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www.gazzetta.it domenica 18 marzo 2012 1,20 €

REDAZIONE DI MILANO VIA SOLFERINO 28 TEL. 0262821 REDAZIONE DI ROMA PIAZZA VENEZIA 5 TEL. 06688281 POSTE TALIANE SPED. IN A.P. D.L. 353/2003 CONV. L. 46/2004 ART. 1, C1, DCB MILANO

ITALIA

n 11 anno LXVIII XVI I ­ Numero Anno

CORSA SCUDETTO RESTANO 4 I PUNTI DI DISTACCO

RINGHIO MILAN URAGANO JUVE Un rigore (giusto) di Ibra e una magia di Emanuelson piegano il Parma (2­0) E torna in campo per 2 anche Gattuso

Goleada bianconera a Firenze (5­0) con Vucinic, Vidal, Marchisio, Pirlo e Padoin. Contestati giocatori e dirigenti viola

BOCCI, CERRUTI, DELLA VALLE, FROSIO, PASOTTO, SCHIANCHI DA PAGINA 2 A PAGINA 8

BIANCHI, GARLANDO, GRAZIANO, LICARI, OLIVERO, GOZZINI DA PAGINA 10 A PAGINA 13

LA FESTA DEL RUGBY

Finalmente Italia battuta la Scozia non siamo ultimi

3 La meta di Giovanbattista Venditti, 21 anni AFP BENEDETTI, BUONGIOVANNI ALLE PAGINE 36­37

SANREMO

ilCommento

Attacca Nibali Cancellara show ma vince Gerrans

IL SOLITO ALLEGRI E LO SQUALO CONTE di LUCA CALAMAI

E’ tornata la vera Juve. Certo, davanti in classifica c’é anco­ ra Ibra, con quattro punti di vantaggio ma questo tuffo nel passato dei bianconeri ridi­ mensiona la portata della «fuga» del Milan e riaccende la corsa scudetto. Il bambine­ sco calcio di Cerci a De Ceglie ha facilitato il compito alla Vecchia Signora.

Simon Gerrans, 31 anni, batte Fabian Cancellara e Vincenzo Nibali

Qui a fianco Mirko Vucinic, festeggia con Claudio Marchisio. A sinistra Rino Gattuso, al rientro dopo 6 mesi

L’ARTICOLO A PAGINA 23

GHISALBERTI, GIALANELLA, PASTONESI DA PAG. 32 A PAG. 35

LE ALTRE GARE

Dramma per Muamba Infarto mentre è in campo

Inter, avanti con Pazzini Napoli senza Pocho e Hamsik

Il centrocampista lotta fra la vita e la morte

Sfidano Atalanta e Udinese Di Natale: «Voglio il 3° posto»

BOLDRINI ALLE PAGINE 20­21

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Serie A / 28ª GIORNATA

PREMIER GIOCA NEL BOLTON

3 Fabrice Muamba soccorso AFP

ALLE PAGINE 14 E 17

PARTITE PARMA MILAN 0­2 FIORENTINA JUVENTUS 0­5 Oggi (ore 15) CAGLIARI CESENA (12,30) (1 1) BOLOGNA CHIEVO (1 0) CATANIA LAZIO (1 1) INTER ATALANTA (1 1) LECCE PALERMO (0 2) SIENA NOVARA (1 1) UDINESE NAPOLI (20,45) (0 2) Domani (ore 20,45) ROMA GENOA (1 2)

CLASSIFICA MILAN* 60 JUVENTUS* 56 LAZIO 48 NAPOLI 46 UDINESE 46 ROMA 41 INTER 40 CATANIA 38 BOLOGNA 35 CHIEVO 34

PALERMO 34 ATALANTA** 33 GENOA 33 SIENA 32 FIORENTINA* 32 CAGLIARI 31 PARMA* 31 LECCE 25 NOVARA 20 CESENA 17

*Una gara in più. **Penalizzata di sei punti.

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PRIMO GP IL VIA ALLE 7: TUTTO SU GAZZETTA.IT

La Formula 1 è ripartita con Hamilton in pole ALLIEVI, IANIERI ALLE PAGINE 30­31

IL ROMPI PALLONE DI GENE GNOCCHI

Sospetti di doping su Simon Gerrans. Il vincitore della Sanremo è tornato a Milano in bicicletta.

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DOMENICA 18 MARZO 2012

SERIE A ANTICIPI 28a GIORNATA PARMA

MILAN

0

2

(3-5-2) Mirante; Zaccardo, Paletta, A. Lucarelli; Jonathan, Mariga (dal 26’ p.t. Musacci), Valdes, Morrone (dal 28’ s.t. Okaka), Biabiany (dal 18’ s.t. Valiani); Floccari, Giovinco.

(4-3-1-2) Abbiati; Zambrotta, Bonera, Thiago Silva, Antonini; Nocerino, Ambrosini, Muntari (dal 46’ s.t. Gattuso); Emanuelson (dal 41’ s.t. Aquilani); Ibrahimovic, El Shaarawy (dal 32’ s.t. Maxi Lopez).

PANCHINA Pavarini, Ferrario, Santacroce, Modesto.

PANCHINA Amelia, Yepes, Mesbah, Inzaghi.

ALLENATORE Donadoni.

ALLENATORE Allegri.

AMMONITI Zaccardo e Paletta per gioco scorretto.

AMMONITI Antonini per gioco scorretto, Muntari per comportamento non reg.

GIUDIZIO 777 PRIMO TEMPO 0-1 MARCATORI Ibrahimovic su rigore al 17’ p.t.; Emanuelson al 10’s.t. ARBITRO Banti di Livorno. NOTE paganti 9.861, incasso di 267.022,40 euro; abbonati 9.620, quota di 91.290,30 euro. Angoli 9-1. In fuorigioco 4-2. Recuperi: p.t. 3’; s.t. 3’.

POSSESSO PALLA

PARMA 51%

PARMA 4

Milan LA MAGIA DELL’OLANDESE SPRINT DA CENTROCAMPO E PALLA IN RETE

CONTRASTI VINTI

MILAN 49%

TIRI IN PORTA

IIII

Botta

PARMA 38%

MILAN 62%

TIRI FUORI

IIIIIII IIIIIIII MILAN 7

MOMENTI CHIAVE PRIMO TEMPO c GOL! 17’ Ibrahimovic trasforma un rigore per un mani di Zaccardo su tiro di Emanuelson. 21’ Emanuelson non riesce a ribattere in rete una respinta di Mirante su punizione di Ibra. 42’ Thiago Silva sfiora l’autogol deviando di testa sulla propria traversa. 42’ Ibra da solo si fa anticipare da Mirante.

PARMA 8

IIIII MILAN 5

SECONDO TEMPO 7’ Ibra aggancia e tira, Mirante respinge. c GOL! 10’ Emanuelson fugge da solo in contropiede, aggira Mirante e infila da destra. 15’ Emanuelson, smarcato da Ibra, fallisce la deviazione del 3-0. 23’ Ibra su punizione, Mirante devia. 47’ Floccari gira sulla traversa.

Apre un rigore realizzato da Zlatan, chiude una prodezza del trequartista: Due rigori, Banti ne dà uno così il Parma non ha scampo 2-0 e fuorigioco: caso limite I rossoneri restano a +4 sulla Juve e martedì la sfidano in Coppa Italia Netto il rigore che sblocca la Moviola

VOLATE SCUDETTO E TERZO POSTO

DI ALEX FROSIO

il risultato. Emanuelson calcia al volo di sinistro e trova il braccio destro largo di Zaccardo: Banti è lì e può solo fischiare rigore. Appena oltre la mezz’ora il Milan meriterebbe un altro rigore: Ibrahimovic salta prima Paletta (che lo strattona in area, ma lo svedese resiste) poi va giù sull’attacco di Zaccardo, che lo tocca con la punta del destro sul piede sinistro. Banti non fischia e sbaglia. Fuorigioco Sul 2 0 di Emanuelson, Ibra in fuorigioco allarga le gambe per far passare il pallone: sui gesti e i movimenti che influenzano l’avversario, il regolamento dice che è a giudizio dell’arbitro stabilire se ingannano o distraggono l’avversario. Caso limite, l’arbitro fa bene a non fischiare perché i difensori sembrano continuare dritti su Emanuelson. All’8’ p.t., sullo 0 0, fermato Giovinco lanciato a rete per fuorigioco che non c’è. Ammonizioni Manca il giallo a

Che gol: Ibra fa 20 Emanuelson fa 50 metri ALBERTO CERRUTI PARMA

Zaccardo di mano e su Ibra Zambrotta all’8’ p.t.: intervento da dietro su Biabiany che ha già scaricato il pallone. Nel finale rischia Antonini, che, già ammonito, allarga il braccio per fermare Okaka. Banti nemmeno fischia.

Due schiaffi al Parma con un avvertimento anticipato alla Juventus, anche se poi stravince a Firenze. Il Milan che passeggia con un comodo 2-0, firmato dal solito Ibrahimovic su rigore e dall’insolito Emanuelson in contropiede, conferma di essere spietato con la classe operaia del campionato, mantenendo senza problemi 4 punti di vantaggio sui bianconeri. Nessuna distrazione in chiave Champions e

massimo risultato con il minimo sforzo, perché nel nostro orticello italiano c’è troppa differenza tra chi ha Ibra e chi ha Floccari, anche se stavolta non c’è soltanto lo zampone dello svedese nel decimo successo in trasferta della capolista. C’è anche, o meglio soprattutto, la capacità di sfruttare i punti deboli degli avversari, con gli inserimenti di tanti giocatori, in un invidiabile turnover di goleador, non necessariamente attaccanti. Attorno a Ibrahimovic segnano tutti: dal suo vice cannoniere Nocerino già a quota 9, a Emanuelson, l’ultima idea vincente di Allegri,

che vola per trenta metri, agevolato da un discusso fuorigioco non sbandierato allo svedese e firma il (gran) gol numero 2 della partita e del suo campionato in ascesa. Confronto indiretto Al di là degli episodi e delle proteste, ripensando a quanto (non) aveva fatto la Juventus proprio qui, il 15 febbraio scorso, appare ancora più evidente la differenza tra la squadra di Allegri e quella di Conte. Quel secondo 0-0 consecutivo era il frutto dell’impotenza offensiva dei bianconeri, che sotto porta avevano sbagliato molto di

più dell’arbitro, senza valide alternative in fase realizzativa a Matri e Vucinic, prima di sbloccarsi improvvisamente ieri sera. Il Milan, invece, è molto più regolare, perché dà sempre la sensazione di poter pungere quando e con chi vuole, malgrado l’orgogliosa resistenza del Parma che almeno inizialmente cerca di limitare i danni, dal basso della propria inferiorità tecnica. A questo punto, però, gli alibi e gli elogi per gli emiliani sono finiti perché, dopo il 2-1 sul campo del Chievo, la squadra di Donadoni ha ottenuto soltanto 4 pareggi e 3 sconfitte, con il ri-


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ilPersonaggio BERLUSCONI

Silvio in trasferta dopo 18 anni Con la parlamentare In campionato non accadeva dal 1994, ma il Cavaliere pensa alla Champions: «Siamo all’altezza del Barça, le grandi sfide ci esaltano»

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TORNA LA COPPA I giocatori del Milan festeggiano il gol di Urby Emanuelson, 25 anni, che ha chiuso la partita del Tardini. La squadra rossonera continua la striscia vincente e mantiene quattro punti di vantaggio sulla Juve in classifica ANSA

schio di trovarsi oggi staccata dal Cagliari e avvicinata dal Lecce. Colpe e sfortuna Cinque uomi-

ni in mezzo al campo, con gli ex interisti Jonathan e Biabiany sulle fasce, non bastano per chiudere gli spazi a Nocerino e Muntari, che a turno si sganciano ai fianchi di Ambrosini. Ma soprattutto non basta l’esperienza del campione del mondo Zaccardo, sulla destra del trio difensivo completato da Paletta e Lucarelli, perché ogni volta che parte Ibrahimovic, imbeccato da Emanuelson, lussuoso trequartista di scorta, sono dolori. E quando succede il contrario, proprio Zaccardo tocca con la mano il pallone calciato dall’olandese, provocando il netto rigore, settimo per il Milan, sempre trasformato da Ibra, al ventesimo gol in campionato. È la svolta della partita, perché con i rossoneri in vantaggio dopo 17’, e vicini a un altro rigore non con-

cesso per un nuovo fallo di Zaccardo su Ibra, il Parma si sgonfia, mostrando una preoccupante impotenza davanti, dove Giovinco offre più fumo che arrosto, mentre Floccari gira a vuoto. Colpe individuali di troppi giocatori, che vanificano le buone intenzioni di una squadra generosa e sfortunata come Donadoni. Alla fine dei due tempi soltanto la traversa nega prima il pareggio su autogol di Thiago Silva, che devia un tiro di Valdes, e poi la rete dell’1-2 su conclusione di Floccari. Bentornato Gattuso Nel giorno

in cui Silvio Berlusconi torna a seguire il Milan in trasferta, le belle notizie per lo scaramantico Allegri, che come al solito volta le spalle a Ibrahimovic quando lo svedese calcia il rigore, non finiscono con la prova in scioltezza della sua squadra, in cui manca soltanto la spinta di Zambrotta e Antonini sulle fasce. Agli importanti

recuperi di Maxi Lopez e Aquilani, inseriti nel finale al posto del discontinuo El Shaarawy e dell’applauditissimo Emanuelson, si aggiunge il ritorno di Gattuso, che rileva Muntari, accolto dall’ovazione della curva rossonera. Perché il rientro di Gattuso, che in campionato aveva giocato soltanto uno spicchio della prima partita contro la Lazio, il 9 settembre, ha un doppio significato, tecnico e umano, per un simbolo del Milan, in grado di aggiungere altra grinta per lo sprint finale. E se con lui rientrassero presto anche i vari Abate, Nesta, Boateng, Robinho, Seedorf e persino l’ormai disperso Pato, il Milan potrebbe provare a spaventare anche il Barcellona. Prima, però, deve pensare alla sfida di martedì a Torino. Perché sarà anche Coppa Italia, ma la Juventus è sempre la Juventus. E anche il Milan vuol essere sempre il Milan. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Martedì e mercoledì si giocheranno le semifinali di ritorno della Coppa Italia, per designare le finaliste che si contenderanno il trofeo all’Olimpico di Roma il 20 maggio. Ecco il programma completo e gli appuntamenti televisivi. Martedì ore 20.45 Juventus-Milan (andata 2-1) diretta su Rai1 Mercoledì ore 20.45 Napoli-Siena (andata 1-2) diretta su Rai2

DAL NOSTRO INVIATO

MARCO PASOTTO PARMA

Magari l’ha fatto anche per scaramanzia. L’ultima volta che Silvio Berlusconi si era presentato in trasferta allo stadio in campionato era stato diciott’anni fa: 20 febbraio 1994, Lazio-Milan 0-1. Tre mesi dopo i rossoneri avrebbero conquistato lo scudetto e (stra)vinto la Coppa dei Campioni ad Atene contro il Barcellona. Chiaro, rispetto ad allora c’è qualche differenza: probabilmente il Cavaliere non pretende di rifilarne altri quattro ai catalani e stavolta si tratta di un quarto di finale, però hai visto mai che porti bene. Intanto Berlusconi si prepara. Sotto diversi aspetti. Innanzitutto c’è il Barça alle porte: «Le grandi sfide esaltano le grandi squadre, sappiamo come affrontarli. Il Barcellona si batte giocando bene e con intelligenza tattica. Il Milan è assolutamente all’altezza». E poi c’è una poltrona vuota — quella più nobile in organigramma — destinata a essere riempita presto. «Come mai ho seguito la squadra a Parma? Erano diciott’anni che non venivo in trasferta. Mi sto preparando per tornare a fare il presidente». Juve Il Cavaliere si è presentato al Tardini assieme all’ex ministro Lunardi e alla parlamentare del Pdl Maria Rosaria Rossi. Non ha voluto perdersi nemmeno un minuto ed è rimasto incollato in tribuna fino al 90’. Un modo per tastare il polso alla squadra in vista di un trittico di una certa entità: Juve, Roma e Barcellona. «Nonostante fossimo rimaneggiati questa squadra ha fatto molto bene — ha detto lasciando lo stadio —. Ho visto un buon gioco, è una stagione in cui siamo al vertice in tutte le competizioni». E ora che la vicinanza con la sfida di Coppa Italia con la Juve sta ravvivando le polemiche sull’asse lombardo-piemontese, Berlusconi prima osserva: «Le punzecchiature

Dall’alto: Silvio Berlusconi a Parma con la deputata Maria Rosaria Rossi; l’onorevole Rossi in Parlamento ANSA

tra Milan e Juve fanno parte del gioco. Se a Torino passeremo il turno? Sì». Poi, però, si fa più sibillino: «Se giochiamo bene il merito è certamente anche di Allegri, che è il dodicesimo uomo in campo. Quando non lo è l’arbitro». Cristiano Ronaldo Della serie: è meglio

se chi dirige non diventa un protagonista della partita. A ognuno la libera interpretazione. Quella più logica riporta ovviamente al gol fantasma di Muntari, su cui comunque il Cavaliere a caldo non era stato particolarmente critico. Infine, chiusura con accenno di mercato, giusto per riportare coi piedi sulla terra coloro che ci avevano fatto un pensierino: «Su Cristiano Ronaldo scherzavo. La notte faccio altri sogni». Magari l’abbinata scudetto-Champions come diciott’anni fa. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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SERIE A ANTICIPI DELLA 28a GIORNATA IL RITORNO RINGHIO NON GIOCAVA UNA PARTITA UFFICIALE DAL 9 SETTEMBRE

IL TECNICO

Gattuso, 2’ in campo dopo 6 mesi: «Concluso il calvario»

Allegri: «Il presidente allo stadio porta bene»

DAL NOSTRO INVIATO

MARCO PASOTTO PARMA

Come un debutto. Perché quando resti fuori sei mesi e non hai la certezza di tornare, per la testa passano pensieri bruttissimi. Rino Gattuso invece è tornato e, come dice lui, ha finalmente «concluso il calvario». L’ultima gara ufficiale risaliva al 9 settembre. Milan-Lazio, Rino sbatte

addosso a Nesta perché non lo vede. Paralisi del sesto nervo cranico: non riesce a controllare l’occhio sinistro. A Dubai ci riprova: in campo contro il Psg di Ancelotti, ma rientra dagli Emirati Arabi con una miastenia oculare. Iniziano le cure a base di cortisone, Rino migliora, guarisce e tre giorni fa arriva l’ultimo ok, quello della Procura antidoping. Ieri ha ritrovato il Milan, il campo (per due minuti) e i suoi tifosi.

A lato l’ingresso di Rino Gattuso, 34 anni, al Tardini; in alto l’uscita per infortunio con la Lazio ANSA

Pugile «Con tutto questo cortisone mi sono così gonfiato che sembro un pugile — ha detto a Radio Deejay —. Ho tanta voglia di giocare, non mi pesa allenarmi». Dedica anche un pensiero a Conte: «Come giocatore lo rispetto, era un sanguigno che non mollava mai. Nel calcio però non si può sempre dire ciò che si pensa. A volte bisogna anche avere la forza per stare zitti». © RIPRODUZIONE RISERVATA

«Potevo farne addirittura 3...» La felicità di Emanuelson: «Giocando da trequartista devo segnare di più» DAL NOSTRO INVIATO

FABIANA DELLA VALLE PARMA

La scuola Ajax non tradisce mai. Ibrahimovic e Emanuelson si sono appena sfiorati negli anni olandesi, perché Urby era un ragazzino delle giovanili quando Zlatan vinceva con la prima squadra. Da un anno sono compagni di squadra e ieri a Parma hanno viaggiato in tandem. Emanuelson si è procurato il rigore dell’1-0 che lo svedese ha trasformato, Ibra ha ricambiato con un velo (molto discusso dagli avversari) sulla cavalcata di trenta metri dell’olandese. Zlatan ora ha raggiunto quota 20 reti e veleggia solitario in testa

IL PARMA MARIGA K.O.

Leonardi: «Secondo gol irregolare, è fuorigioco» PARMA Pietro Leonardi arriva con il sorriso sulle labbra e non alza mai il tono. «Dopo questa partita sono molto fiducioso dice il d.g. del Parma perché finalmente ho visto una squadra che ha ribattuto colpo su colpo contro una grande. Purtroppo ci sono stati episodi molto sfortunati, ma noi dobbiamo reagire a queste avversità». Gli episodi a cui si riferisce sono le due traverse ma soprattutto la posizione di Ibrahimovic sul gol del 2 0 di Emanuelson. Allegri l’ha giudicata ininfluente, Leonardi la pensa in un altro modo: «Andate a rivedere il contropiede di Giovinco. L’episodio chiave è quello, invece tutti a parlare dei rigori del Milan. Se passa il tunnel di Giovinco è gol, subito dopo Ibrahimovic è parte attiva nell’azione, quindi è in fuorigioco». Roberto Donadoni non commenta: «Non ho rivisto l’episodio, mi hanno riferito che la palla è passata sotto le gambe di Ibra ma non parlo per non dire fesserie. Comunque non mi va che ci si pianga addosso, ora abbiamo 10 partite importanti e già domenica sarà fondamentale. Voglio vedere tutti con lo spirito giusto, dobbiamo lottare. Berlusconi è venuto a salutarmi e mi ha fatto piacere». A Cesena non ci sarà Mariga, uscito per un risentimento ai flessori della coscia sinistra: rischia un lungo stop. f.d.v. © RIPRODUZIONE RISERVATA

alla classifica dei marcatori, Urby ha firmato al Tardini il secondo centro stagionale con il Milan (dopo quello di Cesena). Ibra ha fatto gol dal dischetto, con Massimiliano Allegri voltato dall’altra parte per scaramanzia («Ho visto solo quello di Cesena dell’anno scorso - ha spiegato il tecnico dei rossoneri - e non ha segnato. Ora non li guardo più»); Emanuelson s’è inventato un coast to coast e un tiro di destro (che non è il suo piede preferito) dopo aver messo fuori causa il portiere Mirante. Proprio le reti che piacciono a Ibra, quelle che scatenano gli «ohohoh» di ammirazione degli spettatori. Dalle critiche ai gol «Ho prova-

to il dribbling per andare via e mi è riuscito - racconta Urby -. Ho fatto un gran gol, sono felice perché è stata la rete del 2-0, sto crescendo ed è giusto che giocando da trequartista segni un po’ di più. Oggi potevo fare addirittura tre gol, peccato...». L’olandese ci aveva provato al 20’ del primo tempo dopo una punizione di Ibrahimovic (guarda un po’, sempre lui...) e aveva avuto un’altra occasione subito dopo il 2-0. «Emanuelson è un giocatore duttile e molto importante per noi - lo elogia l’allenatore - perché può coprire tre ruoli. E poi ha una tecnica molto pulita». Ema era arrivato per fare l’esterno sinistro di centrocampo o il terzino, Allegri l’ha reinventato trequarti-

Urby Emanuelson, 25 anni, con Zlatan Ibrahimovic, 30 LAPRESSE

sta (anche se all’Ajax avevano già intuito che aveva le caratteristiche giuste per ricoprire questo ruolo) per sostituire Boateng e lui si è fatto scivolare addosso tutte le critiche, trasformandole in energia positi-

va. Ora Prince è quasi pronto per rientrare, ma l’olandese sa di essersi giocato bene le sue carte. Era un punto interrogativo, ora è diventato un punto fermo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

DAL NOSTRO INVIATO

PARMA

Chissà che cosa avrà pensato Antonio Conte quando ha visto l’arbitro Banti di Livorno fischiare un rigore per il Milan dopo 16 minuti. Difficile che possa essersi fatto strane idee, perché il fallo di mano in area di Zaccardo è netto e il penalty inevitabile. A dir la verità ce ne sarebbe stato anche un altro (ancora Zaccardo su Ibrahimovic) ma forse l’arbitro non se l’è sentita di concedere due rigori in meno di 20 minuti. Massimiliano Allegri però non cambia il suo teorema sui fischietti italiani per un episodio contro. «Dalla panchina sembrava rigore - si limita a commentare - però ribadisco che il livello della classe arbitrale è alto e gli arbitri vanno lasciati in pace. Quando ho detto che i dossier non servono a niente non volevo mandare un messaggio a Conte. Forse non parlo bene l’italiano, prenderò delle ripetizioni, mi farò degli schemini». Più cinismo Intanto gli schemi

provati in settimana hanno permesso al Milan di battere una squadra «rognosa» (Allegri dixit alla vigilia) e di mantenere i 4 punti di bonus sulla Juventus. «Era una delle trasferte più difficili - dice l’allenatore rossonero - però la squadra l’ha interpretata bene e l’ha fatta sembrare più facile di quello che era». Ma Allegri si è arrabbiato molto perché avrebbe voluto chiudere prima la partita. «Abbiamo sbagliato troppo nella scelta dell’ultimo passaggio, siamo frettolosi. Dobbiamo lavorare per diventare più cinici. Berlusconi ha portato bene, quando viene è sempre buon segno, era contento e ci sprona sempre». Anche ad andare a Torino per ribaltare l’1-2 dell’andata e centrare la finale di Coppa Italia: «Martedì con la Juve sarà difficile, dobbiamo segnare due gol. Boateng e Seedorf sono i più vicini al recupero, Robinho non ce la farà». I tifosi ci credono, come dimostra lo striscione esposto a Parma: «A Torino per vincere». f.d.v. © RIPRODUZIONE RISERVATA

laFotonotizia

Palazzi «vigila» sui giocatori... Nella foto (Sky Sport) il procuratore federale, Stefano Palazzi, entra in campo assieme ai giocatori di Parma e Milan prima della gara di ieri al Tardini. Palazzi ha tenuto sotto controllo lo svolgimento della partita.


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SERIE A ANTICIPI 28a GIORNATA le Pagelle

di ALESSANDRA BOCCI

PARMA GIOVINCO ASSENTE,

5,5 Sfortunato, ma poco lucido in attacco. E la difesa balla

6 Allenatore Donadoni

BIABIANY PUNGE 7 h Il migliore Mirante

Non è colpa sua se il giocatore di maggior talento manca all'appuntamento. Il Parma ha lo spirito giusto, ma produce pochissimo in attacco. E per contrastare il Milan non basta.

Tiene a galla il Parma in tutti i modi, cominciando già nel primo tempo con una bella uscita che confonde Ibrahimovic. Bravo anche a negare la doppietta a Emanuelson.

MILAN BONERA CHIUDE E RILANCIA

7

Allenatore Allegri

7,5 h Il migliore Emanuelson

Gira tutto bene e le scelte che a qualcuno sembravano bislacche un mese fa ora vengono apprezzate. La squadra va ancora a sprazzi, ma i momenti di pausa sono sempre più brevi.

All'inizio solo i suoi amici dell'Ajax credevano in lui, poi ci ha creduto anche Allegri. Lo ripaga con personalità crescente e in questo caso anche con un gol pregevole. E si procura il rigore.

7

Non dilaga, ma è sempre padrone del campo

4,5

5

5,5

5

6

6

6,5

5,5

6,5

6

6

6,5

Zaccardo

Paletta

Lucarelli

Jonathan

Mariga

Valdes

Abbiati

Zambrotta

Bonera

Thiago Silva

Antonini

Nocerino

Notevoli soprattutto i due falli da rigore. Basta che Banti ne fischi uno et voilà, per il Milan la partita è aperta. Confuso dai movimenti avversari, non si riscatta.

Dovrebbe prendere Ibrahimovic. Dovrebbe, appunto. A sua giustificazione si può dire che i compagni di reparto non lo aiutano e che Zlatan si muove anche quando è fermo.

Un po' più efficace, soprattutto in avvio, quando in un paio di occasioni riesce a intuire gli spostamenti di Ibra. Ma come gli altri, non protegge abbastanza l’area.

Invisibile o quasi, frullato dalla sicurezza dei centrocampisti del Milan. Gioca novanta minuti senza farsi notare in nessun modo, e non sempre è un bene.

Il primo a scomparire dalla gara, ma solo per colpa di un infortunio. Aveva cominciato benino, unendo come sempre qualità e forza fisica. Esce con un problema muscolare.

Confonde Thiago Silva costringendolo a un colpo di testa che per poco impallina Abbiati. È l'unico a cercare di inventare oltre il pantano attivo del centrocampo.

Un paio di interventi, una presenza che dà sicurezza. Thiago lo mette involontaria mente in difficoltà, la traversa lo aiuta. Il Parma tira poco in porta, ma lui è sempre pronto.

Ancora fuori condizione, lotta come può e si aiuta con l’esperienza, eppure fatica a chiudere i novanta minuti. Prudentemen te, evita di spingere visto che le energie mancano.

Il migliore della difesa, anche se qualche volta gli esterni del Parma lo infilano. Aiuta Zambrotta, appoggia Thiago, e da un suo intervento in area parte l’azione di Emanuelson.

Non è in un momento di splendore e ad ogni partita cade in imprecisioni per lui impensabili fino a poco tempo fa. Ma alla fine sa sempre come far quadrare i conti.

Non spinge quasi mai e commette anche un fallo che si tradurrà in un turno di squalifica. Però dalle sue parti il lavoro è poco e le preoccupazioni rare.

Più in versione centrocampista di equilibrio che in versione centrocampista che spariglia, ma ugualmente utile. Vede che è il momento di Emanuelson e lascia a lui gli inserimenti.

5,5

6

5,5

5

6

5,5

6,5

5,5

7

6

s.v.

s.v.

Biabiany

Floccari

Giovinco

Musacci

Valiani

Ambrosini

Muntari

Ibrahimovic

El Shaarawy

Maxi Lopez

Aquilani

Una velocità impressionante, anche se non sempre usata con costrutto. Nella prima parte di gara è quello che punge di più, approfittando della scarsa forma di Zambrotta.

Un po' più di Giovinco, ma un poco che non basta. Non tira quasi mai, non mette mai in difficoltà i difensori avversari. Nel finale, un suo tiro deviato si schianta sulla traversa.

Assente, abulico, volatile. Forse i discorsi sulla sua juventinità di questi giorni lo hanno confuso, più probabilmente è stato sovrastato dalla fisicità degli avversari.

Sostituisce Mariga e si dà subito da fare, lotta, picchia, cerca di stoppare le trame milaniste e prova pure a fare gol. Visto quanto sono asfittici gli attaccanti, non è poco.

Mezzora per provare a incidere in qualche modo, per tentare di dare energia al Parma. Ma quando entra la partita è già decisa da un pezzo e lui non può cambiarne il corso.

A centrocampo il Parma va meglio che nelle altre zone, ma lui ci mette esperienza e intelligenza. Lotta senza commettere troppi falli e contrasta in sicurezza.

Pasticcia parecchio, ma non smette mai di lottare. Alla fine però si fa ammonire in modo piuttosto inutile. (Gattuso s.v. È tornato e questo è già abbastanza per il Milan)

Sembra indolente, forse per colpa del raffreddore che lo disturba, ma è fuoco che cova sotto la cenere. Segna, spreca un paio di occasioni, ma c’è. Ed è furbo sull’azione di Emanuelson.

A volte gira a vuoto, non riesce a trovare il corridoio giusto. Però capisce e si mette al servizio di Ibra e Emanuelson. Sfiora anche il gol con una bella giocata.

Una manciata di minuti nel finale per cercare di tenere su il pallone, e giù il Parma che tenta di approfittare almeno di qualche distrazione milanista.

Un’altra occasione per mettere gioco vero nelle gambe e presentarsi in forma ai prossimi appuntamenti. Dialoga e tenta la via del gol con un tiro da fuori.

Morrone Con un erroraccio libera il campo a Ibra, che però si impasta davanti a Mirante. Volontà e personalità, ma non riesce a trascinare i suoi. (Okaka 5,5)

TERNA ARBITRALE: BANTI 6 Dà un rigore su due, forse per non far arrabbiare nessuno. Ma c’è sempre da contestare, vedi presenza di Ibra sull'azione del 2-0 Iannello 6 - Bianchi 6

UDINE


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DOMENICA 18 MARZO 2012

SERIE A LE STATISTICHE DEL BIG-MATCH NUMERI E CURIOSITA’

C’è tanto Emanuelson 45 tocchi, 5 cross, 1 gol La velocità dell’olandese manda in crisi la difesa del Parma Giovinco non riesce a incidere: 5 dribbling sbagliati. Troppi

le cifre POSSESSO PALLA

PARMA

50,8% PASSAGGI POSITIVI

MILAN ANDREA SCHIANCHI

Adesso sì che i criticoni staranno zitti. Visto Emanuelson? Visto quanto e come ha inciso nella vittoria del Milan a Parma? Visto quanto è importante il suo continuo movimento? E badate: non ci stiamo fermando soltanto all’osservazione delle azioni decisive, al rigore provocato da un suo tiro e al secondo gol (quello che chiude la partita). No, Emanuelson impressiona per come interpreta il ruolo di trequartista: non un suggeritore alla Rui Costa, per capirci, e nemmeno un incallito dribblomane. Emanuelson, in realtà, è un guastatore, uno che si butta negli spazi e va a caccia del pallone che gli viene smistato (quasi sempre da Ibrahimovic). L’intesa con lo svedese è ottima: uno rientra e temporeggia, l’altro si fionda nel cuore della difesa avversaria e aspetto il suggerimento. La chiave del successo rossonero è tutta qui. Tanta benzina Il gol del

2-0 è un esercizio di ottima tecnica individuale abbinata a notevoli capacità atletiche. Emanuelson parte dalla sua metà campo, iniziando l’azione dopo un tentativo stoppato di Giovinco. L’olandese ha benzina e accelera proprio quando si accorge che la retroguardia del Parma è posizionata male: salta un paio di avversari, sfrutta il «non-movimento» di Ibrahimovic, vola verso la porta, dribbla Mirante con sicurezza e, di destro (non il suo piede preferito), deposita in rete. Ma oltre a questa prodezza, e al tiro che Zaccardo para provocando il calcio di rigore, Emanuelson ha la forza di mettere dentro la partita la sua vivacità e la sua velocità. Ogni volta che il Milan scatta in contropiede si ap-

78%

la Sfida SEBASTIAN GIOVINCO 25 ANNI PARMA

URBY EMANUELSON 25 ANNI MILAN

NOCERINO

13

45 1

Il solito lavoro da faticatore in mezzo al campo. Nocerino pressa e va a recuperare 13 palloni, consentendo così le immediate ripartenze.

4

PALLONI PERSI

GOL REALIZZATI

0 TIRI EFFETTUATI

4

Abbastanza preciso, ma non precisissimo nella distribuzione dei palloni: così è stato il Milan nella sfida di Parma.

PALLONI RECUPERATI

PALLONI TOCCATI

59

Cosa abbastanza rara nel campionato italiano: c’è una squadra che fa più possesso palla del Milan. E’ il Parma. Che però perde...

DRIBBLING RIUSCITI

IBRAHIMOVIC

1

18

3

DRIBBLING SBAGLIATI

5

2

Dov’è finito il pallone? Nocerino e Valiani se lo contendono e... se lo dimenticano. Succede quando i ritmi della partita sono molto alti ANSA

poggia sulle gambette sottili dell’olandese. La cifre parlano chiaro: 45 palloni toccati, solo 4 passaggi sbagliati, 3 dribbling riusciti (e 2 falliti), 2 lanci, 1 sponda, 1 assist e ben 5 cross effettuati. E a chi dice che Emanuelson non è utile in fase di contenimento, ecco serviti i 3 palloni recuperati e i 2 contrasti vinti. A ben guardare, il frillino rossonero avrebbe potuto segnare una tripletta: nel primo tempo fallisce un’occasione clamorosa davanti a Mirante e anche nella ripresa ciabatta malamente a lato da ottima posizione. Ma forse sarebbe stata una prestazione esagerata... Errori Dall’altra par-

te, invece, stiamo parlando della sponda Parma, le invenzioni di Giovinco a poco sono servi-

Il fantasista di Donadoni prova anche la conclusione: 4 tiri. Ma sono tutti fuori te. Sono 59 i palloni toccati dal fantasista, ma sono troppi i dribbling falliti: 5. La Formica Atomica ci ha provato, ha puntato l’avversario, ha calciato (4 volte), ma sempre fuori dallo specchio della porta. Il suo contributo si fa sentire, perché i compagni lo cercano e si appoggiano a lui per costruire azioni offensive, ma non è la serata giusta. La testimonianza sta anche in quelle 7 palle perse, che per uno come lui sono davvero troppe. Da Giovinco, insomma, è lecito attendersi ben altro. E, tornando ad Emanuelson, è normale adesso aspettarsi che l’olandese prosegua su questi livelli. Altro che oggetto misterioso, questo è un gran bel giocatore! © RIPRODUZIONE RISERVATA

Tante giocate importanti per l’attaccante svedese, ma anche molti errori: 18 palloni persi sono davvero parecchi nell’economia di una partita.

FALLI COMMESSI

PALETTA

3 Per cercare di anticipare Ibrahimovic e non consentirgli di girarsi, Paletta ha commesso 3 interventi irregolari. Non molti.

FALLI SUBITI

FLOCCARI

3 PALLONI TOCCATI

VALDES

98

Cercando di proteggere il pallone per far salire la sua squadra, Floccari è stato spesso fermato in modo irregolare. Il Parma gioca di più del Milan (in termini di minutaggio) e Valdes è l’uomo che tocca più volte il pallone.


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L’EURORIVALE DEI ROSSONERI

Il Barcellona passeggia Messi show a quota 150 Col Siviglia rete di Xavi e fantastico raddoppio dell’argentino Tutta la squadra manda un messaggio ad Abidal: «Vincerai» attesa del trapianto del fegato e ricordato da entrambe le squadre («Abi vincerai di nuovo» sulle maglie del Barça, «Foza Abidal» su quelle del Siviglia), Puyol in panchina e Piqué in evidente difficoltà nella marcatura di Manu del Moral (un filo meno pericoloso di Ibra…) tanto che Guardiola a metà della prima parte ha affidato l’attaccante a Mascherano. Del Moral ha colpito un palo e Valdes ha fatto una buona parata, ma a lungo la squadra di casa non ha visto la palla ed è stata incapace di passare la metà campo, schiacciata dalla pressione del Barça. Che Pep ha schierato con la stessa formazione del 7-1 al Bayer Leverkusen: 8 canterani, difesa a 4, Pedro a destra di Messi e Iniesta a sinistra, Fabregas libero di scambiarsi la posizione con Leo. Opera d’arte I due gol sono arri-

Il Barcellona è sceso in campo a Siviglia indossando una maglia per incoraggiare Abidal EPA

SIVIGLIA BARCELLONA

0 2

GIUDIZIO 777 PRIMO TEMPO 0-2 MARCATORI Xavi (B) al 18’, Messi (B) al 25’ p.t. SIVIGLIA (4-4-2) Palop 8; Luna 5, Spahic 4 (dal 23’ s.t. Cala 5.5), Escudé 5, Fernando Navarro 5; Jesus Navas 6, Medel 6.5, Rakitic 5 (dal 12’ s.t. Trochowski 6), Reyes 5 (dal 19’ s.t. Perotti 6); Del Moral 7, Kanoute 6.5. PANCHINA Javi Varas, Deivid, Babà, Negredo. ALLENATORE Michel 5 BARCELLONA (4-3-3) Victor Valdés 6.5; Dani Alves 6.5, Piqué 5, Mascherano 7, Adriano 6 (dal 40’ s.t. Puyol s.v.); Xavi 7 (dal 37’ s.t. Sanchez 6), Busquets 7, Fabregas 7 (dal 24’ s.t. Keita 6.5); Pedro 6.5, Messi 7.5, Iniesta 7. PANCHINA Pinto, Muniesa, Thiago, Tello. ALLENATORE Guardiola 7 ARBITRO Gonzalez Gonzalez 6.5 NOTE ammoniti Spahic (S), Piqué (B), Escudé (S), Medel (S), Adriano (B), Pedro (B). Spettatori 35.000 circa Tiri in porta 5-8, tiri fuori 3-5, angoli 8-4, fuorigioco 3-3 Recuperi 1‘ p.t. e 3‘ s.t.

DAL NOSTRO INVIATO

FILIPPO MARIA RICCI SIVIGLIA

Brutte notizie per il Milan. Il Barça ha definitivamente recuperato una condizione eccellente, simbolizzata dalle 7 vittorie di fila. Il Siviglia può anche non essere considerato un avversario tremendamente probante ma all’andata era riuscito a fermare il Barça e quanto messo in mostra dal Pep Team al Sanchez Pizjuan va oltre il livello dell’avversario. In gran forma Pensiamo alla condizione fisica e alla determinazione, che si sovrappongono all’immenso substrato di classe. Prima dell’intervallo il Barça ha fatto due gol e ne ha sfiorati altri 5, con Palop decisivo in 3 occasioni. A rincuorare il Milan alcune distrazioni della difesa del Pep, con Abidal in

LIGA

Il Real Madrid oggi con il Malaga 28a GIORNATA Ieri Getafe Real Sociedad 1 0, Saragozza Osasuna 1 1, Granada Gijon 2 1, Siviglia Barcellona 0 2, Rayo Betis nella notte. Oggi Levante Villarreal (ore 12), Maiorca Atletico M. (16), Athletic Valencia (18), Real M. Malaga (21,30) Domani Espanyol Racing (21) CLASSIFICA Real Madrid. 70; Barcellona 63; Valencia 44; Malaga 40; Osasuna 39; Levante 38; Athletic 37; Atletico M., Espanyol 36; Getafe 35; Rayo 34; Real Soc., Siviglia 33; Granada 31; Maiorca, Betis 30; Villarreal 27; Racing, Gijon 24; Saragozza 19.

ALESSANDRO GRANDESSO CAEN

lier e l’imbattibilità di Ancelotti in terra francese.

CAEN-PSG 2-2

|

MARCATORI Frau (C) al 7’, Pastore (P) all’11’, Hertaux (C) al 26’, Jallet al 46’ s.t. CAEN (4-2-3-1): Thebaux; Vandam, Heurtaux, Sorbon, Montaroup; Proment, Leca (dal 21’ s.t., Fajr); Hamouna (dal 48’ s.t., Nivet), Frau, Bulot; Nabab (dal 35’ s.t., Traoré). PANCHINA: Bosmel, Raineau, Deroin, Nangis, ALLENATORE Dumas

Crederci è ormai il credo del Psg di Carlo Ancelotti, squadra capace di trasformare una teorica passeggiata in casa del Caen che si gioca la salvezza, in via crucis, ma di rimediarci ancora all’ultimo respiro, incassando un punto che vale comunque l’allungo sul Montpellier battuto a Nancy (1-0).

Carlo Ancelotti, Psg, 51 anni AFP

Jolly In Normandia va in scena la partita prevista venerdì da Ancelotti: «Il Caen è pericoloso in contropiede». E il vantaggio di Frau infatti matura con un contrattacco orchestrato da Hamouna e l’assist da destra di Nabab al 7’ s.t., dopo aver dominato il primo tempo mettendo a dura prova il salvatore Sirigu. Solo che il gol risveglia Pastore

che all’11’ si inventa uno slalom in area che sfocia in un rimpallo fortunoso: 1-1. Il Caen non rinuncia ad attaccare e raddoppia al 26’ con Hertaux di testa, su corner. Nel frattempo però Ancelotti cala il jolly Jallet che nel recupero (al 46’ del seconmdo tempo) controlla di petto e piazza sotto traversa. Eurogol che garantisce il vantaggio di +2 sul Montpel-

HA DETTO

S su Guardiola «Per batterlo. il Milan dovrebbe pressare in maniera continua. Tatticamente dovrebbe rifare la partita casalinga contro l’Arsenal»

S su Terry «Perché dovevo togliergli la fascia da capitano prima che venisse giudicato colpevole per razzismo? L’udienza è il 9 luglio...» Fabio Capello, 65 anni IMAGE

UN EX VINCENTE CARICA ALLEGRI

Sentite Capello «Ecco come si batte Pep» Il tecnico schiantò il Barça nel ’94 «Servono pressing e ripartenze» MATTEO BREGA MILANO

Il 18 maggio 1994 ad Atene andò in scena la partita perfetta: Milan-Barcellona 4-0, finale di Champions. Perfetta per tutti i tifosi rossoneri e per il calcio italiano. I gol di Massaro (doppietta), Savicevic e Desailly frantumarono il Barcellona, fortissimo e arrogante, di Cruijff, Romario, Stoichkov e (ebbene sì) Guardiola. Il regista dell’impresa era Fabio Capello. La similitudine più evidente tra quell’incrocio e il quarto di finale che il fato ha designato per quest’anno è che la formazione blaugrana arriva all’appuntamento da dominatore dei pronostici. Allora chi meglio di Capello può spiegare come si possa arginare un avversario superiore? «La gara unica è diversa rispetto al doppio confronto — spiega l’ex c.t. dell’Inghilterra —. Soprattutto in quel caso: era la finale. Facemmo una gara straordinaria tatticamente e agonisticamente». Tanto da farla restare scolpita nella memoria di tutti. «Con il doppio confronto — prosegue Capello, ieri a Milano per la puntata di «Che tempo che fa», la trasmissione condotta da Fabio Fazio — sarà diverso. Al Camp Nou il Barcellona è una macchina da guerra. Servirà un’ottima gara casalinga per poi sfruttare il contropiede in Spagna». Fermare il treno di Guardiola sembra complicato. «Credo che il Milan debba pressarli in maniera continua — prosegue —. Per tutta la partita e per tutto il campo è impossibile. Però si può farlo nella propria metà campo e poi essere pronti a ripartire. Tatticamente dovrebbe rifare la partita casalinga contro l’Arsenal». Galliani nega l’esistenza di sudditanza verso i blaugrana: «Ha ragione. Il Milan ha la mentalità e la storia per poter superare il turno». E Messi? «Impossibile fermarlo nell’uno-contro-uno. Per limitarlo è necessario un raddoppio costante. È il numero uno, poi ci sono due numeri 2: Iniesta e Xavi». In tivù Dopo si accendono le luci della Rai. «In Ita-

lia credo che non allenerò più, al massimo avrò un ruolo diverso. Ma allenare lo farò solo all’estero. Sono un figlio del mondo, mi piace conoscere nuovi ambienti». Capitolo inglese: «Il rapporto con i club e con i giocatori è stato bellissimo fino all’affare Terry. Perché dovevo togliergli la fascia da capitano prima che venisse giudicato colpevole per razzismo? L’udienza è il 9 luglio...». Il Capello calciatore? «Uno con le mie caratteristiche lo farei giocare anche ora. Mi rivedo in De Rossi». Il calcio italiano: «Nel caso scommesse c’è qualcuno malato che non ha alcun interesse a mantenere questo sport pulito». E su Calciopoli conferma la sua posizione: «Ho sempre difeso Moggi e Giraudo, resterò loro amico».

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FRANCIA IL VANTAGGIO SALE A +2

Paris SG: un pari che sa di vittoria Montpellier k.o.

vati grazie a una punizione perfetta di Xavi e a un capolavoro di Messi. Che si è fatto dare palla a centrocampo, l’ha scambiata a 100 all’ora con Iniesta, è entrato in area senza rallentare, tunnel a Spahic, pallonetto da distanza ravvicinata a Palop. Un’opera d’arte. Messi, a segno da 7 partite di fila (Argentina inclusa, 17 reti) è diventato il giocatore più giovane della Liga ad arrivare a 150 gol (superato Raul), ha già le stesse reti in campionato dello scorso anno (31, una meno di Ronaldo), è a 51 stagionali. La ripresa è servita al Siviglia per non perdere la faccia, col Barça in relax attivo e Palop ancora protagonista. I catalani sono a -7 dal Madrid, in campo stasera col Malaga. E sembrano usare il campionato per trovare la forma Champions. Cosa confermata da Pep a fine gara: «Dimentichiamoci di questa Liga, non la vinceremo».

d

PSG (4-4-2): Sirigu; Ceara (dal 9’ s.t., Bisevac), Sakho, Alex, Tiené (dal 28’ s.t., Armand); Menez, Thiago Motta, Matuidi, Pastore; Gameiro, Hoarau (dal 9’ s.t., Jallet). PANCHINA Douchez, Camara, Lugano, Luyindula ALLENATORE Ancelotti ARBITRO Castro 28ª GIORNATA. IERI Auxerre-Evian 0-2; Bordeaux-Ajaccio 1-1; Caen-Paris SG 2-2; Lorient-Brest 2-1; Marsiglia-Digione 1-2; Nancy-Montpellier 1-0; St.Etienne-Lione 0-1. OGGI: Rennes-Tolosa; Sochaux-Nizza; Lilla-Valenciennes. CLASSIFICA: Paris SG 59 punti; Montpellier 57; Lilla 47; Lione, St.Etienne 46; Rennes, Tolosa 44; Bordeaux 40; Marsiglia 39; Evian TG 36; Lorient, Valenciennes 31; Brest, Nancy, Digione, Ajaccio 30; Caen 29; Nizza 27; Sochaux, Auxerre 24. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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MONTREAL

GERMANIA

Ferrari e Corradi Record di folla per il debutto

Borussia: basta Kagawa-gol Il Bayern ne segna altri sei

Per lo storico debutto interno dei Montreal Impact nel massimo campionato del Nord America (Mls), l’atmosfera è stata eccezionale: 58.912 presenze, record di spettatori all’Olimpico di Montreal per una partita di calcio. Il risultato non è stato troppo favorevole (1 1 contro i Chicago Fire), però non ha rovinato la festa del club presieduto da Joey Saputo, di chiara origine italiana. Il presidente non ha badato a spese per adeguare la squadra al nuovo campionato: in rosa ben 29 giocatori provenienti da 12 paesi diversi. E due sono italiani: Matteo Ferrari, Bernardo Corradi. Più il colombiano Nelson Rivas, ex Inter, vecchia conoscenza della serie A. Ieri Ferrari era titolare, mentre Corradi è entrato al 31’ del secondo tempo. Entrambi si sono disimpegnati bene. Le reti sono state segnate da Arnaud (M) e Oduro (C). Marco Luciani Castiglia

(p.f.a.) Basta un gol per far ripartire il Borussia Dortmund: la capolista infila il ventesimo risultato utile consecutivo stendendo il Werder. Sabato scorso aveva interrotto con lo 0 0 di Augsburg la serie di otto vittorie di fila, ieri davanti ai soliti 80.720, ha fatto capire al Bayern che la corsa è ripresa. Nel giorno del suo 23˚ compleanno il giapponese Shinji Kagawa raddoppia la festa con il nono gol stagionale, su servizio di Gundogan. Poi piglia un palo, mentre Kehl timbra la traversa. Nella ripresa i gialloneri tirano il fiato, ma il giovane Werder, decimato dalle assenze, non riesce ad approfittarne. Il Bayern cerca di non impressionarsi e si conferma la macchina da gol delle ultime uscite: dopo 14 reti contro Hoffenheim e Basilea, i rossi ne infilano altri 6 all’Hertha (con tre rigori, mai successo prima in Bundesliga ai bavaresi), nella tana dell’ex Rehhagel, ora penultimo. Müller e una doppietta di Robben (uno dal dischetto) sistemano la pratica già dopo 19

minuti. Poi Gomez su rigore (22 centri in campionato), Kroos e l’ultimo penalty di Robben rifilano il successo. Il Borussia Moenchengladbach passa a Leverkusen in quello che era uno spareggio per la zona Champions. Decide De Camargo all’88’, dopo le reti di Reus (14˚ centro, ma che sbaglio Schwaab) e il pari di Kiessling su errore del portiere ter Stegen. 26ª GIORNATA Venerdì: Hoffenheim Stoccarda 1 2. Ieri: Augsburg Mainz 2 1; Amburgo Friburgo 1 3; Norimberga Wolfsburg 1 3; Borussia Dortmund Werder 1 0; Leverkusen Borussia Moenc. 1 2; Hertha Bayern 0 6. Oggi: Kaiserslautern Schalke 04; Hannover Colonia. CLASSIFICA Borussia Dortmund 59; Bayern 54; Borussia Moenc. 51; Schalke 04 47; Leverkusen 40; Werder 39; Stoccarda 36; Hannover 35; Wolfsburg 34; Norimberga 31; Hoffenheim, Mainz 30; Colonia 28; Amburgo 27; Augsburg 26; Friburgo 25; Hertha 23; Kaiserslautern 20.


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SERIE A ANTICIPI 28a GIORNATA FIORENTINA

JUVENTUS

0

5

(4-3-3) Boruc; Cassani, Natali, Nastasic, Pasqual; Olivera (dal 1’ s.t. De Silvestri), Montolivo, Lazzari; Cerci, Amauri, Vargas.

(4-3-3) Buffon; Lichtsteiner, Caceres, Bonucci, De Ceglie; Vidal (dal 25’ s.t. Padoin), Pirlo, Marchisio; Pepe, Matri (dal 14’ s.t. Quagliarella), Vucinic (dal 25’ s.t. Borriello).

PANCHINA Neto, Salifu, Gamberini, Acosty, Kharja, Marchionni.

PANCHINA Storari, Chiellini, Giaccherini, Del Piero.

ALLENATORE Rossi.

ALLENATORE Conte.

ESPULSI Cerci al 21’ p.t. per comportamento non regolamentare.

ESPULSI nessuno.

AMMONITI Olivera per gioco scorretto.

AMMONITO Lichtsteiner per gioco scorretto.

GIUDIZIO 777 PRIMO TEMPO 0-2 MARCATORI Vucinic al 7’, Vidal al 28’ p.t.; Marchisio al 10’, Pirlo al 22’, Padoin al 27’ s.t. ARBITRO Bergonzi di Genova. NOTE paganti 23.002, incasso 700.600 euro; abbonati 13.385, quota 255.577. Tiri in porta 1-8. Tiri fuori 4-4. In fuorigioco 2-1. Angoli 2-3. Recuperi: p.t. 1’; s.t. 0’.

POSSESSO PALLA

FIORENTINA 34%

GIOCATE UTILI

JUVENTUS 66%

TIRI IN PORTA

FIORENTINA 74%

JUVENTUS 88%

TIRI FUORI

I

IIIIIIII IIII

FIORENTINA 1

JUVENTUS 8

MOMENTI CHIAVE PRIMO TEMPO 0-2 7‘ Palo di Vucinic, Matri mette fuori il tap in.

c GOL! 16’ Destro a giro di Vucinic, palla in

FIORENTINA 4

IIII JUVENTUS 4

SECONDO TEMPO 0-5 c GOL! 10‘ Cross di Vucinic, Marchisio di testa in tuffo.

rete.

17’ Lazzari da fuori, Buffon devia sul palo.

c GOL! 28’ Rasoterra di Vidal, Boruc respinge,

c GOL! 22’ Vucinic a Pirlo che segna con un

Vidal riprende e infila in rete.

delizioso pallonetto

c GOL! 27’ Padoin corregge in rete un tiro deviato di Pirlo.

la Moviola DI FABIO LICARI

Cerci, ingenuità da «rosso» Sul 3-0 Matri è influente? La Juve avrebbe vinto lo stesso, ma Cerci le dà una mano. Il fiorentino si fa espellere al 19’ pt, sullo 0 1, per un gesto incomprensibile: un calcetto sul didietro di De Ceglie, a palla lontana, per reazione a una mano «larga», e sotto gli occhi del primo assistente. Non c’è violenza, ma non può che esserci «rosso». Ingenuità pagata carissima.

Fuorigioco Tutte esatte le

segnalazioni degli assistenti (Amauri si fa trovare spesso oltre i

28’ primo tempo Vidal raddoppia e scherza con Bonucci Dopo una prima respinta di Boruc, Vidal firma il 2-0. Per festeggiare mima una scazzottata con Bonucci IMAGE SPORT

Rispostona

Juve

Storico: 5 gol a Firenze Viola distrutti e contestati Segna Vucinic, Cerci si fa espellere e in superiorità numerica i bianconeri dilagano con Vidal, Marchisio, Pirlo e Padoin DAL NOSTRO INVIATO

LUIGI GARLANDO FIRENZE

che quei 4 punti siano molto più corti. Gulliver Una settimana fa, a Ma-

Ammonizioni Partita corretta.

Bergonzi distribuisce due «gialli» giusti. Il primo a Lichtsteiner (26’ pt) che trattiene Vargas partito in contropiede: fallo tattico. Non ha senso l’autodifesa dello juventino che urla «è il primo fallo». Poi tocca a Olivera in ritardo, e duro, su Pirlo (34’ pt). Magari Bergonzi tralascia qualche trattenuta di Nastasic e Natali su Matri, fischiando sempre contro lo juventino.

15’ primo tempo Vucinic trova subito il varco per l’1-0 Al termine di una spettacolare azione corale, l’attaccante piazza il pallone giusto dal centro dell’area viola LAPRESSE

L’espulsione di Cerci SKY, ANSA difensori). Sul 3 0 la partenza dell’azione vede Matri in offside: l’attaccante si lancia verso la palla per poi fermarsi, per l’arbitro è ininfluente, ma il movimento disturba un po’ i difensori viola. Infine regolare il 5 0 di Padoin. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Era iniziata con una specie di gioioso carnevale, tanti tifosi viola in parrucca colorata per beffa tricologica a Conte, è finita in passione: 5 gol presi dalla non amatissima Juve, curve bollenti, tribuna d’onore evacuata d’urgenza e steward affannati per arginare la contestazione. La Fiorentina, suicidata al 21’ da un’idiozia di Cerci, espulso per calcio a De Ceglie senza palla, oggi può vedere la zona retrocessione avvicinarsi a soli 4 punti. La stessa distanza che la Juve ha mantenuto dal Milan capolista. Ma, dopo la goleada al Franchi, la percezione istintiva, poco matematica, è

rassi, la Juve, annebbiata dalle sue isterie, chiusa in un silenzio livido, aveva faticato a cogliere la vera notizia di giornata. Non era il gol annullato ingiustamente a Pepe, ma il ritrovamento di due tesori: la corsa e Vucinic. Firenze ha confermato tutto e ha aggiunto un tesoro in più: il gol di Marchisio, che mancava dal 4 dicembre. In meno di mezz’ora, Vucinic colpisce un palo, segna un gol e cucina il raddoppio di Vidal, nella ripresa assisterà pure i sigilli di Marchisio e Pirlo. L’espulsione di Cerci al 21’ ha semplificato tutto, certo, ma la sensazione netta della rifioritura atletica di

clic PER LA FIORENTINA E’ IL PEGGIOR K.O. DI SEMPRE IN CASA Lo 0-5 di ieri sera è la peggiore sconfitta casalinga per la Fiorentina nel girone unico sia in assoluto sia contro la Juventus. Il peggior precedente contro la Juve era l’1-4 del 29 aprile 1995. Invece con la A non a girone unico la sconfitta più pesante a Firenze contro la Juventus è uno 0-4 datato 10 febbraio 1929.

uomini chiave (Vidal, Lichtsteiner, Marchisio), resta valida comunque. E ancora più netta la sensazione che la Juve abbia finalmente trovato il suo Gulliver offensivo: Mirko Vucinic, un gol, due assist e tre legni in due partite. Attacco Lo avesse trovato prima, non avrebbe ammassato 14 pareggi, ben 6 nelle 7 giornate precedenti Firenze. Sei pareggi il Milan li ha raccolti in 28 giornate. Il distacco in classifica sta tutto nella diversa produttività in attacco. Ieri la Juve ha vinto per la quarta volta con uno scarto superiore a un gol, il Milan, che ha segnato 13 gol in più, il doppio. Ma ora che la Juve ha trovato il suo Ibra; ora che Marchisio ha interrotto il di-


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10’ secondo tempo Marchisio torna al gol: 7o centro Marchisio ritrova la rete (gol numero 7 in campionato) con un gran volo di testa da centravanti: 3-0 REUTERS

22’ secondo tempo Pirlo, una prodezza da attaccante Per una volta Pirlo l’assist giusto lo riceve: e il modo in cui supera Boruc con un tocco imprendibile è da centravanti vero POLARIS/VENTURINI

27’ secondo tempo Si chiude con il primo gol in bianconero di Padoin Il 5-0 è firmato da Padoin, entrato al posto di Vidal due minuti prima. E’ la prima rete in maglia bianconera dell’ex atalantino IMAGE SPORT

Il Personaggio MIRKO VUCINIC

giuno e può riprendere la sfida del gol con Nocerino; ora che la Juve ha ripreso a correre forte e quindi a creare tanto, la storia potrebbe sterzare. Eliminare martedì il Milan dalla Coppa Italia può dare un’ulteriore, poderosa carica in vista dello sprint delle ultime 10 giornate, nella speranza di ritrovare l’ultimo tesoro che manca: i gol delle primissime punte. Neppure ieri Matri, Borriello e Quagliarella hanno avvicinato la porta.

tà di Montolivo e Lazzari e il dinamismo di Vargas potessero reggere il confronto in mezzo al campo, nella speranza che Amauri potesse incendiare il suo orgoglio di ex. Sotto di due gol e di un uomo, la Viola, già depressa da una stagione avvilente, orfana di personalità forti come Jovetic e Behrami, si è accasciata come un sacco vuoto, sotto il peso della contestazione. Che Rossi, per soccorrere una squadra in dieci, abbia fatto una sola sostituzione, fa

Platini Ritrovata la sua Juve,

Conte può augurarsi che il Milan si perda un po’, prosciugato nei muscoli e nella testa da incroci dispendiosi come quelli col Barcellona. Il pronostico dell’amico Platini non era il generoso auspicio di un innamorato, ma l’occhiata del numero 10 che intuisce prima degli altri: la Juve è ancora in corsa per lo scudetto. A patto che tenga a bada i propri nervi e non sperperi energie in logoranti vittimismi. Visto Bergonzi? Non era il pupo cattivo che sembrava alla vigilia. Salvezza Il rosso mostrato al bimbo Cerci per il suo imperdonabile capriccio ha messo in ginocchio una Firentina che aveva iniziato benino. Per un quarto d’ora, sembrava che la quali-

I bianconeri hanno ritrovato il ritmo. E la Coppa Italia potrebbe dare la scossa intuire quanta fiducia abbia nell’organico. Una preoccupazione in più in vista del finale da incubo che attende i viola. Ora è ufficiale: la missione è salvarsi. Tutti dovranno dare il massimo, anzi di più. I tifosi che sfollavano con gli occhi arrabbiati e le parrucche colorate in testa sono la giusta fotografia di questa Fiorentina sbagliata: progettata per far festa e ridottasi a salvarsi la pelle con le unghie. © RIPRODUZIONE RISERVATA

L’altro Ibra cambia marcia e finalmente 4 l’attacco esplode

IL NUMERO

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i gol di Marchisio in questo campionato. Ha eguagliato il record in bianconero di Marco Tardelli del 1980-81.

A Bologna aveva firmato l’1-1, a Genova aveva regalato magie. E ieri il palo, il gol, l’assist: super

DAL NOSTRO INVIATO

MIRKO GRAZIANO FIRENZE

Mirko Vucinic ha cambiato marcia. E con lui tutta la Juventus, che vince dopo quattro pareggi consecutivi e tiene vivo il discorso scudetto, nonostante il lanciatissimo Milan. E’ di fatto dal secondo tempo di Bologna che il montenegrino ha preso per mano la squadra, tornando a esprimersi su livelli di eccellenza. Al Dall’Ara firmò l’1-1, a Genova colpì due pali e regalò magie a raffica. Ieri, subito un altro legno di destro, poi la pennellata dell’1-0, a seguire la giocata di lusso che ha spianato a Vidal la strada verso la porta viola: tutto in ventotto minuti, gara chiusa. E tanto per gradire, come dessert, ecco anche gli as-

sist al bacio per il 3-0 di Marchisio (ottavo gol stagionale) e il 4-0 di Pirlo (secondo centro per il fuoriclasse della Nazionale). Da stropicciarsi gli occhi. Top player Picchi da fuoriclasse puro, a «fregarlo» è sempre stata una continuità così così. Ma se da qui a fine stagione Vucinic confermerà lo standard delle ultime tre partite, allora al Milan non basterà più controllare la situazione per portare a casa lo scudetto. E’ dunque Mirko l’anti Ibrahimovic. Stuzzicato nell’orgoglio, il 28enne ragazzo di Niksic si è immediatamente chiamato fuori dalla crisi delle punte bianconere, riprendendosi un ruolo da leader, da condividere sul campo con Buffon e Pirlo. Quello di ie- Mirko ri è il quinto gol in campiona- Vucinic, to. Poco, decisamente poco, 28 anni ma a dieci giornate dalla fine LAPRESSE

ogni cifra può essere sistemata. Intanto, ha comunque ridato fiato, fiducia e carica a una squadra che nell’ultimo mese e mezzo ha rischiato non solo di perdere di vista la banda Allegri, ma anche di mettere a rischio l’accesso diretto alla Champions League. L’imbattuta Juve è ora a quota trentuno gare utili consecutive, ventotto in campionato (14 vittorie e altrettanti pareggi), tre in Coppa Italia. Bagno di folla Le prossime tre

partite le giocherà tutte in casa: semifinale di ritorno di Coppa Italia con il Milan, poi Inter e Napoli. Previsto un vero e proprio bagno di folla: già tutto esaurito martedì sera. La stessa cosa accadrà per le altre due sfide, di campionato, 180’ nei quali la banda Conte punterà a chiudere definitivamente il discorso Champions, garantendosi il secondo posto, per poi godersi senza particolari pressioni la rincorsa scudetto, traguardo nemmeno preso in considerazione la scorsa estate e invece oggi lì, ancora a portata di mano. «Qualcosa di miracoloso» ricorda sempre Conte. C’è soprattutto la sua firma sulla cavalcata bianconera. In sei mesi e mezzo ha infatti saputo cancellare da Vinovo insicurezze, complessi e mediocrità figli delle ultime due disastrose stagioni. Di più: ha ridato orgoglio all’intero mondo juventino, e lo ha fatto sia attraverso un lavoro psicologico sia attraverso il bel gioco. La sua squadra è già oggi una macchina quasi perfetta dal punto di vista tattico. Un paio di «regalini» mirati nel mercato estivo e l’impressione è che davvero a Vinovo si possa tornare a respirare aria di grandi palcoscenici anche in Europa. Intanto, però, si può già sognare il top in Italia. Con Conte appunto, con una società solida, con lo Juventus Stadium sempre esaurito... E con un Vucinic così. Alla Ibra! © RIPRODUZIONE RISERVATA


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SERIE A ANTICIPI 28a GIORNATA

Tribuna assaltata, Della Valle si scusa Dura contestazione e scontri fuori dallo stadio. Andrea: «Ritiro anticipato? E’ una possibilità» 1

ALESSANDRA GOZZINI FIRENZE

Dopo due ore di tiratissimo confronto con Rossi, la squadra e gli altri dirigenti, all’una di notte, Andrea Della Valle, presidente onorario viola, sbuca dallo stadio e parla alla città: «Chiedo scusa a nome di tutti ai nostri tifosi, è stata una serata drammatica, non doveva finire così. Alcuni singoli hanno compromesso la situazione. Se mi riferisco a Cerci? Sì, anche a lui, ma cercare giustificazioni non ha senso, non ce ne sono, non cerchiamo alibi. Il ritiro anticipato è una delle possibilità, vedremo nelle prossime ore». E ancora:«Rossi è arrabbiato, ma non ha mai pensato alle dimissioni. Così come sono inferociti i giocatori, con loro stessi. E io sono incazzato, ma non impaurito. Vogliamo tutti ripartire subito, non molliamo. A gennaio abbiamo sbagliato qualcosa, ma per certe valutazioni aspettiamo maggio. Ora dobbiamo salvare la stagione».

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l'esortazione a spendere e altri insulti al club, compreso l'invito alla proprietà a lasciare, e più di una provocazione alla squadra "Se andiamo in b vi facciamo un c... così», «andate a lavorare», «fate ridere».

«Io come Capello E andate a vedere che Juve aveva»

facciamo condizionare dal risultato del Milan. Per la Juve era importante vincere perché non succedeva da un po’ e non a causa di cattive prestazioni. La lotta tra noi e il Milan ci rende orgogliosi. Loro non stanno sbagliando un colpo e hanno quattro punti di vantaggio. Noi vogliamo crescere, possibilmente in fretta e vogliamo continuare a sognare cercando di ottenere il massimo. Vedremo se il massimo sarà il primo o il secondo posto, ma sarà importante non avere rimpianti. Il Milan è già pronto da tempo per vincere, noi ci stiamo attrezzando, ma questo non significa che non ci proveremo».

dalla curva resta quasi nulla, il gruppo si fa presto docilissimo di fronte agli avversari; la Juve è una iena, a metà primo tempo ha già chiuso la lotta. Il tifo fischia fortissimo e all’intervallo invoca una squadra con gli attributi, che azzanni la rivale. Ma dopo dieci minuti dallo stop lo schianto viola è bestiale; il tifo imbelvito, il più numeroso della stagione, intona altri cori-contro prima di abban-

Conte eguaglia il record bianconero del 2005-06 «Siamo straordinari, ma non guardiamo al Milan»

L’allenatore bianconero Antonio Conte, 42 anni AFP DAL NOSTRO INVIATO

G.B. OLIVERO FIRENZE

I capelli, quelli, sono un fatto estetico. A Firenze l’iniziativa del parrucchino per dileggiare Antonio Conte aveva quel sapore goliardico che riporta il clima giusto negli stadi: lo sfottò non fa male, tutt’altro, un sorriso rende più bella la vita e anche il calcio. Ma poi, quando inizia la partita, a fare la differenza è quello che c’è sotto i capelli. Le idee. E Antonio Conte di idee ne ha parecchie. La sua Ju-

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1. I tifosi assediano la Fiorentina 2. Il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, con Andrea Della Valle nel pre-partita 3. I tifosi viola abbandonano lo stadio a partita in corso 4. Incidenti all’intervallo. Le tifoserie non entrano in contatto 5. L’assalto alla tribuna SKY-LAPRESSE-PEGASO-SKY-IMAGE SPORT-PAOLUCCI

donare la curva, così come succede di tutto in tribuna: sventolano il biglietto di fronte al settore autorità, poi gridano, lanciano alcuni oggetti e tentano di scavallare la balaustra, costringendo la dirigenza viola a rintanare, sostituita da una serie di steward in piedi in prima fila (Andrea Della Valle era già sceso negli spogliatoi, usanza sempre sperimentata). Prima della goleada la gente rivolge

Tifosi Degli undici leoni pretesi

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Lo sfottò a Conte dei tifosi viola in parrucca PEGASO

ve le ha apprese in fretta, a volte ha bisogno di qualche ripetizione, ma quando non dimentica la lezione è un piacere vederla giocare. Insulti I parrucchini erano tanti,

di tutti i colori. Gli scalmanati, per fortuna, meno e tutti piazzati dietro la panchina di Conte con un unico scopo: insultarlo dal primo all’ultimo minuto. Per carità, ognuno fa quello che vuole se resta nei limiti previsti dalla legge, ma sfugge il senso di comprare un biglietto e poi ignorare la partita per insultare una persona al di là del vetro.

Per controllare questa trentina di pseudo-tifosi c’erano quindici steward e alcuni agenti della Digos. «Non ti curar di lor, ma guarda e passa», scrisse Dante fiorentino illustre. E Conte ha seguito il consiglio ignorando le provocazioni e godendosi la sua squadra: «Abbiamo messo la partita in discesa, i ragazzi sono stati bravi. La Fiorentina si giocava la partita della vita, ma la Juve è stata padrona fin dall’inizio». Il sogno non finisce E il duello

con il Milan continua: «Noi guardiamo a noi stessi, non ci

Rabbia La Fiesole è poi vuota a venti minuti dalla fine: chi resta fa l’ironico «olè» a ogni passaggino viola, ad accompagnare il finale del più netto ko a

Modello illustre La Juve di Conte è arrivata alla 28a partita senza sconfitte in campionato, eguagliando la marcia della Juve di Capello nel 2005-06 (dall’11a alla 38a giornata, ndr): «Stiamo facendo qualcosa di bello e di straordinario - commenta il tecnico -. Andate a vedere quale rosa aveva la Juve di quell’anno, confrontatela con questa e capirete che grande lavoro stiamo facendo». Ieri ha brillato il collettivo che ha esaltato un Vucinic straordinario: «Noi partiamo sempre da un’idea e da un’organizzazione di gioco che poi devono esaltare il singolo. Poco tempo fa dissi che non potevamo permetterci di mettere in discussione Vucinic. Qualcuno ha storto la bocca, ma io passo con la squadra gran parte della giornata. Non so se questa di Firenze sia stata la nostra migliore partita, spesso abbiamo giocato un ottimo calcio anche se a volte i giudizi vengono condizionati dai risultati. Non era facile venire qui dopo un periodo senza vittorie, in un ambiente difficile, a comandare dall’inizio. Ma ci siamo riusciti». E alla fine, più che i parrucchini, si sono rizzati i capelli dei tifosi viola: «Ma l’idea è stata simpatica - ammette Conte sorridendo -. Sono cose goliardiche che accetto in modo molto sereno. Anzi, ho visto una parrucca che in un futuro potrebbe servirmi e l’ho portata via...». Cinque gol, tre punti e un parrucchino: la Juve torna a Torino con un bel bottino. © RIPRODUZIONE RISERVATA

domicilio contro la Juventus, pure il più abbondante (in casa) della gestione Della Valle. Altra cronaca: fumogeni e bottiglie tirate fuori dallo stadio ancora prima del fischio finale, poi di fronte al gruppo di ultras ammassato tra tribuna e curva Fiesole (centinaia, a ripetere insulti contro tutti) si infila più di una camionetta della polizia, pare con lancio di lacrimogeni, e agenti in assetto antisommos-

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I NUMERI

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i giorni trascorsi dall’ultima volta che la Juventus aveva segnato 5 reti in trasferta: il 7 novembre 2009, 5-2 in casa dell’Atalanta.

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anni e 5 mesi trascorsi dall’ultima vittoria esterna per 5-0 della Juventus, ottenuta in casa del Bari il 19 ottobre 1997.

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le partite utili consecutive in questo campionato per i bianconeri. Considerando la Coppa Italia sono 31.

sa. Il gruppone si ferma e urla sotto gli spogliatoi gli stessi cori fatti già in partita. Ironia E pensare che all’inizio il tono era diverso, nell’uscita più attesa dell’anno, considerata l’ultimo bersaglio da centrare: coreografia con mega maglia viola e poi i ripetuti canti contro Conte, ispiratore di tutti gli striscioni a tema («Conte t’hai in testa di gatto di Cerci», in una delle storie che si raccontano in città, l’esterno girava spesso con un micio al guinzaglio). Dietro la panchina dell’allenatore si affolla il pubblico con la parrucca, altra ironia sulla capigliatura di Conte (che scherza e racconta di averne rubata una), che oltre la barriera della tribuna è marcato a vista da sedici steward: meno spiritosi sono i cori pre-partita sull’amore per Liverpool, richiamo indiretto alla tragedia dell’Heysel. Tra i canti della curva nessuno era esplicitamente diretto a Rossi che di certo deve riattivare l’effetto Deli-ri-o scatenato all’arrivo, così come riprendere in mano la squadra e invertire completamente la rotta. © RIPRODUZIONE RISERVATA

LA CHIAVE CENTROCAMPO DOMINANTE

Pirlo, Vidal e Marchisio Trio decisivo Andrea dedica la vittoria a Muamba: «Teniamo il passo» DAL NOSTRO INVIATO

FIRENZE

Intervallo di Bologna: è lì che torna la Juve. Da quel momento, a prescindere dai risultati, si è rivista la squadra che dominava gli avversari, che prendeva in mano il centrocampo, che costruiva tanto. A Firenze sono tornati anche i gol. E in mezzo al campo ci sono stati tre dominatori: Andrea Pirlo, Claudio Marchisio e Arturo Vidal. Il regista Andrea, oltre alla solita sapiente regia, ha segnato con un inserimento senza palla e un morbido pallonetto di sinistro su assist di Vucinic. Il primo pensiero dopo la partita è per un collega sfortunato: «Volevamo dedicare la vittoria a Muamba, il giocatore del Bolton che sta molto male — racconta Pirlo —. A Firenze abbiamo fatto tanti gol, magari sarebbe stato meglio segnare anche altre volte ma era importante tenere il passo del Milan, che è forte ma noi non molliamo. L’espulsione ci ha facilitati, ma eravamo partiti bene e avevamo già fatto il primo gol». Il cileno Il secondo l’ha segnato Arturo Vidal, che

ha esultato mimando una scazzottata con Leonardo Bonucci. Ovvio l’intento di scherzare sulle voci, poi abbondantemente smentite, di una lite in discoteca. Vidal, che ha dedicato il gol alla famiglia, non segnava dal rigore contro il Cesena del 4 dicembre. E quel giorno aveva festeggiato mimando una bevuta, riferimento alla vicenda che gli è costata una lunga esclusione dalla nazionale cilena. Sembra quasi che certe polemiche esaltino Vidal. E a questo punto non ci stupiremmo se Conte si augurasse altre settimane chiacchierate per Arturo: se i risultati sono questi... Il principino A chiudere definitivamente la partita

è stato Claudio Marchisio che come Vidal non segnava in campionato dal 4 dicembre. Il Principino aveva attraversato anche un umanissimo periodo di flessione, ma da un paio di settimane era in crescita. Ieri ha ritrovato il gol (settimo in campionato, ottavo stagionale), anche se non è giusto valutarlo solo per quello. Qualche giorno fa è nato Leonardo per la felicita di papà Claudio, di mamma Roberta e del fratellino Davide. Giorni felici, per il Principino. gb.o.


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SERIE A ANTICIPI 28a GIORNATA le Pagelle

di FABIO BIANCHI

FIORENTINA DIFESA IN TILT

4,5 Cerci la fra grossa. Ma poi la Viola crolla come mai.

JUVENTUS PIRLO INCANTA

l’allenatore Rossi

6,5 h il migliore Montolivo

Certo, non poteva entrare nella testa di Cerci. Se la può prendere con lui. Ma non riesce a dare grinta alla squadra per contenere i danni. E un cambio solo quando si corre in 10...

Ispirato. Fa girare la Viola, raddoppia su Marchisio, recupera pure palloni nella sua area. Uomo ovunque. E anche in dieci è quello più lucido. L’ultimo dei Mohicani.

4,5

7

Colpisce subito. In 11 contro 10 poi è un gioco da ragazzi.

l’allenatore Conte

8 h il migliore Vucinic

Arbitri o non arbitri, la Juve è sempre tosta, in primis negli stadi caldi. D’altronde lui è più bravo in campo che davanti ai microfoni, anche a sopportare gli insulti incessanti dei tifosi.

One man show. Subito il 3˚ palo in 2 gare. Medita di andare a Medjugorje, che è vicino a casa. Poi s’inventa la prodezza e serve 3 assist. Fenomeno, se vuole (Borriello 6: si unisce alla festa)

7

5

4,5

5

5

5,5

5

6,5

6

6

6,5

6,5

6,5

Boruc

Cassani

Natali

Nastasic

Pasqual

Olivera

Buffon

Lichtsteiner

Caceres

Bonucci

De Ceglie

Vidal

Povero, che tenerezza. Fa la parte dell’orso al tiro al bersaglio delle giostre. Forse avrebbe potuto muoversi sul gol di Pirlo, ma come biasimarlo?

Vucinic è il suo incubo, anche se quando segna è in posizione centrale. Comunque resta schiacciato nella sua linea di difesa ed è sempre sovrastato.

Fa a sportellate con Matri e anche quando è lui a commettere fallo, viene graziato. Tiene bene anche dopo l’1 0, ma poi sbraca come tutti gli altri compagni.

Se il centro area a un certo punto diventa un colabrodo qualche colpa ce l’avrà pure lui. Dà poca assistenza a Natali. Lotta poco, quasi si astiene.

Il meno peggio là dietro, forse anche per la serata poco appariscente di Pepe. Nonostante questo, riesce a perdere lo juventino in un paio d’occasioni.

All’inizio sembra che riesca a mettere in difficoltà Marchisio. È un’illusione: pian piano non lo si nota più fino a quando De Rossi lo fa sparire negli spogliatoi.

I grandi numeri 1 sono questi: senza lavoro per quasi tutta la gara e all’unico pericolo riescono a essere concentrati per evitare il gol (di Lazzari).

Vargas è un osso duro. Deve limitare le sue avventure in attacco. Usa anche le maniere forti e per questo si becca un giallo che gli costerà l’Inter.

Pronti via e regala il pallone agli avversari. Sembra la serata no. Invece il tosto uruguagio si riprende, anche la gara diventa passeggiata.

Placa le furia un po’ scomposta di Amauri. Bravo negli anticipi e nell’uscire palla al piede. Quando non cerca di strafare, è un signor centrale.

Cavallo pazzo galoppa quasi sempre con costrutto. Deflagra in superiorità numerica. Ha il merito non voluto di far sbroccare Cerci. Bel recupero su De Silvestri.

Un gran gol in percussione, da rugbista, da lottatore qual è. Prima di mettere il gol in cassaforte sradica palloni dalle caviglie di tutti, e Lazzari soffre.

7

7

6,5

6

6

6,5

Pirlo

Marchisio

Pepe

Matri

Quagliarella

Padoin

Il cappellaio magico all’inizio se la prende comoda. Però sforna dal cilindro l’assist a Vucinic. Poi dirige il traffico in scioltezza e va in porta pure lui.

Non è certo il super centrocampista di inizio stagione. Ma anche così basta a avanza per il calcio italiano. Costruisce gli assalti e poi si fa lui stesso assaltatore.

Anche lui non ha il pieno di benzina nelle gambe. Fa il suo dovere di buon soldato senza strafare. Ha una buona occasione in area che non riesce a sfruttare.

Forse ha rubato la fidanzata a Bergonzi, che non gli fischia un fallo. Però ha sempre problemi a controllare bene il pallone. Aiuta ma non assalta.

Se possibile, è meno pericoloso di Matri. Ma in pratica la gara è già finita, i compagni se ne vanno e lui rimane solo, a inseguire occasioni.

Appena entrato, mette il sigillo che fa scatenare la contestazione ai dirigenti viola. Al di là del gol, è uno su cui Conte può contare, in futuro.

5,5

4

5

6

5

Lazzari

Cerci

Amauri

Vargas

De Silvestri

Mezzo voto in più per la firma sull’unica occasione vera della Viola. Molto probabilmente contro un altro portiere il suo tiro sarebbe stato gol.

Come sfruttare le occasioni. Dopo lunghe panchine, pensa bene di tirare un plateale calcetto a De Ceglie. Rosso, e la viola appassisce. Nelle stupidaggini è pure recidivo.

Niente giro dello stadio promesso. Nemmeno la parvenza di un’occasione da gol. Mette in campo tutta la rabbia contro la sua ex squadra, ma bastasse la rabbia...

L’unico con Montolivo che merita la sufficienza. Mette pressione a Lichtsteiner, cerca gli inserimenti in verticale e prova anche a tirare. Senza fortuna.

Scelto per dar man forte alla difesa, per limitare i danni. Beh, sembra proprio che non ci sia riuscito. Ma non è facile entrare in quella situazione.

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IL NUMERO

438

le palle giocate dalla Fiorentina, meno della metà di quanto fatto dalla Juventus (922). È stata una partita a senso unico

TERNA ARBITRALE: BERGONZI 6,5 Non aveva un compito facile, dopo la settimana burrascosa. L’unica decisione delicata è giusta, il rosso a Cerci su segnalazione di Stefani. STEFANI 8,5 -FAVERANI 6


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SERIE A

Inter, ma ci credi? «Di terzo posto io non parlo più» Ranieri: «Valuteremo se l’Europa League è solo un fastidio, ma questo è un campionato matto»

Essere Inter sempre «Ormai la Champions è alle spalle - esordisce Ranieri -, ma il fatto di avere segnato e vinto dopo il loro gol qualificazione dice tutto sul carattere di questo gruppo. Alla ripresa, pensavo di dover tirare su i ragazzi. Invece erano belli carichi e in questi tre giorni si sono allenati alla grande. Sono splendidi. Ho chiesto loro di dare tutto sul campo e di trasformare la delusione in rabbia positiva. Bisogna essere l’Inter sempre, troppo facile fare i professionisti quando tutto va bene. L’unico nostro pensiero deve essere l’Atalanta, squadra forte che senza penalizzazione sarebbe a un punto da noi. Sanno chiudersi molto bene e ripartire in contropiede. Hanno fatto quattro gol alla Roma e dietro sono un fortino inespugnabile». Jella e analisi Ecco il tasto della jella. «Errori individuali vanificano gli sforzi che facciamo per rimanere corti e compatti? Non c’è un problema di concentrazione. Spesso i nostri sono errori veniali, ma in un’annata come questa li paghiamo carissimo». Ranieri però sa bene che Colantuono starà anche facendo un lavoro super, ma se l’Atalanta ha un punto in meno dell’Inter spiegare il tutto con la sfiga è davvero troppo. «I critici siete voi - replica il tecnico -, io sono qui per difendere i ragazzi e delle analisi più complesse parlo con il presidente».

«Non basta la jella a spiegare questa annata? Certe analisi le faccio con il presidente» Claudio Ranieri, 60 anni, il 22 settembre scorso è subentrato a Gian Piero Gasperini sulla panchina dell’Inter LORENZINI Rebus Europa Moratti che vie-

PERCHE’ VEDERE

INTER-ATALANTA L’Inter deve ripartire per dimenticare l’Europa e credere ancora al terzo posto, ma l’Atalanta vuole salvarsi il prima possibile Meazza, ore 15

DAL NOSTRO INVIATO

LUCA TAIDELLI APPIANO GENTILE (Como)

La scena si ripete da un paio di mesi. Alla vigilia di ogni match Claudio Ranieri copre di complimenti i suoi, esalta l’avversario di turno, fa professione di ottimismo ma sottolinea la sfiga biblica che avvolge l’Inter. Copione invariato anche dopo l’euro beffa di mercoledì, con la squadra a rischio stimoli vista la classifica da limbo, con una salvezza ormai certa ma l’Europa che conta lontana non solo per il distacco (8 punti dalla terza) quanto per il numero delle avversarie.

FUORI PROGRAMMA ALLA PINETINA

Il cognato di Maicon fratturato Investito... dalla compagna Mettiamola così: la buona notizia è che per una volta il dottor Combi non ha dovuto fare gli straordinari per un infortunio nerazzurro. Il fuori programma di ieri mattina ha avuto come protagonista il cognato di Maicon, 37 anni, investito da un’auto che aveva alla guida... la sua compagna: il tutto è accaduto nel corso di una manovra avvenuta nel parcheggio esterno della Pinetina, quello appunto riservato agli ospiti, oltre che ai giornalisti. A poche centinaia di metri da lì si stava svolgendo l’allenamento di rifinitura, interrotto per circa 5’ causa inevitabile trambusto, per

consentire al dottor Combi un primo intervento di soccorso: la gamba del fratello della moglie di Maicon — poi risultata fratturata a tibia e perone e operata nel pomeriggio — è stata steccata dal responsabile dello staff medico nerazzurro, quindi l’uomo è stato trasportato in codice verde all'ospedale Sant'Anna di Como da un’ambulanza, intervenuta sul luogo assieme alle forze dell’ordine (Carabinieri e 118). La cognata di Maicon, protagonista dell’investimento, è stata poi ascoltata al Commissariato di Appiano Gentile per accertamenti, di prammatica in certi casi.

ne nominato anche a proposito del terzo posto. L’Inter ci crede davvero? E se arrivasse l’Europa League, sarebbe un bene o una scocciatura visto che è una Coppa che porta pochi soldi, causa preliminari ti sballa la preparazione (e Pechino ha già portato abbastanza guai) e lascia strascichi pesanti in campionato, visto che si gioca di giovedì? «Di terzo posto non parlo, ma questo è un campionato pazzo in cui solo Milan e Juve hanno continuità. Europa League? Le due squadre di Manchester si sono lasciate eliminare perché pensavano al campionato. A noi deve interessare fare bene. Poi certe valutazioni spetteranno a Moratti e a me». Bomba, nubi e Mou «Perché leggo ogni giorno del futuro allenatore dell’Inter, ma io non vedo nubi e la mia professionalità è a prova di bomba. E mi ha fatto tanto piacere che Mourinho abbia detto che sarei l’uomo giusto per ripartire».

Emergenza Atalanta: fuori anche Denis A ognuno il suo. Se l’Inter non se la passa bene, l’Atalanta per motivi diversi non sta meglio. Colantuono non potrà giocarsela come avrebbe voluto dopo una settimana terribile, in cui non ha mai potuto provare la formazione e ha saputo su chi contare soltanto ieri. Pure Denis con un polpaccio dolorante ha alzato bandiera bianca e non verrà rischiato in vista del match con il Bologna. Fuori c’è mezza squadra e l’altra mezza ha dovuto fare i con-

L’AZZURRO TORNA TITOLARE

PROSSIMI IMPEGNI Ecco le 11 partite che separano l’Inter dalla fine della stagione e dall’eventuale terzo posto che vale la Champions League (già stabiliti date e orari solo fino alla 33ª giornata, quindi fino a Udinese-Inter compresa)

Oggi INTER-Atalanta ore 15 25 marzo Juventus-INTER ore 20.45 1 aprile INTER-Genoa ore 15 7 aprile Cagliari-INTER ore 15 11 aprile INTER-Siena ore 20.45 14 aprile Udinese-INTER ore 20.45 22 aprile FiorentinaINTER 29 aprile INTER-Cesena 2 maggio Parma-INTER 6 maggio INTER-Milan 13 maggio Lazio-INTER

Giampaolo Pazzini, 27, all’Inter dal gennaio 2011 LIVERANI

Pazzo e 4-4-2, si ricomincia Stankovic out Serbo affaticato, k.o. pure Chivu. Forlan va in panchina DAL NOSTRO INVIATO

APPIANO GENTILE (Como)

Ripartire non sarà facile anche per le assenze. Contro l’Atalanta Ranieri dovrà infatti fare a meno di Alvarez, Guarin, Sneijder, Chivu e Stankovic. Gli ultimi due sono i caduti di giornata, anche se non hanno nulla di grave. Il difensore romeno soffre di un fastidio al ginocchio destro, mentre il serbo nei giorni successivi al match contro il Marsiglia ha accusato un affaticamento all’adduttore della coscia destra. Nessuno stiramento, ma si è preferito non rischiarlo anche in chiave Juventus. Forlan d’oro L’assenza dei trequartisti invece

porterà il tecnico a rispolverare il 4-4-2, «anche se vedrete allo stadio con quali attaccanti». Perché dopo cinque gare di fila da titolare c’è aria di panchina (improbabile vederlo in fascia) per Diego Forlan, che al momento della sostituzione contro il Marsiglia non aveva nascosto la propria rabbia. «Diego era contrariato solo perché non era riuscito a dare il suo contributo - imbraccia l’idrante Ranieri -. Lui è un ragazzo d’oro e se non rende come sa non è per una questione di posizione in campo. Semmai non è facile fare subito bene dopo un lungo stop». L’uruguaiano sarà anche un ragazzo d’oro e la sua professionalità non è in discussione (ieri è stato tra i primi a presentarsi alla Pinetina, verso le 8.30), ma se il giorno prima si fa vedere in un noto ristorante sino all’una di notte passata, non può stupirsi se i tifosi che lo incrociano poi associano certe uscite allo scarso rendimento in campo. Pazzo titolare Oggi toccherà dunque a Pazzini, provato al fianco di Milito, con Zanetti e Obi esterni, la coppia Poli-Cambiasso al centro e la «solita» difesa. Perché l’emergenza impedisce a Ranieri di dare un turno di riposo a Lucio o Samuel. «Ranocchia sta meglio, ma non è ancora al 100%» spiega il tecnico. Il k.o. di Chivu significa invece la conferma di Nagatomo, che pure contro il Marsiglia ha ribadito il momento di difficoltà, soprattutto in fase difensiva. L’alternativa sarebbe l’arretramento di Zanetti, con Faraoni esterno di destra. lu.tai.

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QUI BERGAMO COLANTUONO SENZA MEZZA SQUADRA E CON MOLTI ACCIACCATI: «MA NON MOLLIAMO»

GUIDO MACONI BERGAMO

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ti negli ultimi giorni con una serie infinita di acciacchi. «Ma questa squadra ha saputo sopperire a problematiche molto più grandi di questa, quindi non ci fasciamo certo la testa per le assenze», si fa coraggio Colantuono, che senza la penalizzazione sarebbe a una sola lunghezza dall’Inter, praticamente già salvo con due mesi d’anticipo. «Invece non possiamo mollare niente perché adesso comincia la fase più importante della stagione», avverte il tecnico romano. Rivoluzione La lista degli assenti però non è meno pesante di

quella dei presenti. Non c’è nemmeno Peluso, bloccato dalla febbre e costretto a saltare la vetrina più importante: da tempo si dice che l’Inter sia sulle sue tracce. I milanesi potranno consolarsi vedendo all’opera Schelotto, lui sì presente e pronto con le sue sgroppate a convincere Moratti a portarlo dall’amico Zanetti. C’è anche la possibilità di una soluzione a sorpresa davanti. Colantuono potrebbe rivoluzionare l’attacco e per non dare punti di riferimento schierare Marilungo unica punta con Carrozza e Moralez interscambiabili sulla trequarti. In seconda battuta

c’è l’ipotesi Gabbiadini. Rispetto L’Atalanta cercherà di

replicare l’impresa del 2002 quando vincendo a Milano ipotecò con largo anticipo la salvezza. Tra l’altro Colantuono cerca ancora la sua prima vittoria a San Siro dove ha perso le uniche due partite giocate da allenatore. «Ma non credo proprio che questo sia il momento migliore per affrontare l’Inter. Non lasciamoci distrarre dalla classifica, l’Inter è stata soprattutto sfortunata, è formata da uomini veri e ha dimostrato di avere un gruppo dai valori morali eccezionali».

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CAMPIONATO PRIMAVERA

Magnusson-gol: la Juve vince in rimonta Milan ok col Bologna con doppio Comi GIRONE A Siena Fiorentina 1 1; Grosseto Genoa 1 3; Sampdoria Juventus 2 3; Cagliari Livorno 3 3; Torino Novara 0 0; Sassuolo Parma 0 2. Oggi Empoli Modena. Classifica: Juve* 43; Fiorentina** 39; Livorno 33; Sampdoria*, Novara 31; Torino**, Empoli** 30; Genoa* 29; Parma* 24; Sassuolo* 23; Siena 19; Modena** 18; Cagliari* 17; Grosseto 11. GIRONE B Chievo Atalanta 1 0; Milan Bologna 3 2; Varese Brescia 1 0; Padova Cittadella 1 1; Cesena Verona 0 1; AlbinoLeffe Inter 1 3; Udinese Vicenza 2 1. Classifica: Inter

43; Varese 40; Milan* 39; AlbinoLeffe 37; Chievo* 36; Bologna* 29; Udinese 26; Atalanta, Cittadella 25; Padova 23; Brescia 22; Verona* 21; Cesena 20; Vicenza 16. GIRONE C Reggina Nocerina 2 1; Roma Ascoli 2 1; Palermo Napoli 3 3; Lecce Bari 1 1; Crotone Catania 2 3; Gubbio Lazio 0 2. Oggi Juve Stabia Pescara. Classifica: Roma* 54; Lazio 52; Palermo 43; Lecce 36; Catania* 34; Reggina* 30; Napoli* 29; Ascoli* 24; Bari 20; Nocerina*, Juve Stabia* 19; Pescara** 17; Gubbio 11; Crotone 9. (* una partita in meno) (** due partite in meno)


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Lazio e Klose d’accordo le tradizioni si rispettano I biancocelesti finora sempre vincenti dopo un k.o.: di solito grazie al tedesco. Ma il tecnico Reja avverte: «Il Catania è la rivelazione» Perché vedere

CATANIA-LAZIO Reja deve recuperare lo spirito del derby per uscire indenne da Catania dove i risultati iniziano a far venire l’acquolina in bocca a tutti. Massimino, ore 15

DAL NOSTRO INVIATO

STEFANO CIERI FORMELLO (Roma)

La garanzia è sempre lui. Miro Mito Klose. A Catania, contro quella che Edy Reja considera «la squadra rivelazione del campionato per gioco e per risultati», la Lazio si affida ancora al tedesco per tentare l’ennesima ripartenza del suo campionato modello montagne russe. Nel quale un rendimento complessivamente più che positivo è stato un po’ troppo spesso interrotto da cadute rovinose e improvvise. Tradizione favorevole Quella di

domenica scorsa col Bologna all’Olimpico è stata la settima sconfitta dei biancocelesti in questo torneo. Nelle gare successive alle sei precedenti battute d’arresto la Lazio ha sempre vinto. E molto spesso (in quattro occasioni su sei) lo ha fatto grazie ai gol di Klose. C’è da dire che solo una volta il day after successivo a un k.o. ha avuto luogo lontano dall’Olimpico (in quell’occasione la Lazio vinse a Cesena dopo la sconfitta interna col Genoa). Stavolta, dunque, sarà dura mantenere la tradizione stagionale che vuole i biancocelesti vincenti nel match successivo ad una sconfitta. Sarà dura, oltre che per il valore del Catania, anche per l’emergenza che continua a perseguitare i biancocelesti. Reja ha recuperato quattro in-

Miroslav Klose, 33 anni, è arrivato alla Lazio nell’estate scorsa dal Bayern Monaco a costo zero ANSA

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i gol realizzati in campionato da Klose fino a questo momento con la Lazio: tutti senza nessun rigore.

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Le sostituzioni avute da Klose in A. Reja lo ha cambiato durante i match con Fiorentina, Palermo, Chievo e Milan.

fortunati (Brocchi, Konko, Radu e Rocchi), ma nessuno di loro è al meglio e così il tecnico ne rischia uno solo: Brocchi. Numeri da Champions E’ dunque

necessario che Klose continui a fare il Klose. Il tedesco, tra l’altro, ha diversi motivi per timbrare oggi al Massimino. C’è, per esempio, un piccolo digiuno da interrompere. Non segna dal 26 febbraio, quando decise il match con la Fiorentina (anche allora i biancocelesti erano reduci da un k.o., quello di Palermo). Tre settimane senza gol non è che siano chissà cosa, ma per il Klose di quest’anno è quasi un’eternità. Il tedesco sta infatti vivendo una stagione allo stesso livello delle sue annate più prolifiche. I 13 gol realizzati finora in campionato sono già adesso la sua quarta perfor-

mance di sempre. Meglio ha fatto soltanto nella stagione 2005-06 (25 gol col Werder, capocannoniere della Bundesliga), nel 2004-05 (15 gol, sempre col Werder) e nel 2001-02 (16 reti, col Kaiserslautern). Mentre nella stagione 2006-07 si fermò a 13 (sempre col Werder). Il bello, per la Lazio, è che tre volte su quattro le tante reti segnate da Miro sono coincise con una qualificazione in Champions League della squadra per cui giocava. E’ accaduto sempre con il Werder (un secondo e due terzi posti in classifica), non è invece successo col Kaiserslautern (che arrivò 7˚ nonostante i 16 gol dell’attaccante). Ecco perché i destini della Lazio sono sempre più intrecciati con quelli di Klose. Oggi a Catania. E non solo.

ALESSANDRO CATAPANO ROMA

Questa storiaccia della macchina del fango all’amatriciana allestita contro Franco Baldini, Walter Sabatini, Mauro Baldissoni e la Roma, stanata da un’indagine della Digos prima che potesse riscuotere successo in una città solitamente assai credulona, probabilmente riuscirà a fare un po’ di pulizia in un ambiente diventato tossico e, forse, pure pericoloso. Ci vorranno mesi, ma può essere la volta buona. Domande Quanto ci vorrà, invece, perché la Procura di Roma raccolga tutti gli elementi di questa storia di cui, probabilmente, il vero protagonista è ancora ignoto? C’è un mandante? Chi voleva il male della Roma, in particolare di Baldini? Chi ha «armato» i diffamatori? Chi ha fornito loro presunte intercettazioni con riferimenti al-

la massoneria che avrebbero dovuto «sputtanare» Baldini e compagni? Domande al vaglio della Procura, che spera di capirne qualcosa di più la prossima settimana, quando scatteranno i primi interrogatori. Non è escluso che l’indagine si allarghi ad altri membri della stessa «cricca» romana né che ai reati di diffamazione e truffa si aggiunga quello di estorsione. Le indagini della Digos hanno inchiodato i maldestri tentativi dei protagonisti, ma non chi li ha messi insieme, anche perché qualcuno mentre si indagava ha mangiato la foglia e ha preso le contromisure. Protagonisti Al momento, risultano indagati il giornalista Roberto Renga, storica firma de Il Messaggero oggi in pensione, il figlio Francesco, lo speaker radiofonico Mario Corsi e il suo collaboratore Giuseppe Lomonaco. Quantomeno curioso il percorso del Corsi: ex militante dei Nar con numerosi prece-

QUI TRIGORIA

Luis Enrique: «A me interessa solo il Genoa» Per i pochi interessati, domani sera all’Olimpico si gioca Roma Genoa. Tifosi, addetti ai lavori, calciatori (De Rossi soprattutto) auspicano un filotto di vittorie che riporti la squadra in zona Champions. Luis Enrique preferisce il low profile. «A me interessa solo battere il Genoa, sono convinto che ce la faremo. Il resto non mi importa». Stekelenburg sì, Juan, Pjanic e Totti no. «E allora? Giocheremo sempre in undici. Sarà una partita difficile, ormai sappiamo che è impossibile vincere senza soffrire». Interpellato, pure lui, sul complotto anti Roma. «Roba per la magistratura, certo che brutta storia».

A METÀ CLASSIFICA

Catania, Montella vuole mettere la sesta

Il Bologna va di corsa Lo aspetta il muro Chievo

MASCALUCIA (Catania) Alla caccia del sesto risultato utile consecutivo, il Catania chiede strada alla Lazio. La squadra di Montella, insieme al club biancazzurro, è terzo in classifica relativamente al solo girone di ritorno, 15 punti, come Lazio e Bologna a 2 lunghezze di distanza dalla coppia Napoli Milan. La formazione rossazzurra oggi sulla fascia destra della retroguardia sarà priva di Motta (infortunato) che dovrebbe essere rimpiazzato da Bellusci. In dubbio anche Almiron per problemi muscolari all’altezza dell’anca che gli hanno impedito di allenarsi a pieno regime, ma il centrocampista etneo dovrebbe essere recuperato anche se in extremis. Una vittoria oggi pomeriggio permetterebbe alla squadra di Montella di guadagnare la aritmetica salvezza con ben 10 giornate d’anticipo. Risultato mai ottenuto nei primi 5 anni di A e che se centrato consentirebbe al Catania di compiere il salto di qualità. Per il tecnico etneo, bandiera della Roma e allenatore della prima squadra nella passata stagione, si tratta quasi di un derby personale: «È passata tanta acqua sotto i ponti ormai e non avverto più alcuna tensione. Non dobbiamo distrarci dal nostro obiettivo principale che rimane la vittoria contro i biancazzurri, al di là di ogni calcolo di classifica e di ogni altra fantasia». Francesco Caruso © RIPRODUZIONE RISERVATA

Vincenzo Montella, 37 anni ANSA

© RIPRODUZIONE RISERVATA

IL CASO LO SPEAKER SI AUTOSOSPENDE. INDAGATO ANCHE UN NOTO GIORNALISTA

Nel complotto sulla Roma l’inchiesta si allargherà

DERBY PERSONALE

denti penali, ex capo del gruppo ultrà Boys, da anni popolare voce radiofonica, un tempo punto di riferimento della famiglia Sensi e di numerosi calciatori. Cosa pensa oggi chi per anni gli ha dato tanta legittimità? Ieri il personaggio in questione si è autosospeso, mentre Roberto Renga si è dichiarato vittima di un complotto che lo fa «temere per me e la mia famiglia». La chiave E dire che questa sto-

riaccia non sarebbe uscita fuori senza il ruolo dell’inviato delle «Iene» Paolo Calabresi. È lui, romanista e buon amico di Mario Corsi, che viene contattato dalla cricca che vuole «vendergli» la storia, è lui che sente subito puzza di bruciato, è sempre lui che si rivolge a Franco Baldini avvisandolo, e di fatto avviando le indagini della Digos. Le riprese di Renga e Corsi fatte da Calabresi con la telecamera nascosta sono diventate materiale d’indagine. Vederle, probabilmente, farebbe più piangere che ridere. Buon per Franco Baldini che sia lontano da tutto questo. Oggi, a Orlando, in Florida, chiuderà l’accordo con la Disney. Per fortuna la Roma esiste anche fuori dal raccordo anulare. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Perché vedere

BOLOGNA-CHIEVO Gli emiliani non perdono da 3 turni e sono lanciati. Un punto sotto c’è il Chievo che torna ad avere un calendario più morbido dopo Juve e Inter. Dall’Ara, ore 15

ANDREA TOSI GIANCARLO TAVAN

Dopo le sfide con Fiorentina e Juve dell’ultimo mese, Stefano Pioli torna a vestire i panni dell’ex contro il Chievo che l’anno passato lo rilanciò come allenatore di serie A. «Per me quella è stata una stagione importante — argomenta —. Per noi è una sfida molto difficile ma ho grande fiducia nella mia squadra. Stiamo bene, veniamo da un momento positivo, sono certo che interpreteremo la gara nel modo giusto». Pioli recupera Perez che ha scontato la squalifica e riattiva Di Vaio titolare. Rispetto alla Lazio, cambiano gli esterni di centrocampo coi ritorni di Pulzetti e Morleo al posto di Garics (infortunato) e Rubin. Invece Krhin slitta in panchina. Qui Chievo C’è ancora la sconfit-

ta dell’andata che grida vendetta in casa del Chievo. Oggi, dunque, la squadra di Di Carlo avrà un motivo in più per cercare i tre punti. Rispetto alla gara con l’Inter non rientra nessuno degli infortunati ed è probabile il ritorno al modulo a due punte. «Ci troveremo di fronte una formazione che viaggia al ritmo di una grande — sottolinea Di Carlo — e come tale dovremo affrontarla. Ci vorrà il Chievo migliore, soprattutto sotto il profilo della concentrazione e della compattezza. L’equilibrio sarà fondamentale per non subire e, anzi, cercare di far nostra la gara». © RIPRODUZIONE RISERVATA

A

NEL MIRINO

S Franco Baldini, 51 anni, ha lasciato la carica di g.m. dell’Inghilterra a ottobre

S Mauro Baldissoni, 41 anni, avvocato, è un consigliere che siede nel Cda della società

GENOA VERSO IL POSTICIPO DI DOMANI

Marino in piena emergenza: «Pensiamo alla salvezza» E Constant sta fuori un mese GENOVA (f.g.) L’ultima tegola è pesantissima: stiramento al retto femorale della coscia destra, ha sentenziato la risonanza magnetica, e Constant ai box per quasi un mese e mezzo. Un Genoa sempre più falcidiato dall’emergenza infortuni (troppi, e quasi tutti di origine muscolare), anche se Marino, fatti i complimenti ai giallorossi («questa Roma gioca un gran calcio e non spreca mai un pallone») ha spiegato ieri di «avere analizzato con lo staff i dati in nostro possesso, verificando come l’incidenza di tutti questi problemi sia nella media». Anche il guaio di Constant «non è legato alla preparazione. E’ scivolato facendo un movimento innaturale». Bilancio in rosso Detto ciò, oltre che con gli uomini contati (domani sera all’Olimpico in mezzo rientra Veloso), il tecnico rossoblù deve fare pure i conti con una classifica tutt’altro che tranquillizzante, soprattutto alla luce dei risultati ottenuti dalla squadra lontano dal Ferraris: «E’ ovvio che la nostra priorità sia in questo momento quella di raggiungere il prima possibile la salvezza, ma ritengo che il gruppo sia sulla strada giusta. Dopo il pari con la Roma, vogliamo dare continuità ai nostri risultati per chiudere bene il campionato». Bisognerà innanzitutto blindare la difesa, sin qui la più battuta del campionato, con numeri critici in particolare nelle gare esterne, dove ha subìto 32 reti delle 48 complessive. Ma Gilardino ci crede: «Il gruppo è carico. Venderemo cara la pelle». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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SERIE A

4 Napoli si risparmia 4

TITOLARI A RIPOSO

S Marek Hamsik Centrocampista slovacco, 24 anni, al Napoli dal 2007, in questa stagione ha collezionato 26 presenze in campionato segnando 7 gol

I NUMERI

Lavezzi a casa e Hamsik in panca Mercoledì Coppa Italia: turnover di Mazzarri nell’eurosfida con l’Udinese. Tocca a Pandev DAL NOSTRO INVIATO

MIMMO MALFITANO UDINE

S Salvatore Aronica Difensore, 34 anni, è uno dei fedelissimi di Mazzarri: in questa stagione ha 22 presenze in Serie A ed è stato sempre presente in Champions

Lastoria

Quante novità nel Napoli! Le fatiche di Champions League e il prossimo impegno col Siena (mercoledì sera) per la semifinale di ritorno di coppa Italia, hanno convinto Walter Mazzarri a rivedere la formazione da opporre, questa sera, all’Udinese. Un turnover corposo, dunque, che riguarderà due reparti. Più di ogni altra decisione, fa specie quella di lasciare fuori Hamsik e Lavezzi. Quest’ultimo, addirittura, non è stato nemmeno convocato: «Soffre per un affaticamento muscolare», ha spiegato l’allenatore motivandone così l’esclusione dalla lista dei partenti per il Friuli. Scelte che potrebbero rendere più arduo il compito della squadra che, contro l’Udinese, si giocherà una percentuale molto alta di possibilità di superare la Lazio al terzo posto, considerato l’indice di difficoltà che presenta la sfida dell’ex Reja contro il Catania.

Perché vedere

UDINESE-NAPOLI E’ un momento cruciale per entrambe le squadre, eliminate in settimana dalle coppe europee. Può essere uno spareggio per il 3˚ posto Rocchi, ore 20.45

Ezequiel Lavezzi, 26 anni IMAGE SPORT

Dentro Pandev Senza il Pocho,

allora toccherà a Goran Pandev far coppia con Cavani in attacco. Un rientro dal primo minuto che gli permetterà di giocarsi un’altra carta importante in proiezione futura. Mazzarri vorrebbe tenerlo per la prossima stagione, ma il giocatore è in prestito dall’Inter e difficilmente il club ne concluderà l’acquisto a fine campionato. Dati alla mano, stasera si

vedrà un tridente inedito, perché alle spalle di Cavani e Pandev ci sarà Blerim Dzemaili in sostituzione di Hamsik. Timori Al di là della questione

tecnica e del turnover, che prevede anche l’esclusione di Aronica in favore di Britos, è l’aspetto mentale che preoccupa di più l’allenatore napoletano. La sconfitta rimediata a Stamford Bridge, con la conseguente eliminazione dalla Champions League, potrebbe avere qualche ripercussione in campionato, soprattutto dopo aver speso tante energie che non sono servite, comunque, per evitare il tracollo. Ed allora, largo a chi ha giocato meno in quest’ultimo periodo per avere nelle condizioni migliori i titolarissimi per il ritorno della semifinale di coppa Italia. In effetti, resta questo il primo obbiettivo che si è posto l’allenatore: non qualificarsi per la finale costringerebbe De Laurentiis a mettere in discussione la bontà del progetto tecnico, specialmente se non si arrivasse al terzo posto. Giorni cruciali Insomma, sarà

importante non sbagliare stasera. Sul piano fisico, Udinese e Napoli potrebbero evidenziare gli stessi problemi: entrambe hanno giocato per le competizioni europee in questa settimana, e la fatica potrebbe farsi sentire. Ma il Napoli non può concedersi pause, in quattro giorni si giocherà una parte importante delle proprie aspettative.

2

Punti Nelle ultime 3 gare giocate in casa l’Udinese ha pareggiato con Cagliari e Atalanta e ha perso con il Milan

5

Vittorie Il Napoli è reduce da 5 successi di fila: questo filotto in Serie A mancava dall’89-90. Il record è di 7 vittorie consecutive che risale all’87-88

29

I precedenti I bianconeri sono in vantaggio per 11-4 nel conto delle vittorie in Serie A; il Napoli non vince dal 5-0 del 2 settembre 2007

Udine e la pizza «Napoli» Quella parte di città che tiferà per gli azzurri DAL NOSTRO INVIATO

FRANCESCO VELLUZZI UDINE

I primi, Mario e Catello, da Agerola, si stabilirono a Maniago, la città dei coltelli, 44 anni fa. Cominciarono a far amare ai friulani la pizza Napoli, alta e soffice. Oggi le pizzerie di Udine e dintorni pare siano 116. I napoletani a Udine 5 mila, in tutta la provincia 15 mila. Un esercito, pronto a scatenarsi stasera in nome di una fede: il Napoli. Allo stadio ci saranno 10 mila tifosi, la curva sud piena, arrivi da tutto il Nord Italia. Una sfida vista come un derby: i rapporti tra tifoserie non sono eccellenti. Il nome del club, che sta per trovare una sede in città, è pronto: «Club Napoli Udine». Lo presiederà Davide Guardia che fa la guardia carceraria: «Ci sono tanti stranieri, ma pure tanti meridionali». Il tempo libero lo dedica alla squadra del cuore: «E al mio idolo, il Pocho Lavezzi, il più amato da noi. Stasera gli faremo sentire il nostro calore, prepareremo una coreografia con tanti cartoncini». E se segna Di Natale, il napoletano più noto di Udine? «Non siamo contenti. Noi tifiamo per la squadra di Mazzarri e vogliamo il terzo posto». Pizzerie Ma Di Natale ha legato la vita friulana ai napoletani. Il

LECCE-PALERMO I giallorossi hanno bisogno di punti con urgenza per non perdere il treno salvezza. Al Palermo serve una vittoria per chiudere un periodo nero Tagliavento, ore 15

FABRIZIO VITALE PALERMO

Bivio Lecce. Al Palermo serve una vittoria dopo tre k.o. di fila per scongiurare la crisi e salvare la panchina di Mutti. Un altro passo falso produrrebbe di sicuro cambiamenti, nonostante l’intenzione Zamparini di mantenere lo staff attuale fino a giugno. Il presidente sta già lavorando alla prossima stagione, avendo bloccato Perinetti (ora al Siena), ma non tralascerebbe un presente che ri-

Nuovo team manager Il nome è quello di Christian Panucci. Il presidente ha già trovato l’accordo con l’ex difensore di Genoa, Milan, Real, Inter e Roma. L’intenzione sarebbe di portarlo in Sicilia già adesso, l’unico ostacolo è il contratto che lega Panucci a Sky come commentatore televisivo. L’ex difensore sta provando a trovare l’accordo col canale satellitare. In caso contrario andrebbe a ricoprire il ruolo di team manager da luglio. «Non ci penso» Mutti, intanto,

sulla possibilità che la gara di

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Guidolin: «Stiamo bene, si può vincere» E Di Natale: «Terzo posto a tutti i costi» UDINE (fr.vell.) Manca la serenità. Nello spogliatoio dell’Udinese il clima non è dei migliori. E ieri, per riportare tranquillità, è intervenuto Gino Pozzo, molto più che l’uomo mercato del club, che ha parlato coi ragazzi. La squadra deve riprendere a correre. Qualcosa

si è fermato nel meccanismo bianconero. I malumori sono cominciati durante il mercato invernale. Comunque Guidolin ammonisce: «Il Napoli è la terza forza, stimo Mazzarri, ma la squadra sta bene». Di Natale ha aggiunto: «Dobbiamo provare a prendere il 3˚ posto ma è dura».

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Mutti oggi si gioca la panchina Panucci sarà il team manager schierebbe di diventare pericoloso. Per il futuro il numero uno rosanero ha già individuato la persona a cui affidare il ruolo di team manager. Una figura forte, carismatica, con grande esperienza in campo internazionale che abbia un ruolo importante nella gestione della squadra.

suo socio nelle società calcistiche è Vincenzo Pisacane che gestisce una pizzeria. Il suo amico del cuore è il cugino, sempre Vincenzo Pisacane, che ne ha due, delle quali una ritrovo fisso dei giocatori bianconeri. L’altro Vincenzo racconta: «Sono qui dal 1985, vengo pure io da Agerola, sulla Costiera Amalfitana. In tanti abbiamo scelto Udine solo perché si sta bene». I friulani ripagano Vincenzo riempiendo il locale. Non faranno la stessa cosa con Gokhan Inler che sarà fischiato. La non esultanza quando segnò con la futura squadra e la maschera da leone alla presentazione non sono piaciuti. Le maglie agli ex compagni all’andata non consolano i tifosi. Che difficilmente perdonano.

UDINESE SERVE UNA VITTORIA SCACCIA CRISI

QUI PALERMO IL TECNICO A RISCHIO ESONERO. E ZAMPARINI PENSA GIA’ AL FUTURO: L’EX DIFENSORE ENTRERA’ IN SOCIETA’

Perché vedere

Gokhan Inler, 27 anni EPA

ilritorno

Dopo le sviste di Milan-Juve riecco l’arbitro Tagliavento A Lecce riecco Paolo Tagliavento. L’arbitro di Terni torna tre settimane dopo la serataccia del 25 febbraio di San Siro, quando in Milan-Juventus non vide il gol di Muntari e annullò quello di Matri, in posizione regolare.

Lecce possa decidere il suo futuro risponde così: «Mi chiedete se la partita di domani a Lecce potrà essere decisiva per me? Rispondo che siamo alle solite. Non mi importa più di tanto pensare a questo perché io cerco di lavorare con serenità. Anche questa settimana abbiamo lavorato condividendo determinate difficoltà di emergenza, ma andiamo a Lecce per fare la partita e dare il massimo. Di altro non mi preoccupo». In effetti le assenze tra squalifiche e infortuni, non aiutano il tecnico nelle scelte. E’ molto probabile che il Palermo questo pomeriggio giochi col 3-5-2. L’unico dubbio è la posizione di Migliaccio che, vista l’assenza di Silvestre, dovrebbe ricollocarsi in difesa. «E' vero che affrontiamo il Lecce senza molte delle pedine titolari, ma al loro posto giocheranno altri ragazzi — spiega Mutti —. Questa è un’opportunità per vedere le condizioni di chi ha giocato di meno e chi sarà chiamato in causa darà il massimo. Tutto questo non deve essere per noi un alibi. Loro credono ancora nella possibilità di salvarsi. Dovremo avere un atteggiamento diverso dalle ultime partite, soprattutto essere più solidi». © RIPRODUZIONE RISERVATA

LECCE

Cosmi: «Da qui alla fine 5 vittorie per salvarci» LECCE Direzione obbligatoria, per il Lecce ci può essere solo il senso di marcia verso la vittoria. Interrotta contro il Milan la serie positiva di 5 turni, la squadra salentina, ora lontana 6 punti dal quartultimo posto (Parma e Cagliari), cerca di rilanciarsi subito contro il Palermo. «Per sperare di salvarci dobbiamo conquistare almeno 5 successi: sarebbe un’impresa, visto che il Lecce ha racimolato solo 6 vittorie in 27 incontri fa notare Serse Cosmi . Mi aspetto una reazione dai giocatori, dopo la prestazione negativa a Milano. Ma il Palermo è avversario ostico, come il Genoa, che sono partiti con ben altri obiettivi e, ci metto pure la Fiorentina, non saranno coinvolte in zona retrocessione. Meglio non incrociare Miccoli, uno dei pochi che da solo può risolvere una partita. Spero di far giocare Cuadrado, recuperato, e ho qualche altro dubbio». Per Cosmi, dire Palermo è dire Zamparini, che nello scorso campionato lo chiamò sulla panchina rosanera e lo esonerò dopo 4 gare. «Per come sono fatto, mi sarei vergognato per quanto sono stato pagato, per un contributo così limitato dice l’allenatore perugino . Invece, non ho provato quel senso di vergogna... E’ stata comunque un’esperienza nella quale ho legato con tanta gente, soprattutto con i dirigenti Sagramola e Cattani, persone straordinarie, che ringrazio. Zamparini? Ha avuto il merito di realizzare un progetto a Palermo, dove, senza di lui, in serie C, andavano allo stadio mille spettatori». Giuseppe Calvi


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SERIE A GIOCHIAMO A TAVOLINO LA

a

28

CAGLIARI (4-3-1-2)-CESENA (4-3-2-1)

AGOSTINI

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La Classifica PT

MILAN JUVENTUS LAZIO NAPOLI UDINESE ROMA INTER CATANIA BOLOGNA CHIEVO PALERMO ATALANTA * GENOA SIENA FIORENTINA CAGLIARI PARMA LECCE NOVARA CESENA

60 56 48 46 46 41 40 38 35 34 34 33 33 32 32 31 31 25 20 17

16

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GIORNATA SQUADRE

RETI

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S

28 28 27 27 27 27 27 27 27 27 27 27 27 27 28 27 28 27 27 27

18 14 14 12 13 12 12 9 9 9 10 9 9 8 8 7 7 6 4 4

6 14 6 10 7 5 4 11 8 7 4 12 6 8 8 10 10 7 8 5

4 0 7 5 7 10 11 7 10 11 13 6 12 11 12 10 11 14 15 18

57 44 42 50 37 40 38 35 29 22 39 31 35 32 27 26 33 30 22 16

22 17 33 28 24 33 36 35 31 33 44 29 48 28 33 35 44 44 46 42

18

NAINGGOLAN

PAROLO

ASTORI

1

PARTITE

4

AGAZZI

21

CONTI

COSSU

1

sconfitta per il Bologna nelle ultime 11 gare (ha ottenuto 20 punti)

2

gli 0-0 consecutivi in trasferta dell'Atalanta, imbattuta da sei partite (2 vittorie, 4 pareggi)

51 IAQUINTA PINILLA

20

10

14

COMOTTO

14

MUTU

15

5

MORAS

1

ANTONIOLI

13 ROSSI

MARTINHO

3

21

MORLEO

FREY

ANTONSSON

81

COLUCCI

PISANO

GILLET

1

90

10

26

MUDINGAYI

PORTANOVA

84

DIAMANTI

15

51

PEREZ

RAMIREZ

6

LUCIANO

23

23 7 DI VAIO

PALOSCHI

77 31 THEREAU

16

6

13

93 DRAMÉ

OGGI ore 15 ARBITRO Irrati di Pistoia (Padovan Manganelli; Ciampi) PREZZI da 8 a 80 euro TV Sky Calcio 4 HD; Premium Calcio 3

CESENA p. 17

BOLOGNA p. 35

CHIEVO p. 34

PANCHINA 25 Avramov, 24 Perico, 3 Ariaudo, 32 Ceppelini, 9 Larrivey, 18 Nenè, 19 Thiago Ribeiro. ALL. Ficcadenti. BALLOTTAGGI Ibarbo–Thiago Ribeiro 60-40%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Agostini, Astori, Agazzi, Pisano, Canini, Ariaudo. INDISPONIBILI Dessena (45 giorni), El Kabir (10 gg), Rui Sampaio (20 gg), Eriksson (30 gg). ALTRI Ruzittu, Gozzi, Anedda, Murru, Bovi, Mannoni.

PANCHINA 88 Ravaglia, 2 Rodriguez, 23 Djokovic, 24 T. Arrigoni, 31 Del Nero, 11 Rennella, 17 Malonga. ALL. Beretta. BALLOTTAGGI Rossi-Rodriguez 55-45%, Martinho-Arrigoni 75-25%, Iaquinta-Arrigoni 55-45%. SQUALIFICATI Pudil e Ceccarelli. DIFFIDATI Guana, Mutu, Rodriguez e Von Bergen. INDISPONIBILI Von Bergen (7 giorni), Guana e Martinez (da valutare). ALTRI Calderoni, Benalouane.

PANCHINA 25 Agliardi, 21 Cherubin, 48 Rubin, 4 Krhin, 6 Taider, 33 Kone, 99 Acquafresca. ALLENATORE Pioli. BALLOTTAGGI Morleo-Rubin 60-40%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Di Vaio, Kone, Mudingayi, Portanova, Raggi e Ramirez. INDISPONIBILI Garics (25 giorni), Gimenez (10 gg), Casarini (da valutare). ALTRI Lombardi, Stojanovic, Sørensen, Loria, Rickler, Crespo, Cruz, Vitale, Krhin, Paponi, Vantaggiato e Belfodil.

PANCHINA 17 Puggioni, 12 Cesar, 29 Dainelli, 56 Hetemaj, 7 Sammarco, 8 Cruzado, 9 Moscardelli. ALL. Di Carlo. BALLOTTAGGI Luciano-Hetemaj 55-45%, Paloschi-Moscardelli 60-40%, Andreolli-Dainelli 55-45%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Mandelli, Luciano, Dainelli, Sardo, Andreolli, Rigoni. INDISPONIBILI Gulan (60 giorni), Morero (5 giorni), Sardo (5 giorni). ALTRI Squizzi, Coletta, Mandelli, Jokic, Facchinetti, Vacek, Uribe, De Paula.

QUOTE

7

2 6.00

15 ACERBI

PULZETTI

CAGLIARI p. 31

X 3,80

54

SORRENTINO

BRADLEY

LAURO

1 1,55

3

ANDREOLLI

RIGONI

PELLISSIER

RAGGI

OGGI ore 12.30 ARBITRO Russo di Nola (Vuoto Tegoni; Barcani) PREZZI da 13 a 60 euro TV Sky Sport 1 HD, Calcio 7 HD e SuperCalcio HD

QUOTE

le reti stagionali in 21 partite per Larrivey, che ha segnato 2 reti in più delle sue precedenti 56 partite

1 2,20

X 2,85

2 3,75

4

gli assist forniti ai compagni da Ramirez, il migliore della specialità nel Bologna insieme con Vaio

LECCE (3-5-2)-PALERMO (3-5-2)

I NUMERI

5

SANTANA

9

EKDAL

La classifica tiene conto di quest’ordine preferenziale: 1) punti; 2) a parità di partite giocate, la differenza reti; 3) numero di gol segnati. *Atalanta ha sei punti di penalizzazione

le vittorie consecutive da cui è reduce il Napoli, meglio del 1987/’88 (sette successi)

IBARBO

7

CANINI

7

23

5

■ CHAMPIONS ■ PRELIMINARI CHAMPIONS ■ EUROPA LEAGUE ■ RETROCESSIONE

4

BOLOGNA (3-4-2-1)-CHIEVO (4-3-1-2)

5

28

13

BRIVIO

AGUIRREGARAY

BENASSI

81

20

6

ACQUAH

MUNOZ

82

ESPOSITO DEL VECCHIO

18

13

17

27

DI MICHELE

ILICIC

MIGLIONICO GIACOMAZZI

26

30

BLASI

ODDO

23

8

DONATI

24

11

MURIEL

HERNANDEZ

1

MIGLIACCIO

14

VIVIANO

2

BERTOLO

MANTOVANI

7

42

CUADRADO

BALZARETTI

4

OGGI ore 15 ARBITRO Tagliavento di Terni (Giallatini Alessandroni; Merchiori) PREZZI da 12 a 80 euro TV Sky Calcio 3 HD; Premium Calcio 4

LECCE p. 25

PALERMO p. 34

PANCHINA 25 Petrachi, 40 Tomovic, 3 Di Matteo, 8 Obodo, 91 Bertolacci, 10 Bojinov, 9 Corvia. ALL. Cosmi. BALLOTTAGGI Cuadrado-Tomovic 65-35%, Delvecchio-Bertolacci 55-45%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Corvia, Esposito, Muriel e Carrozzieri. INDISPONIBILI Julio Sergio (stagione finita), Carrozzieri (20 giorni) e Grossmuller (15 giorni). ALTRI Gabrieli, Ingrosso, Giandonato, Piatti, Ofere, Falcone, Seferovic.

PANCHINA 33 Tzorvas, 18 Labrin, 7 Della Rocca, 17 Vazquez, 16 Zahavi, 24 Mehmeti, 19 Budan. ALL. Mutti. BALLOTTAGGI Bertolo-Della Rocca 60-40%, Acquah-Labrin 60-40%. SQUALIFICATI Pisano (1), Barreto (1), Miccoli (1). DIFFIDATI Hernandez, Bertolo, Silvestre, Donati. INDISPONIBILI Silvestre (da valutare), Bacinovic (10 giorni). ALTRI Brichetto, Milanovic, Alvarez, Lores.

QUOTE 1 2,10

MARCATORI 20 RETI: Ibrahimovic (7) (Milan) 18 RETI: Di Natale (3) (Udinese) 16 RETI: Cavani (2) (Napoli) 15 RETI: Denis (3) (Atalanta) 14 RETI: Palacio (2) (Genoa); Milito (3) (Inter) 13 RETI: Klose (Lazio) 12 RETI: Jovetic (4) (Fiorentina) 11 RETI: Miccoli (1) (Palermo); Calaiò (4) (Siena) 10 RETI: Matri (Juventus), Giovinco (4) (Parma) 9 RETI: Di Vaio (1) (Bologna); Nocerino (Milan); Borini (Roma) 8 RETI: Lodi (6) (Catania); Hernanes (4) (Lazio); Lavezzi (Napoli) 7 RETI: Larrivey (1) (Cagliari); Marchisio (Juventus); Mutu (2) (Cesena); Di Michele (3) (Lecce); Hamsik (Napoli); Osvaldo (Roma) 6 RETI: Bergessio (Catania); M. Rigoni (3) (Novara); Budan (Palermo) 5 RETI: Moralez (Atalanta); Acquafresca e Ramirez (Bologna); Thereau (Chievo); Jankovic (Genoa); Pazzini (Inter); Pepe e Vucinic (Juventus); Rocchi (Lazio); Muriel (Lecce); Pandev (Napoli); Destro (Siena); Basta (Udinese)

29a Giornata Sabato 24 marzo MILAN-ROMA (ore 18) PALERMO-UDINESE (ore 20.45) Domenica 25 marzo, ore 15 ATALANTA-BOLOGNA (ore 12.30) CESENA-PARMA CHIEVO-SIENA GENOA-FIORENTINA LAZIO-CAGLIARI NAPOLI-CATANIA NOVARA-LECCE JUVENTUS-INTER (ore 20.45)

(3-2) (0-1) (1-3) (0-2) (1-4) (0-1) (3-0) (1-2) (1-1) (2-1)

X 3,30

6,5

2 3,40

NUMERO

3

le sconfitte consecutive da cui è reduce il Cagliari, a mani vuote contro Lecce, Siena e Napoli

la media voto di Benassi: il portiere leccese è sesto nella classifica generale di rendimento

UDINESE (4-4-1-1)-NAPOLI (3-4-1-2)

1

26

20

PASQUALE

ASAMOAH

11

4

DOMIZZI

PAZIENZA

HANDANOVIC

5

66

DANILO

PINZI

24

6

18 14 ZUNIGA CAMPAGNARO

DI NATALE

10 FABBRINI

31

23

29 PANDEV

7 CAVANI

20 DZEMAILI

GARGANO

DE SANCTIS

28

88 CANNAVARO INLER

8

85

OGGI ore 20.45 ARBITRO Rocchi di Firenze (Niccolai Copelli; Peruzzo) PREZZI da 20 a 150 euro TV Sky Sport 1 HD e Calcio 1 HD; Premium Calcio e Calcio HD1

UDINESE p. 46

NAPOLI p. 46

PANCHINA 21 Padelli, 16 Coda, 27 Armero, 37 Pereyra, 23 Abdi, 9 Barreto, 83 Floro Flores. ALLENATORE Guidolin. BALLOTTAGGI Pasquale-Armero 60-40%, Fabbrini-Floro Flores 60-40%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Benatia, Ekstrand, Domizzi, Asamoah, Fernandes, Isla, Pazienza. INDISP, Isla (st. fin.), Badu (40 giorni), Basta (7 gg), Benatia (da val.), Ferronetti (da valut). ALTRI Romo, Fanchone, Neuton, Battocchio, Torje.

PANCHINA 83 Rosati, 21 Fernandez, 6 Aronica, 17 Hamsik, 90 Ammendola, 3 Fideleff, 16 Vargas. ALLENATORE Mazzarri. BALLOTTAGGI Campagnaro-Fernandez 55-45%, Dzemaili-Hamsik 60-40%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Inler, Zuniga, Britos, Gargano, Aronica. INDISPONIBILI Donadel (50 giorni), Maggio (1 giorno), Lavezzi (1 giorno). ALTRI Colombo, Grava, Lucarelli.

QUOTE 1 2,65

X 3,20

2 2,65

48

le reti realizzate da Hamsik (2 di queste proprio all'Udinese) in 170 presenze nel torneo di serie A

Il neo tecnico del Cagliari, richiamato da Cellino, riparte proprio dalla sua ex squadra MARIO FRONGIA ALESSANDRO BURIOLI

BRITOS

DOSSENA

EKSTRAND FERNANDES

1

Missione Ficcadenti: affondare il Cesena

Ficcadenti torna alla guida del Cagliari dopo quattro mesi. L’esonero risale all’8 ottobre scorso. Il tecnico trova un calendario impietoso: dall’altra parte del campo, il Cesena. Il club che un anno fa ha tenuto miracolosamente in A. E che adesso, dodici mesi dopo, può spingere verso la B. Ficcadenti, di nuovo in sella da martedì, quando Cellino gli ha rimesso la squadra in mano, sa di essere atteso al varco. In un sant’Elia sempre a metà (Distinti e curva Sud chiusi perché fuori norma), ma al completo (la società dà i biglietti a 5 e 10 euro), trova

un Pinilla in più (sempre in gol nelle 2 gare interne col Cagliari), un Cossu recuperato e un Ibarbo in forte crescita. I tre partono dal via. Per il resto, nei 19 convocati, nessuna novità. Blindato dal club, Ficcadenti dirà la sua solo nel dopo gara. Con allenamenti e partitella a porte chiuse, è stata dura intuire le mosse nei dettagli. Ma il 4-3-1-2 non subirà modifiche. Dunque, con Ekdal (al posto di Dessena), Conti e Nainggolan in mezzo, in campo la difesa tipo con un obiettivo: archiviare i 6 gol beccati al San Paolo. Ma anche la vittoria del Lecce al sant’Elia e il 3-0 di Siena, ultime gare in ordine cronologico. D’altronde, a +6 dal terzultimo posto e senza vittorie dall’11 febbraio (2-1 al Palermo) non si è mai tranquilli. Ficca-

Massimo Ficcadenti, 44 anni: Cellino l’ha richiamato martedì, cinque mesi dopo l’esonero ANSA


LA GAZZETTA SPORTIVA

DOMENICA 18 MARZO 2012

CATANIA (4-3-3)-LAZIO (4-2-3-1)

INTER (4-4-2)-ATALANTA (4-4-1-1)

MARCHESE

3 SPOLLI

20 CARRIZO

6

LEGROTTAGLIE

14

4

28

ALMIRON

BARRIENTOS

10

18

LODI

BERGESSIO

6 KLOSE

25

MAURI

55

20

7

32

DIAKITE

NAGATOMO

OBI

SCHELOTTO

FERRI

20

25

19

21

2

8

SAMUEL

CAMBIASSO

32 BROCCHI

HERNANES

LEDESMA

13

17

87

IZCO

GOMEZ

CANDREVA

BIAVA

3

24

BELLUSCI

Le quote

21

12

22

MARCHETTI

DIAS

1 JULIO CESAR

7

6

18

LUCIO

POLI

18

PAZZINI

89

17

5

13

4

11

6

SCALONI

MAICON

ZANETTI

MORALEZ

BELLINI

CATANIA p. 38

LAZIO p. 48

INTER p. 40

ATALANTA p. 33

PANCHINA 1 Kosicky, 33 Capuano, 16 Llama, 8 Seymour, 32 Catellani, 19 Ricchiuti, 22 Ebagua. ALL. Montella. BALLOTTAGGI Bellusci-Capuano 70-30%, Almiron-Seymour 60-40%, Barrientos-Catellani 70-30%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Potenza, Izco e Lodi. INDISPONIBILI Motta (da definire) Potenza (stagione finita), Biagianti (5 giorni). ALTRI Calapaj, Campagnolo, Suazo, Lanzafame, Paglialunga, Texeira, Terracciano.

PANCHINA 1 Bizzarri, 29 Konko, 26 Radu, 78 Zauri, 30 Alfaro, 9 Rocchi, 18 Kozak. ALLENATORE Reja. BALLOTTAGGI Diakite-Zauri 70-30 %, Candreva-Alfaro-80-20 %. SQUALIFICATI Matuzalem (2), Gonzalez (1). DIFFIDATI Candreva, Diakite, Dias, Hernanes, Radu. INDISPONIBILI Garrido (5 giorni), Lulic (40 giorni), Stankevicius (15 giorni). ALTRI Cana, Makinwa, Zampa.

PANCHINA 12 Castellazzi, 23 Ranocchia, 37 Faraoni, 17 Palombo, 9 Forlan, 28 Zarate, 30 Castaignos. ALL. Ranieri. BALLOTTAGGI Nagatomo-Faraoni 60-40%, Pazzini-Forlan 80-20%, Obi-Forlan 70-30%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Sneijder. INDISPONIBILI Alvarez (10 giorni), Guarin (15 giorni), Sneijder (7 giorni), Chivu (5 giorni), Stankovic (5 giorni). ALTRI Orlandoni, Juan Jesus, Crisetig.

PANCHINA 78 Frezzolini, 77 Raimondi, 44 Cazzola, 10 Bonaventura, 79 Ferreira Pinto, 90 Tiribocchi, 28 Gabbiadini. ALLENATORE Colantuono. BALLOTTAGGI Carrozza-Gabbiadini 55-45%, Stendardo-Raimondi 55-45%. SQUALIFICATI Doni (febbraio 2015). DIFFIDATI Capelli, Consigli, Denis. INDISPONIBILI Capelli (st. finita), Lucchini (1 settimana), Peluso (1 settimana), Denis (1 settimana), Brighi (40 giorni). ALTRI Masiello, Minotti, Polito.

QUOTE 2 3,00

25

QUOTE

le presenze e 35 le reti subite con la Lazio da Carrizo. Il portiere è l’unico ex nelle file del Catania

1 1,60

X 3,75

8

2 5,50

47

CONSIGLI

5

OGGI ore 15 ARBITRO Gava di Conegliano (Giachero Comito; Rizzoli) PREZZI da 14 a 365 euro TV Sky Calcio 1 HD e Premium Calcio 2

X 3,20

2,65

CARMONA MANFREDINI

MILITO MARILUNGO

OGGI ore 15 ARBITRO Romeo di Verona (Viazzi Liberti; Candussio) PREZZI da 10 a 100 euro TV Sky Calcio 2 HD; Premium Calcio 1 e Calcio HD2

1 2,35

MAZZARRI VUOLE SUBITO IL RISCATTO

CIGARINI STENDARDO

CARROZZA

22

«Quando avremo il possesso palla, faremo il nostro gioco; dobbiamo trasformare la rabbia di Chelsea in qualcosa di positivo». Mazzarri, Napoli. La vittoria di consolazione con l'Udinese si gioca a 2,65.

RANIERI PENSA SOLO ALL’ATALANTA

1,60 «Il futuro di questa Inter? L'Atalanta, il futuro è domani e cercare di vincere. Non guardiamo agli altri, ma a noi stessi e basta. E pensiamo solo a domani». Claudio Ranieri, Inter. L’«1» è offerto a 1,60.

le presenze che mancano a Zanetti per raggiungere Zoff al 3˚ posto dei più presenti nel girone unico

4

SIENA (4-4-2)-NOVARA (5-3-2) 14 3

25

denti ha lavorato sodo su concentrazione e autostima. Tra l’altro, con i romagnoli, non aiuta neanche la storia: in A, in casa, il Cagliari, in 7 gare, conta 5 pari e 2 k.o. Tra questi, proprio l’anno scorso c’è il 2-0 dei cesenati che si imposero sui Donadoni boys. Gli ospiti, guarda guarda, erano guidati da Ficcadenti. Qui Cesena E' talmente sereno, rilassato e determinato, che non sembra neppure l’allenatore della squadra ultima in classifica e ormai condannata alla B. Eppure il Cesena sta andando alla deriva e con Mario Beretta in panchina ha ottenuto un punto in 4 partite (con il distacco dalla zona-salvezza raddoppiato: da 7 a 14 punti) e segnato mai. «In queste settimane abbiamo avuto mille infortuni e zero fortuna. Se andiamo a ripercorrere le 4 partite della mia gestione gli episodi sono sempre stati a noi negativi. Contro Chievo, Fiorentina e Siena sono state 3 gare equilibratissime: abbiamo fallito in tutte le partite il gol del vantaggio, che in gare del genere significa quasi sempre vittoria, mentre alla prima occasione concessa abbiamo incassato la rete che ci ha fatto perdere». Visto che il tasto delle motivazioni non funziona, Beretta ne tocca un altro, quello della soddisfazione personale: «Abbiamo il dovere di conquistare più punti possibili, di vincere il maggior numero di gare possibili. Dunque si va a Cagliari con l’idea di vincere. Perché ne abbiamo bisogno e perché vogliamo dare una soddisfazione a noi stessi, al club e ai tifosi». © RIPRODUZIONE RISERVATA

4

SIENA IN SERIE POSITIVA

Sannino: «Con il Novara non voglio vedere passi indietro» Vuole un Siena battagliero, che non sia già appagato dai tre successi con Palermo, Cagliari e Cesena. Giuseppe Sannino ha intimato ai suoi: «Guai a indietreggiare di un centimetro, è una fase importante. Il Siena si è fatto un mazzo così e nessuno ci ha mai regalato niente». Del resto il tecnico ha ormai forgiato un gruppo granitico, a caccia della quarta vittoria di fila, statistica mai raggiunta in serie A. «Basta guardarci negli occhi e ci siamo già detti tutto. Contro il Novara sono sempre partite accese». Ventitrè i convocati, ci sono Codrea e Sestu. «Mercoledì andiamo a Napoli (semifinale di ritorno di Coppa Italia, ndr) e visto anche il momento non voglio separati in casa. Mi sento un po' il papà, il fratello e l'amico di tutti i giocatori». Qui Novara Due scontri diretti

contro Siena e Lecce per cercare di accorciare sul quart’ultimo posto. «Dobbiamo dimostrare innanzitutto di essere vivi – spiega Attilio Tesser – e che vogliamo lottare fino all’ultimo per difendere questa categoria. È il primo di due scontri diretti, ma per noi lo saranno tutti». Il tecnico veneto ha «caricato» i suoi: «Mi aspetto una prova sopra le righe, all’insegna della qualità, certo, ma anche dell’orgoglio e della determinazione, caratteristiche che so essere proprie di questo gruppo». Alessandro Lorenzini Giuseppe Maddaluno

I NUMERI

MORGANELLA

23

DEL GROSSO BRIENZA

13

14

81

25

ROSSETTINI

GAZZI

BOGDANI

MASCARA

19

8

22

27

TERZI

VERGASSOLA

DESTRO

JEDA

PEGOLO

2

7

VITIELLO

GIORGI

19

17

4

PORCARI

LISUZZO

22

24

PESCE

PACI

10

28

RIGONI

GARCIA

UJKANI

1

3

3

i pareggi consecutivi del Genoa che non riesce a vincere dal 5 febbraio scorso: 3-2 sulla Lazio

GEMITI

11

OGGI ore 15 ARBITRO Celi di Campobasso (Preti Musolino; Giancola) PREZZI da 45 a 12 euro TV Sky Calcio 5 HD

NUMERO

0

le reti subite nel primo quarto d'ora di gioco dall'Udinese, la squadra che ha nel primo tempo ha subito il minor numero di gol

SIENA p. 32

NOVARA p. 20

PANCHINA 12 Farelli, 6 Angelo, 26 Pesoli, 55 Parravicini, 70 Mannini, 17 Grossi, 18 Gonzalez. ALL. Sannino. BALLOTTAGGI Gazzi-Parravicini 60-40%; Giorgi-Mannini 60-40%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Rossi, Destro, Brienza, Terzi. INDISPONIBILI D'Agostino (7 giorni), Bolzoni (10 giorni), Calaiò (stagione finita), Contini (7 giorni). ALTRI Acosta, Sestu, Larrondo, Codrea, Belmonte, Rossi, Brkic.

PANCHINA 31 Fontana, 30 Centurioni, 77 Rinaudo, 7 Jensen, 23 Radovanovic, 11 Morimoto 29, Caracciolo. ALLENATORE Tesser. BALLOTTAGGI Garcia–Rinaudo 70-30%, Mascara–Caracciolo 60-40%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Marianini, Morimoto, Rigoni. INDISPONIBILI Ludi (10 giorni) Marianini (7 giorni). ALTRI Coser, Coubronne, Da Silva, Dellafiore, Mazzarani, Rubino.

QUOTE 1 1,60

X 3,55

2

2 6,00

DONNE

7 20

19 GAGO

9

le partite casalinghe consecutive nelle quali la Roma è sempre andata a segno

Taccuino

11

5

14

le espulsioni in serie A subite da Pesce, l'ultima nell’andata a Novara per doppia ammonizione

ROMA (4-3-1-2)-GENOA (4-3-1-2)

TADDEI

le reti incassate dall'Inter nelle ultime 5 partite a San Siro

MESTO

82

Torres e Brescia testa a testa

ROSSI

3

DOMANI ore 20.45 ARBITRO Giannoccaro di Lecce (Maggiani Altomare; Guida) PREZZI da 12 a 200 euro TV Sky Calcio 1 HD e SuperCalcio HD; Premium Calcio e Calcio HD2

(g.l.g.) In tre in lotta per lo scudetto. Ris. 18a: Brescia Como 6 1, Venezia Tavagnacco 1 1, Fi renze Milan 3 0, Lazio Mozzanica 1 6, Torino Riviera di Romagna 3 2, Chiasiellis Torres 0 3, Bardoli no Roma 8 1. Class.: Torres, Bre scia 47; Bardolino 46; Tavagnacco 38; Torino 31; Mozzanica 27; Chia siellis 21; Firenze 20; Como 18; Ri viera di Romagna 16; Venezia 15; Lazio 10; Milan 6; Roma 5.

ROMA p. 41

GENOA p. 33

CALCIO A 5

PANCHINA 1 Lobont, 3 Josè Angel, 2 Cicinho, 30 Simplicio, 7 Marquinho, 14 Bojan, 40 Piscitella. ALLENATORE Luis Enrique. BALLOTTAGGI Rosi-Josè Angel 70-30%, Taddei-Josè Angel 60-40%, Greco-Marquinho 60-40%, Osvaldo-Bojan 70-30%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Cassetti, Juan, Heinze. INDISPONIBILI Burdisso (70 giorni), Totti (4), Pjanic (7), Juan (50). ALTRI Curci, Perrotta, Viviani.

PANCHINA 22 Lupatelli, 36 Sampirisi, 18 Alhassan, 10 Birsa, 19 Jorquera, 9 Zé Eduardo, 11 Jankovic. ALL. Marino. BALLOTTAGGI Belluschi-Jankovic 60-40%. SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Granqvist, Rossi, Jankovic, Kucka. INDISPONIBILI Bovo (7 giorni), Granqvist (45 giorni), Antonelli (15 giorni), Kucka (30 giorni), Constant (35 giorni), Sculli (5 giorni). ALTRI Scarpi, Marchiori, Molinelli, Krajnc, Sturaro, Wiliam, Zima, Meucci.

Luparense ok Oggi c’è la Marca

24

HEINZE

STEKELENBURG

16

8

OSVALDO GILARDINO

DE ROSSI LAMELA

44 KJAER

23

8

BORINI

PALACIO

GRECO

23

BELLUSCHI

31

4 VELOSO

88 BIONDINI

87

CARVALHO 1

13

FREY

KALADZE

24 MORETTI

ROSI

QUOTE 1 1,50

X 4,25

2 6,00

16

sconfitte registrate (e 5 vittorie) nei 24 precedenti di Gilardino contro la Roma

(g.l.g.) La capolista vince a Pescara. Ris. 22a: Asti Fiumicino 6 0; Bisceglie Augusta 7 3; Rie ti Montesilvano 2 4; Pescara Lu parense 2 4. Oggi (ore 18): Mar ca Venezia. Class.: Luparense 56; Marca 48; Montesilvano 42; La zio 41; Pescara, Asti e Acqua&Sapone 35; Putignano 32; Bisceglie 29; Rieti 20; Venezia 19; Kaos 18; Fiumicino 17; Augusta 6.


20

LA GAZZETTA SPORTIVA

DOMENICA 18 MARZO 2012

MONDO INGHILTERRA

Muamba, infarto in Il dramma durante Tottenham-Bolton Lotta per la vita Al 41’ del primo tempo si accascia al suolo: respirazione bocca a bocca, maschera d’ossigeno e due tentativi di rianimarlo con il defibrillatore. Webb sospende la gara, poi la corsa in ospedale Fabrice Muamba, 23, centrocampista cresciuto nelle giovanili dell’Arsenal al Bolton dal 2008 AFP

La Bbc ha usato un verbo comprensibilissimo in lingua italiana per indicare i tentativi di rianimare Fabrice Muamba, 23 anni, giocatore del Bolton colpito da un collasso al 41’ della gara con il Tottenham e valida per la Coppa d’Inghilterra: to resuscitate. Il centrocampista di origine congolese è stato letteralmente resuscitato dai medici del London Chest Hospital, dove era stato trasportato in condizioni disperate. Non dava segnali di vita, dopo i vani tentativi di sei medici di rianimarlo in campo: maschera, ossigeno, defibrillatore. Tutto inutile. Dieci minuti terribili, circondato da compagni di squadra e avversari in lacrime, poi l’uscita dal campo in barella e la corsa in ambulanza in ospedale. Con lui, l’allenatore Owen Coyle che non lo ha lasciato solo un attimo, e il capitano Kevin Davies. Dopo due ore d’angoscia, alle 20.12 un comunicato dell’ospedale per annunciare che «dopo il trattamento intensivo, le condizioni di Fabrice Muamba sono stabili». La cronaca Il dramma avviene al 41’ del primo tempo. Tottenham e Bolton stanno pareggiando 1-1 al White Hart Lane. Ha fatto tutto la squadra londinese: autorete di Bale al

La commozione Quando la ba-

6’, pareggio di Walker all’11’. Il pallone viaggia lontano, ma Fabrice Muamba crolla a terra. Si capisce subito che è una cosa seria. L’arbitro Howard Webb, che diresse la finale mondiale nel 2010 in Sudafrica, interrompe il gioco. Accorrono i medici. L’allenatore del Bolton scatta dalla panchina per raggiungere il suo giocatore. Nello stadio cala il silenzio. Muamba non respira. Ha gli occhi rovesciati. Dopo la respirazione bocca a bocca, gli applicano la maschera d’ossigeno e per due volte cercano di far ripartire il cuore con il defibrillatore. L’olandese del Tottenham van der Vaart guarda verso il cielo e prega. Defoe piange sulla spalla di Bale. Assou-Ekotto ha le mani tra i ca-

rella lascia il campo, Muamba sembra senza vita. Il tragitto in ospedale è rapido. Per un’ora e mezza s’interrompono le comunicazioni e si teme il peggio. Il mondo del calcio si stringe attorno a Muamba. Attraverso twitter, arrivano centinaia di messaggi. Sono firmati Rooney («spero che Muamba ce la faccia, prego per lui e per la sua famiglia»), Van Persie («sono triste per quanto è accaduto a Fabrice. Ho giocato con lui due anni. E’ un bravo ragazzo, sempre sorridente»), Rio Ferdinand, Wilshere, Defoe, van der Vaart, il portiere del Bolton Al Habsi («Fabrice è uno dei miei migliori amici»), l’Arsenal, il capitano della nazionale di cricket, la federazione inglese. Un diluvio di messaggi, in cui ricorre sempre la stessa frase: preghiamo per Muamba. Alle 20.12, un comunicato dell’ospedale annuncia che, sebbene in condizioni gravissime, Fabrice è ancora in vita. E’ ricoverato in terapia intensiva. Le prossime ore saranno decisive. Poi, si dovranno valutare i danni e capire, soprattutto, perché un ragazzo di 23 anni, che gioca in Premier dal 2007 e ha indossato la maglia delle nazionali giovanili inglesi, possa aver avuto un collasso in campo. Una malformazione cardiaca sfuggita ai controlli, o esami poco approfonditi?

Centinaia di messaggi su twitter: Rooney, Van Persie, Defoe, Van der Vaart... pelli. Parker, nuovo capitano dell’Inghilterra, si avvicina a Webb: «Bisogna sospendere la partita». Webb convoca Doyle e Redknapp, i due allenatori. Il dialogo è brevissimo. Webb fa un cenno e l’altoparlante annuncia che la gara è sospesa. I giocatori abbandonano il campo, tra i tifosi muti che applaudono le due squadre.

WHITE HART LANE PAURA IN CAMPO 1

2

1. Fabrice Muamba viene subito soccorso in campo 2. Il centrocampista del Bolton viene portato fuori da campo in barella mentre l’arbitro Webb opta per sospensione EPA-REUTERS

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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DOMENICA 18 MARZO 2012

LA GAZZETTA SPORTIVA

21

VERSO L’EUROPEO

campo

4 Interviene Petrucci

GLI ALTRI EPISODI Il malore di Muamba è l’ultimo in ordine di tempo

S Giuliano Taccola Il 16 marzo 1969 l’attaccante ha un malore a Cagliari: muore nel tragitto verso l’ospedale

S Renato Curi Il 30 ottobre 1977 si accascia durante Perugia-Juventus: morirà per arresto cardiaco

S Lionello Manfredonia Il 30 dicembre 1989 è colpito da arresto cardiaco durante Bologna-Roma: si riprenderà

CHI E’ NEL 2005 ALL’ARSENAL, POI IL BOLTON

Per l’Inghilterra disse no al Congo DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

LONDRA

Fabrice Muamba non ha la classica storia del calciatore africano sbarcato in Europa in cerca di fortuna. Nato il 6 aprile 1988 a Kinshaha, nella Repubblica Democratica del Congo, è figlio di un consigliere del presidente Mobutu Sese Seko, scappato dal Paese e approdato in Gran Bretagna nel 1994 come rifugiato politico. Il resto della famiglia (la moglie Gertrude e 5 figli) raggiunse il padre nel 1999, quando fu ucciso uno degli zii di Fabrice. Nel 2002 il quattordicenne Muamba entrò nelle giovanili dell’Arsenal, la squadra per cui tifa sin da quando era bambino. Nel 2005, firmò il primo contratto da professionista con i Gunners e cominciò a giocare nelle nazionali inglesi: ha fatto tutta la cavalcata dall’Under 16 all’Under 21, passando per l’Under 19, di cui è stato capitano. No al Congo Nel 2007, la Repub-

blica Democratica del Congo lo contattò per convincerlo ad indossare la maglia della Nazionale, ma lui rifiutò per proseguire con l’Inghilterra. Dopo una stagione

S

al Birmingham, nel 2008 Muamba fu acquistato dal Bolton per 5 milioni di sterline e nel 2010 il centrocampista di origine congolese firmò un contratto di 4 anni. Nel Bolton ha giocato 148 partite. Da professionista, 227 gare e 6 reti in totale. Sposato con Shauna Magunda, ha un figlio di pochi mesi, Joshua Jeremiah. Quando sbarcò in Gran Bretagna, nel 1999, non conosceva una parola d’inglese. E’ cresciuto nel quartiere Walthamstow, periferia Nord di Londra e ha frequentato la scuola Kelmscott, in cui si è diplomato a pieni voti. Il suo sogno era diventare medico, ma la passione per il calcio ha avuto il sopravvento. Fabrice è uno dei leader del Bolton, con una passione insolita per un giovane: ama l’opera. In un’intervista del 2008, raccontò: «Ho visto gli orrori della guerra. Ho visto la gente morire. Sono cresciuto in un mondo spaventoso. Non vivevo lontano dal fronte. Di notte sentivamo gli spari. Era pericoloso anche giocare a calcio. Ho perso due amici, uccisi dai fucili mentre erano in campo impegnati in una partita. Sono ricordi terribili che non mi abbandoneranno mai». bold © RIPRODUZIONE RISERVATA

PREMIER LEAGUE

Lo Swansea umilia il Fulham a Londra Pari tra Wigan e West Bromwich LONDRA Una lezione di calcio. Lo Swansea ha umiliato il Fulham a Londra, vincendo 3 0 e dominando la gara. Nella ripresa, possesso palla dell’80% contro il 20%: uno spettacolo applaudito persino dai tifosi avversari. Lo Swansea è stato trascinato dall’islandese Sigurdsson, autore di una doppietta (36’ e 66’), e dal regista Britton, nel 2011 miglior uomo passaggio del calcio mondiale, superiore persino a Xavi del Barcellona. Il 3 0 è arrivato al 77’ con Allen. Il successo di Londra, che bissa quello ottenuto sette giorni fa contro il Manchester City, permette ai gallesi di salire all’8˚ posto. L’uomo che ha creato il fenomeno Swansea è l’allenatore nordirlandese Brendan Rodgers,

ex capo scout nel Chelsea ai tempi di Mou, un debole per il calcio del Barcellona che ha studiato a fondo. Rodgers, 39 anni, è l’outsider per la panchina del Chelsea: Abramovich lo sta seguendo da tempo. Nell’altra gara, il Wigan ha pareggiato 1 1 con il WBA di Hodgson e resta in zona retrocessione. bold. RISULTATI Fulham-Swansea 0-3, Wigan-WBA 1-1. CLASSIFICA Man. Utd 67, Man. City 66, Tottenham 53, Arsenal 52, Chelsea 49, Newcastle 44, Liverpool 42, Swansea 39, Sunderland e Everton 37, Fulham, WBA e Norwich 36, Aston Villa 33, Blackburn 25, Bolton 23, QPR, Wolves e Wigan 22. RISULTATI COPPA D’INGHILTERRA Everton-Sunderland 1-1, Tottenham-Bolton sospesa al 41’ p.t.

Marc Vivien Foè A Lione il centrocampista muore in campo durante Camerun-Colombia

S Miklos Feher Il calciatore del Benfica il 25 gennaio 2004 contro il Vitoria ha un malore in campo e muore

S Serginho Il 27 ottobre del 2004 il brasiliano del Sao Caetano ha un attacco cardiaco e muore durante una gara contro il San Paolo

S Antonio Puerta Il 25 agosto 2007 ha un arresto cardiaco durante Siviglia-Getafe: muore tre giorni dopo

S Phil O’Donnell Il 29 dicembre 2007 il centrocampista del Motherwell nella gara con il Dundee United ha un arresto cardiaco e muore

«Stage azzurri? Sì» Trattativa riaperta 4

Il numero 1 del Coni: «I presidenti saggi rivedano il loro rifiuto»

ANCORA DUE TEST Prima dell’inizio dell’Europeo la Nazionale giocherà due amichevoli. La prima il 29 maggio in Italia contro il Lussemburgo (sede da stabilire) e la seconda il 1˚ giugno a Zurigo (stadio Letzigrund) contro la Russia.

SEBASTIANO VERNAZZA

Fermi tutti, la telenovela ricomincia. Gli stage per Euro 2012 forse si faranno, e sottolineiamo forse. Venerdì l’assemblea dei club della Lega di Serie A aveva bocciato all’unanimità la richiesta del commissario tecnico Cesare Prandelli. Ieri si è mosso Gianni Petrucci, presidente del Coni, e la situazione è cambiata, sembra che il no sia diventato un «ni». Perché Petrucci, oltre a rilasciare dichiarazioni a reti unificate, ha parlato con Andrea Agnelli, presidente della Juventus, e Adriano Galliani, amministratore delegato del Milan. Il monito di Petrucci Il capo del-

lo sport italiano è stato chiaro: «È sbagliato dire no agli stage della Nazionale e questa decisione non può passare sotto silenzio ha detto il presidente del Coni -. Sono certo che i presidenti più saggi possano ritornare sull’argomento e rivedere la loro posizione negativa parlando con Abete e Prandelli e trovando una soluzione per le esigenze del Club Italia». E poi: «La Nazionale è sempre stata e deve rimanere il valore più alto di un intero movimento. Anche per questo auspico che si intensifichi il dialogo tra Prandelli e i tecnici di club per individuare quelle sinergie necessarie al supremo interesse del calcio italiano». Il retroscena Le ultime righe

del discorso di Petrucci nascondono un messaggio a

S Il c.t. Cesare Prandelli, 54 anni, in un ritiro della Nazionale ANSA

Prandelli: caro c.t. - questo è il senso -, prendi il telefono e chiama i tuoi colleghi allenatori, da Allegri a Conte, da Mazzarri a Ranieri e agli altri, e fatti vedere ogni tanto a Milanello, ad Appiano, a Vinovo e negli altri centri d’allenamento. Perché dal fronte dei presidenti c’è chi ha fatto sapere di esserci rimasto male per la scarsa comunicazione tra società e commissario tecnico. I dirigenti di club lamentano che gli stage siano stati chiesti con atto formale, con una lettera del presidente della Figc Giancarlo Abete alla Lega di Serie A (anche se in realtà se ne discusse nel consiglio federale del 7 marzo). In anni precedenti spiegano - tutto si era risolto con amichevoli colloqui tra colleghi. Prandelli e i dirigenti federali - e qui scatta la critica - sarebbero «impacciati» nella gestione dei rapporti con squadre e giocatori. Certo, è particolare e curioso, per non dire strano, che l’assemblea di Lega abbia votato il no all’unanimità, caso più unico che raro, visto che da quelle parti sono soliti dividersi su tutto e tutti. In via Rosellini a Milano, sede

della Lega, giudicano tardiva la richiesta della federcalcio: «Dovevano muoversi prima, l’hanno tirata in lungo». La trattativa, però, si è riaperta e corre altrove, sui telefonini. Le chiamate Ieri mattina Pe-

trucci ha parlato sia con Andrea Agnelli sia con Adriano Galliani. Chiamate in cui i dirigenti di Juventus e Milan hanno rassicurato il presidente del Coni sull’intenzione di non ostacolare il lavoro di Prandelli in vista dell’Europeo. Juve e Milan sono due società che storicamente hanno fornito molti giocatori alla Nazionale e continuano a fornirne.

All’Europeo Nella prima fase l’Italia dovrà affrontare Spagna, Croazia e l’Irlanda di Trapattoni. Tutte e tre le partite si giocheranno in Polonia. Questo il calendario degli azzurri. 10 giugno ore 18, a Danzica: Spagna-Italia. 14 giugno ore 18, a Poznan: Italia-Croazia. 18 giugno ore 20.45, a Poznan: Italia-Irlanda

Lo scenario Dopo l’intervento in scivolata di Petrucci, si lavora sotto traccia per ricomporre la frattura. Prandelli non chiede l’impossibile: due stage da due giorni l’uno nelle settimane di aprile in cui sono fissate le semifinali di Champions (nel caso il Milan fosse impegnato, ovvia esenzione per i nazionali rossoneri). Allenamenti tranquilli, esercitazioni tecnico-tattiche a secco. Rischio infortuni praticamente pari a zero.

SUL VOLO LONDRA-MILANO

Balotelli: Mp3 acceso Il comandante lo sgrida Un’altra avventura per SuperMario Quando ha spento l’apparecchio, l’aereo è decollato L'ultima "balotellata": un richiamo da parte del comandante di bordo, che Mario Balotelli ha incassato venerdì sera sull'ultimo volo Alitalia da Londra Heathrow a Milano Linate. Tutta colpa di un paio di cuffie e di un lettore Mp3. Perché ascoltare musica in volo è rilassante, ma il regolamento è altrettanto chiaro: è vietato mantenere accesi appa-

recchi elettronici, mentre l'aereo è in fase di decollo. Un divieto sfuggito a Balotelli: è stato necessario che glielo spiegasse il comandante. Il richiamo La presenza di Balo-

telli non è passata inosservata sul volo diretto a Milano. Quando è salito a bordo gli altri passeggeri non hanno potuto non notarlo. Il caso cuffiette è nato poco prima del decollo, quando, dopo aver allacciato le cinture di sicurezza, il personale di bordo lo ha invitato a spegnere il lettore. Si è reso necessario l'intervento del comandante: "La musica va spenta". E via: aereo in volo per Milano.

Mario Balotelli, 21 anni, mostra al pubblico la maglietta indossata durante il derby tra City e United del 23 ottobre 2011 AFP

2012 sopra le righe Il caso cuf-

fiette s’inserisce in un 2012 ricco di comportamenti sopra le righe. Dalla pipì nel bagno degli allievi del Xavierian College di Manchester alla notte in uno strip club di Liverpool, dalla scarpata a Parker del Tottenham per finire al "che ca.. vuoi" a Roberto Mancini, giovedì in City-Sporting Lisbona. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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LA GAZZETTA SPORTIVA

DOMENICA 18 MARZO 2012


DOMENICA 18 MARZO 2012

di ANDREA BUONGIOVANNI

on illudiamoci: Jacques Brunel, c.t. dell’Italia N ovale, non riuscirà a mantenere la promessa fatta alcuni mesi fa, quando si presentò per la prima volta agli appassionati azzurri. «In due o tre anni vinceremo il Sei Nazioni» disse quel giorno, facendosi prendere dall’entusiasmo. Ma alle sue capacità, quello di un allenatore che tre stagioni fa ha vinto il titolo francese di club, occorre dar credito e fiducia. Non tanto per la vittoria di ieri sulla Scozia: bellissima, perché maturata di fronte al fantastico pubblico di un Olimpico esaurito, ma sofferta e figlia di un gioco, soprattutto in attacco, ancora poco brillante. Quanto per la strada che, insieme alla squa-

dallaPrima

bianconeri ridimensiona la portata della «fuga» del Milan e riaccende la corsa scudetto. Il bambinesco calcio di Cerci a De Ceglie ha facilitato il compito alla Vecchia Signora. Ma prima di quell’inutile fallo di reazione la squadra di Conte aveva già segnato un gol e centrato un palo. E appena si è ritrovata con un uomo in più la Juve si è comportata come un pescecane che sente odore di sangue: ha aggredito l’avversario, l’ha messo in un angolo e ha chiuso la gara. I bianconeri sono guariti dal virus della «pareggite». La medicina? La ritrovata brillantezza del tridente di centrocampo Pirlo-Vidal-Marchisio, il cuore della squadra; una condizione atletica da inizio stagione (i pesanti carichi di lavoro di Dubai sono stati finalmente smaltiti); la crescita di Vucinic (bravo Conte a difenderlo tempo fa dai fischi dei tifosi) e la possibilità di tornare a preparare le partite senza fastidi infrasettimanali. La Juve non ha una rosa particolarmente ricca e gli impegni ravvicinati lasciano segni dolorosi. Chi pensava che la formazione di Conte si sarebbe sgonfiata dopo l’accelerazione in classifica dei rossoneri dovrà fare retromarcia. La Vecchia Si-

Festa Juve: Vucinic abbracciato da Marchisio e Pepe

dra, ha intrapreso. Nelle cinque partite del Torneo, rispetto alla gestione precedente, quella del sudafricano Nick Mallett — ora in pole position per la panchina dell’Inghilterra—- ha lanciato o riproposto sei o sette giovani, a cominciare da Giovanbattista Venditti (foto AFP), 21enne ala autore dell’unica meta del match di ieri. Così facendo, pur mantenendo l’ossatura della Nazionale, ha in qualche modo anticipato i suoi progetti: la transizione avrebbe dovuto essere più soft. In più ha tentato di imporre una nuova impronta tecnica che, nelle in-

laPuntura

MILAN, È TORNATA LA VERA JUVENTUS SI DECIDERÀ TUTTO ALLO SPRINT tornata la vera Juve. Certo, davanti in E’ classifica c’è ancora Ibra, con quattro punti di vantaggio ma questo tuffo nel passato dei

gnora è ripartita e tutto indirizza verso uno scudetto da assegnare allo sprint. Nuova Juve, solito Milan. La formazione di Allegri dimostra, una volta di più, quanto sia spietata contro le «piccole». Il segreto che l’ha portata in testa alla classifica. Il tifoso Berlusconi, uno che ama il calcio spettacolo, stavolta si accontenti del risultato. Chi fa politica sa che, a volte, il fine giustifica i mezzi. Tra l’altro, contro il Parma, il compito in classe era più complicato del solito visto che i rossoneri avevano trascorso la vigilia a parlare solo e soltanto del Barcellona e di una sfida di Champions da vivere come la madre di tutte le partite. Il rischio di distrarsi pensando a Messi era reale. Invece la squadra di Allegri è rimasta aggrappata, con le gambe e con la testa, a un campionato che vuole vincere. Merito della cattiveria di Ibra, uno che non a caso conquista scudetti a raffica; delle urla del tecnico, che non ha smesso un attimo di pungolare i suoi giocatori per evitare cali di tensione; della freschezza di un giocatore come Emanuelson, che sta rendendo meno pesante l’assenza di Boateng. Nei prossimi dieci giorni, però, la squadra rossonera dovrà sicuramente alzare il livello del suo gioco per domare una tripletta terribile: Juve in Coppa Italia, Roma in campionato e Barcellona in Champions. Ma, comunque vada il prossimo turno di serie A, Ibra e compagni arriveranno al primo duello contro la Pulce e la quasi invincibile armata di Guardiola da primi in classifica. Un prezioso vantaggio psicologico. Questo sabato nel segno del primato in classifica regala anche due storie da scudetto. Il Milan ritrova, per qualche minuto, Gattuso. Rino ha ancora bisogno di tempo per tornare il prezioso e amato Ringhio ma, intanto, ha sconfitto una malattia infida utilizzando le armi a lui più care: la grinta e la voglia di non arrendersi mai. Firenze, invece, ritaglia un momento speciale per festeggiare il compleanno di Borgonovo. Un altro «guerriero» che sta combattendo una battaglia infinita contro la Sla. E il coraggioso Stefano non ha nessuna intenzione di arrendersi alla «Stronza». © RIPRODUZIONE RISERVATA

di ROBERTO PELUCCHI

f Qualcuno avrebbe dovuto dire ai presidenti di A che alcuni giorni in Nazionale non avrebbero costituito una distrazione per i loro giocatori. Si chiamano stage, ma non è previsto l'utilizzo di stagiste.

sca: per fortuna non si vive solo negli attici. La corsa al terzo posto-Champions regala nel posticipo serale un interessantissimo scontro diretto fra Udinese e Napoli. Entrambe sono reduci da una cocente delusione in Europa, entrambe vorrebbero riprovarci nel torneo più prestigioso: insomma, se non è esattamente uno spareggio ci assomiglia parecchio. Sia Guidolin che Mazzarri devono fare a meno di uomini importanti come Isla, Basta, Benatia (i bianconeri), Lavezzi, Maggio e forse Hamsik. Ma, attenzione, mentre all’Udinese mancano pezzi di motore, al Napoli mancano pezzi di motore più il volante. Perché la manovra offensiva ha in Maggio uno sbocco assai frequentato e in Lavezzi sia un propulsore che la guida. Senza il Pocho viene a mancare la creatività. Bisogna che Inler, attesissimo ex, si esprima ai livelli-top raggiunti di recente per poter innescare come si deve un Cavani orfano dei suoi abituali fornitori di assist. Sta meglio il Napoli, dicono gli ultimi cinque turni in cui gli azzurri hanno fatto l’en-plein mentre

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Dai retta allo zio di BEPPE BERGOMI

L’Inter ha due motivi per chiudere bene questo campionato

di VALERIO MARINI

TwitTwit

Dejan Stankovic (a sin.) e Walter Samuel delusi dopo il Marsiglia DOLCI

IL CINGUETTIO DEL GIORNO

enza la Champions, che S senso si può dare a questo finale di stagione dell’In-

WAYNE ROONEY Stella del Manchester United

Bello sentire che Fabrice Muamba è stabile. Spero che si rimetta al più presto. @WayneRooney

GEORGE HINCAPIE

NON SI VIVE DI SOLE SFIDE-SCUDETTO UDINESE E NAPOLI SI GIOCANO MOLTO accordo, il sabato ha consumato le sfide D’ scudetto. Ma questo non vuol dire che oggi il popolo dei calciofili deve andarsene a pe-

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laVignetta

loSpunto

i friulani hanno racimolato cinque punti. Sia De Laurentiis che Pozzo hanno spronato i propri giocatori a trasformare in energia positiva la rabbia per l’eliminazione europea: si confrontano i due presidenti più virtuosi, i bilanci dei due club sono un modello di gestione illuminata. La Lazio, che gode di un vantaggio non decisivo ma comunque apprezzabile, scende in campo nel pomeriggio a Catania ed è un’altra gara di grande interesse per i risvolti di classifica. La formazione di Montella con i tre punti entrerebbe di diritto nella corsa all’Europa League, che attualmente coinvolge Inter (in casa con l’Atalanta: derby lombardo tradizionalmente tosto) e Roma (in scena per ultima, domani sera, contro il Genoa: Luis Enrique farà un gran tifo per il Catania e... i pareggi delle altre). La squadra di Reja ha vinto il derby e poi ha steccato con il Bologna in casa: è davanti all’ennesima svolta pericolosa. Lecce-Palermo dà sugo alla lotta per la salvezza. La formazione di Mutti viene da tre sconfitte e Zamparini è capace di far fuori i suoi allenatori per molto meno. Cosmi sa di non poter sbagliare dopo quel «tragico» 2-2 col Genoa. A Siena c’è il Novara, ultimissima chiamata per i ragazzi di Tesser mentre Sannino sogna i punti della virtuale salvezza.

tenzioni, dovrà portare la squadra a una gestione del possesso più equilibrata. Trentuno giocatori utilizzati, tre debuttanti assoluti (con Venditti, anche Tobias Botes e Luca Morisi), solo quattro titolari inamovibili (Andrea Masi, Sergio Parisse, Alessandro Zanni e Quintin Geldenhuys): il suo Sei Nazioni parla chiaro. Prima del prossimo ci saranno altre sei partite e due periodi delicati: in giugno, con il tour nelle Americhe (match in Argentina, Stati Uniti e Canada) e in novembre, con il tradizionale trittico casalingo (contro Tonga, Nuova Zelanda e Australia). Solo allora ne sapremo di più. Intanto, lasciamolo lavorare.

I giocatori (e Ranieri) devono conquistare un posto in Europa e meritarsi la riconferma

Professionista di ciclismo: BMC

di NICOLA CECERE

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RUGBY, LE GRANDI RESTANO LONTANE MA L’ITALIA E’ SULLA STRADA GIUSTA

ilBilancio

di LUCA CALAMAI

LA GAZZETTA SPORTIVA

Dopo la Milano-Sanremo Felice! Dolci fatti in casa da mio suocero JP. Grazie JP @ghincapie

CHARLY WEGELIUS Ex ciclista, oggi d.s. della Garmin

La Sanremo è come certe ragazze che ho incontrato: le offri da bere tutta la notte, ti affascinano e poi se ne vanno a casa con un altro. @wegelius

GIGI DATOME Ala della Roma basket

Gran partita di tutti eccetto me. Dal campo non mi è sembrato fallo sull’ultima penetrazione di Perkins. @GigiDatome

ter? Se lo stanno chiedendo i tifosi e probabilmente anche molti giocatori. La situazione sembra in effetti di assoluta depressione e c’è il rischio che la squadra, senza più una meta, vada alla deriva: ognuno comincia a pensare al suo futuro nel crescente disinteresse per quello del club. Lo stesso allenatore in situazioni del genere può avvilirsi, perdendo il senso di un lavoro di rilancio che poi, con molte probabilità, toccherà ad un altro tecnico effettuare. Nel caso specifico però Ranieri ha l’esperienza e la scorza necessarie per rendersi utile. Non mi sono mai trovato coinvolto in un finale di campionato privo di senso anche se non sono mancate le stagioni deludenti nella mia lunga carriera nerazzurra. Devo dire che noi all’epoca eravamo bravi a crearci delle mete alternative man mano che diventavano irraggiungibili quelle prioritarie. Però la Coppa Uefa era una competizione più importante di questa Europa League, alla quale, comunque, se fossi l’Inter guarderei senza disprezzo. Anzi la considererei, nel caso, una manifestazione da affrontare con grande serietà. Anzitutto perché le grandi squadre hanno bisogno di più impegni dovendo tenere sempre sulla corda una rosa di almeno venticinque elementi in competizione fra loro. Ecco allora che in Europa League il tecnico può impiegare chi viene utilizzato poco in campionato. Il secondo motivo per onorare al meglio l’eventuale competizione B continen-

tale è di natura psicologica. Se il ciclo attuale è partito vincendo la Coppa Italia, il prossimo può benissimo partire vincendo l’Europa League: alla fine, quando si contano i trofei, tutto diventa importante. Credo di aver dimostrato che quindi l’Inter non è una squadra senza più obbiettivi: sta correndo per l’Europa. D’accordo, Moratti chiede la Champions ed è normale che sia così considerati pure gli sforzi economici. Beh, il terzo posto è oggi un traguardo che appare proibitivo visto che davanti ci sono Lazio, Napoli (la più pericolosa), Udinese e Roma. Ma proprio l’ultimo turno, con le sconfitte di Lazio e Udinese, e il successo dell’Inter a Verona, ha trasmesso un incoraggiamento al mondo nerazzurro: la lotta è ancora apertissima. C’è poi una seconda motivazione forte per quei giocatori che intendono rimanere ma che devono dimostrare di meritarlo. A questo punto serve che l’allenatore decida le prossime formazioni d’accordo con la società perché è interesse del club capire se giovani su cui ha investito forte come Ranocchia, Pazzini, Alvarez vanno confermati; se Poli, un altro ragazzo, va riscattato; se Obi e Faraoni vanno tenuti, se Castaignos deve fare una stagione in prestito per crescere e mostrare le sue qualità... Ranieri ha lo spessore professionale che serve per comprendere che il suo ruolo in questa fase è proprio quello di assecondare esigenze e programmi del club. E sa pure che il contratto non gli garantisce che sarà lui a fine anno a tirare le somme su chi parte e chi resta. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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LA GAZZETTA SPORTIVA

DOMENICA 18 MARZO 2012

SERIE BWIN 31a GIORNATA

d

l’Analisi

HANNO DETTO

di NICOLA BINDA twitter@nickbinda

Quella ferita sul volto del torneo

S

Come dice Jean Reno, alias capitano Bezu Fache, ne Il codice Da Vinci, parlando della piramide di vetro sopra al Louvre: «Una ferita sul volto di Parigi». Il caso Padova-Torino rovina allo stesso modo un campionato entusiasmante e sempre più aperto. Primo posto e playoff: sarà una volata agguerrita. E il caso del blackout, che continua a far discutere, incide di brutto. Ribadiamo la nostra posizione: quella partita è stata falsata dalle tante interruzioni, la gestione della giustizia sportiva è stata molto approssimativa (al di là dei pettegolezzi sul tifo del giudice sportivo), la rabbia del Padova è comprensibile perché sul campo aveva fatto il suo dovere, la vittoria del Torino legittimata dal regolamento (che il segretario-avvocato Leo Longo conosce molto bene), mentre l’ipotesi della ripetizione è soltanto figlia del buonsenso, ma non delle regole del calcio. Ma fotografiamo la vetta: Torino, Pescara, Verona e Sassuolo in corsa per la A diretta e racchiuse in 5 punti; Padova, Varese, Reggina, Brescia e Samp invece rincorrono due posti nei playoff e sono racchiuse in 6. Il tutto alla vigilia della partita di domani tra Pescara e Brescia che potrebbe rivedere le due graduatorie. In particolare la prima: il Torino dopo il crollo di lunedì ha iniziato a fare i calcoli (ma spettacoli come quello di Castellammare non fanno onore), il Verona ha infilato la decima vittoria casalinga di fila e sta bene, il Sassuolo ha centrato l’unica vittoria esterna della giornata in un torneo che esalta chi viaggia. Ultima considerazione: ci sono state alcune partite dall’andamento piuttosto strano. Ormai i sospetti sono diffusi e i fucili sono puntati: speriamo che tutto sia figlio del caso, e non di qualche porcata. Oppure il calcioscommesse non sta spaventando nessuno?

Mandorlini (allenatore del Verona) Tre punti delicati dopo la notte folle di Torino. Bene per mezz’ora poi, quando eravamo un po’ stanchi, ci ha aiutato Rafael

S Abbate (difensore del Verona) E’ stato un gol facile, provato e riprovato. Il Vicenza mi porta bene, visto che ho segnato anche in Coppa Italia

2 0

IN TRIBUNA

Che tensione per il lancio di bengala nella curva

GIUDIZIO 777 PRIMO TEMPO 2-0 MARCATORI Gomez al 19’, Abbate al 25’ p.t. VERONA (4-3-3) Rafael 7; Abbate 7, Mareco 6, Maietta 6, Scaglia 6; Jorginho 6,5, Tachtsidis 7, Hallfredsson 7 (dal 38’ s.t. Ceccarelli s.v.); Gomez 7,5 (dal 39’ s.t. Pichlmann s.v.), Ferrari 6,5, Lepiller 6,5 (dal 17’ s.t. Russo 6). PANCHINA Frattali, Esposito, Berrettoni, Bjelanovic. ALLENATORE Mandorlini 7.

VERONA

VICENZA (3-5-2) Frison 5; Tonucci 5, Martinelli 5,5, Bastrini 5; Gavazzi 5, Rigoni 5,5 (dal 40’ s.t. Pinardi s.v.), Paro 5 (dal 32’ s.t. Maiorino s.v.), Botta 5, Bianco 5,5; Abbruscato 5 (dal 21’ s.t. Paolucci 5,5), Baclet 5. PANCHINA Pinsoglio, Giani, Zanchi, Brighenti. ALLENATORE Beghetto 5. ARBITRO Ostinelli di Como 6,5. GUARDALINEE Tasso 6 - Italiani 6. AMMONITI Tachtsidis (Ve) per comportamento non regolamentare; Martinelli (Vi), Baclet (Vi), Jorginho (Ve), Mareco (Ve) e Maietta (Ve) per gioco scorretto. NOTE paganti 6.944, incasso di 141.566 euro; abbonati 10.551, quota di 97.510 euro. Tiri in porta 4-2. Tiri fuori 3-5. In fuorigioco 2-0. Angoli 4-4. Recuperi: p.t. 2’, s.t. 3’.

La prodezza di Juanito Gomez, 26 anni: per lui si tratta dell’ottavo gol stagionale LIVERANI

Verona extralusso Mandorlini vede la A Il derby dura un tempo: vanno in gol Gomez e Abbate Nessuna reazione da un Vicenza sempre più in crisi DAL NOSTRO INVIATO

S Schwoch (manager del Vicenza) La squadra è in salute, ho visto la voglia di lottare fino in fondo. Ce la possiamo giocare fino all’ultimo

FRANCESCO BRAMARDO VERONA

Dura un tempo il sacro fuoco del Verona, quanto basta per chiudere la partita, aggiudicarsi il derby contro il Vicenza e consolidare la classifica, alimentando le speranze della promozione diretta. L’undici di Mandorlini non ha giocato la partita perfetta di Torino, tornando con i piedi per terra dopo i quattro gol senza storia rifilati alla squadra di Ventura lunedì. Il Vicenza ha opposto una sterile resistenza: intimorito e passivo per 45’, sterile e tardiva la reazione nella ripresa quando il Verona ha tirato i remi in barca. In verità due palle gol le ha avute anche il Vicenza, ma il piede di Abbruscato e la prontezza di riflessi di Rafael hanno spento le speranze del migliaio di tifosi biancorossi. Intoccabili Cambia il modulo

Mandorlini, con il ritorno al 4-3-3 rispetto al più accorto 4-1-4-1 di Torino. Prova a in-

vertire la rotta Beghetto, alla seconda gara al posto di Cagni, ma con poca fortuna: alla fine arriverà la dodicesima gara senza vittoria, classifica traballante e zona playout. Per i biancorossi Tonucci torna in difesa dopo la squalifica, Pinardi non al meglio parte dalla panchina, in attacco Baclet preferito a Paolucci in coppia con Abbruscato. Come a Torino Pronti via e Vero-

na padrone del campo, avvantaggiato in questo caso da un avversario che rinuncia del tutto a fare la partita. Dura poco l’imbattibilità del portiere del Vicenza. Un paio di scontri fortuiti di gioco in avvio: per Tachtisidis, colpito duro dal compagno Maietta, si teme il peggio visto che resta alcuni secondi a terra privo di sensi, poi il ritorno in campo con un turbante. Al 19’ come a Torino è ancora Gomez ad aprire le marcature. Sbaglia la rimessa in gioco Frison, palla regalata sui piedi di Hallfredsson che

CLASSIFICA

ALBINOLEFFE-SASSUOLO

2-3

EMPOLI-BARI

1-0

RETI

PARTITE SQUADRE

PUNTI

IN CASA V N P

FUORI V N P

G

TOTALE V N

P

IN CASA F S

FUORI F S

TOTALI F S

Diff. Reti

2-2

TORINO

63

10

4

1

8

5

3

31

18

9

4

22 12 20 10 42 22 20

GUBBIO-CROTONE

3-3

PESCARA

61

12

1

2

7

3

5

30 19

4

7

34 17 29 25 63 42

VERONA

60

11

3

2

7

3

5

31

18

6

7

23

SASSUOLO

59

8

6

2

8

5

2

31

16

11

4

20 10

1-1

PADOVA

50

8

5

3

6

3

6

31

14

8

9

20 16 25 22 45 38

domani, ore 20.45

VARESE

49

5

5

5

8

5

3

31

13

10

8

13

25 16 38 27

11 11

1-1

MODENA-NOCERINA

2-0

PADOVA-VARESE PESCARA-BRESCIA

11

11

21

20 17 43 28 15 21

13

41 23 18 7

REGGINA-LIVORNO

2-1

REGGINA

46

8

4

3

4

6

6

31

12

10

9

29 21 22 19 51 40

SAMPDORIA-ASCOLI

0-0

BRESCIA

45

6

4

6

6

5

3

30 12

9

9

17

18

16

10 33 28

5

VERONA-VICENZA

2-0

SAMPDORIA

45

5

8

3

5

7

3

31

15

6

19

10

16

13 35 23

12

BARI (-4)

41

4

6

5

8

3

5

31

12

9

10

17

18 20 16 37 34

GROSSETO

41

5

6

5

5

5

5

31

10

11

10 18 22 15

JUVE STABIA (-4)

39

8

5

3

3

5

7

31

11

10

10 27 20 14 20 41 40

1

CITTADELLA

38

6

3

6

4

5

7

31

10

8

13 22 23 14 20 36 43

-7

MODENA

36

6

5

4

2

7

7

31

8

12

11

21

21

19 20 18 36 37

PROSSIMO TURNO Venerdì 23 marzo, ore 20.45 SASSUOLO-EMPOLI

(1-1)

Sabato 24 marzo, ore 15

10

19 33 41

3 -8

13 24 34 45 -11

ASCOLI-PESCARA

(1-4)

LIVORNO

34

4

4

7

4

6

6

31

8

10

13

16

BARI-JUVE STABIA

(0-1)

CROTONE (-1)

31

3

7

5

3

7

6

31

6

14

11

18 20 17 23 35 43 -8

-1

BRESCIA-GROSSETO

(0-2)

EMPOLI

31

5

5

6

3

2

10

31

8

7

16

21 26 14

CITTADELLA-SAMPDORIA

(0-0)

VICENZA

29

4

5

6

2

6

8

31

6

11

14

13

17

18 28 31 45 -14

CROTONE-ALBINOLEFFE

(3-1)

GUBBIO

27

6

5

5

0

4

11

31

6

9

16 20 17

10 29 30 46 -16

LIVORNO-MODENA

(0-1)

ASCOLI (-7)

26

3

4

8

5

5

6

31

8

9

14

11

18 22 29 39 -10

NOCERINA-VERONA TORINO-GUBBIO VARESE-REGGINA

(1-1) (0-1) (2-3)

ALBINOLEFFE

25

3

6

6

2

4

10

31

5

10

16

16 25

NOCERINA

22

2

5

9

2

5

8

31

4

10

17

21 30 17 26 38 56 -18

Lunedì 26 marzo, ore 20.45 VICENZA-PADOVA

(1-2)

h

MIGLIORE

7,5

GOMEZ (Verona) Da cecchino il gol che apre la partita, decisivo nell’azione del bis

da metà campo pesca Lepiller al limite dell’area, apertura di testa per Gomez che defilato sulla sinistra infila il pallone sotto l’incrocio con una bella acrobazia. Al 23’ il Vicenza potrebbe pareggiare ma Abbruscato, servito al limite dell’area piccola da Baclet, centra Rafael in uscita: palla gol clamorosamente fallita. Sul ribaltamento di fronte il Verona, cinico, non sbaglia. Gomez in contropiede si conquista con un tiro respinto l’angolo. Ci pensa Lepiller dalla bandierina, Gomez spizzica di testa la palla che attraversa tutta l’area piccola prima di incocciare il piede di Abbate che insacca. Timida la reazione del Vicenza. Al 44’ da uno spiovente in area Rigoni devia di testa ma schiaccia debolmente. Nella ripresa il Verona passeggia e il Vicenza si affaccia nella metà campo avversaria ma con poca convinzione. Al 12’ Abbruscato sciupa la seconda occasione e la gara non regala altri brividi.

Prova tv? Brutto anche l’episodio sul campo, da prova tv. A fine partita, mentre Pinardi e Tachtsidis stavano discutendo in mezzo al campo, il difensore ospite Martinelli ha strappato il turbante dalla testa del centrocampista, ferito in precedenza in uno scontro di gioco.

17

17

21 35 47 -12

27 33 52 -19

Tre promozioni in serie A. Eventuali playoff tra terza, quarta, quinta e sesta se il distacco tra terza e quarta è meno di 10 punti. Quattro retrocessioni in Prima divisione. Eventuale spareggio tra quartultima e quintultima se ci sono meno di 5 punti di differenza U PROMOSSE U PLAYOFF U PLAYOUT U RETROCESSE

DOMANI ORE 20.45

Pescara-Brescia Zeman è l’ex: se vince è primo Il Pescara domani sera nel posticipo contro il Brescia (20.45, andata 3-0) cerca la vittoria per superare il Torino e tornare in testa. PESCARA Quasi 16 mila biglietti venduti, previsto un altro esaurito. Fuori Brosco e Caprari. Anania, uscito anzitempo a Cittadella per una forte contrattura, è pronto. L’ex Zeman deve scegliere Nielsen o Kone in mediana a destra, con Verratti play e Cascione mezzala sinistra. Confermato il tridente d’attacco. BRESCIA Anche il Brescia ha un atteso ex per questa partita: il d.s. Iaconi. Il tecnico Calori deve fare a meno di tre giocatori acciaccati (Mandorlini, Budel e Accardi), ma può contare sulla disponibilità di Jonathas e Piovaccari: probabile la conferma della coppia d'attacco, con Vass e Dallamano che sono favoriti su Martina Rini e Daprelà. ARBITRO Massa di Imperia.

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MARCATORI

GROSSETO-CITTADELLA JUVE STABIA-TORINO

E’ caduto nel vuoto l’appello del presidente Martinelli, che in settimana aveva richiamato la tifoseria del Verona a un comportamento più civile, a coprire eventuali cori razzisti con applausi. Nel derby contro il Vicenza di cori proibiti non ce ne sono stati, ma si è rischiato di peggio. Pochi secondi dopo il gol del 2-0, dalla tribuna occupata dai sostenitori del Verona sono partiti due razzi verso la curva del migliaio di tifosi biancorossi. Per puro miracolo i bengala si sono persi nel vuoto. Ne è nata una scaramuccia ma il tentativo di contatto tra le fazioni è stato sedato da steward e forze dell’ordine.

f.bra.

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RISULTATI

VERONA VICENZA

21 RETI Immobile (4, Pescara). 18 RETI Sansone (7, Sassuolo). 16 RETI Sau (2, Juve Stabia). 14 RETI Tavano (1, Empoli). 13 RETI Jonathas (3, Brescia); Sansovini (Pescara); Abbruscato (4, Vicenza). 12 RETI Cocco (6, AlbinoLeffe); Sforzini (1, Grosseto). 11 RETI Caetano (1, Crotone); Paulinho (1, Livorno); Insigne (Pescara); Pozzi (2, Sampdoria). 10 RETI Dionisi (4, Livorno); Castaldo (5, Nocerina). 9 RETI Papa Waigo (2, Ascoli). 8 RETI Alfageme (Grosseto); Ciofani (1, Gubbio); Ceravolo (4, Reggina); Gomez (Verona). 7 RETI Caputo (Bari); El Kaddouri (Brescia); Maah (Cittadella); Florenzi (Crotone); Caridi (3, Grosseto); Di Gennaro (2, Modena); Cacia (Padova); Campagnacci e Ragusa (Reggina); Missiroli (Sassuolo; 7 con 1 rigore nella Reggina); Antenucci e Sgrigna (Torino). 6 RETI Di Roberto (3, Cittadella); Greco (3, Modena); Cutolo e Ruopolo (Padova); Bertani (1, Sampdoria); Boakye (Sassuolo); Bianchi (1, Torino); De Luca (Varese); Hallfredsson (Verona).

top&flop IL TOP

Troianiello a caccia del bis Arrivato al Sassuolo a gennaio all’ombra del più celebrato Missiroli, il buon Troianiello ha fatto il primo gol e firmato l’unica vittoria esterna della giornata. Lui in A ci è già andato con il Siena: Pea gli può chiedere il bis.

IL FLOP

Pozzi stecca: ciao Samp? Quando dicevamo che la Samp per arrivare ai playoff deve fare un’impresa, non era tanto per dire. Se non batti la penultima in 10, è durissima farcela. E se anche uno come Pozzi non riesce a fare certi gol...


DOMENICA 18 MARZO 2012

LA GAZZETTA SPORTIVA

25

SERIE BWIN 31a GIORNATA

Toro, un pareggio da dimenticare d HANNO DETTO

Gol di Sau per la Juve Stabia, pareggia subito Sgrigna: poi nessuno cerca rischi JUVE STABIA TORINO

1 1

GIUDIZIO 7 PRIMO TEMPO 1-1 MARCATORI Sau (JS) al 34’, Sgrigna (T) al 40’ p.t. JUVE STABIA (4-2-4) Colombi 5,5; Baldanzeddu 6,5, Maury 5, Molinari 5, Di Cuonzo 5,5; Mezavilla 6, Di Tacchio 6; Erpen 7 (dal 41’ s.t. Caserta s.v.), Danilevicius 5,5 (dal 25’ s.t. Falcinelli 6), Sau 7, Zito 6. PANCHINA Seculin, Cappelletti, Danucci, Tarantino, Beretta. ALLENATORE Braglia 5,5. TORINO (4-2-4) Benussi 5,5; Darmian 6, Glik 5,5, Pratali 5,5 (dal 36’ s.t. D’Ambrosio s.v.), Ogbonna 6; Basha 5, Vives 6; Surraco 6, Sgrigna 7, Meggiorini 6 (dal 43’ s.t. Bianchi s.v.), Stevanovic 5 (dal 14’ s.t. Antenucci 5,5). PANCHINA Gomis, Parisi, De Feudis, Guberti. ALLENATORE Ventura 5,5. ARBITRO Tommasi di Bassano 6. GUARDALINEE Ciancaleoni 6 - Cucchiarini 6. AMMONITI Di Tacchio (J) per gioco scorretto; Surraco (T) per proteste. NOTE paganti 4.975, incasso di 99.077 euro (pagavano anche gli abbonati). Tiri in porta 4 (con un palo)-4 (con un palo). Tiri fuori 5-2. In fuorigioco 1-1. Angoli 3-3. Recuperi: p.t. 0, s.t. 3’.

DAL NOSTRO INVIATO

h 7 il migliore

GAETANO IMPARATO CASTELLAMMARE DI STABIA (Napoli)

SAU (Juve Stabia) Il gol, un palo, ed il premio Romeo Menti: il meno grigio d’una gara incolore

Juve Stabia e Torino hanno pareggiato ma a perdere, e di brutto, è stato lo spettacolo. Escono sconfitti i 4.975 paganti visto come sono dovuti passare tutti per il botteghino (abbonati compresi), l’imponeva la giornata gialloblù. Avrebbero diritto al rimborso di mezzo biglietto, visto che a mezza partita - al netto - hanno assistito: il primo tempo, per lunghi tratti, è stato vergognoso.

da subito e senza scoprirsi -, inizia un lungo, estenuante, asfissiante, sterile passarsi il pallone tra il quartetto difensivo. Io la do a te, tu la ridai a me davanti l’area di Benussi: un torello senza avversari che fa imbestialire l’intero stadio. Fino al 20’ è uno spettacolo quasi pietoso, che va in replica a tratti in una ripresa leggermente più viva, più mossa.

Che pianto Non fatevi trarre in

inganno. Nei primi 45’ è successo tutto, verissimo: Erpen recupera palla, crossa in area e Sau al volo spedisce in rete; pareggia di testa Sgrigna (tutto solo nell’area di chi marca in 11 dietro la linea del pallone) su cross di Darmian. Il resto, però, è un pianto greco perché il Torino, per stanare la Juve Stabia tutta nella propria metà campo

IL RIBALTONE LIVORNO AVANTI E POI BATTUTO

Riccardo Meggiorini, 26 anni (a sinistra), festeggia Alessandro Sgrigna, 31, autore del pareggio IANUALE

Il tema Non c’è chiave tattica, non c’è svolta per Juve Stabia-Torino perché era già decisa... da prima. Da lunedì sera. Quello che arriva al Romeo Menti (ex Stabia, perito a Superga) è un Toro che ha battito alto, paura di sbagliare e le impronte delle 4 sberle veronesi

IN ASCESA DALLA BONA-SIGNORI, CHE RETI

impresse sul viso. I granata si gelano dopo solo 36 secondi, quando cioè lo Stabia sfiora già il gol (Erpen serve in verticale Sau che davanti Benussi si fa respingere il tiro e Danilevicius liscia a porta vuota) e allora frena. Il palo di Sau (testa) al 20’ acuisce il tutto. E fortuna vuole che la bambola della difesa gialloblù riporti in pari la sfida prima del riposo, perché i campani erano pronti a tutto.

S Braglia (allenatore Juve Stabia) Sono soddisfatto, abbiamo fatto un buon primo tempo

Che noia Un palo lo colpisce anche Glik (tiro-cross di Ogbonna, ci mette il piede e devia), e nella ripresa graffia soprattutto il Toro, che Ventura aveva cambiato un po’: Ogbonna sul lato, Bianchi in panchina, ma ancora col 4-2-4. Braglia copia in carta carbone: anche lui cambia dopo Ascoli (Mbakogu e Raimondi fuori, Erpen in campo senza essere tra i convocati). Solo buoni propositi, la gara non decolla. Ventura e Braglia sbandierano gli alibi, ognuno fa il suo gioco, ma che noia.

S Ventura (allenatore del Torino) Per giocare si deve essere in due, mi spiace se non c’è stato spettacolo, ma venivamo dall’1-4 col Verona

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BRUTTA PARTITA ARBITRAGGIO NEGATIVO

A. Viola-Montiel: Il Modena corre Empoli, grazie due prodezze se c’è Bergodi a Maccarone per la Reggina Nocerina a picco Bari che errore REGGINA LIVORNO

2 1

GIUDIZIO 777 PRIMO TEMPO 1-1 MARCATORI Paulinho (L) al 22’, A. Viola (R) al 34’ p.t.; Montiel (R) al 31’ s.t.

h 7 il migliore A. VIOLA (Reggina) Al primo gol, da solo ha tenuto in apprensione la difesa del Livorno

ARBITRO Palazzino di Ciampino 6. GUARDALINEE Segna 5,5 - Del Giovane 6. AMMONITI Freddi (R), Barillà (R), Salviato (L) e Dionisi (L) per gioco scorretto. NOTE paganti 296, incasso di 4.240 euro; abbonati 3.407, quota di 22.465 euro. Tiri in porta 4-3. Tiri fuori 7-7. In fuorigioco 4-1. Angoli 10-3. Recuperi: p.t. 0, s.t. 4’.

LORENZO VITTO REGGIO CALABRIA

Il dolce gusto del successo, quello che mancava al Granillo dall’11 febbraio scorso con l’Empoli. La vittoria del cuore, della rabbia, della volontà, quella conquistata dalla Reggina. Gregucci disegna inizialmente il classico 3-5-2 con l’attaccante Ragusa esterno destro con compiti di copertura. Con l’uscita di Freddi, per noie muscolari, i padroni di casa passano al 4-4-2 e con l’ingresso in campo del paraguaiano Montiel finiscono l’incontro con un inusuale 4-2-3-1. Per la Reggina la vittoria è stata il giusto premio di una gara che è passata dall’inferno al paradiso in 54 minuti. E il Livorno? Credeva di aver impacchettato la partita

2 0

GIUDIZIO 77 PRIMO TEMPO 0-0 MARCATORI Dalla Bona al 10', Signori al 45' s.t. MODENA (4-3-1-2) Caglioni 6; Nardini 6,5, Perna 6,5, Carini 6,5, Milani 6; Ciaramitaro 6 (dal 18' s.t. Jefferson 6,5), Dalla Bona 7, Signori 6,5; Di Gennaro 6,5; Ardemagni 6, Cellini 6 (dal 43’ s.t. Stanco s.v.). PANCHINA Guardalben, Diagouraga, Ricchi, Bassoli, Greco. ALLENATORE Bergodi 7.

REGGINA (3-5-2) Zandrini 6; Freddi 5 (dal 30’ p.t. D’Alessandro 6), Emerson 6, Angella 6,5; Ragusa 6 (dal 43’ s.t. De Rose s.v.), Rizzo 6,5, Armellino 6, Barillà 6, Rizzato 6; A. Viola 7, Ceravolo 5,5 (dal 14’ s.t. Montiel 6,5). PANCHINA Belardi, Di Lorenzo, Melara, Colombo. ALLENATORE Gregucci 6,5. LIVORNO (4-3-1-2) Bardi 5,5; Salviato 6 (dal 33’ s.t. Meola 5), Knezevic 5,5, Sini 6, Lambrughi 5,5; Filkor 5,5 (dal 33’ s.t. Morosini 6), Luci 6, Belingheri (dal 38’ s.t. Schiattarella s.v.); Siligardi 6; Dionisi 6, Paulinho 6,5. PANCHINA Mazzoni, Bernardini, Barone, Bernacci. ALLENATORE Madonna 5,5.

MODENA NOCERINA

dopo essere passato in vantaggio, ma paga anche per l’imprecisione sotto porta. Gli ospiti passano al primo tentativo (minuto 22): Salviato crossa dalla destra e Paulinho anticipa Freddi e di testa batte Zandrini. Al 34’ il pareggio, con Alessio Viola in versione Del Piero: assist di Rizzo e girata al volo di sinistro spalle alla porta con Bardi che resta impietrito. Sull’1-1 la Reggina reclama un rigore per un atterramento in area di Ragusa da parte di Belingheri. Prima dell’intervallo bolide di Siligardi, ma è bravo Zandrini a respingere in angolo. Magia Montiel Nel secondo tem-

po grande occasione per gli ospiti per riportarsi in vantaggio, ma Luci sciupa da buona posizione mandando incredibilmente a lato. Capovolgimento di fronte e la Reggina passa in vantaggio: D’Alessandro viene atterrato da Lambrughi prima di involarsi in area; sul pallone a calciare la punizione ci va Montiel che con un bolide da circa 30 metri trafigge l’incolpevole Bardi. Per il paraguaiano alla sua 3a gara stagionale (71’ giocati), anche la gioia di regalarsi il gol per i suoi 24 anni che compirà domani. Adesso il Varese dista solo 3 lunghezze e sabato c’è lo scontro diretto. © RIPRODUZIONE RISERVATA

NOCERINA (4-2-3-1) Concetti 5,5; Laverone 6, Figliomeni 6, Di Maio 5,5, De Franco 6; Bruno 5,5, Mingazzini 6 (dal 23' s.t. Parola 5,5); Catania 6 (dal 23' s.t. Pagano 5,5), Merino 6,5, Farias 5 (dal 20' s.t. Negro 6); Castaldo 5,5. PANCHINA Russo, Pomante, Bolzan, Alcibiade. ALLENATORE Auteri 5,5. ARBITRO Gallione di Alessandria 6. GUARDALINEE Ranghetti 6 - Paganessi 6. AMMONITI Mingazzini (N), Di Maio (N), Figliomeni (N), Perna (M), Parola (N) e Stanco (M) per gioco scorretto. NOTE paganti 1.982, incasso di 14.952 euro; abbonati 3.141, quota di 29.138 euro. Tiri in porta 4-4 (con 2 pali). Tiri fuori 3-5. In fuorigioco 4-0. Angoli 2-7. Recuperi: p.t. 0, s.t. 4’.

PAOLO REGGIANINI MODENA

Liberatosi in poco tempo dalle catene di una abulia che non poteva avere una sola causa, il Modena di oggi è tutto un’altra cosa. Anche rispetto all’inizio di stagione. Il ritorno di Bergodi è stato una vera panacea, 10 punti in 4 partite, con la strada della salvezza che sembra sufficientemente spianata. A farne le spese di questa improvvisa trasformazione la Nocerina, protagonista di una discreta prima parte di gara, piegata solo dalle prodezze balistiche di Dalla Bona e, nel finale, dall’eurogol di Signori. Due elementi che fino ad ora erano rimasti nell’ombra, rinati grazie alle cure di Bergodi che già avevano risol-

levato Di Gennaro e Ardemagni. Nocerina poco incisiva Affidata

alla giocate di Merino, molto vivace soprattutto in apertura, la cenerentola della B, pur mostrando una certa disinvoltura nella manovra, raramente ha saputo dare profondità al proprio gioco. Il Modena, dal canto suo, in fase offensiva, non ha saputo fare meglio, almeno all’inizio, con tentativi poco velleitari di Nardini e Ardemagni. Con le due retroguardie attente e bloccate, solo un colpo a sorpresa avrebbe potuto scuotere la partita. E che colpo: una fiondata da venticinque metri di Dalla Bona sulla quale Concetti, forse coperto, non ha saputo, colpevolmente, porre resistenza. La voglia di reagire ha garantito qualche nuova energie alla Nocerina. Sfortunati Merino al 15’ (palla sulla parte alta della traversa) su punizione e De Franco (palo in mischia) al 24’. In mezzo (22') un gol annullato ad Ardemagni per un fuori gioco non del tutto chiaro. Tuttavia a rendere legittima l’affermazione del Modena ci ha pensato al 90’ Signori con una azione personale conclusa con un destro a giro imparabile. © RIPRODUZIONE RISERVATA

h 7 il migliore DALLA BONA (Modena) Sblocca il risultato con un gran gol, costante punto di riferimento in mezzo

EMPOLI BARI

1 0

GIUDIZIO 7 PRIMO TEMPO 1-0 MARCATORE Maccarone al 29’ p.t. EMPOLI (4-3-1-2) Dossena 6,5; Buscè 6,5, Ficagna 5, Stovini 7, Regini 5,5; Ze Eduardo 6,5, Guitto 6 (dal 22’ s.t. Moro 6,5), Coppola 5,5; Brugman 6 (dal 17’ s.t. Saponara 6); Maccarone 6,5, Tavano 6 (dal 32’ s.t. Dumitru 6). PANCHINA Pelagotti, Gorzegno, Chara, Signorelli. ALLENATORE Aglietti 6,5. BARI (4-3-3) Lamanna 6,5; Crescenzi 6,5, Ceppitelli 6, Dos Santos 5, Garofalo 5; De Falco 5,5 (dal 25’ s.t. Rana 5,5), Romizi 6, Bogliacino 4,5; Defendi 5, Kutuzov 5 (dal 31’ s.t. Bellomo 5,5), Forestieri 6,5 (dal 45’ p.t. Galano 5). PANCHINA Koprivec, Borghese, Polenta, Scavone. ALLENATORE Torrente 6. ARBITRO Mariani di Aprilia 4. GUARDALINEE Conca 6 - Citro 6. ESPULSI Garofalo (B) al 48’ s.t. per gioco scorretto. AMMONITI Ficagna (E), Guitto (E), Ceppitelli (B), Romizi (B), Kutuzov (B) e Bellomo (B) per gioco scorretto. NOTE paganti 939, incasso di 3.081 euro; abbonati 1.474, quota di 7.085,53 euro. Tiri in porta 6 (con 2 pali)-3. Tiri fuori 4-5. In fuorigioco 4-2. Angoli 4-1. Recuperi: p.t. 2’, s.t. 3’.

DAL NOSTRO INVIATO

ALESSIO DA RONCH EMPOLI (Firenze)

L’Empoli respira, scavalcando i resti di un Bari spuntato da squalifiche e infortuni. I toscani vincono, ritrovano fiducia e pure quel pizzico di fortuna indispensabile quando si lotta in zona retrocessione. Decisivo, infatti, è un guizzo di Maccarone, ma determinanti sono pure due errori piuttosto gravi dell’arbitro Mariani, che grazia due volte Ficagna, prima ammonendolo soltanto per un fallo particolarmente violento su Forestieri, poi dimenticando di riservargli il secondo giallo in occasione del fallo di mano che ha portato al rigore per il Bari, tra l’altro fallito da Bogliacino, che ha calciato a lato.

h7

il migliore STOVINI (Empoli) Risolve molte situazioni pericolose, in particolare nei primi 30’ di gara

Errore decisivo Il Bari è affonda-

to quando cercava disperatamente di aggrapparsi alle ultime speranze di rimonta. La chance sprecata dal dischetto però è l’unica in una partita difficilissima. Un ispirato Forestieri, in avvio, aveva regalato qualche speranza ad una squadra che, con personalità, provava a guidare il gioco. Il gol di Maccarone, guizzo sulla destra, dribbling su Dos Santos, tiro ad effetto che, grazie alla finta di Brugman, diviene letale, ha fatto vacillare i pugliesi, l’errore di Bogliacino è stata la botta definitiva. Il Bari, senza le idee di Stoian e Caputo dall’inizio, e senza Forestieri da metà gara non crea quasi nulla. Pure il rigore è frutto di un goffo intervento di braccio di Ficagna. L’Empoli invece merita il successo, colpisce due pali: Tavano su iniziativa personale a fine primo tempo e Dumitru, lanciato da Moro nel finale di partita, e si vede ribattere da Lamanna una doppia occasione di Buscè e Regini. Poi deve a sua volta recriminare per una dubbia decisione di Mariani che ignora un fallo da rosso di Lamanna (l’espulsione però tocca a Garofalo per fallo su Maccarone lanciato a rete). Il rilancio è a firma della vecchia guardia: Stovini, Buscè e Maccarone su tutti. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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LA GAZZETTA SPORTIVA

DOMENICA 18 MARZO 2012

SERIE BWIN 31a GIORNATA

Incredibile Sassuolo Va a fondo, poi vince L’AlbinoLeffe si porta sul 2-0, ma perde 3-2 al 94’ Sbagliati un rigore per parte: Salvioni verso l’esonero ALBINOLEFFE SASSUOLO

2 3

sioso riuscirebbe a raccontare. Assurda nella trama, ma neppure troppo nel finale.

GIUDIZIO 777

Pessimo inizio Il Sassuolo sciat-

PRIMO TEMPO 2-0

to e inguardabile che regala tutto il primo tempo all’AlbinoLeffe va severamente bastonato nel giudizio. I due gol incassati non sono il frutto di sfortuna (tiro di Previtali dal limite, deviato da Bianco) o errori individuali (colpo di testa di Laner, con Marzoratti spettatore), ma inchiodano tutta la squadra. Molle, lenta, distratta e incapace di esprimere il proprio valore. Oltre a un tiro di Missiroli alto e a una punizione di Boakye di poco fuori, il Sassuolo non produce. E l’uscita di Sansone per infortunio dopo 19 minuti (so-

MARCATORI Previtali (A) al 20’, Laner (A) al 30’ p.t.; Bruno (S) al 25’, Longhi (S) al 35’, Troianiello (S) al 49’ s.t. ALBINOLEFFE (4-4-2) Offredi 7; Salvi 5, Bergamelli 5, Piccinni 5, Cristiano 5,5 (dal 43’ s.t. Hetemaj s.v.); Girasole 6, Previtali 6,5, Laner 6,5, Foglio 6 (dal 27’ s.t. Regonesi 5,5); Cisse 6, Cocco 5 (dal 29’ s.t. Germinale 5). PANCHINA Tomasig, D’Aiello, Pacilli, Torri. ALLENATORE Di Stefano 5,5 (squalificato Salvioni). SASSUOLO (3-4-3) Pomini 7; Consolini 5,5, Bianco 5,5, Marzoratti 5; Gazzola 6, Bianchi 6 (dal 23’ s.t. Cofie 6), Valeri 6, Longhi 6; Sansone s.v. (dal 19’ p.t. Troianiello 8), Boakye 6,5, Missiroli 5 (dal 9’ s.t. Bruno 7). PANCHINA Bassi, Donazzan, Terranova, Marchi. ALLENATORE Pea 6,5.

AMMONITI Previtali (A), Cisse (A) e Cocco (A) per gioco scorretto. NOTE paganti 554, incasso di 1.480 euro; abbonati 1.402, quota di 3.873,70 euro. Tiri in porta 4-7. Tiri fuori 6-3. In fuorigioco 0-3. Angoli 5-7. Recuperi: p.t. 1’, s.t. 4’.

DAL NOSTRO INVIATO

ROBERTO PELUCCHI BERGAMO

Primo fermo immagine, al 22’ della ripresa: il Sassuolo è già sotto di due reti, e con un rigore sbagliato sul groppone, quando Longhi rifila una pedatina, carogna e inutile, a Cisse in area. Cocco va sul dischetto e calcia centralmente, permettendo a Pomini di respingere coi piedi. Secondo fermo immagine, a 17 secondi dal 49’: il Sassuolo si è già tirato fuori dalla fossa (2-2) quando Troianiello indovina un destro che, deviato da Piccinni, si spegne in rete. Finisce così una partita che nemmeno il romanziere più fanta-

20

gli errori dal dischetto su 106 tiri: la percentuale di realizzazione è dell'81,1%

1

L’esultanza di Alessandro Longhi, 22 anni, difensore del Sassuolo, dopo aver segnato il 2-2: è il suo primo gol in questo campionato

sta di Longhi (solissimo) il pallone del 2-2 e, sui titoli di coda, a pescare il jolly da tre punti. AlbinoLeffe choc Il suicidio ber-

gamasco è specchio della stagione. L’AlbinoLeffe è una squadra vicina all’evaporazione. Non vince dal 26 novembre (3-1 a Brescia), in casa addirittura dall’1 novembre. Con Salvioni, ieri in tribuna per squalifica, ha fatto due punti in sette partite. Il tecnico pare avere le ore contate, sicuramente ha i nervi poco saldi. Al cronista Simone Pesce dell’Eco di Bergamo, che in sala stampa gli ha chiesto se pensava di dimettersi, ha risposto insultandolo pesantemente. Un signore.

LAPRESSE

3 3

GIUDIZIO 777 PRIMO TEMPO 1-0 MARCATORI Ciofani (G) al 37’ p.t.; Sansone (C) al 21’, Boisfer (G) al 24’, Caetano (C) al 29’, Cottafava (G) al 44’, Caetano (C) su rigore al 47’ s.t. GUBBIO (4-3-3) Donnarumma 5,5; Caracciolo 5,5, Cottafava 6,5, Benedetti 5,5, Rui 6; Sandreani 6 (dal 13' s.t. Lunardini 5), Boisfer 6, Raggio Garibaldi 6 (dal 24' s.t. Mastronunzio 5); Ragatzu 6,5, Ciofani 6 (dal 19' s.t. Briganti 5,5), Graffiedi 5,5. PANCHINA Farabbi, Guzman, Gerbo, Farina. ALLENATORE Simoni 6. CROTONE (4-4-2) Bindi 6; Correia 5,5, Vinetot 6,5, Abruzzese 5, Mazzotta 5 (dal 1’ s.t. Florenzi 7); Eramo 6, Loviso 6 (dal 10' s.t. Pettinari 6,5), Galardo 6, De Giorgio 6,5 (dal 46’ s.t. Ciano s.v.); Caetano 7, Sansone 7. PANCHINA Belec, Colomba, Djuric, Tedeschi. ALLENATORE Drago-Galluzzo 6. ARBITRO Giacomelli di Trieste 5,5. GUARDALINEE Manna 5,5 - Gava 5,5. AMMONITI Sandreani (G), Rui (G), Benedetti (G) e Donnarumma (G) per gioco scorretto. NOTE paganti 3.265, incasso di 25.183,53 euro; abbonati 2.475, quota di 18.536,53 euro. Tiri in porta 4-2 (con una traversa). Tiri fuori 3-2. In fuorigioco 3-2. Angoli 9-6. Recuperi: p.t. 1’, s.t. 2’.

EURO GRILLI GUBBIO (Pg)

Dalle parti di Crotone i pitagorici hanno dimestichezza con i teoremi e quello della salvezza sembra tornare bene, per il momento, alla squadra di Drago e Galluzzo, grazie al 3-3 conquistato in pieno recupero con il Gubbio. La squadra di Simoni, invece, esce dal campo tra i fischi. Sempre avanti Simoni conferma il 4-3-3 dando fiducia in attacco a Ciofani. Il centravanti lo ripaga al 35’, capitalizzando una bella imbucata di Caracciolo dal limite con un preciso rasoterra. Sembra un sabato di festa, anche perché il Crotone per larga parte del primo tempo fa segnare il non pervenuto. A inizio ripresa però Drago e Galuzzo sostituiscono l’impalpabile Mazzotta con Florenzi che ha una micidiale rapidità nel pensare, quindi dispongono la squadra sul 4-2-4. Simo-

vittoria in trasferta, quella del Sassuolo: in attesa della gara di domani è il minimo stagionale, come alle giornate 5 e 11

401

le reti in trasferta: la numero 400 è stata di Caetano del Crotone

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BOTTA E RISPOSTA SIMONI TRE VOLTE AVANTI: CAETANO (2 GOL) RIMEDIA

GUBBIO NOCERINA

i rigori assegnati: il massimo del torneo sono gli 8 della 7ª giornata e i 7 della 3ª e della 6ª giornata

i rigori sbagliati: è la seconda volta che in una giornata ci sono tanti errori (era successo alla 9ª)

TROIANIELLO (Sassuolo) Un gol, due assist e il rigore procurato: gli facciano un monumento

Il Gubbio batte 3 Ma il Crotone c’è

Un pari al veleno 6 Rabbia Samp contro l’arbitro

I NUMERI DELLA B

3

h 8 il migliore

spetto stiramento al retto femorale della coscia destra, rischia un mese di stop) non è alibi sufficiente; anche con lui in campo la musica non era stata diversa. In avvio di ripresa la squadra di Pea ha l’occasione per riaprire la partita, ma Offredi è bravissimo a deviare il rigore di Missiroli (Troianiello colpito da Cisse) e poco dopo Boakye sbaglia banalmente da centro area la rete del 2-1. Quando Cocco dal dischetto si mangia il 3-0, cambia tutto. L’AlbinoLeffe è un cerino che si consuma con il passare dei minuti, Troianiello e Bruno - tirati fuori dal cilindro a partita in corso - suonano la carica e confezionano il 2-1 che dà speranza. E’ ancora Troianiello a mettere sulla te-

L’UNICO 0-0 SI SALVA L’ASCOLI IN DIECI

SAMPDORIA ASCOLI

0 0

GIUDIZIO 777

ARBITRO Velotto di Grosseto 6,5. GUARDALINEE Posado 6 - Bolano 6.

4

ni toglie Ciofani e inserisce il quinto difensore, Briganti, per non consentire agli attaccanti calabresi di andare all’uno contro uno. Ma la squadra perde equilibri e il Crotone pareggia con Sansone al 21’. Passano tre minuti e Boisfer riporta in vantaggio i padroni di casa con una deviazione sotto porta. Ma al 29’ Caetano firma il 2-2 con un bolide sotto la traversa. Finale con scintille Il Gubbio

sembra in riserva, il Crotone è più agile. Al 44’ però Cottafava trova il colpo di testa vincente: 3-2. A venti secondi dalla fine il patatrac: Donnarumma esce e travolge Vinetot, la palla sbatte sulla traversa e torna in campo: per Giacomelli è rigore. Caetano dal dischetto non sbaglia: 3-3. Esplode la contestazione verso l’arbitro, i tecnici e i giocatori del Gubbio. Da segnalare anche l’azione di due tifosi che scavalcano la recinzione ma vengono fermati. © RIPRODUZIONE RISERVATA

h 7 il migliore CAETANO (Crotone) Firma una doppietta che vale un punto salvezza preziosissimo

SAMPDORIA (4-3-1-2) Romero 6,5; Rispoli 6 (dal 24’ s.t. Semioli 5,5), Volta 6, Rossini 6, Costa 6,5; Munari 5,5, Krsticic 6 (dal 29’ s.t. Laczko 5,5), Renan 6; Foggia 5,5 (dal 14’ s.t. Pellè 5,5); Pozzi 5,5, Eder 6,5. PANCHINA Da Costa, Mustafi, Soriano, Bertani. ALLENATORE Carillo 5,5 (squalificato Iachini). ASCOLI (3-5-2) Guarna 7; Ciofani 5, Peccarisi 6, Faisca 6; Scalise 6, Parfait 6,5, Di Donato 6,5, Ilari 6 (dal 14’ s.t. Andjelkovic 6), Tomi 5,5; Falconieri 6 (dal 18’ s.t. Sbaffo 6), Papa Waigo 6,5 (dal 40’ s.t. Pasqualini s.v.). PANCHINA Maurantonio, Giovannini, Gerardi, Soncin. ALLENATORE Silva 6. ARBITRO Nasca di Bari 4,5. GUARDALINEE Carretta 5 - Francesco 6. ESPULSI Ciofani (A) al 9’ s.t. per doppia ammonizione (entrambe per gioco scorretto). AMMONITI Ilari (A) e Volta (S) per gioco scorretto; Di Donato (A) e Peccarisi (S) per proteste. NOTE paganti 2.572, incasso di 28.100 euro; abbonati 17.004, quota di 101.597,08 euro. Tiri in porta 5 (con un palo)-1. Tiri fuori 10-4. In fuorigioco 1-2. Angoli 5-4. Recuperi: p.t. 0, s.t. 7’.

FILIPPO GRIMALDI GENOVA

Un pari al veleno. In campo dopo tante, troppe tensioni, finisce quasi a mani addosso fra Volta e Sbaffo, mentre a gara conclusa i vertici societari sampdoriani sono a dir poco furenti per la gestione della gara da parte dell’arbitro. Se Silva si porta a casa un punto strappato con i denti (dopo aver giocato 43 minuti della ripresa, recupero compreso, in inferiorità numerica per l’espulsione di Ciofani), i blucerchiati recriminano infatti per il netto rigore negato al 14’ della ripresa (vistosa trattenuta in area di Tomi su Eder), tre minuti prima del palo colpito da Costa. La serie positiva della Samp conti-

nua (363 minuti di imbattibilità per Romero), ma quello di ieri in chiave playoff è stato un jolly sprecato. La chiave Per la prima mez-

z’ora di gara è stato un monologo sampdoriano, con due difetti: troppa frenesia e scarsa precisione dalle parti di Guarna, che nelle uniche due occasioni dei padroni di casa ha respinto su Pozzi e Renan. Meglio nella ripresa i padroni di casa, anche se le scelte sui cambi non hanno convinto. L’Ascoli, aiutato alla fine anche dalla buona sorte, con il suo 3-5-2 che diventava un 5-3-2 in fase difensiva, ha dimostrato soprattutto un’eccellente condizione fisica (Mauro Iachini, fratello di Beppe, è il preparatore atletico dei marchigiani…), che le ha permesso di resistere anche nell’incomprensibile maxi-recupero (7’) deciso da Nasca. Il lutto e la legge Questa era anche la gara in memoria di Rolando e Giuliana, i due tifosi sampdoriani morti in un incidente motociclistico sulla A21 sabato scorso, tornando dalla trasferta di Modena. I giocatori della Samp (con l’aiuto di Nasca, che ha ritardato di qualche secondo il via della gara) hanno aggirato il no di Coni e Federcalcio al minuto di raccoglimento rimanendo abbracciati a lungo sotto la gradinata Sud, dove hanno deposto un mazzo di fiori, mentre tutto il pubblico ha poi osservato un momento di silenzio nelle prime fasi della gara. © RIPRODUZIONE RISERVATA

h 7 il migliore GUARNA (Ascoli) Il punto conquistato è tutto suo: decisivo due volte su Pozzi, si oppone a Renan

LA DOPPIA RIMONTA UGOLOTTI VA SUL 2-0, MA SI FA RIPRENDERE

Il Grosseto apre Cittadella chiude GROSSETO CITTADELLA

2 2

GIUDIZIO 77 PRIMO TEMPO 2-0 MARCATORI Sforzini (G) al 14’, Caridi (G) su rigore al 31’ p.t.; Busellato (C) su rigore al 1’, Di Roberto (C) al 27’ s.t. GROSSETO (4-2-3-1) Narciso 6; Petras 6, Padella 6,5, Olivi 6,5, Giallombardo 6; Crimi 7, Jadid 6,5 (dal 14’ s.t. Esposito 5); Sciacca 5,5, Lupoli 7 (dal 28’ s.t. Consonni 6), Caridi 6; Sforzini 6 (dal 14’ s.t. Curiale 5,5). PANCHINA Viotti, Calderoni, Antei, Mancino. ALLENATORE Ugolotti 6. CITTADELLA (4-3-3) Cordaz 6; Ciancio 6, Pellizzer 6,5, Scardina 6,5, Marchesan 6; Vitofrancesco 5,5 (dal 1’ s.t. Schiavon 6), Paolucci 6, Busellato 6,5 (dal 24’ s.t. Job 6); Di Roberto 6,5, Di Carmine 5,5, Maah 6,5 (dal 45’ s.t. Carra s.v.). PANCHINA Pierobon, Branzani, Martinelli, Bellazzini. ALLENATORE Foscarini 6,5. ARBITRO Di Paolo di Avezzano 5,5. GUARDALINEE Iori 6 - Evangelista 6. ESPULSI Di Carmine (C) al 19’ s.t. per doppia ammonizione (entrambe per gioco scorr.) e Sciacca (G) al 26’ s.t. per c.n.r. AMMONITI Paolucci (C), Pellizzer (C), Giallombardo (G) e Crimi (G) per gioco scorretto; Petras (G) e Busellato (C) per c.n.r. NOTE paganti 389, incasso di 18.101 euro; abbonati 1.215, quota di 18.101,94 euro. Tiri in porta 4-4. Tiri fuori 3-3. In fuorigioco 2-2. Angoli 3-2. Rec.: p.t. 2’, s.t. 4'.

MAURIZIO CALDARELLI GROSSETO

Il Grosseto fallisce una buona occasione per avvicinarsi alla zona playoff, facendosi recuperare due reti dal Cittadella. Gli uomini di Foscarini, che hanno giocato anche per qualche minuto in inferiorità numerica per l’espulsione rimediata da Di Carmine, per un’ora hanno costantemente messo sotto pressione la difesa grossetana, che ha avuto il demerito di subire il gol del 2-1 appena dopo 46 secondi. I maremmani (solo una vittoria, contro l’AlbinoLeffe lo scorso 21 gennaio, nelle ultime dieci gare casalinghe) dopo un promettente primo tempo sono calati nella ripresa, anche per gli infortuni di Jadid e Sforzini, due tra i giocatori più intraprendenti del match. Inerzia Il missile di Di Roberto,

sull’appoggio di Maah, ha cambiato l’inerzia di una gara che i

toscani sembravano aver messo in cassaforte nella prima frazione. Al 14’ il bomber romano (dodicesimo centro, dopo dieci giornate di astinenza) mette in rete un delizioso assist dalla sinistra di Lupoli. Al 31’, poi, lo stesso Lupoli viene steso da Ciancio, dopo aver agganciato in area il rilancio del portiere Narciso. Il Cittadella, andato vicino al gol anche al 40’ con un tiro di Maah, salvato sulla linea da Padella, prima di un tiro alto di Busellato davanti alla porta, trova il pareggio al 27’ della ripresa, con un rigore firmato Di Roberto, concesso da Di Paolo per un fallo di mano di Sciacca (poi espulso) sul tiro a colpo sicuro di Schiavon. Il Grosseto cerca di riorganizzarsi con l’ingresso di Consonni, ma a parte una buona occasione capitata sui piedi di Curiale, non ha più la forza per tornare in avanti ed il Cittadella sembra accontentarsi per un punto meritato. © RIPRODUZIONE RISERVATA

h 7 il migliore LUPOLI (Grosseto) Mette lo zampino sui gol, quando finisce la benzina si spegne anche il Grosseto


LA GAZZETTA SPORTIVA

DOMENICA 18 MARZO 2012

27

PRIMA DIVISIONE 27a GIORNATA (ore 14.30)

Corini arriva all’esame della regina girone A girone B Ternana occhio: il Pavia è in forma A Siracusa è il debutto di Brucato Al Como incomincia il Ramella bis Pergo-Triestina, sfida tra i guai AVELLINO-FOGGIA

(1-1)

AVELLINO (4-3-3) Fumagalli;

Eugenio Corini, 41 anni, allena il Frosinone dopo Carlo Sabatini LAPRESSE

Zappacosta, Puleo, Izzo, Pezzella; D’Angelo, Massimo, Arcuri; Lasagna, Zigoni, Thiam. (Fortunato, Cardinale, Labriola, Zammuto, R. Ricci, Millesi, De Angelis). All. Bucaro. FOGGIA (3-5-2) Botticella; D’Orsi, De Leidi, Gigliotti; Traoré, Wagner, Meduri, Venitucci, Cardin; Pompilio, Lanteri. (Leo, Lanzoni, Frigerio, Cortesi, Velardi, Ferreira, Defrel). All. Stringara. ARBITRO Intagliata di Siracusa (Lo Cicero-Leali).

CARPI-SORRENTO

L’allenatore del Frosinone riceve il Trapani primo della classe: «Fa un 4-4-2 che mi ricorda il Chievo di Delneri, il mio maestro» NICOLA BERARDINO

Frosinone al bivio. Al Matusa arriva la capolista Trapani e per la formazione di Corini è una domenica per misurare il proprio futuro. «Un esame? Sì, ma solo perché ogni gara lo è» spiega il tecnico dei laziali. La bussola dei numeri per capire il momento del Frosinone: 33 punti in classifica, a metà strada tra sogni e paure, a 6 lunghezze dai playoff e a 5 dai playout. E nella testa sopratutto la sconfitta nel derby di Latina dopo 4 gare utili di fila (10 punti conquistati). «Un k.o. pesante. Bisogna reagire subito». Eugenio Corini, 41 anni, è arrivato a Frosinone il 30 novembre al posto di Sabatini. Un'annata in salita alla costante ricerca della svolta. «La retrocessione dalla B ha fatto sentire il suo contraccolpo anche a livello ambientale. All’inizio della mia gestione abbiamo avuto tanti infortuni e squalifiche. Ul-

timamente col ciclo delle 4 gare positive la squadra aveva cominciato a risalire». I maestri Una lunga carriera da mente del centrocampo con maglie prestigiose: da Brescia alla Juventus, poi Sampdoria, Napoli, Piacenza, Verona, Chievo, Palermo prima di chiudere al Torino. «Ho avuto grandi allenatori come Lippi, Trapattoni, Eriksson e Sacchi in Nazionale. Sul piano tattico ho imparato molto da Delneri e Guidolin». In settimana Corini ha studiato: il Trapani capolista del girone B di Prima divisione con 6 punti di vantaggio sul Siracusa è stato visto e rivisto tra filmati e dvd. «La squadra di Boscaglia mi ricorda il Chievo di Delneri nell'applicazione del 4-4-2. Ha esterni rapidi sia a centrocampo sia in difesa: Barraco e Madonia diventano anche attaccanti. E le punte Abate e Gambino sono i primi a fare pressing». Strategia Una gara che vivrà di molta tattica. «Le due squadre hanno comunque tanti elementi di qualità». Corini scruta il Trapani, ma soprattutto mette in guardia il Frosinone. «L'errore da non fare? Guai a distarsi: il Trapani può ribaltare la partita in un attimo. Ha un gruppo abituato a vincere, con una mentalità che fa la differenza». Il Frosinone è carico. Lo sguardo va ai playoff. Corini ci crede: «Ma prima dobbiamo pensare a battere il Trapani». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Poli, Lorusso; Concas, Perini, Memushaj, Pasciuti; Eusepi, Kabine. (Bastianoni, De Paola, Donnarumma, Cenetti, Sogus, Ferretti, Bocalon). All. Notaristefano. SORRENTO (4-4-1-1) Rossi; Vanin, Di Nunzio, Nocentini, Bonomi; Basso, Camillucci, Zanetti, Croce; Carlini; Scappini. (Chiodini, Terra, Sabato, Beati, Bondi, Corsetti, Maritato). All. Ruotolo. ARBITRO Minelli di Varese (Dal Cin-Schembri).

TRITIUM (4-4-2) Pansera; Fondrini, Teso, Dionisi, Possenti; E. Bortolotto, Malgrati, Daldosso, Casiraghi; Spampatti, R. Bortolotto. (Nodari, Cremaschi, Di Ceglie, Chimenti, Corti, Magnaghi, Sinato). All. Boldini. COMO (4-3-3) Giambruno; Ghidotti, Diniz, Urbano, Som; Salvi, Ardito, Lulli; Ciotola, Ripa, Toledo. (Twardzik, Imburgia, Filosa, Palumbo, Bardelloni, Paonessa, Tavares). All. Ramella. ARBITRO De Meo di Foggia (Croce-Villa).

Cotroneo, Galuppo, Barbagli; Rizzo, Padoin, Menchinella, Tattini; Coresi; Caturano. (Kovacsik, Stoppini, Petti, Evangelisti, Carroccio, Guidone, Ferrari). All. Pagliari. PRO VERCELLI (4-3-1-2) Valentini; Bencivenga, Ranellucci, Masi, Armenise; Germano, Calvi, Marconi; Espinal; Iemmello, Malatesta. (Miranda, Modolo, Cancellotti, Rosso, Disabato, Carraro, Tripoli). All. Braghin. ARBITRO Soricaro di Barletta (Tozzi-Ernetti).

PAVIA-TERNANA

PISA-REGGIANA

Colombini, Bizzotto; Benvenga, Ilari, Scampini, Favasuli, Benedetti; Perna, Tulli. (Sepe, Ton, Raimondi, Gatto, Strizzolo, Perez, Carparelli). All. Pane. REGGIANA (3-5-2) Silvestri; Cabeccia, Zini, Mei; Iraci, Calzi, Arati, Viapiana, Sperotto; Rossi, Matteini. (Bellucci, Magliocchetti, Panizzi, Aya, Spezzani, Guidetti, Gurma). All. Zauli. ARBITRO Abbattista di Molfetta (Calò-Grillo).

Valle d’Aosta ed Este ok

San Marino sotto i riflettori: la squadra di Petrone oggi ha una delicata gara interna con il Poggibonsi e mercoledì recupera sul campo della Giacomense, quindi ha la possibilità di andare in vetta anche perché il Casale è di scena a Mantova, mentre il Cuneo visita l’Entella; in agguato il Rimini, che va dal Renate e mercoledì recupera in casa con il Poggibonsi. Nel girone B invece dietro al Perugia capolista va in scena un’altra tappa delicata del lungo derby calabrese: il Catanzaro ospita L’Aquila, quarta forza del torneo, mentre la Vigor Lamezia va ad Aversa; turno di riposo per la Vibonese.

Negli anticipi vincono fuori Valle d’Aosta e Chieri (A), l’Este (D) passa a Verona contro la Virtus Vecomp e l’Ancona (F) perde con l’Olympia Agnonese. Solo il Lascaris (A) non ha ancora vinto ed è vicino alla retrocessione aritmetica come Cantù San Paolo (A) e Real Rimini (F).

GIRONE B

(34a)

(0-1)

PISA (3-5-2) Pugliesi; Buscaroli,

San Marino, che occasione A Catanzaro c’è il big match

(2-1)

GIRONE A

(0-1)

VIAREGGIO (3-5-2) Gazzoli; Conson, Fiale, Sorbo; Pellegrini, Pizza, Berardocco, Cristiani, Carnesalini; Cesarini, Zaza. (Merlano, Tarantino, Martella, Lepri, Cesarini, Maltese, Scardina). All. Cuoghi. LUMEZZANE (4-3-1-2) Brignoli; Diana, Malagò, Guagnetti, Pini; Fondi, Sevieri, Finazzi; Baraye; Inglese, Baldé. (Ostricati, Djengoue, Faroni, Dadson, Antonelli, Ferrari, Gasparetto). All. Nicola. ARBITRO Strocchia di Nola (Mercante-Saia).

CARRARESE-PIACENZA

Taranto-Benevento 1-1 Venerdì sera è stata giocata Taranto-Benevento. I pugliesi sono andati in vantaggio con una rete di Di Deo, ma al 47’ del secondo tempo Siniscalchi ha pareggiato, costringendo la squadra di Dionigi al sesto pareggio consecutivo.

LA SITUAZIONE CLASSIFICA Il girone A dopo 26 giornate: Ternana p. 56; Taranto* (-3) 50; Pro Vercelli 47; Carpi 44; Sorrento (-2) 43; Benevento* (-2) 42; Foggia (-2) e Lumezzane 36; Avellino 35; Tritium 34; Pisa 31; Como (-2) 30; Reggiana (-2) 28; Monza 25; Spal (-4) 24; Viareggio 22; Pavia 20; Foligno (-4) 16. (* una partita in più). PROSSIMO TURNO Le partite di domenica 25 (inizio alle ore 15): Benevento-Tritium (1-2); Como-Taranto (1-3); Foggia-Carpi (2-3); Monza-Lumezzane (0-0); Pisa-Foligno (2-0); Pro Vercelli-Pavia (venerdì 23, ore 20.30; 2-1); Reggiana-Avellino (0-2); Sorrento-Viareggio (2-2); Ternana-Spal (lunedì 26, ore 20.45; 0-0).

(30a)

(3-0)

CARRARESE (4-3-2-1) Nocchi; Piccini, Benassi, Anzalone, Vannucci; Pacciardi, Taddei, Corrent; Orlandi, Russotto; Merini. (Teodorani, Bregliano, Miceli, Pasini, Conti, Belcastro, Donati). All. Sottili. PIACENZA (4-2-3-1) Ivanov; Marchi, Bini, Visconti, Ruggeri; Piccinni, Pani; Volpe, Gavilan, Lisi; Giovio. (Stocchi, Giorgi, Campagna, Dragoni, Cambielli, Bombagi, Rodriguez). All. Monaco. ARBITRO D’Angelo di Ascoli Piceno (Maspero-Tedeschi).

Bianchetti, Leonarduzzi, Blanchard, Savoia; Muwana, Drascek, Castagnetti; Bracaletti, Defendi, Tarana. (Gargallo, Camilleri, Turato, Cortellini, Fusari, Montella, Corradi). All. Remondina. BARLETTA (4-2-3-1) Pane; Mazzarani, Migliaccio, Pelagias, Petterini; Guerri, Di Cecco; Simoncelli, Romondini, Franchini; Infantino. (Sicignano, Pisani, Ferrara, Hanine, Zappacosta, De Liguori, Cerone). All. Di Costanzo. ARBITRO Bietolini di Firenze (Palazzoni-Liberti).

FROSINONE-TRAPANI

GIRONE B

(2-3)

PERGOCREMA (4-4-2) Cicioni; Celjak, Fabbro, Cuomo, Tamburini; Babù, Cazzamalli, Angiulli, Tortolano; Pià, Guidetti. (Prisco, Lolaico, Romito, Menicozzo, Merito, Joelson, Volpato). All. Brini. TRIESTINA (4-3-1-2) Gadignani; Galasso, Lima, Gissi, Mannini; Rossetti, Princivalli, C. Rossi; Evola; Motta, De Vena. (Vigorito, Tombesi, D’Ambrosio, Thomassen, Allegretti, Forò, D’Agostino). All. Galderisi. ARBITRO Oliveri di Palermo (De Meo-Botosso).

(30a)

ALZANOCENE-CASTIGLIONE Mancini di Fermo AURORA SERIATE-PIZZIGHETTONE Mei di Pesaro CASTELLANA-MAPELLOBONATE Viola di Bari FIDENZA-PONTISOLA Pancaldo Trifirò di Barcellona PdG GALLARATESE-GOZZANO Amabile di Vicenza OLGINATESE-CARONNESE Marchesini di Legnago PRO PIACENZA-CARPENEDOLO 3-0 Giocata ieri RUDIANESE-DARFO Lopreiato di Perugia SEREGNO-FIORENZUOLA Pillitteri di Palermo VOGHERA-COLOGNESE Corona di Oristano CLASSIFICA Castiglione p. 57; Pontisola e Pizzighettone 49; MapelloBonate e Olginatese 48; Caronnese 46; Voghera 44; Castellana 41; A. Seriate 40; Pro Piacenza* e AlzanoCene 38; Rudianese 37; Gozzano 36; Darfo 35; Colognese 33; Fidenza 32; Carpenedolo* 31; Seregno 29; Fiorenzuola 28; Gallaratese 20. (* una gara in più)

(2-0)

Lorenzini, Fedi, Radi, Pondaco; Lunati, Coppola, Cunico, Liccardo; De Sena, Della Rocca. (Mion, Adamo, Bognanni, D’Amico, Herzan, Salzano, Luppi). All. Rastelli. SPEZIA (4-4-2) Russo; Madonna, Gentili, Lucioni, Mora; Casoli, Buzzegoli, Lollo, Vannucchi; Guerra, Marotta. (Conti, Murolo, Ferrini, Ricci, Testini, Iunco, Evacuo). All. Serena. ARBITRO Penno di Nichelino (Alassio-Valeriani).

PRATO-ALTO ADIGE

(2-2)

PRATO (3-4-1-2) Layeni; Manucci, Dametto, Lamma; Sacenti, Fogaroli, Cavagna, De Agostini; Silva Reis; Pesenti, Benedetti. (Morandi, Visibelli, Geroni, Gazo, Varutti, Vieri, Alberti). All. Esposito. ALTO ADIGE (4-3-3) Iacobucci; Iacoponi, Cascone, Kiem, Legittimo; Bacher, Uliano, Campo; Schenetti, Giannetti, Fischnaller. (Miskiewicz, Tagliani, Grea, Furlan, Fink, Chiavarini, Albanese). All. Stroppa. ARBITRO Abisso di Palermo (Gualtieri-Liturco).

SIRACUSA-BASSANO

(2-1)

SIRACUSA (4-2-3-1) Baiocco; Strigari, Moi, Ignoffo, Capocchiano; Calabrese, Giordano; Pepe, Mancosu, Bongiovanni; Testardi. (Scordino, Pippa, Fernandez, Verachi, Aloe, Longoni, Coda). All. Sottil. BASSANO (4-3-3) Grillo; Toninelli, Basso, Porchia, Tabacco; De Gasperi, Correa, Morosini; Ferretti, Galabinov, Guariniello. (Poli, Scaglia, Ghosheh, Proietti, Baido, Longobardi, Gasparello). All. Brucato. ARBITRO Marini di Roma (Servilio-Atta Alla).

(2-2)

Ristovsky, Guidi, Magli, Vitale; Baccolo, Bottone, Carrus; Ganci, Bonvissuto, Cesaretti. (Nordi, Fautario, Formato, Nicco, Miramontes, Artistico, Aurelio). All. Corini. TRAPANI (4-4-2) Castelli; Caccetta, Lo Monaco, Priola, Daì; Barraco, Domicolo, Tedesco, Madonia; Abate, Gambino. (Pozzato, Montalbano, Cianni, Provenzano, Cavallaro, Perrone, Mastrolilli). All. Boscaglia. ARBITRO Aureliano di Bologna (Cecconi-Bottegoni).

PERGOCREMA-TRIESTINA

PORTOGRUARO-SPEZIA PORTOGRUARO (4-4-2) Bavena;

(1-0)

FERALPI SALÒ (4-3-3) Zomer;

FROSINONE (4-3-3) Zappino;

L’ANTICIPO

ACQUI-VALLE D’AOSTA 1-2 Giocata ieri ASTI-LAVAGNESE Maggioni di Lecco ALBESE-DERTHONA 1-2 Giocata ieri BOGLIASCO-NAVIGLIO TREZZANO Xausa di Portogruaro BORGOSESIA-SANTHIA’ 1-0 Giocata ieri F. CARATESE-CHIAVARI 1-1 giocata ieri LASCARIS-NOVESE Masi di Bari VERBANO-CHIERI 1-2 Giocata ieri VILLALVERNIA-CANTU' SAN PAOLO Moretti di Foligno CLASSIFICA Valle d'Aosta* p. 67; Chieri˚* 64; Santhià* (-3) 50; Derthona* 48; Novese 44; Chiavari* 43; Lavagnese 42; Borgosesia˚* 41; Villalvernia˚ 40; Naviglio Trezzano, Acqui˚* e F. Caratese˚* 39; Bogliasco˚ e Pro Imperia˚ 37; Verbano* 32; Asti˚ 27; Albese˚* (-3) 22; Cantù San Paolo 6; Lascaris 5. (˚deve riposare, *una gara in più)

(2-5)

Cossentino, Mucciante, Pierotti; Comini, Arini, D’Alessandro, Taormina; Del Core, La Mantia. (Sansonna, Zaffagnini, Marsili, Loiodice, Minesso, Russo, Gambino). All. Cosco. LATINA (3-5-2) Martinuzzi; Gasperini, Agius, Bruscagin; Falzerano, Berardi, Burrai, Matute, Giacomini; Bernardo, Martignago. (Radio, Jefferson, Burzigotti, Pagliaroli, Giannusa, Carta, Toscano). All. Sanderra. ARBITRO Coccia di San Benedetto del Tronto (Mandis-Amato).

FERALPI SALÒ-BARLETTA VIAREGGIO-LUMEZZANE

(2-2)

PAVIA (4-4-2) Facchin; Capogrosso, Fissore, Fasano, Pezzi; Statella, Carotti, Meza Colli, Verruschi; Cesca, Falco. (Cacchioli, Gheller, Galassi, D’Errico, Dall’Oglio, Marchi, Rodriguez). All. Roselli. TERNANA (3-4-3) Ambrosi; Fazio, Pisacane, Ferraro; Dianda, Carcuro, Miglietta, Gotti; Danti, Litteri, Sinigaglia. (Virgili, De Giosa, Chianello, Cejas, Bernardi, Giacomelli, Docente). All. Toscano. ARBITRO Ghersini di Genova (Mosca-Iorizzo).

27a giornata (ore 14.30)

APRILIA-CHIETI Saia di Palermo CAMPOBASSO-GAVORRANO Spinelli di Terni CATANZARO-L'AQUILA Manganiello di Pinerolo CELANO-MELFI Taioli di Cesena FANO-ISOLA LIRI Chiffi di Padova GIULIANOVA-NEAPOLIS Fiore di Barletta (a Chieti) MILAZZO-ARZANESE Giovani di Grosseto NORMANNA-VIGOR LAMEZIA Roca di Foggia PAGANESE-EBOLITANA Peretti di Verona PERUGIA-FONDI Morreale di Roma CLASS. Perugia p. 68; Catanzaro 66; V. Lamezia 63; L'Aquila* 58; Paganese* 53; Chieti 51; Gavorrano* 49; Aprilia 45; Arzanese 42; Fano (-5) e Normanna (-1) 39; Fondi e Giulian.* (-2) 37; Campobasso˚ (-2) 35; Milazzo* 33; Vibonese* (-1) 31; Melfi (-4) e Neapolis* (-2) 29; Isola L. (-2) 27; Ebolitana (-1) 25; Celano˚* 16. (˚una da recuperare, *deve riposare)

(1-0)

FOLIGNO (4-4-1-1) Mazzoni; Tuia,

ore 14.30

(31a)

Zamboni, Beduschi, Canzian; Migliorini; Fortunato, Agnelli, Castiglia, Laurenti; Arma. (Costantino, Ghiringhelli, A. Vecchi, G. Rossi, Bedin, P. Rossi, Taraschi). All. S. Vecchi. MONZA (5-3-2) Castelli; Anghileri, Cattaneo, Fiuzzi, Zullo, Bugno; Valagussa, Romano, Lewandowski; Torregrossa, Colacone. (Marcandalli, Boscaro, Zenoni, Prato, Iacopino, Pandiani, Talato). All. Motta. ARBITRO Ros di Pordenone (Grispigni-Gampietruzzi).

(1-2)

FOLIGNO-PRO VERCELLI

ANDRIA-LATINA

ANDRIA (4-4-2) Rossi; Meccariello,

TRITIUM-COMO

serie D

ALESSANDRIA-SAVONA Paolini di Ascoli Piceno BORGO A BUGGIANO-VALENZANA Operato di Isernia ENTELLA-CUNEO Caso di Verona MANTOVA-CASALE Barbeno di Brescia MONTICHIARI-PRO PATRIA Cangiano di Napoli RENATE-RIMINI Martinelli di Roma SAMBONIFACESE-GIACOMENSE Lanza di Nichelino SAN MARINO-POGGIBONSI Rasia di Bassano SANTARCANGELO-LECCO Castrignanò di Roma TREVISO-BELLARIA Petroni di Roma CLASSIFICA Casale p. 54; San Marino* e Cuneo 51; Rimini* 48; Treviso* (-2) 47; Entella e Poggibonsi* 45; Santarcangelo 43; Pro Patria (-13), Renate e Borgo a Buggiano 40; Alessandria (-2) 39; Savona (-7) 35; Bellaria* 33; Montichiari (-3), Mantova* e Giacomense* 32; Sambonifacese 25; Lecco 23; Valenzana* 22. (* una gara in meno)

(1-3)

CARPI (4-4-2) Mandrelli; Laurini, Terigi,

seconda divisione

GIRONE A

SPAL-MONZA SPAL (4-1-4-1) Capecchi; Cosner,

IL POSTICIPO Lanciano-Cremonese Il programma del girone B si compeletà domani sera con l’importante posticipo tra Lanciano e Cremonese (diretta su Raisport 1 dalle ore 20.45, andata 0-2): si tratta di uno spareggio per i playoff, visto che le due squadre sono appena dentro alla zona spareggi per la promozione. Arbitra Ripa di Nocera Inferiore.

LA SITUAZIONE CLASSIFICA Così il girone B dopo 26 giornate: Trapani p. 50; Siracusa (-5) 44; Spezia 42; Cremonese (-6), Lanciano (-1) e Pergocrema (-2) 39; Carrarese 38; Barletta (-1) e Alto Adige 36; Portogruaro 35; Frosinone 33; Triestina 31; Prato 29; Piacenza (-6) 28; Latina 26; Andria e Feralpi Salò 24; Bassano 22. PROSSIMO TURNO Le partite di domenica 25 (inizio alle ore 15): Alto Adige-Triestina (2-1); Barletta-Portogruaro (1-1); Bassano-Andria (1-1); Carrarese-Prato (1-1); Cremonese-Frosinone (1-0); Latina-Lanciano (1-2); Piacenza-Siracusa (0-3); Spezia-Feralpi Salò (1-1); Trapani-Pergocrema (5-0).

GIRONE C

GIRONE D

LEGNAGO-TAMAI De Lorenzo di Brindisi MONTEBELLUNA-PORTO TOLLE Mainardi di Bergamo MONTECCHIO-MEZZOCORONA Prontera di Bologna SACILESE-BELLUNO Mantelli di Brescia SANDONA’JESOLO-SAREGO Naccari di Messina SAN GIORGIO-PORDENONE Molinaroli di Verona SANVITESE-ITALA SAN MARCO Costantini di Pescara UNION QUINTO-CONCORDIA Colosimo di Torino VENEZIA-GIORGIONE Bichisecchi di Livorno CLASSIFICA Venezia p. 53; Porto Tolle 51; Legnago 50; Montebelluna 45; Pordenone 39; SandonàJesolo 38; Mezzocorona 37; Tamai 36; Giorgione 35; Belluno, Sacilese e San Giorgio 34; Union Quinto 33; Montecchio 29; Concordia 26; Sanvitese 21; Sarego 20; Itala San Marco 12.

BAGNOLESE-PAVULLESE 2-0 Giocata ieri CAMAIORE-PISTOIESE Castello di Chivasso CEREA-TUTTOCUOIO 1-3 Giocata ieri FORCOLI-RAVENNA Mastrodonato di Molfetta FORLI’-CASTELFRANCO Panarese di Lecce MEZZOLARA-SANTACROCE Nocella di Paola ROSIGNANO-VILLAFRANCA Ghellere di Parma SAN PAOLO-SCANDICCI 2-2 Giocata ieri SESTESE-LANCIOTTO CAMPI Di Stefano di Brindisi VIRTUS VECOMP-ESTE 1-3 Giocata ieri CLASSIFICA Este* p. 61; Forlì 55; Virtus Vecomp* e Castelfranco 53; Mezzolara 50; San Paolo* 49; Cerea* 47; Lanciotto Campi 43; Pistoiese 42; Scandicci* 38; Tuttocuoio* 37; Rosignano e Bagnolese* 36; Camaiore 34; Forcoli 32; Ravenna (-2) 31; Villafranca 25; Pavullese 24; Santacroce 22; Sestese** 17. (* una gara in più, ** una in meno)

(30a)

GIRONE E

GIRONE F

GIRONE G

GIRONE H

GIRONE I

CASTEL RIGONE-DERUTA 0-3 Giocata ieri ORVIETANA-GROUP CITTA' DI CASTELLO Montanari di Ancona PIERANTONIO-PONTEVECCHIO Valiante di Nocera Inferiore PONTEDERA-SPOLETO Zinzi di Catanzaro SANSEPOLCRO-FLAMINIA Opromolla di Salerno SPORTING TERNI-VITERBESE Chirigu di Carbonia TODI-SANSOVINO Minotti di Roma TRESTINA-AREZZO Luciano di Lamezia Terme ZAGAROLO-PIANESE Conforti di Salerno (al Panichelli di Roma, a porte chiuse) CLASSIFICA Pontedera p. 57; Arezzo 49; Pianese 44; Sporting Terni 42; Castel Rigone* 40; Viterbese e Deruta* 37; Spoleto e Pierantonio 36; Orvietana e Sansepolcro 32; Trestina e Pontevecchio 31; Flaminia 30; Todi 27; Sansovino (-4) 25; Zagarolo e Group Città di Castello 22. (* una gara in più)

JESINA-CIVITANOVESE Volpato di Merano LUCO CANISTRO-ATLETICO TRIVENTO Pirriatore di Bologna MIGLIANICO-ISERNIA Celentano di Torre Annunziata OLYMPIA AGNONESE-ANCONA 4-2 Giocata ieri REAL RIMINI-RENATO CURI Sanfilippo di Catania (a Villa Verucchio) RECANATESE-RICCIONE Ortuso di Ciampino SAMBENEDETTESE-SANTEGIDIESE Guidi di Imola SAN NICOLÒ-TERAMO Capilungo di Lecce VIS PESARO-ATESSA VDS Serani di Monza CLASSIFICA Teramo p. 62; Ancona* 53; Civitanovese e Sambenedettese 52; Isernia 47; Atletico Trivento 44; San Nicolò 39; Recanatese e Olympia Agnonese* 36; Jesina 34; Riccione e Vis Pesaro 32; Atessa VdS 31; Santegidiese 28; Renato Curi 24; Luco Canistro 19; Miglianico 17; Real Rimini 4. (* una gara in più)

ANZIOLAVINIO-ASTREA Zingrillo di Seregno FIDENE-CIVITAVECCHIA Balice di Termoli MARINO-BACOLI Provesi di Treviglio (Ostia, porte chiuse) PALESTRINA-ARZACHENA D’Apice di Arezzo POMIGLIANO-ATLETICO BOVILLE D’Oronzo di Barletta PORTO TORRES-BUDONI 1-1 Giocata ieri SALERNO-CYNTHIA Rugini di Siena SELARGIUS-MONTEROTONDO Vingo di Pisa (ore 15) SORA-SANT’ELIA Pirone di Ercolano CLASSIFICA Salerno p. 54; Marino 48; Porto Torres* 42; Fidene e Budoni* 41; Palestrina 39; Astrea 37; Pomigliano 36; Selargius 35; Arzachena, Monterotondo e Anziolavinio 32; Sora 31; Civitavecchia 28; Cynthia 27; Sant'Elia 24; Bacoli e Atletico Boville 21. (* una gara in più)

BRINDISI-INTERNAPOLI Riccardi di Novara (a porte chiuse) CASARANO-ISCHIA Gentile di Lodi CASERTANA-FORTIS TRANI Pietropaolo di Modena CRISTOFARO-MARTINA Dionisi di L’Aquila FRANCAVILLA S.-CAMPANIA Berti di Prato GROTTAGLIE-IRSINESE Novellino di Brescia REAL NOCERA-GAETA Guarino di Caltanissetta SARNESE-NARDÒ Bercigli di San Giovanni Valdarno TURRIS-VIRIBUS UNITIS Milan di Padova CLASSIFICA Ischia p. 55; Martina 54; Sarnese 50; Casertana 47; Francavilla S. 44; Brindisi 42; Campania e Turris 41; Nardò 39; Casarano 37; Fortis Trani 34; Internapoli 31; Irsinese 24; Real Nocera e Grottaglie 20; Viribus Unitis 19; Cristofaro 17; Gaeta (-4) 16.

ACIREALE-BATTIPAGLIESE Scarpini di Arezzo ACRI-NUVLA SAN FELICE Patrignani di Roma HINTERREGGIO-LICATA Baroni di Firenze MARSALA-MESSINA Fourneau di Roma NOTO-CITTANOVA Martire di Grosseto PALAZZOLO-COSENZA Guccini di Albano Laziale SAMBIASE-ADRANO Di Martino di Teramo SERRE ALBURNI-SANT’ANTONIO ABATE Giua di Pisa VALLE GRECANICA-NISSA Cassarà di Cuneo CLASSIFICA Hinterreggio p. 45; Cosenza e Adrano* 41; Palazzolo, Acri, Nuvla San Felice e Battipagliese* 39; Messina (-7) 38; Licata* 37; Serre Alburni e Marsala* 34; Noto 31; Acireale* 29; Sant’Antonio Abate (-2) 28; Valle Grecanica 27; Sambiase 26; Nissa* 22; Cittanova (-1) 18. (* una gara in meno)


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DOMENICA 18 MARZO 2012


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DOMENICA 18 MARZO 2012

FORMULA 1 GP AUSTRALIA SONO PARTITI COSÌ SINTESI ALLE 19.30 SU RAI2; RISULTATI, INTERVISTE E IMMAGINI SU WWW.GAZZETTA.IT

METEO: POCO NUVOLOSO, TEMPERATURA ATTORNO AI 19˚

Fernando Alonso, 30 anni EPA

I TEMPI QUALIFICHE 1 1. KOBAYASHI 2. VERGNE 3. GROSJEAN 4. SCHUMACHER 5. PEREZ 6. ALONSO 7. ROSBERG 8. VETTEL 9. HAMILTON 10. MALDONADO 11. BUTTON 12. SENNA 13. RICCIARDO 14. WEBBER 15. HÜLKENBERG 16. DI RESTA 17. MASSA ELIMINATI 18. RAIKKONEN 19. KOVALAINEN 20. PETROV 21. GLOCK 22. PIC 23. DE LA ROSA 24. KARTHIKEYAN QUALIFICHE 2 1. ROSBERG 2. SCHUMACHER 3. HAMILTON 4. BUTTON 5. GROSJEAN 6. VETTEL 7. MALDONADO 8. WEBBER 9. HÜLKENBERG 10. RICCIARDO ELIMINATI 11. VERGNE 12. ALONSO 13. KOBAYASHI 14. SENNA 15. DI RESTA 16. MASSA 17. PEREZ QUALIFICHE 3 1. HAMILTON 2. BUTTON 3. GROSJEAN 4. SCHUMACHER 5. WEBBER 6. VETTEL 7. ROSBERG 8. MALDONADO 9. HÜLKENBERG 10. RICCIARDO

1’26"182 1’26"493 1’26"498 1’26"586 1’26"596 1’26"688 1’26"763 1’26"773 1’26"800 1’26"803 1’26"832 1’27"004 1’27"024 1’27"117 1’27"464 1’27"469 1’27"633 1’27"758 1’28"679 1’29"018 1’30"923 1’31"670 1’33"495 1’33"643 1’25"469 1’25"571 1’25"626 1’25"663 1’25"845 1’25"982 1’26"206 1’26"297 1’26"314 1’26"319 1’26"429 1’26"494 1’26"590 1’26"663 1’27"086 1’27"497 1’24"922 1’25"074 1’25"302 1’25"336 1’25"651 1’25"668 1’25"686 1’25"908 1’26"451 -

Taccuino TEST SUPERBIKE

Italiani ad Aragon (p.g.) Biaggi (Aprilia) e Melan dri (Bmw), 1o e 2o nel mondiale Sbk, oggi e domani preparano ad Ara gon (Spagna) la sfida del 1o aprile a Imola. Provando sul Santerno So fuoglu (Kawasaki) , capofila della Supersport, si è lussato l’omero de stro: è stato operato dalla Clinica Mobile per rientrare in 2 settimane. RALLY CANARIE — Il ceco Jan Ko pecky (Skoda Fabia) ha vinto il Ral ly delle Canarie, seconda tappa del l’Irc, davanti al norvegese Anders Mikkelsen (Skoda Fabia) e allo spa gnolo Luis Monzon (Peugeot 207).

Insabbia 5 Ferrari peggio del previsto

IL 25 C’È SEPANG Dopo l’Australia, la F.1 non si ferma: tra una settimana c’è Sepang. Questi i prossimi appuntamenti del circus

S 25 marzo Malesia Sepang

S 15 aprile Cina Shanghai

S 22 aprile Bahrain Sakhir

S 13 maggio Spagna Montmelò

S 27 maggio Monaco Montecarlo

«Tifosi furiosi? E’ giusto» La rossa apre il dialogo su Twitter: «Ci vuole un po’ di freddezza» PINO ALLIEVI MELBOURNE (Australia)

Doccia fredda. Anzi gelida. A prescindere dal risultato del GP d’Australia che si è disputato nelle prime ore di stamane, si apre un «caso Ferrari» con la speranza che possa anche chiudersi subito. Perché la F2012 ha profondamente deluso in termini di prestazioni, a causa di una serie di guai che ha colto impreparati i responsabili del Cavallino, andando bel oltre le previsioni già funeste emanate due settimane fa dal d.t. Pat Fry. Si sapeva infatti che la tappa inaugurale di Melbourne sarebbe stata in salita ma non si poteva immaginare che potesse rivelarsi così ardua. Qualcosa non ha funzionato a prescindere da tutto. Assetti sbagliati? Poco affiatamento con le gomme Pirelli? L’aerodinamica che non si è «sposata» col circuito? Ci sta ogni cosa nella travagliata vigilia delle rosse. Aggiungendo gli errori dei piloti. Massa è andato fuori venerdì alla prima curva, Alonso l’ha imitato ieri in fotocopia cer-

IN PROVA LA RABBIA DI FERNANDO 1

2

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1-2-3 L’uscita di pista di Fernando Alonso vista dalla camera car 4 Lo spagnolo protesta contro i commissari australiani che non lo aiutano a rimettersi in pista 5 La F2012 di Fernando viene spostata con una gru dalla via di fuga IPP DA TV-EPA

3

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cando limiti al momento impossibili: gomme sull’erba in staccata, la vettura che si scompone e finisce in testa-coda nella ghiaia. Su Twitter la Ferrari ha attaccato gli addetti alla pista: «Fernando era riuscito a tenere la macchina in moto sperando nell’aiuto dei commissari, che però sono rimasti fermi a guardare». Senza questo pasticcio, Alonso avrebbe avuto la possibilità di accedere al girone finale delle qualificazioni con buone probabilità di piazzarsi attorno al settimo posto. E avrebbe salvato giornata e primi bilanci. Parole Fernando è analitico: «Se pensiamo che nell’inverno ci eravamo posti l’obiettivo di affrontare il GP d’Australia con una macchina vincente, bisogna dire che non è stato raggiunto. E se non recuperiamo in fretta ci troveremo tagliati fuori, perché perderemo troppi punti. Nei test ci eravamo fatti delle idee e avevamo dei sospetti. Ora sappiamo che nelle attuali condizioni non siamo competitivi. Se fino a oggi abbiamo lavorato per 24 ore al giorno, adesso bisognerà lavorarne


DOMENICA 18 MARZO 2012

LA SORPRESA

I PROVVEDIMENTI

Grosjean: «Non erano tanti a credere in me, ho mostrato di poter stare con i grandi»

Hrt fuori tempo massimo: anche quest’anno niente GP Nuovo cambio: Perez 22˚

MELBOURNE — (p.i.) La Lotus va e se Raikkonen delude brilla Romain Grosjean, che rientra dopo 7 GP nel 2009: 3o. «Non erano in tanti a credere in me — dice — ma stavano tutti sulla mia macchina. Abbiamo dimostrato di poter stare con i migliori». Sprizza soddisfazione il team principal Eric Boullier. «Kimi ha fatto un errore, Romain è stato perfetto». E smentisce l’intenzione di una protesta contro l’ala posteriore Mercedes. «Abbiamo parlato con Whiting (responsabile tecnico Fia, ndr) aspettiamo un chiarimento».

MELBOURNE — Per il secondo anno consecutivo, l’Hrt non correrà il Gran Premio d’Australia. Lo spagnolo Pedro de la Rosa (1’33"495, nella foto) e l’indiano Narain Karthikeyan (1’33"643) sono infatti andati fuori tempo massimo (107 per cento rispetto alla migliore prestazione) nella Q1. La Hrt ha chiesto il permesso di poter prendere parte lo stesso alla gara, ma i commissari hanno risposto picche, applicando in pieno il regolamento sportivo in vigore. Il messicano Sergio Perez (Sauber) è stato invece retrocesso di 5 posti (da 17˚ a 22˚) sulla griglia di partenza per la sostituzione del cambio.

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LA GAZZETTA SPORTIVA

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LE PRIME QUALIFICHE LA RED BULL È PARSA IN DIFFICOLTÀ

I NUMERI

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Piloti che hanno vinto partendo dodicesimi Sono Giancarlo Baghetti al GP Francia 1961, Jim Clark al GP Belgio 1962 e Nigel Mansell al GP Ungheria 1989. Fatta eccezione per Clark che aveva una Lotus, gli altri due guidavano una Ferrari

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La McLaren Mp4-27 si differenzia dalle altre monoposto per l’assenza dello scalino sul muso AFP

Che McLaren! Vettel la teme: 5 «Velocissima»

Pole di Lewis L’inglese della McLaren eguaglia Fernando Alonso e Damon Hill all’11˚ posto di tutti i tempi

Qualifiche senza Ferrari in Q3 In 108 GP, solo 5 volte la Ferrari non è riuscita a qualificare almeno una vettura al Q3. Non accadeva dal GP della Malesia 2010 quando Alonso fu 19˚ e Massa 21˚

ta 25...». Alonso teme che la situazione possa sfuggirgli di mano e mette fretta alla Ferrari: «Voglio arrivare a vincere quanto prima, in un paio di gran premi. La macchina ha grandi margini di miglioramento, in parte già individuati. Un anno fa in qualifica a Melbourne ero a 1"4 dalla Red Bull, adesso nel Q2 ero a 1" dal leader: meglio del 2011». Ma è una ipotesi che il compagno Felipe Massa conte-

Alonso: «Entro due gare voglio puntare al top» Massa: «Meglio l’anno scorso» sta: «Siamo più indietro dell’anno scorso. Dodici mesi fa a Melbourne eravamo più competitivi. Inoltre, adesso, ci sono altre squadre che vanno forte». Analisi Massa spiega i guai della

F2012 in prova: «Con le gomme medie la macchina era come se viaggiasse sul ghiaccio, con quelle più soffici era altrettanto inguidabile perché sbilanciata, senza aderenza. Non ho potuto completare un giro pulito. E’ peggio di quanto mi aspettassi dopo i test di Jerez e Barcellona». Alonso sottolinea un altro punto debole: «Non ha velocità sul dritto, nei rettilinei lunghi (e qui si riferisce a Barcellona, ndr) paghiamo anche 15-20 km orari». Il motivo? Per sopperire a un’aerodinamica carente si sono caricate molto le ali, perdendo velocità e pene-

a cura di Giovanni Cortinovis trazione. È sulla medicina per risorgere che Massa è più duro del compagno: «Prima di pensare a quando torneremo a vincere, bisogna trovare la direzione per uscire da questo momento. La macchina va migliorata». Alonso aggiunge: «Domenica prossima si correrà in Malesia, con la stessa vettura…». Ma Sepang è una pista vera e si comprenderanno meglio le prestazioni di tutte le vetture. Resta il fatto che la Ferrari, ottima – a detta di Alonso – in quelle curve veloci che a Melbourne non ci sono, ha patito la scarsa aderenza nelle curve lente del tracciato dell’Albert Park perché il soffiaggio degli scarichi non genera l’aderenza necessaria. Ma il discorso va visto in prospettiva più ampia. In Ferrari negli ultimi mesi sono cambiate tantissime cose, partendo dalle metodologie di certi settori per passare a nuovi tecnici atterrati da realtà britanniche. Una F2012 subito veloce sarebbe stata un miracolo, ma pretendere una macchina che nel giro di un paio di gare vada molto più forte non ci sembra utopia. L’amalgama della gente, però, sarà fondamentale. Insieme al dialogo. Non serve fare riferimento a realtà esotiche, basta pensare alla storia del Cavallino senza ripeterne gli errori. Per ora la Ferrari prova a gettare acqua sul fuoco attraverso poche parole su Twitter: «I tifosi hanno tutte le ragioni per essere arrabbiati, ma magari in questi momenti ci vuole un po' di freddezza. La passione è l’ultima cosa che manca». © RIPRODUZIONE RISERVATA

TECNOLOGIA PIRELLI

L’anagrafe delle gomme sul tablet

a.cr.

DAL NOSTRO INVIATO

PAOLO IANIERI MELBOURNE

McLaren sugli altari, Red Bull nella polvere: si fa per dire... Le prove invernali avevano eletto la Mp4-27 come la monoposto più bella del lotto. Le prime qualifiche dell’anno, l’hanno decretata (per il momento) anche come la più veloce. «Se anche non avessi fatto un piccolo errore nella qualifica decisiva — ha ammesso il campione del mondo Sebastian Vettel —, non credo che sarei comunque riuscito a strappare la pole position a Hamilton, ma sarei stato a tre-quattro decimi rispetto ai sette che ho preso e anziché sesto sarei partito due tre posti più avanti». Ottimismo Era dal Gran Premio d’Italia

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MELBOURNE — Alla Pirelli lo hanno battezzato Racing Tyre System, ma si può anche definire «scatola nera» per le 45mila gomme che saranno protagoniste del mondiale. In che cosa consiste? Ciascun pneumatico è fornito di un codice a barre, come vuole il regolamento, e questo contiene tutte le informazioni accumulate sin dal momento in cui è stato realizzato nella fabbrica turca di Izmit. Quando poi la gomma arriva in pista — attraverso pc e tablet — i tecnici raccolgono in tempo reale alcuni valori, come la pressione di utilizzo e il tempo impiegato a riscaldarsi. Da quando è in F.1 Pirelli il programma è stato aggiornato 12 volte e ora si arricchisce di nuove funzioni (analisi delle prestazioni nei singoli settori e dei tempi intermedi).

Seb: «Ho fatto un errore, ma non avrei strappato la pole a Hamilton»

Lewis Hamilton 27 anni, soddisfatto dopo aver ottenuto la pole position con la sua McLaren. Nel 2011 era successo in Corea del Sud AFP

2010, quando si qualificò nella stessa posizione, che il tedesco della Red Bull non era partito così indietro, «ma il risultato non è un disastro. Però c’è tanto lavoro da fare, il bilanciamento non è stato ancora trovato e io non ho tutta la fiducia che serve per tirare fuori quel decimo in più che serve. Paghiamo un po’ i problemi di affidabilità che abbiamo avuto in inverno, ma su questa macchina non vedo un problema globale, si tratta soprattutto di mettere a punto tutto al meglio. E in condizioni di passo gara mi sento meglio che non sul giro secco».

In alto La calma d’attesa di Vettel fa il paio con l’euforia del duo della McLaren, capace di monopolizzare la prima fila con una prestazione maiuscola. «Iniziare la stagione con la nostra prima doppietta di sempre in qualifica è fantastico. Sono estremamente orgoglioso di questa squadra dopo che abbiamo vissuto un paio di anni difficili», ha raccontato Lewis Hamilton, che conta di iniziare a spron battuto la rincorsa al suo secondo titolo, lasciandosi definitivamente alle spalle un 2011 difficilissimo. Anche perché nessuno sapeva davvero che cosa aspettarsi nel primo vero confronto stagionale. «Sono rimasto un po’ sorpreso dallo svantaggio delle Red Bull e di altre squadre — ha ammesso Jenson Button —. Ma non diamola per finita. Sebastian ha perso un po’ di tempo con l’uscita nelle libere e loro restano un team molto competitivo. Intanto, però, mi godo il nostro momento». Campione Di sicuro, le premesse per un grande inizio di Mondiale ci sono tutte. «La Mercedes ha recuperato ed è competitiva — è l’analisi di Vettel —, la McLaren veloce e consistente, la Lotus ha il potenziale per essere là, ma noi non abbiamo raggiunto il nostro limite». Dalla sua lista manca un nome: «Sì, la Ferrari in questo momento sembra davvero essere nei guai», è la sentenza impietosa. © RIPRODUZIONE RISERVATA

clic MORTO A 89 ANNI L’INVENTORE DELLA BEVANDA RED BULL Il thailandese Chaleo Yoovidhya, inventore negli anni Settanta dell’energy drink Red Bull e socio di Dietrich Mateschitz, è morto ieri a 89 anni per cause naturali. Aveva un patrimonio stimato in 5 miliardi di dollari. Yoovidhya, 205˚ uomo più ricco al mondo, aveva 11 figli.


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CICLISMO 103a MILANO-SANREMO

il Film Decisivi gli ultimi 7 chilometri Con un super Spartacus SULLA CIPRESSA Liquigas davanti a tutti Oss seguito da Nibali e Gilbert (poi caduto): la Liquigas dirige le operazioni

SUL POGGIO Nibali si scatena A 600 metri dalla cima del Poggio scatta Nibali: lo seguono Gerrans e Cancellara

E il terzo

GODE

Nibali attacca Cancellara show Trionfa Gerrans Il siciliano scatta sul Poggio e trascina i due, lo svizzero tira come un matto poi l’australiano lo beffa: la Sanremo resta nell’altro mondo DAL NOSTRO INVIATO

LUCA GIALANELLA SANREMO (Imperia)

Chiamatelo come volete — Fabian, Spartacus o Cancellara — ma senza di lui le corse non sono le stesse. Anche se perde. E forse il bello è proprio questo. Chiariamo subito: Fabian corre sempre per vincere, figuriamoci, ma prima di ragionare su giochetti tattici o meline pensa a sé, al pubblico e alla gara. Ha rispetto di tutti. Sarà anche testardo, però vederlo attaccare sul Poggio, aggredire la discesa, volare sull’Aurelia a 62 all’ora fino a 50 metri dal traguardo... Se si dovesse pagare il biglietto, per quel-

Un anno dopo Goss ancora uno squillo per il Paese emergente del ciclismo lo spettacolo durato un quarto d’ora l’avremmo pagato volentieri. Già, 50 metri. Lì Fabian perde per il secondo anno consecutivo il Mondiale di primavera. Nel 2011 da Goss, un tasmaniano. Ieri da Gerrans, australiano di Melbourne. Adesso i due sono compagni di squadra a GreenEdge, la nazionale dei canguri con base a Gavirate (Varese). Davvero cose dell’altro mondo. E con lui pro-

segue la saga dei semi-sconosciuti nelle grandi classiche: nel 2011, oltre a Goss, Nuyens (Fiandre), Van Summeren (Roubaix) e Zaugg (Lombardia). Quei segni sul Poggio Il bernese di origine lucana fa un prologo di 6.650 metri in fondo a una corsa di 298 km: 500 metri in salita sul Poggio, dove ci sono ancora i segni sull’asfalto delle accelerazioni; 3.300 in discesa, con 23 curve e 7 tornanti, dove porta da 5 a 12 i secondi sugli inseguitori; 2.850 di pianura. Un trenino con altre due carrozze, Simon Gerrans e Vincenzo Nibali. Assolutamente vietato sporgersi dai finestrini, si prende una

Il podio della 103ª Milano-Sanremo. Da sinistra Fabian Cancellara, 31 anni oggi, Simon Gerrans, 31, e Vincenzo Nibali 27 BETTINI

L’IRIDATO STACCATO GIÀ SULLE MANIE

Cavendish, il re è in ginocchio Ritirato e muto Per Mark è stato un calvario. Il compagno Eisel: «Non andava». Zabel: «Disastro»

DAL NOSTRO INVIATO

CLAUDIO GHISALBERTI SANREMO (Imperia)

Il Re è in ginocchio, sconfitto. A un centinaio di chilometri da Sanremo il suo sogno svanisce di colpo. Mark Cavendish, il grande favorito della vigilia, il re delle volate venuto dall’Isola di Man, viene respinto sulla salite della Manie e non riesce a spezzare l’incante-

simo. L’ultimo a vincere la Classicissima in maglia iridata resta Giuseppe Saronni: 19 marzo 1983. Insicurezza Già a Masone, ai piedi del Turchino, cioè 139 chilometri dopo il via, neanche al giro di boa, si capisce che c’è qualcosa di strano. Cavendish è davanti al gruppo, anche troppo. Che senso ha essere in decima posizione quando la corsa non è ancora entrata nel vivo? Forse è un segnale d’insicurezza. Mark non sente le gambe dei giorni migliori e il Turchino lo mette in agitazione. Meglio portarsi avanti per non restare troppo dietro. In Liguria, poi, la resa dei conti e l’abbandono. Al bivio dell’imbocco del Poggio, una decina di chilometri al traguardo, Cav tira dritto e finisce tra i ritirati. Arriva ai bus deluso, sale

di fretta sul mezzo Sky senza parlare con nessuno. Bisogna andare a Nizza, i tempi per l’aereo che lo riporterà in Inghilterra sono stretti. Almeno questa corsa non si può perdere. Lavoro di squadra Il neopro’ Salvatore Puccio ha saputo di dovere correre la Milano-Sanremo solo mercoledì e la Classicissima è così diventata la sua settima gara tra i grandi. Sul capo Mele ieri il siciliano ha avuto l’onore del pubblico ringraziamento del suo capitano, che nel momento della resa gli ha battuto un paio di volte la mano sulla spalla. «Cav è stato sfortunato — spiega —. Quando è andato in difficoltà abbiamo lavorato "a tutta" per riportarlo sotto, ma non ci siamo riusciti». Che cosa può essere stato a piegare le gambe del re? «Le Manie le abbiamo

Mark Cavendish, 26 anni, si è ritirato a 10 km dall’arrivo LAPRESSE

bella botta di aria in faccia. Gerrans, per pochi secondi, fa il gesto di dare un cambio a Cancellara, ma subito si rintana in scia: non può fare diversamente, lui il più veloce. E la tattica nel ciclismo conta. Nibali, lui, sempre in terza posizione, non può fare diversamente: forse non ne ha più, e dietro c’è Sagan, velocissimo. Cancellara non bada molto ai suoi amici di carrozza. Qualche volta alza il gomito, ma per chiedere un cambio. Più un gesto istintivo che altro, sa già la risposta. Crede nel progetto: dietro, gli inseguitori si affannano, lui niente, fila sul lungomare di Sanremo, trova la forza di alzarsi sul sellino agli 80 metri, però Gerrans ne-


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LA PICCHIATA FINALE Cancellara come un treno Spartacus mette in scena una crono: Gerrans e Nibali tengono a fatica

fa lavorare a fondo Agnoli, è buono, ma non ci sono attacchi. Eppure quella maglia arcobaleno scivola indietro. L’inglese ondeggia, inarca le spalle, è proprio brutto in bici. Non ha gambe. È vuoto. E con lui affonda tutta Sky, nella peggiore prestazione dell’anno: si salva solo il neoprofessionista siciliano Salvatore Puccio, al quale Cavendish mette un braccio sulla schiena per ringraziarlo del lavoro. Niente sussulti Fuori gioco il

re, la corsa fila veloce, ma senza sussulti, senza strappi. Troppo regolare, nessuno attacca veramente. La Cipressa sembra una pedalata cicloturistica. Si combatte solo sul Poggio: Nibali aspetta gli ultimi 600 metri, quelli con il vento a

Fabian irresistibile ma cede negli ultimi 50 metri. A 2" Sagan regola i primi inseguitori Per la neonata GreenEdge successo al primo colpo in una grande classica gli ultimi 50 lo passa. Nibali terzo e Sagan quarto, a 2"; Pozzato sesto, con una clavicola rotta il 9 febbraio. Mark stop La Milano-Sanremo

numero 103 si apre con la fuga del primo cinese al via, Cheng Ji, ripreso con altri 8 dopo 210 km, e si chiude con il trionfo di un australiano. Del resto, in tv la corsa è trasmessa in 90 Paesi. E Beppe Saronni tira un sospiro di sollievo: nel 2013 si festeggerà il trentennale dell’ultima vittoria di un iridato (la sua: 1983) nella Classicissima. Perché il superfavorito, Mark Cavendish, si arrende subito, si stacca sulla salita delle Manie a 100 km all’arrivo. Il ritmo della Liquigas, che

LA VOLATA Per 1 metro! Simon Gerrans batte allo sprint Fabian Cancellara per meno di 1 metro; più staccato Vincenzo Nibali, già protagonista nelle ultime due edizioni. A destra lo svizzero: 1˚ nel 2008 e 2˚ nel 2011 BETTINI

favore per attaccare due volte. Gerrans, 32 anni, ex promessa del motocross, lo raggiunge. Poi una macchia nera si allarga improvvisamente a destra: Cancellara. Sagan se lo vede partire davanti, perde l’attimo e per la Liquigas iniziano i rimpianti: ma certo, lo slovacco doveva braccarlo, mica avrà pensato ancora alle discussioni con Nibali a Chieti? I tre passano in cima con 5" di vantaggio. Dietro, Paolini fa un lavoro straordinario per Freire, Boonen incappa nella caduta di un olandese. Cancellara va, ma vince Gerrans, tra i pochi ad aver conquistato tappe nei tre grandi giri. Attaccante, furbino, velocino. © RIPRODUZIONE RISERVATA

i successi stranieri nella Classicissima: l’Italia resta ferma a quota 50. L’ultimo vincitore italiano è Filippo Pozzato, re nel 2006

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extraeuropei in trionfo Nelle prime 101 edizioni (dal 1907) la Sanremo non era mai stata vinta da un corridore non europeo. L’anno scorso il primo era stato Matthew Goss, adesso Simon Gerrans, australiano come lui

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gli anni in due dello slovacco Peter Sagan (22) e del tedesco John Degenkolb (23): ieri 4˚ e 5˚, saranno protagonisti delle Sanremo del futuro

Giornata storta Il corridore che

«Io corro così Mai ho pensato di rialzarmi» Secondo e beffato come nel 2011: «Se Gerrans e Nibali mi avessero dato i cambi sarebbe finita diversamente. Però non ho rimpianti, ho giocato tutte le mie carte» DAL NOSTRO INVIATO

MARCO PASTONESI SANREMO (Imperia)

Circondato dai giornalisti, assediato dalle telecamere, investito dai microfoni, Fabian Cancellara risponde in italiano, francese, tedesco e inglese. Racconta, descrive, spiega, aggiunge. Proprio il tipo che non si tira indietro a pedalate, sulla bici, sulla strada, e non si tira indietro nemmeno a parole, giù dalla bici, dietro al podio. Dev’essere per questo che piace a tutti. Interpretata «La Sanremo è una classica che va interpretata: 300 km di corsa, con lo strappo delle Manie, che è il "pronti", la Cipressa, che è l’ "al posto", e il Poggio, che è il "via". Era un po’ che nessuno faceva la differenza sul Poggio. Bettini, credo, nel 2003. Ci ho pensato, ci ho creduto, l’ho progettato. Poi sono stato anticipato. Prima da Nibali, poi da Gerrans. Li ho inseguiti, li ho agganciati, li ho superati: ancora in salita. E li ho guidati: giù in discesa. Metri e secondi, diventati decine di metri e una dozzina di secondi. Non pochi, non tanti, abbastanza per insistere e sognare. Ma quando la discesa finisce, e comincia il piano, e mancano 3 km all’arrivo, ho sperato che Gerrans e Nibali mi dessero un cambio. Sarebbe andata in modo diverso. Ma sapevo che avevano un alibi, Gerrans per Goss e Nibali per Sagan, e sapevo anche che avevano un obiettivo, quello di far lavorare me e respirare loro». Rischiato «Non ho mai pensato di rialzarmi. Se mi fossi rialzato, la nostra fuga sarebbe morta. Io non sarei arrivato fra i primi tre,

ma ventesimo. E siccome io corro per vincere, sempre, e non per arrivare secondo o terzo, tantomeno ventesimo, ho continuato a spingere come se fossi da solo. Sapendo che io lavoravo e loro due respiravano. Ho rischiato. Ho giocato le mie carte. Forse ho rischiato troppo, perché ero più vicino a perdere che non a vincere. E come loro, anch’io avevo l’acido lattico fuori dalle orecchie. Ma nella vita non voglio avere rimpianti, nostalgie, pentimenti. Gerrans mi ha dato un cambio, ininfluente. Nibali zero. Quando siamo arrivati sul rettilineo finale, ho sentito il vento che soffiava dietro di noi per come sopraggiungeva il gruppo. E allora, in quegli istanti, pensi solo a non farti catturare».

meglio conosce Cavendish forse è Bernhard Eisel. I due sono compagni di squadra sin dal 2007, quando erano entrambi alla T-Mobile. «Mark non aveva la gamba e questa è l’unica spiegazione della sconfitta — dice l’austriaco —. Prima del Turchino abbiamo cambiato la sua ruota posteriore perché io cadendo gliela avevo distrutta. Ma non è stata una cosa influente. Sulle Manie, quando ci sono andati via, non mollava, era lì. Eravamo davvero convinti di rientrare. Do-

© RIPRODUZIONE RISERVATA

rie morali. Io qui sono stato applaudito e considerato come il vincitore morale della Sanremo: il più forte, il più generoso. Non è vero che il mondo è dei furbi. Il mondo è di chi dà tutto ciò che ha. Mi sarebbe piaciuto vincere anche per farmi un regalo di compleanno per domani (oggi, ndr). Mangerò comunque la torta. Perché certe volte si vince anche quando si perde, e queste sono le vittorie più belle». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Saltato «Nibali non ne aveva

più e non ha fatto neanche la volata, Gerrans mi ha saltato negli ultimi 50 metri. Un po’ sono felice, un po’ deluso. Felice perché ho fatto quello che volevo: scappare sul Poggio e provare a non farmi più riprendere. Deluso perché sul traguardo non sono riuscito a passare per primo. Ma questo è lo sport, e non solo il ciclismo. E questa è anche la vita. Secondo nel 2011, secondo nel 2012. Certo, c’è secondo posto e secondo posto. Storie diverse. Questo secondo posto è più bello: l’ho conquistato. È vero che solo la vittoria entra negli annali delle corse e nei palmares dei corridori. Però esistono anche le vitto-

po, in pianura, abbiamo capito che non era giornata. Davanti volavano, eravamo a oltre un minuto e la Garmin (per Farrar, ndr) non collaborava. A questo punto abbiamo lasciato perdere». La domanda di Zabel Ai bus, la frase che chiude la giornata è quella di Erik Zabel, amico di Cav e consigliere fino allo scorso anno in maglia Htc: «Mark ha avuto una giornata molto difficile — confessa il tedesco, quattro volte vincitore della Classicissima —. A questa corsa ci tiene molto e voleva fare l’impresa con la maglia di campione del mondo. Staccarsi a cento chilometri dal traguardo per lui è stato un disastro. Negli ultimi tre anni non c’è mai stato nel finale. Bisogna capire perché».

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ilProtagonista FABIAN CANCELLARA

il primo cinese prese ad andatura elevata e lui ha subito un po’. Durante l’inseguimento ci abbiamo creduto, eravamo convinti di rientrare sui primi, ma poi abbiamo visto che ormai non riuscivamo più a guadagnare e ci siamo arresi».

LA GAZZETTA SPORTIVA

Gazzetta.it SUL SITO LE IMMAGINI DELLA CLASSICISSIMA E LE VIDEOINTERVISTE

CHENG JI, 210 KM IN FUGA Pronti, via. E la Sanremo fa rima con Cina. Al km 1 scatta Cheng Ji, 24 anni, corridore dell’olandese 1T4i, il primo cinese in gara nella Classicissima. Con altri 8 (Laengen, Gruzdev, Suarez, Pagani, Oroz, De Negri, Morkov e Mordoz) riesce ad avere sino a 14’ di vantaggio al km 67. La fuga termina al km 210, ma Cheng Ji non molla e arriva a Sanremo: 140˚ a 20’18", su 149. LAPRESSE

Per rivivere le emozioni della Classicissima non perdete gli highlight della Sanremo e le immagini con il meglio della corsa dalla partenza allo sprint vincente di Simon Gerrans sul Lungomare Italo Calvino. Nello speciale di Gazzetta.it anche le videointerviste a Vincenzo Nibali, Philippe Gilbert e Alessandro Ballan, raccolte all’arrivo. In più Bernhard Eisel e Salvatore Puccio spiegano i motivi della crisi di Mark Cavendish. Inoltre i servizi dei nostri inviati e le immagini più spettacolari.


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CICLISMO 103a MILANO-SANREMO: IL TRIONFATORE

«Sapevo che cosa fare Ho un’astuzia innata» Gerrans euforico: «Forse Cancellara mi ha sottovalutato» Amava il motocross, poi Phil Anderson l’ha messo in bici DAL NOSTRO INVIATO

MARCO PASTONESI SANREMO (Imperia)

Quel giorno — il 16 maggio 1980 — al Giro d’Italia Beppe Saronni vinceva la tappa e Francesco Moser indossava la maglia rosa. Lui, Simon Gerrans, nasceva a Melbourne, stato di Victoria, Australia. Invece attenti-a-quei-due duellavano sul traguardo di Imperia. Che da Sanremo dista 34 km, compresi Cipressa e Poggio. Coincidenze o no, qualcosa vorrà pur dire. Gerrans, il più furbo ha battuto il più forte?

«Ho fatto quello che dovevo fare. E ho vinto. In squadra i compiti erano chiari: io per seguire i fuggitivi, Goss per disputare la volata. Sul Poggio, quando è scattato Nibali, ho obbedito alla nostra strategia: e l’ho inseguito. Intanto, dietro, Goss risparmiava energie correndo sugli altri velocisti. Riconosco che Cancellara ha fatto tutto il lavoro. Era il più forte. In salita ha ripreso me e Nibali, e ci ha superati come una moto. In discesa è andato giù più forte di una moto, accelerava anche nelle curve,

clic HA VINTO UNA TAPPA A GIRO D’ITALIA, TOUR E VUELTA Simon Gerrans, 31 anni, (foto AFP) è uno dei pochi corridori in attività ad aver vinto tappe a Giro d’Italia (2009, sul San Luca a Bologna), Tour (a Prato Nevoso 2008) e Vuelta (Murcia, 2010). Nato a Melbourne il 16 maggio 1980, è campione australiano in carica: pro’ dal 2003, ha vinto 22 corse tra cui 2 Tour Down Under (2006 e 2012) e il Giro di Danimarca 2011. Spesso tra i primi nelle classiche delle Ardenne: nel 2011 fu 3˚ all’Amstel.

diverse volte ho perso la sua ruota e ho faticato per riprenderla». Quando ha pensato di potercela fare?

«Negli ultimi 3 km. A Nibali avevo dato un cambio in salita, a Cancellara ne ho dato uno sul piano, anche se non era il caso: stavo difendendo Goss. In volata sapevo come poter vincere. Infatti sono uscito al momento giusto. Non so se è più strategia che forza, più intelligenza che resistenza. So di avere una certa astuzia tattica, ma non so da dove mi venga. Forse dalla natura, dal carattere, dall’istinto». Sanremo: l’avrebbe mai detto?

«Da piccolo facevo un po’ tutti gli sport. Da ragazzo la mia pas-

sione era il motocross. A 15-16 anni ho avuto un incidente e mi sono rotto il ginocchio. Due operazioni. Il mio vicino di casa mi ha consigliato, per la riabilitazione, di andare in bicicletta. Un buon consiglio. E un buon vicino di casa: Phil Anderson, il primo australiano che abbia mai indossato la maglia gialla al Tour de France. Il ciclismo è uno sport magnifico. Ho vinto una tappa al Giro, una al Tour, una alla Vuelta, il titolo australiano e ora la Sanremo. No, allora, ai tempi del motocross, non lo avrei mai detto». Altri buoni consigli?

«Da Goss. Amici, compagni, adesso anche vicini di casa. A Montecarlo. Spesso io e Matthew ci alleniamo insieme. E insieme abbiamo provato Cipressa e Poggio. Strada facendo, mi raccontava come fosse riuscito a vincere qui un anno fa. Ho pensato che avrei fatto del mio meglio per seguire le sue indicazioni. Non potevo immaginare una vittoria migliore per la GreenEdge, per me, per il ciclismo australiano». In corsa vi siete parlati?

«Non ce n’è stato neanche il tempo. Siccome non si andava così veloci, pensavo che alla fine sarebbe stata una volata a gruppo compatto. Poi ho temuto la forza di Cancellara anche nella volata a tre». Se lei fosse stato Cancellara?

«Mi sarei comportato nello stesso modo. Ma forse ha commesso un errore: sottovalutarmi. E se lo ha fatto, lo ha pagato». © RIPRODUZIONE RISERVATA

la guida Degenkolb è 5˚ Freire 7˚, Ballan 8˚ Petacchi ritirato ORDINE D’ARRIVO 1. Simon GERRANS (Aus, GreenEdge) 298 km in 6.59’24", media 42,632; 2. Fabian Cancellara (Svi, RadioshackNissan Trek); 3. Vincenzo Nibali (Liquigas-Cannondale); 4. P. Sagan (Slk) a 2"; 5. Degenkolb (Ger); 6. Pozzato; 7. Freire (Spa); 8. Ballan; 9. Oss; 10. Bennati; 11 Florencio (Spa); 12. Paolini a 12"; 13. Geschke (Ger); 14. Gatto; 15. Goss (Aus) a 20"; 16. Visconti; 17. Guarnieri; 18. Ventoso (Spa); 19. De Kort (Ola); 20. Hoogerland (Ola); 21. Renshaw (Aus); 22. Boonen (Bel); 23. Leukemans (Bel); 24. Modolo; 25. Boasson Hagen (Nor); 26. Marcato; 27. Geslin (Fra); 28. Lastras; 29. Gavazzi; 30. Lövkvist (Sve); 31. Breschel (Dan); 32. Boom (Ola); 33. Hincapie (Usa); 34. Martinez (Spa); 35. Reda; 36. Madrazo (Spa); 37. Verdugo (Spa); 38. Vicioso (Spa); 39. Nocentini; 40. Langeveld (Ola); 41. Tankink (Ola); 42. Ponzi; 43. Cunego; 44. Brambilla a 31"; 45. Terpstra (Ola) a 1’05"; 46. Vila (Spa) a 1’24"; 47. Muravyev (Kaz); 48. Pineau (Fra) a 1’35"; 49. Failli; 50. Boeckmans (Bel); 52. Greipel (Ger) a 1’48"; 59. Cimolai; 63. Di Luca; 66. Favilli; 71. Montaguti a 2’41"; 72. Tosatto; 73. Agnoli a 2’44"; 74. Boaro a 3’23"; 87. Gilbert (Bel) a 7’43"; 95. Quinziato a 9’28"; 96. Bailetti; 101. Rocchetti a 15’54"; 102. De Negri a 17’04"; 108. Viviani a 20’18"; 109. Farrar (Usa); 115. Bruseghin; 124. Baggio; 130. Belletti; 143. Caccia; 144. Mazzanti; 147. Coledan a 23’02"; 148. Maggiore; 149. Righi. Partiti 200, arrivati 149; tra i ritirati Cavendish (Gb), Petacchi e Battaglin. ALBO D’ORO (recente) 1983 Saronni; 1984 Moser; 1985 Kuiper/Ola; 1986 Kelly/Irl; 1987 Maechler/Svi; 1988-’89 Fignon/Fra; 1990 Bugno; 1991 Chiappucci; 1992 Kelly/Irl; 1993 Fondriest; 1994 Furlan; 1995 Jalabert/Fra; 1996 Colombo; 1997-’98 Zabel/Ger; 1999 Tchmil/Bel; 2000-’01 Zabel/Ger; 2002 Cipollini; 2003 Bettini; 2004 Freire/Spa; 2005 Petacchi; 2006 Pozzato; 2007 Freire/Spa; 2008 Cancellara/Svi; 2009 Cavendish/Gb; 2010 Freire/Spa; 2011 Goss/Aus; 2012 Gerrans/Aus.


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CICLISMO IL MIGLIOR ITALIANO

Una volta tornati sull’Aurelia, non valeva la pena provare un contropiede?

«A fine discesa avevamo vento contro e le “trenate” di Cancellara tenevano la velocità troppo altra. Sembrava di essere a una crono più che alla Sanremo. Fabian non ha mai avuto un minimo rallentamento, però per me ha corso per il piazza-

«

Vincenzo Nibali, 27 anni, all’attacco sul Poggio seguito da Simon Gerrans, 31

La mia azione sul Poggio l’avevo studiata. Ma allo sprint non sono un fulmine

BETTINI

Nibali tutto cuore «Ho venduto cara la pelle» Il siciliano «Nel finale era una cronometro... Questo 3˚ posto non è male, ma volevo vincere» CLAUDIO GHISALBERTI SANREMO (Imperia)

Vincenzo Nibali ha mantenuto la promessa. «Attaccherò», aveva proclamato alla vigilia. L’ha fatto col cuore e l’orgoglio. Il suo scatto a 600 metri dalla cima del Poggio ha fatto saltare i piani dei velocisti. Ma s’è trovato nella situazione peggiore, con due compagni di fuga, Gerrans e Cancellara, scaltri e molto più veloci di lui allo sprint. «Provo soddisfazione e delusione allo stesso tempo — confessa Nibali —. Ho fatto ciò che dovevo, con i tempi e i modi giusti, ma per sperare di vincere non dovevo avere a ruota quei due. Quando ho visto Fabian ho pensato: "Non tiro un metro". Purtroppo, si sa, negli

sprint non sono proprio un fulmine. Se sono scalatore, non posso essere anche velocista» Attacco d’impulso o azione studiata?

«L’azione sul Poggio era studiata a tavolino sin dal mattino. Volevo andare via da solo in salita. Se non ci fosse stato quel forte vento in faccia avrei attaccato prima, ma così era impossibile. Mi consolo per avere venduto cara la pelle». L’azione del suo compagno Agnoli?

«Bellissima. Gli ho detto io di attaccare: è stato grande, ha dettato il ritmo su tutte le salite». In discesa in molti si aspettavano un suo tentativo.

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TENNIS le e ho persino sofferto. Ho provato a superare Gerrans per prendere la ruota di Cancellara, ma era impossibile».

DAL NOSTRO INVIATO

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IL VICENTINO

Pozzato è sesto: «Non ho capito la Liquigas» Filippo Pozzato è contento della prestazione, non del risultato (6˚), a 37 giorni dalla frattura alla clavicola destra in Qatar: «Quando sono partiti Nibali e Cancellara, sono stato titubante, perché c’era vento e non credevo andassero via. Non ho capito la tattica della Liquigas. Hanno fatto le Manie piano e hanno rallentato sulla Cipressa. Non si sono presi mai davvero la responsabilità della corsa».

mento. Con me poteva anche giocarsela in volata, ma con Gerrans era dura. Rilanciare in quella condizione e tentare il colpo era impossibile. Poi dietro c’era Sagan, che magari poteva rientrare e allo sprint giocarsela. Insomma, ho fatto il possibile, non potevo chiedere di più. Complimenti a Gerrans, sia per lo sprint finale sia per essere riuscito a seguirmi nell’azione decisiva». Pozzato ha criticato la tattica Liquigas. Ha detto che avevate promesso battaglia, invece state sempre a guardare.

«Abbiamo corso molto bene dal primo chilometro, con Longo Borghini e Bodnar a controllare la fuga. Poi dalle Manie in poi abbiamo fatto la corsa. Pozzato dov’era? E i suoi? Davanti s’è visto solo Failli in pianura tra Cipressa e Poggio». Il terzo posto, anche per come è venuto, è positivo. Però lei non sembra molto contento.

«Sì, è positivo, però quando stai così bene, è un peccato non vincere». Il risultato in casa Liquigas lascia un po’ di amaro in bocca anche per il 4˚ posto di Sagan. «Peter — dice il d.s. Stefano Zanatta — sul Poggio si è lasciato sorprendere, anche se via radio avevo avvisato della progressione di Cancellara. Poi era convinto che i Katusha sarebbero riusciti a chiudere. Lui, con davanti Nibali, non si è più mosso perché a quel punto aveva paura di riportare sotto tutti. Un errore di gioventù».

«Siamo venuti giù a velocità fol-

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le Pagelle

DI LUCA GIALANELLA

GERRANS COME UN LUPO, PER SAGAN UNA CORSA DAI TRE VOLTI 9 Simon Gerrans È come un lupo, che si acquatta in attesa della preda. Astuto, furbo, con quella punta di velocità in volata necessaria per far centro nei gruppetti. Gli piacciono le fughe: ritrovarselo al fianco vuol dire quasi sempre perdere. Gerrans ha 31 anni. In carriera è uno dei pochi che ha vinto tappe a Giro, Tour e Vuelta. Attaccante nato, con quell’indole del coraggio ereditata dal motocross, sua passione da piccolo. Se

Cancellara è stato il più forte, lui non è da meno, per quelle che sono le sue capacità: è stato il primo a rispondere a Nibali, in discesa Cancellara gli aveva preso 20 metri e chiudere gli è costato (e molto), in pianura si andava a 62 all’ora e del resto ognuno gioca le carte come può. A Prato Nevoso (Cuneo) ha vinto la tappa del Tour; sul San Luca, sopra Bologna, si è imposto al Giro. E ieri la Sanremo LAPRESSE

9

8

7

6,5

6

6

5,5

3

Cancellara

Nibali

Pozzato

Sagan

Trentin

Brambilla

Boonen

Cavendish

Generoso e ancora una volta perdente, potente come mai nell’ultimo anno e testardo nel non voler cedere manco un metro: meglio arrivare secondo che decimo.

Non poteva fare di più: arrivare da solo era impossibile. Il re della Tirreno Adriatico ha mantenuto le promesse: il suo scatto ha acceso il finale.

Ha corso in maniera oculata, senza strafare. Il 9 febbraio si era fratturato la clavicola e sapeva benissimo quali erano i suoi limiti. Sempre nel vivo dell’azione.

Corsa dai tre volti per lui. Sul Poggio gli è scappato Cancellara davanti al naso; in discesa non ha dato cambi a Paolini con Nibali in fuga; straripante in volata, e poteva vincere.

La gara del 22enne neopro’ è finita ai 200 metri, quando si è toccato con Ballan. Boonen si era staccato, la volata toccava a lui: sarebbe finito nei 10. Ne sentiremo parlare.

È il più giovane italiano nei primi 50 all’arrivo: ha 24 anni. Ma soprattutto lo scalatorino della Colnago era in scia a Cancellara sul Poggio nell’azione decisiva.

Aveva gambe straordinarie, pedalava agile sulla Cipressa, faceva paura. Sarebbe stato il suo giorno, se sul Poggio non gli fosse caduto davanti Boeckmans. A Sanremo serve fortuna: lui lo sa

È affondato, come tutto il Team Sky: sono arrivati in 2 su 8. E ha fallito anche Boasson Hagen (solo 25˚), l’alternativa all’inglese. Per l’impegno, un bravo solo al neopro’ Puccio.

4 Sorpresa Isner

PAURA QUINTERO

Davvero sfortunata la Sanremo del debutto per il 26enne colombiano Carlos Quintero (ColombiaColdeportes), caduto nella discesa delle Manie a circa 90 km dalla fine. Trasportato all’ospedale di Pietra Ligure, lamenta una commozione cerebrale (con momentanea perdita di coscienza). Per lui anche le fratture di zigomo e scapola sinistri.

S WORLD TOUR Gerrans adesso è leader della classifica World Tour dell’Uci: 210 punti, Nibali è secondo a 182. Prossima prova il Giro di Catalogna, da domani, con Cunego e Basso

S

Re Djokovic è schiacciato

Il 2.06 Usa va in finale a Indian Wells con 55 vincenti (20 ace) e 33 discese a rete! VINCENZO MARTUCCI twitter@vincemartucci

Quando John Isner affonda il numero 1 del mondo e campione uscente, Novak Djokovic, firmando dopo 2 ore e tre quarti la più grande sorpresa di questi primi 3 mesi dell’anno, anche il cielo della California si commuove in onore del 7-6 3-6 7-6 del 2.06 di casa America che va in finale a Indian Wells. E, colmo dell’umidità di 7 giorni di gran caldo nel deserto, stoppa la semifinale Nadal-Federer, replica numero 28 della classica del decennio. Mentre Nole, il fenomeno del cemento, il miglior risponditore, corre dai microfoni per sfogarsi, e raccontare quant’è difficile fronteggiare quel bombardamento di servizi ( a 225 all’ora con 20 aces), e quel su e giù (55 vincenti-41 errori), da parte dell’omone con la faccia da bambino che va 33 volte a rete e si muove sempre meglio (allenamento e doppi), e ha sempre più coraggio. Dopo aver battuto quest’anno Federer in coppa Davis, come premio dei 5 set giocati contro Rafa al Roland Garros e lo stesso Djoker in Davis. Esperienza Isner arriva tardi, a 26 anni (contro i

24 di Djokovic), perché ha giocato e s’è laureato all’Università e non ha seguito la normale trafila dei pro. Fino a Bercy di novembre, non aveva mai superato gli ottavi in 23 Masters 1000 e a Indian Wells arriva addirittura alla prima finale, già sicuro, domani, di entrare per la prima volta nei primi 10 del mondo (8 se vince il titolo) e di

BRAVA NOEMI Ancora un successo per la campionessa italiana Noemi Cantele. La 30enne varesina della Be Pink, in trasferta in America Centrale, ha vinto la prima tappa della Vuelta El Salvador dopo che aveva già firmato il Gran Premio El Salvador.

S MTB (m.gaz.) A Pietermaritzburg (Sudafrica) nella 1ª prova della coppa del Mondo mtb: 2˚ posto tra gli under 23 per l’altoatesino Gerhard Kerschbaumer (TX Active Bianchi). Tra gli elite, 9˚ posto per Marco Aurelio Fontana. Donne: 26ª Eva Lechner

John Isner, 26 anni, statunitense, 3 titoli Atp EPA

ravvivare l’interesse Usa verso il tennis. Isner rimarrà comunque nella storia per il match più lungo di sempre, nel 1˚ turno di Wimbledon 2010 vinto in 11 ore e 5 minuti per 70-68 al quinto con 113 ace contro Mahut. Isner non ha paura del Djokovic appesantito dal lavoro fisico che arriva in semifinale a Indian Wells senza le famose accelerazioni, ma solo d’esperienza, tattica, risposta e servizio, favorito anche dagli scivoloni dei «top ten». Isner, a ritmo lento, su un campo lento, con Nole lento, rimonta da 1-2 a 5-5, e strappa il tie-break al serbo sempre più stizzito. Due errori gli costano il 6-3, il servizio lo salva dal tracollo sul 3-3, ma è lui a guidare le danze. Lui ad avere il match point sul 6-5. Lui, nel tie-break, a salire 2-0 4-2 6-3. Lui a chiudere con l’ace numero 20. Donne Azarenka-Sharapova ripropone per la pri-

ma volta da Sydney 2008 (Henin-Kuznetsova), la finale fra la n. 1 e la n. 2 del mondo, rivincita della finale degli Australian Open, vinta da Viktoria su Masha. Che così aveva scalzato Caroline Wozniacki dal trono della classifica, assicurandosi da subito una fama migliore di altre n. 1, come Safina, Ivanovic e Jankovic e togliendosi l’etichetta proprio di «nuova Sharapova». Anche lei bell’atleta bionda dell’ex Urss, allevata in America al tennis fisico e pieno di gemiti varato dall’altra transfuga Kournikova e poi esaltato dalla Sharapova (ex n. 1 del mondo e 3 trionfi Slam). Nel 2012, Vika è a 22 vittorie consecutive (con la semifinale di venerdì notte con Kerber), con 3 titoli. Come non accadeva dal ’97 con Martina Hingis: 37 successi di fila. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Singolare, maschile, semifinali: Isner (Usa) b.Djokovic (Ser) 7-6 (7) 3-6 7-6 (5); quarti: Nadal (Spa) b. Nalbandian (Arg) 4-6 7-5 6-4; femminile, semifinali: Azarenka (Bie) b. Kerber (Ger) 6-4 6-3; Sharapova (Rus) b. Ivanovic (Ser) 6-4 0-1, rit (anca sinistra).


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RUGBY SEI NAZIONI: L’ULTIMA GIORNATA

il film Ottanta minuti di passione Festa Ongaro: è l’ultimo match CORAGGIO Castrogiovanni indemoniato Castro è più volte penalizzato in mischia chiusa, ma nel gioco aperto si batte e placca come un leone REUTERS

OCCASIONI PERSE I calci sbagliati di Mirco Bergamasco Nei primi 40’ l’Italia ha il controllo del match, ma raccoglie poco anche per due errori dalla piazzola di Bergamasco FAMA

IL MOMENTO CHIAVE Il drop di Burton Dopo due minuti in 13, al 37’ s.t. Burton segna il drop del +7. A destra, Ongaro in trionfo a fine gara FOTOPRESS/TEDESCHI

ITALIA, FINALMENTE! Sofferenza e trionfo all’ultimo respiro Dominio del campo, ma pochi punti: gli azzurri lottano e battono la Scozia dopo 4 sconfitte ITALIA SCOZIA

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MARCATORI: p.t. 10’ c.p. Mi. Bergamasco, 35’ c.p. Laidlaw; s.t. 4’ m. Venditti tr. Burton, 20’ c.t. Laidlaw, 37’ drop Burton. ITALIA: Masi; Venditti, Benvenuti, Canale (27’ s.t. Toniolatti), Mi. Bergamasco; Burton, Gori (25’ s.t. Botes, 31’ s.t. Favaro); Parisse, Barbieri (16’ s.t. Vosawai), Zanni; Bortolami, Geldenhuys (35’ s.t. Furno); Castrogiovanni (25’ s.t. Lo Cicero), Ongaro (16’ s.t. D’Apice), Lo Cicero (12’ s.t. Cittadini). All. Brunel. SCOZIA: Hogg; Evans, De Luca, Morrison, S. Lamont; Laidlaw (28’ s.t. Jackson), Blair; Denton, Rennie, Barclay (30’ s.t. Vernon); Hamilton, Gray (14’ s.t. Kellock); Cross (9’ s.t. Murray), Ford, Walsh. All. Robinson. ARBITRO: Rolland (Irlanda). NOTE: p.t. 3-3. Spettatori 72.357. Gialli: 39’ p.t. De Luca; 15’ s.t. Hamilton, 25’ s.t. Zanni. Calci: Mi. Bergamasco 1 su 3 (3 punti), Burton 1 su 1 (2 punti) e 1 su 2 drop (3 punti); Laidlaw 2 su 3 (6 punti). Mischie: Italia vinte 4, perse 0; Scozia vinte 7, perse 0. Touche: Ita vinte 14, perse 2; Sco vinte 6, perse 6. Penalità concesse: Ita 9; Sco 13. Passaggi: Ita 157; Sco 86. Placcaggi: Ita 53 (mancati 3); Sco 109 (mancati 4). Possesso: Ita 35’; Sco 32’. Nella metà campo avversaria: Ita 65’; Sco 27’. Uomo del match: Castrogiovanni.

ANDREA BUONGIOVANNI ROMA

Loro 22 giù (i 15 titolari più i 7 usciti dalla panchina), gli altri 72.357 su. Tutti uniti in un gigantesco abbraccio collettivo. «Il cielo è sempre più blu» cantano insieme, giocatori e tifosi, incitati come un anno fa dopo il trionfo sulla Francia dalle indimenticabili note di Rino Gaetano. «Noi abbiamo vinto una partita, voi il Sei Nazioni» urla al microfono capitan Sergio Parisse, rivolgendosi allo straripante pubblico. L’Olimpico è una bolgia, una polveriera. Loro giù — giù in campo — fanno il giro d’onore, portando a spalle un commosso Fabio Ongaro che, dopo dodici anni e 81 caps azzurri, passa l’ovale. Gli altri su — su in tribuna — esultano e ringraziano. «Rugby, passione italiana»: oggi più che mai. Un esaurito così, lo stadio capitolino, non lo vedeva da tempo. Nemmeno per il calcio. Super Castro La Scozia è battuta e superata nel ranking. Il cucchiaio di legno e l’ultimo posto nel Torneo sono evitati. La vittoria, finalmente, dopo

L’OPINIONE di ANDREA BUONGIOVANNI

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Cucchiai scozzesi Per la Scozia è il 12˚ cucchiaio di legno, l’ultimo era nel 2004. L’Italia resta a quattro

Venditti in meta, poi gli infortuni e la paura. Burton infila il drop della sicurezza Brunel: «Vittoria che ci dà fiducia, a giugno continueremo a crescere» un Sei Nazioni in salita, è arrivata. A riscattare, in particolare, il k.o. interno contro l’Inghilterra e i tanti rimpianti di quel giorno. C’è da fare un monumento a Giovanbattista Venditti, autore dell’unica meta del match (per il 21enne esordiente, sono due in quattro partite). E un altro, ancor più grande, a Martin Castrogiovanni. Il pilone, cinque settimane fa, sul prato romano si fratturava due costole; contro gli Highlanders, al ritorno, è stato in campo 65’ con la consueta aggressività. Un leone. Il premio di uomo del match, subito regalato all’amicone Ongaro, è strameritato. Il suo

coraggio è peraltro il coraggio dell’intera Nazionale. Una squadra che ha ancora tanti limiti, molti problemi da risolvere (tra i primi quello del calciatore: il 10 su 19 totale nel Torneo la dice lunga), ma alla quale nulla si può rimproverare in fatto di dedizione.

nel primo tempo, come tante altre volte, ha dominato, ma non concretizzato. È addirittura rimasta 38’18" nella metà campo avversaria, ha sempre avuto palla in mano e ha difeso avanzando. L’attacco, però, s’è confermato sterile e incapace di creare. Meno male che la Scozia, al 39’, è rimasta in 14 (giallo a De Luca) e gli azzurri, in avvio di ripresa, ne hanno approfittato. La meta di Venditti — crapa pelata come Botes per la tradizionale «matricola» e segno della croce dopo la realizzazione — è arrivata, su suggerimento di Burton, in

Attacco sterile La partita non passerà agli annali. Gioco se n’è visto ben poco. Tecnicamente ha detto nulla. Su entrambi i fronti ha prevalso la paura. Ma che importa? In un pomeriggio così, di fronte a una folla così, contava solo il risultato. Ed è arrivato. Come una liberazione. E con tanta sofferenza... Il 3-3 dell’intervallo, figlio di un piazzato di Mirco Bergamasco (1 su 3 e poi, dalla piazzola, spazio a Burton), faceva temere il peggio. Soprattutto perché l’Italia,

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Vittorie azzurre In 13 sfide con la Scozia nel Torneo, l’Italia ne ha vinte sei. Una a Edimburgo, nel 2007

IN CAMPO DOPO LA FRATTURA «MASCIOLETTI CI HA DATO LE MAGLIE PRIMA DELLA PARTITA: CI HA IN COMMOSSO»

sbaglia tante cose tattiche però lascia tutto in campo». Si butta dietro anche le polemiche con Massimo Cuttitta sul suo recupero lampo: «Io spero che l’abbia fatto per mettere un po’ di pepe. Io devo ringraziare tutti i dottori che mi hanno sopportato, e non è facile, e hanno dato tutto per mettermi in campo». Nel frattempo Cuttitta ha fatto un po’ «retromarcia» sulle sue dichiarazioni. A sentirlo Castro fa un sorriso.

re? Da uno a cento 300. Ho sofferto tanto a guardarla da fuori e non mi trovo nei panni del commentatore di tv, ma ripeto secondo me qualunque giocatore avrebbe fatto quello che ho fatto io. Sergio ha giocato le ultime due partite col problema al dito, questo è lo spirito della squadra e penso che il pubblico, anche se non offriamo tante vittorie, lo capisca. Sentire l’inno di Mameli così è un’emozione fortissima».

Gioia Poi preferisce tornare alla gioia di essere sceso in campo oggi. «Quanto volevo rientra-

Altre emozioni Castro ha un pen-

sua ultima partita in Nazionale, uscito in lacrime fra gli applausi: «Fabio è un mio amico, lo prendiamo in giro ma in prima linea m’ha insegnato tanto e anche nella vita ed è un onore avere fatto quest’ultima partita con lui. Siamo contenti di avergli fatto finire la carriera in azzurro con una vittoria». L’altra è l’ex c.t. della Nazionale Massimo Mascioletti, presente allo stadio con la squadra, che ha lottato negli ultimi due anni per riprendersi dalle conseguenze di un grave ictus: «Quando ci ha consegnato le maglie prima della partita piangevamo tutti come bambini — racconta Castro — perché chi lo conosce ed è stato allenato da lui, sa quanto abbia lottato. È un esempio per tutti noi». Castro, guerriero ma non solo.

siero per due persone speciali oggi. Una è Fabio Ongaro, alla

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Castro, la costola oltre l’ostacolo «Per giocare avrei dato la vita» ROMA

ne di miglior uomo del match. Pelle d’oca «Se ci penso mi vie-

Martin Castrogiovanni, 30 anni: ieri ha firmato l’85˚ cap EIDON

È la giornata delle emozioni. Quelle di Martin Castrogiovanni sono trasparenti dietro il tono di voce tranquillo. Un mese fa era uscito dal campo dell’Olimpico tenendosi il costato e costretto a farsi aiutare a camminare. Ieri dopo 10 minuti è stato costretto dall’arbitro a togliersi la protezione, giudicata non regolamentare, ma quando Brunel l’ha fatto uscire gli oltre settantamila gli hanno tributato un applauso da guerriero, ripetuto all’acclamazio-

ne ancora la pelle d’oca. È sicuramente bellissimo essere il migliore del match — dice il 30enne pilone azzurro — anche se non penso di essere stato il migliore, altri sono stati più forti di me. Però ci volevo essere, penso che qualsiasi giocatore di questa squadra avrebbe lasciato tutto per vestire questa maglia. Qualunque giocatore avrebbe rischiato la costola, il polmone, anche la vita, perché si è visto anche oggi che questa squadra a volte non gioca bene,

v.b.


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A

HANNO DETTO

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quel frangente. Di giallo agli ospiti, nuovamente per un fallo professionale, ne è arrivato a ruota un altro (ad Hamilton) e lì Parisse e compagni, anziché svoltare come avrebbero dovuto, hanno concesso un’infinità di punizioni (mischia azzurra fallosissima).

Parisse «Abbiamo fatto cose grandi in touche e stavolta non siamo calati alla distanza. Merito del lavoro in settimana, nel quale abbiamo dato priorità al recupero»

Finale arroventato La Scozia ha

accorciato (10-6), ma poi non ha sfruttato i 10’ di panca-puniti subiti da Zanni. L’Italia, intorno al 70’, ha pure giocato 3-4’ in 13, perché fuori Botes (frattura dell’omero sinistro) e Canale (sospetta del polso destro) ha pasticciato con le sostituzioni, trovandosi alla fine con Toniolatti mediano di mischia, Favaro primo centro e in campo pure Vosawai e Furno al debutto con Brunel. Ma a chiudere il discorso, in extremis, dopo l’ennesima touche rubata (sei alla fine), è arrivato un intelligente drop di Burton. Per molti versi ha ricordato quello con il quale Marcato suggellò a tempo scaduto il Sei Nazioni 2008, regalando alla Nazionale la prima vittoria in quel Torneo, sempre ai danni della Scozia, evitando al c.t. Nick Mallett l’onta di chiudere il suo primo Sei Nazioni a zero punti. Così come ha rischiato Jacques Brunel. «Questo successo — dice il c.t., che ha visto la partita a fianco a Massimo Mascioletti — ci dà morale e fiducia. Il processo cominciato continuerà col tour estivo. Prendiamo quel che di buono si è visto in ognuna delle cinque partite. Ripartiamo da qui». E dai 72.357 tornati a casa felici. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Giovanbattista Venditti, 21 anni. Nato ad Avezzano, ala degli Aironi, è alla seconda meta in quattro presenze azzurre APF

S Bergamasco «Il caldo non ha aiutato ma siamo riusciti a imporre il nostro gioco. Questa squadra ha basi solide, ha giocato più palloni e trovato spazi»

S Burton «Gli avanti hanno fatto un gran lavoro ma avevamo troppa frenesia di segnare. Sono soddisfatto di come ho giocato. Dovrei giocare sempre così»

S Venditti «Sono felice per la meta. I più esperti per me in queste settimane sono stati un punto di riferimento negli allenamenti e nella vita collettiva»

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VALERIA BENEDETTI ROMA

Questa sì che era la giornata giusta. Sole, cielo limpido e temperatura da esplosione primaverile. Stavolta tutto era ideale per una festa. E festa è stata su tutta la superficie del Foro Italico, tappezzata di gente dalla mattina alle dieci fino a sera. Sessantamila presenze contate al Terzo Tempo allo Stadio dei Marmi, dove prima della gara si mangiava e beveva, si giocava a rugby in varie 2 1. L’ Olimpico pieno. 2. Tommaso D’Apice suona «Smoke on the Water» al Villaggio Terzo Tempo. 3. Sugli spalti anche i Puffi. 4. Mezzi d’altri tempi per raggiungere lo stadio.

D’Apice suona «Smoke on the water», Ongaro spezza il cucchiaio di legno

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FAMA-BARTOLETTI-KEYPRESS-TEDESCHI

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Urla per Parisse, balli e canti E gli scozzesi si consolano con la birra forme (bimbi in piccoli recinti, un acrobata sui trampoli che prendeva di mira i passanti, gruppi misti improvvisati), si ascoltava musica. Da tutta Italia I fan del rugby si

sono svegliati all’alba (molti) per arrivare da tutte le parti d’Italia, da Nord a Sud senza distinzioni. Ma non solo. I seimila tifosi scozzesi che hanno acquistato i biglietti per la partita già da venerdì avevano colorato le vie della città. Kilt di tutti i colori anche a sorpresa, perché quando passi vicino ad alcuni di loro senti che sono indubitabilmente italiani, venuti allo stadio in... incognito. Il muro delle firme alle undici è già pieno: c’è Cosenza (anche con la squadra femminile), Ragusa, come Milano e Viadana. C’è anche il riferimento al tormentone calcistico del momento: «Filippo lascia perdere il calcio e passa al rugby. Se ti prendono in giro ti facciamo accompagnare dal pacchetto di mischia». Striscioni anche dentro lo stadio. Un «Dio c’è, Lo Cicero pure...» e un più speranzoso «Se l’Olimpico "potrebbe" parlare, vi ospiterebbe sempre volentieri». Messaggio esplicito di chi ha eletto lo stadio romano a casa del rugby. E intanto i settantamila — tra i quali il c.t. della palla rotonda, Prandelli — spingono l’Italia a completare la giornata di festa. Delirio azzurro Quello vero arri-

va nel dopo partita. Gli azzurri, come promesso, vanno al villaggio per ringraziare i tifosi. E quando arrivano, un’ora abbon-

Puffi, striscioni e italiani col kilt Il muro dei 73.000 colora l’Olimpico

per il Bouclier a Perpignan? Lì c’erano forse più persone. Però questa è una festa incredibile, è il segno di quanta passione può scatenare questa Nazionale. È stato un grande passo giocare davanti a oltre settantamila spettatori. E l’anno prossimo accadrà almeno altre quattro volte (tre nel 6 Nazioni e una contro gli All Blacks a Milano o sempre a Roma), sono occasioni importanti per il rugby italiano. Ma oggi la festa è dei ragazzi. Qui c’è una squadra, il suo stadio e la sua gente».

Da Nord e da Sud tifosi in maschera. Poi festa per 60.000 allo Stadio dei Marmi: quando arrivano gli azzurri comincia un gigantesco terzo tempo

Scatenati Quando Parisse prende il microfono scatta il coro «c’è solo un capitano». Tommi D’Apice vede una chitarra, la imbraccia e inizia ad accordare. Poi guadagna il centro del palco e inizia a suonare le prime note di Smoke on the Water dei Deep Purple. Il tallonatore azzurro è bravo (è risaputa la sua passione per la musica), la band di Giusti (gli Intilli Piedi) capisce e gli va dietro: delirio. Castro è stanco e si mette seduto, Fabio Ongaro ha finito di commuoversi, rompe il cucchiaio di legno e si concede agli autografi. Alessandro Troncon osserva orgoglioso i suoi ragazzi ma sempre in disparte. «È la loro festa». E la gente balla e canta, fra il pubblico che osanna gli azzurri anche molti scozzesi che sportivamente si concedono a foto ricordo con il cucchiaio di legno facendosi offrire birre per consolarsi. Il rugby è anche questo. (ha collaborato Roberto Parretta)

Lo striscione

Cucchiai e forchette Lo striscione degli studenti del liceo scientifico di Amatrice. Il Cucchiaio di Legno è un trofeo simbolico che, nella tradizione francese e italiana, va alla squadra che perde tutte le partite del Torneo.

dante dopo la partita, lo spettacolo è da brividi. Il campo dello Stadio dei Marmi è un tappeto coloratissimo di persone che si apre in due ali lasciando passare in mezzo i giocatori acclamati verso il palco dove il padrone di casa, il conduttore Max Giusti, e lo speaker della Nazionale Saverio Girotto li attendono per dare il via allo spettacolo. L’ultimo ad arrivare è Martin Castrogiovanni: per lui (con in testa il berretto dell’associazione In Meta per Olivia, che si occupa dell’integrazione sociale dei bambini nati sordi e che il pilone azzurro sostiene) una vera ovazione e per riuscire a strapparlo all’affetto della gente c’è bisogno dell’intervento del servizio d’ordine. Colpito anche il commissario tecnico francese Jacques Brunel, finalmente rilassato: «Come la festa

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ORE 14.30, RAISPORT 2

LE ALTRE TERZO CAPPOTTO IN OTTO ANNI. L’INGHILTERRA SCHIACCIA L’IRLANDA: LANCASTER VERSO L’INCARICO DEFINITIVO

L’Italia Emergenti a L’Aquila: incasso per il nuovo campo

Cuthbert trascina il Galles allo Slam

(e.gi.) Oggi a L’Aquila (ore 14.30, diretta RaiSport 2) Italia Emergenti-England Students, match d’esordio della nuova Italia A. Gianluca Guidi sceglie Morisi centro e Bocchino apertura. Il ricavato sarà devoluto alla costruzione di un campo da rugby in sintetico nella struttura di Piazza d’Armi. Il XV: Iannone; Visentin, Majstorovic, Morisi, Bacchetti; Bocchino, Martinelli; Barbini, Cristiano, Belardo; Caffini, Fuser; Chistolini, Giazzon, Fazzari. DONNE Oggi alle 14.30 a Rovato (Bs), Italia-Scozia donne.

Contro la Francia, l’enorme ala firma la meta del trionfo Il Grande Slam dei giovani. Il Galles centra l’11˚ cappotto — il terzo in otto edizioni di fila dopo 2005 e 2008 — con una generazione che promette di incendiare a lungo i campi d’Europa. Sette dei 15 titolari ieri avevano meno di 24 anni, e hanno annichilito una Francia esperta, simile a quella che, cinque mesi fa, li aveva battuti nella semifinale mondiale. La rivincita porta la firma di Alex Cuthbert, 21enne ala di 198 cm per 104 kg, autore del-

Per Lancaster Sorride anche

l’Inghilterra, che dopo un Mondiale catastrofico batte l’Irlanda e chiude al secondo posto, con una sola sconfitta (il 12-19 col Galles, con la meta del possibile pari di Strettle non assegnata dal Tmo). Il c.t. ad interim, Stuart Lancaster, è vicino all’incarico definitivo.

la sola meta della partita, al termine di un delizioso slalom. Il resto lo aggiunge Halfpenny al piede, ma la chiave è l’intensità gallese nei punti d’incontro, una difesa imperforabile — tre mete subite in cinque gare — e pertinenza ed esecuzione delle scelte di gioco.

Sam Warburton con la Coppa del Sei Nazioni. Per il Galles è la 25ª vittoria in solitario AFP

Galles-Francia 16-9 (p.t. 10-3). Marcatori: p.t. 10’ c.p. Yachvili (F), 20’ m. Cuthbert tr. Halfpenny (G), 32’ c.p. Halfpenny (G); s.t. 4’ c.p. Beauxis (F), 12’ c.p. Halfpenny (G), 32’ c.p. Yachvili (F), 35’ c.p. Halfpenny (G). Inghilterra-Irlanda 30-9 (p.t. 9-6). Marcatori: p.t. 2’ c.p. Farrell (In), 15’ c.p. Sexton (Ir), 23’ e 34’ c.p. Farrell (In), 40’ c.p. Sexton (Ir); s.t. 8’ c.p. Farrell (In), 11’ c.p. Sexton (Ir), 18’ m. tecnica Inghilterra tr. Farrell, 64’ c.p. Farrell (In), 33’ m. Youngs (In), 37’ c.p. Farrell (In).

Risultati QUINTO TURNO Italia-Scozia Galles-Francia Inghilterra-Irlanda

13-6 16-9 30-9

La classifica SQUADRE

PARTITE PT

V

N

P

Galles

10

5

0

0 109 58 +51

F

S

DIFF.

Inghilterra

8

4

0

1

Irlanda

5

2

1

2 121 94 +27

Francia

5

2

1

2 101 86 +15

Italia

2

1

0

4

53 121 -68

Scozia

0

0

0

5

56 108 -52

98 71 +27

Due punti a vittoria, uno a pari, zero a sconfitta. In caso di arrivo alla pari, vale la differenza punti fatti-subiti nell’arco del Torneo.


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BASKET SERIE A, 8a GIORNATA DI RITORNO

PALLANUOTO

Cantù respinge Roma con Shermadini e Perkins Con il centro in campo non c’è partita, ma i falli lo limitano. Decidono due liberi del play a -5". Dedovic fallisce il tiro vittoria allo scadere CANTÙ ROMA

Trinchieri deve resistere con Marconato in una gara in cui Leunen deve giocare 40’ e Brunner dà poco. Cantù subisce la fisicità del centro americano. Il rientro in campo di Shermadini, produce 5 suoi punti immediati e il quarto fallo di Varnado: il 9-0 Bennet rimette la gara dove dovrebbe essere per produzione di pallacanestro (58-46), ma Roma non molla. Con Maestranzi è di nuovo in scia (60-56 al 32’). Shermadini ha 4 falli, Calvani cambia assetto sopportando un Datome spento per marcare Leunen. Ne approfitta Dedovic che a 72" dalla fine, porta Roma per la prima volta in vantaggio (69-70). Varnado interferisce su un tiro di Perkins (71-70), Datome si iscrive a referto coi due personali del nuovo sorpasso (71-72 a - 15"), ancora Perkins mette la sfida in ghiaccio.

73 72

(22-20, 41-34; 58-51) BENNET CANTÙ’: Perkins 13 (3/8, 1/4), Mazzarino 9 (2/3, 1/5), Micov 7 (0/3, 1/3), Leunen 11 (1/2, 3/5), Shermadini 18 (6/9); Markoishvili 6 (3/6, 0/3), Marconato 4 (2/4), Brunner 5 (2/3). N.e.: Abass, Diviach, Bolzonella, Meroni. All.: Trinchieri. ACEA ROMA: Gordic 11 (3/4, 1/2), Tucker 7 (1/5, 1/3), Dedovic 23 (8/12, 2/2), Slokar 8 (3/8), Varnado 8 (2/2); Tonolli (0/1), Mordente, Datome 2 (0/3, 0/3), Kakiouzis 2 (0/1, 0/1), Maestranzi 11 (3/6 da 3). N.e.: Crosariol, Marchetti. All.: Calvani. ARBITRI: Mattioli, Filippini, Capurro. NOTE - T.l.: Can 17/21, Roma 17/19. Rimb.: Can 34 (Perkins 9), Roma 31 (Tucker 7). Ass.: Can 14 (Perkins 7), Roma 11 (3 con 2). Progr.: 5’ 15-8, 15’ 31-25, 25’ 47-44, 35’ 62-60. Usc. 5f.: Maestranzi 39’41" (71-70), Varnado 39’55" (71-72). Spett. 3703 per 40.668 euro.

Trinchieri «Abbiamo meritato, DAL NOSTRO INVIATO

LUCA CHIABOTTI CANTÙ

Con Georgi Shermadini in campo, la partita non si gioca. Cantù è superiore. Punto. Ma il centro georgiano non va oltre i 18’ di autonomia per problemi di falli. Non importa se in quel limitato periodo, la Bennet vince facile, di 17 punti. Negli altri 22’, la sua squadra, senza Cinciarini e Basile, con soli quattro esterni da ruotare, si affida alla quantità di Doron Perkins: 13 punti, 9 rimbalzi, 7 assist compreso il canestro del +1 dopo il primo sorpasso di Roma a 72" dalla sire-

na e i liberi, tremolanti e ballonzolanti sul ferro, ma a segno, che a -5" permettono alla Bennett di vincere la quarta partita di fila. Ultimo tiro L’ultimo tiro di De-

dovic, è una tabellata in corsa ma non toglie nulla alla sua grande gara e a quella dell’Acea: «Non ho niente da rimproverarci — dice Marco Calvani che vede il suo bilancio da head coach scendere a 3-3 dopo le tre vittorie iniziali —, abbiamo giocato un’ottima partita e i ragazzi hanno dimostrato di avere ancora molto da dire. Avevamo la palla per vincere. Sono contento per

Maestranzi, l’abbiamo aspettato a lungo dopo l’infortunio». La partita Shermadini parte

forte ma viene fermato dopo 4’ dal 2˚ fallo. Dedovic lascia il segno con 10 punti nel primo quarto (anzi in 5’) contro Micov chiamato anche a fare il play: la Bennet è sempre davanti ma non riesce a mettere distanza, fino quando rientra Shermadini che, con Perkins, dà la prima spallata a Roma (36-27). Ma per il georgiano arriva il terzo fallo e due rigori da tre sbagliati da Mazzarino non fanno partire il pugno del k.o. Varnado entra in partita nel secondo tempo, quando

Giorgi Shermadini, 22 anni, centro georgiano, 8.8 punti di media in campionato CIAM-CAST

vedo solo due vantaggi di Roma — dice Andrea Trinchieri —. Alla fine ci siamo un po’ piantati, avevamo solo 4 esterni. Tra tante cose buone c’è un problema che si ripete e noi dello staff non riusciamo a individuare: sul +12, anche stavolta non abbiamo gestito il vantaggio, subendo momenti individuali degli avversari. Ci rivolgeremo al Cern». Resta la fioritura di un pivot di 2.15 di soli 22 anni, ma che fa ancora troppi falli: «Ha talento ma non il mestiere, lo capisco e lo accarezzo. Non ha tanta carne addosso, lo picchiano ed è dura per lui, soprattutto in campionato». © RIPRODUZIONE RISERVATA

la guida

L’ALTRO ANTICIPO SCAVO AL 5O POSTO

NBA BATTUTA INDIANA AL MADISON

Il posticipo (20.30) è Milano-Caserta In tv su RaiSport 1

White e Jones trascinano Pesaro Avellino si arrende

Knicks, altra vittoria Lin resta in quintetto

AVELLINO (l.z.) Pesaro espugna Avellino con una prestazione di squadra ottima al cospetto della formazione irpina, indomabile e coraggiosa oltre ogni limite. Gli ospiti sono in vantaggio per 40’, ma Avellino, che paga una prima frazione balbettante, rincorre e resta in gara fino in fondo col quintetto che chiude in doppia cifra. Pesaro gioca un 1O tempo perfetto (62% al tiro) prendendo subito il comando del punteggio e al 6’ tocca il massimo vantaggio di 15 punti (11 26). Avellino reagisce in avvio di secondo periodo, con un parziale di 10 2 e si avvicina agli ospiti (29 33 al 13’). Sale in cattedra Cusin che realizza 9 punti in 5’ consentendo alla squadra di Dalmonte un nuovo allungo alla fine dei primi 20’ (46 54). Avellino prova a rintuzzare con Pesaro incapace di chiudere definitivamente la gara, e così la Sidigas riesce a salvare il +10 dell’andata.

Danny Granger avrebbe fatto meglio a star zitto. L’ala di Indiana aveva parlato di «due partite facili» prima della sfida del Madison con i Knicks (poi ritrovati ieri notte a Indianapolis). New York ha risposto con una larga vittoria toccando anche il +32 prima di chiudere a +15. Lin, dato per morto dai quotidiani newyorchesi, è stato confermato play titolare da coach Woodson, e ha segnato 13 punti con 5 assist e 5 rimbalzi.

BIELLA-TREVISO Arbitri: Cicoria, Ramilli, Provini. (a.m.) Angelico e Benetton al completo. TERAMO-SASSARI Arbitri: Chiari, Biggi, Caiazza. (m.p.-g.d.) Teramo sempre senza Ricci, Goods, e Green. Dinamo al completo. VENEZIA-VARESE Arbitri: Cerebuch, Weidmann, Vicino. (m.c.-a.f.) Umana ancora senza Fantoni, dopo l’intervento alla schiena di metà febbraio, dovrebbe rientrare domenica prossima a Casale Monferrato. Varese senza Garri per un guaio muscolare. MILANO-CASERTA (ore 20,30, RaiSport 1) Arbitri: Tola, Lanzarini, Barni. (l.b.) EA7 e Otto al completo. Ieri Scariolo è stato sentito dal procuratore federale Roberto Alabiso per le dichiarazioni rilasciate a Radio 24 in cui aveva parlato di «aria rancida, lobby, situazioni incancrenite, e poteri intoccabili» nel basket italiano. Il presidente Proli e la società hanno espresso pieno appoggio all’allenatore, ricordando inoltre che «Scariolo ha reso ampie dichiarazioni a chiarimento delle sue affermazioni a mezzo stampa». MONTEGRANARO-CASALE Arbitri: Facchini, Giansanti, Gori. (a.p.-m.n.) Casale: assenti solo i lungodegenti Nnamaka e Janning. Fabi al completo Riposa: Bologna Giocata giovedì: Siena-Cremona 79-61.

AVELLINO-PESARO 81-89 (19-31, 46-54; 64-69) SIDIGAS AVELLINO: Green 14 (2/3, 2/7), Gaddefors 13 (1/5, 3/5), Slay 10 (4/5, 0/1), Golemac 14 (4/4, 2/6), Johnson 15 (7/15); Spinelli 7 (1/4, 0/1), Infanti 8 (1/5, 2/4). N.e.:

Ferrara, Norcino, Ronconi, Soloperto. All.: Vitucci. SCAVOLINI SIVIGLIA PESARO: Hackett 9 (2/4, 1/1), Hickman 14 (1/2, 4/10), White 22 (4/5, 3/5), Jones 18 (5/6, 2/7), Cusin 11 (5/6); Cavaliero 11 (2/5, 2/2), Flamini,

Lydeka 4 (1/2). N.e.: Tortù, Alibegovic, Urbutis. All.: Dalmonte. ARBITRI: Begnis, Pozzana, Seghetti. NOTE - T.l.: Sid 14/16, Sca 13/18. Rimb.: Sid 36 (Johnson 14), Sca 29 (Cusin 7). Ass.: Sid 14 (Golemac, Johnson 5), Sca 18 (Hickman 7). Progr.: 5’ 11 18, 15’ 35 41, 25’ 54 62, 35’ 72 80. F.antisp.: Cavaliero 14’37" (33 41). Spett.: 2800 per 24.600 euro.

Riscatto Miami Dopo 4 k.o.

esterni in fila, Miami passa in casa dei Sixers, rischiando però nel finale dopo essere stata avanti di 29, con Phila arrivata a -4 prima dei 4 punti decisivi di LeBron. Stessa sorte per San Antonio a Oklahoma City. Agli Spurs, sopra di 27 nel 1o tempo, è servito un canestro di Duncan a 1’ dalla fine per resistere alla rimonta dei Thunder, capofila a Ovest. Sconfitta casalinga anche per la 1a a Est, Chicago, ancora priva di Derrick Rose e battuta da Portland. Debutto per Sessions in maglia Lakers con 7 punti e 5 assist in 19’ nella vittoria casalinga su Minnesota, battuta dai gialloviola per la 19a volta in fila. Brutta serata al tiro per Bargna-

ni (4/17 per 18 punti, con 7 rimbalzi) ma bella vittoria per Toronto che sbanca Memphis al supplementare. Risultati: Philadelphia-Miami 78-84 (Turner 13; James 29); Orlando-New Jersey 86-70 (Howard 18; G.Green 14); New York-Indiana 115-100 (Chandler, JR Smith 16; Collison 15); Atlanta-Washington 102-88 (Johnson 34; Booker 18); Chicago-Portland 89-100 (Boozer 22; Aldridge 21); Memphis-Toronto 110-114 dts (M.Gasol 28; Bayless 28); Oklahoma City-San Antonio 105-114 (Westbrook 36; Parker 25); Phoenix-Detroit 109-101 (Dudley 23; Stuckey 23); Sacramento-Boston 120-95 (Thornton 36; Allen 26); Lakers-Minnesota 97-92 (Bryant 28; Love 27); Golden State-Milwaukee 98-120 (Lee 22; Dunleavy 24).

UNIVERSITÀ

Che sorprese! Duke e Missouri sono già fuori Due clamorose sorprese al 1o turno del Torneo Ncaa. Fuori 2 teste di serie n.2. Duke battuta da Lehigh (ateneo della modesta Patriot League) e Missouri, tra le favorite al titolo, k.o. con Norfolk State. Avanti invece le 4 n.1, Kentucky, Michigan State, North Carolina e Syracuse (già ai quarti).

4

SIENA SOLA A +6 Così dopo i tre anticipi della 8a di ritorno

S CLASSIFICA Siena (18 vinte6 perse) 36; Cantù (15-8) 30; Sassari (14-8), Bologna (14-9) 28; Venezia (13-9), Milano (13-9), Pesaro (13-9) 26; Varese (12-11), Avellino (12-12) 24; Biella (11-12) 22; Caserta (10-12), Roma (10-14) 20; Treviso (9-13), Montegranaro (9-13) 18; Cremona (8-16) 16; Teramo (7-16) 14; Casale (6-17) 12.

S DONNE Ieri semifinali di Coppa Italia a Schio: Taranto-S.S. Giovanni 69-52 (Vaughn 17, Ballardini 15; Halvarsson 12, Haynie 11); Schio-Umbertide 59-59 (Cohen 15, Macchi 13; Martinez 9). Oggi (ore 17, RaiSport 2) finale: Schio-Taranto

S LEGADUE Oggi (18.15) 9a di ritorno: Brindisi-Piacenza 69-66 (venerdì); Barcellona-Jesi; Forlì-Imola; Veroli-Brescia; Scafati-Ostuni; Bologna-Sant’Antimo; Pistoia-Reggio Emilia (18.30). Riposa: Verona. Class.: Reggio Emilia (15 vinte-6 perse), Pistoia (15-7), Scafati (15-7), Brindisi (15-8) 30; Barcellona (12-10) 24; Brescia (11-10), Jesi (11-10) 22; Piacenza (10-12), Verona (10-12), Ostuni (10-12) 20; Veroli (9-13) 18; Bologna (8-13), Imola (8-13) 16; Sant’Antimo (7-14) 14; Forlì (6-15) 12.

L’ULTIMO TURNO

Bogliasco ai playoff Sfiderà la Pro Recco ACQUACHIARA-NERVI 9-8 (3-2, 2-1, 1-3, 3-2) Carpisa Yamamay Acquachiara: Kacic, Petkovic, D.Mattiello, Ferrone, Primorac 1, Saviano 1, Guidaldi; Fiorillo 2, Scotti Galletta 3, Gambacorta, Marcz 1 rig., Bencivenga 1. N.e. Lamoglia. All. Mirarchi. Ellevi Nervi: Dinu, Brambilla, Temellini 2 (1 rig.), Markovic, Marziali 4, Popovic, Cesini 1; Ravina, Moncagatta, Amelio, Chirico, Lanzoni. N.e. Cavo. All. Ferretti. Arbitri: Bensaia e Zappatore. Note: sup. num. Acquachiara 11 (3 gol), Nervi 5 (2). Usc. 3 f. Marcz 27’28". (d.p.) POSILLIPO-BRESCIA 6-4 (2-2, 1-0, 2-2, 1-0) Posillipo: Negri, Paskovic 1 rig., Gi.Mattiello 1, Bertoli, Minguell 3, Baraldi, Saccoia; Perez, Buonocore, Renzuto Iodice, Gallo, A.Calcaterra 1. N.e. Antonino. All. Silipo. Brescia: Del Lungo, C.Presciutti 1, Loncar, Mammarella, Nora, Elez 1, M.Gitto; Miotto, Legrenzi, R.Calcaterra 2, Binchi, Giorgi. N.e. Dian. All. Bovo. Arbitri: Caputi e Paoletti. Note: sup. num. Posillipo 3 (2), Brescia 5 (1). Del Lungo para un rigore a Gi.Mattiello al 19’25" (d.p.) FLORENTIA–BOGLIASCO 13–8 (4-3, 2-2, 3-0, 4-3) Florentia: Mugelli, Pagani 1, Espanol 1, M.Lapenna 1, Gobbi 4, Bini 2, A.Di Fulvio 1; Cocchi, F. i Fulvio 1, Coppoli, Razzi, Mandolini 2. N.e. Minetti. All. Sottani. Bogliasco: Mina, A.Di Somma 2, Vergano 1, Bettini 2, Camilleri 1, Deserti 1, E.Caliogna; Gavazzi, Ferrero 1, Fracas, Calcagno, Boero, Barillari. All. Magalotti. Arbitri: Fusco e Rotondano. Note: sup. num. Florentia 11 (5), Bogliasco 9 (5). Usc. 3 f. E.Caliogna 3˚ t., Coppoli 4˚ t. Al 15’04" esp. Espanol per gioco violento. Mugelli para rigore di Deserti nel 4˚ t. (a.p.) ORTIGIA-CAMOGLI 10-13 (1-4, 1-1, 4-2, 4-6) Igm Ortigia: Patricelli, Barranco, Zimonjic, Di Luciano 1, Napolitano 1, Tringali 1, Dogas 1, Cotella, Casasola 1, Rath 1, Suti 3 (1 rig.), Puglisi 1. All. Baio. Camogli: Ferrari, Morena, N.Presciutti 1, S.Luongo 1, L.Fondelli, Cupido, Valentino, Steardo 2, I.Sukno 1, Nikic 3, Astarita 3, Sadovyy 2, Gardella. All. Nikolic. Arbitri: Riccitelli e Calabrò. Note: sup. num. Ortigia 10 (5), Camogli 12 (6). Usc. 3 f. Morena 17'29", Valentino 27'32", Puglisi 28'17". (a.s.) CIVITAVECCHIA-CATANIA 12-13 (1-2, 6-1, 3-6, 2-4) Enel Civitavecchia: Visciola, Simeoni, Buffardi 1, Arcangeli, Rinaldi, Lisi 1, Draskovic 2, Chiarelli, Romiti 2 (1 rig.), Foschi 4 (2 rig.), S.Pagliarini 1, Di Rocco 1, All. M.Pagliarini. Strano Light Catania: Ruffelli, B.Torrisi, Riccioli 1, Negro, David 3, Iuppa, Scebba, Nikolic 4, Kakar, Privitera, Castagna 2, G.Torrisi 2, C.Torrisi 1. All. Dato. Arbitri: Piano e Monnis. Note: sup. num. Civitavecchia 10 (5), Catania 9 (4). Usc. 3 f. Draskovic 15'56", C.Torrisi 25'02", Buffardi 27'11", David 30'51". Esp. per proteste Simeoni al 31'27". (se.a.) L’anticipo Ferla Pro Recco-Carisa Savona 12-8. Classifica Pro Recco 60; Brescia 52; Savona 51; Acquachiara 49; Posillipo 37; Camogli 27; Florentia 26; Bogliasco 20; Nervi 18; Ortigia 18; Civitavecchia* 13; Catania* 9. (*retrocesse in serie A-2) Playoff Così nei quarti (14, 21, ev. 25/4): Pro Recco-Bogliasco, Brescia-Florentia, Savona-Camogli, Acquachiara-Posillipo. LEGA ADRIATICA A Fiume, in Croazia, atto conclusivo della Lega Adriatica. Nella semifinale con la Mladost, Pro Recco straripante: 12-5 con doppiette di Filipovic, Pijetlovic e Sandro Sukno. L’altra sfida tutta croata è stata vinta dai padroni di casa del Primorje contro lo Jug, 12-9. Oggi la finale. Nella gremita vasca fiumana è stato installato il sistema di illuminazione a led «Waterpolo Visual System» di Piscine Castiglione-Myrtha Pools e Aqvatech Engineering. A margine della Final Four, si sono incontrati i rappresentanti dei club che vorrebbero creare una Super League continentale: «Un incontro costruttivo» lo definisce il presidente della Federazione croata, Predrag Sloboda, lasciando intendere che non si vuole andare allo scontro con la Len, a cui potrebbe spettare l’egida della manifestazione. DONNE Nel recupero della 3a giornata di ritorno, Bologna-Igm Ortigia 7-6. In coda alla classifica, Bologna e Ortigia sono appaiate a 8 punti, segue il Volturno a 6. E oggi il Setterosa, dal collegiale di Ostia, sarà in collegamento con «Quelli che il calcio» su Rai 2.


DOMENICA 18 MARZO 2012

LA GAZZETTA SPORTIVA

39

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PALLAVOLO FINAL FOUR CHAMPIONS LEAGUE

NUOTO

Trento tramonta L’Europa non è più il suo regno

La Jones conquista la quarta Olimpiade La ranista è la prima nuotatrice australiana a riuscirci. Thorpe e il flop bis nei 100 sl: 21˚

Il Kazan di Vermiglio va sotto, poi si rianima e i campioni delle ultime 3 edizioni sono fuori DAL NOSTRO INVIATO

GIAN LUCA PASINI twitter@GianLucaPasini LODZ (Polonia)

TRENTO KAZAN

1 3

(33-31, 20-25, 23-25, 17-25)

La faccia sconsolata di Andrea Bari seduto per terra ti racconta tutto: «Prima o poi doveva succedere, peccato che sia capitato adesso, che sia capitato così». Non ha tutte le risposte del perché Trento ha perso con Kazan e oggi non giocherà la sua quarta finale di Champions consecutiva, sa che non si è vista la migliore squadra, ma questo non spiega tutto. Soprattutto riguardando il film della semifinale: Trento in rimonta conquista il primo set (33-31), nel secondo ha già messo a segno un break (14-11), va in battuta Volkov, guardando nel campo russo sembra quasi che ci sia un po' di rassegnazione. Trento ha vinto tutte le sfide con Kazan, l’ultima pochi mesi fa nel Mondiale per club. Sembra una scena già vista. Invece con l’ex centrale di Cuneo al servizio il Kazan si rianima, torna in partita e appoggiandosi proprio sul servizio (e da quel momento anche al muro) stravolge la gara e centra la finale. 0 ace Dove troverà i padroni di casa del Beltachow, caricati come non mai dagli oltre 12.000 della Atlas Arena a caccia di

TRENTINO PLANETWIN 365: Birarelli 10, Stokr 17, Kaziyski 17, Djuric 9, Raphael 1, Juantorena 16; Bari (L), Colaci (L), Della Lunga, Zygadlo, Sokolov 1. N.e. Burgsthaler. All. Stoytchev. ZENIT KAZAN: Vermiglio 1, Berezhko 8, Apalikov 13, Mikhailov 26, Sivozhelez 22, Volkov 11; Obmochaev (L), Babichev (L), Gutsalyuk 1, Cheremisin. N.e. Priddy, Babeshin. All. Alekno. ARBITRI: Vereecke (Fra) e Hobor (Ung). NOTE - Spettatori 12.500. Durata set: 36’, 26’, 29’, 24’; totale 115’. Trentino Planetwin 365: battute sbagliate 18, vincenti 0, muri 8, 2ª linea 13, errori 24; Zenit: battute sbagliate 17, vincenti 11, muri 11, 2ª linea 14, errori 22.

un risultato clamoroso che sfami la grande passione di volley che si vive da queste parti. Dove si è assistito a un fenomeno incredibile: il Trentino Volley che termina una gara di quasi 2 ore senza avere realizzato un ace, ma avendone subiti 11! Un risvolto tecnico che ha anche una facciata umana: Osmany Juantorena, pochi giorni fa, per bocca del presidente di Trento, Diego Mosna, ha comunicato che la prossima stagione giocherà all'estero (guarda caso a Kazan), la tempistica della notizia non è apparsa delle migliori. Ma Trento rispetto alla squadra che si è ammirata quest'anno (e che ha già vinto Mondiale per club, Supercoppa e Coppa Italia) è sembrata più vulnerabile sia dal punto di vista tecnico, che mentale. E a differenza, ad esempio della finale di Coppa a Roma, è stata anche incapace di riprendersi. Un brutto segnale che Stoytchev cercherà di cancellare già da oggi: anche se solo nella finale per il terzo posto. Dopo tre successi a fila (il primato del Cska Mosca è salvo) a difendere l'Italia in una finale di Champions toccherà al regista Valerio Vermiglio, al primo anno a Kazan, capace non solo di imparare il russo, ma anche di armare con continuità i suoi bombardieri (a iniziare da Mikhailov) e dare un altro gioco alla squadra.

Valerio Vermiglio, 36 anni TARANTINI

La delusione di Juantorena. Il prossimo anno giocherà a Kazan TARANTINI

TRENTO PER IL 3˚ POSTO

MOVIOLA PROMOSSA ANCHE SE POCO USATA

Oggi Trento gioca per il 3˚ posto, contro i turchi dello Smirne. Ieri, l’altra semifinale: Belchatow (Pol) Arkas Smirne (Tur) 3 0 (25 23, 25 21, 28 26) Oggi. Ore 14.30 finale 3˚ posto Trentino Smirne Ore 17.30: finale Belchatow Kazan, Entrambe le partite in diretta su SportItalia1

La moviola è stata usata con parsimonia. Per niente nella prima semifinale, 5 volte fra Trento e Kazan. I russi hanno chiesto 4 volte l’intervento del 2o arbitro (rivede le immagini tv). Una volta (ace di Mikhailov) la tecnologia ha avuto ragione sull’occhio umano. La palla era sulla riga, cambiata la decisione. Positiva la prima impressione.

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SERIE A-1: 24a GIORNATA

A-1 donne playoff

Macerata: Parodi c’è Padova: ultima chiamata per la A-1

Gara-2 quarti: Villa Cortese cade al quinto con Pesaro Piacenza sorprende Modena

Oggi, per via delle Coppe europee, solo 4 gare della 24ª. In campo alle 18 MACERATA-SAN GIUSTINO (m.g.an.me.) Lube a caccia del 5˚ successo consecutivo in campionato. Parodi tornerà in banda con Savani. Vantaggio Macerata (19-2) nei precedenti. Alla sfida assisterà anche Jack Sintini, doppio ex. Held conferma il sestetto delle ultime tre vittorie consecutive con Mc Kibbin in regia e Finazzi al centro, escludendo quindi Cozzi. Arbitri: Gnani e Braico. MODENA-VERONA (p.r.- r.pu.) Ennesima sfida tra fratelli Bagnoli. Senza Kooy, operato a una mano in settimana, formazione obbligata per Daniele, con Martino e Anderson, centrali Piscopo e Sala. Verona a Modena non ha mai vinto (7-0). Sestetto confermato per Bruno. Arbitri: Santi e Ippoliti. RAVENNA-VIBO (s.cam-mi.fa.) Ravenna recupera Moro (acciacco muscolare) e ha Bendandi con una distorsione tibiotarsica da assorbire. Vibo vuole chiudere definitivamente tutti i conti salvezza e pensare ai play off. In ascesa le quotazioni di Barone, destinato a tornare titolare. Arbitri: Boris e Simbari In Tv: ore 17.30 dir. Rai Sport 1 PADOVA-LATINA (ma.s.-a.li.) Se Padova non fa punti è in A-2. E allora promozione per tutti i tesserati Fipav che potranno entrare a 3 euro indossando la tuta della propria società. PalaFabris che va verso il tutto esaurito. Montagnani conferma il solito sestetto. Latina al completo cerca di consolidare l’ottava posizione. Pantaleon pronto all’esordio. Arbitri: Pasquali e Sampaolo. CLASSIFICA: Trento 60; Macerata 51; Cuneo 49; Belluno 44; Piacenza 38; Modena 37; Monza 36; Latina 30; Vibo 28; Verona 28; Roma, San Giustino 27; Padova 21; Ravenna 9.

Zlatanov picchia Piacenza fa sparire Roma MATTEO MARCHETTI PIACENZA

Roma cerca i punti per la salvezza matematica, Piacenza quelli per riprendere la corsa al quinto posto interrotta domenica a Belluno dopo sette successi consecutivi. Ne esce una sfida spezzata in due, in cui l’equilibrio dura metà primo set, forse qualche punto in più, fino a quando non va in battuta Zlatanov che regala ai biancorossi il break decisivo: da 18-17 a 24-17. Da quel momento gli ospiti spariscono dal campo, Piacenza si appoggia al solito Nikolov e seppellisce sotto una valanga di muri (15-2) gli avversari, a cui per respingere l’assalto non basta un positivo Zaytsev, elogiato a fine gara da Giani che chiama la squadra a rapporto negli spogliatoi. «Tutti — chiarisce il tecnico — dovrebbero avere il suo atteggiamento». Gongola Monti, all’ottava vittoria su 9 gare: «Siamo partiti un po’ in sordina, con qualche imprecisione di troppo, poi dalla serie al servizio di Zlatanov la partita si è messa bene». © RIPRODUZIONE RISERVATA

PIACENZA-ROMA

clic

Russi in finale col Belchatow SportItalia 17.30

3-0

(25-18, 25-19, 25-19) COPRA ELIOR PIACENZA: Papi 8, Tencati 6, Nikolov 19, Zlatanov 15, Holt 8, Zhekov 2; Marra (L), Kampa, Kral. Ne: Sidibé, Massari, Cleber, Binaghi. All. Monti M.ROMA: Lebl 4, Boninfante, Zaytsev 15, Bjelica 6, Sabbi 9, Cisolla 4; Paparoni (L), Bencz 6, Paolucci. Ne: Passier, Ottaviani, Puliti, Corsano. All. Giani ARBITRI: Padoan e Sobrero. NOTE Spett. 3000, incasso 9000. Durata set: 26’, 28’, 28’; tot: 82’. Copra: b.s. 10, v. 4, m. 15, s.l. 12, e. 13. Roma: b.s. 13, v. 2, m. 2, s.l.11, e. 18. Trofeo Gazzetta: 6 Nikolov, 5 Zaytsev, 4 Zlatanov, 3 Holt, 2 Papi, 1 Sabbi.

PESARO-VILLA CORTESE 3-2 (25-23, 25-20, 22-25, 22-25, 15-12) SCAVOLINI PESARO: Okuniewska 8, Ferretti 2, Brinker 19, Manzano 11, Ortolani 14, Klineman 24, De Gennaro (L); Saccomani 2, Cardani, Musti De Gennaro. N.e. Agostinetto, Ampudia. All. Pedullà. MC CARNAGHI VILLA CORTESE: Guiggi 12, Berg 2, L. Bosetti 6, Wilson 10, Pavan 31, Cruz 18; Puerari (L); C. Bosetti 4, Perinelli 1, Barborkova. N.e. Carocci, Pincerato. All. Abbondanza. ARBITRI: Piersanti e Puletti. NOTE Spett. 1.100, incasso 2.414 euro. Durata set: 27’, 25’, 28’, 28’, 18’; tot. 126’. Scavolini: b.s. 10, v. 5, m. 16, s.l. 4, e. 22; Mc Carnaghi: b.s. 10, v. 6, m. 9, s.l. 37, e. 30. PESARO (cam.ca.) La Scavolini vince gara-2 dei quarti di finale e costringe Villa Cortese alla bella. Il muro è il fondamentale migliore e Alix Klineman la giocatrice più incisiva. Nel terzo parziale la Mc Carnaghi cambia faccia e ritmo con una Pavan immarcabile rimonta due set. Tie-break combattutissimo e sull’ultimo punto Villa recrimina a lungo con gli arbitri. Gara-3: martedì 20, ore 20.30 a Castellanza. MODENA-PIACENZA 1-3 (23-25, 25-17, 22-25, 22-25) LIU-JO MODENA: Barazza 10, Aguero 15, Barboza 16, Harmotto 18, Ognjenovic 1, Rinieri 14; Croce (L), Partenio, Valeriano, Paggi. N.e. Mari, Ciabattoni (L). All. Cuccarini. REBECCHI PIACENZA: Lehtonen 19, Nicolini 5, Dall’Igna 3, Pachjale 19, Leggeri 10, Turlea 21; Davis (L), Richards 1, Cella, N.e. Mazzocchi, Callegaro. All. Marchesi. ARBITRI: Longo e Gini. NOTE Spettatori 2.500. Durata set 26’, 24’, 30’, 25’; totale 105’. Modena: b.s. 6, v. 0, m. 14, s.l. 8, e. 14. Piacenza b.s. 7, v 1, m. 9, s.l. 11, e. 18. MODENA (p.r.) Modena sbaglia l’approccio alla partita e la sfida con Piacenza si risolverà nella bella. Successo meritato per Turlea e c. grazie anche alla serata no delle avversarie, in particolare a muro e in difesa. Decisivi alcuni errori arbitrali nel terzo. Implacabili in attacco Pachale e Lehtonen, Per Modena bene Harmotto che ha rinnovato per i due anni. Gara-3: Martedì 20, ore 20.30 a Piacenza. A-2 DONNE (m.l.) Così ieri l’anticipo della 23a: Casalmaggiore-Frosinone 3-1 (25-21, 25-27, 25-15, 25-21). Matera-Giaveno; Mercato San Severino-Busnago. Ore 18: Fontanellato-Montichiari; Loreto- Sala Consilina; Crema-Santa Croce; Soverato-San Vito; Forlì–Pontecagnano.

E’ stato il giorno di Leisel Jones, ieri ad Adelaide per i Trials olimpici australiani: con il secondo posto dietro la ventenne Leiston Pickett, autrice del quarto crono dell’anno, la ranista ha timbrato il pass per i suoi quarti Giochi, prima australiana a riuscirci. La Jones, argento a 15 anni a Sydney, vanta 8 medaglie olimpiche, di cui 3 d’oro. La sua grande sfida sarà provare a mettere pressione alla Soni. I 200 sl vanno a Fraser Holmes, già col pass nei 400 misti; convince laSeebohm, col 1˚ crono 2012 nei 100 dorso. Infine, Ian Thorpe è 21˚ nelle batterie dei 100 sl con un 50"35! A Belem (Bra), Cesar Cielo conquista i 50 sl dei campionati sudamericani in 21"85, il crono più veloce del 2012 (prec. Adrian 21"94), battendo Fratus (22"13) e Gabrich (Arg, 22"50). Il brasiliano nuota con una cuffia speciale «Cielooooo» ispirata a Valentino Russi: «Lui usava una cuffia con l’iscrizione Go!!!!. Io ho deciso di togliere i punti esclamativi». Ieri nei 100 sl ha stampato 48"70 (3˚ tempo 2012 dopo il 48"05 di Magnussen e il 48"49 di Phelps) e 48"74 lanciato nella 4x100 sl. Intanto Laure Manaudou (dopo 3 anni), Bernard e i velocisti come Gilot e Meynard, Lacourt, Stravius, Agnel e la Muffat sono i più attesi per i Trials olimpici al via oggi a Dunkerque. A San Pietroburgo (Rus), Anastasia Zueva nuota il 2˚ crono stagionale dei 100 dorso.

COPPA CEV

Busto Arsizio batte Urbino e vola in finale URBINO (m.n.f.) Nel ritorno della semifinale di Coppa Cev, Busto Arsizio, anche senza Havelkova, si impone ancora su Urbino e conquista le finali con le ex, Leonardi e Havlickova, che fanno la differenza. URBINO-BUSTO A. 0-3 (21-25, 24-26, 20-25) CHATEAU D’AX URBINO: Skorupa 4, Tirozzi 12, Garzaro 5, Van Hecke 7, Blagojevic , Crisanti 8, Sirressi (L), Faucette 14, Mc Namee, Devetag. N.e. Djerisilo, Gentili. All. Salvagni. YAMAMAY BUSTO ARSIZIO: Marcon 6, Bauer 4, Lloyd 1, Meijners 18 , Dall’Ora 9, Havlickova 19, Leonardi (L), Bisconti, Pisani, Caracuta, Lotti, N.e. Havelkova, All. Parisi. ARBITRI Reichardt e Arrarte Mira. NOTE Spett. 2000. Durata set: 28’, 32’, 28’; tot. 89’. Urbino: b.s. 5, v. 5, m. 5, s.l. 4, e. 15; Busto: b.s. 8 b.v. 1, m. 10, s.l. 10, e. 18. CEV UOMINI (a.a.) L’Acqua Paradiso Monza gioca oggi alle 15 a Mosca contro la Dinamo il ritorno della semifinale di Coppa Cev (andata 3 2 per la squadra di Zanini). L’altra finalista è il Resovia. Ieri Lubjana (Slo) Resovia (Pol) 0 3 (18 25, 19 25, 22 25; and. 0 3).

Leisel Jones, 26 anni, 8 podi olimpici RISULTATI. Ad Adelaide. Finali. Uomini, 200 sl: 1. Fraser-Holmes 1'46"88 (5˚ t. 2012); 2. Monk 1'47"16; 3. Mckeon (19) 1'47"55; 4. McKendry (19) 1'47"61; 5. Napoleon 1'47"66. 100 dorso: 1. Stoeckel 53"98 (s.53"73, 5˚ t.2012); 2. Arnamnart 54"05; 3. Treffers 54"16. Donne, 100 dorso: 1. Seebohm 59"28 (1˚ t.2012); 2. Hocking 59"41 (59"39); 3. Edington 1'00"65. 100 rana: 1. Pickett (20) 1'06"88 (4˚ t. 2012); 2. Jones 1'07"64; 3. Katsoulis 1'08"11. Semifinali. Uomini, 200 farf.: 1. D'Arcy 1'56"56; 2. Wright 1'57"36; 3. Irvine 1'57"96. Donne, 200 mx Rice 2'12"65; 2. Seebohm 2'13"00; 3. Coutts 2'13"86. A Belem (Bra, m.can.) Uomini, 1500 sl Kanieski 15’28"23; 100 fa G.Silva 52"80, Subirats (Ven) 52"96; 200 mx Pereira 1’58"49. Donne, 200 sl Lyrio 2’00"58; 50 do Medeiros 28"79; 200 ra Sebastian (Arg) 2’31"59; 200 fa Maranhão 2’11"03. A San Pietroburgo (al.f.) Uomini: 100 sl Izotov 49”30; Konovalov 23"54" (3˚ t. 2012). Donne: 100 do Zueva 59”39 (2˚ t. 2012). Ad Amsterdam (al.f.) Uomini: 400 sl Verschuren 3'50”16; 100 do Lijesen 54”36; 100 ra Samilidis (Gre) 1'01”10; 100 fa Czerniak (Pol) 52”50, Verlinden 53”15. Donne: 100 do Van Rouwendaal 1'01”62; 100 ra Johansson (Sve) 1'07”88; 100 fa Snildal (Nor) 58”32, Dekker 58”21, Jedrzejczak (Pol) 59”63; 200 mx Miley (Gb) 2'12”54. Ad Anversa (Bel, al.f.). Uomini: 50 fa Heersbrandt 23”82. Donne: 100 do Buys 1'01”89


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LA GAZZETTA SPORTIVA

DOMENICA 18 MARZO 2012

SCHERMA COPPA DEL MONDO DI SPADA

Tagliariol fuori L’oro di Pechino non va a Londra

Taccuino SPADA UOMINI

Trionfo Confalonieri Risultati a Parigi. Finale: Confalo nieri b. Kauter (Svi) 15 12. Semifina li: Confalonieri b. Alexanin (Kaz) 15 11; Kauter (Svi) b. Pizzo 15 12. Quarti: Confalonieri b. Grumier (Fra) 15 12; Pizzo b. Heinzer (Svi) 15 14. Ottavi: Confalonieri b. Park (S.Cor) 13 12; Kauter (Svi) b. Tagliariol 15 12; Pizzo b. Jung (S.Cor) 15 12

Qualificazione olimpica fallita: «Ho sbagliato l’anno scorso, ma continuo fino a Rio». Rota si ritira MARISA POLI

Dall’oro olimpico alla delusione più grande. Matteo Tagliariol, campione della spada a Pechino 2008, non sarà a Londra. Al challenge di Parigi, ultima prova valida per la qualificazione ai Giochi, ha perso ai sedicesimi ed è fuori. «Ho dato tutto e anche più di tutto — è il suo commento — se ho dei rimpianti è per come ho affrontato la scorsa stagione, ero troppo sicuro, non sono stato meticoloso come al solito. E’ stata una lezione dura, ma mi servirà». Acciacco L’infortunio alla ma-

no destra (lussazione dell’indice con interessamento dei legamenti rimediata al trofeo Legnano di gennaio) non ha facilitato la rincorsa olimpica di Tagliariol. Complicata prima dai risultati del Mondiale (fu eliminato al 1o turno) e da un 2011 con più delusioni che picchi. Ieri dopo il 15-14 al 1o turno (su Nysztor) e il netto 15-5 su Ivanov, sembrava fatta. Nel turno decisivo — l’ingresso ai

quarti l’avrebbe portato a Londra — Tagliariol è salito 7-4 con lo svizzero Kauter, a cui ha poi ceduto 15-12. «Nel primo assalto si è ri-lussato il dito, ho fatto un’altra anestesia, poi con Kauter è arrivata un’altra botta e lì non tenevo più in mano la spada. Non posso rimproverarmi nulla, ho lavorato bene, non potevo fare meglio, ho lottato. I rapporti con Cuomo sono buoni, il mio maestro (Bossalini) non era convocato, ma con Di Ciolo mi trovo bene e con lui a bordo pedana avevo vinto qui l’anno scorso». Obiettivo Rio Senza la speranza di poter difendere il titolo olimpico, i prossimi obiettivi di Tagliariol si spostano in avanti di un quadriennio. «Adesso voglio recuperare dall’infortunio — continua Matteo —, perché così non riesco a tirare. Vorrei tornare in tempo per gli Europei, per togliermi questa soddisfazione». E cominciare a pensare al futuro. «A Londra non ci sarò, pero a Rio ci arrivo: 4 anni sono lunghi, ma io ci voglio andare e voglio vincere».

Rota dice basta A fermarlo è stato uno svizzero, come svizzero è Heinzer, che ha eliminato al primo turno Alfredo Rota, l’altro azzurro in corsa per Londra e che qui chiude la sua carriera internazionale cominciata con l’ultima stoccata per l’oro a squadre di Sydney 2000. «Ho scritto l’ultima pagina di un libro durato vent’anni — ha commentato Rota su twitter —. Grazie a chi mi ha aiutato a scriverlo e a chi ha voluto leggerlo». A guidare i rossocrociati da dopo Pechino c’è Angelo Mazzoni, ha seguito Tagliariol fino al 2008: a Londra la Svizzera porterà tutti e due i suoi atleti. Come consolazione non basta il ritorno al successo di Diego Confalonieri, per una stagione fuori dalla squadra e di ritorno ai livelli pre-Pechino. La spada maschile che ai Giochi 2008 chiuse con l’oro individuale e il bronzo a squadre è l’unica arma in cui l’Italia non riesce a fare il pieno. A Londra volerà solo Paolo Pizzo, iridato a Catania.

FIORETTO UOMINI

Baldini terzo a Bonn A due settimane dal 3o posto di Ve nezia, Andrea Baldini torna sul po dio a Bonn (Ger). Ancora terzo, do po la sconfitta in semifinale col rus so Sedov (15 13). Ai quarti e agli ot tavi Baldini ha eliminato due italiani: prima Foconi (15 12) e poi Aspro monte (15 3). Oggi squadre. Finale: Sedov (Rus) b. Joppich (Ger) 15 13. Semifinali: Joppich (Ger) b. Hertsyk (Ucr) 15 12; Sedov (Rus) b. Baldini 15 13. Sedicesimi: Lefort (Fra) b. Avola 15 11; Joppich (Ger) b. Barrera 15 11; Pogrebniak (Ucr) b. Luperi 15 8; Aspromonte b. Simoncelli 15 12.

SCIABOLA

Fuori ai quarti Matteo Tagliariol, 29 anni, deluso dopo la sconfitta con Kauter BIZZI

I QUALIFICATI PER LONDRA La qualificazione olimpica si chiude il 31 marzo ma l’Italia ha già chiaro il quadro della squadra per Londra, con 19 qualificati su 20 possibile. Ai Giochi vanno 4 squadre su 4 (ad Atlanta furono 5 su 5): fioretto uomini (Cassarà, Bal dini, Aspromonte, Avola) e donne (Vezzali, Di Francisca, Errigo, Sal vatori), sciabola uomini (Montano, Tarantino, Occhiuzzi, Pastore) e

spada donne (Navarria, Del Carret to, Moellhausen, Fiamingo). Per le armi in cui è in programma la gara a squadre, ogni nazione qualificata può schierare tre atleti nell’indivi duale. Per la sciabola donne e spa da uomini, escluse dal program ma, il pass è al massimo per due atleti. Ce l’hanno fatta le sciabola trici (Marzocca e Vecchi), per la spada si è qualificato solo Pizzo.

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Sciabola maschile e femminile a Mo sca (Rus): i migliori Ilaria Bianco (che ferma la Vecchi agli ottavi) e Gigi Samele, sconfitto nei quarti da Kovalev (15 13). Stop agli ottavi per Montano (10 15 con Kovalev) e Pa store (9 15 da Reshetnikov), fuori al 1o turno Tarantino. Sciabola uomini. Finale: Kovalev (Rus) b. Pillet (Fra) 15 8. Semifinali: Pillet (Fra) b. Skrodzki (Pol) 15 14; Kovalev (Rus) b. Lopez (Fra) 15 13. Sciabola don ne. Finale: Velikaia (Rus) b. Chen (Ci na) 15 11. Semifinali: Chen (Cina) b. Zagunis (Usa) 15 13; Velikaia (Rus) b. Kharlan (Ucr) 15 9. Quarti: Zagu nis (Usa) b. Bianco 15 12.

SCI FINALI COPPA DEL MONDO

Hirscher non solo gigante Il trionfo vale anche la Coppa Il 23enne austriaco vince e supera Feuz, che non sarà al via in slalom L’ultima di Cuche con vestiti d’epoca DAL NOSTRO INVIATO

PIERANGELO MOLINARO SCHLADMING (Austria)

C’è modo e modo di vincere, Marcel Hirscher ieri lo ha fatto nel modo migliore, da campione di razza. Ha vinto il gigante in una gara difficilissima, fatto sua la coppetta della specialità, ma soprattutto ha conquistato la Coppa del mondo assoluta. Ha superato in classifica Beat Feuz di 25 punti, e visto che lo svizzero non sarà al via stamane nello slalom la certezza è già matematica. L’impresa del ragazzo austriaco (23 anni) è suggellata da 9 successi in stagione. La gara Ma il maggior avversario del futuro, oltre al francese Pinturault, potrebbe averlo in casa, quel Marcel Mathis ieri terzo alle spalle di Reichelt, figlio dello skiman di Bode Miller che tanto somiglia, a cominciare dagli incisivi, a Ronaldo. Ieri era veramente difficile attaccare su una neve squagliata e scivolosa come una saponetta. Hirscher lo ha fatto sia nella prima che nella seconda manche senza fare conti. Ha preso dei rischi, si è salvato con reattività felina e ha legittimato un successo tornato possibile in queste finali con il terzo posto in superG.

Gli italiani Ha provato ad attac-

care anche Max Blardone, che ha cercato in ogni modo la vittoria. Quinto dopo la prima manche nonostante due errori, ha spinto al massimo nella seconda, ma si è trovato fuori sulla penultima porta. Così come Borsotti che nella seconda era in linea con un buon piazzamento, ma che si è sdraiato sulla neve all’ingresso del muro finale. Il primo azzurro in classifica è Simoncelli, settimo, quindi Moelgg, quindicesimo. E’ stato anche il giorno dell’ultima gara di Didier Cuche, sceso nella seconda manche vestito come uno sciatore di 80 anni fa: tutti all’arrivo hanno provato a lanciare lo sci come fa lui e a prenderlo al volo. Un omaggio. Le donne Marlies Schild, già da

due mesi regina dello slalom, non riesce più a vincere. Ieri nella finale ha dovuto inchinarsi alla sua damigella Michaela Kirchgasser e alla slovacca Veronika Zuzulova. Unica azzurra in classifica Irene Curtoni, undicesima alla fine, mentre Manuela Moelgg è caduta nella prima discesa dopo poche porte. Oggi Nell’ultima giornata comunque l’Italia potrebbe levarsi ancora qualche soddisfazione nello slalom maschile e nel

Marcel Hirscher, 23 anni, con la coppa di gigante: oggi avrà anche l’assoluta

gigante donne, ma, come ieri sarà una lotteria per le condizioni della neve, che va già bene esista ancora, visto che a Schladming da due giorni a mezzogiorno ci sono 20 gradi. Lo slalom non utilizza la pista della Nightrace lasciata al gigante, ma quella poco pendente a fianco. Hirscher cercherà un’altra vittoria e le nostre punte rimangono Deville e Gross. Nel gigante femminile possibilità per Federica Brignone per rivelare tutto il talento che le si accredita. Ma sono sei le azzurre in gara e fra loro Lisa Agerer, la dominatrice della Coppa Europa. Se tutte andranno all’attacco, per la legge dei grandi numeri qualcosa dovrebbe succedere. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Didier Cuche, 37 anni, nell’ultima manche della carriera AFP

la guida Oggi si chiude con slalom uomini e gigante donne GIGANTE MASCHILE: 1. Hirscher (Aut) 2’25"53; 2. Reichelt (Aut) a 19/100; 3. Mathis (Aut) 55/100; 4. Pinturault (Fra) 75/100; 5. Fanara (Fra) 1"56; 6. Grange (Fra) 1"89; 7. SIMONCELLI 1"97; 8. M. Olsson (Sve) 2"18; 9. Missillier (Fra) 2"22; 10. Raich (Aut) 2"26; 11. Richard (Fra) 2"50; 12. Defago (Svi) 2"55; 13. Jansrud (Nor) 2"67; 14. Karlsen (Nor) 2"92; 15. MOELGG 3"07; 21. Feuz (Svi) 3"78; 22. Innerhofer 4"05. Rit. II m.: Borsotti, Blardone. Coppa del Mondo (44): 1. Hirscher (Aut) 1355; 2. Feuz (Svi) 1330; 3. Svindal (Nor) 1131; 17. Innerhofer 540. Coppa gigante (finale): 1. Hirscher (Aut) 705; 2. Ligety (Usa) 513; 3. Blardone 408; 10. Simoncelli 208. SLALOM DONNE: 1. Kirchgasser (Aut) 1’32"57; 2. Zuzulova (Slk) a 12/100; 3. Schild (Aut) 51/100; 4. Wikstroem (Sve) 84/100; 5. Borssen (Sve) 85/100; 6. Gagnon (Can) 98/100; 7. Zettel (Aut) 1"18; 8. Vonn (Usa) e Riesch (Ger) 1"39; 10. Swenn Larsson (Sve) 1"67; 11. I. CURTONI e Hansdotter (Sve) 1"74; 13. Noens (Fra) e Maze (Slo) 1"91; 15. Shiffrin 1"93. Rit. I m.: Moelgg. Coppa del Mondo (37): 1. Vonn (Usa) 1980; 2. Maze (Slo) 1402; 3. Riesch (Ger) 379; 15. Merighetti 407. Coppa slalom (10): 1. Schild (Aut) 760; 2. Kirchgasser (Aut) 452; 3. Maze (Slo) 413; 13. Moelgg 184. OGGI Slalom uomini (manche ore 9/11.30). Pettorali: 1 Kostelic (Cro), 2 Neureuther (Ger), 3 Hirscher 8Aut), 4 GROSS, 5 Matt (Aut), 6 DEVILLE, 7 Myhrer (Sve), 8 RAZZOLI, 15 THALER, 24 MOELGG. Coppa slalom (11): 1. Kostelic (Cro) 610; 2. Hirscher (Aut) 560; 3. Myhrer (Sve) 544; 4. Deville 460; 5. Gross 376. Gigante donne (10/12.30). Pettorali: 1 BRIGNONE, 2 Fenninger (Aut), 3 Goergl (Aut), 4 Rebensburg (Ger), 5 Worley (Fra), 6 Vonn (Usa), 7 Maze (Slo), 9 I. CURTONI, 19 KARBON, 20 MOELGG, 23 AGERER, 25 GIANESINI. Coppa gigante (9): 1. Rebensburg (Ger) 550; 2. Vonn (Usa) 455; 3. Worley (Fra) 396; 7 Brignone 280. TV Dirette sl RaiSport 1 ed Eurosport.

SNOWBOARD

Fischnaller vince ma per 20 punti Coppa all’Austria

Cinque vittorie, ma niente Coppa del Mondo. Roland Fischnaller (nella foto) si prende anche il gigante parallelo di Chiesa Valmalenco (So) e chiude una stagione esaltante. Manca la ciliegina, ma ci è mancato pochissimo. Venti punti, che Prommegger (Aut) ha racimolato chiudendo 6˚, l’ultimo dei piazzamenti che gli avrebbero garantito la Coppa. Decisiva la vittoria negli ottavi contro March, scudiero di Fischnaller. «Gli avevo messo pressione — scherza «Fisch» —: battendo Prommegger, gli avrei pagato le vacanze alle Maldive. Ci è andato vicino (0"23, ndr)». Dagli ottavi il 31enne, al 7˚ centro in carriera, avrebbe vinto tutte le run, superando in finale Veith (Aut) di 55/100. Gigante parallelo. Uomini: 1. Fischnaller; 2. Veith (Aut); 3. Walder (Aut); 6. Prommegger (Aut); 14. March; 21. Erlacher; 24. Mick. Coppa (11/11): 1. Prommegger 6950; 2. Fischnaller 6930; 6. March 3740. Donne: 1. Kober (Ger); 2. Kummer (Svi); 3. Dujmovits (Aut); 24. Ochner; 26. Tribus; 35. Egger; 40. Boccacini. Coppa (11/11): 1. Kummer 6840; 18. Ochner 1408.


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TUTTENOTIZIE & RISULTATI Boxe IL MONDIALE SILVER DEI MASSIMI LEGGERI RESTA VACANTE DOPO TANTE EMOZIONI

Tra Fragomeni e Silvio Branco è pari: ma ha vinto lo spettacolo DAL NOSTRO INVIATO

RICCARDO CRIVELLI PAVIA

Signori, in piedi. Uno dei più intensi e spettacolari match disputati in Italia negli ultimi anni ha per protagonisti due splendidi ragazzi di oltre quarant’anni. Perché l’età non conta davanti al cuore, alla tecnica, alla voglia di sacrificio. Applausi, solo applausi per Silvio Branco e Giacobbe Fragomeni, ben lontani dall’essere due pugili decrepiti: alla fine, è vero, il verdetto di parità a maggioranza (un giudice ha due punti per Branco) è beffardo, ma solo perché lascia vacante il Mondiale ad interim dei massimi leggeri Wbc. Se deve essere il preludio a una rivincita, ben venga. Spettacolo Nell’attesa battaglia di stili, con Fragomeni sempre in avanti per accorciare la distanza e mantenere alto il ritmo e Branco che lo attende tenendolo lontano con il diretto sinistro, il match si divide in due tronconi. L’inizio è tutto per il barbaro di Civitavecchia, sempre consistente nei colpi di sbarramento ma molto abile a colpire di rimessa a due mani anche quando indietreggia. Frago va a fiammate, quando si avvicina è pericoloso soprattutto con il gancio sinistro, però i primi

Tuffi SUL PODIO CON LE CINESI

quattro round sono del laziale. Il match, peraltro, ha momenti di straordinario fascino ed entusiasma i tremila del Palaravizza (gran pubblico). Rimonta A metà incontro, in

particolare nel 7˚ round, Fragomeni sale di tono, ma alla lettura dei cartellini dopo l’8˚, come da norma Wbc, Silvio è in vantaggio di due punti per tutti i giudici. E’ qui che il milanese della Stadera costruisce il suo piccolo capolavoro, perché molla definitivamente gli

ormeggi e attacca a testa bassa, magari con un po’ di confusione, ma sempre in pressione costante. Branco continua a rispondere a due mani, però non è solido come all’inizio. Alla faccia degli anta, la 10ª ripresa è incredibile per ritmo e violenza e segna probabilmente l’aggancio di Fragomeni. L’equilibrio non si romperà più, forse Branco alla fine è davanti di un punto, però il verdetto premia il finale dell’avversario. Chapeau.

Scontento Luca Giacon invece ci mette un po’ a scaldare i cuori: si conferma campione Ue dei leggeri, ma lo stop forzato per ferita del polacco Szot e conseguente lettura dei cartellini, con chiaro vantaggio dell’italo-spagnolo, lascia un senso di opera incompiuta. Il Black Mamba prende troppi destri in apertura, poi sale usando un montante da enciclopedia: la svolta arriva a metà della terza ripresa, quando una testata accidentale o forse una strusciata con il guantone apre un’ampio taglio sopra la fronte del polacco, che comincia a sanguinare copiosamente. Lo stop alla quinta, si va così al verdetto ai punti anticipato. E’ 49-46 per tutti i giudici, ma Luca non è soddisfatto: «Non mi sono piaciuto molto». Certo, il talento è cristallino, ma contro rivali più potenti ed esperti la scherma pura non basterà. RISULTATI Massimi leggeri, Mondiale Silver Wbc vacante: Giacobbe Fragomeni (29-3-2, kg 90) e Silvio Branco (62-10-3, 87.6) pari 12. Arbitro Barrovecchio, giudici Cavalleri 115-115, Ciminale 115-113 (Branco), Silvi 114-114. Leggeri, titolo Ue: Giacon (cam.,19, 60.800) b. Szot (Pol, 15-2-1, 60.600) p. 5 (decisione tecnica per ferita). Arbitro Cavalleri, giudici: Barrovecchio 49-46, Ciminale 49-46, Quartarone 49-46. Massimi leggeri: Larghetti (16) b. Varga (Rom, 20-15) ko 1’53" 1˚ t.; welter: Frezza (15-3-2) b. Sakara (Let, 9-23-2) p. 6 ; leggeri: Putrone (2) b. Horvath (Ung, 0-7) p. 4.

Giacobbe Fragomeni (a sinistra), 42 anni, e Silvio Branco, 45 anni BOZZANI

Ritmica VITTORIA IN COPPA

Ippica OGGI SULLE NOSTRE PISTE

Brava Cagnotto Manassero 2˚ E’ terza a Dubai Oggi lo sprint

Farfalle d’Italia subito a segno

Riapre S. Siro A Treviso 2 GP

Tania Cagnotto sul podio delle World Series a Dubai. Dopo il quarto posto in sincro con Francesca Dallapè, il bronzo mondiale si prende il terzo posto nella prima prova della rassegna dai 3 metri. La bolzanina chiude con 351.75. Davanti a Tania ci sono solo le due cinesi, Wu Minxia (372.15) in rimonta, e He Zi, 2ª per 70 centesimi di punto. La serie della Cagnotto era iniziata con il doppio e mezzo indietro carpiato (67.50), seguita dal doppio e mezzo avanti con un avvitamento (73.50) che l'aveva portata al secondo posto. Nella terza tornata, Tania ha eseguito quasi alla perfezione il triplo e mezzo avanti per poi chiudere con il doppio e mezzo ritornato (69.00) carpiato e il doppio e mezzo ritornato rovesciato da 72.00. Per la Cagnotto, reduce dal terzo posto in Coppa del mondo a Londra, si tratta del terzo piazzamento sul podio individuale nelle World Series dopo i secondi posti di Sheffield 2009 e Mosca 2011. Da venerdì tappa a Pechino.

Le farfalle azzurre iridate alla loro prima uscita ufficiale della stagione vincono la tappa di Coppa del Mondo di Kiev con più di un punto di vantaggio sulla Bielorussia. Elisa Blanchi, Anzhelika Savrayuk, Romina Laurito, Marta Pagnini, Andreea Stefanescu e Chiara Ianni, guidate per una volta da fuori dalla capitana Elisa Santoni, ferma a causa di un piccolo infortunio, si confermano la squadra da battere nella ginnastica ritmica in proiezione olimpica. Le ragazze di Emanuela Maccarani hanno finalizzato due splendide esecuzioni, sia alle cinque palle (dove Andreea ha sostituito la Santoni) sia ai 3 nastri e 2 cerchi, in cui ha fatto il suo debutto Chiara Ianni al posto della capitana. L’Italia con 55.900 (28.300+27.600) sul podio con Bielorussia (54.300) e Bulgaria (52.525 come l’Ucraina), 5ª Francia (50.275), 6˚ Canada (47.250). Le azzurrine chiudono all’11˚ posto (91.650): vince la Russia (104.325) su Ucraina (103.075) e Azerbaijan (99.450).

Tania Cagnotto, 26 anni, bolzanina

Golf MARBELLA EUROPEAN TOUR

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Manassero n. 63 del mondo SCACCINI

(pe.m.) Matteo Manassero è ancora 2˚ con 205 colpi (64 73 68, -11), dopo il 3˚ giro dell’Open de Andalucia Costa del Sol (European Tour) all’Aloha Golf Club di Marbella (Spa, par 72, un milione di euro, 1ª moneta 166.660). Come lui, Khan (Ing, 70 69 66), mentre è sempre 1˚ De La Riva (Spa, 67 69 68) con 204, -12. Al 20˚ posto con 209 Edoardo Molinari (73 65 71) e Andrea Pavan (70 69 70), 31˚ Lorenzo Gagli con 211 (73 69 69). Per il successo, oggi, sono addirittura in 19 racchiusi in cinque colpi. Manassero, dopo due birdie in nove buche e un paio di putt sfiorati, ha accelerato tra la 10 e al 14 e, con tre birdie e il sorriso aperto dei suoi 18 anni, è salito solitario in vetta con -12. Alla 16, ha accusato l’unico bogey della giornata che gli ha lasciato il segno, facendogli mancare il putt del par da meno di un metro alla 17, e mettendolo in una difficile situazione alla 18. Che ha salvato alla grande, con un approccio nel rough e palla in bandiera.

Le azzurre campionesse mondiali

Atletica Coppa Europa lanci Vizzoni 4˚: 73.36 BAR (M.Negro) Ieri, nella prima giornata della Coppa Europa invernale di lanci, 4˚ posto di Nicola Vizzoni nel martello con 73.36. Uomini. Disco. Sr: 1. Cadee (Ola) 64.09; 10. Faloci 60.61. U. 23: 2. Albertazzi 58.28. Martello. Sr: 1. Ikonnikov (Rus) 75.95; 4. Vizzoni 73.36; 6. Povegliano 72.11. U. 23: 8. Falloni 65.55. Donne. Peso. Sr: 1. Ostapchuk (Bie) 20.29; 2. Kleinert (Ger) 19.12; 3. Terlecki (Ger) 18.59; 7. Rosa 17.43; 9. Nicoletti 16.90 (pb). Giavellotto. Sr: 1. Ratej (Slo) 63.59; 2. Sayers (Gb) 62.75; 7. Bani 56.99. Oggi. Uomini. Peso. Sr: Dal Soglio. U. 23: Albertazzi (Secci forfeit per un problema a un polso). Giavellotto. Sr: Bonvecchio. U. 23: Tamberi. Donne. Disco. Sr. Bordignon. Martello. Sr: Salis. SPEARMON & WARINER (si.g.) Venerdì a Fort Worth (Usa), 10"06 nei 100 di Wallace Spearmon e 20"66 nei 200 di Jeremy Wariner, tempi entrambi ventosi. Uomini. 100 (+2.8): Spearmon 10"06. 200 (+2.6): Wariner 20"66. Donne. 100 hs (+3.2): Denby 12"92. Lungo: Ugen (Gb) 6.83 (+2.8). A Tucson. Donne. Martello: Frizell (Can) 75.04 (r.n.).

Baseball Fuoricampo Liddi Grande serata, venerdì, per Alex Liddi, decisivo per il successo per 6-1 dei Seattle Mariners sui Milwaukee Brewers. L'azzurro, alternato tra 3ª e 1ª base, ha battuto 3/5 con un fuoricampo da 2. Ieri nella sconfitta contro o Chiago WS (0-5) Alex ha battuto 1/4 con un doppio (il quinto).

Boxe Esposito tricolore (r.g.) Ad Ancona, il salernitano Samuele Esposito (10-1) mantiene il tricolore superleggeri, battendo Michele Focosi (15-1) colpito al 3˚ da una precisa combinazione, destro e sinistro al viso, finito al tappeto e non in grado di riprendere il match. Match spettacolare. Gli altri incontri. Leggeri: Scarpa (5-2) b. Ceglia (6-1) p.6; superpiuma: Mykola (Ucr, 1) b. Delmestro (1-3) p.6.

Canottaggio SUL TAMIGI Nella Head of the river race, sul Tamigi (6800 m), l’otto del Cus Pavia ha vinto tra i pesi leggeri e chiuso 13˚ assoluto. L’equipaggio era composto dal capovoga Santi, Del Vecchio, Regalbuto, Vigentini, Molteni, Fois, Mazzocchi e Bonacina, tim. Ravasi.

Hockey ghiaccio VAI MILANO (m.l.) In A-2, Milano a un passo dalla finale-promozione. Oggi gara-5 di semifinale (su 7). Ore 19: Milano-Appiano (serie 3-1); Egna-Gardena (serie 2-2). Venerdì (gara-4): Appiano-Milano 4-9; Gardena-Egna 4-5 t.s.

Hockey pista EUROLEGA (m.nan) Quinta di Eurolega. Girone A: Barcellona-Viareggio 8-3. Class.: Barcellona 11, Candelaria e Viareggio 7, Noia 3. Girone C: Ginevra-Valdagno 2-9. Class.: Valdagno 12, Porto e La Coruna 9, Ginevra 0. Girone D: Vic-Lodi 3-2. Class.: Vic e Benfica 10, Lodi 9, Iserlohn 0. Coppa Cers, andata quarti di finale: Bassano-Igualada 2-1. SERIE A-1 La 20a: Sarzana-Follonica 2-5, Prato-Trissino 2-3, Breganze-Forte 7-3, Molfetta-Giovinazzo 1-3. Class.: Viareggio 49, Lodi 48, Valdagno 42.

Hockey prato

Oggi riapre S. Siro galoppo DE NARDIN

Oggi (inizio convegno alle 14.45) comincia la stagione di San Siro galoppo, peccato che alla vigilia abbiano tenuto banco le polemiche per le pessime condizioni della pista. Dal punto di vista tecnico, da vedere il rientro del leader dei tre anni Salure (dal 3˚ nel Lagardere). Sul fronte del trotto, Treviso ospita due Gran Premi che erano in programma a Padova che ha chiuso dal 1˚ gennaio per problemi economici. La prova per i 4 anni chiama Owen’s Club, quella per gli anziani Lover Power. 5ª corsa - 16.30 - Città di Padova - m 1609: 1 Occhione Jet (Maisto); 2 Orione degli Dei (Baroncini); 3 Oibambam Effe (S. Carro); 4 Ocean Dancer (D'ambruoso); 5 Orsia (non corre); 6 Oscar di Jesolo (A. Farolfi); 7 Osasco di Ruggi (Andreghetti); 8 Odino Jet (R. Vecchione); 9 Owen’s Club (Gubellini); 10 Oxygen Bi (A. Greppi); 11 Orleans Om (G. Lombardo jr); 12 Omas Np (F. Pisacane). 7ª corsa - 17.35 - Pr. Padovanelle m 1609: 1 Irambo Jet (Greppi); 2 Italiano (Minnucci); 3 Skully Gully (Andreghetti); 4 Locomotion Om (Bellei); 5 Lover Power (Gubellini); 6 Mirtillo Rosso (Vecchione); 7 Nonant le Pin (Gocciadoro); 8 I Am Grif (Legnani); 9 Maigret Bi (Biasuzzi); 10 Noble Nord Fro (A. Farolfi).

UNDICESIMA (g.l.g.) L’11ª: Valverde-Suelli 1-2, Bologna-Amsicora 0-4, Bonomi-Roma De Sisti 1-2, Bra-Tevere Eur 4-3, Cernusco-Butterfly Roma 5-4. Class.: Bra 33, Roma De Sisti, Suelli e Cernusco 20.

Ippica Siracusa: 3-9-2-5-13 7ª corsa - m 1100: 1 Gelsomino (S. Guerrieri); 2 Ciloster; 3 Por Una Cabeza; 4 Minelake; 5 Dowson Place; Tot.: 4,32; 2,60, 2,75, 3,63 (32,51). Quinté: e 2.463,82. Quarté: e 176,34. Tris: e 98,53. OGGI SI CORRE A Trotto: Treviso (14.35), Napoli (14.40), Torino (14.50), Montegiorgio (15.25). Galoppo: Milano (14.45), Pisa (14.55) e Roma (14.30).

Pallamano ELITE (an.gal.) La 9ª di ritorno: Bologna-Mezzocorona 39-36, Fasano-Ambra 38-27, Noci-Bressanone 33-27, Pressano-Ancona 33-19. Class.: Bolzano 55; Conversano 44; Fasano 42; Pressano 41; Noci 37; Trieste, Bressanone 33; Teramo 22; Ambra 21; Bologna 14; Ancona 12; Mezzocorona 9. In Challenge Cup, andata dei quarti: Wacker Thun (Svi)-Bolzano 33-32 (12-19). Rit. 24/3.

Alpinismo CON LA MEROI

Benet guarito torna agli 8000 Dopo due trapianti di midollo osseo Romano Benet, che con la moglie Nives Meroi ha scalato 11 Ottomila, torna in vetta. Guarito dalla malattia che l’ha colpito nel 2009, ritenterà con Nives il Kangchenjunga, dove arrivarono a quota 7500 prima che i sintomi della malattia lo costringessero a rinunciare.

reto, Genova 43; S. Croce 41; Corigliano 35; Isernia 29; Club Italia Roma 25; Reggio E. 18; Atripalda 17; Cantù 13.

Sport invernali Elena Fanchini ok (s.f.) Quattro italiane nelle prime 4 in superG alle finali in Val d’Aosta: vince Elena Fanchini (1’16"15), Agerer a 35/100; Borsotti a 65/100, Stuffer a 66/100. La Cipriani, 8ª ex aequo a 1"45 con la Marsaglia, fa sua la coppa di specialità con 3ª l’infortunata Sofia Goggia, che conquista insieme alla Cipriani il posto fisso in Coppa del Mondo. Nella gara maschile, Varettoni 3˚ a 76/100 da Scheiber (Aut, 1’23"82); Casse 7˚ a 1"33 e 2˚ nella coppa di specialità con il posto fisso in Coppa del Mondo. Ieri in gigante De Aliprandini 3˚ a 2"43 dal russo Maytakov (1’59”92) e 3˚ in coppa di specialità (anche lui promosso in coppa del Mondo). Nadia Fanchini è 4ª a 20/100 dalla Hronek (Ger); 6ª a 24/100 Elena Curtoni. Oggi slalom a Courmayeur (Nani 3˚).

Fondo: Clara è 9˚ FALUN (Sve) Oggi si chiude la stagione di Coppa del Mondo di fondo con una doppia partenza ad handicap a skating di 10 e 15 km. Ieri sussulto Kowalczyk con la Coppa ormai della Bjoergen, e volata maschile regolata da Cologna, 9˚ Roland Clara, Di Centa frenato da una caduta. Uomini, 15 km tc in linea: 1. Cologna (Svi) 43’14"9; 2. Roenning (Nor) a 4/10; 3. Valjas (Can) a 1"3; 9. CLARA a 10"; 14. DI CENTA; 40. MORIGGL a 1’14"1; 26. D.HOFER a 1’15"2; 36. F.PASINI a 2’50"; 44. PELLEGRINO a 4’51"5. Coppa del Mondo (36/37): 1. Cologna 2016; 2. Kershaw (Can) 1306; 19. CLARA 399. Coppa distance (finale): 1. Cologna 1052; 15. CLARA 315. Donne, 10 km tc in linea: 1. Kowalczyk (Pol) 32’03"7; 2. Weng (Nor); 3. Johaug (Nor) a 16"3; 4. Bjoergen (Nor) a 21"7; 16. DE MARTIN a 1023"8; 40. BROCARD a 1’45"2. CdM: 1. Bjoergen (Nor) 2489; 2. Kowalczyk (Pol) 2329; 46. BROCARD 143. Coppa distance (fin.): 1. Bjoergen 1448; 37. DE MARTIN 82. Oggi: 13.30 e 14.45 dir. Rai Sport 2 ed Eurosport 2.

Coppa di Biathlon Nella penultima di Coppa del Mondo a Khanty Mansiysk, Martin Fourcade e Magdalena Neuner, completano la loro stagione magica: 14˚ trionfo per il francese, quarto posto ma globo per la tedesca. 12.5 km uomini: 1. M.Fourcade (Fra) 34’47"1 (1); 2. Peiffer (Ger) a 19"6 (1); 3. Svendsen (Nor) a 34"7 (2); 31. M.WINDISCH a 3’16"9 (2); 35. DE LORENZI a 3’44"5 (4); 36. L.HOFER a 3’47"5 (5). CdM (25/26): 1. M.Fourcade (Fra) 1090; 2. Svendsen (Nor) 992; 26. HOFER 357. Coppa ins. (fin.): 1. M.Fourcade 384. 10 km donne: 1. Domracheva (Bie) 32’44"5 (2); 2. Mäkärainen (Fin) a 24"8 (2); 3. Semerenko (Ucr) a 32"1 (2); 4. Neuner (Ger) a 54"2 (5); 16. PONZA a 3’23"8. CdM (25/26): 1. Neuner (Ger) 1196; 2. Domracheva (Bie) 1153; 20. PONZA 368. Coppa ins. (fin.): 1. Domracheva (Bie) 392. Oggi mass start (10.30-12.45, dir. Eurosport). SANTER REGINA (g.v.) Con il 2˚ posto dietro Seraina Boner (Svi), a Lillehammer (Nor) dopo la 54 km tc), Stephanie Santer ha vinto la Coppa del Mondo lunghe distanze.

Pallavolo

Vela

A-2 MASCHILE (f.c.) Quartultimo turno molto indicativo per la promozione diretta in A-1, la 27ª (ore 18): Crazy Diamond Segrate-Bcc Castellana Grotte (16, dir. Sportitalia 2); Molfetta-Sir Safety Perugia; Caffè Aiello Corigliano-Carige Genova; Ngm S. Croce-Energy Resources Loreto; Club Italia Roma-Cassa Rurale Cantù; Sidigas Atripalda-CheBanca! Milano; Gherardi Città di Castello-Globo Sora; Edilesse Reggio Emilia-Cicchetti Isernia. Class.: Perugia 61; Castellana 56; Molfetta 52; Città di Castello, Segrate 50; Sora 47; Milano 44; Lo-

VOLVO RACE (r.ra.) Camper Team New Zealand ha vinto la in port race di Aukland. Lo scafo dello skipper Nicholson guadagna 6 punti e si riavvicina al 2˚ posto a 3 lunghezze da Groupama e a 18 dai leader: Telefonica. Nella notte è partita la quinta tappa fino a Itajai (Bra); 6700 miglia dovendo doppiare Capo Horn. EUROFINN (m.nan) Prende il via alla Marina di Scarlino l’Europeo Finn: 79 gli iscritti di 29 Paesi, 10 gli italiani fra cui l’atleta delle Fiamme Gialle Baldassarri già selezionato per i Giochi.


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LA GAZZETTA SPORTIVA

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ALTRI MONDI

Il fatto del giorno DI GIORGIO DELL'ARTI gda@gazzetta.it

Ma un anno dopo la festa per l’Unità questo Paese è migliore? Finito il centocinquantenario: l’Italia sembra più unita, il quadro politico è molto diverso e i cittadini pronti a cambiamenti epocali, dopo i sacrifici L’anno scorso – 18 marzo 2011 – annunciavamo l’inizio delle celebrazioni dei 150 anni dell’unità d’Italia. E oggi – 18 marzo 2012 – diamo conto della chiusura di quest’anno tricolore, celebrata ieri al Quirinale con una bella cerimonia. Intanto però questi due 18 marzo ci tentano sul piano dei confronti: sono passati solo dodici mesi, ma le due Italie, quella di allora e quella di oggi, ci appaiono diversissime. Intanto un anno fa scrivemmo, per quasi tutta la settimana precedente, del terremoto giapponese (11 marzo 2011) e dei guai alla centrale di Fukushima. E subito dopo l’anniversario non cessammo di raccontare la guerra di Libia, che, cominciata in febbraio, viveva uno dei suoi momenti culminanti. Ma intanto, proprio a ridosso del 18 marzo, Berlusconi aveva varato una riforma della giustizia in 18 articoli in cui si separavano le carriere dei magistrati e si introduceva la responsabilità civile degli stessi. A Lampedusa c’erano più immigrati clandestini che abitanti e Maroni, ministro dell’Interno, prevedeva l’arrivo di 50 mila africani...

1Sembra sul serio roba di un secolo fa, vero?

Ieri il Tg1 ha raccontato la storia del barcone approdato con cinque morti a Lampedusa alle 20 e 20, sarà stata la decima notizia… Sembra un secolo. Lo

strappo con Fini s’era già consumato, le difficoltà del governo erano evidenti, ma chi poteva immaginare quello che sarebbe successo di lì a poco, con lo “spread”? Ieri al Quirinale Benigni, nella simpatica rievocazione dei padri della patria, ha detto a un certo punto: «Una volta c’erano gli austriaci e il nemico si vedeva, ed Enrico Toti gli poteva tirare contro la stampella. Ma è difficile tirare qualcosa addosso allo spread!». Un anno fa non sapevamo nemmeno che cosa volesse dire la parola “spread”.

2 C’è un nesso tra questa sua sorprendente rievocazione degli ultimi dodici mesi e le celebrazioni del centocinquantenario?

Secondo me, Napolitano è stato aiutato nella scelta «delicatissima» (termine adoperato ieri) di formare un governo di non-eletti da una sensazione di compattezza del popolo italiano, per nulla intimidito dalle intemerate leghiste, peraltro prudenti, anzi ridotte al minimo, dato che Bossi stava al governo. Le finestre delle città quest’anno si sono riempite di bandiere, e proprio grazie ai leghisti siamo stati costretti a non accettare il processo unitario come un dato definitivo e incontrovertibile, ma a ridiscuterlo in qual-

d lafrase DEL GIORNO

_oltre le celebrazioni

S Glorie tricolori Il presidente Giorgio Napolitano durante la cerimonia al Quirinale di ieri e sotto, Roberto Benigni protagonista di un intervento, al termine del quale ha letto le lettere di tre partigiani uccisi dai nazisti: «Quanto sangue per l’Italia» ANSA

che modo da cima a fondo, ascoltando chi attaccava (da nord, ma soprattutto da sud), leggendo un sacco di articoli e di libri e celebrando tutto quello che c’era da celebrare, dato che oltre tutto stiamo seduti su una montagna di morti. Ora, il presidente, durante questi ultimi dodici mesi, ha percorso in lungo e in largo il paese per commemorare Cavour, Garibaldi e gli altri, e deve essersi fatto degli italiani un’idea meno sconfortante di quella a cui siamo indotti tante volte noi. Parlo dello spirito civico dei nostri concittadini, della loro stanchezza per le ultime aberrazioni del sistema, del recupero di un pezzo di storia di cui possiamo essere senz’altro orgogliosi (almeno fino alla morte di Cavour). Quindi, quando s’è trattato di chiamare i tecnici deve essersi sentito più sicuro di tanti altri che avevano viaggiato meno di lui per la penisola.

3Sensazione giusta o sbagliata?

Direi sensazione giusta, no? Nonostante ci abbia ammazzato di tasse, Monti e il suo governo godono di grande stima, la luna di miele sembra durare molto di più dei fati-

dici cento giorni e insomma, oltre allo spread, c’è anche un recupero di credibilità del gruppo dirigente. Napolitano ieri, dopo aver invocato «comportamenti trasparenti sul piano della moralità», ha pure detto che la scelta di Monti deve servire a esaltare il ruolo della politica, cioè (traduciamo) a far recuperare ai politici la faccia che hanno malamente perduta.

4 E quindi quello che succedeva dodici mesi fa ci sembra preistoria.

La sensazione generale è che stiamo vivendo un cambiamento epocale. I partiti sanno di doversi modificare profondamente, perché ciò che abbiamo visto negli ultimi anni non è più tollerabile. E la riforma dell’architettura dello Stato – decrepita e corrotta – arriverà. Ho l’impressione che il centocinquantenario, con le sue belle celebrazioni, abbia aiutato l’avvio di questa fase di crisi e di trasformazione.

5 Che cosa ha detto Benigni? Molto divertente. Voleva venire a cavallo. Il Quirinale è il palazzo più bello del mondo. È pronto a mettersi al servizio del presidente della Repubblica, in qualunque ruolo, basta che Napolitano lo chiami. Serve magari un settennato tecnico…?

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LAVORO: PROSSIMA SETTIMANA SI CHIUDE «Le trattative sulla riforma sul lavoro e sugli ammortizzatori sociali si chiuderanno la settimana prossima ma occorre che ognuno ceda qualcosa rispetto al legittimo interesse di parte se davvero ci interessa il futuro comune. Mi auguro che Confindustria e sindacati superino le differenze»

IL CASO LOMBARDIA

Formigoni avverte «La corruzione piaga nazionale» Il governatore della Lombardia Roberto Formigoni interviene sullo scandalo tangenti e il presunto asse Lega Pdl per mettere alcuni paletti: «Le indagini parlano chiaro — ha detto —: Cassano d’Adda per chi non lo sapesse è un Comune di 15 mila abitanti. Lì le indagini, tutte da verificare, parlano di un asse tra Pdl e Lega, quindi limitiamo l’orizzonte della cosa». Mentre sul fenomeno in generale, Formigoni tira in ballo anche altri episodi: «Il problema della corruzione ipotetica o reale riguarda veramente tutta Italia» con riferimento alle accuse che hanno colpito il presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani, che avrebbe dirottato fondi sulla cooperativa del fratello e il sindaco di Bari Michele Emiliano per non aver preteso oneri per 3 milioni da alcuni costruttori a spese dei contribuenti. Oltre allo scandalo Luigi Lusi, l’ex tesoriere della Margherita.

SINDACO RICANDIDATO

Verona, nella Lega ritorna il sereno: «Accordo per Tosi»

MARIO MONTI PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

Dopo le polemiche, ieri hanno trovato la quadra. È stato raggiunto l’accordo tra il sindaco di Verona, Flavio Tosi (nella foto Ansa), e i ver tici della Lega Nord sulle liste da presentare alle amministra tive di maggio. Riserbo dei big del Carroccio sui contenuti dell’intesa, ma pare che la soluzione escogitata sia ques ta: mettere il nome di Tosi, favoritissimo per la rielezione, su tutte le liste, sia quelle civiche che quella «classica» con il simbolo di Alberto da Giussano. L’accordo, ha co munque, soddisfatto i vertici della Lega contrari all’idea del primo cittadino veronese di presentare un’unica lista col suo nome: «È una vittoria della Lega», ha esultato Bossi.


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ALTRI MONDI

IL SERGENTE AMERICANO

Strage di Kandahar Identificato l’autore Si chiama Robert Bales e ha 38 anni il sergente americano accusato di aver ucciso domeni ca scorsa 16 civili afgani nella

provincia di Kandahar in Afghanistan. L’identità del soldato (nella foto Ansa), ora in carcere in Kansas, è stata svelata dall’esercito Usa. Secondo un’indagine del parlamento afgano, la strage sarebbe opera di diversi soldati che avrebbero pure violentato due donne.

Ripartono gli sbarchi 5 morti a Lampedusa Un gommone soccorso ancora in acque libiche, a bordo oltre ai cadaveri c’erano 52 migranti. L’Unhcr: «Presto nuovi arrivi» DA UN GRUPPO MAOISTA

Due turisti italiani rapiti in India Caso marò: slitta il test balistico

Motovedetta italiana in un’operazione di salvataggio di un gommone libico carico di clandestini ANSA VINCENZO DI SCHIAVI

LA ROTTA DALLA LIBIA

La primavera e un mare più docile ripropone l’allarme sbarchi a Lampedusa col suo carico di disperazione e tragedie. Arrivi Ieri sono stati rinvenuti i corpi senza vita di cinque persone su un gommone in avaria a 85 km a sud di Lampedusa, in acque libiche. L’imbarcazione ha lanciato l’allarme, attorno alle 4 di mattina, con un telefono satellitare: Guardia Costiera e Guardia di Finanza hanno messo in moto i soccorsi dopo che le autorità nord-africane si sono dette impossibilitate a intervenire. Sul gommone, oltre ai cinque extracomunitari morti (su cui la procura di Agrigento ha aperto un’inchiesta), sono stati trovati altri 52 migranti tutti in precarie condizioni di salute. Diciannove sono stati imbarcati sul pattugliatore della Guardia di Finanza (5 di questi poi trasportati in elisoccorso a Palermo); altri 32 sulla motovedetta della Guardia Costiera; un altro extracomunitario, in gravi condizioni, è stato invece soccorso da un elicottero di stanza sulla nave militare Bettica. Tutte le unità hanno poi fat-

GDS

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arrivi venerdì sull’isola Due giorni fa era giunta a Lampedusa un’imbarcazione con 54 persone mentre altre 5 sono state trovate appese a una boa a largo di Trapani. E ieri sono stati avvistati almeno 4 barconi

to rotta verso Lampedusa, dove il ministro della Salute Renato Balduzzi ha inviato ieri una task force medica per fronteggiare la stagione degli sbarchi. E in effetti il canale di Sicilia si fa sempre più trafficato: ieri pomeriggio altre due imbarcazioni con 221 persone sono state soccorse, mentre su un’altra è in atto un braccio di ferro con Malta. Un barcone con a bordo 80 persone, infatti, è stato soccorso da un motopesca francese in acque maltesi. Sono state allertate le autorità della Valletta che, però, hanno cercato di far proseguire l’imbarcazione vero il porto più vicino, Lampedusa, ma «c’è uno stallo» ha spiegato Laura Boldrini, portavoce dell’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati. Per le nostre autorità la competenza è maltese e non è previsto alcun intervento italiano. Venerdì invece era giunto sull’isola siciliana un barcone con 54 migranti, tra cui quattro bambini, di presunta nazionalità libica, mentre a largo di Trapani 5 persone sono state trovate aggrappate a una boa. La portavoce dell’Unhcr rivela inoltre di aver ricevuto «la segnalazione di un altro natante. E altri due mancano all’appello».

Ancora italiani rapiti in giro per il mondo. Stavolta in India: sarebbero due turisti sequestrati da un gruppo maoista nello stato dell’Orissa. La notizia è stata data dalla tv indiana Ndtv: il rapimento sarebbe avvenuto a Kandhamal e gli italiani sarebbero stati portati via da esponenti di Basadhara, gruppo maoista che opera nella zona e che secondo alcuni analisti verrebbe finanziato dalla Cina. La Farnesina, attraverso l’Unità di crisi, ha contattato l’ambasciata di Nuova Delhi per verificare la notizia. Il sito della tv ha comunque riferito che, poco prima del rapimento, i due italiani stavano facendo foto di donne locali che facevano un bagno in un fiume e che sarebbe stato chiesto un riscatto. In dettaglio, 13 richieste fatte al governo indiano, tra cui il rilascio di prigionieri politici e lo stop all’operazione lanciata nel 2009 contro i ribelli maoisti. I marò Intanto, sempre dall’India, ecco altre notizie sui due marò italiani, arrestati perché accusati di aver ucciso due pescatori scambiati per pirati, il 15 febbraio scorso, mentre si avvicinavano alla nave Enrica Lexie: è slittata ancora la perizia balistica sulle loro armi. Ci sono invece buone possibilità che la petroliera in stato di fermo, con a bordo l’equipaggio composto da 5 italiani e 19 indiani più 4 marò dell’unità antipirateria, possa essere rilasciata la prossima settimana, dopo il nulla osta della polizia. Potrebbe arrivare quando saranno concluse le elezioni locali.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

SANGUE A DAMASCO COLPITI EDIFICI DELL’INTELLIGENCE E DELLA POLIZIA: 140 FERITI. INTANTO ASSAD SCRIVE ALL’ONU

Siria, due attentati: almeno 27 le vittime Due boati e la Siria è ancora più nel caos. Ieri due attentati-bomba hanno colpito Damasco provocando almeno 27 morti, in maggioranza civili, e 140 feriti. Gli attacchi hanno colpito un edificio dell’intelligence e un altro della polizia criminale. Un comunicato del ministero dell’Interno di Damasco ha legato gli attacchi «all’escalation vista recentemente da parte regionale e internazionale e consacrata con la richiesta di invio di armi nel Paese». La nota ribadisce pure che la Siria «agirà

contro chiunque osi colpire la stabilità e l’unità del Paese». Fonti dell’opposizione siriana hanno, invece, aggiunto che quattro soldati sarebbero morti in un’altra esplosione su un veicolo militare vicino a un campo di profughi palestinesi. Intanto, è stata svelata una lettera del regime di Assad indirizzata all’inviato speciale dell’Onu Kofi Annan: ci sarebbe scritto che il governo è «ansioso di mettere fine alle violenze, ma solo dopo che i gruppi armati della opposizione deporranno le armi».

IL FONDATORE DI WIKILEAKS

Australia: Assange vuol fare il senatore Il fondatore di Wikileaks, Julian Assange, si presenterà alle elezioni per il senato in Australia nel 2013. «Abbiamo scoperto che

può candidarsi anche se è ai domiciliari», ha scritto Wikileaks su Twitter. Il capo del sito specializzato nella diffusione di documenti riservati, da dicembre 2010 è ai domiciliari in Inghilterra per un’accusa di stupro in Svezia e in attesa di un’eventuale estradizione.

A notizie

IN CELLA L’AUTORE DI «KONY»

Tascabili Giornata della memoria di Libera

S Atti osceni in pubblico del creatore video virale Un video mette in imbarazzo l’associazione «Invisible Children», celebre per aver realizzato il filmato virale «Kony 2012» contro i crimini del guerrigliero ugandese Kony, visto da milioni di persone nel mondo. Jason Russell (nella foto), fra gli autori del video e cofondatore di «Invisible Children» è stato arrestato a San Diego per essersi masturbato in pubblico, forse sotto l’effetto di alcol. Il 33enne è stato anche ripreso in un video nudo per strada

In centomila a Genova per dire no alla mafia: «Meno parole, più fatti»

La grande manifestazione di Libera ieri a Genova ANSA Una marea per dire no alla criminalità organizzata. Ieri in 100mila hanno partecipato alla 17esima «giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie», raduno annuale dell’associazione Libera. Un’invasione pacifica aperta dai parenti delle vittime e dal presidente dell’associazione, don Luigi Ciotti, che ha ringraziato il capoluogo ligure definito «porta dell’Europa»: «La forza della mafia sta fuori dalla mafia: per contrastarla meno parole e più fatti», ha aggiunto. Il presidente Napolitano ha indirizzato un messaggio: «Così si sottraggono spazi alle organizzazioni criminali». Il corteo, colorato e con diverse bandiere No Tav, ha attraversato il centro e si è concluso al porto antico dove sono stati letti i nomi di 900 vittime delle mafie.

Il raptus del patrigno dopo una lite

Sulcis, il piccolo Mirko soffocato per gelosia Sarebbe stato un raptus di gelosia a portare all’omicidio del piccolo Mirko, bimbo di 2 anni e mezzo ucciso giovedì a Sant’Antioco, nel Sulcis, in Sardegna e di cui domani si terranno in funerali. Questa la ricostruzione degli investigatori: la madre di Mirko, Daniela Sulas, 22 anni, avrebbe detto di voler tornare col padre naturale del bimbo, e a quel punto il suo compagno 30enne, Igor Garau, avrebbe soffocato il piccolo e aggredito a martellate la don na, tenendola in ostaggio in casa fino all’arrivo della suocera. Poi, si sarebbe impiccato per il rimorso.

Francia: quattro feriti sono gravi

Un altro schianto in bus Bimbo perde una mano Dalla Svizzera alla Francia. La maledizione del pullman colpisce ancora e di mezzo ci sono sempre dei bambini. Un bus, che trasportava 24 passeggeri, entrando in una rotatoria ha tamponato un’auto e si è rovesciato: quattro persone, tra cui un bimbo, sono rimaste gravemente ferite mentre si teme per altri tre bambini rimasti incastrati tra le lamiere. A uno dei bimbi è anche stata amputata una mano. L’incidente, pare a causa di un problema ai freni, è avvenuto a Quimper in Bretagna. Il pullman stava portando in vacanza i dipendenti di una società di Lesneven.

Il criminale nazista aveva 91 anni

Addio al boia di Sobibor Uccise 27.900 persone

Auto ed edifici sventrati da un attacco-bomba ieri nel centro di Damasco AFP

L’ex nazista John Demjanjuk, 91 anni, è morto ieri in una casa di riposo di Rosenheim in Baviera. L’ex carceriere lo scorso anno era stato condannato a 5 anni per aver partecipato nel 1943 all’uccisione di 27.900 prigionieri nel campo di sterminio di Sobibor (Polonia) ed era in attesa dell’appello. Alla fine della guerra era emigrato negli Usa, cambiando il nome da Ivan in John ma nel 1986 fu portato in Israele per un processo in cui è stato riconosciuto come «Ivan il Terribile» e condannato a morte. Sentenza poi annullata per dubbi sulla sua reale identità.


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ALTRI MONDI

DOPO IL CROLLO DEL PALCO

Pausini, riparte il tour Stasera live a Firenze Riparte stasera da Firenze, l’Inedito World Tour di Laura Pausini (nella foto), inter rotto per il crollo del palco del

Palasport di Reggio Calabria, il 5 marzo scorso, che provocò la morte di un tecnico di 31 anni. «Lo spettacolo fanno sapere gli organizzatori sarà riproposto in tutte le città previste dal calenda rio, nell’assoluto silenzioso rispetto richiesto dall’artista, i musicisti e i tecnici».

Verdone MASSIMO ARCIDIACONO

Primo al cinema e (quasi) primo in libreria. Solo un altro Carlo(s), Ruiz Zafón, il re catalano del bestseller, resiste a Carlo Verdone. Pochi come lui sanno raccontare agli italiani dei loro tic e depressioni, paure e passioni. Anche perché quei tic, depressioni, passioni e paure, gli appartengono intimamente. La sua commedia, Posti in piedi in paradiso, ha incassato 7 milioni, il suo libro autobiografico, La casa sopra i portici, viaggia oltre le 100 mila copie vendute. E non c’è trucco, né inganno. Verdone, si aspettava il doppio successo?

«Ero convinto di aver fatto un ottimo film e mi confortavano le critiche. È il pubblico, però, che decide e sono contento, quindi. Anche se, a fare un po’ i conti, in due anni gli incassi italiani si sono ridotti del 45%: è frutto della situazione in cui viviamo. Se la benzina ti costa 2 euro, diventa

Uno sguardo romano Carlo Verdone, 61 anni: nel corso della sua carriera ha girato 23 film da regista SESTINI

o il libr il film piedi Posti in o is d in para . Verdone C i d regia oe Dirett a od t a t e r interp , con ne Verdo cesco an Pierfr Marco o, in v Fa aela i e Mic Giallin otti, è la zz Rama i tre ex d ia r sto i 50enn no i it r a m o id iv nd che co ente c is t un fa to tamen appar ... o roman

ici a i port a sopr 2 8 La cas 2 , erdone ni) di C. V mpia o (B e pagin biogra L’auto è e erdon fia di V l 2˚ posto a a t a balz dei op ten i. nella t dut n e v libri più a la vita nt Racco ta romano is g e r l de casa erso la attrav dagli a: patern con Fellini ri t n inco porto i al rap d r o S e nitori e con ge .. i. fratell

«Piaccio perché onesto E ora vivo senza paure» difficile persino permettersi un cinema. Sono contento perché, a mio modo, sono stato coraggioso: non ho fatto una commedia di puro intrattenimento, ho raccontato la crisi, di persone che non arrivano alla fine del mese. Faccio ridere, ma è una risata amara, non è tempo di botti, porsche e champagne». E il libro?

«Beh, quello non l’ho scritto per venderlo. Avevo un grosso dolore dentro, cercavo un modo per alleviarlo. Il libro parla della casa della mia infanzia: robusta, bella, calda. Da lì è

la Foto Kate alla parata di San Patrizio: sviene una guardia Era il suo primo impegno militare da sola, senza il maritino, il principe William di Inghilterra. Vestita di tutto punto, con un cappottino verde, Kate Middleton (nella foto Reuters) è andata alla parata di Aldershot, per il giorno di San Patrizio, patrono irlandese. Ma l’emozione deve essere stata tanta per i soldati perché al suo arrivo c’è stato un piccolo fuoriprogramma: una guardia è svenuta, cadendo a terra.

passata tanta gente, era sempre piena e lì ho trascorso la parte migliore della mia vita. Tutto è nato lì per lì. Preparavo un libro sul mio cinema, ma non quadrava. Quando la Sgarbi, capo della Bompiani, si è presentata, le ho detto: "Ma lei mi farebbe scrivere di casa mia? Il libro inizia il giorno che andai a restituire la chiave al proprietario, il Vaticano". Bella idea, ha detto lei. E mi sono messo a farlo, nei weekend, con Fabio Maiello». Lei sa raccontare alla gente.

«Anche altri lo sanno fare. Io,

Star del momento, il regista è primo al cinema con «Posti in piedi in paradiso» e ha venduto 100 mila copie della sua autobiografia

però, non ho più ansie da prestazione e la mia melanconia oscura ha smesso di inseguirmi. Non voglio essere sempre primo, anche se non mi piace finire in fondo. Voglio solo fare le cose per bene: farlo con onestà. Mi ha colpito il successo del libro e mi facevo mille domande. Poi, ho chiesto a un tassinaro, felice di avermi caricato e che lo aveva appena letto. Mi ha detto: "L’ho vista in tv, lei diceva che era la storia di una famiglia, di una vita, mi è parso sincero. Ho pensato: le famiglie non esistono più. Lo compro". E allora ho capito». © RIPRODUZIONE RISERVATA

L’ARRESTO PER IL SUDAN

Clooney: «In cella ho chiamato mamma» Star hollywoodiana e dei diritti umani, ma pur sempre figlio di mamma. Il 50enne George Clooney, fermato e poi rilasciato

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a Washington durante una protesta davanti all’ambasciata del Sudan contro il presidente al Bashir, dal carcere si è preoccupato di parlare con una sola persona al telefono: sua madre. Lo ha confessato proprio il bel George al sito di gossip americano «Tmz».

l’avventuroso DI REINHOLD MESSNER

S Domani l’addio live a Milano E venne il giorno dell’addio. Domani al Piccolo Teatro di Milano si conclude la carriera live di Ivano Fossati: finisce infatti, il «Decadancing Tour», 43 date tutte esaurite, le ultime dopo 40 anni di attività a causa della drastica scelta del cantautore genovese. Una serata speciale che il 60enne Fossati vuole comunque festosa. E il giorno dopo l’addio ai concerti, martedì, uscirà Pensiero Stupendo, raccolta delle canzoni scritte per altri artisti da Patty Pravo a Mina, da Fabrizio De Andrè a Zucchero

Un bravo a Simone che è tornato vivo Conta solo questo Pochi giorni fa ho incontrato Simone Moro (nella foto). E gli ho fatto i complimenti per la sua spedizione invernale con Denis Urubko al Nanga Parbat. «Bravo Simone, sei riuscito a tornare vivo», gli ho detto stringendogli la mano. Non importa che non abbia potuto andare in vetta, come sono stati invece capaci di fare, sempre in Pakistan qualche settimana dopo, i polacchi Adam Bielecki e Janusz Golab al Gasherbrum 1. Da quella stessa montagna è purtroppo arrivata, subito dopo, la conferma di quanto sia importante – e difficile — per un alpinista saper rinunciare. Da oltre una settimana non si hanno più notizie di un’altra cordata che cercava di giungere per prima in vetta al G1 in inverno. Era composta da Gerfried Goeschl, austriaco, Cedric Haehlen, svizzero, e Nisar Hussain, pakistano. Cercavano di salire da una via nuova, per poi scendere dalla «normale» (quella utilizzata dai polacchi). Così avrebbero anche fatto la traversata della montagna. Simone mi ha raccontato di aver parlato con loro sconsigliando quella via nuova, perché in quota, prima della conclusiva cresta Sud, sfocia su un plateau dove in inverno c’è quasi sempre tantissima neve. Il che significa tanta fatica e soprattutto essere lenti. Già incombeva il maltempo quando i tre sono stati avvistati per l’ultima volta. Proprio dai due polacchi, con i quali avevano ingaggiato la sfida per essere primi d’inverno sul G1. Erano nel plateau.

IL CASO I RISCHI PER LA SALUTE

Per 20 anni al cellulare e s’ammala di tumore: al via indagine a Torino Si torna a parlare dei danni alla salute causati da un uso eccessivo dei cellulari. La correlazione non è mai stata provata con certezza, ma per la prima volta un caso arriva sul tavolo della procura di Torino. Il pm è Raffaele Guariniello che nei giorni scorsi ha ricevuto una segnalazione sulla vicende di un 45enne torinese, ammalatosi di glioblastoma, un tumore al cervello, e per 20 anni costretto a un uso intensissimo del cellulare, circa 7 ore al giorno. Ora è in via di guarigione ed è stato già ascoltato in procura: ha raccontato del tempo passato per lavoro al cellulare, senza auricola re o vivavoce. Intanto il magistrato sta racco gliendo informazioni e documentazione sugli eventuali rischi per la salute segnalati dalle case produttrici di telefoni cellulari.

LOTTO

SUPERENALOTTO

NAZIONALE 85 32 44 70 48

LA COMBINAZIONE VINCENTE 12 23 54 68 84 89 Jolly: 86; Superstar: 76 Jackpot e 75.300.000 Punti 6: nessuno Punti 5+: nessuno Punti 5: 19 totalizzano: e 24.864,13 Punti 4: 1.519 totalizzano: e 313,11 Punti 3: 59.355 totalizzano: e 15,97 QUOTE SUPERSTAR Punti 4: 10 totalizzano: e 31.311 Punti 3: 248 totalizzano: e 1.597 Punti 2: 3.920 totalizzano: e 100 Punti 1: 23.397 totalizzano: e 10 Punti 0: 52.450 totalizzano: e 5 Montepremi di concorso e 3.149.456,08 10 e LOTTO Numeri vincenti

ESTRAZIONE DEL 17 MARZO

7 11 13 14 16 17 33 38 39 47 48 51 55 61 65 66 77 78 87 89

BARI

48 77 47 73 38

CAGLIARI

87 33 61 59 78

FIRENZE

11 16 74 63 77

GENOVA

14 13 84 65 67

MILANO

7 11 27 19 78

NAPOLI

17

PALERMO

89 55 6 90 86

7 66 64 86

ROMA

78 51 70 83 8

TORINO

65 39 79 62 59

VENEZIA

38 66 90 11 56


46

LA GAZZETTA SPORTIVA

DOMENICA 18 MARZO 2012

ALTRI MONDI Oroscopo LE PAGELLE

DI ANTONIO CAPITANI 24/8 - 22/9

Vergine 5,5

23/9 - 22/10

21/3 - 20/4

21/4 - 20/5

21/5 - 21/6

22/6 - 22/7

23/7 - 23/8

Bilancia 8

Ariete 7

Toro 5,5

Gemelli 7,5

Cancro 6-

Leone 5,5

IL MIGLIORE Siete vincenti! Oltre che vigorosi. Una mossa geniale vi mette pure più in luce e fa salire le vostre quotazioni. Tripudio fornicatorio appropinquasi.

Vista la Luna amica, sarete agevolati, nel lavoro e in fatto di gare sportive. Relax sicuro se non lavorate, sex garantito se non rompete.

L’umore balla. E la domenica è sfigoincerta. Moderate gli sforzi, non presagite tragedie: non ce ne sono. Fornicazione gagliardissima, però.

Luna, Saturno e Urano vi portano fortune, privilegi, vantaggi, in ogni ambito. E vi rendono strafigherrimi. La vertigine suina vi risucchia.

Non fatevi paranoie. E trasformate ciò che in amore, in casa, nel lavoro non può restare com’è. La fornicazione (pure fedifraga) vi tenta.

I rapporti con gli altri non sono semplici, le rogne vessano. Servono metodo e autocontrollo. Oltre che solluccheri sudombelicali, urgently.

23/10 - 22/11

23/11 - 21/12

22/12 - 20/1

21/1 - 19/2

20/2 - 20/3

Scorpione 5,5

Sagittario 7,5

Capricorno 7

Acquario 7,5

Pesci 6-

Riguardatevi. Specie dai vili. E no al tifo bellicoso. Casa e famiglia procurano noie, l’amor contunde gli zebedei. Non è una domenicona.

La vostra brillantezza cresce, le vostre idee sono singolari e vincenti. Svaghi e amor ritemprano, il sudombelico dà segnalini di ripresa.

Potete amalgamare meglio di sempre pragmatismo, flemma e faccia di glutei, con la Luna di oggi. Vincendo. E una valanga suina vi travolge.

Vi evidenziate per abilità e fiuto. Raccogliendo consensi a tutto campo. Euforie sudombelicali, poi, vi pervadono e voi vi divertite mucho.

I disegni astrali sono un po’ ostici. Come la vostra domenica: risolvete senza ringhiare. Magari in solitudo ispiratrice. Alti e bassi suini.

FRANCESCO TOTTI

Potreste intagliare gli zebedei alla gente, oggi. Evitate. E non pretendete che chiunque si adegui ai vostri desideri, compresi quelli suini.

Il capitano giallorosso, autore di quattro gol finora in campionato è nato a Roma il 27 settembre 1976 (Bilancia)

Gazzetta.it

Televisioni in chiaro CANALE 5

ITALIA 1

RETE 4

LA 7

TG5 - MATTINA TELEFILM GRANDE FRATELLO FINALMENTE SOLI A RUOTA LIBERA TG5 GRANDE FRATELLO ROSAMUNDE PILCHER DOMENICA 5 THE MONEY DROP TG5 PAPERISSIMA SPRINT 21.30 GRANDE FRATELLO Reality 0.35 MAI DIRE GRANDE FRATELLO 1.20 TG5 - NOTTE 1.50 PAPERISSIMA SPRINT

8.05 CARTONI ANIMATI 10.25 ACTION MAN 10.55 POWER RANGERS SAMURAI 11.50 GRAND PRIX 12.25 STUDIO APERTO 13.00 GUIDA AL CAMPIONATO 14.00 BATMAN 16.25 SKYRUNNERS 18.30 STUDIO APERTO 19.00 TUTTO IN FAMIGLIA 19.30 MR. CROCODILE DUNDEE 21.30 PIRATI DEI CARAIBI LA MALEDIZIONE... 0.30 CONTROCAMPO LINEA NOTTE 1.45 POKER1MANIA 2.35 GHOST WORLD

8.35 9.10 10.00 11.00 11.30 12.00 13.20 14.00 15.05

URAGANI AI CARAIBI MAGNIFICA ITALIA S. MESSA PIANETA MARE TG4 - TELEGIORNALE MELAVERDE PIANETA MARE DONNAVVENTURA IL GENIO DELLA TRUFFA 17.15 COLOMBO 18.55 TG4 19.35 TEMPESTA D'AMORE 21.30 DESTINI INCROCIATI Film 0.10 I BELLISSIMI DI R4 0.15 NESSUNA PIETÀ 1.45 TG4 NIGHT NEWS 2.40 IL GAUCHO 4.30 UNA DONNA ALLO...

7.30 7.50

RAIUNO

RAIDUE

RAITRE

GP AUSTRALIA F1 EASY DRIVER LINEA VERDE A SUA IMMAGINE SANTA MESSA LINEA VERDE TG1 DOMENICA IN TG 1 DOMENICA IN L'EREDITÀ RAI TG SPORT AFFARI TUOI IL SOGNO DEL MARATONETA 23.20 SPECIALE TG1 0.25 TG 1 - NOTTE 0.50 APPLAUSI 2.05 SETTE NOTE MUSICA E MUSICHE

8.25 CARTONI ANIMATI 11.30 MEZZOGIORNO IN FAMIGLIA 13.00 TG 2 GIORNO 13.30 TG 2 MOTORI 13.45 QUELLI CHE IL CALCIO 17.10 RAI SPORT STADIO SPRINT 18.00 RAI SPORT 90°MINUTO 19.35 RAI SPORT 20.30 TG2 21.00 N.C.I.S. Telefilm 22.35 LA DOMENICA SPORTIVA 1.00 TG 2 1.20 PROTESTANTESIMO 1.50 METEO 2

8.30

Film sul Digitale Terrestre

Lo Sport in chiaro, sul satellite e sul digitale terrestre

PREMIUM

IN DIRETTA

6.55 9.35 10.00 10.30 10.55 12.20 13.30 14.00 16.30 16.35 18.50 20.35 20.40 21.30

13.45 LA RICERCA DELLA FELICITÀ PREMIUM CINEMA 14.25 THE COMMANDER STEEL 15.45 ANIMALS UNITED PREMIUM CINEMA 16.00 MONEY TRAIN STEEL 17.25 IMMATURI PREMIUM CINEMA 19.25 DUE CUORI E UNA PROVETTA PREMIUM CINEMA 21.15 LA BELLEZZA DEL SOMARO PREMIUM CINEMA 23.10 LA BANDA DEI BABBI NATALE PREMIUM CINEMA 23.15 300 JOI

CALCIO 12.30 CAGLIARI - CESENA Serie A Sky Sport 1, Sky Calcio 7 e Sky SuperCalcio

14.30 WOLVERHAMPTON MANCHESTER UNITED Premier League Sky Sport 3 e Sky Calcio 8

15.00 BOLOGNA - CHIEVO Serie A Sky Calcio 4 e MP Calcio 3

15.00 CATANIA - LAZIO

10.05 10.55 12.25 12.55 13.25 14.00 15.05 17.55 19.00 20.00 20.10 21.30 23.35 23.45 23.50 0.50 1.00

Serie A Sky Calcio 1 e MP Calcio 2

15.00 LECCE - PALERMO Serie A Sky Calcio 3 e MP Calcio 4

15.00 SIENA - NOVARA Serie A Sky Calcio 5

BIATHLON

SCI ALPINO

15.00 CROSS DEI 5 MULINI

10.30 COPPA DEL MONDO

9.00

Da San Vittore Olona. Rai Sport 1

15.30 K'LAUTERN SCHALKE 04

6.55

Bundesliga. Eurosport 2 HD

Liga ACB. Sportitalia 2

20.45 UDINESE - NAPOLI

Ligue 1. Sportitalia

20.30 CLIPPERS - PISTONS NBA. Sportitalia 2

23.10 SAN JUAN - BOCA

AOSTA

7

12

BARI

7

21

BOLOGNA

2

18

CIELO

VENTI

CAGLIARI

8

18

Sole

Deboli

CAMPOBASSO

5

17

Moderati

CATANIA

4

20

FIRENZE

4

19

0.15

10.00 COPPA DEL MONDO

ORLANDO - MIAMI

HS 215. Da Planica, Slovenia Eurosport

NBA. Sportitalia 2

Trento 8 10

Torino 9 12

10 13

Milano

Venezia

10 14

8

7

Perugia

8 16

5 16

GENOVA

9

15

L'AQUILA

6

16

MILANO

6

17

ROMA

NAPOLI

4

16

8 18

PALERMO

9

17

Neve

Mossi

PERUGIA

5

20

POTENZA Nebbia

Agitati

3

16

REGGIO CALABRIA

7

16

ROMA

9

18

TORINO

9

15

6

19

Il sole oggi MILANO

ROMA

TRENTO

Sorge

Tramonta

Sorge

Tramonta

TRIESTE

6:29

18:33

6:15

18:20

6

14

VENEZIA

6

14

«Dal 15 al 25» vi offre la news su Mastrangelo (nella foto) che girerà accanto ad Uma Thurman, come body guard.

18.45 MASTERS 1000 INDIAN WELLS

IL BLOG

VOLLEY 14.30 IZMIR - TRENTO Champions League Finale 3° posto. Sportitalia

Tennis: cercate con noi i campioni del futuro

16.00 SEGRATE CASTELLANA GROTTE Serie A2 maschile Sportitalia 2

17.30 RAVENNA - VIBO

Tra i blog della Gazzetta se ne è aggiunto uno de dicato ai Challenger ita liani: per scoprire con noi il futuro del tennis.

Serie A1 maschile Rai Sport 1 e Eurosport

www.gazzetta.it

17.30 BELCHATOW KAZAN

15 km Tecnica libera maschile Da Falun, Svezia Rai Sport 2 e Eurosport

Champions League Finale 1° posto. Sportitalia

Domani

Dopodomani

Molte nubi e piogge al Nord, forti tra alto Piemonte e alta Lombardia con neve fino a 900 m sulle Alpi; piogge sparse sulla Liguria, meglio su Emilia Romagna e basse pianure. Rovesci anche al Centro e Sardegna, più sole al Sud.

Correnti umide meridionali continuano a raggiungere le nostre regioni del Nord con nubi e piogge diffuse, forti la sera al Nordovest con neve fino a 700 m. Piogge anche sulla Sardegna, locali al Centro, solo nubi al Sud ma senza piogge.

15

Ancona

Firenze

Molto forti

Calmi

Mastrangelo farà il body guard di Uma Thurman

18

11 12

Coperto

Temporali

IL BLOG

Bologna Genova

Forti

MARI

Dopo il successo sulla Scozia all’Olimpico, migliaia di tifosi hanno festeggiato con gli azzurri allo Stadio dei Marmi

9 16

Rovesci

Pioggia

10 km Tecnica libera femminile Da Falun, Svezia Eurosport

Sky Sport 2

Gigante femminile 2ª manche Da Schladming, Austria Rai Sport 1 e Eurosport 2

Peggioramento più intenso del tempo su parte del Nord con rovesci diffusi, localmente forti tra Piemonte e Lombardia, e neve a 1400 m; meglio sulle basse pianure e su Emilia Romagna. Nubi e Trieste piovaschi anche sulla Toscana, più sole altrove.

Rugby: la festa azzurra allo Stadio dei Marmi

Finale. Eurosport

Slalom maschile 2ª manche Da Schladming, Austria Rai Sport 1 e Eurosport

Oggi

Aosta

2.50

13.30 COPPA DEL MONDO

SALTO CON GLI SCI

Serie A maschile. Rai Sport 1

Campionato Argentino Sportitalia 2

23.50 23.55 24.00

19.00 WTA INDIAN WELLS

SCI DI FONDO

Amichevole. Rai Sport 2

20.30 EA7 MILANO OTTO CASERTA

Liga. Sky Sport 3, Sky SuperCalcio e Sky Calcio 2

21

14.30 ITALIA ECCELLENZA ENGLAND STUDENTS

Finali Dna. Sportitalia 2

21.30 REAL MADRID MALAGA

4

RUGBY

18.15 COPPA ITALIA

20.00 20.30 21.30

TENNIS

12.30 COPPA DEL MONDO

PGA European Tour Sky Sport 2

Finale. Coppa Italia femminile Rai Sport 2

21.00 LILLA - VALENCIENNES

ANCONA

14.00 OPEN DELL'ANDALUSIA

17.00 TARANTO - SCHIO

Serie A Sky Sport 1, Sky Calcio 1, MP Calcio e MP Calcio 1 HD

21

GOLF

Coppa Italia. Finali Dnb Sportitalia 2

Slalom maschile 1ª manche Da Schladming, Austria Rai Sport 1 e Eurosport

11.30 COPPA DEL MONDO

Da Parigi, Francia Eurosport

14.15 FERRARA AGRIGENTO

Liga. Sky Calcio 8

4

16.00 SAUT HERMES

17.55 18.00

TG LA7 MARATONA DI ROMA 2012 TI CI PORTO IO TG LA7 IL GIURATO JAG - AVVOCATI IN DIVISA MOVIE FLASH L’ISPETTORE BARNABY TG LA7 IN ONDA IL CONCERTO Film TG LA 7 TG LA7 SPORT LA LUNGA LINEA GRIGIA MOVIE FLASH

14.45 COPPA DEL MONDO

Gigante femminile 1ª manche Da Schladming, Austria Rai Sport 1 e Eurosport 2

EQUITAZIONE

12.00 13.30 14.05 16.25

COPPA DEL MONDO

10.00 COPPA DEL MONDO

Partenza in linea femminile Eurosport

12.30 REAL MADRID SARAGOZZA

18.00 ATHLETIC BILBAO VALENCIA

min max

12.45 COPPA DEL MONDO

Gara. Da Melbourne, Australia. Rai 1

17.30 HANNOVER - COLONIA

ALGHERO

F1 GP AUSTRALIA

BASKET

FA Cup. Sky Sport 3, Sky SuperCalcio e Sky Calcio 9

Ieri

Partenza in linea maschile Da Khanty Mansiysk, Russia Eurosport 2

AUTOMOBILISMO

Bundesliga . Eurosport 2 HD

17.00 LIVERPOOL STOKE CITY

A CURA DI

Nuvolo

ATLETICA LEGGERA

Premier League. Sky Calcio 7

GazzaMeteo

Legenda

8.00 8.50 10.00 10.15 10.45 13.00 13.40 14.00 16.05 18.50 20.00 20.40

15.05 CHELSEA LEICESTER CITY

Serie A. Sky Calcio 2, MP Calcio 1 e MP Calcio 2 HD

15.00 INTER - ATALANTA

E' SEMPRE BEL TEMPO KINGDOM TGR - TG3 TELECAMERE RAI EDUCATIONAL IL CAPITALE TGR - TG3 ALLE FALDE DEL... PER UN PUGNO DI LIBRI TG3 - TGR BLOB CHE TEMPO CHE FA PRESA DIRETTA Attualità TG3 TG REGIONE COSMO TG3 TELECAMERE

IL VIDEO

9 16

L’Aquila 5 15

Campobasso

Bari

5 16

Napoli 6

9 20

Potenza

19

3 16

Cagliari

Catanzaro

11 19

6

Palermo

19

Reggio Calabria 8 20

8 21

Catania 9 18

Il sole domani MILANO

La luna ROMA

Sorge

Tramonta

Sorge

Tramonta

6:27

18:34

6:14

18:21

Nuova Primo quarto Piena Ultimo quarto

22 mar.

30 mar.

6 apr.

14 apr.


DOMENICA 18 MARZO 2012

LA GAZZETTA SPORTIVA

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TERZO TEMPO GazzaFocus

Un mito dell’atletica italiana in una nuova fiction stasera e domani in prima serata su Rai 1

I PERSONAGGI LAURA CHIATTI INTERPRETA L’AMANTE 1

OGGI CLASSICA DEL CROSS 2

3

Cinque Mulini numero 80 C’è Bekele ma è belga SAN VITTORE OLONA

1. Lo Cascio-Dorando con Fabio Fulco-Rondinella, il suo rivale 2. Con il «19» olimpico di Londra 3. Laura Chiatti interpreta Luciana, l’amante del maratoneta

Corre Pietri-Lo Cascio Passione e ossessione «Il Sogno del Maratoneta» in tv: non solo il dramma di Londra L’irresistibile vocazione di Dorando fra «muri» e amanti VALERIO PICCIONI

Peccato che Oscar Barletta non possa vedere stasera in tv il Dorando Pietri interpretato da Luigi Lo Cascio. Peccato perché il grande tecnico ha mangiato pane e maratona fino a ieri - se n’è andato il 3 febbraio, a 94 anni - e sarebbe stato bello chiedergli di quello sguardo, di quei baffi, di quelle falcate. Della «passione che diventa ossessione», la frase è proprio dell’attore, che rappresentò per Dorando Pietri il verbo padrone della sua vita: correre. Non solo Londra Un attimo però,

non pensate subito a Londra 1908, al traballante e incosciente Pietri-Buster Keaton, ai suoi tirarsi su e finire giù, al giudice col megafono, alla Regina Alessandra che piange di commozione e consegna una coppa risarcitoria al pasticcere, emiliano di Mandrio, quasi per riparare al senso di colpa del mondo di fronte al verdetto nudo e crudo: Dorando squalificato, oro olimpico allo statunitense Hayes. La «strega» Nel Pietri tratto dal

romanzo di Giuseppe Pederiali, diventato film con la regia di Leone Pompucci, c’è tanto prima e tanto dopo Londra. Ci sono i muri che s’incontrano quan-

IL CAST

Haber allenatore «Il Sogno del Maratoneta», una coproduzione Rai Fiction e Casanova Multimedia, con il contributo dell’Istituto per il Credito Sportivo, va in onda stasera (alle 21.30) e domani (alle 21.10) su Rai 1. Nel cast, regista Leone Pompucci anche Dajana Roncione, Laura Chiatti, Alessandro Haber ed Andy Luotto.

Il via della maratona di Londra 1908 nel film: si partì dal Castello di Windsor

Il protagonista ha un passato di mezzofondista «La maratona, una sfida fra due voci» do desideri tanto una cosa nella vita e vedi che è dura, maledettamente dura. I muri della vita. Che certe volte somigliano a quelli della maratona. Il trentesimo chilometro, per esempio, reputato da sempre il più cattivo. Quel nemico invisibile che i quindicimila di Roma oggi incontreranno sul Lungotevere. Oscar Barletta lo chiamava «la strega». E di «streghe» Dorando ne incontrò: la povertà, quel cuore e quelle gambe di

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DIRETTORE RESPONSABILE ANDREA MONTI andrea.monti@gazzetta.it VICEDIRETTORE VICARIO Gianni Valenti gvalenti@gazzetta.it VICEDIRETTORI Franco Arturi farturi@gazzetta.it Stefano Cazzetta scazzetta@gazzetta.it Ruggiero Palombo rpalombo@gazzetta.it Umberto Zapelloni uzapelloni@gazzetta.it

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PRESIDENTE Piergaetano Marchetti VICE PRESIDENTE Renato Pagliaro AMMINISTRATORE DELEGATO E DIRETTORE GENERALE Antonello Perricone CONSIGLIERI Raffaele Agrusti, Roland Berger, Roberto Bertazzoni, Gianfranco Carbonato, Diego Della Valle, John Elkann, Giorgio Fantoni, Franzo Grande Stevens, Jonella Ligresti, Giuseppe Lucchini, Vittorio Malacalza, Paolo Merloni, Andrea Moltrasio, Carlo Pesenti, Virginio Rognoni, Alberto Rosati, Giuseppe Rotelli, Enrico Salza DIRETTORE GENERALE DIVISIONE QUOTIDIANI Giulio Lattanzi

Pistorius 45"20 nei 400! Per l’Olimpiade è quasi fatta Per Oscar Pistorius è sempre più vicino il traguardo olimpico. Il bi amputato sudafricano era già sceso sotto il minimo olimpico (47"30) correndo in 45"07 l’anno scorso a Lignano ma per la convocazione la sua federazione gli chiedeva di confermare quel tempo. Detto e fatto: ieri a Johannesburg Oscar ha corso i 400 in 45"20 ma per la certezza assoluta dell’Olimpiade non basta ancora. Il tempo di conferma deve arrivare infatti nei 90 giorni precedenti l’Olimpiadi, in pratica nella stagione europea. Ma ormai è un dettaglio.

Maratona a Roma C’è pure Zanardi ai Fori Imperiali Il via alle 8.55 (v.p.) A Roma è il giorno della maratona. Saranno in 15mila a scattare dai Fori. Alle 8.55 partiranno gli hand bikers paralimpici: c’è pure Alex Zanardi con il numero W1. Cinque minuti dopo i maratoneti, poi il mare degli «stracittadini» alle 9.15 con l’organizzazione che spera di raggiungere quota 80mila. Le «lepri» dovrebbero pilotare la gara verso il tempo di 2h06’35": sarebbe il record della gara (2h07’17"). Al debutto anche La7 con la coppia formata da Migidio Bourifa e Luciano Gigliotti.

f.n.

cui non puoi fidarti mai fino in fondo, la difficoltà di conciliare «il non rinunciare ai sogni» del fratello Ulpiano e il tenero ma categorico «non sa amare» della fidanzata Teresa.

quella maratoneta svizzera che entra in pista pure lei barcollante?». Gaby Andersen Schiess. «E’ come se ricordasse Dorando: respinge ogni aiuto, vuole arrivare per forza».

Le due voci e Gaby Lo Cascio le ha studiate, queste streghe, favorito dal suo passato di mezzofondista. Parla del «passaggio dal camminare al correre» come di «un momento fondamentale della vita». Poi, quel «passaggio» si fa un giorno maratona. «Corri e ascolti due voci dentro di te. Una ti dice "sei morto, fermati, chi te lo fa fare". L’altra ti incoraggia, ti sostiene, ti aiuta». E con Dorando Pietri è musica, memoria, storia. «Ho presente una scena: Olimpiadi di Los Angeles, 1984. La ricordate

La prima volta Da Carnera a Cop-

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Neanche la festa per l’edizione numero 80 ha smosso gli italiani, da troppi anni grandi assenti della Cinque Mulini di San Vittore Olona. Alla classica del cross sui prati lombardi ci sarà un discreto manipolo di azzurre (Weissteiner, Tschurtschentaler, Romagnolo e Dal Ri) ma solo due nomi maschili significativi, l’esperto De Nard e l’emergente Crespi. Registrata l’ennesima occasione persa dal cross italiano, prepariamoci quindi a una galoppata africana per la successione allo spagnolo Ayad Lamdassem, anche se i naturalizzati belga Atelaw Bekele (foto AFP) e Bashir Abdi o lo spagnolo Rocha potrebbero giocare un brutto scherzo ai favoriti keniani Longosiwa e Rotich. Nell’anno in cui mancano i Mondiali fanno testo gli ultimi Europei di Velenje (Slo): lì il 24enne Bekele (nato in Etiopia e arrivato in Belgio a 16 anni) è stato capace negli ultimi metri di battere in volata proprio Lamdassem e Rocha. Un po’ più di Italia si aspetta nella prova femminile dove la favorita è la keniana Prisca Jepleting Cherono. La 31enne Cherono è stata argento ai Mondiali di cross ’97 e, dopo essere diventata mamma nel 2009, ha sfiorato ancora il podio (5ª) agli ultimi Mondiali di Punta Umbria.

Pillole

pi via Bartali o Grande Torino, per lo sport la fiction non è una novità, ma «Il Sogno del Maratoneta» è invece una prima volta per un personaggio dell’atletica italiana. Certo romanzato. L’amante prima ancora di sposarsi? La fabbrica che sciopera per lui? Lo storico avversario che muore in guerra? Domande che però durano poco, il film le supera. Come quando in una maratona si va oltre il muro. E la «strega». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Programma. 12.15 Allieve; 12.45 Allievi; 13.45 Jun. U; Ore 14.15 Jun/Senior D (6 km); 1 Weissteiner; 2 Tschurtschentaler; 3 Romagnolo; 4 Dal Ri; 5 Belotti; 6 Rinicella; 7 Cherono (Ken); 8 Monteiro (Por). Ore 15 Seniores U (10 km): 1 De Nard; 2 Bekele (Bel); 3 Abdi (Bel); 4 Crespi; 5 Haidane (Mar); 6. Rotich (Ken); 7. Longosiwa (Ken); 8. Kirwa (Ken); 9 Kibor (Ken); 12 Muller (Ger). In tv: Rai Sport 1 dalle 15 alle 16.30.

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Marcia a Lugano Test importante per Schwazer e la Rigaudo Elisa Rigaudo e Alex Schwazer saranno oggi in gara a Lugano sui 20 km di marcia. Per il carabiniere contro il francese Diniz sarà un test importante a meno di una settimana dalla 50 km di Dudince, in Slovacchia dove cercherà il minimo olimpico che ancora gli manca. Schwazer, che due anni fa su questo stesso percorso portò il record italiano a 1h18’24", a fine gennaio ha già vinto la 35 km di Latina in 2h28’10" tempo che la dice lunga sul lavoro svolto nell’inverno a Settimo Milanese con Michele Didoni.

COLLATERALI * Con la Leggenda del Rally N. 9 e 12,19; con Ballando con le Stelle N. 9 e 9,19 - con Supereroi N. 45 e 11,19 - con Soldatini d’Italia N. 41 e 11,19 con Linomania N. 30 e 11,19 - con Bear Grylls N. 22 e 11,19 - con Lupin III Film Collection N. 21 e 11,19 - con Indistruttibili N. 20 e 11,19 - con ET Predictor card e 11,19 - con i Miti del Calcio ai Raggi X N. 39 e 4,19 - con Alberto Sordi N. 12 e 11,19 - con Mai Dire Story N. 12 e 11,19 - con Paperinik N. 6 e 11,19 - con Star Trek N. 5 e 9,19 Capolavori delle grandi civiltà N. 4 e 11,19 - Holly e Benji N. 3 e 11,19 - con War Movies N. 1 e 11,19 con Sportweek e 2,70 PROMOZIONI ARRETRATI Richiedeteli al vostro edicolante oppure ad A.S.E. Agenzia Servizi Editoriali - Tel. 02.99049970 - c/c p. n. 36248201. Il costo di un arretrato è pari al doppio del prezzo di copertina per l’Italia; il triplo per l’estero.

PREZZI ALL’ESTERO: Albania e 2,00; Argentina $ 13,00; Austria e 2,00; Belgio e 2,00; Brasile R$ 7,00; Canada CAD 3,50; Cz Czk. 64; Cipro e 2,00; Croazia Hrk 15; Danimarca Kr. 18; Egitto e 2,00; Finlandia e 2,50; Francia e 2,00; Germania e 2,00; Grecia e 2,00; Irlanda e 2,00; Lux e 2,00; Malta e 1,85; Marocco g 2,20; Monaco P. e 2,00; Norvegia Kr. 22; Olanda e 2,00; Polonia Pln. 9,10; Portogallo/Isole e 2,00; Romania e 2,00; SK Slov. e 2,20; Slovenia e 2,00; Spagna/Isole e 2,00; Svezia Sek 25; Svizzera Fr. 3,00; Svizzera Tic. Fr. 3,00; Tunisia TD 3,50; Turchia e 2,00; Ungheria Huf. 600; UK Lg. 1,80; U.S.A. USD 4,00.


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LA GAZZETTA SPORTIVA

DOMENICA 18 MARZO 2012


Gazzetta dello Sport 18/03/2012 (Uefa Streaming)