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Diario di Frank e del suo ritorno a Ragusa nel 2008, alla fine del mandato del nuovo Sindaco, che con coraggio e caparbietà ha rinnovato il volto di una città. Sono partito da Londra stamattina presto alle sei; finalmente un po’ di vacanze, gli ultimi tempi il lavoro era diventato insopportabile. Arriverò all’aeroporto di Comiso alle dodici e finalmente rivedrò la mia amata Sicilia. Ho telefonato a Susan, mi aspetterà all’aeroporto con la macchina. Durante il viaggio ripenso alla prima volta che sono arrivato a Ragusa, quelle visite a Ibla città incantata e deserta…… Sono passati parecchi anni e ricordo l’atmosfera di una città solare, i monumenti e i palazzi di pietra che si stagliavano sull’intenso cielo azzurro. Partiamo per Ragusa e noto immediatamente che oltre al nuovo modernissimo aeroporto, è stata realizzato il primo tratto di superstrada a doppia corsia che collega Ragusa a Catania; l’azione dei nuovi Sindaci e dei nuovi politici locali ha finalmente avuto un esito positivo dopo anni di illusioni, promesse e manifesti affissi sui muri. Arriviamo nei pressi della città, due alte torri - un albergo e la nuova sede della Provincia - segnalano l’ingresso della città, ora inizia un lungo viale alberato definito sui due lati da ampi marciapiedi, vedo le persone indaffarate negli acquisti, molti negozi e uffici . Susan mi spiega che il centro adesso è molto più vivibile perché parecchie attività che lo intasavano, banche, uffici comunali, provinciali e regionali, sono stati spostati in questa zona, contribuendo con i nuovi edifici posti sul viale a dare un immagine positiva dell’ingresso alla città. Susan mi racconta che troverò una Ragusa cambiata; è entusiasta della sua scelta di rimanere, dei suoi amici e del suo lavoro all’Università. Ormai la città, con le sue diverse facoltà, è diventata meta di moltissimi studenti molti dei quali stranieri; passeggiando per i vicoli di Ibla o per le strade di Ragusa sempre più spesso si sentono dialoghi in inglese, francese, tedesco; un ragazzo giapponese saluta un’amica spagnola, un distinto signore, forse un professore di Agraria, prende un gelato al bar di Piazza Duomo con due ragazze africane. Decido insieme a Susan, di fare uno spuntino veloce; siamo arrivati in Piazza S. Giovanni; lasciamo la macchina nel parcheggio sotterraneo della piazza e con un ascensore di vetro saliamo al ristorante in terrazza. Durante il tragitto non posso fare a meno di stupirmi attraverso i vetri dell’ascensore, dello splendido panorama, la Chiesa di S. Giovanni è li davanti a me in tutto il suo splendore, la pietra della facciata è ancora più dorata e risplende di mille sfumature sotto l’intensa luce di una giornata di giugno. Arriviamo in terrazza; molta gente è seduta ai tavoli a prendere un gelato o a pranzare, la vista è magnifica e la piazza dall’alto con la sua pavimentazione in pietra e le palme che svettano alte è ancora più bella. Oltre le vetrate del bar noto l’ingresso a una mostra, leggo il nome di Edward Hopper artista americano che mi è molto caro, mi assale una gran voglia di visitarla e chiedo a Susan se dopo aver pranzato potremo andare; per un momento ho la sensazione di non


trovarmi a Ragusa, non ero abituato a tutto ciò, ricordavo una piazza deturpata da un orrendo edificio e ritrovo nuovi spazi, un museo in terrazza, un ristorante e tanta bella gente. Nel pomeriggio andiamo in via Roma, scoprendo una strada diventata nuovamente il cuore della città, piena di gente che passeggia liberamente perché non vi sono più auto; la nuova amministrazione mi dice Susan ha recuperato un grande parcheggio all’interno di un edificio costruito a Ragusa tempo fa, che si trova nei pressi di Piazza Libertà in pieno centro. Da un ascensore in via Roma nei pressi dell’albergo Mediterraneo scendiamo verso via Natalelli e nei nuovi giardini costruiti dove un tempo c’erano dei campi da tennis. Un fiume verde sembra scendere nella vallata dove diversi percorsi permettono di godere di viste sull’intorno, vedo parecchie mamme con i propri bambini, anziani e persone che si prendono una pausa - vedo anche un ponte pedonale che conduce oltre il Viale del Fante - lo attraversiamo e mi ritrovo in un grande parco urbano, dove un tempo vi era il vecchio scalo merci della ferrovia, con vasche e percorsi d’acqua. Immersi nel parco due edifici imponenti, un teatro-auditorium e un centro per l’arte contemporanea con atelier per giovani artisti; ho visitato qualcosa di simile in Spagna, a Barcellona e resto piacevolmente sorpreso di questi cambiamenti così radicali. Susan, paziente, mi spiega che da qualche anno una nuova generazione di giovani impegnati, con passione e forza di volontà e grazie ad un sindaco lungimirante, ha prodotto queste trasformazioni. Al ritorno passiamo da Piazza Libertà anch’essa molto cambiata, interamente pedonale, con una bellissima fontana allungata su cui si riflette la Torre della Piazza. Guardo con interesse gli edifici di La Padula e penso che dalle vicende degli anni trenta con la costruzione della nuova Ragusa, fatta di tante pregevoli architetture, dopo il vuoto di decenni, si era di nuovo prodotto un rinnovamento con l’apporto, a giudicare dalle cose che stavo visitando, di una nuova generazione di bravi architetti, valorizzati dall’amministrazione locale. Andiamo a casa di Susan, dalla finestra della mia stanza guardo la facciata di un teatro, si rappresenta “ Romeo and Juliet “, sono stupito e chiedo a Susan. Adesso ricordo, quel teatro era stato per molti anni un cinema abbandonato !!!! . La sera dopo a teatro; l’interno è molto bello, non è stato rifatto come i teatri di un tempo, è nuovo e moderno, ha un’acustica perfetta, la scena è molto visibile, e sento di respirare l’atmosfera dei teatri europei, mi ricorda il teatro di Berlino di Potsdammer Platz. Incontriamo molti amici, tra i quali un’amica di Susan che avevo conosciuto molti anni prima, che mi invita per l’indomani a passare un pomeriggio insieme a Ibla, invito che accetto volentieri, lei è solare e gentile come questi luoghi che ho ritrovato. Appuntamento in piazza Duomo; ci incamminiamo, respirando intensamente la calma brezza e il profumo dell’estate, verso il Giardino Ibleo. Eva mi racconta della città, del suo sentirsi dopo molto tempo ormai ragusana; Lei è spagnola di un paesino vicino Siviglia, ma ha viaggiato molto e a un certo punto della sua vita si è innamorata degli Iblei. Mi dice che i luoghi di Ibla sono ormai famosi, il centro storico dopo essere stato dichiarato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità -


ormai da più di un lustro -, è meta di un turismo culturale qualificato e la città ha saputo rendersi ancora più bella e attrezzarsi per essere degna di se stessa. Siamo arrivati al Giardino Ibleo, non al suo ingresso tradizionale, ma all’ingresso su una grande corte dove noto con stupore la presenza di molte sculture di artisti europei e non, Antony Caro, Henry Moore, Pistoletto, Marino Marini, e sculture di due artisti Ragusani Carmelo Cappello e Nunzio Di pasquale. Il luogo è straordinario, da un lato le sculture si stagliano sul complesso monumentale della chiesa di S. Vincenzo Ferreri, da poco -dice Eva- recuperata a museo permanente delle opere di Cappello, artista di fama internazionale, che ha ritrovato finalmente una degna sede dopo essere stato per molti anni relegato in spazi anonimi alla zona industriale (sic?) della città. Dall’altro lato, le sculture, si stagliano sul bellissimo paesaggio del San Leonardo, incorniciato da due portali in pietra che sostengono una lunga passerella sopraelevata in aggetto sulla corte delle sculture e sugli scavi archeologici attigui. Saliamo sulla passerella e dall’alto ammiriamo le sculture i reperti archeologici e il paesaggio; la coesistenza di monumenti, nuove realizzazioni, e sfondo naturale - la valle del S. Leonardo -, rendono la visita un’esperienza particolare. Ringrazio Eva per avermi condotto a scoprire questo luogo; dopo aver preso un caffè e esserci rilassati ai tavolini del bar attiguo, decidiamo di continuare il nostro itinerario visitando il nuovo museo archeologico di S. Maria del Gesù. Ci accolgono spazi restituiti a nuova vita, un bellissimo chiostro con due stupende aperture sul paesaggio, i reperti archeologici che splendidamente inseriti nelle sale dell’ex convento, mostrano le radici lontane degli Iblei. Mi aspetta anche una sorpresa, la visita di un luogo straordinario. Eva mi conduce in una grande cavità ipogea, opera ciclopica dell’uomo - una cisterna per l’accumulo dell’acqua, adesso riutilizzata come la stanza del tesoro -, vedo infatti collocata al centro un bassorilievo in pietra “Il Guerriero di Castiglione” prezioso reperto recuperato nei pressi di Ragusa, testimonianza del livello artistico e del grado di civiltà dei popoli che hanno colonizzato questi luoghi. Questa prima giornata non poteva essere più intensa, avrò di che raccontare ai miei amici Londinesi! Susan ha organizzato una gita al mare, sono impaziente di rivedere Marina di Ragusa. Durante il tragitto guardo il paesaggio con i suoi carrubi, i muri a secco e le masserie, il cielo splendido di un azzurro pieno che fa risaltare i colori, il giallo dei campi, puntinati dal verde cupo dei carrubi e dal grigio della pietra dei muri. La strada è stata modificata, ormai è interamente a doppia corsia, molto più sicura di un tempo quando era teatro di brutti incidenti . Susan ha perduto su questa strada due sue alunne a cui voleva molto bene, rapinate della vita anche da colpevoli ritardi nella realizzazione di una strada più sicura. Per fortuna le cose sono cambiate e le sinergie tra due efficienti amministrazioni Comune e Provincia hanno rapidamente realizzato quello che per anni ha rappresentato una chimera.


Arriviamo nei pressi del nuovissimo Palazzo dei Congressi, sede del Festival del Cinema della Costa Iblea, e luogo di altri appuntamenti culturali e concerti. Parcheggiamo facilmente la macchina e iniziamo a visitare il Palazzo; in copertura resa accessibile da una comoda rampa pedonale, scopro un vasto anfiteatro per spettacoli all’aperto; in serata si svolgerà un concerto di Carmen Consoli, decidiamo di andarlo a vedere. Dall’anfiteatro si domina una grande piazza alberata, e in lontananza oltre le case il mare; ai lati della piazza due lunghi edifici con alti portici contengono negozi, gallerie d’arte e case vacanza. Marina è molto cambiata, si è sprovincializzata, e noto parecchi turisti stranieri. Andiamo sul lungomare, molta gente passeggia, non vi sono macchine, vi sono invece molte palme e fioriere, oltre a una nuova pavimentazione in pietra; camminando noto i nuovi alberghi costruiti con le loro terrazze aperte verso il mare, il “Miramare” restaurato. Ricordo di aver visitato molti anni fa il lungomare di Cannes con i suoi alberghi di fronte alle spiagge, dico a Susan che Marina mi sembra una Cannes più solare perché il cielo è più blu, le spiagge più dorate e il mare più bello. Susan mi spiega che i nuovi alberghi sono stati costruiti, grazie alla nuova amministrazione che nel nuovo piano regolatore ha inserito la possibilià di convertire i brutti edifici una volta presenti sul lungomare. Inaspettatamente è rimasta solo una bassa costruzione, ricordo quel ristorante ormai storico “Da Alberto il Mago del Pesce”. Pranziamo con pesce del Mediterraneo, e Alberto onora il suo nome; terminiamo il pranzo con la squisitezza di enormi cannoli alla ricotta. Mi aspettano giornate di vacanza indimenticabili, la visita a molti altri luoghi, il Castello di Donnafugata, Castelluccio, le bellezze naturali delle cave sull’altopiano, i paesi del Barocco del Val di Noto. Purtroppo il rientro a Londra si avvicina, ma ormai sono certo, avvicinandosi il mio ritorno ho compreso di amare questi luoghi; ho capito che il destino di una Comunità dipende principalmente dalla volontà della sua classe dirigente di valorizzare le sue risorse più belle, la città, i centri storici, il territorio, il mare, la cultura, l’arte e la tradizione, innestandovi il nuovo. Ragusa ha saputo in questi anni realizzare tutto questo e di ciò anch’io ne sono fiero, sentendomi ormai Ragusano d’elezione. Ragusa 25 Giugno 2008.


Diario di frank aprile 2003