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Futuro Anteriore

musica& fumetto 150 anni in 8 canzoni


Futuro Anteriore

musica&fumetto 150 anni in 8 canzoni


FUTURO ANTERIORE MUSICA&FUMETTO 150 anni in 8 canzoni esposizione e fumetto realizzati a cura di

in occasione di Napoli COMICON 2011 Salone internazionale del Fumetto www.comicon.it copyright © rispettivi autori copyright © 2011 Ass. COMICON

Cura della mostra e allestimento scenoico Marcello Zoleo – Zè Design alino Emiliana FIlosa, Oriana d’Urso e Antonio Laino

Si ringraziano Tutti gli autori, Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico, Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Napoli, Luca Boschi, alina, Antonella Cavaliere, Chiara Curcio, Sole Gatto, Tatiana, Valentina, Viola, e lo staff di Napoli COMICON; Andrea Brusoni (Presidente), Andrea Fenti e il Consiglio Direttivo, Alberto Barcellari, Francesca Follini, Marghe Allegri, Cesare Zambelloni, Roberto Rz e Chiara Onger del C.F.A.Paz.; Vladimir e Lucha, Elena, Viola e Marco, AleLontra, ObiUan, Leila, Maia; Tondino.


musica& fumetto 150 anni in 8 canzoni


Un binomio “classico”, una ricorrenza doverosa, un difficile presente di Michele Ginevra

Deve esserci qualcosa di vero... Non solo perché i lettori di fumetti sono anche fruitori di musica (oltre a essere persone che mangiano e bevono...). Deve esserci qualcosa di più profondo che ci fa accostare continuamente i due linguaggi. Ancora una volta partecipo a un’iniziativa che li mette a confronto! Ricordo un intervento che pubblicammo sul numero zero di Schizzo, nel 1986. Poi tre anni dopo, Cheap Thrills. Con quel numero speciale di Schizzo formato LP, con una chitarra che puntava verso il lettore, che si trasformava in una matita, grazie al genio grafico di Piné. Ma mica solo noi. Rock e fumetto, jazz e fumetto, o il corposo saggio Carta canta di Cartoon Club... quanti concorsi e quanti eventi hanno puntato su questo binomio. Sino al più recente progetto 7 Note. Musica e arte contemporanea, dove abbiamo collaborato a un progetto sostenuto da Regione Lombardia, che ha intrecciato sette generi musicali con sette diversi linguaggi. Naturalmente rock e fumetto si sono incontrati anche questa volta, pur se in un’insolita accezione psichedelica. Dunque, la scelta di Napoli COMICON di incentrare il festival di quest’anno proprio sul rapporto tra musica e fumetto non ci ha trovato impreparati. Tanto è vero che alcuni degli autori invitati hanno subito avanzato delle proposte. Ma ecco il colpo di scena... intrecciare l’ormai “classico” confronto con il tema delle celebrazioni del centocinquantesimo dell’Unità d’Italia. La proposta è stata ampiamente discussa all’interno del gruppo dei curatori ed è stata declinata nell’individuazione di una serie di generi che, se elencati, possono apparire sorprendenti. Infatti, non c’è il solito rock. Ma troviamo la canzone popolare, i canti di guerra, la musica contemporanea, la lirica, le canzoncine dell’infanzia... In un momento storico in cui si discute ogni giorno sul valore dell’identità, da quella locale a quella europea, scopriamo che la musica esprime un mosaico di identità che raccontano nel loro insieme proprio il nostro particolarissimo Paese. Ed è ovvio che sia così. Le canzoni, per esempio, richiedono l’utilizzo di una lingua. Poi ci sono gli strumenti, il modo di mettersi insieme in un’orchestra. E soprattutto il contesto delle ritualità in cui la musica riveste una funzione essenziale. Per questo, mi sarei spinto a interpretare anche i canzonieri delle messe. Mi sarebbe piaciuto attraversare

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veramente tutti i generi e tutti i periodi della nostra Storia recente. Ma così si rischiava di perdere il senso del progetto, che ha come obiettivo gli autori. Il tema è lo strumento. La mostra e il catalogo (per la prima volta digitale) ne sono la manifestazione. L’idea rimarrà buona per altre occasioni. Chissà infatti che questo primo nucleo di storie non possa ampliarsi ad altre. Intanto, abbiamo fatto il nostro dovere anche questa volta. Gli otto autori selezionati rappresentano un bel mix. Alcuni nomi sono noti. I loro libri hanno colpito nel segno. Come Davide Osenda e Marina Girardi. Altri sono brillanti protagonisti del web, come Davide La Rosa. Poi c’è chi si muove tra autoproduzione, professionismo e scena alternativa: Gianluca Romano, Cristina Portolano e Giulio Bonatti. Infine ci sono i nuovi segni emergenti, come quelli di Alice Socal e Roby Sacchi. A noi sembra che abbiano fatto un buon lavoro. Tra l’altro, se ciò che può legare musica e fumetto è il ritmo, in questo caso sono molto interessanti le riletture testuali e valoriali. E non sono pochi gli spunti che potrebbero trovare un domani ulteriori sviluppi. Questa edizione, costituisce anche l’occasione per una riflessione più complessiva. Sono almeno centoventi gli autori che abbiamo presentato in questa rassegna. E, se considero anche l’ultradecennale attività del Centro Fumetto, possiamo contate circa trecento autori pubblicati sulle pagine di Schizzo e delle varie collane... E, se allarghiamo lo sguardo all’Italia, ecco le centinaia di allievi sfornati dalle scuole di fumetto italiane... Il fumetto e la musica hanno in comune anche che la formazione-produzione annuale di numerosi fumettisti e musicisti, spesso di grande valore. Tutte queste potenzialità come vengono valorizzate? In un momento di crisi internazionale e tagli crudeli alla cultura e all’istruzione, ci sono ancora manifestazioni come il Napoli COMICON che riescono a ritagliare spazi preziosi per dare visibilità al nuovo che cerca di emergere. Ma sono spazi che si stanno gradualmente e inevitabilmente restringendo. E forse sarebbe anche un bene che si riflettesse sulla tendenza al “concorsificio”, che rischia di mettere più in evidenza gli organizzatori che i partecipanti. Gli autori (come i musicisti) devono prendere maggiormente coscienza della proprie possibilità e attivarsi tutti, dal più famoso all’esordiente, per costruire finalmente una scena italiana in grado di affermarsi senza complessi.

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lirica Va Pensiero

1842


Va pensiero

Va, pensiero, sull’ali dorate; Va, ti posa sui clivi, sui colli, Ove olezzano tepide e molli L’aure dolci del suolo natal! Del Giordano le rive saluta, Di Sionne le torri atterrate... Oh mia patria sì bella e perduta! Oh membranza sì cara e fatal! Arpa d’or dei fatidici vati, Perché muta dal salice pendi? Le memorie nel petto riaccendi, Ci favella del tempo che fu! O simile di Solima ai fati Traggi un suono di crudo lamento, O t’ispiri il Signore un concento Che ne infonda al patire virtù!


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Futuro Anteriore

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Musica&Fumetti - 150 anni in 8 canzoni

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Musica&Fumetti - 150 anni in 8 canzoni

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L’autore

Davide La Rosa

Biografia

Davide La Rosa nasce a Como il 23 giugno 1980. Frequenta, a Bologna, la scuola di fumetto La Nuova Eloisa, che lo fa esordire nel 2002 con la pubblicazione di fine corso I Brancolanti. Nel 2002 con Emiliano Mattioli fonda la rivista autoprodotta Fumetti Disegnati Male, pubblicazione annuale tuttora in corso. Nel 2005 apre il blog Mulholland Dave, sul quale posta quotidianamente un fumetto inedito. Dalla serie Dio, nata sul blog, vengono realizzate due raccolte, pubblicate nel 2007 e nel 2009 da Valter Casini Editore. Nel 2008 esce per il Centro Fumetto Andrea Pazienza la storia Cinque anni. Dalla serie Voyager, infine, nasce nel 2010 la collaborazione tra La Rosa e la nota trasmissione di Roberto Giacobbo in onda su RAI 2, dove, in diretta dallo studio, l’artista propone la parodia degli argomenti trattati in puntata.

Davide La Rosa si fa conoscere grazie alla fanzine Fumetti disegnati male, autoprodotta in coppia con Emiliano Mattioli. C’è ormai da diversi anni una sottocorrente di fumetti disegnati male, quasi sempre autoprodotti. Come non ricordare i Fumetti della Gleba del Dottor Pira? O Gigetto Magazine di Pierluca Galvan? Poi certi estremismi di Maicol e Mirco e di altri loro Superamici. In casa ho anche Mondo frivolo e una rivista mitica come Motorino, con la celebre intervista all’autore di Kill Killer. Davide La Rosa si inserisce in questo movimento, impegnandosi a fondo per disegnare ancora più male, come mai si era visto prima. Ma si differenzia dagli altri per diversi motivi: non cerca la provocazione e mostra un candore straordinario del dimostrarsi consapevole dei propri limiti grafici. Limiti grafici?!? D’accordo, sembra che disegni come un bambino delle elementari. Ma la genialità è quella dell’adulto. E la demenzialità delle storie che propone è veramente di prima qualità, proprio grazie anche alle sue trovate grafiche.?Davide La Rosa ha trovato la definitiva consacrazione con l’apertura del suo blog. Lo spazio della rete gli ha permesso di travolgere i già deboli confini del foglio cartaceo, riuscendo così a muoversi narrativamente in verticale. Mentre il mouse trasporta lo sguardo del lettore verso la fine della gag, trascorre anche il tempo comico per la perfetta maturazione della battuta. Leggetevi per esempio la storia intitolata Fiat Gancio. O le decine di mezze tavole che hanno per protagonista Dio. Il segno pseudo infantile consente ai folli personaggi delle sue storie di pronunciare con la più grande naturalezza del mondo le frasi più assurde. Cosa sta succedendo?!? Si chiede il lettore... e quando la spiegazione arriva, si ride. E, se ci pensiamo bene, emerge anche un’etica di fondo che rende questo autore uno dei più gradevoli e interessanti del momento.

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canto popolare LibertĂ

1860


Libertà

Ammo pusato chitarre e tamburo, pecchè sta musica s’addà cagnà. Simme brigante e facimme paura e c’a scuppetta vulimme cantà! E mò cantamme sta nova canzona, tutta la gente se l’adda ‘mparà, nuie cumbattimmo po rre burbone e ‘a terra nosta nun s’adda tuccà! Tutt’ e paise da Baselecata se sè scetate e vonno luttà, pure ‘a calabria mò s’è arrevotata e stu nemico ‘o facimme tremmà! Chi ha visto ‘o lupo e s’è mmiso paura nun sape buono qual è ‘a verità: ‘o vero lupo ca magna ‘e ccriature è ‘o piemuntese c’avimma caccià! Femmene edate lu core, si lu brigante vulite aiutà, nunn’ho chiammate, scurdateve ‘o nomme; chi ce fa ‘a guerra nun tene pietà! Ommo se nasce, brigante se more, ma fino all’ultimo avimma sparà, e si murimme menate nu sciore e na preghiera pe’ sta libertà!


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L’autore

Gianluca Romano

Biografia

Nasce a Castrovillari (CS) il 20 luglio 1981 e vive fino ai diciotto anni a Bojano, in provincia di Campobasso. Dopo il liceo linguistico, frequenta la Scuola internazionale del Fumetto di Roma e comincia quindi a realizzare fumetti. Per X Comix di Coniglio Editore crea i personaggi Delda Spermbuster e Orgo, il gatto porno. Collabora con numerose pubblicazioni, tra cui Kiss Comix, Carta e Sherwood Comix. Per gli Stati Uniti illustra libri per ragazzi con protagonista Geronimo Stilton. Nel 2010 è la volta della sua prima autoproduzione, Kaydra, la ragazza delle nuvole. Infine, nel 2011, fonda insieme a Emiliano Rabuiti e a Semir Corirossi l’etichetta indipendente CortoComix, che tiene a battesimo la rivista ANTIFAnzine. Dice di sé: <Sono profondamente convinto che i fumetti debbano raccontare storie con un inizio e una fine, storie in cui accada qualcosa, con personaggi reali e no. È questa l’equazione del mio essere “un artista”.

Gianluca Romano è cresciuto in qualità, di storia in storia, nei fumetti brevi pubblicati negli ultimi anni in antologie collettive come quelle di Sherwood Comix o riviste come Carta, fino a raggiungere la sicurezza e la maturità che fanno di lui un autore a tutto tondo nelle ultimissime storie realizzate per alcune antologie e nel suo primo libro Kaydra. I suoi lavori sono caratterizzati da un segno lineare e modulato, fresco e preciso, che dà corpo a disegni dinamici e coinvolgenti e da tavole quasi sempre molto dinamiche, con figure e personaggi sempre ben definiti. I suoi fumetti, sempre ben narrati e lineari, guardano il più delle volte al reale e al sociale, spesso con allegorie e metafore di fantasia e dimostrano come si possa accennare al presente, senza per questo diventare retorici e didascalici.

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canti di guerra e di pace Bella ciao

1940


Bella ciao

Una mattina mi son svegliato, o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao! Una mattina mi son svegliato e ho trovato l’invasor. O partigiano, portami via, o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao! O partigiano, portami via, ché mi sento di morir. E se io muoio da partigiano, o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao! E se io muoio da partigiano, tu mi devi seppellir. Mi seppellirai (Mi porterai) lassù in (sulla) montagna, o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao! Mi seppellirai(Mi porterai) lassù in (sulla) montagna all’ombra di un bel fior. E (Tutte) le genti che passeranno o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao! E (Tutte) le genti che passeranno Ti diranno «Che bel fior!» «È questo il fiore del partigiano», o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao! «È questo il fiore del partigiano morto per la libertà!»


L’autore

Marina Girardi

Biografia

Marina Girardi nasce in provincia di Belluno nel 1979. Si trasferisce quindi a Bologna, dove frequenta il corso di Fumetto e Illustrazione dell’Accademia di Belle Arti. Nel 2008 vince il concorso Komikazen al terzo Festival del fumetto di realtà di Ravenna con il progetto del libro a fumetti Kurden people, pubblicato l’anno successivo da Comma 22. Per la stessa casa editrice nel 2010 realizza il volume Appennino. Partecipa ai progetti La costituzione illustrata - autori di fumetto e illustratori ridisegnano la costituzione e Migration - a story for history in comics (Unicredit Foundation). Suoi lavori sono apparsi su Tiamottì - undici canzoni italiane a fumetti (Arcana Editore, 2010) e sulle riviste Illywords, Alice Baum, Gillette e Self comics. Per la casa editrice Aìsara di Cagliari realizza le copertine della collana Yakamoz. Attualmente, oltre a tenere laboratori di fumetto per bambini e ragazzi, è voce del gruppo musicale Alhambra

Marina Girardi è un’autrice schierata culturalmente. Il notevole talento espressivo che possiede si manifesta in vari campi, dalla musica al fumetto. È curioso notare come il suo segno “largo”, generoso, pieno di graffi racconti storie di culture diverse, di scontri e incontri tra genti e persone. In questo caso, il fumetto si fa veramente strumento di comunicazione di una personalità esuberante, priva di quella timidezza che caratterizza molti fumettisti. L’autrice vuole però evitare i facili moralismi e cerca storie e momenti che raccontino la vita. Ci riesce vivendo e disegnando insieme. Il suo blog è una porta aperta e accogliente, che dà su una quotidianità invidiabile, fatta di natura, piccola produzione agricola, musica e tanto, tanto disegno. L’autrice non ha un approccio formale. La sua scuola è fatta di mille letture e di ammirata osservazione. Così si trova a disegnare, graffiare, acquarellare d’impulso. Il suo primo libro, Kurden People, esprime il suo intenso background. Con curiosità aspettiamo i prossimi.

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musica leggera Volare

1958


Volare

Penso che un sogno così non ritorni mai più, mi dipingevo le mani e la faccia di blu, poi d’improvviso venivo dal vento rapito, e incominciavo a volare nel cielo infinito. Volare ho ho cantare ho ho ho ho, nel blu dipinto di blu, felice di stare lassù, e volavo volavo felice più in alto del sole ed ancora più sù, mentre il mondo pian piano spariva laggiù, una musica dolce suonava soltanto per me. Ma tutti i sogni nell’alba svaniscon perchè, quando tramonta la luna li porta con se, ma io continuo a sognare negl’occhi tuoi belli, che sono blu come il un cielo trapunto di stelle. Volare ho ho cantare ho ho hoho, nel blu degl’occhi tuoi blu, felice di stare qua giù, e continuo a volare felice più in alto del sole ed ancora più su, mentre il mondo pian piano scompare negl’occhi tuoi blu, la tua voce è una musica dolce che suona per me.


L’autore

Cristina Portolano

Biografia

Nasce a Napoli nel 1986 e si trasferisce poi a Bologna. Pubblica illustrazioni sulla rivista Illywords, una storia a fumetti sull’antologia Ich/I/Je/Io (Mami Verlag, 2008) e partecipa al progetto Migration - a story for history in comics (Unicredit Foundation). Nel 2009 entra a far parte del gruppo Ernest, con cui produce Recidiva, in nomination come miglior storia breve al Premio Micheluzzi al Napoli COMICON 2010. Nel 2010 è presente sul volume antologico A.A.A. cercasi realtà, che raccoglie le storie dei vincitori del concorso Coop for Words. Nello stesso anno partecipa con suoi disegni alla rivista Nero su bianco del Festival dei Teatri di Santarcangelo. Nel 2011 vince, nella sezione Reportage disegnato, la prima edizione del concorso indetto da Napoli Monitor.

Cristina Portolano riserva al fumetto un approccio artistico. La ricerca di forme, colori, sfumature, sequenze sono in sintonia con la naturale curiosità dell’autrice per la fotografia, le arti visive e le esperienze laboratoriali. Nei suoi profili, la troviamo residente contemporaneamente a Napoli, Bologna e Parigi. Sa un po’ di “stile coconino” questo muoversi tra le capitali del proprio (e collettivo) immaginario esistenziale e culturale. Ma al di là della facile battuta, la Portolano non esprime alcun atteggiamento elitario. È proprio così che questa ragazza vive e fa esperienza. Come si vede nei suoi fumetti, brevi e lunghetti, a matita e al tratto, a colori e in bicromia, realistici e surrealistici. Mi vengono in mente i percorsi di Matt Madden e Jessica Abel, che hanno entrambi esplorato la realtà che li circondava proprio grazie al fumetto, per poi fare il salto di qualità artistico e professionale. La Portolano accumula tavole e segni. E cura in particolare le inquadrature. Il racconto è lineare, ma molte vignette potrebbero vivere di vita propria. Talvolta sembra che la storia sia una scusa per disegnare certe cose in un certo modo. Nasce prima l’oggetto e poi la storia? O le storie si piegano all’esigenza di tracciare quelle figure o stendere quelle mezze tinte proprio così e non diversamente? Cristina è proprio recidiva nella sua continua sperimentazione. E sarà proprio così, stagione dopo stagione, che si radicherà un’autrice sempre più brava e speciale.

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musica contemporanea

La fabbrica illuminata

1964


La fabbrica illuminata

Fabbrica dei morti la chiamavano esposizione operaia a ustioni a esalazioni nocive a gran masse di acciaio fuso esposizione operaia a elevatissime temperature su otto ore solo due ne intasca l’operaio esposizione operaia a materiali proiettati relazioni umane per accelerare i tempi esposizione operaia a cadute a luci abbaglianti a corrente ad alta tensione quanti MINUTI-UOMO per morire? E non si fermano MANI di aggredire ININTERROTTI che vuota le ore al CORPO nuda afferrano quadranti, visi: e non si fermano guardano GUARDANO occhi fissi : occhi mani sera giro del letto tutte le mie notti ma aridi orgasmi TUTTA la citta dai morti VIVI noi continuamente PROTESTE la folla cresce parla del MORTO la cabina detta TOMBA tagliano i tempi fabbrica come lager UCCISI Passeranno i mattini passeranno le angosce non sarà così sempre ritroverai qualcosa


L’autore

Giulio Bonatti

Biografia

Giulio Bonatti nasce a Firenze nel 1985. Si diploma alla Scuola di Fumetto di Firenze e quindi frequenta l’Accademia di Belle Arti sempre a Firenze. È tra i fondatori dell’etichetta indipendente Katlang!, con la quale realizza le autoproduzioni Cartolina, Salsicce e Fagioli (sottotitolo: un fumetto cubico di Giulio Bonatti), Ego, Escalator e New Vaudeville. Oltre a partecipare alle produzioni collettive del gruppo, si occupa attivamente dell’organizzazione della manifestazione Kina!, con lo scopo di “far conoscere il fumetto come veicolo di idee, come intrattenimento adulto e maturo”, che vede coinvolte le biblioteche della provincia di Arezzo con incontri, workshop e spettacoli. Per l’associazione culturale ed editrice Double Shot pubblica sulle pagine della rivista antologica DreamS.

Giulio Bonatti, uno dei pilastri del gruppo Katlang!, si è fatto conoscere innanzitutto per i suoi fumetti “cubici”. In particolare, hanno suscitato una notevole curiosità le autoproduzioni presentate nelle ultime due edizioni della Self Area di Lucca Comics & Games, spazio progettato dalla manifestazione assieme al Cfapaz. Fumetti al metro, arrotolati dentro la pasta di grano duro, consegnati nei sacchetti del pane... Del suo lavoro, oltre alla delicatezza del tratto, colpisce quindi soprattutto il packaging, molto curato e particolare. Bonatti si potrebbe definire il nuovo “designer del fumetto italiano”, ingegnoso e innovativo, sempre impegnato  a dare  ai lettori  qualcosa di (quasi) mai visto prima. La cura  con cui  il collettivo Katlang! “confeziona” a mano le proprie mini storie è ammirevole. Ma tutto ciò non è solo forma esteriore. Bonatti offre l’opportunità di  sfogliare delle storie molto vicine a un concetto di 3D. Per i lettori diventa un gioco molto divertente, per esempio in quell’opera in cui la sequenza scorre girando un apposito supporto rigido. O quell’altra in cui troviamo un geniale pop up di scale che si aprono l’una dopo l’altra. Ma oltre a essere un gioco, è anche un modo di raccontare sperimentale e originale.

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cantautori Bocca di Rosa

1967


Bocca di rosa

La chiamavano bocca di rosa metteva l’amore, metteva l’amore, la chiamavano bocca di rosa metteva l’amore sopra ogni cosa. Appena scese alla stazione nel paesino di Sant’Ilario tutti si accorsero con uno sguardo che non si trattava di un missionario. C’è chi l’amore lo fa per noia chi se lo sceglie per professione bocca di rosa né l’uno né l’altro lei lo faceva per passione. Ma la passione spesso conduce a soddisfare le proprie voglie senza indagare se il concupito ha il cuore libero oppure ha moglie. E fu così che da un giorno all’altro bocca di rosa si tirò addosso l’ira funesta delle cagnette a cui aveva sottratto l’osso. Ma le comari di un paesino non brillano certo in iniziativa le contromisure fino a quel punto si limitavano all’invettiva. Si sa che la gente dà buoni consigli sentendosi come Gesù nel tempio, si sa che la gente dà buoni consigli se non può più dare cattivo esempio. Così una vecchia mai stata moglie senza mai figli, senza più voglie, si prese la briga e di certo il gusto di dare a tutte il consiglio giusto. E rivolgendosi alle cornute le apostrofò con parole argute: “il furto d’amore sarà punitodisse- dall’ordine costituito”. E quelle andarono dal commissario e dissero senza parafrasare:

“quella schifosa ha già troppi clienti più di un consorzio alimentare”. E arrivarono quattro gendarmi con i pennacchi con i pennacchi e arrivarono quattro gendarmi con i pennacchi e con le armi. Il cuore tenero non è una dote di cui sian colmi i carabinieri ma quella volta a prendere il treno l’accompagnarono malvolentieri. Alla stazione c’erano tutti dal commissario al sagrestano alla stazione c’erano tutti con gli occhi rossi e il cappello in mano, a salutare chi per un poco senza pretese, senza pretese, a salutare chi per un poco portò l’amore nel paese. C’era un cartello giallo con una scritta nera diceva “Addio bocca di rosa con te se ne parte la primavera”. Ma una notizia un po’ originale non ha bisogno di alcun giornale come una freccia dall’arco scocca vola veloce di bocca in bocca. E alla stazione successiva molta più gente di quando partiva chi mandò un bacio, chi gettò un fiore chi si prenota per due ore. Persino il parroco che non disprezza fra un miserere e un’estrema unzione il bene effimero della bellezza la vuole accanto in processione. E con la Vergine in prima fila e bocca di rosa poco lontano si porta a spasso per il paese l’amore sacro e l’amor profano.


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Musica&Fumetti - 150 anni in 8 canzoni

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L’autore

Sakka

Biografia

Roberta Sacchi nasce a Cremona il 26 agosto 1988. Frequenta il liceo artistico a Cremona e successivamente si diploma presso la Scuola di Comics di Firenze. Partecipa a diversi concorsi, tra cui: “Siamo lieti di averla con noi” (seconda classificata), Ventipertrenta2010 (terza classificata nella categoria Giuria Popolare), Matite per la Pace 2007 (prima classificata), e nel 2008 partecipa alle collettive BlowUp#01 a Treviglio e SalernoInvita a Salerno, mentre nel 2010 a Ventipertrenta a Tecate, in Messico. È stata colorista presso lo studio di animazione Stranemani, illustratrice per packaging e ha realizzato insegne e loghi per vari committenti.

Roberta Sacchi, in arte Sakka, proviene dalla sempre più sorprendente fucina cremonese di talenti del Centro Fumetto “Andrea Pazienza”. Ancora adolescente, si è segnalata nel locale concorso esordienti del Cfapaz per una predisposizione per la sceneggiatura. Successivamente, si è costruita un invidiabile bagaglio tecnico diplomandosi presso la Scuola Internazionale dei Comics di Firenze. Nel frattempo ha partecipato a iniziative performative, artistiche e concorsuali, distinguendosi sempre per l’immediatezza del tratto, la raffinatezza della costruzione grafica e la sintonia con le diverse committenze. La sua biografia ci racconta quindi di un percorso di formazione progressiva. Il segno ormai è solido e ricorda alcuni autori francesi, come Blain e Sfar, abili in quella che è stata definita “scrittura fluida”. L’architettura della tavola è invece ancora in costruzione e viene adeguata di volta in volta. Così come sta prendendo forma la sua poetica. Le sue storie partono sempre da punti di vista originali, che rivelano la curiosità dell’autrice e un certo gusto ironico nel contrapporre situazioni contrastanti.

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musica per bambini

La bella tartaruga

1976


La bella tartaruga la bella tartaruga che cosa mangeré chi lo sa chi lo sa due foglie di lattuga poi si riposerà ah ah ah ah ah ah la tartaruga un tempo fu un animale che correva a testa in giù come un siluro filava via che ti sembrava un treno sulla ferrovia ma avvenne un incidente un muro la fermò si ruppe qualche dente e allora rallentò la tartaruga da allora in poi lascia che a correre pensiamo solo noi perche’ quel giorno poco piu’ in là’ andando piano lei trovo’ la felicità un bosco di carote un mare di gelato che lei correndo troppo non aveva mai guardato e un biondo tartarugo corazzato che ha sposato un mese fa la bella tartaruga nel mare va perché ma perché ma perché fa il bagno e poi si asciugadai tempi di noé eh eh eh eh eh eh la tartaruga lenta com’é afferra al volo la fortuna quando c’é dietro una foglia lungo la via lei ha trovato la’ per là la felicità un prato d’insalata un lago di frittata spaghetti alla chitarra per passare la serata un bosco di carote un mare di gelato che lei correndo troppo non aveva mai notato e un biondo tartarugo corazzato che ha sposato un mese fa un mese fa


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L’autore

Davide Osenda

Biografia

Per comprendere il significato e la portata dell’opera con cui Davide Osenda si è fatto conoscere, non si può prescindere dal post che Andrea Plazzi gli ha dedicato sul suo blog. È capitato che un appassionato di matematica, programmatore di professione, abbia a un certo punto deciso di scrivere un libro sul concetto matematico di infinito. E siccome c’era già una passione per l’acquerello, ecco nascere l’idea di un fumetto. Terminato il suo lavoro, intitolato Ultima lezione a Gottinga, Osenda lo invia a Piergiorgio Odifreddi. E tutto a un tratto si ritrova protagonista del Festival della Matematica. Una bella morale per chi ritiene che il fumetto sia solo per specialisti. Il disegno di Osenda è scarno, lontano dagli standard realistici del fumetto professionale. Ma se provate a leggere il suo libro rivelazione potrete apprezzare le qualità del vero fumettista di razza. Innanzitutto un progetto solido. C’è una storia da raccontare, un tema da sviluppare. Poi una sceneggiatura magistrale. Quasi tutto il racconto si svolge in un’aula universitaria. Che regia e che montaggio, per raccontare un argomento non certo di facile comprensione! Poi ci sono gli acquerelli, che danno credibilità grafica al progetto. Davide Osenda potrebbe fermarsi qua, con questo brillante esordio. Invece, potrebbe (speriamo!) averci preso gusto...

Davide Osenda nasce nel 1972 a Cuneo, dove vive e lavora come informatico. Nel 2007 frequenta un seminario sul fumetto tenuto da Giorgio Sommacal e Piero Lusso, che risveglia in lui la voglia realizzare fumetti, dopo sporadiche esperienze adolescenziali su varie fanzine. Appassionato di scienza (e di basso elettrico), nel 2008 presenta al Festival della Matematica di Roma, diretto da Piergiorgio Odifreddi, Ultima lezione a Gottinga, una storia a sfondo matematico ambientata in Germania durante la dittatura nazista, in cui un vecchio professore ebreo e un giovane discutono della teoria dell’infinito di Cantor. Notato da Andrea Plazzi, il volume viene ristampato nel 2009 dalla 001 Edizioni in una nuova veste, con una totale revisione della prima parte e una seconda parte inedita.

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pop

1982

FelicitĂ


Felicità

Felicità è tenersi per mano, andare lontano, la felicità. È il tuo sguardo innocente in mezzo alla gente, la felicità. È restare vicini come bambini la felicità, felicità. Felicità è un cuscino di piume, l’acqua del fiume che passa e che va. È la pioggia che scende dietro le tende, la felicità. È abbassare la luce per fare pace, la felicità, felicità. Felicità è un bicchiere di vino con un panino, la felicità. È lasciarti un biglietto dentro al cassetto, la felicità. È cantare a due voci quanto mi piace, la felicità, felicità. Senti nell’aria c’è già la nostra canzone d’amore che va come un pensiero che sa di felicità. Senti nell’aria c’è già, un raggio di sole più caldo che va come un sorriso che sa di felicità. Felicità è una sera a sorpresa, la luna accesa e la radio che fa. È un biglietto d’auguri pieno di cuori, la felicità. È una telefonata non aspettata, la felicità, felicità. Felicità è una spiaggia di notte, l’onda che parte, la felicità. È una mano sul cuore piena d’amore, la felicità. È aspettare l’aurora per farlo ancora, la felicità, felicità. Senti nell’aria c’è già la nostra canzone d’amore che va come un pensiero che sa di felicità. Senti nell’aria c’è già un raggio di sole più caldo che va come un sorriso che sa di felicità.


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L’autore

Alice Socal

Biografia

Nasce a Mestre il 30 maggio 1986. Frequenta il liceo artistico a Venezia e l’Accademia di Belle Arti a Bologna. In seguito, il progetto Erasmus la porta alla HAW, l’Università di Scienze Applicate di Amburgo (Germania), presso cui è attualmente laureanda. Nel 2005 frequenta a Venezia il corso di fumetto tenuto da Claudio Calia e tra il 2005 e il 2007 i workshop artistici del gruppo Agora di Vienna. Nel 2007 apre il blog Vuoto Incipiente. Nel 2007 vince Fiori dal Tunnel, organizzato dal comune di Fanna (Pn), e arriva seconda ad Arena del Fumetto di Bologna; nel 2009 viene segnalata al concorso Blog&Nuvole per Le cose che non ricordo su testi di Federico Federici, presente sul catalogo omonimo edito da Comma 22. Nel 2010 le viene dedicata la personale Vulpes, Vulpes all’interno dello spazio artistico culturale Frappant di Amburgo e nel 2011, a Bilbolbul, Festival Internazionale del Fumetto di Bologna, espone le tavole di Luke, edito da GIUDA edizioni nel 2011 e dalla tedesca Mami Verlag nel 2010 nell’antologia Frozen Charly, curata da Stefano Ricci e Anke Feuchtenberger.

Alice Socal, classe 1986, amburghese d’adozione, collabora in Italia con G.I.U.D.A. Edizioni, per cui ha recentemente pubblicato Luke. L’autrice si muove tra fumetto e illustrazione in una dimensione europea. Anche lei comunica la sua appartenenza, anche un po’ giocosamente, a tre contesti territoriali: Venezia-Mestre, Hamburg e Italy. La provincia, la cultura di formazione e la dimensione internazionale. Certe sperimentazioni sembrano far pensare a un approccio grafico vicino all’infanzia. Ma il suo percorso di ricerca si dedica al racconto della vita e  delle esperienze quotidiane. Le situazioni sono grottesche e il suo segno riesce a dare loro una sorta di  credibilità. Per il momento vediamo poco i colori. I suoi disegni sono quasi completamente al tratto con poche e forti sfumature. L’autrice è all’inizio, ma è già una realtà del nostro panorama fumettistico e artistico.

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di alino

io odio la musica sicuramente quella contenuta in questo libro a me piace solo il punk e l’hardcore e forse nemmeno più quello yeah in questo sono molto rockenroll molto più di autori e curatori di questo progetto loro e la musica da chiesa e l’inno nazionale chissenefrega dei 150 anni dell’italia in musica figurati a me e poi riguardata con i fumetti ma guarda tu a me in fondo manco piacciano i fumetti yeah mi fanno schifo i fumetti altro che Nona arte a me piace solo la poesia ad esempio questa: Non so se ti è capitato mai di dovere fare una lunga corsa e a metà strada stanco dire a te stesso: adesso basta! Eppure altri stan correndo ancora intorno a te... allora: Non farti cadere le braccia... Non puoi fermarti ora... Lo so, ti scoppia il cuore, dici anche di voler morire dici: è meglio che correr così, ma no, non puoi fermarti... o cavolo! è una canzone anche questa! io amo la musica e amo questi fumettisti


FUTURO ANTERIORE

Progetto per la valorizzazione dei nuovi autori italiani a cura di Napoli COMICON e Centro Fumetto “Andrea Pazienza” avviato nel 2002. Il progetto si articola in una mostra itinerante presentata annualmente dal Salone Internazionale Napoli COMICON e accompagnata dal catalogo delle opere. Al progetto è collegata anche l’istituzione del premio Micheluzzi “Nuove Strade”, assegnato ogni anno nel corso della manifestazione.

FUTURO ANTERIORE musica&fumetto 150 anni in 8 canzoni Edizione 2011 a cura di alino, Lorenzo Raggioli e Glauco Guardigli, Antonio Iannotta (Napoli COMICON) Michele Ginevra, Emiliano Rabuiti e Alice Bonzanini (Centro Fumetto “Andrea Pazienza”)

Collana “I Libri di Futuro Anteriore” Progetto grafico e cura editoriale Glauco Guardigli e Lorenzo Raggioli Coordinamento e supervisione Claudio Curcio Alessandro Spinosa Antonio Iannotta Testi e supervisione realizzazione fumetti Michele Ginevra, Emiliano Rabuiti e alino

I edizione a cura di: - FactaManent per Napoli COMICON via Chiaia, 41 - 80121 Napoli tel/fax 0814238127 info@factamanent.it - Centro Fumetto “Andrea Pazienza” Piazza Giovanni XXIII, 1 - 26100 Cremona tel/fax 037222207 centrofumetto.apaz@e-cremona.it

Profile for LORENZO RAGGIOLI

Futuro Anteriore Musica & Fumetto  

150 anni in 8 canzoni

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150 anni in 8 canzoni

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