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Cronaca

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Giovedì 20 Ottobre 2011

Strade, 4milioni (ma non bastano) per rifare l’asfalto Quattro milioni di euro divisi in quattro lotti e asfalto che piano piano si stende sulle vie della città: ne servirebbero sette volte tanto, ricorda il consigliere delegato alla Mobilità Antonio Decaro (foto), ma in-

tanto sono terminati i lavori in via De Cristoforis. In nottata invece al via il cantiere nel sottovia Quintino Sella. Nuovo manto stradale anche in via Ravanas, via Crisanzio e via De Rossi. (A. Ard)

Park e Ride e bus, il biglietto rischia di aumentare Rimodulazione delle corse e possibile aumento del prezzo del biglietto. Sono i due progetti dell’Amtab in vista dei tagli governativi al trasporto pubblico locale. Potrebbero essere riviste anche le tariffe

dei park and ride per contrastare i furbetti del bus navetta, quelli che acquistano i minibiglietti da 30 centesimi pur non essendo passeggeri delle auto lasciate ai parcheggi di scambio. (F. Pet)

Domani incrociano le braccia anche i lavoratori delle Ferrovie per dire no alle esternalizzazioni

Bari,vagoni-lettoepulizie: suitreni24oredisciopero Servirail, 45 dipendenti a dicembre saranno licenziati di Francesco Petruzzelli

Sono disperati i 45 lavoratori baresi della Servirail (ex Wagon Lits) la società che fornisce il servizio di accompagnamento notte ai clienti sui vagoni letto di Trenitalia. Dall’11 dicembre scatterà il licenziamento dato che la società, dopo tantissimi anni di servizio, ha deciso, per questioni economiche, di non partecipare alla gara d’appalto biennale perché le condizioni offerte sono svantaggiose. Il nuovo bando ha un importo di 55 milioni di euro ed è stato dimezzato rispetto a quello precedente. Per questo dalle 21 di stasera sino alle 21 di domani i dipendenti incroceranno le braccia per uno sciopero di 24 con inevitabili disservizi, anche nel settore pulizie e ristorazione, per chi si appresterà a viaggiare su un treno notte. E sempre domani potrebbero accumularsi ulteriori e possibili disagi anche per il contestuale sciopero di tutto il personale Fs dalle 9 alle 17 contro le esternalizzazioni e dismissioni di diversi settori. La situazione dei lavoratori Servirail è esplosa già a mar-

zo scorso ma con un intervento economico di ulteriori 6 mesi del Ministero ai Trasporti è stato scongiurato ogni rischio chiusura della sede di Bari. Adesso i sindacati chiedono l’applicazione della clausola sociale, quindi l’assorbimento dei lavoratori nella nuova e futura ditta appaltatrice, o il ricollocamento all’interno di Trenitalia. Questi lavoratori, molti dei quali con esperienza ventennale e stipendi mensili medi da 1.600 euro circa, affermano di svolgere in sostanza le stesse mansioni dei ferrovieri a bordo delle cuccette offrendo ad esempio assistenza per il controllo e l’emissione del biglietto con palmare al seguito. Il loro licenziamento, a detta dei sindacati, provocherà non solo disservizi, visto che nel frattempo è stato già sospeso il servizio letto sulle linee in partenza da Lecce con destinazione Bolzano, Torino e Roma, ma anche un progressivo indebolimento dei treni universali a favore di quelli ad alta velocità . Sempre per domani è stato convocato alla Fiera del Levante il comitato di crisi regionale.

Unicredit,in20aprocesso «Derivati poco sicuri, così Divania chiuse» di Vincenzo Damiani Un’impresa che produceva divani ben avviata è stata costretta a chiudere nel giro di pochi mesi, 430 operai sono stati licenziati dall’oggi al domani e una vita, quella di un manager barese di successo, distrutta in un attimo. Tutta colpa, secondo la magistratura barese, di alcuni derivati - presentati come sicuri ed invece ad alto rischio - che l’imprenditore Francesco Saverio Parisi, titolare di “Divania”, azienda di Modugno, avrebbe sottoscritto con l’Unicredit e che avrebbero provocato un buco da 15 milioni di euro nelle casse. Con le accuse, a vario titolo, di truffa aggravata, appropriazione indebita ed estorsione, la pm della Procura di Bari, Isabella Ginefra, ha chiesto il pro-

La pm Isabella Ginefra

cesso per venti indagati. Tra di loro ci sono anche alcuni manager ai vertici della “Unicredit Banca d’Impresa spa”, come i componenti del consiglio di amministrazione dell’istituto di credito, Luca Fornoni e Davide Mereghetti, all’epoca dei fatti

contestati responsabili dell’Area Coroporate Banking di Ubm spa. Secondo l’accusa, gli indagati «con artifici e raggiri, al fine di trarne profitto per gli istituti bancari di appartenenza, nonché per sé stessi, inducevano in errore la clientela (ed in particolare Divania spa e srl) circa la vantaggiosità dell’acquisto, mediante sottoscrizione di contratti, di prodotti finanziari derivati e in tal modo procuravano ai clienti stessi un danno ingiusto». L’istituto bancario si difende: «UniCredit – si legge in una nota - conferma la propria fiducia nell’operato della magistratura ed è confidente che l’avvio della fase dibattimentale possa finalmente consentire di far chiarezza sulla correttezza dell’operato della banca e dei propri dipendenti». (ass)

Disagi in vista per pendolari che nelle prossime ore viaggeranno sui treni

Dopo due interventi chirurgici l’11enne è morto al Policlinico

Precipitòdalbalcone, nonce l’hafatta Non ce l’ha fatta il ragazzino di undici anni di Noci che, martedì scorso, è precipitato dal balcone del proprio appartamento. L’adolescente è morto ieri mattina dopo due operazioni chirurgiche che, purtroppo, non sono riuscite ad evitare il decesso. Il ragazzo era già giunto in condizioni disperate al Policlinico di Bari, dove i medici per quasi 48 ore hanno cercato di salvargli la vita. Ma il trauma cranico e le diverse ferite riportate non gli hanno dato scampo. L’undicenne sarebbe ca-

duto dal balcone di casa mentre giocava con una pistola giocattolo, il volo nel vuoto di 10 metri gli aveva provocato una emorragia interna. La Procura di Bari ha aperto un’inchiesta, sul caso indagano i carabinieri anche se, stando ai primi accertamenti, si sarebbe trattato di una caduta accidentale. Forse a fargli perdere l’equilibrio è stato un tentativo di scavalcare il balcone per raggiungerne un secondo, dove la finestra era rimasta aperta e gli avrebbe permesso di rientrare nell’abitazione. (V.Dam/ass)

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