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I L GIORN ALE DELL'U N IVERSI TÀ DEG LI STU DI DI TRI ESTE

www.fuorionda.tk

Anno 201 2 - n° 1

Erdisu regionali verso la privatizzazione? Molinaro incontra gli studenti: "Diventerebbero una fondazione". CdS: "Vogliamo maggiori dettagli"

Editoriale di Aris Milani

Da quando il Fuorionda è nato nella mente di Alessio Glavina e dei suoi amici nel 2007, tanta strada è stata percorsa. Tanti i numeri pubblicati (che trovate nel nostro sito) e molte le persone unitesi al gruppo. Altrettante hanno proseguito per la loro strada. Il Fuorionda ha vissuto momenti entusiasmanti e lunghe pause, ma ora è tornato più in forma che mai e ha tutta l’intenzione di passare un 2012 strepitoso insieme ai suoi studenti dell’Università degli Studi di Trieste! La direzione in cui siamo andati negli ultimi mesi dell’anno già passato è stata quella di rendere molto più professionale il nostro lavoro di volontari nel giornale. Pertanto, in questo nuovo anno, ci stiamo impegnando per registrarci come testata giornalistica presso il Tribunale. E non solo! Ci impegneremo a uscire regolarmente ogni mese e a offrirvi tempestivamente le notizie più interessanti e qualche rubrica più disimpegnata, a migliorare la qualità dei nostri articoli, delle notizie e della nostra scrittura, a rendere Fuorionda sempre più bello, anche da vedere. Stiamo insomma imparando a diventare

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Trasporti

Durante un incontro tra l'Assessore Regionale all'Università e Ricerca Roberto Molinaro e i rappresentanti degli studenti delle Università di Trieste e Udine è stata confermata la voce di corridoio riguardo alla volontà da parte della Regione di trasformare gli Enti per il diritto allo studio in una fondazione privata. Secondo la Giunta regionale favorirebbe le entrate da privati e garantirebbe servizi migliori. Prevista anche la rappresentanza studentesca. Gli studenti chiedono "maggiori dettagli per poter esprimere un parere consapevole per il bene di tutti". Pagina 2

Estero

Università in Finlandia

Soppresso il TriesteLecce

In questo nuovo numero del 2012 Fuorionda intervista due amiche, entrambe iscritte all’Università di Helsinki, ma in facoltà diverse. Scopriremo il sistema universitario finlandese, le possibilità che offre e i segreti della vita universitaria finlandese, tra lezioni, poche ore di luce e tempo libero.

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Rosario Crocetta all'Università di Trieste

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Cinema

Trieste Film Festival: largo ai giovani

Extra-didattica

Reportage

Helsinki ­ Helsingin yliopisto

Pagine 6 e 7

Da Opicina a San Giovanni e Monte Spaccato

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ATTUALITÀ

DIRITTO ALLO STUDIO

Quale futuro per gli Erdisu?

Anno 2012 - n°1

Molinaro: "Saranno una fondazione". Gli studenti: "E i dettagli?"

Istituire una fondazione unica a livello regionale che si occupi di diritto allo studio. Questa è la proposta svelata dall'assessore all'Università e Ricerca, Roberto Molinaro all'incontro con la rappresentanza della componente studentesca regionale, tenutosi a Udine il 12 gennaio scorso. Presenti Alice Buosi (Presidente del Consiglio degli Studenti dell’Università di Udine e Presidente del Coordinamento Regionale per l’Alta Formazione), Jacopo Lillini e Alberto Fileti, rappresentanti in CdA Erdisu Trieste e Roberto Tomassoni, rappresentante in CdA Erdisu Udine, nonché Mattia Fadel (Presidente del Consiglio degli Studenti dell’Università di Trieste).

«I fondi sarebbero comunque garantiti»

Quest'ultimo ha dichiarato che Molinaro "ha saputo rassicurarci per alcuni aspetti, come il finanziamento al diritto allo studio che rimarrebbe invariato e per quanto riguarda la quota di studenti presenti in questa fonda-

«Rimarrebbero un terzo gli studenti in CdA» zione, pari a un terzo del consiglio di amministrazione, ma dall'altra parte abbiamo delle perplessità". Seppur matematicamente corretto che un unico presidente, un unico direttore amministrativo e un unico Consiglio d'Amministrazione costerebbero di meno rispetto ai due direttori, due vicedirettori e due CdA attuali, i dubbi derivano dal fatto che si tratterebbe di un ente privato che in questo caso perseguirebbe dei fini pubblici. Su questo argomento i rappresentanti stanno riflettendo. "Sarà effettivamente in grado di proseguire un fine pubblico, o col tempo virerà verso il tutelare particolari interessi privati? Non è detto che sia così ma noi dobbiamo tutelarci". Le parole di Mattia Fadel sono quelle di uno che vuole andare con i piedi di piombo, vista l'importanza dell'argomento e i risvolti sull'intera comunità universitaria. Ma vediamo di capire come sono andate le cose. La prima pro-

Jacopo Lillini, studente e consigliere in CdA Erdisu (Trieste)

Roberto Molinaro, Assessore regionale all'Università e Ricerca

posta disegnava l'assorbimento totale da parte della regione delle funzioni dell'E.R.Di.S.U. (scartata perché il livello di burocratizzazione degli enti non sarebbe migliorato), mentre la seconda proponeva alle due università di assumere parte delle competenze. Qui il rettore udine-

Interessi privati a scapito di quelli pubblici?

se Cristiana Compagno si era dimostrata disponibile, ma il collega di Trieste Francesco Peroni era contrario, per cui questa assimmetria ha fatto si che non si potesse procedere in tal senso. Secondo l'ultima proposta, un'eventuale fondazione privata snellirebbe i procedimenti burocratici, favorirebbe le entrate da privati, che diventerebbero soci della fondazione e siederebbero in assemblea. Altro punto di cui si sanno pochi dettagli. Quali sarebbero i ruoli precisi di CdA e assemblea dal momento che, ad esempio, la rappresentanza studentesca risiederebbe solo in CdA? Questi e alti interrogativi attendono una risposta per poter valutare bene la faccenda. "La nostra perplessità - dice Jacopo Lillini, rappresentante in

«Poco chiaro il ruolo dei privati»

CdA Erdisu di Trieste - riguarda l’apertura ai privati che verrebbe resa possibile da questo nuovo soggetto giuridico. In particolare, non risulta ben chiaro ad oggi il ruolo assunto dai privati all’interno di questa fondazione e ci preoccupa la possibilità che la loro partecipazione possa contemplare anche compiti decisionali ad ogni livello. Inoltre - ha proseguito Lillini - bisogna ricordare che a livello nazionale il Ministero non ha ancora comunicato l’indirizzo che intende seguire in materia di diritto allo studio. Sarebbe quindi opportuno attendere anche un’indicazione nazionale prima di avviare un

«Udine e Trieste hanno esigenze diverse» processo di tale complessità a livello regionale". Tra gli interrogativi espressi dai rappresentanti vi è anche la considerazione che Trieste e Udine sono due realtà universitarie che hanno esigenze diverse. Questo farebbe sì che un'unica fondazione renda poco equo il trattamento dei diritti e dei servizi agli studenti. Intanto, in una seduta del Consiglio degli Studenti prevista per fine gennaio, il tema verrà discusso assieme agli altri consiglieri. E la storia continua. Daniele Kovačić

Segue dalla prima giornalisti e, se mai ci arriveremo, a fare del nostro meglio per diventarlo. Forse la serietà che dovremo dimostrare toglierà un po’ di spensieratezza e creerà qualche tensione, ma è una scommessa che abbiamo deciso di fare e che vogliamo si percepisca dalle pagine di questo giornale. Dal prossimo numero il formato del giornale cambierà. In parte la decisione è frutto degli scarsi fondi che l’Associazione Fuorionda ha ricevuto nella ripartizione dei fondi per le associazioni 2012 del Consiglio degli Studenti (CdS), d’altro canto una versione cartacea più compatta sarà sicuramente un formato più pratico da leggere e da trasportare. L'ultimo anno è stato caratterizzato da diversi cambiamenti: i membri della redazione si sono rinnovati quasi completamente, portando nuova energia ed entusiasmo al nostro progetto. Siamo sempre alla ricerca di validi collaboratori. Crediamo che il punto di vista di ognuno sia prezioso per tutti e che solamente un giornale scritto da tutti gli studenti possa veramente dirsi di tutti gli studenti! Fuorionda augura a tutti un felice anno nuovo e tanti successi nello studio!


Anno 2012 - n°1

ATTUALITÀ

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DURO COLPO PER GLI STUDENTI FUORIOSEDE

Treni: ultima partenza del Trieste - Lecce Il viaggio diretto durava 13 ore. Adesso durerà 16 ore con svariati cambi. I "Freccia" troppo costosi

Questa volta è ufficiale: il treno InterCity Notte 778 TriesteLecce è stato definitivamente soppresso. Lo ha sancito Trenitalia con il nuovo orario invernale in vigore dallo scorso 13 dicembre, che vede eliminati i treni a lunga percorrenza. Il treno ICN Trieste-Lecce partiva ogni sera alle ore 19:46 in punto dalla stazione di Trieste centrale. Percorreva tutta la costa adriatica per raggiungere alle ore 9:30 del mattino successivo il capoluogo salentino. Esistente dal 2001, il treno ICN 778 offriva ai suoi passeggeri posti a sedere in prima e in seconda classe e cuccette letto. Se in prima classe era possibile viaggiare seduti comodamente in carrozze abbastanza pulite, fresche d’estate e calde d’inverno, in seconda classe era difficile sopportare il lungo viaggio: una volta era la luce a saltare, un’altra il riscaldamento. E si com-prendeva bene la rabbia dei passeggeri, che d’inverno dovevano affrontare la notte al freddo. Tuttavia, era da riconoscere la disponibilità e la capacità con cui il personale sistemava i passeggeri in altre carrozze e tollerava le loro puntuali lamentele. Così, per viaggiare in un

ambiente più caldo e avere a disposizione servizi puliti, molti studenti prenotavano un posto a sedere in prima classe, ma dulcis in fundo agli inizi del 2011 le carrozze di prima classe sono state eliminate. Nonostante i disagi che poteva presentare un viaggio in treno di 14 ore, il treno Trieste-Lecce era stracolmo di passeggeri in quasi tutti i periodi dell’anno, in particolare d’estate e prima delle vacanze di Pasqua e di Natale. In questi periodi bisognava affrettarsi a prenotare un posto a sedere con almeno tre settimane d’anticipo, per non rischiare di rimanere in piedi tutta la notte. Adesso chi vuole raggiungere la Firenze del Salento o città quali Ancona, Termoli, Pescara, Bari, e i paesi vicini, dovrà studiare tutte le combinazioni possibili e scegliere quelle più convenienti in termini economici e di tempo. Un’opzione (la meno costosa), sarebbe quella di partire da Trieste centrale alle ore 17:44 con un regionale veloce, arrivare a Mestre alle ore 19:37 e qui prendere un altro regionale veloce per Bologna. Arrivato a Bologna alle ore 21:48, il passeggero dovrà aspettare fino alle 23:05 l’InterCity Notte per Lecce.

Finalmente qui potrà salire sull’ultimo treno e, se tutto va bene, essere a casa, alle 8:30 del mattino successivo. Un’alternativa è quella di prenotare un posto sull’ICN in partenza da Trieste alle ore 21:54 e diretto a Roma Termini;

cembre i passeggeri, in partenza per le vacanze di Natale, hanno risentito della soppressione dei treni notte. Infine, non bisogna dimenticare la situazione che stanno vivendo al momento centinaia di dipendenti Trenitalia, licenziati

qui si dovrà aspettare dalle ore 6:20 alle 8:45 il treno Frecciargento per Lecce. In ogni caso, il viaggio sarà più costoso, più lungo e dunque più faticoso: 16 ore di viaggio rispetto alle 13-14 ore del treno diretto Trieste-Lecce. Il disagio per uno studente deriva anche dal dover attendere più ore in stazione spesso in tarda sera, per non parlare poi dei pesanti bagagli che sarà costretto a trasportare tra una coincidenza e l’altra. Già nello scorso di-

dopo anni di servizio sui treni a lunga percorrenza. È forte la protesta sindacale nelle maggiori stazioni ferroviarie, come Milano Centrale, Torino Porta Nuova e Roma Termini. Per ora c’è un’unica consolazione per gli studenti pugliesi dell’ateneo triestino: il primo volo diretto Trieste Ronchi dei Legionari – Bari a fine marzo. Marina Napoletano Sara Paccagni

IL COMMENTO

Trenitalia, "Bastardi senza gloria" Da tempo ormai Trenitalia sta attuando una politica antidemocratica di alti costi, non perché vi sia un costante aumento dei prezzi, ma per il fatto che il servizio offerto non corrisponde al prezzo pagato. Fondamentalmente i costi dei biglietti sono da considerarsi ragionevoli, soprattutto per quanto riguarda i treni regionali, se si pensa a quanto verrebbe a costare viaggiare da soli in macchina al giorno d’oggi. Vero è che non esiste un abbonamento vantaggioso per gli studenti che viaggiano abitualmente tra casa e università, oppure un’adeguata riduzione del prezzo in base all’età, come avviene in molti paesi europei. Tutto questo è dovuto alla non cultura del mezzo pubblico in Italia. Non trascurabile, il fatto che ci si imbatte in treni sporchi, la

maggior parte dei quali sono vecchi e trascurati, e la prima classe non si distingue molto dalla seconda. Alcuni non hanno né porte, né riscaldamento funzionanti. Di certo il personale adibito alla pulizia si impegna nel lavoro, ma di fatto non a sufficienza. Sicuramente è anche colpa delle persone che spesso non si comportano correttamente, per esempio mettendo i piedi sul sedile o sporcando i bagni. Il punto cruciale però sono i ritardi e gli scioperi. Le cause dei ritardi sono molteplici, come la scarsa manutenzione dei treni, le attese di coincidenze, il maltempo, l'alta affluenza di viaggiatori alle stazioni. Abbiamo i tassi di puntualità più bassi dell'Europa. Il susseguirsi dei ritardi e delle soppressioni portano ad un inutilizzo del treno da parte della popolazione. I viaggiatori costretti a

prendere il treno si lamentano, ma devono continuare a prenderlo, anche se sono sempre più delusi e innervositi. Gli scioperi creano notevoli disagi; certo, i dipendenti hanno una ragione per scioperare, cioè protestare contro l’ente Trenitalia, ma se da parte di questo ente vi fosse una buona organizzazione interna, i dipendenti non avrebbero motivo di lamentarsi e per i viaggiatori non si creerebbero difficoltà. Secondo la legge 12 giugno 1990 n. 146 nelle giornate di sciopero Trenitalia assicura servizi minimi di trasporto, predisposti a seguito di accordi con le Organizzazioni sindacali, ritenuti idonei dalla Commissione di Garanzia per l'attuazione della Legge 146/1990. Nel trasporto locale, in particolare, sono istituiti i servizi essenziali nelle fasce orarie di maggiore fre-

di Sara Paccagni quentazione. I treni che si trovano in viaggio a sciopero iniziato di norma arrivano comunque alla destinazione finale, se questa è raggiungibile entro un’ora dall'inizio dell'agitazione sindacale; trascorso tale periodo, i treni però possono fermarsi in stazioni precedenti la destinazione finale. Poiché in corso di sciopero potrebbero anche verificarsi variazioni non preventivabili (per es, modifica di itinerario per i treni a lunga percorrenza), i clienti sono costretti a prestare la massima attenzione ai comunicati diffusi nelle stazioni e dagli organi d'informazione. Tutto questo non porta che all’agitazione dei viaggiatori, ai quali nulla è assicurato, e siccome la ferrovia funziona se vi sono dei viaggiatori, speriamo che le cose con il tempo possano cambiare.


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CULTURA E SPETTACOLI

IL CINEMA EST-EUROPEO APPRODA NEL CAPOLUOGO GIULIANO

Anno 2012 - n°1

Trieste Film Festival all'insegna dei giovani

Dal 19 al 23 gennaio programma ricchissimo nonostante i tagli alla cultura. 43 pellicole in concorso

Elena Giuffrida e Annamaria Percavassi

trittici che vedi nelle chiese o nei musei, dove i tre dipinti non sono completi se presi da soli, ma solo quando vengono visti nel loro insieme”. Le tre storie affrontano la verità come viene riflessa da uno specchio incrinato. Si scopre qualcosa e poi si viene a sapere che potrebbe non essere la verità. “Majki non è un film sulla verità – ha detto Manchevski – ma sulla sua natura”. Il cineasta sarà presente a Trieste, dove terrà un'attesa masterclass il 21 gennaio.

Manchevski a Trieste

In chiusura, invece, il 25 gennaio, Odcházení (Partire), che porta la firma di Václav Havel, scomparso di recente. È un'opera cinematografica tratta dalla pièce teatrale omonima. Havel iniziò a scriverla nell’estate del 1989, prima dei rivolgimenti politici che lo portarono alla Presidenza della Repubblica Ceca. Il film è l'esordio alla regia cinematografica del geniale drammaturgo e politico. Racconta in chiave tragicomica la storia di un anziano signore che ha occupato a lungo la poltrona di Cancelliere, e ora che è stato esautorato non può accettare serenamente la nuova situazione, lo sgretolamento del suo ambiente e il vero volto della sua “corte” personale, oltre al fatto che si accorge di non conoscere le persone che lo circondano.

È giunto alla sua ventitreesima edizione e si svolgerà nel capoluogo giuliano dal 19 al 25 gennaio. È il Trieste Film Festival e risulta un'ottima occasione per conoscere da vicino il cinema dell'Europa centro-orientale. Le location sono il Teatro Miela e il cinema Ariston. Ogni anno centinaia di visitatori hanno la possibilità di vedere film che spesso sfuggono alle grandi sale, ma che sono comunque delle ottime pellicole. La rassegna è diretta da Annamaria Percavassi. Quest'anno il programma, che insieme ai tradizionali concorsi (lungometraggi, cortometraggi, documentari) darà spazio a omaggi, retrospettive, ma soprattutto incontri con gli autori, i registi, gli attori e tutti i protagonisti della settima arte, è davvero ricco, nonostante i tagli alla cultura. In apertura troviamo Milcho Manchevski, autore del suggestivo e premiatissimo “Before the Rain”, Leone d'Oro a Venezia nel '94 e nomination all'Oscar, che alla kermesse triestina presenterà “Majki” (Madri). Verrà proiettato al Miela la sera del 19 gennaio. Una sorta di trittico macedone che inizia come una fiction e si trasforma in un documentario. Per usare le parole dello stesso regista “è come quei

Ricordando Václav Havel

Premi e collaborazioni

Forte è la collaborazione con l'Associazione Corso Salani. L'omonimo premio è istituito in memoria del cineasta scomparso nel giugno 2010. Questi i finalisti che lo contendono: “La Fabril” di Caterina Gueli, “Materia oscura” di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti, “L’Ora blu” di Stefano Cattini, “Il passo” di Alessandra Locatelli, Francesco Ferri, Mattia Colombo e “TIR –

Scena dal film "Adieu N" di Barbara Vekarić

Milcho Manchevski

Corridoio 5” di Alberto Fasulo. Romania, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Croazia, Bosnia ed Erzegovina, Serbia, sono paesi chiave per un festival come quello triestino che si distingue dagli altri festival del panorama italiano. Otto lungometraggi e diciassette cortometraggi compongono la parte di prosa del programma, mentre i documentari sono ben diciotto.

I giovani

Il progetto "Eastweek" curato da Elena Giuffrida, giunto alla quarta edizione, rinnova il proprio impegno con le Scuole e le Accademie di Cinema dell’Europa centro-orientale, portando a Trieste una ventina di giovani registi, produttori e sceneggiatori e dando loro l’occasione di partecipare, oltre che al festival, ad incontri, seminari e proiezioni speciali. Visiteranno anche l'Università giuliana. Nuova opportunità anche per gli aspiranti filmmaker e videomaker: il festival, insieme a RadioInCorso e a BIP Computer – Apple Premium Reseller, organizza la prima edizione del “2 Days Short Contest”, un concorso estemporaneo di 48

ore, durante le quali ai partecipanti viene richiesta la realizzazione di uno spot di trenta secondi a tema. Tema, titolo e vincoli verranno comunicati solo il 20 gennaio alle ore 20.

Il cinema erotico

Tra gli eventi speciali di questa edizione, la serata “XXX rated” di sabato 21 gennaio al Miela; la TFF Dirty Night vedrà sul grande schermo Dad made dirty movie (Papà faceva film "sporchi") di Jordan Todorov, cronaca della storia e della vita di Stephen C. Apostolof, fuggito negli Stati Uniti dalla Bulgaria comunista, cristiano devoto e buon padre di famiglia, uno dei più famosi registi di cinema erotico degli Stati Uniti, unanimemente riconosciuto come il re del genere sexploitation. Il ricordo di A. C. Stephen occupa un posto di rilievo nel mondo dei B-movies: ed è firmata proprio da Stephen l'altra pellicola della notte, “Orgy of the dead” (L’orgia dei morti), del 1965, sceneggiatura dell'amico “Ed Wood” dal suo romanzo omonimo. Al Trieste Film Festival verrà presentato il 24 gennaio al Caffè Tommaseo il volume “Il coraggio della cinefilia. Scrittura e impegno nell’opera di Callisto Cosulich”, a cura di Elisa Grando e Massimiliano Spanu (edito da Eut – Edizioni Università di Trieste), la prima monografia dedicata alla sua opera completa. È il coronamento della rassegna di film scelti da Cosulich per la quarta puntata del progetto “Lo schermo triestino”, a lui dedicata nella scorsa edizione del Trieste Film Festival. Daniele Kovačić


Anno 2012 - n°1

LAVORO

POCHE E SEMPLICI REGOLE POSSONO DETERMINARE IL SUCCESSO

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Per non sentirsi dire "Le faremo sapere!"

Come fare per cercare un impiego stagionale all'estero. Un CVchiaro e senza errori è il primo passo Tutti noi studenti abbiamo immaginato almeno un volta di lavorare all’estero per un breve periodo, con l’intento di approfondire la conoscenza di una lingua straniera e certamente di vivere una nuova esperienza. Un lavoro estivo di pochi mesi si presenta come un’ottima possibilità. Tenendo presente che si tratta di un impiego stagionale e che l’obiettivo principale è quello di migliorare la lingua, è chiaro che non sempre si riesce a trovare un lavoro attinente all’ambito del proprio corso di studi. È necessario perciò un forte spirito d'adattamento per ricoprire mansioni diverse e adeguarsi a nuove situazioni. La consapevolezza di queste premesse permette di muoversi nella giusta direzione. Innanzitutto non bisogna dimenticare che, anche per ottenere un impiego stagionale, si devono affrontare vari colloqui, in cui è bene mostrarsi sicuri di sé, esprimersi in lingua nel modo più corretto possibile e presentare un curriculum vitae completo, privo di errori e facilmente leggibile. Prima di partire, è consigliabile fare un ripasso delle regole grammaticali, preparare una presentazione chiara e semplice di se stessi con i vocaboli a propria disposizione e infine redigere il curriculum vitae. È il biglietto da visita. È meglio farlo revisionare,

«Attenzione alla grammatica!» se possibile, da una persona madrelingua che si accorgerà di eventuali errori grammaticali e di battitura. Dal punto di vista del contenuto, dovrete invece essere voi a selezionare le esperienze lavorative e di formazione utili, in base alla mansione per cui vi candidate. Solo adesso ha inizio la fase più concreta: navigando sul Web si comincia a raccogliere informazioni, a scorrere annunci, a prendere nota di tutti i possibili contatti. A Londra, per esempio, esistono migliaia di "recruitment agencies", ovvero agenzie di selezione del personale. Esse fungono da tramite necessario tra chi cerca lavoro e le aziende, che si affidano sempre più spesso a queste agenzie per la ricerca

Studenti triestini durante un seminario su come scrivere un buon Curriculum Vitae

del personale. Uno studente che intende cercare lavoro a Londra può per esempio contattare dall’Italia una di queste recruitment agency e affidarsi a essa per la ricerca di un impiego. Esistono anche agen-zie italiane che lavorano con clienti principalmente italiani. È sufficiente consultare il loro sito internet oppure chiedere informazioni via mail per scoprire le varie soluzioni offerte. Le diverse soluzioni sono solitamente le seguenti: “lavoro”, “lavoro + alloggio”, “corso d’inglese”, “corso d’inglese + alloggio”. L’agenzia specifica fin da subito che il suo compito non è quello di trovare lavoro ai propri clienti, bensì quello di aiutare loro a cercarlo, fornendo loro vari colloqui. Ciò potrebbe sembrare ovvio, ma in realtà è spesso fonte di malintesi: molti ragazzi arrivano a Londra con la convinzione di avere già un lavoro e quando a volte, dopo due settimane di colloqui, si ritrovano senza un impiego, incolpano l’agenzia di aver sottratto loro soldi. Dopo aver compreso in cosa consistono le diverse soluzioni, si è in grado di compiere una scelta. Dall’Italia, ci si mette in contatto con uno dei responsabili e si procede al pagamento del pacchetto via internet. Una buona agenzia si occupa di

dare utili consigli sul tipo di lavoro adatto alle esperienze, alle qualifiche, al livello d’inglese del suo cliente, e anche sul modo di presentare sé stessi e il proprio curriculum all’azienda; si preoccupa di offrire svariati colloqui, affinché il cliente riesca alla fine a trovare un impiego. La pazienza e lo spirito d’adattamento sono certamente indispensabili per vivere al meglio questo tipo d’esperienza. Terminata questa fase, non resta che preparare le valigie e volare alla scoperta di nuove realtà. Non appena arrivati a Londra, ci si reca in agenzia. Se avete scelto la soluzione “lavoro+alloggio”, uno dei responsabili vi accompagnerà nella vostra

Adattamento e pazienza le chiavi per lavorare all'estero nuova casa. Qui ad aspettarvi ci saranno alcuni, a volte parecchi, coinquilini anche di diverse nazionalità (spagnoli, francesi o sudamericani). Dopo i primi giorni di conoscenza, ogni occasione sarà buona per organizzare barbecue, party o serate a Piccadilly e dintorni. Il secondo giorno di vita londinese, l’agenzia, con cui pian piano si instaura un rapporto di fiducia, fornisce il primo colloquio

da sostenere e tutte le informazioni sull’azienda, sul luogo e sul giorno e l'ora del colloquio. Esso consiste in una serie di domande sul curriculum e sugli interessi del candidato; alla fine verrà inoltre chiesto di compilare un’application form con domande dettagliate sul tipo di formazione e sulle motivazioni che hanno portato il candidato alla scelta di quell’azienda. Entro pochi giorni (3-5), l’azienda contatterà l’agenzia, che a sua volta comunicherà al suo cliente l’esito del colloquio e eventualmente la data della firma del contratto, che può avvenire anche il giorno successivo. Nel periodo estivo, c’è maggiore richiesta di personale italiano nei settori alberghiero e del turismo: i ragazzi italiani trovano spesso impiego presso ristoranti, alberghi, ma anche centri commerciali e sale giochi. La ricerca del lavoro tramite un’agenzia è solo una delle vie percorribili, che permette di avere già prima di partire un punto di riferimento nella città di destinazione e di sentirsi così un po’ meno disorientati appena atterrati nel nuovo paese estero. È un’esperienza che, seppur breve, è intensa e appagante: riesce a coniugare l’ambito formativo con quello professionale, e il lavoro con il divertimento. Marina Napolatano


UNIVERSITÀ N

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Fondata nel 1640 a Turku sotto l’impero svedese, l’Università di Helsinki (Helsingin yliopisto) è stata poi trasferita a Helsinki nel 1829. Oggi è la maggiore università del Paese con oltre 35000 studenti, 4 Campus e ben 17 sedi distaccate. Veronica Koverola

Abbiamo intervistato due amiche, entrambe iscritte all’Università di Helsinki. Scopriamo il sistema universitario finlandese, le possibilità che offre e i segreti della vita universitaria, tra lezioni, poche ore di luce e tempo libero. Veronica Koverola Helsinki Metropolia University of Applied Sciences Ingegneria Bioalimentare Età: 22 Melinda Koso Aalto University Scienze economiche Età: 22

Che cosa studi?

Studio Ingegneria Bioalimentare e sono specializzata nello sviluppo di nuovi prodotti e assicurazione della qualità. Il mio è un diploma di laurea triennale da 240 CFU totali. Frequento il quarto anno, che dovrebbe anche essere l’ultimo per me, ma mi laureerò il prossimo autunno con un anno e mezzo di ritardo. A breve inizierò a scrivere la tesi, ma non ho ancora trovato un argomento.

lezioni sono obbligatorie, in particolare quelle in laboratorio e quelle di lingue. Nelle altre università non sempre è obbligatoria la frequenza per superare gli esami e il curriculum è più flessibile rispetto al nostro, per es. è più facile frequentare corsi previsti nel curriculum di altri anni. I vantaggi di una UAS rispetto alle altre università sono sicuramente quello di avere un periodo di studi più breve (3 anni), molti corsi pratici (hands-on training) e know-how. In realtà ho scelto quest’università perché l’accesso era più facile. Ho provato i test d’ammissione per farmacia, ma non li ho superati. Non mi sono preparata abbastanza per l’esame, così sono andata alla Metropolia, altrimenti avrei perso un anno. Ma se io o i miei colleghi decidessimo di continuare gli studi, sarebbe sufficiente frequentare un corso di Laurea Magistrale in qualsiasi altra università.

Le vostre università prevedono esami o altri requisiti di ammissione? In quali facoltà è più difficile entrare? Sì, ci sono esami di ammissio-

INTERVISTA A VERONICA KO

Università made in Fin

Le UAS sono più orientate alla pratica e al lavoro. Hels l’Accademia delle Belle Arti e Giurisprudenza.

All’Università di Helsinki sono previste due lingue d’insegnamento (finlandese e svedese): perché svedese e non norvegese? C’è qualche legame con il contesto storico? Avete anche corsi in inglese? La Finlandia è stata per circa 400 anni sotto il dominio svedese, ecco perché è un paese bilingue. Inoltre, molti finlandesi hanno come madrelingua lo svedese di Finlandia (molto simile allo svedese, ma con alcune espressioni diverse). Il punto è che ogni finlandese ha diritto a un’istruzione nella sua lingua madre. Alcune università come la School of Economics - parte della University of Helsinki, aka. Aalto-university - chiamata Hamken e la Åbo Akademi a Turku, per fare un esempio, hanno corsi solo in svedese. Fin ora non abbiamo avuto corsi in inglese, ma solo qualche lezione, se il professore era straniero. Alcuni corsi nella nostra università sono però interamente in inglese, come quello di Ingegneria ambientale e per questo motivo sono frequentati anche da studenti di tutto il mondo.

ne in tutte le facoltà. I candidati Da dove provengono gli possono ottenere punti extra in studenti della tua universibase al risultato dell’esame di tà? Ci sono studenti che promaturità e, per coloro che hanno vengono da Paesi vicini? Per raggiunto il massimo alla maturità, c’è la possibilità di accedere «Ci sono esami di ad alcuni corsi di Sappiamo che studi alla direttamente laurea. Le facoltà in cui è più ammissione in tutte Helsinki Metropolia Uni- difficile entrare sono Medicina le facoltà» versity of Applied Sciences: (in particolare veterinaria),

qual è la differenza tra la tua università e le altre? L’Università delle Scienze Applicate è più orientata al lavoro? Quali sono i suoi vantaggi rispetto alle altre e perché l’hai scelta?

La differenza principale tra una UAS (University of Applied Sciences) e le altre università consiste nel grado di istruzione offerto. Mentre nelle UAS troviamo soprattutto corsi di laurea di primo livello, nelle altre abbiamo anche corsi di laurea di secondo livello. È assolutamente esatto dire che le UAS sono più orientate al lavoro e alla pratica. Infatti, abbiamo un orario più ridotto e molte

Università "Metropolia"

Helsinki ­ Piazza del Senato

esempio, spesso molti tedeschi dalla Germania vanno a studiare in Austria perché è più facile superare il test d’ammissione. Esiste un fenomeno simile da voi?

No, da noi questo non succede. Tutti gli studenti stranieri sono qui in scambio e provengono per es. da Russia, Germania, Sudamerica o Asia.

Melinda:

La maggior parte degli studenti della University of Aalto School of Economics provengono dalla Finlandia o dall’Asia. Molti finlandesi, invece, studiano in Svezia, ma non il contrario. Forse a causa del numero ridotto di studenti ammessi e dell’elevata competizione.

Quali sono i sussidi forniti


NEL MONDO

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OVEROLA E MELINDA KOSO

nland: bella esperienza

scoprire.

Melinda:

la maggior parte degli studenti stranieri che ho incontrato qui dall’Asia, in particolare sinki è quasi tutto il "giorno" al buio in questo periodo. vengono dal Vietnam o dalla Corea. Ho sentito anche alcuni studenti in francese e spagnolo, la sauna (un antico termine parlare ma formano una minoranza. finlandese) e la maggior

parte della popolazione ha la sauna in casa. È anche così nelle case dello studente o nelle palestre? Nella nostra palestra all’università non c’è la sauna, ma a casa sì! E siamo davvero fortunati ad averne una, perché è il massimo dopo aver fatto jogging all’aria aperta con -5°. Nella zo-

na del Myyrmäki, in cui vivo, ci sono due gruppi di residenze per studenti e nella mia c’è la sauna e anche un giardino tutto nostro!

Melinda:

dall’Università? Ad es. sovvenzioni statali, riduzioni sul costo dei trasporti, mense universitarie, case dello studente... Abbiamo una riduzione del 50% sul prezzo normale dei trasporti. Per esempio un “open re-

gional ticket”, che permette cioè di viaggiare quanto si vuole lungo le linee della città, per 2 settimane, costa circa 23 euro. Adesso non lavoro più a Helsinki, così con la riduzione pago solo 14,50 euro ogni 2 settimane e posso viaggiare per tutta Vantaa, la mia città e sede distaccata della mia Facoltà. Alla mensa della mia facoltà i pasti costano 2,5 euro. A Helsinki ci sono poche mense che offrono pasti a poco prezzo agli studenti muniti di card. Invece molte città sono fornite di numerose residenze universitarie. Anch’io vivo in una di queste: è un appartamentino per due persone di 45m2 ca. e l’affitto è intorno ai 475 euro mensili, incluso un posto macchina, internet e acqua. Vivo con il mio ragazzo e dividiamo le spese, così è molto più economico! Il nome della mia scuola è Metropolia e l’associazione studentesca si chiama Metka. L’associazione organizza in scuole diverse attività a poco prezzo per studenti come BodyPump, pilates, zumba ecc. Credo si paghi intorno a 45 euro per semestre, ma non ho mai partecipato.

nella maggior parte delle palestre universitarie abbiamo la sauna. Alcune case dello studente hanno una sauna comune, ma non per ogni appartamento (sarebbe un lusso troppo grande).

Ma parliamo un po’ del tempo e delle ore di luce. Quanto sono lunghe le giornate a Helsinki? Hanno qualche influenza sul vostro calendario accademico?

Beh, in questo periodo le ore di luce sono davvero poche. Da ottobre fino a inizio marzo è molto buio, ma questo non ha conseguenze sul nostro calendario accademico. Dal 22 dicembre le giornate hanno cominciato a diventare più lunghe. In questo periodo il sole tramonta alle 13.00 e alle 16.30 è completamente buio, mentre sorge alle

«In questo periodo il sole tramonta alle 13:00 e alle 16:30 è completamente buio, mentre sorge alle 9:30»

L’università finlandese è cara?

L’università è pubblica e viene pagata con una tassa. La borsa di Melinda Koso studio ammonta a circa 470 euro studentesca a Helsinki? mensili per nove mesi e occorre Esistono diverse associazioni, raggiungere un determinato nu- Metka è l’associazione della mia università. Non ne faccio parte, i suoi membri hanno riduzio«La borsa di studio ma ni sulla palestra e altri sconti, coammonta a circa me i biglietti per le feste. Esiste la KY, per gli studenti di 470 euro al mese» anche economia, che si riuniscono in club nel centro di Helsinki. Io mero di crediti a semestre per un faccio parte dell’associazione deottenerla. Per raggiungere l’inte- gli studenti ingegneria, che ha ro ammontare della borsa di stu- anche una dirivista “New engidio, il reddito annuo non deve neer” tradotta in inglese. Il costo superare 11.700 euro. Comunque per mantenersi durante gli studi è molto facile tro- «I membri delle vare un lavoro part-time. Di soli- associazioni hanno to gli studenti lavorano come cassieri nei negozi di generi ali- vari sconti» mentari. Io ho lavorato per tutta la durata degli studi. Prima a di iscrizione è di 45 euro e Finnkino (un cinema) e ora co- comprende l’assicurazione viaggi, me commessa in un negozio di la consulenza legale, le offerte di scarpe. In estate, invece, ho lavo- lavoro e molto altro. rato in un laboratorio doganale; Parlando di vacanze, quali da gennaio a maggio ho lavorato come tirocinante e poi sono ri- sono le mete preferite degli studenti finlandesi? masta per l’estate. Le crociere per la capitale Che cosa fanno gli studenti dell’Estonia, Tallin, e Stoccolma finlandesi nel loro tempo li- sono molto popolari. Io ho pasbero? E che cosa offre la sato ogni anno le vacanze sul città? Mediterraneo; ad esempio Usciamo con gli amici, faccia- qualche estate fa sono stata a mo sport e studiamo. E, so- Kos con la mia amica Minna e prattutto, facciamo festa! A l’anno dopo siamo andate a RoMyyrmäki abbiamo un centro di. commerciale, piscina con palestra e molti bar. Helsinki dista Olga Kocylowska solo 20 minuti per andare al ciMartina Birritta nema e divertirci.

C’è qualche associazione

9.30. In inverno sono stanca e senza energie 24/24 h, compromettendo, in questo modo, il mio successo all’università, la vita sociale e il lavoro.

La Finlandia è diventata una delle mete preferite per gli studenti Erasmus, a cosa è dovuto questo successo?

Sfortunatamente non ho incontrato studenti Erasmus, ma credo che vengano qui, perché l’istruzione finlandese è molto Forse per alcuni la La Finlandia è famosa per buona. Finlandia è un posto "esotico" da

Veronica Koverola in laboratorio


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SOCIETÀ

IlIl sindaco coraggio di cambiare le cose antimafia di Gela, Rosario Crocetta, all'Università di Trieste

Rosario Crocetta durante la conferenza

È stata dedicata al ruolo dei pentiti di mafia nella società e alla storia personale di Rosario Crocetta la conferenza voluta dall’associazione RUN FVG - Rete Universitaria Nazionale Friuli Venezia Giulia, tenutasi il 21 dicembre nell’Ateneo. Presente anche Marina Osenda, responsabile regionale dell’associazione "Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie". Tre le questioni toccate nel lungo racconto della sua esperienza, Crocetta, ex sindaco di Gela, ora deputato al Parlamento Europeo, troviamo il ruolo dei pentiti, tema centrale, ma non unico. Non si può, infatti, parlare di pentitismo isolatamente. I presenti hanno avuto modo di ascoltare storie di persone comuni, che devono interagire con la mafia, che vi aderiscono per poter vivere. E poi il rapporto tra Stato e mafia, nonché l’adeguatezza delle attuali normative riguardo ai collaboratori di giustizia. Crocetta ha tenuto a precisare la differenza tra coloro che sono realmente pentiti e i collaboratori di giustizia, che invece vengono

Veduta della città di Gela

accusati e acconsentono a collaborare con i magistrati. Brevemente sono state ripercorse le origini del fenomeno del pentitismo, a partire da Leonardo Vitale, pentitosi nel 1973, a seguito della conversione al cattolicesimo. La sua testimonianza è stata però screditata dalla condanna per seminfermità mentale e una volta uscito dal carcere è stato assassinato nel 1984, come dimostrazione di forza da parte dell’organizzazione mafiosa. Grazie ai pentiti lo Stato è venuto a conoscenza della struttura di Cosa nostra, rimasta oscura fino agli anni ottanta, quando Tommaso Buscetta assunse un ruolo chiave, decidendo di collaborare con la giustizia e interloquendo con Giovanni Falcone. L’episodio viene ritenuto di fondamentale importanza, perché è proprio da questo momento che si comincia a conoscere Cosa nostra e la sua organizzazione a cupola. Da allora i pentiti o collaboratori di giustizia si sono moltiplicati. Crocetta ha informato la platea di come lui stesso abbia contribuito a convincere a collaborare diversi membri di Cosa

nostra e di come si possa instaurare una reazione a catena a partire da una sola denuncia. Un esempio per tutti: l’ex sindaco, con i suoi interventi, ha ottenuto alla fine più di 900 arresti. Ampia parte della conferenza è stata destinata all’esperienza personale di Crocetta, che ha dedicato il suo incarico di sindaco alla lotta contro la criminalità organizzata nella sua città. Tra gli interventi realizzati, ha ricordato di aver creato a Gela una scuola per i minori a rischio, perché il contesto sociale è di fondamentale importanza per contrastare la mafia. Ma purtroppo solo le scuole non bastano e sono molteplici i fronti su cui bisogna agire per bloccarne l’avanzamento, con particolare riguardo al settore economico. Crocetta si sofferma in merito all’arretratezza economica del Mezzogiorno, sostenendo al riguardo che, senza le risorse sottratte dalla mafia, lo sviluppo del Sud sarebbe pari a quello dell’Italia settentrionale. Gli ultimi interventi sono dedicati invece all’espansione della mafia. È ormai dimostrato che il fenomeno della criminalità organizzata non è più circoscritto al solo Sud e Crocetta ha invitato a non chiudere gli occhi, portando esempi di denunce e inchieste che arrivano dal Nord, principalmente dalla Lombardia. Negli ultimi anni Cosa nostra non si è propagata solo nell'Italia settentrionale, ma anche all’estero. Con lo scopo di combattere le organizzazioni criminali di tipo mafioso a livello europeo, si è istituito nell’ottobre scorso il reato di criminalità organizzata, a seguito dei lavori della Commissione antimafia europea, fortemente voluta dallo stesso Crocetta. Una lezione di moralità quella di Crocetta, che ha insistito sulla scelta che era costretto a fare, dovendo rappresentare i cittadini. Come ha ricordato, si è trattato di una scelta ben consapevole dei rischi a cui sarebbe andato incontro, e che ancora oggi lo costringe a vivere scortato. Piuttosto che essere un “pupo”, prigioniero della mafia e avere una libertà solo formale, Crocetta ha invece scelto di combatterla, in nome dei valori di giustizia, di libertà, di dignità. Continua a definirsi una persona normalissima, molto semplice, con le paure di ogni uomo. Ha

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Rosario Crocetta Nasce a Gela nel 1951. Si candida con un’alleanza di centro-sinistra ed è eletto sindaco della città nel 2002. Deputato al Parlamento Europeo dal 2009 (Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici). Cattolico praticante, animalista convinto, parla quattro lingue: italiano, inglese, francese e arabo. Ha pubblicato il libro “Io ci credo - Gela, città della legalità” dove racconta la sua esperienza. Dal 2003 vive sotto scorta. Tommaso Buscetta È chiamato “boss dei due mondi”, per aver svolto attività criminali in Sud America e negli Stati Uniti. Negli anni ’80, collaborando con Giovanni Falcone, ha svelato ai magistrati l’organizzazione di Cosa nostra, a seguito dell’arresto e per vendicarsi della morte dei familiari nelle guerre di mafia. È morto a New York nel 2000. Leonardo Vitale È considerato il primo pentito per motivi di coscienza. Nel 1973 denuncia diversi boss mafiosi. Sconta undici anni tra carcere e manicomio criminale. Nel 1984, uscito dal carcere, viene ucciso dalla mafia per vendetta. La sua storia è raccontata nel romanzo “L’uomo di vetro” da cui è tratto il film omonimo. "Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie" Come si definisce nello Statuto, è “un’associazione di promozione sociale”, nata nel 1995. Si batte in diversi campi del sociale per diffondere una cultura antimafia basata sulla legalità e sulla giustizia. A tutt’oggi coordina più di 1500 persone tra associazioni, gruppi e scuole.

scelto di fare il sindaco e di rispettare quel dovere derivato dal patto fatto con gli elettori che gli hanno dato fiducia, nonostante le minacce di morte e i tentativi di attentato subiti. Il messaggio è chiaro: bisogna decidere da che parte stare, se onorare il dovere di cittadini e far trionfare la giustizia o continuare a consentire le disuguaglianze, le prepotenze, le illiceità. Laura Villalta


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REPORTAGE

DALL'ALTO UNA SPLENDIDA VISTA SU TRIESTE

Bellezze del Carso a prova di studente

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Partendo dall'Università dal lato di San Giovanni verso Opicina, passando per Monte Spaccato Guardando verso est dall’Università, vi siete mai chiesti se esiste un sentiero che passi sopra la cava che si vede incastonata nel Monte Calvo Goli Vrh? Uno dei più grandi sentieri ad anello che si possono percorrere a nord del centro urbano di Trieste vi porterà proprio presso l’Ex Cava Faccanoni, dalla quale potrete ammirare Trieste in tutto il suo splendore, soprattutto nelle ore che precedono il tramonto. Partendo da Piazzale Europa si scende spediti verso San Giovanni, per poi risalire in località Guardiella. Dopo aver attra-

versato la SR 14 - Strada per Basovizza, si imbocca l’antica strada romana che collegava Tergeste Trieste ad Aemona Ljubijana, segnata come sentiero C.A.I. n°11. Dal Valico di Monte Spaccato Drašca vrh si prosegue per il sentiero n°18 Passeggiata Derin Vertikala, passando appunto proprio sopra l’Ex Cava Faccanoni. Questa è la zona in cui nel XIX sec. si iniziarono i primi rimboschimenti ad opera degli austriaci: infatti, lungo il sentiero si trovano i cippi in pietra con il nome del vecchio proprietario e con l’anno del rimboschimento (Bosco Rossetti, Bosco Derin, Bosco Rossipal, Bosco Venezia, ecc). La flora è rigogliosa e la fauna abbondante: se siete fortunati potrete trovare anche le piste che scavano i cinghiali con il naso sul sentiero e nel bosco in cerca di radici. Proseguendo per il Valico di Trebiciano Trebenski vrh per la Sella di Banne Banovski vrh, potrete scegliere diversi percorsi, vista la ricchezza di sentieri secondari nella zona. L’anello continua fino all’Obelisco di Opicina Openski vrh; da qui si può ridiscendere in Università da Via Commerciale o da Strada Nuova per Opicina.

I sentieri sono puliti e ben segnati. Numerosi tabelloni informativi della Regione FVG vi accompagnano nel percorso e vi informano su quello che state o potrete vedere. Anche in caso di borino la zona è soleggiata e abbastanza riparata, sopratutto

nelle ore pomeridiane. Il percorso misura da Piazzale Europa all’Obelisco di Opicina 9 km, con un dislivello di 400 metri ca. ed è indicato anche per escursionisti principianti, podisti e mountain bikers. Aris Milani

Foto: - in alto il sentiero che porta al monte; - a sinistra l'insegna che testimonia il toponimo "Monte Spaccato"; - in basso una veduta della città di Trieste.


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Smitizzando

PROSA

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eroi, re, condottieri, politici vengono presentati durante l’ “esame” più difficile della loro vita. Ehm, volevo dire morte. Al cospetto di San Pietro in persona devono dimostrare di meritarsi l’ingresso in di Duke Gordon Paradiso. Dov’è dunque il divertimento? Nel fatto che l’ “esaminato” non viene mai chiamato per nome. Sta dunque al lettore Premessa Smitizzando, voce del verbo “smitizzare”, cioè rendere più umani, aguzzare l’ingegno e seguire passo passo gli indizi abilmente disseridimensionare, togliere il piedistallo da sotto i piedi a personaggi minati nella narrazione, per indovinare di chi si sta parlando. mica da poco. A metà tra gioco letterario e didattica storica, l’intento è divertire e divertirsi a decostruire e analizzare alcune tra Chiara Ciolfi, studentessa di Storia dell'Arte dell'Università La le figure più rappresentative della Storia con la “S” maiuscola. I vari Sapienza di Roma

Capitolo primo -...Dunque dunque, vediamo. Il prossimo! Noto una certa spavalderia nel portamento, sempre fedele alla sua fama. Però lo facevo più alto. -Sua Santità Eminentiss... -Mi chiami pure Pietro, facciamo prima. Un attimo solo... Devo controllare.[perplessità] Lei, da seduto, non riesce a toccare terra con i piedi. E a cavallo come faceva? -[ghigno] Beh, ma il cavallo mica dovevo spingerlo con i piedi. Bastava essere bravi a governarlo. -Faccia meno lo spiritoso, le faccio notare che questo colloquio le permetterà, o meno, di attraversare quella Porta. Mi dica, per quale motivo dovremmo accettarla in Paradiso? -Mi sembra talmente ovvio, ho fatto la storia! -Ma va’? E cosa intende con "ho fatto la storia"? -Sono stato un grande condottiero, ho portato la mia Nazione a dominare in Europa. E pensare che quando studiavo alla Scuola Reale tutti mi prendevano in giro per il mio accento. Hanno dovuto ricredersi! -Il più grande condottiero eh? -Sì il migliore! -Scusi, ma la flotta affondata al largo delle coste egiziane dall'Ammiraglio Nelson, chi la comandava? -Sì va beh, la flotta era la mia, ma non la guidavo in prima persona... -E la campagna di Siria? Non mi trovi altre scuse. -Quel governatore d'Acrì, che sia maledetto. -Bene, le ho già citato due fallimenti, devo continuare? -Non ho mai fallito io! Perché non cita i miei successi? Sono numerosissimi. Imperatore di Francia, Re d'Italia... -Dunque, dunque... Ah sì, lei è diventato Imperatore di Francia, Re d'Italia, nazione che ancora non esisteva.

-[perplesso]Ho sconfitto i piemontesi, ho costretto gli austriaci a rintanarsi a Vienna e a firmare la tregua a mio favore. -Mi dice come ha fatto a proclamarsi Re d'Italia il 26 maggio 1805, quando l'Italia nacque nel 1861!? Tra le sue doti strategiche c'è anche quella di viaggiare nel tempo? -Come non esisteva l'Italia!? -Eh no, si è incoronato monarca di un Paese che sarebbe nato solo 60 anni più tardi. -Ah. In effetti è curioso... Ma l'Italia non arrivava fino a Roma? Perché fino a lì era tutto mio. -Mi creda, 200 anni dopo di lei, in molti vorrebbero che l'Italia finisse ben prima di Roma. -Ah, è tornato l'Impero Francese? -No, per fortuna no, ma lasciamo perdere. Lo sa che ha proprio un accento strano? -Anche lei ci si mette? Da ragazzino mi tormentavano per come parlavo. Molti si sono ritrovati senza testa, così imparano. -La smetta, guardi che peggiora la situazione con questi commentini. Piuttosto, lei è basso, dire che parla in modo buffo è

un eufemismo, non è proprio bellissimo... -Ma scherza? Ero attorniato da donne stupende che mi desideravano. -Desideravano lei o il suo potere? E poi con l'igiene dei suoi tempi, non mi vanterei tanto delle sue conquiste. Cos'è quel sorrisetto? -Sto pensando a certi momenti con Giuseppina. Deve sapere che alcune notti... -Non mi racconti i particolari, per cortesia, che ho mangiato da poco... Dicevo che l'avrei immaginata un bel fusto, intrigante d'aspetto e non un nanerottolo, anche un po' tarchiatello a dir la verità... -Eh, il potere e le vittorie alla lunga logorano. -Sì, ma vedo che non fanno passare l'appetito. Mi tolga un'altra curiosità. Da quando è entrato tiene la mano destra al petto. Sta nascondendo qualcosa? -Nooo, niente! -Su, faccia vedere, cosa tiene dentro il taschino... Un pettine!? Ma se ha pochi capelli, cosa se ne fa!? -Eh ma noi personaggi di un certo livello dobbiamo avere cura del nostro aspetto. Non le piace il mio ciuffo? -Guardi, le risparmio i commenti visto che siamo nel luogo Santo per eccellenza. Comunque non perdiamo altro tempo... -Ma qui il tempo mica esiste. -Continui a interrompere e la spedisco a pulire le scale del Purgatorio. E comunque, mica posso rimanere qui in eterno, le vacanze le faccio anch’ io, cosa crede? -Saint Tropez? -Secondo lei, mi trovo in Paradiso, sono il braccio destro del Figlio di Dio, potrei avere tutto e dovrei andare in vacanza a Saint Tropez? Suvvia. -Non posso darle torto. -Ma da ragazzo non le hanno insegnato la geografia? Nessuno le ha mai detto niente in merito? -Lo dice a me, io conoscevo benissimo i confini del mio Impero, che si espandeva a macchia d'olio.


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-Ecco fenomeno, visto che era tanto sapiente, mi spiega come mai la Campagna di Russia l'ha fatta in autunno inoltrato, con l'inverno alle porte, sapendo di quanti gradi sotto lo 0 potesse scendere la temperatura? [...] Non mi dica che non ci aveva pensato... -Non pensavo facesse così freddo. -Ma i russi sono stati gentili, hanno pensato a come scaldarvi .[risatina] -Si diverta pure, ma questi vigliacchi si erano ritirati, non si fa così. L'avversario si affronta, non s'inganna. -Non se la prenda, è inutile recriminare, ormai è andata. Però ammetto che è stato precursore dei tempi: voleva l'Europa Unita e l'hanno realizzata 200 anni dopo. -E' tornato l'Impero Francese! -La smetta, NO! C'è una comunità a cui partecipano gli stati economicamente più stabili... -Ah, ci sarà stato sicuramente qualche generale capace... -Nessuna guerra, tutto a livello diplomatico e, possiamo dire, civile. -Niente guerre o spargimenti di sangue. Ma si sono rammolliti tutti? -I tempi cambiano mio caro, mica come ai suoi, che facevate la guerra con i soldatini. Avevate fucili che due volte su tre vi scoppiavano in mano... -Ma avevamo delle grandi strategie! A Marengo, contro gli austriaci, mi davano per spacciato, ero solo contro tutti e li ho sbaragliati tutti io! -Ma se deve ringraziare l'intervento del Generale Desaix, lei era già pronto alla ritirata. -Ma Desaix era alle mie dipendenze... -Sarà, ma sul campo lei stava perdendo. -Austerlitz. Pietro, neanche lei avrebbe vinto, lo ammetta. Dia a Cesare quel che è di Cesare... -Intanto non si appropri di frasi altrui, anche perché quello che l'ha pronunciata lo conosco abbastanza bene. Sì, devo farle i complimenti, lei ha vinto alla grande. Però non ha mai imparato l'inglese... -[paonazzo] Gli inglesi! Stolti! Non sono mai stati in grado di affrontare una guerra, se non per nave. Non hanno mai attaccato, si sono sempre difesi! Sfido io! Non confinano con nessuno, se non con quegli ubriaconi d'irlandesi! Comunque, la battaglia nei mari inglesi l'aveva persa Villeneuve. Quindi cancelli pure nel mio Curriculum la voce Trafalgar.

PROSA -Scusi lei non era Imperatore blablabla? Quindi le decisioni le prendeva lei. -Sì, ma io in quella battaglia non c'ero. Stavo espandendo i confini via terra... Ah, Austerlitz! Il mio capolavoro! Mi commuovo ancora al pensiero. Austriaci e russi quel giorno capirono chi ero! -Va bene, si lodi pure. Tanto alla fine perse. Poteva accontentarsi di quello che aveva conquistato e invece... -Dovevo andare avanti ormai. Alea iacta est. -Senta anche quella frase non è sua, non si pavoneggi. Alla fine le battaglie decisive le perse tutte. -Avevo contro tutta l'Europa, dannazione. E poi mi scusi, ma se avevo dei generali idioti è colpa mia? Quel Grouchy, spero di ribeccarlo dopo, che vorrei dirgli due paroline. Una cosa doveva fare, sconfiggere quei birraioli di prussiani e cosa fa quell'imbelle? Fa fuori solo la retroguardia. Vatti a fidare di questa gentaglia di città. E per inciso Wellington era un idiota. Non avrebbe saputo nemmeno addestrare un cane, figurarsi un esercito. -Però a Bruxelles la stanno ancora aspettando per cena. [risata sarcastica] -Continui a infierire. Ma se i prussiani fossero stati annientati come da me previsto, a quest'ora le assicuro che non parlerebbe così. Avrei dovuto fare tutto da solo, me lo sono ripetuto per il resto della vita.

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-Quindi se fosse stato un genio, non avrebbe fatto tutti questi errori, e soprattutto non l'avrebbero lasciata morire solo come un cane... -Come si permette!? Le devo ricordare con chi sta parlando? -Le devo ricordare per chi sto parlando io? Su torni a sedersi, anche se non c'è molta differenza a dire il vero... Dove sta andando? Forse non ha capito che non c'è alcuna alternativa migliore a questa Porta. Bravo, vedo che sa anche obbedire, pensavo se ne fosse dimenticato. Su, su non faccia l'offeso. Senta mi ha convinto, può entrare, però eviti di fare il bulletto che qui non le crede nessuno. -Però voglio anche il mio cavallo... -Qui? -Sì, senza il mio cavallo non mi muovo! Il mio regno per un cavallo! -Senta, primo: anche questa frase non è sua; secondo: si calmi; terzo: guardi che il suo cavallo è entrato da un bel pezzo. -Ma come!? Il cavallo è già dentro e io no? -Scusi, ma che colpa ha il suo cavallo? E ora vada, prima che cambi idea, forza entri... E non si dimentichi il cappello, quella pettinatura è meglio che la nasconda. -Allons enfants de la Patrie... -[battendosi la mano sulla fronte] Ah, incorreggibile...Il prossimo!b


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ULTIMA

La focaccia pugliese

Per 4 persone Tempo di preparazione: 50 minuti circa Tempo di cottura: 30 minuti circa Cottura: a 180°C in forno ventilato

Questo mese Fuorionda vi regala la ricetta della tipica focaccia pugliese! Non appena la degusterete, vi ritroverete immersi nei sapori unici di questa terra! Preparazione: Sbucciare le patate e lessarle in 750 ml d’acqua. A cottura ultimata, schiacciare con una forchetta. Conservare l’acqua di cottura delle patate. In una ciotola abbastanza grande per impastare, versare la farina e poi le patate schiacciate. Aggiungere 6 cucchiai d’olio extravergine d’oliva, il lievito sciolto in 150 ml d’acqua di cottura delle patate, poi il sale grosso e infine lo zucchero. Impastare e poco alla volta aggiungere l’acqua calda di cottura delle patate (se questa non è sufficiente, aggiungere ancora un po’ d’acqua calda del rubinetto), in modo da ottenere un composto omogeneo. Trasferire l'impasto in una teglia da forno, unta con gli altri 2

La Vignetta

Ingredienti: - 500 g di farina 00 - 3 patate di media grandezza - 1 l d’acqua - 8 cucchiai d’olio d’oliva - ½ cubetto di lievito di birra - 1 cucchiaino di sale grosso - un pizzico di zucchero - 15 pomodorini ciliegino - sale fino - origano

cucchiai d’olio. Stendere l’impasto con le mani e condire la focaccia con i pomodorini tagliati a metà, origano, sale e un filo d’olio. Coprire la teglia con la carta alluminio e avvolgerla in una tovaglia, in modo che la vostra focaccia conservi il calore necessario per lievitare. Conservare in un ambiente caldo per almeno 1 ora. Infornare a 180°C per 30 minuti circa. Calda, soffice e croccante, è una delizia per il palato! Marina Napoletano di Thomas Zanello

Caporedattore: Aris Milani Vicecaporedattore: Sara Paccagni

c/o Università degli Studi di Trieste Edificio L Piazzale Europa 1, Trieste

Redazione: Marina Napoletano, Laura Villalta, Olga Kocylowska, Jelena Radovanović

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Oroscopo

a cura di Olga Kocylowska

Ariete: Tiriamo le somme del 2011 per gettare le basi per il 2012. Soddisfazioni studio-lavorative in vista. Raggiungerai ottimi traguardi a partire dai prossimi esami. Non accontentarti del 18. Toro: Salutati amici e parenti si torna a studiare con la pancia piena dopo le festività. Ti aspetti molto da questo 2012, ma prenditela con calma e non forzare troppo la mano, soprattutto in campo sentimentale. Gemelli: Il freddo di questi primi mesi del 2012 non rende giustizia ai tuoi buoni propositi. Aspetta gli alberi in fiore che spianeranno la strada a nuove avventure per il tuo spirito libero. Cancro: Nel tuo dna esiste un equilibrio perfetto tra dovere e piacere. Ma ora tocca dedicarti interamente allo studio. Forza e coraggio! Le belle serate con gli amici non mancheranno di certo nel 2012. Leone: Leone! I tuoi piani per questo nuovo anno sono ambiziosi, ma non per questo sono meno fattibili. La tua calma, che nasconde una forte determinazione, ti sarà d’aiuto a collezionare più 30 di quelli che ti aspetti. Vergine: Per questo 2012 approfitta dei saldi per rifarti il guardaroba, perché potrà fare la differenza! Tu che ami la bellezza, punta su uno stile sobrio ed elegante per un tocco di professionalità durante gli orali. Bilancia: Non farti sfuggire nessuna opportunità in questo 2012. Carpe diem, bilancia! Fa’ dei bandi di concorso il tuo pane quotidiano; stages, tirocini, erasmus ti permetteranno di continuare gli studi con rinnovato entusiasmo. Scorpione: Il 2012 è l’anno dei chiarimenti. Ti trovi a compiere delle scelte dure che affronterai egregiamente con l’impegno e i consigli delle persone di cui ti fidi. Sagittario: Qualcuno diceva: “l’ottimismo è il profumo della vita”. Tu l’hai trasformato nella tua filosofia. E questo 2012 sarà la conferma che, con il tuo modo di fare e il tuo sorriso, farai la differenza. Capricorno: Da quanto tempo è che non ti prendi una vera (e non contano le feste natalizie) vacanza? Tu che non ti risparmi nello studio e nell’amore, quest’anno hai un solo dovere: prenotarti una vacanza last-minute… respira l’improvvisazione. Acquario: Questo è il tuo anno! Non ci sarà esame che tenga. O ragazzo/a che ti resista! Non sarai un re, ma l’imperatore del mercoledì sera. Ma non montarti troppo la testa, perché anche il miglior oroscopo può sbagliare. Pesci: Essere il primo del corso non è di certo il tuo obiettivo, ma la passione per lo studio ti porterà a dover fare i conti in estate solo con le vacanze al mare, tanto sarai avvantaggiato!

Revisori: Martina Birritta, Laura Gualeni Grafica: Aris Milani

Associazione Fuorionda

Presidente: Aris Milani In questo numero hanno scritto: Daniele Vicepresidente: Sara Paccagni Kovačić, Thomas Zanello, Duke Gordon, Segretario: Valentina Babić Martina Birritta Tesoriere: Shady Kalbouneh Vieni a trovarci su


Fuorionda n°1 - 2012