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A R T E V I S I V A

snap n.01/2011 distribuzione gratuita


A CURA DI

REDAZIONE Francesco Bello Lorusso

Roberto d’Ambrosio

bello_lorusso@libero.it

robertodambrosiophotographer@hotmail.it

COLLABORAZIONI

a-z

Danilo Bragazzi - danilobragazzi@libero.it Francesca Carella - fre_fdp@hotmail.it Floriana Ferrante - florianaferrante@hotmail.it Annamaria Fiore - annafiore2009@live.it Luciana Galli - luciana@lucianagalli.it Antonia Guerra - antoniaguerra@tiscali.it Angela Leo - angelaleo05@libero.it Serena Petrone - petroneserena@libero.it


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foto Roberto d’Ambrosio

> editoriale I M M A G I N A T E UN’AUTOMOBILE,UN’AUTOSTRADA,UNA GITA A ROMA...AGGIUNGETE UNA BELLA CHIACCHIERATA TRA DUE AMICI. E’ PROPRIO COSÌ CHE È NATO “SNAP”,UN PICCOLO MOVIMENTO FOTOGRAFICO COMPRENSIVO DI PAGINA FACEBOOK E RELATIVA RIVISTA DI FOTOGRAFIA. L’INTENZIONE,SENZA ECCESSIVE E COLOSSALI PRETESE,È QUELLA DI FAR CONOSCERE LA NOSTRA PASSIONE PER LA FOTOGRAFIA (CHE NON ESAGERIAMO NEL CONSIDERARLA PARTE FONDAMENTALE DEL-

MA NON SOLO,NOI VORREMMO SI POSSA CREARE UNA BELLA INTE(G)RAZIONE CON ALTRI FOTOGRAFI ED APPASSIONATI DI ARTE IN GENERE AI QUALI OFFRIREMO CON UNA CERTA REGOLARITÀ INTERESSANTI ED ESAUSTIVI ARGOMENTI SUL MONDO DELLA FOTOGRAFIA E DELLE ARTI VISIVE. AGLI STESSI DAREMO LA

LE NOSTRE VITE).

POSSIBILITÀ DI SEGUIRE SENZA LIMITAZIONI E GRATUITAMENTE (CI TENIAMO A DIRLO) LA NOSTRA RIVISTA SPECIALIZZATA SULLA FOTOGRAFIA E L’ARTE. PER UN BUON PIATTO,CI VOGLIONO BUONI E SAPORITI INGREDIENTI,ED È

PROPRIO QUESTO CHE (SPERIAMO) CONTRADDISTINGUERÀ IL NOSTRO LAVORO. NON VOGLIAMO DILUNGARCI PERCHÈ ALLE PAROLE DEVONO NECESSARIAMENTE SEGUIRE I FATTI, PER QUESTO VI CHIEDIAMO DI SEGUIRE DA SUBITO E CON DIVERTIMENTO QUESTO NOSTRO CAMMINO INTRAPRESO CON GRANDISSIMO ENTUSIASMO. PERMETTETECI INFINE DI RINGRAZIARE CHI NELLA VITA DI OGNI GIORNO CREDE IN NOI E IN QUELLO CHE FACCIAMO,MA SOPRATTUTTO IN QUELLO CHE VORREMMO FARE. Saluti e buona fotografia a tutti. Roberto d’Ambrosio


foto di copertina - Francesco Bello Lorusso

> indice

06 | tombe di San Magno - di Serena Petrone e Francesco Bello Lorusso 10 | architettura contemporanea - di Floriana Ferrante e Roberto d’Ambrosio 14 | portfolio Francesca Carella 18 | portfolio Luciana Galli 22 | portfolio Danilo Bragazzi 28 | portfolio Antonia Guerra 30 | portfolio Annamaria Fiore 32 | portfolio Angela Leo


tombe di San Magno

di Serena Petrone - archeologa - petroneserena@libero.it foto Francesco Bello Lorusso - bello_lorusso@libero.it

L’area archeologica di San Magno, nel comune di Corato (BA), nel cuore del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, comprende i resti di un abitato di V-IV sec. a. C. e la vasta necropoli che documenta come il territorio di Corato costituisse un’area di confine tra Daunia e Peucezia, corrispondenti rispettivamente alla parte settentrionale e centrale della regione pugliese. La necropoli riveste notevole importanza per l’estensione dell’area archeologica e per l’unicità dei sepolcri che attestano l’uso della pietra a scopo sepolcrale. Durante le campagne di scavo (1987-1992) condotte dall’Università degli Studi di Bari, sono state indagate, in un’area di circa 1 km 2 , sessantadue tombe. Le tombe a tumulo, il cui uso si protrae dall’ VIII al IV sec. a.C., trovano confronti negli ambienti coevi dell’area delle Murge pugliesi e dell’opposta sponda adriatica. Si compongono di una cista, ossia di una “cassetta” di pietre destinata ad accogliere il defunto, inglobata in un tumulo circolare di terra e pietre tra 6 m e 20 m di diametro.Le sepolture giacevano, in posizione rannicchiata, su letti di terra battuta o sulla roccia di fondo. I resti umani, rinvenuti in frammenti, sono attribuibili a più deposizioni.

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All’interno dei sepolcri sono stati rinvenuti elementi ornamentali relativi all’abbigliamento in bronzo e ferro, come spille, anellini, bracciali, e ceramica di stile geometrico daunio dipinta con motivi geometrici, espressione di una cultura indigena che praticava l’agricoltura e la pastorizia, aperta comunque a traffici commerciali di ampio raggio. Nell’area di San Magno, nei pressi di un gruppo di masserie, sorge l’omonima chiesa, riferibile all’età medievale, come attestato dai documenti d’archivio che annoverano la chiesa tra i beni facenti parte del Capitolo della Chiesa di Santa Maria Maggiore di Corato. Si tratta di una piccola chiesa ad aula unica, cui si accede mediante una scalinata, che presenta, nella parte sottostante, una neviera, un tempo utilizzata per la raccolta e la conservazione della neve.


tombe di San Magno, Corato (Ba) 2010 neviera, Corato (Ba) 2010

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foto Francesco Bello Lorusso


architettura tanti volti e nuove prospettive contemporanea di Floriana Frerrante - architetto - florianaferrante@hotmail.it foto Roberto d’Ambrosio - robertodambrosiophotographer@hotmail.it

Costruendo l’immagine contemporanea della città di Bari si ottiene un mosaico ricco di tasselli architettonici vari e in costante sviluppo. Ma tutto appare ai nostri occhi privo di ordine, frammentario, incostante, in cui la percezione delle realtà e degli spazi si sottrae al nostro sguardo inconsciamente. E’ necessaria una presa di coscienza per ridare espressione a questo disordine architettonico, osservando in maniera più critica ciò che ci si presenta dinanzi. Esplorando e ascoltando la città si scoprono condizioni apparentemente deboli che rivelano, però, la realtà urbana quale scenario di una consolidata tradizione e di nuove possibili risorse. La Bari contemporanea vede la sua maturazione negli ultimi decenni -indicativamente dagli anni ‘80 ad oggi- anche se questo inquadramento cronologico non è del tutto obiettivo, in quanto ogni opera di architettura è “contemporanea” al momento della sua creazione. Il confronto tra tecniche strutturali , formali e concettuali che coesistono nella nostra città ci fa, però, percepire il cambiamento e l’evoluzione. In questa prospettiva storica a cui ci accostiamo si individuano regole innovative di ricomposizione della città, in cui i progetti urbani si manifestano dirigendosi verso alcune funzioni determinanti come quelle specialistiche, del settore terziario e residenziale. Nascono cosi forme e tessuti urbani che non colgono più la tradizione della vecchia città ma offrono nuovi modelli di relazione tra lo spazio e le sue funzioni. I quartieri si espandono, i volumi crescono e si allungano, le tecniche e i materiali mutano proponendo immagini di edifici con facciate continue, coperture vetrate, strutture leggere, ad involucro, abbandonando il linguaggio plastico-murario caratteristico dell’architettura moderna mediterranea. Questo impatto lo si percepisce tout court nell’edificio progettato da Ottavio Di Blasi, in via Redi, nel quartiere Poggiofranco i cui cantieri si sono chiusi nel 1996. Qui il volume perde di materia, la trasparenza domina la struttura in un doppio vano scala racchiuso da pareti di vetro strutturale. Quest’ultimo genera dai lati due torri alte circa 40 mt, rivestite in pannelli di alluminio che tracciano superfici lisce eludendo profili, cornici e marcapiano. Inoltre non sono presenti balconi aggettanti e vige un linguaggio omogeneo che non distingue i piani bassi destinati a terziario da quelli superiori delle residenze. Grazie a pannelli mobili il prospetto è in costante mutamento. La città, quindi, si mostra emancipata, i quartieri sono in espansione, anche se tutto appare come un insieme di coralità che non produce un suono omogeneo ma una polifonia dissonante.

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Gli anni ’90, come quelli successivi, hanno prodotto nel capoluogo pugliese numerosi esempi di architettura “contemporanea”, tutti differenti, in cui non è evidente un vero e proprio linguaggio comune ma si rivelano testimonianze della città che vive e cerca una sua natura. Ricordiamo, l’Executive Center, grande centro direzionale ad opera dell’architetto Ferrari, che si erige su via Amendola, con la sua imponente sagoma in vetro e cemento; il padiglione e centro congressi Enel nella Fiera del Levante costruito appunto nel 1990 da Salmoiraghi che crea due volumi uno a pianta triangolare e uno rettangolare sospeso a 4 metri dal suolo, in cui emerge una robusta tessitura reticolare in metallo; lo stadio S.Nicola, nato dal genio di Renzo Piano, in cui l’estrosità della forma plasma il materiale; il terminal crociere del porto, riqualificazione dei magazzini Cianciola, in cui l’architetto Cimmarusti progetta una possente copertura metallica con struttura reticolare poggiante su con 4 torri di acciaio e vetro contenenti le scale di emergenza; e molti altri. Al di là di questa sequenza, protagonisti della realtà architettonica contemporanea di Bari sono anche i numerosi conflitti urbani, al centro di ampi dibattiti che si riflettono nell’identità di questo grande centro, come la vicenda dell’ecomostro di Punta Perotti, la problematica dell’interramento della ferrovia, la questione della Fibronit. Gare di progettazione e concorsi di idee possono essere la chiave giusta per riqualificare spazi e luoghi in cui si svilupperà la nuova visione urbana. Fondamentale è l’interesse della collettività per stimolare, in modo proficuo, la crescita della Bari futura dando valore all’esistente e proiettandosi verso l’immagine di una città produttiva, creativa, dinamica, in quanto l’architettura appartiene a chi la vive, a chi ne dispone, a chi porge il suo sguardo su di essa.


1 Executive Center, Bari 2010 2 Poggiofranco, studio 1 - Bari 2010 3 Poggiofranco, studio 2 - Bari 2010

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foto Roberto d’Ambrosio


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ON LINE

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Geannaio 2011

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studentessa

francesca carella

portfolio - fre_fdp@hotmail.it

Note senza tempo, Bari 2010

Francesca Carella nasce nel 1990 a Bari,dove vive e studia Disegno Industriale. La passione per la fotografia comincia ad appena 12 anni,quando riceve in regalo la sua prima macchina fotografica. In ogni occasione lei è lì,pronta a catturare le emozioni che riceve dal mondo che la circonda. I suoi primi scatti riguardano soprattutto la famiglia,a cui è molto legata; solo in seguito cquisendo esperienza, trova la sua strada nel genere documentaristico. Le sue immagini prevalentemente in bianco e nero,mettono in risalto la realtà quotidiana della società attraverso paesaggi e culture assai diverse e lontane tra loro, accomunate da quell’incredibile forza che è la vita, vista in tutte le sue sfaccettature. Dal 2008 inizia a partecipare ad alcuni concorsi fotografici. Nel 2009 si classifica terza con “I passi dell’estate” nel contest “I click della tua vacanza” a cura del centro Mongolfiera di Bari. Nel 2010 è prima con la fotografia “Note senza tempo” nel concorso “Bariphotoriguardi” (nella sezione storie e persone),organizzato dall’Associazione culturale “il murattiano”.

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Rodi, 2009

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Berlino, 2010

Roma, 2010

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Contatto, 2010

Bari, 2010

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fotografa professionista

luciana galli

www.lucianagalli.it portfolio - luciana@lucianagalli.it

Trebbia, 1979

Luciana Galli vive e lavora a Bari dove si è formata negli studi giuridici. Si dedica alla fotografia dal 1976. Ha tenuto numerose mostre personali e collettive nelle quali ha sviluppato i generi del reportage, della fotografia industriale e di quella d’ambiente e costume. Numerose le ricerche sul paesaggio urbano e sull’architettura moderna. Ha collaborato con la testata La Repubblica. Nel ’93 le è stato assegnato il Premio Antigone per la fotografia. Nel ’95 ha vinto il 1°premio per il bianco-nero alla VI Biennale d’arte fotografica patrocinata dalla Camera di Commercio di Bari.

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Tra le sue molteplici mostre possono essere menzionate: “Puglia, ambiente e costume” (1978) all’Art Directors Club di Bari “Chi troppo e chi niente” (1986) a Genova a cura del Diaframma Canon di Milano “Mediterranea” (2005) presso la Pinacoteca provinciale di Bari “Lisbona” (tra il 2009 e il 2010) a Milano presso i Chiostri dell’Umanitaria, a Bari presso la Galleria BLUorG,a Roma presso la Galleria dell’Istituto Portoghese di Sant’Antonio.


sottotetto, Basilica di San Nicola (Ba), 1989

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ciclista sul Lungofiume occidentale, 2008

MAXXI, Roma 2010

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Moschea, Durazzo 2009

Quartier 205, Berlino 2008

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danilo bragazzi

portfolio - danilobrangazzi@libero.it

Giovinazzo

E’ mezzanotte di un imprecisato giorno del 1978 e quelli che saranno poi due genitori fanno del petting spinto (legalizzato dal matrimonio): alle 17.45 di lunedì 5 novembre 1979 nasce Danilo, vagendo, tutto ricoperto da una specie di gelatina. Vive un’infanzia apparentemente tranquilla e beata e ha sempre con se un qualcosa che “vibbra”… un “tatumptatamp” che non lo fa mai stare fermo. Gli viene regalata una Bontempi con cui inizia a strimpellare grazie anche a “Educazione Musicale” delle scuole medie… e al suo pratico orecchio “capta suoni”. Frequenta ragioneria al “Lenoci” di Bari, insieme ai carissimi amici con cui condivide una bellissima età che non tornerà mai più e tante di quelle storie che...guardate non comincio nemmeno a raccontare se no chissà quando finisco. Dovete sapere però che è proprio l’ambiente “superiore” instilla nel giovane Danilo il germe del musicista, anche perchè le ragazze sembrano subire il fascino del ritmo, anche se in realtà subiscono il fascino del maschio figo. E così decide di passare ad uno strumento più figo e di comprarsi il suo primo set: una batteria vecchia, ma così vecchia che quando passa per la strada gli anziani della città la salutano manco se fosse un personaggio famoso. In secondo superiore nasce il primo gruppo, o meglio il primo “complesso”, con una sconvolgente formazione. Repertorio: metal. Esibizioni live: una. In questi anni di ribellione, di autoerotismo, di piena esplosione ormonale, appaiono sul volto del giovane Danilo i punti neri e i classici brufoletti da adolescente, con i quali intraprende una brevissima strada.

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Gli anni del liceo scorrono allegramente insieme a nuovi amici e compagni e alla prima vera fidanzata. MA il richiamo della foresta della musica si fa sempre più forte e il sistema scolastico è sempre più in contrasto con l’afflato artistico del Danilo, che accusa la prof di italiano di attribuire voti proporzionali alla taglia di reggiseno. La prof non apprezza e lo boccia a settembre. Che stronza. Dopo aver sostenuto l’esame di maturità in completa divisa da paracadutista, intraprende per un paio di anni il servizio volontario nell’esercito, mettendo un attimo da parte la sua attività musicale. Tornato si compra una nuova e seria batteria “Tama” ed intraprende tante strade… tra cui anche quella del mondo della fotografia… e da allora ancora non si capisce più niente… Inizia a fotografare nei primi anni ’90 con una macchina “usa e getta”, per passare poi al digitale con una compatta Casio, per poi passare ad una Brigde “Panasonic FZ-28” e subito dopo alla Nikon, di cui possiede vare ottiche (dal 18 al 300 mm.). Si considera un autodidatta, con frequentazioni di alcuni “maestri” pugliesi, quali Cosmo Mario Andriani. Nel 2010 la sua espressione fotografica ha una “svolta” ed una innovazione, anche grazie al Maestro Cosmo; inizia una ricerca di fotografie del “vario”. In tal modo, produce una serie di immagini astratte fortemente pittoriche senza ricorrere a modifiche/elaborazioni di fotoritocco. Attualmente è anche batterista della tribute band dei Blues Brothers “The Rawhide BB Band” e degli Elio e le Storie Tese “Alfieri della Gleba”.


i trulli

San Michele Arcangelo

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sn

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ap

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professoressa

antonia guerra

portfolio - antoniaguerra@tiscali.it

Sequenza cronologica percorso artistico 1977-1982 Frequentazione dell’Istituto Statale d’arte di Foggia, sez. Decorazione Pittorica, durante questo periodo lavora a studi sulla decorazione del periodo dauno antico, studi che sfoceranno nella partecipazione alla mostra sulle geometrie daune son suoi lavori su ceramiche e legno. La mostra era organizzata dall’Amministrazione Provinciale di Foggia. 1982 Dopo il conseguimento del diploma di maturità d’arte applicata si iscrive all’Accadmeia di Belle Arti di Bari nella sezione di Decorazione. Oltre a seguire l’attività didattica accademica sono di questi anni opere di decorazione e progettazione grafica. 1984 Partecipa all’Expo Arte di Bari con l’opera “Decorazione modulare con sovrapposizioni di colori” acrilico su tela, un’opera corale chiamata “Zoo”, pubblicata nel catalogo della Rassegna Nazionale delle Accademie di Belle Arti Expo 1984. Progettazione e realizzazione di una decorazione per la gioielleria “ Mossa” di via Sparano a Bari, opera realizzata con smalti sintetici su metallo. Progettazione e realizzazione della decorazione die soffiti dello studio notarile “Panessa” a Bari. Tempera su intonaco. In questo periodo frequenta lo studio dell’artista Mimmo Conenna; partecipando alla realizzazione di alcune opere del maestro. 1986 Conclude gli studi accademici con una tesi su “L’evoluzione della decorazione delle macchine volanti dei fratelli Wright alla fine della seconda guerra mondiale”; relatore il Prof. Arch. Francesco Falanga; diploma ottenuto con la valutazione di 110 e lode. 1988-1992 La sperimentazione, la ricerca e la produzione di opere decorative continua e sfocia nella progettazione di manifesti, marchi e materiale di promozione per conto di aziende pubbliche e private. Partecipa fra l’altro, alla progettazione del marchio con relativo logo della Proloco di Mattinata (FG). Progetto grafico della guida turistica di Mattinata; Progetto grafico di manifesti promozionali per conto della Proloco di Mattinata. Progetto e realizzazione di una decorazione per un “Teatrino di marionette” per conto della società di animazione “Blu Animation Team” di Foggia. Acrilico su multistrato. Progettazione e realizzazione di manifesti di grafica per conto della “Blu Animation Team” . Progettazione del calendario 1991-1992 della Libreria per bambini “La luna di carta” di Foggia. Durante questi anni non si sono interrotti gli interessi verso la pittura e le arti visive. La produzione di dipinti sia su carta che su tela è accompagnata dalla produzione di incisioni con la tecnica dell’acquaforte. 1995 Nell’ambito delle manifestazioni culturali organizzate dal comune di Mattinata partecipa con una propria personale presso il palazzo “Mantuano”, dal titolo “Aereopitture, 80 anni dopo Marinetti”. 1999 Inizia la collaborazione con il Laboratorio Artivisive; partecipando alla mostra “in permanenza”. “2000 e passa: una mostra in bilico” sempre con il Laboratorio Artivisive. 2000 Partecipazione alla mostra “In- contro l’Arte” a cura di Matteo Accarrino e Guido Pensato, Museo Provinciale del Territorio di Foggia; partecipazione alla mostra “Alle sorgenti dell’ineffabile” a cura di Alvaro Spagnesi, Laboratorio Artivisive. Vico del Gargano, “Arte, artisti, amore nel cuore di Vico” Castello Normanno Svevo. Ravenna, “Di provincia in provincia: artisti nel centro della periferia” a cura di Matteo Accarrino presso ARTESTUDIO SUMITHRA. Foggia, “Arte come su m-Arte” a cura di Alvaro Spagnesi presso Kantieri. Foggia, “Il pensiero, la parola, l’arte: più che mai” a cura di Matteo Accarrino e Guido Pensato, Laboratorio Artivisive. Vico del Gargano, “ Arte come su m-Arte” a cura di Alvaro Spagnesi presso Trappeto ipogeico Marateo. Terlizzi, “ Arte come su m-Arte” a cura di Alvaro Spagnesi presso spazio RA centro per la comunicazione totale. San Niccandro Garganico, “ Il pensiero, la parola, l’arte: più che mai” a cura di Matteo Accarrino e Guido Pensato presso l’Auditorium Palazzo Fioritto. 2003 Apricena, personale presso il centro arti visive “Koinè”.

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annamaria fiore

San Nicola

portfolio - annamariafiore2009@live.it

Fiore Annamaria è nata a Bari il 16 Aprile 1983. Attualmente risiede a Santo Spirito in provincia di Bari dove vive con la famiglia. Il percorso di studi si è articolato secondo il seguente itinerario scolastico: Diplomata nel 2002 al Liceo Artistico Statale Giuseppe De Nittis di Bari con indirizzo sperimentale brocca di “Conservazione dei Beni Culturali”. Laureata il 23 Ottobre del 2009 al corso triennale in “Scienze e Tecnologie per la Diagnostica e Conservazione dei Beni Culturali” presso la Facoltà di Scienze all’Università di Bari.Durante questi anni di studio ha ottenuto presso l’Università, contratti di collaborazione part-time ai servizi resi dalla stessa presso il C.I.S.M.U.S. e il Dipartimento Geomineralogico (Università Campus di Bari). E’ stata impiegata come guida nel Museo di Scienze della Terra e ha ricoperto incarichi di particolare responsabilità. Più precisamente si è occupata della catalogazione della più vasta collezione di rocce e minerali che il suddetto museo conserva. Ha partecipato attivamente agli eventi scientifici quali quelli compresi negli avvenimenti de: “Settimana della Cultura Scientifica” (dal 13 al 17/03/06, dal 19 al 23/03/07, dal 3 all’8/03/08); “Notte dei Ricercatori” (il 22/09/06 e il 28/09/07). Durante queste manifestazioni ha assolto incarico di guida presso il Museo di Scienze della Terra del dipartimento Geomineralogico dell’Università Campus di Bari. Attualmente oltre ad essere consulente in una prestigiosa azienda “Network Contacts” finalizzata alle attività di customer care e direct marketing, è tirocinante presso la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Puglia in sede a Bari. Parallelamente all’attività lavorative coltiva i suoi interessi e le sue passioni. La sua più grande è quella per la pittura seguita dalla fotografia. Ha partecipato ad un corso avanzato di fotografia presso l’Associazione Culturale Arci Tressett di Giovinazzo. Durante gli studi liceali ha avuto la possibilità di conoscere ed acquisire le varie tecniche artistiche: l’acquerello, l’affresco, l’incisione, la xilografia, la tempera e l’olio, sperimentando in particolar modo la pittura ad olio. Cercando di imprimere, con ogni pennellata, un’anima ai suoi quadri per dar così vita alle figure ed ai paesaggi raffigurati nelle sue tele ha unito alla tecnica dei colori ad olio quella di utilizzare stucco e gesso nelle sue immagini. Unendo queste tecniche alla passione per la pittura, ha partecipato a diverse mostre e concorsi di pittura tra cui: 2004,2005,2006- “Arte… sotto le stelle” – Bisceglie (BA), 2004- “Suoni, sapori, colori di terravecchia” – Pietramontecorvino (FG), 2005- “Collettiva” – Art Gallery di Giovinazzo (BA), 2006- “Mostra”- Conversano (BA), 2007- “Mostra Sagra”- Giovinazzo (BA), 2007- “Mostra” – Polignano a mare (BA), 2007- 1° Premio “Mostra Sagra” – Santo Spirito (BA), 2008- Premio della giuria tecnica “Coriandoli” – Bari, 2008- Premio “Collettiva di arte contemporanea” – CuberArt di Gioia del Colle (BA), 2008- “Antichi sapori e colori di Puglia” – San Marzano di San Giuseppe (TA). In quest’ultima mostra la sua opera pittorica è stata catalogata nella raccolta di Vincenza Musardo Talò intitolata “Segni ed emozioni in melodie cromatiche” dalla quale si riporta la critica ottenuta dalla sua tela intitolata “Terra di Puglia” (olio su tela 60x80cm):”Immaginifica, surreale composizione pittorica, tesa a cogliere l’essenza di una natura in pieno rigoglio estivo, proprio della Terra di Puglia. Cielo e terra respirano le medesime vibrazioni, senza alcuna cesura segnica. L’abilità della tecnica – l’impasto doppio, con macchie sovrapposte – e l’uso di una sintassi cromatica, abile nel campire i diversi piani del tessuto pittorico, approdano a esiti di certo impressionismo, per la magica trasfigurazione degli elementi compositivi, che non si offrono come forme di un reale osservato, ma come pensieri lirici, suggeriti dai miti della memoria.”

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terra di puglia

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architetto

angela leo

portfolio - angelaleo05@libero.it

presente e passato 2007 26x51

“Ispirandosi al simbolismo di Klimt e alle magiche atmosfere del Liberty ha elaborato una propria linea interpretativa e figurale sul nudo, intravisto in un articolato contesto architettonico, dandogli animata corposità” Vito Cracas. Cercando di conoscere e capire a fondo la filosofia del pittore austriaco ho per anni adottato il ridisegno come metodo di studio, analisi e conoscenza sia della tecnica, sia del figurativismo contenuti in un’opera pittorica. Lo studio del cromatismo e la ricerca della luce in un quadro sono stati per me un lungo viaggio. Ho sempre cercato uno stile personale, lontano da canoni e stili comuni: ora l’architettura entra nei miei quadri, come essere materiale e carnale, una sorta di natura morta che spinge al di fuori delle cornici i soggetti femminili in cui sempre mi immedesimo.

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La tecnica da me privilegiata è quella mista su legno, attraverso cui ho la possibilità del pieno contatto con il supporto, e la libertà dell’uso delle più svariate tecniche che variano dai pastelli, agli acrilici, alle più innovative delle paste o foglie oro. Nei miei quadri per me il tempo evoca reminiscenze ancestrali, pace e un equilibrio che nella vita reale è una utopia. Gli occhi e gli sguardi delle donne, che io sono, confessano un percorso introspettivo intrapreso, affascinante e segreto, il tutto in un istante rapito al caos. Nella mano l’ultima tensione, in una carezza o in un tocco delicato proiettato laddove pulsa la vita.


l’amore per l’arte 2007 40x50 anima e corpo 2007 60x70

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Francesco Bello Lorusso Roberto d’Ambrosio

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