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Telemark SKitest 2010/11

Tutte le novitĂ  della stagione

Haute route // gulmarg// scufoneda news // prodotti // appuntamenti


contenuti 3-9

| news

Eventi, gare, appuntamenti, prodotti e altre novità

10-12 | report

Abbiamo bisogno di un attacco di sicurezza? Relazione di Arno Klien

La Norvegia è il paese pioniere dello sci moderno. Gli sci, infatti, furono utilizzati già a metà del 19esimo secolo per muoversi nel paesaggio innevato. Era l’unico modo per spostarsi da un posto all’altro. Sondre Norheim, un contadino di Morgedal, nato nella regione Telemark, fu l’artefice dello sviluppo di uno sci sciancrato con attacchi rudimentali. Da semplice mezzo di trasporto, si trasformò presto in un attrezzo sportivo. Nel 1868, a Christiania, a 41 anni, Sondre Norheim, vinse una delle gare più importanti davanti ai suoi giovani avversari. Il Telemark ha dato origine a molte discipline di sport invernali quali ad esempio lo sci da fondo, lo sci alpino e il salto con gli sci. Tutte queste discipline hanno prodotto campioni olimpionici e mondiali, che poi hanno contribuito a rendere famose le diverse discipline sportive. Il Telemark, invece, osservò una tendenza al „ritorno alle origini“ in risposta allo sviluppo dello sci alpino. Il Telemark non è una disciplina olimpionica e non fa parte delle discipline dei campionati del mondo di sci alpino. Il Telemark è meno commerciale, ma, grazie agli eventi e alle gare è comunque conosciuto in tutto il mondo e gode di sempre maggiore popolarità grazie alla sua filosofia: “Free your heel and your mind will follow“. Il Telemark è e sarà sempre una disciplina sportiva invernale molto impegnativa. Ed è meglio così. Chi già avrà sperimentato tutto, nel Telemark, dovrà trovare una nuova sfida. Il Telemark ha vissuto alti e bassi, ma è sempre riuscito a rimanere a galla. La rivista Freeheeler Telemark continuerà ad accompagnare tutti gli amici del Telemark e testimonierà a livello internazionale tutto il fascino e la varietà di questo sport.

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| review

La nona edizione del festival del Telemark si è svolto nello Stubai...

14-20 | Telemark-test

Anche quest’anno gli amici di “telemarkfriends”, hanno organizzato il grande Telemark Test

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| boots

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| attacchi

Tutti i produttori di Tele-Boots

Tutto sui nuovi attacchi

26-30 | haute route Un viaggio di Christian Haeffner & amici 180 km da Chamonix a Zermatt

33 | freeheel spring break spring break Finale Freeheel World Masters

34-38 | carezza

Quali sono gli ingredienti del Würstel di fegato e che cosa studiano le ragazze alla scuola professionale?

40-41 | gulmarg Telemark a gulmarg “il prato di fiori” in India

46-47 | scufoneda

La più importante Kermesse Europea di Telemark nelle Dolomiti

52-53 | interview Mariano Valcanover e Giuliano Pederiva

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| il deserto

a modo di freeheeler

52-53 | mogedal Almeno unna volta nella vita…!

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| Tele kaiten

Impressum

Editore:Richard Schürf +++ Redazione: Philipp Radtke (Rocket Medien GmbH & Co. KG, München) +++ Autori: Patrick Droste, Hamish Moore, Philipp Radtke +++ Fotografi: Patrick Droste, Christian Heindl, Lars Jonetat, Martin Letzter, Hamish Moore, Benedikt Steilmann, Olof Sundström, Luke Tennant, Johann Wildhagen, Robert Szkudlarek +++ Idea & Layout & Produzione: Sandra C. Mayer (Rocket Medien GmbH & Co. KG, www.rocket-medien.de). +++ Stampa: Fr.Ant.Niedermayr GmbH & Co KG Regensburg, www.niedermayr. de +++ Direzione, Casa editrice & Inserzioni: Richard Schürf GmbH, Solothurner Str. 49, D-81475 München/Monaco, Tel. +49 (0)89-75079401, E-mail: info@telemarkworks. com +++ Traduzioni: inglese: Wolfgang Greiner, francese: couapel@online.de, italiano: carolina@communication-center.net +++ Distribuzione: freeheeler è pubblicato in

lingua tedesca, inglese, francese e italiano. +++ La Season Guide 2009/2010 viene distribuita gratuitamente durante eventi, in negozi e come allegato in: skiing – the next level Nr. 05/2009, allmountain www.allmountain-magazin.de, Skier www.skier.no, Monte Bianco www.montebianco.it, Fluid www.freepresse.com, spedizioni Sportler www.sportler.it. +++ La redazione e la casa editrice non sono responsabili per i testi o il materiale fotografico non richiesto. La rivista e tutti gli articoli contenuti sono tutelati. Estratti delle pubblicazioni possono essere pubblicati solo previa richiesta e successiva autorizzazione da arte della casa editrice. Gli articoli firmati non devono necessariamente rispecchiare l’opinione della redazione.


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Freeheeler.eu PRESENTA THE international Telemark festivals 2010/11 Nov. 19-21, 2010 Stubaier Telemark Festival Stubai/Austria // www.stubaier-telemark-festival.com Nov. 26-28, 2010 Telemark Opening 2010 Val Senales/Italia www.telemarksnowevents.it Dic. 19, 2010 Sport Schindele Allgäu Masters Grünten/Germania www.sport-schindele.de Gen. 8-9, 2011 Free your heel Schmitten Zell am See/Austria www.schmitten.at Gen. 15-16, 2011 Sportler Telemark Festival Carezza/Italia www.freeheel.it Gen. 29, 2011 U S Tele X Steamboat Springs Colorado/USA www.sswsc.org

BERGANS Giacca Filefjell La giacca Filefjell è il classico modello Hardshell, dotata, come tutte le giacche di Bergans di una membrana Dermizax™, molto elastica e priva di porosità. La giacca Harshell a tre strati è ideale per chi pratica sport ad alto livello e che vuole sfruttare la versatilità della giacca. Dal punto di vista tecnico è dotata di tutte le caratteristiche tipiche di Bergans, con cerniere extra lunghe traspiranti e una forma anatomica con schienale allungato. Il cappuccio è grande e regolabile, dotato di una corda per stringerlo e renderlo perfetto anche in condizioni estreme. La grande traspirazione offerta dalla mebrana Dermizax™ è rafforzata da sottilissimi, cosiddetti “slim tapes” sopra le cuciture, che non impermeabilizzano troppa superficie all’interno della giacca permettendo la traspirazione della membrana.

Feb. 5, 2011 Freeheel German Masters GaPa/Germania www.freeheeler.eu Feb. 18-20, 2011 B regenzer TeleWald Bregenzer Wald/Austria // www.bregenzertelewald.de FEB 18-20, 2011 V TelemarkCamp Erzgebirge Oberwiesenthal/Germany www.telemarkcamp.de Feb.19-20, 2011 Otavalo Telemark Festival Chamonix Les Houches/Francia // www.freeheeler.eu Feb. 25-27, 2011 T elemarkfestival Bayerisc hzell Sudelfeld/Germania www.bergzeit.de www.schneestolz.de Mar. 4-6, 2011 Morgedal Games Morgedal/Norvegia www.morgedal.com Mar. 13-20, 2011 Scufoneda Moena/Italia www.scufons.com Mar. 23-27, 2011 Telemarkfest 2011 Kleinwalsertal/Austria www.telemarkfest.de Apr. 8-10, 2011 Freeheel Spring Break Galtür/Austria www.galtuer.com

Marmot Giacca Alpinist La giacca Alpinist è “l’ammiraglia” della collezione Marmot Shell. Il tessuto a tre strati GORE-TEX® Pro Shell Stretch completamente rielaborato è ottimo per tutte le sfide, anche quelle più estreme. In caso di lunghe discese nel “Powder” si può collegare l’Alpinist Pant alla giacca con uno zip staccabile. Materiali: GORE-TEX® Pro 3L 94% Nylon, 6% Elastane Stretch 2.8 oy/yd ca. 500,Euro.

Freeheel World Masters Finale Apr. 9-16, 2011 Livigno Freeheelfest Livigno/Italia www.livignofreeheel.it Xéme Trophee Pyreneen (Pirenei) Telemark 2011 Francia /Spgna www.tropheepyreneentelemark.com

FIS WORLD cup Telemark 2010/11

www.fis-ski.com, www.telemark-weltcup.de  Gen. 12-13, 2011 Hindelang, Oberjoch/Germania Gen. 15-16, 2011 Kobla/Slovenia Gen. 18-19, 2011 Kreischberg/Austria Gen. 21-22, 2011 Rauris/Austria Feb. 3-4, 2011 Thyon/Svizzera Feb. 7-8, 2011 Meribel/Francia Feb.11-12, 2011 Gran Pallars/Spagna Mar. 15-19, 2011 Mondiali di Telemark/Norvegia, Rjukan


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FREEHEEL ITALIAN MASTER 2011 ALTOPIANIO CAREZZA SKI 16. GENNAIO 2011 dalle ore 19.00 – 20.30 in pista Christomannos Winners Party dalle ore 21.30 open end nel “Freeheel Tipi“ informazioni & iscrizioni su www.freeheeler.it


L'originale T-shirt di Sondre Norheim di KnicKen TelemarKwear Sondre Norheim T-Shirt // misura. S-XL // colore: bianco e menta // 100% cottone, singel Jersey, 150g, Informazioni: www.telemarkwear.com

MIDLAND BT SKI: comunicazione senza confine per gli amanti degli sport invernali

Giusto in tempo per la stagione sciistica 2010, Alan Electronics presenta il primo citofono High-Tech multifunzionale per tutti gli appassionati di sport invernali. Con questo apparecchio due persone che si trovano in pista possono rimanere in continuo contatto fino ad una distanza di 200 metri senza per questo dover togliere le mani dai bastoncini, oppure doversi togliere i guanti congelandosi le mani prima di impugnare il telefono o l’Audio-Player. Il MIDLAND BT Ski, infatti, può essere applicato al casco. E’ protetto dall’umidità, è molto affidabile e adegua automaticamente il volume ai rumori di sottofondo. L’aspetto dell’innovativo MIDLAND BT Ski è molto accattivante. L’aggancio dei due apparecchi avviene via Bluetooth. La stessa cosa vale per cellulari con dispositivo Bluetooth, MP 3 oppure navigatori GPS. Grazie ad un cavo in dotazione si possono collegare anche iPod e MP 3 di tutti i tipi. Informazioni e venditori www.alan-electronics.de

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TELEVISION Il sesto nuovissimo film sul Telemark di “Powderwhore Productions” si chiama TeleVision. I produttori lo definiscono il loro migliore film Backcountry, anche perché lo scorso inverno, a causa delle condizioni della neve così variabili, hanno dovuto impegnarsi più del solito per trovare le “location” adatte e le condizioni ottimali del manto nevoso, per poter produrre un vero video di “Powderwhore”. E ci sono riusciti! Nel film TeleVision hanno portato in pista i migliori telemarker del mondo per mostrare incredibili Big Lines, Humor, Airtime, Slams e meravigliose riprese di “Big Mountain”. Il risultato: una pellicola da “sballo”. In TeleVision sono riusciti a mostrare i migliori siti di Backcountry-Powder del mondo, quali ad esempio le gigantesche Chugach Mountains in Alaska, dove i magici Megan Michelson, il campione del mondo di Telemark Paul Kimbrough e il giovane talento Jake Sakson si sono potuti davvero scatenare. Noah Howell e Jason West, già noti per le loro apparizioni in altre produzioni di Powderwhore, hanno potuto esibirsi a casa loro ossia nelle Wasatch Mountains. A Haines e in Alaska, Nick Devore, Andy Jacobsen, Will Cardamone e Chris Erickson hanno azzardato le discese più ripide mai compiute da sciatori di Telemark. Andrew McLean, Noah Howell, Jim Harris e Courtney Phillips hanno compiuto delle “prime discese” nelle Revelation Mountains in Alaska. Vedrete anche le incredibili e inimitabili acrobazie di Ty Dayberry, per non parlare “dell’orgia powder” con Paige Brady, Will Cardamone, Chris Erickson e Jake Sakson nel “Greatest Snow on Earth”. Maggiori informazioni su www.powderwhore.com

The Freeheel Life 2: Hippies, Punx & Misfits Il film “Freeheel Life 2” descrive lo spazio temporale della storia del Telemark, dalle sue radici in Norvegia, alla riscoperta in America negli anni 70 fino alla sua ricomparsa, nei giorni odierni, come sport invernale. Il film mostra uno spaccato della vita di alcuni leggendari veterani quali, Tom Carter e Doug Robinson, nonché dei nuovi scatenati e visionari Freeheeler come Candy Froerer, Weston Deutschländer e Ty Dayberry. Le riprese in luoghi della Norvegia, dell’Utah, dell’Alaska e della California, forniscono al film “Hippies, Punx&Misfits” la base per un’analisi dell’esperienza nell’ambito del Telemark, più approfondita rispetto al precedente film dal titolo “The Freeheel Life“. “La storia è molto più articolata, offre documentari con maggiori elementi e segue un tema unico”, racconta Josh Madsen. Rilassatevi, appoggiate la testa sulla poltrona e godetevi queste eccezionali riprese su Telemark-Gear, sia in pista sia nel fuoripista. Si tratta di un viaggio nella vita di alcuni Hippies, Punx & Misfits del Telemark, che non dovete assolutamente perdervi. Il trailer ufficiale di The Freeheel Life 2: Hippies, Punx & Misfits lo trovate: www.telemarkskier.com


Sportler Telemark Festival Carezza 15 / 16 Gennaio 2011 Per chi ama l’ambiente aperto e lo vive attivamente praticando uno dei molti sport invernali, è d’obbligo parlare di montagna ed è un piacere farlo se le montagne di cui si parla sono le Dolomiti. Parlare di Dolomiti porta il pensiero al Catinaccio di Rosengarten con il Passo di Costalunga, allo stesso tempo a pochi chilometri dalla città di Bolzano e da una delle più belle valli trentine, la Val di Fassa; un altipiano soleggiato ai piedi della parete verticale della Roda di Vael; un altipiano che per la sua particolare bellezza ha dato vita a numerose leggende, un altipiano sul quale la Principessa Sissi ha costruito la sua residenza estiva. Questo ambiente il 15 e 16 Gennaio ospiterà la seconda edizione dello “Sportler Telemark Festival Carezza”, una manifestazione dove, insieme alla possibilità di provare i materiali di ultima generazione, darà l’opportunità di sciare, accompagnati da professionisti del settore, lungo i dolci pendii assolati del Passo di Costalunga, e se le abilità sono davvero buone, cimentarsi nella gara di “telecross” sulla pista illuminata Christomannos di fronte all’hotel Castel Latemar. Due giorni di eventi organizzati da Sportler e da SkiArea Carezza che con TelemarkSnowEvents propongono test di materiali per tutte le tipologie, per sciare in pista, in fuori pista o nel park, workshop dove alcuni professionisti metteranno a disposizione del pubblico la loro esperienza, una gara in notturna di “telecross” valida come prova per la qualificazione italiana alle finali europee di questa spettacolare tecnica. Un mondo di opportunità da vivere e da scoprire nella due giorni del Passo di Costalunga. Due giorni all’insegna della serenità e del piacere di vivere la montagna in compagnia.


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Testo: Arno Klien

Antinfortunistica, analisi degli incidenti, prevenzione. Abbiamo bisogno di un attacco di sicurezza? Per anni nessuno si è posto questa domanda. Non lo si faceva e basta. Anche se gli sci erano lunghi 2 m, leggeri e stretti con raggi di oltre 100 m, utilizzati insieme alle scarpe di pelle, non sono mai emerse situazioni critiche. In caso di caduta tutto volava a destra e a sinistra ma non accadeva nulla di grave. Già allora la TÜV sosteneva che l’attacco snodato non creava grande leva sulle gambe. Le prime ricerche del 1996, effettuate dal Dottor Michael Tuggy/Seattle, alias „Dr.Telemark“, dimostrarono che rispetto allo sci d’alpinismo e allo snowboard, nell’ambito del telemark si verificavano solo la metà degli incidenti. Egli comparò diversi tipi di attrezzatura, il livello di esperienza e il terreno. Dal 1996 al 2006 in Norvegia (Ekeland/ Sulheim/ Rödven) è stata effettuata una ricerca nella quale il numero di feriti su un campione di 1000 sciatori, corrispondevano alle seguenti percentuali: solo 0.7. nei telemarker, 1.1 tra gli sciatori di sci d’alpinismo e 2.3 tra gli snowboarder. Dalle proiezioni effettuate emergono i seguenti dati relativi a lesioni significative: 37% tra ferite alla testa, al collo e alle spalle, rispetto al 31% di ferite alle ginocchia, alle gambe e alle caviglie, seguite da lesioni alle mani e polsi (16%). Molto simili le ricerche effettuate in Scozia tra il 1999 e il 2005. Le ferite del pollice spesso vengono ignorate o sottovalutate, anche se la riabilitazione è molto più lunga. Tuggy/Ong (2000) evidenzia questo tipo di lesioni con un’incidenza del 18% al secondo posto dopo il ginocchio (27%), seguito dalle spalle (12%). Il ginocchio delle donne è più a rischio di quello degli uomini. Molto simile anche la ricerca fatta in Oregon (Federiuk/Mann 1999), anche se all’epoca un terzo degli sciatori utilizzava già un attacco a molle che, però, non si apriva in tempo nell’80% dei casi. Sci per il carving e le scarpe in materiale plastico agli inizi degli anni 90, hanno dato il via all’evoluzione degli attacchi e

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hanno anche permesso di aumentare la velocità in pista, nel powder e in gara. La ditta Voilé è stata la prima a proporre un attacco a molle a forma di pistone, che non corrispondeva agli standard degli attacchi dello sci d’alpinismo, ma che liberava ugualmente lo sci. L’attacco Rottefella TRP 100 (a piastra) è stato il precursore nell’ambito della sicurezza, la prima con il sigillo di qualità della TÜV. Dal 1999 al 2002 questo attacco è stato anche imposto nelle gare F.I.S anche se era abbastanza pesante, caro e difficile da commercializzare. Nel 2003 l’attacco a piastra 7tm – di Rainer Zoor con il sigillo di qualità DIN (ISO-9462) integrato di stopper, ha riportato nuovo slancio nell’ambito del settore della sicurezza. Particolarmente adatto anche per compiere tour d’alpinismo (2004) ed ora anche con Step-in (STI). Da quel momento sono stati posti al centro dell’attenzione anche altri aspetti quali, ad esempio, la comodità e il meccanismo combinabile per compiere dei tour, con diversi tipi d’impiego come l’utilizzo di ramponi. Un accumulo di funzioni a discapito del peso!

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K 1 vettore di forza quadricipite K 2 vettore di forza patellare R forza di compressione

Nella sua tesi di laurea (2009) Lucia Steinhauser ha evidenziato la forza che viene esercitata sul ginocchio. Sono di fondamentale importanza gli angoli, i punti di contatto, così come la pressione sulla patella (rotula) la struttura stratificata della cartilagine; fig.1 Con un’angolazione del ginocchio intorno ai 90° ed esercitando pressione, la superficie di contatto è di 744qmm e raggiunge forze di pressione di 14.900 N, proprio come accade durante le virate piegandosi in ginocchio. Bisogna assolutamente assumere una posizione che non affatichi le articolazioni, e distribuire il peso su entrambi gli sci attraverso una posizione centrale del corpo. In ogni caso si rende necessario evitare mosse brusche. Nella tecnica del telemark il ginocchio si muove comunque sull’asse per il quale è stato concepito. La tecnica e un adeguato allenamento svolgono una funzione preventiva degli incidenti. Muscoli e legamenti forti, stabilizzano le articolazioni e soprattutto il ginocchio multi direzionale. Per i telemarker, inoltre, il casco è una cosa ovvia già da molto tempo e viene integrato con ginocchiere e protezioni per la schiena. Per ciò che concerne le gare, la F.I.S aveva già rilevato molte discipline durante la stagione 2006/07. Il telemark ne fa parte solo dal 2008/09 è quindi non possiamo fare dei confronti con altre discipline. Urban Simcic è del parere che il telemark, paragonato ad alti sport della F.I.S, può essere considerato tra i più sicuri. Ciò è dimostrato anche nel rapporto del 2009 vedi fig. 2 Per i 131 telemark-racer, 94 dei quali uomini, può, quindi, essere riassunto il seguente

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Solo il Rottefella-NTN chiuse definitivamente con la norma del 75, che dominò fin dall’inizio la scena del telemark, prima con, poi senza “pins” o “cables”, anche dopo che i fondisti erano già passati ad altri sistemi! Il problema nell’attuare gli standard di sicurezza ‘ISO Alpin (11088) nel telemark è dato dal fatto che il movimento verticale e mobile del tallone crea altri angoli tra il ginocchio e la pianta. E’ quindi molto difficile trovare un attacco adatto. Il tallone dello sci sul quale viene caricato il peso è comunque fissato allo sci e quindi sarebbe opportuno utilizzare un attacco di sicurezza che segue le norme dello sci alpino.

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dato: lesioni di testa-spalla-braccia-mano-pollice (48,9%), ginocchio-gamba-caviglia (34%); come si evince dalla tabella 9 del rapporto F.I.S. del Oslo Sports Trauma Research Center (Flörenes/2009), il ginocchio è coinvolto solo per il 10,6 %, a differenza dello sci alpino che segnala una percentuale del 37,1%. Il telemark, quindi, affatica meno il ginocchio! Sciare in pista è una cosa molto diversa. Josh Madsen /USA sostiene che non bisognerebbe buttare tutte le funzioni in un attacco AT. Dello stesso avviso anche Oddo Broglia della Telemarktribe, che vorrebbe addirittura creare 3 categorie di attacchi - tutti con meccanismo di sgancio ISO: un attacco economico per principianti, senza effetti speciali, un secondo per compiere dei tour, leggero, articolato con la possibilità di usare ramponi, e un terzo solido e pesante per lo speed, race e il fuoripista. L’eclettico telemarker Marc A. Künkele sostiene di non voler assolutamente rinunciare alle odierne norme di sicurezza degli attacchi con meccanismo di sgancio, che trasmette sicurezza e gli permette di cambiare tecnica e di spingersi fino ai propri limiti. Per il 1° del SevenSummit, Pat Morrow, gli attacchi con il meccanismo di sgancio sono importanti per liberarsi velocemente degli sci in caso di pericolo e difficoltà. Dello stesso avviso Geri Tumbasz/HUN che però gradirebbe degli stopper. La linguetta delle suole della scarpa NTN si può danneggiare sulle rocce o utilizzando i ramponi ma, Garmont ha trovato una buona soluzione e il pezzo ora è sostituibile. Le calzature tecniche di Scarpa e Crispi-NTN offrono anche la possibilità di utilizzare il sistema TLT-System per fissare il tallone. In questo modo è possibile acquistare nuovi simpatizzanti per il telemark. Secondo il parere del venditore di Intersport, partecipante ai mondiali e specialista di Cross Thomas Wielandner (A), l’attacco G3 Ascent è adatto a telemarker di esperienza media, per la sua resistenza, idoneità per compiere tour, buon tiro, scarso peso, buon prezzo, e un’ottima capacità di “release”. L’atleta svizzera Amélie Reymond ritiene che l’attacco di sicurezza protegga dagli strappi dei legamenti che si verificano in particolar modo se si sbagliano lame, ma si possono fare dei compromessi, per esempio attraverso l’utilizzo di diverse molle o di cavi. Dopo due rotture dei legamenti del malleolo, il venditore di articolo sportivi e telemarker Michael Brosig (GER) è passato al 7tm-Power; non può certo permettersi di mancare sempre dal lavoro. Per Chris Lau (FR), invece, gli attacchi di sicurezza tolgono la paura di infortunarsi, ma deve essere regolato in maniera idonea a secondo dell’utilizzo: telemarker di media esperienza devono considerare la sicurezza, il prezzo, la praticità e la comodità. Per chi gareggia, l’attacco deve essere duro e rigido. Per chi compie tour bisogna considerare, il peso e l’affidabilità. Per i powderfreaks occorre un attacco elastico e morbido. Per Freestyler.... La mia personale preferenza è per 2/3 nell’utilizzo di un attacco norma 75, anche se il morbido e armonioso flex con le molle di compressione supera il deficit dello scarso gioco laterale. L’utilizzo di cinturini potrà anche avere una giustificazione- ma per evitare un effetto ancoraggio, sarebbe meglio sostituirli con stopper. Anche se il mercato è abbastanza limitato, al momento esistono ben 22 tipi di attacchi ossia varianti di prodotti. La scelta non è mai stata così ampia. Il conflitto tra guadagno - sviluppo - produzione potrebbe ridurre il risultato a una generale mediocrità a favore o a scapito della multi-funzionalità. Non elimina i rischi, ma di fatto, gli attacchi di sicurezza sono di fondamentale importanza soprattutto per i principianti. Lo spettro delle pretese degli utenti è molto vasto e difficile da interpretare. Accontentare tutti, come si è visto, rappresenta una sfida difficile. Nel 2010 i due studenti Hans-Martin Kroll e Bernd Hassmann hanno scritto una tesi all’università TU di Monaco analizzando proprio questi aspetti. Fonte, freeheeler 2010 Hollabrunn, il 01.08. 2010

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Dagli inizi del 2009 alcuni studenti dell’università di Monaco (Germania) sono alle prese con lo sviluppo metodico di nuovi attacchi di sicurezza per il telemark. Motivato dal fatto che in questo momento sul mercato esistono pochi attacchi con funzioni di confort, Bernd Schröer, un collaboratore scientifico della cattedra universitaria ha dato il via a uno studio. In diversi studi e tesi uno staff di studenti di scienze dello sport, ingegneria e design industriale hanno lavorato insieme allo sviluppo di un nuovo attacco di sicurezza per il telemark, sperimentando la metodologia di sviluppo su un prototipo di prodotto. Le attività spaziano da un’accurata analisi in laboratorio di sistemi esistenti, a test in campo, dibattiti tra esperti, sondaggi tra i consumatori e l’analisi di diversi aspetti biomeccanici; lo scopo è lo sviluppo di nuovi concetti e l’attuazione di prototipi, che hanno lo scopo di dimostrare cosa è possibile fare. Gli approfonditi sondaggi, in particolar modo, hanno fornito importanti informazioni per capire quali sono le caratteristiche richieste ad un attacco di sicurezza. Per esempio il confort nell’indossarlo e nel toglierlo. Tutto lo staff del telemark europeo ringrazia tutti i partecipanti ai sondaggi per il loro prezioso contributo. Evidentemente la piccola ma reattiva comunità del telemark, con le sue richieste, relativamente eterogenee, rappresenta un aspetto importante per lo sviluppo del prodotto, che sarà rafforzato anche in successive attività. Ringraziamo anche tutti i nostri sostenitori nell’ambito dell’industria. Oltre a 7tm e Hammerhead hanno collaborato, soprattutto, Rottefella e Black Diamond, così come Blizzard fornendo anche del materiale; le scarpe di Garmont sono la base per il corrente sviluppo del prodotto. E’ stata presa in considerazione anche l’interazione del telemark con altre attività sportive invernali – nella prossima stagione si conta di compiere test con prototipi in modo di pianificare le prossime attività in collaborazione con partner industriali.


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The 9th edition estival F elemark T the f o . .. reat g y l p sim as in Stubaital w ! re o m ants w y and everybod

leival del Te e del fest n io iz ò ed pu a La non o Stubai, olto nell sv è si ed e a h bell mark c icemente inita sempl in noi la e r essere def ta ad aumen o it u ib tr ha con . Telemark voglia di i, erano festa. Il venerdì, infatt a buona riuscita della all o uit trib con svanite o ha Anche il tempo ato e domenica son le all’orizzonte ma sab vo nu sse gro lle de state avvistate il posto al sole. nel nulla lasciando rilassante, una tradizione, era ne, diventata ormai izio ed na no a est te l’intera qu L’atmosfera di o stati visitati duran nd delle aziende son sta Gli . ess str di i va ov materiali, informale e pri o voluto testare i nu Telemark che hann l de ti an am gli ti stagione. giornata da tut pianificare la nuova e impressioni oppure scambiare le propri lti amici di si è mai annoiati. Mo friends, poi, non ci ark em Tel i de indolenzite da e Davanti alla ten r rilassare le gamb to la lounge di TF pe usa o nn ha i, att prie forze. inf pro a, questa disciplin per riprendere le per fare merenda e ato fitt pro ap o fatto due nn te ha mentre altri ne hanno semplicemen ai workshop oppure i ritt isc o son si i, Altri ancora, po o. chiacchiere tra di lor e sereno. Sebera molto tranquillo ian Masters il clima str Au eel eh voglia di Fre l de one, si percepiva la Durante le gare di una sana competizi rito spi lo re Thomas ga ne da se sa ta vinta a sorpre bene non si potes uomini, la gara è sta gli de a ori ma in eg ta, cat cor ’ lla stare insieme. Ne in verità, era un po rc Künkele. La pista, Ma e jer Tro hi Mic a spettacolare. Span davanti a dere di un panoram garten si poteva go compenso dal Gams

lla sfida finale, a bella sorpresa. Ne nne si è verificata un do lle de a ori nale tedesco: eg zio cat na Anche nella n tre atlete del team scita a spiazzare be riu è er nn ere la meglio Bre av ad esa infatti, Ter ka Rieder, riuscendo Palmberger e Moini a rin tha Ka in palio. r, o lle gn he Susann Sc ad assicurarsi l’asse ggio ridottissimo, e nta va un ift, le serate con a, ust tim Ne a su quest’ul al pub del paese ata proprio davanti situ , Tip da go ideale ten luo il lla de ere All’interno infatti, risultato ess molto piacevoli. E’, ero vv da ività inte att sta le o re son ica trascorse horr” e per pianif bere un “Hacker-Psc r pe re l’ora di tra mo on dia inc ve si n dove poter era così bella che no 700 “telemarker” i tra era osf 10. tm 20 l L’a re de vernali. niversario a novemb ente per il decimo an incontrarci nuovam

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Telemark-test

, Peter Schilcher : Andreas Schäfer , collaborazione Droste Testo// Patrick Szkudlarek foto// Robert

nds”, amici di “telemarkfrie alla fine di maggio, noi tra nos E’ l’ottava volta che, seconda volta che la Telemark Test ed è la e nev organizziamo il grande di i iamo trovato condizion anche quest’anno abb non meta è Zermatt, dove che di maggio sapevamo Okay, essendo la fine incredibilmente buone. del nostro a prim rno gio e lch di neve fresca, ma qua avremmo trovato metri giorni itanza con il caldo dei diverse volte e, in concom la da arrivo aveva nevicato ia primaverile molto bel era formata una poltigl he del test, sulle piste si anc unati hanno trovato mattino presto i più fort .. percorrere con gli sci. Al le… do divertente, non ma sentito di sciare in mo da un bel “firn”, che ha con m asciutto a ca. 2900 sistemato su un pendio Il nostro centro base era m. Qui abbiamo trovato 9 il sella Furggsattel a 334 dove parte lo skilift per pianprima ripido e poi più za per compiere i test, una magnifica penden stati sto modo gli sci sono ” e piste “off”. In que eggiante, con tratti “on li varianti. testati in tutte le possibi ” composto da sei per m di “telemarkfirends tea Questa volta il nostro he. erse capacità tecnic da 20 volontari con div sone è stato affiancato principianti è stato che erti , sia di “tester” esp Potendo disporre, quindi di adatti ai diversi livelli quali sci fossero i più a più semplice valutare osizione una sola pist i “tester” aveva a disp capacità.Di norma, ogn lessario sciogliere qua Se, però, si rendeva nec per collaudare gli sci. poi nel questionario, si er inserire ulteriori dat che dubbio e per pot Più di questo, però, non . una seconda discesa teva compiere anche e, durante i tre giorni avevamo poco tempo era concesso in quanto una volta da ogni essere indossato almeno di test, ogni sci doveva singolo tester.

olutamente convinti tutti noi eravamo ass Già dopo breve tempo rsa qualità. Ogni sci non esistono sci di sca nel dire che in realtà prio la scelta ideale a e magari si rivela pro ha i suoi punti di forz


Telemark-test pagina 15 è così. Il mostro funimpossibile da guidare ma non a i, 193mm il tail. Sembrerebbe astic pied i fant della liati avig mer o gira anche sulle piste . Ci siamo molt , ma la cosa sorprendente è che per “certe” condizioni di neve ”, a sul fuoripista naturalmente Pow zion ret “Du di si gros te men tutti gli occhi puntati i sci incredibil chi possiede questo sci avrà prestazione ottenuta con degl bide. Bisogna dire, inoltre, che come to mor ifica class te men certa i anni fa avre oppure “Hart Python”, che due addosso. Garantito! normali che Tuttavia ci sono portano quasi come degli sci com si ce inve Ora così vasta come per gli uomini. ”. “inutilizzabili . : per le donne la scelta non è etti” Donne “dif ente icam prat o cipianti e per hann prin per le le discese e non Rose di Movement è ideale consentono di affrontare tutte elli per tutti i gusti. Il Black ma gli si, mod enar scat ibile errori ed è poss gli e‘ to eribile in quan sci è molto malleabile, perdona Certo il fuoripista è sempre pref sciare in maniera tranquilla. Lo tipoama la chi re nota nte essa inter o . E’ anche molt sci funzionano anche sulle piste estremamente manovrabile. er, altri sono di Zag, che si adatpossiedono un cosiddetto Rock ni Alcu i”. cion “cic tick di Majestic e il Lady Gold logia di questi sa cosa vale anche per il Lips surf stes del La icare prat di ne azio sens da allround. Il suo Rocker danno la a di Völkl è un bellissimo sci piuttosto classici. Gli sci con i è a qualsiasi stile di guida. Il Kenj ZZE tano NDE GRA over pala sta Que oli raggi, si trova a della California. ma, a velocità ridotta e con picc e di trovarsi su una spiaggia o di forza lo sviluppa in pista di Moe punt font Bela ada, Arm JJdi il attutto scatenarsi Black Diamond, ntain di Duret invece ama sopr disponibile per il Megawatt di re agio anche nel fuoripista. Il Mou oppu suo an Artis , Pow t Dure er sciatrici che amano il . Anche senza Rock ssimo sci, molto versatile per ment e soprattutto per il Voile fuoripista. Si tratta di un belli rminanel dete nale nsio asce ta spin il Pika di Moment una “fighissima” are bene anche sulle piste. Per Movement sono ottimi, con ali”. ipista, ma che è possibile guid fuor norm “sci e com no iona funz ende parecchio, ma si affonda e . Richiede molta energia, pret ta dalla larghezza degli sci. Non rre possedere un po’ di forza a. E’ occo renz diffe la ce epis perc si ond è molto simile. con ambedue, ma solidità. Il Joule di Black Diam Filano entrambi, ci si diverte ia le proprietarie con la sua molte te prem enta pres o sian si test al quest’occasione, esperte. stato molto bello che, anche in Renderà felici tutte le sciatrici era stato mai sceva solo di fama, ma che non cono si chio mar cui aziende di sci il di ada. Tutti gli sci perso da DHL ent, Hart, Majestic oppure Arm ca G3, poiché il pacchetto è stato testato. Tra queste Duret, Mom un nte al test, purtroppo era la mar con Asse ità, qual sima altis di sci spedito gli sci in ttere speciale, sono att, e Faction Ski, che hanno queste marche hanno un cara di nte il tragitto da Zurigo a Zerm quin dura mo iglia cons Vi ra. vost e elli di Majesty-Ski una prova da part i risultati dei test di alcuni mod valore aggiunto che meritano per do. Non abbiamo, inoltre, tutti vale ritar so stes Lo sci. i ottim i degl l e Kästle hanno gli attacchi. di testarli. Anche Atomic, Völk ma perché avevamo problemi con già testato negli anni passati amo avev che Zag, e e Wav n Artisan, Mountai più moderati e aggiorneremo evoluti. Gli sci di Artisan sono http://www.telemarkfriends.com che ora sono stati ulteriormente sito www.telemarkfriends.com te staSul eden prec della li quel a rnale. tto inve ione sciare meglio rispe i sci, man mano, durante la stag armoniosi e con essi si riesce a ppo di i risultati delle prestazioni degl svilu lo che cioè e so avvi so tutti dello stes gione. Alla fine del test eravamo no a meraviglia. tivo e che tutti gli sci funziona posi che più stato è tutte le marche

iderazione di semountain”, vale la stessa cons Allmountain: nell’ambito “Allm do non si sa bene quan adatti per qualsiasi evenienza, pre, ossia che questi sci sono situazione è ogni in la giornata. Uno sci affidabile cosa potrà accadere durante pista ed sulla a pres ale per il fuoripista, ha un eccezion l‘Hula di Hart. E’ largo, ottimo e di Taho per le simi o ero disinvolto. Il giudizio è molt è incredibilmente brioso e davv e evol piac sua alla ie graz stabile nell’off-piste, mentre, Moment. Questo sci è molto Zag il liere sceg sse dove te anche “on-piste”. Anche chi armoniosità si guida facilmen il Völkl Mantra, sarà ada ARV, il Kästle FX94 oppure Heli Gold, l’Atomic Aspect, l’Arm e. rtirà molto in qualsiasi situazion felice della sua scelta e si dive a alla categoria. I moquesti sci ci rivela l’appartenenz Freeride: già la larghezza di di er Voile, il Megawatt di Duret, il Python di Hart, il Drift delli sono: il Monstre Pow di Il Megatt rimane sempre di Momente il Kästle MX 128. Black Diamond, il Belafonte da fare, lo sci gira di “mega powder”. Non c’è nulla la tavola da surf per le giornate ede richi maggiore sforzo qualsiasi ostacolo. L‘MX 128 in maniera fantastica e supera or Belafonte che, a ritmi nza. Lo stesso vale per il Sign ma sviluppa un’enorme pote sci non bisogna fare alcun non si ferma più. Con questo elevati e con guidatori esperti e Duret. Nonostante la sua sono i due Freerider di Hart compromesso. Molto diversi ideale per i principianti. o agile e facile da guidare. E’ larghezza, il Monstre Pow è molt perfettamente adattabile, iamo vivamente consigliare. E’ Anche il Python di Hart lo poss sorpresi dalle prestazioni are. Siamo, inoltre, rimasti tutti versatile e molto bello da guid a tavola da surf che, astic mente al Megawatt, è una fant del Drifter di Voilege. Analoga re utilizzato anche in pista. con un po’ di velocità, può esse a volta. Infatti, il Monstra largo testato da noi per la prim Mega-Freeride: è lo sci più e a una categoria a se del mondo. Per questo appartien Fat di Duret è lo sci più largo m la pala, 177mm sotto sue misure sono incredibili: 203m stante: il “Mega-Freeride”. Le


6 16Telemarktest Telemark-test seite

pagina

Armada

Artisan

ARV 185

typ A

Atomic

Aspect

LUNGHEZZE 165, 175, 185

LUNGHEZZE 168, 176, 184, 192

LUNGHEZZE 162, 171, 180

SCIANCRATURA 130-95-119

SCIANCRATURA 126-88-114

SCIANCRATURA 123-87-110,5

RAGGIO 21.5 /185

RAGGIO 21 /184

RAGGIO 18 /171

PESO N/A

PESO N/A

PESO 3,17 kg

Anche se il marchio Armada è forse più conosciuto perché specializzato dello Slopestyle, bisogna dire che l’ARV non è un morbido sci da “Jib”. Questo sci sportivo e scattante richiede una sciata esperta. Solo così può sprigionare tutto il suo potenziale. E’ uno sci molto esigente, segue i tracciati, ama i raggi medi, e “carva” come se stesse sui binari. In condizioni molto dure manca un po’ di grip, ma è abbastanza maneggevole. Nel fuoripista ama i raggi larghi, ma è molto manovrabile anche nei raggi corti. Possiede buona spinta, anche se non è molto largo, è robustissimo come un aratro. Ottimo “allrounder” per sciatori esperti.

In passato il Typ A è sempre stato uno sci per gare, adesso convince per la sua maggiore armonia e la sua manovrabilità. Sulla pista è molto stabile, adatto a tutti i raggi – ma “predilige” quelli maggiori e molto “speed”. Le lame sono buone, potrebbe, però tirare meglio. Un buon “Carver”. Nel fuoripista ha bisogno di un po’ di pressione, in territorio dissestato è abbastanza rigido e si fa buttare fuori dalla scia. E’ abbastanza agile nelle virate corte e ama lo “speed” medio. • Un “allrounder” per individualisti che hanno buoni mezzi economici.

Questo “allrounder” per la pista è abbastanza tipico per la categoria Atomic: consente di fare pressoché tutto e acquistandolo non si può assolutamente sbagliare. Bisogna comunque dire che non è spettacolare. Sviluppa una moderata velocità sulla pista. L’Aspect è stabile e segue i tracciati. Gli “piacciono” i raggi medi, offre un buon grip ed è un carver piacevole Nel fuoripista è facile da guidare, ideale per raggi medio/corti a media velocità. E’ maneggevole anche a velocità più sostenute e resta comunque molto stabile. “Allrounder” da pista. Con il suo peso di 3.170 g è adatto anche all’escursionismo.

Atomic

Hagan

Hart

Drifter

Daemon

Hula

LUNGHEZZE 166, 174, 182

LUNGHEZZE 170, 177, 184

LUNGHEZZE 177, 187, 197

SCIANCRATURA 128,5-93-117

SCIANCRATURA 126-93-114

SCIANCRATURA 134-100-124

RAGGIO 20 / 174

RAGGIO 22.6/177

RAGGIO 18.5/177

PESO 3.32 kg

PESO 3,0 kg

PESO 4 kg

Il Drifter con i suoi 174 cm ci è apparso un po’ corto. Si comporta bene sulla pista. E’ stabile, ama raggi medi, ha buone lame ed è maneggevole. Riassumendo: è un piacevole “Carver”. Nel fuoripista il Drifter perdona molti errori e rimane stabile. Anche in questo caso è molto maneggevole, ha bisogno di poca forza e non è complicato. La spinta è buona, anche se lo sci non è così robusto come altri modelli della stessa categoria. Un ulteriore “allrounder” del marchio Atomic, molto “tranquillo” che, probabilmente, si comporterebbe bene anche nell’escursionismo.

Lo sci utilizzato per il test era corto e questo ha influenzato positivamente le sue qualità in pista. A molti “tester”, in pista, il Daemon è apparso un buono sci. Alcuni lo hanno valutato meglio in pista che nell’”off-piste”. E’ molto maneggevole, facile da girare ed ha buone lamine. Un vero “Carver”, ma comunque “fantastico” sulla pista. Nel fuoripista il Daemon ha mostrato molta spinta e stabilità, anche se altre marche ci hanno impressionato maggiormente. E’ molto leggero e maneggevole. Un “allrounder” affidabile e domabile. Non molto appariscente – ma in compenso è senza reali difetti. Adatto a “Freerider” che “pongono l’accento” sul peso (e per escursionisti) ed eventualmente anche per principianti. Uno sci che fa sentire tutti a proprio agio.

Uno sci che non vuole imporre il suo carattere, ma che asseconda il tipo di sciata di tutti. L’Hula entusiasma – anche se lo sci fornito per il test era molto corto. Lo sci ha una buona tenuta sulle piste, è grintoso, è pop, è stabile anche a velocità sostenute. E’ domabile, da un buon feedback ed è molto vivace, senza sembrare nervoso. Pur essendo largo, è incredibilmente maneggevole. Nel fuoripista sviluppa una grande spinta, e pur non essendo molto lungo, è molto stabile. A questo si aggiunga la sua manovrabilità. E’ stato uno degli sci più apprezzati nei test nell’ambito degli “allrounder”. Una combinazione ideale tra larghezza (spinta/off piste) e sciancratura (presa lame/pista). Ottimo per entrambe le possibilità!

Kästle

Kästle

Kästle

LX 82

FX84

FX94

LUNGHEZZE 156, 164, 172, 180

LUNGHEZZE 168, 176, 184

LUNGHEZZE 166, 176, 186

SCIANCRATURA 127-82-109

SCIANCRATURA 122-84-110

SCIANCRATURA 128-94-117

RAGGIO 16.5/172

RAGGIO 18/176

RAGGIO 20/176

PESO N/A

PESO N/A

PESO N/A

L’LX è la versione più economica di Kästle modello Cap. • L’LX 82 è uno sci molto bello per la pista. A grandi velocità è molto stabile, è adatto per compiere tutti i raggi e ama tutte le velocità. Ottime le lamine. Questo sci è molto maneggevole ed è risultato un bel Carver. Lontano dalle piste è un po’ stretto per “freeride-actions”, ma a velocità moderata è particolarmente adatto ai piccoli e medi raggi. Un’eccezionale “allrounder” per tutti /-anche per le donne; adatto anche per l’escursionismo.

La serie nera FX a forma di Sandwich è più morbida e quindi relativamente facile da guidare. L’FX 84 è un ottimo sci da pista, “ama” tutti i raggi, specialmente quelli corti, “adora” la velocità, ha un’ottima presa, è molto maneggevole ed ha lame eccezionali. Nel fuoripista, anche se non è molto largo, sorprende per la precisione nei tracciati. E’ molto manovrabile ed anche in questo caso facile da guidare. La spinta non è molto forte e lo sci è adatto soprattutto per le medie velocità. Un bel “allrounder” per gaudenti ed escursionisti, adatto anche per le donne.

Modello Pro di Chris Davenport. L’ FX 94 è molto docile sulla pista e facile da guidare. Non occorre molto tempo per adattarsi a questo sci. Anche le signore si divertono molto. Funziona al meglio con i raggi medi e a velocità sostenuta, è molto maneggevole, anche se un po’ “irrequieto” e se si aumenta la velocità perde nel grip. Lontano dalle piste perdona molti errori. Anche qui predilige i raggi medi e la velocità moderata, se si rispettano queste sue caratteristiche, lo sci è molto stabile. • Un “allrounder” facile da guidare, adatto per “Cruiser” tranquilli, ottimo anche per l’escursionismo e per le donne. E’ particolarmente stabile, molto maneggevole e nel complesso un ottimo “Carver”. Ideale per chi vuole praticare il fuoripista, ma un po’ stretto per azioni freeride. Un fantastico “allrounder” per tutti!

allmountain


Telemarktest

seite

Telemark-test pagina 17 Mountain Wave

Movement

Scott

Easy Day

Couloir

LUNGHEZZE 166, 176, 186

LUNGHEZZE 166, 176, 186

LUNGHEZZE 163, 173, 183

SCIANCRATURA 130-96-120

SCIANCRATURA 122-89-111

SCIANCRATURA 129-98-120

RAGGIO 21/176

RAGGIO 20/176

RAGGIO 18.5

PESO 3.6 kg

PESO 3.2 kg

PESO N/A

In pista questo sci è particolarmente adatto alla velocità, ma richiede un’ottima tecnica perché non funziona senza poter “disegnare” grandi raggi. Detto ciò, però, si rivela molto affidabile, possiede un buon grip, buona spinta e un ottimo “rebound”. Nel complesso è rigido, ma anche armonioso e stabile. Ricorda uno sci da corsa. • Nel fuoripista non permette una grandissima spinta, è molto solido e stabile e da’ molta sicurezza. Anche fuoripista “predilige” i raggi grandi e una linea diretta. Il nuovo EasyDay non ha nulla in comune con il modello precedente! E’ adatto a sciatori molto esperti, che amano il “push”, in questo caso è davvero ”easy“, poiché a velocità elevate è molto stabile e affidabile.

Sulla pista, il Couloir è risultato un bell’“allrounder” simile al ”Black Rose“ per uomini. Molto fedele ai tracciati ama i raggi medi. Si comporta bene anche a velocità sostenute, ma, in questo caso, rischia di vibrare. E’ adatto a tutti e anche i più esperti si divertono un mondo. Sull’off-piste è molto irrequieto e offre poca spinta, ma rimane sempre molto maneggevole e non ha bisogno di molta forza. • Un “allrounder” adatto per l’escursionismo e per sciatori tranquilli.

Lo sci utilizzato per il test era purtroppo troppo corto (173), e quindi ha ottenuto una buona valutazione sulla pista. Sulla pista piace la sua durezza. E’ abbastanza rigido e ha ottime lamine. Bisogna tuttavia dire che non è facile da guidare. Nel fuoripista il 173 non ha molta spinta. A causa della sua scarsa lunghezza e una forte sciancratura non è così stabile e affidabile come altri sci per il fuoripista. Lo sci ha dunque ottenuto un punteggio maggiore in pista. Se avessimo avuto a disposizione la variante più lunga, avrebbe sicuramente ottenuto una valutazione migliore.

Majesty

Moment

Völkl

Powd’Air

Tahoe

Kendo

LUNGHEZZE 180

LUNGHEZZE 170, 180, 188

LUNGHEZZE 163, 170, 177, 184, 191

SCIANCRATURA 130-92-130

SCIANCRATURA 127-96-118

SCIANCRATURA 127-88-109

RAGGIO 20 / 180

RAGGIO 23.2 / 188

RAGGIO 21.9 / 177

PESO 3.59 kg

PESO N/A

PESO N/A

Il Vandal non è stato utilizzato abbastanza da parte dei nostri “tester” e quindi non è possibile formulare un giudizio definitivo. Possiamo, tuttavia, fornirvi alcune informazioni: il Vandal è uno sci davvero buono, anche se poco spettacolare. Funziona in tutti gli ambiti, ma non possiede lame eccezionali. Non possiamo fornire una valutazione definitiva, perché abbiamo compiuto poche discese. Vi aggiorneremo durante la stagione invernale!

Sulle piste il Tahoe si comporta davvero benissimo. Le lamine sono buone, il raggio varia facilmente e lo sci è sempre molto affidabile. Il grip non è molto aggressivo, ma equilibrato e “docile”. Lo sci resta stabile e segue la scia anche a velocità sostenute. Fuori pista ha ottenuto solo giudizi positivi: sufficiente spinta e stabilità. Anche qui lo sci è molto manovrabile. Gira facilmente e regala un bel “surf-feeling”, tuttavia dispone di potenziale tale da poter compiere qualche “pazzia”. Molto affidabile, un “allrounder” tranquillo. Adatto a tutte le occasioni, molto equilibrato e senza difetti - il Tahoe permette di fare tutto!

Anche il Kendo a nostra disposizione era corto (177 cm) ed ha ottenuto ottimi giudizi per le sue prestazioni in pista. Il Kendo è davvero un ottimo sci da pista. E’ rigido, con molto grip, è stabile e facile da guidare. E’, inoltre, molto maneggevole ed è un ottimo Carver. Nel fuoripista il modello 177 è un po’ “nervoso”. Le sue qualità nella neve fresca sono evidentissime ma non genera molta spinta. Un bellissimo “allrounder”. Per il fuoripista tuttavia è meglio scegliere il Völkl Mantra.

ZAG

ZAG

Heli Gold

Purist RX 171

Vandal

LUNGHEZZE 198, 200

LUNGHEZZE 161, 171, 181, 191

SCIANCRATURA 141-95-119

SCIANCRATURA 118-82-107

RAGGIO 15.2 / 198

RAGGIO 17 / 171

PESO 3.9 kg

PESO 3.3 kg

Sulla pista le lamine della pala dell’Heli Gold non creano un’aderenza immediata e, pertanto, è necessario abituarsi a questa sua caratteristica. Non appena si acquisisce la dovuta confidenza, lo sci piace molto. Consente un ottimo grip. E’ stabile, ama i raggi ampi ed è un Carver. Con potente “speed” e grandi raggi, l’ Heli Gold si comporta bene anche nel fuoripista. E’ stabile, solido e permette una buona spinta. Un ottimo “allrounder” con moltissimi giudizi positivi in merito, davvero “uno sci no problem”. Piacevole da guidare, molto versatile, adatto per esperti, principianti ed escursionisti.

Il “purista” è molto gradevole e in pista non crea nessun problema. Non richiede, inoltre, molta forza. Permette un sufficiente grip e gira davvero molto facilmente. Ideale per principianti. Nel fuoripista si guida in modo facile e rilassante. A differenza del „Purist Light“ (senza Rocker), aumentando lo “speed”, l’„X“ (con Rocker) genera una buona spinta. Un ottimo “allrounder”, “easy”, affidabile e versatile – adatto quindi anche per l’escursionismo. Con questo sci anche i principianti faranno grandi progressi. Il Purist è disponibile con o senza Rocker – se dotato di Rocker possiede una spinta maggiore e garantisce “grande piacere” nel fuoripista.

1


18

pagina

Telemark-test

Armada

Black Diamond

Duret

JJ

Megawatt

Monstre Fat

LUNGHEZZE 175, 185

LUNGHEZZE 178, 188

LUNGHEZZE 186

SCIANCRATURA 126-115-121

SCIANCRATURA 153-125-130

SCIANCRATURA 203-177-193

RAGGIO 14 / 185

RAGGIO 42 / 188

RAGGIO 30 / 186

PESO N/A

PESO 4.7 kg

PESO 5.2 kg

A sorpresa, il JJ con il suo Tip-e Tailrocker è adatto anche per piste dure, va “domato” e non ama il ghiaccio. Il Rocker non vibra quasi per niente, ama le velocità medio/alte e carva come se stesse sui binari. I suoi punti di forza li svela comunque nel fuoripista. Si possono compiere belle virate grazie al suo doppio Rocker, nel fuoripista non richiede molta forza. Offre un piacevole feeling da “surfista”. Il JJ, fatta eccezione per i tratti ghiacciati, è uno sci molto stabile Fantastico giocatolo freeride con Rocker, senza particolari limiti su pista.

Come sempre, il Megawatt, è una sicurezza nell’ambito delle “tavole da surf”. In pista, purché non ci sia del ghiaccio, sciatori molti bravi riescono a “domare” il Megawatt, senza grossi problemi. Ha bisogno di “speed” e ampi raggi – in tal caso si riesce a tenere gli spigoli, anche se ciò può costare molta energia. Il Rocker vibra un pochino, ma, in realtà, lo sci non è stato concepito per le piste. Nel fuoripista questo “surfista” si presta a tutto. Grazie al suo lungo Rocker è molto manovrabile, sembra muoversi su binari e non mostra nessuna insicurezza. La spinta è enorme. Una fantastica tavola da surf.

E’ davvero sorprendente come si scia con questo „ciccione“. I suoi pregi, naturalmente, li dimostra nel “powder”. Sulla pista questo mostro è davvero “indomabile” – ma non per tutti! In condizioni di neve morbida, possedendo una buona tecnica, si può viaggiare anche sulle lamine. Nel fuoripista sprigiona un’incredibile spinta, non affonda ed è molto stabile. Un “Panzer“ …ma sempre bonario e amabile, su qualsiasi terreno.

Hart

Kästle

Voilé

MX 128

Drifter

LUNGHEZZE 178, 185, 194

LUNGHEZZE 190

LUNGHEZZE 154, 162, 172, 182, 192

SCIANCRATURA 155-120-145

SCIANCRATURA 146-128-134

SCIANCRATURA 151-125-138

RAGGIO 20/178

RAGGIO 40/190

RAGGIO 23/182

PESO 2.68 kg

PESO N/A

PESO 3.79 kg

Il Phython è un ottimo sci per la pista e si comporta quasi come l’Hula. Essendo più largo è solamente un pochino più “pigro”, ma in compenso, a velocità più sostenute, è anche un po’ più stabile. Considerata la sua larghezza, è incredibilmente manovrabile e facile da usare per il carving. Nel fuoripista offre una maggiore spinta e stabilità rispetto all’Hula. Un vero giocatolo per il “powder“ della categoria „mega ciccione“. Lo sci è molto versatile, un “allrounder” e un “jolly“. Anche il Python ottiene la valutazione „da acquistare“. Anche se è molto largo è comunque molto versatile. Il suo punto di forza si riscontra nel fuoripista. Convince in ogni disciplina. freeride/ fat XXI

L’MX 128, pur essendo molto largo, sorprende per la sua eccezionale attitudine alle piste. Molto stabile e tranquillo anche con forte “speed“, ama i “big turns”. Il Rocker non vibra e le lame consentono una buona presa. Bisogna tuttavia dire che richiede molta forza nei raggi stretti. A grandi velocità, nel fuoripista, L’MX 128 è più stabile e non mostra pecche, nemmeno nei tratti duri. Grazie al suo Rocker si manovra anche a velocità ridotte. Anche in questo caso il Rocker non vibra. Quando si scia investe tutto. Il suo ”powder” è molto sportivo, uno specialista del freeride che denota ottime qualità in pista. Non adatto a principianti o cruiser.

Come tutti gli altri modelli Voilé, anche il Drifter è uno sci leggero, adatto all’escursionismo. Anche se è abbastanza largo, si comporta molto bene in pista. Particolarmente adatto all´alta velocità e agli ampi raggi. Nel fuoripista si trasforma in una bellissima tavola da surf che ricorda il Megawatt. Diverte molto, è agilissimo e molto stabile. Il Rocker vibra poco. Un vero surfista, adatto per l’escursionismo.

Phython


Telemark-test pagina 19 Artisan

Atomic

Duret

typ B

Charter

LUNGHEZZE 183, 193

LUNGHEZZE 166, 176, 186

Monstre Pow 181

SCIANCRATURA 134-105-125

SCIANCRATURA 129,5-100-119,5

LUNGHEZZE 181, 191

RAGGIO 30 / 193

RAGGIO 20 / 176

SCIANCRATURA 149-115-132

PESO N/A

PESO 3.43 kg

RAGGIO 28 / 181

Il Typ B è uno sci con una dinamica propria, che nella stessa misura del Typ A è più armonioso rispetto all’anno precedente. Lo sci si comporta molto bene su pista a velocità sostenute e particolarmente adatto agli ampi raggi. Nella nuova versione concede anche sciate più tranquille. Finché la velocità lo permette, scorre come se stesse su binari, mentre nelle virate più strette ha bisogno di maggiore forza e vigore. Nel fuoripista a velocità sostenute, il modello Typ B, rimane molto stabile e preciso, ma è più maneggevole che in pista. Qui occorre usare meno forza. Non fa il “surfista” ma l’aratore! Non è adatto ai principianti, mentre piacerà ai gaudenti freerider.

Il Charter è uno sci per “tour di freeride” dotato di Rocker che, purtroppo, con soli 176 cm si è rilevato un po’ corto per il test. In pista è idoneo a tutti i tipi di raggio, è molto maneggevole e facile da guidare. “Tira” come se stesse sui binari, ma a velocità sostenute e in condizioni difficili il “Rocker Nose” vibra. Nel fuoripista permette grande “speed” e, pur essendo corto, mantiene la sua stabilità. Le virate corte si compiono in modo facile e veloce, lo sci si fa notare per la sua grande spinta. Uno spensierato pacchetto freeride per l’escursionismo, ideale per tutti.

PESO 3.9 kg

Kästle

Moment

Mountain Wave

In pista, solo pochi tester si sono trovati a disagio con la larghezza del Duret. Per tutti gli altri il Monstre Pow è risultato molto maneggevole ed agile anche in pista. Questo ci è sembrato abbastanza insolito per la sua larghezza. E’ difficile immaginare che uno sci così largo possa essere così „addomesticabile“. La presa delle lame è sufficiente. Nel fuoripista la larghezza regala una notevole spinta e lo sci rimane sempre molto agile! Lo sci permette di compiere virate strette ma non “s’innervosisce” in quelle larghe. Uno sci che garantisce il divertimento. Facile da guidare. Un bel “ciccione”, ideale per i principianti.

MX 108

Belafonte

Diplomat

LUNGHEZZE 177, 187,195

LUNGHEZZE 174, 182, 192

LUNGHEZZE 172, 182, 192

SCIANCRATURA 132-108-122

SCIANCRATURA 135-106-124

SCIANCRATURA 140-104-128

RAGGIO 31/187

RAGGIO 25.7 / 182

RAGGIO 22.5/192

PESO N/A

PESO N/A

PESO N/A

Questo sci richiede sciatori esperti che possono sfruttare appieno il suo potenziale! Sulla pista il modello MX 108 ha dimostrato di possedere ottime lame ed “allunga” bene. E’ molto stabile, ama la velocità e i grandi “turn”. Con sufficiente “speed” è agile. Tutti i modelli MX si distinguono attraverso un “rebound” molto appariscente. Anche nel fuoripista e nei „big turns“, per mettere in mostra la sua agilità, ha bisogno di parecchia velocità. Il nuovo Early Rise ruota meglio del modello dell’anno scorso. “Un’arma” freeride adatta per la pista. Solo per ottimi e robusti sciatori…

Anche se è molto largo, il Belafonte da prova di grande manovrabilità. Non da problemi con i raggi stretti, e permette un buon grip sulle lame. Raramente si sono viste simili virate corte con uno sci così largo. Rimane stabile ed è anche molto armonioso. • Nel fuoripista il Rocker fornisce un ottimo “feeling da surf”. Si può notare, inoltre che non ha nessun effetto negativo sulla pala – è uno sci assolutamente fermo e stabile anche a velocità più elevate. E´ adatto a sciatori esperti, ideale per velocità sostenute – in questo caso si rileva come uno dei migliori sci “allround”. Genera una grossa spinta e, grazie al Rocker e alla sua larghezza, è fantastico anche in pista. Accordato in maniera armoniosa, è anche molto versatile.

In pista il Diplomat mantiene la velocità ed è uno sci stabile. E’ particolarmente adatto per i raggi ampi ma in pista potrebbe sopportare una maggiore sciancratura. Le lame sono buone, anche se la pala con il Rocker è un po’ irrequieta. Nel fuoripista la spinta è ottima. Lo sci è solidissimo e garantisce grande sicurezza. Anche nell’„off-piste“, ama i raggi ampi e una linea diretta. Il Rocker spazza via tutte le asperità del terreno ma “s’innervosisce” sulla neve bagnata. Il Diplomat, proprio come l’Easy Day, è adatto a sciatori esperti che amano la velocità e i raggi ampi. Il suo punto di forza è l’”off-piste“.

Movement

Voilé

Völkl

Jackal 185

Charger

Mantra

LUNGHEZZE 170, 177, 185, 192

LUNGHEZZE 171, 181, 191

LUNGHEZZE 170, 177, 184, 191

SCIANCRATURA 136-105-124

SCIANCRATURA 137-112-126

SCIANCRATURA 133-96-116

RAGGIO 22/177

RAGGIO 22/181

RAGGIO 20.3 / 177

PESO 3.4 kg

PESO 3.67 kg

PESO N/A

In pista il Jackal si dimostra relativamente pigro, con poco grip. A “speed” sostenuto vibra ed ha poca personalità. E’ comunque piacevole da guidare (tutti i raggi, a media velocità), ma è poco spettacolare. Non particolarmente adatto alla neve dura. Nel fuoripista e con un po’ di “speed”, il Jackal sembra un pochino “irrequieto”. Il suo punto di forza è la maneggevolezza, non richiede molta forza e genera una buona spinta. Un freerider adatto anche all’escursionismo e agli sciatori gaudenti.

In pista il Charger mostra ottime qualità per il carving e l’allround. Si guida facilmente ed ha una predilezione per i raggi ampi, anche se non disdegna quelli piccoli. Con questo sci non bisogna accontentarsi del “on piste”! • Nel fuoripista segue il tracciato e grazie al suo Rocker è molto maneggevole e non richiede molta forza. Davvero molto piacevole da guidare. Una vera tavola da surf “allround”.

Quest’anno il Mantra ha compiuto solo un “face lift“ e la sua trasformazione è solo esteriore. • In pista il Mantra è pari al Kendo, solo che gradisce maggiore “speed”. • Nel fuoripista dimostra buone proprietà “allround”, ma, a causa della sua durezza, non perdona gli errori. E’ maneggevole, stabile, anche se, paragonato ad alti sci, non è dotato di una grossa spinta. • Nel complesso è un energico, “allrounder” sportivo, adatto a sciatori esperti.


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Telemark-test

Black Diamond

Moment

Duret

Pika

Mountain 167

LUNGHEZZE 155, 165, 175

LUNGHEZZE 150, 160, 170

LUNGHEZZE 167, 177, 187, 197

SCIANCRATURA 125-95-113

SCIANCRATURA 141-111-129

SCIANCRATURA 137-105-127

RAGGIO 22.5/175

RAGGIO 19.5 / 170

RAGGIO 22.0/167

PESO 3.4 kg

PESO N/A

PESO 3.2 kg

Lo sci fornito per il test è apparso un po’ lungo alle nostre amiche che, per condurlo, dovevano mostrare davvero la loro bravura. In pista il Joule è molto stabile, ama il raggio medio e tanto “speed“ e richiede energia e forza. Nel fuoripista, con ”speed“ e raggi ampi, segue sempre la traiettoria. E’ adatto a guidatrici dinamiche che riescono a dominare lo sci. La spinta potrebbe essere migliore.

Per stare in pista, il Pika ha bisogno di molta forza ed energia. Predilige i raggi ampi e uno “speed“ accelerato. Rimane sempre stabile. La spinta che offre questo sci è semplicemente “ciccia”. Anche nel fuoripista questo sci richiede “speed“. Poi “contraccambia” con stabilità e affidabilità sia nei raggi ampi, sia a velocità maggiore. • Uno sci per signore, molto esigente che richiede esperienza e capacità. Il suo punto di forza è il “freeride/offpiste“. Adatto per sciatrici con esperienza, le quali potranno contare su uno sci molto solido.

In pista il Mountain ha riscontrato molto successo nella maggior parte delle sciatrici del nostro test. Buone lame, raggi medi – un fantastico sci, che nonostante la sua larghezza è adatto per principianti ed esperti. Nel fuoripista offre una buona spinta, cosa che lo rende molto manovrabile. Anche qui comunque sarebbe meglio possedere un po’ di esperienza e di capacità. Uno sci stabile, affidabile e versatile, per sciatrici esperte.

Majesty

Moment

Movement

Joule

Lipstick

Sierra

Black Rose

LUNGHEZZE 169, 175

LUNGHEZZE 150, 160, 170

LUNGHEZZE 155, 165, 175

SCIANCRATURA 117-87-117

SCIANCRATURA 127-96-118

SCIANCRATURA 122-89-111

RAGGIO 18.0/169

RAGGIO 15.2/160

RAGGIO 19/165

PESO 3.24 kg

PESO N/A

PESO 3.0 kg

Il Lipstick è un ottimo sci da pista. E’ maneggevole, permette rapidi cambi di lama e consente un buon grip. In pista è molto affidabile e facile da controllare. Nel fuoripista gli manca un po’ di spinta per competere con i migliori, ma ciò è dovuto alla sua esigua larghezza. Resta comunque un bel“allrounder“. Uno sci versatile, adatto alla pista. Il Lipstick si presta a tutto ed è adatto ai principianti.

The Sierra requires quite some strenght to make it turn on the slope. Once taken to higher speed, it becomes a good carving ski. Generally, the ski tends to prefer bigger turns. • Higher speed is also a requirement off-piste. Once implemented, it is a solid and reliable big-turn ride. • A very demanding ladies' ski that requires committment and expertise. For those qualifying, the Sierra becomes a very reliable partner. Not really suitable for beginners.

In pista il Black Rose è molto facile da guidare. E’ “bonario” e perdona molti errori. Ideale per principianti ed esperti. Ama i raggi piccoli. Se lo “speed” è eccessivo, manca un po’ di durezza e di conseguenza “s’imbizzarrisce”. Nel fuoripista il Black Rose convince per la sua maneggevolezza, rimane stabile anche a velocità ridotta e non richiede molta forza. Un eccezionale „allrounder“ per principianti.

Voilé

Völkl

ZAG

Kenja

Lady Gold

LUNGHEZZE 160, 170, 180

LUNGHEZZE 149, 156, 163, 170

LUNGHEZZE 157, 165, 175

SCIANCRATURA 118-94-107

SCIANCRATURA 129-87-105

SCIANCRATURA 132-83-113

RAGGIO 19/170

RAGGIO 17.7/163

RAGGIO 11,6/165

PESO 2.72 kg

PESO N/A

PESO 2.98 kg

A differenza dei suoi fratelli Voilé, in pista il Vector vibra leggermente. Ama sicuramente i raggi ampi e lo “speed” medio. Non è un gran Carver. Nel fuoripista è apparso poco appariscente. Uno sci “ordinario” senza particolari pregi.

Il Kenja mostra ottime qualità in pista. Permette tutti i raggi e tutte le velocità. E’ molto agile e perdona gli errori. Non bisogna esagerare, però, con la velocità, altrimenti è un po’ “irrequieto”. Nel fuoripista offre poca spinta, ma a media velocità e in raggi medi non teme nulla. • Un piacevole “allrounder“ per donne che prediligono le piste.

In pista il Lady Gold ha ottenuto buoni giudizi. E’ molto sciancrato, gira facilmente, è sempre stabile ed ha buone lame. E’ uno sci divertente – maneggevole, bonario che perdona i piccoli errori. Nel fuoripista è meno interessante ma possiede, comunque, buone caratteristiche “allround“. Aumentando lo “speed“ manca in spinta e stabilità. Un ottimo “allrounder“ per sciatrici che prediligono la pista. E’ possibile praticare il carving ma fuoripista, a velocità maggiori, mostra qualche difetto. Adatto anche ai principianti.

Vector

L’INTERO TEST E LE INFORMAZIONI DETTAGLIAE DEI SINGOLI MODELLI DI SCI SONO A VOSTRA DISPOSIZIONE NEL SITO WWW.TELEMARKFRIENDS.COM.


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Black Diamond Custom

Black Diamond Push

Black Diamond Stileto

Race/Freeride

Freeride/Allround

Freeride/Allround

Scarpa interna | Thermo-Fit Misura | 24.0 - 30.5 PESO | 4.1 kg

Scarpa interna | Thermo-Fit Misura | 24.0 - 30.5 PESO | 4.0 kg

Scarpa internaE | Thermo-Fit Misura | 23.0 - 26.5 PESO | 3.5 kg

Crispi Shiver

Crispi XR

Crispi XP

NTN

Race/Freeride

Allround

Scarpa interna | Thermo-Fit Misura | 24.5 - 30.5 PESO | 3.6 kg

SCARPA interna | Thermo-Fit Misura | 23.5 - 31.5 PESO | 4.0 kg

SCARPA interna | Standard Misura | 23.5 - 31.5 PESO | 3.6 kg

SCARPA T2 Eco

SCARPA T1

SCARPA TX Pro

Race/Freeride

Race/Freeride

NTN/TLT

SCARPA interna | Performance Flex G Misura | 24,5 - 32 PESO | 3,4 kg

SCARPA interna | Thermo-Fit Misura | 22,5 - 31 PESO | 4,0 kg

SCARPA interna | Thermo-Fit Misura | 22,5 - 30 PESO | 3,5 KG

Garmont Voodoo

Garmont Priestess g-fit

Garmont Prophet

Freeride

NTN

NTN

SCARPA interna | G-Fit Rapid Misura | 25.0 - 30.5 PESO | 3.6 kg

SCARPA interna | g-fit Rapid Misura | 23-27,5 PESO | 1,6 kg

SCARPA interna | G-Fit Rapid Misura | 25.0 - 30.5 PESO | 3.7


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7tm Power

22 Designs Hammerhead

G3 Targa X-Mountain

Freeride/Allround

Freeride/Allround

Freeride/ Allround

TIPO | Cable bindings FUNZIONI | Auslรถsung, Step-in ALTEZZA | 23 mm PESO | 1.4 kg

TIPO | Cable bindings FUNZIONI | --ALTEZZA | 23 mm PESO | 1.4 kg

TIPO | Cable bindings FUNZIONI | - - ALTEZZA | 21 mm PESO | 1.213 kg

7tm Power Tour

22 Designs hammerhead Axl

G3 Targa Ascent

Freeride/Allround

Allround/Tour

Freeride/Tour

TIPO | Cable bindings FUNZIONI | Release, Step-in ALTEZZA | 23 mm PESO | 1.6 kg

TIPO | 3-Pin FUNZIONI | ALTEZZA | 28 mm PESO | 1.8 kg

Tipo | Cable bindings FUNZIONI | - - ALTEZZA | 40 mm PESO | 1.418 kg

Black Diamond O1

Black Diamond O2

Black Diamond O3

Freeride/Tour

Freeride/Allround

Freeride/Allround

TIPO | Cable bindings FUNZIONI | Tour Standing height | 28 mm PESO | 1.7 kg

Tipo | Cable bindings FUNZIONI | Standing height | 25 mm PESO | 1.4 kg

TIPO | Cable bindings FUNZIONI | ALTEZZA | 25 mm PESO | 1.3 kg

Rottefella NTN

Rottefella Cobra R8

Rottefella Cobra R4

Auslรถsun/Tour

Race/Freeride

Freeride/Allround

TIPO | NTN FUNZIONI | Step-in ALTEZZA | 30 mm PESO | 2.0 kg

TIPO | Cable bindings FUNZIONI | --ALTEZZA | 30 mm PESO | 1.7 kg

TIPO | Cable bindings FUNZIONI | --ALTEZZA | 30 mm PESO | 1.6 kg

Voile Switchback

Voile SX

Voile Hardwire 3-Pin

Freeride/Tour

Freeride/Allround

Freeride/Allround

TIPO | Cable bindings FUNZIONI | Tour ALTEZZA | 25 mm PESO | 1.2 kg

TIPO | Cable bindings FUNZIONI | ALTEZZA| 20 mm PESO | 1.2 kg

TIPO | Cable bindings FUNZIONI | ALTEZZA | 20 mm PESO | 1.3 kg


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haute route


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„Haute Route on Teles, „ il motto di Richard Schürf. La sua affascinante idea era stata quella di unire i French Freeheel Masters che si sarebbero tenuti ad Argentière con gli Swiss Freeheel Masters di Zermatt. Tra le due manifestazioni intercorreva solo un intervallo di cinque giorni. Questa ci era sembrata, pertanto, un’ottima occasione per compiere il nostro tour. La decisione, tra l’altro, era stata condivisa dalla redazione della trasmissione “Bergauf-Bergab” di un’emittente Bavarese. Ad accompagnarci un team di quattro persone concentrate nella narrazione dell’attraversamento più conosciuto delle Alpi dal punto di vista degli amanti del “tallone libero”. A metà marzo, quattro giorni prima della partenza per il nostro tour, eravamo giunti a Martiny Argentiere con il Mont Blanc Express. Il benvenuto era stato dato da una bella giornata di sole. Anche se non aveva nevicato da oltre due settimane, la neve ci era subito apparsa perfetta. Poi però, all’improvviso, le condizioni climatiche avevano iniziato a subire un cambiamento. Un giorno e mezzo di pioggia non solo aveva sciolto la neve a fondovalle, ma aveva fatto si che il pericolo valanghe raggiungesse addirittura il “livello quattro”. Anche se fosse stato possibile aggirare i tratti pericolosi, le pareti e le vallate ripide, ciò non avrebbe eliminato il problema della “neve marcia.” La nostra guida alpina Florian Hellberg aveva suggerito, allora, di percorrere la rotta alternativa che parte da Verbier. Grazie alla partenza a quota 2500 m non si correva il pericolo di sfiorare il limite della neve che era caduta nei giorni precedenti. Si era deciso, quindi, di salire nuovamente sul Mont-Blank-Express fino a Martiny, per poi dirigersi verso la destinazione Chable, poco più in basso del rinomato centro sciistico. Ricompensati da una splendida giornata, avevamo raggiunto il Mont Fort del CAS, dove avevamo impiegato il resto della giornata per fare le esercitazioni con il segnalatore acustico (pieps) e il sondino. In quel frangente non avevo potuto non noatare, piuttosto perplesso, le enormi differenze che sussistono tra i diversi apparecchi. In particolare quelli moderni, digitali, con tre antenne che conducono immediatamente, senza margine d’errore, all’oggetto sepolto e avvolto in una coperta.

La mattina dopo eravamo partiti verso le ore 6.30. Si era deciso di salire sulla pista che porta fino al Col de la Chaux, accompagnati da un’alba spettacolare. La tappa del primo giorno ci aveva condotto al Rifugio Prafleuri con una sosta sulla vetta della cima della Rosablanche. Alle ore 7.30 la prima sorpresa. Proprio nello stesso momento in cui si raggiungeva la cima, un grande gruppo di coloratissimi amici del freeski e di snowboarder, con i loro pantaloni stile “baggie”, aveva raggiunto il versante opposto. Nel vederci le loro facce sembravano meravigliate quanto le nostre. Si trattava dei partecipanti del Verbier-Extreme, che, a causa del brutto tempo, era stato spostato al fine settimana successivo. Poco dopo avevano iniziato a sfrecciare giù sulle ripide, quasi verticali, pareti rocciose del versante nord del Bec des Rosses seguiti da elicotteri. La strada che avevamo intrapreso, attraverso il Col de Momin, lungo un meraviglioso paesaggio montuoso, ci aveva condotto fino al Rosablanche. Giunti ad oltre 3000 m, però, iniziavo ad accusare l’effetto dell’altitudine. Percepivo una leggera pressione sotto la fronte e mi sentivo in affanno. La salita in vetta, poi, ci aveva condotto attraverso una breve e ripida cresta. Qui si rendeva necessario utilizzare i ramponi e le piccozze. In quel momento ero veramente contento


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di indossare le scarpe da telemark, con il beccuccio, che mi consentivano di trovare sempre degli appoggi saldi. Sorridevo, anche se era necessario rimanere molto concentrati. Sepp ci aveva ripreso con la telecamera: „Berg Heil!“ (il saluto della montagna) e la stretta di mano! Ma il primo ciak… non andava bene….bisognava riscendere, qualche cosa non aveva funzionato – la scena era da rifare. Per premiare la nostra impresa, Patrick ci aveva preparato la bibita “della montagna” fatta di “Richard” e acqua. La grappa di anice della Provenza l’avevamo travasata in bottiglie di plastica. Insomma, avevamo proprio voglia di divertirci! Dall’alto, complice il bel tempo, potevamo godere di un panorama mozzafiato. A sudovest si poteva ammirare il versante dove s’innalza il massiccio del Mont Blanc, mentre ad oriente si poteva osservare il Cervino. Montagne e ghiacciai a perdita d’occhio! Era ancora molta la strada da percorrere! Su un immenso plateau di ghiaccio sotto di noi, scorgevamo un piccolo aereo sportivo intento ad effettuare manovre di partenza e di atterraggio. Le autorità svizzere oramai hanno ufficialmente aperto l’area all’Heliskiing.

Il Cervino

La discesa al Rifugio Prafleuri ci aveva condotto lungo l’omonimo ghiacciaio. Una neve favolosa…! Morbida e polverosa. A circa metà percorso avevamo deciso di risalire di 300 m. Non avremmo potuto chiedere di più, le condizioni erano ottimali anche per il gruppo dei cameraman. Le previsioni del tempo per i giorni successivi, tuttavia, non erano rassicuranti. Sepp scendeva accanto a noi per riprenderci. La neve si sollevava. Mi chiesi come riusciva a filmare in quelle condizioni. Un’impresa notevole! Il Rifugio Prafleuri era molto confortevole, moderno e bello. Per usare la luce era necessario pagare per mezzo di un cip, altrimenti si rischiava di rimanere al buio. Oltre a noi, altri tre gruppi avevano scelto la stessa variante dell’Haute Route. Per questo, complice una meravigliosa giornata, decidemmo di scambiarci informazioni sulla terrazza soleggiata del rifugio. Una giovane coppia americana, si era avventurata da sola sull’Haute Route e aveva chiesto consigli per il giorno successivo a Flo. Possedevano la nostra stessa guida per l’Haute-Routeè, solo che non parlavano il tedesco. Ciò mi aveva reso perplesso. Il giorno successivo eravamo partiti prestissimo per raggiun-


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gere il Rifugio Vignette dietro d‘Arolla. Non si trattava di un grande dislivello, ma la distanza era davvero notevole. Verso le ore nove e mezza, avevamo raggiunto la Cabana Dix, sempre accompagnati dal sole. Metà della strada era ormai alle nostre spalle. Una signora che lavorava al rifugio era intenta a pulire la cucina ma si era subito resa disponibile a prepararci, comunque, una merenda e litri di tè. Dal rifugio si poteva rivedere tutto il percorso del nostro tour. In lontananza si scorgevano i due americani, partiti ancor prima di noi ma che, evidentemente, si concedevano più soste. Dai ripidi spigoli del Mont Blanc de Cheilon pendevano le grandi lingue del ghiacciaio. Il ghiaccio, lucente pieno di crepacci aveva riflessi cangianti e bluastri. Chissà per quanto tempo sarebbero rimaste così? Pian piano, con molta tranquillità, affaticati dal caldo e dall’altitudine, salivamo verso il Col de la Semperine. Olaf ansimava. Sulle montagne e le creste circostanti si potevano vedere enormi segnavento. Poi all’improvviso si erano alzati vento e nebbia. Ci stavamo avvicinando al punto più alto della nostra tappa, il Pigne d‘Arolle, a ca. 3700 metri. Il vento si trasformava rapidamente in una tempesta, la nebbia in neve, che sferzava orizzontalmente il ghiacciaio e le nostre facce. La traccia era diventata di colpo invisibile. Un ripido scalino da superare, si era trasformato in ghiaccio puro. Avevamo, pertanto, deciso di indossare i ramponi da ghiaccio. Ad ogni passo, il vento spostava via i miei bastoni. Era incredibile come potesse cambiare il tempo in pochi minuti! Non si vedeva più nemmeno il nostro team di cameraman. Pensavo che fossero più avanti per cercare un buon posto per filmare. Proprio in quel momento iniziavano a verificarsi anche alcuni problemi tecnici. I ramponi di Patrick continuavano a staccarsi. A Florian, la nostra guida, tutto ciò non piaceva e per questo, assumendo il comando, ci aveva ordinato di legarci in cordata. In condizioni del genere anche una normale comunicazione è pura utopia. Ad un certo punto eravamo riusciti a trovare anche i cameraman. Ora l’unico obiettivo era quello di raggiungere il rifugio. Sul versante orientale innevato e ghiacciato del Pigne d‘Arolla avevamo iniziato la discesa in cordata. Tra me e Flo c’erano ca. 60 metri. All’improvviso Partick era sprofondato in un crepaccio; fortunatamente, però, solo fino alle ginocchia. Fortunatamente tutto era andato per il meglio. Completamente stravolti, ma felici e sollevati, infine, avevamo raggiunto il rifugio.


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INFO Dove era, però, la giovane coppia di americani che avevamo visto due ore prima? Il Rifugio Vignette era stracolmo di gente. Quasi non si riusciva a trovare posto per i nostri sci, pelli e bastoni. Proprio in quel punto la classica Haute Route s’incontra con due varianti. A causa del cattivo tempo verificatosi i giorni precedenti, l’acqua era terminata. Chi voleva lavarsi i denti doveva comprarsi delle bottiglie d’acqua. Normalmente i rifugi a queste altitudini possiedono un impianto ad energia solare per sciogliere la neve. Finalmente scorgemmo anche la giovane coppia americana. Ed ora? Il repentino cambiamento del tempo si era verificato un giorno e mezzo prima del previsto. Ci trovavamo nel mezzo di tormenta e anche per prossimi giorni non erano previsti miglioramenti, con venti che soffiavano dai 70 agli 80 km orari. Era chiaro, ormai, che bisognava interrompere il nostro tour. Il tempo, purtroppo, era tiranno e non potevamo aspettare tre giorni perché il tempo potesse migliorare. Il mattino successivo, infatti, la situazione non era mutata ed era già una vera impresa riuscire a tenere gli sci per terra, tanto forte era il vento. Si era deciso, quindi, di scendere lungo il versante nord verso il comprensorio sciistico di Arolla. 500 m più in basso ci attendeva il sole. Le temperature, man mano, aumentavano notevolmente. Solo in cima, sulle creste si potevano ancora scorgere grossi segnavento.

Infine abbiamo raggiunto le nostre mete dello Zermatt e del Cervino partendo da Sion in treno. Avrei preferito, però, la via più scomoda.

Arrivo e partenza // Consigliamo di giungere ad Argentiere ossia Verbier da Zermatt in treno. In questo modo si preservano i ghiacciai, si vede molto del paesaggio e soprattutto non bisogna tornare al punto di partenza. Informazioni: sbb.ch.bahn.de Guida alpina// l’Haute Route è offerta da molte guide in loco. Noi ci siamo affidati a vivalpin-allgaeu.de. Questo racconto evidenzia chiaramente che l‘Haute Route può essere affrontata senza guida alpina solo da alpinisti veramente molto esperti. Letteratura: Michael Waeber: Haute Route, ISBN: 978-3-7633-5919-6 Periodo favorevole// L‘ Haute Route è un attraversamento di alta montagna che conviene affrontare in primavera. E’ sempre consigliabile partire prima o dopo il fine settimana in modo da evitare la massa. L’ideale sarebbe prendersi almeno dieci giorni di tempo, in modo da poter aspettare qualche giorno, in caso di maltempo. Se si guadagna qualche giorno, potrà sempre essere possibile fare una puntata da qualche parte, oppure proseguire per Saas Fee. Attrezzatura// Meglio portare poche cose. La guida vi fornirà una lista delle cose indispensabili. E’ anche possibile noleggiare l’attrezzatura mancante. Consiglio: basta un T-Shirt di ricambio. Haute Route per escursionisti sportivi: Patrouille des glaciers – ogni anno ad aprile si svolge la manifestazione „Patrouille des Glaciers“ da Zermatt verso Verbiert. Il record per l’intero percorso è di incredibili 5 ore, 52 minuti e 20 secondi (aprile 2010). Informazioni: pdg.ch


Rafael Prohaska Rider: Fritz Trojer


8.-10.04.2011 Finale a Galt端r Appuntamenti del tour 19.-21.11.10 Stubaier telemark FeStival

Stubai/Austria // www.stubaier-telemark-festival.com

19.12.10

Sport Schindele Allg辰u Masters Gr端nten/Germania // www.sport-schindele.de

15.-16.1.11 Sportler Telemark Festival

Carezza/Italia // www.freeheel.it

29.01.11

US Tele X Steamboat Springs/Colorado/USA // www.sswsc.org

05.02.11

Freeheel German Masters Gapa/Germania // www.freeheeler.eu

19.-20.2.11 Otavalo Freeheel French Masters

Chamonix/Les Houches/Francia // www.freeheeler.eu

25.-27.2.11 Bayrischzell Telemarkfestival & Bergzeit Telemark X Bayerischzell/Sudelfeld/Germania // www.schneestolz.de www.bergzeit.de

06.03.11

Morgedal Games Morgedal/Norvegia // www.morgedal.com

8.-10.4.11 Freeheel World Masters Finale

Galt端r/Austria // .galtuer.com


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Con il Freeheel Spring Break di Galtür, abbiamo sfidato l’inverno ma per fortuna, ancora una volta, il tempo è stato clemente con tutti gli appassionati del Telemark e ci ha regalato fantastiche giornate invernali e molto sole. Tutti gli amici del Telemark si sono così riuniti a Galtür per festeggiare la fine della stagione. Il parcheggio della funivia Birkhahnbahn è stato trasformato in un’arena, dove poter fare festa, con bagni Jacuzzi e slackliner. Con BBQ e una bella festa sotto il „cielo Bavarese“, nella tenda HackerPschorr Zelt, abbiamo fatto festa tutta la notte, fino alle cinque del giorno dopo. Il duo “work out“ suonava talmente bene che, al mattino, molti avevano le gambe indolenzite a forza di ballare. Anche Andreas Kathrein e Charlotte Limargures, i nuovi campioni dei Freeheel World Master, hanno festeggiato fino all’alba, anche se la finale del Master Tour é stata molto impegnativa. Una partenza „Freefall“ ha catapultato le quattro finaliste nelle prime due onde del Tele X, disegnata da numerose ripide curve e molti salti. Lo chef delle piste - Walter - ed il suo staff, in collaborazione con l’Obmann Christoph, dello Skiclub, del suo team e Patrick, sono riusciti a realizzare una pista che nulla aveva da invidiare a quelle internazionali.

Dopo quattro lunghi anni e tante emozionanti gare, la sorpresa nella sfida degli uomini è stata perfetta. Il torero Andreas Kathrein di Galtür, arrivato alla finale attraverso le qualificazioni „last minute“, ha raggiunto l’arrivo del Freeheel World Master 2010 davanti ai due tedeschi Marc Künkele e Benedikt Holzmann. L’austriaco Thomas Spann, invece, è diventato il Lucky Loser. Anche nelle donne il risultato ha avuto un esito diverso da quello che ci si aspettava. La francese Charlotte Limargures, infatti, ha disputato una finale meravigliosa, assicurandosi il titolo di Freeheel World Master 2010, piazzandosi davanti a Monika Rieder e ad Auri Bittner - entrambe tedesche - e all’ucraina Aljona Timakova che si è classificata al quarto posto. Il Freeheel Spring Break Weekend a Galtür è piaciuto davvero moltissimo a tutti tanto che dall’1 al 3 aprile 2011 si terrà nuovamente il: cu@Freeheel Spring Break e Polartec®Marmot® Freeheel World Masters Finale Galtür.

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Storia: Heino Jahn; Foto: Michael Wolf (www.sportfotografie-michaelwolf.de)

Carezza 2 Freeride

Quali sono gli ingredienti del Würstel di fegato? Che cosa studiano le ragazze alla scuola professionale? Che cosa è un freerider? Un „free rider“ è il conducente di un predellino, costantemente accusato di raggirare le leggi del trasporto! Quando si punirà chi cerca nuove varianti o chi pratica lo sci d’alpinismo? Chi pratica il freeride sarà punito con più di mezzo metro di neve fresca! Noi eravamo colpevoli e meritavamo una punizione:


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Luogo del delitto e sede del processo; Carezza. Nel territorio tra Passo Carezza ed il Catinaccio troviamo uno dei comprensori sciistici più belli d’Italia che offre molteplici possibilità sia per sciare in pista, sia per il fuoripista. Proprio davanti allo scenario delle Dolomiti, dichiarato patrimonio dell’umanità UNESCO, abbiamo testato diverse interpretazioni del Freeride. Tra gli altri anche quello più antico, primordiale, che ha dato vita allo sport dello sci. In tempi non sospetti, quando non esisteva una differenza tra il telemark e lo sciare in parallelo, tra lo sci nordico e lo sci alpino, tra i discesisti e gli arrampicatori, tra i corridori ed i saltatori, gli sci rappresentavano, in primo luogo, un mezzo di spostamento. Era indispensabile potersi muovere comodamente in salita e in discesa senza compiere troppi sforzi. Gli sci, infatti, possedevano sia una superficie per scivolare, sia una per arrampicare. Naturalmente il tallone era libero! In Scandinavia a Fjells questo tipo di sci è stato preservato, ed è diventato uno sport molto popolare. Se si escludono alcune regioni delle alpi centrali, in Europa il telemark non viene molto praticato. Ciò, naturalmente, dipende anche dalle diverse tradizioni e dalle relative topografie. L’industria e il marketing evidenziano in modo netto la distinzione tra fondisti e alpinisti, non riconducendo a nessuna delle due discipline chi pratica il telemark. Il nostro scopo, ora, è quello di costruire un ponte tra la tradizione e la modernità; tra lo sci di fondo e il telemark; tra la Scandinavia e l’Europa centrale, seguendo il motto: “sarai veramente libero solo se ti lasci alle spalle tutti gli obblighi. “Riding” in veste nuova!” Dal punto di vista topografico, la regione del Passo Carezza, si può facilmente dividere in tre zone. D’estate le pareti di calcare Dolomitico sono riservate esclusivamente agli alpinisti e d’inverno, ad alcuni appassionati dello sport estremo. Lo zoccolo del Catinaccio e del Latemar ospitano il comprensorio sciistico Carezza con i suoi impianti di risalita. Verso occidente, in direzione di Bolzano, si sviluppa un paesaggio collinare con boschi e malghe che poi precipita ripidamente nella Valle Isarco. Questa parte del territorio ci sembrava ideale da attraversare con gli sci per il telemark. Molto classico, in parte con scarpe di pelle e un attacco 3-pin, con o senza pelli. In quest’ultimo caso, con le “squame”, si raggiunge una strada forestale, dopo un continuo sali e scendi, effettuato in gran parte lungo in un territorio aperto. Nessuna cima, nessuna pista da fondo, nessuna convenzione: free riding, in nuova veste. I vantaggi degli “spaghetti” (detti anche stuzzicadenti) rispetto alle “tagliatelle” (piste off oppure allmountain) sono evidentissimi, soprattutto su di un terreno collinoso: gli sci, gli scarponi e gli attacchi sono sorprendentemente leggeri. Una volta abituati ad indossare” il niente” ai piedi, il che non rappresenta un problema durante le salite, i vantaggi saltano subito all’occhio. Se la pendenza del percorso scelto da ognuno individualmente, non è troppo ripida, con l’aiuto di pelli in tessuto misto, si arriva praticamente in cima ad ogni collina. Una volta ivi giunti non è poi necessario ripetere la solita procedura: togliere le pelli, reimpostare l’attacco e stringere bene gli scarponi… Basta scendere a piacimento, con eleganti virate telemark, per poi procedere alla volta della prossima salita. Free riding. Questi set sono ideali per tutti coloro che vogliono passare dallo sci di fondo al telemark. Il piacere della discesa dipende sempre dalle proprie attese e dalla capacità di fare qualche compromesso. Chi preferisce la virata swing del telemark potrà indossare stivali di pelle più alti, oppure scarponi sintetici bassi con tre ganci. Tuttavia vale la pena ricordare che ciò influisce notevolmente sul confort e il benessere quando si prosegue in salita o in pianura. Per ciò che concerne gli sci, si può optare per uno sci da fondo un po’ più largo con bordo in acciaio e speciali Fjellski larghi fino a 90 mm. Le differenze nella discesa non sono molto evidenti. ll “Voile‘s 3-Pin Cable” si è rivelato un buon compromesso tra una scarpa e uno sci e, attualmente, è anche l’unico con attacco sganciabile. Tuttavia anche la Supertelemark della casa Rottefella non


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delude le aspettative delle richieste. Il divertimento è limitato utilizzando un classico equipaggiamento per lo sci di fondo, anche se, naturalmente in pianura si scivola in maniera molto spensierata. Per ciò che concerne i materiali bisogna dire che se non si abbandonano quelli dei modelli storici (un consiglio guardate e vecchi film di Arnold Fanck e le foto degli anni trenta), l’equipaggiamento potrà essere impiegato in maniera diciamo più universale. Se si pensa alle imprese degli “stand man” dell’epoca, sembra proprio che non ci siano limiti di utilizzo per questi material. Beh, insomma, prima che sulle alpi fossero costruiti gli impianti di risalita, lo sport si chiamava, “skilauf – corsa di sci”, che presupponeva un’attività fisica. All’epoca non esistevano le piste preparate… ma solo freeriding e niente di più! Stimolati da questo dato di fatto siamo passati dalle colline alle regioni più alpine per vedere quali altre sensazioni ci poteva regalare la nostra ricerca sulle origini del telemark. Oltre ad alcuni “stunt“ degni di un film, abbiamo capito che non esistono davvero limiti per il divertimento. Dopo le prime timide curve con i nostri “stuzzicadenti” siamo diventati sempre più spavaldi ed abbiamo provato di tutto sulle piste di Carezza. Gli sciatori presenti sulle piste erano in parte irritati e in parte divertiti. Qualora l’impianto di risalita fosse stato affollato, cosa che, considerata capacità di trasporto non accade mai, considerato le proprietà della nostra attrezzatura, avremmo sicuramente deciso di risalire la bella pista a piedi. Freeriding, in modo diverso! Ad un certo punto alcuni nuvoloni neri ci hanno impedito di continuare a sciare lungo le larghe piste anche dopo la chiusura degli impianti di risalita. Abbiamo, quindi, cercato rifugio dalla pioggia nella confortevole malga Moser. Eravamo stati forse puniti per aver praticato il freeride? La giornata successiva non prometteva nulla di buono. Nell’”arringa” del giorno seguente, finalmente, dopo aver richiesto le attenuanti le cose sono cambiate in nostro favore. Il mezzo metro di neve fresca, anche un po’ bagnata, ci è subito apparso come un atto di clemenza. A mezzogiorno con l’uscita di un bel sole, siamo stati completamente riabilitati. Unitamente alla scuola di sci Catinaccio/Rosengarten, infatti, avevamo ottenuto il permesso di scendere in fuoripista! Naturalmente con gli sci backcountry! Freeriding ammirando un paesaggio unico! Carezza offre ad ognuno ciò che desidera: discese tranquille, con piacevoli ore in un paesaggio ovattato con un panorama mozzafiato che spazia dalla Valle Isarco fino all’Ortles. Chi cerca una scarica di adrenalina invece, può spingersi più in su e salire ad altitudini più considerevoli (Info: Carezza). Per ciò che concerne la scelta degli sci (larghi o stretti) ognuno dovrà decidere secondo i propri gusti. Quelli stretti sono ideali per i paesaggi collinosi e tour sulle Prealpi. Con questi sci è possibile raggiungere anche le Prealpi Bavaresi. A chi, invece, ama solitarie stradine forestali o a chi volesse evitare zone a rischio di valanghe, consigliamo in alternativa i „freerider“(vai ai consigli).

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Sci: Atomic Rainer Poigrip Attacco: Voilee 3-Pin cable Scarpe: Crispi spole CXX2 (materia plastica)


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Info Carezza:

Arrivo in macchina: autostrada del Brennero, uscita BolzanoNord, direzione Val D’ Egal, Karersee - Carezza. Dal uscita Bolzano Nord sono ca. 20 minuti di strada per giungere al comprensorio sciistico Carezza (dipende dalla località) Treno e autobus: stazione di Bolzano, più collegamenti al giorno per lo “Ski Area Carezza”. Su richiesta servizio taxi dal vostro Hotel. Aereo: Gli aeroporti più vicini si trovano a Bolzano (30 km) Innsbruck (120 km) oppure Verona (150 km). Distanze: Monaco 265 km, Vienna 590 km, Milano 280 km, Venezia 215 km. Comprensorio sciistico: 16 impianti di risalita, prezzo tessera giornaliera: 32,- Euro - www.carezza.it

Consigli:

Prealpi: Tölzer Land intorno a Dietramszell; pista da fondo SC Moosham, attraverso i campi, neve fino a marzo, sosta: Gasthof Geiger, Humbach. Prealpi Bavaresi e di Chiemgau: Zwiesel (1348 m) Wackersberg, Waldherrnalm // Rechelkopf (1328 m) Marienstein Rampoldplatte (1422 m) Brannenburg //Riesenhütte (1345 m) Frasdorf

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Testi e foto: franzfaltermaier.com

„I bastoni vanno messi al contrario con l’impugnatura verso il basso!“, spiega la nostra guida Mammoth. Non capisco più niente. Voglio inserire gli sci nel supporto, ma non entrano. Troppo larghi. Ci riprovo. Ancora: „ no, prima devi metterci i bastoni e porta gli sci con te in cabinovia!“ Ubbidisco, ma rispondo incerto: „ma sono troppo lunghi!“ „Lascia che escano dalla fessura !“ A fatica entro nella piccola cabinovia a sei posti. La porta scassata si apre a fatica. Il mio grosso zaino s’incastra nello stretto abitacolo, anche lui preferisce stare fuori. Casco sul sedile bestemmiando. Tutti gli altri sciatori incalzano in maniera frenetica. In quel momento mi guardo intorno per vedere se qualcuno di essi storce gli occhi pensando al fatto che se “quello” non riesce nemmeno a salire in cabinovia, figuriamoci come se la caverà con gli sci. Anche Thomas fatica ad entrare e osserva: „ma questo é quasi come stare in elicottero”. “Allora va bene non ti pare”? risponde Andy, in maniera concisa. “Certo lo stato indiano, per quella manciata di comprensori sciistici di cui dispone non ha certo fatto costruire apposite cabinovie per sciatori…. “Così ha ordinato le gondole Poma dalla Francia”, racconta Stefan. Osservo tutte le punte degli sci che spuntano dalle gondole. Mi ricorda quando sono partito per le mie prime vacanze invernali con il mio Volkswagen maggiolino. Attaccavo l’attrezzatura al cofano del bagagliaio e le punte degli sci sbucavano dal tetto. Saliamo velocemente verso l’alto, passando davanti a conifere un po’ particolari, una via di mezzo tra pini e cipressi. Alla stazione intermedia a ca. 3000 m vedo un tabellone color “giallo fastidio”: pericolo, rocce, improvviso calo della temperatura, slavine! Solo per esperti! Usciamo dalle gondole già tutti eccitati, ma senza immaginare che la giornata sarebbe finita lì. Il Monte Apharwat! Finalmente lo possiamo ammirare. In internet ci sono poche immagini ed informazioni sul comprensorio sciistico del Cascemir. Sapevamo comunque che la montagna misura 4300 m e che la cabinovia trasporta i passeggeri fino a quota 4000. Si tratta della funivia più alta del mondo. Al centro del massiccio largo tre chilometri, oscillano grosse funi d’acciaio. Le gondole luccicano come perle in controluce, ma non si muovono di un millimetro. Mammoth ci spiega: „a destra della cabinovia ci sono due canaletti chiamati Gondola Bowl. Questi vengono controllati da una pattuglia di sci. Tutto il resto è “Backcountry“. Non ci sono dunque piste preparate, la natura ci regala tutti i suoi tesori. Non ci sono insegne, fanatici bulli, impianti di neve artificiale… a parte la presenza degli alberi del pepe, che sembrano delle piantagioni di frutta smarrite sulle alpi, il paesaggio assomiglia abbastanza a quello delle Alpi del Kitzbühel. Alcuni sciatori impazienti salgono con le pelli in zick zack lungo la ripida parete, suscitando la nostra compassione. Non appena ripartirà l’impianto di risalita li supereremo rubandogli anche il vergine pendio

della montagna…anche se in questo paesaggio solitario ciò non dovrebbe costituire un problema. Ora, sciatori e snowboarder attendono il fatidico “Okay“, ma quanti siamo? Solo un piccolo gruppo di ca. 60 persone. Mi guardo intorno. Siamo un colorato cocktail di persone proveniente da tutto il mondo. A casa avevo deciso di non portare sci troppo larghi. 100 mm di larghezza non mi apparivano pochi. Ora però, mi sento svantaggiato. Quasi tutti hanno sotto i piedi 120 mm e più. Anche la nostra guida, che indossa una tuta da sci scolorata, possiede „l’arma da neve fresca“ più potente di una marca americana, che da anche il nome alla vicina e maestosa cima di 8000 m. L’atmosfera è festosa… Venditori ambulanti locali offrono tavolette di cioccolata. La nostra guida prepara del tè e ci soffia in faccia il fumo di marijuana. Qui non si vedono i tipici amanti dello sport invernale che indossano tute da sci rosse e carving da slalom. Di contro turisti indiani con vecchissimi sci che azzardano i primi passi su impercettibili pendenze. Ogni tanto si sente un boato, delle esplosioni per provocare le valanghe, commentate da un „tra un po’si parte!” Infine ci comunicano che “oggi non si parte!” Non ci portano in cima, c’è una tempesta in corso e sussiste il pericolo di valanghe. Un tizio di Oberaudorf perde la testa e urla: “da noi una cosa così non succederebbe mai! Adesso ci tocca aspettare tutto il giorno per niente!“ Certo lo posso capire, ma qui siamo in Cascemir. Vediamola in questo modo. Da noi si potrebbe sciare solo su piste preparate. Sciare fuori pista è comunque vietato. E a Gulmarg? Qui vigono le regole dello sci d’escursionismo. Avere pazienza ha i suoi vantaggi: la neve si fissa meglio al suolo regalando discese più emozionanti. Nei nostri comprensori, un fiocco di neve non ha nemmeno la possibilità di “riposarsi”. Non appena cade al suolo viene investito da una marea di sciatori o peggio, dai bulli delle piste. Consolandoci con questi pensieri, scendiamo verso Gulmarg, dove ci sediamo comodamente sulla terrazza dell’Hotel. Osserviamo divertiti le scimmie sugli alberi che litigano. I dissapori non appartengono, quindi, esclusivamente alla nostra specie. Anche se non penso che le scimmie litighino per questioni riguardanti lo sci. Verso sera siamo raggiunti dal preannunciato mal tempo. Nevica e l’edificio scolastico di fronte a noi non si vede più. I cristalli di neve assomigliano alla grandine. La gente locale spala la neve ma non riesce più a starci dietro. I tetti sono rapidamente liberati dalla massa di neve. Ciò che da noi nell’inverno 05/06 fu un evento eccezione, qui rappresenta la normalità. Nel frattempo è completamente buio e ci incamminiamo verso il nostro appuntamento. Ci sembra di camminare lungo una fossa di trincea bianca. I fiocchi di neve ci colpiscono la faccia, alziamo i cappucci per proteggerci. Finalmente intravediamo il Rifugio Rajai‘s. Da noi sarebbe definito al massimo un ricovero per attrezzi. Il proprietario ha disegnato il suo nome sulla parete verde scura come se si trattasse di un club per punk. All’interno troviamo un uomo con la barba che ci sorride. Si toglie il berretto di lana. I


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suoi bambini si nascondono timidamente dietro le sue spalle. Ne ha cinque, una buona media per il Cascemir. Non appena ci sediamo al tavolo traballante, i bambini distribuiscono i piatti per la nostra piccante cena indiana. Nell’angolo c’è una televisione che trasmette un film d’azione dove il protagonista malmena per le feste un sacco di tizi, in alternativa si potrebbe optare per un film d’amore mieloso in formato musical. Le protagoniste cantano con voci infantili. Anche Kate Bush sarebbe irritata. All’improvviso è buio pesto e non si muove una foglia. La tempesta ha avuto pietà di noi e si è fermata. Il nostro oste è preparato a questo evento e in un baleno prende una lanterna di vetro. Mi guardo intorno nella stanza che ha la grandezza di un garage. Vedo tappeti orientali rossi e un ritaglio di giornale della rivista americana “Powder” appesa al muro. Leggo. “Siamo gente del Cascemir, il popolo più pacifico del mondo. Vogliamo sciatori, non soldati!“ Rajai ci parla con voce tranquilla della situazione del piccolo centro sciistico Gulmarg: “dopo gli attentati terroristici e il lungo conflitto con il vicino Pakistan, la presenza di militari in Cascemir è particolarmente intensa”. Ce ne eravamo accorti in aeroporto, dove più volte il nostro bagaglio è stato controllato. Soprattutto le cartucce dei nostri zaini anti valanghe avevano suscitato l’interesse dei militari e anche durante il tragitto da Srinagar avevo notato la presenza di moltissimi convogli militari…come se dovessero costruire un fronte. Qui, intorno a Gulmarg, invece, e nel comprensorio sciistico, non siamo disturbati. Non hanno interesse a perdere i turisti. Certo, ogni tanto si vede un soldato che pattuglia la zona. Alla stazione intermedia ci siamo fatti fotografare da un bel cacciatore, vestito con berretto, una giacca mimetica bianca e con un paio di sci d’escursionismo. Sulla spalla penzolava uno degli oggetti più esportati dalla Russia: un fucile automatico Kalaschnikow. PRIMA DI PARTIRE, ANDI CHIEDE ALL’OSTE: „QUANTO FA’?“ LA RISPOSTA: „DATEMI CIO’ CHE VOLETE.“ Ancora due giorni di neve. Nel vicino „Monkeyhill“ saliamo di altitudine e scendiamo lungo un bosco rado di alta montagna che non presenta pericolo di valanghe. Ogni tanto saltiamo alcuni “Pillowes”, sfere a forma di cuscino, che sembrano gigantesche palle da neve buttate nel bosco dai giganti. La nostra guida suggerisce di compiere una discesa verso Babareshi, un‘altra località situata più in basso di Gulmarg. Proprio come a Monkeyhill, percorriamo diversi ripidissimi tratti. Non raggiungiamo Babareshi, ma sciamo lungo una strada di valico al termine della quale ci attende una Jeep. I nostri sci vengono immediatamente caricati sul Jeep e poi proseguiamo in salita. Non appena a finiamo di dire, che guidare è più pericoloso che sciare, ci troviamo in una coda. Due macchine si sono scontrate. Il conducente della vettura più piccola non vuole ammettere che quella più grande ha, di fatto, la precedenza. „Qui non si passa avanti, si fa la coda!“ mi aggredisce uno sciatore americano molto irritato. Dall’agitazione ho lasciato i bastoni nella cabinovia che finiscono di compiere un altro giro fino alla stazione a valle. Sono contento di ritrovarli, ma ora devo tornare dai miei amici che mi aspettano all’entrata dell’impianto di risalita. Siamo tutti agitati. Dopo tre giorni di maltempo, oggi splende finalmente il sole. In cima all’Apharwat si gode di un panorama spettacolare. Vediamo anche il Nanga Par-bat, alto il doppio rispetto all’Apharwat. La sua cima è ricoperta di nuvole, una caratteristica di tutte le cime di ottomila metri. Questo fenomeno è chiamato “Jetstream”. Cime bianche a perdita d’occhio. Nulla che possa ricondurre alla presenza dell’uomo.

Siamo i primi a scendere lungo un pendio vergine. Poi non riesco più a concentrarmi sul paesaggio. Scendo a grande velocità e mi butto nelle curve. Dopo ogni fase di compressione mi ributto sul lato opposto. Supero le cunette, i bastoni toccano la neve. Ho il sole alle mie spalle, le ombre degli spruzzi di neve sollevati dai miei sci mi superano, le cosce bruciano, i polmoni che agognano aria… Finalmente vedo la stazione intermedia. Un’ultima dirittura ed ecco che mi trovo lì respirando faticosamente. Thomas riassume: „sembrava di praticare Heliski, ma con lo skilift.“ Dopo alcuni “run”, la nostra guida ha in serbo un’altra sorpresa e ci dice con tono trionfante: “ora arriva una discesa con un dislivello di duemilacinquecento metri”. La discesa è interminabile e non si conclude nemmeno nel bosco, dove al posto della temuta neve appiccicosa - nei posti ombrosi - ci attende una meravigliosa neve polverosa. Compiamo ripidi e corti “tums”. Raggiungiamo rapidamente le prime baite di Drang, un paese ubicato più in basso di Gulmarg. Poco dopo un ponte ci attende una Jeep. La nostra guida premurosa lo aveva chiamato con il cellulare. Ma non finisce qui. Sapendo che Stefan ed io amiamo molto il caffè, che in India è merce rara, ci porta in un confortevole bar a Tangmarg. Naturalmente non si tratta di un vero cappuccino italiano, ma è sempre meglio di niente. Dalla finestra osserviamo l’arrivo di nuovi sciatori. “A marzo potranno godere di bellissime giornate con neve fresca”, ci spiega Mahmood. In seguito la neve granulosa, per poi lasciare definitivamente il posto alla primavera. Una stagione stupenda in Cascemir. Gulmarg, infatti, significa “prato di fiori”. Sarebbe il caso di prolungare la nostra vacanza? Magari fino in estate? Non mi dispiacerebbe.

Info:

Stagione: gennaio/ febbraio. Calcolare ca. 2 settimane di tempo. Volo con la linea Turca: Prezzo: € 600,- bis € 800,- Cambio ad Istanbul e New Delhi. Poi verso Srinagar. Da lì si prosegue in taxi (€ 15,-) verso Gulmarg. (Van oppure piccolo autobus) Durata ca. 2 giorni, a secondo dei collegamenti Visto: richiederlo 2 settimane prima della partenza. Costi: € 50,- Se ci andate di persona dura anche meno.Vaccini: non sono obbligatori, specie in inverno. Hotel, attrezzatura, noleggio (trovate anche sci grossi) Transfer, tuttofare: Yassin di Kashmir Alpine www.kashmiralpine.com GUIDE: Mahmood Ahmoa Lone www.gulmargpowderguides.com Lift tessera giornaliera: € 16,- il punto più alto in gondola: Mt. Apharwat 3950 metri Heliskiing: prossimamente! Mangiare: Menü € 5,- Non c’è bisogno di andare al supermercato. Troverete ovunque piccoli stand con frutta o pane. Ci sono inoltre moltissimi ristoranti con ottimi prezzi. Abbiamo bevuto sempre acqua bollita e tè. Birra (Kingfisher) buona ma cara (€ 4,- nei locali). Non esiste vino. Nel Highland Park Hotel trovate Brandy (caro meglio il Vodka).L’Hotel più caro: Highland Park. € 100,Valuta: Rupie indiane. I dollari si cambiano facilmente, l’Euro un po’ meno. Carte di credito: difficile. Nessun bancomat a Gulmarg. Cellulare solo locale. (Prepaidcard possibile). Internet presso Highland Park oppure al Pine Hotel. Lingua: con l’inglese si comunica abbastanza bene

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CALENDARIO APPUNTAMENTI PER LA STAGIONE 2010-2011 26-27-28 Novembre 2010 Telemark Opening Val Senales (Bz)

24 febbraio 2011 “La Tsacolà da Rouja”Ayas Val D’Aosta

18-19 dicembre 2010 “plèyaCouis” Pila  Val D’Aosta

5-6 Marzo 2011 “ La Piega Malenca”Val Malenco (So)

Domenica 2 Gennaio 2011 Ski-test Makalù Baita Imperiale Altipiani Folgaria (Tn)

15 marzo 2011 “CharmTELEMARKois”Chamois Val D’Aosta

3-8 gennaio 2011 “La Piega Granda”Panarotta Lagorai  (Tn) 15-16 Gennaio 2011 “ Sportler Telemark Festival” Carezza-Passo di Costalunga (Bz) 21-22-23 Gennaio 2011 “ La Piega Cauda” Cesana Sna Sicario (To) 22-23 gennaio 2011 “Free Telemark Mont Blanc” Courmayeur Val D’Aosta 28-29-30 gennaio 2011 “Sibillini Telemark Festival”Frontignano (Mc) 18-19-20 febbraio 2011 “ La Piega dell’Orso”Pescasseroli (Aq) 19-20 febbraio 2011 „ La Scalcagnada“ Gara di Coppa Italia Monte Avena Feltre (BL)

13-20 Marzo 2011 Polartec-Scufoneda Moena (Tn) 27 marzo 2011 Gara di coppa Italia Ovindoli (Aq) 7 aprile 2011 „TELEBAILLOME“ Valtournance Val D’Aosta 9-16 Aprile 2011 Free Heel Fest Livigno (So) 30 Aprile 1 Maggio  2011 “TELE-RENDEZ-VOUS du Cervin” tallone libero ai piedi della Gran Becca. Cervinia (Ao) 9 Maggio 2011 “Coppa del Monte Vettore” Memorial Roberto Ciarmatori Forca di Presta (Ap) 25 giugno 3 luglio 2011 Telemark Summer CampVal Senales (Bz)


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Polartec Scufoneda: l'anima del telemark europeo. Ogni anno, nel meraviglioso paesaggio delle Dolomiti, si disputa la più importante kermesse europea di telemark. Performance spettacolari in un’atmosfera cosmopolita, e grande divertimento Le origini. Sono i primi anni ’70 quando gli sciatori americani riscoprono il telemark. L’Europa è ancora completamente dedita allo sci alpino, sebbene la tecnica “a tallone libero” sia un’invenzione tutta europea, attribuibile allo sciatore Sondre Norheim vissuto in Norvegia durante la metà dell’ottocento. Pochi anni dopo, grazie ai continui scambi all’interno della comunità outdoor internazionale, anche il vecchio continente inizia a guardare al telemark come ad un modo antico ma estremamente moderno di vivere l’avventura sulla neve. Le vette dei maggiori paesi europei iniziano dunque a popolarsi di sciatori “a tallone libero” i quali – accanto alla tecnica sciistica – riscoprono il look originale dei primi telemarker norvegesi. E’ senz’altro un fenomeno di nicchia, eppure qualcosa di nuovo è nato. Tra i luoghi protagonisti della “rinascita del telemark”, si distinguono le Dolomiti - le stupende vette che al tramonto sono solite tingersi di rosa - e il gruppo di telemarker italiani più attivo risponde al promettente nome di “Eroi del Telemark”. Tuttavia, passata una serie di stagioni gloriose, l’entusiasmo iniziale comincia a spegnersi. Sarà necessario attendere fino alla nascita dell’Associazione degli “Scufons del Cogo” per consacrare l’inizio di una nuova stagione d’oro del telemark.

Scufons e Scufoneda. Gli “Scufons” fanno la loro prima apparizione a Moena (Val di Fassa, Dolomiti) nel 1997. Il gruppo è composto da istruttori e appassionati di sci, e si distingue per lo spirito goliardico nonché per il ritorno all’abbigliamento ladino e tirolese originale, nel quale primeggiano grandi cappelli di feltro, pantaloni e giacche in ruvida lana cotta. Ma, ben al di là del look, esiste un’intenzione precisa e profonda, che è quella di promuovere il telemark come espressione della più autentica cultura propria alle comunità ladine. Tra i valori chiave espressi dagli Scufons troviamo l’amore per le radici culturali, la passione per la montagna, l’amicizia, il cosmopolitismo. E’ trascorso un solo anno – siamo nel 1998 – e già viene organizzato il primo evento degli Scufons: la prima edizione della Scufoneda è un successo, ed è destinata a segnare l’inizio di una tradizione. La Scufoneda si afferma come uno dei momenti clou della vita sciistica di Moena: ben presto inizia ad attirare appassionati di telemark da tutt’Europa, acquistando prestigio e importanza. Nel 2001 diventa così popolare da richiedere un’intera settimana dedicata. Parallelamente il programma della kermesse si fa più diversificato, ed inizia a spaziare dalla cultura all’intrattenimento. In primo piano, naturalmente, le grandi competizioni sciistiche.

La nuova era “Polartec® Scufoneda”. Nel 2009 arriva la grande svolta. Gli Scufons Del Cogo stringono una partnership triennale con Polartec LLC, il leader mondiale nella produzione dei tessuti ad alta prestazione Polartec®. Il brand statunitense – tra i più significativi nel panorama internazionale dell’abbigliamento outdoor – riconosce la qualità dell’evento “Scufoneda” nonché l’autenticità della sua missione, e decide di sostenerlo. Nel cuore delle Dolomiti la primavera viene dunque celebrata con la prima Polartec®Scufoneda: grande kermesse di telemark che raccoglie l’eredità delle edizioni passate con nuova energia, risorse, idee. Protagonisti assoluti: la prestigiosa Freeride World Cup e il primo Campionato Italiano di Telemark.

Grandi competizioni e grandi campioni. Di fatto queste due competizioni polarizzano subito l’attenzione degli sciatori più qualificati non solo d’Europa ma anche d’oltreoceano. L’edizione 2010 della Freeride Cup – disputatasi il 6 marzo nella bella cornice del Passo San Pellegrino – ha visto tra i vincitori l’italiano Armin Senoner seguito dall’americano Nick DeVore, uno dei guru del telemark internazionale, nonché “special guest” di quest’ultima edizionedella Polartec® Scufoneda. Per quanto riguarda il Campionato Italiano di Telemark (7 marzo 2010), l’italiano più veloce e vincitore della categoria “Senior” è stato Julian Giacomelli CS.Esercitocon il tempo di 1.31.45, vincitore assoluto, Holzmann Benedikt DSV con lo straordinario tempo di 1.26.02. Grazie a questi eventi sportivi Moena ha accolto oltre 600 appassionati di telemark, e le previsioni per il 2011 sono ancora più ottimistiche.

Marzo 2011: novità in vista. L’organizzazione della 14esima Polartec® Scufoneda ha già preso il volo. Il connubio tra Polartec® e gli Scufons ha dato i suoi frutti, oggi l’intenzione è di portare la kermesse ai massimi livelli. Grande attenzione sarà dedicata alla Freeride World Cup, fiore all’occhiello dell’evento. In vista della prossima edizione, Polartec® ha deciso di gratificare gli atleti con un monte premi di € 6.500, da ripartire tra i campioni della Polartec® Scufoneda: € 2.500 al vincitore assoluto e € 1.000 a ciascun vincitore delle quattro categorie (telemark, snowboard, sci e categoria femminile). Se si considera che difficilmente eventi di questo tipo contemplano premi superiori ai mille euro, appare evidente che Polartec® intende creare un nuovo standard nel quadro delle competizioni sciistiche internazionali. Accanto alle gare, una cura particolare verrà dedicata ai molti appuntamenti conviviali della kermesse, offrendo grande ospitalità e un ricco calendario di iniziative. L’obiettivo ultimo è quello di celebrare la montagna in tutti i suoi molteplici aspetti, accogliendo un pubblico vasto ed eterogeneo: dagli sciatori professionisti agli appassionati, dagli adulti ai bambini, fino ai semplici curiosi di ogni età. La prossima edizione della Polartec® Scufoneda è in programma 13 al 20 marzo 2011, ma nelle Dolomiti l’adrenalina è già nell’aria.


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Cosa bolle in pentola nel telemark in Italia? Oddo Broglia di www.telemarktribe.com intervista Mariano Valcanover e Giuliano Pederiva di Telemark Snow Events La stagione 2010-2011 del Telemark in Italia si apre con un calendario che diventa sempre più completo, le manifestazioni aumentano e per la prima volta avremo un circuito di eventi legati da un filo comune dove sarà possibile testare tutti i nuovi materiali, partecipare a gare, fare escursioni e sopratutto imparare la tecnica del telemark. Tutto questo grazie al team di Telemark Snow Events, che dopo un anno di prova e di successi nella promozione del telemark, ha messo ha punto un calendario fitto di manifestazioni lungo tutta la penisola Italiana, grazie anche al supporto delle maggiori aziende del settore. La presentazione del programma avverrà ufficialmente nella conferenza stampa alla fiera SkiPass di Modena del 29 Ottobre alla presenza delle maggiori autorità dello sci Italiano…il telemark si muove. Gli artefici di tutto sono Mariano Valcanover,deus ex machina della propaganda del telemark e vero nome nuovo del panorama nazionale degli ultimi anni e Giuliano Pederiva, da sempre promotore di questa disciplina, per TSE responsabile della parte didattica. Due note per chi non conosce TSE: nel dicembre 2009 è uscito il primo video italiano che parla di suggerimenti all’uso dell’attrezzatura a telemark “SciVolare l’anima del Telemark” con la regia di Alberto Sciamplicotti; alla fiera SkiPass di Modena, il prossimo Ottobre vedremo la presentazione del secondo film “Sci-Volare La Leggenda Telemark e Freeride” con la regia sempre di Alberto Sciamplicotti, un film girato in un ambiente “da favola” con attori nuovi e soprattutto giovani e con nuovi suggerimenti da parte di tecnici del settore. Andiamo a sentire i diretti interessati,dopo la promozione dello scorso hanno a mio avviso qualcosa di importante si è mosso, cosa vi aspettate dalla nuova stagione, quanto è importante il coinvolgimento delle maggiori case nel vostro progetto? I segnali degli anni scorsi non possiamo che ritenerli positivi e ci siamo accorti di alcune cose: più si parla di telemark e più c’è attenzione, in oltre, chi decide di provare nella maggior parte dei casi non molla ma prosegue con entusiasmo. Questi segnali sono stati raccolti anche dalle Aziende di settore che hanno dato il consenso allo sviluppo del nostro progetto per la promozione del Telemark in Italia, senza questo appoggio lo sforzo sarebbe stato senz’altro vano e per questo siamo più di prima motivati nel portare avanti questa azione di promozione nei confronti di uno sport tutt’altro che tramontato. La maggiore visibilità del nostro sport tramite i media italiani porterà il numero dei praticanti verso la soglia dei 10.000 sciatori a tallone libero,del resto il bacino di utenza tra snowboarders e sciatori è di due milioni in Italia?

Parlare di cifre è sempre difficile , ma l’obiettivo è realistico. Il fatto è che non manca chi ha voglia di fare sport, mancano i promoter, manca chi lo propone e chi potrebbe dare la disponibilità delle attrezzature e questo a causa di un’utenza molto limitata. Un numero maggiore di praticanti agevolerà una migliore sensibilità da parte degli operatori economici del settore dello sci e di conseguenza l’offerta.

Col il circuito del Telemark Snow Events pensate di aver risolto il problema della reperibilità dell’attrezzatura da telemark, inoltre ci sono negozi che partecipano al progetto? Non sarà sicuramente il circuito che risolverà i problemi di cui stiamo parlando, TSE darà un notevole contributo. L’importante è che dopo l’evento, sul territorio continui l’attività dei promoter locali e di conseguenza anche dei negozi e dei noleggiatori che saranno interessati a fare girare una quantità di attrezzatura sempre maggiore. Da più parti anche nella redazione di telemark tribe arrivano richieste di attrezzatura a buon prezzo,sentite anche voi l’esigenza di sensibilizzare le aziende per avere un set da telemark diciamo ad un prezzo entry level? Sicuramente il prezzo del nuovo può diventare una barriera, per questo abbiamo proposto alle aziende un progetto molto interessante anche in questo senso, l’idea ha raccolto largo consenso, ora attendiamo di concretizzare. Da ultimo vorrei chiedervi perché uno sciatore o uno snowboarder può innamorarsi del telemark quali sono le frecce nell’arco del nostro sport? Il Telemark è una sciata di sensazioni che non si possono spiegare ma solo sentire, chi le prova difficilmente torna indietro. Il problema di fondo rimane il far provare queste sensazioni, da qui poi nasce quella irrefrenabile voglia di sci-volare sulla neve con l’attrezzatura a tallone libero che noi auguriamo di provare a tutti.Per questo lavoriamo da anni con passione e se volete saperne di più trovate tutto su www.telemarksnowevents.it .

Grazie a Giuliano Pederiva e a Mariano Valcanover per le risposte scritte a quattro mani,è il caso di dire che” la goccia scava la roccia” il vostro entusiasmo unito al costante impegno sono aria fresca nel mondo del telemark in Italia. Curvate e sorridete

tutte le info sul circuito italiano costantemente aggiornate le potete trovare ai seguenti links www.telemarksnoevents.com // www.telemarktribe.com // www.sci-volare.it // www.sciampli.it


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Il deserto a modo di Freeheeler Continente: Africa sud/est // Regione: Namibia // Deserto: Namib // Luogo:Cintura di dune vicino a Swakopmund, Oceano atlantico // Popolazione: Magnus Løvlie Norge

Mentre indosso i miei sci da Telemark ho la netta sensazione di non avere nulla a che fare con questo deserto. Non immaginavo ancora, però, quanto mi sarei divertito pochi istanti dopo. Henrik, il fondatore di Ski-Namibia, e un vero entusiasta del Telemark, ci ha portato in una zona sciistica sulle dune con vista su enormi giganti di sabbia nell’atlantico meridionale. Sembrava una catena montuosa di sabbia. Ideale per un tour di Telemark. Nel suo equipaggiamento notiamo tracce di „Knicken-Telemarkwear“, che sostiene questo inconsueto progetto di Telemark nel deserto. Volevo sempre indossare questi pantaloncini corti sopra il ginocchio…..che forte. Dopo due giri di prova saliamo su una duna di sabbia di ca. 80 metri. Che vista meravigliosa! Impossibile da catturare in una fotografia la quiete e ciò che si può ammirare! Henrik fa da apripista per trasmetterci l’idea di quel - per noi - insolito elemento: la sabbia. All’inizio siamo ancora un po’ intimoriti, dopo poco tempo però, scendiamo lungo il pendio di 30° dove, come nel powder, se si aumenta la velocità lo sci gira bene. Senza correre il rischio di scivolare su una lastra di ghiaccio, sciamo nel deserto più antico del mondo. Una volta preso il via, non è facile fermarsi e quindi continuiamo a salire su altri pendii a sud, ad ovest, per fare sempre “nuove” virate. Durante una breve sosta nel corso della salita il nostro amico Henrik, ci racconta di come ha iniziato a sciare e a praticare il Telemark in un luogo così insolito e lontano da casa …. Certo che gli occorre un’incredibile entusiasmo, coraggio e voglia di stringere e mantenere sempre tutti i contatti, specialmente con la sua vecchia Thüringen. Tra l’altro continua a partecipare alla tradizionale gara in Svizzera, ossia l’inferno di MürrenLauterbrunnen nell’Oberland di Berna, una delle più lunghe del mondo. In questo modo ha avuto la possibilità di ampliare le sue conoscenze e di portare l’equipaggiamento in container, via aerea fino a Namibia. Essendo stato un atleta di combinata nordica non è stato difficile indossare uno sci da Telemark, visto che lo ha fatto molto volte per atterrare dal trampolino

per il salto con gli sci. E’ stato l’inizio di una nuova era, il Telemark nel deserto. Il maestro della disciplina è sicuramente Michael von KNICKEN, che alcuni anni fa ha incontrato Henrik e la sua particolarissima idea di praticare il Telemark nel deserto. Ben presto i due hanno stabilito oltre ad un buon contatto anche una solida amicizia. Questo ha motivato Henrik a perfezionare la sua tecnica per lo sci di Telemark. Oramai scende tutti i pendii con la sua tecnica “knick”, sostenendo che questo sarà il futuro del Telemark su sabbia. Si possono percorrere tranquillamente grandi distanze e affrontare pendenze di 30°, senza incontrare lastre di ghiaccio e dossi. Egli spera di approfondire la sua esperienza nel deserto e di creare un suo equipaggiamento adatto al deserto. Magari troverà una casa produttrice interessata. Si potrebbero adattare gli sci, gli indumenti ma anche gli attacchi a questa particolare attività sportiva. Spera anche di ottenere maggiore risonanza grazie al recente record di velocità ottenuto al Sand Skiing, anche se non indossava i „Freeheeler“.

A proposito di sci… ora tocca al pendio a sud, con vista mare, poi vediamo già la nostra macchina, beviamo ….e continuiamo a scendere per altre due “piste”. Nella penultima discesa sulle dune del deserto del Nambi incontriamo anche una vipera delle dune, ma Henrik sostiene che non è pericolosa se non la tratteniamo. Abbiamo compiuto 11 discese con un dislivello di quasi 1000 m fino all’apres-ski. Incredibile cosa non accade in questi deserti!

Desert Telemarking Ne riparleremo....


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Sedavamo intorno al tavolo per la prima colazione presso ‘l’Hotel Morgedal dopo aver trascorso uno strepitoso weekend in compagnia. L’atmosfera era rilassata, il feedback buono, quando qualcuno disse: “ogni amante del Telemark dovrebbe fare quest’esperienza almeno una volta nella vita”. Il nostro gruppo di sciatori includeva rappresentanti della Germania, dell’Austria, della Norvegia, degli Stati Uniti, dell’Italia e della Repubblica Ceca e quest’affermazione piacque a tutti! Seguì un’accesa discussione, furono proposte molte idee, ognuno fu felice di dire la sua e di fare parte di un nuovo progetto: l’organizzazione del festival internazionale del Telemark qui a Morgedal.


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Dall’11 al 14 marzo 2010 a Morgedal si è tenuto il primo festival internazionale di Telemark: “I Morgedal Games” - un incontro di Telemark con ospiti dalla Germania, dalla Svizzera, dalla Francia, dall’Austria, dalla Repubblica Ceca, dall’Italia, dalla Danimarca e dagli Stati Uniti. Quest’anno lo scopo fu quello di portare la stampa internazionale nel luogo di nascita dello sci e la patria del Telemark. Il festival è stato organizzato in collaborazione con Richard Schürf di Telemark Works in Germania, partecipante del free heel tour. Ogni evento internazionale richiede una cerimonia di apertura, ovviamente, anche il festival di Morgedal. La cerimonia ha avuto luogo a Skare Farm. La patria della leggenda del salto con gli sci Svein Sollid è una bellissima e tradizionale fattoria con una storica pista lontano dalle abitazioni. La cerimonia è stata celebrata dai bambini locali della scuola di salto che sono scesi lungo le piste dei campi con torce, bandiere e costumi tradizionali. A questa cerimonia di benvenuto è seguita una serata informale con uno spettacolo di salti con vecchi sci di legno e il Ølbolleren – una competizione di Telemark che coinvolge titani e che viene accompagnata da tanti boccali di birra. Le altre gare organizzate durante il fine settimana includevano il Telemark sprint, Norheim telecross e una gara di Telemark classica su una delle più antiche piste di slalom del mondo. La dimostrazione che è sempre l’evento più importante è stato il numero dei partecipanti della gara di tele cross con ben 192 concorrenti. Ma tornando al nostro gruppo che si era formato intorno al tavolo della colazione, avevamo già intuito che gli “highlight” più importanti non sarebbero state le gare, bensì tutto ciò che sarebbe ruotato intorno a “Morge-

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dal”. La possibilità di prendere parte alla fabbricazione di sci e indossarli per testarli lungo gli storici pendii. Camminare di sera, con la torcia, fino a Øverbø – il paese di nascita di Sondre Norheim, oppure guardare i bambini mentre praticano il Telemark in maniera cosi graziosa e naturale. Questi sono stati i veri highlight che ci ricordano la straordinarietà di Morgedal. Bisogna ammettere che Morgedal è un luogo singolare, ideale per organizzare un festival del Telemark. E’ così naturale che rappresenta veramente il cuore del “Telemark!” Nessun altra area sciistica possiede la magia di questa valle rimasta pressoché invariata dai tempi di Sondre Norheim con meravigliose fattorie, colline ripide intorno ad un piccolo lago, quasi fosse una sorta di anfiteatro storico. Questa valle sembra essere quasi un museo dello sci. Si respira l’atmosfera della cultura sciistica sviluppatasi intorno al 1850 che ha cambiato il modo di sciare. Se si guarda i bambini che sciano e la casa di Sondre sopra il lago, il tempo sembra essersi fermato. Questo festival del Telemark a Morgedal è molto speciale … appare una sorta di viaggio alla scoperta delle origini di questo sport… e sembra di essere tornati a casa nella culla dello sci.

Morgedal – una volta nella vita. “Che meravigliosa esperienza!!!! Vi ringrazio per questa fantastica esperienza – non vedo l’ora di tornarci”. Josh Madsen Telemark Skier Magazine USA “Un viaggio a Morgedal, per provare forti emozioni. Condividete con noi questa esperienza!“ Oddo Broglia, Telemark Tribe Magazin Italia


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Testi : Patrick Droste

TELE-KAITEN Sondre Norheim sarebbe stato molto orgoglioso dei primi tentativi di kite-telemark che tre amici del team di telemarkfriends, hanno compiuto vicino alla sua casa nativa, a Overb, sul lago Morgedal in Norvegia. Prima di partire per la Norvegia la ditta jn-Kites ci aveva procurato due grandi vele. Eravamo novellini del mondo del Kite e l’idea di provare questi nuovi materiali indossando gli sci da telemark era davvero irresistibile. Avevamo una grande voglia di lasciarci trainare dai kite lungo i laghi norvegesi utilizzando la classica tecnica del telemark. Per questo avevamo sistemato in macchina tutta la nostra attrezzatura un giorno prima della partenza prevista e nel tardo pomeriggio siamo partiti da Morgdal verso Ofte, dove si trova un lago chiamato Oftevatnet. Era abbastanza grande, tanto che non si vedeva l’altra sponda. Purtroppo c’era troppa neve fresca, ma di questo ci eravamo accorti solo quando avevamo già portato tutta l’attrezzatura fino al lago, nel momento in cui ci eravamo trovati in una poltiglia di neve che arrivava alle ginocchia. Eravamo pronti per partire, ma dovevamo pazientare. Bisognava montare tutta l’attrezzatura, comprese le corde e questo non si è rivelato così semplice. Dopo esserci riusciti Christian aveva tentato di sciare per alcuni metri. Purtroppo la neve era troppo pesante e non si potevano compiere manovre veloci, né scegliere la direzione. A questo si aggiunse che non avevamo prestato molta attenzione ai rumori di spari. Quando però un norvegese su uno Skidoo attraversò il lago urlandoci che la nostra impresa era pericolosa in quanto in presenza di vento ci saremmo trovati direttamente sulla loro traiettoria, decidemmo di riportare le nostre cose in

macchina. Non aveva funzionato come immaginato. Il giorno dopo le cose andarono meglio. Avevamo, quindi, montato l’attrezzatura proprio davanti alla nostra casa a Morgedal. Questa volta tutto era filato liscio. Non c’erano rumori di spari, la superficie del lago era liscia, il lago non era troppo grande e splendeva il sole. A questo si aggiunse uno splendido colpo d’occhio su Overb, luogo della casa nativa di Sondre Norheim. Non avremmo potuto scegliere un posto migliore per il nostro tentativo di tele-kite. Bisognava solo togliere nuovamente l’attrezzatura dalla macchina, montare il kite e seguire il motto “try and error” e partire. Tuttavia non era così facile, bisognava sempre guardare la direzione nella quale ci si muoveva e, nello stesso tempo, prestare attenzione alla posizione del kite in aria. Trattandosi di un piccolo lago circondato dai monti, il vento soffiava in maniera irregolare; a momenti non spirava per niente; poi, improvvisamente, arrivava una forte folata. Abbiamo capito, quindi, che il kite non è uno sport privo di rischi. Ne sa qualche cosa Mirko, che improvvisamente era stato trascinato in aria per poi essere scaraventato a terra. Fortunatamente non era successo nulla di grave. Avevamo, quindi, continuato la nostra avventura con il dovuto rispetto e nel complesso si era dimostrata un’esperienza di successo. Ci siamo goduti la meravigliosa sensazione di lasciarsi trainare lungo il lago. Abbiamo sfruttato l’intera giornata, con il sorriso sulle labbra, il kite nelle mani, gli sci da telemark sotto i piedi e il vento in faccia, in un luogo speciale nei pressi della casa nativa di Sondre Norheim. A tutti quelli che vogliono provare queste emozioni, consigliamo di farsi assistere da persone esperte.


MARMOT


Freeheeler Mag 2010 Italian