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I L GIORN ALE DELL'U N IVERSI TÀ DEG LI STU DI DI TRI ESTE

www.fuorionda.tk

Anno 201 2 - n° 5

Bus tutto l'anno con 100 euro?

Pablo Ritossa Serli

Idea nata dagli studenti: aumentare le tasse di 100 euro in cambio di un abbonamento della TT

di Aris Milani

Siamo tornati! Dopo tante promesse eccoci di nuovo con la versione cartacea di Fuorionda. Molto lavoro è stato fatto e qualche numero, purtroppo, ha perso la strada delle stampe. Speriamo con questo numero di non abbandore più la carta stampata che ci siamo resi conto essere parte intimamente inscindibile del nostro lavoro. Approfitto dello spazio per ringraziare tutto il magnifico gruppo di Fuorionda e per farvi i migliori auguri in vista della prossima sessione d'esame. Se qualche lettore ha pensato di liberarsi di noi si sbaglia: siamo qui più corazzati che mai. Buona lettura (cartacea) a tutti!

Un aumento delle tasse universitarie in cambio dell’abbonamento annuale su tutta la rete: è la proposta che è stata da poco approvata dal Consiglio degli Studenti. Se gli organi dell’Università si dimostrassero favorevoli nei confronti di una tale proposta, verrebbe stipulata una convenzione tra l’ateneo e la Trieste Trasporti S.p.A.. Grazie alla convenzione, gli studenti potrebbero pagare l’abbonamento a una cifra scontata di ben due terzi: solo 100 euro rispetto ai 300 attuali, a eccezione dei beneficiari di borse di studio e degli invalidi superiori al 66%, per i quali l’abbonamento risulterebbe gratuito. Naturalmente non sono mancate le polemiche e gli studenti si dividono. Alcuni pensano che sia un’ottima idea, altri invece criticano la proposta, perché la decisione è stata presa dal Consiglio senza tenere conto dell’opinione degli studenti e perché non prende in considerazione quelle categorie che non usufruiscono dei bus. Per quanto riguarda l’amministrazione comunale della città, il sindaco Cosolini ha espresso il suo favore alla proposta.

CASO MENSA

Mensa, continua lo scontento

Pablo Ritossa Serli

Editoriale

Sicuramente molti di voi avranno sentito parlare di celiachia, pochi però sapranno di cosa si tratta precisamente, di come fare per riconoscerla e soprattutto come affrontarla. Partiamo dall'inizio. La celiachia è un'intolleranza permanente alla gliadina, una componente del glutine. Si tratta di una proteina contenuta nel frumento [...] Pagine 3 e 4

Interviste

Cosa pensano gli studenti della mensa centrale? Ecco le loro risposte. Ateneo

Pagina 5

Il discorso del Presidente del Cds, Mattia Fadel. Eventi

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Opportunità di lavoro con Job@Units: tutti i trucchi.

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Sport

Il Fuorionda alla Bavisela 2012!

Pagine 10


ATTUALITÀ

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Anno 2012 - n°5

CHI CI GUADAGNA DALLA PROPOSTA? STUDENTI, TRIESTE TRASPORTI O ENTRAMBI?

Nuova mobilità universitaria. I benefit? Per alcuni un sopruso, per altri una grande opportunità. La proposta accende il dibattito. La notizia si è già diffusa tra gli studenti, e la proposta fa discutere. Un abbonamento per i bus urbani all’interno delle tasse universitarie è un’opportunità irrinunciabile e innovativa, oppure è solo un superfluo aumento indiscriminato, specialmente nei confronti di chi il servizio lo usa di meno o non ne usufruisce affatto? Innanzitutto, occorre definire esattamente di cosa si tratta. Il Consiglio degli Studenti ha recentemente approvato una proposta da sottoporre all’Università di Trieste, che permetterà di stipulare una convenzione con la Trieste Trasporti S.p.A., la società che ha in gestione il trasporto urbano nella provincia. La società si impegnerebbe così a garantire un abbonamento annuale, valido su tutta la rete, al costo di circa 100 euro per stu-

Perché i privati? Niente risposte

studenti trarrebbe un enorme beneficio nel pagare un terzo di quello che attualmente paga per un abbonamento annuale per l’intera rete, con un risparmio di oltre 200 euro. Diventando obbligatorio, il possesso di un abbonamento incoraggerà sicuramente l’uso dei bus anche da parte di chi magari prima ne rinunciava e cercava di utilizzare mezzi propri. Inoltre, l’incentivo all’uso dei bus comporterebbe una riduzione dell’inquinamento cittadino, e solleverebbe molti studenti che giungono all’Università in macchina dallo stress da parcheggio, dato che i posti dedicati sono sempre insufficienti. Da un punto di vista più ideale, l’iniziativa avrebbe il pregio di combattere la disonestà dilagante di quanti utilizzano il servizio senza mai timbrare un biglietto o dotarsi di abbonamento, incentivati dalla rarità dei controlli. Inoltre, proprio il fatto che la proposta faccia discutere e abbia sollevato molto interesse, è segno evidente della volontà del Consiglio degli Studenti di attirare l’attenzione sulla condizione degli studenti e di lanciare un cambiamento, per abbattere il muro del “No se pol”, tipico di Trieste, indipendentemente dall’esito della vicenda. Trattandosi poi di una convenzione, quella che verrebbe stipulata, durerebbe non più di anno, con la possibilità di essere poi rinnovata. Avrebbe perciò un carattere sperimentale, e solo il bilancio finale ne potrà confermare l’efficacia. Inoltre, come parte consistente degli utenti del servizio, gli studenti potranno chiedere, a fronte dei 100 euro pro capite, un miglioramento generale del servizio. In definitiva, gli studenti avrebbero più voce in capitolo per pretendere un potenziamento soprattutto delle linee 17 e 17/, affinché le coincidenze con l’arrivo dei treni siano migliorate e le corse rese più frequenti, includendo la fascia notturna e i giorni festivi. Infine, una piccola riflessione: se l’aumento delle tasse fosse stato imposto dall’Università in silenzio, e in cambio a ogni studente fosse stato elargito l’abbonamento urbano, ci sarebbero state le stesse polemiche? di reddito che di merito, e gli dalle fasce Isee di appartenenza. studenti con disabilità pari o su- Gli studenti interessati sono periore al 66%. Per tutti coloro però soltanto quelli iscritti ai che appartengono a queste cate- corsi di laurea triestini, perciò gorie (che comprendono più di l’aumento non riguarderà i corsi duemila studenti), l’abbonamento che si svolgono nelle altre sedi di risulterebbe quindi gratuito. Per Gorizia, Pordenone e Portogruagli altri invece, non è previsto un ro. ammontare differenziato del La tanto discussa proposta è contributo, indipendentemente stata approvata dal Consiglio de-

La linea 1 7/, fra le più usate dagli studenti

CdS: approvazione non unanime contrari e 3 astenuti. Gli entusiasti, primi tra tutti i proponenti al Consiglio degli Studenti, sostengono che sia una proposta rivoluzionaria e molto innovativa, che garantirebbe un assoluto vantaggio per gli studenti, che pagherebbero l’abbonamento con uno sconto del 66%, in pratica a un terzo del valore attuale. Coloro che invece sono più scettici nei confronti della proposta accusano l’aumento indiscriminato, in quanto tutti gli studenti dovrebbero pagarlo, senza considerare alcune categorie che dei bus proprio non usufruiscono. Chi si oppone ritiene, poi, che la proposta prima di tutto sia stata fatta con la completa esclusione del parere degli studenti. In realtà la proposta iniziale conteneva un “referendum” tra gli studenti, ma questo è stato eliminato da un emendamento del Consiglio. Per velocizzare l’approvazione, la maggioranza ha deciso di non organizzare indagini conoscitive, forse spaventata dalla possibile bocciatura della proposta. Fatto sta che, in quanto delegati a rappresentare la volontà degli studenti, la maggioranza si sente sicura del suo operato e della ca-

La“Laparola al sindaco proposta, responsabile e coraggiosa, del

Pablo Ritossa Serli

dente, mentre ora lo stesso abbonamento è acquistabile esattamente a 300 euro. La cifra sarebbe addebitata all’interno delle tasse universitarie, in modo da non escludere alcuno studente. In questo modo, data la popolazione universitaria dell’ateneo triestino, la Trieste Trasporti avrebbe un consistente incasso assicurato e ciò permetterebbe di abbassare le tariffe applicate. In pratica, se tutti pagassero, si pagherebbe molto meno. In realtà, alcuni studenti saranno esonerati dal pagamento: sono gli idonei e beneficiari delle borse di studio erogate dall’Erdisu, secondo requisiti sia

AInnanzitutto, favoreuna ragione molto concreta: la maggioranza degli

gli Studenti il 19 aprile scorso. A presentarla è stata Lista di Sinistra, che detiene la maggioranza dei consiglieri, su suggerimento di alcuni politici triestini. L’approvazione non è certo stata unanime: 19 voti a favore, 8

Consiglio degli Studenti di contribuire per ottenere un abbonamento a un prezzo fortemente ridotto per gli studenti delinea un'ipotesi molto attrattiva, i cui effetti benefici sarebbero tanti: innanzitutto per gli studenti, successivamente per l'università, che potrebbe vantare di un servizio legato alla città universitaria con un forte significato in termini di marketing; e quindi per tutta la comunità territoriale, perché si andrebbe a investire sulla mobilità sostenibile. Perciò il Comune sosterrà il progetto, valutando anche i modi in cui possa essere inserito in un piano più ampio della mobilità sulle destinazioni universitarie, scommettendo non solo sul trasporto pubblico – come questo progetto mira a fare - ma pensando anche a razionalizzare la situazione dei parcheggi, a favore di chi deve per forza servirsi del trasporto privato per raggiungere le sedi universitarie"


Anno 2012 - n°5

ATTUALITÀ

rica che investe, e poco conta se della proposta. Il sindaco di alle ultime elezioni del Consiglio Trieste, Roberto Cosolini, ha invece fatto sapere in un comula posizione dell’amminiL'ultima parola al nicato strazione comunale. Cosa riserva dunque il futuro? CdA di Ateneo Nel caso la proposta non fosse approvata, niente, di fatto, abbia partecipato solo il 13% de- cambierebbe. Se invece la convenzione venisse stipulata, gli studenti. La popolazione universitaria si nella migliore delle ipotesi, gli è spaccata tra favorevoli e studenti pagherebbero un terzo il contrari alla proposta deliberata. loro abbonamento e usufruiEcco alcune delle ragioni che rebbero di un migliore servizio argomentano entrambe le posi- di trasporto urbano. Potrebbe però anche succedere che, a zioni. Insomma, il Consiglio e gli stu- fronte di entrate certe per la denti si dividono. Lista di Sini- Trieste Trasporti, il servizio non stra, che ha proposto la migliori. In questo caso, la convenzione, ha sicuramente a convenzione potrebbe essere socuore la riuscita del progetto. Si spesa l’anno successivo. oppone invece la lista Oltre-Stu- È bene sottolineare che quella dent Office, mentre la terza lista elaborata dai rappresentanti degli universitaria, AutonomaMente, studenti è ancora soltanto una non ha assunto una posizione proposta. Il passo successivo sadefinita, lasciando libertà di co- rà, infatti, il giudizio del Consiscienza ai suoi membri nella vo- glio di Amministrazione tazione. L’Università e la Trieste dell’Università, al quale spetta la Trasporti ancora non si sono valutazione della legalità e della espresse ufficialmente in merito, fondatezza della proposta. preferendo aspettare la conclusione dell’iter che porterà Laura Villalta all’approvazione o bocciatura

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Contro Tra i contrari all’approvazione della proposta c’è chi rileva anzi-

tutto un deficit nel processo decisionale. Si lamenta, infatti, la scarsa partecipazione degli studenti, che non sono stati chiamati a esprimere un parere riguardo a una questione così delicata, con la bocciatura dell’emendamento che invece prevedeva una forma di sondaggio, anche perché l’approvazione è avvenuta senza un grande consenso. Le ragioni dei contrari si fondano anche sul fatto che il pagamento sarebbe indiscriminato: a pagare saranno tutti indistintamente, anche chi del bus non usufruisce, come gli studenti non frequentanti, lavoratori, e coloro che seguono corsi interateneo, per i quali non è certo il destino. Resta poi evidente l’aumento delle tasse, che inciderà in modo consistente sulle famiglie a basso reddito, specialmente se con più figli iscritti all’università, che non rientrano tra gli idonei alle borse di studio. Inoltre, il miglioramento del servizio è auspicato, ma non garantito. E se già nelle ore di punta i bus sono eccessivamente affollati, si può solo immaginare cosa succederebbe se si verificasse un aumento degli utenti. C’è poi chi lamenta che la cifra sia comunque troppo alta, e che una stessa somma possa essere spesa efficientemente per sistemare più urgenti problemi dell’Università. Qualcuno invece semplicemente si chiede se sia giusto imporre un tale contratto ai soli studenti universitari e tra l’altro, non è ancora chiaro quale documento si dovrebbe mostrare per dimostrarlo, in caso di controlli. In merito si parla dell’istituzione di un nuovo specifico documento stampabile da esse3. Infine, è proprio vero che pagando tutti si diffonda un senso profondo di onestà e che non sia forse compito della Trieste Trasporti preoccuparsi che tutti paghino il biglietto intensificando i controlli?

DALL'ANNO PROSSIMO PROBABILE CAMBIO GESTIONE DOPO LA NUOVA GARA D'APPALTO

Il servizio mensa "puzza di bruciato" La Sodexo non rispetta gli studenti con intolleranze alimentari. Sassonia: «Ne siamo al corrente»

Sicuramente molti di voi avranno sentito parlare di celiachia, pochi però sapranno di cosa si tratta precisamente, di come fare per riconoscerla e soprattutto come affrontarla. Partiamo dall'inizio. La celiachia è un'intolleranza permanente alla gliadina, una componente del glutine. Si tratta di una proteina contenuta nel frumento, nell'orzo, nella segale, nel farro, nel kamut. La celiachia è una malattia che può manifestarsi già dai primi mesi di vita, ma non è considerata una ma-

Il simbolo Gluten free

lattia pediatrica. Inoltre non è neppure considerata una malattia genetica, bensì una malattia che ha alla base una predisposizione genetica: il paziente celiaco può, quindi, essere predisposto alla malattia, ma può non svilupparla. Questa predisposizione è dunque la concausa, ed è una condizione necessaria, ma non sufficiente. I celiaci, inoltre, possono, come ho già detto, sviluppare la malattia nei primi mesi di vita, ma possono anche svilupparla in età adulta. Una recente ipotesi ha cercato di spiegare questo feno-

meno, ammettendo che, in certi casi, questa malattia sia dovuta a un cofattore, un virus, in questo caso il rotavirus. I test per diagnosticare la celiachia sono molto semplici, il problema, però, è che i sintomi sono molteplici e subdoli, spesso non hanno nulla a che fare con l'intestino. Oltre ai disturbi gastrointestinali, ci sono altri campanelli d'allarme da non trascurare; tra questi ricordiamo: l'anemia, qualora questa non riesca a essere curata con le normali terapie per via orale; un'osteoporosi molto precoce, che compare quindi in pazienti molto giovani; aborti spontanei frequenti e dermatiti erpetiformi, soprattutto sui gomiti e sulle ginocchia potrebbero comparire pustole simili a quelle causate dalla varicella, simmetriche e che danno prurito, ma che non rispondono alle normali terapie locali. Per il momento non ci sono cure per questa malattia, l'unica soluzione è seguire una dieta priva di glutine, anche se la ricerca in questo campo sta compiendo passi in avanti. In particolare i ricercatori si sono

attivati su tre fronti diversi: la prima soluzione sarebbe quella di modificare il glutine per renderlo meno dannoso, o geneticamente o tramite enzimi; la seconda consiste in un vaccino, che dovrebbe rendere il soggetto immune dell'azione dannosa del glutine; la terza e ultima via è rappresentata da una pillola tampone. Questi farmaci, tuttavia, sono ancora in fase sperimentale. Per quelli di voi che hanno scoperto da poco di essere celiaci, ecco pochi, ma semplici consigli. L'Italia è in questo campo, rispetto ad altri paesi, molto avanti! Intanto vi consiglio di iscrivervi all'AIC, ovvero l'Associazione Italiana Celiachia, perché in questo modo riceverete ogni anno a casa due prontuari: il primo vi sarà molto utile quando dovrete andare a fare la spesa, perché contiene l'elenco di tutti i cibi permessi, suddivisi per alimenti e casa produttrice; seguire la dieta corretta non significa, infatti, eliminare pane e

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pasta, ma evitare di assumere tutti quei cibi che solo apparentemente non contengono glutine; forse non sapete che alimenti come cioccolato, yogurt, caramelle, ecc. possono contenere questa proteina per voi dannosa, magari non direttamente.

CRONACA UNIVERSITARIA denti che, per ragioni personali o per problemi di intolleranze, volevano o dovevano seguire una dieta particolare. La Sodexo, però, ha presentato ricorso a seguito del quale il Tar ha deciso di sospendere l'appalto. La mensa universitaria si è quindi trovata in

zio mensa era emerso che il brand più gradito era Pizza & Pizza, seguito dal brand A tutto Pasta e dal brand Colazione. Il brand Barbecue, invece, non aveva ricevuto molte critiche positive, e anche il brend Self-Service aveva lasciato gli studenti molto insoddisfatti. I brand Pani e Sa-

Il brand Pizza & Pizza

Intendo dire che potrebbe trattarsi solo di cibi “contaminati”, ovvero cibi che sono stati prodotti in stabilimenti che utilizzano farina e derivati, per cui il prodotto potrebbe contenere tracce di glutine. L'altro prontuario che vi verrà inviato contiene l’elenco dei ristoranti, pizzerie, locali e gelaterie, dove tutto quello che viene preparato è adatto a voi.

Dare attenzione ai contenuti nei cibi

Il secondo consiglio che vi do è quello di leggere bene gli ingredienti dei prodotti: sempre più confezioni, infatti, contengono la dicitura “senza glutine”. Qualora, però, non ci fosse scritto, non partite dal presupposto che sia senza glutine, ma fate riferimento al prontuario. Potete invece andare sul sicuro per quei prodotti che hanno il simbolo della spiga di grano sbarrata, simbolo che sta per “senza glutine”. E SE SEI UNO STUDENTE CELIACO A TRIESTE? Ora la situazione comincia a complicarsi, perché si intreccia con una questione molto problematica, quella del servizio mensa. Il servizio mensa è ancora gestito dalla ditta Sodexo S.p.A., anche se la gara d'appalto, agli inizi dell'anno accademico, precisamente a settembre, era stata vinta dalla Dussmann Service S.r.l., la cui offerta teneva conto degli stu-

una situazione d'emergenza e, fino alla nuova gara di appalto, sarà la Sodexo a gestire il servizio mensa. Questa nuova gara è prevista per la fine di quest'anno accademico, per cui l'Erdisu spe-

La Sodexo non tiene conto degli studenti con intolleranze alimentari

ra di poter affidare il servizio ai nuovi gestori entro settembre, e utilizzare quindi il mese di agosto per fare tutti i lavori necessari. In caso contrario il passaggio di gestione avverrà con qualche mese di ritardo, comunque entro la fine del 2012. In questo caso si approfitterà della pausa in occasione delle vacanze di Natale per effettuare tutti i lavori. Questo è quello che spera il dottor Giuseppe Sassonia, Direttore dell'Erdisu, che ha acconsentito a parlare con noi di questo tema. Gli studenti, dal canto loro, vorrebbero semplicemente un servizio migliore, poter cioè dire addio a cibi mal cotti, a minestroni completamente insipidi e a sughi che contengono un'eccessiva quantità di olio. Insomma, ultimamente dalla mensa si esce tutt'altro che sazi. Se l'anno scorso gli studenti erano mediamente soddisfatti di alcuni piatti, lo stesso non si può dire di quest'anno. Da un sondaggio effettuato lo scorso anno dalla lista Autonomamente sugli studenti che regolarMente usufruiscono del servi-

pori e Fresche Idee sono stati totalmente bocciati. La situazione da quel sondaggio è decisamente cambiata: sono stati completamente soppressi il brand A tutto Pasta e il brand Barbecue e la qualità al Self-Service è sensibilmente peggiorata, anche la semplice pasta in bianco è spesso immangiabile, perché piena di olio. Migliore, e anche di molto, la situazione nelle mense convenzionate con l'Erdisu, in particolare la mensa per ferrovieri di via F. Filzi e la mensa ICTP, dove la qualità del cibo è decisamente più alta: qui, infatti, si può sentire il sapore di ciò che si mangia! Non è affatto rassicurante sapere che quest'anno, in mensa centrale, non sono stati effettuati controlli: c'è stato infatti un periodo in cui non c'era nessun tecnologo in servizio. Il dottor Sassonia ci ha assicurato che Udine ha indetto la gara per affi-

re del servizio mensa, poiché beneficiario del posto alloggio in CdS, sarà spesso stato costretto a lasciare la mensa a stomaco vuoto, perché non avrà trovato nulla di sicuro. Quello della celiachia è un problema serio, ammette lo stesso dottor Sassonia, ed è per questo che si è cercato di spostare in Urban, le Case dello Studente vicino a Piazza Unità d'Italia, gli studenti celiaci, in modo da andare incontro alle loro esigenze: queste case dello studente sono, infatti, dotate di una cucina. Tutto sembrerebbe così risolto, e invece no! Anche dalla borsa di studio di coloro che non possono usufruire del servizio mensa vengono,

Sassonia: «Abbiamo cercato di spostare i celiaci nelle case Urban»

infatti, scalati quei 600 euro che dovrebbero corrispondere al pasto gratuito giornaliero nelle mense dell'Università o in quelle con essa convenzionate. Per chi non lo sapesse, i beneficiari di borsa di studio, che non sono matricole, a partire dall'anno scorso, non ricevono più l'intero importo. Dalla somma totale sono, infatti, scalati 600 euro, ma ogni studente ha diritto a un pasto al giorno gratuito.

Pablo Ritossa Serli

Pablo Ritossa Serli

Offerta culinaria diminuita

Anno 2012 - n°5

Il vecchio brand Barbeque abbandonato.

dare quest'incarico a un tecnologo, il quale presto sarà operativo e si occuperà di fare quello che finora non è stato fatto. Al di là della scarsa qualità il problema, come già accennato, è anche l'assenza di tutele per coloro che vogliono o sono obbligati a seguire una particolare dieta; è il caso dei vegetariani, dei vegani e soprattutto di coloro che hanno intolleranze alimentari, tra cui appunto i nostri amici celiaci. Chi è costretto a usufrui-

Speriamo quindi che l'Erdisu riesca a venire incontro a questi studenti e che la ditta vincitrice del prossimo appalto possa garantire un servizio migliore per tutti, ma soprattutto abbia un occhio di riguardo per coloro che seguono una dieta particolare. Laura Gualeni Marco Lunghi


L'INTERVISTA

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INTERPELLATI GLI UTENTI DELLA MENSA CENTRALE

Gli studenti bocciano la Sodexo Calo di consensi rispetto al sondaggio simile effettuato lo scorso anno

quelle. DEL neppure • Non saprei dire che cosa è cambiato rispetto all'anno scorso, se non nel nuovo sistema di pa• Si limita a fare il proprio la-

COSA PENSI PERSONALE?

voro, saluta se saluti e basta. • Il personale va graziato, serve i piatti, striscia la carta e basta. (Diciamo però che qualcuno è tirchio, fa delle porzioni che non bastano manco a un gatto!) • Il personale è un buon personale! • È capitato di imbattermi in litigi inutili con il personale, spesso sono scontrosi.

gamento, perché quest'anno mangio solo la domenica in mensa e puntualmente lascio tutto quello che prendo, essendo abituata a mangiare in via Filzi o a Grignano, quindi ogni volta che mangio in Mensa Centrale La mensa centrale mi sembra peggio rispetto • Io penso che la gente sia la all'anno scorso e mi chiedo stessa. anche come sia possibile. • Ora la pizza è tornata come prima quindi è ok, però manca il COSA PENSI DEL NUOSISTEMA DI Barbecue e la Pasta e se ne sente VO

PAGAMENTO?

Pablo Ritossa Serli

COSA PENSI DELLA QUALITÀ DEL CIBO DELLA MENSA?

Uno studente al nuovo Self, ex brand A tutto Pasta

COSA È CAMBIATO RIla mancanza, perché così c'è SPETTO A PRIMA? molta meno scelta. • Sono cambiate tante cose, forse troppe. Prima c'era più scelta e forse più qualità. Io andavo spesso al Barbecue, almeno lì un po' di carne riuscivi a mangiarla. Ora hanno reintrodotto le patatine fritte, ma qualche mese fa non c'erano

Pablo Ritossa Serli

• La qualità del cibo: diciamo che è una variabile aleatoria, in certi giorni può capitarti di pensare che hai mangiato bene e in altri butti quasi tutto quello che hai preso al self-service. Direi che il loro "piatto forte" è il contorno, quello non sono mai riuscita a mangiarlo in più di due anni! • Ho smesso di mangiare alla mensa di piazzale Europa ogni giorno proprio a causa della qualità del cibo, dopo essere stata male per parecchie settimane e aver dovuto prendere medicinali per stare meglio. Non me ne intendo di "qualità del cibo", ma so che quello che mangio non mi piace, non mi sembra "sano", e quando mangiavo lì era come se avessi perso l'abitudine al gusto. • Secondo me la qualità del cibo è abbastanza buona. • Il cibo è sempre il solito, se non peggiore.

La verdura del SelfService

Pablo Ritossa Serli

Quest’anno, fornitrice della mensa universitaria centrale è la Sodexo, vincitrice della gara d’appalto per l’allestimento e la gestione del servizio di ristorazione presso la mensa centrale e la mensa di Palazzo Vivante. Rispetto all’anno passato le cose sono cambiate e sempre più gente si lamenta. Vi sono persone costrette a mangiare qui spesso e altre invece che hanno categoricamente evitato di andare a pranzarvi o cenare. È giusto quindi sentire le varie opinioni, di coloro che hanno a cuore la questione (e anche di coloro a cui in fondo non importa molto!)

• In fondo non molto, sempre di servizio scadente si parla.

SECONDO TE C’È LA STESSA QUANTITÀ DI GENTE CHE FREQUENTAVA LA MENSA L’ANNO SCORSO? • Ho mangiato per due anni in mensa centrale e oggi io non ci vado più, come me tanti altri. Direi che ci va meno gente, ma l'unico paragone che posso fare è rispetto alla domenica, unico giorno in cui ci vado. Prima eri spesso costretta a fare una fila di un'ora per mangiare in mensa la domenica, ora non c'è nessuno. • L'anno scorso, la domenica, sia in tempo di esami che non, c'era una fila infinita, sino alla porta. Quest'anno la domenica è deserto. Però non saprei dire per gli altri giorni della settimana. In linea generale, abitando in casa dello studente, vedo molto meno movimento in mensa.

• Non mi piace nemmeno un po', prima potevo prendere cose diverse per raggiungere 1.90€, ora devo prendere per forza il pasto completo per raggiungere i 2€; il pane ed il contorno li prendo solo perché, avendo la borsa di studio la mensa è pagata, con i miei soldi, tramite una trattenuta sulla borsa. Almeno prima potevo prendere più frutta o yogurt e portarli a casa, ora invece devi prendere una cosa per ogni voce del pasto completo. Per concludere, stendo un velo pietoso sul "pasto ridotto". • Il sistema di pagamento era l'unica cosa buona dell'anno scorso. Perché l'hanno tolto? E soprattutto, perché ho sempre la sensazione che nel garantirci i nostri diritti ci trattano come se ci stessero facendo un favore? • Preferivo il sistema dell’anno scorso! • Non si può ricaricare la tessera di un importo inferiore ai 5 euro, conosco persone che per questo non mangiano.

SEI CONTENTO/A CHE RIMARRÀ LA SODEXO FINO A LUGLIO? • Per nulla, con queste condi-

zioni poi... • No! Speravo vivamente se ne andasse a marzo, in modo da non dover prendere l'autobus ogni volta che devo mangiare o dover digiunare se non posso muovermi dal campus. • Non mi cambia molto, mi adeguo a quello che c’è. • Non sono per niente contento, ma ha vinto la causa la Sodexo e non si può fare nulla. Sara Paccagni


SERVIZIO ISTITUZIONALE

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Anno 2012 - n°5

Il discorso del Presidente del CdS Il testo integrale del discorso tenuto da Mattia Fadel all'inaugurazione dell'anno accademico

Magnifico Rettore, Signor Ministro, autorità, studenti, comunità universitaria tutta e cari ospiti: Vi porgo il mio rispettoso saluto.

questo mi sento di dire che esse non furono vane. In quelle occasioni gli studenti hanno saputo farsi sentire, chiedendo a gran voce un’università pubblica, laica e Quest’anno l’inaugurazione porta aperta a tutti. in grembo un cambiamento semplicemente storico, che costi- Abbiamo festeggiato il 150° annituisce anche la motivazione del versario dell’Unità d’Italia alcuni procrastinarsi di questa cerimo- mesi fa, evento al quale è dedicata nia: parlo della prossima entrata anche la piazza più importante di in vigore del nuovo statuto del no- questa città. stro Ateneo. Vi invito a riflettere su cosa signiÈ motivo di insopprimibile orgo- ficò davvero l’unificazione: non si

Potete dunque intendere che significhi trascurare quest’istituzione senza dedicarle le cure di cui abbisogna, è un organo che consuma molta energia ma la restituisce moltiplicata a tutto l’organismo, distribuendo istruzione e conoscenza in tutta la società. E noi cosa facciamo? Le diamo (secondo le ultime rilevazioni Istat) l’1,26 % del PIL, poco, rispetto al 2% della media europea, poco rispetto al 3% stabilito come Target Europa 2020 dalla “strategia di

Affinché si possa arrivare a festeggiare gloriosamente altri 150 anni dall’Unità, il che sarà possibile solo coltivando cultura e sapere, gli studenti, in quanto studenti, ma soprattutto come cittadini responsabili, sperano e chiedono che queste perniciose tendenze a sottofinanziare l’Università e la Ricerca si invertano.

Un altro fondamentale ingrediente per questa nostra istituzione, oltre al supporto economico è la libertà. Un concetto ormai abusato e quasi perduto nel suo significato genuino per l’uso improprio che se ne fa abitualmente. La libertà nel contesto accademico va intesa così com’è scritta nell’articolo 33 della Costituzione “L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento”. Questa libertà è un nutrimento necessario per la curiosità che spinge studenti e docenti a esplorare i limiti dell’umano sapere. Quale progresso può nascere da un ottuso dogmatismo che incarcera tale curiosità? Ed ecco allora la necessità di garantire questa libertà e che il legislatore ponga i “limiti imposti dalla legge” come scritto nella stessa norma Il magnifico Rettore Francesco Peroni durante il suo intervento costituzionale, in modo saggio e glio il procedimento che questa trattò di un mero aggiornamento Lisbona”, pochissimo rispetto al lungimirante. Università ha adottato per giunge- della cartografia politica della pe- 15% che, continuando il precere alla compilazione di questo nisola, si trattò principalmente dente parallelismo del cuore, costi- Gli studenti si sono sempre impenuovo strumento normativo, un della presa di coscienza di un pae- tuisce la richiesta d’ossigeno di gnati per difendere questa libertà procedimento che è stato demo- se che volle sancire politicamente quest’organo rispetto a quella accademica, così come si impecratico, trasparente e partecipato un’unità che prima di tutto era dell’intero organismo. gneranno unitamente ai loro dal principio al termine dei lavori. culturale. È infatti nella cultura che Le cure che si riservano all’Uni- colleghi udinesi, per difendere i loBen poco conta per un’università, noi come singoli e come paese na- versità inoltre non si riverberano ro diritti, primo tra tutti il Diritto una blasonata origine che sciamo, viviamo e progrediamo. solo nel futuro del Paese, ma i pri- allo Studio. Esso si contrappone s’arrampica nei secoli passati, se L’Università certamente non ne mi loro effetti abbracciano le città alle recidivanti tendenze ad essa non sa dare nei fatti e anche possiede il monopolio ma è senza - come Trieste - in cui gli atenei un’istruzione esclusiva o escludente oggi, esempi di una simile virtù. dubbio il luogo principe in cui fioriscono, arricchendole economi- ed è sancito dall’articolo 34 della Il contributo degli studenti è arri- questa cultura viene riaffermata e camente ma in primis cultu- Costituzione, in cui n’è espresso il vato puntuale tramite i propri sviluppata andando a costituire il ralmente e in termini di progresso nocciolo: “i capaci e meritevoli, rappresentanti eletti nella commis- cuore battente di una nazione. scientifico e tecnologico. anche se privi di mezzi, hanno disione redigente che – alacre – ha ritto a raggiungere i gradi più alti dato alla luce la sostanza del testo. degli studi”. Per assolvere questo Esso, pur vincolato ai limiti impoirrinunciabile compito, oltre sti dalla legge 240 è riuscito ad all’intervento dell’Università di essere innovativo e chiaro nella Trieste che già differenzia le tasse riorganizzazione dei nuovi organi d’iscrizione in base ai redditi, v’è dell’Ateneo. Con esso l’Università l’Ente Regionale per il Diritto allo di Trieste è pronta a ripartire, riStudio Universitario ovvero generata. l’ERDiSU che si trova però a Una novità di questo statuto, lodefronteggiare una sfida impari. vole quanto opportuna, è l’increA fronte di un numero crescente di mentata rappresentanza studente“privi di mezzi”, di aumenti dei sca che vede così riconosciuto costi mensa e dei costi degli alloggi giustamente - il suo ruolo insostiche dovrebbero essere invece tuibile nel governo dell’Università. “agevolati”, le risorse rimangono È bene notare come questo trainvariate. guardo sia stato raggiunto anche Si è ingegnosamente riusciti a tramite le forti rivendicazioni che mantenere un 100% di idonei behanno contraddistinto i momenti neficiari alle borse di studio, ma salienti della riforma Gelmini. Per ciò solo al prezzo di diminuirne i Mattia Fadel con Riccardo Spina, Presidente e Vicepresidente del Consiglio degli Studenti


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SERVIZIO ISTITUZIONALE

Mattia Fadel durante il suo discorso al Teatro Lirico "Giuseppe Verdi" singoli importi. Anche le case dello denti, di meno impellente necessità studente soffrono di un cronico ri- ma non sottovalutabile, che ritardo nella loro costruzione e ri- guarda il loro rapporto con Triestrutturazione. ste. È palese quanto sia odioso discri- Parlo per esempio del trasporto minare per reddito invece che per pubblico e degli affitti in città e di merito e quanto questo sia pro- molti altri servizi più minuti. Solo fondamente iniquo: per questo la una politica territoriale miope può Regione e lo Stato devono fare sottovalutare questi temi che riancora di più di quanto già stanno guardano il diritto allo studio e lo facendo. Negli ultimi mesi si è integrano di servizi accessori.

Il coro dell'università anche parlato di cambiare la struttura degli organi di governo dell’ERDiSU. Inizialmente è capitato di udire certe soluzioni semplicistiche a favore di una “soppressione” che oltre ad aver stupito per la loro demagogia hanno suscitato immediate reazioni negli studenti; successivamente si è passati ad un rapporto più dialogico con la Regione che ci auguriamo continui. Vi è infine una costellazione di altre prestazioni che ruota intorno agli stu-

È indispensabile rendersi conto di come la competizione oggigiorno si misuri a livello europeo e globale, e di come sia sempre incombente il rischio di essere considerati “periferia” rispetto a centri capaci di maggior dinamismo ed efficienza. L’attualità non è rassicurante: continuano a echeggiare i termini “crisi”, “deficit”, “regressione”, “declassamento”. La politica demagogica - a cui ci stavamo patologicamente abituando - di fronte

ad una necessità improrogabile di serietà e rigore è stata obbligata a gettare la spugna, e ora siamo guidati da un governo tecnico. A questo spetta traghettare l’Italia attraverso l’attuale periodo di difficoltà, e soprattutto ripristinare la dignità perduta delle Istituzioni. Ora, io non mi auspico solo che questo governo sia lungimirante, mi auspico che anche i cittadini tutti prendano coscienza che la volontà delle istituzioni non basta a uscire dalle difficoltà: è necessaria anche una volontà dei singoli. Il compito non è facile. Se nei bui passati di guerra il nemico prevaricatore era visibile e concreto, adesso non lo è più. I nostri nemici ora sono più diafani e impalpabili e si chiamano avidità e clientelismo, campanilismo e ignoranza, superficialità e incompetenza… e la lista purtroppo potrebbe continuare. Sono sentimenti e inclinazioni che strisciano nell’animo di alcuni, ma trovano appiglio solo in taluni e tramite costoro dilagano e corrompono, degradano e abbrutiscono. La società diventa disinteressata e parcellizzata in singoli individui che non comunicano, non si capiscono, rinunciano per pigrizia a comprendere la complessità dei problemi, dediti ad un insano feticismo del futile, interessati solo al godimento di un eterno presente che ha da tempo smesso di interrogarsi sul futuro. Gli studenti levano alta la loro voce per contrapporsi a questi nemici e a queste insane tendenze, con la volontà di costruire assieme invece, con responsabilità competenza ed entusiasmo, un futuro mi-

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gliore. Oggi dunque - come disse Salvatore Satta inaugurando l’anno accademico nel novembre del 1945 - “questa mirabile comunione col popolo noi vogliamo celebrare, al di là di ogni stanca consuetudine, nel giorno inaugurale della nostra università” ed è con queste illuminate parole che vi lascio, sperando che l’Università rimanga quello che deve essere: il luogo in cui i Professori instillano la passione negli studenti entusiasti e curiosi. Siate voi professori i mantici di questo ardore! Siate voi istituzioni sensibili alle sorti del Paese che rappresentate! Infine alcuni brevi ringraziamenti: Al Rettore Francesco Peroni, per il suo operato instancabile e competente e per la sua disponibilità ad ascoltare gli studenti. A tutte le istituzioni che hanno voluto e saputo dialogare con noi. Al Vicepresidente del Consiglio degli Studenti Riccardo Spina per la sua preziosissima attività al servizio degli studenti. E un ringraziamento infine a tutti i triestini che ci accolgono serenamente in questa speciale città, consapevoli che abbiamo un unico difetto: quello d’essere giovani. Trieste, 27.02.2012

Mattia Fadel


EVENTI

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MERCATO DEL LAVORO IN TEMPO DI CRISI

Job@units, una fiera del lavoro in ateneo Il career day dell'Università degli Studi di Trieste. Pioggia di curriculum da consegnare alle aziende Come molti altri atenei, anche l’Università degli Studi di Trieste presta attenzione all’orientamento dei giovani nel mondo del lavoro. Anche quest’anno, infatti, l’Università ha organizzato in data 18 aprile, presso il Campus di Piazzale Europa, il Career Day “Job@units”, un evento tutto dedicato agli incontri diretti tra i responsabili delle risorse umane di molte importantissime imprese del territorio nazionale e gli studenti delle varie facoltà, da quelle umanistiche a quelle ingegneristiche. Un’occasione da non perdere per avvicinarsi al mondo del lavoro. I partecipanti di questa edizione sono stati 1200, di cui la metà aveva già eseguito la registrazione online nei giorni precedenti. L’evento è stato realizzato con il fondamentale contributo della Fondazione CRTrieste, che ha creduto nel

Officine Meccaniche e Danieli Automation, Decathlon, Ernst & Young, Fincantieri, Gruppo Generali, Hj Heinz-Gruppo Plasmon, Jotun, KPMG, Lidl Italia, NH Hoteles, PwC, Wärtsilä Italia. Con l’iscrizione al sito www.units.it/job, utilizzando le proprie credenziali d’Ateneo, gli studenti e i neolaureati hanno potuto conoscere in anticipo quali profili professionali cercavano le aziende, depositare il loro CV e scegliere almeno due aziende con cui prenotare un colloquio. Le “preferenze” hanno permesso alle aziende di visionare in anticipo il CV dei candidati e di contattarli, per fissare un appuntamento ad hoc nel corso della manifestazione. Gli incontri sono cominciati alle ore 12 e sono proseguiti ininterrottamente fino alle ore 18; alcune aziende hanno addi-

progetto fin dalla sua nascita e con il sostegno anche di Gruppo Generali, KPMG, PwC, Umana, nonché Calligaris, Danieli Automation, Ernst & Young, Fincantieri e Jotun. Partner dell’evento è Italia Lavoro S.p.A., Agenzia tecnica del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Inoltre, la partecipazione di più di 50 aziende, tra enti e associazioni, di cui 32 si configurano come grandi aziende a livello nazionale e internazionale, e la presenza di un notevole numero di studenti ha aggiunto un clima sereno e piacevole per affrontare i primi colloqui di lavoro e confrontarsi con questo nuovo mondo. Tra le aziende erano presenti, tra l’altro: Allianz, Altran Italia, Banca d’Italia, Bosch, Calligaris, Cameo, Danieli

rittura proseguito oltre l’orario di chiusura per terminare i colloqui con gli studenti. I responsabili delle risorse umane erano tutti presenti nell'aula magna dell'edificio A. Lo studente per svolgere un colloquio, doveva prendere posto in fila e attendere il suo turno. A fine giornata ogni studente aveva partecipato in media a 5/6 colloqui. L’appuntamento è stato accompagnato anche da seminari dedicati al mondo del lavoro (al mattino) e altri workshop tematici precedenti l’incontro. Tra questi ricordiamo la presenza di uno spazio dedicato “CV Clinic”, presso il quale, su appuntamento con alcuni referenti delle risorse umane (120 ore disponibili ed esaurite con largo anticipo), gli studenti potevano usufruire di una consulenza personalizzata

per il restyling del proprio CV. Un’altra iniziativa, precedente il Career day e ideata per dotare gli studenti e i neolaureati degli strumenti necessari per affrontare meglio l’incontro con le aziende, è stata “Preparati a Job@uniTS”, durante la quale gli studenti hanno ricevuto numerosi consigli riguardanti la redazione del Curriculum Vitae e della lettera di presentazione, i colloqui di selezione, il Self Branding; il Recruiting & Web e l’utilizzo dei social network nonché di tutti gli strumenti legati ai new media, in particolare LinkedIn e Facebook, per trovare un lavoro. L’incontro è stato tenuto da Tommaso Aiello, esperto di orientamento universitario e professionale e CEO presso Emblema, società di consulenza leader in Italia, specializzata nel campo del placement, del corporate recruiting, del trasferimento tecnologico e dell’employer branding, il cui obiettivo è la creazione di partnership tra università e aziende per supportare e ottimizzare i processi di selezione e

inserimento dei neolaureati nel mondo del lavoro, così come favorire la retention dei dipendenti già assunti. Nel corso della giornata sono stati toccati diversi temi, qui di seguito vi riportiamo un breve riassunto. Trovare un lavoro non significa semplicemente mettersi alla ricerca, ma è un percorso più impegnativo che si può riassumere in quattro punti principali: identificare il proprio obiettivo professionale e creare un piano d’azione per raggiungerlo; conoscere e padroneggiare gli strumenti per proporsi ai selezionatori; dimostrare di essere il candidato giusto e infine attivare tutti i canali di comunicazione disponibili per proporre la propria candidatura. È importante acquisire prima di tutto la consapevolezza delle proprie competenze, interessi e valori nel campo lavorativo, così come dei punti deboli su cui bisogna ancora agire, ma senza dimenticare il ruolo centrale che la motivazione svolge in tutto questo processo di selezione. A parità di competenze, infatti, sarà la moti-


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EVENTI

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vazione a fare la differenza. Altri segreti importanti sono la conoscenza delle prospettive occupazionali nel proprio settore e la comprensione del mercato del lavoro, che aiutano a definire il proprio obiettivo. Diventa quindi

conto! Esistono anche altri tipi di colloqui come l’Assesment Center, ovvero un colloquio di gruppo che prevede diverse tipologie di prove e test attitudinali ai quali i candidati sono sottopo-

lizzati, a siti web aziendali e soprattutto ai social network, tra i quali ricordiamo LinkedIn, la più grande rete professionale al mondo sul web, il cui profilo degli iscritti somiglia molto a quello di un CV. Questa rete

zione e focalizzando i propri obiettivi. Un atteggiamento che verrà maggiormente apprezzato rispetto a un comportamento più passivo in cui ci si abbandona agli eventi e alle situazioni di difficoltà, senza ottenere alcuna

essenziale comunicare al proprio selezionatore il motivo per cui si ritiene essere il candidato ideale per una determinata posizione attraverso lettera di presentazione (meglio se personalizzata) e il Curriculum Vitae. Da questi deve emergere il proprio obiettivo professionale ed è inoltre fondamentale curarne sia il contenuto, sia la forma. Dopo la telefonata da parte dell’azienda, si arriva al colloquio di lavoro, per il quale è sempre bene andare informati, conoscere l’azienda e farsi conoscere con entusiasmo, mentre è assolutamente sconsigliato dire o scrivere sul CV bugie sul proprio

sti; questi sono poi osservati dai selezionatori. L’Assesment spesso può durare una giornata intera, e solo alla fine c’è la possibilità di fare il colloquio, per cui è bene ancora una volta andare preparati e non considerare il tutto come una competizione. Nella seconda parte della giornata è stato spiegato il rapporto tra Recruiting & Web: la connessione al web ha modificato il modo di lavorare e di relazionarsi con gli altri e in questo modo anche i processi di recruiting sono cambiati. Oggi è possibile trovare lavoro anche grazie a motori di ricerca, a siti specia-

permette non solo di studiare i vari profili professionali e job title, ma anche di creare e promuovere il proprio profilo professionale, contattare gruppi, persone e aziende compatibili col nostro profilo, che potrebbero aiutarci nella ricerca di un impiego. Infine possiamo dire che l’atteggiamento giusto da adottare nella ricerca del lavoro è il cosiddetto Locus of control interno, vale a dire essere consapevoli e responsabili dei propri risultati, mettere in gioco le caratteristiche e capacità professionali usando tenacia, determina-

soddisfazione personale. Eventi come i Career day possono aiutare molto gli studenti. Già nelle edizioni passate molti di loro hanno trovato impiego grazie a questa iniziativa dell'Università di Trieste e auguriamo, quindi, a tutti gli studenti che hanno partecipato di cogliere presto i frutti dell'impegno mostrato, mentre invitiamo tutti coloro che si avvicinano alla laurea a non mancare alla prossima edizione! Martina Birritta Shady Kalbouneh


SPORT

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TRIESTE AFFERMATA ANCORA UNA VOLTA COME CITTÀ DELLO SPORT

Bavisela riuscita, tra sport e divertimento Sabato musicale e domenica sportiva. Alla maratona ha partecipato anche il gruppo del Fuorionda.

Three, two, one...go! Anche quest’anno grande appuntamento con la Bavisela Maratona d’Europa! Si è svolta lo scorso 6 maggio l’annuale edizione della Bavisela, il più importante evento organizzato dal Comune di Trieste.

Un po’ di storia... La “Bavisela” nasce nel 1994 quando si decide di creare una manifestazione di contorno alla regata di canottaggio annuale, che si svolgeva sul litorale di Barcola. Si pensò a una breve corsa fino al Castello di Miramare, ma in seguito la manifestazione si allargò a due e poi a tre percorsi, acquisendo sempre maggiore notorietà nel panorama europeo. Ancora una volta in migliaia hanno partecipato alla manifestazione più attesa dell’anno. Oltre 11.000 gli iscritti: 835 i maratoneti, 2360 gli atleti della maratonina e oltre 7500 i partecipanti alla non competitiva Bavisela Family. Maratona, mezza maratona e Bavisela Family: varie le soluzioni offerte per accontentare i più sportivi ma anche i meno allenati che, con l’intera famiglia o con la comitiva di amici, non hanno voluto perdersi una domenica così speciale. Le condizioni climatiche non sono state del tutto favorevoli, nuvoloso e uggioso per tutta la giornata, ma fortunatamente il forte temporale annunciato ha risparmiato i concorrenti. Tre percorsi, tre distanze che hanno permesso a tutti, secondo le proprie possiblità, di concedersi un po’ di sport e, perché no, di divertimento.

La maratona

Dopo mesi e mesi di allenamento, per gli atleti è giunto il grande giorno. Scattanti e pronti a partire già alle 9.00 del mattino. Per loro, l’obiettivo non era una semplice passeggiata domenicale, ma una sfida: percorrere i 42,195 km della 13a Maratona d’Europa nel migliore tempo possibile. La partenza per gli atleti era fissata a Gradisca d’Isonzo (GO) e l’arrivo, comune a tutti gli altri partecipanti, in Piazza Unità

d’Italia. A tagliare per primi il traguardo sono stati: il keniota Victor Kiprono Kimeli, sul gradino più alto del podio, con il tempo di 2h 17' 02'', l’italiano Migidio Bourifa al secondo posto con 2h 18’ 57’’ e a seguire il triestino Lorenzo Snidersich con 2h 36' 40''. Tra le donne hanno trionfato: la keniota Rebecca Jerotich con 2h 37' 10'' e le italiane Elisa Stefani con 2h 39' 46'' e Marilena Dall’Allanese con 3h 15' 08''.

Laura, Jennifer, Marina, Shady e Aris di Fuorionda nel parco di Miramare

Il lungomare di Barcola invaso dai partecipanti

La mezza maratona

È chiamata Maratonina d’Europa dei Due Castelli e giunge quest’anno alla sua 17a edizione. I corridori hanno affrontato una gara di 21.097 km con start a Duino alle ore 10.15 e arrivo in Piazza Unità. Il primo a concludere con successo i 21 km è stato il runner africano Salomon Yugo con 1h 02’ 46’’; grande soddisfazione per la vincitrice della mezza maratona femminile, Rosalba Console, atleta delle Fiamme Gialle (1h 11’ 23’’). I fuoriondini all'arrivo. Complimenti a Shady, il nostro Tesoriere!

La Bavisela Family

Consiste nella maratona non competitiva con partenza da Miramare. Con ritrovo alle 9.00 in Piazza della Libertà, i partecipanti più puntuali, a bordo dei bus navetta, sono arrivati a destinazione già alle 9.30 e si sono così concessi una passeggiata nel giardino del castello. Molti ne hanno approfittato per salutare conoscenti e amici e scattare foto, fieri della propria maglietta e del pettorale di gara. Muniti di T-shirt bianca, cappellino, zainetto e soprattutto di tanto entusiasmo, i 7500 iscritti hanno atteso con trepidazione il via alle 10.45. Al ritmo delle hit più note, hanno cantato, ballato, formando un’unica macchia bianca e lanciandosi il tradizionale pallone di gomma. Carichi per affrontare Sabato 5 maggio, alla vigilia della Bavisela, è stato organizzata una serata tutta particolare: concerto alle 21.00 della Sunrise Band, conclusosi con i tradizionali fuochi d’artificio. I giochi pirotecnici hanno sorpreso gli spettatori che, con gli occhi al cielo e in un’atmosfera di festa, si sono sentiti già proiettati alla tanto attesa “domenica della Bavisela”. Testimonial ufficiale della Bavisela 2012 è stato il campione olimpico Stefano Baldini. Sabato 5 maggio alle ore 15.00 fans e sportivi hanno potuto conoscerlo in un incontro aperto a tutti. un percorso di 7 km, al via si sono pian piano suddivisi: coloro che intendevano dedicarsi a una sana passeggiata hanno lasciato che i più allenati avessero spazio per correre verso la meta. Dopo poco più di un’ora molti erano già a ristorarsi al traguardo. Intorno alle 12.30 circa, tutti i partecipanti sono arrivati in Piazza Unità ad applaudire i maratoneti che intanto si accingevano a salire sul palco per la premiazione. La piazza gremita viveva un clima di festa. Ultima tappa: ritiro del pacco ristoro e della medaglia di partecipazione. Infine, ultimi scatti in ricordo di una giornata indimenticabile, connubio di sport e relax. Marina Napoletano


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UNIVERSITÀ NEL MONDO

INTERVISTA A CHAD, STUDENTE TAIWANESE A TRIESTE GRAZIE AD AIESEC

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Gli studenti in Taiwan si laureano prima Sussidi agli studenti con difficoltà economiche. Chad: «In Italia si lavora meno che in Taiwan»

Andiamo a scoprire l'università del Taiwan grazie a Chad, uno studente universitario taiwanese che è qui a Trieste per svolgere un progetto realizzato da Aiesec.

Cosa studi?

Ho appena finito la facoltà di fisica.

Devi fare un test d’ingresso per frequentare l’università?

In Taiwan ci sono test nazionali per entrare nelle università, uno studente può scegliere 100 facoltà e poi verrà collocato in quella di cui avrà raggiunto il punteggio.

Ci sono facoltà in cui si L'Università del Taiwan insegna in una lingua di- Avete anche studenti straversa dalla vostra lingua nieri? madre? Non nella mia facoltà. Sì certo, i nostri libri di testo Quanto costa l'università sono in inglese e alcune lezioni in Taiwan? sono svolte proprio in inglese. L'università pubblica costa circa 700 euro a semestre (per semestre noi intendiamo 4 mesi), mentre l'università privata costa il doppio di quella pubblica.

L'ateneo fornisce sussidi agli studenti?

Il logo dell'università taiwanese

Sì, di solito vengono premiati gli studenti meritevoli con voti alti, ma anche quelli che presentano difficoltà economiche, se dimostrano impegno nello studio. In genere i sussidi corrispondo a

una cifra di circa 300 euro per scontrato è che qui la gente tende semestre. a essere più gentile e più Per quanto riguarda Cosa fate nel tempo libe- affettuosa. gli studenti delle scuole superiori, ro? il loro livello di inglese Gli studenti generalmente trovo che essere migliorato, ma a fanno parte di club universitari dovrebbe parte questo trovo nei quali praticano sport e suona- italiani “very stylish”. gli studenti no strumenti musicali; al di fuori del mondo universitario, come Hai notato delle differenze tutti gli studenti del mondo, tra gli studenti italiani e escono con amici, hanno quelli taiwanesi? appuntamenti, vanno al cinema, Prendiamo per esempio gli stuvanno in locali dove si fa karao- denti universitari: noi in Taiwan ke e viaggiano. iniziamo l’università a 18 anni e Cosa ne pensi dell'Italia? ci laureiamo a 22/23 anni. Penso che in Italia le persone Quindi, in generale, gli studenti lavorino meno rispetto al Taiwan italiani sono più maturi dei coee sono quindi più rilassate. Una tanei taiwanesi. differenza positiva che ho riJennifer Mori

LETTERATURA

Con Dickens, alla riscoperta dei classici Letture adatte ai giovani del 2012. L'autore sa mantenere i temi attuali. I nostri consigli!

Hard Times, edizione inglese del 1870, pubblicato da Chapman and Hall a Londra e da D. Appleton and Co. a New York.

Non si tratta del romanzo più famoso di questo grande autore inglese, né del più riuscito, eppure si avverte già dalle prime righe che ci si trova di fronte a un classico. Mi sono sempre chiesta cosa distingua un classico da qualsiasi altro libro di narrativa e leggendo "Tempi difficili" mi sono fatta un’idea della possibile risposta. Innanzitutto l’abilità nel raccontare le storie domina sin dalle primissime pagine e qualsiasi cosa stia raccontando Dickens, ci cattura e non resta altro da fare che arrendersi al fatto compiuto e continuare a leggere. In secondo luogo l’atemporalità dei sentimenti umani: è indubbio che una storia ambientata a metà dell’Ottocento sia per un giovane lettore del 2012

un’esperienza sentita come decisamente anacronistica. Nonostante questo strato di polvere che si percepisce nella lettura, inspie-

Charles Dickens, di quest'anno ricorre il bicentenario della nascita.

gabilmente saltano fuori sentimenti familiari, attuali, quotidiani, che provocano nel lettore reazioni inaspettate, di grandissima empatia e autentico coinvolgimento. Un esempio è questa frase all’interno del romanzo, in cui si cerca di spiegare l’amore incondizionato di una sorella per il proprio fratello: “Ciò sembra insegnare due cose […] la prima che c’è al mondo un amore che non è affatto interesse personale, ma qualcosa di molto diverso; l’altra che questo amore ha un modo tutto suo di calcolare o di non calcolare, modo che, in una maniera o nell’altra, è difficile a spiegarsi […].” In questa frase si

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Locandina del film tratto dal romanzo.

cela uno dei misteri ancora irrisolti dal genere umano: è davvero possibile spiegare perché concretamente si ami una persona? In terzo luogo, a differenza della nostra modernità, così insicura e incerta sul futuro, così frammentaria e piena di “seconde possibilità”, i classici raccontano sempre storie dalle quali risulta subito chiaro che ciascuno di noi, nel corso della nostra breve vita, ha una sola possibilità di realizzare i propri sogni o di realizzare qualcosa in generale, una soltanto. Magari anche questa visione è spinta un po’ al limite, ma è anche vero che molto spesso non ci accorgiamo del fatto che stiamo prendendo le decisioni più importanti della nostra vita, perché convinti che tutto potrà essere cambiato con facilità. Tornando però al libro, Dickens è uno di quegli autori che, assieme a Dostoevskij, dovrebbe leggere qualsiasi studente di psicologia. Lo studio accurato delle persone è pregevole, e altrettanto abile la capacità dell’autore di tratteggiare un

ULTIMA

personaggio in pochissime righe. Dickens insegna a osservare: si ha l’impressione che in quelle 300 pagine abbia raccolto tutte le personalità umane, c’è la vedova di nobili origini rispettata solo per via della sua nobiltà, che recita piacevolmente la parte della vittima assegnatale dalla società, c’è il giovane banchiere ambizioso, il nobile figlio viziato e annoiato, l’uomo che si è fatto da sé e che non perde occasione per ribadirlo addirittura misconoscendo la sua stessa madre, il padre votato alla sola ragione, privo di sentimenti e tanti altri ancora. È un libro in cui manca l’amore, o meglio, c’è, ma nelle forme meno lineari. Troviamo l’amore idealizzato e sacro, l’amore egoistico e soprattutto tanta finzione, evidente denuncia da parte dello scrittore della società arrivista e superficiale dell’epoca, in cui contano più i fatti della realtà che i sentimenti. Infine, come tutti i grandi romanzi dell’Ottocento europeo, in primis quelli di Balzac, il vero protagonista del romanzo è la società e le barriere che essa crea nei rapporti tra gli esseri umani. Queste barriere che ci creiamo per proteggerci non mancano anche nel nostro presente e sarebbe interessante sapere se anche noi, come i protagonisti del romanzo di Dickens, avremmo il coraggio, giunti al limite delle nostre forze, di confessare davvero tutto, dal primo all’ultimo pensiero, tutto quello che ci opprime, che non ci permette di essere liberi.

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I frullati

frutta preferito e divertirvi a crearne di nuovi. Gli ingredienti di base sono sempre gli stessi: frutta, succo di limone, latte freddo e zucchero. Vi consigliamo per esempio il frullato di mela e banana, di mela e fragole, di pompelmo e kiwi o di fragole e yogurt.

Frullato di fragole e yogurt Frullato di fragole e banane

Ingredienti per 4 persone: 2 banane 2 vaschette di fragole il succo di mezzo limone 2 bicchieri di latte freddo ½ o 1 cucchiaio di zucchero (a seconda di quanto lo desiderate dolce) 3 cucchiai di giaccio tritato (a scelta) Preparazione: Sbucciate la banana, lavate e pulite le fragole. Tagliate la frutta a pezzetti e mettetela nel boccale del frullatore insieme al succo di limone, al latte freddo e allo zucchero. Frullate il tutto alla massima velocità, fino a ottenere un composto fluido e omogeneo. Versate nei bicchieri e servite. Se volete trasformare il frullato in un frappè, aggiungetevi 3 cucchiai di ghiaccio tritato. Giorgia Fava Esistono tanti deliziosi frullati, potete scegliere il vostro tipo di

La Vignetta

Ingredienti per 4 persone: 400 g di fragole 700 g di yogurt bianco 2 cucchiai di miele

Preparazione:

Lavate e pulite le fragole, poi tagliatele a metà. Mettete le fragole, lo yogurt e il miele (o lo zucchero) nel boccale e frullate. Solo quando il composto sarà ben omogeneo, il vostro frullato sarà pronto. Versatelo in 4 coppette e servitelo ai vostri amici. Marina Napoletano di Federico Furlan

Copertina dell'edizione italiana Einaudi

c/o Università degli Studi di Trieste Edificio L Piazzale Europa 1, Trieste

Caporedattore: Aris Milani Vicecaporedattore: Sara Paccagni

Revisori: Martina Birritta, Laura Gualeni Grafica: Aris Milani

Redazione: Marina Napoletano, Laura Villalta, Jennifer Mori, Marco Pippia, Jelena Radovanović, Giorgia Fava, Riccardo Diego Caulo, Giulia Querini

A questo numero hanno collaborato: Daniele Kovačić, Federico Furlan, Mattia Fadel, Marco Lunghi, Pablo Ritossa Serli Vieni a trovarci su:

Associazione Fuorionda

Presidente: Aris Milani Vicepresidente: Sara Paccagni Segretario: Valentina Babić Tesoriere: Shady Kalbouneh


Fuorionda n°5 - 2012