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Rivista dei Capi Calabresi dell’AGESCI

dicembre 2012

foto: Baglio

______________ L‘ALFABETO DEL PASSATO ______________ IL DIARIO DI STRADA ______________ QUANTE E QUALI SFIDE? ______________ IL PERCORSO ______________ PROPOSTA DI LAVORO

verso la ROUTE REGIONALE

NUMERO SPECIALE


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SdM 2/2012

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4 - UN PASSATO RECENTE 6 - IL DIARIO DI STRADA 8 - IL RACCONTO 10 - QUANTE E QUALI SFIDE? 14 - PROPOSTA DI FEDE 16 - IL PERCORSO 20 - PROPOSTA DI LAVORO

Campi di Specializzazione Campi per CSq.

Ho conosciuto Michele, Adele, Giovanna, Antonio

Un principe molto ricco decise di costruire una Chiesa per tutte le persone che abitavano nel villaggio. Era un bell’edificio elegante, posto sulla collina e dunque ben visibile a tutti. Ma aveva una stranezza: era senza finestre! Il giorno dell’inaugurazione, prima che il sacerdote cominciasse la celebrazione, il principe fece il suo discorso per consegnare il tempio alla comunità. Disse: “Questa chiesa sarà un luogo d’incontro con il Signore, che ci chiama a pregarlo ed a volerci bene. Vi chiederete come mai non sono state costruite finestre. Lo spiego subito. Quando ci sarà una celebrazione ad ogni persona che entra in chiesa, verrà consegnata una candela. Ognuno di noi ha un suo posto. Quando saremo tutti presenti, la chiesa risplenderà ed ogni suo angolo sarà illuminato. Quando invece mancherà qualcuno, una parte del tempio rimarrà in ombra”. Gli abitanti di quel villaggio furono molto grati al principe, che oltre ad essere ricco era anche molto saggio” Ogni cristiano è luce per gli altri, ed ha un suo posto particolare nella comunità.

Paolo, Daniela,

Rover / Scolta

Cantieri ROSS Incontro Partenti

Salvatore, Gaetano, Michela

CFT CFM

Un sacco di gente

Capo

a) Ho giocato con chi aveva il fazzoletto di colore diverso dal mio b) Ho respirato a pieni polmoni l’aria della fraternità c) Ho camminato con compagni di viaggio originali ed insoliti d) Ho preso a piene mani dall’esperienza degli altri e) Ho condiviso la mia esperienza con chi mi ha dato ascolto f ) Ho portato a casa una maggiore capacità di vivere il presente g) Ho scoperto che Dio abita nei miei fratelli h) … i) … j) … (Continua....tu) Quanta gente per preparare quell’evento, quanta passione hai letto in chi ti ha rivolto una proposta dentro una geografia più completa rispetto alla tua provenienza? Ecco come una struttura associativa si è fatta prossimo rispet- a TUA to ad una formazione non più cattedratica ma esperienziale dove il tuo vissuto ha insegnato ad altri e l’esperienza degli oute altri ha confortato la tua vocazione educativa. Tornando a casa da una esperienza regionale hai egionale poi riversato il vissuto dentro la tua Co.Ca. che si è giovata della tua crescita personale innestando le novità che hai portato sui contesti operati dal tuo Gruppo scout. Alla luce di queste considerazioni ti invitiamo a leggere quanto la Regione ha fatto in questi ultimi anni (ti ritroverai anche tu in qualche tratto di strada di questo percorso) per trovare rinnovate motivazioni per partecipare alla “TUA” Route Regionale. Buona Lettura.

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www.agescicalabria.it - facebook: strade del meridione

Carissima/Carissimo, abbiamo voluto iniziare con questa storia, perché crediamo esprima al meglio il motivo di questa lettera. Come gli abitanti del villaggio anche noi dobbiamo costruire il nostro “bell’edificio”. Un edificio che possa accogliere tutti, e che allo stesso tempo risponda alle esigenze di ognuno. Noi siamo una grande comunità composta da uomini e donne che hanno risposto ad una chiamata, che sanno come

stare insieme voglia dire imparare l’uno dall’altro e grazie all’altro si possa conoscere sempre più se stessi, dove ognuno ha la possibilità di scoprire la propria unicità, i propri doni, le proprie attitudini, dove le caratteristiche di ciascuno si mettono insieme, si completano facendo ognuno ricco delle doti di tutti. Ecco perché ti abbiamo scritto, volevamo dirti quanto sei importante per questa comunità, che la tua presenza è motivo di gioia e di

ricchezza e che quando non sei al tuo posto, manca a tutti la luce che sei capace di dare. La costruzione del nostro edificio è già iniziata! Ti aspettiamo per poterlo inaugurare insieme con una grande festa, che avrà inizio il 07 agosto 2013. Un abbraccio affettuoso Concetta, Fabio, Don Massimo

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3 - QUI R.R. E A.E.

Botteghe Cons. Anziani

Sensazioni

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2 - L‘ALFABETO DEL PASSATO

Esploratore / Guida

Evento

Lamezia Terme, 20 settembre 2012

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la ROUTE - SOMMARIO

Ero Lupetto / Lupetta

dai Responsabili Regionali ai Capi

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QR CODE - Scarica l’applicativo e inquadra il quadratino con l’obiettivo del tuo smartphone o del tuo computer.

Quanto indietro bisogna andare per comprendere il rapporto tra il tuo passato e il passato dell’Agesci calabrese? Prendi un quaderno e segna le volte che hai partecipato ad un evento regionale da quando sei in Associazione (non importa se Lupetto/a, Coccinella, Esploratore, Guida, Rover, Scolta o Capo) poi combina gli eventi con le sensazioni e le relazioni scoprirai che:

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Foto di Copertina: Vincenzo Baglio Stampa Rubbettino STAMPATO SU CARTA ECOLOGICA E-mail: press@agescicalabria.it

L’Alfabeto del Passato

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Reg. Trib. di Lamezia Terme n° 68/87 C/o AGESCI Calabria Via Trento, 47 Lamezia Terme ( CZ) I contenuti di questo numero sono l’elaborazione del lavoro del Comitato e del Consiglio Regionale Direttore Responsabile: Gino Arcudi Web: Antonio D’Augello Grafica: Gaetano Spagnolo

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SPECIALE ROUTE REGIONALE

SPECIALE ROUTE REGIONALE

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È necessario conoscere se stessi, essere capaci di leggere la propria vita in profondità: Dio lo si incontra solo se sappiamo viaggiare dentro di noi. Misurare le nostre forze, i valori e le persone che con noi camminano ogni giorno, sforzandoci di costruire relazioni che ab-

biano a fondamento una “Comunità di scopo”. È necessario essere svegli e saper leggere i segni dei tempi, osservando e deducendo: “L’occhio non vede cose, ma figure di cose che significano altre cose” (scouting). È necessario cambiare il cuore, riuscire ad essere sempre uomini e donne nuovi, che con serietà e coerenza portano avanti un “progetto” che abbia il fine di smuovere una realtà e cambiarla (territorio).

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tenzione, proponendo degli eventi che dessero l’opportunità a noi Capi di sperimentare l’importanza e la centralità

degli stessi, puntando sull’accrescere la competenza attraverso la formazione al ruolo di “Quadro”. Lo scorso anno è stato realizzato l’evento “Contaminazone”, dal quale sono emerse sollecitazioni e riflessioni sul nostro ideale di Zona, ma anche dei bisogni che avvertiamo come Capi. Per sostenere la relazione educativa, fra gli strumenti individuati nel nostro Progetto Regionale che favoriscano la costruzione di una memoria comune (identità), valorizzando gli elementi fondanti del metodo, è prevista la realizzazione di un evento per Capi/Qua-

• Il progetto regionale, 2009 • Analisi della realtà giovanile, sociale (…) Convegno Capi 2008 • Mai senza l’altro, Documento di sintesi Contaminazone, 2011 • I progetti di Zona • I progetti educativi di Gruppo

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Significa, anche, ripensare ai sogni e alle prospettive nonché agli strumenti che noi Capi abbiamo individuato per far crescere l’Associazione a livello regionale. Abbiamo messo al centro del nostro Progetto: “Le relazioni” tra Capi, tra le Co.Ca., in Consiglio, in Comitato. “La competenza” il saper fare diffuso dei Capi, la capacità di elaborare e rendere efficaci i progetti e poi i programmi, la capacità di leggere il territorio, l’associazione e il meto-

do… “La corresponsabilità” intesa come il partecipare della gioia e della sofferenza di ogni compagno di strada. “I Consigli di Zona” il centro di tutto questo fermento. Ed è proprio sui Consigli di Zona, che ci siamo voluti spendere con maggiore at-

dri: la Route. Nella premessa del progetto regionale, la frase “sostenere la relazione” indicava un chiaro impegno di supporto alle Zone. Zone che “mettono in relazione” e sostengono il luogo primario della vita associativa: “La Comunità Capi”, che diventa centro del percorso, dell’evento (Route) e del dopo-evento. Tutto questo processo deve necessariamente fare “memoria” della strada già percorsa, proiettando il nostro fare ai verenza so il l’ futuro. ltro Fa c ciamo nostro il detto di Confucio “Studia il passato se vuoi prevedere il futuro” Per osare il futuro è necessario conoscere il passato e il presente, la storia che abbiamo vissuto e quella che stiamo vivendo, la realtà in mezzo alla quale siamo immersi. Nel corso degli anni la nostra Associazione, ai vari livelli, ha espresso un patrimonio di esperienze che sicuramente meglio ci aiuterà ad aprire la nuova strada sulla quale intendiamo giocarci e camminare in futuro: • Percorso di rimotivazione delle scelte personali 2007 • Il manifesto culturale, 2008

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Fare memoria sulla genesi del Progetto Regionale 2008/2012 significa ripensare ai momenti importanti e significativi che noi Capi abbiamo percorso, per interrogarci su quali “scelte educative” ovvero quali elementi del Modello Educativo dell’Agesci, abbiamo privilegiato, perché ritenuti più adatti per arrivare all’Uomo e alla Donna della Partenza nel nostro contesto territoriale e sociale.

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“Il diario di strada”

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“Il diario di strada” vuole essere solo una traccia, che aiuti tutti i Capi coinvolti nel percorso, il cui contributo, sicuramente, sarà un arricchimento per rendere più esaustivo il lavoro. La proposta vuole essere una trama dove tutti potranno intrecciare i propri fili; il risultato di questo intreccio darà vita alla “bandiera” che metteremo fuori dalle mura della nostra città, quella che costruiremo mettendo as-

sieme, pezzo a pezzo, i frammenti, mescolandoli al resto. Ci permettiamo di fare alcune raccomandazioni: • la modalità con la quale ci metteremo in “cammino” verso la Route dovrà essere quella di adulti che all’interno delle proprie Co.Ca sappiano compiere, nella prima parte, un percorso ad intra e, successivamente, di scambio e confronto con la real-

tà zonale. La Zona sceglierà un’esperienza significativa, una “sfida”, una scommessa permanente dello Scautismo nel proprio territorio (ad. es., esperienze di “riscatto” umano e sociale, in luoghi a rischio criminalità, di integrazione ed inclusione con immigrati ed emarginati, di recupero di situazioni di degrado ambientale, di confronto con la precarietà lavorativa, ecc… ).

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Urbs, Civitas, olis P

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dalla collocazione delle nostre sedi, dal radicamento in un territorio. 2. Civitas: l’insieme delle persone e dei gruppi caratterizzati da un’ unità culturale, la dimensione comunitaria che caratterizza sia i ragazzi che i Capi e la cultura associativa che ne deriva. 3. Polis: la gestione della cosa pubblica, la prassi partecipativa che determina la vita del gruppo, sostenuto e mandato avanti con il contributo di ciascun membro.

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Siamo partiti da un dialogo tratto dal libro “Le città invisibili” di Italo Calvino, che coglie molti aspetti del tema del cammino e della conoscenza aperta allo scambio e alle tante sfaccettature della “città”: la fisicità (i luoghi), le relazioni tra le persone e la partecipazione finalizzata al bene comune. La città e lo Scautismo (la città come territorio dove viviamo) Gli aspetti che interpretano la città sono tutti affiancabili all’esperienza scout: 1. Urbs: la fisicità, data

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“ ittà c p erfetta” la

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Consapevoli di “mandare segnali” che, pur non sapendo “quando” e “da chi”, siamo certi che verranno raccolti.

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“…partendo di lì metterò assieme pezzo a pezzo la città perfetta”…. O forse potremmo dire: “ partendo da qui metteremo assieme pezzo a pezzo la città perfetta”. Se, come educatori, non abbiamo ben chiaro come deve essere la città perfetta sicuramente le difficoltà a costruirla saranno maggiori. “Educare senza una direzione” è come “camminare senza orizzonte”: si insegnerà a camminare, ma non a dare un senso al cammino. La costruzione della città perfetta richiede di: • dialogare con il territorio per leggerne i bisogni e individuarne le risorse; • ricercare i valori fondamentali della relazione umana; • uscire da un isolamento dove ognuno fa per sé; • pensare e agire per un cambiamento: preparare un’azione concreta e portarla a compimento; • svolgere un’azione critica nei confronti dell’avere e dell’apparire che agiscono a discapito dell’essere, del fregarsene rispetto al “mi sta a cuore”.

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(Le città invisibili di I. Calvino)

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Kublai chiese a Marco:Tu che esplori intorno e vedi i segni, saprai dirmi verso quale di questi futuri ci spingono i venti propizi. Rispose Marco: per questi porti non saprei tracciare la rotta sulla carta né fissare la data dell’approdo. Alle volte basta uno scorcio che s’apre nel bel mezzo di un paesaggio incongruo, un affiorare di luci nella nebbia, il dialogo di due passanti che si incontrano nel viavai, per pensare che partendo di lì metterò assieme pezzo a pezzo la città perfetta, fatta di frammenti mescolati col resto, d’istanti separati da intervalli, di segnali che uno manda e non sa chi li raccoglie…..

IL RACCONTO

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IL RACCONTO

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LE SFIDE

LE SFIDE

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• Lasciarsi interpellare dall’ambiente circostante, per essere capaci di risposte concrete alle speranze di questa nostra terra. • Convertire l’autoreferenzialità in una relazione orientata alla solidarietà e alla promozione dell’altro. • Famiglia e lavoro. Un non-luogo di missione per lo Scautismo. Educare all’affettività e alla laboriosità.

A queste sfide, e quelle già assunte con il Manifesto Culturale e con il documento dell’evento Contaminazone, si andrà ad aggiungere la sfida che ogni Zona individuerà alla luce di tutto il percorso.

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• Tracciare nuove geografie, date dalla conoscenza delle nuove coordinate dell’identità e dell’appartenenza.

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• Essere testimoni coerenti della fede nel quotidiano, capaci di vivere la missione profetica, sacerdotale e regale nel servizio educativo.

Identità comunitaria e associativa attraverso l’esercizio della memoria. L’identità può essere definita come l’insieme dei pensieri e delle esperienze di cui ogni persona è portatrice, è la costruzione della memoria, legata alla nostra cultura, alla nostra storia; i luoghi dove viviamo e i segni del nostro passaggio; la ricerca del sé, dei nostri sogni e dei nostri talenti, l’identificarsi nell’altro perché “simile”, “identico”; la conoscenza della nostra storia, capire che siamo il prodotto delle esperienze e delle scelte fatte.

Lasciarsi interpellare dall’ambiente circostante, per essere capaci di risposte concrete alle speranze di questa nostra terra. Lasciarsi interpellare e farsi mettere in discussione dall’universo giovanile, dalle famiglie, dal mondo del lavoro, dalle comunità locali; non è solo una questione etica, ma anche espressione di reale sensibilità educativa. Aiutare le coscienze a formarsi per affrontare in maniera costruttiva le sfide di un mondo che cambia richiede consapevolezza, maturità ed equilibrio. Mettersi in ascolto della domanda educativa è una condizione necessaria, ma non sufficiente. Un’analisi puntuale deve farsi giudizio critico, in grado di mettere in luce sia gli aspetti positivi che quelli problematici e di indicare le vie da percorrere. In questa operazione di discernimento è necessario lasciarsi guidare dalla parola e dalla presenza di Dio.

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• Identità comunitaria e associativa attraverso l’esercizio della memoria.

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LE SFIDE

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Le sfide sono molteplici. Sono quelle che ci porteranno a decidere quale città intendiamo abitare, una città che sappia andare oltre; una città dove chi sceglierà di abitarvi sappia ripensare al futuro partendo dalla costruzione dell’ Uomo e della Donna della Partenza

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quante e quali sfide?


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Famiglia e lavoro. Un nonluogo di missione per lo Scautismo. Educare all’affettività e alla laboriosità. Famiglia e lavoro, costituiscono certamente due vocazioni portanti e importanti per le donne e gli uomini della nostra regione. Questo patrimonio oggi è diventato fragile. E’ necessario il recupero del ruolo della famiglia, restituire centralità a tale realtà, resa problematica sia da situazioni oggettive (relazione fra i coniugi, rapporto genitori-figli, situazione economica), sia dal contesto in cui è inserita. “Famiglia e lavoro”, binomio fortemente indebolito, è, probabilmente, un non-luogo di missione per lo Scautismo, coinvolto attraverso la condizione dei nostri Capi e le situazioni che i nostri ragazzi vivono nelle famiglie. Il nostro impegno educativo “oltre” deve poter abbracciare con opportune modalità le sfide dell’educazione all’effettività e alla laboriosità.

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• Con gli altri capi (fraternità scout) «La Guida e lo Scout sono amici di tutti e fratelli di ogni altra Guida e Scout». Una disposizione amichevole verso chiunque è essenziale. Ma lo Scout è fratello di ogni altro Scout: questo è un legame particolare e più intimo, che nasce in forza dei medesimi ideali, liberamente accettati e contenuti nella Promessa e nella Legge. La fraternità scout non è solo un sentimento del cuore, ma una serie di scoperte e di scambi, è riuscire ad essere sostegno l’uno verso l’altro, essere capaci di accompagnare, fare spazio dentro di noi per accogliere l’altro: “A volte, e ripeto a volte, è meglio non attendere chi ha il passo più lento, ma andare avanti e arrivare prima per preparare ciò che potrebbe farlo felice ”. Per fare questo bisogna conoscere il fratello che cammina a fianco. La prospettiva del dialogo, del “ragionare assieme”, rimane elemento essenziale, e ci indica la necessità di non cadere negli errori opposti: l’intestardirsi e il lasciar perdere. Tutto ciò ci insegna che la

• Con la realtà circostante (Cittadinanza responsabile) Crescere nel rispetto della comunità cittadina con cui condividiamo la storia, il territorio, le possibilità di sviluppo, i principi ed i valori che la sostengono. Cercare tracce di speranza è per noi un dovere morale e un impegno verso la nostra gente, tracce spesso frenate per quel senso di impotenza o di sfiducia nel cambiamento Spendere le nostre forze per l’Uomo e la Donna della Partenza, “i cittadini consapevoli e responsabili” del domani: cittadini che abbiano coscienza del proprio dovere in ogni occasione; che sappiano affrontare le conseguenze delle proprie azioni; che sappiano guardare in modo critico, ma in senso sempre costruttivo e positivo, la propria condotta e tutto ciò che è attorno.

Essere testimoni coerenti della fede nel quotidiano, capaci di vivere la missione profetica, sacerdotale e regale nel servizio educativo Come Chiesa e popolo di Dio siamo chiamati ad annunciare e a testimoniare la Parola di Dio con coerenza attraverso una vita cristianamente vissuta. Siamo chiamati a partecipare al sacerdozio di Cristo esaltandolo e ringraziandolo per la Sua azione. Ma tutto ciò ha senso pieno se siamo capaci di trasformarlo in “azione”, un’azione volta alla speranza, all’educazione, alla relazionalità, alla centralità della persona. Essere profeti, capaci di dire una parola scomoda e denunciare le ingiustizie e le connivenze che offendono l’uomo e offendono Dio. Essere sacerdoti e re, secondo l’esempio di Gesù, il re che si è fatto servo, offrendo se stesso in sacrificio. Spendere la nostra vita nei contesti in cui siamo chiamati. Per fare ciò è necessario creare uno spazio nuovo di vita e di pensiero, dove la generosità, la dedizione e l’accoglienza sono fili retti dalla speranza, elemento fondamentale per proporre un’educazione che produca cambiamento.

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Promozione dell’altro: • Con i ragazzi (rapporto educativo) L’educazione è la relazione che si instaura tra il capo e il ragazzo, rendendo quest’ultimo protagonista, facendogli intravedere sempre un orizzonte di speranza; un patto, che è innanzitutto un patto fra le diverse generazioni, un patto dove i giovani non ven-

gano identificati come “oggetti” d’attenzione ma “soggetti protagonisti”.

verità va faticosamente conquistata assieme agli altri e che per questo è importante rallegrarsi di essere scoperti in errore.

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Convertire l’autoreferenzialità in una relazione orientata alla solidarietà e alla promozione dell’altro. “L’altro”: costruire dinamiche adulte, capaci di gestire con maturità e saggezza la complessità, a volte la fatica, del confronto. Creare comunità comporta degli impegni personali che, oltre alla libertà e alla spontaneità della propria azione, richiedono fedeltà, equilibrio, condivisione di idee. Condividere implica mettersi in discussione, saper crescere, mettersi da parte ed ascoltare, avere paziente fiducia nel proprio cambiamento e in quello degli altri, essere ottimista, saper dialogare. La condivisione di obiettivi con altre persone rafforza la nostra identità e ci fa sentire appartenenti a qualcosa e a qualcuno.

LE SFIDE

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LE SFIDE

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” desideriamo che quest’anno susciti in ogni credente l’aspirazione a confessare la fede in pienezza e con rinnovata convinzione, con fiducia e speranza” (Porta fidei 9) - Incontro/Testimonianza con persona che vive un’autentico cammino di fede e che rappresenta un testimone credibile per la Co.Ca. Sarà un modo per confrontarsi su una base esperienziale con l’atto di fede che, nel suo inizio come nel suo sviluppo, ha sempre bisogno del sostegno della Parola di Dio e della comunità.

foto: Baglio

CELEBRARE ”sarà un’occasione propizia anche per intensificare la celebrazione della Fede nella liturgia ed in particolare nell’eucarestia, che è <<il culmine verso cui tende l’azione della chiesa ed insieme la fonte da cui promana tutta la sua energia>>” (Porta fidei 9) 3)

Tempo di Pasqua

TESTIMONIARE “nel contempo, auspichiamo che la testimonianza di vita dei credenti cresca nella sua credibilità” (Porta fidei 9) N.B.: le ultime due tappe saranno indicate successivamente

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- Veglia di preghiera per celebrare la centralità dell’Incarnazione in Gesù, come offerta unica e decisiva di Dio a tutti gli uomini. Momento culminante, in cui è prevista la messa in comune degli itinerari personali, con la riaffermazione del proprio sì alla chiamata di Dio .

Tempo di Quaresima

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- Itinerario personale su figure bibliche di incontro\chiamata con il Signore. Sarà costituito da quattro schede, con un testo biblico, un breve commento, e due domande per un approfondimento personale. Costituirà un occasione per verificarsi su alcuni atteggiamenti fondamentali della fede.

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CONFESSARE

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Tempo di Avvento

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Proposta di itinerario di Fede per la Route Regionale delle Co.Ca. 2013 Tenendo conto degli obiettivi individuati dal comitato regionale per la route del 2013, da proporre in consiglio, lo snodo portante dell’identità si coniuga necessariamente con quello della nostra identità cristiana. E questo ci sembra sia perfettamente in linea con la finalità e l’intenzione che il papa ha avuto nell’indire l’anno della fede. L’itinerario attraversa dunque le tre dimensioni della fede cristiana (profetica, sacerdotale, regale), evidenziate dal papa nella bolla di indizione, ed anche in uno dei suddetti obiettivi dal comitato regionale. Abbiamo pensato a tre tappe scandite dai tempi forti dell’anno liturgico, introducendone le mete con le stesse parole del documento papale, e prevedendo momenti sia personali che di Co.Ca.

PROPOSTA DI FEDE

proposta di fede

PROPOSTA DI FEDE

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IL PERCORSO

IL PERC ORSO

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il percorso 2 0 1 2 dicembre meridione del

2) Costruzione di dinamiche adulte.

• Essere testimoni coerenti della fede nel quotidiano, capaci di vivere la missione profetica, sacerdotale e regale nel servizio educativo

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2) Accrescere la consapevolezza e la responsabilità della scelta cristiana, per essere testimoni solidi di fede nel quotidiano.

• «Incoraggiare e affiancare» Questo è lo stile che richiede l’impegno.

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Identità comunitaria

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• Quanto siamo CHIESA, e quanto ci sentiamo di appartenere alla stessa.

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• Quale la capacità d’accoglienza e apertura a tutto ciò che è altro da “noi”

1) Ricollegarci alla nostra storia

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• Essere cura di se stessi, portandosi dentro le proprie radici, scoprire/ scoprirsi, conoscersi, ricercare l’identità comunitaria, le motivazioni della propria scelta. Ricercare il confronto con chi ha scelto di percorrere la stessa strada:

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IL PERCORSO

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IL PERCORSO

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Identità associativa

1. Dobbiamo costruire delle nuove città o abbiamo bisogno di ri-progettare quelle esistenti, cambiare e/o farci cambiare dalle stesse? 2. Quali sono i nostri luoghi e i non luoghi del nostro agire 3. Qual è la meta del nostro viaggio e quali sono le frontiere del nostro quotidiano.

Costruire la strada sulla quale la nostra associazione calabrese vuole continuare a muovere i suoi passi. Tenendo alta l’attenzione, alle sfide che il mondo ci pone, essere capaci di vedere tutto sempre con un altro punto di vista aggiornando gli ambiti di servizio.

1. Lasciarsi interpellare dall’ambiente circostante, per essere capaci di risposte concrete alle speranze di questa nostra terra 2. Famiglia e lavoro. Un non-luogo di missione per lo Scautismo. Educare all’affettività e alla laboriosità. 3. Tracciare nuove geografie, date dalla conoscenza delle nuove coordinate dell’identità e dell’appartenenza

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Dove vado, dove sono diretto, quale traguardo, quale direzione portarsi dentro.

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2) Attraverso il confronto e la consapevolezza di appartenere ad una circolarità virtuosa (Co.Ca. Gruppo ecc.), che si potrà parlare di corresponsabilità, condivisione e politica associativa.

1. Con i ragazzi (rapporto educativo) 2. Con gli altri capi (fraternità scout) 3. Con la realtà circostante (cittadinanza responsabile e maturità della dimensione cristiana

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Dimensione associativa, non intesa come Co.Ca., Gruppo, Zona e/o altri livelli, ma unica realtà (il corpo e le membra…)

1) Convertire l’autoreferenzialità, che ha contagiato anche la nostra Associazione, in una relazione orientata alla solidarietà e alla promozione dell’altro.

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Comunità: • eterogenea (non siamo tutti gli stessi) • Luogo della verifica (mettere sul tavolo, serenamente, anche i nostri fallimenti) Interdipendente in positivo (o ce la facciamo tutti o nessuno)

• Convertire l’autoreferenzialità in una relazione orientata alla solidarietà e promozione dell’altro

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Con chi cammino. “Comunità di scopo” è importante conoscere i propri compagni di viaggio.

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PROPOSTA DI LAVORO

PROPOSTA DI LAVORO

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• Individuata la propria identità verrà condivisa all’interno del CdZ (Gennaio 2013).

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- Itinerario di Catechesi: cfr. proposta (v. sopra)

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• L’Assistente Regionale e gli A.E. di Zona (quest’ultimi coinvolgeranno gli A.E. di Gruppo) struttureranno un cammino di fede che stimolerà una riflessione, sul piano personale e comunitario, sulla missione che Dio affida ad ognuno di noi. (entro novembre) • Sarà realizzato un Laboratorio Biblico in regione (a cura dell’Equipe Campi Bibbia) 10-12 Maggio 2013

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• Le Co.Ca. all’interno dei loro incontri, dedicheranno uno spazio per confrontarsi e definire la loro identità. (entro fine Dicembre)

• L’area metodo e la Fo.Ca. attraverso un osservatorio e con il supporto di un esperto struttureranno una griglia utile a leggere, in maniera continua ed in diversi periodi di tempo, qual è l’efficacia dello Scautismo sulla formazione dell’uomo e della donna della partenza nella realtà calabrese. (entro novembre 2012)

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Essere cura di se stessi (...)

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altri livelli associativi

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altri livelli associativi

Con chi cammino «Comunità di scopo»

premessa Dove vado, dove sono diretto, quale traguardo, quale direzione portarsi dentro

• Il CdZ valuterà i possibili abbinamenti delle Co.Ca., tenendo conto delle «Identità» espresse dai gruppi. (Gennaio 2013)

• Area Metodo + Fo.Ca. + IABZ (attraverso gli II.RR.) divulgazione e compilazione della griglia, sulla lettura dell’efficacia dello Scautismo sul territorio entro Febbraio 2013

• Le Zone, all’interno delle proprie Assemblee primaverili, consegneranno ai Capi l’identità della zona, individueranno le sfide per il futuro e uno o più luoghi simbolo del proprio territorio • Nei lavori di gruppo durante le Assemblee Zona, ci si confronterà sui bisogni e le istanze dei capi, per rafforzare la propria identità associative e accrescere l’incisività dell’azione educativa sul territorio. I RdZ consegneranno la sintesi del confronto all’Assemblea regionale del 21 Aprile, offrendo la/e sfida/e individuata/e e uno o più luoghi simbolo della propria zona

• All’assemblea regionale di primavera: • Area metodo + Fo.Ca. + esperto elaboreranno le griglie raccolte e «scatteranno una fotografia» sulla realtà dello Scautismo calabrese. • Presentazione verifica Progetto Regionale «Lungo i sentieri dell’agire quotidiano»

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• La sintesi dei confronti ritornerà nei CdZ e si andrà a delineare l’identità della Zona. Prima delle Assemblee di Zona primaverili

• Laboratori di Specializzazione volti a migliorare le competenze tecniche dei capi. (10-12 maggio 2013)

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• Le Co.Ca. gemellate, racconteranno vicendevolmente la loro identità e si confronteranno su ciò che identifica la «Comunità di scopo» (entro Febbraio 2013)

• Gli IIRR+IABZ, attraverso incontri formativi, lavoreranno per creare le condizioni necessarie al fine di fare educazione con responsabilità e competenza, affinché la proposta provochi cambiamento (elaborazione metodologica verso i Laboratori di Spec.) entro Gennaio

altri livelli associativi

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premessa

PROPOSTA DI LAVORO

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O L O P L PO

A E R OTE

LA ROUTE È TUA

P Slogan e Logo della Route li puoi scegliere TU. Come?

Vai sul sito e vota gli slogan proposti dalle Zone e crea tu il Logo e invialo a: stampa@calabria.agesci.it Lo slogan della Route Regionale verrà scelto e votato sul sito web regionale o sulla pagina Facebook apposita con un “mi piace”. Manda il tuo video al webmaster per invitare gli altri Capi alla Route e per dire i motivi per i quali ha scelto di andare! Sarà pubblicato nella homepage regionale!

ROUTE REGION ALE 2013 AGESCI CALAB RIA

MODALITA’ DI ISCRIZIONE ALLA ROUTE

- Ogni Co.Ca., entro IL 31 gennaio 2013, dovrà effettuare la preiscrizione versando la quota individuale di € 10,00 (per ogni Capo pre-iscritto) tramite le seguenti modalità o Bonifico bancario IBAN: IT81V0501803400000000102293 presso Banca Popolare Etica, beneficiario: AGESCI Com. Reg. Calabria o Versamento su CCP n. 15753882 intestato a: AGESCI Comitato Reg. Calabria, via Trento 51 – 88046 Lamezia Terme (CZ) CAUSALE: Preiscrizione Route Regionale 2013 Co.Ca. <nome gruppo> n. partecipanti N.B.: inviare entro il 31 Gennaio 2013, alla segreteria regionale il modello con l’elenco dei Capi preiscritti con la scansione della ricevuta di bonifico/versamento. -

ISCRIZIONE DEFINITIVA: entro il 31 MAGGIO 2013

Strade del Meridione 6-2012  

Speciale Route Regionale 2013

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