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G I O R N A L I N O

D E L L ' U N I V E R S I T À

N°5 - 2011

Primaleborsedistudio,poigliaffittielamensa. Allafinel'ERDISUsiavviaallachiusura Dal mancato pagamento delle borse di studio alla nuova fasciazione in mensa, dal rincaro delle tasse universitarie alla quota fissa della borsa di studio trattenuta per i pasti, dalla garanzia delle borse di studio frutto delle passate proteste ad una nuova manifestazione in Piazza Oberdan per il diritto allo studio. Dove sta andando l'univesità italiana e sopratutto quella triestina? [segua a pag. 1 e 2]

Università dal mondo Com'è l'università all'estero? Come si vive da universitari in una città straniera? È tutto oro quello che luccica? L'università, luogo che da sempre rappresenta il punto dove la cultura e il sapere fioriscono nell'eccellenza dell'uomo. L'università oggi rappresenta un punto chiave della nostra cultura e della nostra civiltà. Proprio per questo diamo un'occhiata a quello che è il sistema all'estero. [segue a pag. 5, 6 e 7]

Le minoranze a Trieste, e non solo...

La formula della felicità Un'intervista al Porf. Gallina, autore del libro La formula matematica della felicità, simpatico vademecum su come ottenere, conservare ed aumentare la nostra felicità...con un rigoroso calcolo matematico! [segua a pag. 10 e 11]

Una settimana movimentata Tra il 16 e il 22 settembre in tutta Europa si è svola la Settimana Europea della Mobilità sostenibile. Un evento che a Trieste ha coinvolto il comune, l'università e molte associazioni insieme per presentare e sensibilizare su un tema attuale. Molte anche le città europee e non solo. [segue a pag. 4]

Cosa significa appartenere ad una minoraza? Cosa si prova nel venire discriminati? Quali battaglie sono in atto per il riconoscimento dei loro diritti? In un approfondimento a cura di Aris cercheremo di capire quali sono le dinamiche dell'appartenere ad una minoranza con un'intervista anonima ad una ragazzo che di minoranze ne vive ben due. [segue a pag. 8 e 9]

Benvenute matricole! Per dare il benvenuto alle matricole della nostra università Fuorionda ha voluto omagiarvi con un numero speciale fatto apposta per voi, con la descrizione del nostro ateneo e di tutti i servizi che potete trovarvi. Vogliamo inoltre presentarci in tutte le vostre facoltà, così che possiate vedere dal vivo il nostro lavoro. Intanto ringraziamo le matricole della SSLMIT.

-Consigli letterari -Consigli culinari a pag. 12

La tv ti inebetisce? I quotidiani ti annoiano? Cerchi un altro punto di vista? Leggi Fuorionda, il giornale scritto da te, per te!


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Test d'ingresso, media: uno su cinque è passato Trieste. 4.755 è il numero degli studenti che quest'anno hanno sostenuto i test d'ammissione nella nostra università; 1.157 invece, è il numero complessivo di posti disponibili nelle facoltà a numero chiuso. Questo vuol dire che in media solo il 24% è riuscito a raggiungere il proprio obiettivo. La percentuale varia in base alla scelta della facoltà. Nel corso di Chimica, ad esempio, gli iscritti al test d'ammissione erano 64 e i posti disponibili 75; tutt'altri numeri si registrano tra le facoltà di medicina, chirurgia e odontoiatria dove c'erano 1.740 iscritti e 159 posti. Gli studenti che hanno provato almeno uno di questi test li hanno trovati fattibili e non eccessivamente complicati. L'unico problema riscontrato era la numerosa quantità di partecipanti che rendeva difficoltoso ottenere uno tra i primi posti nella graduatoria finale. Per quanto riguarda la preparazione pre-esame, questa non è stata per nulla omogenea; infatti, mentre una parte si è impegnata diligentemente tutta l'estate esercitandosi sugli appositi libri, un'altra ha deciso di rilassarsi durante la bella stagione e contare solamente sulla preparazione fornita dalle scuole superiori. Nonostante le due diverse preparazioni il giorno dei test gli studenti non si sentivano eccessivamente agitati, anzi molti erano sicuri di sé. Uno di loro descrive così quel giorno: “ero abbastanza

tranquillo anche perché sapevo che sarei passato, non so perché, ma lo sapevo”, un altro invece dice: “ero molto tranquillo, sapevo di essere sufficientemente preparato peril test”. Gli studenti che non si sono classificati tra i posti disponibili nella graduatoria hanno intrapreso diverse strade: alcuni si sono iscritti nelle facoltà non a numero chiuso, altri entreranno nel mondo del lavoro e altri ancora hanno deciso di prendersi

il cosiddetto anno sabbatico per sviluppare i propri interessi all'esterno del mondo scolastico. Qualunque sia stata la decisione presa essa era già stata programmata in precedenza per non trovarsi poi a prendere decisioni affrettate all'ultimo momento e rischiare quindi di sprecare tempo inutilmente. Due lamentele invece sono comuni a tutti: una è dovuta alla lentezza con cui le graduatorie sono uscite, la

seconda invece è rivolta al sito dell'università, in seguito ai numerosi blocchi dovuti alle molteplici consultazioni contemporanee, costringendo quindi la maggior parte degli studenti a ulteriori tempi d'attesa per conoscere l'esito del loro esame. di Jennifer Mori

Mensa centrale, ma che ti è successo? La soluzione temporanea è inadeguata, ma chi paga?

La travagliata situazione della mensa nasce dal ricorso al TAR fatto dalla Sodexo nei confronti dell’Erdisu reo, secondo la sospensiva dello stesso tribunale, di aver creato una gara d’appalto irregolare a causa di alcuni vizi di forma. Senza voler entrare nell’ambito giuridico della questione cerchiamo di fare il punto su come si è sviluppata la situazione. Dopo il ricorso il TAR, nei primi giorni di settembre, ha sospeso la gara d’appalto in questione fino a febbraio (quando si pronuncerà in primo grado). L’Erdisu è stato costretto a costruire un bando d’urgenza per coprire il periodo che porta fino alla pronuncia della sentenza ed esso ha una validità di 6+6 mesi. L’appalto temporaneo presenta però diversi disagi per gli studenti. L’Erdisu rispetto alla precedente situazione (luglio 2011) risparmia più di un euro e mezzo per il costo di un pasto completo. Nonostante questa situazione favorevole l’ente ha deciso di mantenere gli aumenti che erano previsti a partire da agosto 2011. Oltre a ciò vi è stata la drastica riduzione dei brand e dei menu. Il nuovo sistema di pagamento (pasto completo, ridotto, piatto unico) è sconveniente sia per l’ente, in quanto mette il differenziale non più per quello che si mangia realmente ma a forfeit, che pergli studenti. La colpa di questa nuova tipologia di pagamento proviene dalla tempistica d’urgenza che i dipendenti dell’ente hanno dovuto impiegare per la costruzione del bando.

Il direttore dell’Erdisu, interpellato sulla questione, ha spiegato che se si fosse dovuto creare un bando con le precedenti tipologie di pagamento si sarebbe perso qualche giorno e non si sarebbe potuto riaprire il 26. La rappresentanza studentesca è stata pressoché tenuta all’oscuro sulla questione durante il procedimento di creazione del bando temporaneo e ciò ha influito sulle scelte fatte. In conclusione se si fosse impiegato qualche giorno in più nella costruzione del bando si sarebbe di certo posticipata la data di riapertura della mensa ma si sarebbe evitato un aumento drastico dei costi per gli studenti che ora sono costretti ad ingozzarsi pur di non perdere un centesimo del loro denaro. di Marco Lunghi

L’Erdisu è ancora l’ente peril diritto allo studio?

Aumenti del 60% nei distributori automatici dell’ente In un periodo di tagli è normale L’ultima “innovazione” per la dovrebbe tutelare. pensare alla riorganizzazione e alla questione rincari viene dai distributori Alcuni esempi di rincari sono: bibite razionalizzazione dei servizi e della automatici, dove l’Erdisu ha costruito da 0,50 a 0,80 €; acqua da 0,30 a 0,40; pubblica amministrazione, ma non si un bando quantomeno anomalo per la snack e succhi da 0,40 a 0,60 €; può certo parlare di miglioramenti loro gestione. dolciumi da 0,55 a 0,80€. quando un ente che ha lo scopo di L’ente ha deciso di imporre aumenti In conclusione pur essendo concordi fornire previdenze e servizi viene che si aggirano tra il 30% e il 60% per che il nuovo introito potrà dare vita a gestito come se fosse un’azienda. i generi alimentari e le bevande circa 7 borse di studio, risulta Purtroppo, il trend degli ultimi anni distribuite nei suoi locali. La scelta paradossale che a pagarle siano gli ha portato a una continua riduzione dei risulta paradossale, in quanto l’ente stessi studenti capaci e meritevoli ma contributi che l’ente mette a scarica il guadagno proveniente dal privi di mezzi, a cui l’ente dovrebbe disposizione oltre a un aumento delle nuovo bando (si passa da 4.000 a garantire il diritto allo studio. varie tariffe tra cui alloggi (40%) e 34.000 euro) sugli stessi studenti di Marco Lunghi ristorazione (5%). assegnatari di posto alloggio che


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Studenti:"Stop ai saldi per il diritto allo studio" La Regione decide di chiudere gli Erdisu Piazza Oberdan. 27 Settembre. Cambia la forma della protesta, presenti gli stessi studenti che rivendicano i propri diritti. Ai bandi di concorso ingiusti pubblicati a luglio, di cui già i rappresentanti degli studenti avevano sottolineato le gravi conseguenze in estate (Università, la scure sul diritto allo studio, Il Piccolo), si aggiunge l’ennesima disastrosa novità: la soppressione degli ERDISU, proposta dall’ex assessore all’università Alessia Rosolen. Ore 9.00. Di fronte agli uffici della regione, in Piazza Oberdan, gli studenti tengono stretto lo striscione con la scritta blu “Tempo di risparmi per il diritto allo studio. Non possono e non devono esserci saldi”. Uno slogan che riassume le motivazioni della protesta quali: la soppressione degli ERDISU, il mancato pagamento delle borse di studio agli idonei - promesso dall’assessore Molinaro per lo scorso luglio -, i disagi causati dalla chiusura straordinaria della mensa a settembre, i bandi di concorso per il diritto allo studio che prevedono tagli alle borse di studio e nessun rimborso per i pasti non consumati alla mensa. Prezzi degli affitti delle case dello studente alle stelle. “Questi ultimi sono la

dimostrazione che la regione vuole contribuire meno, lasciando le spese onerose allo studente”- dichiara Amatulli, rappresentante Cds E4. Infatti, dopo un’attenta lettura del bilancio sociale 2009 dell’ente, scopre che: “quando l’affitto era di 80 € al mese (fino a luglio 2010) l’ente metteva 76,57 € di differenza per coprire le spese (pulizie una volta al mese, consumi di acqua, luce e riscaldamento). Ad oggi l’affitto è stato portato a 140 € al mese, facendo due conti, l’ente ora mette solo 16,57 €, diciamo 20 € con i rincari che ci sono ogni anno e la regione, intanto, risparmia!” Il rappresentante sottolinea che la chiusura degli ERDISU avrà la sola conseguenza di una diminuzione dei servizi laddove sono crescenti i bisogni degli studenti. Un ente che di servizi ne ha offerti, classificandosi secondo vincitore al concorso Comunicare Online, grazie al servizio mensile della News Letter, che viene pubblicata nel sito ERDISU. Alla soppressione degli ERDISU consegue la soppressione dei Cda. Verrà istituita invece una Conferenza Regionale, in cui i rappresentanti degli studenti saranno ridotti a 9. Dopo la dichiarazione della Rosolen

Nella foto qua sopra l'edificio E4 sede dell'ERDISU di Trieste

per cui “il ruolo degli studenti verrà rafforzato all’interno della Conferenza”- il rappresentante delle Cds risponde: “Quali vantaggi ne traggono gli studenti che nel Cda avevano diritto di voto e ora la loro funzione è solo propositiva consultiva?” Seguono gli interventi di Marco Lunghi, rappresentante Cds E3 e Alberto Fileti, del Cda ERDISU ponendo l’accento sui tagli che vanno a nuocere ai meritevoli ma privi di mezzi, sui disagi continui che rischiano di diventare normalità se qualcuno non alza la voce, attraverso il megafono e lo striscione di piazza Oberdan. Gli studenti aspettano di essere

I volti della protesta Sono un gruppo di studenti di diverse facoltà uniti dalla voglia di cambiare le cose. Sono i capaci e meritevoli ma privi di mezzi. Si sono trovati in Piazza Oberdan con lo striscione con la scritta blu, un megafono e le loro voci. Una fila di loro tiene lo striscione lungo ca. cinque metri. Poi si danno il cambio. Si aggiornano se i rappresentanti dicono qualcosa di nuovo. Alcuni si siedono sull’asfalto, consci delle lunghe ore che li aspettano. Simona, studentessa di Biologia è qui perché ancora aspetta la borsa di studio per gli idonei, promessa per il luglio scorso; è stanca di dover chiedere i soldi sempre ai genitori che lavorano duramente per aiutare la figlia. Matteo ha abitato per lungo tempo presso la casa dello studente, ma quest’anno è andato in appartamento: “Con i prezzi delle Cds anche se ero idoneo ho rinunciato, non è giusto pagare così tanto”. Gli dispiace inoltre che siano così pochi gli studenti delle Cds, i diretti interessati della protesta in atto.

In alto gli studenti alla manifestazione di fronte al palazzo della regione in piazza Oberdan. Qui a fianco invece i rappresentanti delle Case dello Studente, Marco Lunghi (col megafono), Giuseppe Amatulli e Alberto Fileti Cda ERDISU.

Alcuni hanno lezione, ma forse qualche ora per far sentire la propria voce avrebbero dovuto trovarla. Amanda, che si è occupata di promuovere la protesta su Facebook, non si lascia intimorire dal megafono e dice la sua. Pone l’accento sul problema dei pasti non rimborsabili. Partirà per il tirocinio all’estero (Erasmus Placement) e durante tutti quei mesi sarà costretta a pagare sia la

mensa di Trieste, sia quella estera. Sono lì dalle 9.00 alle 13.00 a dispetto del sole cocente e della stanchezza, questi meritevoli a cui vengono tolti i mezzi. di Olga Kocylowska

ascoltati. È pronta una delegazione disposta a proporre il proprio punto di vista per difendere i diritti degli studenti e discutere sulla proposta della chiusura degli ERDISU. Ma nulla da fare. Davanti al Consiglio Regionale c’è un via vai di consiglieri, chi in auto blu, chi disposto ad ascoltare gli studenti e chiedere “in alto” se possono essere ricevuti. Alle 11.30 si alzano le voci del coro studentesco, ultima richiesta canzonata per essere ascoltati ”Vieni giù, vieni giù, salviamo l’ERDISU”. Per quel giorno l’assemblea continua, le decisioni vengono prese, senza gli studenti. di Olga Kocylowska


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TRIESTE CITTÀ

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Una settimana movimentata TRIESTE - Forse qualcuno se n'è accorto o forse no, ma sta di fatto che quest'anno il Comune di Trieste ha deciso di aderire alla Settimana Europea della Mobilità Sostenibile, manifestazione promossa dalla Direzione Generale Ambiente della Comunità Europea per promuovere sia dal punto di vista infrastrutturale che politico e culturale un diverso modo di muoversi in città, in particolare favorendo e sperimentando mezzi alternativi a quelli a motore privati. La settimana ha avuto inizio nella mattinata di venerdì 16 settembre con via Galatti e via Trento chiuse al traffico per permettere a bambini e persone a piedi o in bicicletta di assaggiare una Trieste “without my car”. Per continuare poi la giornata con animazione e giochi di strada da piazza Oberdan a piazza della Borsa dove si è lanciata ufficialmente la settimana europea della mobilità inaugurando la piazza, via Einaudi e via Cassa di Risparmio. All’inaugurazione naturalmente non poteva mancare il sindaco Cosolini, che ha ribadito e rafforzato il concetto di una Trieste più vivibile e a misura di pedone e ciclista, affermando la necessità di un impegno e una costanza sempre maggiore da parte di tutta la cittadinanza. Alla fine del discorso inaugurale con al fianco Roberto Dipiazza (predecessore di Cosolini alla guida di Trieste) l’inaugurazione si conclude con il rituale taglio del nastro. In seguito all’Auditorium del Museo Revoltella, avviene infine la presentazione della settimana illustrando, a cura dell’Ing. e Mobility Manager Giulio Bernetti, quali sono i punti chiave da affrontare nella riqualificazione della mobilità

Triestina. Parcheggi, circolazione e miglioramento della vivibilità dell’ambiente urbano hanno portato alla realizzazione di diversi progetti. Alla fine della presentazione si è dato spazio anche al pubblico che ha potuto esprimere la sua opinione su progetti già realizzati, ma anche suggerire soluzioni. Una settimana quindi che ha il merito di invogliare e coinvolgere la cittadinanza a preoccuparsi e attivarsi per fare di Trieste una città più turistica e a misura sopratutto di pedone. Si parla, tra le motivazioni, di dare ai turisti una città più a misura dei loro bisogni, valorizzando in questo modo il patrimonio culturale e paesaggistico nonché le caratteristiche peculiari di città di mare. Chiedendo inoltre precisazioni al riguardo, l’Ing. Bernetti ci spiega che: “in generale Trieste non soffre di gravi problemi di viabilità, viceversa viene molto sentita la questione della sosta. Quindi una mancanza sufficiente di spazio dove parcheggiare la propria vettura, questo problema viene maggiormente percepito in determinate zone, come i rioni centrali quali Borgo Teresiano, Borgo Giuseppino, Roiano e l’asse di via Battisti e Giulia. Sotto questo aspetto quindi c’è un esigenza di nuove infrastrutture soprattutto al servizio dei residenti, che proprio per questo devono essere maggiormente tutelati con un’offerta di servizi maggiori. Sotto questo aspetto la giunta comunale sta valutando tutti i provvedimenti opportuni, considerando anche l’impatto ambientale sulla città”. Per quanto riguarda i visitatori, l’Ing. Bernetti prosegue: “si valuterà un maggiore sfruttamento dei

parcheggi che si trovano in cintura, ad esempio quelli di Silos, via Pietà, San Giacomo e via Carli. Permettendo poi di accedere al centro con altri mezzi”. Bisogna inoltre tenere in considerazione anche quelle che sono le abitudini delle persone. Infatti, aggiunge l’Ing.: “vi è una mentalità restia al cambiamento della modalità di trasporto, che si può cambiare offrendo un’alternativa e contemporaneamente disincentivando l’uso dei mezzi privati” - continua poi - “ la settimana europea della mobilità di certo aiuta a sensibilizzare la cittadinanza sul tema, portandola a conoscenza dei progetti in atto”. Per quanto riguarda l’università: Ogni giorno più di 14mila spostamenti per raggiungere l’Università “essa riveste un aspetto fondamentale, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo - prosegue l’Ingegnere proprio per questo siamo in continuo

contatto con il mobility manager dell’università, il prof. Longo”. E non solo. L’università inoltre partecipa anche con i suoi studenti che per l’occasione hanno portato i loro progetti e le loro ricerche, come: Giacomo Bussani - La valutazione ambientale strategica (specialistica di ingegneria), Enrico Pitton - Studi sulla riqualificazione di Strada di Fiume e degli accessi all'ospedale di Cattinara (specialistica di architettura), Francesco Duri - Studi sulla riqualificazione di via Mazzini e corso Italia (specialistica in architettura), Nicola Zia - Caratteristiche della mobilita a Trieste (specialistica di ingegneria), Gianpiero Iurig Biciclette pubbliche condivise (specialistica di architettura), Stefano Dalla Mora - Studio sulla riqualificazione di via Giulia (specialistica in ingegneria), Uroš Bosanac - Studio sulla riqualificazione di viale D'Annunzio (ingegneria triennale). di Besart Shyti

All'inizioerasoloungiorno La storia della Settimana Europea della Mobilità nasce nel 2000 per volere dell’allora commissario europeo dell’ambiente Margot Wallström. Inizialmente istituendo solo la “Car Free Day” per permettere alle città partecipanti di presentare per un giorno i loro centri urbani in una luce diversa e mettere in atto azioni chiave volte a limitare il traffico motorizzato in certe aree, incoraggiando l’uso di forme di trasporto alternativo e sostenibile e sensibilizzando la cittadinanza sull’impatto ambientale delle scelte di viaggio. Dapprima quindi fu solo una giornata, ma già dal 2002 ogni anno la Settimana europea della mobilità è organizzata dal 16 al 22 settembre. Dedicata alla mobilità sostenibile, essa offre l’opportunità di avviare una vasta gamma di attività e rappresenta una piattaforma per le autorità locali, nonché per le organizzazioni e associazioni al fine di: promuovere le

loro attuali politiche, iniziative e buone pratiche relative alla mobilità urbana sostenibile; contribuire a sensibilizzare i cittadini sui danni che le attuali tendenze della mobilità urbana generano sull'ambiente e sulla qualità della vita; istituire partenariati con gli attori locali quali enti, associazioni ecc.; essere parte di una campagna a livello europeo, la condivisione di un obiettivo comune e una comune identità con le altre città; sottolineare l'impegno verso lo sviluppo sostenibile locale, le politiche di trasporto urbano e il lancio di nuove politiche a lungo termine attraverso misure permanenti. Da qualche anno la campagna ha cominciato a diffondersi anche in paesi extra-europei come Giappone, Taiwan, Brasile, Colombia. Contemporaneamente riceve anche una crescente attenzione dei media di tutto il mondo. di Besart Shyti

Qui sopra il diagramma degli spostamenti per attività lavorative e scolastiche

Qui invece il diagramma degli spostamenti per attività legate al tempo libero


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Università made in Japan Mentre matricole e studenti in Italia sbadigliano tra una lezione e l’altra, cosa fa lo studente giapponese? Sapevate che in Giappone le lezioni cominciano ad aprile, che il mappamondo lo vedono un po’ diversamente da noi (immagine a fianco) e che è una vera fatica essere ammessi all’università? Mentre qui da noi le lezioni sono iniziate, gli studenti giapponesi cominciano il semestre invernale. Ryo, uno studente di Germanistica presso l’università di Tokyo, racconta a Fuorionda la sua vita all’università nella terra del sol levante.

L'intervista Cosa studi e presso quale università?

Studio Germanistica e Linguistica alla facoltà di lingue e letterature straniere dell’Università di Tokio. Quando cominciano le lezioni? In Giappone l’anno accademico comincia ad aprile. Abbiamo due semestri, quello estivo - da aprile a luglio- e quello invernale - da ottobre a febbraio.

Mappa giapponese per rappresentare il globo. Il Giappone è al centro. Tokyo è la capitale del Giappone. L'agglomerato urbano odierno è il frutto della fusione di varie città in origine distinte fra loro e ormai urbanisticamente compatte. il vero agglomerato urbano di Tōkyō consta di oltre 26 milioni di persone, ed è sicuramente una delle più importanti metropoli del pianeta.Per questo ha un sistema di trasporti vastissimo e ci sono più di 7 compagnie che gestiscono i trasporti su rotaia. Tokyo ha un prodotto interno lordo di 1479 miliardi di dollari, il più alto tra le grandi metropoli mondiali. Inoltre è considerata una delle città guida dell'economia mondiale, insieme a New York e Londra. È facile accedere all’università o ci sono dei test d’ammissione?

In Giappone i test d’ammissione sono davvero difficili. Per accedere alle università statali bisogna passare almeno due prove. Una “prova centrale“, così denominata perché è redatta dal Centro Universitario per i test d’ammissione. In questa prova gli studenti devono dimostrare le conoscenze di cultura generale. L’altra prova è specifica delle diverse università. Ma il percorso universitario è più facile. Molto diverso da come può esserlo in Gran Bretagna, USAo in Germania.

Anche voi avete la mensa? Cosa mangiate lì?

Nella mia università ci sono due mense in cui si mangia di solito del riso, della carne, del pesce o gli spaghetti cinesi. Purtroppo non sono così buoni come al ristorante…

L'Università di Tokyo fondata nel 1877 è considerata Quali lingue straniere vengono tra le più prestigiose università del Giappone. Secondo il studiate? rating mondiale l'università è prima in Asia e si trova al L’inglese, il cinese è molto popolare 21° posto a livello mondiale. Gli studenti iscritti sono per via degli stretti rapporti 30,000 di cui 2,100 sono stranieri (un numero molto economici che abbiamo con il Paese. alto). L'università è composta da 10 facoltà. Tra gli Il coreano, per lo stesso motivo. Tra studenti che l'hanno frequentata vi sono 5 primi ministri le lingue europee, quelle più studiate e 4 premi Nobel oltre a molti personaggi di spicco sono il francese, il tedesco e lo dell'arte, e dell'economia. spagnolo. Anche l’italiano ha

successo, benché non ci siano molte università che lo insegnano.

Esistono dei programmi di scambio? Noi in Europa ad esempio abbiamo l’Erasmus.

Sì, certo! La nostra università ha programmi di scambio con molte università nel mondo. Conosciamo l’Erasmus ma è difficile riuscire a ottenere una borsa Erasmus per gli studenti giapponesi.

E dopo gli studi? È facile trovare un lavoro?

Ora è difficile. L’economia giapponese al momento non sta andando bene e le aziende non assumono più molto personale.

Cosa fanno gli studenti nel tempo libero?

Vanno al cinema, fanno shopping, giocano a Bowling, guardano la tv… ma il loro hobby preferito è il Karaoke! Invece non si va molto in discoteca, come da voi, non ce ne sono molte. di Olga Kocylowska

Unabiciclettapertutti Il bike sharing (traducibile come "condivisione della bicicletta") è un mezzo di trasporto alternativo, non inquinante e che non provoca problemi di parcheggio. Inoltre è un sistema che permette a chiunque di utilizzare una bicicletta gratuitamente per brevi periodi oppure a pagamaneto oltre la soglia di mezz’ora o un’ora. Il sistema prevede l’installazione di stazioni in diversi punti della città, dove collocare le biciclette. Le biciclette sono bloccate e utilizzabili solo dopo averle sbloccate o con una chiave o con una tessera contactless. Alla fine dell'utilizzo la bicicletta può essere riportata in un'altra stazione o obbligatoriamente nella medesima stazione di partenza (in base al

sistema). Questo sistema attualmente sta sempre di più prendendo piede nella grandi città, specialmente nei centri dove ci sono i maggiori flussi di persone. All’estero in Stati come Germania, Danimarca, Belgio e paesi nordici in generale questo sistema è molto diffuso. Le città dotate di condivisione di biciclette in Italia invece sono 132. Il servizio è attivo sia nelle grandi aree metropolitane (Milano, Roma, Torino), sia nelle grandi città (Brescia, Bari), sia in paesi piccoli. La città con maggior numero di stazioni è Milano con 118 stazioni attive con un utilizzo medio del sistema di 3.500-5.000 biciclette al giorno. Per quanto riguarda il finanziamento al servizio parecchie

Nella foto una stazione di bike sharing a Barcellona

città europee, tra le quali Lione, Parigi, Londra, Barcellona e Stoccolma, hanno preso accordi con compagnie pubblicitarie che forniscono il comune con migliaia di biciclette a titolo gratuito (o

sottocosto). In cambio alle agenzie pubblicitarie viene permesso di apporre della pubblicità sia sulle biciclette che in altri punti della città. di Besart Shyti


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AmburgochiamaTrieste!RaccontidiunostudenteErasmus Eccomi qua! Prima di tutto mi presento. Besart Shyti, studente di economia presso la nostra amata università, ho deciso tempo fa che volevo frequentare il mio secondo anno in Erasmus, precisamente ad Amburgo. Andare in Erasmus è una di quelle esperienze che se chiedi a chi l’ha vissuta con tutta probabilità ti risponederà che è un periodo indimenticabile di quelli che ti segnano per tutta la vita (provate pure a chiedere). Con l’Erasmus la parola cultura, tanto osannata quanto sprecata, assume un significato vero, profondo e antico. Ho iniziato il mio Erasmus il primo ottobre e lo concluderò (se tutto va bene) a luglio 2012. In questo arco di tempo voglio condividere la mia esperienza con voi lettori di Fuorionda, facendovi conoscere una piccola parte della Germania e un sistema diverso di università. Per quanto possano sembrare banali, dovete sapere alcune piccole cose. Ad Amburgo fa veramente freddo, i vestiti che vi portate addosso quasi sicuramente non basteranno. Sempre a proposito del tempo, esso cambia di continuo: sole, pioggia, di nuovo sole, poi nuvoloso, poi un po’ di pioggia di nuovo, poi di nuovo nuvoloso, poi ancora il sole, e cosi via per tutta la giornata (con questo si spiega perché in Inghilterra le persone amino parlare del tempo, perché c’è sempre qualcosa da dire). Non potete sguazzare su youtube come in Italia, la maggior parte delle canzoni sono

bloccate per diritti di copyright. Del più grande fabbrica di rame d'Europa, resto ne parleremo con calma più oltre a grandi cantieri navali. avanti. Per chi la visita oggi Amburgo LaPercittà appare come una città senza centro chi non lo sapesse Amburgo si storico. Nel 1943 in piena seconda trova a nord della Germania ed è guerra mondiale ad Amburgo gli seconda, dopo Berlino, per numero di alleati scatenarono la Tempesta di abitanti; inoltre in Europa è la seconda città non capitale sempre per popolazione, dopo Istanbul. Amburgo è anche la seconda città portuale più grande dell’Unione Europea, è una delle capitali dell'economia tedesca e ha il più alto reddito pro capite della Repubblica Federale, pari a quasi al doppio della media europea. Insieme a Seattle e Tolosa, Amburgo è una delle principali sedi dell'industria aerospaziale civile. Un altro settore di particolare importanza è quello dei media. Circa la metà delle riviste e dei quotidiani tedeschi a diffusione

Inoltre Amburgo per l’anno 2011 è stata premiata della Commissione Europea come “capitale verde europea”. Nei sui programmi infatti vi è l’abbattimento delle emissioni di CO2 del 40% entro il 2020 e dell’ 80% entro il 2050.

Area metropolitana con più di 4 mln ab. PIL 88,3 miliardi

nazionale vengono prodotti ad Amburgo. Esistono anche numerose aziende nel campo della musica (la più grande fra le quali è la Warner Bros. Records Germania) e di Internet (ad esempio le filiali tedesche di AOL, Adobe Systems e Google hanno sede qui, come anche compagnie Web 2.0 quali Qype). L'industria pesante include la produzione di acciaio, alluminio e la

fuoco. La città fu letteralmente rasa al Altri punti che meritano di essere suolo dai citati sono i bombardamenti mezzi pubblici. La città della cultura inglesi. Nella sola Amburgo notte del 28 luglio si e degli sport con più possiede una generarono colpi di di 60 teatri e 60 musei fittissima rete di vento infuocato a 75 trasporto metri al secondo. Le case bruciarono pubblico, composta da U-Bahn per il solo effetto del calore e circa (metropolitana), S-Bahn 50.000 persone furono sterminate. I (metropolitana in superficie), cadaveri vennero ritrovati soprattutto Autobus e battelli. Agli studenti è nei rifugi sotterranei come le cantine, concesso, pagando 219 euro, il trasformati improvvisamente in “Semesterticket” che permette di enormi forni crematori. spostarsi con qualsiasi mezzo entro i confini dello stato diAmburgo per sei Oggi quindi girando per Amburgo mesi. Spesso inoltre ad ogni stazione gli edifici più vecchi che si possono (autobus o metropolitana) è presente trovare non hanno più di settant’anni. una tabella elettronica che segna Appare quindi strano, per noi, non continuamente i minuti mancanti avere un punto di riferimento come il all’arrivo del prossimo mezzo. centro storico. Ad Amburgo quindi è Durante la settimana i trasporti tutto “nuovo”. Ci sono infatti pubblici sono attivi fino alle 0:30, numerosi cantieri sparsi per tutta la mentre nel weekend lavorano tutta la città. La sensazione che si ha è quella notte. di trovarsi in una città vivente che respira e si muove autonomamente.


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L'università Riguardo l’università di Amburgo, c’è da sapere quanto segue: è un’università pubblica fondata nel 1919 e attualmente è una delle più grandi della Germania. All’università sono iscritti 39.000 studenti, con un personale di 11 mila dipendenti e 690 professori. Per mantenere l’università lo stato stanzia annualmente poco più di 300 milioni di euro. Le sue proprietà sono sparse per tutta Amburgo (come case dello studente e sedi distaccate) mentre vi è anche la sede centrale a Von-Melle-Park, un parco all’interno del campus. L’università inoltre ha sei facoltà con 150 corsi di laurea. Da qui sono passati quattro premi nobel e moltissimi personalità di spicco della società tedesca. All’università inoltre

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vi sono moltissimi gruppi studenteschi. Per quanto riguarda gli esami invece c’è da dire una “piccola” sorpresa. Potete provare a fare un esame al massimo per quattro volte e se alla quarta venite nuovamente Massimo quattro possibilità per passare un esame

bocciati allora non sarete più ammessi a tutte quelle facoltà che avevano come esame lo stesso. Cerco di chiarire meglio con un esempio. Se fate economia e non passate l’esame di matematica per quattro volte allora siete fuori da economia, ingegneria,

fisica e tutti quei corsi che hanno matematica come esame. Parliamo invece dei costi che uno studente medio deve sostenere. La retta universitaria annuale ammonta a circa 500 euro (anche qui dipende dal reddito, ma comunque non si sale molto, viceversa si può scendere). Il tasto più dolente è quello del costo della vita. Amburgo è una delle città più care dell’intera Germania. Per la casa dello studente in cui vivo pago mensilmente 264 euro e a mia disposizione ho solo una piccola stanza. Devo condividere la cucinasoggiorno e i bagni con altri diciasette studenti. Tutto sommato mi va anche bene. Gli affitti per una camera singola per studenti ad Amburgo si aggirano sui 400 euro e trovare una camera, anche per chi sia disposto a pagare quella cifra, è davvero difficile. Per quanto riguarda il cibo non vi so ancora dire con precisione quale sia la reale differenza con l’Italia. Nel complesso Amburgo è una meravigliosa città che offre molte possibilità ai giovani, sia in divertimento che professionalmente. di Besart Shyti

Immagine della sede centrale dell'università.


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Università Trieste

Un argomento scottante: le minoranze Le minoranze sono oggi più che mai un argomento scottante in grande parte del mondo. Basta citare ad esempio quella ebrea in Europa da secoli, della extracomunitaria ormai da decenni, o quella di intere nazioni, come quella tibetana. Quella palestinese in Israele, quella cristiana nel mondo arabo, quella araba nei paesi occidentali. E l'elenco potrebbe essere infinito... La neoglobalizzazione ha creato problematiche prima del secolo scorso praticamente sconosciute, nuove parole si sono radicate nelle bocche di mezzo mondo: razzismo, integrazione, rimpatrio,

immigrazione di massa. Differente ma forse no, l'esplosione del movimento gay che negli ultimi dieci anni, a tappe forzate, è riuscito vittoria dopo vittoria ad espugnare le posizioni più forti dei conservatori di molti paesi come il matrimonio, la fecondazione assistita, le coppie di fatto e l'adozione. Creando però, di fatto, una minoranza nella vecchia omogeneità, ne sono testimoni i locali gay, il Gay Pride e nelle esperienze personali di ognuno. Trieste, anche se come una ragazza vanitosa che deve essere diversa dagli altri per mettersi in mostra, non si sottrae a questi cambiamenti sociali. È diversa perché la popolazione straniera è numerosissima ma in piccolissima parte extra-UE, e perché il movimento gay, forse molto più presente che in altre città, ma decisamente meno appariscente. Per

questo l'argomento delle minoranze a Trieste, “date per scontato” [2], merita forse un occhio più critico ed interessato per comprendere, per cambiare il nostro punto di vista, per non trovarci spiazzati, per vivere meglio, e - che sia possibile? - amare ancora di più Trieste, per quello che è, senza escluderci la riserva di migliorarla. Aris Milani

Le minoranze a Trieste Cosa significa vivere in una minoranza, ha ancora senso parlarne oggi, che rapporto ha la Trieste dei triestini con chi appartiene alle minoranze? Generosa ospitalità o sopportazione stentata? Ne parliamo in una intervista, anonima, con un ragazzo che vive addirittura una doppia appartenenza ad una minoranza triestina.

una cosa rilevante nella tua vita o non ne senti nessun peso?

larmente brutto che riguarda questo?

"È una cosa rilevante perché ti rende “Ci ho sempre scherzato sopra... No, più ricco. Culturalmente parlando in realtà non c'è nulla di brutto. Fanno basti pensare al fatto che io ho due molto più male le parole di alcuni lingue madri. L'italiano e il croato. politici o personaggi importanti.” Questa la definisco una ricchezza." Che tipo di discriminazione trovi Quali gruppi sono i più discrimi­ a Trieste? nati, secondo te, anche qui a “La discriminazione che trovo a Trieste? Trieste è molto particolare, ovvero "A Trieste, devo essere sincero, non quella dei triestini verso ciò che non è mi sento discriminato né per la mia triestino. Mi spiego: i triestini sono provenienza, né per il mio orienta- molto particolari, perché avendo mento sessuale. Ammetto, però, che è poche cose prettamente triestine. Basti questione caratteriale, perché magari pensare a tutte le tradizioni acquisite non me la prendo facilmente. Po- prima da Venezia, poi dall'ImperoAutrebbero esserci delle persone che al stroungarico, dall'Istria ancora più mio posto si potrebbero irritare per tardi, ma anche l'influenza Turca, cose che io lascio correre.” Greca e altre. Devono trovare sempre Esiste qualche brutto fatto di un modo (talvolta poco etico), pergiurazzismo che lasci correre, rispetto stificare una certa triestinità. Quindi all'appartenere a una delle due mi­ trovi quelli che disprezzano tutto noranze? quello che esce dai confini del Timavo Il fatto che ad esempio alcuni triesti- da una parte, e oltre Muggia dall'altra. ni mi hanno chiamato 'schiavo' [1], Paradossale è quando sento invocare proveniente dalla 'schiavonia', o il ancora il TLT, il Territorio Libero di fatto che definiscano tutta l'area balca- Trieste. Insomma, secondo me non è nica 'Jugo', anche se la Jugoslavia si è sbagliato dire che pur essendo una divisa da un bel po'. Ma, come dicevo città multiculturale e multietnica, è prima, lascio correre...” molto chiusa. È una città fatta di Gay famosi: Ricky Martin Esiste un episodio partico­ anzianichenonriesceneancheacollo Cantante carsidentroauncontestoitaliano, figuriamoci inglobare un qualcosa di Chi sei e da dove vieni? europeo." “Vivo a Pola, ma studio all'università Possiamo chiamare il rifiuto dei qui aTrieste.” triestini per ciò che sta fuori triste Aquali minoranze appartieni? una specie di crisi di identità, di non "Dal punto di vista linguistico-cultusapere bene come essere diversi rale, appartengo alla minoranza dagli altri? italiana in Croazia e poi, per non farsi “Sì, potremmo definirla così.” mancarenulla,sonoancheomosessuaSei complessivamente soddisfatto le, per cui in un certo senso di vivere a Trieste? appartengo anche a quella di mino"Si, anche se ammetto che vorrei ranza, anche se non mi piace definirla andare da qualche altra parte dopo gli così." studi universitari." Perché dici che non definiresti il mondo gay una minoranza, a diffe­ renza di quella italiana in Croazia ad esempio?

“Perché penso che essere gay o etero sia come essere biondi o mori, come preferire il gelato alla panna invece che quello alla fragola.” :D

Cosa vuol dire appartenere ad una minoranza? Cosa si prova? È

Gay famosi: Elton John Musicista

La gente a Trieste e in Italia come reagisce quando dici che vieni da Pola o dalla Croazia? Hanno reazioni particolari?

"Come dicevo prima a Trieste qualcuno ci definisce 'schiavi' [1]: sta alla persona accettarlo come un fatto culturale o meno. Certo non è bello, ma io sono superiore a queste cose.

Gay famosi: Nichi Vendola Governatore regione Puglia

Nel resto d'Italia succede che sono talmente ignoranti, non per colpa loro ovviamente, ma a causa del sistema, che non sanno neanche che esiste una minoranza italiana in Croazia e Slovenia. Talvolta non sanno neanche dove sia la Croazia e la Slovenia. Vi assicuro che non sto esagerando.” Ad esempio? Quanti di voi lettori sapete che il 3 settembre scorso, a Pola, Napolitano ha incontrato il suo omologo croato Josipović e insieme hanno parlato dentro all'Arena davanti a più di 5000 persone della minoranza italiana? Suppongo pochissimi, perché la Quale è lo stato, secondo te, più stampa italiana non ha assolutamente progredito da questo punto di aperto il becco su questo fatto. Ecco vista? una delle spiegazioni dell'ignoranza "Germania o Spagna, oppure nei degli italiani: il fatto che la cronaca paesi scandinavi." estera è un 'optional' e non una parte C'è più discriminazione a Pola o fondamentale dell'informazione come in Italia? lo è dalle mie parti o anche in "Credo che complessivamente ci sia Inghilterra, tanto per fare un più discriminazione in Italia." esempio."


Università Trieste La gente, in genere, come reagisce quando le dici che sei gay?

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persone arrivate dalle zone di guerra re anche se stessi." negli ultimi vent'anni, capire che Non ti chiedo hanno sofferto, e poi capito questo punto, far capire a loro che non c'è bisogno di ghettizzarsi. Il problema è che sono operazioni difficili sia dall'una che dall'altra parte"

“Ovviamente non vado ad urlarlo ai quattro venti, ma non perché ho paura di essere discriminato, ma perché credo che debba essere una situazione naturale e non particolare. Se uno ama andare in bicicletta non deve dire Cosa ne pensi, ad esempio, della se­ 'Piacere Luca, amo andare in bici- gnaletica stradale in doppia lingua? cletta'. È capitato che lo dicessi ad una Buona o cattiva idea? persona un po' bigotta, ma mi sono "Penso che sia giusto rispettare il bisentito tranquillo perché attorno a me linguismo, e penso che sia anche avevo tutte persone tolleranti, per cui quella una ricchezza peril territorio." era lui a sentirsi a disagio e non io. In All'università ti senti meno discri­ ogni caso bisogna stare attenti a chi lo minato che altrove? si va a dire, perché non sempre si "In realtà non sento questa differenza trovano persone tolleranti." fuori in città, e dentro il campus."

cosa pensi della

Conosci Don Gallo della “Comunità di San Benedetto al Porto” di Genova e la sua posizione verso questi temi?

"Certo!" Lo consiglio a tutti!

I genitori dei tuoi amici gay sanno che i loro figli lo sono?

"Dipende, i genitori di quelli un po' più giovani non lo sanno, quelli che sono già indipendenti economicamente hanno fatto quasi tutti coming out con i genitori, in ogni caso anche questo è un dato che non saprei stimare numericamente." Non è diventato un automatismo dirlo ai genitori... "No no, non per tutti è automatico dirlo. Pensiamo solo all'età che hanno i nostri genitori. Per alcuni di loro si tratta ancora di un tabù."

Come lo capiscono in generi i ragazzi di essere gay? Verso che età? Esiste una regola comune?

No, in realtà non esiste una regola.

Gay famosi: Tim Cook CEO Apple Esiste un posto a Trieste (bar, discoteca, circolo) in cui tutti i gay di Trieste si riuniscono?

"Diciamo che in modo ufficiale ed esplicito non ci sono bar con l'insegna 'Gay bar' a Trieste, però c'è un locale cosiddetto 'delle lesbiche', molto frequentato, e poi c'è la festa 'Jotassassina' che viene organizzata all'Etnoblog. Devo dire che a quella festa ultimamente (non vorrei esagerare), ci vanno più etero che gay, a dimostrazione del fatto che i giovani sono tolleranti a Trieste, almeno gli universitari e i ricercatori, che poi sono quelli che frequentano la 'Jotassassina'. Io la frequento pochissimo, ma è una fortuna che ci sia."

Gay famosi: Steve Griffin

Dipende dalla cultura e dal carattere. Se uno vive in un mondo 'aperto' e 'tollerante' non ha paura di ammettere di essere gay. Se, invece, l'ambiente attorno è bigotto, è piùdifficile accetta-

Gay famosi: Vladimir Luxuria Deputato ­ Artista Sei fidanzato? Gay famosi: Mika Cantante classe dirigente italiana ovviamente. Pensi però che le campagne contro l'omofobia servano?

"Penso che nonservano molto."

Cosa ne pensi del Gay Pride? Ci sei mai stato?

"Sì, sono fidanzato.”

Appartieni a qualche categoria particolare (comunità ursina, fetish)?

"No, nessuna categoria particolare, anche perché alcuni leggeri feticismi credo siano molto frequenti anche tra gli etero per cui non mi sento di inserirmi in una categoria particolare. Nulla di esagerato comunque."

Cosa ne pensi dell'adozione dei "Non ho mai avuto l'occasione di figli alle coppie gay? partecipare ad un Gay Pride, ma non "Penso che appena la società sarà credo servano molto a rendere le pronta, sarebbe una bella cosa. Ci persone più 'tolleranti'. " tantissimi bambini che non Credi? Cosa ne pensi dell'atteggia­ sono genitori, perché li hanno persi, mento della Chiesa verso il mondo hanno o perché sono stati rifiutati. Ecco, omosessuale e bisessuale? “No, io non credo. Penso che la Chiesa cattolica, da non confondere con la religione, sia un'istituzione che non si comporta molto eticamente come va predicando. Basti pensare al giro di denaro e potere che la avvolge. Ovviamente la Chiesa non ha capito che essere omosessuale è una cosa naturale, e non vuole accettare che anche gli uomini di Chiesa lo erano, e alcuni lo sono."

Gay famosi: Irene Grandi Cantante

Secondo te quanta parte della po­ polazione Triestina giovane è gay? Bisex?

"Non ho questo dato, ma non saprei neanche fare una stima. Purtroppo ci sono tantissime persone che non lo ammettono nemmeno a loro stessi, figurarsi a raccontarlo in giro. È impossibile fare un censimento di questo tipo. La società da questo punto di vista è ancora troppo bigotta."

quegli esseri umani hanno diritto di essere cresciuti ed educati, indipendentemente dal sesso dei genitori."

"Sì, lo sottostima, anche parecchio."

Sapresti cosa c'è di diverso adesso nel mondo gay rispetto a metà '900?

E degli interventi di cambio di sesso?

"È un argomento molto delicato. Tra l'altro quello di Trieste è uno dei pochissimi ospedali in Europa nei quali si effettua il cambio di sesso."

Ma secondo te la gente etero sotto­ stima questo numero? Cosa pensi vada cambiato a Trieste per risolvere i suoi problemi con le minoranze, se ne ha?

“Tante cose! Troppe per essere dette tutte.” E in Italia? "In Italia purtroppo c'è il Vaticano, e poi c'è la politica di destra che va nella direzione opposta alla tolleranza." APola? "APola bisognerebbe capire di più le

"Che perfortuna esiste internet!"

Ti ha dato fastidio questa intervi­ sta?

“Assolutamente no, altrimenti non avrei accettato...” Gay famosi: Tiziano Ferro Cantante

Bene, chiudiamo qui e grazie mille!

“Grazie a te!”

Aris Milani

[1] La parola 'schiavo', in dialetto triestino 's'ciàvo', deriva dal neolatino 'sclavus'. Veniva usata nel periodo veneziano nel saluto 'S'c'àvo tuo!', 'Schiavo tuo, al tuo servizio' che ha dato origine alla parola italiana Ciao. Oggi, come allora, 's'ciàvo' indica una persona slava ed ha una connotazione negativa. [2] Beniamino Pagliaro ­ Trieste, la bella addormentata ­ Edizioni Biblioteca dell’Immagine


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CAMPUS

Prezzo: 16,50 € Pagine: 140

Università Trieste A cura di Besart Shyti e Sara Paccagni

Unaformulamatematica perlafelicità

INTERVISTA Professore perché tra tutti i te­ mi su cui poteva concentrarsi ha scelto quello della felicità?

Perché alla fine, la vita di ognuno, dallo sfrenato edonista al riflessivo asceta, tende al raggiungimento della felicità. È l'istinto primario, che supera talvolta quello della sopravvivenza.

Nel suo libro la felicità si può raggiungere in diversissimi modi, tanto quanto lo sono le azioni che compiamo. La feli­ cità è quindi una reazione alle nostre azioni?

Immaginate di fare un giretto tra gli edifici imponenti dell’Università di Trieste. Un po’ sconsolati perché un esame non è andato bene. Perché il ragazzo non risponde al telefono. Perché non succede nulla di nuovo. Oppure siete euforici perché tutto va a gonfie vele o un evento inaspettato ha reso la giornata più bella. O ancora siete stressati, di corsa tra mille caffè e tante lezioni, non vedendo l'ora che arrivi una vacanza e tirarvi sù. E immaginate che proprio tra quelle mura conosciute, qualcuno si sia interessato a studiare quella serie di eventi, di momenti, di oscillazioni dell’animo che fanno parte della nostra quotidianità. E quel qualcuno è riuscito a trasformarli in una formula vera e propria. È così che lo stuffdi Fuorionda incontra il prof. Gallina e presenta il libro appena pubblicato per Mondadori, La formula matematica della felicità.

Un originale saggio con un protagonista indimenticabile, ironico, tenero e disarmante, capace di regalarti un sorriso. La storia di un uomo in grado di affrontare le difficoltà della vita cercando di capire, di sdrammatizzare gli eventi, nella convinzione che l’analisi quotidiana di se stessi e del mondo circostante sia la giusta strada da percorrere per raggiungere la Felicità. Mirko, professore universitario, si ritrova solo dopo essere stato lasciato dalla moglie, una di quelle cose che ognuno pensa possano capitare ma non a se stessi. Un evento che segna l’inizio della ricerca e lo porta a sviluppare la sua idea della formula matematica della felicità. Un saggio che colpisce per il tono pragmatico, una sorta di manuale ricco di esempi che dimostrano la possibilità di arrivarci davvero alla felicità.

aspetto importante per arrivare alla felicità, è forse l'ironia e l'umorismo nei confronti della vita?

A tal riguardo posso dire che il finale inaspettato del libro insegna a non prendere troppo sul serio quei saggi che dichiarano di aver scoperto la formula matematica della felicità! Comunque è vero, chi vive nelle condizioni di sorridere dell'umorismo che lo circonda ha buone chance di essere felice.

Molti concetti espressi sono innovativi come il principio della saturazione, la sogget­ tività delle costanti felicitanti e la continua forza sfelicitante, come può aiutare sapere del perché, dopo una vincita milionaria al lotto, torneremo ad essere felici uguali a prima?

Dan Gilbert dice che il cervello è una sorta di "simulatore" in grado di interpretare l'evolversi dell'ambiente che ha intorno in maniera tale da secernere felicità. Per cui la felicità è una reazione Non so se possa aiutare. Le dinamiche alle nostre azioni, ma il legame tra della felicità sono difficilmente azioni-felicità non è così ovvio. Particolarmente affascinante è controllabili. Sapere che al primo il concetto della diversficazione appuntamento, al primo agognato bacio, dei propri traguardi, che attra­ il cuore pulserà come quello di un verso molteplici vie portano al cavallo, non aiuta certo a non farlo raggiungimento dell'obiettivo battere. Personalmente ritengo che sia felicità. In economia chiamiamo meglio tentare di avere coscienza dei questo atteggiamento diversifica­ processi che ci coinvolgono (compresi zione del rischio. Come può (e quelli della felicità), che subirli dovrebbe) essere interpretato da solamente. Credo comunque che esista un'educazione alla felicità. Ad esempio uno studente? il silenzio. Vi sono coloro i quali attingono felicità ascoltando Se ne avesse l'opportunità dal conseguimento di beni e piaceri continuerebbe a scrivere saggi "frivoli". Poi vi sono quegli altri, che sulla oppure solitamente demonizzano i primi, per i proseguendofelicità con la storia di quali la felicità si raggiunge solo Mirko ad affrontare, con lo attraverso valori universalmente stesso umorismo, altre riconosciuti. Credo che si possa tematiche importanti? (la più spremere felicità da entrambe le importante appena situazioni. Ho visto missionari inAfrica, affrontata). l’ha grati di salvare vite in ospedale e quello Sto lavorando al concetto della bontà, stesso giorno, sbavare di pura felicità per sempre dal punto di vista matematico. una fetta di salame appena arrivato Visti gli impegni lavorativi, ho poco dall'Italia. La parola d'ordine, anche per tempo da dedicarci. Inoltre c'è sempre la uno studente è equilibrio. Il libro in sè porta forse già un dura legge dell'editoria. Se un lavoro

"Numbers in color", dipinto nel 1958 da Jasper Johns, un protagonista della Pop Art


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L'INCIPIT

Marito e moglie una sera in casa: ti lascio, disse lei a sorpresa

Ecco l'incipit del saggio La formula matematica della felicità, scritta da Paolo Gallina (breve biografia qui affianco). Proviamo allora a gettare un'occhiata su un piccolo stralcio. Mia non ha segreti per me. Di giorno lavora dietro ad una scrivania. Di pomeriggio esegue metà dei lavori di casa (metà spettano a me che sono la metà di una famiglia democratica che suddivide equamente i compiti). Durante le pause sfoglia Vanity Fair telefona ad un'amica o... A cena racconta del lavoro; ci sono cene in cui si lascia scappare un conclusivo "oggi niente di speciale" ed altre in cui arrivo a sapere e dimenticare quasi prima della fine della zuppa che caio ha fatto quello e tizio già ha detto e caio ha ribattuto e che perfino tizio si è permesso quando, secondo lei, non doveva permettersi. Dopocena sorvola sopra caio, tizio e sempronio e guardiamo assieme un film. Una sera decide lei ed una sera decido io, sempre per quella faccenda della

democrazia in casa. Ed è sempre lei a infilarmi le ciabatte (una era finita svegliarmi mentre sto russando in sotto il tavolino), ho spuntato divano alle nove e mezza e mentalmente: lavatrice? Fatta, sussurrandomi all'orecchio che è ora tovaglia? Sbattuta. Tasche dei di andare a letto. Ma sono sempre io, pantaloni messi a lavare? Svuotate: di notte, nella penombra, mentre Bolleta della luce? Non c'era. sorvolo come un condor il suo collo Qualche battuta infelice del giorno fragile di donna senza segreti, a darle prima che aveva avuto vagamente a un bacio. La settimana scorsa mia che fare con una sua mancanza di moglie è tornata a casa come al solito. ambizione? Forse. Io ero già in casa. Ho oltrepassato la libreria. E mi -Ciao- le ho lanciato dal divano, sono fermato a cinque metri mentre con una matita tentavo di dall'ingresso. Lei era là. Lei non lavorare su un'equazione. aveva né il volto scocciato da "ti sei Silenzio. scordato ancora una volta la -Ciao cara, sono in salotto. lavatrice?" Né quello severo destinato Niente. ad andarsene solo dopo innumerevoli Aquel punto, io, che conosco quella e quantitative badilate di scuse. A dire donna senza segreti a menadito e so la verità aveva un tipo di volto che che quando non mi saluta significa come moglie senza segreti non aveva che ho fatto qualcosa di sbagliato o mai avuto. (molto più probabile) non ho fatto la Ed a conferma dell'unicità del suo cosa che doveva esser fatta, sono volto sentii nettamente partire dalle scattato come una molla. sue labbra: - Ti lascio. Nel tragitto dal divano all'ingresso, sfruttando anche il tempo per funziona in termini di vendite, il seguito è assicurato. Se è un flop, beh, addio seconda parte. Nel libro parla anche della felicità delle masse, per così dire quella dei popoli visti come individui. Come cambia la felicità della comunità con quella propria?

Più che la felicità delle masse, ho voluto mettere in luce quei malintesi per cui, le società, pur in buona fede, non sempre riescono a individuare cosa rende felici le altre società. Nel dopoguerra, l'America riteneva che il piano Marshall avrebbe "incrementato" la felicità degli europei. E gli è andata bene. Ma quando la stessa metodologia è stata applicata all'Africa, le cose non sono andate così bene. Il dibattito è ancora aperto. Tanto per citare un lavoro illuminante, Linda Polman, nell'Industria della Solidarietà, mette fortemente in discussione tutto il sistema degli aiuti umanitari. È l'esempio di come, anche per una nazione, pur in buona fede, non sia sempre facile individuare ciò che è utile per un'altra nazione. Stessa cosa vale per le società in senso lato. Un libro che sotto forma di saggio romanzato prende comunque di petto temi che hanno fatto e continuano a fare discutere su come migliorare il proprio stato di felicità, in particolare all'idea che il consumismo e di conseguenza il denaro rendano felici (anche se per poco) ha ricevuto qualche critica per questo?

Paolo Gallina

Paolo Gallina nasce a Castelfranco Veneto (TV) il 18 settembre 1971. Laureatosi nel 1996 in Ingegneria Meccanica all'Univer-sità di Padova. Ha ottenuto il titolo di Dottore di Ricerca in Meccanica Applicata presso l'Università di Brescia nel 1999. Dal 1999 al 2002 è stato ricercatore di Meccanica Applicata all'Università di Padova. E' stato visiting professor all'Ohio University nel 2000/1. Attualmente, risultato vincitore di concorso, all’interno del Dipartimento di Energetica, Università di Trieste, ha il ruolo di professore associato di Meccanica Applicata. Ma non ha solo studiato. Bensì, con molto coraggio, per due anni ha lavorato in una piccola missione del Sud Sudan per collaborare alla costruzione di una scuola professionale peri ragazzi del posto. Con un curriculum da favola si presenta ora anche come scrittore, andando fuori dagli schemi tipici degli studiosi di ingegneria.

a scrivere un romanzo come Dio comanda, né un saggio puntuale, e che comunque il lavoro è intriso di ridondante ironia. Tutto sommato, concordo con la critica. Era esattamente quello che avevo intenzione di scrivere.

Stando alla sua formula lei ora dovrebbe essere molto felice, lo è?

Stando alla formula, l'incremento dello stato dell'euforia dovuto alla pubblicazione avrebbe dovuto rendermi felice. Confermo. Ora il gradiente dell'euforia cala e con esso la felicità. Confermo. Credo che in futuro cercherò altri stimoli essere felice. Spero di Devo dire che su quel punto non per confermare. ho ricevuto ancora critiche. In compenso ne ho ricevute altre molto feroci, le quali puntavano il dito sul fatto che non sono riuscito


Trieste la bella addormentata

Con un linguaggio preciso, incalzante ed a tratti epico, Beniamino Pagliaro ci narra le vicende della politica Triestina, del suo immobilismo e della cupola, snocciolando fatti e avvenimento consumati sotto il naso dei triestini, ma che forse nemmeno loro, o almeno non tutti, conoscono. Incalzando il lettore fra mille avvenimenti, ripercorre le speranze deluse, i progetti mai realizzati, e il viver ben della città dei confini e della prima democrazia diretta, dalla Beat Generation al primo sindaco di sinistra, Cosolini. Un viaggio nel recente passato politico di Trieste, segnato dal no se pol, per capire la direzione del sentiero futuro in cui la città camminerà i suoi prossimi passi. Beniamino Pagliaro, giornalista, è nato a Trieste nel 1987. Lavora con l'agenziaANSA, il Messaggero Veneto e La Stampa.

Torta salataLazucchine e pancetta ricetta di Ottobre

Avete amici a cena e siete alla mentre le zucchine cuociono, ricerca di un piatto squisito ma tagliate a cubetti la mozzarella (o anche semplice e veloce da il formaggio che avete scelto) e preparare? Avete voglia di tenetela da parte. Preriscaldate il sorprendere voi stessi e gli altri? forno a 200°C. Quando le Ecco la ricetta che fa pervoi: zucchine si sono ammorbidite (a 5 min circa dalla cottura), Ingredieti aggiungete la pancetta. Lasciate cuocere il tutto per 5 min, Per3 persone: mescolando con un cucchiaio di • 3 - 4 zucchine legno. Stendete il rotolo di pasta • 100 - 150 gr di pancetta sfoglia (che avete finora affumicata a dadini conservato in frigo) su una teglia • 1 mozzarella o galbani o un da forno o su una pirofila, senza formaggio che fonde, a vostra togliere la carta da forno su cui è scelta stesa la pasta sfoglia. Versate il • un po’ di cipolla tutto nella pirofila al centro. Ora • 1 rotolo di pasta sfoglia che non resta che chiudere la torta, trovate nel banco frigo di ogni unendo le estremità della pasta supermercato sfoglia, delicatamente per non rischiare di romperla. Per rendere Cottura: a 200°C circa in forno ancora più invitante la vostra elettrico ventilato torta, spennellate la superficie con Tempo di preparazione: 25 min un albume d’uovo montato a circa neve. Infornate la torta e Tempo di cottura: 20 min circa lasciatela cuocere per circa 20 Acura diAris Milani min, fino a quando non diventerà Preparazione dorata. Quando è pronta, Lavate e tagliate le zucchine a lasciatela riposare per 5 min. dadini e fatele cuocere a fuoco Servitela calda e accompagnatela lento in una padella antiaderente con del buon vino bianco. Siete con un po’ di cipolla e un filo stati bravissimi! Non ci resta che In questo numero i consigli astrologici si combinano con la cucina! Cibo per tutti i d’olio extravergine d’oliva. augurarvi… Bon appétit! Durante la cottura aggiungete sale Marina Napoletano segni che migliorerà l’umore e le giornate di studio! e pepe. Il tempo è denaro, perciò, a cura di Olga Kocylowska ARIETE: questo mese ti tocca dedicare tanto TORO: è un periodo di stress per te, povero GEMELLI: nel menù del mese non devono tempo al partner e agli amici. La tua capacità di toro! Mente e corpo potrebbero risentire delle mancare spezie per dare un po‘ di sapore in più sorprenderli si realizzerà al meglio tra i fornelli. piccole difficoltà quotidiane. Un buon rimedio è la alle giornate monotone che stai passando. Cenetta romantica o pranzo chiassoso poco musica rilassante di Enya prima di andare a Ricordati che se aggiungi un po’ di peperoncino, importa. Con le pietanze in forno li delizierai! dormire accompagnata da una tazza di tisana con oltre agli astri ti sorriderà anche la vita sociale! biscottini alle mandorle!

Oroscopo

CANCRO: hai bisogno di dolcezza e questa volta nel senso letterale del termine. Mangeresti fette di SacherTorte dalla colazione fino al termine delle lezioni. Cerca di regalare la bontà che assapori agli amici lontani e vicini e ti sentirai sazio!

LEONE: per te è un periodo no con la cucina. Meglio stare lontani dai fornelli e gustare pranzetti deliziosi e già pronti! Se la mensa ti delude, non esitare a ricorrere al ristorante, sushi bar o pizzeria. Scoprirai che un pasto pagato un po’ più caro, può portare a nuovi incontri!

VERGINE: è ora di buttare dal frigo quei quattro ingredienti che ti ritrovi! Ti servono nuove ricette. Prova con i frutti esotici, qualche cocktail di frutta la mattina e la fantasia ti permetterà di realizzare le idee che ti frullano in testa!

BILANCIA: il riposino pomeridiano dopo una bella mangiata di carbonara è diventato un must per te. Punta invece sulle insalate sostanziose a pranzo che ti terranno carico e leggero tutta la giornata. Hai bisogno di energie e concentrazione, non di kili in più!

SCORPIONE: guarda il tuo visino sciupato! Passi da unfastfoodall’altro pernonperdere il ritmo dello studio. Ma il kebab e l’hamburger non ti aiuteranno di certo a migliorare le tue performances. Perciò è ora di comprarti un libro di cucina e darti da fare! I risultati daranno immensagioiaallatuaautostimae allo stomaco!

SAGITTARIO: per te è il tempo delle mele! Ma se nell’omonimo film l’amore è fragile e fugace, tu lo trasformi in una marmellata dolce e duratura da conservare per anni e anni. Romanticismo a palate in quest’autunno perte.

CAPRICORNO: carote, carote, carote!E vedrai come le tue ambizioni si trasformeranno in realtà. Le vitamine, si sa, fanno bene, soprattutto alla vista per leggere fino a notte fonda tutti quei libri cui hai fatto prendere un po’ di polvere!

ACQUARIO: stai mettendo da parte i doveri, ma pulire la cucina è uno di quelli che non dovresti saltare!Così farai anche un po’ di ordine mentale, soprattutto sui bivi che tendi a creare e che ti pongono a compiere scelte difficili. Prendi la strada che ti assicurerà dei frutti!

PESCI: Tu che curi i dettagli e ci metti il cuore nella preparazione di ricette sfiziose sei diventato il leader della bonne cuisine. Gli amici si autoinvitano da te a ogni occasione!Ma ti riempiono anche di complimenti e di buon vino d’accompagnamento. Accetta il compromesso.

Fuorionda

Direttore: Olga Kocylowska Vicedirettore: Sara Paccagni Grafica: Besart Shyti, Aris Milani Revisore: Martina Birritta Redazione: JenniferMori,

Jelena Radovanovic, Marco Lunghi, Marina Napoletano, Viola Della Pietà, Loris Fedrigo Associazione Presidente: Olga Kocylowska Vicepresidente: Sara Paccagni Segretario: Valentina Babić Tesoriere: Shady Kalbouneh

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Fuorionda n°5 - 2011  

Il giornale dell'Università degli Studi di Trieste