Issuu on Google+

Free Service srl Edizioni - Falconara M. (AN) - Supplemento n. 1 al n. 7/8 Luglio-Agosto 2011 di Regioni&Ambiente

Free Service srl Edizioni - Falconara M. (AN) - Supplemento n. 1 al n. 7/8 Luglio-Agosto 2011 di Regioni&Ambiente

CN/CONV/0969/2010

N째

20

LUGLIO-AGOSTO 2011


Sede Legale: Via Arco della Posta, 1 Sede Operativa: Via S.P. Pedemontana Loc. Cerratina - 66034 Lanciano (CH)

Tel. 0872/716332 Fax. 0872/715087

info@ecolanspa.it www.ecolanspa.it


INDICE Manifestazioni e convegni L’Europa premia l’Abruzzo come best practice Patto dei sindaci: l’Abruzzo fa scuola all’Europa La sinergia istituzionale alla base del successo di Silvia Barchiesi

p.

4

La Regione Abruzzo ha inviato a tutti i Comuni abruzzesi la circolare “Indirizzi per la riduzione della produzione dei rifiuti in ambito comunale” Verso i Rifiuti “Zero”: la Regione lancia la sfida ai Comuni Dalla Regione la lista delle azioni sostenibili da spingere a livello comunale e 1milione e 200mila euro di finanziamenti per la riduzione della produzione dei rifiuti. di Silvia Barchiesi p. 6 Il “Compost Abruzzo” come ammendante nei terreni agricoli e forestali Il progetto “campi dimostrativi” per divulgare il compost Abruzzo di Silvia Angeloni

p.

Compostaggio in loco e di comunità di Silvia Angeloni

p. 11

CAR.DA. ENERGIA Finalmente si torna a lavorare di Bruno D’Antonio

p. 12

ACIAM SPA Anche Oricola nel “Clan” del riciclo ACIAM spa attiva la raccolta domiciliare per le famiglie e le imprese di Germano Contestabile

p. 14

8


MANIFESTAZIONI E CONVEGNI

L’Europa premia l’Abruzzo come best practice

PATTO DEI SINDACI: L’ABRUZZO FA SCUOLA ALL’EUROPA La sinergia istituzionale alla base del successo

di Silvia Barchiesi

L’Abruzzo, in marcia verso il “20-20-20”, si mobilita e fa scuola all’Europa. Il modello made in Abruzzo di adesione massiccia al “Patto dei Sindaci” piace alla Commisione Europea che punta a replicare in Europa l’esempio abruzzese. Con una Regione e 4 Province in “cabina di regia”, 308 Comuni aderenti al Patto e una dotazione finanziaria di ben 35 milioni di euro, l’Abruzzo si qualifica come best practice e fa scuola all’Europa. Qual è la formula del successo del modello abruzzese? La rete, la capacità di fare squadra, la sinergia istituzionale. È, infatti, proprio grazie ad una sorta di “cabina di regia” istituzionale che l’Abruzzo ha saputo creare un “movimento colettivo di istituzioni”, unite nel marciare con determinazione verso l’obiettivo del “tre volte venti”: la riduzione del 20% dei consumi di energia, l’incremento del 20% delle fonti rinnovabili e la riduzione del 20% delle emissioni di CO2 al 2020. Dalla Regione, passando per le Province, una sorta di ondata travolgente ha trascinato ben 308 Comuni abruzzesi all’adesione del “Patto dei Sindaci” (Conveant of Mayor), il programma lanciato dalla Commissione Europea, nell’ambito della “Campagna Energia Sostenibile per l’Europa”, al fine di coinvolgere attivamente le città europee nel percorso verso la sostenibilità energetica e ambientale. Era il 14 maggio 2010 quando la Regione siglò il Patto a Bruxelles. A poco più di anno di distanza, tutte e 4 le Province hanno sottoscritto il medesimo Patto, in qualità di “strutture di supporto”, stimolando l’adesione contagiosa e massiccia di tutti i Comuni abruzzesi. Merito quindi di una “cabina di regia” che ha saputo coordinare, supportare e sostenere i Comuni nell’adesione e che ha funzionato da “aggregatore” di esperienze e “connettore” strategico di una rete che si è estesa a macchia d’olio sul territorio. La Provincia di Teramo, che ha già raggiunto l’ambizioso traguardo di far aderire tutti e 47 i Comuni al Patto, è un esempio. Nella Regione modello d’Europa c’è dunque la Provincia modello d’Italia. A svelare la ricetta del modello abruzzese in generale, riconosciuto come pratica di eccellenza e per questo premiato a Bruxelles, e di quello teramano in particolare, a livello regionale e nazionale, sono stati proprio la Regione Abruzzo e la Provincia di Teramo in occasione del convegno “Patto dei Sindaci della Provincia di Teramo. Abruzzo un modello in Europa. Diminuire le emissioni, migliorare la qualità della vita. Far crescere l’economia verde” (Teramo, 9 giugno). “A Bruxelles hanno premiato la nostra azione perché abbiamo avuto la forza di coinvolgere direttamente il territorio e i Sindaci”. Così il Presidente della Regione, Gianni Chiodi ha sintetizzato la forza della strategia abruzzese nel corso del suo intervento di apertura. “La Regione Abruzzo si è già guadagnata l’apprezzamento e l’interesse dell’Unione Europea per il metodo innovativo introdotto con la sottoscrizione del Patto dei Sindaci, riconosciuto come pratica di eccellenza e per questo

4

premiato a Bruxelles. Questa è la strada da seguire anche in altri settori: la capacità di fare sistema”. A sottolineare l’importanza strategica della collaborazione istituzionale e della logica di sistema è intervenuto anche l’Assessore regionale all’Energia e all’Ambiente Mauro Di Dalmazio: “Una Regione, 4 Province e 305 Comuni che partecipano ad programma comune con un unico obiettivo da raggiungere. É questa la chiave del successo del modello abruzzese. La cabina di regia che abbiamo istituito e la sensilizzazione istituzionale su ogni Comune del territorio che abbiamo promosso è la più grande novità che l’Abruzzo ha portato in Europa e che l’Europa ha particolarmente apprezzato. A Bruxelles hanno premiato la nostra azione perché abbiamo avuto la forza di coinvolgere direttamente il territorio e i Sindaci. Il nostro obiettivo, attraverso il Patto dei Sindaci, è di investire in ogni realtà comunale in un intervento di efficentamento energetico in modo da creare quelle sensibilità in grado di generare quel percorso virtuoso che richiede l’Europa”. Ma se la Regione Abruzzo fa scuola all’Europa, la Provincia di Teramo fa scuola a livello nazionale. La prima in Italia a siglare il Patto e tra le prime in Europa, la Provincia di Teramo, accreditata dall’Europa come “struttura tecnica di supporto” del Patto Europeo dei Sindaci, impegnata ormai da tempo ad assistere i 47 Comuni teramani nell’adesione al Patto e nell’attuazione delle azioni necessarie per mantenere gli impegni sottoscritti, vanta l’adesione completa dei suoi 47 Comuni al Patto. “Ad un anno dalla firma del Patto a Bruxelles ci presentiamo con i primi concreti risultati di un impegno che solo qualche anno fa sembrava utopia - ha dichiarato Valter Catarra, Presidente della Provincia di Teramo:“Grazie al sostegno della Regione e alle nostre strutture tecniche abbiamo un cronoprogramma molto preciso e siamo stati in grado di supportare sia dal punto di vista amministrativo, che tecnico tutti i Comuni”. La Provincia fornirà infatti il supporto tecnico e amministrativo per consentire a tutti i Comuni aderenti di redigere l’inventario delle emissioni; realizzare gli audit energetici; presentare i Piani di Azione per l’Energia Sostenibile; sensibilizzare i cittadini sulle tematiche energetiche; monitorare i risultati e redigere appositi rapporti da presentare alla Commissione Europea. La centralità del ruolo della Provincia sta proprio nella sua funzione strategica di orientamento e di affiancamento tecnico/amministrativo dei Comuni. “Con l’esperienza del Patto dei Sindaci abbiamo dimostrato l’assoluta necessità dell’ente Provincia, un ente tutt’altro che inutile, ma fondamentale anello di congiunzione tra l’Europa e i Comuni. Senza lo strumento di supporto della Provincia il Patto dei Sindaci non avrebbe suscitato tutta questa adesione. Molti programmi europei - ha continuato Catarra sottolineando l’importanza funzionale e strategica dell’ente Pronvincia - falliscono perchè il territorio non viene adeguatamente coinvolto. Il Patto dei Sindaci è invece il


programma che viaggia meglio in Europa proprio perchè la Provincia fa da struttura di sostegno al territorio”. Ad indicare la via verso cui dirottare impegno e risorse è stato Giampiero Catone, Sottosegretario Ministero dell’Ambiente, Tutela del Territorio e del Mare. “Occorre monitorare con attenzione le opportunità che nascono in seno alla Commissione Europea - ha dichiarato Catone nel suo intervento - Occorre un salto culturale, una svolta nella logica: non viviamo più in uno Stato Nazionale, ma in Europa”. Se il programma degli impegni locali devono guardare all’Europa e ai fondi europei, l’ambiente è il settore di punta su cui investire maggiormente: “Il 40% dei fondi comunitari dal 2013 al 2020 sono destinati all’ambiente – ha precisato Catone – L’ambiente rappresenta quindi una possibilità di crescita per l’Italia, ma soprattutto per l’Abruzzo, regione verde d’Europa”. Infine dal Sottosegretario dell’Ambiente una nota anche sul metodo: “Occorre un’unione reale tra pubbliche amministrazioni. L’unione tra enti locali ci dà la via preferenziale in Europa per rincorrere questi fondi”. A sottolineare la necessità e la centralità della rete istituzionale, chiave del successo del modello abruzzese in Europa, è stato Antonio Centi, Presidente ANCI Abruzzo: “l’integrazione territoriale e l’accordo tra enti locali, base fondante di uno Stato federale, sono la forza del modello abruzzese”. Intanto la corsa al “20-20-20” parte proprio dal territorio. Sono oltre 1.000 i Comuni aderenti al Patto. Di questi, una settantina hanno già redatto e approvato nel proprio Consiglio Comunale il Piano di Azione per l’Energia Sostenibile (PAES), lo strumento programmatico richiesto dalla Commisione Europea che delinea le strategie e le azioni locali per raggiungere gli obiettivi al 2020. Anche su questo versante la Provincia di Teramo fa scuola. Dopo quello di Montefino, molti altri Piani sono in corso di elaborazione e approvazione. Per predisporre un piano strategico di efficientameno energetico che punti al 20-20-20 è necessario, tuttavia, conoscere da dove si parte ovvero quanto si consuma e come si consuma. Di qui la scelta della Provincia di Teramo di avvalersi del contributo dell’Agenzia per l’Energia e l’Ambiente (AGENA) per misurare il risparmio di ogni singolo Comune e dell’intera Provincia. Il consumo complessivo di energia dei 47 Comuni teramani ammonta a 3.746.455 MWh. Sulle spalle di ogni abitante pesa il consumo di 12,654 MWh e l’emissione di 3,23 tonnellate di CO2. Il settore maggiormente “energivoro” è l’edilizia residenziale (51,6% dei consumi complessivi) con il consumo di metano, che è di gran lunga preponderante, seguito dall’energia elettrica (18%), diesel 9%, benzina e GPL 6% e, infine, biomassa (3%), mentre il trasporto privato e commerciale con 565.856 MWh copre il 15,1% dei consumi totali, il settore terziario il 23,3%, i Comuni, intesi come consumatori di energia, con gli edifici, gli impianti (inclusa la pubblica illuminazione) ed il parco auto il 4,8% dei consumi complessivi. É quanto

emerge dal bilancio dell’AGENA, che offre ai singoli Comuni della Provincia di Teramo la mappa e la misura dei propri consumi, fornendo così una solida base per la programmazione strategica degli interventi da attuare per onorare gli impegni sottoscritti dal Patto dei Sindaci. Se la meta da perseguire è chiara, i mezzi per poterla raggiungere sono più difficili da indivuare. A tracciare la strada ai propri Comuni è la stessa Provincia di Teramo. “Abbiamo misurato i consumi di tutti i Comuni e oggi sappiamo che fare, dove e come intervenire per ridurre le emissioni inquinanti in atmosfera – ha dichiarato il Presidente della Provincia di Teramo, Valter Catarra - Da parte nostra, che siamo struttura tecnica di supporto ai Comuni e al tempo stesso firmataria del Patto c’è la volontà politica di sfruttare appieno l’opportunità che abbiamo, creando un movimento popolare attraverso il quale stimolare processi di formazione, di educazione di innovazione”. Se 35 milioni di euro è il totale dei finanziamenti POR FESR destinati dalla Regione Abruzzo al Patto, ammontano a circa 7 milioni i finanziamenti da destinare all’efficientamento energetico della Provincia di Teramo, da suddividere fra Comuni ed ente Provincia: “Due milioni e mezzo di euro è la dotazione per l’Ente Provincia di Teramo per realizzare impianti fotovoltaici ed effettuare misure di efficienza energetica sugli immobili di proprietà della Provincia, altri quattro milioni di euro sono stati destinati ai Comuni del territorio provinciale”, ha precisato l’Assessore all’Ambiente e all’Energia della Provincia di Teramo, Francesco Marconi. Il programma di utilizzo di queste risorse è ormai definito: “potrà contare su di undici impianti fotovoltaici, per un totale di oltre 400 chilowatt di potenza, che saranno installati su undici istituti scolastici – ha dichiarato Marconi - Tali impianti garantiranno una produzione di circa mezzo milione di chilowattora di energia elettrica e permetteranno di evitare l’emissione di circa 240 tonnellate/anno di anidride carbonica”. Il Patto, in Provincia di Teramo, parte da misure attendibili, si basa su interventi concreti e punta ad obiettivi raggiungibili. Se l’obiettivo comunitario del “20-20-20” per l’Italia è ancora lontano, l’Abruzzo punta anche più alto: “raggiungere nel più breve tempo possibile il dato secondo il quale il 50% dei consumi di energia elettrica sia prodotto da energie rinnovabili”. Mira a questo traguardo il Progetto “Powered”, un progetto per lo sviluppo dell’eolico nel Mar Adriatico, nel quale la Regione Abruzzo riveste l’importante ruolo di leader, oltre che di partner: “Si tratta di una sfida per la macroregione Adriatica che si potrà vincere solo con la capacità di fare sistema dei Sindaci abruzzesi – ha commentato il Presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi. Dunque è la rete la chiave del successo del modello abruzzese in Europa e sempre la rete è la strada che porta allo sviluppo sostenibile dell’intera regione.

5


La Regione Abruzzo ha inviato a tutti i Comuni abruzzesi la circolare “Indirizzi per la riduzione della produzione dei rifiuti in ambito comunale”

VERSO I RIFIUTI “ZERO”: LA REGIONE LANCIA LA SFIDA AI COMUNI

Dalla Regione la lista delle azioni sostenibili da spingere a livello comunale e 1milione e 200mila euro di finanziamenti per la riduzione della produzione dei rifiuti. di Silvia Barchiesi

Parte dai Comuni la sfida alla riduzione della produzione dei rifiuti in Abruzzo. A lanciarla è la Regione che invita i Comuni abruzzesi a mobilitarsi attivamente contro lo spreco, per ridurre ulteriormente la produzione di rifiuti urbani. È questo l’obiettivo della circolare n. 2/2011“Indirizzi per la riduzione della produzione dei rifiuti in ambito comunale”, inviata a tutti i Comuni della Regione come stimolo e supporto alla diffusione di buone pratiche ambientali nella gestione del ciclo dei rifiuti. Il traguardo da raggiungere è stabilito dal Piano Regionale Gestione Rifiuti (PRGR): il -5% di produzione dei rifiuti urbani entro il 2011. Sulla strada che porta ai “rifiuti zero” l’Abruzzo è già in marcia, ma il cammino è ancora lungo: secondo i dati del Rapporto ISPRA 2010, nel 2009 la produzione dei rifiuti urbani della Regione Abruzzo (687.691 t/a) è diminuita del 2,28% rispetto al 2008 (703.754 t/a), pari ad una media annua di 513 kg/ abitante. Segnali positivi arrivano anche dal primo semestre del 2010 che dovrebbe chiudere con un segno meno sul fronte della produzione dei rifiuti: dalle prime simulazioni dei dati 2010 si stima una produzione annua di 661.564 t pari ad una media annua di 493 kg/abitante, con un’ulteriore diminuzione del 3,9% rispetto al dato del 2009. A pesare sul calo della produzione dei rifiuti sono state numerose variabili: in primis, la crisi economica nazionale che ha pesantemente colpito anche le famiglie abruzzesi, abbassandone i consumi (-1,7% nel 2009, secondo i dati ISTAT, - 5% secondo l’ADOC); il sisma del 6 aprile 2009 che ha stravolto le abitudini e gli equilibri della popolazione abruzzese; l’inevitabile diminuzione delle presenze turistiche (-12% nel 2009 rispetto al 2008). Ma ad incidere sulla riduzione dei rifiuti è stato anche l’avvio di pratiche virtuose che sempre più stanno prendendo piede in Abruzzo.

6

Ne è convinto l’Assessore regionale all’Ambiente, Mauro Di Dalmazio: “La diminuzione della produzione dei rifiuti urbani è dovuta certamente al calo dei consumi delle famiglie, ma soprattutto è dovuta alla diffusione sul territorio regionale dei sistemi di raccolta differenziata domiciliari cosiddetti ‘porta a porta’ che stiamo promuovendo e che, oltre a migliorare la qualità e la quantità dei materiali raccolti in modo differenziato ed avviati a riciclo, sviluppano una maggiore consapevolezza nei cittadini dell’importanza di collaborare per ridurre la produzione dei rifiuti”. “La prevenzione e la minimizzazione della produzione dei rifiuti urbani – ha aggiunto l’Assessore Di Dalmazio - rappresenta per la Regione Abruzzo, in linea con le disposizioni europee, uno degli obiettivi prioritari della programmazione di settore per realizzare uno sviluppo economico sostenibile ed economie di settore per gli Enti locali”. A raccogliere la sollecitazione che viene dall’Europa è la stessa Regione che a sua volta decide di puntare sui Comuni per raggiungere l’obiettivo, lanciando loro una vera e propria “ricetta” per prevenire la produzione dei rifiuti. “I Comuni rappresentano le istituzioni più vicine al cittadino e alle locali attività produttive e/o commerciali. Giocano, per questo, un ruolo determinante, anche per attivare la collaborazione con le imprese del mondo produttivo e della distribuzione commerciale e nel richiedere alle aziende d’igiene urbana un impegno specifico in tal senso. Per questo chiediamo ai Comuni abruzzesi un particolare impegno affinché i temi della prevenzione e riduzione della produzione dei rifiuti urbani costituiscano una parte importante delle loro politiche ambientali”. Così l’Assessore Di Dalmazio ha sottolineato il ruolo strategico dei Comuni nel sistema di gestione integrata dei rifiuti, oltre che il loro ruolo decisivo nell’educazione alla sostenibilità dei consumi, alla prevenzione e alla riduzione della produzione dei rifiuti, oltre che il loro

ruolo cruciale nella sensibilizzazione alle “buone pratiche” e ai comportamenti virtuosi in materia di rifiuti. La spinta alla riduzione della produzione dei rifiuti deve partire dal territorio. É necessario il coinvolgimento e la collaborazione di tutti: amministrazioni pubbliche, operatori economici, associazioni del volontariato, famiglie e semplici cittadini. Di qui la centralità del ruolo dei Comuni, punto di riferimento e di raccordo strategico per le diverse realtà radicate sul territorio. Da qui, dai Comuni, devono, dunque, partire capillari campagne di comunicazione integrata in grado di stimolare la partecipazione e il coinvolgimento di cittadini, operatori economici e dipendenti pubblici che spingano all’adozione di “buone pratiche” nella gestione dei rifiuti. A suggerire ai Comuni la lista dei comportamenti virtuosi da promuovere è la Regione stessa che nella circolare lancia la “ricetta anti-spreco” ed elenca le azioni da adottare a livello comunale per prevenire la produzione dei rifiuti: l’incentivazione all’utilizzo dell’acqua di rubinetto; la promozione dei cosiddetti “Acquisti Verdi” attraverso la diffusione di tecnologie ambientali e lo sviluppo di prodotti validi sotto il profilo ambientale; la riduzione della produzione di rifiuti cartacei attraverso l’utilizzo di carta riciclata o l’utilizzo delle funzioni di stampa fronte retro e caratteri che consentano un’ottimizzazione dello spazio sui fogli; l’eliminazine dei contenitori “usa e getta” nella gestione delle mense scolastiche; l’utilizzo di materiali biodegradabili e l’adozione di prodotti sfusi nell’organizzazione di feste ed eventi, la diffusione del compostaggio domestico e di prodotti riutilizzabili come gli “eco-pannolini”, la promozione da parte della stessa Grande Distribuzione e degli esercizi commerciali di comportamento di acquisto sostenibile (l’uso di prodotti sfusi o alla spina, di borse riutilizzabili,


il recupero di derrate alimentari per enti assistenziali, ecc…). Sono queste solo alcune delle linee di azione tracciate dalla Regione per guidare i Comuni verso la riduzione della produzione dei rifiuti e il raggiungimento dell’obiettivo fissato dal Piano

Regionale Gestione Rifiuti (PRGR). Ma il supporto della Regione non è solo teorico, ma anche concreto e finanziario. Per supportare i Comuni, nell’ambito del “Programma straordinario di prevenzione e riduzione della produzione

dei rifiuti”, la Regione Abruzzo, con i fondi FAS, ha, infatti, previsto risorse pari a 1milione e 200mila euro. I Comuni potranno accedere alle risorse regionali a seguito della pubblicazione da parte della Regione Abruzzo di appositi bandi pubblici.

7


Il “Compost Abruzzo” come ammendante nei terreni agricoli e forestali

IL PROGETTO “CAMPI DIMOSTRATIVI” PER DIVULGARE IL COMPOST ABRUZZO di Silvia Angeloni

Il Seminario pubblico: “Campi dimostrativi - Compost Abruzzo”, tenutosi il 27 maggio 2011 presso la Sala “Massimo Petti” in località Zimarino a Vasto (CH) nella splendida cornice del COTIR (Centro per la Sperimentazione e la Divulgazione delle Tecniche irrigue) è stato un incontro importante sia per l’agricoltura che per il mondo dei rifiuti. Il Presidente del Consiglio di Amministrazione del COTIR, Alberto Amoroso, ha dato il benvenuto ai presenti e portato i saluti dell’intero Consiglio. Ad aprire i lavori e moderare l’intero dibattito è stato il Dott. Gabriele Massimiani dell’Osservatorio Regionale dei Rifiuti (ORR). “Vorrei ricordare che il progetto “Campi dimostrativi - Compost Abruzzo” nasce da un protocollo operativo sottoscritto nel 2010, tra la Regione Abruzzo, il Consorzio Italiano Compostatori (CIC), l’Agenzia Regionale per i Servizi di

8

Sviluppo Agricolo (ARSSA), la Federazione Regionale Coltivatori Diretti, la Confederazione Italiana Agricoltori ,il Consorzio Agrario D’Abruzzo, ed i titolari degli impianti di compostaggio abruzzesi (Aciam SpA, CIRSU SpA, CIVETA, Comunità montana Altosangro) ha puntualizzato il Dott. Massimiani che ha poi illustrato tutto l’iter di produzione del Compost, mettendo in evidenza la garanzia di qualità del Compost di oggi, mediante il marchio “Compost Abruzzo”, quest’ultimo riconosciuto dal CIC. Per considerare meglio il progetto “Campi dimostrativi - Compost Abruzzo” è necessario comprendere, le finalità e gli obiettivi che sono individuati dalle normative comunitarie, nazionali e regionali, il sistema impiantistico di compostaggio regionale, e le problematiche che caratterizzano il settore dei rifiuti regionale. L’autosufficienza nello smaltimento dei rifiuti, che rappresenta un problema

anche in Abruzzo, può trovare una parte della soluzione nell’apertura di un nuovo ciclo di mercato del “Compost Abruzzo”. Da un recente studio del CONAI si evince che il 38,7 % dei rifiuti collocati in discarica in Abruzzo è costituito da materiale organico; quest’ultimo è responsabile in gran parte delle difficoltà gestionali degli impianti di smaltimento poiché esso produce percolato, genera fattori odorigeni, riduce la capacità residuale, etc. Migliorare “a monte” il sistema di raccolta dei rifiuti, intensificando l’attivazione dei servizi domiciliari “porta a porta” e “a valle” puntare sul compostaggio trovando la giusta collocazione della frazione organica, costituisce una parte importante per la risoluzione del problema della gestione dei rifiuti. La Regione Abruzzo, sin da subito, ha individuato che la problematica dei rifiuti non può essere affrontata solo attraverso una gestione più efficien-


te e un maggior tasso di riciclo, ma puntando ad utilizzare la pratica di compostaggio, come riduzione dello sfruttamento delle risorse, minor consumo di energia e taglio delle emissioni di CO2. Si è parlato anche del Piano Regionale Gestione dei Rifiuti (PRGR), approvato con la LR 45/2007 e s.m.i. , che prevede una riduzione della produzione dei rifiuti del 2% all’anno, per raggiungere entro il 2011 una produzione RU di circa 680.000 t/a. Il picco di produzione dei rifiuti in Abruzzo si è verificato nel 2008; successivamente con la crisi economica e la conseguente diminuzione dei consumi da parte delle famiglie, è tendenzialmente diminuita la produzione dei rifiuti degli anni 2009 e 2010 rispetto al 2008. Per quanto riguarda la raccolta differenziata il PRGR prevede che 125 Comuni su 305 passino al sistema“porta a porta”, stimando che l’organico destinato alla raccolta differenziata ammonti a 119.164 t/a con il verde, costituito da ramaglie, potature e sfalci, si arriva a 166.430 t/a. Attualmente si è rilevato un trend in aumento, a testimoniare che la raccolta differenziata mediante sistemi domiciliari, sta dando buoni frutti e garantisce una migliore qualità merceologica dell’organico. Nel 2010 il “porta a porta” è stato attivato da circa 90 Comuni, ma è in costante aumento il numero di quelli che stanno riorganizzando nel 2011 i servizi RD mediante i sistemi domiciliari. Pertanto, vi sarà sempre di più la necessità di impianti di compostaggio in grado di produrre compost di qualità, attualmente non sufficienti per il trattamento complessivo dell’organico proveniente da RD domiciliari. Al fine di recuperare la fiducia da parte del mondo agricolo, la Regione Abruzzo, nell’ambito dell’accordo di programma sottoscritto tra Regione Abruzzo e CIC, ha creato il marchio “Compost Abruzzo” (come logo di garanzia del compost),

che prevede un percorso di certificazione del compost da parte degli impianti di compostaggio, condotto dai tecnici del CIC. Allo stato attuale, la certificazione è stata ottenuta dall’impianto di compostaggio del Consorzio ACIAM SpA, localizzato nel Comune di Aielli (AQ), loc. La Stanga. L’impianto ACIAM SpA è l’unico attualmente a produrre Compost Abruzzo, in quanto la certificazione ottenuta dall’impianto di compostaggio del CIRSU SpA è attualmente sospesa per problemi tecnico-amministrativi del Consorzio. L’impianto di compostaggio del CIVETA ha avviato recentemente il percorso di certificazione, mentre l’impianto della Comunità montana Altosangro deve ancora iniziare. La Regione Abruzzo, nell’ambito del Piano d’Azione del Quadro Strategico Nazionale (QSN) 2007-2013, ha riservato 4 milioni di euro delle Risorse FAS, sia per il completamento del sistema impiantistico di compostaggio, così da coprire completamente il fabbisogno di trattamento della frazione organica proveniente da RD, sia per creare nuove opportunità di lavoro in questo settore. Il progetto “Campi dimostrativi” nasce con l’obiettivo di dimostrare che il “Compost Abruzzo”, certificato dal CIC, può essere considerato una valida e sicura alternativa agli ammendanti classici. A seguire l’agronomo Sergio Cappelli dell’ARSSA Abruzzo ha spiegato l’organizzazione del progetto e del suo andamento. Se si riuscisse ad utilizzare il Compost a livello regionale, l’agricoltura ne trarrebbe vantaggio soprattutto per la conservazione della fertilità del suolo. Inoltre, esso incrementa la capacità di ritenzione idrica, arricchisce il substrato di organismi, contribuisce a conservare la riserva di azoto, migliora la struttura del terreno e tutto questo sarebbe possibile senza un dispendio di risorse economiche. In passato la sostanza organica da di-

stribuire sui campi, proveniva per la maggior parte dall’allevamento zootecnico; oggi invece, c’è una forte carenza, soprattutto di letame utilizzato dalle aziende agricole come fertilizzante dei terreni. La necessità sempre maggiore di sostanza organica, dunque, può sollecitare all’utilizzo di forme alternative come, ad esempio, del compost di qualità. Nel territorio italiano, così come nel territorio abruzzese, si riscontra sempre di più una carenza di sostanza organica nei terreni che tendono sempre di più ad una preoccupante desertificazione degli stessi. Cappelli ha ribadito come fin dal principio ci si è mossi per diffondere e far conoscere il “Compost Abruzzo”, così prezioso per il mondo agricolo e non solo. Insieme alla Regione Abruzzo, mediante il supporto dell’ORR, sono stati coinvolti tutti gli interessati. In particolare, le aziende agricole, mediante le associazioni di categoria, i gestori degli impianti di compostaggio e gli Istituti Agrari che preparano i futuri tecnici dell’agricoltura. Per divulgare la produzione di Compost si è pensato di impiegare dei “Campi dimostrativi” e localizzarli nei punti dove c’è una maggiore possibilità di diffusione, come ad esempio il campo allestito presso il COTIR, come centro sperimentale, ove spesso sono presenti i visitatori. Sono stati messi a disposizione dei “Campi dimostrativi” anche da parte di alcune aziende agricole che sono sede di fattorie didattiche, nonché dagli Istituti Tecnici Agrari mediante il supporto dei gestori degli impianti di compostaggio. Oggi il problema reale non è tanto la disponibilità dell’imprenditore agricolo ad utilizzare il compost, ma è quello della produzione del compost di qualità poiché l’attuale sistema impiantistico di compostaggio regionale non è in grado di rispondere alla reale necessità. Nel corso dell’incontro c’è stato un breve contributo fornito anche dal Presidente della Commissione Regionale

9


Ambiente, Nico Argirò, il quale ha ricordato come sia importante aprirsi alle Associazioni di categoria, ed alle Scuole. Gestire il mondo dei rifiuti nel modo giusto è la chiave di volta per avere del buon compost. Purtroppo in passato si sono verificati dei problemi con i Comuni che sono ancora dotati di sistemi RD stradali. “L’Abruzzo è un territorio pieno di verde, splendido ed è qui che c’è la possibilità di produrre e utilizzare il Compost evitando ovviamente di importarlo fuori”, ha dichiarato il Dott. Massimo Centemero, Direttore Tecnico del Consorzio Italiano Compostatori, (CIC) che ha illustrato le procedure tecniche di certificazione del compost, facendo riferimento all’Abruzzo. Dopo aver ricordato che la sostanza organica è oggetto anche di produzione di energia, il Dott. Centemero sottolinea come il binomio qualità dei rifiuti organici provenienti da RD e qualità del compost prodotto sia inscindibile. All’organico si aggiungono poi i rifiuti verdi (sfalci, potature, etc.). Negli ultimi anni le industrie dei fertilizzanti sono cresciute in modo proporzionale alla richiesta. Pertanto, in questa fase l’ammendante compostato rappresenta un’opportunità da sfruttare come fertilizzante. Va ricordato che, partendo dal 1992, con i servizi RD dell’organico attuati da alcuni Comuni della provincia di Milano, è iniziato un nuovo percorso virtuoso in Italia inerente al settore degli ammendanti compostati. Oggi il Compost si utilizza, come terriccio da impiegare negli orti, nelle attività florovivaistiche, etc. Il Dott. Centemero ha ricordato, infine che, vi è la necessità che nelle gare d’appalto degli Enti Pubblici sia inserito anche l’utilizzo del Compost di qualità da impiegare magari nel verde pubblico, nell’ambito del GGP (Green Public Procurement - Acquisti Verdi Pubblici). L’esempio del nord Europa (Belgio Germania, Lussemburgo, Olanda, Au-

1 10

stria), dove il Compost è un settore trainante, ha stimolato anche l’Abruzzo ad adottare un proprio “marchio di qualità di certificazione di compost”, certificato CIC, che ha come finalità la garanzia di qualità e la trasparenza nei confronti degli utilizzatori finali del compost. Il “Compost di qualità” è definito dalla legge sui fertilizzanti ovvero dal Dlgs. 75/2010; esso, tuttavia, prevede il rispetto di parametri qualitativi molto rigorosi, rispetto a quanto previsto negli altri Paesi Europei. Va detto, inoltre, che il Compost non è utilizzato solo ed esclusivamente come ammendante per i suoli, ma anche nell’ambito dei concimi azotati. Il CIC è costituito da un pool di tecnici ed agronomi specializzati che operano mediante un laboratorio accreditato per le analisi merceologiche sui campionamenti del compost in uscita dagli impianti di compostaggio. Lo staff tecnico del CIC consente alla Regione Abruzzo di assicurare il marchio “Compost Abruzzo”, come garanzia di qualità del compost prodotto apponendo gli appositi loghi di riconoscimento sugli appositi sacchetti. Va ricordato che l’impianto di ACIAM SpA, avendo il marchio CIC, automaticamente detiene anche il marchio “Compost Abruzzo”, assoggettato alla“tracciabilità” e alla “rintracciabilità” del prodotto. A tal fine, in Abruzzo i controlli avvengono sistematicamente sia da parte del Corpo Forestale dello Stato (CFS), dal NOE e dallo stesso CIC, sopratutto nei confronti di coloro che hanno il marchio. Come accennato, gli Istituti Agrari abruzzesi hanno aderito al progetto: “Campi dimostrativi - Compost Abruzzo”. A rappresentare l’Istituto Tecnico Agrario Statale “C. Ridolfi” di Scerni (CH) è stato il Prof. Emilio Gattafoni che ha spiegato come il progetto preveda un impiego in pieno campo su un uliveto e un altro impiego su alcune zone di terreno di un giovane frutteto per poter

fare un confronto. Data la ristrettezza delle risorse economiche della scuola, si sono dovuti utilizzare attrezzi rudimentali, ma grazie al presente progetto si potrà recuperare la macchina spargicompost in dotazione della scuola. Il Prof. Mario di Pardo dell’Istituto Tecnico di Alanno (PE) ha sottolineato che la scuola ha accolto con grande entusiasmo questo progetto, la cui Azienda agricola ha dedicato due appezzamenti di terreno: uno coltivato a pisello proteico, l’altro a frumento. Sugli appezzamenti di due ettari e mezzo sono stati allestiti dei campi dimostrativi con il Consorzio Agrario d’Abruzzo utilizzando il compost alla semina del grano. Il Prof. Corrado Sterpetti dell’Istituto Professionale di Stato per l’Agricoltura e l’Ambiente di Avezzano ha spiegato come il suo Istituto, selezionato per risolvere il problema della desertificazione dei terreni, potrebbe trovare una soluzione dall’immissione di compost. Il Prof. Pachioli Silverio dell’Istituto di Istruzione Superiore - Di Poppa Rozzi - di Teramo ha spiegato come nell’Azienda Agraria della scuola, che ospita anche un vigneto di dodici anni, sono state fatte delle prove di immissione di Compost su vitigni di Montepulciano e Trebbiano. Al termine dell’incontro è stata organizzata una visita presso i Campi Dimostrativi del COTIR, al fine di far maturare la consapevolezza che il Compost costituisce una soluzione adeguata sia per una gestione più eco-sostenibile del territorio e sia per risolvere le problematiche relative alla chiusura del ciclo dei rifiuti organici.


COMPOSTAGGIO IN LOCO E DI COMUNITÀ di Silvia Angeloni

Il 24 giugno a l’Aquila nella sede della Regione Abruzzo, si è tenuto il Seminario: “Compostaggio in loco e di comunità. Opportunità, problemi, prospettive”. Il Dott. Franco Gerardini, Dirigente Servizio Gestione Rifiuti Regione Abruzzo, ha moderato l’incontro ed illustrato gli indirizzi regionali nella gestione del ciclo delle frazioni organiche a cui si annette particolare importanza per centrare gli obiettivi previsti dalla programmazione di settore riferiti sia alla riduzione della produzione di rifiuti urbani che alla utilizzazione degli ammendanti per la tutela della fertilità dei suoli (sink). In particolare le attività di compostaggio, che possono essere definite “in loco o di comunità”, che si collocano tra quello domestico (autocompostaggio) ed il compostaggio industriale, assumono una loro rilevanza culturale ed ambientale, nonché una propria specificità gestionale per la quale la Regione Abruzzo proporrà soluzioni normative adeguate per una loro corretta autorizzazione e diffusione sul territorio. Il Dott. Gerardini ha ricordato, inoltre, come il Seminario “costituisce l’ennesimo passo di un cammino che la Regione Abruzzo ha intrapreso già da vari anni nell’attuazione del programma di riduzione del conferimento dei rifiuti biodegradabili (RUB) in discarica, contribuendo all’allungamento del tempo di vita delle discariche ed all’incremento delle attività di riciclaggio”. Il Dott. Gabriele Massimiani dell’Osservatorio Regionale dei Rifiuti (ORR) ha presentato il Protocollo d’intesa, denominato “Cento e cento giardini” che sarà, a breve, sottoscritto tra la Regione Abruzzo, il Comune di l’Aquila, l’Azienda municipalizzata ASM (Aquilana Società Multiservizi) SpA, il CIC (Consorzio Italiano Compostatori). Il Dott. Massimiani puntualizza che “il suddetto protocollo, in fase di approvazione dalla Giunta Regionale, permetterà di sperimentare concretamente, e per la prima volta in Abruzzo, la pratica del compostaggio “in loco o di comunità” attraverso l’utilizzo di un impianto (composter) elettromeccanico in grado di trasformare in compost i rifiuti organici - Poi aggiunge - Questa macchina, che sarà collocata in un quartiere della città di L’Aquila, ci consentirà di portare avanti un’esperienza concreta di compostaggio di comunità coinvolgendo direttamente i condomini della zona aquilana, rappresentando sicuramente un modello positivo per l’educazione alla sostenibilità, l’applicazione di buone pratiche e la realizzazione di soluzioni concrete contro i cambiamenti climatici”. In caso di successo, il progetto verrà replicato in altri territori della Regione Abruzzo. La pratica e la diffusione del compostaggio in loco sul territorio regionale rappresenterebbe un’opportunità per ridurre alla fonte la produzione di rifiuti, eliminare i costi di trasporto e trattamento e responsabilizzare piccole comunità o singole attività di trasformazione alimentare. La Regione Abruzzo, quindi, individua tra le azioni prioritarie, la prevenzione e la minimizzazione della produzione dei rifiuti, come prevede il “Codice Ambientale” D.Lgs. n. 152/2006 e s.m.i. e la Direttiva comunitaria 2008/98/CE, anche attraverso la pratica del compostaggio di comunità. Massimiani ricorda poi gli obiettivi del D.Lgs. n. 36/2003 “Attuazione della direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti”; nel 2018 viene fissato l’obiettivo di riduzione dei Rifiuti Urbani Biodegradabili (RUB) da collocare in discarica a meno di 81 Kg/ab/a. Poi prosegue nel suo intervento focalizzando l’attenzione anche sugli obiettivi previsti dal PRGR (Piano Regionale Gestione Rifiuti), che prevede nel 2011 il fabbisogno di trattamento delle frazioni organiche provenienti da raccolte differenziate di un quantitativo di 119.000 t/a circa; tuttavia, allo stato attuale il sistema di compostaggio regionale non è in grado di soddisfare tale fabbisogno di trattamento, e, pertanto, questo è uno dei motivi principali che spiegano come una parte dell’organico abruzzese è destinato a trattamento in impianti di compostaggio fuori regione; dalla relazione, poi, si mette in evidenza come il territorio provinciale di Pescara sia sprovvisto di un impianto di compostaggio che sarebbe necessario per il trattamento dei rifiuti organici dei Comuni pescaresi. La Regione propone nel corso del seminario delle proposte concrete

per colmare il deficit normativo italiano inerente al tema del compostaggio in loco: la definizione di compostaggio in loco da inserire nella normativa, nonché una proposta volta alla semplificazione del regime autorizzatorio per la messa in esercizio degli impianti elettromeccanici mediante l’emanazione di un Decreto Ministeriale da parte del Ministero dell’Ambiente. L’obiettivo principale del Decreto, spiega la Regione, è quello di consentire al Sindaco il rilascio dell’autorizzazione di suddette macchine evitando la procedura di VIA, fermo restando il rispetto di determinati criteri. Infine la Regione entra in merito agli impegni delle parti previsti dal Protocollo “Cento e cento giardini” evidenziando che la Regione Abruzzo, mediante l’Osservatorio Regionale Rifiuti (ORR), provvederà ad attuare il progetto sperimentale in attuazione di una gestione integrata dei rifiuti urbani, finalizzato alla riduzione della produzione degli stessi, in particolare tramite l’attività di compostaggio in loco, ed anche attraverso la promozione di incontri territoriali di sensibilizzazione rivolti ai cittadini. Di seguito, l’intervento di Paolo Silingardi di Achab Group, che ha al suo attivo un’esperienza decennale nel campo della sostenibilità ambientale, ha ribadito l’importanza di creare Compost in loco per mense, scuole etc, e Compost domestico che riguarda le famiglie e i condomini in genere. Il compostaggio in loco come pratica presenta numerosi vantaggi tra i quali quello di diminuire il ricorso ai conferimenti negli impianti di trattamento/smaltimento, eliminando l’impatto dei trasporti. Basti pensare che in molti Comuni italiani (sono 5.300 ca. i Comuni che hanno meno di 4.000 abitanti) spesso i mezzi della nettezza urbana si trovano a trasportare una quantità davvero esigua di rifiuti gravando sui costi di gestione. Inoltre, gli impianti di compostaggio in loco sono igienici e pratici, con una durata dei macchinari di oltre vent’anni. Quindi avere una macchina elettromeccanica di compostaggio in loco eviterebbe parte dei costi inerenti la gestione dei rifiuti urbani del Comune. Vi sono diverse tipologie di macchine, alcune delle quali adatte anche per la ristorazione, ma quelle maggiormente in uso all’estero riguardano i condomini. “Vorrei ringraziare innanzitutto la Regione per la sottoscrizione di questo protocollo e i miei dipendenti ” con queste parole ha esordito Luigi Fabiani Presidente di ASM SpA, che nel suo intervento ha sottolineato l’importanza del compostaggio in loco per la città, aggiungendo che le dimensioni tipiche di un macchinario per compostaggio domestico sono adatte per alcuni quartieri che si trovano all’interno della città. Fabio Musmeci dell’ENEA ha riferito di avere delle notevoli esperienze nella Provincia di Roma, dove già da diversi anni si sta sperimentando l’introduzione nei Comuni della Provincia della pratica di compostaggio, intesa come azione alla guida del Comune, quindi un’attività collettiva invece che del singolo. Inoltre ritiene importante che venga istituito l’Albo dei Compostatori per valorizzare le famiglie che praticano il compostaggio. Sul sito web www.compostiamo.it si possono trovare modelli di delibere comunali per l’adozione di un Albo Comunale dei Compostatori. Al termine dell’incontro è stato proiettato un filmato in lingua francese che evidenziava l’esperienza del compostaggio domestico collettivo attuato in un condominio del Comune di Nantes. Il filmato, commentato dal rappresentante di Achab Group, ha sottolineato come i residenti e i vari addetti all’interno del condominio siano stati responsabilizzati alla pratica del compostaggio collettivo rafforzando altresì, la coesione sociale tra i residenti. La gestione del composter collettivo è demandato ad un soggetto responsabile, che controlla e sovrintende la produzione del materiale. Dal seminario è emerso come la Regione Abruzzo crede fermamente alla pratica del “compostaggio in loco”; esso può essere importante per il territorio al fine di ridurre alla fonte la produzione dei rifiuti; tuttavia, è importante in questa fase di sperimentazione creare l’occasione per superare le criticità tecniche e normative emerse su questo tema.

11


CAR.DA. ENERGIA

FINALMENTE SI TORNA A LAVORARE di Bruno D’Antonio

Dopo un periodo di estreme turbolenze, caratterizzato dalle alte grida levate da diversi settori economico-politici e dagli ambientalisti i quali, del tutto incuranti della speculazione, del degrado del paesaggio, del costo eccessivo degli incentivi elargiti ai soliti “investitori” che operano sui mercati mondiali, piangevano sulla fine del fotovoltaico, sulla distruzione della neonata industria che dava lavoro a 25.000/30.000 persone prefigurando scenari apocalittici sui quali dominava un mondo desertificato ed avvelenato dalle scorie nucleari.

Impianto domestico da 6 KWp installato in Lanciano (Ch) e realizzato con moduli e strutture innovative (titolo III° della tariffa incentivante)

Certamente la Legge n. 129 del 13/08/2010, detta anche “Salva Alcoa” che prevedeva all’art. 1 septies il riconoscimento degli incentivi 2010 agli impianti che, pur non essendo entrati in esercizio al 31/12/2010, erano comunque terminati e pronti per essere allacciati alla rete elettrica nazionale alla data del 31/12/2010, è risultata alla resa dei conti una iattura per aver dato il tempo ad una miriade di impianti, 55.000 per la precisione, per complessivi 4.000 MW di potenza, di

1 12

incrementare la bolla speculativa che tutti i consumatori di energia italiani si trovano a pagare attraverso la componente A3 della tariffa elettrica. Chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati non è una politica saggia ma, nel caso che ci interessa, gli incentivi al fotovoltaico devono comunque proseguire finché il costo del Kwh prodotto da fonte fotovoltaica non sarà pari al costo del Kwh prodotto da fonti fossili. Con il DM 3 marzo 2011, spacciato a torto per la legge che bloccava lo svi-

incentivi. Il recentissimo DM del 5 maggio 2011 detto anche “quarto Conto Energia” ha rimodulato il regime incentivante e, proseguendo sulla linea del DM 3/3/2011, ha incentivato gli impianti sui tetti di edifici e quelli a terra che effettuano lo “Scambio sul posto” ovvero che producono l’energia elettrica necessaria a coprire tutto o parte del fabbisogno del titolare dell’impianto stesso. Si è quindi portati ad affermare che non serve produrre energia fotovoltaica con grandi centrali che vanno

Piccolo impianto domestico da 3 KWp installato su tettoia in Termoli (Cb)

luppo della produzione di energia da fonti rinnovabili per favorire l’energia nucleare, il governo ha ridotto la possibilità di fare i grandi impianti a terra su terreni agricoli, ponendo a condizione che sia utilizzato il 10% del terreno disponibile, che la potenza del singolo impianto non superi un MW e che nel caso in cui il proprietario abbia più impianti questi siano ubicati ad una distanza minima di almeno 2 chilometri. Il mancato rispetto di questi parametri impedirà all’impianto di accedere agli

solo a drenare risorse economiche nazionali in favore della speculazione internazionale, ma è finalmente passato il principio secondo il quale viene aiutato chi produce l’energia che utilizza, posizionando impianti su tetti o su piccole porzioni di terreno. Anche gli ambientalisti dovrebbero essere soddisfatti; il citato decreto del 5/5/2011 ha previsto, quale obiettivo cumulativo di potenza installabile al 2016, n. 23.000 MW (il Terzo Conto Energia aveva previsto un obbiettivo


cumulato al 2020 pari a 9.000 MW) per un valore stimato pari a 6 miliardi di Euro. Anche la limitata possibilità di installare le grandi centrali su terreni agricoli dovrebbe far felici gli amanti della natura che, in luogo di distese di moduli fotovoltaici, preferiscono vedere campi ben coltivati. Vediamo, in concreto, le principali novità introdotte dal DM 5/5/2011: Definizione di piccolo e grande impianto fotovoltaico; Le tariffe incentivanti sugli impianti di tipo tradizionale (Titolo II°) assumono valori decrescenti mensili per tutto il 2011 e valori decrescenti semestrali dal 2012 al 2016; Gli impianti realizzati su edifici, integrati architettonicamente e che utilizzano moduli non convenzionali (Titolo III°), accedono ad una tariffa largamente migliorativa rispetto al punto precedente ed è costante per il 2011 mentre sarà semestrale per le annualità seguenti

60% a produzioni effettuate all’interno dell’Unione Europea. Da quanto abbiamo potuto illustrare, pur con tutti gli evidenti limiti di questa succinta analisi, possiamo tranquillamente concludere che finalmente il governo ha imboccato una strada virtuosa e corretta, eliminando diverse speculazioni, oltre a quelle citate, giova ricordare che l’art. 8 c. 8 del DM 5/5/2011 vieta espressamente la cessione delle autorizzazioni per i grandi impianti, mentre l’elevato livello degli incentivi aveva richiamato in Italia una miriade di investitori che realizzavano centrali portando gli incentivi oltralpe. Altra notazione non da poco riguarda la protezione che viene data all’industria nazionale ed europea. Vero che le forme di protezionismo in economia alla lunga diventano dannose ma, se amministrato saggiamente e correttamente utilizzato, il premio del 10%

Impianto industriale da 130 KWp installato nel comune di Pglieta (Ch) zona ind.le Val di Sangro

fino al 31/12/2016; Lo smaltimento delle coperture in eternit con il conseguente rifacimento ed installazione di impianti, viene premiato con un incremento tariffario di 5 centesimi di euro/kwh prodotto da applicare unicamente su tariffe di cui al Titoli II°; Viene premiato, con una maggiorazione delle pertinenti tariffe del 10%, l’utilizzo di componenti diversi dal lavoro, qualora la loro produzione sia riconducibile per non meno del

nucleare che importiamo da Francia, Slovenia ecc.) e, di questo elemento determinante, il nuovo Piano Energetico Nazionale dovrà tenerne conto nel tracciare le linee di sviluppo dell’energia elettrica del nostro futuro avendo sempre presente che i consumi elettrici tenderanno, io sostengo giustamente, a crescere nel tempo per cui le prossime generazioni potrebbero risentire negativamente dei mancati investimenti dei prossimo 20/30 anni. Da parte nostra, la Car. Da Energia s.r.l. continuerà il suo lavoro quotidiano di realizzatore di impianti fotovoltaici “chiavi in mano” cercando di ritagliare l’impianto a misura del cliente, tentando di rimanere a fianco degli investitori nella ricerca costante delle migliori soluzioni per ottenere il massimo dell’energia producibile con il minor utilizzo di spazio (e denaro) possibile.

Impianto domestico da 3 KWp installato in Pescara e realizzato con il sistema tradizionale (titolo II° della tariffa):

sulle tariffe per l’installazione di prodotti europei, sarà di sicuro stimolo all’industria nazionale ed europea di tutto il comparto fotovoltaico. La produzione cinese di moduli fotovoltaici è ormai la prima al mondo e sembra abbia superato il 50% della produzione mondiale. Non da ultimo ricordiamo come il referendum di alcuni giorni fa abbia definitivamente sepolta l’energia prodotta da nucleare italiano (anche se continueremo a pagare l’energia

13


ACIAM S.P.A. RUBRICA

ANCHE ORICOLA NEL “CLAN” DEL RICICLO ACIAM spa attiva la raccolta domiciliare per le famiglie e le imprese di Germano Contestabile

Dopo Carsoli, un altro Comune della Piana del Cavaliere è passato al porta a porta. Si tratta del Comune di Oricola, che con i suoi 1.154 abitanti è uno dei Comuni più floridi della Marsica e dell’intera provincia dell’Aquila. Comprende un vasto nucleo industriale che vanta la presenza di una miriade di piccole e medie imprese artigiane e qualche grande realtà industriale; un territorio eterogeneo che si sviluppa su due livelli: in basso, nella piana, la frazione di Civita, la nuova zona residenziale delle Pezzetaglie, molte case sparse e la zona industriale; in alto, arroccato su di un colle, a oltre 800 metri di altitudine, (sulla cui sommità troneggia lo splendido castello quattrocentesco che fu degli Orsini, oggi sede del Comune), il paese storico, con le sue stradine ripide e vicoli strettissimi. L’intero territorio comunale conta circa 450 famiglie stabilmente residenti, mentre imponente è il flusso turistico di ritorno, che in determinati periodi dell’anno (maggiormen-

1 14

te in estate), vede la presenza di ulteriori 300 utenze famigliari che trascorrono nelle seconde case i periodi di vacanza. Il sistema di raccolta pre-esistente era quello stradale ad isole ecologiche estensive, con contenitori differenziati di grandi capacità, dislocati per lo più nella zona nuova del paese o in prossimità degli insediamenti industriali; il centro storico, seppur molto popoloso, era servito con difficoltà e raggiunto solo in parte dai servizi di raccolta differenziata. Non era prevista la raccolta del rifiuto organico, che veniva conferito nei contenitori del rifiuto misto ed avviato (ahimè) a smaltimento. La percentuale media di raccolta differenziata si attestava “faticosamente” attorno al 10%. Con il nuovo servizio progettato da ACIAM S.p.A., la musica cambia com-

pletamente. Spariscono dalle strade tutti i cassonetti e ad ogni famiglia verrà fornito il proprio kit di mastelli per la raccolta; in affiancamento alle tradizionali raccolte di carta, plastica e vetro, viene introdotto il servizio di raccolta del rifiuto organico. Alle utenze condominiali vengono destinati bidoncini carrellati di medie capacità di carico, mentre per i negozi sono previsti servizi dedicati. Commisurati alle esigenze di smaltimento sono i servizi alle utenze aziendali ed industriali della piana, produttrici di grandi quantità di rifiuti speciali assimilabili agli urbani (imballaggi in carta e plastica, scarti di ristorazione, rottami vetrosi, materiali organici da aziende agro-alimentari, ecc.). Servizi complementari sono previsti per particolari tipologie di utenze: - per le abitazioni dotate di orti, giar-


dini e spazi verdi il problema dello smaltimento di erba, foglie, ramaglie e potature è risolto con l’attivazione del “giro verde” che, nella bella stagione, prevede la raccolta quindicinale a domicilio; - un apposito servizio denominato inequivocabilmente “giro pannolini” corre incontro alle esigenze delle famiglie con neonati o persone molto anziane; - lo smaltimento dei rifiuti ingombranti è garantito da un ritiro gratuito a domicilio a cadenza quindicinale, previa prenotazione telefonica; - contenitori per la raccolta di pile esauste sono assegnati a rivendite di materiale elettrico, ferramenta e scuole, mentre farmacie e studi medici sono dotati di contenitori per il conferimento di farmaci scaduti e medicinali. Per eliminare la fastidiosa abitudine di sversare nel lavello di casa gli oli di frittura, il Comune si sta attivando per la distribuzione capillare nelle famiglie residenti di taniche da 5 litri in cui

raccogliere il liquido. Una campana in plastica da 500 litri, con doppia camera di sicurezza, sarà posizionata in area chiusa e presidiata. Previa richiesta al Comune e sotto lo stretto controllo degli addetti comunali sarà possibile accedere a tale contenitore per il conferimento dell’olio prima dell’avvio a riciclaggio da parte di ditte specializzate. Numerose sono le attività di comunicazione già in essere per sensibilizzare la popolazione sull’importanza del riciclaggio dei materiali e informarla su modi, tempi e regole del nuovo servizio: - una mailing informativa a tutte le utenze ha preavvisato la cittadinanza sulla prossima attivazione del servizio; - con le visite a domicilio per la distribuzione delle attrezzature gli utenti hanno avuto il primo approccio con la nuova realtà, ricevendo dagli addetti ACIAM le indicazioni pratiche per operare una corretta selezione; - un utilissimo opuscolo informativo è stato consegnato a ciascun utenza unitamente al calendario settimanale

da cui evincere i giorni di raccolta per ciascuna tipologia di materiale; - incontri informativi, info-point, manifesti e locandine affissi in paese, presenza su mass-media locali e lezioni scolastiche completeranno la frenetica attività di comunicazione iniziale. I risultati non potranno che essere lusinghieri. Si stima di raggiungere, già nelle prime settimane, percentuali vicine al 60%, con la legittima aspirazione da parte dell’Amministrazione Comunale e di ACIAM S.p.A. a conseguire nel tempo obiettivi sempre più ambiziosi. Quando anche lo start-up del servizio domiciliale nel Comune di Oricola sarà terminato, si avrà una volta di più la bella sensazione di aver vinto un’altra piccola battaglia contro l’inquinamento e lo sperpero di risorse ambientali, di aver liberato un’altra piccola porzione di mondo dalla barbarie e dall’inciviltà, di aver soddisfatto le aspettative di famiglie ed imprese alle prese con piccoli e grandi problemi di smaltimento.

Il tuo domani è in buone mani Azienda Consorziale Igiene Ambientale Marsicana Via Edison 27 (N. Ind.le) 67051 Avezzano (AQ) - Tel 0863 441345 - Fax 0863 440651 info@aciam.it - www.aciam.it - Numero Verde: 800 220403

15


AMBIENTE ABRUZZO NEWS

DIREZIONE PROTEZIONE CIVILE - AMBIENTE - Servizio Gestione Rifiuti Via Passolanciano, 75 - Pescara - Tel. 085.7671 - Fax 085.767.2585 - www.regione.abruzzo.it Regione Abruzzo


Abruzzo news