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Free Service srl Edizioni - Falconara M. (AN) - Supplemento n. 3 al n. 11 Novembre 2008 di Regioni&Ambiente - Poste Italiane s.p.a. - spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art.1, comma 1, DGB Ancona

M A G A Z I N E n. 3 - Dicembre 2008


EDITORIALE L’anno che sta volgendo al termine è stato, per il nostro Consorzio, un anno denso di attività, attese, impegni e risultati raggiunti. L’ottima performance di recupero (35%) del polietilene immesso sul mercato a livello nazionale ci ha consentito di superare l’obiettivo del 15% previsto dalla vecchia normativa e di avvicinarci al traguardo della nuova. Se queste risultato conferma la buona valenza del nostro sistema consortile, d’altra parte non possiamo non lamentare come, su tutto il territorio del Paese, agiscano dinamiche malavitose che, per trarre iniqui profitti da transazioni e trasporti illeciti, dirottano parte dei rifiuti plastici verso mercati più accondiscendenti (e quindi più convenienti), ma altrettanto poco sicuri in termini di processi industriali virtuosi. Questo argomento sarà trattato più diffusamente nell’articolo a firma della Dott.ssa Claudia Salvestrini, alla pag. 3. Sempre durante l’anno in corso, il processo di revisione della stratificata normativa nazionale nel settore ambientale, ha rappresentato per i Consorzi di recupero e riciclo una sfida tesa alla dimostrazione dell’importanza della propria sussistenza. Dal nostro

punto di vista, accanto al conseguimento ed anzi al superamento degli obiettivi previsti, abbiamo puntato molto sulle dinamiche di formazione dei nostri consorziati, rinnovando il Centro Studi PolieCo nella nuova configurazione di Fondazione Santa chiara per lo Studio del Diritto e dell’Economia dell’Ambiente, promuovendo un intero Ciclo di Formazione con “Diritto all’Ambiente - Corsi & Formazione” e cementando, con l’occasione, rapporti più amichevoli e collaborativi con i rappresentanti degli organi di controllo (si veda, per approfondimento,

l’articolo relativo alle attività proposte dal Consorzio PolieCo durante la 12a edizione della Fiera ECOMONDO di Rimini). E ancora, mentre il sistema Paese si interroga su come recepire nell’ordinamento domestico, la nuova Direttiva europea inerente la gestione dei rifiuti, con i nuovi obblighi comunitari, ecco la voce di una importante organizzazione di categoria, Coldiretti, raccontare la propria esperienza nell’ambito del costo degli imballaggi nel settore agricolo e nel food (pagg. 4-6). Infine, sempre tornando sulla riorganizzazione della normativa italiana, ecco la voce della Confederazione Nazionale delle Piccole e Medie Imprese Artigiane, CNA, proporre una ponderata riflessione sull’argomento (pag. 7). A questo punto, aspettando con fiducia un nuovo anno, nella speranza che venti favorevoli dal mercato globale e rinnovate responsabilità da parte di tutti, concedano a questo Paese di migliorarsi nella coscienza ambientale e nelle scelte derivanti, non resta che augurare a tutti i lettori del PolieCo Magazine i nostri migliori auguri di Buone Feste.

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PolieCo MagazineSOMMARIO IL FENOMENO DELL’ESPORTAZIONE DEI RIFIUTI p.

3

p.

4

di Tommaso Campanile

p.

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INTERCETTARE I MATERIALI PRIMA CHE DIVENGANO RIFIUTI Ad ECOMONDO 2008, ribadita l’importanza della formazione per una rinnovata coscienza ambientale

p.

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di Claudia Salvestrini

INDAGINE COLDIRETTI SUGLI IMBALLAGGI di Stefano Masini

100 MILIARDI DI € IN TRE MOSSE

Sede Legale - Sede Operativa - Presidenza Sportello Servizi Piazza di Santa Chiara, 49 - 00186 Roma Tel. 06/68.96.368 - fax. 06/68.80.94.27 www.polieco.it - info@polieco.it

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Informazione n. 3 - Dicembre 2008

IL FENOMENO DELL’ESPORTAZIONE DEI RIFIUTI di Claudia Salvestrini Direttore Consorzio Nazionale per il Riciclaggio dei rifiuti dei Beni a base di Polietilene - PolieCo

Nel Dicembre 1994 Altero Matteoli, allora Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, ha affermato che: “La gestione da parte delle organizzazioni mafiose del ciclo dei rifiuti può essere attualmente ritenuta altrettanto appetibile, in termini di guadagno, del traffico degli stupefacenti.” Mai frase si è dimostrata più veritiera! “La lotta alle ecomafie è prioritaria - ha ricordato lo scorso agosto, a Palermo il Ministro all’Ambiente e alla Tutela del Territorio e del Mare, Stefania Prestigiacomo a margine della commemorazione del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa - la criminalità organizzata ha puntato molto sulle discariche abusive”. Ovunque si vada, infatti, ci si rende immediatamente conto di come rifiuti di ogni tipo e natura, prendano la direzione dei compiacenti mercati dei Paesi Asiatici ed Africani, invadendoli. Come per tutti gli altri comparti del commercio internazionale, anche il settore dei rifiuti sta vivendo la sua fase di globalizzazione e, anche la criminalità organizzata si è adeguata allo status quo, ad ulteriore dimostrazione di come perversi interessi economici legati alla cattiva gestione dei rifiuti, si leghino indissolubilmente a questo settore. Nel “lontano” 1998 anche il Consorzio PolieCo spinto dalla forte carenza di materiale da riciclo aveva cominciato ad interessarsi all’esportazione di quello che allora sembrava solo un export di materia prima seconda (tale era la definizione), scoprendo, invece, una quantità enorme di rifiuti che partivano verso la Cina, soprattutto Hong Kong. Ma il problema con il tempo non si è risolto, anzi. Così come tali quantità partivano allora, altrettanto fanno oggi, mercè il ricorso alla contraffazione dei documenti di spedizione. Si dichiara, cioé, merce ciò che in realtà è rifiuto, inviandolo verso siti che impianti di trattamento non sono e attraverso società che svolgono solo e soltantanto l’intermediazione. Dove sono gli impianti finali? Che cosa si fa con questi rifiuti? A nessuno è dato saperlo. Mi sono recata personalmente in Cina, più volte, per poter visitare almeno i centri industriali più importanti (Shanghai, Pechino,Tijangin, Canton, Shandong) ma se dovessi individuare

quanti, fra gli impianti di riciclo che ho visitato, meritino tale denominazione, potrei rispondere senza tema di esagerare che questi ultimi si possono contare sulle dita di una singola mano. Oltrettutto, non sono dotati di un adeguato impianto di lavaggio tale da giustificare l’invio da parte degli italiani di materiale così tanto sporco e contaminato. Nel porto di Pechino ho visitato un’area di “appena” 6 ettari dove vengono scaricati containers pieni di rifiuti provenienti dall’Europa, anche con rifiuti Italiani. Infatti, attraverso la strategia della triangolazione, accade che non essendo proibito far viaggiare rifiuti entro Paesi Comunitari, anche senza autorizzazione, si inviano, ad esempio i rifiuti in Germania dove entrano in uno stabilimento (il più delle volte è un semplice impianto di selezione) da cui, successivamente, vengono spediti in Asia. Qui arriva di tutto: toner (con relativa polvere da inchiostro dal conosciuto potere cancerogeno), fusti contaminati da oli minerali, contenitori per vernici non bonificati, plastiche inquinate, carta inquinata, e scarti chimici. Nell’area visitata del porto di Pechino (ma mi hanno riferito dell’esistenza di migliaia di aree analoghe) arrivano commercianti senza scrupoli che comprano la merce e la inviano nei vari villaggi dove ignari contadini si portano a casa questi veleni per selezionarli manualmente e, laddove possibile, ridurne le dimensioni (in questo lavoro “sporco” sono occupati persino i bambini!). Mi hanno riferito che a sud di Canton c’è stato un tale aumento dei casi di tumore a carico di polmoni, fegato e pelle, da indurre le autorità sanitarie cinesi ad intervenire, riscontrando, con le opportune analisi, che sul terreno e nei corsi d’acqua erano presenti enormi quantità di metalli pesanti scaturiti dalle varie lavorazioni di rifiuti provenienti dai Paesi cosiddetti “civili” ed industrializzati. Noi di PolieCo non abbiamo la pretesa di poter fermare questo orrore da soli, ma sicuramente abbiamo l’obbligo ed il dovere istituzionale, come dovrebbero avere anche gli altri consorzi, di aiutare le Autorità competenti sul territorio per monitorare almeno le aziende, al fine di verificare l’esatto iter del percorso dei rifiuti. Non possiamo più tollerare che nostre aziende chiudano perché non riescono a reperire materiale da riciclo. Non possiamo più permettere che un manipolo di malfattori mescoli rifiuti pericolosi o radioattivi-ospedalieri con rifiuti speciali non pericolosi ed esportino questi materiali come merce, truffando lo Stato e mettendo a serio rischio l’ambiente e la salute umana. Dal 1998 ad oggi il PolieCo ha fatto diverse denunce ai NOE, varie alla Guardia Forestale e numerose segnalazioni alla Guardia di Finanza, poca cosa in un mare di business corrotto, ma sicuramente facciamo del nostro meglio per aiutare tutte quelle aziende che fino ad oggi hanno cercato e cercano di lavorare con onestà e nella legalità. Ugualmente abbiamo cercato e cerchiamo di fermare tutti quei prodotti che, altamente tossici ed inquinanti, arrivano nelle nostre case dalla Cina e dall’Asia in generale sotto forma di “prodotti di riciclo”!!!.

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Informazione

INDAGINE COLDIRETTI SUGLI IMBALLAGGI di Stefano Masini Responsabile Ambiente e Territorio Coldiretti

Sul costo dell’imballaggio, poi, non ci si può limitare a considerare la materia prima, che varia a seconda della tipologia utilizzata (carta e cartone, plastica, legno, poliaccoppiato, vetro), in quanto sono molteplici le funzioni che questi materiali devono assolvere - e che hanno un prezzo, quali: • la conservazione del sapore e dell’aroma; • la protezione dall’ambiente esterno, dall’umidità e dalla luce; • lo stimolo dell’interesse e della curiosità del consumatore; • l’attivazione della fiducia rispetto alle caratteristiche evocate dal brand. 2. Indagine Coldiretti sugli imballaggi

1. Premessa

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Sul costo al consumo dei prodotti alimentari incidono molteplici variabili tra cui il costo delle materie prime; il costo del personale (che si deve considerare al netto e al loro dei contributi previdenziali); i costi legati all’acquisizione dei materiali di confezionamento e imballaggi; i costi energetici, scorporati nelle due sottovoci elettricità e energia termica; i costi della logistica. E’ ormai noto, in quanto dimostrato da molti studi, condotti anche a livello internazionale, che gli imballaggi (il cui costo deve comprende anche quello di smaltimento e di recupero) incidono sul prezzo dei prodotti alimentari con una percentuale che varia tra il 10 ed il 50%. Inoltre, non ci si deve limitare a considerare soltanto l’imballaggio che accompagna il prodotto dal supermercato alle nostre case (primario), ma si devono considerare anche gli altri imballaggi (così detti secondari e terziari), che accompagnano le merci negli innumerevoli viaggi, che, purtroppo, irrazionalmente le nostre merci compiono. A tal proposito, secondo una ricerca comparativa dell’Università di Bologna, la cassetta Cpr 6410 a sponde abbattibili - imballaggio riutilizzabile di ultima generazione - anche grazie alla possibilità del riutilizzo (20 utilizzi in un anno per un ciclo di vita di almeno 7 anni) e alle conseguenti riduzioni dei costi di gestione, di risorse naturali, energetiche, umane, e smaltimento, determina un costo medio di 0,52 euro, mentre le spese complessive degli imballaggi non riciclabili sono molto superiori: 0,89 euro per una cassetta plastica a sponde fisse, 1,36 euro per una cassetta di cartone standard, 1,61 euro per una cassetta di cartone policroma.

Le confezioni incidono fino a quasi il 30 per cento sul prezzo industriale di vendita degli alimenti e pesano sulle tasche degli italiani più del prodotto agricolo in esse contenuto. La metà dello spazio della pattumiera nelle case è occupato da scatole, bottiglie, pacchi con i quali sono confezionati i prodotti della spesa e che generano complessivamente 12 milioni di tonnellate di rifiuti, il 40 per cento della spazzatura che si produce ogni anno in Italia. L’agroalimentare, con oltre i 2/3 del totale, è il maggior responsabile della produzione di rifiuti da imballaggio, che si moltiplicano anche per effetto delle strategie di marketing che puntano molto sulle confezioni per favorire le vendite e a causa della tendenza alla riduzione dei formati a favore dei single e delle famiglie sempre meno numerose. Gli imballaggi gettati nella spazzatura sono aumentati dal 2000 ad oggi di oltre 1 milione di tonnellate (+9 per cento) anche se è cresciuta oltre il 66 per cento la percentuale di riciclaggio. Oltre all’impatto ambientale l’imballaggio ha una incidenza notevole sui prezzi sia in quanto componente sempre più rilevante del costo del prodotto sia per il fatto che aumenta il peso da trasportare. Nell’alimentare spesso il costo dell’imballaggio supera quello del prodotto agricolo in esso contenuto, come nel caso dei fagioli in scatola dove l’imballaggio incide per il 26 per cento sul prezzo industriale di vendita, mentre per la passata in bottiglia da 700 grammi si arriva al 25 per cento, per il succo di frutta in brick al 20 per cento e per il latte in bottiglia di plastica sopra il 10 per cento. Gli imballaggi pesano dunque sulle tasche e sull’ambiente, ma è possibile abbatterne il numero adottando comportamenti di acquisto consapevoli al momento di fare la spesa. Si può arrivare a ridurre di oltre due chili a settimana i rifiuti prodotti in famiglia utilizzando, ad esempio, b uste della spesa riutilizzabili (40 grammi di plastica in meno),

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con il ragù fatto in casa (500 grammi di vetro e metallo in meno), acquistando l’insalata fresca anziché confezionata (80 grammi di plastica in meno) o i legumi al mercato anziché quelli in scatola (220 grammi in meno). Ma si moltiplicano anche le iniziative per favorire il consumo di prodotti che non producono imballaggi come l’acquisto diretto nelle aziende agricole o nei distributori di vino o di latte sfusi che consentono di risparmiare fino al 40 per cento rispetto al normale prezzo del latte fresco in vendita con anche il vantaggio di riutilizzare il contenitore impiegato senza dover gettare nell’immondizia le 57 bottiglie di latte all’anno che consuma in media ogni italiano durante l’anno. Inoltre, è possibile contribuire a ridurre i rifiuti prodotti con gli imballaggi scegliendo alimenti freschi (frutta, verdura, carne, formaggi) invece di quelli confezionati, magari acquistandoli direttamente dai produttori agricoli, utilizzando le borse per la spesa fatte con materiali biodegradabili (bio shoppers) o di tela invece di quelle in plastica; preferendo quando possibile l’acqua dal rubinetto invece di acquistare acqua minerale, evitando di dover buttare le bottiglie di plastica; non acquistando i prodotti usa e getta come bicchieri e piatti, a meno che non siano fatti di materiale biodegradabile; preferendo prodotti in confezioni riciclabili o riciclate; scegliendo confezioni grandi invece di quelle monodose; acquistando latte dai distributori alla spina e vino e olio direttamente dal produttore, che ti consentono di riutilizzare le bottiglie evitando di produrre rifiuti.

margine distribuzione e promozioni

margine distribuzione con promozioni

Prezzo vendita = 1,2 euro di cui 51 %

trasporti

…In euro

5%

0,03

2%

0,012 0,1002

scatola

16,7 %

etichette e cluster

3,3%

0,0198

costi produzione industriale

12,9%

0,0774

materia prima agricola (fagioli)

18,5 %

0,111

4. Altri esempi È possibile, poi, fare altri esempi, calcolando l’incidenza del costo degli imballaggi su un una unità di prodotto (1 chilo o 1 litro) e rapportando tale incidenza indicativa ai prezzi rilevati direttamente sul mercato, a campione.

prodotto

incidenza imballaggio %

Stima costo imballaggio (euro) per 1 kg o litro di prodotto

Vino di qualità

15*

0,80

Birra in lattina

18*

0,45

Ravioli freschi (pacco)

12*

1,43

Un litro di latte fresco confezionato costa in media 1,60 euro a fronte del costo di 1 euro per un litro di latte fresco sfuso:

6%

0,072

Costo busta tetrapack

pubblicità

2%

0,024

bottiglia

10 %

0,12

tappo

2,5 %

0,03

0,5 %

0,006

18 %

0,216

materia prima agricola (pomodoro)

10 %

0,12

3. Casi concreti dell’incidenza degli imballaggi sul prezzo finale Per alcuni prodotti, è possibile analizzare più approfonditamente le voci di costo. La passata di pomodoro in bottiglia di vetro da 700 ml di marca:

5

*secondo le stime diffuse da Assoplast

0,612

etichetta

0,2496

trasporti

Costo di una bottiglia di Pet con etichetta

costi produzione industriale

…In euro

pubblicità

Tipologia imballaggio INCIDENZA

Prezzo vendita = 0,60 euro di cui 41,6%

INCIDENZA

Costo netto imballaggio

Incidenza imballaggio sul costo finale

0,105

6,5%

0,07 (senza tappo) 0,10 (con tappo)

4,3 %(senza tappo) – 6,2 %(con tappo)

Asseverano tali considerazioni le eclatanti differenze di prezzo che incontriamo tra i prodotti sfusi e quelli confezionati, di cui la tabella che segue fornisce taluni esempi.

pomodoro grappolo

2,20

Sfuso Euro/kg 1,75

lattuga (non lavorata)

2,22

1,55

Prodotto

Imballato Euro/kg

Differenza % 20% 30%

pasta secca

2,46 (busta)

1,19

50%

riso parboiled

2,97

1,90

36%

riso carnaroli

2,89

1,69

41%

riso arborio

3,66

2,20

39%

I Fagioli borlotti in scatola da 400 grammi:

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Si pensi infatti che i dati emergenti dalle esperienze di vendita diretta di taluni prodotti alimentari sfusi fanno registrare un risparmio che varia tra il 10 ed il 70% e che sale all’80% nel caso delle spezie.

Scegliendo:

La pattumiera si alleggerisce di:

Legumi al mercato invece che in scatola

220 grammi di metallo (4 scatole)

Insalata fresca invece che confezionata

80 grammi di plastica (4 confezioni)

Minestre fatte in casa invece di zuppe e risotti pronti

100 grammi di plastica e cartone (2 confezioni)

RagĂš fatto in casa invece di sughi pronti

500 grammi di vetro e metallo (2 barattoli)

Tonno sfuso al banco invece di tonno in scatola

180 grammi di metallo e cartone (3 confezioni)

Carne dal macellaio invece di carne confezionata

30 grammi di polistirolo e cellophane (3 confezioni)

Pesce dal pescivendolo invece di pesce congelato

80 grammi di cartone (2 confezioni)

Biscotti e torte fatte in casa invece di merendine e biscotti confezionati

90 grammi di carta, plastica e cellophane (2 confezioni)

5. Acquista prodotti in confezioni riciclabili o riciclate.

Acqua del rubinetto e spremute invece di acqua minerale e bevande

500 grammi di plastica (10 bottiglie)

6. Scegli confezioni famiglia invece di quelle monodose.

Tovaglioli e strofinacci di stoffa invece di tovagliolini e rotoloni di carta

220 grammi di carta (2 confezioni)

Buste della spesa riutilizzabili

140 grammi di plastica (7 buste)

TOTALE RISPARMIATO

2,14 CHILOGRAMMI

5. Vademecum per ridurre i rifiuti nella spesa 1. Scegli alimenti freschi (frutta, verdura, carne, formaggi) invece di quelli confezionati, magari acquistandoli direttamente dai produttori agricoli. 2. Utilizza borse per la spesa fatte con materiali biodegradabili di origine agricola nazionale (bio shoppers) o di tela invece di quelle in plastica. 3. Bevi acqua dal rubinetto invece di acquistare acqua minerale, evitando di dover buttare le bottiglie di plastica. 4. Non acquistare i prodotti usa e getta come bicchieri e piatti, a meno che non siano fatti di materiale biodegradabile.

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7. Acquista latte dai distributori alla spina e vino e olio direttamente dal produttore, che ti consentono di riutilizzare le bottiglie evitando di produrre rifiuti.

La tabella seguente riporta alcune scelte di consumo che possono ridurre la produzione settimanale di rifiuti da imballaggio:


Comunicazione n. 3 - Dicembre 2008

100 MILIARDI DI € IN TRE MOSSE di Tommaso Campanile Responsabile DPT Competitività e Ambiente CNA Nazionale

Il Governo ha presentato un Disegno di Legge di delega per il riordino, coordinamento, correzione ed integrazione della legislazione ambientale. Nell’ambito della vasta delega che si concede, lo stesso Governo e il Ministro dell’Ambiente, in qualità di Ministro proponente, hanno fissato tra gli obiettivi e i princìpi generali, da cui non derogare: • una decisa azione di semplificazione degli oneri amministrativi a carico di persone ed imprese; • il riordino delle strutture deputate alla gestione delle risorse ambientali; • la promozione della produzione di energia da fonti rinnovabili. Nell’auspicare un buon lavoro che eviti al Paese di trovarsi di fronte all’ennesimo stravolgimento del quadro normativo, ricordando che i continui cambiamenti legislativi sono dannosi per le persone e le imprese, in ragione delle grandi incertezze che producono sul piano operativo e del diritto, vogliamo qui sottolineare un ulteriore principio inserito nella proposta di legge delega riguardo la gestione dei rifiuti e l’attuazione della Direttiva quadro sui rifiuti appena approvata dal Parlamento Europeo. Questa Direttiva si fonda su un principio di sostenibilità che si traduce nella gerarchia dei rifiuti, così come definita all’articolo 4: “La seguente gerarchia dei rifiuti si applica quale ordine di priorità della normativa e della politica: • prevenzione; • preparazione per il riutilizzo; • riciclaggio; • recupero di altro tipo, per esempio di energia; • smaltimento.”

Infatti l’attività di riuso e riciclaggio prevede un risparmio complessivo di materie prime e di risorse ambientali primarie nell’ordine di qualche miliardo di euro che pesano molto anche sulla bilancia dei pagamenti del nostro Paese. Riuso e riciclaggio indicano un modello di sviluppo più sostenibile anche in termini di consumi, ma soprattutto di contenimento dando l’apporto fondamentale al raggiungimento degli obiettivi di Kyoto, risparmiando altri miliardi di oneri dovuti al pagamento delle quote di emissione ed al peggioramento delle condizioni di vita con gravi ripercussioni sulla salute dei cittadini. Riuso e riciclaggio permettono di creare nuove imprese, aumentare l’occupazione in maniera consistente e permanente, sviluppare la ricerca e l’innovazione producendo reddito nazionale e favorendo l’export. Per ottenere tali risultati bisogna attuare alcune imprescindibili condizioni che comportano: • una politica di sostegno alle imprese del riciclo e del recupero; • la garanzia per gli imprenditori e le loro associazioni di poter governare e gestire i processi organizzativi e produttivi al di sopra dei conflitti d’interesse che si generano nelle filiere; • misure premiali per la presenza sul mercato di tali prodotti che consenta, nella correttezza delle regole di non far gravare sui prodotti verdi i costi ambientali di cui sono scevri; • l’informazione e l’educazione dei cittadini nella loro doppia veste di consumatori e di produttori di rifiuti.

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Una corretta prassi istituzionale vuole che i provvedimenti di legge siano accompagnati da una approfondita analisi costi-benefici e dall’indicazione dei risultati attesi, evitando di imporre condizioni che possono danneggiare lo sviluppo delle piccole imprese e la libertà dei cittadini. In questa cornice le attività che si possono avviare potrebbero avere numeri assolutamente più importanti di quelli espressi dal titolo. Se il Parlamento, il Governo e il Ministro dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare avranno questa consapevolezza e questa sensibilità che non dovrebbe mancare, soprattutto, a chi istituzionalmente è responsabile della politica, attuando con la necessaria fermezza queste condizioni, potremmo avere la grande e lieta sorpresa di vedere un segno positivo anche su qualche indicatore della nostra crisi economica e sociale e dell’economia del nostro Paese.

Nel seguire questi precisi indirizzi il legislatore e il politico hanno l’opportunità di cogliere importanti risultati.

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Eventi

INTERCETTARE I MATERIALI PRIMA CHE DIVENGANO RIFIUTI Ad ECOMONDO 2008, ribadita l’importanza della formazione per una rinnovata coscienza ambientale

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Grande successo, ad ECOMONDO 2008, per le attività che PolieCo ha voluto proporre ai suoi Soci e ai partecipanti della 12a Fiera Internazionale del Recupero di Rifiuti, Materia ed Energia e dello Sviluppo Sostenibile. Dopo la fortunata accoglienza riservata alla prima Giornata di Formazione (inaugurata nell’autunno del 2007, proprio in occasione dell’11a edizione di ECOMONDO), il Consorzio PolieCo, ha intuito la necessità di creare una piattaforma formativa da offrire ai portatori di interesse della filiera, implementando l’operato del proprio Centro Studi PolieCo e attivando, all’uopo, una proficua collaborazione fra questo e “Diritto all’Ambiente - Corsi & Formazione”. Dall’esperienza di fine 2007, è scaturito, pochi mesi dopo, un ciclo di Formazione che ha toccato 7 Capoluoghi di Provincia per 8 Giornate di Formazione e, contestualmente, si è proceduto alla trasformazione del Centro Studi PolieCo nella nuova struttura denominata: Fondazione Santa Chiara per lo Studio del Diritto e dell’Economia dell’Ambiente. È con questo “pedigree” e con la forza dei numeri scaturiti dal Report 2008 (che fa riferimento ai dati 2007), dove si evidenzia l’avvenuto riciclaggio di oltre 350.000 tonnellate dell’immesso al consumo di polietilene a livello nazionale), che il Consorzio, si è presentato alla quattro giorni di Rimini. Parola d’ordine per l’edizione 2008 di ECOMONDO era: “Industriarsi correttamente” e per PolieCo questo slogan si è tradotto nel doppio percorso dell’essenzialità legata all’immagine, (veicolata quest’anno dalla sponsorizzazione della prestigiosa Area Caffè Scienza e da un accogliente spazio istituzionale all’interno dell’Area del Riciclo) e dalla buona pratica della formazione. In questo senso si è ripetuta l’esperienza della Giornata di Formazione, costruendo un apposito evento che ha avuto luogo venerdì 7 novembre presso la Sala Neri 1. Titolo del Seminario, aperto ai Soci e ai rappresentanti degli Organi di controllo, è stato: Aspetti pratici in materia di disciplina dell’ambiente - Tendenze del diritto comunitario e domestico in materia di rifiuti. Oltre 300 le presenze registrate dalla Segreteria Organizzativa; una platea che ha raccolto: Imprenditori, Rappresentanti della Guardia di Finanza, dei Comandi Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente (ex NOE), del Corpo Forestale dello Stato, senza contare i tanti Professionisti del Diritto dell’ambiente, i Consulenti e i Rappresentanti delle Istituzioni. “I nostri Corsi di Formazione nascono dall’esigenza di creare un dialogo positivo fra Aziende e Organi di controllo - ha dichiarato in apertura Claudia Salvestrini, Direttore PolieCo - e proprio per meglio conseguire questo risultato che il Consorzio si è dotato della nuova struttura di Fondazione”. Sottolineando, quindi, i risultati raggiunti nell’ultimo anno, la dott.ssa Salvestrini ha puntualizzato come: “malgrado la situazione contingente nel comparto del recupero/riciclo, siamo riusciti a riciclare una ingente quantità di polietilene, sottraendola a flussi poco virtuosi verso l’estero e contenendo, nel contempo, la spesa complessiva nell’ordine dei due milioni di Euro”.

“La questione ambientale è la vera sfida di questo secolo “ ha dichiarato nel suo intervento Tommaso Marvasi, Avvocato del Foro di Roma, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma; Fondazione S. Chiara per lo Studio del Diritto e dell’Economia dell’Ambiente in Roma e Bruxelles, che, rimarcando come proprio da un rinnovato approccio culturale alle tematiche ambientali nascano le risposte giuste alle problematiche contingenti, ha proseguito nel suo intervento affermando: “è un onore presentare la Fondazione Santa Chiara che rappresenta il risultato finale di un percorso virtuoso. Dal Centro Studi PolieCo, nato per promuovere cultura ambientale, alla Fondazione che raccoglie l’esperienza e la professionalità di tanti addetti ai lavori che si sono messi insieme creando un’equipe unica nel panorama nazionale, soprattutto in riferimento a quanto altri Consorzi analoghi al PolieCo, non sono riusciti a costruire”. A portare la voce delle massime Istituzioni nazionali è stato l’On. Angelo Alessandri, Presidente VIII Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati, che ch e ha rric ricordato icor orda dato to aaii pr pres presenti esen enti ti come: ccom ome: e: “L’obbligo L ob obbl blig igo o as assu assunto sunt nto o da questo ques sto Gov Governo over erno n è que quello uell l o di cconseguire onse on s gu guir iree un ben benessere e essere dif diffuso, iffu fuso so, affinché affi af ffi fincché ssii p pe persegua erseg rsseg egua ua iill bi ua b binomio ino nomi no m o ssa mi salute-ambiente” alu utee--a amb bie ientte”

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Eventi n. 3 - Dicembre 2008

“Non abbiamo molte risorse da destinare ai vari settori - ha ricordato - dobbiamo certamente fare i conti con le spese fisse, tuttavia, ci sono tante risorse di privati che possono intervenire nel settore pubblico, a patto che il pubblico sappia dettare regole chiare, condivise e non frapponga impedimenti politici o vincoli”. “Dobbiamo dare modo agli attori del settore di operare correttamente e tempestivamente”, ha dichiarato il Presidente PolieCo, Enrico Bobbio, sottolineando come: “il problema della raccolta differenziata debba essere affrontato anche a priori, recuperando i diversi materiali prima che questi divengano rifiuti”. “Abbiamo 350 operatori disposti a lavorare in questo senso ha ricordato il Presidente a chiusura del suo intervento consentendo pure un sostanziale abbattimento dei costi”. Voce dell’Associazionismo ambientale è stato Gaetano Benedetto, esponente del WWF Italia che, ha iniziato il suo intervento affermando che: “Quello dei rifiuti è un settore strategico offuscato da 4 normative molto farraginose e poco interpretabili… Molte norme, quand’anche giuste, non risolvono il problema se, all’aumentare della capacità di recupero recu re cupe pero ro iin n te term termini rmin inii di R RD RD, D, a aum aumentano umen enta tano no a anc anche nche he llee qu quan quantità anti tità tà di rif rifiuti fiuti immessi sul mercato”. una rinnovata ambientale “Dobbiamo ripartire da a un u na a ri rinn nn nov ovata att ccultura ult ltur ura a am amb biiientale b

ha proseguito e da un diverso senso di responsabilità che deve interessare, in primo luogo, le Pubbliche Amministrazioni, che, in questi ultimi anni,sono state deresponsabilizzate”. “Se non si avrà la capacità di creare meccanismi di mercato che invoglino le imprese e le PP. AA. ad interessarsi dei prodotti derivanti dal riciclato ha concluso - non si realizzerà mai una corretta filiera del rifiuto”. In seguito, è intervenuto Salvatore Adamo, Assistente tecnico dell’On. Marcello Vernola - Vice Capodelegazione di Forza Italia al Parlamento Europeo, che ha spostato l’attenzione dell’uditorio sugli aspetti innovativi che le redigende nuove normative europee in materia ambientale, porteranno al settore. A questo punto, è intervenuto, fuori programma, l’ex Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Alfonso Pecoraro Scanio, che ha voluto portare un suo messaggio nel merito dell’auspicabile aderenza delle norme nazionali sull’ambiente, ai dettati che pervengono dall’UE. “Certi meccanismi e certi privilegi vanno superati - ha affermato l’ex Ministro - tuttavia, l’esperienza e l’iniziativa dell Po de Poli PolieCo, lieC eCo o, d dim dimostrano imos ostr tran ano o ch chee qu qual qualcosa alco cosa sa d dii bu buon buone onee cc’èè ne nell si sistema”. Concluso Co oncclu luso l’ultimo in intervento nte terv rven ento to iist istituzionale, stitituz uzio iona nale le, l’l’in l’incontro inco co ont n ro è entrato ent ntra rato ra ato nel neell

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vivo del suo oggetto, con la lunga teoria di interventi mirati. Ad aprire i lavori è stato Maurizio Santoloci, Magistrato di Cassazione, già Membro della Commissione Ministeriale per la revisione del Testo Unico Ambientale; Consulente Giuridico del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, per la criminalità ambientale, nonché Direttore della testata giornalistica on-line: www.dirittoambiente.net, il quale ha relazionato sul profilo penalistico (deviato) del rifiuto, a partire dalle sollecitazioni del D. Lgs. n.152/2006 così come modificato dal D. Lgs. n.4/2008. A seguire, la gradevole, seppur tecnica, trattazione sulla concorrenza nella gestione dei rifiuti, a partire dall’esperienza del PolieCo, svolta dal prof. Franco Silvano Toni di Cigoli, Università degli Studi di Padova- British Institute of International and Comparative Law (BIICL) di Londra - Fondazione S. Chiara per lo Studio del Diritto e dell’Economia dell’Ambiente in Roma e Bruxelles. La sessione pomeridiana della Giornata di Formazione, si è aperta con la prolusione del Presidente PolieCo, Enrico Bobbio, il quale, ha inquadrato il focus della discussione riportando l’attenzione dei presenti alle problematiche che vive il comparto del riciclo. “La grande differenza delle regole e la diversa interpretazione delle stesse, sconcerta il mondo dell’impresa”, ha affermato e, alludendo alla nuova Direttiva europea sui rifiuti, si è chiesto come questa sarà recepita nell’ordinamento italiano. “Ci aspetta una stagione interessante dal punto di vista politico - ha proseguito - speriamo che non trascorra inutilmente”. Tornando sulla questione della riduzione dei rifiuti, di cui i soli imballaggi rappresentano 1/3 della quantità totale prodotta in Italia, il Presidente Bobbio ha riportato, a titolo di esempio: “come il 30% del costo riferibile al food, sia imputabile alla sola massa degli imballaggi”. “Se l’intero sistema della grande distribuzione, finora, ha beneficiato dei vantaggi degli imballaggi - ha dichiarato - è il caso che lo stesso sistema intervenga nel ciclo dei rifiuti prodotti e, in questo senso, i nostri operatori sono pronti a collaborare”. Concludendo il suo intervento con una nota propositiva, il Presidente PolieCo ha ribadito l’impegno del Consorzio a lavorare affinché i proprio associati siano stimolati a cap-

tare i materiali prima che questi diventino rifiuti a tutti gli effetti. “Come per certi alimenti le organizzazioni sindacali di categoria stanno promuovendo il cibo a Km zero - ha concluso il Presidente Bobbio anche per quanto concerne i rifiuti, il nostro sistema industriale è pronto a rinunciare al “turismo dei rifiuti””. Successivamente i lavori della seconda parte della giornata sono proseguiti con gli interventi in programma, a partire da quello dell’ing. Ernesto dello Vicario, Coordinatore Area Rifiuti www.dirittoambiente.net testata giornalistica on line; Dirigente Area Ambiente del Comune di Fiumicino, che ha relazionato sul recupero dei rifiuti in procedura semplificata. A proseguire, è stato il dott. Roberto Rossi, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Bari - Fondazione S. Chiara per lo Studio del Diritto e dell’Economia dell’Ambiente in Roma e Bruxelles, che ha portato la propria esperienza di Pubblico Ministero nel merito del diritto penale nelle spedizioni transfrontaliere di rifiuti. Infine, a cura del dott. Alberto Pierobon, Consulente ambientale; Componente della Segreteria Tecnica del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare; Fondazione S. Chiara per lo Studio del Diritto e dell’Economia dell’Ambiente in Roma e Bruxelles, è stata sviluppata una corposa trattazione delle questioni relative all’assimilabilità nella gestione dei rifiuti, ponendo l’accento sulle problematiche della disciplina di riferimento e sulle questioni operative. A conclusione della giornata la Dott.ssa Claudia Salvestrini ha tenuto a precisare come: “con l’incontro di oggi si chiude il Ciclo di Formazione 2008 che, nelle sue varie declinazioni locali ha riscosso, ovunque, un grande successo in termini di presenze”. “Se durante l’anno in corso - ha proseguito - abbiamo privilegiato i Capoluoghi di Provincia quali luoghi dove proporre i nostri Corsi, a partire dal 2009, cercheremo di arrivare più a fondo nel cuore del territorio del Paese”. “Vogliamo raggiungere controllati e controllori, là dove essi operano quotidianamente - ha concluso, infine - e proprio per questo intendiamo ripetere il nostro ciclo formativo con un nuovo calendario che sarà comunicato quanto prima”.

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N.3 Dicembre 2008 - Polieco magazine  

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