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APRILE 2008


INDICE Regione Marche Terza corsia a14, buone pratiche ambientali… in corso

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Efficienza energetica e fonti rinnovabili: stanziati 1,3 milioni di euro

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Una nuova Riserva Naturale

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Il piano di risanamento della qualità dell’aria p.

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Progetto EASY di Donatella Mancini

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PICENAMBIENTE spa 1998-2008: 10 anni di PicenAmbiente a cura di Donatella Mancini

SOMACIS pcb industries La sicurezza dell’ambiente di lavoro di Paride Piancatelli

Seminario Camera di Commercio di Ancona “Innovazione ambientale ed efficienza energetica” di Donatella Mancini

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REGIONE MARCHE

Seminario organizzato dalla Regione Marche in collaborazione con Autostrade per l’Italia Spa

TERZA CORSIA A14, BUONE PRATICHE AMBIENTALI… IN CORSO La Regione Marche è tra le prime regioni italiane ad aver promosso e prescritto l’utilizzo di pratiche ambientali per la realizzazione della terza corsia dell’A14. Il Servizio Ambiente della Regione Marche, infatti, nell’ambito della procedura nazionale di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), ha individuato alcune prescrizioni alle quali la Società Autostrade si sta attenendo nel corso dei lavori. La terza corsia del tratto Rimini Nord - Pedaso, che passa lungo la costa marchigiana, sarà infatti realizzata nel rispetto di buone pratiche ambientali che vanno oltre le comuni prescrizioni. Di questi temi si parlerà nella sede regionale l’8 maggio 2008, nel corso del Seminario “Terza corsia A14, Buone pratiche ambientali…in corso”, organizzato dalla Regione Marche - Assessorato Ambiente, in collaborazione con Autostrade per l’Italia spa. Diversi e interessanti gli argomenti di dibattito: il sistema di monitoraggio ambientale, la sperimentazione di malte foto-catalitiche per ridurre l’impatto sulla qualità dell’aria, fino ai rimboschimenti in tutta la regione. Durante i lavori già avviati del tratto autostradale summenzionato, la stessa Società Autostrade è andata oltre le prescrizioni, scegliendo di utilizzare tecniche innovative per il riutilizzo dei materiali provenienti dalle demolizioni. Il Seminario è stato organizzato per presentare alla comunità

Un tratto della A14 nei pressi di Ancona

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regionale le principali pratiche ambientali adottate per l’ampliamento di una grande infrastruttura regionale. I risultati di tali buone prassi potranno fornire utili indicazioni a Imprese, Associazioni di categoria e Ordini professionali del settore, nonché agli Enti Locali interessati da lavori infrastrutturali. I lavori del Seminario, coordinati dal Dirigente del Servizio Ambiente e Paesaggio, Antonio Minetti, saranno aperti da Loredana Pistelli - Regione Marche, Assessore Viabilità a cui farà seguito Franco Tolentino - Autostrade per l’Italia spa, project manager del progetto ampliamento A14, che illustrerà il progetto, i lavori in corso e le principali innovazioni introdotte. Duilio Bucci - ARPA Marche si soffermerà sul sistema di monitoraggio, mentre Lorenzo Antonelli - Regione Marche, Gabriele Fava - Università Politecnica delle Marche e Walter Vignaroli - ARPA Marche tratteranno il tema dell’utilizzazione di malte foto-catalitiche. Quindi, Felice Santagata e Maurizio Bocci dell’Università Politecnica delle Marche e Stefano Orilisi dell’ARPA Marche, Dirigente Servizio Rifiuti, Suolo e Territorio - Dip.to prov.le Ancona, illustreranno le varie Tecniche di riciclo dei materiali destinati a rifiuto. Antonio Minetti svolgerà una relazione sulla realizzazione di Boschi urbani. Infine, seguirà un dibattito mentre le conclusioni saranno lasciate all’Assessore Regionale all’Ambiente, Marco Amagliani.


EFFICIENZA ENERGETICA E FONTI RINNOVABILI: STANZIATI 1,3 MILIONI DI EURO

Amagliani: “Grazie ai fondi europei, finanziati altri 14 progetti coerenti con il PEAR”

Impianti fotovoltaici sui tetti delle scuole per la produzione di elettricità; impianti solari a collettori per produrre acqua calda destinata agli spogliatoi dei campi sportivi; impianti di cogenerazione per la produzione di elettricità e riscaldamento nelle case di riposo e nelle piscine; sistemi a pompa di calore per il riscaldamento e condizionamento: sono questi alcuni dei progetti presentati dagli Enti Locali e finanziati dalla Regione Marche. I progetti, in totale 14, per un contributo complessivo pari a 1,28 milioni di Euro, concorreranno a raggiungere gli obiettivi del Piano Energetico Ambientale Regionale (PEAR), incrementando la produzione regionale di energia e, allo stesso tempo, riducendo le emissioni, coerentemente agli impegni di Kyoto per contrastare i cambiamenti climatici. La concessione dei contributi regionali è avvenuta utilizzando i fondi europei della nuova programmazione 2007-2013, in particolare per l’attuazione del Programma operativo regionale per la competitività e l’occupazione (POR-FESR 2007-2013). Si è così proceduto attingendo alla graduatoria, già approvata, relativa a un precedente bando (misura 2.8 del Docup Ob.2) volto all’incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili e il miglioramento dell’efficienza energetica mediante impianti di cogenerazione. Ciò è stato possibile grazie alla coincidenza tra gli obiettivi della precedente misura del Docup e quelli del nuovo programma regionale POR che, nell’asse 3, si prefigge di promuovere uno svi-

luppo energetico sostenibile attraverso l’utilizzo delle fonti rinnovabili, il miglioramento dell’efficienza energetica e la promozione del risparmio energetico. Rispetto al POR, i progetti risultano coerenti anche in termini di soggetti beneficiari e di spese ammissibili. Dato l’enorme successo del bando, in precedenza non si era riusciti a soddisfare completamente le richieste di finanziamento. Grazie allo scorrimento della graduatoria è stato quindi possibile procedere con le oltre 70 domande pervenute dagli Enti Locali, per un investimento complessivo di quasi 18 milioni di Euro. Tramite questi progetti sarà possibile ridurre il fabbisogno energetico regionale e contemporaneamente ridurre le emissioni climalteranti di quasi 9 mila tonnellate annue. “A fronte della corsa al rialzo del prezzo del petrolio - sottolinea l’Assessore all’Ambiente Marco Amagliani - e all’improbabilità, a detta degli esperti del settore, che i prezzi tornino ai livelli visti nella prima parte di questo decennio, le misure del PEAR risultano perfettamente strategiche. Grazie al risparmio energetico, all’efficienza energetica e allo sviluppo delle rinnovabili, sarà possibile rendere il sistema regionale sempre meno dipendente dall’esterno e capace di dare il proprio contributo al raggiungimento degli obiettivi di Kyoto. Occorre proseguire su questa strada facendo leva sul fermento diffuso su tutto il territorio regionale e dimostrato dall’ottima risposta riscontrata rispetto agli obiettivi strategici del Piano Regionale.”

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UNA NUOVA RISERVA NATURALE L’Assessore all’Ambiente ha proposto di modificare la denominazione in Riserva Naturale del Monte San Vicino e del Monte Canfaito

Istituire a Roti, Acqua dell’Olmo e Canfaito una Riserva Naturale Regionale: è quanto prevede la delibera della Giunta trasmessa al Consiglio Regionale. Si tratta anche della prima riserva a carattere regionale nella provincia di Macerata che vanta altre due riserve naturali nazionali (Abbadia di Fiastra e Torricchio) e una porzione del Parco Nazionale dei Sibillini. La nuova Riserva (oltre 2.540 ettari di superficie) presenta un elevato valore naturale testimoniato dalla presenza del sito di importanza comunitaria “Monte San Vicino”, dalla Zona di Protezione Speciale “Monte San Vicino e Monte Canfaito”, dai tenimenti demaniali regionali e dalla aree floristiche “Monte San Vicino” e “Piani di Canfaito”. “Un territorio di particolare pregio - osserva l’Assessore all’Ambiente, Marco Amagliani che ha proposto, su richiesta degli Enti Locali, la denominazione di Riserva Naturale del Monte San Vicino e del Monte Canfaito - non solo sotto il profilo naturalistico, che va tutelato con le giuste misure di conservazione. È dotato di un mosaico di valli di “alta montagna” difficilmente rintracciabili in altri ambiti territoriali della Regione, e di ricchezze di carattere storico e culturale. Due valori che, anche da soli,

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potrebbero motivare, in futuro, un possibile allargamento dell’area protetta”. Considerato l’altissimo valore ambientale dell’intera area, l’iter per l’istituzione della Riserva, iniziato dalla Regione nel gennaio del 2006, ha visto da subito il pieno sostegno di WWF, Legambiente, Club Alpino Italiano, Italia Nostra, Federazione nazionale Pro natura e delle Associazioni “Spizzichino” e “Lupus in fabula”. Tra le finalità, alla base dell’istituzione della riserva, c’è la necessità di conservare le tipologie vegetali, in particolare le aree floristiche e i biotipi di interesse geologico, paesaggistico e naturalistico (come la Gola di Jana, Bocca de Pecu o Sasso Forato). I segni antropologici e archeologici come grotte, anfratti e ripari sotto roccia, abitati fin dalla preistoria; la tutela di specie animali presenti, in particolare lupo, capriolo, gatto selvatico, gufo reale, falco pellegrino e picchio rosso: sono le testimonianze che indicano la necessità di conservare un habitat idoneo. Occorre poi salvaguardare il patrimonio storico monumentale, come l’abbazia di Santa Maria de Rotis, e i valori storici con i segni lasciati dalla resistenza dei gruppi partigiani attivi in questi territori durante la seconda guerra mondiale. A tal propo-

sito l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI) ha più volte sottolineato lo straordinario rilievo storico dell’area, fulcro di numerose e importanti battaglie partigiane culminate con la sconfitta delle truppe nazifasciste del 24 marzo del 1944. Il regolamento disciplinerà la tipologia e le modalità di costruzione di opere e manufatti, lo svolgimento delle attività artigianali o commerciali, sportive, agricole e pastorali, di ricerca scientifica e biosanitaria da affidare ad interventi di occupazione giovanile, di volontariato, con riferimento alle comunità terapeutiche e al servizio civile. Regola, inoltre, il soggiorno e la circolazione dei mezzi di trasporto, limita le emissioni sonore e provvede all’accessibilità nel territorio del parco attraverso percorsi idonei per disabili. Nel territorio della Riserva sono vietate tutte le attività che possano compromettere la salvaguardia del paesaggio e degli ambienti naturali. La gestione della riserva sarà affidata alla Provincia di Macerata che dovrà comunque conformarsi agli atti che saranno adottati da un Comitato di indirizzo composto dai rappresentanti di tutti gli Enti Locali interessati, delle Associazioni Ambientaliste e dell’ANPI.


Approvato dalla Giunta Regionale

IL PIANO DI RISANAMENTO DELLA QUALITÀ DELL’ARIA Ora all’esame del Consiglio Regionale La Giunta Regionale ha approvato la proposta di deliberazione sul Piano di risanamento e mantenimento della qualità dell’aria. L’atto, presentato dall’Assessorato all’Ambiente, definisce, ai sensi del D. Lgs. n. 351/1999, la lista delle zone e degli agglomerati con livelli di inquinamento superiori o inferiori al valore limite, al fine di adottare, a seconda dei casi, il Piano di risanamento o di mantenimento della qualità dell’aria; se il superamento del valore limite è dovuto a più sostanze inquinanti, la Regione è tenuta a predisporre uno specifico Piano integrato di risanamento. In base alla delibera, che passa ora all’esame del Consiglio regionale per la definitiva approvazione, le misure antinquinamento consistono in una serie di interventi da realizzare nel settore dei trasporti urbani e della mobilità: parcheggi scambiatori; servizi di collegamento con il centro; zone di

penalizzazione o a traffico limitato; mobilità ciclistica. Sono previsti anche incentivi per il rinnovo del materiale rotabile dei mezzi di trasporto pubblico locale, per l’uso del treno e per l’acquisto di auto alimentate a metano o Gpl. Per quanto riguarda l’industria, in programma interventi finalizzati al risparmio energetico e all’utilizzo delle fonti rinnovabili. Ulteriori misure di incentivazione interessano il settore dell’edilizia (posa in opera di “tetti verdi”, finanziamento di esperienze pilota, inserimento di meccanismi premiali per la bioedilizia), il comparto dei consumi (conversione degli impianti di riscaldamento da olio combustibile e da gasolio a metano o a Gpl) e quello produttivo, con il sostegno alle aree ecologicamente attrezzate e l’utilizzo di tecnologie “pulite” di protezione ambientale. Sul piano territoriale, le zone maggiormente interessate dall’inquinamento

dell’aria, oltre la fascia costiera, caratterizzata da densità demografica e presenza di importanti infrastrutture viarie sono, e le valli del Foglia, dell’Esino, del Chienti, e del Tronto, dove si registra un’elevata concentrazione di agglomerati urbani, impianti industriali e importanti vie di comunicazione. Particolarmente delicata risulta l’area compresa tra Ancona, Falconara e la bassa valle dell’Esino, dove, accanto a impianti produttivi di forte impatto ambientale, come la raffineria Api e le centrali termoelettriche, si affiancano grandi infrastrutture, quali l’area portuale, l’aeroporto e l’interporto. In base ai rilievi della rete regionale di monitoraggio atmosferico, i Comuni nei quali il livello delle polveri sottili (PM10) rischia di superare le soglie di allarme sono 61: 20 nelle province di Ascoli Piceno e Fermo; 18 in provincia di Ancona; 12 in provincia di Macerata; 11 in provincia di Pesaro Urbino.

Foto di Davide Amicucci

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CONVEGNI E MANIFESTAZIONI

PROGETTO EASY

Sistema Energetico Locale per piccole e medie aree urbane decentralizzate di Donatella Mancini

Il Comune di Ancona ha presentato il progetto EASY (Energy Actions System) il 17 Marzo u.s., presso l’Hotel “La Fonte” di Portonovo (AN), luogo prescelto per la realizzazione di detto progetto volto allo sviluppo di un Sistema Energetico Locale. Il progetto, della durata di 2 anni, finanziato al 50% dai fondi europei dedicati al programma europeo IEE (Intelligence Energy Europe), vede coinvolti, oltre al Comune di Ancona, altri 7 partner dell’area Mediterranea (vedi box). Oltre alla Baia di Portonovo, le altre aree interessate all’applicazione del Sistema sono: • Villa Real (Spagna); • Isola di Brač (Croazia); • Sikies (Grecia). L’obiettivo generale del progetto è quello di definire, attraverso un processo partecipativo e concertato, un modello di Sistema Energetico Locale per piccole e medie aree urbane

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decentralizzate, al fine di garantire la massima efficienza energetica, la produzione energetica integrata e la diffusione dell’energia prodotta da fonti rinnovabili. La Conferenza di presentazione è stata aperta dall’Assessore allo Sviluppo Sostenibile del Comune di Ancona, Emilio D’Alessio. “Il Comune di Ancona - ha detto - è leader di questo progetto che premia l’innovazione. Si tratta di creare un Sistema di Gestione Integrato di energia negli ambiti non urbani, ma che presentano delle emergenze ambientali. Il Sistema sarà esportabile presso altre realtà analoghe. Gli obiettivi iniziali del progetto EASY sono già stati riformulati. I soggetti coinvolti avrebbero dovuto ridurre del 20% le emissioni di CO2 entro il 2025, ma l’UE ha anticipato i tempi al 2020. L’incremento dell’uso delle energie rinnovabili per l’Italia si attestava al 14%, ma ora l’UE chiede di raggiungere il 17%, per cui ciò che prima era considerato un obiettivo ambizioso ora è diventato un requisito minimo. La Finanziaria 2008


aiuta in questo senso, perchè prevede robusti finanziamenti per le energie rinnovabili. La vita cambierà per tutti, è necessario, quindi, dotarci di strumenti per anticipare e non subire questo processo. Il Protocollo di Kyoto è in fase di dismissione, si sta già lavorando al Protocollo di Copenaghen, che detterà ai Paesi aderenti dei limiti ancora più restrittivi. La scelta verso le rinnovabili, quindi, pur essendo ambiziosa è obbligata”. Di seguito ha preso la parola Marco Cardinaletti, Coordinatore del Progetto EASY. “Si tratta di un progetto - ha sostenuto - che necessita di entusiasmo anche da parte della comunità, perché coinvolge i privati, gli operatori e le istituzioni. Nei Comuni il maggiore consumo riguarda l’energia elettrica. Anche ad Ancona c’è stata una crescita esponenziale delle emissioni di CO2: nel 2004 è stata registrata una produzione pro capite di 9,75 tonnellate di emissioni in atmosfera. Il progetto mira a realizzare un sistema energetico integrato su aree urbane decentrate con peculiarità dal punto di vista energetico ed economico. Il progetto ha una dimensione transnazionale che prevede: • un’agenzia per l’organizzazione degli eventi e per tenere i contatti tra i partner coinvolti; • un Comitato direttivo che garantisca il rispetto del programma; • un gruppo di lavoro di tecnici; • un organo di comunicazione. Mentre a livello locale saranno realizzati: • un forum Portonovo, spazio aperto di discussione per la definizione, presentazione ed approvazione dei risultati ottenuti attraverso le attività locali; • un gruppo di esperti locali; • gruppi tematici di lavoro”. Era presente all’incontro, anche Lanfranco Giacchetti, Presidente Ente Regionale Parco del Conero, che ha manifestato la disponibilità al ricorso all’uso di energie rinnovabili nell’area di Portonovo, purché la scelta non prescinda dalla tutela ambientale dell’area protetta. Per l’ing. Alessandro Rabini, Agenzia di Risparmio Energetico (ARE) partner tecnico in questo progetto, “si tratta innanzitutto di migliorare il sistema energetico già vigente”. “La scelta è caduta sulla Baia di Portonovo - ha affermato - per diversi fattori. Innanzitutto per la conformazione geomorfologia che la rende difficilmente raggiungibile, inoltre per la sua vocazione turistica che determina un picco di consumo di energia nel periodo estivo, infine, per l’aspetto ambientale, trovandosi nell’area protetta del Parco del Conero”. A seguire è intervenuto il prof. Costanzo Di Perna dell’Uni-

versità di Ingegneria - Dipartimento di Energia che collabora da un punto di vista tecnico alla realizzazione del progetto. “Lo scopo del progetto - ha detto - è ridurre i consumi dell’area di Portonovo e di conseguenza le emissioni di CO2, inoltre il modello deve essere replicabile nelle altre località interessate. Portonovo è un’area turistica isolata con difficoltà di approvvigionamento di energia. Per ridurre le emissioni di CO2 si potrebbe pensare di costruire un parcheggio con tettoie fotovoltaiche, come una centrale a biomasse, ma il primo provvedimento da prendere è quello della riduzione dei consumi, intervenendo sugli edifici onde limitare le perdite energetiche. Ad esempio si potrebbe realizzare una ristrutturazione energetica con i cappotti, applicando schermature solari ed aumentando l’inerzia termica. Un altro aspetto importante è costruire un grafico dei consumi per capire la loro distribuzione sia nel tempo che nelle modalità”. A questo punto l’ing. Di Perna ha chiamato in causa il collega ing. Mauro Moroni che ha parlato di impianti centralizzati e distribuiti. Tra gli impianti centralizzati utilizzabili per la produzione di energia ci sono: • fotovoltaico; • eolico; • cogenerazione; • solare termodinamico; • idroelettrico. Tra gli impianti distribuiti: • piccolo fotovoltaico; • minieolico; • microgenerazione; • idroelettrico. “Per ridurre le emissioni di gas in atmosfera - ha sostenuto Moroni - oltre all’utilizzo delle fonti rinnovabili è necessario intervenire sul traffico costruendo piste ciclabili, utilizzare i mezzi pubblici e le auto collettive. Inoltre bisogna intervenire sull’illuminazione pubblica con applicazione di sistemi LED

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e riduttori di flusso luminoso. Si potrebbe operare anche sugli impianti a gas per la cottura dei cibi, sostituendoli con sistemi elettrici e forni a legna”. L’evento mattutino (la giornata è proseguita nel pomeriggio con tavoli tematici di lavoro) è stata chiusa dall’intervento di Giorgio Pesaresi, Presidente Portonovo Srl che si occupa della gestione ambientale dell’area (raccolta rifiuti; cura del verde; trasporti; gestione campeggio la Torre; gestione parcheggi; cura della chiesa Santa Maria di Portonovo) “Portonovo - ha dichiarato - costituisce un laboratorio ottimale per realizzare un uso delle risorse energetiche rinnovabili. La zona è bella, ma difficile da gestire perché dobbiamo conciliare un turismo di massa con un turismo di èlite. Il

Comune ha già realizzato un’opera molto importante: l’impianto di depurazione. La società Portonovo Srl, da parte sua, con la Raccolta Porta a Porta ha raggiunto livelli eccezionali di Raccolta Differenziata. Utilizza, quindi, bus a metano, ma rimane il grosso problema dell’approvvigionamento dell’energia elettrica. Perciò la società è molto favorevole all’utilizzo delle fonti rinnovabili. Per il campeggio “La Torre” si era pensato di realizzare pannelli solari ed impianto fotovoltaico, ma poi l’Ente Parco del Conero ha frenato gli entusiasmi, soprattutto sul solare, in quanto i pannelli sarebbero visibili dall’alto. L’autonomia energetica a Portonovo sarà difficile da realizzare, ma nel frattempo si possono migliorare i comportamenti dei residenti”.

Portonovo (AN). La splendida baia sotto il promontorio del Conero dove si è svolta la presentazione del Progetto EASY

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PICENAMBIENTE SPA

1998-2008: 10 ANNI DI PICENAMBIENTE a cura di Donatella Mancini

Picenambiente ha celebrato il 29 Marzo u.s. il decennale della sua costituzione con il Convegno “Un successo in continuo sviluppo, per il territorio” che è stato un momento di confronto e di dialogo con tutte le istituzioni pubbliche e le forze sociali del territorio sul modello della gestione dei servizi pubblici locali. Al convegno è poi seguita una cena conviviale presso l’Hotel “Parco dei Principi” di Grottamare. PicenAmbiente è una società mista pubblico-privata della provincia di Ascoli Piceno costituita, appunto, nel 1998 ai sensi della Legge n. 142 del 1990, da Comuni per affidarle la Gestione integrata dei servizi pubblici ambientali. L’azienda ha avuto una veloce crescita dimensionale e produttiva che l’ha vista, nel corso degli anni, assumere progressivamente le attività connesse alla gestione dei rifiuti, che oggi vengono svolte in ben 35 Comuni, con un bacino d’utenza di oltre 150.000 abitanti. La Compagine societaria, costituita in società per azioni, vede il 50,5% del capitale posseduto dai Comuni e per il 49,5% da 3 partners privati, aziende specializzate nei servizi pubblici ambientali: - EcoService Srl di Corridonia; - Edra Ambiente di Senigallia Soc Coop; - Idro Pompe Srl di Fermo. Attualmente opera in 14 sedi dislocate in tutta la provincia di Ascoli Piceno, di cui due di proprietà: la sede direzionale di San Benedetto del Tronto e il

complesso immobiliare di Pagliare del Tronto nel Comune di Spinetoli. È dotata di un parco automezzi specifici di oltre 155 unità ed ha un organico che conta circa 160 dipendenti, assunti a tempo indeterminato, che in Estate, per far fronte alle esigenze di potenziamento dei servizi, raggiungono 200 unità. Il fatturato aziendale è in continua crescita. Nei dieci anni di attività PicenAmbiente ha svolto una gestione operativa tesa a consolidare e sviluppare continuamente le proprie aree di business, attraverso continui processi di innovazione, organizzativa e tecnologica, e ottimizzazione dei servizi. Picenambiente svolge la propria attività in 4 settori operativi che ne fanno a tutti gli effetti l’unica MultiUtility del Piceno: - servizi ambientali integrati; - depurazione e fognatura; - energia; - gestione di un canile comprensoriale. PicenAmbiente, inoltre, è fortemente e continuamente impegnata - insieme alle Amministrazioni Comunali - nelle attività educative-formative, promuovendo nel territorio molte campagne informative e attività di sensibilizzazione ambientale rivolte, in particolare, alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di 1° grado, ed attività di comunicazione rivolte alle famiglie e agli operatori commerciali, attraverso l’organizzazione di eventi, concorsi,

Da sinistra: il Presidente della Provincia di Ascoli Piceno Massimo Rossi, il Presidente di PicenAmbiente Federico Olivieri e il Direttore generale di Picenambiente Leonardo Collina

manifestazioni, incontri pubblici, giornate ecologiche. Nel corso degli anni, Picenambiente ha organizzato manifestazioni che hanno coinvolto tutti i plessi scolastici dei Comuni serviti e che hanno visto una partecipazioni entusiastica di migliaia di studenti: dalla “Balena Riciclona” al gioco EcoEnigm@; dal gioco “Papà Salviamo l’ambiente” ai concorsi “CicloRiciclo” e “15 minuti… da non buttare via”. Inoltre, partecipa attivamente ai “Progetti Eco School”, promossi dai plessi scolastici del comprensorio. PicenAmbiente è impegnata a raggiungere livelli sempre più alti di qualificazione professionale nello svolgimento delle attività di gestione dei servizi ambientali, attraverso un costante miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia delle proprie prestazioni e la continua ricerca della soddisfazione degli utenti, delle istituzioni, dei collaboratori interni ed esterni, dei soci, in definitiva di tutti gli stakeholders. Oltre ad avere tutte le Iscrizioni all’Albo Gestori dei Rifiuti e Autorizzazioni di legge per il corretto trattamento dei rifiuti nei propri impianti, Picenambiente dal 2006 è certificata ISO 9001 e dal 2008 ha ottenuto anche la Certificazione ambientale ISO 14001, oltre a possedere attestazioni di qualificazioni alla esecuzione di lavori pubblici SOA e a stipulare diverse convenzioni con i Consorzi nazionali di filiera del recupero.

A sinistra il Direttore generale Leonardo Collina mentre viene premiato, in rappresentanza dello staff Aziendale, dal Responsabile dell’Ufficio Marketing e Comunicazione Paolo Mercuriali

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SOMACIS pcb industries

LA SICUREZZA DELL’AMBIENTE DI LAVORO Obiettivo fondamentale per una moderna e avanzata industria di Paride Piancatelli

rivolto anche alla molteplicità delle aziende del territorio, che vuole e deve essere uno stimolo per far capire l’imprescindibile binomio lavoro dell’industria - rispetto dell’ambiente.

Paride Piancatelli, Responsabile Ambiente & Sicurezza SOMACIS pcb industries

SOMACIS pcb industries, azienda da sempre consapevole dell’ormai precario stato di salute del mondo che ci circonda e che rappresenta il futuro per le nuove generazioni, crede che solamente mettendo costantemente le problematiche ambientali all’ordine del giorno nello sviluppo della propria attività produttiva si possa effettivamente perseguire e raggiungere obiettivi di miglioramento, utili per noi e la comunità in cui viviamo. Oggettività, trasparenza e coscienza etico-ambientale devono essere punti fermi per una moderna industria. Il nostro è certamente un piccolo, ma significativo messaggio,

Da anni SOMACIS è impegnata in un percorso di ottimizzazione, attraverso monitoraggi costanti, dei consumi di risorse naturali, come gas metano, acqua ed energia elettrica, ricercando il miglioramento continuo nella gestione degli aspetti ambientali collegati ai suoi processi produttivi: - gli scarichi idrici; - la gestione dei rifiuti vincolata al loro recupero; - le emissioni in atmosfera, con controlli e manutenzioni sistematici; - il rumore emesso verso l’esterno; - la salvaguardia di suolo e sottosuolo. Tra i principali obiettivi ambientali che l’Azienda si pone per il 2008 c’è la riduzione delle emissioni di fibre di amianto incluse nella copertura in eternit di una parte, meno recente, dello stabilimento. La tutela della salute dei propri collaboratori, dovrebbe essere un valore fondante per ogni impresa. Per questo motivo si è deciso l’incapsulamento del materiale contenente amianto, quale soluzione preferibile a quella della rimozione, proprio per non determinare il conferimento di ulteriori rifiuti pericolosi nelle discariche del nostro territorio e per non provocare eventuali immissioni in atmosfera di fibre di amianto.

Nelle foto: interni dei laboratori di ricerca SOMACIS pcb industries

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Naturalmente questo obiettivo ha previsto tempi mediolunghi. Il primo passo è stato compiuto nel 2005, allorché si decise, di “mettere in sicurezza” una parte interna del tetto, quella più vicina ai vari operatori. Nel 2006 tale operazione è stata estesa ad un’altra parte, potenzialmente pericolosa. Poi, nel 2007 è stata completata la bonifica della totalità della parte interna. Entro l’anno in corso, infine, è prevista la bonifica dell’intera parte esterna. Gli obiettivi che erano stati indicati per il 2007 sono stati raggiunti: - è in fase di ultimazione il potenziamento dei sistemi periferici di raccolta contro eventuali sversamenti di prodotti chimici su siti potenzialmente pericolosi, per la salvaguardia dell’integrità dell’ambiente circostante al proprio stabilimento e al suo interno; - installazione di una sirena di allarme per l’evacuazione generale in caso di incidente; - è stato sviluppato un programma di comunicazione verso le parti esterne interessate quali scuole, enti, clienti atto a far conoscere le proprie prestazioni ambientali in modo trasparente e univoco;

- si sono sviluppati sistemi di gestione ambientale, coadiuvati anche da istituzioni come Assindustria, Confindustria, Camera di Commercio; - abbiamo partecipato a Fiere specializzate come ECOMONDO di Rimini. L’impegno per il futuro continuerà ad essere profuso nel miglioramento continuo della programmazione e della gestione. In questa direzione abbiamo compreso che anche i risultati non pienamente soddisfacenti sono la base da cui partire per conseguire crescita e sviluppo.

Headquarters: Via Jesina, 17 - 60022 Castelfidardo (AN) - Italia Tel.(+39) 071721531 - Fax(+39) 07172153239 / 07172153242

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CAMERA DI COMMERCIO DI ANCONA

Seminario

“INNOVAZIONE AMBIENTALE ED EFFICIENZA ENERGETICA” di Donatella Mancini

La Camera di Commercio di Ancona ha organizzato un seminario su “Innovazione ambientale ed efficienza energetica”, svoltosi l’11 Aprile u.s. presso la sala del Parlamentino. L’incontro è stato aperto da Sonia Carbone, responsabile del progetto DINTEC (partnership fra Unioncamere nazionale ed ENEA - Ente per le Nuove Tecnologie, l’Energia e l’Ambiente) che ha presentato le misure atte ad incentivare l’efficienza energetica. Il Consiglio europeo del 9 Marzo 2007 ha fissato gli obiettivi in tema di energia ed ambiente da perseguire entro il 2020: coprire almeno il 20% del fabbisogno energetico con energia da fonti rinnovabili; ridurre di almeno il 20% le emissioni in atmosfera di gas serra, soprattutto CO2, rispetto a quelle del 1990; abbassare di almeno il 20% i consumi energetici. Per raggiungere questi obiettivi sarà necessario definire ed attuare politiche, programmi ed incentivi sia al sistema delle imprese che al sistema della ricerca così da agevolare: un cambiamento nel modo di produrre e consumare energia; l’introduzione di tecnologie innovative; la nascita e lo sviluppo di nuove imprese che facilitino l’innovazione energetica. “In Italia è stato varato - ha detto Carbone - un pacchetto di misure che ben si inseriscono nel quadro comunitario. Gli incentivi rivolti alle imprese sono raggruppabili in 2 categorie: misure per le imprese che consumano energia e misure per le imprese che offrono soluzioni innovative per l’energia. Le agevolazioni fiscali per l’efficienza energetica sono state introdotti nella Finanziaria 2007 e confermati dalla Finanziaria 2008 (vedi box). Un bando (ndr. pubblicato su “Regioni&Ambiente” n. 3 Marzo 2008) al quale si potrà accedere dal 30 Aprile al 30 Giugno 2008, prevede, inoltre, agevolazioni per programmi di ricerca finalizzati

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a realizzare sistemi di produzione di efficienza energetica in aree tecnologiche ad alto potenziale innovativo ed applicativo. La partecipazione al bando deve essere congiunta: un’impresa e un organismo di ricerca. Il costo deve essere di almeno 10 milioni di Euro e la durata non inferiore ai 36 mesi”. Giovanni Manzotti, Camera di Commercio di Ancona, ha ricordato che la Camera di Commercio concede dei contributi alle piccole e medie imprese che adottano Sistemi di Gestione Ambientale (ISO 14001, EMAS) e/o di Responsabilità Sociale di Impresa (SA 8000). È possibile scaricare la documentazione all’indirizzo: www.an.camcom. it home page. Di seguito ha preso la parola Luciano Calvarese, Dirigente Energia Fonti Rinnovabili e Risparmio energetico Regione Marche che ha trattato il tema del PEAR (Piano Energetico Ambientale Regionale) e delle opportunità offerte alle piccole e medie imprese marchigiane. “Le Marche - ha affermato - vivono una situazione di difficoltà rispetto all’approvvigionamento di energia. Il deficit maggiore è rappresentato dal settore elettrico, dove la carenza di energia è pari al 50% del fabbisogno. A livello nazionale l’obiettivo è di raggiungere il 25% di energia da fonti rinnovabili entro il 2012. A livello locale si potrebbero utilizzare varie fonti energetiche, favorite dal PEAR: idroelettrica, già largamente sfruttata; eolica, ancora inesistente; solare, sia per l’energia termica che elettrica; biomasse, produzione “no food”; geotermica, con buoni margini di sviluppo soprattutto per quella a bassa entalpia (ndr: funzione di stato di un sistema che esprime la quantità di energia che esso può scambiare con l’ambiente). La tecnologia dei pannelli solari ancora stenta a decollare in Italia, dove praticamente non esistono aziende che li

producono: soltanto una nelle Marche. Per quanto riguarda, invece, l’utilizzo delle biomasse, recentemente si è assistito ad una inversione di tendenza, in quanto la produzione di piante per scopi energetici aggraverebbe il problema della fame nel mondo. Il PEAR non prevede lo sfruttamento dei rifiuti a scopi energetici perché si deve attenere al Piano dei Rifiuti che punta al raggiungimento della RD al 35%, come conditio sine qua non per l’utilizzo dei termovalorizzatori: per ora esiste solo un piccolo impianto del COSMARI a Civitanova Marche. L’apporto energetico derivante dallo sfruttamento dei rifiuti non sarebbe tuttavia notevole, anche se non trascurabile”. Ha poi preso la parola l’Ing. Gabriele Comodi, Professore Ordinario Università Politecnica delle Marche che ha illustrato la pianificazione energetica all’interno di un’azienda. “Il costo dell’energia - ha detto - è aumentato notevolmente (in 4 anni +24% il costo dell’elettricità al netto delle imposte; + 15% metano al lordo delle imposte), quindi l’efficienza energetica è importante innanzitutto per ridurre il costo delle bollette, oltre che per migliorare l’immagine aziendale. L’audit energetico è uno strumento di valutazione dei consumi, è la fotografia di quanto e come consuma l’azienda dalla quale partire per intervenire nella successiva fase della riduzione dei consumi. È necessario mettere in atto le seguenti operazioni: reperire bollette aziendali relative ad un periodo significativo (ad esempio i consumi dell’Inverno 2006/2007, che è stato molto mite, non fanno testo); verificare se c’è sul mercato un fornitore che garantisce lo stesso servizio ad un costo inferiore; reperire i dati per ricostruire i consumi nell’arco della giornata (1 per ogni mese) e della settimana; censire le utenze elettriche e tecniche; consultare i tecnici dell’azienda; rielaborare i dati e formulare ipotesi


di intervento da quelle più classiche a quelle più futuribili. La scelta delle aziende si basa su criteri economici, ma spesso l’investimento economico le spaventa. Ecco allora che entra in gioco il finanziamento ESCO che investe il capitale per poi dividere con l’azienda stessa gli utili derivanti dal risparmio energetico conseguente”. Di seguito Andrea Forni, Ricercatore ENEA, ha parlato dell’importanza dell’energia fornita dagli impianti fotovoltaici. “I russi - ha commentato - nonostante possiedano giacimenti di gas, in cucina usano l’energia elettrica perché il gas presenta problemi di sicurezza. Entro 10 anni anche in Italia il gas di forni e fornelli sarà sostituito dalle piastre elettriche”. L’ultimo intervento della mattina (il seminario è proseguito nel pomeriggio con un tavolo di lavoro tecnico) è stato quello di Ivano Olivetti, Ricercatore ENEA. “Per risparmiare energia - ha detto oltre che migliorare i sistemi di gestione bisogna rendere i motori più efficienti. L’industria consuma il 50% delle energia elettrica di cui il 70% per l’uso dei motori elettrici. I motori ad alta efficienza possono raggiungere un risparmio di energia del 29%. Sostituendo progressivamente i motori nel giro di 10 anni si riuscirebbe ad ammortizzare i costi, senza tener in conto poi degli incentivi previsti dalla Finanziaria 2008”.

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Ambiente Marche News n. 8 Aprile 2008