Page 1

Settimanale gratuito - Anno I - Numero 24

EDITORIALE

Questioni di tatto di Aelle Quella che si chiude è una settimana che ha messo a confronto due differenti idee della privacy. Da una parte quella degli amministratori del Comune di Lecce, stanchi dei giornalisti ficcanaso pericolosamente interessati ai loro movimenti politici. Dall'altra il Partito Democratico, che sta gestendo con un imbarazzato riserbo la vicenda dei contributi mancanti da parte degli eletti. Nell'uno e nell'altro caso, a prescindere da dove stia la ragione, abbiamo assistito a uno scivolone non da poco. Il sindaco di Lecce, infuriato per l'inseguimento di Alfredo Mantovano che era andato a fargli visita, ha infatti deciso di regolamentare l'accesso agli uffici da parte della stampa. Il Pd, di solito prodigo di parole sull'etica e le regole, ha minimizzato con mezze frasi e diversivi il malcontento nei confronti degli eletti che non versano regolarmente i contributi previsti dallo statuto. Le due vicende hanno avuto un veloce

sviluppo: Paolo Perrone, dopo un incontro con i giornalisti, ha colto il senso profondo del suo provvedimento, ridimensionando la sanzione a un semplice pass da appendere al collo prima di entrare a Palazzo, quasi a ricordare insomma che tra quegli uffici si è dei “visitatori”. Dall'altra parte, il Pd, che paga in prima persona per i singhiozzi nel flusso dei finanziamenti, ha per la prima volta deciso di dire la sua, o quasi, affidando a una nota del suo tesoriere una velata tirata d'orecchi ai compagni di partito meno solerti e la promessa che si farà chiarezza tra le posizioni discordanti in materia di denaro. In entrambi i casi, però, quello che abbiamo visto è stato il fugace svelamento della realtà, ovvero di come la macchina politico-amministrativa, al di là dei proclami sull'apertura, l'etica e la trasparenza, continui ad essere una questione privata, in cui chi entra senza invito è considerato un maleducato.

07 luglio 2012

Comune chiuso per privacy Da oggi per entrare in Comune i giornalisti dovranno dotarsi di pass e sarà bandita l'area del primo cittadino. La decisione smorza la chiusura annunciata in un primo momento, ma il messaggio resta Così è stato deciso nella trattativa tra il sindaco e i giornalisti che, rei di essersi “comportati male”, hanno dovuto contrattare un'ammenda condivisa.La dura disposizione del primo cittadino, dunque, non si trasformerà in un'intromissione nelle competenze della stampa locale. Con il pass chiunque po-

trà entrare e appostarsi dove vuole, ma è un modo per far pesare l'autorità del luogo. Nell'incontro con i giornalisti, a Paolo Perrone è stato fatto notare che limitando il raggio d'azione all'interno del Comune, si sarebbe arrogato il diritto di decidere cosa può rappresentare una notizia e cosa, invece, no.

Lecce città d’arte (contemporanea)

Attualità Protesi difettose, 18 salentini a rischio Colluto a pag. 5

POST IT Clamoroso: l’ascensore del Tribunale di via Brenta non funziona. La Poli Bortone respinge il can can mediatico e afferma: “Siamo dalla parte del Meridione e delle scale”

Randy Klein - CarMan

Da Randy Klein a Palazzo Vernazza alla pittura figurativa dell’E-lite Studio Gallery, l’estate leccese brulica di mostre sui nuovi linguaggi dell’arte contemporanea (e non solo)

Attualità In spiaggia con Fido, come e dove Perrone a pag. 8


2

7 luglio 2012

Politica

Palazzo Carafa “chiuso per privacy” Da oggi per entrare in Comune i giornalisti dovranno dotarsi di pass e sarà bandita l'area del primo cittadino. La decisione smorza la chiusura decisa in un primo momento, ma il messaggio resta Probabilmente, ricorrere all’articolo 21 della Costituzione italiana potrà apparire come un evitabile bagno di retorica; lo sbandieramento inutile di una delle virtù scritte di questo Paese. Eppure, conserva una sua utilità: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”. Tra queste parole e il provvedimento adottato dal sindaco Paolo Perrone per limitare l’accesso dei giornalisti in Comune aleggia una relazione di incongruenza. Sensazione che diventa ancor più tangibile, se consideriamo l’essenza del Palazzo in questione. Quello che fino a qualche mese fa, in campagna elettorale, assurgeva a simbolo della trasparenza e della collettività, diventa oggi un percorso a ostacoli che i giornalisti dovranno superare ricorrendo a scorciatoie ed escamotages. Per entrare infatti ci sarà bisogno di accreditarsi. Così è stato deciso nella trattativa tra il sindaco e i giornalisti che, rei di essersi “comportati male”, hanno dovuto contrattare un’ammenda condivisa. La dura disposizione del primo cittadino, dunque, non si

Salvemini: “Un divieto che sembra un dispetto” Il consigliere d'opposizione boccia il regolamento comunale per i giornalisti e intanto ha richiesto la pubbicazione delle determine sul sito istituzionale. “Arriverà entro dicembre” Cosa pensa della decisione del sindaco sulla regolamentazione di accesso per i giornalisti all’interno di Palazzo Carafa? Nell’epoca della comunicazione globale, dove tutti sono testimoni o reporter, appare come un tentativo destinato al fallimento. Se ci si vuole appellare ad un senso di rispetto reciproco, di ruoli e responsabilità, va bene, ma, alla fine, è importante che ognuno faccia il suo mestiere. Se si vuole evitare il passeggio promiscuo nei corridoi adiacenti la stanza del sindaco, lo si

può fare. Questo, però, mi sembra più un piccolo tentativo di fare dispetto a qualcuno che il desiderio di voler chiudere le porte all’informazione locale. Mi sembra un provvedimento estremamente fragile. Secondo lei, dove inizia la privacy di un amministratore pubblico durante lo svolgimento delle sue funzioni? L’attività che viene svolta all’interno di Palazzo Carafa, in quanto sede del Comune, è di per sé incompatibile con l’appello alla privacy. È un’at-

tività svolta al servizio dei cittadini. Esiste in qualsiasi ufficio pubblico la necessità di regolamentare gli accessi per evitare confusione e interruzioni di servizio, ma questo è un altro discorso. L’avviso del sindaco è rivolto al mondo dell’informazione, quindi il problema è con i giornalisti. In passato, c’era addirittura chi si appellava alla privacy per impedire le riprese del Consiglio comunale. È necessario ricordare che quando si è rappresentanti dei cittadini, si è al servizio della comunità. Qualche giorno fa, ha in-

oltrato una richiesta ufficiale per la pubblicazione dell’intero Albo Pretorio on line. Ci sono novità a riguardo? Sì, è giunta una risposta del segretario generale Vincenzo Specchia: entro la fine dell’anno tutte le determine dirigenziali saranno pubblicate on line. Fino ad oggi delle detemine è stato pubblicato solo l’oggetto; entro la fine dell’anno si potrà accedere anche al contenuto. (a.g.)

trasformerà in un’intromissione nelle competenze della stampa locale. Con il pass chiunque potrà entrare e appostarsi dove vuole, ma è un modo per far pesare l’autorità del luogo. Nell’incontro con i giornalisti, al primo cittadino è stato fatto notare che limitando il raggio d’azione all’interno del Comune, si sarebbe arrogato il diritto di decidere cosa può rappresentare una notizia e cosa, invece, no. Consigli comunali, commissioni e conferenze stampa non possono essere gli unici strumenti di informazione diretta da chi rappresenta i cittadini. Basti pensare che, se fosse stato sempre così, molte notizie di rilievo sarebbero morte tra i corridoi di Palazzo Carafa. A questo punto, visto che all’origine dello scandalo ci sarebbe un incontro non ufficiale tra Paolo Perrone e Al-

fredo Mantovano, diventa necessario considerare la valenza del ruolo che si ricopre. Se un politico può presentarsi nell’ufficio del sindaco in qualità di privato cittadino, anche un giornalista potrebbe entrare in Comune lasciando all’entrata la sua veste professionale? C’è da augurarsi di sì, perché se così non fosse, l’esercizio della professione giornalistica determinerebbe una grave discriminazione. Fino a che punto si è giornalisti, politici o privati cittadini? Su chi ricadrà la responsabilità di effettuare, come in discoteca, la selezione all’ingresso? La libertà di qualsiasi politico o dirigente di Palazzo è comunque vincolata al lecito e, anche in virtù di questo, le restrizioni di Perrone apparivano così fuori misura da avere richiesto un immediato dietrofront. Andrea Gabellone

Casalinghe benvenute, impiccioni alla larga Quanti frequentano, ogni giorno, Palazzo Carafa per raccontare cosa accade al suo interno, ieri mattina sono stati bloccati -in modo gentile ma deciso- sulla porta d’ingresso. «Nuove disposizioni del sindaco», è stato riferito, «d’ora in poi si entra solo in caso di sedute di commissione o di Consiglio comunale o per le conferenze stampa». Già, le conferenze stampa. Lo strumento che, solitamente, politici e affini utilizzano per chiamare a raccolta i giornalisti e diffondere il «verbo». Perché lì la notizia è già bella e impacchettata. Al contrario, ritrovarsi in giro per casa (pardon, per il Palazzo) i cronisti che vanno a scandagliare i fatti, al di là dei crismi di un’ufficialità preconfezionata, evidentemente non fa molto piacere. Anni fa, anche Adriana Poli Bortone decretò la chiusura del Comune ai giornalisti. Ma quel provvedimento, sommerso dalle critiche, ebbe vita breve. Cambiano gli inquilini del Palazzo (troppo spesso e con estrema leggerezza definito «di vetro»), ma evidentemente la voglia di limitare l’informazione torna come un rigurgito. A sorprendere

è che la decisione di ieri sia stata presa da quel Paolo Perrone che, in vista del voto per le Comunali del 2007, si mise addirittura in mutande per dimostrare di non avere nulla da nascondere. Nell’ultima campagna, invece, il primo cittadino -già più avanti negli anni- si è divertito a lanciare un singolare appello: «Sono Paolo, alto, brizzolato, slanciato, cucino, lavo, stiro, ecc. Se mi vuoi conoscere, sono spesso in Comune». Va a finire che l’accesso a Palazzo Carafa sarà garantito alle casalinghe insoddisfatte, ma non ai giornalisti «impiccioni». Che buongustaio. Fabio Casilli, articolo apparso su La Gazzetta del Mezzogiorno del 04/07/2012


3

7 luglio 2012

Politica

Conti in rosso e riserbo Il Pd alle prese con l'annosa questione dei contributi mancanti Il momento finora più tormentato del Pd salentino sembra destinato a continuare: dopo la cocente sconfitta a livello politico, a rendere il quadro più drammatico, arrivano i guai economici. Al centro del problema c’è l’ormai annosa questione delle mancate contribuzioni da parte degli eletti meglio pagati, soprattutto in arrivo dal Consiglio regionale, che sarebbero debitori con il partito di cifre piuttosto ingombranti. A questo si unirebbero le difficoltà a sostenere l’ultima campagna elettorale e debiti non meglio specificati; tutti presupposti che -è lecito supporre- staranno generando conseguenze spiacevoli all’interno del partito. Tuttavia, ricostruire la situazione e cercare di capire quali sono stati i motivi della crisi non è impresa facile. Dal segretario regionale Sergio Blasi a quello provinciale Salvatore Capone, non una parola in merito; piuttosto, tentativi di svincolarsi da una vicenda che, in questo preciso momento, sembra pesare

come un macigno. Spinto da un silenzio che iniziava ad essere spinoso, il tesoriere del Pd provinciale Marco Bramato ha inoltrato alla stampa, mercoledì scorso, un comunicato nel quale si ammette una “una sofferenza di li-

quidità momentanea che costringe a sopperire con fonti di finanziamento esterno, attivando le opportune linee di credito a breve o medio periodo”. Ammissione da una parte e smentita dall’altra: mentre Loredana Capone con-

fessava di aver sovvenzionato personalmente campagne elettorali, Bramato ha dichiarato “dalla campagna per le provinciali, a quella per le europee, per le regionali e, da ultima, anche la campagna elettorale per le amministrative del maggio scorso, capoluogo compreso, hanno trovato copertura esclusivamente nelle usuali fonti di finanziamento del partito”. Intanto, il discorso sulla trasparenza delle casse di partito ritorna vivo più che mai. Nonostante l’articolo 35 dello statuto regionale del Pd obblighi ciascuna struttura provinciale a pubblicare il bilancio annuale sul proprio sito web entro, nella pagina del Pd salentino è impossibile trovarne traccia. Forse è proprio da qui che il Partito Democratico deve ripartire; da quella trasparenza che l’etica e l’esperienza impongono e che non va esibita come un merito, ma eseguita come un dovere. Andrea Gabellone

E l'accorpamento dei tribunali sbarca in Consiglio comunale Con l’accorpamento di tutte le sedi distaccate, il Tribunale di Lecce potrebbe trovarsi in seria difficoltà. Già ora è costretto a fare i conti con poche aule per le udienze e scarse risorse Per Lecce il rischio è quello di una totale paralisi del palazzo e dell’intera macchina della giustizia. Potrebbe portare a questo la chiusura, tuttora non ufficiale, di tutti e sette i tribunali distaccati di Campi, Tricase, Nardò, Gallipoli, Maglie, Galatina e Casarano, la metà di tutta la Puglia, azzoppati assieme agli uffici dei Giudici di pace, per cui dovrebbero provvedere direttamente i sindaci. Saranno le conseguenze dirette del decreto legislativo ai nastri di partenza e che dovrebbe essere licenziato entro il prossimo 13 settembre, figlio della spending rewiev del go-

verno Monti, ma anche di una legge delega che arriva da più lontano. Con un ordine del giorno presentato da Io Sud, la questione sbarca anche in consiglio comunale, dopo lo sciopero generale degli avvocati nella giornata di giovedì e dei dipendenti degli uffici giudiziari in quella di venerdì. Si pone un problema di gestione del personale, ma anche, in maniera più pratica, di spazi fisici necessari per oliare l’intero ingranaggio della giustizia. Tiziana Colluto

Al Partito Democratico leccese non ne va bene una. Dopo aver puntato per le elezioni su un cavallo non tanto vincente (forse era meglio Piripicchio figlio di Uragano e Apocalisse), si scopre adesso che i conti non tornano. Non tornano proprio perché insomma non ci sono più soldi a causa della sindrome del braccino corto. Il segretario Salvatore Capone si è scervellato per individuare una soluzione definitiva per risolvere l’affanno finanziario, valutando alcune proposte: Raccolta dei discorsi di Teresa Bellanova: prevista una ristampa in brossura degli interventi dell’onorevole brindisina sul tema del lavoro e della concertazione. I volumi potrebbero interessare qualche marina come poderosi frangiflutti. Sfidare Egidio Zacheo a Bastian Contrario: chiunque si voglia cimentare può cercare sfidare, previo pagamento, l’esponente Pd in una gara senza esclusione di colpi, ponendosi sempre contro tutto e tutti, ma non in maniera causale. Tocca dare spiegazioni plausibili e convincenti come l’imbattuto detentore. Candidare ancora la Capone: è l’ultima spiaggia. Si candida la Capone sempre e comunque, sia che si tratti del posto di amministratore di condominio che del concorso l’Olio della Poesia e si scommette sul mercato nero. Il giorno che vincerà, il Pd si rifarà di tutte le spese.


4

7 luglio 2012


5

7 luglio 2012

Attualità

Pulizie in ateneo, licenziamenti al telefono Mercoledì sono stati formalizzati i licenziamenti di 18 operai del consorzio Conesp che si occupa delle pulizie nell’Università del Salento. Le comunicazioni tramite telefonate notturne A qualcuno il telefono è squillato poco prima della mezzanotte. È arrivato in questo modo, senza motivazione, il preavviso della comunicazione del licenziamento in tronco a 18 operai del consorzio Conesp, a cui è affidato temporaneamente il servizio di pulizia nelle sedi dell’ateneo leccese. “Un fatto gravissimo”, come lo hanno definito le organizzazioni sindacali, un fatto per cui “non è possibile chiudere un occhio, anche se l’azienda ha detto di voler fare un passo indietro”. È stata un fulmine a ciel sereno la vertenza che si è aperta all’improvviso nell’Università del Salento e che coinvolge 101 lavoratori. Una tre giorni di fuoco di accordi, scontri, dialoghi interrotti e un braccio di ferro che promette di trasferire di fronte ai giudici la vertenza. “I licenziamenti saranno tutti impugnati”, ha ribadito Valentina Fragassi della Cgil, nel sit-in che si è avuto mercoledì mattina nella sede del Rettorato a Lecce. È

stata questa, infatti, la prima immediata risposta che l’azienda ha ritenuto di dare alla necessità dell’Università di ridurre il monte ore totale alla base dell’appalto. Su disposizione del Ministero dell’Istruzione, si è dovuti passare da 123mila ore l’anno a 90mila ore, con una sforbiciata di 33mila ore da far pesare sui lavoratori. Ma in che modo? C’era una doppia alternativa ai licenziamenti. Da un lato l’accesso alla cassa integrazione in deroga, per colmare quel-

le ore che sarebbero venute meno dall’appalto e ottenere all’incirca lo stesso salario. Dall’altro l’avvio di una procedura di solidarietà, con un taglio orizzontale, per tutti, di circa 27 ore al mese ciascuno. Invece, il Conesp ha deciso di tirare dritto e optare per il non mantenimento di tutti i livelli occupazionali, sebbene sia arrivato poi il dietrofront tardivo di fronte al direttore generale dell’ateneo Emilio Miccolis. Inoltre l’Università, per il

futuro, ha garantito l’ampliamento dei servizi nel nuovo bando, che sarà pubblicato ad ottobre e sarà della durata di 4 anni. “È per tale ragione che è indispensabile che gli attuali contratti di lavoro non vengano modificati- sottolinea Antonella Perrone della Uiltucs- perché potranno essere ridiscussi, e solo in senso migliorativo, soltanto con l’azienda che si aggiudicherà la gara in modo definitivo”. Tiziana Colluto

Protesi difettose, 18 salentini a rischio Fino al 19 luglio saranno sottoposti a controlli i 18 pazienti a cui è stata impiantata la protesi della Johnson & Johnson ritenuta a rischio tumore Sono 18 in tutto il Salento i cittadini a rischio tumore per impianto di protesi difettose alla gamba. Proprio in questi giorni e fino al 19 luglio, per loro sono in corso i controlli presso l’ospedale “Vito Fazzi”. Alla Asl di Lecce ci sono voluti tre mesi per scartabellare cartelle cliniche, registri di ortopedia e scarti di magazzino e ricostruire l’elenco completo dei pazienti che tra, il 2004 e il 2010, si sono sottoposti a impianto della protesi “De Puy Asr tm con sistema acetabolare Asr tm Xl” della Johnson & Johnson, quella per cui il Ministero della Salute ha disposto il richiamo perché ritenuta a rischio cancro. È proprio su questo che nel frattempo era arrivata la diffida e la minaccia di una class action da parte del Codacons. “A distanza di due anni le Asl della Regione Puglia dormono, mentre gli impiantati rischiano la vita”, aveva tuonato l’associazione dei consumatori. La protesi, a volte impiantata anche senza il diretto coinvolgimento dei pazienti, nel 2010 è stata ‘richiamata’ dal colosso protesico britannico, poiché, dagli accertamenti effettuati dalla casa madre, è emerso che si possono produrre scollamenti delle componenti, sacche di liquido, dislocazione, sensibilizzazione al metallo, dolore e, soprattutto, emissioni di ioni cobalto.

Proprio questi, interagendo con i tessuti molli, possono produrre l’insorgenza di patologie cancerogene. Da qui l’intimazione al sistema sanitario locale di contattare immediatamente i pazienti “per procedere alla verifica ed alle procedure di controllo, al fine di accertare se sia necessario o meno procedere con urgenza alla sostituzione degli impianti”. “Non stavamo certo aspettando il Codacons -ribatte il direttore generale della Asl, Valdo Mellone- visto che il 24 gennaio il Ministero della Salute ha scritto a tutte le aziende. Però, non esistendo in Italia un archivio degli impiantati, è stato difficilissimo recuperare i loro nomi, visto che in Puglia, come in Emilia Romagna, si viaggia intorno alle 70mila protesi l’anno”. (t.c.)


6

7 luglio 2012

Attualità

Un'onda inarrestabile sulle coste salentine Dalla carretta alla barca a vela, il mercato degli sbarchi clandestini resta florido nonostante le vittime e i frequenti arresti. Dall'inizio dell'anno sono oltre ottocento ad aver raggiunto il Salento via mare

È un mercato fiorente quello dei trafficanti di esseri umani, con migliaia di migranti pronti a salpare dai porti della Grecia e della Turchia, soprattutto a bordo di lussuose barche a vela trasformate in una sorta di “Cavallo di Troia” carico di clandestini, per raggiungere le coste del Salento e poi, attraverso una serie di passaggi perfettamente organizzati, i paesi del nord Europa. Viaggi della speranza e del sogno di una vita migliore, pagati con i risparmi di una vita. Neanche la tragedia avvenuta a metà giugno a largo di Torre Vado, con 7 dispersi, ha fermato i trafficanti di uomini. L’obiettivo è sempre lo stesso, raggiungere le coste italiane a bordo di ogni mezzo possibile e immaginabile: oltre ai velieri, sono i veloci gommoni oceanici a solcare il Canale d’Otranto, passando da pescherecci e arrivando a vere e proprie carrette del mare. Nel 2011 sono stati 2.468 i migranti approdati sulle nostre coste. Una cifra in costante ascesa. Nel 2009, infatti, erano stati 329 gli stranieri sbarcati nel Salento, e meno di 2mila nel 2010. Oltre 800 i migranti intercettati dall’inizio dell’anno, con un’estate che si prospetta quanto mai difficile sul fronte dell’immigrazione. Diversa, rispetto al passato, la nazionalità dei profughi, spesso provenienti dall’Asia minore. Uomini e donne in fuga da paesi segnati dalla guerra e dalla miseria, a inseguire un sogno chiamato Italia. Nei loro occhi la profonda e precisa consapevolezza dell’ineluttabilità del-

Quaggiù qualcuno li ama

l’infelicità che hanno tutti coloro che, per una ragione o per un’altra, sono stati strappati e gettati lontano dal loro paese natio. Le nuove ondate di sbarchi registrate negli ultimi due anni, hanno riacceso i riflettori sul centro “Don Tonino Bello”, riaperto dopo 5 anni d’inattività nell’agosto del 2010 (in base a un protocollo d’intesa siglato in prefettura a Lecce), per fornire le primissime cure mediche e umanitarie ai profughi e consentirne l’identificazione da parte dei funzionari dell’Ufficio immigrazione. Una struttura comunque ina-

datta ad ospitare arrivi di massa o ad accogliere i migranti per più di una notte. Sono stati in molti, negli ulti-

mi mesi, a chiedere lo stanziamento di nuovi fondi per l’ampliamento della struttura. Andrea Morrone

Dopo la ripresa massiccia degli sbrachi, grazie all’aiuto del Comune, della Caritas, della Croce rossa e della Misericordia di Otranto, da qualche anno il centro di prima accoglienza “Don Tonino Bello” di Otranto, ha riaperto i battenti e Francesco Mancarella ha ripreso la sua attività in prima linea, in soccorso dei tanti migranti che raggiungono le nostre coste. “Oggi -spiega il medico, rispetto ai precedenti flussi migratori, è mutata la nazionalità dei profughi e ci sono molti più bambini e minori, soprattutto afghani e iracheni. Sono ragazzi in cerca di un futuro migliore, che fuggono dall’inferno e abbandonano la loro casa e i loro genitori, a volte per sempre. Sono i padri, del resto, a pagare gli otto o novemila dollari necessari per il viaggio. Un doppio sacrificio: affettivo ed economico. Qui dimostriamo che il Salento è terra d’accoglienza”. Modi gentili e sorriso accattivante, Mancarella racconta le mille difficoltà dell’accoglienza: “Si tratta di un’emergenza annunciata. È bastato

l’arrivo nei giorni scorsi di circa 200 migranti, infatti, per a mettere a nudo tutti i limiti e le problematiche del Cpa. Si tratta di una sede inadatta ad ospitare arrivi di massa o ad ospitare i migranti per più di una notte”. Solo sono una trentina, infatti, i posti letto disponibili. Ridotti anche gli spazi: basti pensare che anche quando gli sbarchi erano composti da 30 o 40 persone, era necessario allestire una tavola nel corridoio per rifocillare i migranti provati da viaggi estenuanti. Poco più grande di una normale stanza risulta anche l’infermeria, dove i profughi sono costretti a sfilare uno o due per volta per sottoporsi alle visite mediche. Lui, però, “l’angelo dei migranti”, continua instancabile il suo lavoro, con l’allegria e l’umanità di sempre. (a.m.)


7

7 luglio 2012

Attualità

Nandu Popu: “Il mio racconto inventato sul Salento vero” L'anima noir del Salento da cartolina in un romanzo fortemente ambientalista che ne celebra la bellezza e l'autenticità Che succede quando il minuto e trenta di una canzone non basta più per esprimere tutto quello che si vuol dire? Si prende carta e penna e si inizia a scrivere. Pagina su pagina. Fino a quando non viene fuori un libro. È quello che ha fatto Nandu Popu (nella foto), anima ambientalista dei Sud Sound System, la band salentina per eccellenza, che ha da poco superato il traguardo dei vent’anni di attività celebrandolo con un “Best of” già nei negozi di dischi dal 19 giugno. È approdato giovedì scorso, invece, negli scaffali delle librerie il romanzo d’esordio di Nandu Popu: Salento fuoco e fumo, edito da Laterza per la collana “Contromano”. Il titolo del libro, che ricorda il refrain-calamita per turisti “Salentu, lu sule, lu mare e lu ien-

tu”, tradisce da subito il punto di vista dell’autore, orgoglioso e con le radici ben piantate nella sua terra ma allergico alle semplificazioni da cartolina: “I luoghi comuni sul Salento devono essere demoliti -dice Nandu, al secolo Fernando Blasi-. Va bene il sole e il mare, ma qui da noi c’è anche tanto inquinamento”. Ecologista sanguigno, forse un po’ “fissato” come si autodefinisce ironicamente, Nandu Popu ha costruito la sua storia ritagliando pezzi di ricordi personali incollandoli a vicende realmente accadute, a quelle cronache di ordinaria violenza ambientale che i vacanzieri ignorano. Ma il Salento non è terra dove le denunce degli ambientalisti cadono nel vuoto, o almeno non lo è più, secondo Nandu: “Dieci anni fa eravamo quattro gatti ad interessarci di questi temi nei nostri paesi. Oggi vedo in giro la testimonianza del cambiamento della mia terra: i cittadini si informano e chiedono risposte”. Quello che fa, per grandi linee

il protagonista del romanzo, un ragazzo che sembra incarnare appieno i principi del “grido ecologista” dei Sud Sound System: “È la terra toa. amala e difendila”. “Difendila” anche contro le stesse “radici” familiari, quasi fossi un Peppino Impastato in piccolo verrebbe da dire: il protagonista scopre che il padre è implicato in traffici illegali con l’ecomafia e decide di andare per la sua strada abbandonando la famiglia dove sente, insopportabile, il peso del silenzio. Ma anche quello dell’italiano, che suona al ragazzo come simbolo del distacco formale che invece non ha con i suoi amici-compagni di sfide: “Ho scelto di inserire interi dialoghi del romanzo in dialetto salentino -dice

Nandu- perché per me è la lingua delle confidenze e dei sentimenti e come tale è intraducibile”. Del resto lo dice uno che vent’anni fa, con i Sud Sound System, si mise volentieri la spilla del “folle” davanti alle case discografiche che non facevano che ripetergli “con le rime in dialetto non farete strada”. Maria Grazia Maci

Nelle pagine si incontrano anche persone vere Nelle pagine di Salento fuoco e fumo, Nandu Popu ha ricostruito pezzi del suo mondo, personale ma anche ovviamente, musicale. È così che nel finale del romanzo, celebrato con un grande concerto di piazza con Greenpeace compare Militant P (nella foto a sinistra), apripista riconosciuto della scena reggae salentina negli anni ’80 che ha partecipato alla fondazione dei Sud Sound System e ha contribuito a mettere le basi della scena raggamuffin in Italia: “Un militan-

te per il territorio come noi”, dice Nandu. Ma nel libro compare anche

“zio Maurizio”, il vero personaggio positivo della storia, ambientalista convinto e un

È on line www.leccesette.it, il nuovo portale di informazione del Salento. Notizie quotidiane, inchieste, curiosità e video in un unico sito web di informazione a 360 gradi, dedicato a Lecce e provincia.

Passaparola! Mail: redazione@leccesette.it Facebook: www.facebook.com/LecceSette

po’ rude che denuncia l’aggressione del “fumo” delle fabbriche sulle campagne e nei polmoni delle persone. “Nello zio del protagonista ho voluto tratteggiare la figura di Maurizio Rampino (nella foto a destra), un mio grande amico”, spiega Nandu che nella figura del giornalista di Trepuzzi, scomparso prematuramente nel 2006, vede “il salentino ideale”: “Tutte le cose che so sui temi ambientali le ho imparate da lui -dice Nandu- e mi sembrava giusto rendergli omaggio”. (m.g.m.)


8

7 luglio 2012

Attualità

In spiaggia con Fido Salento Pet Friendly: come e dove andare in compagnia dei nostri amici pelosi

Non è estate se non si va al mare. E non è vacanza se non si sta tutti assieme. Ma come fare quando in famiglia c’è anche un amico a quattro zampe? Se pure ogni proprietario di cane ha ceduto qualche volta alla tentazione di un bel bagno in compagnia dell’amico peloso (rischiando un’ammenda fino a 1.024 euro), stare nelle regole è cosa ben diversa. A regolamentare l’accesso degli animali d’affezione sulle nostre spiagge, in Puglia ci pensa un regolamento regionale: l’articolo 3 dell’Ordinanza balneare del 16 maggio 2011. È qui, al comma S, che si esplicita il divieto di “condurre o far permanere qualsiasi tipo di animale, anche se munito di museruola e guinzaglio, in aree non appositamente autorizzate, attrezzate e segnalate”. Niente da fare, dunque, sulle spiagge libere i nostri cani non ci possono proprio andare? Non proprio, per-

I consigli del veterinario: tanta acqua e attenti ai colpi di calore

ché di recente l’articolo è stato arricchito di una nota che consente, in presenza di specifici regolamenti comunali o delle Asl, l’individuazione di aree per animali domestici, sempre che questi non arrechino “danni o disturbi all’utenza circostante”. In provincia di Lecce, finora, nessun Comune ha provveduto ad individuare delle zone di spiaggia libera per consentire l’accesso dei nostri amici a quattro zampe. In compenso però, va crescendo la sensibilità degli operatori balneari. Sul modello di quanto già avvenuto in altre regioni italiane, e grazie anche ad un imput arrivato dal progetto Turista a 4 zampe, promosso dall’Apt, si cominciano a vedere i primi lidi salentini Pet Friendly. Al momento sono ancora solo due: il “Soleluna” a San Cataldo e il “Coiba” a San Foca. Melissa Perrone

Gli operatori delle Bau Beach: “Così accogliamo i clienti a quattro zampe” Solo due in provincia. Per i pelosi lettini, acqua fresca e bau doccia Rigorosamente al guinzaglio, a San Cataldo come a San Foca, nei lidi i pelosi potranno godere di un lettino, una ciotola d’acqua fresca, una doccia d’acqua dolce e della sospirata compagnia degli amici umani. Racconta Alessandra Ruggiero, proprietaria del lido “Coiba” (nella foto), che per lei, amante degli animali e proprietaria di cani, l’idea è nata semplicemente per rispondere alle esigenze dei suoi utenti. “Noi abbiamo anche un albergo, e spesso ci veniva chiesta la disponibilità ad accogliere anche i cani. È stato naturale quindi pensare di offrire un servizio completo,

in modo che chi era ospite dell’hotel, potesse poi andare in spiaggia con il proprio cane. Abbiamo chiesto il permesso al Comune di Melendugno e così siamo riusciti ad ottenere l’autorizzazione. Adesso i cani, a costo zero, possono stare in spiaggia con i padroni. Abbiamo invece ancora qualche problema ad ottenere l’autorizzazione per permettere ai cani di fare il bagno in acqua. Aspettiamo risposte. È il secondo di questa esperienza e abbiamo il riscontro e l’apprezzamento degli ospiti”. Mauro Della Valle, proprietario di “Soleluna” e presidente

di Assobalneari, ha scelto invece di affidarsi allo standard proposto da Bau Beach, una specie di franchising inventato da un’associazione animalista. Abbiamo riservato ai clienti della Bau beach 10 ombrelloni, 5 in prima fila e 5 in seconda. Accogliamo i nostri ospiti con una ciotola e una bottiglia d’acqua fresca. Una bau doccia, con tanto di passerella di legno, consente ai pelosi di ripulirsi dalla sabbia e dal sale. Abbiamo risolto anche la questione del bagno in mare, condividendo il regolamento con la Asl, con la quale sono state fissate delle fasce orarie (7/9 e 17/19) in cui fare entrare i cani

in acqua. Per noi è il primo anno. Faremo un report di questa esperienza, evidenziando anche eventuali criticità, che poi condivideremo con la Asl per capire come migliorare ancora il

servizio. La cosa, evidentemente, mi interessa anche in qualità di presidente di Assobalneari. Mi auguro che tanti lidi prendano spunto e facciano altrettanto”. (m.p.)

Niente crema solare né cappellini, ma come regolarsi con i cani in spiaggia? Sergio Caporaletti, amante degli animali nonché veterinario, non ha dubbi: cani in spiaggia sì (divieti permettendo) ma stando attenti ai colpi di calore. “Bisogna ricordarsi -spiega Caporaletti- che il cane ha una termoregolazione diversa da quella dell'uomo. Non suda se non dalla lingua e dai cuscinetti plantari, ed è dunque più sensibile al calore. L’ombrellone spesso non basta. Bisogna dimenticarsi le giornate intere al mare con l’amico Fido, a meno che non ami fare il bagno. E poi, ovviamente, mai lasciare i cani in macchina”. Ma quali sono i sintomi di un eventuale colpo di calore? “Molto simili a quelli degli umani: spossatezza, difficoltà a deambulare, sonnolenza. Ai primi sintomi è necessario immergere il cane in acque. E, ovviamente, chiamare il veterinario”. (m.p.)

Al lavoro per una Puglia amica degli animali Si moltiplicano i progetti per un territorio a misura della coppia cane-umano Stefania Mandurino (nella foto), responsabile dei progetti di riqualificazione turistica di Puglia Promozione, è da tempo convinta che un turismo sostenibile passi anche attraverso l’accoglienza degli animali. Per questo, prima come Apt e adesso come Puglia Promozione, ha scelto di occuparsi dei progetti che hanno come obiettivo quello di agevolare l’organizzazione delle vacanze alle famiglie “allargate”, sostenere e diffondere, nelle strutture ricettive e nel Paese, la cultura animal friendly. “Già dallo scorso anno -racconta- con Turista a 4 zampe, con il Ministero del Lavoro, abbiamo stilato un elenco a

misura di turista che comprendesse strutture ricettive preparate per l’accoglienza degli animali d’affezione. Hanno risposto in 75. Adesso l’obiettivo è anche più ampio, stimolare i sindaci perché vengano stilati dei regolamenti comunali per normare la presenza dei cani nelle aree pubbliche, siano esse le spiagge o gli edifici. Non si capisce infatti se sia o meno consentito l’accesso in alcuni luoghi, come le poste ad esempio”. Sembra stia crescendo infatti la sensibilità sul tema da parte degli amministratori. L’assessore al Bilancio regionale, Michele Pelillo, si è occupato di semplificare alcune norme per permettere

più agevolmente agli operatori balneari di richiedere le autorizzazioni per l’ingresso dei cani in spiaggia, così come sensibile si è finora dimostrata Silvia Godelli e Giancarlo Piccirillo, presidente di Puglia Promozione. Ancora però, indipendentemente dalla sensibilità dei singoli, nel Salento ancora nessun primo cittadino si è deciso a stilare dei regolamenti ad hoc. E questo nonostante lo scorso anno fu istituita una commissione ad hoc tra Anci e Ministero proprio per sollecitare i sindaci in tal senso. (m.p.)


9

7 luglio 2012

Attualità

Quell’olio è un’eccellenza Inizia da Sternatia un viaggio di amore e di gusto per le produzioni agricole locali. La prima tappa sono le aziende Conte, che della produzione olivicola hanno fatto una questione personalissima Da Los Angeles a Tokio passando per la vecchia Europa e non mancando l’Est sovietico, l’oro verde made in Salento sbaraglia ogni forma di concorrenza. Nella terra che da anni fa dell’olivo bandiera di salubrità e ricercatezza trova affermazione una piccola realtà di provincia che, certa della propria tradizione (generazioni di estimatori del genere si sono passati la staffetta padre/figlio nella coltura dell’olivo) e fiera di una tecnologia innovativa, si muove da anni alla conquista del comparto ottenendo riconoscimenti e premi come se piovesse. Ercole oleario 2009, presente nelle guide di settore più importanti (Slow Food, Gambero Rosso, Flos Olei, Marco Oreggia) l’Olio Conte è a detta dei maggiori esperti del ramo una rara miscela di tradizione, duro

lavoro di selezione e competente preparazione. Descriverne il sapore è un’impresa faticosa, iniqua e scarsamente celebrativa perché solo l’assaggio di questo elisir color smeraldo può offrire giustizia alla fatica di chi da quasi un secolo ci crede. Alle varietà secolari ed autoctone si sommano le specie leccino, frantoio e coratina ognuna delle quali porta con sé gusto, tono, vivacità... E capita che all’odore di ravanelli e cavolo si mischi, con gusto ed avvedutezza, il sapore del carciofo e del rosmarino. Capita che l’aroma della menta faccia mistura con tracce di rosmarino e liquirizia e la banana verde sposi l’anice selvatico: c’è un universo di sapori, essenze retrogusti in ogni singola stilla prodotto. Chiara Murri Dello Diago

Ulivi salvi: “Lo spray blu non è una condanna” Nei giorni scorsi, alcune foto che ritraevano gli ulivi sulla strada statale MaglieOtranto hanno invaso i social network, seminando allarme tra gli ambientalisti. Lo spray che deturpa -almeno visivamentela corteccia degli alberi, però, non rappresenta una condanna, ma un semplice censimento. Il presidente dell’associazione “Custodi di Olivinopoli” Angelo Amato ha voluto rassicurare tutti, fornendoci i dati aggiornati sulle adozioni degli ulivi: il Comune di Lecce e il Comune di Novoli hanno adottato 2.500 alberi ciascuno, il Comune di Minervino 900 e il Comune di

Uggiano La Chiesa 100. “Siamo a quota 6mila -ci ha raccontato Amato- su un totale di 8.300 piante. Considerando che i lavori non inizieranno prima del prossimo autunno, abbiamo un buon margine di tempo per invitare altri Comuni a partecipare all’iniziativa”. L’associazione no profit, che sta collaborando con l’Anas per la coordinazione del progetto, si propone di inserire gli ulivi espiantati in un ciclo produttivo biologivo, evitando che le piante finiscano con l’avere un semplice scopo ornamentale tra le tante rotonde della provincia. Andrea Gabellone

… e gli alberi fanno parte della famiglia 3mila piante distese su 15 ettari di terra, alberi secolari contorti e tronfi di nodi e chiome protese al cielo, piante nuove cariche di gemme, gli alberi dei padri, quelli dei figli che convivono e popolano le campagne di Sternatia disegnando la storia dei luoghi. Quello che colpisce di questa piccola azienda è l’assoluta mancanza di distacco tra il produttore ed il prodotto, esiste,infatti, una sorta di fil rouge che lega i titolari ad ogni singolo albero indescrivibilmente di più che al guadagno che lo stesso possa rappresentare. Sarà la passione del lavoro che si è scelto, sarà la consapevolezza di aver conquistato l’approvazione di chi ha iniziato alla stessa passione, sarà l’orgoglio di portare

avanti un rito che parla di valori familiari, di idee, di sogni, saranno tutte queste cose assieme ma “fare olio” a Sternatia è molto più che un lavoro. È l’amore trasbordante di un pater familias che segue giornalmente le proprie creature con abnegazione e patema, è quello stravagante legame che porta a chiamare per nome ciascuna pianta conoscendone ogni nocchio, è la tenacia di non credere al mercato prima che sia stato filtrato dalla fede nei propri sogni. Affacciati sul lavoro di questo piccolo frantoio alle porte di Lecce non stupisce che le tavole di mezzo mondo chiedano di insaporire di Salento la propria cultura. (c.m.d.d.)


10

7 luglio 2012

Cultura & Spettacolo

a cura di Lori Albanese

ARTE

Lecce città d’arte (contemporanea) Da Randy Klein a Palazzo Vernazza alla pittura figurativa dell’E-lite Studio Gallery, l’estate leccese brulica di mostre sui nuovi linguaggi dell’arte contemporanea (e non solo)

Percorrendo le vie del barocco leccese, in pieno centro storico, è facile trovarsi immersi in un itinerario naturale che percorre secoli di storia, e all’interno del quale trova spazio molto più della bellezza delle architetture seicentesche e dei toni caldi e dorati che assume la luce in questa piccola porzione di mondo. Mai come quest’anno, infatti, il capoluogo salentino ospita una serie di interessanti mostre che offrono uno spaccato di quanto si muove oggi nell’arte contemporanea. Merito della fioritura di nuove gallerie, del fervore di quelle attive già da qualche anno, e della recente apertura di due strutture comunali restituite all’antico vigore: il Must, il museo storico della città adiacente al Teatro Romano che ha sede in quello che in origine era il monastero di Santa Chiara; e il cinquecentesco Palazzo CastromedianoVernazza in Pizzetta Giuseppe Pellegrino. Proprio da quest’ultimo luogo, considerato uno dei più preziosi del patrimonio cittadino, può partire il percorso a tappe tra le varie esposizioni che animano la città. Si è aperta infatti lunedì 2 luglio la mostra Da un momento all’altro dello scultore americano Randy Klein, organizzata da SmArtlab e Art and Ars Gallery: una mostra imponente, con oltre cento sculture e opere grafiche a occupare l’intero primo piano di Palazzo Vernazza. Newyorkese di nascita e londinese d’adozione, Klein è uno dei tanti artisti ad aver subito il fascino del Salento e ad averlo eletto luogo ideale in cui riposarsi e ispirarsi (ha comprato una casa a Cutrofiano dove da qualche anno trascorre le sue vacanze). Le sue opere fanno parte delle collezioni permanenti delle maggiori gallerie del mondo, dalla Tate Modern di Londra al Moma di New York e sono il risultato perfetto di visioni interiori e feroci percezioni ambientali, nostalgiche e malinconiche, assemblate con leggerezza e filtrate attraverso un non comune senso dell’ironia. Scrive nel suo testo critico lo scrittore e sceneggiatore Claudio Piersanti: “Il paesaggio in Klein è pura emozione. La malinconia torna in primo piano ma non è affatto esibita. I materiali che usa quasi non si notano: ma sono colori sintetici, dipinti sopra il metallo. Con materiali del

genere dei pittori qualsiasi realizzerebbero dei frigoriferi. La leggerezza raggiunge in Klein il punto più alto nel suo esatto (e apparente) opposto: la scultura. L’ironia diventa anche gioco. La scultura diventa scrittura”. Fino a domenica 22 luglio, dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 17.30 alle 21; ingresso libero. Info: 328.2716450. Proseguendo il tragitto, superata Piazzetta Santa Chiara in direzione del Cinema Massimo, in Corte San Blasio c’è la nuovissima E-lite Studio Gallery, inaugurata qualche mese fa, che ospita la collettiva a cura di Lorenzo Madaro A modo suo. Aspetti della pittura contemporanea, pensata come uno sguardo su ciò che si muove oggi in Italia nell’ambito della pittura figurativa, astratta, informale. La mostra raccoglie le opere di artisti dell’area meridionale, ciascuno con una sua visione della pittura contemporanea e mette insieme dipinti di formato ridotto, proposti attraverso installazioni che interagiscono con lo spazio espositivo, e dipinti di medio-grandi dimensioni. Tra le opere presenti, le visioni globali di Cristiano Pallara, gli sguardi disincantati dei personaggi di Dario Agrimi, gli inquietanti ritratti femminili di Jara Marzulli, gli scavi antropologici di Pierluca Cetera. Fino al 31 luglio, da lunedì al sabato dalle 9 alle 13 e dalle 17 alle 20; ingresso libero, www.elitestudiogallery.com. A due passi da Corte San Blasio, su Viale XXV Luglio, le sale del Castello Carlo V ospitano la seconda edizione della Biennale del Salento, organizzata dall’Associazione Culturale “Tracce - Arte Contemporanea”, che riunisce in gran parte la produzione artistica nata nel territorio.

Particolarità della mostra sta nell’allestimento, improntato al movimento, ai giochi di luce, alle installazioni immerse nel buio che ridisegnano lo spazio delle bellissime sale del Castello. Tra gli artisti ospiti, un grande protagonista dell’arte contemporanea del Novecento come Ugo Tapparini, disegnatore, giornalista, scrittore con la passione della pittura nato a Lecce da famiglia veronese; e poi, tra gli altri, il Gruppo Tracce (Ornella Durini, Fernando Perrone, Fulvia Perrone, Massimo Schito, Vittorio Tapparini; autori dell’installazione dal titolo Luce e ombra, nella foto). Fino al 17 luglio, ogni giorno, festivi inclusi, dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 21. Ingresso libero. Costeggiando il lato sud del Castello Carlo V si arriva davanti al bellissimo Palazzo Rubichi che ospita la Primopiano Living Gallery, in viale Marconi, dove si è aperta a fine giungo la settima edizione di Les Enfants Terribles - Video Art & Pop Cultures, a cura di Doris Sacquegna. Un evento che raccoglie le opere di oltre trenta artisti di

Randy Klein -Trans19-23

A modo suo - Cristiano Pallara

Sotto il vesuvio di Andy Warhol - Vesuvius

Biennale Salento - Gruppo Tracce

dodici diversi paesi tra illustrazioni, fumetti, poster, collage, video, performance legate al mondo della pop culture. Fino al 12 luglio, dal lunedì al venerdì con orari 10-13 e 17-20, il sabato 17-20. Info: 0832.304014. Tornando in Piazza Sant’Oronzo, e poi proseguendo in direzione della Basilica di Santa Croce, tra i luminosi palazzi di via Umberto I si apre la galleria rivartecontemporanea, fondata nel 2007 dal gallerista comasco Danilo Riva, che in questi giorni ospita la mostra Per grazia ricevuta della Confraternita della Salvezza. Il collettivo a dimensioni ridotte fondato da Vanni Cuoghi e Ilaria del Monte propone piccoli lavori su tela e tavola che descrivono un universo laico e domestico, attingendo al mondo degli ex voto e rivestendolo di squisita ironia. Fino al 24 agosto, dal martedì al sabato, dalle 10 alle 13 e dalle 18 alle 21; info: 333.7854068, ingresso libero. Infine, a San Francesco della Scarpa, prosegue la mostra Sotto il Vesuvio di Andy Warhol,

Per grazia ricevuta - Sassi amari

che omaggia l’arte napoletana dal ‘600 a oggi e ospita un’opera della serie Vesuvius, testimonianza del legame tra il padre americano della pop art e la

città partenopea. Fino al 27 agosto, dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20; sono previste visite guidate e attività didattiche specifiche; info: 0832.683503.


11

7 luglio 2012

Cultura & Spettacolo FUORI CITTÀ

Aspettando il Locomotive, annunciato il programma Il jazz festival diretto da Raffaele Casarano torna dal 1° al 4 agosto tra Sogliano, Sannicola e Cerrate, con molti protagonisti internazionali

E nell'aia occhio al corto Sono stati annunciati i primi nomi della settima edizione del Locomotive Jazz Festival che si terrà quest’anno dal 1° al 4 agosto tra la Piazza Diaz di Sogliano Cavour, la collina di San Mauro a Sannicola e l’Abbazia di Santa Maria in Cerrate. Si tratta di Eugenio Finardi, Gianluca Petrella (nella foto), Daniele Di Bonaventura, Alexey Kolosov, Lars Danielsson, Donpasta. Il festival diretto dal sassofonista Raffaele Casarano si svilupperà quest’anno attorno a un titolo evocativo e affascinante, Il viandante, simbolo del viaggio, dell’incontro, della condivisione e sarà caratterizzato come di consueto da progetti di collaborazione con prestigiosi festival e organizzazioni internazionali come il Festival d’Ète di Tolouse (Francia) e il Moscow International Performance Art Center (Russia). Dalla sinergia tra Locomotive e Festival d’Ète è nato lo spettacolo Tarantulae (in cartellone il 3 agosto), un viaggio tra le musiche popolari con DonPasta, Benjamin Sauzerau, Alessia Tondo, Vito de Lorenzi, Giancarlo Paglialunga, Rocco Nigro, Marco Bardoscia, Raffaele Casarano. In collaborazione con il Moscow Jazz Festival, invece, si esibi-

rà il musicista, giornalista e poeta russo Alexey Kolosov in trio (1 agosto). Il miglior jazz italiano sarà rappresentato dal gruppo Tubalibre del trombonista Gianluca Petrella, che ha nel suo organico alcuni dei più bei nomi del pa-

norama contemporaneo: Gabrio Baldacci (chitarra), Cristiano Calcagnile (batteria) e Oren Marshall (tuba); e dal progetto Band Union di Daniele Di Bonaventura (bandoneon) con Marcello Peghin (chitarra 10 corde), Felice Del

Gaudio (contrabbasso) e Alfredo Laviano (percussioni). Il 3 agosto, il festival ospiterà inoltre l’unica data italiana del contrabbassista e violoncellista svedese Lars Danielsson accompagnato da Jonas Östholm (pianoforte), John Parricelli (chitarra) e Magnus Ostrom (percussioni). Caratteristica peculiare del festival è quella di favorire gli incontri tra musicisti salentini e grandi interpreti della musica italiana e internazionale con produzioni originali realizzate in esclusiva; quest’anno il combo Raffaele Casarano & Locomotive incontrerà il cantautore milanese Eugenio Finardi (2 agosto), mentre il gruppo Triace (le voci di Alessia Tondo, Emanuela Gabrieli e Carla Petrachi) incontrerà il gruppo francese Danser Ensemble nel progetto originale Locomotive Percussion Afrobeat (3 agosto). Il programma della manifestazione prevede anche incontri pomeridiani, presentazioni di libri, mostre fotografiche e dj set a cura di Populous. A chiudere, la tradizionale festa in piazza Diaz con Salentini Generali & Guests e il consueto concerto all’alba, sulla collina di San Mauro a Sannicola. Info: www.locomotivejazzfestiva.com

Nella suggestiva cornice della Masseria Miele, situata alle porte di Lecce, in zona Marangi, tutti gli amanti della natura e del cinema, ogni mercoledì, a partire dal 4 luglio, potranno gustarsi la seconda edizione della rassegna estiva a premi Corti in aia. L’iniziativa è rivolta a registi e filmaker, istituti scolastici, associazioni etc. che hanno prodotto un cortometraggio ed è organizzata da Natura Mediterranea Società Cooperativa, che gestisce e coordina le diverse attività della masseria, in collaborazione con Newart3D ed Edizioni Città Futura. La rassegna è il naturale sviluppo di un intuizione, nata nell’agosto 2009, durante la proiezione di filmati e documentari su di un lenzuolo bianco inchiodato al muro, e che negli anni si è trasformata in un progetto finalizzato a valorizzare, promuovere e divulgare il cortometraggio come forma espressiva ed artistica. Si cominciò con Visioni in masseria, che nell’estate 2010, in collaborazione con l’Associazione Domenicaperti, coinvolse nell’aia di Masseria Miele registi cinematografici ma anche varie personalità del mondo della cultura per di-

battere di tematiche artistiche, sociali e politiche. A partire dall’estate 2011 la manifestazione è stata trasformata in una rassegna a premi, denominata Corti nell’aia che ha ricevuto adesioni da parte di registi di tutta Italia e di alcune parti d’Europa. Nel corso della serata inaugurale di mercoledì 4 luglio sono stati proiettati i 3 corti vincitori della precedente edizione, è stata presentata la giuria tecnica e sono stati proiettati i primi cortometraggi in rassegna. Il pubblico presente “in aia”, costituisce la giuria popolare che prende parte alla votazione dei cortometraggi ed il punteggio accumulato durante le serate di proiezione, unito all’insindacabile parere della giuria tecnica, determinerà i vincitori della rassegna 2012, che saranno presentati sabato 15 settembre durante la serata conclusiva con premiazione finale. Il calendario delle proiezioni ed ogni altro tipo d’informazione è disponibile sul sito internet di Natura Mediterranea soc. coop. all’indirizzo www.naturamediterranea.it o su Facebook nella pagina del gruppo MASSERIA MIELE LECCE. Angelo Centonze

FUORI CITTÀ

Tre, Bardoscia, Casaluce e Favatano a Veglie in Jazz Sabato 7 e domenica 8, quattro concerti per il secondo weekend di eventi della settimana della cultura vegliese La settimana della cultura organizzata dall’amministrazione comunale di Veglie compie dieci anni e festeggia con un ricco programma spalmato su nove giorni. Dopo l’apertura del 29 e 30 giugno con lo spettacolo pirandelliano Il berretto a sonagli e il convegno “Riflettere sulla pagina scritta e gioire dell’opera”, sabato 7 e domenica 8, il chiostro del Convento dei Frati Francescani ospiterà le due giornate di Veglie in Jazz, con quattro formazioni di altrettanti musicisti molto attivi sul territorio. Ad aprire la serata di sabato sarà il trio del pianista Mauro Tre, mentre a seguire il contrabbassista Marco Bardoscia (nella foto) presenterà il suo disco realizzato nel 2011 The Dreamer, insieme a Fabio Accardi

alla batteria, William Greco al pianoforte e Raffaele Casarano ai sassofoni. Ad accompagnare i musicisti ci sarà la performance vj di Hermes Mangialardo che proietterà le animazioni realizzate per la presentazione live del disco. Domenica 8 la serata sarà aperta dal Salento Cinema Ensemble di Salvatore Casaluce. Il chitarrista e compositore sarà accompagnato dal sax tenore e soprano di Emanuele Coluccia, dal flauto di Gianluca Milanese e da Giuseppe Spedicato e Alessio Borgia rispettivamente a basso e batteria; ospiti Lara Ingrosso e Davide Faggiano. Il repertorio spazierà tra i temi storici dei grandi compositori di musica per il cinema, da Ennio Morricone a Nino Rota, da Henry Man-

cini a Ryuichi Sakamoto. La serata sarà chiusa da un altro chitarrista, Andrea Favatano, con il suo quartetto. Gli appuntamenti della Settimana della cultura proseguiranno dal 12 al 15 luglio con lo spettacolo teatrale Novecento di Baricco a cura degli allievi del corso di teatro organizzato dalla Pro Loco e la partecipazione del pianista Emanuele Tondo; incontro politico con l’intervista doppia a Sergio Blasi e Alfredo Mantovano; Il mistero dell’assassino misterioso di Lillo e Greg messo in scena dalla Compagnia Calandra; e una giornata di commemorazione, a pochi giorni dall’anniversario dell’uccisione di Paolo Borsellino. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero.


12

7 luglio 2012


13

7 luglio 2012

Sport

a cura di Francesco Covella

CALCIO

Brivio ad un passo dall’ Atalanta Benassi potrebbe restare Il forte esterno sinistro potrebbe firmare per gli orobici nei primi giorni della prossima settimana. Ma il Lecce pretende almeno 3 milioni di euro

Cedere per poi comprare, questa l’intenzione di Savino e Antonio Tesoro (nella foto in alto). La nuova proprietà si è già esposta per 6,6 milioni di euro, e non sembra disposta ad investire pesantemente sul mercato. Detto del ritorno di Ciccio Esposito dal Genoa, che vanta un ingaggio quasi insostenibile per il campionato cadetto, ci sono da sistemare quei calciatori che, a causa dei loro emolumenti, pesano oltremodo sul bilancio della società. Buone notizie, in questo senso, giungono da Davide Brivio (nella foto in basso a sinistra). L’esterno giallorosso, una delle rivelazioni dello scorso campionato, è appetito da numerose squadre di serie A. L’Atalanta è sempre in pole position, ma prima di investire ha bisogno di cedere qualche pezzo pregiato.

Peluso, ad esempio, sembra vicinissimo al West Ham, ma l’affare viene rimandato di continuo a causa delle frequenti azioni di disturbo di Milan e Napoli. Il Lecce è stato chiaro con la dirigenza orobica: Brivio non si muove se non alle nostre

Foto: Getty Images

condizioni. Che, tradotto, significa che gli eventuali acquirenti debbano essere pronti a sborsare almeno 3 milioni di euro. Cifra assolutamente congrua se rapportata al valore del ragazzo e alle sue enormi potenzialità. La sensazione, però, è che un piccolo sconto potrebbe essere concesso, per poi dare ossigeno alle esangui casse societarie, primo ed urgente problema da risolvere per i nuovi proprietari. Una volta ceduto Brivio, si penserà a come piazzare Daniele Cacia. L’ex piacentino non ha mai legato con l’ambiente giallorosso, e questo non è un mistero. Quindi, le possibilità che possa rimanere sono nulle, soprattutto in considerazione del suo ingaggio spropositato da

1,2 milioni lordi. Lo Spezia, però, sembra fortemente interessato, ma bisogna appurare quanto lo sia il calciatore. Invece, per quanto riguarda Jeda, le possibilità di vederlo per un’altra stagione a Lecce crescono giorno dopo giorno. L’ex attaccante del Novara, infatti, sarebbe disposto a rinunciare a parte del proprio ingaggio spalmandolo su più stagioni. Piatti e Grossmuller non rientrano nel progetto tecnico di Franco Lerda, ma per ora, nessuna offerta concreta è giunta sul tavolo dei dirigenti del Lecce. Sul fronte acquisti, nulla di particolarmente interessante. Buone nuove, invece, giungono da Max Benassi (nella foto in basso a destra) e da David Di Michele. Benassi, a quanto pare, non disdegnerebbe un’altra stagione in giallorosso. “Al momento il suo cartellino appartiene al Lecce ma è seguito da un paio di club di Serie A, inizieremo a valutare il futuro dalla prossima settimana quando aprirà ufficialmente il mercato”, ha dichiarato l’agente del giocatore Luca Urbani. Per quanto riguarda Di Michele, l’ipotesi di una sua permanenza prende sempre più consistenza, soprattutto dopo i toni concilianti che l’ex punta del Torino ha usato nell’ultima settimana.

Osti ricomincia da Lecce Dopo aver risolto le compartecipazioni, il ds è pronto a ricominciare anche in caso di retrocessione in Lega Pro. Intanto rende omaggio a Giovanni Semeraro Molto probabilmente Carlo Osti (nella foto) sarà ancora il direttore sportivo del Lecce calcio. Una notizia che smentisce le tante illazioni che lo vedevano lontano dal nuovo Lecce targato Tesoro. Dopo aver sbrigato la pratica compartecipazioni in maniera soddisfacente, Savino Tesoro -prossimo presidente- è sul punto di rinnovagli la fiducia. Osti, natu-

ralmente, non smentisce lasciando trasparire la propria soddisfazione: “Incontrerò presto i Tesoro. Savino mi ha chiesto di vederci. Ci confronteremo, e se si potrà fare qualcosa insieme ne sarò più che felice. Non ho preso accordi con altri club e la categoria non conta. Conta l’entusiasmo e la dignità sul posto di lavoro”, ha dichiarato.

Poi un attestato di stima nei confronti della nuova proprietà, in quanto, “i Tesoro hanno avuto coraggio nell’investire nel calcio, in un momento di crisi profonda per l’imprenditoria italiana. È giusto lasciarli lavorare, il tempo sarà galantuomo”. E, sul nuovo trainer: “Capisco la scelta Lerda. È un tecnico che hanno avuto nel Pro Patria e ha tutte le qualità per

fare bene. Giacomazzi -ha proseguito- è un leader perfetto e dedito alla causa del Lecce, tanto da stupire anche nell’inedito ruolo di play. Benassi è stato autentica sorpresa”. Osti, poi, ha voluto rendere omaggio alla vecchia proprietà, ricordando che “la scorsa estate, quando fu chiamato dai Se-

Il Lecce di Tesoro ha bisogno dei tifosi Antonio Tesoro: “Vogliamo instaurare fin da subito un rapporto con i salentini e con quanti hanno a cuore le sorti della squadra giallorossa” La nuova proprietà cerca in tutti i modi di lanciare precisi segnali di discontinuità rispetto alla gestione della famiglia Semeraro. La tifoseria più radicale ha sempre accusato l’ex patron di aver condotto una gestione fredda, poco incline ai rapporti con i tifosi più accesi. Tesi ardita per i più, soprattutto da coloro che continuano ad essere grati a Giovanni Semeraro per i successi della sua gestione. Il prossimo responsabile dell’area tecnica, Antonio Tesoro, ha in mente un’idea per molti versi rivoluzionaria: introdurre una figura che funga da raccordo tra società e supporter. “Vogliamo instaurare fin da subito un rapporto con i salentini e con quanti hanno a cuore le sorti della squadra giallorossa ha dichiarato Tesoro junior. Nel nuovo organigramma societario ci sarà anche una persona che curerà i rapporti tra la proprietà e la tifoseria”. A proposito di organigramma, Savino Tesoro è alla rimeraro, mi prospettarono, con onestà, lo scenario nel quale avrei operato. Dopo un anno di autogestione e considerata la stanchezza del patron, era quasi fisiologico attendersi il distacco della sua famiglia dal calcio. Sarò sempre grato ai Semeraro, famiglia d’altri tempi per lo stile: mi hanno offerto

cerca delle figure più appropriate per riempire al meglio tutte le caselle della nuova società. Intanto, in vista della prossima stagione, Savino Tesoro appare fortemente intenzionato a ridimensionare l’ossatura societaria. Per i collaboratori per i quali è scaduto il contratto di lavoro il 30 giugno scorso, le possibilità di reintegro sono assai scarse. Soprattutto in caso di retrocessione in Lega Pro, ipotesi che i nuovi proprietari non scartano a priori visto che, al momento dell’acquisizione del pacchetto di maggioranza, hanno ritenuto indispensabile l’inserimento di una clausola che permetta una transazione a costo zero. A certi argomenti i tifosi sono poco interessati, vorrebbero sentir parlare di calciomercato e di progetti tecnici. Ma l’unica certezza di rilievo che Tesoro Senior è in grado di fornire è legata all’ingaggio del nuovo tecnico, Franco Lerda, già alle dipendenze del prossimo presidente ai tempi della Pro Patria. l’opportunità di tornare a fare il ds in A. Purtroppo -ha concluso-, abbiamo mancato l’obiettivo della salvezza, lottando però sino all’ultima partita. E non è poco se ricordiamo che, alla vigilia del campionato, tanti ci ritenevano destinati alla retrocessione già dopo il girone d’andata”.


14

7 luglio 2012

Sport

“Olimpiadi del Salento, un evento unico” Stefania Minciullo, membro dell’organizzazione: “Affrontiamo una vera scommessa, il progetto iniziale prevedeva il coinvolgimento di sole 7 discipline: ora siamo a quota 42” Le prossime Olimpiadi del Salento stanno coinvolgendo l’intero territorio. Questa la certezza che rende fiera Stefania Minciullo, presidente di Exploart, associazione culturale e sportiva dilettantistica tra le organizzatrici dell’evento. “Le Olimpiadi sono un progetto unico - afferma Stefaniae sarà suggestivo assistere a delle discipline di cui molti ignorano persino l’esistenza”. Insomma, è certa del successo della manifestazione che si svolgerà nell’arco di settimane, a partire dal 31 luglio. Stefania, le Olimpiadi avranno successo? Le Olimpiadi del Salento sono un evento unico nel suo genere in questo territorio, una vera scommessa se consideriamo che il progetto iniziale prevedeva il coinvolgimento di soli 7 sport e che ad oggi vanta ben 42 discipline sportive. Già questo per noi rappresenta un successo. Ciò è stato pos-

sibile perché da subito si è creato un forte interesse intorno all’evento e abbiamo avuto numerose richieste da parte delle diverse associazioni sportive salentine e dagli atleti che avevano voglia di scendere in campo per mostrare le proprie capacità. Ora aspettiamo la risposta del pubblico e di tutti gli appassionati che vorranno partecipare. Quali gli saranno gli atleti di punta e gli eventi più suggestivi? Sarà suggestivo vedere delle discipline come il Rope skipping, il Football americano, la Scherma, le arti marziali. Penso che saranno particolarmente avvincenti la Maratona di Martano, e la serata dedicata al pugilato con un ring montato in piazza, avendo tra l’altro come ospite Leonard Bundu, attuale campione europeo dei pesi Welter. Suggestiva, poi, sarà l’inaugurazione del 1° agosto a San Cassiano, con una performance di musica e

sport e con una emozionante cerimonia di apertura seguita da un’esibizione di Ginnastica artistica e ritmica. Infine, i giochi da spiaggia, Beach volley, Beach rugby e Beach handball, che chiuderanno la manifestazione a Pescoluse, le spettacolari “Maldive” del Salento. Come mai Lecce non ospiterà alcuna gara pur essendo il Comune capoluogo? Con quali criteri avete scelto le località ospitanti? La città di Lecce è stata da subito coinvolta nel progetto, che ha accolto con entusiasmo e voglia di partecipazione. Purtroppo, quest’anno ci sono state le elezioni e ciò non ha permesso di prendere degli impegni in tempo utile per organizzare lì la manifestazione. Le Olimpiadi del Salento, per questa edizione, si svolgeranno a Martano, Diso, Maglie, Poggiardo, Salve, San Cassiano, Supersano e Nociglia. Le città sono state seleziona-

“Giochi” di passione

te a partire da precisi standard di qualità relativi allo stato di usabilità e accesso alle strutture, oltre che alla capacità di gestire la logistica di un evento destinato ad un ampio pubblico. Si è così voluto privilegiare impianti ubicati nei centri cittadini, che avessero più campi da gioco di diverse discipline, aree di ristoro, parco giochi e ampi parcheggi al fine di garantire agli spettatori la possibilità di passare una serata all’insegna dello sport e del divertimento.

BEACH VOLLEY

Gemelli Ingrosso, tre tappe per la consacrazione I salentini mirano a migliorarsi nei prossimi appuntamenti del “Grand Slam”, cominciando da Gstaad. Ottimi i risultati degli under 20 ai “Regionali di Lido Gandoli” Ennesima estate di passione per i Paolo e Matteo Ingrosso. I due atleti salentini, esponenti della Nazionale italiana di beach volley e dell’ “Asd Beach Talents”, gareggeranno in questo fine settimana nel “Grand Slam di Gstaad” in Svizzera. C’è grande fiducia all’interno del loro entourage, soprattutto dopo l’ottima nona posizione ottenuta ai “Campionati Mondiali” nell’ultima tappa di Roma. Anche se il gran talento dimostrato avrebbe meritato

miglior sorte. Adesso, dopo quest’iniezione di morale, il calendario si fa fitto di impegni. Si comincerà, quindi, con Gstaad in Svizzera, si proseguirà con la tappa di Berlino del 10 luglio, per poi partire in direzione Austria, a Klagenfurt, per l’esibizione del 18. Tre appuntamenti importantissimi, soprattutto per la classifica internazionale. Nel caso in cui si ottenessero dei buoni risultati, Paolo e Matteo potrebbero dedicare parte

del loro tempo al “Campionato Italiano Assoluto”, che prenderà il via da Napoli settimana prossima. Intanto, buone nuove giungono dalle giovanili, dove i ragazzi dell’ ”Asd Beach Talents” si sono aggiudicati i primi tre gradini del podio ai “Regionali Under 20” di Lido

Gandoli. Risultato davvero straordinario, per certi versi inatteso. La stagione, quindi, è nata sotto buoni auspici, con i gemelli Ingrosso che rappresentano solo la punta di diamante di un movimento in continua espansione, soprattutto nelle regioni meridionali.

I giochi si apriranno il 29 luglio con una maratonina di 10 km nel comune di Martano. Quarantadue le discipline interessate, ma le iscrizioni sono ancora possibili Manca ormai meno di un mese all’inizio delle Olimpiadi del Salento 2012. Un vernissage patrocinato dal Coni, dal Cip, e dal Ministero dello Sport e del Turismo. I giochi si apriranno il 29 luglio con una mini-maratona di 10 km oltre ad una stracittadina di 3 nel centro di Martano, il tutto grazie alla collaborazione della Fidal. La cerimonia inaugurale delle Olimpiadi -che ad oggi prevede 42 discipline sportive- avrà luogo a San Cassiano il 1° agosto con uno spettacolo che promette d’essere suggestivo e regale. Fino al 23 agosto, quindi, le serate salentine saranno arricchite da appuntamenti sportivi e divertenti. Oltre a Martano e San Cassiano, le “Olimpiadi del Salento” saranno ospitate dai comuni di Diso, Maglie, Nociglia, Poggiardo, Salve e Supersano. Durante la mini-maratona, sfilerà la torcia olimpica portata dal campione salentino Giacomo Leone, vincitore della Maratona di New York del 1996, ultimo atleta italiano ed europeo ad aver vinto la prestigiosa competizione. Tra gli altri eventi è da ricordare la serata dedicata al pugilato dell’11 agosto durante la quale sarà ospite il campione europeo dei pesi welter Leonard Bundu. Per tre settimane, oltre mille atleti si contenderanno la vittoria in numerose discipline, tra cui Calcio a 5, Pallamano, Volley, Beach Volley, Beach Rugby, Basket paralimpico e Tennis. Senza dimenticare il Tennis tavolo, il Judo, il Karate, e la Danza Sportiva. Le iscrizioni ai tornei sono ancora aperte. Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito www.olimpiadidelsalento.it.

BASKET

Per coach Manfreda un altro anno alla guida della “Nuova Pallacanestro Nardò” Dopo un lungo tira e molla, ecco la lieta notizia che il pubblico neretino attendeva da fine campionato. I vertici della “Nuova Pallacanestro Nardò” hanno confermato coach Stefano Manfreda per la stagione 2012/2013. Il tecnico salentino è soddisfatto di poter continuare la sua avventura, smanioso di programmare al meglio, di concerto con la dirigenza, il mercato estivo. “Sono contento di rimanere a Nardò -ha dichiarato il tecnico-, ringrazio la società ed in primis il presidente,

Carlo Durante, per la stima e la fiducia riposta nei miei confronti nello scorso campionato. Siamo già al lavoro da diverso tempo -ha proseguito-, sono estremamente soddisfatto di ciò che la squadra ha fatto nella scorsa stagione, come del calore del pubblico rivolto nei confronti dei ragazzi. L’en-

tusiasmo del pubblico di Nardò -ha concluso- dovrà essere per noi il sesto uomo in campo”.


15

7 luglio 2012

STORIE DELL’ALTRA LECCE

San Cataldo, l’antico porto che guarda a Oriente

Anno I - n. 24 Reg. Trib. Lecce n. 3 del 24.01.2012

Il Porto di Adriano a San Cataldo e la Fortezza di Maria d’Enghien: muti resti nelle acque dell’Adriatico Nell’antichità le coste del Salento erano costellate di approdi marini battuti dai naviganti che, solcando le acque del Mediterraneo, ormeggiavano nelle pacifiche insenature sparse sui litorali dello Ionio edell’Adriatico. Ad attenderli il più delle volte c’erano spiagge dorate e una terra dalla natura ricca di boschi, sorgenti e selvaggina. In età romana alcuni di questi approdi naturali presero forma e funzione di veri e propri porti, delineando un quadro di organizzazione del sistema portuale che è oggi noto attraverso la documentazione archeologica, le fonti storico-geografiche, gli antichi itinerari commerciali marittimi. Per la ricostruzione della rete di questi collegamenti informazioni preziose scaturiscono inoltre dalle indagini archeologiche subacquee e dei relitti inabissati lungo le coste, disseminati sui fondali marini. Ciò è conseguenza dei numerosi naufragi avvenuti in epoca antica per l’esposizione stessa della Terra d’Otranto a tutti i venti, dallo scirocco alla tramontana, e sulle coste, soprattutto d’inverno, la violenta bora rendeva assai difficile alle navi entrare nei porti. Tra questi importantissimo fu, sul versante adriatico, l’antico approdo che ricadeva nell’attuale Marina di San Cataldo, conosciuto come Porto di Adriano (nella foto) e descritto dalle fonti letterarie come luogo dello sbarco dell’imperatore Ottaviano, diretto a Roma dopo aver appreso la notizia della morte di Cesare,

nel 44 a.C. Questo, che fu il principale e più vicino sbocco marittimo della città, ebbe un ruolo determinante tra la fine dell’età repubblicana e la prima età imperiale, quando il municipium di Lupiae conobbe un periodo di forte impulso economico e culturale. Questo centro romanizzato incontrò un crescente sviluppo nel commercio marittimo e fu teatro di numerosi scambi culturali nell’area del Mediterraneo, fiorendo in particolare in epoca adrianea, nel II sec. d.C., anche grazie ai favori dell’imperatore stesso verso la città erede della grande Rudiae e, probabilmente ancor prima, della Sibari Sallentina. Secondo la fonte fornita dallo storico greco Pausania, il porto fu fatto costruire proprio dall’Imperatore Adriano per

Il Gusto del Tacco

Rubrica di cucina a cura di Anna Maria Chirone Arnò Ben trovati! Il caldo torrido ci sta mettendo alle strette e credo che, come me, abbiate incrementato il consumo della meravigliosa frisella! Buona, sana, veloce e senza fuoco! Tuttavia, di tanto in tanto un bel piatto di pasta col pesto, per cena, non ci sta niente male e mentre bolle l’acqua, ci vorranno 5 minuti per preparare questa meravigliosa salsa che profuma d’estate! Se avete dubbi, scrivetemi a info@ilgustodeltacco.it. Buon appetito e alla prossima!

dare, in caso di burrasca, un ancoraggio alle imbarcazioni che facevano il tragitto fra Brindisi e Otranto, gli altri due nodi portuali romani, tappe obbligate per chi percorresse le rotte del Levante e luogo di sosta indispensabile per i traffici commerciali nel periodo sia greco che romano. Così l’antica struttura portuaria di S. Cataldo vedevaattraccare navi cariche di merci e ospitava gli approdi dei tanti marinai provenienti da varie terre del Mediterraneo, facendo da ponte tra Oriente e Occidente. Quivi confluivano, sulla terraferma, varie strade che si diramavano dalla città verso il mare, tuttora visibili nelle tracce di antiche carrarecce. Il porto di Adriano venne munito di infrastrutture che furono ulteriormente supportate

dalla costruzione del molo, anch’esso adrianeo, che è riuscito in parte a resistere fino a nostri giorni, e i cui resti sono visibili in parte in superficie e in parte affioranti sullo specchio d’acqua, nei pressi del faro. La struttura, però, si prolungava in mare per oltre un miglio e, precisamente in corrispondenza di una secca digradante fino a raggiungere una profondità di circa 15 metri sott’acqua, i romani impostarono la costruzione del molo, fissandone il basamento e i pilastri in pozzolana. Ciò che di più straordinario si è conservato risulta, infatti, completamente sommerso, poiché enormi massi giacciono sul fondale marino a 6-7 metri di profondità, disposti seguendo il prolungamento in mare della struttura, ricoperti da vegetazione mari-

La ricetta della settimana

Pesto Ingredienti (per 4 persone) Una bella manciata di foglie di basilico appena raccolto: uno spicchio d’aglio medio; un cucchiaino di sale grosso; una manciata di parmigiano ed una di pecorino grattugiati; 40 g di pinoli; un bicchiere di olio extra vergine di oliva salentino.

na e incrostati dal millenario calcare. Sui residui romani ancora non interamente sommersi Maria d’Enghien contessa di Lecce, alla fine del 1400, fece ricostruire il molo, che dotò di un’alta torre, a costituire una vera e proprio fortezza che, secondo Pausania, fu attuata con “arte meravigliosa”e “con lunghe petre”, e che ora l’insabbiamento e l’incuria dell’uomo hanno ridotto a ruderi sparsi e diroccati. Alcuni storici asseriscono che, al tempo della dominazione spagnola, la vecchia Torre di San Cataldo vantava il primato di essere annoverata fra le 26 piazzeforti marine che presidiavano il Regno di Napoli. In un atto notarile del 1569, infatti, è riportato l’inventario dei beni esistenti nella Torre, tra cui smerigli -cannoni di piccolo calibro- in ferro e in bronzo, alcuni decorati con preziosi arabeschi, e vari pezzi di artiglieria, in parte recuperati dagli abissi marini. La Torre di San Cataldo cadde successivamente sempre più nell’abbandono, man mano che la malaria e il paludismo dilagavano e il territorio circostante si andava spopolando, fino a scomparire definitivamente verso la fine del 1700. Sopraffatti dalla forza poseidonica del Basso Adriatico, dell’antico porto adrianeo e della suggestiva fortezza medievale non restano oggi che i pochi silenziosi resti dei sovrapposti moli, colpiti dalla veemenza del mare, divorati dalle salmastre acque mediterranee. Rosy Paticchio

Direttore Responsabile Alessandra Lupo

Gli articoli non firmati si intendono a cura della redazione Editore: Apulia Press srl Via A. M. Caprioli, 10 - Lecce e-mail: redazione@freelecce.it Stampa: Master Printing Srl, Modugno (Bari) Free Lecce è un settimanale distribuito gratuitamente a Lecce. Per la pubblicità su questo periodico: tel. 0836.426350 La direzione non risponde del contenuto degli articoli firmati e declina ogni responsabilità per le opinioni dei singoli articolisti, degli intervistati e per le informazioni trasmesse da terzi. Il giornale si riserva di rifiutare qualsiasi inserzione. Foto e manoscritti, anche se non pubblicati, non si restituiscono. I diritti di proprietà artistica e letteraria sono riservati. Non è consentita la riproduzione, anche se parziale, di testi, documenti e fotografie senza autorizzazione. Apulia Press srl si riserva il diritto di non pubblicare le inserzioni e le comunicazioni pubblicitarie degli inserzionisti che: 1. Siano contrarie agli interessi di Apulia Press srl 2. Violino le disposizioni vigenti in materia di diritto d’autore 3. Contengano informazioni fuorvianti e scorrette 5. Non rispondano ai requisiti minimi di impaginazione professionale 6. Non siano pervenute nei termini concordati 7. Siano state fornite in modo incompleto In tutti i casi Apulia Press srl non è responsabile per il contenuto di dette inserzioni e comunicazioni.

Preparazione Frullate in robot l’aglio, i pinoli, le foglie di basilico e il sale grosso. Aggiungete l’olio di oliva poco alla volta fino a raggiungere una consistenza molto cremosa. Unite i due formaggi grattugiati e mescolate bene. Conservate in frigo ben coperto d’olio, ma vi consiglio di consumarlo entro una settimana. In Liguria quando l’acqua bolle si aggiungono una patata media affettata sottilmente e una manciata di fagiolini, quindi la pasta. Si scola e si condisce subito con la salsa, cospargendo la superficie con del Parmigiano grattugiato. Ottimo anche con gli gnocchi di patate, per non parlare della Pizza al pesto!


16

7 luglio 2012

FREE Lecce n. 24 del 07.07.2012  

Settimanale d'informazione di Lecce

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you