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Free Service srl Edizioni - Falconara M. (AN) - Supplemento n. 2 al n. 5 Maggio 2010 di Regioni&Ambiente - Poste Italiane s.p.a. - spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art.1, comma 1, DGB Ancona

periodico

Omologato

N째

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MAGGIO 2010


In copertina: foto di Massimo Fraticelli - retro: foto di Claudio Cardellini

INDICE Rifiuti pericolosi La Regione Abruzzo si mobilita contro il rischio amianto. Amianto: in arrivo contributi regionali per la rimozione Previsti finanziamenti pari al 70% della spesa sostenuta per i privati e pari al 100% della spesa sostenuta per i Comuni di Silvia Barchiesi p. 4 Tutela del territorio Contro frane, alluvioni, terrremoti e incendi un Master per la prevenzione Per la prevenzione delle emergenze,un master finanziato dalla Regione Obiettivo del Master la formazione di professionisti dell’emergenza, specializzati nella prevenzione e mitigazione dei danni, oltre che nella riabilitazione e messa in sicurezza del territorio di Alberto Piastrellini p. 5 Agenda 21 La Giunta Regionale finanzia l’Accordo di Programma “Agenda 21” Dalla Regione, 400 mila euro per lo sviluppo sostenibile Per ciascuna Provincia verrà assegnato un contributo di 100 mila euro di Silvia Barchiesi p.

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Arta Abruzzo Approvato la proposta di legge di riordino L’ARTA verso la riorganizzazione Efficienza e risparmio, i vantaggi di una struttura più snella e meno costosa dell’Agenzia Regionale per la Tutela dell’Ambiente di Alberto Piastrellini

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Bonifica siti contaminati Dalla Regione Abruzzo via libera all’istituzione del Sito di Interesse Regionale Area Chieti scalo, istituito il SIR Dopo la perimetrazione dell’area, interessata da preoccupanti criticità ambientali, un Gruppo di lavoro definirà le linee guida per gli interventi di bonifica di Silvia Barchiesi p. 8 Energie rinnovabili Dalla Regione via libera alla procedura semplificata per la realizzazione di impianti fotovoltaici La Regione Abruzzo spinge sul fotovoltaico Definite anche le “Linee guida” per gli impianti fotovoltaici a terra di Silvia Barchiesi

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Gestione Rifiuti Regione Abruzzo e Consorzio Comprensoriale Smaltimento Rifiuti di Lanciano Via libera all’accordo di programma Previsti il potenziamento del polo tecnologico di Cerratina e il finanziamento per piccoli Comuni, volto a realizzare centri di raccolta di Alberto Piastrellini p. 11 Consorzio Lanciano Consorzio Comprensoriale Smaltimento Rifiuti di Lanciano Un punto di riferimento ambientale per l’intera regione di Silvia Barchiesi

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ACIAM spa ACIAM s.p.a., la Marsica e la rivoluzione del “porta a porta” di Germano Contestabile

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RIFIUTI PERICOLOSI

La Regione Abruzzo si mobilita contro il rischio amianto.

AMIANTO: IN ARRIVO CONTRIBUTI REGIONALI PER LA RIMOZIONE Previsti finanziamenti pari al 70% della spesa sostenuta per i privati e pari al 100% della spesa sostenuta per i Comuni di Silvia Barchiesi

La tutela della salute dei cittadini e dei lavoratori, oltre che la salvaguardia dell’ambiente rientra da sempre tra le priorità strategiche attorno a cui ruotano le politiche ambientali della Regione Abruzzo. Mai sottovalutato, il “problema amianto” è da tempo oggetto di indagini, sopralluoghi, provvedimenti ed ora anche di finanziamenti. Dopo l’elaborazione di un “Piano regionale di protezione dell’ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica; ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto” (L.R. 30.08.1996, n. 75), l’approvazione delle “Linee guida per la realizzazione del Piano”, la realizzazione del “Sistema Informativo Territoriale per la mappatura dei siti della Regione Abruzzo con presenza di amianto - Amianto map” (DGR n. 689 del 9.07.2007), l’approvazione delle seguenti DGR: “Direttive in materia di realizzazione e gestione di discariche per rifiuti costituiti da materiali di matrice cementizia contenente amianto” (DGR n. 258 del 19.03.2007); “Programma per la rimozione e lo smaltimento di piccoli quantitativi di materiali contenenti amianto” (DGR N. 211 del 4.05.2009); “Norme per la protezione dell’ambiente, decontaminazione, smaltimento e bonifica ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto” (DGR N. N. 212 del 4.05.2009); la Giunta regionale, su proposta dell’Assessore all’Ambiente, Daniela Stati, ha approvato il provvedimento con cui si dà avvio al programma di concessione di incentivi pubblici per la rimozione di piccoli quantitativi di amianto (30 mq o 450 kg). Proprio per ridurre la permanenza sul territorio regionale di situazioni determinate dalla presenza di amianto e incentivarne lo smaltimento, la Regione ha dato il via libera a contributi a fondo perduto per Comuni e soggetti privati, alle prese con la rimozione e lo smaltimento di piccole quantità di rifiuti contenenti amianto e di piccole quantità di materiali contenenti amianto in opera. Al 2007 i siti con amianto censiti dalla Regione, grazie a ben 10.167 sopralluoghi, erano 2.375: 1900 edifici pubblici e 475 siti industriali. “Con questo provvedimento - ha commentato l’Assessore regionale all’Ambiente Daniela Stati - si avvia un importante e sentito programma di dismissione dell’amianto con incentivi a singoli privati e ai Comuni a cui farà seguito l’emanazione di specifici bandi pubblici. Una commissione regionale di va-

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lutazione, composta da rappresentanti di Regione, ARTA, ASL e Province, redigerà successivamente, per la concessione dei contributi, in riferimento a specifici criteri e modalità già individuati, le graduatorie delle domande su base provinciale”. Per quanto riguarda, invece, l’entità dei contributi, questa si differenzia a seconda dei destinatari: 1) il contributo massimo erogabile ai soggetti privati, per ogni singolo intervento di rimozione e smaltimento di materiali contenenti amianto, sarà pari al 70% della spesa sostenuta per un massimo contributo ammissibile di € 1.865,00. 2) Il contributo massimo erogabile ai Comuni, per ogni singolo intervento di rimozione e smaltimento di materiali contenenti amianto, sarà pari al 100% della spesa sostenuta per un massimo contributo ammissibile di 1.865,00 euro, mentre saranno riconosciuti i contributi ad ogni singolo Comune fino ad un massimo di 10.000,00 euro. “Per i Comuni - ha aggiunto l’Assessore Stati - abbiamo già avviato degli interventi operativi per oltre 2 milioni di euro, sostenuti da cofinanziamenti regionali al 70%, nell’ambito del piano triennale per l’ambiente”. Oltre ai contributi stanziati, l’Assessore Stati, ha inoltre annunciato ulteriori passi avanti nella lotta all’amianto: “In un altro provvedimento da me proposto, è stata approvata l’istituzione del Comitato Tecnico Interdisciplinare per i lavori relativi alla definitiva elaborazione del Piano Regionale Amianto. Da questo punto di vista purtroppo l’Abruzzo è fanalino di coda insieme alle Regioni Puglia e Molise, non avendo ancora approvato il Piano Regionale Amianto. Stiamo cercando di recuperare un grave gap e penso che, fatti tutti i necessari passaggi, in autunno anche l’Abruzzo avrà il Piano Regionale Amianto. Un altro tassello che mettiamo per continuare l’opera tesa a portare la nostra Regione ai livelli che le competono”. Secondo gli indirizzi ad oggi forniti dalla Regione, tale Piano, dovrà infatti essere in primo luogo un valido strumento operativo, volto a fornire indicazioni e linee di indirizzo per la protezione, decontaminazione, smaltimento e bonifica dell’ambiente contro i pericoli derivanti dall’amianto, oltre che un prezioso strumento conoscitivo del “problema amianto” nella Regione, in quanto dovrà contenere una mappatura del rischio nel territorio regionale, oltre che un censimento degli impianti, degli edifici, dei siti e dei mezzi di trasporto con presenza di amianto o di materiali contenenti amianto.


TUTELA DEL TERRITORIO

Contro frane, alluvioni, terrremoti e incendi un Master per la prevenzione

PER LA PREVENZIONE DELLE EMERGENZE, UN MASTER FINANZIATO DALLA REGIONE Obiettivo del Master la formazione di professionisti dell’emergenza, specializzati nella prevenzione e mitigazione dei danni, oltre che nella riabilitazione e messa in sicurezza del territorio di Alberto Piastrellini

L’emergenza ambientale diventa materia di studio e l’Università si fa carico di formare professionisti in grado di fronteggiarla. Torna per la sua seconda edizione il Master di II livello in “Ingegneria della Prevenzione delle Emergenze”, promosso e finanziato della Regione Abruzzo e dalla Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi dell’Aquila. A presentare il Master, avviato con un’ apposita Convenzione sottoscritta dalla Regione Abruzzo e dall’Università degli Studi dell’Aquila, è stato l’Assessore alla Protezione civile, Daniela Stati. Scopo del Master è quello di sviluppare nuove professionalità spendibili nel mondo della Protezione Civile, che grazie alla loro formazione interdisciplinare, possano apportare un contributo significativo alla definizione di linee di intervento nell’ambito dell’emergenza, promuovendo lo sviluppo di nuove competenze nel campo dell’Ingegneria della previsione e della prevenzione delle emergenze ambientali e territoriali. “È questa una delle priorità dell’Assessorato regionale alla Protezione Civile - ha esordito l’Assessore Daniela Stati nel presentare il Master, le cui lezioni partiranno proprio a maggio. “Il Master - ha continuato l’Assessore Stati - è rivolto a tutte le figure professionali interessate alle potenziali cause di rischio nei diversi contesti operativi (Pubblica Amministrazione, Enti Territoriali, Aziende e Organismi privati) e nelle attività professionali ed imprenditoriali”. Il bando di selezione, disponibile on-line anche sul sito regionale www.regione.abruzzo.it nella sezione “Concorsi”, oltre che sul sito www.univaq.it, è rivolto, infatti, anche al personale della Regione Abruzzo. “L’esperienza del terremoto - ha aggiunto l’Assessore - ci ha insegnato come sia indispensabile una conoscenza ed una responsabilità maggiore da parte dei tecnici”. Le attività, l’esperienza acquisita e le sensibilità tecniche, professionali e scientifiche legate al sisma del 6 aprile 2009 costituiscono un ulteriore elemento di stimolo, concretezza ed efficacia per la didattica del Master. Per diffusione, continuità ed entità dei danni inferti alle attività economiche e di servizio, oltre che per le perdite di vite umane che spesso comportano, gli eventi disastrosi come frane, alluvioni, terremoti e incendi costituiscono spesso un fattore frenante per lo sviluppo economico e, più in generale, per lo sviluppo sociale. L’urbanizzazione e l’incidenza delle grandi opere sul territorio rendono il problema ancora più cogente. Il terremoto a L’Aquila del 6 aprile 2009, l’alluvione del 1° Ottobre a Messina, la frana del 10 novembre ad Ischia lo hanno tragicamente confermato.

Per la varietà e la complessità dei possibili fenomeni, è quanto mai difficile disporre di strategie integrate di intervento e di prevenzione. Di qui la necessità di professionisti in grado di operare nell’emergenza e di prevederla. Compito del Master sarà, infatti, proprio quello di formare figure professionali specializzate nell’attuazione di misure di prevenzione e mitigazione dei danni, di conservazione e riabilitazione del territorio e di messa in sicurezza dell’ambiente di vita, in grado di offrire un contributo significativo alla definizione delle linee di intervento concrete ed efficaci nella prevenzione delle emergergenze ambientali e territoriali. Il Master offre, pertanto, una formazione interdisciplinare e garantisce l’effettiva spendibilità sul mercato del lavoro delle professionalità formate. A conferma della multidisciplinarietà delle conoscenze impartite, allo svolgimento del Master, il cui coordinamento è affidato al Prof. Giulio D’Emilia, parteciperanno Docenti del Dipartimento di Architettura ed Urbanistica, del Dipartimento di Ingegneria Elettrica ed Informatica, del Dipartimento di Ingegneria delle Strutture Acque e Terreno, del Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Energetica e Gestionale, del Dipartimento di Chimica, del Dipartimento di Ingegneria Chimica e Materiali della Facoltà di Ingegneria dell’Università di L’Aquila, oltre che docenti provenienti dall’Università di Chieti e dirigenti, esperti, professonisti della Regione Abruzzo, del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, del Servizio Nazionale Dighe e ricercatori del CNR/ICT di L’Aquila. Il Master, dalla durata annuale con un impegno complessivo di 600 ore di cui 200 di stage e tirocini formativi presso Enti pubblici o privati è solo il primo passo di una più ampia strategia di pervenzione delle calamità natarali che la Regione Abruzzo ha scelto di perseguire. “Vogliamo insistere su queste tematiche - ha concluso l’Assessore - e lo faremo nei prossimi anni con maggior forza. Intanto per fine anno è previsto anche l’avvio del Master di II livello in Ingegneria antisismica, anch’esso promosso e finanziato dall’Assessorato regionale di Protezione Civile, utile per l’aggiornamento normativo di liberi professionisti e dei dipendenti delle P.A. sulla nuova ‘Normativa Tecnica per le Costruzioni’ vigente dal 1° luglio 2009”.

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AGENDA 21

La Giunta Regionale finanzia l’Accordo di Programma “Agenda 21”

DALLA REGIONE, 400 MILA EURO PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE

Per ciascuna Provincia verrà assegnato un contributo di 100 mila euro di Silvia Barchiesi

La Regione Abruzzo si mobilita per “Agenda 21”, il piano d’azione per lo sviluppo sostenibile, da realizzare su scala globale, nazionale e locale con il coinvolgimento più ampio possibile di tutti i portatori di interesse che operano sul territorio. La Giunta Regionale, su proposta dell’Assessore regionale all’Ambiente, Daniela Stati, ha approvato, infatti, la delibera con la quale viene finanziato l’Accordo di Programma per “Agenda 21”, tra la Regione Abruzzo e le Province di L’Aquila, Chieti, Pescara e Teramo e la partecipazione della Regione al Coordinamento Regionale. Con la risoluzione del Consiglio Regionale n. 97/7 del 13 maggio 2003, la Regione Abruzzo aveva già fissato il suo impegno per entrare a far parte del Coordinamento Regionale delle “Agende 21” Locali, per affidare alle quattro Province l’opportunità di costituire la Rete di “Agende 21” Locali della Regione Abruzzo e per garantire la prosecuzione del processo tramite appositi finanziamenti delle attività inerenti. Successivamente, con delibera n. 1184 del 10 dicembre 2003, la Giunta Regionale ha sostenuto il proseguimento del processo di “Agenda 21” delle Province di L’Aquila, Chieti, Teramo e Pescara attraverso un apposito Accordo di Programma. Tutte le parti, sottoscrivendo l’Accordo, hanno assunto una serie di impegni reciproci, quali: 1) facilitare e potenziare lo scambio di informazioni sui temi di “Agenda 21”; 2) attivare iniziative promozionali e culturali di diffusione dei principi di sostenibilità; 3) contribuire alla determinazione di indicazioni ed orientamenti per la formulazione dei piani di settore e regionali; 4) monitorare e valorizzare le buone pratiche sul territorio regionale; 5) favorire momenti formativi per amministratori e responsabili negli Enti Locali; 6) incentivare la formazione di nuove figure professionali per lo sviluppo sostenibile. Soddisfatta del risultato raggiunto, l’Assessore regionale all’Ambiente Daniela Stati ha dichiarato: “L’Accordo di Programma approvato riconosce e rafforza l’interesse regionale per le attività che si svolgono nell’ambito di Agenda 21. Per questo motivo abbiamo deciso di partecipare in modo più incisivo rispetto al precedente accordo con un contributo di 100.000,00 euro per Provincia. Per poter beneficiare del contributo, queste dovranno presentare un apposito piano di lavoro. Tale contributo sarà erogato in tre fasi e a seguito di avanzamenti delle

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azioni, solo al termine della conclusione del precedente progetto. Infatti, le azioni previste nel precedente Accordo non sono state ancora concluse, per diversi motivi, come ad esempio per quanto riguarda la Provincia de L’Aquila, a causa del terremoto”. “Lo scorso novembre - ha continuato l’Assessore - in un incontro avuto con le Province per la verifica dell’andamento delle attività, è emersa l’opportunità, fermi restando i contenuti dell’Accordo già sottoscritto, di proseguire nelle iniziative già intraprese arricchendole ed implementandole con riguardo ad alcune tematiche di emergente interesse”. “Pertanto - ha concluso l’Assessore Stati - si è ritenuto anche di realizzare il massimo coinvolgimento dei Comuni sia per la trattazione dei temi specifici, che per la diffusione degli strumenti volontari di sostenibilità, come appunto l’Agenda 21, indispensabili per rendere partecipe la popolazione e ottenere i migliori risultati”.


ARTA ABRUZZO

Approvato la proposta di legge di riordino dell’Agenzia Regionale per la Tutela dell’Ambiente

L’ARTA VERSO LA RIORGANIZZAZIONE Efficienza e risparmio, i vantaggi di una struttura più snella e meno costosa di Alberto Piastrellini

È una riorganizzazione all’insegna dell’efficiacia e dell’efficienza che punta prima di tutto alla razionalizzazione delle risorse e anche al risparmio, quella che coinvolgerà presto l’ARTA, l’Agenzia Regionale per la Tutela dell’Ambiente. A dare il via libera alla riorganizzazione dell’Ente è stata la Giunta Regionale che, su proposta dell’Assessore all’Ambiente Daniela Stati, ha approvato la proposta di legge regionale di modifica della L.R. 64/1998, di “Istituzione dell’Agenzia Regionale per la Tutela dell’Ambiente - A.R.T.A.” Restano dunque inalterate le funzioni e le competenze, ma cambia l’organizzazione della struttura. L’obiettivo? Un modello organizzativo più snello, leggero e veloce, oltre che più economico e meno dispendioso, grazie alla riduzione di figure dirigenziali di vertice. Oltre che in termini di efficienza e di produttività, la riorganizzazione inciderà positivamente anche sulle casse regionali, in linea con gli obiettivi della Regione. “Il riordino degli Enti regionali - ha esordito, commentando la proposta di legge, lo stesso Assessore regionale all’Ambiente Daniela Stati - il raggiungimento degli obiettivi di contenimento e razionalizzazione della spesa pubblica, secondo criteri di economicità, efficacia ed efficienza, previsti poi dalla L.R. n. 4 del 19/03/2009, sono alcuni degli obiettivi che ci siamo prefissati all’inizio della Legislatura. Le modifiche introdotte con questo provvedimento vanno in quella direzione”. I tagli previsti dalla proposta di legge sono dunque giustificati, non solo dal risparmio economico, ma anche dalla maggiore efficienza che ne deriverebbe. “In concreto - ha continuato l’Assessore Stati - si è ritenuto utile operare in maniera incisiva sulla razionalizzazione di quelle funzioni assolte dall’Agenzia che si sono rivelate sovrastimate alle concrete esigenze e che, comunque, hanno determinato un notevole aggravio di spesa, per giungere ad un modello organizzativo più snello, più confacente alle reali necessità con importanti risparmi per l’ente”. L’attuale struttura prevede, infatti, presso la Sede centrale ben quattro aree: - Area Promozione, Progettazione e Produzione Attività e Servizi; - Area Amministrativa; - Area Innovazione Tecnologica, Sviluppo Ricerca e Studi Ambientali; - Area Formazione Informazione e SIRA. Una di queste verrà dunque soppressa con la conseguente riduzione di una figura dirigenziale di vertice. Passando da quattro a tre aree, tuttavia, quantità e qualità dei servizi erogati non saranno affatto compromessi. Le attività finora svolte dall’area che verrà soppressa con la riorganizzazione saranno, infatti, ripartite fra le restanti aree

che si faranno carico di nuove funzioni e provvederanno a garantire gli stessi servizi erogati fino ad oggi. In sostanza, le varie sezioni restano, ma viene meno la direzione di area con relativa indennità. Anche l’organizzazione interna, sezioni, uffici e competenze saranno coinvolte nella procedura di ottimizzazione e razionalizzazione e disciplinate da un apposito regolamento da adottare entro 180 giorni dall’approvazione della legge di riforma. La proposta di riordino introduce, inoltre, nuove competenze e maggiori responsabilità per il Direttore Tecnico e Direttore Amministrativo. Entrambi i ruoli verranno, infatti, potenziati rispetto a quanto previsto dalla legge vigente. Con la nuova proposta si allargherà il loro raggio d’azione poichè entrambi avranno diretta attribuzione di competenze e diretta responsabilità. Le loro funzioni non saranno più limitate al semplice supporto al Direttore Generale e alla mera espressione di pareri. La riorganizzazione dell’ARTA non riguarda, però, la sola Sede centrale, ma coinvolge anche le strutture periferiche che dovranno presto dire addio al vecchio modello dipartimentale: al posto del tradizionale “Dipartimento” si sostituirà, infatti, il cosiddetto “Distretto”, con al vertice un solo dirigente di struttura complessa. La proposta di legge approvata dalla Giunta che regola e discplina l’organizzazione interna dell’ARTA, non trascura, però, il controllo e la vigilanza sull’ente, ruolo affidato affidato al Consiglio Regionale. “Altro aspetto importante di questa disegno di legge - ha commentato l’Assessore Stati - è il ruolo che viene giustamente assegnato al Consiglio Regionale e nello specifico alla Commissione consiliare competente. Mentre nella legge in vigore si fa solo un vago riferimento alla vigilanza del Consiglio Regionale sull’Agenzia, nel nuovo testo viene ben definito il ruolo primario della Commissione Consiliare competente che esercita la funzione di controllo sull’Agenzia per valutare gli effetti delle politiche e per verificare il raggiungimento dei risultati con scadenze temporali ben stabilite. Il Consiglio regionale diventa così protagonista delle vicende dell’Agenzia. Credo sia un passaggio rilevante”.

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BONIFICA SITI CONTAMINATI

Dalla Regione Abruzzo via libera all’istituzione del Sito di Interesse Regionale

AREA CHIETI SCALO, ISTITUITO IL SIR Dopo la perimetrazione dell’area, interessata da preoccupanti criticità ambientali, un Gruppo di lavoro definirà le linee guida per gli interventi di bonifica di Silvia Barchiesi

L’area contaminata di Chieti Scalo è finalmente un Sito d’Interesse Regionale (SIR). La Giunta regionale d’Abruzzo, infatti, su proposta dell’Assessore all’Ambiente, Daniela Stati, ha accolto la richiesta avanzata dal Comune e dalla Provincia di Chieti, presso il Ministero dell’Ambiente e della Tutelea del Territorio e del Mare, nell’ambito della Conferenza dei Servizi relativa al sito di interesse nazionale (SIN) di “Bussi sul Tirino”, di riconoscere il sito inquinato di Chieti Scalo quale Sito di Interesse Regionale e ha così deliberato l’istituzione del SIR. Si tratta della zona che va dal centro commerciale Megalò al terzo salto dell’Enel nella zona di San Martino. L’area, mappata da Comune, ARTA e Provincia di Chieti con carotaggi ed analisi del terreno e delle falde acquifere che hanno evidenziato le criticità ambientali diffuse riguardanti il suolo, il sottosuolo e le acque sotterranee è stata perimetrata nei dettagli dal Servizio Gestione Rifiuti della Regione Abruzzo sulla base della planimetria elaborata dal responsabile del Servizio bonifiche del Comune di Chieti. Le indagini effettuate, infatti, hanno evidenziato la presenza di rifiuti interrati misti, urbani e speciali, trovati in diversi punti dell’area compresa tra il nucleo industriale e il fiume Pescara, direttamente a contatto con le acque della falda superficiale, nonché l’accertamento della contaminazione anche a carico delle acque sotterranee della falda “profonda”. Le stesse analisi effettuate dall’ARTA hanno evidenziato superamenti delle concentrazioni soglia di contaminazione (CSC), per alcune sostanze organiche clorurate, solventi in genere e metalli. Di qui il via libera della Regione alla proposta del Comune di Chieti di istituire nell’area interessata un Sito d’Interesse Regionale.

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“Tale provvedimento - ha commentato l’Assessore regionale all’Ambiente Daniela Stati - scaturisce dalla necessità di intervenire su un’area caratterizzata da forti criticità ambientali, evidenziate durante le numerose indagini che hanno rilevato la presenza di rifiuti interrati, trovati in diversi punti dell’area, nonché contaminazioni causate da pregresse attività industriali”. “Quella di intervenire nelle aree contaminate è una nostra priorità - ha aggiunto l’Assessore Stati - L’istituzione del SIR ha questo obiettivo: realizzare interventi per la bonifica delle aree contaminate, ai fini della conservazione e ripristino delle migliori condizioni ambientali”. A breve, infatti, verrà costituito presso la Direzione Protezione Civile Ambiente - Servizio Gestione Rifiuti un “Gruppo di lavoro” composto anche da rappresentanti della Provincia e del Comune di Chieti per definire le linee guida delle procedure operative tecnico-amministrative da seguire per la realizzazione degli interventi di bonifica, oltre che per individuare le risorse necessarie e i fondi disponibili per la messa in sicurezza dell’area inquinata e il suo ripristino ambientale. In particolare, tale “Gruppo di lavoro” sarà costituito da: - un rappresentante della Regione Abruzzo - Servizio Gestione Rifiuti; - un rappresentante della Provincia di Chieti; - due rappresentanti del Comune di Chieti. Profondamente soddisfatto del risultato raggiunto è l’Assessore all’Ecologia e all’Ambiente del Comune di Chieti, Bassam El Zohbi: “Ringrazio la Regione Abruzzo ed in particolar modo l’Assessore Regionale Daniela Stati, per la sensibilità dimostrata nell’accogliere la richiesta del Comune di Chieti di riconoscimento del sito inquinato di Chieti Scalo (dal Megalò fino al terzo

salto dell’Enel nella zona di San Martino), quale Sito di Interesse Regionale. Si tratta di un grande risultato per la nostra città che, dopo una precisa mappatura dell’intera zona eseguita da Comune, ARTA e Provincia con carotaggi ed analisi del terreno e delle falde acquifere, comporterà lo stanziamento dei fondi necessari alla bonifica e alla messa in sicurezza delle aree inquinate dal tombamento, per decenni, di rifiuti anche pericolosi che hanno trasformato l’area a ridosso del Fiume Pescara in una bomba ecologica”. “Come certamente tutti ricorderanno - ha continuato l’Assessore - l’area in questione è oggetto di Ordinanza Sindacale emessa alcuni anni fa con la quale si fa divieto assoluto di coltivazione, movimento terra, pascolo ecc. Pertanto, la bonifica della zona comporterà il ritiro della suddetta Ordinanza e l’appropriazione di quella vasta area di terreno per la città ed i cittadini. Il Comune di Chieti è, quindi, pronto sin da ora a partecipare alla costituzione del Gruppo di lavoro unitamente a Regione Abruzzo e Provincia di Chieti”. “Inoltre - ha concluso El Zohbi - il ringraziamento alla Regione vale doppio anche in considerazione del fatto che in precedenza, il Comune unitamente a Regione Abruzzo e Provincia di Chieti, aveva avanzato analoga richiesta al Governo Nazionale per includere l’area di che trattasi nei Siti di Interesse Nazionale, ricevendo purtroppo risposta negativa con la logica conseguenza di allungare i tempi per giungere all’attuale approvazione da parte del governo regionale.” L’istituzione del SIR nell’area di Chieti Scalo rappresenta, così, per la Regione Abruzzo l’ennesima tappa di un percorso di politiche a favore della tutela ambientale in generale e della conservazione e/o ripristino delle aree inquinate, in particolare.


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ENERGIE RINNOVABILI

Dalla Regione via libera alla procedura semplificata per la realizzazione di impianti fotovoltaici

LA REGIONE ABRUZZO SPINGE SUL FOTOVOLTAICO Definite anche le “Linee guida” per gli impianti fotovoltaici a terra di Silvia Barchiesi

Meno ostacoli normativi, meno burocrazia e semplificazione delle procedure autorizzative. Con la DGR n. 244 del 22/03/2010 la Regione Abruzzo apre le porte alle rinnovabili e per il fotovoltaico si apre una nuova stagione. La Giunta Regionale ha, infatti, dato il via libera ad un nuovo provvedimento che autorizza in via generale gli impianti fotovoltaici fino limite di 1MW. Addio alle lungaggini amministrative e normative. D’ora in avanti realizzare un impianto fotovoltaico sarà, dunque, più semplice. Se, tuttavia, il provvedimento inaugura una nuova procedura semplificata, dall’altra introduce anche nuovi criteri operativi da rispettare per l’installazione degli impianti, ovvero le cosiddette “Linee guida per il corretto inserimento di impianti fotovoltaici a terra nella Regione Abruzzo”. Grazie al nuovo provvedimento, d’ora in avanti le Società private e le Amministrazioni Pubbliche che intendono realizzare impianti fotovoltaici, una volta acquisita la Soluzione Tecnica Minima Generale di connessione alla rete elettrica (STMG), rilasciata dall’ENEL, non dovranno far altro che redigere il progetto definitivo secondo le cosiddette “linee guida” contenute nella stessa delibera, dotarsi direttamente di tutte le autorizzazioni o atti di assenso necessari per la realizzazione delle opere e trasmetterle, secondo la modulistica, al competente Servizio Energia della Regione. Decorsi 30 giorni, l’autorizzazione è immediata: il proponente è autorizzato, ai sensi del DL.gs 387/2003, a realizzare l’impianto e le opere connesse. Aziende e Pubbliche Amministrazioni potranno così beneficiare della nuova procedura semplificata, illustrata ufficialemente lo scorso 16 aprile nell’ambito di un Convegno, organizzato dalla Regione Abruzzo, dal titolo “L’energia fotovoltaica in Abruzzo. Presentazione ufficiale dei nuovi regolamenti ”. “L’autorizzazione generalizzata di cui alla DGR n. 244 del 2/03/2010 - ha precisato la Dott.ssa Iris Flacco, Dirigente del Servizio Politica Energetica, Qualità dell’Aria e SINA della Regione Abruzzo, nel corso del suo intervento - non costituisce un nuovo procedimento per il rilascio dell’autorizzazione alla costruzione e all’esercizio di impianti fotovoltaici, ma è una semplificazione del procedimento unico previsto dall’art. 12 del D. Lgs. n. 387/2003. Ai fini della costruzione e dell’esercizio di impianti fotovoltaici ai sensi del D. Lgs. n. 387/2003, le aziende interessate hanno la facoltà di avvalersi della suddetta procedura

semplificata in sostituzione del procedimento unico ordinario, dotandosi direttamente di tutte le autorizzazioni o atti di assenso necessari ai fini della realizzazione delle opere”. Con la semplificazione delle procedure autorizzative, dunque, via libera alle rinnovabili in Abruzzo e niente più ostacoli alla produzione di energia pulita. Se la Regione apre al fotovoltaico, tuttavia, lo fa con con rigore e serietà. La Giunta ha, infatti, approvato con lo stesso provvedimento anche le “Linee guida per il corretto inserimento di impianti fotovoltaici a terra nella Regione Abruzzo”, una sorta di guida pratica alla realizzazione di impianti fotovoltaici nella Regione Abruzzo che individua le aree non idonee e fissa i criteri per una migliore progettazione. L’installazione di un impianto fotovoltaico su suolo agricolo comporta inevitabilmente la modifica dell’uso di quel territorio e del suo microclima. Diventa pertanto necessario individuare dei criteri di base, che pur rispettando il legittimo diritto di produrre energia elettrica mediante una fonte rinnovabile, preservino le comunità locali da una perdita di identità socio-culturale e conservino le caratteristiche generali del territorio. La loro stessa localizzazione deve essere frutto di un’accurata analisi e valutazione. Le stesse “Linee guida”, alla voce “Criteri territoriali” prevedono, infatti, un elenco di zone non ritenute idonee all’installazione a terra degli impianti (riserve naturali, aree boscate o coperte da uliveti, aree a rischio di esondazione, ecc…). Oltre a vincoli territoriali, il provvedimento approvato dalla Giunta, prevede poi anche dei vincoli quantitativi (“Criteri dimensionali”) e qualitativi (“Criteri di buona progettazione”) volti a ottimizzare le resa produttiva dell’impianto, a favorirne l’integrazione armoniosa con il resto del paesaggio e a contenerne l’impatto visivo, anche mediante uno studio di Analisi della visibilità dell’impianto dai principali punti di vista di interrese pubblico e paesaggistico. Il provvedimento fissa, inoltre, anche dei vincoli per la realizzazione di impianti fotovoltaici su insediamenti produttivi, industriali, artigianali e all’interno dei confini di discariche di rifiuti o di aree di cava dismesse, di proprietà pubblica o privata. Elaborate per garantire il decollo del fotovoltaico in Abruzzo, le “Linee guida” sono vere e proprie indicazioni di “buone pratiche”, volte a garantire soluzioni tecniche e tecnologiche con lo scopo di tutelare le tradizioni culturali e produttive della Regione Abruzzo e a preservarne il paesaggio.


GESTIONE RIFIUTI

Regione Abruzzo e Consorzio Comprensoriale Smaltimento Rifiuti di Lanciano

VIA LIBERA ALL’ACCORDO DI PROGRAMMA Previsti il potenziamento del polo tecnologico di Cerratina e il finanziamento per piccoli Comuni, volto a realizzare centri di raccolta di Alberto Piastrellini

Quattro milioni di euro per potenziare la piattaforma ecologica e la realizzazione dell’impianto di biostabilizzazione dei rifiuti a Cerratina e parere favorevole per aumentare la volumetria della discarica come risarcimento del suo utilizzo per varie emergenze. É il risultato dell’Accordo di programma raggiunto tra la Regione Abruzzo e il Consorzio Comprensoriale Smaltimento Rifiuti di Lanciano, facendo così marcia indietro rispetto alla decisione contraria al conferimento di rifiuti da ambiti extraconsortili, presa nelle scorse settimane. L’Accordo, approvato dalla Giunta Regionale su proposta dell’Assessore regionale all’Ambiente Daniela Stati e successivamente sottoscritto presso la sede della Direzione Protezione Civile Ambiente di Pescara dallo stesso Assessore Stati e dal Presidente del Consorzio Comprensoriale Smaltimento Rifiuti di Lanciano, Gianpanfilo Tartaglia, permetterà all’ente di recuperare le volumetrie della discarica di Cerratina utilizzate per sopperire alle necessità di altri territori e di ricevere finanziamenti per investire nelle proprie strutture, potenziando così il polo tecnologico. “Come Regione abbiamo sottoposto all’Assemblea dei Sindaci un Accordo di programma serio sul quale abbiamo trovato un’intesa - ha commentato l’Assessore Daniela Stati che ha partecipato all’Assemblea dei Sindaci del Consorzio comprensoriale per lo smaltimento dei rifiuti - certamente all’interno dell’Assemblea dei Sindaci vi sono delle differenti posizioni, che in qualche modo possono essere anche giustificate, ma ancora una volta ha prevalso il forte senso di respon-

sabilità. Con questo Accordo abbiamo mantenuto gli impegni presi nel corso dell’incontro che ho tenuto a Lanciano con i Sindaci”. “L’iniziativa - ha precisato la Stati - rientra tra le politiche ambientali messe in campo dall’Assessorato per attuare la programmazione regionale di settore, migliorare i rapporti di collaborazione con i Consorzi comprensoriali e finalizzare al meglio le loro azioni e i loro interventi sul territorio. Si fa in modo di corrispondere all’esigenza di modernizzare e potenziare i servizi di gestione dei rifiuti, in particolare quelli per il trattamento obbligatorio dei rifiuti e del loro riciclo (raccolte differenziate domiciliari), con strumenti agili ed efficaci come sono gli accordi volontari”. “L’Accordo, inoltre, prevede di dare continuità alle attività di sussidiarietà del Consorzio per lo smaltimento di rifiuti urbani provenienti da altri territori (in particolare dal teramano) che, attualmente, presentano carenze impiantistiche, evitando così situazioni emergenziali - ha concluso la Stati. “E per questo invio un doveroso ringraziamento ai Sindaci di quel territorio. La decisione di rivedere il diniego al conferimento è una dimostrazione di grande disponibilità nei confronti degli altri ambiti territoriali della Regione, alcuni dei quali sono in difficoltà per mancanza di scelte coraggiose e di programmazione del passato - ha concluso la Stati. In sostanza, con l’Accordo sottoscritto la Regione Abruzzo ed il Consorzio Comprensoriale Smaltimento Rifiuti di Lanciano, hanno valutato congiuntamente di approvare un quadro di azioni ed

interventi finalizzati al potenziamento del polo tecnologico ubicato in località “Cerratina” nel Comune di Lanciano ed alla individuazione di attività di sussidiarietà per trattamento e smaltimento dei rifiuti urbani, a livello di Ambito Territoriale Ottimale (ATO) e regionale. In particolare, l’Accordo prevede che la Regione Abruzzo sostenga finanziariamente i piccoli Comuni ricadenti nell’ambito montano per la realizzazione di centri di raccolta al fine di ottimizzare l’incidenza dei costi di trasporto. A trarre vantaggio dall’Accordo sarà anche lo stesso Consorzio di Lanciano: “Le risorse che saranno corrisposte dalla Regione Abruzzo al Consorzio – ha precisato la Stati - consentiranno di adeguare ulteriormente alle migliori tecniche disponibili il polo tecnologico di Lanciano, rendendolo maggiormente competitivo ed efficiente (impianto di trattamento fisso, discarica di servizio, piattaforma ecologica”. Ottimismo circa le prospettive del Consorzio è stato espresso anche dal suo Presidente Gianpanfilo Tartaglia: “Siamo soddisfatti per il risultato ottenuto perché permetterà al Consorzio di proseguire il lavoro di recupero delle volumetrie perse dalla discarica per ragioni di sussidiarietà consortile, con il riconoscimento di circa 800mila metri cubi”. “I provvedimenti daranno la possibilità al Consorzio di rendersi sempre più competitivo ed efficiente - ha proseguito Tartaglia - ampliando la piattaforma ecologica che permetterà di raggiungere elevati livelli di differenziazione della raccolta dei rifiuti, a cui si aggiunge l’impianto di biostabilizzazione, per chiudere il ciclo della raccolta”.

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CONSORZIO LANCIANO

Consorzio Comprensoriale Smaltimento Rifiuti di Lanciano

UN PUNTO DI RIFERIMENTO AMBIENTALE PER L’INTERA REGIONE di Silvia Barchiesi

Piattaforma consortile dove vengono differenziati i rifiuti

Costituito da ben 53 Comuni, ai sensi della Legge 915/82 e delle L.L.R.R. 74/88, 26/93 e 7/94, il Consorzio Comprensoriale Smaltimento Rifiuti di Lanciano (CH), i cui servizi erogati coprono un bacino di utenza comprendente il territorio Frentano, Sangro Aventino e Ortonese-Marrucino, è ormai oggi un valido e qualificato punto di riferimento ambientale, sia per i 160.000 abitanti del bacino consortile che per l’intero territorio regionale, in quanto, viste le condizioni di criticità per lo smaltimento degli RSU che gravano sull’intera Regione, il Consorzio serve anche diverse aree extrabacino dell’aquilano, del teramano e del chietino. I principali servizi erogati dal Consor-

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zio riguardano lo smaltimento dei rifiuti, la raccolta differenziata, la raccolta e il trasporto dei rifiuti solidi urbani e dei fanghi di depurazione di derivazione da scarichi civili e il riciclaggio dei rifiuti. Nel dettaglio, attualmente, il Consorzio si fa carico delle seguenti attività: raccolta rifiuti ingombranti; raccolta RAEE; raccolta RUP; raccolta agrochimici; servizi di igiene urbana; noleggio container; fornitura cassonetti; fornitura sacchetti e secchielli; realizzazione ecopunti; smaltimento rifiuti urbani e assimilati; selezione e cernita rifiuti provenienti da raccolta differenziata. Il Consorzio è autorizzato alla costruzione e gestione di una Discarica per rifiuti non pericolosi e di una Piattafor-

ma di Valorizzazione dei rifiuti secchi, provenienti dalla raccolta differenziata, entrambe site in località Cerratina di Lanciano. Il sito di Cerratina con la centrale termoelettrica alimentata da gas di discarica, vero e proprio gioiello tecnologico, è il fiore all’occhiello del Consorzio e dell’intera Regione. Si tratta, infatti, di uno degli impianti più grandi d’Abruzzo, con una potenza installata di 4.192 KW termici (1.672 Kw) che consentono la produzione annuale di circa 10 milioni di Kw/h immessi nella rete di distribuzione del Gestore Rete di Trasmissione Nazionale dell’energia elettrica, in grado di soddisfare le richieste di elettricità di 400 famiglie, evitando allo stesso tempo la dispersione in atmosfera dei gas prodotti in discarica. Per il convogliamento e pompaggio del biogas sono attivi circa 80 pozzi di estrazione, messi in rete da circa 12 km di tubazioni, continuamente controllate da 4 presidi di gestione, più 15 sottostazioni per il monitoraggio e la gestione del gas. Per il polo ad alta tecnologia di Cerratina è inoltre in programma un vero e proprio potenziamento, secondo l’Accordo siglato nei giorni scorsi tra il Consorzio Comprensoriale Smaltimento Rifiuti di Lanciano e la Regione Abruzzo che consentirà di apportare ulteriori interventi tecnici, volti a rendere il polo tecnologico di Cerratina maggiormente competitivo ed efficiente. Dall’altra parte, il Consorzio si impegnerà a tamponare le condizioni di criticità di quelle aree regionali prive di condizioni di autosufficienza per i servizi di smaltimento dei rifiuti urbani. Insomma, in cambio di un potenziamento del sito di Cerratina, l’Accordo prevede attività di sussidiarietà per il trattamento - smaltimento dei rifiuti urbani, a livello di Ambito Territoriale Ottimale (ATO) e regionale. Il Consorzio Comprensoriale Smaltimento Rifiuti di Lanciano, inoltre, gestisce 4 Centri di Trasferimento di RSU indifferenziati, situati nei


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Comuni di Fallo, Lama dei Peligni, Torricella Peligna e Monteferrante, dove conferiscono 26 Comuni decentrati, i quali hanno così abbattuto i costi di trasporto in discarica, con notevoli vantaggi anche per l’ambiente. Obiettivi prioritari per il Consorzio sono la riduzione dei rifiuti e il raggiungimento dei livelli di raccolta differenziata previsti dalla normativa vigente attraverso un efficace, efficiente ed economico sistema di raccolta di RSU e un’ottimizzazione dei sistemi di raccolta differenziata.

La collaborazione del mondo della scuola e la partecipazione dei cittadini sono, senza dubbio, gli strumenti attraverso cui il Consorzio tenta di diffondere la rinnovata cultura ambientale di cui è portavoce. È, infatti, già in corso e si chiuderà a fine anno, la prima campagna di comunicazione, promossa dal Consorzio e rivolta alle scuole elementari, dal titolo “Partecipazione, educazione, formazione sul sistema delle raccolte differenziate del Consorzio Comprensoriale Smaltimento Rifiuti - Lanciano”, che punta ad informare la cittadinanza sulle attività

svolte dal Consorzio e a sensibilizzarla nei confronti di una corretta politica di differenziazione. Allo scopo di diffondere e promuovere una capillare cultura della differenziazione sono in corso di attivazione i seguenti servizi: - raccolta cartucce e toner; - raccolta oli esausti di provenienza domestica. È, invece, in fase di realizzazione il nuovo piano industriale per la ridefinizione e ottimizzazione del ciclo integrato dei rifiuti urbani nell’ambito del bacino consortile, mentre è in fase di conclusione l’iter progettuale per la realizzazione di un impianto per la selezione dei rifiuti secchi provenienti dalla raccolta differenziata urbana. È, inoltre, già stata avviata la progettazione per la realizzazione di un impianto complesso MTB (trattamento meccanico biologico). Numerosi sono i progetti e le iniziative in cantiere, promosse dal Consorzio, tra cui le operazioni di riqualificazione e ampliamento dei Centri di Trasferenza al fine di permettere anche il conferimento di rifiuti differenziati, l’avvio di progetti di collaborazione con l’Ateneo di Chieti e L’Aquila, la conclusione delle procedure per l’ottenimento delle certificazioni ISO 14001 (ambientale) e OHSAS 18001 (sicurezza).

Centro di trasferenza di Monteferrante (CH)

Sede Legale e Amm.va: Via Isonzo - Arco della Posta n.1 60034 Lanciano Sede Operativa: S.P. Pedemontana - Loc. Cerratina 60034 Lanciano Tel. 0872/716332 - Fax 0872/715087 info@ccsrl.eu sito - www.ccsrl.eu Impianto di Biogas

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ACIAM SPA

ACIAM S.p.A., LA MARSICA E LA RIVOLUZIONE DEL “PORTA A PORTA” di Germano Contestabile

Cos’è la raccolta porta a porta Tra i diversi sistemi di raccolta differenziata il “porta a porta” costituisce senz’altro la modalità più innovativa. Esso risulta di enorme comodità per le utenze servite, permettendo di selezionare in casa il rifiuto in appositi mastelli colorati, prima della loro esposizione all’esterno dell’abitazione, secondo un preciso calendario di raccolta. Nel giorno stabilito, nel corso della mattinata, gli addetti al ritiro prelevano il mastello e ne svuotano il contenuto nell’automezzo, riposizionandolo nel punto in cui è stato prelevato. Ogni contenitore è caratterizzato da una colorazione diversa (bianco per la carta, giallo per la plastica, verde per vetro e barattolame, marrone per l’organico e grigio per il residuo non recuperabile) e da un codice alfanumerico che individua l’utenza a cui è stato assegnato. Inoltre, per impedire la fuoriuscita dei rifiuti ad opera di cani e gatti randagi o di piccoli animali selvatici, i mastelli sono dotati di chiusura antirandagismo. In fase di distribuzione dei diversi contenitori che compongono il kit di raccolta, viene consegnato anche l’opuscolo informativo e un

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calendario dei ritiri. Nell’opuscolo informativo sono contenute tutte le indicazioni per una rapida e corretta selezione dei rifiuti, con consigli pratici ed elenchi dettagliati dei materiali riciclabili. Nelle pagine finali, un forbito vocabolario di materiali (“il rifiutario”), indica senza possibilità di errore la destinazione di ogni singolo rifiuto. Attraverso incontri pubblici, punti informativi, lezioni scolastiche, giornate ecologiche ed altre attività di comunicazione ambientale, il gestore del servizio rende i cittadini compartecipi dell’iniziativa. Il porta a porta nella Marsica Nell’anno 2009 sono partiti i primi servizi domiciliari di Aciam sul territorio marsicano. Fino ad allora il sistema di raccolta in essere prevedeva raccolte stradali, contenitori di prossimità e servizi dedicati per le principali utenze commerciali ed artigianali del comprensorio. Le percentuali di differenziata erano attestate attorno al 15%, con alcuni comuni in cui si superava il 20% (zone servite con raccolte di prossimità o ritiri dedicati alle aziende) ed altri in cui si superava appena il 10%.


Oggi, con l’attivazione delle raccolte “porta a porta”, lo scenario sta mutando rapidamente con risultati molto incoraggianti sia in termini di quantità e di qualità, sia in termini di collaborazione e soddisfazione delle utenze raggiunte. La raccolta domiciliare a Carsoli Il primo Comune ad essere convertito ad un sistema domiciliare è stato quello di Carsoli. Il paese conta circa 5.000 abitanti, di cui oltre 3.000 residenti nel solo Capoluogo. E proprio a questi è toccato il privilegio di sperimentare per primi la rivoluzione del “porta a porta”, mentre nelle frazioni permane, per ora,il sistema di raccolta tramite isole ecologiche stradali. Servizi straordinari sono stati dedicati sia ai piccoli esercizi del centro, che ai negozi della vasta area commerciale, sia alle piccole imprese artigiane che alle grandi utenze industriali, in base alle diverse tipologie di rifiuti, alle quantità prodotte e alle specifiche modalità di smaltimento richieste. Isole ecologiche mobili per beni durevoli dismessi e altri rifiuti ingombranti completano il quadro delle opportunità di smaltimento offerto alla popolazione, liberando altresì il territorio dall’enorme peso delle discariche abusive. Infine, per venire incontro alle esigenze dei numerosi non residenti, che trascorrono nelle seconde case solo brevi periodi dell’anno (in genere in concomitanza delle festività o ferie estive), è stata realizzata, in uscita dal paese, un’isola ecologica recintata, per il conferimento diretto dei materiali differenziati. Le percentuali di raccolta sono passate, già dopo qualche settimana, dal 8% del servizio tradizionale, al 50% del “porta a porta”, mentre il dato netto della zona del capoluogo arriva addirittura a sfiorare il 70%. La raccolta domiciliare a Massa d’Albe Forti dell’esperienza maturata nel Comune di Carsoli, a febbraio 2010, il servizio di raccolta “porta a porta” è stato implementato anche nel Comune di Massa d’Albe. Si tratta di un territorio molto vasto, prevalentemente montuoso, formato da un Capoluogo e due Frazioni, per un totale di circa 1.400 abitanti residenti ed altrettanti proprietari di seconde case, disabitate per gran parte dell’anno. Cruciale è il ruolo che il sistema di raccolta rifiuti è chiamato a svolgere in un Comune a spiccata vocazione turistica, in un territorio dalle bellezze naturali spettacolari e che ospita, tra l’altro, il Parco archeologico dell’antica Città romana di Alba Fucens, uno dei siti più visitati dell’intero Abruzzo.

La comunità del piccolo centro Marsicano ha riposto in maniera impeccabile, con una dedizione ed un interesse inaspettato, a testimonianza che nei piccoli centri l’attenzione all’ambiente e ai sistemi di salvaguardia del territorio, resta altissima. Mentre il servizio di raccolta pre-esistente, impostato su un sistema di isole ecologiche estensive, riusciva a garantire percentuali di raccolta addirittura sotto al 4%, a neanche un mese dall’attivazione, il nuovo sistema ha raggiunto, già da subito, la percentuale del 60% che è in costante crescita. Eccezionale è la qualità del rifiuto ritirato, anche grazie alla presenza di un numero veramente esiguo di condomini rispetto ad abitazioni singole, che rappresentano la tipologia abitativa prevalente, su cui esercitare un più efficace controllo dei materiali. Prospettive e sviluppi futuri Gli ottimi risultati conseguiti nei primi Comuni hanno incoraggiato scelte analoghe da parte di altre amministrazioni sempre più convinte che la scelta di un radicale cambiamento del sistema di raccolta dei rifiuti, seppur più onerosa nei primi anni di attivazione, risulti ampiamente premiante nel medio-lungo periodo. I benefici per l’ambiente e per la crescita civile e sociale delle comunità locali sono invece immediati e palpabili fin dai primi mesi, con evidenti miglioramenti del decoro e dell’igiene urbana nelle piazze, nei parchi e sulle strade cittadine. Sulla scia di queste considerazioni, numerosi altri Comuni hanno richiesto ad Aciam S.p.A. l’effettuazione di studi di fattibilità per l’implementazione di servizi domiciliari sul proprio territorio, segno questo di un prossimo inevitabile sviluppo di tali sistemi di raccolta.

Azienda Consorziale Igiene Ambientale Marsicana Via Edison 25 (N. Ind.le) 67051 Avezzano (AQ) Tel 0863 441345 - Fax 0863 440651 info@aciam.it - www.aciam.it - Numero Verde: 800 220403

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AMBIENTE ABRUZZO NEWS

DIREZIONE PROTEZIONE CIVILE - AMBIENTE - Servizio Gestione Rifiuti Via Passolanciano, 75 - Pescara - Tel. 085.7671 - Fax 085.767.2585 - www.regione.abruzzo.it Regione Abruzzo


Abruzzo News n15 Maggio 2010