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CANGIANO SINDACO

Il Programma Elettorale

Lista Civica

Amministrative 25 Maggio 2014


La premessa Durante la campagna elettorale troppo spesso vengono presentati programmi contenenti elenchi di varie promesse che gli stessi candidati non sono in grado di sapere se potranno attuare o addirittura sono consapevoli che non potranno realizzare. Crediamo che i cittadini di Albenga meritino qualcosa di diverso e che siano comprensibilmente stanchi di vuote promesse. Nel nostro programma sono indicate, per ogni settore, le linee guida che intendiamo seguire e gli obiettivi che vogliamo raggiungere amministrando la città, nella consapevolezza che le scelte concrete dovranno necessariamente essere effettuate durante il corso del mandato, molto spesso confrontandoci con i cittadini ed i rappresentanti delle varie categorie. La promessa che mi sento con certezza di fare è la seguente: amministrerò con serietà, trasparenza e determinazione nell’esclusivo interesse di Albenga e dei suoi cittadini. Le difficoltà sono tante ma sono convinto che insieme possiamo superarle.

La prospettiva In un periodo difficile come quello che stiamo attraversando, l’obiettivo prioritario per chi amministra una città deve essere necessariamente quello del rilancio economico della stessa. Occorre però avere anche l’ambizione di dare impulso ad iniziative socio-culturali, di salvaguardare le aree verdi in oggi abbandonate, di crearne nuove e di incentivare lo sport. La tutela delle attività produttive esistenti e la creazione di nuove opportunità lavorative sono possibili solo se, oltre a porre in essere immediati interventi di sostegno, viene attuata anche un’attenta programmazione. Lo sviluppo di un determinato settore produttivo crea indirettamente un beneficio anche per gli altri settori e quindi progresso e benessere per l’intera città. Albenga ha enormi potenzialità che, se adeguatamente sviluppate, sicuramente possono consentire ottimi risultati con ricadute positive per tutti i cittadini.


Poche città in Italia hanno la fortuna di avere una grande piana dove si è sviluppata un’intensa attività agricolo-floricola, un fiume che la percorre, le spiagge, il mare con un’isola facilmente raggiungibile, un centro storico meraviglioso ed un entroterra ricco di luoghi stupendi. Avere la consapevolezza delle potenzialità che la natura e la storia ci hanno donato è il primo passo dal quale iniziare per rilanciare la città. Albenga, proprio per la sua importanza, deve tornare ad essere il Comune capofila capace di essere il riferimento per lo sviluppo delle iniziative necessarie per tutelare gli interessi del comprensorio. Dobbiamo uscire al più presto dall’isolamento che si è creato rispetto alle città vicine e soprattutto riprendere un rapporto di collaborazione con la Regione che deve essere basato sul rispetto della potenzialità e dell’importanza del nostro territorio. È infine necessario che i cittadini, che giustamente devono pretendere da chi amministra l’assunzione di decisioni nell’esclusivo interesse della città, ritrovino il loro senso civico perché soltanto tutti insieme possiamo superare le difficoltà ed i problemi. • IL RAPPORTO CON L’AMMINISTRAZIONE Amministrare una città in modo intelligente vuol dire farlo insieme ai cittadini. È necessario instaurare un rapporto di reciproco rispetto basato sulla trasparenza ove ogni parte, comprendendo le esigenze e le difficoltà dell’altra, abbia quale obiettivo lo sviluppo e la tutela delle esigenze della cittadinanza nel rispetto delle regole. Verrà data la possibilità ai cittadini di evidenziare le proprie esigenze e lamentele (sia via e-mail sia in forma cartacea creando punti di raccolta) che verranno esaminate direttamente dagli amministratori. Un servizio comunale funzionale deve essere efficiente, con tempi certi e con un approccio propositivo verso il cittadino. Ciò è possibile aumentando l’informatizzazione anche mediante l’utilizzo di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC), eliminando l’eccessiva burocrazia e consentendo una tracciabilità, anche di natura informatica, dello stato della propria pratica. L’Amministrazione dovrà mettere i dipendenti comunali nelle condizioni di poter svolgere il loro fondamentale lavoro con competenza e serenità e dovrà controllare che vi sia il rispetto delle direttive impartite e del regolare iter delle pratiche. • CREAZIONE DI UN UFFICIO PER OTTENERE FINANZIAMENTI REGIONALI ED EUROPEI In un periodo di grande difficoltà economica come quello attuale, determinati interventi possono essere realizzati solo se si ottengono finanziamenti europei e regionali. Dobbiamo essere informati e pronti in quanto molto spesso non si riescono ad ottenere i finanziamenti proprio perché non si sa della loro esistenza oppure perché, avendone conoscenza in ritardo, non si riesce a presentare progetti definitivi corredati da tutta la necessaria documentazione. Per tale motivo verrà istituito un ufficio appositamente dedicato, che potrà collaborare con le strutture che già operano in questo settore, alle quali possono rivolgersi anche i soggetti privati. • TUTELA DEL TERRITORIO ED INTERVENTI URBANISTICI E DI MANUTENZIONE La principale ricchezza della nostra città è legata al territorio ed è chiaro quanto sia urgente una reale ed efficace pianificazione. La tutela del territorio è una necessità che si fonda sul dovere, non più rinviabile, di mantenere un inestimabile patrimonio ambientale così fondamentale per la qualità della vita. Il depauperamento del territorio non può che creare impoverimento. L’impegno della nostra Amministrazione sarà volto ad invertire questa tendenza con azioni positive e di stimolo affinché anche le forze imprenditoriali mutino una criticità in una formidabile opportunità di crescita economica con risvolti occupazionali immediati. In una situazione in cui il mercato è saturo, tenuto fra l’altro conto che sono già previste operazioni immobiliari molto rilevanti come quelle della ex fabbrica Testa e della ex Ortofrutticola, è infatti evidente che si debba principalmente puntare su interventi di ristrutturazione e di recupero degli immobili già esistenti e di riqualificazione edilizia mediante un efficientamento energetico ed architettonico. Occorrerà riuscire a far mettere definitivamente in sicurezza il fiume Centa e gli altri corsi d’acqua. Bisognerà altresì valorizzare i centri storici delle frazioni, anche creando itinerari turistici collegati alle aziende agricole ed enogastronomiche ivi presenti.


Inoltre sarà necessario intervenire sulle aree degradate e sulla cura del verde pubblico e dell’arredo urbano nonché sulla pulizia della città, posizionando fra le altre cose un numero maggiore di cestini per gettare i rifiuti ed appositi contenitori per i mozziconi delle sigarette. L’area coperta in Piazza Corridoni, posta nelle vicinanze dell’Astor (i cui interventi, previa verifica della situazione, dovranno essere sviluppati), verrà riqualificata in modo da diventare una zona ove effettuare mostre, eventi e mercatini di qualità; un luogo di promozione e vendita dei prodotti agroalimentari del comprensorio, seguendo il virtuoso esempio del “mercato del Carmine” di Genova. Chi amministra la città di Albenga deve inoltre essere consapevole delle necessità della zona di Vadino e delle vie periferiche nonché delle frazioni, che da troppo tempo sono state abbandonate. Riteniamo concettualmente sbagliato trattare queste zone in punti separati del programma, in quanto è decisivo considerare Albenga unitariamente. Le risorse economiche sono poche ma devono essere distribuite in tutta la città. Le esigenze sono note perché più volte ribadite e mai soddisfatte. Riteniamo corretto evitare di effettuare il solito elenco di interventi per ogni zona. Possiamo però impegnarci con chiarezza a realizzare quelli che verranno indicati come maggiormente necessari dagli abitanti, confrontandoci con gli stessi e con i rappresentanti locali, in modo da consentire di fornire una risposta alle legittime aspettative dei cittadini. • UN P.U.C. DA ADEGUARE E DA ADOTTARE Il P.U.C., sebbene la sua predisposizione sia iniziata circa 7 anni fa, non è stato ancora adottato e nella sua ultima versione ha suscitato profonde critiche sia dal mondo economico che dai singoli cittadini, in quanto appare come uno strumento nel quale alcuni contenuti e proposte risultano decisamente sorpassati. Questo è dovuto anche al fatto che sono nel frattempo mutate le condizioni economiche e quelle del mercato ed inoltre perché ci si era basati su una presunta crescita demografica che nella realtà non è avvenuta. Occorre compiere un’analisi approfondita sui fabbisogni abitativi e sull’offerta delle nuove costruzioni già esistenti sul mercato, tenuto conto dell’attuale crisi economica nel settore immobiliare. Senza vanificare il lavoro di analisi posto in essere nella stesura del P.U.C. e senza stravolgerne le parti correttamente predisposte, è necessario rimodularne alcuni obiettivi applicando le necessarie revisioni, basandosi da un lato sulla tutela delle aree agricole che costituiscono il motore e l’orgoglio di Albenga e dall’altro su una riqualificazione nel recupero dell’edificato anche mediante la eco-ristrutturazione di alcune aree degradate della città. Ciò va fatto ponendo particolare attenzione all’imminente periodo di nuove programmazioni dei Fondi Europei, la cui erogazione si baserà principalmente su parametri di compatibilità ambientale. Pensiamo che Albenga possa essere progettata e gestita come una città intelligente (“Smart city”) dove la pianificazione urbanistica, le politiche comunali e le infrastrutture siano ottimizzate per garantire migliori e più efficienti sevizi pubblici. Una città in cui le nuove tecnologie nei settori della comunicazione, dell’efficienza energetica e della gestione ambientale aiutino a migliorare la vita dei cittadini e rispondano alle esigenze delle imprese e delle istituzioni. Una città dove il cittadino si senta sempre protagonista delle scelte e dei cambiamenti e non un semplice spettatore. • AMBIENTE La gestione del ciclo dei rifiuti. La raccolta differenziata rappresenta non solo una scelta di civiltà e di rispetto della legge che impone il raggiungimento graduale di diverse percentuali ma potrebbe anche costituire un risparmio per i cittadini nonché comportare la creazione di nuovi posti di lavoro. Attraverso il rapporto con i cittadini e la volontà di favorire azioni positive si era in passato riusciti a raggiungere risultati che avevano portato i dati della differenziata ad un’elevata percentuale ed incluso il Comune di Albenga nel novero dei “comuni ricicloni” della nostra Regione. Attualmente la percentuale di differenziata risulta pesantemente ridotta.


Sarà pertanto compito della nuova Amministrazione attivarsi per far sì che venga ripreso quel virtuoso ed economicamente vantaggioso percorso costituito dall’aumento della raccolta differenziata. L’esternalizzazione del servizio operata dalla Giunta Guarnieri, a prescindere dall’impegno dei lavoratori dipendenti, ha mostrato delle criticità evidenti: la città è sporca ed il servizio non funziona adeguatamente. È compito fondamentale dell’Amministrazione far sì che venga garantita la pulizia della città nel rispetto delle regole. Occorre comunque fare una riflessione sui costi/benefici circa la scelta di gestione (bando e contratto) e sulla messa in liquidazione della società partecipata Ecoalbenga. Il danno, oltre che di tipo economico ed ambientale (calo percentuale della differenziata, peggioramento rapporto costi/benefici), è anche di tipo culturale: ad un lavoro fatto per sviluppare una coscienza ambientale del recupero e del riciclo è stata contrapposta la logica della deresponsabilizzazione dei cittadini. La depurazione. Non solo le normative europee prevedono l’obbligatorietà della depurazione ma depurare in modo corretto fa parte di quella somma di valori (territorio – ambiente – economia – qualità della vita) che ogni comunità deve avere tra le sue priorità. La progettazione di un depuratore comprensoriale era un progetto ambizioso che teneva conto di due elementi importantissimi: - la comprensorialità del progetto, che non si limitava al Comune di Albenga ma comprendeva – correttamente – i Comuni dell’entroterra che sono parte del bacino del Centa; - il livello di depurazione delle acque e la loro progettata restituzione all’utilizzo agricolo. A causa della mancata realizzazione di un depuratore consortile, la Regione Liguria ed il Comune di Albenga (unica città del Ponente ligure con popolazione superiore ai 15.000 abitanti ancora priva del depuratore) rischiano ora la “procedura di infrazione” da parte della U.E., oltre a conseguenze ed a penalizzazioni sotto il profilo urbanistico. Per evitare la procedura di infrazione e la elevatissima sanzione economica prevista in tale ipotesi, la Regione Liguria ha deciso, con un proprio atto, l’allaccio del solo Comune di Albenga al funzionante depuratore di Borghetto Santo Spirito. Tale soluzione, pur potendo risolvere il problema albenganese, non è certo quella preferibile in quanto non comprende anche tutti i Comuni vicini e quelli dell’entroterra.

Acqua

L’acqua è un bene comune e un diritto umano universale. Secondo le previsioni di legge, la gestione pubblica deve essere effettuata all’interno degli ambiti territoriali ottimali (ATO) dalle autorità d’ambito che hanno appunto la funzione di gestire il Servizio Idrico Integrato costituito dai servizi di captazione, adduzione, distribuzione e depurazione, introducendo una tariffa unica, evitando così una inaccettabile frantumazione. Posto che l’obiettivo dev’essere quello di giungere ad una gestione pubblica dell’acqua, non possiamo però dimenticare che la situazione di Albenga è molto particolare e complessa, tenuto conto anche che il Comune ha un debito di oltre sei milioni di euro nei confronti della ILCE S.p.A., attuale gestore. L’obiettivo, a differenza di quanto fatto fino ad oggi, deve essere chiaramente quello di affrontare concretamente tale complesso problema. Anche in questo caso Albenga dovrà promuovere in ambito territoriale quell’attività che le è propria per il suo ruolo, finalizzata ad una visione ultracomprensoriale della gestione idrica con l’obiettivo di ridurre le tariffe che pagano i cittadini albenganesi, garantendo al contempo la qualità dell’acqua, un efficiente servizio ed un’idonea manutenzione degli impianti.


• AGRICOLTURA L’agricoltura e la floricoltura rappresentano il fondamentale indotto economico ingauno. Purtroppo anche questo settore sta subendo gli effetti e le conseguenze della crisi ed è pertanto necessario che l’Amministrazione, confrontandosi e condividendo le scelte con le associazioni di categoria, ponga in essere interventi di sostegno. Occorrerà quindi: - modificare le previsioni del P.U.C. che non hanno recepito le necessità del settore; - effettuare un’operazione di promozione e di rilancio dei prodotti, rendendo l’Amministrazione regista nella realizzazione di un marchio d’area che, puntando su qualità del prodotto, eticità e sostenibilità ambientale, coinvolga il più possibile anche gli altri comparti economici della piana; - supportare la partecipazione a Mostre e Fiere nazionali ed internazionali e promuovere le “fattorie didattiche” come volano per la conoscenza dei nostri prodotti e della nostra offerta alimentare e culturale; - aiutare lo sviluppo del settore puntando sull’innovazione. Non possiamo dimenticare l’importanza del settore vinicolo, che merita a sua volta un’efficace rilancio mediante interventi di promozione (alcuni dei quali di facile realizzazione come l’iscrizione di Albenga fra le Città del Vino). La piana di Albenga è di natura alluvionale ed è stata fin dalle origini solcata da una rete razionale di canali di scolo supportati da una complessa rete di fossati. Le modificazioni dell’uso del suolo (aumento dei tetti e delle superfici asfaltate, realizzazione di serre e pacciamatura del terreno) hanno fatto sì che, come dimostrato dai recenti fenomeni alluvionali, ci sia la necessità non solo di mettere in sicurezza i fossati ed i canali esistenti mediante interventi di pulizia ma anche di potenziarne la portata. Il progetto di riassetto idrogeologico predisposto dalla Provincia su sollecitazione del Comune di Albenga risale ormai ad oltre cinque anni fa ed è necessario che venga attuato reperendo i necessari finanziamenti regionali. Il Comune dovrà inoltre rendere effettivo il nucleo di Polizia Municipale “campestre” in modo da poter esercitare una efficace azione di controllo. Costituirà infine un’opportunità quella derivante da un’azione di verifica e di recupero delle zone agricole abbandonate, applicando quanto previsto dalla Legge Regionale istitutiva della “banca della terra”. In tal modo i lotti disponibili potranno essere affidati ad imprenditori agricoli che ne faranno richiesta e che potranno usufruire dei contributi regionali. Da tenere in considerazione e da monitorare l’opportunità di creare una rete di orti urbani, per soddisfare le richieste che sempre più spesso vengono dai cittadini.


• COMMERCIO ED ARTIGIANATO Le difficoltà che stanno affrontando i commercianti e gli artigiani in questo periodo sono evidenti. Vedere negozi ed attività chiusi per le strade di Albenga costituisce un’inaccettabile ferita per la città. Puntare con decisione sul rilancio di questi settori consentirebbe vantaggi economici ed occupazionali non solo per gli esercenti e gli artigiani. Quello che viene guadagnato da chi ha un’attività produttiva ad Albenga viene infatti reinvestito nella città perché è qui che normalmente il titolare ed i dipendenti abitano e vivono. La presenza di attività e negozi costituisce inoltre una delle più efficaci risposte alle problematiche dell’ordine pubblico perché una città viva è una città più sicura. Occorre pertanto evitare che vengano svolti mercatini che vendono prodotti in concorrenza con le attività locali, puntando su quelli che possono costituire un richiamo per la particolarità della merce proposta. Il commercio e l’artigianato vengono inoltre rilanciati se si riesce ad incrementare il richiamo turistico della città, promuovendo e pubblicizzando Albenga ed i suoi prodotti, organizzando manifestazioni di alto livello e creando eventi nelle varie zone della città. Utilizzando il Patto d’Area deliberato dalla Regione Liguria, in alcune zone della città sarebbe possibile applicare una riduzione della percentuale dell’IMU sugli immobili i cui proprietari accettino di diminuire o mantenere entro determinati limiti il canone di locazione. Tramite questo Patto, che potrebbe essere anche temporaneamente limitato ad una durata triennale, sia i proprietari sia gli affittuari sia l’Amministrazione darebbero il loro contributo per cercare insieme di uscire dal periodo di crisi puntando sul rilancio del commercio.


• TUTELA DEL LITORALE E PORTO TURISTICO Il litorale di Albenga costituisce una fondamentale risorsa per la città sia dal punto di vista economico che turistico. È necessario che, nel rispetto dell’ambiente, vengano poste in essere azioni di tutela degli arenili mediante opportuni interventi di sistemazione dei moli e tramite il posizionamento di barriere frangiflutti sommerse. L’Associazione Bagni Marini ha già incaricato professionisti specializzati nel settore che hanno predisposto un progetto esecutivo in modo da riuscire ad ottenere i finanziamenti già stanziati in Regione per tali tipi di intervento. Riteniamo opportuno non fare promesse in relazione al porto turistico, anche perché la realizzazione dello stesso ne è stata già oggetto in ogni campagna elettorale, senza alcun apprezzabile risultato. Il porto, sebbene debba tenersi conto dell’attuale grave crisi del settore nautico, potrebbe sicuramente costituire un’opportunità per lo sviluppo economico e turistico della città nel medio-lungo periodo. Sarà pertanto compito dell’Amministrazione comprendere quale tipo di intervento possa essere ancora di attualità e nello stesso tempo essere utile per la città. Solo all’esito di tali valutazioni e dopo aver coinvolto la città su di esse, potranno essere assunti impegni seri e positivi. • IL DIRITTO ALLA CASA Il problema relativo al diritto alla casa è andato aggravandosi nel corso degli anni. Da troppo tempo infatti non ci sono più stati strumenti di finanziamento per case di edilizia popolare. Per le persone meno abbienti occorre da un lato consentire un più dinamico meccanismo di assegnazione, tenendo conto del mutamento delle condizioni del reddito e/o dei componenti dei nuclei familiari e dall’altro che vengano reperiti investimenti pubblici tali da consentire di realizzare nuovi complessi immobiliari o per lo meno interventi di sistemazione degli alloggi esistenti. Per le famiglie con una discreta disponibilità di reddito, però insufficiente a garantire l’accesso al mercato immobiliare, il sistema dell’edilizia convenzionata è quello che fino ad oggi ha fornito le migliori risposte. Tenuto conto della crisi del mercato immobiliare tradizionale, molti più imprenditori potrebbero rivolgersi a tale tipo di costruzioni. La convenzionata potrebbe anche essere applicata alle ristrutturazioni attraverso la destinazione di una quota, da definirsi nei piani di ristrutturazione/ricostruzione/ampliamento, finalizzata sia all’acquisto che all’affitto con tale modalità. E’ necessario infine avere a disposizione un adeguato numero di alloggi comunali per rispondere alle esigenze temporanee derivanti da emergenze abitative. Tali alloggi dovranno essere occupati per brevi periodi e ritornare disponibili per le successive emergenze. • SICUREZZA Quella che viene comunemente definita “microcriminalità” ha sul cittadino un impatto fortemente negativo. Chi amministra una città non può consentire né tollerare che chi vi abita abbia un’inaccettabile sensazione di insicurezza. Rendere finalmente funzionante la figura del Vigile di Quartiere è sicuramente un modo per avere un maggiore controllo del territorio. Deve trattarsi di un servizio svolto tramite operatori che, anche grazie ad opportuni corsi che la Regione Liguria sarebbe disponibile a far effettuare gratuitamente, siano particolarmente qualificati nell’attuare il controllo diretto del territorio e nell’effettuare l’ascolto dei cittadini per quanto riguarda le problematiche della singola zona, sia in materia di ordine pubblico che di assetto urbano. Tali problematiche, attraverso una sinergica collaborazione fra: - tutte le Forze dell’Ordine per quanto riguarda l’ordine pubblico, - l’Ufficio Tecnico per quanto concerne l’arredo e le strutture urbane, - i Servizi Sociali in merito alle accertate situazioni di disagio, potrebbero essere quindi affrontate non solo con azioni repressive ma anche con una necessaria opera di prevenzione, che costituisce l’unico vero ed efficace metodo per superare o quantomeno limitare il problema.


Ritengo opportuno che nella fase di ascolto debbano essere necessariamente coinvolti i numerosi cittadini extracomunitari che vivono regolarmente in città lavorando e rispettando le leggi perché loro sono i primi ad essere danneggiati dal comportamento negativo di alcuni loro connazionali, i quali devono essere isolati e puniti quando pongono in essere comportamenti contrari alle regole. La crescita e la sicurezza passano necessariamente attraverso l’integrazione, che parte inderogabilmente dall’amore e dal rispetto del territorio in cui siamo nati o che ci ha accolto e si manifesta nell’accettare leggi, tradizioni, religione e cultura senza differenze, discriminazioni o soprusi nei confronti di nessuno. Una seria politica integrativa consiste nel comprendere i bisogni della maggior parte possibile degli abitanti della città e di ciascuna fascia sociale attraverso politiche di contrasto alla povertà e di inclusione sociale. Una politica di integrazione, che già si sta apprezzando nelle scuole elementari, non significa imporre una cultura al posto di un’altra ma non può transigere dal necessario rispetto delle regole. Sono pertanto necessari anche i sistemi di videosorveglianza cittadina, che rappresentano uno strumento che si deve affiancare ad un controllo capillare del territorio ed un maggiore contatto e collaborazione tra gli operatori ed i cittadini. Occorre necessariamente riparare i sistemi non funzionanti, sostituire quelli che non consentono una corretta messa a fuoco, modificarne il posizionamento, aumentarne il numero e verificare la possibilità di integrarli con sistemi di vigilanza privata per aumentare il presidio del territorio. Non possiamo però dimenticare che una città viva è una città più sicura. Si dovrà quindi incrementare l’apertura dei negozi e dei locali pubblici e promuovere le iniziative socioculturali. Una città pulita, ordinata e ben illuminata fornisce un’impressione notevolmente differente rispetto ad un ambiente sporco e trascurato e quindi anche interventi in tal senso costituiscono forma di tutela dell’ordine pubblico. Bisognerà inoltre prestare la massima attenzione alla questione, di estrema attualità, relativa alla paventata chiusura del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Alassio. Tale problematica deve essere affrontata con urgenza e decisione non solo dal Comune di Alassio ma anche dalle Amministrazioni di tutte le altre città del Ponente ligure che ne risulterebbero danneggiate, al fine di tutelare una fondamentale risorsa del nostro territorio e cercare di mantenere in essere la struttura. Qualora ciò non fosse possibile il Comune di Albenga dovrà farsi promotore di porre in essere tutte le iniziative necessarie per scongiurarne la perdita, anche mettendo a disposizione con soluzioni economiche vantaggiose locali di proprietà comunale necessari per accogliere il Commissariato nella nostra città, coordinando tale Forza di Polizia con l’Arma dei Carabinieri e le altre Forze dell’Ordine già presenti. • VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO STORICO Il centro storico di Albenga è uno dei più importanti della Liguria e, se opportunamente rilanciato, può costituire un volano economico e turistico per la città. Un obiettivo della futura Amministrazione sarà quello di cercare finalmente di realizzare, utilizzando i fondi regionali che già fin d’ora sono a disposizione per un tale tipo di intervento, un Polo Museale nell’ex Convento di San Domenico. Il Polo Museale, oltre a consentire la realizzazione di un fondamentale intervento per la città, riqualificherebbe completamente una zona del centro storico che così verrebbe rilanciata. Occorrerà inoltre, tramite finanziamenti europei ed investimenti dei privati, porre in essere un’azione di recupero e valorizzazione degli edifici storici mediante uniformi interventi programmati, tali da essere rispettosi del contesto storico della città nonché razionalizzare e riqualificare l’offerta museale. Sarà inoltre fondamentale intervenire in collaborazione con la città di Alassio sulla via Julia Augusta in quanto il meraviglioso percorso sulla strada romana, se ben curato e pubblicizzato, può costituire un sicuro richiamo turistico per la città. Un serio intervento di recupero della pavimentazione originale e dell’arredo urbano di Piazza Trincheri, luogo idoneo ad ospitare varie iniziative, comprese quelle teatrali e musicali, costituirebbe il volano per il rilancio di Via Roma, ossia una delle vie del centro storico con maggiore possibilità di sviluppo.


• TURISMO Il settore turistico dovrà costituire una delle principali voci attive dell’economia ingauna. Per far ciò si dovrà: - porre in essere un’efficace attività di promozione e pubblicità delle meraviglie storiche e paesaggistiche di Albenga utilizzando moderni sistemi informatici e tecnologici, con la collaborazione di esperti del settore pubblicitario, preferibilmente della nostra città; - promuovere i prodotti della piana e del territorio ingauno con particolare attenzione all’agroalimentare ed all’enogastronomia; - organizzare manifestazioni di alto livello, oltre che nel centro storico anche nella zona mare e nelle altre vie della città comprese le frazioni, in modo che tali manifestazioni siano in grado di essere ogni anno ripetute e migliorate per diventare appuntamenti fissi per gli appassionati; - creare eventi nelle varie zone del centro in modo da rendere più varia l’offerta ai visitatori; - limitare il numero dei mercatini, consentendo principalmente quelli che non siano in concorrenza con le attività locali e che siano tali da costituire un richiamo per la loro particolarità; - puntare su settori turistici non ancora sviluppati come fra l’altro quelli: • del turismo culturale, sfruttando al meglio le potenzialità del nostrocentro storico, della strada romana e degli altri monumenti purtroppo abbandonati posti nell’intera città, • del turismo sanitario, collegato al centro ortopedico convenzionato che sta attirando pazienti da altre città e Regioni, • del turismo enogastronomico, basato sulle eccellenze dei nostri prodotti e sulle particolarità delle aziende agricole, floricole e vinicole che potrebbero essere meta per i turisti, • del turismo sportivo, organizzando eventi anche di portata internazionale, • del turismo collegato all’archeologia subacquea, consentendo visite guidate della nave romana e visite al museo navale; - incentivare con agevolazioni l’apertura di bed and breakfast in tutta la città con la creazione di alberghi diffusi per rendere l’offerta più facilmente usufruibile per i turisti; - razionalizzare l’offerta museale con un biglietto unico e la possibilità di fruire di audioguide oppure di una App per gli smartphone che consenta di visitare con le dovute informazioni le meraviglie della città; - porre in essere le condizioni affinché Albenga, anche grazie alla collaborazione delle associazioni già presenti ed attive sul nostro territorio, possa accogliere rappresentazioni teatrali di qualità.


• EDILIZIA SCOLASTICA Pur trovandoci in un momento di grande difficoltà economica, si dovrà intervenire urgentemente per rendere sicuri e salubri gli edifici scolastici, fra l’altro eliminando le tettoie in eternit ed impermeabilizzando le coperture. Il Governo Renzi ha dimostrato una particolare sensibilità in questo fondamentale settore e quindi sarà necessario essere pronti per poter approfittare delle opportunità derivanti da eventuali finanziamenti necessari per poter dare risposte concrete alle esigenze dei nostri ragazzi. Rimane sempre di fondamentale importanza la realizzazione del Polo Scolastico nella ex caserma Turinetto, la cui esecuzione durante l’ultima Amministrazione di centro-destra non ha avuto alcuno sviluppo concreto. Sarà decisivo approfondire in modo chiaro a quanto ammontano i fondi destinati a tali interventi ed i tempi in cui sarà possibile realizzarli. • WELFARE, SALUTE E DIRITTI CIVILI In tempo di crisi le politiche del welfare, se sono intese ancora come supporti assistenzialistici, rischiano di essere fortemente ridotte perché improduttive. E’ necessario cogliere le nuove prospettive di aiuto intendendole come politiche di promozione dei diritti e di affiancamento attivo alle fragilità. Tali prospettive rischiano tuttavia di essere irraggiungibili per mancanza di risorse economiche. È necessario quindi liberare risorse ed energie da destinare ad un’offerta migliore e più adeguata. La nuova pianificazione regionale parla di rinnovamento anche attraverso la necessaria manutenzione di ciò che è in atto, attraverso un’analisi attenta dell’efficacia.Scopo di tale intervento è quello di collocare in termini diversi l’esistente all’interno degli Obiettivi di Servizio in cui gli Amministratori, i Direttori di Distretto Socio Sanitario e gli Operatori dei servizi sono chiamati a dare il loro contributo all’analisi e ricerca di un’offerta migliore e sostenibile sotto l’aspetto economico. In tale modo potranno essere riviste le politiche di Prevenzione e di Sviluppo di comunità con azioni volte ad istituire sistemi di sorveglianza della salute dei bambini, degli adolescenti, degli anziani, delle persone con problemi di salute mentale e delle donne. Un importante spazio dovrà essere dato alla valorizzazione delle Politiche Giovanili finalizzate a rendere i giovani protagonisti e consapevoli del loro progetto di vita. Verificare a livello territoriale le esperienze già in atto quali lo Yepp e il centro giovani. Potenziare progetti in ambito scolastico volti alla prevenzione della violenza. Per quanto riguarda l’Invecchiamento attivo è necessario definire strumenti e procedure per implementare nuovi progetti volti a sviluppare la partecipazione degli anziani nelle associazioni con scambio tra le generazioni, salvaguardare la salute con stili di vita sani e promuovere l’inclusione sociale. Istituire Servizi di prossimità con progetti di comunità per anziani. Il nostro territorio è caratterizzato da comunità e culture diverse, grande attenzione dovrà essere posta alle azioni di prevenzione all’esclusione e alla solitudine, promuovendo comunità accoglienti. Si dovrà iniziare un percorso per istituzionalizzare il dialogo tra culture (mediazione culturale). Consolidare le iniziative di tutela dei diritti delle persone disabili con abbattimento delle barriere non solo architettoniche ma anche culturali e psicologiche. In questo momento particolarmente critico per i sistemi familiari è necessario: - promuovere interventi di sostegno alla maternità ed alla natalità attraverso l’azione integrata dei servizi territoriali; - consolidare e migliorare il Sistema Integrato per la prima infanzia con un’integrazione tra le diverse tipologie di servizi per la prima infanzia e il sostegno alla genitorialità; - sensibilizzare, informare e formare le famiglie in merito all’affido famigliare in modo da diminuire il numero dei minori inseriti in comunità educative e socio assistenziali soddisfacendo in maniera adeguata i bisogni dei minori e contenendo i costi per il Comune. Il nostro territorio ha una grande risorsa agricola, in esso è possibile inserire soggetti in condizioni di fragilità promuovendo così un’Agricoltura sociale. Benché la sanità non sia direttamente di specifica competenza comunale, non vi è dubbio che compito dell’Amministrazione, anche intervenendo tempestivamente ed in modo propositivo sulle scelte regionali, è quello di tutelare il diritto alla salute dei cittadini.


È necessario che l’Ospedale di Albenga non venga depotenziato ed anzi possa avere un rilancio in alcuni settori fondamentali e che al contempo vengano valorizzati i servizi di medicina territoriale. Dovremo inoltre ottenere che nelle ore notturne non vi sia una sola automedica del 118 per coprire un territorio così vasto come il nostro. Bisogna altresì supportare il servizio di volontariato delle Pubbliche Assistenze, che svolgono un’insostituibile mole di lavoro la cui utilità è talmente importante da meritare il concreto sostegno dell’Amministrazione. Sarà infine necessario confrontarci su argomenti molto delicati e rilevanti, riguardanti i diritti civili che sicuramente rappresentano tematiche complesse e meritevoli di approfondimento. • SPORT Lo sport rappresenta un settore di primaria importanza perché consente ai ragazzi di interagire con propri coetanei in un ambiente sano, ove si impara l’importanza dell’applicazione nonché del rispetto delle regole e dell’avversario. Seppur in una situazione di grande difficoltà economica, bisogna consentire alle società di avere a disposizione strutture sufficientemente adeguate con impianti efficienti e sicuri. Per far ciò sarà necessario accedere ai Contributi Europei che l’Unione Europea ha per la prima volta istituito per il periodo 2014-2020 per lo specifico settore dello sport. Un altro obiettivo è quello di realizzare il polo sportivo nella zona ove attualmente si trovano lo stadio Annibale Riva ed i campi da tennis. Ciò potrà avvenire attraverso un’operazione di project financing che consenta il coinvolgimento di soggetti privati nella realizzazione degli impianti, che rimarranno comunali, ma verranno gestiti dai realizzatori per un periodo di tempo da determinarsi. Si potrà infine collaborare con i Comuni dell’entroterra, ove già esistono impianti tipo piste di atletica, palazzetti, palestre di roccia, percorsi per escursioni e orienteering.


• PARCHI, PISTE CICLABILI E PIEDIBUS La zona del parco Foce, che attualmente si trova in stato di abbandono, è sicuramente uno dei luoghi più affascinanti della città. Occorrerà necessariamente, nel rispetto degli strettissimi vincoli esistenti, pulire e riqualificare tutta l’area, illuminandola con lampioni fotovoltaici e rendendola fruibile per i cittadini. Bisognerà riqualificare le aree verdi esistenti anche nelle frazioni, creando percorsi pedonali e ciclabili e mantenendoli in condizioni di pulizia e di fruibilità. Il parco Cotta, che a sua volta si trova attualmente in disuso, dovrà essere ripristinato e reso fruibile in modo da permettere alle famiglie di portarci a giocare i bambini. Nell’esteso terreno acquistato durante l’Amministrazione Tabbò, posto a levante del parco Foce, l’obiettivo è quello di realizzare un grande parco urbano che dovrà costituire un polmone verde per la città ed un’area dove poter passeggiare, correre, portare gli amici a quattro zampe e comunque trascorrere il proprio tempo libero a contatto con la natura. Albenga è una città sviluppata su un’estesa pianura. Per la sua conformazione è quindi evidente che sarebbe possibile sviluppare un’efficiente rete di piste ciclabili che consentirebbe la riduzione del traffico e dell’inquinamento. Un’opportunità potrebbe essere costituita dallo spostamento a monte della ferrovia in quanto, come già avvenuto in altre città, la linea ferroviaria potrebbe essere trasformata in una pista ciclabile molto estesa sul mare, che collegherebbe Albenga alle città confinanti. Ritengo opportuno, sempre per diminuire il traffico, far sì che sempre più bambini possano andare a scuola a piedi. Questo sarebbe possibile, seguendo quanto già realizzato in altre città, istituendo un servizio di “piedibus”.

“Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni” (Eleanor Roosevelt)


Le Liste che appoggiano Giorgio Cangiano Sindaco

1 - ANDREIS Alessandro

9 - MUNÌ Vincenzo

2 - ARNALDI Maurizio

10 - PAPALIA Francesco

3 - CARUSO Daniele

11 - PICASSO Emanuela

4 - CASANOVA Giovanna

12 - PLUMERI Liliane

5 - DEANDREIS Paola

13 - POLLIO Tiziano

6 - GHIGLIONE Tullio

14 - RAGAZZINI Giovanni

7 - GIRALDI Francesca

15 - VESPO Concetta Simona

8 - GUERRA Emanuela

16 - VIO Mariangelo

1 - ALLARIA Paola Giovanna

9 - ISOLICA Fabrizio

2 - ACCAME Fabrizio

10 - MINUCCI Roberto

3 - ALESSI Angelo

11 - PODESCHI Eva

4 - BESAGNO Alessandra

12 - PASTORINO Ubaldo

5 - BALLABIO Marco

13 - TOMAT Enrico

6 - BOSCAGLIA Manlio

14 - SALUZZI Cecilia

7 - DELOGU Natalia

15 - VANNUCCI Mauro

8 - FAVILLA Jessica

16 - VOSILLA Elisabetta


Le Liste che appoggiano Giorgio Cangiano Sindaco

1 - CAVANNA Graziella

9 - GENCO Emanuela

2 - DALLERICE Maria Rosa

10 - MARCO Angela

3 - DE LORENZO Francesco

11 - MINELLONO Nicoletta

4 - DI GIORGI Sebastiano

12 - PASSINO Alberto

5 - DOTTI Monica

13 - POLLERO Carlotta

6 - FENOGGIO Daniela

14 - RAVERA Sandro

7 - FORONI Glauco

15 - TEALDI Daniele

8 - GASCO Giovanni

16 - VARALLI Vittorio

Lista Civica

1 - BALBO Maria Adele

9 - MICHERO Nadia

2 - BRUZZONE Roberta

10 - MINUTO Matteo

3 - DIOMEDI Andrea

11 - MOLINERIS Eleonora

4 - ENRICO Matteo

12 - SAROCCHI Stefania

5 - FALSACI Carmelo

13 - SIRI Massimo

6 - IANNELLI Giuseppe

14 - TOMATIS Riccardo

7 - LAZZARONI Angelo

15 - VEZZOSO (in Strazzi) Daniela

8 - LIGATO Teodora

16 - VIO Camilla


Come votare GIORGIO CANGIANO (CANDIDATO ALLA CARICA DI SINDACO)

Lista Civica

Traccia un segno sul candidato sindaco, traccia un segno sul simbolo di una delle liste in appoggio ed esprimi il cognome di un candidato a consigliere comunale delle lista scelta. Inoltre puoi aggiungere, sulla seconda riga, il cognome di un secondo candidato della stessa lista, ma di sesso diverso.


Programma Elettorale CANGIANO SINDACO  

Leggi o scarica il programma elettorale di Giorgio Cangiano, candidato sindaco nella città di Albenga

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