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Settimanale gratuito - Anno I - Numero 14

EDITORIALE

Lo spauracchio dell'antipolitica di Aelle Se di antipolitica si tratti o meno lo diranno i risultati delle elezioni. Sta di fatto che il mulinello impazzito dei piccoli e grandi scandali e l'inarrestabile disaffezione dei cittadini nei confronti della politica, hanno avuto come effetto immediato la messa in discussione di diritti che sembravano ormai acquisiti. Ed ecco allora che, di fronte alla sfiducia collettiva, i partiti rispondono ridefinendo le proprie regole. Negli ultimi tempi, infatti, nonostante un certo imbarazzo sulla questione dei rimborsi elettorali, su cui solo i grillini possono vantare un no duro e puro, il richiamo all'etica si è fatto pressante da ogni parte. Nel centrosinistra leccese, ad esempio, la coalizione ha sottoposto un patto etico specifico a tutti i candidati. Un vero e proprio contrattino che dà un'ulteriore giro di vite non solo al patto etico del Pd ma anche alla legge anti-regali

della Regione. Al primo posto c'è sempre la trasparenza, con tanto di redditi, patrimoni e incarichi on line, più l'obbligo per politici e dirigenti di non accettare doni che superino il valore di 100 euro. Un patto preelettorale era stato messo a punto anche dalla lista Lecce Bene Comune, con una particolare attenzione all'attuazione del programma, da verificare periodicamente. Nel centrodestra l'aspetto della verifica sta molto a cuore al Movimento Regione Salento, che sul rispetto del programma elettorale non transige e nel suo contratto con gli eletti ha anche inserito una clausola contro i cambi di casacca in corso d'opera. Insomma, la politica tenta di redimersi dai propri peccati e fronteggiare così l'avanzata degli sfidanti in arrivo da liste civiche e movimenti. Per molti è una storia già vista, per altri un segnale di lucidità. Il verdetto spetterà agli elettori.

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Una poltrona per sei A confronto i programmi elettorali dei sei candidati sindaco di Lecce che si sfideranno i prossimi 6 e 7 maggio. Tra slogan e parole chiave, punti di contatto ma soprattutto una differente visione strategica della città. Visioni europee e “smart” si incontrano e scontrano con i problemi del lavoro, la carenza di alloggi popolari e l'esigenza sempre più diffusa di trasparenza Il jazz, un modello di sviluppo e dialogo interculturale Foto: Musacchio & Ianniello

Attualità Ritornano i traffici di droghe leggere sulle nostre coste Pag. 6

Attualità Il design made in Salento trionfa a Milano

POST IT Gianni “Tarzan” Conversano ha capito di poter puntare in alto. Il tronista farà di tutto per corteggiare i leccesi e spingerli a votarlo. Uomini e donne e pure Amici.

Foto: Salentoweb.tv

Lunedì 30 aprile al Teatro Romano in programma il concerto di Puglia Jazz Factory con Maria Pia De Vito per la Giornata Internazionale del Jazz proclamata dall’Unesco

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Politica

La città che vorrei I programmi elettorali dei sei candidati alla poltrona di sindaco. Tra punti d'incontro e parole chiave, ma soprattutto visioni differenti della città A cura di Andrea Gabellone

Etica ed europea La città di Luigi Melica dice no alle clientele punta su formazione e informazione, naturalalmente bilingue Il docente universitario, chiamato a rappresentare l'Udc, ha compilato un programma elettorale sorprendentemente sostanzioso che ha, tra i suoi punti chiave la famiglia, i giovani e la trasparenza. Quest'ultima, appunto, per far fronte al “clientelismo che c'è a Lecce, dove persino l’installazione di un lampione in una strada buia è un favore da chiedere all’amministrazione, magari dietro la sollecitazione di un consigliere amico”. L'importanza che, a questo riguardo, assume internet è essenziale: in caso di elezione, il programma di mandato sarà interamente pubblicato on line e chiunque potrà controllare gli obiettivi raggiunti e quelli dimenticati. Il sociale è una priorità nel programma del candidato centrista: in città, secondo l'ultimo report della Caritas, sono aumentate le famiglie in difficoltà. Luigi Melica sottolinea la mancanza di un assessorato con una delega specifica ai ser-

vizi sociali nella Giunta di Paolo Perrone. Nell'ambito del lavoro, il candidato è deciso a usufruirne per formare professionalmente i giovani e ridurre il problema della disoccupazione. Il rappresentante del Terzo Polo, infatti, è convinto che non sia possibile promettere posti di lavoro a nessuno. Altra novità che emerge dal programma elettorale di Melica è il rafforzamento del rapporto fra l’Università del Salento e Palazzo Carafa; il

Comune di Lecce, seguendo questa linea, dovrebbe dare più importanza ad assessorati finora di secondo piano come quelli al turismo, alla cultura e alla formazione. Anche per ciò che riguarda la mobilità, Luigi Melica fa riferimento ai finanziamenti europei. Il filobus? L'idea, per completare il progetto, è quella di integrare i tragitti per renderlo più fruibile e di chiudere altre zone del centro al traffico di automobili.

Giovane e responsabile Secondo Antonio Capone per migliorare Lecce occorre fare piazza pulita dell'attuale classe dirigente Il candidato della lista Verso Lecceè convinto che non si possa affidare l'amministrazione della città a chi ha governato durante gli ultimi 20 anni e invita i cittadini, dalla sua pagina Facebook, a ribellarsi “per sradicare un sistema di potere e prepotenza”. Antonio Capone, già assessore con la Giunta Poli Bortone, dà agli amministratori delle ultime consiliature la responsabilità per aver portato sull'orlo del dissesto il Comune. Nonostante l'età non certo acerba, Capone ha dedicato il primo punto del suo programma elettorale ai giovani: lancia l'idea dell'istituzione di un assessorato alla gioventù volto a sostenere e indirizzare i giovani ad un lavoro stabile e non precario. Il secondo punto si pone come obiettivo quello di istituire una commissione d'indagine “per verificare la responsabilità ge-

stionale dal 1998 ad oggi”. Per quanto riguarda i trasporti pubblici in città ed in particolare il filobus, Capone è stato chiarissimo: “Se sarò eletto, abbatterò uno ad uno i pali del filobus, perenne monumento allo spreco del denaro pubblico, così come feci con il mercato coperto di Piazza Libertini, a ridosso delle mura del castello di Carlo V, perenne monumento al degrado”.

Al quarto punto troviamo il ripristino del decoro urbano e la gestione del verde pubblico a costo zero. Al quinto, il tema della partecipazione: per Antonio Capone è indispensabile il coinvolgimento dei cittadini nella progettazione del Pug. Chiude il programma l'obiettivo mobilità: realizzazione dei parcheggi interrati per rendere più fruibile la circolazione stradale.

Smart ed ecologica La città di Loredana Capone punta a ottimizzare produzione ed efficienza. Anche con l'aiuto delle donne La vicepresidente della Regione ha come riferimento le “smart cities” europee e propone Lecce quale città intelligente, capace di valorizzare il suo patrimonio storico e creativo. Il lavoro è un obiettivo essenziale del suo programma: l'idea è quella di destinare i proventi dell'addizionale Irpef a progetti occupazionali, soprattutto a favore dei giovani leccesi. Loredana Capone vorrebbe stanziare 7 milioni e mezzo di euro per le nuove imprese capaci di ridurre la disoccupazione giovanile. Sui trasporti la candidata di centrosinistra non ha dubbi: il filobus è un'opera inutile; meglio investire sui collegamenti tra Lecce, le marine e l'areoporto. Al terzo punto c'è lo sviluppo della raccolta differenziata: entro il 2017 bisognerà arrivare al 50%, con una politica ambientalista basata sul riciclo, il riutilizzo di materiali e la riduzione degli sprechi. Punto numero quattro del programma: la qualità della vita. Capone vorrebbe monitorare le strade di Lecce con l'aiuto di

sensori e centraline, per controllare il traffico, i parcheggi, la presenza di rifiuti e la qualità di acqua e aria. Poi arriva la proposta di una maggiore e più sostenibile illuminazione pubblica: le lampade potranno essere a led e alimentate da pannelli solari. Al sesto punto c'è la ciclabilità; da migliorare, raddoppiando i chilometri di piste urbane, e da rendere più utile, costruendone di nuove in punti nevralgici. Nel programma di Loredana Capone non poteva mancare un progetto per le energie rinnovabili, che prevede

l'istallazione di pannelli solari sul 70% degli edifici non protetti da vincoli architettonici e sul 90% dei capannoni industriali. Si giunge al punto numero otto, con lo sviluppo delle zone pedonali. La candidata del Pd propone di allargare le ztl anche alla zona di piazza Mazzini, rendendo efficace il trasporto pubblico alimentato da fonti rinnovabili. A chiudere, troviamo la trasparenza sugli atti pubblici e sul reddito di consiglieri ed assessori, e la presenza del 50% di donne nella sua Giunta.

Capitale d'arte e turismo Paolo Perrone scommette sul fascino della città. Da favorire attraverso interventi qualificanti, marketing strategico e partecipazione degli abitanti Il sindaco uscente si presenta a queste amministrative con un programma ricco, cercando di rilanciare Lecce come centro di attrazione turistica e culturale. Al primo punto troviamo la partecipazione: una “Consultazione Pubblica”, per cogliere istanze e contributi della collettività e delle forze sociali ed economiche operanti sul territorio e le “zone ad alta partecipazione”. In questo modo, l’Amministrazione vorrebbe ri-progettare gli spazi di uso pubblico per rendere “più città” le periferie. Grande attenzione anche ai quartieri, orfani delle circoscrizioni, e alle marine: l'obiettivo è migliorare le condizioni urbanistiche, abitative, socio-economiche, ambientali e culturali, puntando decisamente sul coinvolgimento della comunità. Punto numero tre: le piccole grandi opere. Nell'idea di Paolo Perrone la linea strategica da perseguire, in stretta coerenza con il passato, si fonda su due obiettivi: conservazione e sviluppo

sostenibile. Il marketing territoriale trova spazio nel quarto punto del programma: zone a burocrazia zero, una politica volta a favorire l'introduzione di giovani leccesi nel mondo del lavoro e un occhio di riguardo alla zona industriale. Per il sindaco Perrone, uno degli obiettivi da perseguire è, senz'altro, il turismo. I passi da seguire sono: stimolare la competitività del settore turistico in Europa; promuovere lo sviluppo di un turismo sostenibile, responsabile e di qualità; consolidare l'imma-

gine e la visibilità dell'Europa come insieme di destinazioni sostenibili e di qualità; massimizzare il potenziale delle politiche e degli strumenti finanziari dell'Ue per lo sviluppo del turismo. L'ultimo punto del programma è dedicato alla qualità della vita. I servizi sociali al centro dell’azione amministrativa comunale e la creazione di un “sistema globale, fondato sui principi di solidarietà, partecipazione e sussidiarietà, che esca dalla logica di assistenza a singole categorie”.


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Politica

Trasparente e partecipata La città disegnata dal Movimento 5 Stelle punta a ridare ai cittadini fiducia nella politica e ai leccesi il coinvolgimento nelle scelte dell'amministrazione Il Movimento 5 Stelle, da molti considerato sfogo e simbolo dell'antipolitica, si presenta per la prima volta alle elezioni leccesi, forte di un calo di fiducia nei confronti dei partiti tradizionali. I cinque punti del programma elettorale di Maurizio Buccarella cercano di “rivoluzionare”, in qualche modo, la visione che i cittadini hanno della politica. Al primo punto c'è l'inserimento nello Statuto comunale dei referendum confermativo e revocativo, insieme all'attenzione per la trasparenza nell'amministrazione e nuovi obblighi nel rapporto con la cittadinanza. Al secondo punto troviamo l'amministrazione virtuosa dei Fondi Comunali, con un sostanzioso taglio sui compensi, e una serie di obiettivi: dal lavoro all'impresa, dal commercio all'agricoltura, senza dimenticare il turismo. Il terzo punto riguarda l'ambiente. Buccarella propone la lotta all'inquinamento urbano, una gestione oculata dei rifiuti -con pratiche virtuose che tendano all’azzeramento della loro produzione- e un piano energetico per la città basato sulle fonti di energia rinnovabile.

L'urbanistica e la mobilità trovano spazio al quarto punto del programma elettorale del M5S. Il piano urbanistico dovrà essere partecipato e prevede obiettivi che vanno dal “recupero degli edifici pubblici e privati lasciati in stato di abbandono, destinandoli a funzioni sociali” allo “stop ai parcheggi in città, incentivando i bus navetta”. Poi, uno sviluppo mirato del trasporto urbano e una vera e propria rivoluzione per la ciclabilità, con bike sharing esteso e riqualificato e la realizzazione della rete ciclabile secondo

standard di mobilità moderna. Grande spazio viene concesso alle politiche sociali e culturali. Buccarella vorrebbe portare gli eventi e le iniziative educative e culturali alle fasce di popolazione normalmente meno raggiunte da queste iniziative. Il coinvolgimento delle strutture scolastiche permetterebbe ai giovanissimi di approcciarsi allo sport e all'educazione alimentare. In quest'ultimo punto sono inclusi obiettivi che prevedono sostegno e sicurezza per le fasce più deboli.

Pubblica e dei diritti Per Andrea Valerini, Lecce deve mettere al primo posto le politiche sociali e del lavoro, attraverso società pubbliche, servizi gratuiti e un nuovo piano casa Per Alternativa Comunista, le elezioni amministrative non sono altro che “un’occasione tra le altre per sollevare le tematiche e organizzare le lotte dei lavoratori”. Andrea Valerini, professore precario prestato alla politica, ha dichiarato di rivolgersi a chi la crisi la subisce, anche attraverso l’attacco all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Al primo punto del programma c'è l'introduzione del salario sociale per chi perde o è in cerca di lavoro, con i fondi Fas, Por e con parte di quelli della tassazione locale; la fine dei finanziamenti alle imprese che licenziano e delocalizzano e la gestione operaia delle fabbriche. Valerini propone la creazione di una società pubblica comunale per la gestione del ciclo dei rifiuti e del verde pubblico e l'organizzazione, nel contempo, di un centro per l’impiego per il reperimento di operai. Il terzo punto prevede, invece, l'abolizione dei contratti comunali con con-

sulenti e professionisti esterni “pagati decine di migliaia di euro” e l'assunzione di giovani specialisti disponibili a lavorare al prezzo medio di un qualsiasi operaio. Punto numero quattro: piano per l'edilizia popolare e per il diritto allo studio. La casa come diritto per i lavoratori, attraverso la costruzione di alloggi popolari; censimento delle case sfitte e incentivo a canoni popolari, anche attraverso l’aumento della tas-

sazione ai grandi proprietari di immobili; imposizione della tassazione anche alle proprietà della Chiesa. Incentivo dei servizi agli studenti, a partire dal potenziamento delle mense e delle biblioteche, in cui accedere gratuitamente ai libri di testo. Al quinto e ultimo punto c'è il piano per i servizi sociali pubblici per le fasce deboli e la creazione di parcheggi di scambio gratuiti per incentivare l’uso dei mezzi pubblici.


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Verso il voto Alfarano: “Rilanciare l’immagine di Lecce nel mondo” L’assessore alla Cultura e al Turismo si ripresenta alle urne accanto a Paolo Perrone. Il suo obbiettivo è “continuare il percorso intrapreso e riavvicinare la gente alla politica” Nei prossimi cinque anni la città ha bisogno di viaggiare sui binari della continuità amministrativa e del riavvicinamento dei cittadini alla politica; questo è il pensiero di Massimo Alfarano, assessore uscente alla Cultura e al Turismo di Palazzo Carafa, che ripropone la sua candidatura al Consiglio comunale di Lecce, ovviamente accanto a Paolo Perrone. Alfarano, dopo cinque anni di amministrazione si ripresenta al giudizio dei cittadini leccesi. Quali saranno le linee programmatiche del suo secondo eventuale mandato? Dopo un lungo periodo di lavoro, a mio parere ben fatto, mi auguro di continuare il percorso che ho intrapreso nel 2007 e offrire il mio apporto alla crescita della nostra città in termini di sviluppo economico, culturale e occupazionale. Queste sono le strade principali su cui si concentrerà la mia attività amministrativa, senza dimenticare le problematiche legate all’urbanistica e all’ambiente di Lecce. D’altronde in questi cinque anni abbiamo messo a punto una serie di iniziative che ancora oggi si propongono di far

conoscere il nostro territorio al di fuori dei confini regionali, come dimostrano gli ultimi dati statistici sul turismo; noi vogliamo infatti promuovere l’immagine di Lecce e della provincia anche a livello nazionale e internazionale con una mirata azione di marketing territoriale rivolto all’estero. La crescita economica e occupazionale passa soprattutto attraverso il turismo e una parallela crescita culturale. Perché riconfermare la fi-

ducia ad Alfarano e Perrone? In questi cinque anni abbiamo amministrato la città come una famiglia, evitando lo sperpero di denaro pubblico e riportando la parità di bilancio, nonostante l’attuale periodo di ristrettezze economiche e l’eredità di una serie di debiti che abbiamo sanato. Perrone merita fiducia perché è stato lungimirante e ha guidato la città come un buon padre di famiglia; credo poi che sia il sottoscritto che il resto

dell’amministrazione meritino ancora il sostegno dei cittadini perché rappresentano una squadra giovane che ha dimostrato di dare alla città quel cambiamento che i leccesi hanno chiesto. La nostra è stata un’azione portata avanti con cuore, passione e impegno, senza i quali non avremmo né sopperito alle difficoltà economiche, né continuato a governare per cinque anni interi. Ciò però non presuppone di fare i conti con una diffusa sfiducia nei confronti delle istituzioni? Esattamente. Il nostro modo di fare politica è infatti in controtendenza rispetto a ciò che si è assistito a livello generale. È vero, oggi viviamo in un clima di antipolitica, soprattutto dopo le ultime vicissitudini nazionali, ma noi invece abbiamo solo ascoltato le richieste dei cittadini, come si fa in una famiglia appunto, e così vogliamo continuare a fare. Il nostro modo di agire si basa su atti concreti, non su chiacchiere. Solo così potremo ripristinare la fiducia della cittadinanza nei confronti della politica e soprattutto donarle almeno quel minimo di speranza di cui hanno diritto. Alessandro Chizzini

Spagnolo: “Tante occasioni mancate, ora occorre ridare a Lecce la sua anima” Ha le idee chiare la consigliera del Pd e pensa a “una Lecce sostenibile, con un'attenzione particolare ai bambini e dove le donne contino quanto gli uomini, a partire da Palazzo Carafa” La consigliera Angelamaria Spagnolo si prepara alle elezioni di maggio, facendo il punto su quello che si è fatto e quello che ancora rimane da fare. Quali sono stati i punti salienti della sua ultima consiliatura? Essendo stata membro della decima Commissione di controllo, ho assistito al fallimento di diversi progetti. Il bike sharing e la realizzazione di piste ciclabili sono iniziative che ho sostenuto con forza ed entusiasmo; ciò nonostante, con quest’amministrazione, tutto si è rivelato un fallimento. Pen-

so a quello che è accaduto con le marine: abbiamo lavorato duramente per risolvere il problema dell’erosione costiera a San Cataldo, per poi vedere che quelle stesse spiagge si concedevano a stabilimenti privati. Cosa fa chi non può permettersi di pagare per fare un bagno? Anche sul mercato multietnico mi sono battuta inutilmente, facendo commissioni itineranti. Ed è un peccato perché la struttura è rimasta una cattedrale nel deserto in balia dei vandali, quando poteva essere un’idea valida. Non dimentico la vicenda dell’ex Ca-

Caffè a tutto spiano Tentato furto della grande moka di rame nello stabilimento di Quarta Caffè. I sospetti degli investigatori si sono da subito concentrati su una frangia intraprendente di elettori leccesi del Pd, intenzionati a dare una scossa alla campagna elettorale a suon di espresso. Non c’è chi resista sveglio ai comizi dei candidati, soprattutto quando prende la parola… (zzz) Gigi Rizzo ci riprova. Dopo il travolgente successo delle primarie in cui fu ignorato dall’intero centrodestra leccese, il candidato nelle file dell’Udc cerca di mettersi in luce in questa difficile campagna elettorale. L’ultima trovata è stata quella di invitare Paolo Perrone a prendere un caffè per parlare dei lavori effettuati in città. “Caro Paolo -ha scritto Rizzo, ti prego di accettare il mio invito a bere un caffè, in compagnia di alcuni amici giornalisti, presso il bar Martinucci, al fine di darmi alcune spiegazioni e tranquillizzarmi su lavori effettuati in città. Sono certo che non avrai nessuna difficoltà ad accettare il mio invito e a darmi le spiegazioni che ti chiederò, per il semplice fatto che sei tu il capo della tua Amministrazione e sei consapevole di tutto ciò che può o non può essere fatto”. Sul retro della lettera in realtà si poteva leggere: “Caro Paolo, ti prego di venire al più presto presso il bar Martinucci perché ho dimenticato il portafogli a casa e i camerieri non intendono farmi andare via senza aver pagato il conto. Sono certo, che non avrai nessuna difficoltà ad accettare il mio invito. Prometto che salderò tutto, compresa la multa di sosta vietata che mi fecero il giorno delle primarie e che tu gentilmente hai provveduto a regolare. Con affetto, tuo Giggetto”. Anche Simone Dimaggio del Pdl ha deciso di puntare su una campagna alternativa, facendo stampare la propria faccia sulle bustine dello zucchero. Contemporanea impennata dei consumi di tisane e camomille rigorosamente amare. Comici e non E sempre Rizzo ha deciso di cambiare le regole della campagna elettorale: da lunedì prossimo si presenterà ai cittadini con il gruppo comico salentino Ciciri e Tria. “In un momento storico particolare, in cui la disaffezione alla politica ha raggiunto il livello più alto dalla nascita della Repubblica -ha spiegato Rizzo-, perché come dice la canzone Sono solo parole, ho ritenuto opportuno presentare la mia candidatura con un evento-spettacolo con il gruppo comico salentino Ciciri e Tria. Il loro umorismo sarcastico anche nei toni della politica mi sembra idoneo nell’invogliare le persone ad ascoltare anche le cose serie”. Accorsi a frotte, i cittadini si sono detti entusiasti, assicurando il voto al gruppo comico e il televoto a Rizzo che per le regioni esposte in precedenza avrà un posto assicurato a “Colorado Café”.

serma Massa, zona alla quale tengo particolarmente, visti i trascorsi come consigliera di circoscrizione proprio in quella fetta di città. È deprimente vedere che una delle aree più strategiche per Lecce è completamente bloccata. La mia battaglia di sempre è quella legata al randagismo, perché amo profondamente gli animali. Anche sotto quest’aspetto, l’amministrazione latita, nonostante la Regione abbia messo a disposizione un finanziamento apposito. Come vorrebbe Lecce in futuro?

Vorrei un centro storico che si riappropri della sua anima, con meno pub e più botteghe di artigianato. Si potrebbe avvicinare i giovani a questi mestieri che, col tempo, si stanno perdendo. Vorrei una maggiore considerazione per le periferie, dove oggi regnano le discariche a cielo aperto e i lavori pubblici si realizzano con estrema approssimazione. Vorrei una città attenta non solo dove sono accesi i riflettori. È necessario avvicinarsi ai problemi della gente cercando di non confondere più i diritti con i favori. Andrea Gabellone


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Attualità

Hashish e marijuana dall'Est, il Salento torna nelle rotte dei trafficanti Proprio come negli anni ‘90 le coste salentine accolgono le imbarcazioni cariche di droghe leggere che arrivano dall'altra parte del mare

Terra di frontiera, sospesa tra Oriente e Occidente, il Salento è da sempre luogo di transiti e di traffici. C’è stato un tempo, a cavallo tra gli anni ottanta e novanta, in cui erano gli scafi blu dei contrabbandieri a solcare il “mare di mezzo” con i loro carichi di merce: sigarette, armi e droga. Oggi, dieci anni dopo l’Operazione Primavera, che assestò un colpo letale al contrabbando, il mercato delle sostanze stupefacenti (al pari di quello dell’immigrazione clandestina) è tornato il grande affare delle organizzazioni criminali che trovano terreno fertile nei paesi al di là del canale d’Otranto e ramificazioni nel nostro territorio. Un mercato da milioni di euro che, attraverso Turchia e Albania, cerca nelle nostre coste l’approdo per il commercio nel resto d’Italia ed Europa. I dati ufficiali, raccolti dalla Direzione centrale per i servizi antidroga del Ministero dell’Interno, parlano di centinaia e centinaia di chilogrammi di cannabis (tra hashish e marijuana) intercettati e confiscati solo nel 2011 nella penisola salentina. Oltre 1.600, in

particolare, i chilogrammi di cannabis complessivamente requisiti in provincia di Lecce, trasformata in una sorta di Jamaica. Un duro colpo ai trafficanti con sequestri record che rappresentano oltre la metà di tutta la droga intercettata sul territorio naziona-

le. Basti pensare che la sola provincia di Lecce ha superato regioni storicamente preda dei trafficanti come la Calabria e la Lombardia. Quello delle forze dell’ordine è un lavoro sul campo capillare ed efficace, che trova nella Direzione Distrettuale An-

timafia di Lecce e nel numero uno della Procura del capoluogo salentino, il dottor Cataldo Motta, la mente investigativa e organizzativa impegnata in una lotta senza precedenti ai cartelli criminali cha attraversano il nostro territorio. Il procuratore Motta,

una vita trascorsa in prima linea nella lotta alla criminalità organizzata, in questi anni ha tessuto le reti delle più importanti operazioni contro i clan nostrani della Sacra Corona Unita e quelli provenienti dell’Albania, che hanno sempre visto nel traffico delle sostanze stupefacenti uno dei business più redditizi del malaffare. Proprio la cooperazione tra la magistratura salentina e quella del “Paese delle aquile”, ha portato a una vera rivoluzione copernicana sul fronte delle inchieste grazie all’introduzione della reciprocità degli atti di indagine. Eppure, i recenti sequestri e le inchieste della Dda, dimostrano come il Salento e la Puglia siano tornate prepotentemente nelle rotte dei trafficanti di droga, anche come punto di smistamento. Negli ultimi due anni i gommoni oceanici carichi di droga hanno ripreso a solcare il Canale d’Otranto con i loro carichi milionari. Basta meno di un’ora, infatti, per attraversare i 60 chilometri che separano l’Albania dalle nostre coste e scaricare i borsoni pieni di hashish e marijuana. L’ultimo

importante sequestro è avvenuto all’alba di domenica nei pressi del ponte del Ciolo, dove i carabinieri della Compagnia di Tricase, con gli uomini della Guardia di finanza della sezione operativa navale di Otranto, hanno scoperto oltre 550 chilogrammi di marijuana, scaricati da un gommone lungo 7 metri e dotato di un potente motore da oltre 200 cavalli. A marzo scorso era stata la guardia di finanza a intercettare, a 15 miglia dalla costa di Brindisi, un’imbarcazione con oltre 1.700 chili di marijuana a bordo, un carico che avrebbe fruttato circa 12 milioni di euro. A incastrare i corrieri, una banale avaria al motore. Si è trattato del secondo maxi sequestro di droga nel porto di Brindisi nel giro di pochissimo tempo. Il 16 febbraio scorso, infatti, furono scoperti oltre 1500 chilogrammi di sostanza stupefacente nascosti tra le dune del litorale a nord del capoluogo. Altri sequestri sono avvenuti lungo tutto il litorale salentino, sempre più nuova frontiera e approdo dei trafficanti. Andrea Morrone Informazione pubblicitaria

A Lecce è tempo di “Cibarti” Dal 28 aprile al 1° maggio presso Lecce Fiere in programma un salone dedicato alle produzioni gastronomiche e artigianali di eccellenza provenienti da tutta Italia Un viaggio nei territori italiani narrato attraverso la qualità dei sapori e il fascino dei manufatti. Tutto questo è “Cibarti Expo 2012”, Fiera nazionale dell’artigianato artistico e agroalimentare che sbarca a Lecce dal 28 aprile al 1° maggio. Camera di Com-

mercio di Lecce e Confartigianato Lecce, con il sostegno di Regione Puglia (Assessorato alle Risorse agroalimentari e Assessorato al Mediterraneo, Cultura e Turismo), Unione Europea – Fondo di Sviluppo regionale, Puglia Promozione, UnionCamere Puglia, Provincia e Comune di Lecce presentano per la prima volta nel Salento un salone dedicato alle produzioni artigianali di eccellenza in grado di raccontare l’Italia da Nord a Sud con uno sguardo più profondo, scrutando prelibatezze gastronomiche e pregiate opere artistiche artigianali che hanno reso celebri nel mondo le diverse regioni italiane. All’interno di un’area espositiva di seimila metri quadri, Cibarti offrirà una vetrina privilegiata ad aziende, artigiani e maestri d’arte di tutta l’Ita-

lia, con lo scopo di favorire partnership tra artigiani, consorzi e altre realtà associative, avvicinare i giovani alle potenzialità occupazionali del settore, nonché tutelare le professionalità dei maestri artigiani salvaguardando l’arte del “saper fare”, affinché i processi di produzione legati all’abilità manuale e alle tecniche tradizionali non vadano perduti. Ma l’appuntamento è anche l’occasione per far conoscere al grande pubblico le eccellenze artistiche e agroalimentari nazionali, che vanno dalla ceramica alla pietra leccese, dalle porcellane di Capodimonte all’arte della liuteria cremonese e alla seta di San Leucio, passando per i sapori: il torrone di Cremona, la mozzarella di bufala campana, la pasticceria siciliana, i salumi emiliani o la norcineria um-

bra. Oltre alle degustazioni gratuite, ci sarà la possibilità di acquisto diretto dei prodotti. Ogni giorno, dalle 10 alle 21, si potrà visitare la vasta esposizione di prodotti artigianali del settore artistico e agroalimentare da parte delle associazioni territoriali di Confartigianato, istituzioni, consorzi e aziende private provenienti da diverse regioni italiane (Puglia, Campania, Abruzzo, Lazio, Marche, Umbria, Toscana, Emilia, Piemonte e Lombardia). Dalle 12.30 alle 17, inoltre, si terranno cooking show tematici aperti a tutti: il primo è previsto sabato 28 alle 13 ed è a cura dell’Associazione Cuochi Salentini. A seguire, alle 15.30, si terrà l’XI convention di “Ciao Italia”, l’Associazione dei ristoranti italiani all’estero che tutela e promuove la cu-

cina italiana all’estero da oltre trent’anni. Sempre nella giornata di sabato sono in programma due convegni all’interno dell’Area congressi del Lecce Fiere: il primo, alle 11.30, sul tema “Il futuro dell’artigianato: salvaguardia degli antichi mestieri e opportunità occupazionali per i giovani” è rivolto agli studenti delle scuole superiori; il secondo, alle 17.30, verterà su “Eccellenze artigianali e turismo di qualità”. In contemporanea all’evento fieristico, il “Fuori Salone” toccherà in-

vece il cuore della città barocca con “Le vie dell’artigianato”, da percorrere visitando l’esposizione di opere artigianali e artistiche negli spazi del castello Carlo V e nell’Anfiteatro romano, e “Le vetrine dell’artigianato”, che saranno allestite con le produzioni più rappresentative dell’artigianato artistico salentino. La fiera, a cura di Big Bang, resterà aperta ogni giorno dalle 10 alle 21 con ingresso libero. Info su www.cibartiexpo.it.


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Attualità

Pari opportunità? Il progetto Libera ancora nel ciclone della politica Sì, ma che fine ha fatto il progetto Libera, il progetto di assistenza e integrazione sociale gestito dal Servizio Politiche Sociali e di Parità della Provincia? Dopo la bagarre, anche mediatica, di questa estate, dopo gli appelli, le denunce, le interrogazioni parlamentari, che ne è stato dell’attività del centro? E dell’esperienza, di anni, delle operatrici? È poi vero, come rassicurano dalla Provincia, che ha ‘solo’ cambiato sede, numeri di telefono, e buona parte delle operatrici, ma gode di ottima salute? Intanto cercando su Google il primo link è inattivo... Per capirne un po’ di più si dovrebbero confrontare i dati (cosa che indubbiamente faremo), certo é però che negli scorsi anni il progetto ha aiutato e accolto -anche in case protette- centinaia di donne e uomini, anche grazie alla rete transnazionale di cui Libera era parte integrante. Il servizio,

insomma, ha funzionato. E bene anche. Rimane allora da capire perché si sia sentita l’esigenza di mettere mano ad un servizio efficiente e smantellarne la struttura. Sono poi così peregrine le denunce di tutte quelle persone disposte a metterci la faccia pur di difenderne l’operato? In un recente passato l’assessora alle Pari opportunità e alle Politiche sociali della Provincia, Filomena D’Antini Solero (nella foto), ha accusato di strumentalizzazione politica tutti coloro avevano avuto da eccepire sulla, diciamo così, ‘ristrutturazione’ del progetto. Non sarà invece vero il contrario, ovvero che le brave operatrici del centro hanno pagato caro il prezzo di battaglie politiche non loro. O, peggio, il rischio non è che il prezzo lo abbiano pagato (e lo stiano pagando) le tante migranti vittime di violenza e sfruttamento?

Vien da chiedersi, ad esempio, se la collocazione del centro in viale Marche sia adeguata. Tralasciando gli aspetti pratici (costo della sede e decoro della stessa), una strada così trafficata, l’assenza di riservatezza e di seconde uscite sono caratteristiche possibili per un luogo di accoglienza di persone così ad alto rischio? La ‘promiscuità’ del luogo, adiacente allo sportello migranti, è una scelta oculata? Insomma, a chi si rivolgono le donne migranti vittime di violenza e sfruttamento? Un dato è certo: non al centro anti violenza “Renata Fonte” dove ancora, secondo il rapporto curato dall’Università, le utenti sono nella stragrande maggioranza dei casi italiane. A chi si rivolgono adesso, le donne immigrate, deboli tra le deboli? Melissa Perrone

Il nemico è di casa Violenza contro le donne: aumentano le denunce, ma ancora non funziona la rete di protezione sociale. Il rapporto del centro antiviolenza di Lecce Arrivate da lontano, anche dal sud Salento, alla presentazione del rapporto annuale sulla violenza del centro “Renata Fonte” c’erano più donneutenti che giornalisti, per ascoltare i dati dell’attività dello sportello antiviolenza. Per capire quante donne, quest’anno, hanno trovato il coraggio di chiedere aiuto e denunciare. Forse anche questo è parte della loro personalissima battaglia. Ci tengono a metterci la faccia, a raccontare la propria esperienza. Non c’è la timidezza che ti aspetteresti, ma invece l’orgoglio di chi ce l’ha fatta. Di chi, no-

nostante le enormi difficoltà, ha avuto il coraggio di denunciare e venirne fuori. Il coraggio di chi ha conquistato (o riconquistato) la propria libertà e adesso è consapevole del suo grande valore. Il nemico è dentro casa e spesso ha il volto del proprio marito, il proprio compagno, il proprio padre. Delle 720 donne che si sono rivolte al centro in questo anno di attività, un impressionante 95% dichiara di aver subito violenza dentro le mura domestiche. La casa, il luogo della protezione e della sicurezza per eccellenza, di-

Sara Invitto e Maria Luisa Toto

venta così invece l’infido ed oscuro pericolo da cui fuggire. Tra i 20 e i 50 anni, classe media, nella maggior parte dei casi arrivata al centro di via Santa Maria del Paradiso grazie al nu-

mero verde nazionale 1522, è questa la fotografia dell’utente tipo del centro antiviolenza. Ma non vuol dire che il fenomeno sia più diffuso tra questa categoria di persone. Le donne socialmente più deboli, come le migranti o appartenenti a classi disagiate, ancora denunciano poco. Il mostro, purtroppo, sono costrette dalle contingenze a tenerselo accanto. Il rapporto, curato da Sara Invitto, docente di psicologia dell’università del Salento, disegna uno scenario a tinte fosche. Troppe, ancora, le violenze sulle donne. E troppo poche le donne che trovano il coraggio di intraprendere il tortuoso cammino della denuncia. Il difficile, infatti, comincia dopo. Quando ci si ritrova sole. Spesso senza sostegno economico, senza una casa, col timore delle ritorsioni, private anche del sostegno affettivo dei parenti, troppo di fre-

quente dalla parte del più forte. Non sono solo gli aspetti culturali, il senso di colpa, la vergogna e la paura ad essere dunque ostacoli per l’emersione del fenomeno, perché un ruolo determinante finiscono per averlo anche gli aspetti logistici. È per questo, difatti, che diventa fondamentale la rete sociale e assistenziale delle istituzioni. Case rifugio ad indirizzo segreto, sostegno economico, legale e psicologico sono gli elementi da cui non si può prescindere. E da cui le istituzioni non possono sfuggire. Anche perché qualunque violenza perpetrata contro qualunque donna è al tempo una violenza contro il comune progetto di società civile. Per questo tutte e tutti siamo chiamati a vigilare e ad intervenire. Non chiudendo occhi e orecchie quando, dalla casa del vicino, provengono strane urla. Tra moglie e marito, a volte, è bene metterci il dito. (m.p.)


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Attulità

Design a Sud L’ultima tappa è stata il Salone del Mobile di Milano. Ma per i designer salentini ogni giorno è una sfida per dimostrare che la periferia può diventare centralissima

Appena conclusa l’edizione numero 51, il Salone del Mobile di Milano socchiude le porte ed in attesa del nuovo giro di boa 2013 resta con l’appetito solleticato dal sapore del design made in Salento. Popolo di creativi sui generis i leccesi, di città e provincia, hanno conquistano la vetrina per antonomasia, uno sfoggio lungo sei giorni, dal 17 al 22 aprile, servito ad ammaliare il parterre internazionale di addetti ai lavori ed avventori chic, un’occasione colta anche per far bella mostra del talento dell‘Arneo. Tra i designer di casa nostra Kubico, che ha esposto quattro nuovi prodotti caratterizzati da una attenta ricerca nel campo della progettazione “emozionale“ ovvero una china che coniuga i canoni architettonici ad archetipi monumentali della terra in cui prendono vita e da cui sono ispirati. “Cinqueluci” la lampada proposta da Andrea Surdo, definita dall’autore come “un oggetto arcaico e modernissimo insieme“, è uno strumento luminescente caratterizzato da 5 lampade da 100 w e capace di differenti modalità di accensione, dalla trasparenza alla luce intensa, quasi violenta; a prima vista ricorda i menhir, ma il rimando ai fari di Terra d’Otranto è altrettanto seducente. Antonio Surdo ha presentato “Ficodindia” un elemento divisore, attaccapanni, decorazione ambientale.“Mirrors” di Piero Surdo si è fatto notare, invece, come sberleffo del narcisismo. Ultima proposta della ditta leccese “Come quando fiori piove” di Lorenzo Gemma, lampada ottenuta traforando una lastra di

Orto in condotta e tutti promossi!

corian, una vera e propria dedica poetica ai ricami e alle luminarie salentine. La lista dei creativi di questa fetta di mezzogiorno in mostra al Salone del Mobile ha visto la presenza della ditta Pimar, azienda leader nell’estrazione e nella lavorazione della pietra leccese, che ha creato un’esclusiva linea “Pimar Design“ con la quale ha conquistato il pubblico di Milano 2012. E sempre nel nome di un legame atavico, quello con la terra, la natura mediterranea ha fatto da apripista a Sikalindi, l’azienda avveniristica che commercializza, con successo, la fibra di fico d’india. Una serie di azzardi futuribili dal gusto arcaico, un apparente ossimoro tra ere in divenire, una produzione capace, alla fine, di coniugare gli antipodi. Forte il genio salentino, a volte nascosto tra i vicoli della città vecchia altre in lotta per guadagnare un posto al sole; forte come il “Capomastro” dell’intero ambaradan, e già perché lo stesso Salone del Mobile 2012 ha

avuto tra i capoccia quello che si definirebbe un leccese eccellente: Fabio Novembre. Guru degli architetti di tendenza, inventore eclettico, sperimentatore accanito è stato il responsabile della quinta edizione del Triennale Design Museum. L‘architetto che ha scelto di munire i visitatori di un filo di Arianna cromatico, declinato dall’infrarosso all’ultravioletto, è stato, egli stesso, guida nel labirinto della grafica italiana ed ha cercato di rendere tridimensionale ciò che è, invece, normalmente pensato piano e per riuscire in cotanta impresa Novembre ha scelto anche la mise più idonea indossando l’intera iride; un vestito/travestimento/divisa creato da un’altro leccese eccellente, Ennio Capasa, che letteralmente sembrava aver intinto l’architetto nell’arcobaleno. Insomma, il Salone, come tutti gli anni, travolge e sconvolge ma restando, almeno quest’anno, orientato decisamente a Sud. Chiara Murri dello Diago

Nessun errore orto-grafico, i piccoli studenti imparano infatti a coltivare i campi e l'amore per la genuinità, grazie al progetto realizzato dall’Istituto “Stomeo Zimbalo”, in collaborazione con il Comune di Lecce e Slow Food Italia. Orto in Condotta rappresenta uno strumento didattico per conoscere il territorio, i suoi prodotti e le sue ricette, attraverso percorsi formativi dedicati all'intero nucleo familiare ma anche all'intero gruppo scuola, dagli insegnanti, alle attività di educazione alimentare per gli alunni e i seminari per genitori e nonni ortolani. Il tutto curato dai docenti esperti di Slow Food. L'obiettivo dichiarato è sostituire la biodiversità all’omologazione del gusto. Il piccolo orto ha già accolto una piantina, quella portata simbolicamente dal sindaco di Lecce, Paolo Perrone, che all'inaugurazione dell'orto ha dichiarato: “Sulle questioni ambientali i ragazzi hanno un’attenzione e una sensibilità che noi non avevamo, questo ci insegna ad avere fiducia nel futuro”. Fabiana Pacella


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Cultura & Spettacolo

a cura di Lori Albanese

Il jazz, un modello di sviluppo e dialogo interculturale Lunedì 30 aprile si celebra la prima Giornata Internazionale del Jazz proclamata dall’Unesco. Eventi in tutto il mondo, anche a Lecce È stato proclamato lo scorso novembre, durante la conferenza generale dell’Unesco, l’International Jazz Day, una giornata di discussione e di festa che ricorrerà annualmente il 30 aprile e che riunirà comunità, artisti, istituzioni culturali di tutto il mondo in una grande celebrazione collettiva. Musica di emancipazione e protesta, antirazzista,

motore di libertà, cambiamento sociale, innovazione e dialogo tra culture diverse, il jazz diventa protagonista -come già il teatro, la poesia, la danza- di una giornata promossa dell’istituzione intergovernativa che fa capo all’Onu. La comunità artistica internazionale metterà in atto una serie di eventi musicali, dibattiti e riflessioni attorno al jazz e al decisivo contributo di questa musica nella realizzazione di società più inclusive. Presidente dell’edizione 2012 è l’ambasciatore Unesco Herbie Hancock, pianista e mostro sacro del jazz mondiale che venerdì 27 terrà un concerto a Parigi in apertura delle attività e che ha dichiarato tutta la sua fiducia nelle capacità diplomatiche del jazz: “Come dimostra la sua storia, il jazz ha avuto un ruolo importante nell’avvicinare popoli differenti e diverse nazioni e

culture. Spero che questa giornata sprigioni la gioia della creazione propria di questa musica”. Alla giornata internazionale del jazz hanno aderito venti paesi membri dell’Unesco, dagli Stati Uniti alle Filippine, e anche in Italia saranno molte le attività che rientrano nelle celebrazioni del 30 aprile: dal concerto di Danilo Rea, Enzo Pietropaoli e Jeff Ballard all’Auditorium Parco della Musica di Roma, alla puntata speciale di Sostiene Bollani in onda su RaiTre in seconda serata. Anche Lecce avrà il suo evento, organizzato dal Comune con Liberrima e Locomotive Jazz Festival. Momento clou della giornata, al Teatro Romano di via della Cartapesta (alle 21), sarà il concerto del quintetto Puglia Jazz Factory (Casarano, Bardoscia, Accardi, Signorile, Partipilo) al quale si affiancherà la

cantante Maria Pia De Vito; i brani inediti della formazione pugliese cederanno il passo a una piccola esibizione in solo voce/elettronica- della cantante napoletana, e poi all’esecuzione in sestetto di alcuni pezzi che fanno parte degli ultimi due album della cantante. Luogo degli incontri mattutini e pomeridiani sarà invece il caffè “All’ombra del Barocco” della Libreria Liberrima. Il primo appuntamento è alle ore 11 con un incontro/aperitivo

sullo stato del jazz in Italia, con focus sul jazz pugliese; a prendere parte alla discussione saranno Raffaele Casarano, nella doppia veste di musicista e direttore artistico del Locomotive Jazz Festival di Sogliano Cavour; il produttore dell’etichetta Auand, Marco Valente; Gian Maria Greco, direttore artistico del festival Soundmakers di Copertino, e Maria Pia De Vito. Nel pomeriggio, il caffè di Liberrima ospiterà l’incontro con Nicola Gaeta, autore del libro ed-

ito da Caratteri Mobili Una preghiera tra due bicchieri di gin, al quale prenderanno parte anche il giornalista e critico musicale Ugo Sbisà; Gianpaolo Chiriacò, editor per Stampa Alternativa e ricercatore; Roberto Ottaviano, sassofonista e direttore artistico di Bari in Jazz. In contemporanea al concerto delle 21, e fino a tarda notte, al Vite di Nardò jam session con le Jam del Birdland. Info: 0832.242626; www.eventi.liberrima.it.

Epoque, la provincia italiana raccontata dai Muffx Sabato 28 alle Officine Cantelmo la prima presentazione pugliese di Epoque, terzo disco della band salentina A due anni di distanza dall’ultimo lavoro Small Obsession, la band salentina ormai affermata nella scena alternative rock nazionale, si fa notare con un altro disco appena uscito che sarà presentato alle Officine Cantelmo di Viale De Pietro sabato 28. Trainato dal singolo La processione, con il videoclip realizzato da Hermes Mangialardo, il nuovo album Epoque ritrae con suoni vintage, stoner rock e ritmi

dispari le immagini di una provincia fatta di personaggi distorti che abitano un quotidiano spesso grottesco, ma sempre molto reale. A raccontarlo è Luigi Bruno (nella foto), frontman del gruppo e fondatore dell’etichetta indie Ill Sun Records, che ha prodotto l’album. Terzo disco e svolta linguistica: dopo due fortunati capitoli cantati in inglese, i testi di Epoque parlano italiano. Che cosa vi ha spinto ad affrontare le canzoni nella vostra lingua? In primo luogo abbiamo voluto soddisfare una nostra curiosità, perché non ci eravamo mai misurati con testi in italiano e ci incuriosiva capire come avrebbero suonato. In passato, scrivendo prima l’armonia e poi la melodia dei brani, la lingua passava quasi in secondo piano; poi, ragionando sul suono, e coinvolgendo il nostro

amico scrittore Stefano Zuccalà, che ha firmato i testi insieme a me, abbiamo sentito che il risultato era convincente, anche perché attraverso la nostra lingua il senso del disco veniva fuori più chiaro e immediato. C’è dunque una relazione tra la decisione di cantare in italiano e gli argomenti che affrontate nell’album? Sì, l’utilizzo dell’italiano ci ha permesso di essere meno evocativi, più concreti, di esprimere con più forza il nostro punto di vista sulla situazione che viviamo attualmente. Lo stesso titolo, Epoque, si riferisce evidentemente alla visione che il gruppo ha del momento storico, sociale e culturale che caratterizza il nostro paese. Per la prima volta la vostra vocazione rock incontra le musiche del mondo. Quali influenze avete sintetizzato in questo disco, e da dove nascono questi incroci musicali? Nascono dal nostro background, dai nostri ascolti personali e dal fatto di essere vissuti in una terra di contaminazioni. Nei nuovi brani abbiamo cercato di legare la nostra tradizionale attitudine per lo stoner rock con i

suoni balcanici, il blues, il progressive, la musica da banda. C’è poi una maggiore perfezione e ricercatezza del suono perché siamo riusciti a mettere a punto il nostro stile e renderlo molto più preciso, ed è stato importante il contributo del Sudeststudio di Stefano Manca, dove abbiamo registrato anche i dischi precedenti. Questo è il primo disco prodotto dalla Ill Sun Records, una nuova etichetta indipendente della quale sei il fondatore. Che vantaggi ha portato al vostro lavoro, il fatto di essere slegati da qualsiasi influenza esterna? Per quello che ci riguarda come gruppo, ovviamente moltissimi. Le etichette con cui abbiamo lavorato in passato ci hanno dato molto, ma c’erano anche diverse costrizioni, dal punto di vista dei tempi, dell’organizzazione dei tour, della promozione. Essere i produttori di noi stessi ci libera da tutte le ingerenze esterne, ci permette di decidere autonomamente, e di avere dei tempi molto più flessibili. Tra l’altro per questo disco ci siamo affiancati alla Lobello Records di Tobia Lamare, un’altra etichetta indipendente salentina, che ci permet-

te di concretizzare un aspetto molto importante del nostro lavoro: quello di riuscire a fare rete, collaborando attivamente con altre realtà del territorio che sentiamo affini. Per quanto riguarda invece la nostra attività di produttori, siamo orientati verso poche band, una piccola produzione di qualità che però vogliamo seguire nel modo migliore possibile. Uno dei prossimi progetti dei Muffx ruota attorno alla rivisitazione in chiave rock di marce sinfoniche bandistiche. Di che si tratta? È un progetto che ho in testa da un po’ e che credo realizzeremo presto, col supporto della 11/8 Records e Cesare Dell’Anna. Si tratta di un lavoro completamente originale sulle marce e sulla musica da banda, che è stata rivisitata in molti modi, ma mai con un arrangiamento rock.


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Cultura & Spettacolo

Un libro tutto per me Una giovane di provincia in fuga da sé e dal Sud, tra saghe familiari, piccole rivoluzioni ed eroi del nostro tempo. Esce il 1 maggio il primo romanzo di Simona Cleopazzo Ti guarda e lo capisci: per ogni parola detta ce ne sono almeno 50 che non ti dirà mai. Simona Cleopazzo (nella foto) è semplice solo nella sua testa. Imbozzolata nei vestiti dalle mille lunghezze, in un costante gioco di nascondimenti, non riesce però a celare ciò che di lei più parla: i suoi occhi al tempo penetranti e sfuggenti. Sor-

prende, quasi, che abbia voluto regalarsi con un libro. Forse, per uno strano meccanismo, per ritrovarsi, per raccogliere i suoi pezzi, ha dovuto finalmente concedersi. Quando la incontro per chiederle del suo romanzo è chiaro che il ‘vestito’ di scrittrice le sta ancora un po’ largo. Prevale il pudore tipico di chi è nuovo del

mestiere. Poi però, quando inizia a raccontare, dimentica tutto. Diventa Silvia, la protagonista del suo romanzo, e tutto diventa più facile. Si può saltare tutta la fase delle domande di rito: quanto c’è di te in questo romanzo, Silvia sei tu, ecc... Simona ti precede e va dritta al punto: “Raccontiamo necessariamente a partire dalla no-

stra esperienza. Silvia, come me, è una ragazza di provincia che va a vivere in una città del Nord, Bologna in questo caso, per poi tornare nel Salento. È una storia di vita attraversata da altre vite ancora. Tutte importanti, tutte pregnanti. Alla fine tutte le storie si assomigliano”. Eppure il sentore è che davvero ci sia dell’altro. Sarà perché, prima della Simona Cleopazzo scrittrice, la conoscevamo come ex presidentessa della Lila, la lega nazionale lotta all’Aids, come operatrice culturale, come operatrice sociale. È l’inquietudine che le si legge addosso a fare quasi da garanzia di un’assenza di banalità. Confessa, Simona, cosa ci nascondi.... Ride, lei. Non me la dà a bere e lo sa. Allora lo deve fare. Deve raccontare fino in fondo di questa Silvia e di cosa c’entri la dote della sposa. Di Bologna, del nonno Biagio e di mamma Ma. Di zia Tamara (“fatta di pasta di mandorla”), di Beppe (“l’incontro più importante della mia vita”) e di Michele (“un giornalista che ti guardava negli occhi perché davvero voleva capire qualcosa di te”). A quel punto i giochi sono fatti. Le parole fluiscono dalla bocca di chi le ha create come farfalle impazzite. Cominciano a svolazzare intorno a noi. Prendono vita, quasi, e assumono i contorni dei personaggi che raccontano. Allora sembra di vederla questa Silvia alle prese con i suoi amici su un terrazzino di Bologna, obbligata a sorridere e a divertirsi ma già a disagio con un tempo che è presente per gli altri ma già passato nella sua te-

sta. Così come prende forma questa zia Tamara, giovane amica e coinquilina, un po’ compagna di avventure e un po’ mamma. E poi Silvia di nuovo nella sua Lecce, a perdersi tra i vicoli delle giravolte, con il naso in su a riscoprire se stessa e i ghirigori del barocco. Ma allora dillo, Simona, che il tuo romanzo è in due tempi... “In effetti è così -ammette-. La prima parte, quella della vita bolognese, rappresenta il passato della protagonista; mentre Lecce, il luogo del ritorno, per un gioco di tempi traslati diventa il futuro”. Il titolo Tre noci moscate nella dote della sposa (Lupo Editore) è indubbiamente un titolo accattivante. Sa di Sud e di Oriente. Un po’ come lei, insomma... Allora diventa seria e spiega, ritrovando la compostezza che la caratterizza: “È il tema della dote della sposa che mi ha fatto riflettere. È un concetto che mi ripugna. Ovviamente non sul piano pratico ma nei suoi aspetti simbolici. La dote nasce come dono che la famiglia della donna offre al maschio. Allo stesso modo, partendo dallo stesso presupposto, in alcune culture africane vengono praticate le mutilazioni genitali femminili a garanzia di una presunta purezza. In un caso e nell’altro sono le donne, le madri, ad occuparsene”. Ma perché, allora, le tre noci moscate? “Questo dovrai scoprirlo da sola!”. Eccolo, allora, il primo timido tentativo di marketing. Non vuole scoprire le carte la nostra giovane autrice. Allora diciamolo che esce nelle librerie il 1° maggio. “Ah

Nasce J.a.s.s. - Le caveau, l’associazione che riunisce 60 jazzisti salentini Presentata la prima edizione del Lecce Jazz Festival, in programma a fine maggio L’unione fa la forza, e una rete dalle maglie fitte e tenaci è certamente in grado di spendere meglio le proprie risorse, ottimizzare gli sforzi, offrire una serie più ampia e coordinata di possibilità. È la rete creata da 60 jazzisti salentini che lo scorso gennaio hanno riportato in vita l’associazione leccese Le Caveau, attiva negli anni ‘90, e hanno creato J.a.s.s. Jazzisti salentini associati Le Caveau, il cui direttivo è formato da Ennio Brunetta, il pianista Mauro Tre, il chitarrista Andrea Favatano. Principale obiettivo dell’associazione, già operante in questo senso e ora rivitalizzata dall’apporto di nuovi e numerosi associati, è quello di diffondere e promuovere la musica jazz attraverso nuove possibilità di formazione e una migliore gestione degli eventi live. Moltissimi i musicisti coinvolti, dal sassofonista Emanuele Coluccia al chitarrista Giancarlo Del Vitto, dai batteristi Dario Congedo e Francesco Pen-

netta alla pianista e cantante Carolina Bubbico. L’associazione si propone la creazione di un circuito di locali in cui la programmazione dei concerti possa avvenire con un maggiore coordinamento, contenendo i costi ed evitando le sovrapposizioni in certi periodi e l’eccessiva sporadicità in altri; ma vuole anche agire come luogo di seminari e incontri, di promozione delle attività degli associati, e come attivatore di collaborazioni con altri enti, manifestazioni e associazioni nazionali. Singolare la scelta dell’associazione di

legare la propria immagine non già a un’agenzia di comunicazione e grafica, ma ad artisti di volta in volta diversi che possano caratterizzare con il proprio tratto tutta la campagna di comunicazione. Quest’anno la scelta è caduta su Gianluca Costantini (autore del logo), originario di Martina Franca e attivo su Lecce, dove ha collaborato con l’Accademia di Belle Arti. Il primo progetto presentato da J.a.s.s. è il Lecce Jazz Festival, realizzato con il patrocinio del Comune e la partecipazione dei locali - per ora otto in totale - che hanno aderito al circuito. Il festival è in programma dal 26 al 28 maggio e si svolgerà secondo un calendario che prevede una prima serata nei club, con otto concerti in contemporanea tra Coffee and Cigarettes (via Paladini), OffSide (via Maremonti), Black Betty (viale dell’Università), Corte dei Pandolfi (piazzetta Orsini), Le Volte (L. De Simone), Life Café (via Lamarmora),

Corto Maltese (via Giusti), Tennent’s Grill (via Taranto); e due serate con tre set ciascuna al Teatro Paisiello. Il festival sarà l’occasione di incontri inediti tra i musicisti attivi nel territorio e special guests come il trombettista Marco Tamburini (nella foto), il sassofonista Max Ionata, il chitarrista Alberto Parmegiani, il pianista Greg Burk. In chiusura dell’ultima serata, gran concerto finale della Jazzisti Associati Orchestra su musiche di Sun Ra, in collaborazione con il Conservatorio Tito Schipa. Info: 328.9609886.

già, sì. La data l’ha scelta l’editore, Lupo”. Intanto il suo telefono squilla di continuo. È la figlia maggiore che rientra dalla gita e lei non può non rispondere. Simona è mamma, non si può dimenticarlo. L’intervista si spezza ancora e ancora. Ogni tanto si fatica a riprendere il filo, ma non importa. “Il libro l’ho scritto mentre ero incinta della mia piccola Caterina. Ma non avevo una stanza tutta per me...”. Cita Virginia Woolf, poi la Merini. Il suo è chiaramente un romanzo al femminile. “Scrivere è stata un’esigenza. Ho raccolto tutti i pensieri che avevo disseminato per i mille quadernetti e gli ho messi in ordine”. Strano, di solito quando si è incinta si ha l’esigenza di fare il nido, lei a Caterina ha preparato un nido di libri...bel modo di venire al mondo! Lei sorride: “È stato il mio regalo alle mie due figlie, Caterina e Micol: ritrovarmi”. Melissa Perrone


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Sport

a cura di Francesco Covella

CALCIO

Il Lecce è pronto al sorpasso decisivo

LE PAGELLE di Lecce-Napoli

Oddo lotta Muriel non si vede

Una vittoria sul Parma garantirebbe l’aggancio al quart’ultimo posto in solitario se il Genoa non vincesse a Bologna

Quella di mercoledì sarà una giornata da ricordare per la definitiva riappacificazione tra la squadra e pubblico. Poco meno di 20mila anime hanno colorato il “Via del Mare”, sostenendo i ragazzi come non mai. La sconfitta brucia, perché una vittoria avrebbe consentito di agganciare il quart’ultimo posto in solitario, ed un pareggio di appaiare il Genoa. In verità, una sconfitta era facile da prevedere. La rimonta del Lecce è stata entusiasmante, ma non si può pretendere di non perdere mai, soprattutto contro un Napoli assatanato di punti e consapevole della sconfitta della Lazio a Novara. I partenopei sono passati in vantaggio dopo soli cinque minuti con un bellissimo gol di Hamsik. Nell’occasione la difesa non è stata irreprensibile, ma bisogna ammettere che quella dello slovacco è stata una vera e propria prodezza che ha lasciato di stucco il povero Benassi. Il copione è stato sempre lo stesso, col Napoli padrone del gioco ed il Lecce irriconoscibile. Il centrocampo ha subito la maggior classe di Inler e compagnia, ed il solo Blasi non è bastato ad arginare lo strapotere azzurro. Ed il gol di Cavani ha spento sul nascere ogni velleità di pareggio. Sono

da segnalare, inoltre, le prove assolutamente insufficienti di Cuadrado e Giacomazzi, per non parlare di Muriel e Di Michele. Bene, invece, Oddo e Blasi. Col primo autore di ottime chiusure ed il secondo di continui recuperi nella zona mediana. Giornata negativa, allora? Assolutamente no! Nonostante la sconfitta, il Lecce ha dimezzato il distacco dal Genoa, portandosi ad un punto dal quart’ultimo posto, e questo non è poco. Per quanto concerne le altre rivali, il Parma, il Siena, l’Atalanta ed il Bologna, sono vir-

tualmente salve, così come il Chievo. Mentre, dalla Fiorentina in giù, è tutto aperto. Oltre al Genoa, il Palermo ed il Cagliari paiono in netta crisi. Una crisi pericolosa per squadre disabituate alla lotta per la salvezza. Domenica il Lecce ospiterà il Parma. Una gara più semplice di quanto si pensi. Sì, perché gli emiliani hanno ormai poco da chiedere al campionato. La salvezza è raggiunta, e le maggiori motivazioni dei giallorossi potrebbero marcare la differenza. Detto questo, è chiaro che le gare vadano vinte sul campo e non a parole.

Parma - Lecce 2011 (foto TmNews Infophoto)

Parma - Lecce 2011 (foto TmNews Infophoto)

E questo Cosmi lo sa bene. Il tecnico umbro è quanto di meglio ci possa essere per preparare questo genere di partite. Le altre rivali? Il Genoa è atteso dal Bologna, il Palermo ospiterà il Catania in un derby che si preannuncia infuocato, la Fiorentina sfiderà il l’Atalanta all’ “Atleti Azzurri d’Italia”. Queste sfide potrebbero regalare sorprese positive ai salentini, mentre il Cagliari non dovrebbe faticare ad avere la meglio sul Chievo. Insomma, un turno che potrebbe vedere il sorpasso sul Genoa, anche perché i liguri sono vittime di una crisi d’identità, hanno perso l’appoggio del pubblico, e lo spogliatoio è diviso in tanti piccoli gruppetti pronti a guerreggiare tra loro. Battere il Parma è un obbligo. Se si vuole raggiungere la salvezza, non si può prescindere da un successo sugli uomini di Donadoni. L’impresa è possibile, mai come ora. Lo stadio promette di essere nuovamente pieno, con la speranza che il risultato soddisfi le attese di un ambiente unito come non mai.

È l’ora di Bertolacci? La gara col Parma è la più importante tra quelle fin qui disputate. Battere gli emiliani per agguantare il quart’ultimo posto per non mollarlo più. Questo il progetto di mister Cosmi, questo il sogno dei tifosi. La squadra di Donadoni sa essere camaleontica e non pratica un sistema di gioco standard. Al contrario del Lecce, dove il 3-5-2 regna sovrano. Le assenze di Cuadrado e Brivio sono pesanti, ma si spera che i loro sostituti non li facciano rimpiangere, posto che non si può giocare al di sopra delle proprie possibilità. La formazione dovrebbe vedere il seguente undici: Benassi tra i pali; Oddo, Esposito e Tomovic in difesa; Blasi, Bertolacci, Giacomazzi, Delvecchio e Di Matteo in mediana, Muriel e Di Michele in attacco, con Bojinov pronto ad ogni evenienza.

BENASSI 5,5 Un paio di buoni interventi, ma l’uscita a metà sul gol di Cavani pesa sul giudizio. Insicuro. ODDO 6,5 Il pubblico lo becca spesso per alcuni errori in appoggio. Ma Massimo dà tutto, e in fase difensiva non demerita affatto. Irriducibile. ESPOSITO 5,5 Un paio di buoni anticipi, qualche colpo di testa, ma tanta, troppa confusione. Sperduto. TOMOVIC 5,5 Potrebbe dare molto di più. Spesso anticipato, troppe volte costretto al fallo. Insomma, una prestazione da dimenticare. Sbiadito. CUADRADO 5 Il peggiore in campo. Spiace constatarlo, viste le sue enormi qualità. Maggio lo fa impazzire. Demotivato. GIACOMAZZI 5 L’ennesima grigia apparizione di questo scorcio di campionato. Il capitano è semplicemente stanco ed ha bisogno di riposo. Cosmi, ci sei? Sfinito. BLASI 7 L’ultimo ad arrendersi. Avessero giocato tutti con la stessa grinta, il risultato sarebbe stato diverso. Impavido. DELVECCHIO 5,5 Per lottare lotta. Ma è spesso impreciso, troppo spesso. Sbadato. BRIVIO 5,5 Per lui solo uno spezzone di gara, da dimenticare. Balbettante. DI MICHELE 5,5 Ottimo l’assist per Muriel. Ma la sua partita finisce lì. Arrendevole. MURIEL 5 Divora l’unica occasione capitatagli. Per il resto non si vede mai. Evanescente. DI MATTEO 5,5 Anche lui soffre Maggio oltremodo. Affannato. CORVIA 5 Chi l’ha visto? Trasparente. COSMI 5,5 Sbaglia la formazione iniziale. A centrocampo serve più qualità. Rivedibile.

Si aggrava la posizione di Starace? Secondo Masiello e Carella, il professionista leccese avrebbe versato la prima tranche di denaro utile alla combine A quanto pare gli inquirenti della Procura di Bari sono sempre più convinti che il derby col dello scorso campionato sia stato “aggiustato”. In generale si sta entrando nella fase decisiva dell’ennesimo scandalo del calcio italiano,

unico caso al mondo. Se il teorema che vede Carlo Quarta (nella foto a sinistra) e Andrea Starace (nella foto al centro) come tramiti tra la “combriccola barese” e l’Us Lecce nella persona dell’allora presidente Pierandrea

Semeraro (nella foto a destra) venisse accertato, per il Lecce si delineerebbero scenari sconfortanti, con probabile retrocessione, ed un’eventuale penalizzazione da scontare nel prossimo torneo. Sempre secondo il teorema,

Starace avrebbe versato di persona la prima tranche di 50mila euro dei 230mila complessivi. A questo punto, non si capisce chi, tra Quarta e Starace, rischi di più dal punto di vista legale se il tutto venisse provato. Detto che i so-

spettati continuano a professarsi estranei ai fatti, in Procura si è sempre più convinti della loro colpevolezza. Se sussista il cosiddetto “asso nella manica” non è dato saperlo, certo è che gli inquirenti reputano vere le deposizioni di

Masiello e compagnia, ed il fatto che questi ultimi “godano” degli arresti domiciliari ne è la testimonianza. Intanto, aumenta la preoccupazione nei tifosi giallorossi, i quali resterebbero a dir poco sbigottiti se la combine venisse provata.


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Sport

A Ludovica Riccardo e Francesca Lanciano il premio “Puglia Star 2012” Dal Coni Puglia un prezioso riconoscimento per le due atlete salentine, per sensibilizzare alla pratica sportiva il maggior numero di giovani Sono state premiate lo scorso 18 aprile a Bari le stelle dello sport regionale, i talenti sportivi che hanno eccelso sia a livello nazionale che internazionale. Il premio, giunto alla sua nona edizione, è stato istituito dal Coni Puglia in collaborazione con la Direzione Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia e la Banca Popolare di Puglia e Basilicata, con l’intento di sensibilizzare alla pratica sportiva il maggior numero di giovani pugliesi. E tra le stelle al merito regionali quest’anno brilla anche la

leccese Ludovica Riccardo (nella foto), campionessa italiana di pattinaggio artistico, atleta di livello internazionale. L’atleta leccese ha ricevuto, inoltre, una borsa di studio che servirà a finanziare le spese per la sua formazione. Prossimo impegno sportivo il campionato nazionale a Mantova a fine giugno. A ricevere il premio anche la giovane atleta di Specchia, Francesca Lanciano, oro nel salto triplo ai campionati italiani di atletica. Nell’occasione è stata presentata anche

la nuova Guida allo Sport in Puglia, consultabile sia in cartaceo che online sul sito del Coni Puglia, un utile mappa dello sport dedicata a tutti gli atleti ed appassionati sportivi pugliesi. Testimonial d’eccezione dell’evento sono stati i cestisti della “Liomatic Group Cus Bari”, militanti nella divisione nazionale A, la squadra di pallanuoto maschile di serie A2 “Payton Bari”, e gli schermidori del “Circolo Canottieri Barion”, campioni italiani assoluti a squadre, nella categoria Spada C1.

Anche Lecce ha il suo skatepark In una giornata festosa i diversi atleti convenuti hanno entusiasmato il pubblico presente Anche Lecce ha il suo skatepark, creato in via Medaglie d’oro, nei pressi della Manifattura Tabacchi. Nella mattinata di domenica, dopo il taglio del nastro da parte del primo cittadino, si sono susseguite delle dimostrazioni di skate, performance sui rollerblade e di Bmx. Spazio anche per alcune esibizioni di breakdance e musica per tutta la giornata con il sound dei gruppi salentini emergenti sul territorio nazionale, tra cui Killa, Kick Side, Flavio Outta,

Ghetto Eden. Si sono esibiti anche artisti writers, che armati di spray e creatività, hanno colorato da par loro il muro esterno del parco, cancellando oltre venti metri di grigio cemento. Il tutto ha allietato i diversi presenti, soprattutto coloro che aspettavano quest’opera da tempo immemore. Lo skatepark leccese è stato costruito dall’azienda torinese “Mooveramps”, specializzata nella costruzione di strutture simili in tutta Italia. Oltre 650 metri quadri di area piana con spettacolari mini rampe, il tutto posato su una piattaforma di cemento al quarzo e pannellato in skatelite, il nuovo materiale creato ad hoc per questo sport. Ottima anche l’illuminazione, in previ-

sione delle calde sere d’estate, da passare all’aperto, magari in modo alternativo. Per il momento il parco sarà aperto ogni giorno dalle 9 alle 20, con accesso gratuito per tutti. Anche se non è una regola, ai fruitori si consigliano vivamente caschetto e protezioni standard. Tra i promotori del progetto, oltre al Comune di Lecce, il “Radical Skate Shop” e l’associazione sportiva “Suburban”, che nel Salento promuove corsi di skate, kite surfe, e tante altre interessanti iniziative sportive. Per tutti gli appassionati e per chi vuole avvicinarsi alle varie discipline, è possibile consultare il sito www.radicalshop.it, oppure chiamare al numero telefonico 0832092372.

Raffaella Leone: “Sono orgogliosa della vittoria di Ludovica” “Senza doti naturali e tanti sacrifici, determinati risultati sono impossibili”. “La mia passione mi consente di andare avanti senza strutture adeguate”. Raffaella Leone, esperta allenatrice di pattinaggio artistico, traccia un consuntivo della stagione, e analizza l’exploit di Ludovica Liccardo, figlia e allieva allo stesso tempo.“Quali sono le qualità indispensabili per ottenere i risultati di Ludovica? Oltre ad avere delle doti fisiche che ti permettano di eseguire alla perfezione i gesti tecnici, come salti e trottole, una qualità fondamentale è la coordinazione, che in questo sport va sempre migliorata. Altre caratteristiche fondamentali per arrivare a dei livelli agonistici così alti, sono: determinazione, passione, e tanto sacrificio. Inoltre penso che sia uno dei pochi sport che abbini sia il senso artistico sia quello atletico, uno dei pochi sport completi, dove si muove tutto il corpo e dove si svolge sia una preparazione atletica che artistica, oltre ad un ampio sforzo mentale”. E, dopo uno sguardo agli atleti emergenti, come Michela Pagliaricci, Francesca Maniglia, Caterina Cappello, eccone uno al futuro: “Il progetto che spero di realizzare, è quello di avere una struttura al coperto con una pista regolamentare, che possa permettere ai miei atleti di migliorare la qualità dei loro allenamenti”.

IPPICA

Buona partecipazione al “Trofeo Ippico San Giorgio” La manifestazione ha visto la partecipazione di 150 Binomi. E spunta l’idea di un’associazione paralimpica Con questa sono otto le edizioni del Trofeo organizzato dall’Esercito Italiano presso il Centro Ippico Militare “Capitano Federigo Caprilli” a Lecce. Il Centro, fino a qualche anno fa, era utilizzato solo come area di rimessaggio militare, ma dopo il restauro si presenta come fiore all’occhiello dell’Esercito, estendendosi per oltre dieci ettari lungo la vecchia strada per San Cataldo. E proprio al protettore del corpo dell’Esercito è dedicato questo importante trofeo regionale che si svolge annualmente nel capoluogo salentino, e che vede la partecipazione di oltre 150 atleti pro-

venienti da tutta la regione, dai 9 anni in su, coi rispettivi cavalli. La competizione si è ufficialmente aperta con una gara di dressage, entrando nel vivo nel week-end col salto ad ostacoli, alla presenza del presidente provinciale del Coni, Antonio Pascali, e del presidente del Comitato Paralimpico, Antonio Vernole. Nell’occasione è nata l’idea di creare un’associazione ippica paralimpica, per dare la possibilità agli sportivi salentini con disabilità di avvicinarsi a questa disciplina altamente educativa e soprattutto ri-educativa. Il tutto sarà pos-

sibile anche grazie all’’associazione di terapia equestre “Ippo Salento”, nata nell’ottobre del 2006 con lo scopo di garantire ai bambini la riabilitazione equestre attraverso la terapia con il mezzo del cavallo, sempre in maniera educativa e ludico-sportiva. Nell’ambito del protocollo d’intesa sottoscritto dalla Scuola di Cavalleria, e sotto il patrocinio dell’Assessorato ai settore servizi sociali del Comune di Lecce, è stato avviato il 3° corso sperimentale di ippoterapia. L’associazione svolge la propria attività con l’ausilio proprio della Scuola di Ca-

valleria al cui interno i cavalli e i volontari, esperti e professionisti in psicoterapia e psicomotricità, offrono la loro assistenza ai bambini e alle loro famiglie. L’ippoterapia, quindi, come preziosa risorsa per la città: un progetto importante, assolutamente. Tornando al “Trofeo”, sono da segnalare, tra le varie categorie, le vittorie di Francesco Vergine su Wianna, C130, e di Biagio Carolini su Gioiosa Bionda, C135.


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STORIE DELL’ALTRA LECCE Piazza Tito Schipa, nei sotterranei le tracce dell’antico splendore

Anno I - n. 14 Reg. Trib. Lecce n. 3 del 24.01.2012

Il ricordo perduto del magnifico convento di Santa Maria del Tempio

Direttore Responsabile Alessandra Lupo

Pochi a Lecce conoscono la storia del convento francescano dedicato a Santa Maria del Tempio, forse meglio noto come ex Caserma Massa, di cui ora sono visibili in piazza Tito Schipa una serie di cunicoli con volte a botte emersi dal sottosuolo e riportati alla luce in seguito agli scavi archeologici eseguiti sotto la direzione della Sovrintendenza dei Beni Archeologici della Puglia e del Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento. Le indagini hanno assunto, tuttavia, carattere meramente accertativo e di rilievo in vista del progetto di realizzazione dell’ampio parcheggio sotterraneo, poiché nulla è ormai recuperabile dell’imponente edificio religioso, che andò completamente distrutto nel 1971, senza alcun riguardo per la sua importanza storica e architettonica né per le sue preziose testimonianze artistiche. Costruito nel 1432 per volontà del barone di Corigliano d’Otranto Nuzzo Drimi e di suo figlio Lorenzo come residenza monastica dei Francescani Osservanti, il convento sorgeva accanto ad un’antica chiesa in stile tardo-gotico, dedicata alla Presentazione della Madonna al Tempio, detta della Candelora, eretta al tempo dei Principi angioini di Taranto. A partire dal 1591, con l’insediarsi dei Padri della Serafica Riforma di San Nicolò in Puglia -diramazione dell’ordine francescano- vi fu una fase di grande ampliamento e arricchimento della struttura, che si dotò di una biblioteca, di un’infermeria e di un dormitorio; fu sede inoltre di un noviziato e di importanti scuole di teologia e di pittura in cui di-

pinsero noti artisti quali fra Giacomo da San Vito e fra’ Giuseppe da Gravina. Quest’ultimo affrescò il magnifico chiostro di gusto rinascimentale, con splendidi portici ad archi ogivali a sesto acuto e massicce colonne a fusto liscio e coronate da eleganti capitelli in stile ionico, realizzato in due distinte fasi sui disegni del francescano osservante Riccardo Maremonti, allora ministro della Provincia minoritica di San Nicolò di Puglia. I primi lavori erano già stati eseguiti nel 1508 ma interessarono solo i bracci a sud e ad est del quadrato quadriportico, che fu completato successivamente con i restanti bracci nord e ovest e poi decorato, nel 1685, con pitture a fresco raffiguranti scene della vita di san Francesco d’Assisi, che lo stesso frate riformato datò e firmò. Altrettanto ricca di testimonianze artistiche era la chiesa ad una sola navata che custodiva preziose opere pittoriche e scultoree, come la tela dell’Immacolata attribuita a

Il Gusto del Tacco

Rubrica di cucina a cura di Anna Maria Chirone Arnò Ben trovati! Quanto mi piace andar per bancarelle al mercato in questa stagione e scegliere gli ingredienti per le mie ricette. Ormai lo sapete che adoro le verdure, per cui ne faccio sempre grandi scorte, così ogni giorno, a seconda dell’ispirazione, posso avere un’alimentazione variata ed equilibrata che mi consente di star bene, abbinata, quando possibile, ad una bella camminata quotidiana (tempo permettendo!). Provate queste tagliatelle, me le sono fatte da me, ricorrendo però alla sfogliatrice elettrica. Potete usare anche quelle confezionate, a patto però che siano integrali. Se avete dubbi, scrivetemi a info@ilgustodeltacco.it. Alla prossima!

Francesco da Martina Franca, una tavola bizantineggiante raffigurante la Vergine, un Crocefisso opera di fra’ Angelo da Pietrafitta, le statue di Sant’Antonio da Padova di Gabriele Riccardi e di Santa Lucia, attribuita a Francesco Maria Palmieri, la pala con la Presentazione della Vergine al Tempio ed il tabernacolo eseguito da fra’ Giuseppe da Soleto. Alcune di queste sono state fortunatamente salvate dalla distruzione e ricollocate nelle chiese leccesi di San Lazzaro e di Santa Maria della Grazie. Con la presenza dei Francescani Riformati, dunque, Santa Maria del Tempio conobbe una fase di grande splendore che fece crescere il suo prestigio, fino a diventare la prima sede conventuale della Provincia minoritica di San Nicola, comprendente nel ‘600 gran parte dei conventi della Terra d’Otranto. Il convento ha subito poi numerose trasformazioni nel corso del lungo tempo, fino ai pri-

mi decenni del Novecento: soppressi i Francescani nel 1811 fu trasformato in presidio ospedaliero, dopo qualche anno persino in deposito di concime organico. Fu Ferdinando di Borbone nel 1822 a restituire il convento ai padri della Serafica Riforma, facendo sì che recuperasse le sue funzioni di edificio religioso. Nel 1864 i frati abbandonarono definitivamente l’immobile, che venne seque-

La ricetta della settimana

Tagliatelle integrali alle zucchine Ingredienti per 4 persone Tagliatelle integrali fatte con g 250 di farina di grano duro e 2 uova medie Una dozzina piccole zucchine col fiore (circa g 250) Aglio Menta fresca Olio extravergine Sale Pepe bianco Poco latte Preparazione Staccate i fiori dalle zucchine, eliminando delicatamente il pistillo interno, e tagliate à la julienne finissima il verde di una o due zucchine, riducete il resto del-

strato e acquisito dal Demanio e vi fu impiantata una caserma militare, intitolata a Oronzo Massa, dopo la cui dismissione, negli anni ‘70, l’antico complesso architettonico fu demolito. Nulla resta, infatti, dell’alzato relativo alle strutture murarie che definivano la struttura conventuale, tuttavia le ricerche e i sondaggi in situ hanno permesso di rilevare le fondazioni dell’edificio e di recuperare numerosi reperti, tra cui ossa umane e frammenti di terracotta, tutti riferibili alla fase cinquecentesca. Eppure risulta alquanto suggestivo intercettare con lo sguardo le gallerie sotterranee attraverso cui sembra d’inoltrarsi nelle viscere della città e tutt’intorno distinguere i vari piani di calpestio corrispondenti alle tante fasi storiche susseguitesiin una zona che, pur essendo all’esterno dell’antico perimetro storico della città, ci racconta uno scorcio della vivace vita religiosa, artistica e culturale di Lecce, purtroppo andato inesorabilmente perduto. Rosy Paticchio

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le zucchine in dadolata fine. In una capace padella antiaderente mettere 2 cucchiai di olio e.v., scaldate appena con uno spicchio di aglio in camicia e rametti di menta fresca, unite la dadolata di zucchine. Cuocete a fuoco vivace, regolate di sale e pepe. Nel frattempo lavate i fiori e tagliateli a listarelle. Una volta cotta, ritirate la dadolata e l’aglio scolandoli bene, così da lasciare il fondo nella padella. Rimettete la padella sul fuoco con la julienne di zucchine e i fiori a listarelle, regolate di sale. Intanto cuocete le tagliatelle. Frullate col minipimer la dadolata, aggiungendo soltanto pochissimo latte (il minimo necessario per ottenere una densa crema) ed eventualmente alcune foglie di menta. Ritirate la julienne e le listelle di fiori, quindi tenete da parte in un piatto. Mettete la crema di zucchine nella stessa padella, stemperarla con un paio di cucchiai di acqua di cottura e scolatevi direttamente le tagliatelle. Fate saltare le tagliatelle nella padella con la crema e poi impiattate. Guarnite con la julienne di zucchine, le listelle di fiori e una macinata di pepe bianco. Per un piatto completo -anche unico se volete- cuocete solo pochi minuti in padella con poco olio e.v. e rametti di timo, 12 bei gamberi, lasciando la testa, sale e pepe, e poggiateli sulle vostre tagliatelle.


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FREE Lecce n. 14 del 28.04.2012