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SEMINARA 1

BORGO DI SANT’ANTONIO: ANTICHE MURA

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BASILICA MINORE DELLA MADONNA DEI POVERI

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CHIESA COLLEGIATA DI SAN MARCO

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CHIESA DI SAN MICHELE

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CHIESA GRECO-ORTODOSSA

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ALTARE DEL CALVARIO

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LARGO TEANO

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MUNICIPIO

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MONUMENTO A BARLAAM DA SEMINARA

10 CASTELLO MEZZATESTA (ruderi) 11 ARCO DI ROSìA 12 CONVENTO DEI CAPPUCCINI (ruderi) 13 CHIESA DI SANT’ANTONIO DEI PIGNATTARI 14 OSPEDALE DEGLI INNOCENTI (ruderi) 15 CENTRO PRESENZA AMBESI-IMPIOMBATO


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SEMINARA 1 - BORGO DI SANT’ANTONIO:ANTICHE MURA

ANTICHE MURA DEL BORGO DI SANT’ANTONIO La città di Seminara, nata probabimente tra il Settimo e l’Ottavo secolo, sorgeva su un’altura ed era protetta da una cinta muraria fortificata, dotata di quattro porte turrite e di un castello, ed era un importante crocevia militare. è considerata la fortezza più imponente della Calabria tirrenica meridionale del Medioevo. Alcune porzioni della cinta muraria esistono ancora oggi e circondano la zona dell’antico borgo di Sant’Antonio.

Paesaggio urbano Patrimonio culturale Categoria architettura fortificata Tipologia mura difensive Livello di accessibilità ottimo Livello di percezione pessimo Stato di conservazione pessimo

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SEMINARA 2 - BASILICA MINORE DELLA MADONNA DEI POVERI

BASILICA MINORE DELLA MADONNA DEI POVERI La chiesa è stata ricostruita dopo il terremoto del 1908 sulle rovine del vecchio santuario. Al suo interno, a pianta basilicale a tre navate con transetto e un profondo coro, si trovano alcune opere di pregio: preziosi reliquiari in argento quattrocenteschi; un fonte battesimale del ’500; la Maddalena e Madonna col Bambino; due statue di Rinaldo Bonanno del ’600; la statua lignea della Madonna dei Poveri. Secondo la tradizione popolare, la statua lignea della Madonna dei Poveri fu rinvenuta verso la metà del X secolo a Taureana, nei pressi delle rovine della chiesa di San Fantino, annerita dalle fiamme dell’ultimo saccheggio dei saraceni. Narra la leggenda che, nonostante gli sforzi da parte delle autorità civili e religiose, non fu possibile spostare la statua che si mostrava estremamente pesante e che, al contrario, si lasciò sollevare con grande facilità dalle braccia dei più umili popolani, i quali la acclamarono, da quel momento, come la Madonna dei Poveri. La statua, per due volte, nel 1783 e nel 1908, rimase integra, nonostante i terremoti avessero distrutto totalmente la città di Seminara.

Paesaggio urbano Patrimonio culturale Categoria architettura religiosa Tipologia basilica Livello di accessibilità ottimo Livello di percezione sufficiente Stato di conservazione ottimo

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SEMINARA 3 - CHIESA COLLEGIATA DI SAN MARCO

CHIESA COLLEGIATA DI SAN MARCO Chiamata originariamente chiesa della Madonna degli Angeli, fu costruita presumibilmente nel XVI secolo. è stata dichiarata Monumento Nazionale per le pregevoli opere d’arte che contiene: la statua della Madonna degli Angeli, in marmo con fini sculture nel basamento, opera di Antonello Gagini; il paliotto dell’Altare Maggiore, del XVIII secolo, in marmi policromi a rilievo raffiguranti La Trasfigurazione; un altro paliotto in marmo raffigurante anch’esso La Trasfigurazione, datato al XVI secolo; un altare marmoreo con tabernacolo del ’500, ornato di angeli; puttini e i Santi Francesco e Caterina d’Alessandria, in una grande pala decorata con motivi vegetali; l’altare dell’Epifania scolpito in marmo di Carrara, probabilmente opera della scuola Siciliana, databile al XVI secolo. Vi sono anche uno stemma scolpito in marmo a bassorilievo ed un crocifisso ligneo del X secolo che, secondo alcuni storici, proviene dall’antica città di Taureana, distrutta dal terremoto del 1783. La facciata è a due ordini. Quello inferiore, tripartito da lesene, ha il portale ad arco ribassato; nelle campate laterali si aprono due nicchie vuote pure ad arco ribassato. Il comparto superiore, che si restringe rispetto a quello inferiore, è raccordato da due eleganti volute, al centro ha un finestrone rettangolare ed è coronato da un timpano che, in sommità, è sormontato dal basamento della croce, ornato da quattro ricci. Sulla sinistra della facciata si può osservare il rudere del campanile: rimane il piano terra e parte del primo livello; i muri si presentano con bugnato liscio di mattoni a vista. per visualizzare le schede complete: www.galbatir.it

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Paesaggio urbano Patrimonio culturale Categoria architettura religiosa Tipologia chiesa Livello di accessibilità ottimo Livello di percezione sufficiente Stato di conservazione buono

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SEMINARA 4 - CHIESA DI SAN MICHELE

CHIESA DI SAN MICHELE Si tratta di una chiesa di origine seicentesca. L’edificio è stato ricostruito, dopo il terremoto del 1783, in stile barocco. Al suo interno è visibile una pala d’altare marmorea di scuola messinese risalente al XVI secolo, raffigurante l’Epifania o Adorazione dei Magi. Il presbiterio è decorato con bassorilievi in marmo. Vi sono conservate alcune sculture e bassorilievi del ’500, una statua lignea di San Rocco e una tela raffigurante Santa Maria delle Grazie risalente al XVI secolo. La facciata, ristrutturata, presenta elementi architettonici romanico-gotici: il portale ad ogiva ha un bassorilievo nella lunetta; al centro del settore superiore a striscie bicolori alternate, campeggia il rosone; sotto il timpano che corona la facciata corre una finta galleria ad archetti. Sul lato destro, leggermente arretrato, si erge il campanile: nei tre livelli, sul lato frontale, prendono posto le aperture, tutte ad arco; il primo livello, che occupa oltre la metà dell’altezza della torre, ha una monofora cieca; quello mediano ha due aperture accostate; al terzo livello le aperture sono tre.

Paesaggio urbano Patrimonio culturale Categoria architettura religiosa Tipologia chiesa Livello di accessibilità ottimo Livello di percezione buono Stato di conservazione ottimo

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SEMINARA 5 - CHIESA GRECO-ORTODOSSA

CHIESA GRECO-ORTODOSSA è ubicata nella parte bassa del centro abitato, vicino alla chiesa di Sant’Antonio dei Pignattari. Si presenta come un classico modello di arte sacra bizantina, anche se si tratta di un edificio di recente costruzione. Ha la tipica planimetria a croce, con il braccio d’ingresso più lungo degli altri, con un tamburo centrale sovrastato da un tetto conico. All’esterno è ornata da giochi di tegole e mattoni, mentre all’interno le pareti sono state riccamente affrescate a colori vivaci, nel classico stile bizantino, con immagini di Cristo e dei Santi, da un artista fatto venire appositamente dalla Grecia. Il campanile è pure degno di nota. Staccato dall’aula liturgica, si sviluppa su tre piani a base quadrata che si restringe ad ogni livello, come viene evidenziato dalle coperture perimetrali a coppi; le aperture, su ogni lato e piano, sono ad arco, quelle del secondo sono munite di bifore, nella cella campanaria sono a giorno; sovrapposta a quest’ultima una cupoletta con copertura a calotta, ad imitazione della cupola maggiore, completa l’opera.

Paesaggio urbano Patrimonio culturale Categoria architettura religiosa Tipologia chiesa Livello di accessibilità ottimo Livello di percezione sufficiente Stato di conservazione ottimo

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SEMINARA 6 - ALTARE DEL CALVARIO

ALTARE DEL CALVARIO Si tratta di un altare sito lungo via Calvario, poco dopo la sua diramazione dalla via principale in modo che, essendo la strada in salita, l’altare del Calvario fosse visibile da una discreta distanza. L’edicola, alla fine di una breve scalinata, consta di tre nicchie con bassorilievi di scene della Sacra Scrittura. Il piccolo tempio è caratterizzato dai tre timpani gotici con croci e da colonnine terminanti a cono. Attualmente è pressocché abbandonato.

Paesaggio urbano Patrimonio culturale Categoria architettura religiosa Tipologia edicola Livello di accessibilità ottimo Livello di percezione sufficiente Stato di conservazione mediocre

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SEMINARA 7 - LARGO TEANO

Largo Teano La piazza consiste in uno slargo posto in prossimità del centro della città, che ospita l’Obelisco basiliano e il monumento ai Caduti. L’Obelisco basiliano fu edificato nel X secolo con l’arrivo dei monaci basiliani, che seguivano i precetti di San Basilio Magno. Presenta una base doppia, in pietra, su cui poggia il corpo dell’obelisco, a base quadrata e formato da mattoncini. Sulla sommità è posta una sfera sulla quale poggia una croce in ferro. L’Obelisco basiliano costituisce una rara memoria storica dell’antica Seminara, passato indenne attraverso i vari terremoti che danneggiarono o distrussero molti altre costruzioni. Le fonti storiche riportano che, addirittura, durante il terremoto del 1783 l’Obelisco, pur girando su sé stesso di 360 gradi, rimase in piedi. Anticamente era posto dentro l’Imponente monastero imperiale dei Santi Elia e Filarete. Dopo il terremoto del 1693, che distrusse il monastero, i monaci furono ospitati nel grande monastero dei Francescani Conventuali, che sorgeva nell’antico Borgo di Sant’Antonio, e portarono con loro l’Obelisco. Verso gli anni ’40 del 1700 venne spostato dai monaci e collocato dove si trova attualmente.

Paesaggio urbano Patrimonio culturale Categoria architettura per il terziario ed i servizi Tipologia piazza Livello di accessibilità ottimo Livello di percezione mediocre Stato di conservazione sufficiente

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SEMINARA 8 - MUNICIPIO

MUNICIPIO Al suo interno sono custoditi quattro bassorilievi settecenteschi che costituivano il basamento del monumento dedicato a Carlo V, che era situato nell’antica piazza dello Spirito Santo, distrutto dal terremoto del 1783. I bassorilievi raffigurano le famose battaglie tra francesi e spagnoli del 1495 e del 1503, l’Entrata trionfale di Carlo V a Seminara e i festeggiamenti organizzati in suo onore. Inoltre, nel palazzo sono custodite due sculture granitiche del XII-XIII secolo, raffiguranti dei monaci in preghiera, provenienti dall’antica città di Seminara.

Paesaggio urbano Patrimonio culturale Categoria architettura per il terziario ed i servizi Tipologia municipio Livello di accessibilità ottimo Livello di percezione mediocre Stato di conservazione ottimo

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SEMINARA 9 - MONUMENTO A BARLAAM DA SEMINARA

MONUMENTO A BARLAAM DA SEMINARA è un omaggio a Barlaam da Seminara (Seminara 1290 - Avignone 1348), monaco basiliano, teologo, filosofo, matematico e astronomo. Fu nominato Vescovo di Gerace da papa Clemente VI nel 1342. è riconosciuto come il massimo teologo bizantino calabrese. Per le sue straordinarie doti intellettuali e come dotto in teologia e filosofia fu chiamato verso il 1328, dal nuovo Imperatore di Costantinopoli e dal Gran Domestico Giovanni Cantacuzeno nella capitale dell’Impero Romano d’Oriente, divenendo il maggiore Teologo della Chiesa di Bisanzio. Proclamato “Maestro della Teologia” nel 1334, gli fu affidato il compito di rappresentare la Chiesa Ortodossa durante il tentativo di unione con la Chiesa Latina. In seguito, nel 1339, fu inviato in missione segretissima ad Avignone presso Papa Benedetto XII per trattare un’alleanza politico-militare tra il Papato, gli Angioini e Bisanzio. Accusato di latinofonìa, venne dichiarato eretico nel Concilio di Costantinopoli ed i suoi scritti bruciati davanti alla Porta di Santa Sofia. Barlaam si spostò, quindi, a Napoli, dove riordinò l’imponente biblioteca di Roberto d’Angiò. Conobbe Giovanni Boccaccio e successivamente, convertitosi al Cattolicesimo, a Perugia conobbe Francesco Petrarca, del quale fu insegnate di lingua greca. Su interessamento dello stesso Petrarca fu nominato Vescovo della Diocesi di Gerace, continuando a lavorare ad un’alleanza militare con Bisanzio. Morì ai primi di giugno del 1348, forse di peste. per visualizzare le schede complete: www.galbatir.it

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Paesaggio urbano Patrimonio culturale Categoria architettura per il terziario ed i servizi Tipologia monumento Livello di accessibilità ottimo Livello di percezione buono Stato di conservazione buono 299


SEMINARA 10 - CASTELLO MEZZATESTA (ruderi)

RUDERI DEL CASTELLO Mezzatesta Il palazzo, costruito tra il XVI e il XVII secolo, fu probabilmente residenza dei Duchi Spinelli. Nel 1806, dopo la loro partenza, il palazzo passò alla famiglia Mezzatesta, che lo riedificò sulle strutture cinquecentesche danneggiate dal terremoto del 1783. Infatti la struttura presenta una diversità di stile: la porta e il frontone centrale sono tipicamente cinquecenteschi, il resto è ottocentesco. Dell’edificio rimangono gli imponenti muri perimetrali con la facciata caratterizzata da un basamento di grossi blocchi di pietra e da un portale in granito con bugne, alcune delle quali a punta di diamante, ed un elemento decorativo posto sulla chiave di volta. Si accedeva ai piani nobiliari attraverso alcune scalinate in pietra che sono ancora, in parte, visibili. Subì gravi danneggiamenti durante il terremoto del 28 dicembre 1908 e non fu più riedificato.

Paesaggio rurale Patrimonio culturale Categoria architettura fortificata Tipologia castello Livello di accessibilità sufficiente Livello di percezione pessimo Stato di conservazione pessimo

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SEMINARA 11 - ARCO DI ROSìA

ARCO DI ROSìA è una struttura che faceva parte dei contrafforti a semiarco delle antiche mura fortificate della città, sopravvissute al terremoto del 1783. Nei pressi dei resti dell’Arco si apriva una delle porte della città, da cui partiva la strada che portava Palmi e quindi alla costa. Risale al X-XII secolo.

Paesaggio rurale Patrimonio culturale Categoria architettura fortificata Tipologia mura difensive Livello di accessibilità buono Livello di percezione sufficiente Stato di conservazione pessimo

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SEMINARA 12 - CONVENTO DEI CAPPUCCINI (ruderi)

RUDERI DEL CONVENTO DEI CAPPUCCINI Dell’antico convento oggi possiamo vedere solo alcuni ruderi, dai quali si evince chiaramente l’originaria struttura muraria in mattoni e pietra irregolare. La Torre dell’Orologio, invece, è di nuova costruzione e contrasta fortemente con gli antichi manufatti.

Paesaggio rurale Patrimonio culturale Categoria architettura religiosa Tipologia convento Livello di accessibilità mediocre Livello di percezione mediocre Stato di conservazione pessimo

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SEMINARA 13 - CHIESA DI SANT’ANTONIO DEI PIGNATTARI

CHIESA DI SANT’ANTONIO DEI PIGNATTARi In contrada Borgo, lungo la strada per Taurianova, troviamo la chiesa che si affaccia sulla piazza in cui si trova il monumento a Leonzio Pilato. La facciata, di gusto semplice, è abbellita da un altorilievo posto sopra il portale d’ingresso. Due nicchie laterali accolgono altrettanti vasi scolpiti. L’edificio principale, affiancato dalla torre campanaria a base quadrata e tetto cuspidato, presenta due aperture ad occhio come quella sopra il portale, al centro della facciata. Le finestre della cella campanaria sono ad arco a tutto sesto. L’interno ospita un’acquasantiera del ’500, lo stemma imperiale di Carlo V e varie opere e sculture, tra cui la statua di Santa Maria dei Miracoli, raffigurante la Vergine col il Bambino, di probabile scuola Gaginiana, risalente al XVI secolo. Nella piazza antistante, il monumento a Leonzio Pilato prende posto sopra un piedistallo di pietra a vista. Leonzio Pilato, erudito calabrese, fu scolaro di Barlaam. Conobbe Petrarca e Boccaccio che lo protessero, avendone apprezzato il valore. Nel 1360, Boccaccio lo fece andare a Firenze dove, primo maestro pubblico di greco, insegnò per tre anni, ascoltato anche dallo stesso Boccaccio. Tradusse in latino l’Iliade e l’Odissea. Morì per naufragio, di ritorno dalla Grecia, intorno al 1365.

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Paesaggio rurale Patrimonio culturale Categoria architettura religiosa Tipologia chiesa Livello di accessibilità ottimo Livello di percezione sufficiente Stato di conservazione ottimo

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SEMINARA 14 - OSPEDALE DEGLI INNOCENTI (ruderi)

ruderi dell’ospedale degli innocenti Costruito tra il 1400 e il 1450, si trova subito fuori le antiche mura della città. Nel XV secolo era uno degli ospedali più importanti della Provincia Reggina ed il più antico della Calabria Ultra. Si pensa che vi siano stati curati i soldati feriti nella prima Battaglia della Figurella, primo scontro tra Angioini e Aragonesi per la conquista del Regno di Napoli, il 21 giugno del 1495. Oggi si presenta complessivamente in buono stato, essendo stato restaurato di recente.

Paesaggio rurale Patrimonio culturale Categoria architettura per il terziario ed i servizi Tipologia orfanotrofio Livello di accessibilità ottimo Livello di percezione mediocre Stato di conservazione pessimo

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SEMINARA 15 - CENTRO PRESENZA AMBESI-IMPIOMBATO

CENTRO PRESENZA AMBESI-IMPIOMBATO Si tratta di una struttura composta da una costruzione rurale d’epoca circondata da un vasto parco, all’interno del quale è presente un campo da calcio, un’area pic-nic, un chiosco bar, una chiesetta, un ampio parco giochi, panchine, sentieri e un largo affaccio da cui si gode uno splendodo panorama dello Stretto di Messina e della Costa Viola. Si tratta di un’area privata ma aperta al pubblico.

Paesaggio rurale Patrimonio naturale Categoria punto panoramico Tipologia puntuale Livello di accessibilità ottimo Livello di percezione sufficiente

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