento attivo ed esperienziale, da concordare con gli insegnanti della classe. Verifica in itinere: Per le modalità d i verifica si utilizzeranno: relazioni, questionari, test, dibattiti. Strumenti Biblioteca, computer, videocassette. Si farà ricorso alle seguenti risorse esterne: Soci-divulgatori dell’unione Astrofili Senesi, abilitati da appositi corsi di formazione svolti presso l’Osservatorio Astrofisico di Arcetri (Firenze). Costo previsto: Per realizzare le attività indicate: Iscrizione delle classi partecipanti all’associazione Unione Astrofili Senesi, con il contributo delle famiglie degli alunni. Le visite si effettueranno in orario mattutino presso l’Osservatorio Astronomico di Montarrenti, in date e orari da concordare in relazione alla disponibilità degli scuolabus del Comune di Siena e degli operatori dell’unione Astrofili. Non sono previsti compensi per il personale docente, tranne il pagamento/recupero delle ore dei docenti effettuate oltre l’orario di servizio.

Valutazione finale sui risultati raggiunti: La valutazione finale verterà sulle tematiche affrontate ed avverrà a ttraverso prove di tipo strutturato, relazione sulla visita guidata, ma anche per mezzo di colloqui, realizzazione di ipertesti per l’esame di licenza media, ecc.

Autovalutazione dell’azione progettuale attivata: L’attività è stata già effettuata negli anni scolastici precedenti con risultati valutati positivamente dagli studenti, dai genitori e dai docenti.

- Progetto «EDUCAZIONE AL CONSUMO CONSAPEVOLE» (MINORI AL LAVORO) - ( DI RAZZA UMANA) -( LA COMPAGNIA DEL CUORE): - Progetto PRIMO SOCCORSO 7. AREA CONTINUITA’ EDUCATIVA E ORIENTAMENTO

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PROGETTO CONTINUITÀ EDUCATIVA. SCUOLA PRIMARIA – SCUOLA SECONDARIA DI 1° GRADO

L’idea centrale del progetto è quella di individuare e condividere un quadro comune di obiettivi, sia di carattere cognitivo che comportamentale, sulla base dei quali costruire gli itinerari del percorso educativo e di apprendimento e di realizzare altresì un clima culturale, relazionale ed istituzionale che consenta a tutti di partecipare ed essere protagonisti, favorendo una graduale conoscenza del ‘nuovo’, per evitare un brusco passaggio dalla scuola primaria alla scuola secondaria di primo grado. “Il principio della continuità educativa esige che questo passaggio sia ben monitorato e che i docenti, nell’anno precedente e in quello successivo, collaborino, in termini di scambio di informazioni, di progettazione e verifica, di attività educative e didattiche”. attività, per stabilire il grado di collaborazione e contributo personale nonché le competenze via via acquisite. La valutazione rappresenterà il momento finale e servirà e determinare l’efficacia del progetto. PROGETTO ORIENTAMENTO.

Scuola Secondaria di 1° grado- Scuola Secondaria di 2° grado Premessa La scuola ha il compito di mettere l’alunno in condizione di rivendicare un suo ruolo nell’ambiente sociale, culturale e professionale, nonché di conquistare la propria identità di fronte agli altri. Scopo dell’orientamento è quello di individuare nel singolo alunno capacità, attitudini, aspettative, difficoltà inerenti al suo futuro come persona e come studente in vista di una scelta ragionata. Il progetto orientamento si sviluppa nel triennio e si articola in diverse unità di apprendimento che mirano alla conoscenza di sé, dell’ambiente circostante, del territorio e delle prospettive di lavoro. In modo particolare viene favorito lo sviluppo delle abilità di base, per un proficuo inserimento nella scuola superiore, e delle capacità di autovalutazione. Il progetto è realizzabile nell’arco del triennio e pertanto è rivolto a tutti gli alunni della scuola, anche se, per ovvie ragioni, si concretizza nell’ultimo anno della scuola media, attraverso incontri con gli insegnanti delle scuole superiori e con esperti delle opportunità lavorative a livello locale

8. AREA DELL’ACCOGLIENZA E DELL’INTEGRAZIONE “ Conoscersi e riconoscersi nell’altro ci permette di entrare in relazione con il mondo senza timore di chi o che cosa è «diverso» da noi e dal nostro modo di vivere» Il gruppo di studio e di lavoro preposto all’area dell’accoglienza e dell’integrazione, data la specificità trasversale alle discipline, ha scelto di articolare il proprio lavoro in merito alle diverse situazioni da affrontare nel quotidiano scolastico, per favorire l’inserimento e la migliore integrazione di tutti gli alunni, in modo particolare dei nuovi alunni, di quelli diversabili e di quelli di madre-lingua straniera. La scuola, poiché rappresenta un importante modello di interazione sociale e di dialettica individuo-gruppo, ha fra i suoi molteplici compiti quello peculiare di favorire, di soddisfare e di dare risposte articolate ai bisogni di riconoscimento, di identificazione positiva, di autoaffermazione di ogni adolescente, sia nel gruppo dei pari, sia nei rapporti con le figure adulte, per accompagnarne la crescita personale, educativa, culturale e professionale. ALUNNI DIVERSABILI

Premessa Prevenzione dei disagi ed integrazione non sono da ricondursi alla patologia ed alla individualità: per il successo delle iniziative nella scuola si deve tener conto che l’intervento pedagogico deve essere di tipo sistemico, deve rivolgersi alle reti di rapporti umani ed estendersi dalla classe all’interno della scuola, dal sociale rappresentato dai genitori, alla comunità in cui la scuola è inserita.

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POF 2010/2011 I ragazzi in difficoltà e gli alunni diversabili devono essere protagonisti del loro sviluppo e della loro crescita, poiché in essi esistono potenzialità conoscitive, operazionali e relazionali che non bisogna ostacolare attraverso gli schemi e le richieste della cultura corrente e del costume sociale. A tal proposito lo studio e le attività didattiche dovranno essere aperte alla sperimentazione ed alla ricerca; successivamente si dovranno concretizzare le dinamiche teoriche per verificarle nella pratica quotidiana. La nostra realtà scolastica accoglie, sia nella sede centrale, sia nei plessi di via del Refugio e di Presciano - Taverne d’Arbia, alunni che presentano difficoltà di apprendimento, disturbi generalizzati dello sviluppo e del comportamento, deficit sensoriali, anche in situazioni di gravità. I LABORATORI INTEGRATI Il gruppo ha individuato scelte organizzative, quali: lavoro a classi aperte, ricerche interdisciplinari gestite collegialmente, approfondimenti tematici, attività per fasce di livello e laboratori integrati. Indipendentemente dalla disponibilità di altre aziende ci siamo impegnati ad organizzare “Laboratori integrati” all’interno della scuola, ponendo l’accento sul vocabolo “Integrati”, poiché siamo convinti che in laboratori “Protetti” l’allievo non progredisce, nemmeno quando strumentalmente acquisisce certe abilità. La presenza dei pari nelle attività laboratoriali metacognitive, cognitive e operativo-espressive consente agli alunni diversabili di apprendere per induzione ed imitazione, accorciando i tempi di apprendimento. Obiettivo finale, cui le attività mirano, sarà favorire l’apprendimento creando un clima di collaborazione e di convinta solidarietà tra i ragazzi e rimuovendo le cause che impediscono ad alcuni di loro di vivere con serenità l’ambiente scolastico. Per gli alunni portatori di disabilità psicofisiche e sensoriali, sono previste attività specifiche con la presenza di mediatori alla comunicazione e/o all’autonomia della Cooperativa Sociale Elfo di Firenze, inoltre a scuola è presente una psicologa della associazione “Sesto Senso”.

Progetto “Caccia al tesoro sensoriale” La scuola aderisce al progetto “Caccia al tesoro sensoriale” promosso dalla Circoscrizione 4, che prevede otto incontri con esperti che aiuteranno tutti gli alunni, compresi gli alunni ipovedenti e sordi, a costruire un percorso di caccia al tesoro che concluderà gli incontri.

ALUNNI DI MADRE LINGUA STRANIERA Nuovi alunni (classi prime) L’accoglienza dei nuovi alunni prevede le seguenti attività: -autopresentazione alla classe; -illustrazione dell’organizzazione della scuola: orario, discipline, personale docente e non, regolamento della scuola(regole di comportamento, modalità di ingresso e di uscita, intervallo) -osservazione delle dinamiche relazionali attraverso uscite in orario scolastico, attività di gruppo, attività ludiche. INTRODUZIONE E RILEVAZIONE DEI DATI L’insediamento stabile delle popolazioni immigrate anche sul territorio senese porta ad ipotizzare per il futuro una presenza multiculturale sempre più c onsistente nelle scuole. Nella nostra realtà la frequenza di alunni stranieri è caratterizzata da una crescita annuale costante che oggi ha un'incidenza del 13% sulla popolazione scolastica totale. ANALISI DEI BISOGNI Per agevolarne l'accoglienza e l'integrazione, si predispone che il progetto si articoli in laboratori linguistici e interculturali tesi a favorire lo sviluppo e la crescita della persona attraverso l'educazione alla pace, alla giustizia, alla libertà e quindi alla costruzione di una società fondata sul dialogo delle culture.

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RISORSE PROFESSIONALI Per avviare le procedure d'inserimento ed accoglienza, per promuovere l'integrazione linguistica e sociale, per valorizzare la lingua d'origine e le culture altre, la scuola si è attivata istituendo una commissione “alunni stranieri”, composta dal Dirigente scolastico, da una rappresentanza di docenti curricolari e docenti di attività di recupero e sostegno, che si propone di strutturare una migliore offerta formativa per tutti gli alunni. A tale fine la commissione ha redatto: il protocollo d'accoglienza (v. APPENDICE; una scheda di rilevazione di dati socio-linguistici e relazionali; una modulistica plurilingue (mod. d'iscrizione, schede di valutazione etc.). Inoltre promuoverà l’attivazione dei laboratori linguistici che vedranno impegnati: docenti interni alla scuola, di lingua italiana, di lingua straniera e delle varie discipline; mediatori linguistico-culturali; tirocinanti dell'Ateneo di Siena Facoltà di Lingua e Cultura Italiana - Università per Stranieri; volontari dell'Associazione “Cometa” o.n.l.u.s.; volontari dell’Associazione “Amici della Costa d’Avorio e dell’Africa”. MODALITÀ DI INTERVENTO Gli interventi sono di tipo laboratoriale e più intensivi in fase iniziale, soprattutto per coloro che necessitano di una prima alfabetizzazione. I percorsi didattici si svolgeranno attraverso la formulazione di moduli flessibili e differenziati, definiti nel tempo, negli obiettivi e nei contenuti in base alle esigenze degli allievi. Sarà data importanza ai momenti di accoglienza e di ascolto dei bisogni dei ragazzi. Si porranno in essere modalità di interazione costruttiva con l'altro e l'inedito. Si adotteranno strumenti linguistici e modalità rappresentative (lettura iconografica, linguaggio mimico-gestuale ecc.).

ORGANIZZAZIONE Gli interventi si attueranno durante lo svolgimento delle attività didattiche antimeridiane, nel contesto della classe con attività specifiche su piccoli gruppi di soli alunni stranieri di pari bisogno, programmate e condotte dal personale docente, dagli esperti esterni e dai mediatori. Il progetto verrà svolto durante il corso dell’intero anno scolastico.

CONTENUTI Per quanto riguarda i contenuti degli interventi laboratoriali, si analizzeranno ambienti, tradizioni, narrazioni, elementi di cultura materiale dei vari paesi di provenienza mettendoli a confronto con quelli del nostro paese. Gli apprendimenti dovranno avvenire in un contesto comunicativo, selezionato in base a esigenze contingenti e della vita quotidiana: dimensione del sé, la scuola, la città, il corpo umano, i documenti, la salute, il tempo libero, gli alimenti ecc.. Durante la settimana pedagogica sono previsti laboratori fruibili anche da alunni diversamente abili e stranieri. OBIETTIVI Gli obiettivi principali del progetto saranno i seguenti: - Alfabetizzazione di base per gli alunni che non posseggono ancora quelle conoscenze minime della lingua italiana che consentano loro di impostare una regolare comunicazione con gli altri. Questa azione si pone l’obiettivo di precocizzare al massimo l’acquisizione delle conoscenze per minimizzare lo svantaggio iniziale. - Consolidamento ed approfondimento delle conoscenze precedentemente ed altrimenti acquisite; ampliamento delle conoscenze pregresse e loro sistematizzazione. - Fornire gli elementi base per la conoscenza della lingua italiana attraverso lo sviluppo delle quattro abilità (ascolto, parlato, lettura e scrittura). - Sviluppare le abilità comunicative. - Sviluppare le abilità per orientarsi nel sociale (conoscere le regole fondamentali del vivere comune, conoscere il territorio e le sue risorse). - Sensibilizzare ai valori di pace, di giustizia, di libertà, di solidarietà e di accoglienza. - Favorire il riconoscimento dell’identità personale e altrui e l’interazione costruttiva con l’altro. - Sviluppare, negli alunni, la capacità di comprensione del concetto di diversità e di punto di vista - Fornire agli alunni una possibilità di confronto diretto con culture e situazioni umane distanti dalla propria

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- Sviluppare la capacità di autorappresentarsi e di descrivere il proprio mondo e la propria identità culturale VALUTAZIONE E DOCUMENTAZIONE La valutazione formativa in itinere e la valutazione dei progressi si basa sui risultati effettivamente raggiunti in relazione alla situazione di partenza dei singoli alunni. Alla scheda di valutazione è aggiunto il seguente allegato:

ASPETTI RELAZIONALI E SOCIALI / INSERIMENTO. -L’alunno è \non è facilitato, nel rapporto con gli insegnanti ed i compagni, dalla presenza di un mediatore culturale -L’alunno si relaziona con i compagni ed i docenti: Molto/ Parzialmente/ Raramente - Interagisce utilizzando prevalentemente: - L’italiano, anche se in forma elementare o con semplici vocaboli usati isolatamente - L’italiano, con l’aggiunta, talvolta, di parole o espressioni in lingua madre - La gestualità FREQUENZA: La frequenza scolastica dell’alunno è stata: regolare/saltuaria/nulla

IMPEGNO, COINVOLGIMENTO E PROGRESSI OTTENUTI -L’alunno: ha mostrato un impegno costante e positivo/ ha bisogno, talvolta, di sollecitazioni/deve ancora acquisire la motivazione necessaria. -Globalmente, i progressi ottenuti dall’alunno nell’area relazionale rispetto alla situazione di partenza sono stati: rilevanti/accettabili/ poco rilevanti 9. COLLABORAZIONE CON LE AGENZIE EDUCATIVE DEL TERRITORIO

Per la realizzazione dei progetti all’interno delle diverse aree disciplinari la scuola si avvale anche della collaborazione delle seguenti agenzie sul territorio: -ARCI; -ASL; -Assessorato all’ambiente del Comune di Siena; -Assessorato alla Cultura del Comune di Siena; -Associazione Amici della Costa d’avorio e dell’Africa; -Auser; -Circoscrizione 3 e Circoscrizione 4; - Complesso Museale Santa Maria della Scala; -IperCOOP Firenze; -FAI; -Istituto Storico della Resistenza; -Misericordia di Taverne d’Arbia; -PROCO; -Progetto Orientamento in collaborazione con la Provincia di Siena; -Protezione Civile; -Università degli Studi di Siena; -Uisp. 10. LA VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI La valutazione è una parte essenziale del processo educativo e formativo che permette agli alunni e agli insegnanti di verificare gli obiettivi raggiunti. Quindi la valutazione è trasparente e tempestiva, riferita a una situazione specifica e segue tutti i progressi dell'alunno nel corso del periodo scolastico.

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POF 2010/2011 A tale scopo sono presi in considerazione l'impegno, l'interesse e il processo di crescita umano e intellettuale. La valutazione è formulata sulla base delle verifiche scritte, orali o pratiche. La valutazione, periodica e finale, è affidata al Consiglio di Classe presieduto dal Dirigente Scolastico o da suo delegato ed è decisa a maggioranza. Per essere ammessi alla classe successiva gli studenti non devono aver ottenuto voti inferiori a sei decimi in nessuna disciplina. Il Consiglio di Classe, tuttavia, valuta sempre l'utilità educativa dell'ammissione alla classe successiva. Per quanto riguarda gli alunni D.S.A. e gli alunni stranieri si rimanda all’area Accoglienza e Integrazione. (Vd. Sopra). Poiché l'educazione dell'alunno è volta alla formazione del cittadino il suo comportamento all'interno della comunità scolastica è valutato come parte integrante del suo percorso di crescita e di maturazione. Per accedere alla classe successiva, pertanto, il voto della condotta non deve essere insufficiente (inferiore a 6). L'ammissione alla classe successiva è possibile se l'alunno ha frequentato almeno i tre quarti dell'orario annuale (non sono ammessi più di 50 giorni di assenza). Il Collegio dei Docenti ha stabilito i casi eccezionali in cui l'alunno può essere, comunque, ammesso alla classe successiva. Il Collegio dei Docenti ha deliberato i criteri generali a cui devono attenersi i Consigli di Classe volti a rendere omogenei gli standard utilizzati nella valutazione. Fatta eccezione per l’insegnamento della religione cattolica, la cui valutazione è espressa con un giudizio sintetico, è stata quindi deliberata la seguente griglia di valutazione degli alunni: VOTO 1-3

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GIUDIZIO DEL TUTTO INSUFFICIENTE GRAVEMENTE INSUFFICIENTE INSUFFICIENTE

6

SUFFICIENTE

7

DISCRETO

8

BUONO

9

OTTIMO

10

ECCELLENTE

4

CONOSCENZE – ABILITA’ - COMPETENZE Assenza di conoscenze di base che caratterizzano la disciplina della metodologia specifica corrispondente Gravi carenze conoscitive e metodologiche che producono conoscenze e/o capacità di applicazione frammentarie e male organizzate Assimilazione parziale, superficiale o non significativa dei contenuti e/o delle procedure di applicazione, unita ad una metodologia disciplinare non corretta Sufficiente assimilazione dei contenuti e/o delle procedure di applicazione; permangono carenze nella organizzazione, esposizione o applicazione Convincente assimilazione dei contenuti unita a capacità di comprensione, organizzazione ed esposizione/applicazione degli stessi in forma coerente Piena assimilazione dei contenuti unita a buone capacità di comprensione, organizzazione, rielaborazione e applicazione Piena assimilazione dei contenuti unita a ottime capacità di comprensione, organizzazione, rielaborazione, applicazione e approfondimento Piena assimilazione dei contenuti unita a eccellenti capacità di comprensione, organizzazione, rielaborazione, applicazione e approfondimento, contrassegnate anche da originalità e creatività

Anche in ordine alla valutazione del “comportamento”, è stata formulata una corrispondenza tra voto “di condotta” – giudizio – comportamento: VOTO 3-5

6 7 8

9-10

GIUDIZIO COMPORTAMENTO DEL TUTTO MANCANTE DI Atteggiamento gravemente o molto scorretto nei confronti del personale RISPETTO docente e non docente, dei compagni e delle strutture scolastiche, attestato da nota scritta sul quaderno delle comunicazioni e/o sul registro di classe; ripetute assenze non giustificate e/o per sospensioni subite NON SEMPRE RISPETTOSO Comportamento non sempre corretto; casi di disturbo in classe, anche se non gravi. COMPLESSIVAMENTE Comportamento complessivamente corretto; capacità di autocontrollo solo in RISPETTOSO situazioni strutturate SOSTANZIALMENTE Comportamento sostanzialmente corretto; capacità di autocontrollo sia in RISPETTOSO situazioni strutturate, che in situazioni meno controllate (ricreazione, cambio dell’ora, viaggio di istruzione, attività opzionali) TOTALMENTE RISPETTOSO Comportamento corretto e responsabile; autocontrollo consapevole sia in situazioni strutturate, che in situazioni meno controllate (ricreazione, cambio dell’ora, viaggio di istruzione, attività opzionali)

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Scuola Secondaria di Primo Grado San Bernardino da Siena Sede Centrale: via P.A. Mattioli, 6-53100 Siena- tel/fax 0577.281046 Plesso Jacopo della Quercia: via del Refugio, 2, 53100 Siena-tel/fax 0577.280613 Sezione Staccata-Loc. Presciano-Taverne d’Arbia-53100 Siena- tel/fax 0577.364856 Sito: www.sanbernardino. it e.mail: simm04500q@istruzione.it C.F.: 80008280523 1. CARTA DEI SERVIZI 2. REGOLAMENTO INTERNO 3. REGOLAMENTO DI DISCIPLINA 4.CODICE ETICO - DEONTOLOGICO DEI DOCENTI 5. CODICE ETICO-DEONTOLOGICO DEL PERSONALE A.T.A. 6. PATTO EDUCATIVO DI RESPONSABILITA’ 7. STATUTO DELLE STUDENTESSE E DEGLI STUDENTI 1. CARTA DEI SERVIZI 1. Diritti dell’alunno 2. Diritti-doveri dei docenti 3. Rapporti con le famiglie 4. Funzionalità organizzativa 2. REGOLAMENTO DELLA SCUOLA

1. Assistenza degli alunni 2. Orario delle lezioni 3. ritardi, assenze e giustificazioni 4. Tutela delle lezioni 5. Rapporti con le famiglie 6. Formazione delle classi prime 7. casi specifici 3. REGOLAMENTO DI DISCIPLINA

1. Fondamenti pedagogici 2. Premessa metodologica: la corretta relazione educativa tra docenti e allievi 3. Provvedimenti disciplinari 4. CODICE ETICO-DEONTOLOGICO DEI DOCENTI

- L’etica verso la professione - L’etica verso gli allievi - L’etica verso i colleghi - L’etica verso l’istituzione scolastica - L’etica nelle relazioni con i genitori 5. CODICE ETICO-DEONTOLOGICO DEL PERSONALE A.T.A. 1. 2. 3.

L’etica verso la professione il personale amministrativo il personale ausiliario

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1. CARTA DEI SERVIZI La Carta dei Servizi, prevista per tutti gli uffici della Pubblica Amministrazione dal D.P.C.M. del 07.06.1995, costituisce l’impegno di questa scuola a garantire la massima qualità possibile del servizio ai nostri alunni e alle loro famiglie. La Carta, per tutti gli aspetti del servizio scolastico, prevede i seguenti punti: 1. DIRITTI DELL’ALUNNO

Ogni alunno ha diritto all’istruzione e all’educazione, nel rispetto dei seguenti principi A. UGUAGLIANZA E DI ACCOGLIENZA

Tutti gli alunni riceveranno una adeguata accoglienza al fine di vivere le loro esperienze educative nel rispetto di ogni loro specificità di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni socio-economiche, abilità fisiche e psicologiche, ecc. B. TUTELA FISICA

Tutti i momenti della vita scolastica saranno vissuti sotto il vigile controllo del personale docente e non docente, in un ambiente salubre e funzionale, secondo le norme di sicurezza espresse nella DLGS 81/08 C. TUTELA INTELLETTUALE

L’attività dei docenti si svolgerà nel rispetto dell’etica verso la professione, gli allievi, i colleghi, l’istituzione scolastica e le famiglie (vd. Codice Deontologico dei docenti). D. TUTELA PSICOLOGICA

La scuola sarà attenta nel vigilare su tutte le situazioni di disagio che gli alunni potranno vivere nella realtà scolastica e extrascolastica. Nel caso in cui i comportamenti dei docenti si discostino da quanto sopra enunciato, la famiglia ha la possibilità di rivolgersi direttamente sia ai docenti interessati sia al Dirigente Scolastico. 2. DIRITTI-DOVERI DEI DOCENTI

Nel rispetto dei principi che fondano la Scuola Secondaria di Primo Grado, è garantita la libertà di insegnamento, intesa come libera ricerca da attuarsi nel rispetto di: a. diritto dell’alunno ad apprendere abilità irrinunciabili per esprimersi come persona e cittadino consapevole e a essere rispettato nelle caratteristiche psicologiche tipiche della sua fase evolutiva. b. diritto-dovere del docente all’aggiornamento. 3. RAPPORTI CON LE FAMIGLIE

Si intende favorire il dialogo con le famiglie per una proficua collaborazione mediante: A. IL QUADERNO DELLE COMUNICAZIONI

Per fornire alle famiglie e alla scuola uno strumento di interazione sulle dinamiche educative e didattiche degli alunni. B. IL RICEVIMENTO SETTIMANALE MATTUTINO

Per consentire alle famiglie di poter incontrare i docenti e programmare tali colloqui tramite appuntamento. C. IL RICEVIMENTO POMERIDIANO

Per consentire alle famiglie che non possono usufruire del ricevimento mattutino di avere un colloquio con i docenti due volte l’anno.

4. FUNZIONALITÀ ORGANIZZATIVA 1. UFFICI A CONTATTO CON IL PUBBLICO

a) L’ufficio di segreteria riceve il martedì, giovedì e sabato dalle 8,45 alle 11,00. b) Il Dirigente Scolastico riceve solo tramite appuntamento. 2. INFORMAZIONI

La scuola è sempre disponibile a dare informazioni in forma scritta e verbale, su domanda dell’interessato, previa approvazione del Dirigente Scolastico o di un suo delegato e/o del Dirigente dei Servizi Generali e Amministrativi. 3. TRASPARENZA DELLE PROCEDURE

Nel rispetto della legge (L.241/90) i documenti relativi alla programmazione dell’attività didattica e alla gestione economica dell’Istituto Scolastico saranno depositati in segreteria e potranno essere consultati tramite domanda in carta semplice.

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POF 2010/2011 4. CELERITĂ€ DELLE PROCEDURE E TEMPI DI ATTESA AGLI SPORTELLI

a. b.

a) Tutte le pratiche saranno trattate con celeritĂ . b) Saranno resi pubblici i tempi di attesa per le diverse pratiche: c) Procedura delle iscrizioni alle classi: sul momento; d) Rilascio di certificati: 3 gg. (iscrizioni e frequenza); 5 gg. (votazioni e giudizi); e) Rilascio dei diplomi sostitutivi: sul momento, a partire dal giorno successivo agli scrutini finali; f) Consegna schede di valutazione: da parte dei docenti in un unico giorno comunicato alle famiglie da parte della segreteria in orario comunicato alle famiglie

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POF 2010/2011 2. REGOLAMENTO DELLA SCUOLA

Il regolamento ha lo scopo di: a) garantire le migliori condizioni per l’apprendimento scolastico; b) stimolare la collaborazione fra tutti gli educatori (genitori e docenti); c) tutelare l’incolumità degli allievi del personale scolastico. 1. ASSISTENZA DEGLI ALUNNI

a) All’interno della scuola, prima dell’inizio delle lezioni, è necessario rimanere negli spazi assegnati a ogni classe in attesa della campanella.

b) I docenti accompagneranno le classi nei loro spostamenti all’interno dell’Istituto Scolastico, compresi l’ingresso nelle aule e l’uscita dalla scuola . c) All’inizio dell’anno, le famiglie degli alunni che intendono partecipare alle attività pomeridiane autorizzano la permanenza a scuola dell’alunno durante la pausa mensa, che sarà vigilata da un docente incaricato. Nel caso in cui l’alunno esca durante questo intervallo vale la regola delle uscite anticipate (vd. 3.4). 2. ORARIO DELLE LEZIONI VIA P. A. MATTIOLI PRIME

1° lezione 2° lezione Intervallo 3° lezione 4° lezione 5° lezione Uscita

3.

8.20 9.20 10.15 10.35 11.20 12.20 13.20

PLESSI JACOPO E PRESCIANO SECONDE

8.22 9.20 10.15 10.35 11.20 12.20 13.22

TERZE

8.25 9.20 10.15 10.35 11.20 12.20 13.25

PRIME

8.25 9.20 10.15 10.35 11.20 12.20 13.25

SECONDE

8.27 9.20 10.15 10.35 11.20 12.20 13.27

TERZE

8.30 9.20 10.15 10.35 11.20 12.20 13.30

RITARDI, ASSENZE E GIUSTIFICAZIONI

1.

Il ritardo è considerato tale quando l’alunno entra a scuola 5 minuti dopo l’ultima campanella. I ritardi causati dal servizio di trasporto (scuolabus) devono essere comprovati. 2. L’ingresso ritardato deve essere giustificato tramite il libretto delle giustificazioni o la presenza di un familiare responsabile (cioè che ha depositato la firma in segreteria). 3. In caso di ritardo non giustificato, l’alunno viene ammesso, ma è necessario richiedere alla famiglia giustificazione scritta tramite il quaderno delle comunicazioni. 4. L’uscita anticipata è permessa solo in presenza di un familiare responsabile o di un delegato (modello da compilare a cura del delegante e del delegato). 5. L’assenza per uno o più giorni deve essere giustificata tramite il libretto delle giustificazioni il giorno del rientro; se superiore ai 5 giorni è necessario il certificato medico, se l’assenza è determinata da motivi di salute, oppure una dichiarazione personale dei genitori. 6. Nel caso in cui l’alunno non porti la giustificazione il giorno del rientro a scuola, la deve consegnare il giorno successivo; se questo non avviene al terzo giorno dovrà essere accompagnato da un membro autorizzato della famiglia.

4. TUTELA DELLE LEZIONI

1.

Al fine di limitare il più possibile le interruzioni delle lezioni, solo durante il cambio dell’ora: 1. gli studenti possono allontanarsi dall’aula, con il permesso dell’insegnante dell’ora precedente; 2. possono essere effettuate eventuali consegne di materiali agli alunni. 2. L’uso dei cellulari da parte degli alunni durante l’orario scolastico è vietato. La violazione di tale divieto configura un’infrazione disciplinare rispetto alla quale la scuola applica apposite sanzioni, ivi compresa quella del ritiro temporaneo del telefono cellulare. Il divieto di utilizzare il telefono cellulare durante le attività di insegnamento vale anche per il personale docente (Circ. Min. n. 362 del 25 agosto 1998) 5.RAPPORTI CON LE FAMIGLIE.

1.

Il rapporto con le famiglie avviene in primo luogo tramite il quaderno delle comunicazioni che deve essere portato sempre a scuola e conservato con cura, assieme

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POF 2010/2011

al libretto delle giustificazioni; che deve essere controllato quotidianamente dalle famiglie; la cui mancanza deve essere segnalata sul registro di classe. 2. A partire da un mese dopo l’inizio della scuola, si può parlare con tutti i docenti della classe in servizio su appuntamento nei giorni di ricevimento. 3. Il ricevimento pomeridiano avverrà, anche tramite appuntamento, a metà del primo e a metà del secondo quadrimestre ed è destinato a chi non può usufruire di quello mattutino. 6. FORMAZIONE DELLE CLASSI PRIME

L’obiettivo è quello di formare classi eterogenee nella loro composizione e omogenee fra di loro. Criteri e procedimento: 1. Rispetto ove possibile della parità numerica, del rapporto numerico fra maschi e femmine e di un’equa distribuzione degli alunni. 2. Riduzione del numero degli alunni nelle classi ove siano presenti uno o più portatori di handicap che richiedono la presenza del sostegno 3 Assegnazione della sezione agli alunni che hanno scelto la sezione al momento frequentata da fratelli o sorelle. 4. Possibilità da parte di ciascun alunno di esprimere massimo due preferenze di compagno insieme al quale essere assegnato alla stessa sezione, purché l’indicazione sia congiunta e condivisa. 5. Assegnazione di ciascun alunno sulla base della valutazione fornita dai docenti della scuola primaria e della documentazione inviata dalla scuola di provenienza. 6. I criteri di cui ai punti precedenti non si applicano alla sezione A in quanto sezione a indirizzo musicale. 10. CASI SPECIFICI

1.Gli alunni stranieri vengono iscritti alla classe corrispondente alla loro età anagrafica, in base alle linee guida ministeriali. 2. Gli alunni ripetenti vengono, di norma, assegnati alla stessa sezione dell’anno precedente, salvo richiesta di cambio di sezione da parte della famiglia, approvata dal Dirigente Scolastico. 3. REGOLAMENTO DI DISCIPLINA 1. FONDAMENTI PEDAGOGICI

Lo Statuto delle Studentesse e degli Studenti indica la scuola come comunità di dialogo, di ricerca, di esperienza sociale, informata ai valori democratici e volta alla crescita della persona in tutte le sue dimensioni; indica inoltre che la vita della comunità scolastica si basa sulla libertà di espressione, di pensiero, di coscienza e di religione, nel rispetto reciproco di tutte le persone che la compongono. 2. PREMESSA METODOLOGICA: LA CORRETTA RELAZIONE EDUCATIVA TRA DOCENTI E ALLIEVI

Il processo educativo vive soprattutto sulla relazione fra educatore-adulto e educando-allievo: la gran parte delle regole di vita scolastica riguarda proprio la modalità di tale relazione, pertanto è assolutamente irrinunciabile un contratto formativo trasparente fra docenti e allievi. È auspicabile quindi che: - i docenti maturino la consapevolezza di essere i modelli del rigoroso rispetto delle regole: atteggiamenti non corretti autorizzano gli allievi a dubitare dell’importanza delle regole stesse; - i docenti si rendano conto della necessità di tendere ad una omogeneità di comportamento nei confronti degli alunni: non devono esistere docenti ultra-intransigenti o ultra-permissivi per non creare confusione negli allievi; - gli studenti maturino il senso di responsabilità personale e percepiscano l’importanza delle regole condivise e del loro rispetto. 3. PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI

3. 1. Finalità dei provvedimenti disciplinari Tutelare la dignità di alunni e personale scolastico contro qualunque forma di offesa. Tutelare il diritto all’istruzione, contro qualunque forma di disturbo al regolare svolgimento della vita scolastica. Tutelare l’immagine dell’istituzione scolastica contro qualunque forma di danneggiamento. Coinvolgere costantemente la famiglia nella reciproca responsabilità educativa. Risarcire danni arrecati a strutture della scuola e a beni dei compagni. I provvedimenti hanno allo stesso tempo uno scopo educativo che si prefigge di: stimolare il senso di responsabilità personale; favorire la percezione dell’importanza di regole condivise e del loro rispetto; considerare le trasgressioni come occasione di riflessione collettiva sul valore delle regole; inserire i procedimenti disciplinari in un percorso formativo di lungo periodo;

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POF 2010/2011 offrire sempre la possibilità di riscatto e riparazione del danno. 3.2. Criteri per la formulazione dei provvedimenti La formulazione dei provvedimenti deve seguire i seguenti criteri: 1) devono essere commisurati all’entità dell’infrazione; 2) devono essere sempre comunicati alle famiglie; 3) devono rispondere a responsabilità personali e dirette; 4) possono essere indirizzati a tutta la classe solo per accertate responsabilità collettive o per impossibilità di accertare responsabilità individuali. 3.3 Sanzioni previste A seconda della gravità dell’infrazione documentata possono essere previste le seguenti sanzioni: a. richiamo scritto sul quaderno delle comunicazioni; b. richiamo sul registro di classe e sul quaderno delle comunicazioni e, in caso di particolare gravità, controfirmato dal Dirigente o suo rappresentante delegato. Al terzo richiamo sul registro l’alunno sarà sottoposto a un provvedimento deciso dal Consiglio di Classe (5 in condotta, sospensione ecc.) c. richiesta di accompagnamento dell’alunno a scuola da parte dei genitori; d. esclusione da visite guidate o viaggi d’istruzione; e. sospensione temporanea con obbligo di frequenza; f. allontanamento dalla scuola con sospensione temporanea fino a 3 giorni; A seconda della gravità dell’infrazione, le sanzioni sono decise dalle seguenti figure: a.-b. dal singolo docente; c. dal Dirigente Scolastico su richiesta del singolo docente; d. dal Consiglio di Classe; e.-f. dal Dirigente Scolastico su richiesta del Consiglio di Classe;

3.4 Impugnazioni delle sanzioni Contro le sanzioni disciplinari ai punti e.-h. è ammesso ricorso da parte dei genitori entro 15 giorni dalla comunicazione dell’irrogazione, all’organo di Disciplina interno composto da: ? Dirigente Scolastico ? Presidente del Consiglio d’Istituto ? Collaboratore Vicario del D.S. ? Responsabili dei plessi di Presciano e via del Refugio. Il presente regolamento è stato adottato dal Consiglio d’Istituto in data . È data facoltà al Collegio dei Docenti, previo accordo con il Consiglio d’Istituto, di disporre eventuali e successive modifiche.

4. Codice etico-deontologico dei docenti L’ETICA VERSO LA PROFESSIONE

1. Il Docente agisce come professionista della formazione: si impegna a valorizzare la professione docente e a tutelarne la dignità. 2. Cura la propria preparazione attraverso l’aggiornamento e l’approfondimento delle competenze professionali della docenza. 3. Sostiene il principio dell’autonomia professionale, privilegiando la progettualità rispetto all’adeguamento ai programmi, la cultura della responsabilità rispetto al formalismo degli adempimenti, l’adesione al codice deontologico rispetto all’allineamento passivo alle regole. 4. Si impegna a salvaguardare il proprio lavoro da ogni rischio di burocratizzazione, anteponendo l’azione educativa e le relazioni umane all’inutile produzione cartacea, ai proceduralismi farraginosi e ai ritualismi della collegialità formale. 5. Sostiene i valori del merito e della competenza. 6. Sa mettersi in discussione e pratica l’autovalutazione. 7. È aperto alle problematiche sociali e del mondo del lavoro. 8. Si oppone a qualsiasi imposizione di natura politica, ideologica o religiosa. 9. Non abusa del potere che la sua professione gli conferisce. L’ETICA VERSO GLI ALLIEVI

- Il Docente rispetta i diritti fondamentali dell’allievo praticando i valori della Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e della Costituzione Italiana.

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POF 2010/2011 -Evita ogni forma di discriminazione per razza, sesso, credo politico e religioso, provenienza familiare, condizioni sociali e culturali, orientamento sessuale, infermità e si adopera per valorizzare le differenze. - Si impegna a far conoscere agli allievi i diversi punti di vista sulle questioni trattate nel rispetto del pluralismo delle idee. -Opera con spirito di tolleranza e si sforza di comunicarlo ai suoi allievi. -Favorisce la realizzazione della personalità dell’allievo, promuove la sua autostima e si adopera perché raggiunga significativi traguardi di sviluppo in ordine all’identità, all’autonomia e alle competenze. Si sforza di capire le inclinazioni dell’allievo, ne favorisce l’orientamento verso quei settori dello scibile e della vita pratica che più corrispondono a esse e ne valorizza le capacità creative e ideative. -Contribuisce alla sua socializzazione e alla sua integrazione nel gruppo classe e nella collettività, lo coinvolge nell’elaborazione delle regole. - Si adopera per sviluppare sia lo spirito di collaborazione, che il valore del merito; considera la solidarietà e la competizione come valori non contrapposti. - Ascolta l’allievo ed è attento a tutte le informazioni che lo concernono; mantiene la riservatezza su ciò che apprende e non rivela ad altri fatti e episodi che possono violare la sua sfera privata. - Assiste l’allievo se la sua integrità fisica o morale è minacciata. - Valuta ciascun allievo con regolarità e trasparenza; si astiene dal giudicare in maniera definitiva, valorizza gli aspetti che possono offrire prospettive di sviluppo, presta attenzione alle componenti emotive ed affettive dell’apprendimento; - Aggiusta la propria azione educativa in relazione ai risultati. - In sede di valutazione, giudica con obiettività e imparzialità conoscenze e competenze acquisite da ciascun allievo. - Considera il rendimento medio degli allievi un obiettivo importante, ma non trascura né il recupero di quelli con difficoltà né la valorizzazione dei più dotati. - Il docente assume come proprie le finalità educative elaborate dal Collegio dei Docenti e previste nel piano di lavoro di ogni -Consiglio di Classe: a) conoscenza del sé, b) saper stabilire relazioni sociali, c)saper acquisire abilità disciplinari irrinunciabili, d) saper acquisire abilità cognitive trasversali; da tali finalità discendono le situazioni di insegnamentoapprendimento che dovranno essere caratterizzate dai seguenti aspetti: 1. il Docente seleziona i contenuti in funzione delle finalità; 2. adatta metodologie molteplici, ma coerenti con le finalità oltre che basate su precisi presupposti teorico-psicopedagogici, condivise dai docenti del team e ben calibrate fra i diversi aspetti dell’insegnamento-apprendimento; 3. per quanto riguarda l’aspetto cognitivo, il Docente accetta le abilità prerequisite, individua percorsi didattici che consentono le competenze irrinunciabili, seleziona e gradua contenuti come offerta culturale per tutti; - Relativamente all’aspetto metacognitivo, promuove la riflessione dell’alunno sulle proprie competenze, la consapevolezza del processo conoscitivo che sta iniziando e che il nuovo appreso può riutilizzato in situazioni diverse: l’alunno deve sapere cosa sta facendo e come fare a farlo, scoprire cosa non sa, saper domandare e saper discutere soluzioni e punti di vista; - In riferimento alla comunicazione, il Docente rispetta le possibilità di attenzione dell’alunno (curva d’attenzione), verifica immediatamente quanto trasmesso, struttura messaggi brevi e chiari con attenzione al patrimonio lessicale di ogni alunno, non fissa i ruoli, ma lascia grande spazio alla circolarità, comunica la disponibilità ad ascoltare e percepire, incoraggia, dà assistenza, dà autonomia e accetta le divergenze, fa percepire aspettative positive, valorizza gli aspetti positivi e non accentua situazioni di defaillance. Questi aspetti devono assumere nella loro costante e armonica interazione la natura di un processo globale di crescita di ogni singolo alunno. Ogni singolo Docente è impegnato a dare il proprio contributo professionale e umano alla riuscita di tale processo. Non possono essere accettati comportamenti che contraddicono i principi pedagogici a fondamento del P.O.F. della nostra scuola, perché nella sostanza rendono vani gli sforzi dei loro colleghi del Consiglio di Classe. L’ETICA VERSO I COLLEGHI

- Il Docente si impegna a promuovere la collaborazione con i colleghi, anche attraverso la raccolta, la sistematizzazione e lo scambio delle esperienze didattiche più significative. Quando si tratta di esperienze e ricerche altrui, chiede l’autorizzazione alla loro divulgazione e ne cita la provenienza. - Favorisce il lavoro in team, al fine di progettare l’azione educativa, di sviluppare il collegamento disciplinare e interdisciplinare, di promuovere criteri omogenei di valutazione e adempie alle risoluzioni collegialmente assunte. L’ETICA VERSO L’ISTITUZIONE SCOLASTICA

- Il Docente contribuisce a creare nella propria scuola un clima collaborativo, impegnato e accogliente, si oppone ad eventuali atteggiamenti autoritari, discriminatori, lassisti. - Concorre a costruire una buona immagine della scuola e farla apprezzare dalla collettività. - Partecipa all’elaborazione delle regole della propria istituzione e si adopera per farle rispettare. L’ETICA NELLE RELAZIONI CON I GENITORI

-il Docente collabora più strettamente possibile con i genitori sul piano educativo, si impegna a favorire una varietà di comunicazioni formali al fine di sviluppare un clima costruttivo tra famiglia e scuola.

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POF 2010/2011 - Si astiene da ogni forma di discriminazione nei confronti della loro nazionalità, appartenenza etnica, livello sociale e culturale,religione, opinione politica, infermità o altro. -

Espone chiaramente ai genitori i suoi obiettivi educativi e culturali, rende conto dei risultati, favorisce il confronto, considera attentamente i problemi che gli vengono presentati, ma respinge imposizioni attinenti alla specifica sfera di competenza tecico-professionale della docenza. - Collabora con altri professionisti per affrontare situazioni particolari di malessere degli allievi che richiedono lntervento di diverse competenze professionali. - Partecipa per quanto possibile al miglioramento dell’ambiente e all’integrazione della scuola nel territorio, attraverso l’utilizzo delle istituzioni culturali, ricreative e sportive.

CODICE ETICO-DEONTOLOGICO DEL PERSONALE A.T.A. L’ETICA VERSO LA PROFESSIONE

Il personale A.T.A. conforma la sua condotta al dovere costituzionale di servire esclusivamente la Repubblica con impegno e responsabilità e di rispettare i principi di buon andamento e imparzialità dell’attività a mministrativa, anteponendo il buon rispetto della legge e l’interesse pubblico agli interessi privati propri e altrui. In tale contesto, tenuto conto dell’esigenza di garantire la migliore qualità d el servizio, il dipendente si impegna a: a. esercitare con diligenza, equilibrio e professionalità compiti costituenti esplicazione del proprio profilo professionale di titolarità b. cooperare al buon andamento dell’istituto, osservando le norme del contratto, le disposizione per l’esecuzione e la disciplina del lavoro impartite dall’amministrazione Scolastica, le norme in materia di sicurezza e di ambiente di lavoro c. rispettare il segreto d’ufficio nei casi e nei modo previsti dalla normativa vigente d. non utilizzare ai fini privati le informazioni di cui disponga per ragioni d’ufficio e. nei rapporti con il cittadino, fornire tutte le informazioni cui abbia titolo nel rispetto delle disposizioni in materia di trasparenza e di accesso alle attività mministrative, nonchè gevolare le procedure in tema di autocertificazione f. favorire ogni forma di comunicazione con le famiglie e con gli alunni g. rispettare l’orario di lavoro, adempiere alle formalità previste per la rilevazione delle presenze e non assentarsi dal luogo di lavoro senza l’autorizzazione del Capo di Istituto h. durante l’orario di lavoro, mantenere nei rapporti interpersonali e con gli utenti condotta uniformata non solo ai principi generali di correttezza, ma, altresì all’esigenza di coerenza con specifiche finalità educative dell’intera comunità scolastica, astenendosi da comportamenti lesivi della dignità degli altri dipendenti, degli utenti e degli alunni i. non attendere ad occupazioni estranee al servizio e ad attività lavorative, anche se non remunerate, in periodo di malattia o infortunio j. assicurare l’integrità degli alunni secondo le attribuzioni di ciascun profilo professionale k. avere cura dei locali, mobili, oggetti, macchinari, attrezzi, strumenti e automezzi a lui affidati l. non valersi di quanto è di proprietà dell’amministrazione per ragioni che non siano di servizio m. non chiedere né accettare, a qualsiasi titolo, regali o altre utilità in connessione con la prestazione lavorativa n. osservare scrupolosamente le disposizioni che regolano l’accesso ai locali dell’amministrazione da parte del personale e non introdurre, salvo che non siano debitamente autorizzate persone estranee all’amministrazione stessa in locali non aperti al pubblico o. astenersi dal partecipare all’adozione di decisioni o ad attività che possono coinvolgere direttamente interessi finanziari o non finanziari propri.

IL PERSONALE AMMINISTRATIVO

a. Garantisce all’utente telefonicamente e attraverso lo sportello le informazioni desiderate e fornisce eventualmente moduli prestampati per facilitare le richieste di attestati, certificati sostitutivi del Diploma, ecc. b. Impronta alla massima cortesia ed efficienza i rapporti con l’utenza sia esterna che interna c. si impegna stabilire con i docenti un clima di collaborazione e di rispetto reciproco basato sul riconoscimento delle varie professionalità esistenti nell’ambito scolastico, senza interferire nei compiti e negli incarichi propri di ciascun profilo professionale.

IL PERSONALE AUSILIARIO

a. Accoglie i genitori a scuola col massimo di efficienza e cortesia b. Si impegna a non avere rapporti conflittuali con gli allievi (sono minori: vanno visti come persone da aiutare)i casi di

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POF 2010/2011

indisciplina e maleducazione devono essere tempestivamente segnalati, si chiameranno i genitori, si discuterĂ insieme e, se necessario, si arriverĂ  anche alla sospensione; c. Instaura un clima di collaborazione con i docenti cercando di evitare motivi di incomprensione. Siena, 31/01/2011

Il Dirigente Scolastico (Prof.ssa Giovanna Rosa)

Il Presidente del Consiglio di Istituto (Sig.ra Rossella Mariotti)

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POF 2010/2011

PATTO EDUCATIVO DI RESPONSABILITA’

Tra istituzione scolastica, famiglie e alunni L’scrizione ratifica nella forma di patto educativo i seguenti diritti: ? diritto all’istruzione ? diritto alla libertà di insegnamento per i singoli docenti allnterno del Piano dell’Offerta Formativa. I GENITORI:

Si impegnano a seguire quotidianamente la formazione del proprio figlio, sostenendone la motivazione, l’interesse, la collaborazione durante tutte le attività colastiche , favorendo l’autonomia delll’aunno nello studio. Garantirannoche l’alunno si presenti a scuola in orario e rispettoso delle regole scolastiche, fornito del necessario e avendo realizzato i compiti assegnati per casa. Frequenteranno i colloqui con gli insegnanti, nei modi che la scuola organizzerà in modo da risultare parte responsabile nelle iniziative di recupero e potenziamento del profitto dell’allievo. Informeranno i docenti sulle necessità e i bisogni dell’alunno, per promuovere uno sviluppo completo della persona.

I DOCENTI

Valorizzeranno le proprie competenze professionali, garantendo la cura del singolo alunno l’arricchimento del patrimonio culturale. Progetteranno e realizzeranno singolarmente e collegialmente le attività didattiche considerando l’allievo parte attiva del processo di apprendimento, sostenendo la collaborazione e la responsabilità di ciascuno. Garantiranno una rapida e accurata correzione degli elaborati, sia di quelli svolti a scuola che quelli assegnati per casa, per consentire ad ogni alunno e alla propria famiglia la conoscenza del percorso formativo e di apprendimento, comunicando ai genitori i risultai ottenuti. Verranno aggiornati il registro personale e ogni altro atto, in quanto documenti necessari secondo principi di trasparenza, equità e significatività

L’ALUNNO

Titolare del diritto allo studio, deve contribuire attivamente al proprio positivo risultato scolastico, ponendo attenzione, responsabilità e partecipazione collaborando attivamente con gli insegnanti. Nel rispetto delle regole della comunità scolastica. Contribuirà con i propri comportamenti a proficue relazioni con i pari e con gli adulti, al mantenimento del decoro dell’edificio che li ospita. I genitori _______________________________________ ______________________________________

L’Alunno _______________________________________ I docenti ________________________________________ _________________________________________________ _________________________________________________

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Sede Centrale: via P.A. Mattioli, 6-53100 Siena- tel/fax 0577.281046 Plesso Jacopo della Quercia: via del Refugio, 2, 53100 Siena-tel/fax 0577.280613 Sezione Staccata-Loc. Presciano-Taverne d’Arbia-53100 Siena- tel/fax 0577.364856 Sito: www.sanbernardino. it e.mail: simm04500q@istruzione.it

San Bernardino da Siena

Scuola secondaria di primo grado

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