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UniversitĂ IUAV di Venezia FacoltĂ  di Architettura

Flavio Augusto Sousa Monteiro

Architetture per un centro storico multifunzionale Introduzione e contributo ad un intervento urbano

Tesi di Laurea Specialistica Architettura, indirizzo SostenibilitĂ

Ottobre 2012


Università IUAV di Venezia Facoltà di Architettura

Flavio Augusto Sousa Monteiro

Architetture per un centro storico multifunzionale Introduzione e contributo ad un intervento urbano

Tesi di Laurea Specialistica Architettura, indirizzo Sostenibilità Relatori Professore Architetto José Gigante (FAUP) Professore Architetto Roberta Albiero (IUAV)

Ottobre 2012


Architetture per un centro storico multifunzionale I N D I C E

Introduzione 1. La zona portuaria e mercantile di Vila 2. Le cantine di Vino di

Nova de Gaia

Porto

2.1 Le architetture delle cantine. 2.2 Struttura e modellazione delle cavi. 2.3 Materiali di costruzione ed elementi d’identità architettonica.

3. Utilizzare e ri-utilizzare

3.1 3.2 3.3 3.4

Le cantine non occupate. Strategie e intenzioni. Iniziative in corso. Gli investimenti delle imprese di vino di porto nel processo di riabilitazione del centro storico.

4. Funzionalizzazione e destinazione d’uso

4.1 La funzionalizzazione del centro storico al fine di valorizzare e potenziare le grandi risorse socio-economiche. 4.2 Decentramento. 4.3 La crescita del Turismo e influenze nel settore alberghiere. 4.4 Applicazione e continuita’ di un turismo responsabile .

5. Introduzione al progetto e intervento urbano

5.1 Posizione e contesto urbano dell’area di intervento. 5.2 Descrizione e motivazione del progetto. 5.3 Tabella delle superfici.


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fig.1 | Il fiume Douro e il centro storico di Porto (Sito Patrimonio dell’Umanità, UNESCO) La città si presenta differente a chi viene da terra e a chi dal mare1

Questo lavoro propone di introdurre e analizzare la zona mercantile e centro storico di Vila Nova de Gaia, prendendo come presupposto le cantine del vino di Porto e l’importanza che aveva nel consolidamento della forma urbana di quella zona, ovvero la zona ribeirinha. La ricerca consiste nel trovare nuove flessibilità per usi innovativi continuando però a mantenere le varie tipologie di cantine, fondamentali per mantenere l’identità del luogo. Le cantine devono continuare a ricordare la loro iniziale natura, cioè quelle di essere le architetture del vino, ma con funzioni diverse, in quanto appartengono ad un antico porto che non è ne può essere monofunzionale, bensí aperto a orizzonti innovativi.

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ITALO CALVINO, 1972: 17-18


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Introduzione

L’immagine del centro storico di Vila Nova de Gaia è fortemente collegata con le cantine del Vino di Porto. Lo stoccaggio lungo la pendenza del territorio si oppone a un asse dinamico in riva al fiume(ribeirinha), dove i viaggiatori sono attratti a visitare la parte turistica delle cantine e il loro museo. Il collegamento attraverso i ponto che sovrasttano il fiume con il lato opposto, ovvero Oporto intensifica questa routine e continuità. Oporto è una città con soli sei ponti(di qui uno dismesso) che collegano a Gaia, e, ancora oggi, proprio a causi di questa limitazione si programma la possibilità di aumentare il numero di queste connessioni tra i due argini. Per un solido sviluppo di questo antico porto monofunzionale è necessario trovare l’equazione giusta per continuare a mantenere l’identità del luogo rivolta al vino, creando condizioni non solo per il flusso turistico e della popolazione temporanea, ma consentire anche una vivibilità quotidiana, che è l’impulso genuino della città. Contribuire per uno spazio abitabile e da visitare è un imperativo, un obiettivo imprescindibile. In altre città europee, centri storici con la medesima struttura di porto ovvero con fronti d’acqua nel loro centro dimostrano di essere privilegiati “laboratori” urbani, perché hanno saputo facilmente introdurre spazi ludici, plurifunzionali, utili per il settore turistico. Tuttavia, considerando il principio di strategia dello spazio tematico penso che ciò possa portare a un mutazione d’identità estremamente diversa di questi luoghi, trasformandoli in parchi tematici con scenari post-modernisti. In ogni caso, lo smantellamento di grandi spazi monofunzionali negli waterfront come porti e centri industriali hanno permesso l’introduzione di nuove attività economiche, nuovi spazi pubblici, abitazioni e servizi in edifici vuoti/liberi. Il riciclaggio del tessuto urbano e la sua adattabilità a nuovi usi è un imperativo per la sostenibilità urbana.


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1. La zona portuaria e mercantile di Vila Nova de Gaia - un porto per il vino

Scritti storici locali ci dicono che, per secoli, le importazioni ed esportazioni, coprivano prodotti diversi dal quello enologico. A partire dalla metà del secolo XVII, molti commercianti inglesi, fiamminghi ed altri, si stabilivano a Porto, impegnandosi in varie attività d’importazione di stoffa, ferro, merluzzo, ecc., d’esportazione di prodotti coloniali del Brasile e, occasionalmente, di vino. Il commercio d’esportazione di vini Porto verso l’Inghilterra aumenta, a partire dalla fine del secolo XVII, ed è sempre più dominato da una forte colonia di mercanti inglesi che, nel 1727, iniziano a creare vere e proprie fabbriche, godendo di privilegi speciali. La ricchezza del mercato rimane, per un lungo periodo, nel’argine Nord con la maggior parte dei negozi e numero di magazzini, e che, solo dal secolo XVIII in poi, occupano più intensamente la zona ribeirinha di Gaia, in concomitanza all’aumento delle esportazioni che richiedono ampi spazi di stoccaggio e che Oporto non ha.

fig.2 | Cantine Ramos Pinto nell’inizio del secolo XX

Dal XVIII secolo in avanti, il punto mercantile nella città di Gaia si conferma monofunzionale. Le strutture per la conservazione del vino sono parti essenziali per il consolidamento urbano di tutto il territorio ribeirinho. E’ l’origine e una conferma assoluta della struttura fisica per ciascun spazio monofunzionale. È intorno a quel periodo che l argine di Gaia vive il suo momento di affermazione maggiore rispetto a quello di Porto. Ogni vino di Porto stoccato in Gaia, prima di essere esportato, deve essere controllato dalla dogana di Porto per ricevere il sigillo di autentificazione. Il passaggio all ufficio daziario di Porto e’ quindi d obbligo, cio’ porta a far si che si crei una sorta di triangolo funzionale Douro-Porto-Gaia ovvero una logica di produzione-stoccaggio-autentifiazione che segue l’asse del fiume. L’assedio di Oporto(in portoghese: O Cerco do porto) nel 1832-1833, è stata una da-


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-ta fondamentale per quella ormai considerata stazione di scambio mercantile, e per tutti i magazzini che la costituiscono. Ci fu difatti la distruzione di edifici da parte dei Miguelistas, sostenitori della legittimità del Re Miguel I di Portogallo .Essi erano paladini dell’assolutismo (teoria politica che appoggia una persona, generalmente un monarca, ad ottenere il potere assoluto) come forma di governo, quindi in opposizione ai liberali che volevano l’istituzione in Portogallo di un regime costituzionale. Dopo l’assedio, nonostante cio’ la rete urbana costruita si ampliò in maniera significativa e si crearono nuovi accessi, aumentando i magazzini di vino di Porto, come conferma João António Monteiro Azevedo, nel 1881: “Ciò che dà a questo luogo un aspetto grandioso e seduttore, è la prodigiosa serie di magazzini che lì sono stati costruiti a partire dallo stabilimento della Junta da Companhia per raccogliere i vini del Douro(...) tutti i terreni situati in questo lembo di terra a poca distanza dal fiume, sono stati acquistati, e convertiti in edifici, con grande vantaggio dei proprietari terrieri. La prosperità del commercio di vino, che ha seguito l’Assedio, durò anni e fu la causa di questo aumento dei magazzini“1. Nonostante il riconoscimento del successo enologico, il potenziale del luogo per l’invecchiamento del vino e benché la formazione dei numerosi magazzini avvenne, fu soltanto a partire del XVIII secolo che il porto si definì, e quindi si ebbe la grande affermazione.

fig.3 | Magazzini Martinez, Gassiot & C.ª, nell’inizio del secolo XX

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AZEVEDO, 1881, pagg. 64-69


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Nel 1926, il governo creò, sulla sponda di Gaia, la Stazione unica e privatizzata del Vino di Porto. Tutte le società coinvolte nel commercio di questo prodotto, furono tutelate proprio dal obbligo di aver i loro magazzini di invecchiamento sulle rive, e quindi il passaggio per la stazione era esclusiva a queste aziende, garantendo cosi il controllo dell’ autenticità del prodotto evitando le contraffazioni . Dopo gli anni 60 del ventesimo secolo, il passaggio delle tradizionali barche chiamate Rabelo terminò in concomitanza con la costruzione della diga Carrapatelo, la quale impediva la navigazione alle poche barche che ancora insistevano nel trasporto di vino lungo il fiume Douro e fino a Vila Nova de Gaia. Più recentemente, la riva di Gaia iniziò ad affollarsi di bar e ristoranti e arriviamo ai giorni nostri che, oltre a impedire la visuale con Porto, appartengono, in maggior numero, al sistema di franchising, ovvero sono imprese che si ripetono e, quindi, non possono appartenere al contesto memoriale e culturale del passato di questo luogo. La metodologia funzionale non è, neppure, cosi redditizia per gli abitanti locali, dal momento che l’idea è identica a quella di un centro commerciale - arrivare, parcheggiare, mangiare e lasciare, e quindi non consente l’amalgamare con il luogo e i suoi abitanti. Lo spazio del centro storico è diventato così un luogo di stoccaggio inerte, senza il dinamismo dei magazzini che esiste e rimane. C’è un uso ‘pittoresco’ delle cantine, solo per attrazione turistica senza punti di legami con la vita quotidiana di chi vive li. Non ci sono iniziative o centri sociali o culturali, ad eccezione per i pochi eventi nel convento del Corpus Domini e concerti all’aperto che, ogni tanto durante l’anno, animano il lungofiume. Per il valore storico, patrimoniale e memoriale dei magazzini, Vila Nova de Gaia non ha i requisiti per lo status di patrimonio mondiale dal Centro Storico, lo ha invece per le Caves de Vinho do Porto(cantine del Vino di Porto). L’UNESCO classificò nel 1996, il Centro Storico di Porto e, nel 2001, il paesaggio della Regione del Vino Alto Douro. Infatti, le zone che corrispondevano al fronte-acqua di Gaia, dove ci sono i magazzini, è oggi patrimonio Mondiale per il solo fatto di essere incluse nella “zona di protezione” della zona storica di Porto classificata dall’UNESCO.


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fig.4 | Trasporto di bariques/barili con carri trainati da buoi.

fig.5 | Le Cantine Ferreira - rotaie per il rotolamento dei barili e dei pallet.

fig.6 | Aquarello di Pier Maria Baldo, 1669.

fig.7 | Disegno di Teodoro de Souza Maldonado, 1789.


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fig.8 | Spazio interno di una cantina del Vino di Porto

2. Le cantine(caves) di vino di Porto

2.1 Architetture delle cantine di vino di Porto

I magazzini più vecchi hanno meno luce, offrono un maggiore comfort e capacità di raccoglimento rispetto a quelli più recenti che sono più alti e illuminati. Manuel Monteiro afferra una caratteristica del tipico magazzino per il vino di Porto lo definisce : il magazzino come involucro di altri involucri più piccoli, barriques, botti, serbatoi e vasche. Non ci sono spazi inutili, esiste una rigida organizzazione nel piano orizzontale con la sequenza lineare, o in fila, di barriques e corridoi, e in verticale l’accatastamento delle stesse, fatto che supporta l’ipotesi che le cantine sono state originariamente costruite in funzione della quantità di vino prodotta per essere conservata, quindi, calcolata individualmente da ciascuna impresa, e, contemporaneamente, in funzione dello schema distributivo di due file longitudinali di barriques/botti intervallate da corridoi.


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fig.9 | il vecchio molo di sbarco nella spiaggia e di fronte ai magazzini Sandeman, 1930.

fig.10 e 11 | Piazza Sandeman e il molo di fronte alla piazza stessa. Fotografie dell’inizio secolo XX.

fig.12 e 13 | Sbarco dei barriques. Piazza Sandeman. Disegno di William Prater.


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“Il tradizionale magazzino di vino di Porto viene definito scuro e ha un solo livello. Ha le pareti spesse, di pietra e una struttura di travi in ​​legno a sostegno di un tetto con tegole spesso annerite dall’evaporazione del vino. L’interno è molto grande ed è diviso in corridoi stretti per consentire il passaggio di barili. Questi corridoi sono ricoperti di sporcizia o di legno per non danneggiare i barili che li dovranno passare facendoli rotolare. Raramente, le cantine, in cui sono installati i barriques e le vasche, hanno un pavimento di cemento. I materiali tendono ancora ad essere tradizionali, vengono solo poco a poco, sostituiti per motivi di sicurezza quando la struttura lo necessita. Così, le travi in legno sono sempre più spesso rimpiazzate da travi in metallo. Inoltre, a volte, sono aggiunti altri elementi di complemento come soppalchi per uffici e punti di osservazione“2.

fig.14 | Magazzini Sandeman, 1880 La pianta con l’identificazione delle cantine del centro storico di Porto (Figura 15) mostra la predominanza di queste strutture che, così come per lo stoccaggio, dedicano una grande percentuale dei suoi spazi alla loro sede generale. La percentuale di occupazione per lo stoccaggio arriva al 60, 70% di tutto il tessuto costruito. Al fine di prendere la “linea” di movimento e concentrazione di turisti, è sul lungo-fiume che si trovano gli uffici amministrativi e gli spazi espositivi delle cantine del vino di Porto. Le sedi sono situate nei punti nevralgici della zona ribeirinha. Il luogo di stabilizzazione dei magazzini interagisce quindi con il turismo. I depositi lungo il waterfront, quindi più vicini al Ponte Don Luis I, hanno maggiori probabilità di essere visitati. Quelli invece che si trovano nel cuore della zona, sono di difficile accesso, in quanto sono pochi i varchi per passare alle quote


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intermedie e superiori, e quindi meno trafficate dai turisti. Le cantine di stoccaggio si trovano generalmente in aree di grandi dimensioni nella zona centrale e interna del centro storico, quindi queste sono di difficile accesso per i camion cisterna di carico e scarico, dovuto dalla strettezza delle vie, ma anche per i circuiti pedonali e la forte pendenza . La sequenza degli spazi costruiti compatti ma occasionalmente sbloccati con vie e piazzette perimetrate da muri, fanno delle cantine microcosmi con autonomia urbana. In molti casi, le cime delle cantine diventano due piani, mutando cosi i volumi rendendoli più alti che valorizzano il contatto con la strada. Le cantine di fronte all’argine, la maggior parte, hanno anche più di due livelli, perché, è lungo questo asse che si concentrano le sedi amministrative.

2.2 Struttura e modellazione delle cantine Le cantine sono sempre edifici irregolari con lo spazio interno allargato, pareti longitudinali portanti nelle quali si appoggiano le travi per sostenere un tetto a due falde. Questo spazio interno è diviso in “navi”, un termine usato da Manuel Monteiro e che nella architettura religiosa ci conduce all’unità di suddivisione dello spazio. Le navi occasionalmente comunicano tra di loro tramite archi e possiedono corridoi di barili/barriques, estensi, intervallati con corridoi di passaggio e di distribuzione. C’è una struttura elementare che è comune a tutti i magazzini del Vino di Porto in Gaia, più o meno accentuata: il tipo longitudinale/direzionale, con un pavimento e con doppia altezza. Questo modulo funziona anche con altri moduli, generando strutture più complesse. C’è un processo di trasformazione della struttura elementare, come accade ad esempio con il chiostro, che è una “struttura del tempo”. In un processo evolutivo, nuovi tipi sono aggiunti, in una complessità crescente. Nelle cantine, lo spazio longitudinale , ha un valore pratico e funzionale che è l’ottimizzazione dello schema distributivo delle file di barriques e corridoi, chiamati lotti. Per quanto riguarda lo spazio centrale, vi è invece la necessità di valorizzare la distribuzione, tramite un centro che è il cortile esterno di ricevimento del vino(trasportato dai camion cisterna), attraverso volumi che gli sta intorno. Questa centralizzazione dello spazio è possibile pensando nel loro totale insieme di magazzini come unità collettiva, come capacità di relazionarsi tra di loro. Le piante strutturali nel piano di attacco a terra (fig. 14) confermano la continuità strutturale nella maggior parte delle cantine. Molti magazzini hanno accessi che arrivano fino a 13 metri. Il sistema di distribuzione delle barriques dimostra che ciascuna delle navi dei volumi longitudinali ha una unità di misura secondo lo schema standard di barili/corridoio/ barili/barili/corridoio/barili - ABAABA - che rende una misura di 10 metri di larghezza per tutte le navi.


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Questo schema formale, utile per la conservazione del vino, agisce come un modello di griglia che definisce il territorio. Il processo metrico della barrique si estende alla cittĂ . Questo vale per lo spazio costruito per lo stoccaggio, ma anche a molte delle vie che sono state modulate per consentire il trasporto e rotolamento dei barili.

fig.15 | Scheletri strutturali delle cavi inserite nella pianta del centro storico di Vila Nova de Gaia


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Real Companhia Velha, prospetto nord - Av. Ramos Pinto

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Sandeman, prospetto nord - Piazza Miguel Bombarda

Cálem, prospetto nord - Av. Ramos Pinto Taylor’s, prospetto ovest - Rua do Barão de Forrester Sandeman, prospetto nord - Rua do Barão de Forrester

Ferreira, prospetto nord - Av- Ramos Pinto

Croft, prospetto noroeste - Rua do Choupelo

Ramos Pinto, prospetto nord - Av. Ramos Pinto

Cockburn e Martinez Gassiot, prospetto est - Rua de Serpa Pinto

Ramos Pinto, prospetto oeste - Rua de Serpa Pinto

Krohn, prospetto ovest - Rua do Serpa Pinto

Offley, prospetto est - Rua do Choupelo

Offley, prospetto nord - Rua do Choupelo

Fonseca, prospetto nord - Rua do Rei Ramiro

Burmester, prospetto sud - Rua do Barão de Forrester

Delaforce, prospetto nord - Rua da Carvalhosa

Calém, prospetto nord - Argine

fig.16 | Tipologie di prospetti di alcune cantine analizzate. Tipologie definite dalla relazione della cantina con il terreno e con lo spazio pubblico; e dalla composizione della facciata


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Ramos Pinto - Argine Cálem, sezione - Ponte

Sandeman - Piazza Miguel Bombarda

Taylor

Cálem - Argine Offley

Sandeman - magazzini Santa Marinha

Ramos Pinto - punto medio dellla collina Burmester

Offley - magazzini Águias Krohn

Fonseca

Ferreira

Croft

Real Companhia Velha

Cockburn e Martinez Gassiot

Sandeman - Magazzini Barão de Forrester

fig.17 | Tipologie di sezioni di alcune cantine analizzate. Tipologie definite dalla relazione della cantina con il terreno.


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Cantine - Emprese di Vino di Porto

Gruppi di ditte Fonseca 1. Croft 2. Fonseca Guimarães 3. Taylor e Romariz Sogrape 4. Ferreira 5. Offley Forrester 6. Sandeman Symington 7. Graham 8. Niepoort 9. Quarles Harris 10. Rozés 11. Daw 12. Warre Altri Gruppi 13. Barros Almeida 14. Burmester 15. Cálem 16. Cockburn e Martinez Gassiot 17. Kopke 18. Porto Gran Cruz 19. Porto Vasconcellos 20. Quinta do Noval 21. Ramos Pinto 22. Wiese & Krohn Istituzioni relazionate al Vino di Porto 23. AEVP - Associação de Empresas de Vinho do Porto(Associazione di imprese di Vino di Porto) 24. IVDP - Instituto dos Vinhos do Douro e Porto(Istituto dei Vini del Douro e Porto) Cantine di Vino di Porto con altri usi 25. Fabbrica di utensili in alluminio - ex. magazzini dei vini Andresen 26. Ex. Club e spazio per concerti Hard Club Cantine non occupate - X

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fig.14 | Identificazione della cantine di Vino di Porto. Il fiume Douro e centri storici di Porto e Vila Nova de Gaia.


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fig.19 | Schema-tipologia dell’organizzazione interna del modulo della cantina.

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2.3 Materiali di costruzione ed elementi d’identità architettonica Il pavimento, in molti luoghi nelle cantine, è ancora su sterrato. Nella maggior parte dei casi, si alternano diversi tipi di pavimentazione, come nella cantina Sandeman(una delle più prestigiose): ci sono spazi con pavimenti in parquet, su sterrato, in cemento e in granito. I pilastri sono in pietra o ferro. Possiamo considerare che questi spazi interni sono sempre molto simili. In termini visivi,notiamo differenze solo guardando la cantina da fuori dal suo apparato esterno, essendo l’interno un “spazio comune”. Però, vorrei sottolineare che nonostante le somiglianze, ogni cantina ha una propria identità, essendo possibile referenziare ciascuna di loro da una particolarità.


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fig.20 | Una delle rovine esistenti della zona ovest del centro storico

3. Utilizzare e ri-utilizzare C’è stata una “appropriazione” da parte del turismo che ha drammaticamente alterato il funzionamento delle cantine. Gli spazi legati al turismo sono diventati magazzini “turistici”, praticamente solo con barreques e/o barili, e spazi espositivi della tenuta della società. I serbatoi, i grandi spazi di stoccaggio e di refrigerazione sono in altri magazzini, di solito situati più all’interno di Santa Marinha, frazione che corrisponde all’ area del centro storico di Gaia. In generale, vi è un’organizzazione base dei magazzini - abbiamo il cuore, la struttura elementare, la tipologia longitudinale/direzionale, con un livello e doppia altezza, con funzione di stoccaggio, e, poi, una serie di strutture irregolari circostanti con le funzioni di supporto al deposito/conservazione del vino e che, normalmente, furono costruite dopo, in corrispondenza di nuovi spazi per nuovi utilizzi. 3.1 Le cantine non occupate Esiste un parallelismo e una certa coincidenza tra quello che accade nel centro storico di Porto con le abitazioni e quello che succede nel centro storico di Vila Nova de Gaia con i magazzini. Ci sono molti edifici vuoti e quasi tutti sono del XIX secolo... molti di loro vacanti, altri in buone condizioni, ma tutti con una posizione urbana privilegiata. Possono essere considerate come azione d’intervento - restaurare, conservare/preservare, rivitalizzare, rinnovare, trasformare, riciclare, demolire - dal punto che l’intenzione di riabilitazione lasci la premessa che le cantine formano insieme un interesse patrimoniale e non devono essere esposte in città come parti singolari. Prendersi le cantine vacanti implica, quindi, la modificazione originaria della funzione di stoccaggio ad un nuovo uso, ma non il cambiamento della sua forma strutturale. All’interno di questa logica di riconversione ci sono tre possibilità: inserire, modificare e aggiungere. Le strategie che seguono l’inserimento saranno sempre quelle più integrative, nella misura in cui il nuovo programma viene inserito all’interno dell’edificio, rispettandosi l’involucro e le facciate. Indipendentemente del nuovo uso, vi è una variabile che rimane: la forma della città. L’intervento è al suo interno, lo spessore della parete è il limite. E nello spessore del muro rimane la cadenza, il ritmo strutturale, il ritmo delle aperture.


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In un progetto di riabilitazione di un magazzino di Vino di Porto di Gaia spicca una condizione - la rigida mancanza di vani. Le piccole aperture o fessure sono pochissime e la luce dall’esterno verso l’interno è già filtrata dallo spessore delle pareti e dalle ringhiere esterne. Louis Kahn si ribellò contro la mancanza di luce all’interno degli edifici, affermando che “ nessun spazio è architettonico finche riceve luce naturale”.1 Le cantine sono stare studiate per essere come scatole praticamente chiuse, leggermente socchiuse, per la creazione di condizioni ideali per lo stoccaggio del vino. Per la riabilitazione, esiste la difficoltà di creare aperture nelle spesse mura delle cantine, per creare spazi passivi vivibili e abitativi, ovvero, gli spazi architettonici a cui L. Kahn ha fatto riferimento. Tuttavia, la maggior parte dei magazzini non occupati possiede facciate con vani posizionati ritmicamente, quindi, meno rigidità di rioccupazione.

Cantine non occupate

fig.21 | Localizazzione delle cantine di Vino di Porto, non occupate.

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BROWNLEE, DE LONG, 1998: 205


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A Est e Ovest di Santa Marinha e lungo il margine, ci sono una serie di scheletri di vecchi magazzini che, a differenza di tutti gli altri tipi di cantine, possiedono una griglia di aperture in elevazione, che permette l’introduzione dell’elemento luce nell’architettura delle cantine. In aggiunta a un aumento del numero di aperture, esiste in questi volumi longitudinali una logica sottostante a una struttura della divisione in “cellule” o moduli - cellule per lavorare, cellule per abitare. La parola chiave di questo tipo di intervento è la ripetizione: la ripetizione di vani, cellule, bozzoli, spazi interni. Il ritmo di aperture induce e facilita l’organizzazione interna in cellule, per alloggi, residenze per studenti, alberghi, sedi per piccole imprese, uffici. Queste piccole forme longitudinali e direzionali, parallele al fiume,che seguono la continuità e linea del margine, facilmente accessibili, innondate di luce e di viste eccezionali verso il fiume e il centro di Porto, sono gli aspetti più ecclatanti che mi lasciano perplesso , viste le potenzialita’, al fatto che sono in stato di abbandono da oramai troppi anni. Credetemi il panorama si perde a vista d occhio. Le cantine con forme compatte, longitudinali e direzionali sono le uniche, in tutto il percorso di studio , in cui vi si puo’ trovare una occupazione totale dello spazio. Questo tipo di cantine si avvicina al tipo di struttura di fabbricati che ci siamo posti come struttura generica, elementare - il tipo longitudinale/direzionale diretto, con un pavimento e doppia altezza - lunghe file di barili/barriques intervallati da corridoi distributivi. Questa predestinazione alla funzione di stoccaggio/deposito è la principale causa, delle società di vino di Porto, a mantenere occupati tutti questi tipi di magazzini.

3.2 Strategie e intenzioni Sembra chiaro che il futuro delle cantine è, in aggiunta alla riqualificazione dello spazio pubblico, la riabilitazione dei magazzini e in particolare il riutilizzo delle cantine abbandonate. Avrebbe senso una strategia puntuale di intervento urbano con i magazzini vacanti o non occupati - risolvere questi punti al fine di stimolare l’energia per altri punti del centro che sono i luoghi statici con potenziale di occupazione. I nuovi usi per i magazzini vacanti potrebbero alternare funzioni relazionate alla diffusione del vino e di altre funzioni. Trasformare tutta la zona storica in una zona monofunzionale può significare una condizionante per la sua progettazione, rischiando di creare un parco tematico, senza spazio per attrezzature/strutture per la popolazione locale. Il centro storico dovrà essere meno dominato dalle cantine e avere più abitazioni, uffici, strutture sociali e culturali, piccole imprese, e una o più piazze, che possono derivare dalla demolizione di edifici già vuoti o vacanti. Da un’altro punto di vista e utilizzando la storia del luogo, la città deve ritrovarsi con il fiume, rivitalizzandolo, dandogli vita. È la corrente del fiume che aggiunge dinamismo e movimento in città. Creare una città di movimento consiste nel introdurre


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barche che fanno la traversata tra i centri storici di Porto e Gaia, o tra altri punti di entrambi i lati, dando nuove sensazioni di arrivo alla zona ribeirinha di Gaia e alle cantine.

fig.22 e 23 | Cantine non occupate situate vicino al Ponte Luiz I. Cantine disoccupate situate all’interno del centro storico, e che appartengono alla Deltaforce.

fig.24 e 25 | Cantine non occupate situate nella zona ovest dell’argine.

3.3 Iniziative in corso Lo studio sociologico e morfologico per la trasformazione del centro storico di Gaia aveva come principio la conciliazione della economia locale con progetti catalizzatori per portare turisti e visitatori, incentivando cosi posti di lavoro con un eventuale incremento di popolazione, avendo sempre le cantine di Vino di Porto come leve per lo sviluppo. Si prevede quindi un equilibrio tra nuovi spazi creati per coloro che abitano il luogo e per chi negozia, e anche per chi lo visita. Ora, gli inglesi sono attratti ad investire nella riabilitazione e nel settore immobiliare del mercato del vino di Porto, centro storico di Vila Nova de Gaia.


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3.4 Gli investimenti delle imprese di Vino di Porto nel processo di riabilitazione del Centro Storico Le imprese di Vino di Porto sono proprietarie di gran parte dell’area occupata nel centro storico di Gaia e quindi sono una risorsa socio-economica indispensabile. Ciò che desidero è che queste aziende convalidino qualsiasi tipo d’intervento nel loro patrimonio, in vista del loro valore architettonico, evitando cosi il deterioramento, o peggio ancora, vivere una speculazione immobiliare. Il supporto delle imprese di Vino di Porto consiste in un forte investimento di quella zona, non nel rafforzare la monofunzionalità, ma per portare interesse e occupazione abitativa e servizi. In questo modo, saranno proprio queste entità ad assicurare l’equilibrio socio-economico del centro storico e l’interdipendenza della modernità/ patrimonio, combinando il prodotto enologico con progetti culturali e organizzazioni a tema. Nonostante questo investimento per riabilitare la zona e le cantine, che formano gruppi di interesse patrimoniale, la ristrutturazione di ciascuna delle linee che compongono quella maglia urbana potrebbe mettere in pericolo l’identità e l’attrattività del luogo se non viene sviluppata con i criteri giusti che solo, a mio avviso, dei professionisti locali sanno riconoscere.

fig.26, 27 e 28 | Zona Ovest del centro storico: panoramiche quota alta, e sull’argine del fiume.


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fig.29 | Attuale interno di un fabbricato/cantina, non occupato.

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Funzionalizzazione e destinazione d’uso

Il problema del decadimento di questo centro storico va individuato nel dissolvimento in atto delle funzioni, ovvero, dalla sua monofunzionalità. Funzioni che si sono immesse negli spazi preesistenti e che nei loro rapporti con il tempo, negli ultimi decenni, non sono mutati. Alterazioni che avrebbero fatto del centro storico una equilibrata soluzione non solo di forma e contenuti, ma soprattutto polifunzionale. Credo infatti che le funzioni, sono ancora sostanzialmente non corrispondenti alle attuali fondamentali attività umane. In fase di analisi degli spazi e delle rovine esistenti nel piano, si è cercato di costruire su questo una possibile teoria delle funzioni che possono, nel quadro della città e del restante centro storico, essere adattate in quella area antica. Per le peculiari caratteristiche strutturali, organizzative degli spazi e caratteristiche formali dei grandi magazzini, per la presenza alternata di grandi e piccoli spazi interni ed esterni fortemente caratterizzati dalla forte pendenza del territorio, la destinazione d’uso di questi complessi architettonici non può essere che quella privata o semi-privata a livello di quartiere e pubblica a livello urbano. In particolare la grande adattabilità e flessibilità dei volumi insieme alla qualità dello spazio interno caratteristico, permettono destinazioni d’uso del tutto diverse da quelle originali, pur nel rispetto del vincolo che, nel passato, sono stati soggetti a tali organismi. L’uso delle tecniche più avanzate(aree condizionate, pannellature prefabbricate, sistemi di costruzione sostenibili e di risparmio energetico, ecc.) adattati ai grandi volumi,


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alle destinazioni e funzioni compatibili che si sono scelte permetteranno la creazione di ambienti vivi e ricci di significati formali, fruibili nel continuo rapporto fra pieno e vuoto, fra aperto e chiuso, tra sole e luce artificiale, ecc. Per la loro carica volumetrica e posizione, gli ampi spazi dei magazzini si adattano in modo piÚ che idoneo a destinazioni d’uso come abitazioni, uffici, centri di interpretazione, o centri di ricerca e sperimentali, oppure centri di servizi collettivi per la cultura e il tempo libero, collegati con strutture commerciali di un certo tipo e corredati di piccole enoteche, cineteche, discoteche, circoli culturali, mostre, ecc. 4.1 La funzionalizzazione del centro storico al fine di valorizzare e potenziare le grandi risorse socio-economiche. Si intende, quindi, confermare in questa zona del centro storico ,la localizzazione e il potenziamento di attrezzature direzionali a vasto raggio compatibili con la sua struttura storico-ambientale, sempre nel quadro della conservazione attiva, particolarmente nei seguenti settori:

1) abitativo; 2) uffici; 3) turismo (attrezzature alberghiere e ricettive); 5) artigianale e commerciale(vino); 6) spazi pubblici e ricreativi.


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4.2 Decentramento A conclusione di questa serie di valutazioni si sono potuti rilevare i seguenti aspetti: compattezza del tessuto antico, eterogeneità formale, omogeneità funzionale, rilevante cambiamento di quota e che non sopporta al suo interno parti subordinate ad altre. Magazzini che si pongono in stretto rapporto con l’ambiente circostante, e con un valore urbano e storico insostituibile nella sua struttura. Infatti, questo studio consiste nel far si che queste zone entrino a far parte come patrimonio storico e indispensabile alla città, garantendo contemporaneamente una continuità e decentramento al centro storico esistente. In esso deve trovare sede anche quelle funzioni accentrate e di massa, che per la loro natura implicano notevoli volumi di traffico e mobilità. Funzioni specializzate e selezionate, come centri espositivi e uffici legati alle imprese di Vino di Porto, abitazioni in parte studiate per la minoranza di turisti che preferisce vivere la città nella loro totalità con usi e costumi immergendosi anziché pernottare in un qualsiasi albergo, e il commercio di tipo speciale e artigianale, garantirebbero la conservazione di un rapporto abitazione-lavoro, inesistente nella maggior parte della zona ribeirinha di Vila Nova de Gaia. Dal punto di vista urbano, il centro storico avrà cosi il valore particolare nel modo di abitare e di vivere, non solo in costante rapporto con il fiume ma anche integrato nella vecchia struttura urbana esistente. Il piano per questo centro storico, in sostanza, conferma la necessità di ottenere una destinazione mista, come quartiere abitativo e come sede di attrezzature. Concludo, sottolineando l’importanza , visti i volumi delle aree dedicate all’inserimento di nuove abitazioni, di introdurre l’eventuale recupero o la creazione di spazi verdi, in modo che il comfort urbano non risulti inferiore a quello di ogni altro quartiere della città.

fig. 30 | Centro storico di Gaia(zona ovest) osservato dalla città di Porto.


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4.3 La crescita del Turismo e influenze nel settore alberghiere Tra i settori delle risorse regionali, il turismo è quello che, oltre a contribuire a un rapporto abitazione-lavoro, ottiene risultati positivi e di costante crescita del sviluppo in questa regione. Cioè, l’inserimento di attrezzature ricettive in quella zona proviene dall’esigenza di garantire una continuità nel settore alberghiero oppure abitativo di carattere temporaneo, dimostrato dall’aumento annuale del numero di pernottamenti, soprattutto di cittadini stranieri. La crescita del fatturato degli alberghi in portogallo e’ stata significativa dallo studio mio condotto ,si puo’ tranquillamente stimare aumenti di quasi 10% nei pernottamenti, durante i mesi di Giugno, Luglio e Agosto 2011. Questi dati e aumenti sono sostenuti prencipalmente da turisti stranieri affascinati da questo paese. Secondo i dati dell’agenzia portoghese Istituto Nazionale di Statistica (INE), Portogallo ha ricevuto un totale di 7,9 milioni di ospiti tra gennaio e giugno, che rappresentano una crescita del 6,1%. Questo aumento ha avuto impatti sul numero di pernottamenti, il quale è aumentato del 8,9% a oltre 22 milioni di persone. Per quanto riguarda i profitti, c’è stato un aumento del 7,5%, raggiungendo oltre a un miliardo di euro nei primi sette mesi dell’anno. Questi dati attualmente seguono la tendenza già ottenuta nell’inizio del 2011, da sottolneare la capacità delle strutture alberghiere in Portogallo dopo lo scoppio della crisi del 2008, la quale provocò pesanti cadute della domanda. Con il recupero di alcuni mercati emissori, il settore alberghiero è stato in grado di recuperare la tranquillità a scapito soprattutto dei turisti stranieri, i cui pernottamenti aumentarono del 13,8%, mentre il turismo domestico non è andato oltre un incremento del 0,4%. Tra i mercati-chiave emissori, e come succede da gennaio, il Brasile si distingue, con un incremento del 32,5% di soggiorni nel paese. Si seguono il Regno Unito (20,8%). .e la Spagna (18,1%).


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Stabilimenti Alberghieri

Resultati Globali - GIUGNO 2011 Ospiti (migliaia) Pernottamenti (migliaia) Residenti in Portogallo Residenti all’estero Media di soggiorno (n.º notti) Tassa di occupazione-letto (liquido)(%) Profitto totale (in migliaia di euro) Profitto degli alloggi Profitto medio per stanza (in euro)

Stabilimenti Alberghieri

Resultati Globali - LUGLIO 2011 Ospiti (migliaia) Pernottamenti (migliaia) Residenti in Portogallo Residenti all’estero Media di soggiorno(n.º notti) Tassa di occupazione-letto(liquido)(%) Profitto totale (in migliaia di euro) Profitto degli alloggi Profitto medio per stanza (in euro)

Stabilimenti Alberghieri

Resultati Globali - AGOSTO 2011 Ospiti (migliaia) Pernottamenti (migliaia) Residenti in Portogallo Residenti all’estero Media di soggiorno(n.º notti) Tassa di occupazione-letto(liquido)(%) Profitto totale (in migliaia di euro) Profitto degli alloggi Profitto medio per stanza (in euro)

Valore mensile Giug. - 2011

Valore accumulato

Var.% 11/10

11,2 13,0 4,7 17,8 0,0 4,2 p.p. 14,1 15,1 10,9

1 381,5 4 021,1 1 368,3 2 655,9 2,9 47,4 194,5 132,4 34,6

Valore mensile Lugl. - 2011

8,3 10,0 1,9 14,7 0,1 2,9 p.p. 11,1 12,5 8,5

Valore mensile Ago. - 2011

1 858,9 6 047,4 2 423,3 3 624,0 3,3 65,7 301,8 224,2 55,5

6 348,2 17 109,4 5 718,5 11 390,9 2,7 35,0 800,0 534,1 24,2

Var.% 11/10

6,0 8,8 0,0 13,9 0,1 1,8 p.p. 6,5 8,1 2,9

Valore accumulato

Var.% 11/10

1 586,0 5 057,7 1719,0 3 338,7 3,2 56,0 240,8 172,8 43,2

Gen. a Giug. 11

Gen. a Lugl. 11

7 912,1 22 126,6 7 435,5 14 691,1 2,8 38,3 1040,7 706,9 27,3

Var.% 11/10

6,1 8,9 0,4 13,8 0,1 1,7 p.p. 7,5 9,1 5,0

Valore accumulato

Var.% 11/10

5,4 5,6 0,0 9,8 0,1 0,3 p.p. 6,2 6,8 2,4

Gen. a Ago. 11

9 782,8 28 156,0 9 849,9 18 306,1 2,9 42,0 1343,4 931,3 31,1

Var.% 11/10

6,1 8,1 0,2 12,9 0,1 1,5 p.p. 7,3 8,6 19,7


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In Agosto, l’aumento percentuale dei pernottamenti e dei ricavi fu di 5,6% e di 6,2%, rispettivamente. Confermando cosi la tendenza di recupero iniziata nell’inizio dell’anno. Gli hotel portoghesi hanno ricevuto quasi 1,9 milioni di ospiti, per un totale di sei milioni di pernottamenti. Accumulato da gennaio, il numero di soggiorni fu pari a 28,2 milioni - un incremento del 8,1% rispetto allo stesso periodo del 2010. In termini di ospiti ricevuti, l’incremento è stato del 6,1% a 9,8 milioni di clienti. Per quanto riguarda i profitti, Agosto rispettò la tendenza di crescita del settore, passando da 6,2% a € 301.800.000. In termini cumulativi, i ricavi hanno raggiunto il valore di € 931.300.000 - un aumento del 8,6%.

tipo di stabilimento e categoria

Totale Hotel 5 stelle 4 stelle 3 stelle 2/1 stelle Hotel - Appartamenti 5 stelle 4 stelle 3/2 stelle Locande Appartamenti turistici Villaggi turistici Pensioni, Motel, Ostelli...

Pernottamenti per regione Portogallo Nord Centro Lisbonna Alentejo Algarve Azores Madeira

Pernottamenti Ago. - 2010

Ago. - 2011

5 724,1 3 141,9 529,4 1497,3 852,5 262,8 928,1 64,9 605,7 257,5 68,4 726,2 336,5 523,0

6 047,4 3 434,0 603,2 1677,9 850,4 302,5 981,1 86,7 645,9 248,2 68,1 737,5 364,7 462,1

Pernottamenti (in migliaia) Ago. - 2010

Ago. - 2011

5 724,1 587,8 601,7 1087,1 178,4 2 468,9 175,8 624,4

6 047,4 627,9 627,2 1147,2 208,5 2 580,5 178,2 677,8

Tasso di variazione %

5,6 9,3 13,9 12,1 -0,2 15,1 5,7 33,6 6,6 -3,5 -0,5 1,5 8,4 -11,6 Tasso di variazione %

5,6 6,8 4,2 5,5 16,9 4,5 1,4 8,6


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A livello regionale e confrontando con il periodo omologo del 2010, il Nord, che concentra il 10,3% del totale di pernottamenti, registrò una crescita di 6,8%. Inoltre, si verifica che i più alti aumenti sono nell’isola della Madera(+5,7%), e nella regione Alentejo(+1,3%). Porto e il Nord mantiene la media di soggiorno(1,9 notti) però il tasso d’ occupazione cala 0,7% in corrispondenza con il periodo omologo.

Nord

Centro

Lisbona Madera Azzorre

Alentejo

Algarve

Ripartizione del territorio Portoghese secondo la Nomenclatura delle Unità territoriali Statische(NUTS) - Eurostat.

Tasso di occupazione

Soggiorno medio

%

(nº di notti)

Pernottamenti per regione

Ago. - 2010 Ago. - 2011 Ago. - 2010 Ago. - 2011 Portogallo Nord Centro Lisbona Alentejo Algarve Azzorre Madera

65,3 49,0 49,2 65,9 48,7 78,3 67,1 68,9

65,7 48,3 48,9 65,9 50,0 78,5 64,7 74,6

3,2 1,9 2,1 2,5 2,1 5,2 3,2 5,5

3,3 1,9 2,1 2,5 2,1 5,3 3,2 5,8

4.4 Applicazione e continuità di un turismo responsabile In questo approccio alle motivazioni per l’applicazione di un programma indirizzato al settore del turismo, è indispensabile la manutenzione e inserimento dei principi che riguardano lo sviluppo sostenibile, ovvero, l’applicazione di un turismo responsabile. La prima preoccupazione riguarda l’ambiente, il turista responsabile infatti deve evitare di danneggiarlo, mentre l’altro fattore di attenzione riguarda le popolazioni che abitano in quella zona, il turista responsabile in questo caso deve avere un atteggiamento rispettoso della cultura locale e deve garantire anche il benessere della popolazione, capita infatti spesso che i ricavi dell’industria turistica rimangano in mano all’imprenditore o al gestore, senza vero vantaggio per la gente locale. Elementi chiavi per questo obiettivo è la partecipazione attiva delle popolazioni locali nella gestione delle imprese ecoturistiche e, in ogni caso, la condivisione con esse dei benefici socio-economici, ovviamente, derivanti dal turismo.


fig. 31 | Fotopiano: Le argini del fiume Douro: a Sud Vila Nova de Gaia, a Nord Oporto.


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Introduzione al progetto e intervento urbano

Abitazioni Unifamiliari • Plurifamiliari • Spazi allegatti/Depositi Pallazzi Altre costruzioni Rovine Aree verdi/aree di coltivazione/Aree alberate Parcheggio

Abitazioni Unifamiliari • Plurifamiliari •

Spazi allegatti/Depositi Pallazzi Altre costruzioni Rovine Parcheggio Aree verdi/aree di coltivazione/Aree alberate

Le destinazioni d’uso esistenti nell’area del centro storico presa in considerazione


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5.1 Posizione e contesto urbano dell’area d’intervento L’ area oggetto di questo intervento sta nel Cais de Gaia / Capelo Ivens nella frazione più a Ovest del centro storico, frazione di Santa Marinha, comune di Vila Nova de Gaia, con accesso diretto alla rete stradale circostante, nonché il collegamento a tutte le infrastrutture di servizio già esistenti nella zona. L’area di progetto è coperta dal Piano Comunale di Vila Nova de Gaia, in cui nel territorio di pianificazione, l’area di impianto è classificata come “Area Urbana di Costruzione Estensiva Edificabile”, così come a livello di vincoli, la stessa è integrata nell’area “IIC3 - Area del Castello di Gaia“- Zona di protezione - Immobile classificato / In processo di classificazione. Pertanto, si intende nella presente proposta, dare continuità alla politica di pianificazione stabilita in tale strumento di gestione del territorio.

5.2 Descrizione e motivazioni del progetto Con una posizione privilegiata nei pressi del fiume Douro, l’area oggetto d’intervento (che ha una superficie totale di 3997m2) fa parte di un insieme urbano che cerca di rigenerare e rivitalizzare in vari livelli, integrando così il tema architettonico e proposta di questo studio. Come tale, l’area dell’intervento condivide caratteristiche intrinseche al suo contesto e intorno, come l’identità e personalità conferita dal insieme urbano costruito; il collegamento diretto al fiume Douro; la vicinanza al Cais de Gaia, così come dalla recente riabilitazione urbana resa operativa dal programma GaiaPolis. Per quanto riguarda gli edifici preesistente, e a somiglianza della zona circostante, la stessa possiede caratteristiche rappresentative della memoria collettiva di questa regione, trovandosi tuttavia a un livello di utilizzo considerato obsoleto. Le caratteristiche morfologiche degli edifici presentano quindi forti analogie a quelli presentati da alcuni edifici che formano il centro storico della città: un set di 2 volumi con le pareti esterne di pietra distribuite lungo il percorso dell’argine, interconnesse al loro interno, e che, presentandosi in continuità, conferiscono una lettura unitaria a tutto l’insieme. Pertanto, avendo come obiettivo principale il mantenimento e la conservazione del attuale costruzione preesistente nel terreno, ormai obsoleto in termini di utilizzo, e associato al obiettivo ultimo di riqualificazione e rivitalizzazione dell’intera area rappresentante della città e della regione, intendo con la presente proposta introdurre la funzione abitativa e di uffici, al fine di dare a questo luogo della città, privilegiata dalla sua posizione nel lungofiume di Gaia, un centro di attrazione e collocamento delle persone, elementi essenziali nei processi di ristrutturazione / riqualificazione urbana. Una volta che all’edificio preesistente è inserita la quota del argine, lasciando libera l’intera area situata a una quota elevata, questa proposta, per adattarsi alla differenza di quote esistenti, si basa in due azioni distinte: una azione relazionata con la conservazione di uno degli edifici preesistenti e sua conversione funzionale ad uso residenziale, e un’altra azione che consiste nella conservazione di un secondo edificio preesistente, e rispettivo cambio di destinazione d’uso a uffici.


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L’intervento negli edifici esistenti ha tenuto conto tuttavia di vincoli di diversi ordini: da un lato la struttura si trova in una zona protetta da un gruppo di edifici classificati come beni culturali, dall’altro lato sta nella golena, ovvero sul spazio compreso tra la riva del fiume e il suo argine, e ciò è la particolarità che dedica a questo intervento una speciale attenzione. Pertanto, e per far fronte ai requisiti riguardanti la quota di massima piena, ( del fiume) l’adattamento degli edifici preesistenti per le abitazioni e gli uffici ha, quindi, dovuto subire le necessarie modifiche, come ad esempio: il primo piano per l’uso residenziale, piuttosto che mantenere la quota esistente, ha dovuto essere riposizionato a una quota superiore (8.08m); come tale, il prospetto principale ha dovuto essere modificato, in particolare come le aperture (prima fila di aperture), avendo le stesse sofferto un ridimensionamento nella sua altezza, mantenendo tuttavia lo stesso numero di aperture, nonché la sua posizione corrente. Un altro adattamento effettuato e’ statoquello di introdurre al piano terra(che è inferiore alla quota di 8.08m), uno spazio per il parcheggio privato con depositi chiusi, e che copre l’intera area disponibile utile su questo piano, cioè 462m2 nel primo edificio e 664m2 nel secondo edificio. Quindi, con l’aumento della quota del primo piano ad uso residenziale, e’ stato possibile diminuire lo scavo necessario per la realizzazione del piano seminterrato(cantina) destinato al garage, con accesso diretto dalla via pubblica, Rua Cais de Gaia). A livello di distribuzione e organizzazione delle unità(abitazioni e uffici), i cui ingressi sono fatti attraverso le aree in comune, la proposta comprende 14 moduli: • 8 Moduli di tipologia residenziale triplex (sviluppato su tre piani differenti) con accesso da un corridoio distributivo al primo piano; • 6 Moduli per gli uffici, anche di tipo triplex (sviluppato su tre piani), con accesso da un corridoio distributivo scoperto situato al secondo piano alla quota di 11.48. Per quanto riguarda la copertura, c’è da riferire che negli edifici preesistenti si propone la rimozione della copertura di ceramica, dove essa attualmente esiste, suggerendo l’ipotesi di un nuovo tetto in piastra metallica, da definire.


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Siccome si tratta, in base alle disposizioni del regime giuridico di urbanizzazione e edificazione (RJUE), di una costruzione con un impatto simile a un’operazione di suddivisione territoriale, e riguardando i siti destinati all’inserimento di spazi verdi e di uso collettivo, di attrezzature d’uso collettivo e infrastrutture (parcheggio pubblico), si prevede un’area verde in comune per le frazioni abitative di 369m2. 5.3 Tabella delle superfici - Superfície totale 2491 m2 - Superficie d’inserimento della costruzione 2182 m2 - Superficie totale lorda di costruzione 5560 m2 (somma di tutte le aree di ciascun piano, misurate dall’estradorso delle pareti esterne, escluse le superficie per il parcheggio)

- Area lorda di costruzione per abitazioni 463 + 2(463+24) = 1437 m2 - Area lorda di costruzione per uffici 462+(64) = 526 m2 - Area destinata a parcheggio: 664 + 462 = 1126, 16 + 13 posti di parcheggio - Numero di piani al di sopra della quota d’ingresso 4 - Numero di piani al di sotto della quota d’ingresso 0 - Nº di unità/moduli e rispettiva tipologia - Uffici triplex: 6 - Abitazioni triplex: 8 - Superficie destinata a spazi in comune: 493 + 523 = 1016 m2 - Altezza in gronda: 11,40 m


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B i b l i o g r a f i a

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( r i f e r i m e n t i )

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Tesi di laurea specialistica in Architettura  

Architetture per un centro storico multifunzionale. Introduzione ad un intervento urbano. Elaborato che serve di complemento al progetto di...

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