Issuu on Google+

Settimanale gratuito - Anno I - Numero 9

EDITORIALE

Ma cos'è questa crisi? di Aelle Dal sogno della casa all'incubo del pignoramento il passo può essere brevissimo, anche nel Salento. Il numero di chi non ce la fa a pagare le rate del mutuo sale di anno in anno e la provincia di Lecce dimostra, anche su questo campo, di non essere quell'isola felice che a qualcuno sembra. Dallo scontrino selvaggio alle promesse elettorali, fino alla drammatica notizia del suicido di un giovane salentino senza lavoro e alla promessa di non aumentare l'Imu, arrivata all'assessore al Bilancio del Comune di Lecce solo qualche giorno fa, mentre il Governo si impegna a stringere i tempi sui pagamenti della pubblica amministrazione. Tutto in questo momento sembra girare attorno al denaro. Per essere più precisi, alla sua mancanza. La crisi continua a non mollare la presa, anche in un territorio che ha saputo reagire alle congiunture negative -vedi il collasso del Tac-, cambiando volto e interessi. Il Salento del turismo in

qualche modo resiste, quello della cultura un po' meno, con i tagli agli enti locali che peggiorano di anno in anno la situazione. In molti stringono la cinghia, si adeguano a rivedere aspirazioni e stile di vita. Ma c'è anche chi non ce la fa. Per cambiare vita è sufficiente che un'azienda inizi a licenziare o che un negozio chiuda. Si diventa più vulnerabili e si finisce per essere colpiti negli interessi più cari, proprio come la casa. Nello scorso anno i pignoramenti di immobili sono ulteriormente aumentati e quasi sempre hanno colpito famiglie che non riescono a pagare le rate del mutuo o piccole imprese che falliscono. Imprese che lo scorso anno sono aumentate vertiginosamente in un segnale di crescita del tutto fittizio, che lo stesso presidente della Camera di Commercio aveva letto come risposta, disperata, alla disoccupazione. Per fortuna è arrivata la primavera.

24 marzo 2012

Dal sogno della casa all'incubo del pignoramento Nel Salento aumenta il numero di chi non riesce a pagare le rate del mutuo. E la crisi si fa sentire anche nel settore edile, che ha visto crollare il numero dei ricorsi al Tar Quello appena trascorso è stato un anno orribile sul fronte dei pignoramenti immobiliari. Gli ultimi dati, aggiornati al 31 dicembre 2011, raccontano in maniera evidente come i decreti di esecuzione siano arrivati a quota 1.631, superando di 45 punti un 2010 già negativo. ). Lecce supera anche Bari, dove i pignoramenti e le esecuzioni immobiliari sono stati 1.440. Nel Salento, complessivamente i pignoramenti ancora pendenti sono oltre 4mila, un picco straordinario. Bisogna tornare indietro a metà degli anni ‘90 per registrare numeri altrettanto negativi.

Romeo e Giulietta versione profondo Sud

Attualità

Sondaggi, per amore o per forza Pag. 5

Sport

POST IT Perrone e Ozpetek insieme sul palco del Multisala Massimo per presentare il nuovo film del maestro turco, Magnifica presenza. Adriana Poli Bortone ha ringraziato della dedica, anche se ha dichiarato di sentirsi più in sintonia con il precedente lungometraggio. Quantomeno con il titolo

Il 29 e 30 marzo al Teatro Paisiello la Compagnia Factory proporrà la trasposizione in rima, ambientata nel Meridione, del capolavoro di Shakespeare

Tifosi sempre più protagonisti con “Noi Lecce” Pag. 14


2

24 marzo 2012


3

24 marzo 2012

Attualità

Il sogno della casa, l'incubo del pignoramento Nel Salento aumenta il numero di chi non riesce a pagare il mutuo. In provincia di Lecce più pignoramenti che a Bari. Così male solo negli anni '90 Gli effetti della crisi si fanno sentire e sempre più spesso le famiglie salentine che richiedono dei mutui o dei prestiti, schiacciate da una situazione economica difficile e da un lavoro sempre più precario, non riescono a pagarne le rate. Quello appena trascorso è stato un anno orribile sul fronte dei pignoramenti immobiliari. Gli ultimi dati, aggiornati al 31 dicembre 2011, raccontano in maniera evidente come i decreti di esecuzione siano arrivati a quota 1.631, superando di 45 punti un 2010 già negativo. Un aumento del 2,8 per cento, in controtendenza rispetto alla media nazionale e che pone la provincia di Lecce a ridosso di realtà molto più complesse ed estese come Milano, Roma, Torino e Napoli (dove il dato si attesta a 2.221). Lecce supera anche Bari, dove i pignoramenti e le esecuzioni immobiliari sono stati 1.440. Nel Salento, complessivamente i pignoramenti ancora pendenti sono oltre 4mila, un picco straordinario. Si tratta del bilancio più nero degli ultimi 20 anni. Nel 2001, infatti, i pignoramenti furono solo 579. Il vero boom è arrivato negli ultimi quattro anni, in concomitanza con il crollo mondiale: a partire dai 958 casi del 2007 via via a salire fino alla cifra attuale. I dati ufficiali, forniti dal ministero della Giustizia, rappresentano la faccia più evidente di una crisi sempre più aggressiva. L’insostenibile crisi economica, por

Appalti e ricorsi, la crisi rende “meno litigiosi” Il calo delle controversie in materia di appalti e urbanistica conferma lo stallo economico del territorio e la sofferenza delle amministrazioni

ta sempre più famiglie italiane a non poter onorare gli impegni, con un mutuo sempre più gravoso che, statistiche alla mano, incide per oltre il 33 per cento sul reddito e si traduce, per almeno centinaia di famiglie, in un rischio reale d’insolvenza. Destinatarie dei provvedimenti famiglie, aziende del manifatturiero e del commercio e imprese agricole. La provincia di Lecce è dunque fra le più colpite in Italia. Bisogna tornare indietro a metà degli anni ‘90 per registrare numeri altrettanto negativi.

Poi la situazione migliorò, grazie al calo dei tassi determinato dall’adozione dell’euro, fino all’ultima ondata di crisi. Il crollo delle attività economiche sta colpendo in modo trasversale le fasce più deboli. In particolare, si sono moltiplicate le richieste di pignoramento da parte delle banche in presenza di rate di mutui non pagate. I pignoramenti raccontano indirettamente come sia diminuita la ricchezza del Salento.

La chiusura e la crisi di molte aziende si fanno sentire in modo drammatico. Stipendi che vengono meno, salari falcidiati dalla cassa integrazione (quando va bene), il lavoro autonomo in grave difficoltà: un quadro pesante che spesso provoca l’impossibilità di pagare il mutuo o di onorare i debiti con i fornitori. Dall’esame delle insolvenze emerge una umanità che sprofonda nella povertà e rischia di non farcela a rialzarsi. Spesso la richiesta di pignoramento viene da piccole aziende che lamentano mancati pagamenti da parte dei clienti. Il tutto mentre il sogno di una casa finisce per allontanarsi o trasformarsi in un incubo. Andrea Morrone

Code serali ai self-service, per risparmiare

La crisi economica ha inevitabilmente effetti e ripercussioni anche nella giustizia amministrativa. Diminuiscono, infatti, le controversie che solitamente occupano le aule di giustizia di un Tribunale Amministrativo Regionale, e cioè i ricorsi in materia di urbanistica, appalti pubblici e mondo del lavoro. “La causa principale della riduzione del contenzioso -ha spiegato il presidente del Tar di Lecce, Antonio Cavallari- è indubbiamente la crisi che stiamo vivendo. L’urbanistica è in fase di stallo e i Pug (i Piani urbanistici generali) non sono adottati e ciò comporta che non vi sia alcuna evoluzione sul piano dell’assetto del territorio”. Un’assenza di controversie dunque, che riflette l’assenza di soddisfazione di aspettative da parte della popolazione. Discorso analogo anche in materia di appalti: “Ha subito un certo decremento -come ha evidenziato il presidente Cavallari nella

sua relazione- la litigiosità in tema di appalti pubblici, fenomeno da correlare alla limitata capacità di spesa della pubblica amministrazione”. La stretta della crisi economica e la presenza di fondi ridotti ormai ai minimi termini, porta inevitabilmente a una minore capacità di spesa da parte della pubblica amministrazione e alla mancata pubblicazione di gare d’appalto per lavori e opere pubbliche, spazzando di conseguenza all’origine ogni possibile controversia e battaglia legale relativa. “Vi è poi un’altra concausa -ha aggiunto Cavallari- che è quello dell’aumento dei costi, e cioè del contribuito unificato, poiché per un piccolo appalto l’imprenditore non ha convenienza ad adire alla giustizia amministrativa”. A incidere sulle controversie dunque, è uno stallo economico-finanziario che evidenzia l’altra faccia della recessione. (a.m.)

A preoccupare gli automobilisti salentini non è solo l’effetto della recessione, ma anche i venti di crisi che soffiano sullo scenario internazionale e l’ascesa del pezzo del petrolio

I pugliesi, già tra i più tartassati d’Italia in materia di prezzi dei combustibili, poiché la Regione Puglia applica una tassa tra le più elevate, l’Irba (imposta regionale della benzina in Puglia, pari al 2,58 centesimi al litro), devono fare i conti con gli aumenti che hanno portato il prezzo della benzina a sfiorare la quota dei due euro. Senza considerare che anche

le quotazioni internazionali dei carburanti sono in continua crescita. Un insieme di fattori che va a incidere sul prezzo finale del carburante, quello erogato dalle varie compagnie. Agli automobilisti, dunque, in un clima di piena austerity, non resta che andare alla ricerca di sconti e distributori meno cari. Una ricerca attenta del risparmio che sembra portare

indietro nel tempo. La caccia alla convenienza avviene generalmente nelle ore serali, quando la politica del self service fa scattare sconti maggiori sui prezzi di benzina e diesel. È di sera, infatti, che molti distributori applicano ribassi reali tra i 7 e i 10 centesimi di euro al litro. Ogni giorno la scena si ripete, soprattutto dal 1° gennaio, quando l’introduzione dei cor-

rettivi della manovra e l’aumento delle accise regionali sui carburanti, ha fatto lievitare ulteriormente i prezzi di listino. Alle stazioni di servizio semi deserte di giorno, si contrappongono le code serali o quelle in prossimità di ipermercati e compagnie minori, dove il rifornimento consente di risparmiare qualche euro. Anche questa è crisi. (a.m.)


4

24 marzo 2012

Politica

E finalmente Perrone e Poli si strinsero la mano Il sindaco di Lecce introdurrà i lavori del convegno sul Mezzogiorno che vedrà come relatori la senatrice e l'ex ministro Fitto

Il tempo di guardarsi negli occhi è arrivato. Anche per Paolo Perrone e Adriana Poli Bortone. I rispettivi partiti hanno fatto in modo che l’incontro tra i due risulti il meno imbarazzante possibile. Niente abbracci e bagni di folla, ma un convegno sul Mezzogiorno, in cui sarà presente anche Raffaele Fitto. La notizia dell’ex ministro e della senatrice che si confrontano, questa volta da alleati, su un tema che li ha visti nemici fino a poco più di un mese fa, passa però in secondo piano, di fronte alla presenza del primo cittadino.

Come previsto dalla scaletta dell’incontro, in programma per sabato pomeriggio alle 18 presso l’hotel President di Lecce, Paolo Perrone avrà il compito di introdurre i lavori. E gli occhi saranno tutti puntati su di lui, che dovrà riuscire a dare un caloroso bentornato in squadra alla senatrice, senza però smentire se stesso e le proprie prese di posizione in quattro anni di guerra aperta alle sue scelte amministrative. Il riavvicinamento tra Pdl e Io Sud ha intanto tolto dall’imbarazzo diversi ex polibortoniani che negli ultimi

tempi sembravano poco a loro agio nel Pdl, una tra tutte le presidente del quartiere Leuca, Mariangela De Carlo, che correrà nella lista di Io Sud. Una lista che vedrà diversi ritorni interessanti, da quello dell’ex assessore Luciano Battista, cacciato da Palazzo Carafa con la Poli e Martini, ma diversamente a quest’ultimo, rimasto fedelissimo a Io Sud, a Maurizio De Meis, già consigliere comunale dell’amministrazione Salvemini, più volte primo dei non eletti, tornato al fianco della senatrice.

Arresti di Casa Pound, una pericolosa retromarcia culturale Pestaggi e squadrismo per risvegliare il senso sopito della politica. Gli arresti degli attivisti preoccupano la Procura: “Da entrambe le parti omertà e rifiuto dello Stato” Violenze, minacce, rappresaglie, pestaggi di tipo squadrista, il tutto all’insegna della presunta contrapposizione ideologica. Un clima di scontri e guerriglia, sommerso sotto una pesante coltre di omertà e intimidazione, che sembra riportare indietro il calendario di oltre trent’anni, all’Italia delle lotte studentesche e degli scontri di piazza. Gli arresti di quattro esponenti appartenenti al movimento Casa Pound, ritenuti responsabili dell’aggressione avvenuta la sera del 2 gennaio nei pressi della prefettura, ai danni di Matteo Pascariello, ventenne, esponente del Caos (Collettivo Autonomo Organizzato Studentesco) e Antifa, riportano alla luce atmosfere e fatti di cronaca che sembravano ormai consegnati a una memoria lontana, fino a sublimarsi in Storia. Dalle complesse e articolate indagini della Digos, guidata dal dirigente Raffaele Attanasi, emerge un quadro piuttosto preoccupante di focolai di violenza e di contrasto tra appartenenti a schieramenti diversi e “gruppi studenteschi politicamente antagonisti”. Quella ai

danni di Pascariello, scrive il gip Ines Casciaro nell’ordinanza di custodia cautelare nei confronti dei quattro arrestati, è una vicenda che dimostra “un grave clima di violenza instauratosi da qualche tempo nella città di Lecce per la conflittualità tra gli esponenti dei gruppi politici Casa Pound e Caos e caratterizzato da comportamenti aggressivi, violenti e intimidatori, nonché da gravi forme di omertà e di rifiuto dell’intervento repressivo degli organi dello Stato”. Come nel caso di Pascariello, chi subisce l’aggressione

non denuncia alle forze dell’ordine l’accaduto e i responsabili, lasciando a comunicati e cortei di protesta la condanna di quanto avvenuto. Un meccanismo che spesso innesca reazioni e vendette, in una spirale di violenza. “L’aspetto gravissimo di questa vicenda -ha commentato il procuratore Cataldo Motta (nella foto)- è che siamo di fronte allo squadrismo. Non si tratta di sinistra, né di destra. Si tratta di un meccanismo basato sulla violenza reciproca, che altera il contesto sociale in maniera irreversibile. Un balzo indietro nel tempo davvero preoccupante”. Il procuratore parla di “ritardo culturale e gap a livello sociale”, spiegando come la durezza dei provvedimenti adottati (la custodia cautelare in carcere) sia legata a un aspetto di pericolosità e aggressione continua che contraddistingue i movimenti: “La mancata denuncia dimostra un rifiuto dell’intervento dello Stato, una gestione autonoma e individualistica di aspetti che sono appannaggio delle strutture istituzionali”. Andrea Morrone

Notizie flash La fogna dell’Università Si amplia la rosa dei candidati alla guida dell’Università del Salento: dopo le uscite del rettore Laforgia, anche Alvaro Vitali e Pippo Franco hanno deciso di concorrere. Intanto, a partire dal prossimo anno, durante le sedute di laurea niente più bacio accademico ma, per i neodottori, un sonoro e cameratesco calcio nel sedere. Ovviamente rutti e peti in libertà, tranne che in occasione delle conferenze del professor Carlo Alberto Augeri: “con-ferenze”, “con-fessioni”, “con-fidenze” alle quali si potrà partecipare ed essere addirittura d’accordo con il “re-latore” che a sua volta potrà dichiarare il “con-trario”, dicendo a quel punto di essere in “dis-accordo” con i “pre-senti”. Una laurea omaggio per chi riuscirà a indovinare il numero esatto di trattini pronunciati dall’esimio professore. Gigi Rizzo ci riprova Dopo aver partecipato alle primarie di centrodestra vestito da Peppe Barra per dare un tono alla competizione, Gigi Rizzo ha deciso di voltare pagina e trasferirsi armi e bagagli nell’Udc. Il consigliere aveva espresso il proprio disappunto denunciando un sistema, “tra le mura di Palazzo Carafa e di tutto il Pdl, basato sulla disattenzione, l’omertà, metodi clientelari, scelte sbagliate e imposte dall’alto, scelte non condivise ma comunque accettate”. Gigi Rizzo ha dichiarato di avere come riferimento politico Carlo Giovanardi dei Popolari liberali, il quale appena ricevuta la notizia si è scagliato contro il mondo Lgbt per il colpo basso ricevuto. Rizzo sarà insignito del premio Banderuola 2012, a meno che il comitato organizzatore non cambi idea nei prossimi giorni. Loredana Capone e il sondaggio “fai-da-te” Dopo la pubblicazione di alcuni sondaggi dell’imparziale società “MaipiùPerrone”, Loredana Capone non sta più nella pelle. - Il 68% dei leccesi chiede la rimozione del filobus e l’introduzione dell’innovativo tram a cavalli. - Il 58% pulizia e manutenzione delle strade: al restante 42% invece piacerebbe crogiolarsi nel fango. - Il 47% più parcheggi e meno fame nel mondo. - Il 44% più piste ciclabili, ma senza quelle fastidiose due ruote a pedali che intralciano il parcheggio occasionale. - Il 42% più illuminazione urbana: “Aho, già siamo quattro gatti, almeno cerchiamo di trovarci con facilità”. - Il 38% più raccolta differenziata, in alternativa più latte e meno cacao. - Il 38% più sicurezza. Il restante 62% è a Borgo San Nicola.


5

24 marzo 2012

Attualità

Psicologia del sondaggio, la Capone ci riprova Nell’ambito della competizione elettorale, tra slogan, manifesti 6x3, incontri pubblici e conferenze stampa, un altro spazio di confronto tra candidati, irrituale, è dedicato ai sondaggi. Questi ultimi sono “indagini condotte con tecniche particolari tra soggetti campione, volte ad accertare tendenze, opinioni, aspirazioni presenti nella società o in alcune sue componenti”. La definizione da vocabolario ne attesta la finalità primigenia: quella di informarsi sull’orientamento degli elettori. Eppure, in alcuni casi, il risultato che ne viene fuori può essere utilizzato come una vera e propria tattica all’interno di una strategia elettorale. La pubblicazione di un sondaggio ha un valore preciso e Loredana Capone, candidata sindaco del centrosinistra, ne sa qualcosa. Con il suo staff, infatti, qualche mese fa, nell’ambito delle pri-

marie, decise di rendere noti i risultati di un sondaggio che la vedevano perdere di molte lunghezze contro lo sfidante Carlo Salvemini. Il guru della comunicazione Dino Amenduni, responsabile della campagna di Loredana Capone e artefice di quella mossa così discussa, a giochi fatti dichiarò: “Questa storia dimostra che i sondaggi negativi, se ben gestiti, non vanno nascosti, ma possono servire per stimolare il proprio elettorato a dare il massimo per vincere”. Ed ecco un

ROBERTO GRECO - YOUTREND

nuovo modo di interpretare i dati di un’indagine. Infatti, appena entrati nel confronto delle amministrative, lo staff della Capone ha tirato fuori un nuovo sondaggio e, a dire il vero, neanche questo sembra avere tanti margini di ottimismo: Paolo Perrone sarebbe al 38,1% e la candidata sindaco per il centrosinistra al 26,3%. La nota positiva, questa volta, al netto dei numeri sulle primarie e della storia recente della nostra città, sembra venire unicamente dalla possibilità di un ballottaggio.

Chissà. Intanto, dal centrodestra i commenti non si sono fatti attendere e hanno puntato tutti a screditare l’intento di “chiamata alle armi” da parte della vicepresidente regionale. Ad oggi, quello commissionato alla Troisi Richerche dal Pd, è l’unico sondaggio reso pubblico sulle amministrative leccesi, ma, probabilmente, non è l’unico esistente. Euromedia Research, società cui fa riferimento il Pdl per i suoi sondaggi, sarà sicuramente pronta a fornire percentuali e numeri in base alle sue tecniche di indagine. Tuttavia, la discriminante, oggi, non è incaricare o meno un sondaggio, ma pubblicarlo o decidere di tenerlo segreto. E c’è addirittura chi è pronto a scommettere che la gestione dei dati, con margini ristretti, potrebbe risultare decisiva. Andrea Gabellone

ANDREA TROISI - TROISI RICERCHE

“Sondaggio che ricalca il risultato del 2007” “Gli indecisi riserveranno molte sorprese” “Ci sono diverse tecniche di indagine per i sondaggi e, in alcune circostanze, uno è più affidabile di altri”. È così che la pensa il leccese Roberto Greco, direttore del magazine YouTrend, testata specializzata in trend politico-sociali e ricerche demoscopiche. Che strategia c’è dietro la pubblicazione di un sondaggio politico? Ci sono diversi modi di interpretare i dati e le reazioni. Silvio Berlusconi, per esempio, ha sempre preferito fornire dati molto positivi a suo favore. In questo modo, cercava di rasserenare il clima e diffondere ottimismo intorno al suo operato. Loredana Capone, invece, ha scelto una strada diversa: rendere noti dati negativi per ottenere una reazione e invertire la tendenza. Che scenari preannuncia il sondaggio commissionato da Loredana Capone? I dati di Troisi Ricerche parlano chiaro: Paolo Perrone dovrebbe

vincere al primo turno. Ma i risultati lo danno al 38,1%. Un aspetto che un profano dei numeri difficilmente percepisce è la presentazione dei risultati - per motivi che ignoro - al lordo degli indecisi/non voto. Infatti, se avessero presentato il dato al netto di indecisi/non voto, Perrone vincerebbe al primo turno col 55.5%, mentre la Capone si fermerebbe al 38.1%, praticamente il dato di Antonio Rotundo nel 2007. Secondo lei, la tendenza è così chiara? La percentuale di voto espresso nel sondaggio è circa del 69%, quando i voti validi per tale competizione normalmente non superano a Lecce il 78%; i veri indecisi, quindi, si aggirano sul 9%. Immaginando che, tra questi, nemmeno uno voti per Perrone, quest‘ultimo prenderebbe il 49.5%, quindi si troverebbe comunque ad un passo dalla vittoria al primo turno. Di norma, gli indecisi non vanno mai solo

da una parte, quindi i dati di Troisi Ricerche ribadiscono ancora una volta che Perrone vincerà con grande probabilità questa competizione al primo turno, a meno che non ci sarà un travaso di voti già dichiarati da destra a sinistra nei prossimi giorni. Detto questo, i risultati che vengono fuori sono credibili? Ho una piccola perplessità sul metodo dell’intervista “face to face”: sebbene sia un metodo valido, lo è soprattutto se utilizzato in ambiti spaziali molto più piccoli del Comune di Lecce. Personalmente avrei optato per la classica intervista telefonica. Normalmente è la più affidabile, in quanto si possono gestire al meglio la copertura delle quote demografiche e le sostituzioni, ma soprattutto garantisce l’anonimato. Inoltre, viene meno il fenomeno psicosociale del cosiddetto “band wagon”, che si ha quando l’intervistato dichiara di votare chi ha più chances di vincere la sfida e non chi effettivamente voterà nel segreto de(a.g.) ll’urna.

“Dal centrodestra si cerca di analizzare con molta attenzione il nostro sondaggio semplicemente perché è ritenuto affidabile”. Così risponde Andrea Troisi, responsabile dell’omonima società di ricerche di mercato, sociali e di opinione, a chi vorrebbe screditare i dati resi noti dal Pd qualche giorno fa. Cosa risponde a chi crede che gli indecisi dovrebbero essere esclusi dalle percentuali? Attualmente, oltre che inutile, è impossibile proporre una proiezione credibile: un leccese su tre non è del tutto convinto del voto espresso nell’ambito del sondaggio. Questo vuol dire che una buona percentuale di coloro che hanno espresso la loro preferenza potrebbe cambiare idea e ribaltare la situazione. Indecisi e non votanti sono, in questo momento, difficilmente prevedibili. Crede che il vostro sondaggio rispecchi la realtà delle urne? C’è un’altra variabile impor-

tante nel nostro sondaggio: quando abbiamo interrogato i cittadini, la candidatura di Luigi Melica con l’Udc era appena stata annunciata. Ciò significa che la percentuale corrispondente al candidato di centro molto probabilmente non corrisponderà a quella reale. E non è da escludere che qualcuno degli altri candidati perda elettori a favore di Melica. Quindi, Paolo Perrone potrebbe perdere punti percentuale, ma non incrementare il suo vantaggio? Il risultato finale dipende da tantissimi motivi, ma, per il momento, non consideriamo che il consenso di Perrone vada oltre il 38%.

Prevede, dunque, un ballottaggio. Consideri che, nell’ottobre scorso, abbiamo simulato una situazione di questo tipo, ponendo ai cittadini una domanda secca: chi preferite, Loredana Capone o Paolo Perrone? Bene, le percentuali erano così ripartite: 52% Capone e 48% Perrone. Oggi, riproporre una domanda del genere risulterebbe una mancanza di rispetto nei confronti di altri candidati. E comunque, inserirla, avrebbe potuto falsare l’analisi statistica. Ciò non toglie che, attualmente, il ballottaggio sia l’eventualità più probabile. Ai fini della campagna elettorale è utile, secondo lei, la pubblicazione di un sondaggio? Da un certo punto di vista può risultare molto utile. Avrete visto cosa è successo durante la campagna delle primarie del centrosinistra. E poi, non dimentichiamo, che un sondaggio crea confronto e aggiunge un po’ di pepe alla campagna (a.g.) elettorale.


6

24 marzo 2012

Attualità

Immagina se un giorno piazza Mazzini...

sono i Pluri-Versi”. Tanti mondi, appunto. Tanti soggetti per altrettante esigenze. Ma sarà possibile, allora, il punto d’incontro? Il rischio non é che prevalgano gli interessi di alcuni su quelli di altri? Che le esigenze siamo inconciliabili, così come avvenuto relativamente alla questione della chiusura del traffico, che vedeva su fronti opposti residenti, ambientalisti, bambini e commercianti? É possibile, insomma, accontentare tutti (o quasi tutti?). “Questo non lo sappiamo -risponde l’architetta Francesca Rossi, dell’ufficio tecnico del Comune di Lecce-, non abbiamo idea di cosa uscirà. Il bando sarà il risultato delle consultazioni. La stessa area di intervento va definita meglio. Cosa significa, ad esempio, piazza Mazzini? Ciascuno ha una propria idea di piazza e di una relativa zona di competenza. Credo comunque valga la pena di correre il rischio. É certamente meglio di un intervento calato dall’alto, senza che ci sia alcuna forma di

partecipazione”. La condivisione, dunque, é assicurata. Così come il processo democratico. Ma la realizzazione? Suona sempre sospetto, ad orecchie allenate, un progetto così ‘popolare’ a ridosso delle elezioni. “E’ nostra ferma intenzione realizzarlo”, risponde sicura la dirigente del settore Lavori pubblici del Comune, architetta Claudia Bran-ca.”Questa Amministrazione ha previsto nella programmazione triennale una voce di spesa. Certo, l’importo andrà definito in relazione al progetto vincitore del bando e, di conseguenza, si dovrà capire dove andare a reperire i fondi. Ma, le assicuro, non é un’operazione elettorale”. Intanto, a margine, un vero polverone si é sollevato all’annuncio del sindaco Paolo Perrone di ritirare il P.U.G., il Piano Urbanistico Generale. Un progetto (o due) evidentemente, non fanno primavera e non bastano a mettere d’accordo tutti. Melissa Perrone

L'urbanistica del Comune cambia stile e diventa partecipata. Aperta la fase di consultazione con i cittadini, bambini compresi. Dal concorso di idee il nuovo progetto Ci ha preso gusto il Comune di Lecce. Lo aveva già fatto ed evidentemente gli é piaciuto. Parliamo della progettazione partecipata degli spazi urbani, parola d’ordine per ogni amministrazione che voglia sentirsi al passo con i tempi. Che lo faccia perché abbia deciso di dare un taglio alle vecchie abitudini, fatte di progetti mal digeriti dai suoi abitanti (un esempio per tutti: la scuola di piazza Partigiani) o perché la partecipazione paga, almeno in termini di consenso, non é dato di sapere. Certo é che sembra aver preso il via un nuovo stile.

Dopo la rigenerazione di via Leuca, adesso é il tempo di piazza Mazzini. Esperti, cittadini, bambini, saranno gli autori del bando dei lavori pubblici che trasformerà il centro cittadino. Come, ancora, in verità, non lo si sa. Le consultazioni sono appena iniziate ed è ancora tutto in via di definizione. I laboratori urbani, che hanno preso il via i primi di marzo, continueranno proprio in questi giorni. Teatro degli incontri sarà la Galleria Mazzini, scenario ideale visto che, molto probabilmente, verrà interessata dai lavori di riqualificazione. Ad essere chiamati in

causa, adesso, saranno i cosiddetti ‘portatori di interesse’, ovvero tutti i soggetti che abitualmente calcano quelle scene: abitanti e associazioni di categoria in primis. A loro sarà chiesto di individuare punti di forza e di debolezza dei luoghi, così da definire le esigenze e dunque gli interventi. In questa fase infatti si gioca con le idee, con le parole. Abbandonato lo stile asfittico e freddo dei tecnicismi, la progettazione urbana si veste del colore e del calore del linguaggio narrativo, poetico quasi. Così il cantiere dei lavori pubblici diventa dei valori pubbli-

ci, e il laboratorio dei bambini diventa il Posto delle Nuvole, il Laboratorio Primario di Futuro, la bussola dei Valori Pubblici. 93 i bambini coinvolti, alunni delle quarte classi della scuola “Cesare Battisti”, cui negli scorsi giorni é stato affidato il compito di immaginare un futuro possibile per Piazza Mazzini. Anche i bambini perché, oltre ad essere cittadini, sanno immaginare in maniera un po’ speciale. “Sanno -come scrivono nel blog del progettoche quello che non possono prevedere è la cosa più importante che accadrà. Sanno che ci sono tanti mondi diversi, che ci

Pug, tutto rimandato a dopo le elezioni E il centrosinistra bacchetta: “Incapacità e ipocrisia” Strascico polemico per la decisione di Perrone sul Pug. Capone e Salvemini attaccano il primo cittadino: “Ha fatto un favore alla Poli” Dopo sette anni e due diversi affidamento d’incarico (alle università di Napoli e poi di Genova), il Piano Urbanistico Generale, di cui Lecce è ancora sprovvista, si ferma ancora. “È giusto che a battezzarlo sia la prossima Amministrazione”, ha spiegato il sindaco nell’ultimo Consiglio comunale, ma intanto il centrosinistra non gli da tregua e sull’onda del nuovo progetto partecipato, dopo via Leuca, arriva piaz-

za Mazzini, Carlo Salvemini attacca: “La partecipazione non può essere un paravento ipocrita per scelte che vanno in tutt’altra direzione”. In una conferenza stampa al fianco della candidata del centrosinistra, Loredana Capone, Salvemini boccia le politiche urbanistiche dell’Amministrazione comunale culminate nella vicenda del Pug. In attesa che passino le elezioni, il candidato al Consiglio

comunale per la lista civica Lecce Bene Comune annuncia che metterà a disposizione dell’amministrazione il lavoro portato avanti nell’ultimo anno da Lecce2.0dodici, che con l’iniziativa “+quartieri per Lecce” ha abitato uno per uno i quartieri cittadini, ascoltandone la voce e le idee, partendo dall’illustrazione dei progetti del concorso di idee “Lecce città pubblica”. Ma se Salvemini si limita a par-

lare di “inadeguatezza”, Loredana Capone rincara la dose e accusa apertamente il sindaco di aver fatto retromarcia per motivi politici: “Qualcuno sostiene che Perrone abbia ritirato il documento programmatico non per senso di responsabilità ma solo perché così facendo lascia la porta aperta ad Adriana Poli Bortone, sperando di poter mettere insieme le mani sulla città dopo le elezioni”.


7

24 marzo 2012

Attualità

Il Tar per i randagi. E le Randage Al Comune di Lecce una formale richiesta di chiarimento sulle politiche contro il randagismo. Intanto in città arriva un altro dog park Peccato che i cani non parlino, ne avrebbero di storie da raccontare! I cani ospiti del canile Lovely, poi, probabilmente potrebbero scrivere un romanzo. Sulla loro pelle si é fatto, detto e deciso di tutto: nel loro nome si sono giocati equilibri politici, relazioni diplomatiche, si sono scritte pagine e pagine di comunicati, ricorsi al Tar e denunce. Loro, inconsapevoli protagonisti, in questi anni hanno avuto invece solo un obiettivo: sopravvivere. E riuscire a guadagnare la sospirata libertà. L’ultima puntata, in ordine di tempo, li ha visti protagonisti di una battaglia legale. Il Tar, su richiesta dell’associazione Randage, composta da un agguerrito gruppo di donne animaliste, é intervenuto nuovamente in merito alla decisione del Comune di Lecce di spostare i circa 200 cani presso il canile di Carovigno Dog Service, vincitore di una gara -al ribasso- indetta dallo stesso Comune. Questa volta il Tribunale Amministrativo, che si era già espresso a favore della sospensiva del trasferimento, ha chiesto lumi all’assessorato competente relativamente ad una serie di dubbi, gli stessi espressi a suo tem-

po dall’associazione Randage per voce del suo avvocato, Giovanni Pellegrino. In particolare nel documento si chiede conto delle iniziative assunte dall’Amministrazione per affrontare la questione del randagismo e, dunque, anche della mancata realizzazione di un canile. “Sono anni che si parla di rifugio comunale -spiega Angelamaria Spagnolo, pasionaria consigliera comunale, da anni in prima fila per la causa animalista- e sono anni che siamo costrette a confrontarci con la difficile situazione del Lovely, gestito malamente dal Comune. Se non fosse stato per la

volontà e la passione della proprietaria, la signora Giuliana Pozzi Tondi, che fine avrebbero fatto i cani del territorio? Adesso siamo preoccupate per le sorti degli ospiti. Non si capisce infatti come il Comune possa agire in barba alla legge regionale, che prevede l’affido solo a strutture gestite da associazioni animaliste iscritte all’apposito albo”. Indubbiamente con la sospensiva del Tar, prima, e con la richiesta di formali chiarimenti adesso, é stato segnato un punto a favore dell’associazione. “Non basta però -ribadiscono le Randage-. Sul territorio man-

cano delle politiche virtuose contro il randagismo. Sono ancora troppi i cuccioli abbandonati, troppo pochi i cani adottati dai canili, così come sono troppo pochi i cani sterilizzati. Bisogna porre un freno alla situazione. Ne va della qualità della vita dei nostri amici a quattro zampe e anche della nostra”. Altro capitolo é poi la questione degli spazi a disposizione dei “pelosi”. Il dog park di Lecce, nei pressi di piazza Palio, unico luogo pensato per gli amici a quattro zampe, versa ad oggi in condizioni pietose e richiederebbe un intervento. Ma una buona notizia, in tal senso, arriva: partirà a breve, sempre a cura dell’associazione Randage, la costruzione di un altro dog park. Questo sarà realizzato presso il parco Tafuro, nel quartiere Leuca, e rientrerà nei lavori di rigenerazione del quartiere. Qualcuno ricorderà quel detto secondo cui sarebbe indice di civiltà di una comunità il modo in cui questa si cura dei deboli, e tra questi anche gli animali. Per una corretta convivenza tra uomini e animali, servirebbe un dog park per quartiere. Peccato solo che i cani non votino. Melissa Perrone

Quei ragazzi del '20 scampati alla guerra Croci di Guerra per i reduci dell’ultimo conflitto mondiale, oggi tutti novantenni Nei loro occhi è ancora vivido il ricordo delle operazioni militari o della prigionia. C’è chi è stato salvato da un sommergibile e chi è riuscito a scampare ai campi di concentramento. Nelle sale del Centro Documentale dell’Esercito Italiano di Lecce, un gruppo di arzilli novantenni, emozionati, ha ripercorso una delle tappe più difficili e significative della loro storia personale e di quella nel nostro Paese. Allora soldati, oggi nonni e bisnonni, accompagnati dai sindaci del loro Comune d’origine, hanno ricevuto le Croci di Guerra, consegnate a 11 militari, tra cui l’aviere Giuseppe Centonze, di Carmiano, che compirà 90 il prossimo settembre, il carabiniere in congedo Augusto Pizzoleo di San Cassiano, insignito anche della Croce al Valor Militare

poiché sopravvissuto all’affondamento del caccia torpediniere “Vivaldi”, naufrago per tre giorni nel Mediterraneo, poi recuperato da un sommergibile inglese, riuscì a liberarsi e rientrato in Italia si arruolò quale allievo carabiniere. Insigniti anche il soldato Pasquale Mazzotta, di San Ce-

sario, internato in un lager nazista, lo Stammlager XVII/A, dal 10 settembre ’43 al 25 aprile del ’45, poi liberato dagli alleati, il soldato Francesco Calogiuri, anch’egli internato in un campo di concentramento ad appena 19 anni. Le altre attestazioni alla memoria, sono state consegnate ai familiari dei militari scomparsi: Marco Francesco Martina, Salvatore Mellone, disperso in prigionia, Rocco Greco, Antonio Gorgoni, Alfredo de Maglie, Antonio Casilli, Francesco Totaro. Particolarmente commovente è stata la lettura di telegrammi, inviati dagli allora giovani prigionieri ai propri cari. Un modo per andare indietro nel tempo, ripercorrendo strade di persone semplici ma dall’alto senso dell’onore e della patria. (f.p.)

Fornelli Indecisi, si apparecchia per la finalissima Oltre 60 le ricette giunte da tutta Italia per il concorso salentino dedicato agli chef non professionisti Il momento di mangiare è arrivato. Passando per le “primarie del Centrotavola” e i click “facebookkiani” e non di oltre 8mila internauti che hanno selezionato le preferite tra le oltre 60 ricette giunte da tutta Italia e valutate con dovizia di palato dalla giuria. Dulcis in fundo, la seconda edizione di Fornelli Indecisi che ora attende soltanto una chiusura in bellezza. L’appuntamento è per domenica 25 marzo -ora di pranzo, naturalmente- presso la Masseria Ospitale sulla Lecce-Torre Chianca. Nel corso della finalissima i 12 contendenti della forchetta dovranno preparare la propria ricetta e sottoporla a una giuria composta da esperti e da persone scelte fra il pubblico. Tra i giudici lo scrittore e giornalista Don Pasta, Metella Ronconi, Manila Benedetto e Lucia Amoruso, la storica dell’arte e delle cucine Titti Pece, i dei vincitori della prima edizione,

Pino De Luca e la coppia Sara Massaro-Ileana Sciarra. Grande novità di questa edizione numero due sarà il premio speciale della critica. Il momento conviviale, dedicato al pranzo preparato dallo chef del ristorante, si arricchirà anche di frangenti musicali e recitati. Insomma, una grande festa del palato, ma soprattutto della mente, seriosamente condivisa dal patron Pierpaolo Lala. Tanti i premi messi in palio per i vincitori, grazie alla collaborazione di diversi sponsor che sostengono con entusiasmo il concorso di dichiarata “cucina dozzinale”. Nel grande cuore dei Fornelli Indecisi trova spazio anche la solidarietà: l’incasso del pranzo sarà devoluto in beneficenza alla Caritas di Lecce per sostenere la Casa Emmaus, che ospita ogni notte oltre venti persone senza fissa dimora e cinque mense. E allora, che vinca il migliore! Barbara Politi

La meglio gioventù Le scuole con Libera per dire no a tutte le mafie. Flash mob e slogan nel nome di Renata Fonte e Antonio Montinaro La manifestazione contro tutte le mafie organizzata dall’associazione Libera di don Ciotti nella giornata della memoria e dell’impegno a Lecce ha i colori dell’arcobaleno e le note del pezzo I cento passi dei Modena City Ramblers. In 900 ballano, cantano e lanciano slogan di speranza e ribellione. Peppino Impastato é uno di loro, la mafia non gli appartiene. “Chi non salta un mafioso è!”, gridano a tutta voce. Tra loro ragazzi delle scuole superiori, medie e perfino elementari. Una ventina gli istituti che hanno risposto all’appello. I più piccoli, cappellino in testa per non perderli tra la folla, sono controllati a vista dalle insegnanti. I più grandi, striscione in mano, sono lì per dire qualcosa. Per ricordare tutte le vittime di mafia. Per affermare quel

principio di legalità che rappresenta il primo vero ostacolo per tutte le mafie. Sottolinea don Raffaele Bruno, responsabile di Libera: “Tutti i ragazzi che sono qui lavorano con noi. Hanno seguito un percorso nelle scuole. Sono loro la meglio gioventù”.


8

24 marzo 2012


9

24 marzo 2012


10

24 marzo 2012

Cultura & Spettacolo

a cura di Lori Albanese

TEATRO

Romeo e Giulietta versione profondo Sud Il 29 e 30 marzo al Teatro Paisiello la trasposizione in rima, ambientata nel Meridione, del capolavoro di Shakespeare Non riesco, nonostante tutti i miei sforzi, a non commuovermi di fronte alle vicende dei due innamorati più famosi del mondo, Romeo e Giulietta, a cui le famiglie, gli amici e il mondo tutto volta le spalle, negando loro di amarsi, ma anche di crescere e di raggiungere la loro felicità indipendentemente dagli altri. E il 29 e il 30 marzo, al Teatro Paisiello di Lecce la Compagnia Factory mi darà la possibilità di commuovermi per l’ennesima volta, portando in scena il Romeo e Giulietta diretto da Tonio De Nitto, tradotto e adattato da Francesco Niccolini e interpretato da Lea Barletti, Dario Cadei, Ippolito Chiarello, Angela De Gaetano, Filippo Paolasini, Luca Pastore e Fabio Tinella. Abbiamo rivolto alcune domande al regista Tonio De Nitto (nella foto).

Innanzitutto, Tonio, perché un altro Romeo e Giulietta? Romeo e Giulietta è un testo a cui sono legato sin da bambino. È un’opera molto amata dal pubblico ma poco dai critici e dai registi, forse perché di quest’opera tutto sembra essere già stato detto e scritto e soprattutto visto in ogni forma. All’estero, per esempio, viene rappresentata pochissimo. Mi è sempre sembrata assurda la morte di questi giovani e la cancellazione pressoché totale di una comitiva di adolescenti che nel giro di pochi giorni lascia interdetta un’intera comunità. È un po’ quello che continua ad accadere da sempre e non finiremo mai di accettare considerando queste morti sempre inspiegabili. Se ci interroghiamo poi sulle cause, è evidente che una cer-

ta incomunicabilità all’interno del nucleo familiare permane e che le ragioni di allora ritornano più o meno simili anche oggi. Che cosa ha di particolare la versione della compagnia Factory? Questa versione ha diversi ingredienti particolari: innanzitutto la traduzione e adattamento originali di Francesco Niccolini che ci ha confezionato addosso un testo in rima pieno di ritmo e di sorprese; poi la presenza di attori provenienti da diverse compagnie professioniste salentine. E la scelta di ambientarlo nel Sud, in un tempo lontano eppure presente, con un impianto scenico semplice ed evocativo realizzato assieme alla scenografa Roberta Dori Puddu e ai maestri di Luminarie De Cagna di Maglie. Dirigi un gruppo di attori dalla grande esperienza e dalla grande personalità, con percorsi diversi e importanti. Come è stato la-

vorare con loro? È stata un’esperienza molto bella perché parliamo innanzitutto di bellissime persone e di ottimi professionisti. Ognuno ha portato dentro la sua umanità, ma anche le proprie nevrosi. Abbiamo costruito uno spettacolo in cui si è contenti di

stare in scena. Lo spettacolo ha debuttato a Nardò lo scorso febbraio. Che riflessioni hai fatto dopo il debutto? Come sempre accade siamo arrivati alla prima carichi e pure stanchissimi, ma molto contenti del risultato complessivo di

quelle giornate. La distanza dal debutto ad oggi porterà qualche ritocco, comunque poche note per completare un quadro che ovviamente non sarà mai completo e mai uguale a se stesso perché altrimenti sarebbe come condannarlo già a morte. Dario Goffredo

TEATRO

Papa Galeazzo, eterno tessitore di facezie Domenica 25 al Paisiello, nell’ambito della rassegna “Teatro a 99 centesimi”, va in scena la vita surreale di un personaggio leggendario “Nnu amicu leccese verace, ci te muti anni àbbeta e ffatìa a ddhe mere, tuttu presciatu idde e sse ccattàu Gli aneddoti di Papa Galeazzo…”, così nella presentazione del libro di Antonio Garrisi, sulle mirabolanti avventure quotidiane dell’arciprete di Lucugnano, simbolo di un Salento che fu, saggio e spicciolo. La delusione di un emigrante per aver trovato sì traccia scritta di Caliazzu, ma in un italiano troppo forbito per cogliere le sapide sfumature dell’idioma locale, portò così lo scrittore a vergare in un dialetto schietto e colorito quei racconti brevi e curiosi. Quelle storie rivivono con Massimo Giordano (nella foto), domenica 25, sul palco del Paisiello nell’ambito della rassegna “Teatro a 99 centesimi” per la direzione artistica di Carla Guido. Papa Galeazzo - vita, morte e miracoli, di Giovanni Delle Donne per la regia di Matteo Tarasco, porta in scena le storie del

presule del basso Salento, Domenico Galeazzo, vissuto nel ‘500, forse per davvero, forse no, a metà tra realtà e leggenda. C’è chi lo immagina pingue e dal naso

tondo, guance rosse, lungo abito talare nero con i bottoni in fila che quasi cedono all’altezza del pancione. Beone, godereccio, allegro, fiasco di vino e leccornie sul tavolo della ca-

nonica. Pungente, tessitore di argute facezie, sunto della tradizione popolare salentina e della saggezza dei nonni dalle mani rugose di campagna. Papa Caliazzu vive in un tempo lontano e in un limbo fantastico, un territorio di mezzo tra fantasia, sogno, mistificazione e vita vissuta, laddove la maschera si confonde con il volto, dove la tradizione orale incontra la storia. L’arciprete è la maschera nel guitto con l’autorità che l’abito gli dona. Dal pulpito predica, nelle case dei parrocchiani porta insegnamenti fatti di piccole cose, per le strade si fa sentire e riconoscere. Il ritratto del personaggio fantastico, esce prepotente da decine e decine di culacchi, aneddoti della porta accanto, talvolta troppo pruriginosi e piccanti per finire tra le pagine dei libri a larga distribuzione. Arrivava quatto quatto, lui. Camminando per le campagne e le strade sterrate, vicino ai muretti a

secco fino alle case delle sue pecorelle smarrite. Lì buttava giù i suoi predicozzi, usando metafore semplici ma efficaci... e l’anima di turno era salvata! Maschera del teatro, l’arciprete di Lucugnano. Ghiotto boccone per artisti del palco. E allora ecco che prende il volto che ciascuno di noi gli vuole conferire, non può essere imprigionato nel volto di un singolo attore perché, altrimenti, migrerebbe dal territorio della fantasia e perderebbe la sua valenza di figura popolare. Lo spettacolo di domenica è un racconto effettivo delle gesta di Papa Galeazzo, offerto da un umile sagrestano che ha vissuto da vicino questo mito, ma che ne conosce anche limiti e difetti. Costui diviene così, per una sera, come Omero, il cantore delle mitiche gesta di un eroe atipico, burlone e irriverente, quel Caliazzu da Lucugnano immortale, come le maschere della commedia dell’arte. Fabiana Pacella


11

24 marzo 2012

Cultura & Spettacolo CINEMA

TEATRO

Festival del Cinema Europeo, sguardo contemporaneo La manifestazione, a Lecce dal 17 al 21 aprile, sarà aperta da Indignados, il nuovo film del regista Palma d’Oro Tony Gatlif. In cartellone anche l’omaggio all’attore Sergio Castellitto È un festival prezioso, ben costruito, sempre più affermato. Lo scorso anno (come già nelle precedenti edizioni) sono stati molti i film che la manifestazione leccese ha portato all’attenzione del pubblico; uno tra tutti, il vincitore dell’Ulivo d’Oro come miglior film, The woman with a broken noise, del regista serbo Srđan Koljević: una delle cose migliori viste nella passata stagione. Il programma della tredicesima edizione del Festival del Cinema Europeo, che si aprirà martedì 17 aprile al Multisala Massimo di viale Lo Re, è stato annunciato la scorsa settimana e promette di mantenere alto il livello delle proposte, a partire dall’inaugurazione. “Abbiamo scelto di aprire il festival con un film fuori concorso, Indignados, per il suo messaggio sociopolitico, umanista, rivoluzionario, fondato sulla resistenza alla dittatura del denaro”. A parlare è Alberto la Monica (nella foto), direttore artistico del festival insieme a Cristina Soldano. Ultimo lavoro del regista francese Tony Gatlif, noto al grande pubblico per aver per aver vinto con Exils il Festival di Cannes nel 2004 e per aver raccontato il mondo gitano in pellicole come Latcho Drom, Transylvania, Swing, il film è tratto dal libro Indignatevi di Stéphane Hessel, e fotografa, a metà tra documentario e fiction, le ribellioni di un’Europa travolta dalla crisi, di lavoro e di speranze. È inoltre uno dei film passati nella sezione Pa-

norama all’ultima edizione della Berlinale, ed è presentato a Lecce in anteprima italiana [come anche tutti i film in concorso, ndr]. “La selezione prosegue La Monica- è avvenuta tra film che abbiamo intercettato in grandi festival come Cannes e Berlino, ma anche in manifestazioni più piccole, di grande qualità, come quelle di Sarajevo e Locarno”. Tra i film in concorso, tutti trasmessi in lingua originale con sottotitoli, molti provenienti dal nord Europa e dall’Est (Svezia, Norvegia, Danimarca, Polonia, Croazia), c’è anche

Vacuum, opera prima di Giorgio Cugno, trentatreenne torinese che porta sullo schermo una difficile storia di depressione. Fortemente incentrato su temi sociali, spiega il direttore artistico, “il Festival riflette inoltre quest’anno, nella sezione Cinema & realtà, sui temi legati al mondo carcerario, alla dignità del lavoro (con, oltre alle proiezioni, anche degli incontri con associazioni di categoria, sindacati), all’immigrazione (ci sarà una rappresentanza di Emergency e altre associazioni che operano sul territorio della provincia di

Lecce)”. Uno spazio importante è quello che il Festival dedica ai giovani, “nel solco -racconta La Monica- di quell’apertura verso i nuovi temi e i nuovi linguaggi che questa manifestazione ha sempre avuto. In particolare, con riferimento ai giovani autori pugliesi under 35, il concorso di corti Puglia Show mette a disposizione del vincitore importanti servizi, come il trasferimento su pellicola del corto realizzato in digitale e la realizzazione di copie con sottotitoli in inglese e francese, per la diffusione all’este-

ro”. Sempre riservato ai giovani autori è il Premio “Mario Verdone”, intitolato al critico scomparso nel 2009 e assegnato dai suoi figli Luca, Silvia e Carlo a un giovane autore distintosi per la sua opera prima o seconda. Per la sezione “Protagonisti del Cinema Italiano”, quest’anno ad essere omaggiato sarà l’attore e regista romano Sergio Castellitto. “Erano diversi anni che avevo in mente Castellitto, e sono molto felice che abbia accettato, mi fa capire che il festival ha ormai acquisito prestigio e credibilità. Questo, per Castellitto, è un momento delicato, che coincide con il montaggio del suo ultimo film [Venuto al mondo, tratto dal romanzo della moglie, Margaret Mazzantini, ndr], ma ciononostante, Sergio ha voluto comunque accettare l’omaggio del festival”. Un omaggio composito, realizzato in collaborazione col Centro Sperimentale di Cinematografia e che va dalla retrospettiva di suoi film alla mostra ai Teatini di Corso Vittorio Emanuele, alla monografia critica a cura di Enrico Magrelli pubblicata da Rubbettino. Da segnalare, inoltre, curata dallo Slovenian Film Center, la settimana del Cinema Sloveno che offre uno spaccato della cinematografia slovena dal 1996 ai giorni nostri e che ospita anche un film di Igor Šterk, vincitore del Festival del Cinema Europeo nel 2009 con 9.06. Info: www.festivaldelcinemaeuropeo.it.

Ad Acaya il week-end è tra i versi Sono nata il 21 a Primavera è il titolo dell'appuntamento di sabato e domenica prossima nella città fortificata Inserito all’interno della Giornata mondiale della poesia indetta dall’Unesco, l’appuntamento con la terza edizione si terrà da venerdì 23 fino a domenica 25 marzo, all’interno delle sale del Castello della cittadella fortificata di Acaya. L’iniziativa è stata premiata dalla Presidenza della Repubblica. Il programma è ricco e prevede un’immersione nei versi di numerosi scrittori e poeti pugliesi. Venerdì, durante la

mattinata, si terranno nelle varie scuole della provincia di Lecce degli incontri poetici tra gli alunni e gli autori. Alle 18, nel Castello di Acaya, avrà inizio l’incontro tra poeti e insegnanti di Lecce e provincia, con una discussione aperto e l’enunciazione di principi di poetica. Tra intermezzi musicali e letture di testi. Sabato, alle 18, si aprirà il reading di poesia. Domenica giornata di chiusura. Dalle 9 alle 13.30 gli

studenti di ogni ordine e grado leggeranno i loro componimenti accompagnati da musica acustica e riceveranno un attestato di merito. Dalle 18 alle 21 microfono aperto, con una grande lettura di poesia estesa a tutti: poesie proprie, altrui, classici, lette, cantate, con performance in libertà. Parteciperà la compagnia teatrale stabile del Salento “La Busacca” diretta da Francesco Piccolo. Maria Grazia Fasiello

27 marzo, Giornata Mondiale del Teatro Sarebbe bello se, complice l’invito rivolto quest’anno dall’attore John Malkovich, i teatri di tutto il mondo venissero presi d’assalto nel corso della settimana, e frequentati assiduamente per tutto il resto dell’anno. Sarebbe bello se i fondi destinati al teatro non venissero continuamente ridotti, se le compagnie che fanno ricerca fossero messe nelle condizioni di lavorare senza l’affanno del sostentamento, se strutture storiche non dovessero chiudere, se le amministrazioni facessero il possibile perché i punti di riferimento culturali di città e province fossero considerati come una risorsa reale del territorio, luogo di educazione e confronto. Una giornata non basta, allora, ma è certamente importante se mette in moto tutta una serie di iniziative per avvicinare il pubblico, soprattutto quello giovane, al teatro. Il 27 marzo si festeggia la Giornata Mondiale del Teatro, iniziativa lanciata a Vienna nel 1961 dall’Istituto Internazionale del Teatro creato dall’Unesco alla quale ha aderito anche l’Italia con una delibera del Consiglio dei Ministri del 2009. Molte sono le iniziative promosse da attori e operatori culturali presso tutti i Centri ITI nel mondo e in tutti i teatri che sposano l’iniziativa. A Lecce, il centro italiano dell’International Theatre Institute ha sede presso il Teatro Astragali, presieduto da Fabio Tolledi (nella foto), che per l’occasione -sabato 24, alle 21- presenterà al Paisiello la sua nuova produzione Divenire Animale. Ogni anno, nel corso di questi cinquant’anni, una personalità del mondo del teatro è stata chiamata a condividere le proprie riflessioni sul tema del teatro e della pace tra i popoli registrando un messaggio, poi tradotto in diverse lingue. Lo hanno fatto Jean Cocteau, Arthur Miller, Luchino Visconti, Eugène Ionesco, solo per dirne alcuni. Quest’anno, John Malkovich, che prima di concludere con un accorato “buona fortuna” ha detto ai protagonisti del teatro di tutto il mondo: “Possiate godere di talento e rigore, per insegnarci il battito del cuore umano”.


12

24 marzo 2012


13

24 marzo 2012

Sport

a cura di Francesco Covella

CALCIO

Giallorossi, battete il Novara! Una vittoria contro i piemontesi potrebbe far diminuire la distanza dalla quartultima, visto che il Parma è atteso da un Cesena all’ultima spiaggia

C’è da mettersi le mani nei capelli per l’occasione sprecata domenica pomeriggio. Soprattutto per i risultati delle rivali, Cagliari escluso. Il Parma e la Fiorentina hanno perso contro Milan e Juventus come da pronostico, ed il Novara ha battuto clamorosamente il Siena al “Franchi”. Se il Lecce avesse vinto, le possibilità di salvezza sarebbero cresciute in maniera esponenziale anche se mancano dieci gare e tutto è ancora possibile. Si dice che la sfortuna è cieca, ma spesso ci vede benissimo. Il match col Palermo era cominciato nel migliore dei modi, con attacchi continui ma non scriteriati. Il vantaggio è arrivato conseguentemen-

te, grazie al rigore segnato da Di Michele. Gli attacchi sono continuati ed il Palermo sembrava allo sbando, ma Bertolacci ha mancato il raddoppio in due occasioni. Poi la beffa: angolo dalla destra, Benassi sbaglia l’uscita, e Munoz ha insaccato con un colpo di testa all’incrocio dei pali. Da lì in poi sono cominciati gli errori, come quando Oddo si è fatto sfuggire Hernandez per poi stenderlo al limite dell’area. Tagliavento ha deciso per l’espulsione sbagliando clamorosamente, in quanto non si trattava di una chiara occasione da goal. I giallorossi hanno cominciato a sbandare paurosamente ed il Palermo ha mancato di-

verse palle-goal, grazie alla ritrovata verve di Benassi. Negli ultimi minuti del primo tempo ecco l’espulsione di Bertolo che ha ricreato la parità numerica. Nel secondo tempo la squadra di casa si è scossa, ma i siciliani hanno risposto colpo su colpo ed alla fine il pareggio è stato il più giusto dei risultati. La delusione è stata cocente, e non potrebbe essere altrimenti, basti pensare che una vittoria avrebbe ridotto a tre punti la distanza dal Parma, e a quattro quella da Fiorentina e Siena. Adesso sotto col Novara. La squadra di Tesser giunge da due vittorie consecutive e non ha alcuna intenzione di abdicare anzitempo. Il Lecce, però, vanta un organico superiore ed il rientro di Cuadrado potrebbe costituire il classico valore aggiunto. Infatti, non è mistero che l’assenza del colombiano

sia stata penalizzante come in molti temevano. Le squadre, probabilmente, verranno schierate a specchio, entrambe col 3-5-2. Il Lecce deve essere conscio della propria superiorità e dovrà dimostrarlo aggredendo gli avversari da subito, magari già nel tunnel che porta al campo di gioco. Il Parma potrebbe lasciare dei punti nel derby col Cesena, la Fiorentina avrà un compito

difficile dovendo affrontare un Genoa smanioso di ben figurare dinanzi al proprio pubblico, ed il Cagliari dovrà far fronte alla rabbia della Lazio, reduce da due sconfitte. Le speranze di salvezza ci sono tutte e mister Cosmi è il primo a saperlo. Anche la tifoseria continua a sperare, e la costanza con cui ha incitato la squadra domenica scorsa lo dimostra.

Cuadrado in campo dall’inizio Il colombiano ha pienamente recuperato dalla distorsione alla caviglia Mister Cosmi può tirare un sospiro di sollievo. E questo perché oltre al rientro di Juan Cuadrado dall’inizio, potrà contare su tutti i titolari tranne Oddo. Anche se l’esperto difensore avrebbe forse goduto di un turno di riposo dopo gli svarioni di domenica scorsa. Il Novara è in un ottimo periodo di forma e le due vittorie consecutive lo testimoniano. È ritornato

l’entusiasmo anche grazie al ritorno di Tesser, ma il Lecce sa benissimo di poter ben figurare pur giocando lontano dal “Via del Mare”. Riguardo alla formazione, Benassi sarà il guardiano dei pali; Tomovic, Esposito e Miglionico formeranno la difesa; Cuadrado, Bertolacci, Blasi, Delvecchio e Brivio il centrocampo; Di Michele e Muriel l’attacco.

Foto: Giuseppe Bellini - Getty Images Europe

LE PAGELLE di Lecce - Palermo

Esposito e Miglionico in difficoltà Muriel dura un tempo BENASSI 6 Il gol di Munoz è colpa sua. Si riscatta con alcuni interventi prodigiosi, ma stavolta non va oltre la sufficienza. Normale. ODDO 5,5 Espulso ingiustamente, ma non sembra in partita fin dall’inizio. L’età si fa sentire e lui cerca di sopperire con l’esperienza. Sciagurato. MIGLIONICO 5,5 Non ne azzecca una. Da quando è a Lecce solo poche volte si è distinto positivamente. Non si capisce il perché dell’esclusione di Tomovic. Inaffidabile. ESPOSITO 5,5 Come Miglionico: campionato fin qui deficitario. Da segnalare un intervento decisivo nel secondo tempo, ma non basta. Intristito. BLASI 5,5 Sgobba prima sulla fascia e poi in mezzo. Non una delle sue migliori prestazioni, soffre la vivacità dei dirimpettai. Affannato. BERTOLACCI 6 Il voto è l’esatta media tra la verve iniziale e le occasioni sprecate. Sostituito, merita un’altra chance. Sfortunato. GIACOMAZZI 5,5 In netto regresso. Questa volta la solita vivacità non basta. Forse un turno di riposo potrebbe fargli bene. Involuto. DELVECCHIO 6 Riesce a fare espellere Bertolo con esperienza. Lotta, non molla mai. Vivace. BRIVIO 6 L’inizio è da applausi: spinta continua e cross al bacio. Si perde un po’ nel secondo tempo. Stantuffo. MURIEL 6 Nei primi minuti è irresistibile. Accelerazioni, dribbling e assist. Poi sparisce, chissà perché. Scostante. DI MICHELE 6 Nervoso oltremodo. Trasforma il rigore con un tiro imparabile e si guadagna la pagnotta. Compitino. TOMOVIC 6 Subentra a Bertolacci, spinge e rincula con precisione. Puntuale. OBODO SV CORVIA SV

L’OPINIONE

Mario Russo: “Ora servono due vittorie consecutive” Le possibilità di salvezza ci sono tutte e questo è importante, ma contro il Palermo si è persa un’occasione. Vincere era davvero importante, è inutile negarcelo. Ma c’è la possibilità di raddrizzare la situazione. Naturalmente bisogna fare la corsa sulle avversarie più alla portata, ma in pochi ricordano che lo scorso anno, di questi tempi, nessuno pronosticava la retrocessione della Sampdoria che poi si è puntualmente verificata. Dobbiamo metterci impegno ed i risultati arriveranno. Ma che c’è bisogno che gli avversari

L’ex calciatore di Lecce e Ternana e attuale Dg del Monopoli, non vede alternative e si dimostra fiducioso in vista di Novara comincino a zoppicare. Ripeto, bisogna fare la corsa sulle avversarie più vicine, e per allargare la zona calda urgono due vittorie consecutive, e che qualcuno incappi in un passo falso, proprio come accaduto ai blucerchiati la stagione scorsa. Fortunatamente possiamo contare su grandi individualità come Di Michele, Muriel e Cuadrado. Sono loro che possono farci fare il salto di qualità. Sono gli elementi più importanti grazie ai quali possiamo ritenerci superiori

al Novara, il nostro prossimo avversario. Non sarà una gara facile, questo è sicuro. Anzitutto si gioca in trasferta, e questo non è mai un vantaggio, per di più in un ambiente che promette di essere caldissimo. Il ritorno di Tesser l’ha nuovamente galvanizzato, ma si può vincere ugualmente e per farlo bisogna puntare sull’agonismo più che sulla tecnica. Spesso queste gare vengono decise da chi meno te l’aspetti. Questa può essere la vera arma tattica, e per

uscire vincitori ci vuole la disponibilità ad offendere ed a soffrire per tutti i 90 minuti di gioco. La salvezza è possibile.


14

24 marzo 2012

Sport CALCIO

Tifosi sempre più protagonisti con “Noi Lecce” Unendo la tifoseria, attraverso la consulenza di “Supporter Direct”, si punta decisi all’azionariato popolare per tutelare il futuro dell’Us Lecce

ARTI MARZIALI In Italia siamo in una fase di vitale importanza per quanto concerne la sopravvivenza delle società di calcio. Il cosiddetto “calcio moderno” ha spostato il pubblico dalle tribune alle comode poltrone di casa, per non parlare dei ripetuti casi di cronaca nera, da calciopoli al calcioscommesse. Inoltre, anche la crisi economica ha inciso notevolmente. Il quadro è preoccupante anche perché la prossima entrata in vigore del fair play finanziario costringerà le società a non spendere più di quanto ricavato. A Lecce un gruppo di sostenitori e di ex calciatori ha deciso di partecipare fattivamente alla vita del club, e per questo si è dato vita al comitato “Noi Lecce”. Il futuro del sodalizio di via Templari è assai incerto, con l’avventura della famiglia Semeraro che volge al termine. Il Gruppo Tesoro dovrebbe acquisire il pacchetto di maggioranza al termine del campionato, ma la perplessità regna sovrana. “Noi Lecce” si pone dei precisi obiettivi: unificare il mondo dei supporter del Lecce; indurre l’attuale o la futura proprietà a porre quanto più al centro possibile la figura del tifoso; cementare il mondo dei supporter leccesi accrescendo l’entusiasmo intorno alle gare; verificare -e se possibile porre in essere- le iniziative necessarie per far sentire per far sentire il tifoso direttamente coinvolto nella vita del club. Ma l’ambizione principale è quella di creare un azionariato popolare che porti un gruppo di affezionati a controllare una quota anche simbolica dell’Us Lecce. Per raggiungere gli obiettivi prefis-

sati, il comitato ha deciso di avvalersi della consulenza di “Supporter direct”, società con sede in Inghilterra, il cui rappresentante legale, Diego Riva, ha presenziato alla conferenza stampa di presentazione del progetto. “A fronte di alcune esperienze degli anni 90 e alla luce della crisi in cui versava il calcio inglese alcuni gruppi di tifosi hanno cercato di riappropriarsi di quella che è la loro passione -ha dichiarato Riva-. Le istituzioni inglesi si sono dimostrate interessate e abbiamo collaborato con tutte quelle tifoserie che si sono dimostrate sensibili al tema, e noi come Supporter Direct abbiamo tentato di aiutarle, per far sì che si ponessero al centro del progetto della loro squadra”. La società non si mantiene con contributi delle tifoserie interessate, “ma attraverso dei contributi europei, perché essendo una società europea abbiamo accesso a dei fondi comunitari -ha precisato Riva-. La domanda se a Lecce esista terreno fertile per porre i tifosi al centro dei progetti societari, magari attraverso un azionariato popolare, va fatta ai tifosi stessi, non intendiamo sostituirci alle tifoserie. Comunque, ho visto situazioni molto peggiori visto che collaboriamo con altre tifoserie di altre città italiane. L’obiettivo -ha concluso Riva- è quello di riportare la gente allo stadio perché con gli stadi vuoti diminuiscono gli introiti societari anche riguardo agli sponsor, e c’è forte preoccupazione sulle prossime aste televisive”, che tengono conto soprattutto dei bacini d’utenza.

Avi Nardia a Lecce per diffondere il Kapap Il maestro israeliano terrà un seminario su uno dei metodi di combattimento e difesa personale più efficaci al mondo Sabato avrà luogo a Lecce un evento formativo di rilievo internazionale. Il maestro Avi Nardia (al centro nella foto) condurrà un seminario di Kapap, il metodo di difesa personale e combattimento conosciuto a livello mondiale. Trattasi di una pratica assolutamente non convenzionale. Può essere considerato sia come un mix tra i vari sistemi di lotta, che come una filosofia di vita. E, cosa interessante, non è stato ideato come arte marziale in cui distinguere i vari livelli per cinture. Avi Nardia è il maggior esponente a livello mondiale, e

fondatore della Federazione Internazionale che si prefigge l’obiettivo di divulgare la disciplina al più vasto numero di persone possibile. Il Kapap è stato sviluppato alla fine del 1930 all’interno dei campi ebrei Aliyah come parte dell’indispensabile formazione preparatoria prima dell’avvento in Palestina. “Col tempo si è trasformato in un concetto di combattimento piuttosto che in un sistema. Lo scopo principale -valido tuttora- era di aumentare la resistenza fisica, di elevare e rinforzare lo spirito, sviluppando una notevole abilità difensiva”.


15

24 marzo 2012

STORIE DELL’ALTRA LECCE

Fate e Rinascimento, i misteri del Ninfeo Uno sguardo al poco noto Rinascimento salentino attraverso le figure del Ninfeo

Francesco Tummarello - P. 21-22. Fa parte di: Fede - rivista quindicinale d'Arte e di Cultura. - a. III, n. 2 del 15 gennaio 1925 (da www.emerotecasalentina.it)

Assai poco conosciuti a Lecce, forse per la loro stessa natura che evoca la dimensione del mistero e del soprannaturale, forse perché offuscati dall’affermarsi successivo delle bellezze barocche, sono i Ninfei, luoghi suggestivi che sorgevano nei giardini dei palazzi signorili del ‘500, ricreando artificialmente scenari di grande fascino, tipicamente classici. I ninfei cinquecenteschi sono infatti un’espressione propria dell’età umanistica, trasposta dal piano letterario a quello artistico-monumentale, che richiamano nella definizione, struttura e funzione quelli d’epoca greco-romana. Questi edifici sorgevano generalmente nei pressi di fonti d’acqua ed erano principalmente dedicati al culto delle ninfe, ma venivano anche concepiti come luogo di piacere immerso nella natura, adibiti a scopo di svago, di riunione o semplicemente di riparo dalla calura estiva. In quest’ottica è da interpretare, oltre che

Il Gusto del Tacco

Rubrica di cucina a cura di Anna Maria Chirone Arnò Ben trovati! Mi piacerebbe tanto trasmettervi il mio piacere di mangiare le nostre splendide verdure, che possono diventare eccellenti protagoniste di piatti veramente gustosi, se sapientemente condite con il nostro meraviglioso olio extra vergine, frutto dei nostri splendidi ulivi secolari. Vivendo circondati da questi maestosi “monu-

menti della natura” li diamo ormai per scontati, e in questo sbagliamo, perché non ci rendiamo conto dell’immenso valore di questo patrimonio. Forse solo “l’abitudine visiva” spiega quella che io considero una vera e propria violenza delle nostre campagne (e non solo) con i rifiuti. Per questo invito tutti i salentini a custodire con amore, come facciamo con i nostri figli, questi bellissimi monumenti unici del nostro territorio. Se avete dubbi, scrivetemi a info@ilgustodeltacco.it.

da ammirare, il Ninfeo delle Fate a Lecce, che riflette la pratica ricorrente a quel tempo, di abbellire le dimore di campagna della nobiltà con questo tipo di soluzione architettonica, di stile e decorazioni classicheggianti. Tali testimonianze non possono essere liquidate come una semplice imitazione della moda dell’epoca, ma piuttosto come espressione del primo affermarsi del Rinascimento nel Salento, sulla scia di un panorama culturale che faceva riferimento al mondo classico, recuperandone il repertorio di temi e forme, con particolare riguardo al mondo della mitologia. Straordinario nel suo genere, il complesso ipogeico Ninfeo delle Fate è inglobato nell’area delle Cave di Marco Vito, soprannominata dai leccesi “Le Tagghiate”. Il Ninfeo può essere raggiunto uscendo da Lecce in direzione San Cesario, attraverso una strada che conduce verso la cinquecentesca Masseria Papaleo, cui l’edificio è annesso, essendo stato scavato nel medesimo ban-

co di roccia calcarea. Secondo le fonti, il ninfeo risalirebbe al sedicesimo secolo, tra il 1550 e il 1560, poiché si ritiene riconducibile a Scipione de Summa, preside della Provincia dal 1532 al 1542, il cui stemma apparirebbe scolpito sulla porta d’ingresso, ora poco visibile a causa della corrosione. Non ci si può addentrare nel seducente ambiente sotterraneo senza lasciarsi catturare dall’atmosfera ricca d’incanto e in sospensione tra mito e leggenda, che aleggia in entrambe le sale. La prima camera, o vestibolo, a pianta rettangolare, ospita sei nicchie ricavate nella roccia e decorate con figure di fate scolpite a mezzo rilievo e con grande abilità da un anonimo scultore; le ninfe, che rappresentano alcune delle più giovani e belle tra esse, sono raffigurate secondo lo schema classico a triade, ovvero tre per parte, e sono disposte lateralmente, quasi a sentinella della loro dimora segreta. Adiacente a questa una seconda sala, di forma circolare, è sormontata da una cupola emisferica con un foro, ora ostruito, da cui lievemente filtravano i raggi di luce, e un sedile che corre lungo le pareti del vano, al cui centro doveva esserci una vasca. Non è difficile, visitando questo magico luogo, abbandonarsi all’immaginazione e scorgervi realmente delle splendide fate dilettarsi tra zampilli d’acqua. D’altronde proprio da questo immaginario prenderebbe nome il Ninfeo che, oltre a richiamare l’antico culto pagano delle Ninfe, sarebbe stato, leggendariamente, teatro d’incontro delle fate, che prediligevano anfratti, rocce e luoghi nascosti per ritrovarsi. Tante altre sono le leggende ricamate intorno al Ninfeo delle Fate, ma per ora ci basti ricordare che non è l’unico esempio di questo genere di architettura e di scultura “classicizzante” a livello locale, come testimonierebbero i Ninfei di Torre Belloluogo, Torre del Parco, Villa Fulgenzio, ed altri ancora in provincia di Lecce, e smentire così il luogo comune secondo cui nel Salento il Rinascimento non è stato incisivo. Rosy Paticchio

La ricetta della settimana

Sformatini di zucchine con fiori alla ricotta A proposito di meraviglie salentine, eccovi una ricetta da fare con le rigogliose verdure primaverili che fanno ora capolino al mercato: piselli, fave, zucchinette, asparagi.

Ingredienti per il flan 400 g di zucchine a rondelle 4 uova 4 dl di latte 100 g di parmigiano grattugiato olio extra vergine salentino sale, pepe e noce moscata

Anno I - n. 9 Reg. Trib. Lecce n. 3 del 24.01.2012 Direttore Responsabile Alessandra Lupo

Gli articoli non firmati si intendono a cura della redazione Editore: Apulia Press srl Via A. M. Caprioli, 10 - Lecce Stampa: Master Printing Srl, Modugno (Bari) Free Lecce è un settimanale distribuito gratuitamente a Lecce. Per la pubblicità su questo periodico: tel. 0836.426350 La direzione non risponde del contenuto degli articoli firmati e declina ogni responsabilità per le opinioni dei singoli articolisti, degli intervistati e per le informazioni trasmesse da terzi. Il giornale si riserva di rifiutare qualsiasi inserzione. Foto e manoscritti, anche se non pubblicati, non si restituiscono. I diritti di proprietà artistica e letteraria sono riservati. Non è consentita la riproduzione, anche se parziale, di testi, documenti e fotografie senza autorizzazione. Apulia Press srl si riserva il diritto di non pubblicare le inserzioni e le comunicazioni pubblicitarie degli inserzionisti che: 1. Siano contrarie agli interessi di Apulia Press srl 2. Violino le disposizioni vigenti in materia di diritto d’autore 3. Contengano informazioni fuorvianti e scorrette 5. Non rispondano ai requisiti minimi di impaginazione professionale 6. Non siano pervenute nei termini concordati 7. Siano state fornite in modo incompleto In tutti i casi Apulia Press srl non è responsabile per il contenuto di dette inserzioni e comunicazioni.

Ingredienti per i fiori 8 fiori di zucca 150 g di ricotta 30 g di parmigiano 1 uovo sale, pepe e noce moscata Preparazione Scaldare appena l’olio con dei rametti di menta fresca e saltarvi velocemente le zucchine ridotte in dadolata, salare e pepare. Sbattere le uova, salare, pepare, unire il latte, il parmigiano e profumare con noce moscata. Mettere le zucchine in ciotole monoporzione, coprire con il composto di uova e cuocere in forno a bagnomaria per 30-40 minuti a 170°. Setacciare la ricotta e mescolarla al parmigiano, l’uovo, sale, pepe e noce moscata. Togliere ai fiori il pistillo e farcirli con quanto preparato. Cuocere i fiori saltandoli qualche minuti in burro in padella e servirli con gli sformatini.


16

24 marzo 2012


FREE Lecce n. 9 del 24.03.2012