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MAGAZINE SETTIMANALE FREE-PRESS 1 • numero 20 • 23 mar 2012 anno

vite da cani

www.freebrindisi.it ATTUALITà E PROMOZIONE DELLA TERRA DI BRINDISI

FOCUS del VENERDì canile comunale di brindisi

people Volontari in canile

Ogni venerdì in edicola in abbinamento gratuito con "Senzacolonne", nel centro commerciale "Le Colonne", NELLa "CASA DEL TURISTA" e nell'Aeroporto del Salento

Punta il tuo smar e visita iL nostrotphone sito


LA TUA CASA A POCHI PASSI DAL MARE

Nella Marina di Lendinuso, tra Brindisi e Lecce, nuovi complessi residenziali per vacanza “Valesio”. Il complesso dista a circa 150 metri dalla spiaggia. La disposizione a schiera si sviluppa ad angolo, terrazzi e loggie ne esaltano la varietà

Unità arredata in pronta consegna Disponibilità in loco tutti i giorni

delle linee e degli spazi. Le sfumature gialle del tufo salentino, il pergolato e i cancelli in legno, insieme all’intonaco bianco, giocano a più livelli un equilibrio di colori e contrasti, con un risultato di sobrietà,

co s t r u z i o n i

accoglienza e luminosità che ricreano lo stile architettonico e l’atmo-

I n f o l i n e 348 60 35 144

sfera delle masserie salentine.

MODALITà dell’OFFERTA per l’accesso agli spazi destinati ai MESSAGGI POLITICI per ELEZIONI AMMINISTRATIVE fissate per il 6 e 7 Maggio 2012 e per l’eventuale turno di ballottaggio

CONDIZIONI GENERALI Ai sensi della legislazione vigente ed in attuazione delle disposizioni dell’Autorità per le Garanzia nelle Comunicazioni, delibera n. 43/12/CSP del 20 Marzo 2012, si stabilisce che: a) i messaggi politici elettorali saranno pubblicati fino al penultimo giorno prima della data delle rispettive votazioni; b) Limite massimo delle inserzioni ammissibili per i diversi soggetti: in caso di massimo affollamento delle richieste, l’Editore si riserva, nel termine massimo di 24 ore prima della pubblicazione, di proporre ad ogni singolo soggetto interessato la riduzione dello spazio proporzionalmente tra soggetti interessati; con facoltà per ciascun soggetto di accettare tale riduzione. La parità nell’offerta di spazi per messaggi politici elettorali è assicurata tra i soggetti politici interessati; l’eventuale selezione, in caso di richieste di spazi in numero più elevato di quello consentito di quanto sopra indicato, provenienti da committenti diversi dello stesso schieramento, è operata secondo il criterio della priorità temporale della prenotazione; c) Limite ai messaggi politici elettorali: fermo il generale divieto di slogan denigratori, di prospettazioni informative false e di tecniche di suggestione, il messaggio politico elettorale è ammesso nelle forme: 1) annunci di dibattiti, tavole rotonde, conferenze, discorsi; 2) pubblicazioni destinate alla presentazione dei programmi delle liste, dei gruppi di candidati e dei candidati; 3) pubblicazioni di confronto tra più candidati. Ogni messaggio politico elettorale dovrà recare: 1) l’indicazione del soggetto “COMMITTENTE”; 2) la dicitura “Messaggio Elettorale”. E’ previsto esclusivamente il pagamento anticipato nelle forme: per contanti, assegni circolari e bonifico con copia contabile bancaria con numero di CRO; d) Termine di prenotazione dello spazio pubblicitario: 3 (tre) giorni lavorativi prima della data di pubblicazione. e) Termine di consegna del materiale: 2 giorni lavorativi prima della data di pubblicazione. Domicilio eletto per eventuali consultazioni del Codice di Autoregolamentazione e delle tariffe: Casa Editrice FREE SALENTO S.r.l. Via Cesare Battisti n. 11- 72100 Brindisi

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Un ‘cattivo’ dal cuore tenero

brindisi free-press del venerdì “Quando si tratta di amare un cane o di esserne amati, non vi sono limiti d’età - scriveva James Douglas nel suo “The Bunch Book” - Nessuno è troppo vecchio o troppo giovane per amare un cane o per esserne amato. Un cane è in grado di amare qualsiasi essere umano, uomo, donna o bambino che sia, così come qualsiasi essere umano è in grado di amare un cane. Puoi essere così poco capace di amare e così poco degno di essere amato da nessun membro della tua specie, eppure puoi amare ed essere amato da un cane, da qualsiasi cane, bastardo o meticcio che sia, e questo indipendentemente dal fatto che tu sia un esule, un fuggiasco o un mascalzone, un ladro, un falsario, un bugiardo, un assassino, o qualsivoglia genere di furfante, farabutto, delinquente o nemico della società”. Perché un cane AMA, ama incondizionatamente. Ma la sua fedeltà è un dono prezioso che impone obblighi morali non meno impegnativi dell’amicizia con un essere umano. Spesso lo si dimentica. È sufficiente visitare qualche canile per averne amara conferma. Feriti, malati, affamati, soli: così i migliori amici dell’uomo sopravvivono nelle strutture pubbliche e private. 200 quelle del centro-sud Italia che faticano ad arrivare a fine mese. Mancanza di fondi, basso tasso di adozioni, sovraffollamento. Realtà che in pochi conoscono, perché fatta eccezione per i “canili-lager” balzati agli onori della cronaca, queste strutture sono piccoli mondi sommersi, poco visibili, poco pubblicizzati, seminascosti. Noi questa realtà abbiamo voluto conoscerla meglio, partendo da ciò che ci è vicino. Perché se esistono terre di cani dannati, esistono anche rifugi pietosi dove la passione vince la fame di denaro e la ferocia degli uomini. Pagina dopo pagina, vi accompagneremo in un viaggio alla scoperta del canile comunale della nostra città. Daremo voce ai volontari che giornalmente si prodigano, tra mille difficoltà, per far funzionare la struttura. Vi faremo conoscere gli ospiti del canile - tanti, troppi - ognuno con la sua storia da raccontare. Chi spera di trovare un proprietario affettuoso che lo porti a vivere in una casa accogliente e chi ha rinunciato a vedere al di là della rete e rimane muto e spento in un angolo del suo box. Le storie sono tante e sono simili: egoismo, violenza, abbandono. Ma il finale si può cambiare. Si può cambiare tutte le volte che si decide, col cuore, di salvare una vita. alessandra.caputo@freebrindisi.it

PER LA PUBBLICITà

su "Free Brindisi"

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Una giornata in canile IL BACIO DI VETRO

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LA CATTEDRALE ROMANICA

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In questo numero comunicati 5

ATTUALITà - POLITICA - INCONTRI - BENESSERE - SPORT focus DEL VENERDì 8

una giornata in canile canili italiani al verde - intervista al presidente Aidaa lorenzo croce people 18

volontarie: vita falcone e rosalba ungari diario di bordo 21 archeologia 22 appuntamenti 24 free style 27 tempo libero 29 LA BACHECA 31 IN EVIDENZA 33 POSTA 34

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ANNO 1 - numero 20 del 23 marzo 2012

in abbinamento gratuito con il quotidiano Senzacolonne

Registrazione Tribunale di Brindisi n. 8/11 Reg. Stampa del 04/11/2011

Direttore Responsabile Alessandra Caputo Responsabile commerciale Alessandro Perchinenna Edizione Free Salento srl Grafica e impaginazione Letizia Taveri - Alessandro Perchinenna Pubblicità e Stampa Pubblidea di Perchinenna Alessandro - Stampa Sud SpA

Hanno collaborato Francesco Marchionna_Simone Aretano Michele Lamacchia_Antonio Mingolla_Roberto Spagnoletto Si ringrazia per le fotografie Damiano Tasco_84° Centro CSAR Aeronautica Militare Marco Falcone_Alfredo Perchinenna_Giovanni Membola Domenico Summa_Fototeca APT Brindisi_Brindisi Italia News Copertina a cura di Claudia Canepa

Per la pubblicità 348 9969774 info@pubblidea.eu Per le notizie redazione@freebrindisi.it www.freebrindisi.it


il PUNTO DI VISTA

NEWSweek

cani

VISITE GRATUITE PER LA PROCREAZIONE

Dal 19 marzo al via il Progetto Androlife dedicato ai giovani futuri padri e alla salvaguardia della fertilità maschile. In tutte le città d’Italia per una settimana sarà possibile sottoporsi a visite andrologiche gratuite. Androlife è organizzato dalla Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità (SIAMS) e della Fondazione per Benessere in Andrologia – Amico Andrologo, con il patrocinio del Ministero della Salute. A Brindisi ha aderito al progetto anche la ASL, con l’Unità Operativa di Endocrinologia dell’Ospedale “Perrino”: per essere visitato gratuitamente si deve telefonare al numero verde nazionale 800 100 122.

Admo: Cantina Due Palme collabora alla campagna di informazione

ADMO Brindisi (Associazione Donatori Midollo Osseo) rivolge i più sentiti ringraziamenti all'Azienda Cantine Due Palme per la collaborazione ricevuta nella Campagna di informazione e sensibilizzazione tra i cittadini della città e provincia di Brindisi. ADMO si pone l’obiettivo di informare la pubblica opinione sulle problematiche inerenti gravi malattie del sangue, quali le leucemie, linfomi acuti e mielomi, ma soprattutto di sensibilizzare i cittadini a divenire donatori di midollo osseo, per poter dare maggiore speranza di guarigione a tutti i malati che sono in lista di attesa per un trapianto. A tali obiettivi sono indirizzate tutte le iniziative, e, nella programmazione della campagna di informazione e sensibilizzazione per l’anno 2011/12, ADMO Brindisi ha previsto una serie di iniziative e progetti che si stanno realizzando sul territorio di Brindisi: - Incontri tra i giovani: negli Istituti Superiori con gli studenti che frequentano l’ultimo anno scolastico, gruppi parrocchiali, società sportive, della città e della provincia di Brindisi - Incontri con alcune importanti aziende e realtà produttive di Brindisi e provincia. - Incontri con le Forze Armate operanti nel territorio della Provincia di Brindisi, in particolare, Vigili del Fuoco, Marina Militare, Capitaneria di Porto, Battaglione San Marco, Corpo della Guardia di Finanza con cui abbiamo in programma una serie di incontri. Inoltre ADMO Brindisi si adopererà per inserire, previa opportuna autorizzazione, il materiale informativo in molti punti di interesse e di incontro comune come: Ospedale Perrino Brindisi, in particolare presso il Centro Trasfusionale e Reparto di Ematologia, Farmacie, Studi di medici di base, Uffici Postali della Provincia di Brindisi, Esercizi commerciali, Piscine e altri ancora. Per tale programmazione, è di fondamentale importanza il supporto, il sostegno e la collaborazione in essere con l’Azienda CANTINE DUE PALME per la stampa di pieghevoli e materiale informativo. Una collaborazione, che ci si auspica, si consolidi ancora di più anche in vista dell’organizzazione di eventi e progetti comuni a livello regionale e nazionale che vedranno coinvolte sia la struttura di ADMO Regionale che quella di ADMO Nazionale e, non ultimo, del prossimo Convegno Nazionale di ADMO, ad Ottobre prossimo, programmato nel Salento.

Un cane non se ne fa niente di macchine costose, case grandi o vestiti firmati. Un bastone marcio per lui è sufficiente. A un cane non importa se sei ricco o povero, brillante o imbranato, intelligente o stupido. Se gli dai il tuo cuore lui ti darà il suo. Di quante persone si può dire lo stesso? Quante persone ti fanno sentire unico, puro, speciale? Quante persone possono farti sentire straordinario?

sondaggio su freebrindisi.it

Hai mai visitato un canile?

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solidarietà L’AIPD CHIAMA

“Ogni giorno è una sfida che va ricordata”. Questo lo slogan del Calendario 2012 dell’AIPD di Brindisi, sezione autonoma dell’Associazione Italiana Persone Down nazionale. Scopo dell’iniziativa, che ha visto testimonial la tennista brindisina Flavia Pennetta e Free Brindisi tra i media partner, quello di avvicinare e far conoscer al territorio alcuni ragazzi molto, molto speciali. L’AIPD ha iniziato la sua attività nel 1998 e oggi è un punto di riferimento per le famiglie che, vivendo l’esperienza di un figlio con la Sindrome di Down, si sono associate ad essa. Operatori e medici sono impegnati ogni giorno nel tutelare i diritti delle persone con sindrome di Down, nel sensibilizzare il territorio e far conoscere questa realtà, non risparmiandosi anche nel lanciar sfide. L’ultima, una raccolta fondi per realizzare un piccolo grande sogno. L’occasione, una grande festa aperta a tutti e che vedrà protagonisti i i ragazzi dell’Associazione. Tanti gli ospiti e le occasioni per divertirsi insieme. Ad animare la serata ci sarà gruppo di pizzica, musica dal vivo e un piccolo “angolo dello stage” dove Luca Pitteri, ex insegnante di canto di “Amici” e attuale maestro nella trasmissione “Io canto”, offrirà ai ragazzi la possibilità di imparare un brano e di esibirsi durante la serata. TUTTO IL RICAVATO servirà per finanziare la vacanza estiva dei ragazzi dell’AIPD o un progetto di laboratorio teatrale. Gli operatori dell’Associazione sono già a lavoro, le idee non mancano così come l’impegno e l’entusiasmo. Quello che manca è un po’ di aiuto ed è per questo che ci rivolgiamo a tutti voi. Abbiamo bisogno di un locale dove organizzare l’evento e di sponsor che con un piccolo contributo ci aiutino a rendere la serata indimenticabile. Inviateci idee, proposte, consigli. Proponetevi. A tutti i partecipanti sarà donata una pergamena di ringraziamento fatta dai ragazzi dell’AIPD e gli sponsor verranno automaticamente inseriti nell’albo dei donatori, accessibile anche attraverso il sito Internet dell’AIPD. La bontà è l’unico investimento che non fallisce mai, diceva Thoreau. Non abbiamo timore ed investite. Non fallirete!

Parco Culturale Brindisino Nel numero sul verde pubblico abbiamo proposto a voi lettori un’idea di parco culturale. Il progetto, realizzato a titolo gratuito dall’architetto Vladmir Fillioux, propone di trasformare l’ex Caserma Ederle in via Castello, 8.000 metri quadri completamente abbandonati all’incuria e al degrado, in un’area verde in cui convivono spazi per i più piccoli e per i nostri amici a quattro zampe, luoghi dedicati all’arte, un’area ristoro, parcheggi. Lo abbiamo chiamato Parco Culturale Brindisino (Pa.Cu.B.). Questa la nostra idea, a voi aiutarci a realizzarla. Inviateci proposte, suggerimenti, non risparmiate critiche. Grazie a partner commerciali e sponsor privati il Pa.Cu.B. potrebbe diventare realtà. Attendiamo considerazioni e dettagli tecnici anche dai dirigenti del Comune di Brindisi e dai futuri amministratori della città. redazione@freebrindisi.it

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23 marzo 2012


news WEEK comunicati AL VIA LE INIZIATIVE DEL COMITATO GENITORI DEL 2°CIRCOLO DI BRINDISI

Sabato 17 marzo, presso “LaLibreria” di Corso Roma, si è svolto il primo incontro dell’iniziativa promossa dal 1° Ciclo, “Le letture del sabato pomeriggio”, sei incontri, sei lettori, sei letture differenti dedicate a bambini dai sei ai 10 anni e agli adulti desiderosi di condividere con i propri figli questo spazio dedicato non solo alla lettura, ma in senso più ampio, all’ascolto e al dialogo che una lettura può stimolare. Questa iniziativa-pilota è la prima posta in essere dal Comitato Genitori del 2° Circolo di Brindisi, associazione culturale senza fini di lucro, alla quale hanno aderito, sino ad oggi, circa quaranta genitori che intendono portare avanti idee e progetti in supporto all’attività della scuola. Non a caso la prima lettrice è stata la Dirigente della stessa scuola - dott.ssa Angela Citiolo - con una favola di pace di Mario Lodi, a testimoniare lo spirito di collaborazione e la volontà di scambi positivi tra scuola e famiglia. Ad avvalorare il dialogo tra  famiglia, Pubblica Amministrazione ed Enti Locali il secondo incontro di lettura sarà affidato alla dottoressa Margherita Caroli, pediatra, nutrizionista e scrittrice di “Favole in cucina”. Protagonista della terza lettura sarà un’altra importante risorsa e volto della nostra città - l’attrice Stefania Savarese - mentre la quarta e la quinta lettura saranno curate da due mamme facenti parte dell’associazione. Oltre a questo primo progetto, ed entro la fine di questo anno scolastico, sono previsti l’attivazione di un breve corso di propedeutica all’apprendimento della lingua inglese nella scuola dell’infanzia, uno spettacolo teatrale che drammatizza la Sindrome di Asperger,  difficilmente riconoscibile benchè diffusa, la presentazione di un libro su alcune disfunzioni del linguaggio, per concludere con una grande festa...a sorpresa! Sensibilizzare, promuovere, supportare, in una parola: partecipare. Solo così potremo diventare genitori felici. Per ulteriori informazioni: genitori2circolobr@libero.it.

basket CENTRALE DEL LATTE BRESCIA – ENEL BRINDISI

Domenica 25 marzo ore 18,30 Pala San Filippo – Brescia

Con la vittoria casalinga strappata alla Morpho Piacenza venerdì scorso, l’Enel Brindisi torna a vincere, pur continuando a non convincere. Sarà che la diretta RaiSport non porta ai biancoazzurri particolare fortuna, a discapito degli entusiasmi sciorinati dal buon Franco Lauro, ma i ragazzi di coach Bucchi hanno faticato, e non poco, con una squadra che non ha mai brillato per gioco e atletismo. Simoncelli e Infante, in fondo li conosciamo tutti... Ovviamente, l’importante è vincere, perché in Legadue non si può solo partecipare, e aspettare il passo falso delle rivali: Pistoia, Scafati e ReggioEmilia. Allo stato attuale, le prime due sono in vetta, con Brindisi e ReggioEmilia che seguono a soli due punti. È una lotta a quattro, da qui alla fine. A sei giornate dalla fine, sulla promozione diretta oggi ci si crede di meno. ReggioEmilia è padrona del suo destino, dovendo ospitare da qui in poi squadre di basso livello. Pistoia invece ha tre trasferte cruciali sui campi di Verona, Barcellona e Scafati, mentre quest’ultima dovrà vedersela contro Pistoia e Brindisi per gli spareggi che contano. E Brindisi? Dopo la sconfitta di ReggioEmilia, si è perso un po’ di smalto di promozione e i soliti fantasmi aleggiano nell’aria. Sul mercato non si va, non se ne parla più. Allora bisogna vincerle tutte da ora in poi e sperare che qualcuno cada. E si comincia con la Centrale del Latte Brescia. Si va dunque tra le fauci della leonessa, reduce da una sonora sconfitta contro Veroli e fresca di riposo. Brindisi ha qualche giorno di riposo in più sulle spalle, ma serve continuità in attacco e perenne concentrazione. La palla dalle mani all’ultimo minuto Hunter non la deve più perdere e bisogna schiacciare invece di appoggiare al tabellone. Non solo per non sbagliare, ma anche per far sentire agli avversari che Brindisi c’è e se la può giocare fino alle fine, se vuole...

calcio CITTÀ DI BRINDISI - INTERNAPOLI: 3-1

Causa squalifica, si gioca a porte chiuse. Senza il pubblico di sostegno, i biancoazzurri conquistano altri tre punti. Un risultato molto importante che in settimana sarà utile per l’umore per il prossimo incontro. Il Brindisi sfiderà il Francavilla sul Sinni di mister Ranko Lazic, diretta antagonista sulla soglia playoff, a +2.

Il Presidente del Comitato Genitori 2° Circolo, Guendalina Armenti.

Campionato Italiano Trampolino Elastico

Nello scorso week-end, nella splendida cornice del PalaFlorio di Bari, si è svolta la 1^ prova del Campionato Italiano di Trampolino Elastico a cui ha partecipato la Ginnastica Brindisi, che ha conquistato brillantemente il 2° posto, dietro la Milano 2000 e davanti alla squadra B della stessa formazione lombarda. Questi gli atleti brindisini che hanno contribuito al raggiungimento di questo traguardo. Stefano Crastolla, atleta seniores di 24 anni, inserito nella Nazionale Italiana, con all’attivo la partecipazione a cinque edizioni dei Campionati del Mondo ed a tre Europei, nonché Campione Italiano 2011 in coppia con De Michele. Con un ottimo esercizio ha dato il via alla gara della nostra associazione, ottenendo una valutazione di 49,960 (secondo miglior risultato della gara dietro Aloi) e contribuendo in maniera essenziale alla conquista della piazza d’onore. Antonella Maglie, atleta junior di soli 14 anni, chiaramente bloccata dall’emozione della gara (è stata la sua prima volta in un Campionato Italiano di serie A), ha eseguito fino in fondo il suo esercizio ottenendo un confortante 34,320 che sicuramente migliorerà inserendovi altre difficoltà. Marco Lavino, atleta allievo di soli 10 anni e comunque già inserito nei collegiali nazionali, con un esercizio eseguito con buona tecnica, con un parziale di 38,765, ha contribuito ad ottenere la seconda piazza per la società. Molti i margini di miglioramento. Matteo De Michele, atleta seniores di 18 anni, Campione Italiano 2011 nel syncro con Crastolla, con il suo parziale di 45,640 , quinto miglior punteggio dietro Aloi, Crastolla, Sharra e Titone, si è proposto all’attenzione della direzione tecnica nazionale per l’ottima esecuzione e per le capacità dimostrate in gara. Gli sono riconosciuti grandi margini di miglioramenti specialmente se riuscirà a inserire dei salti che gli farebbero aumentare di molto il punteggio delle difficoltà. Ha concluso alla grande le nostre sequenze sul trampolino. Grande merito nel raggiungimento di questo risultato, nonostante la non idoneità della palestra in cui ci si allena, va ascritto ai due tecnici allenatori, Ilenia Gargiulo e Antonio Lavino. La loro presenza forte e competente durante gli allenamenti, la loro passione e le loro conoscenze tecniche hanno portato la squadra a questo bel risultato. L’obiettivo rimane quello di conquistare la permanenza in serie A e, se sarà possibile, mantenere la terza posizione della fine del campionato 2011, ovvero migliorarla. Il Presidente Eugenio De Cesare

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23 marzo 2012

torneo del centenario

Alla Nitor Brindisi il primo memorial “Davide Cozzoli”

Tutti in campo a giocare: un’allegra e colorata moltitudine di bambini ha invaso lunedì pomeriggio il prato del “Franco Fanuzzi” di Brindisi per dar vita al primo memorial “Davide Cozzoli”, inserito nel programma di festeggiamenti per il centenario del calcio brindisino. Cinque scuole calcio, cinque realtà del territorio si sono date sfida in un pomeriggio assolato sotto lo sguardo vigile degli istruttori e di alcune bandiere del passato del Brindisi come Mino Francioso e Rino Di Donna, due epoche diverse ma un solo grande esempio per le nuove generazioni di calciatori. Una kermesse che ha fatto la gioia di tanti piccoli allievi e dei genitori presenti in tribuna, un girone di minimatch da venti minuti che Nitor Brindisi, Fiat Avio, Marina Basile, Soccer Team Fasano e Carone Oria hanno portato a compimento con il loro impegno e il loro divertimento. Sul campo ha vinto la Nitor Brindisi, che ha superato ai calci di rigore il Fasano grazie alle parate del bravo Giuseppe Convertini, ma la scena era tutta per il ricordo e il futuro: il ricordo commosso di Davide Cozzoli, studente brindisino scomparso lo scorso anno a Bologna, alla presenza dei genitori cui il responsabile del settore giovanile del Città di Brindisi, Tonino Carriero, ha consegnato la speciale maglia del centenario, infine il futuro prossimo dei tanti bambini che hanno scelto di crescere con lo sport. Domenica prossima la premiazione dei tanti, tantissimi partecipanti al torneo nell’intervallo della gara di serie D tra Città di Brindisi e Francavilla sul Sinni.
“Vedere tanti bambini scorrazzare sul campo - ha commentato il dirigente del Città di Brindisi Roberto Galluzzo - ti riporta ai valori autentici dello sport, quelli della festa, del divertimento, dell’esercizio fisico, dello stare insieme, del correre dietro una palla come gesto naturale. È la lezione perfetta di sport. Quella che anticipa tanti altri significati che si scoprono in seguito. Approfitto dell’occasione per invitare i bambini delle scuole calcio di Brindisi e della provincia a venire allo stadio domenica prossima e fare il tifo per la nostra squadra”. E fare da cornice a una gara che si preannuncia spettacolare e ricca di emozioni.


L’abbandono di un cane

http://youtu.be/ownYr71WKE8

BENESSERE

cybercittadino Simone Aretano

ANIMALI DOMESTICI E CUORE

Il cane è il migliore amico dell’uomo. Una convinzione popolare ora confermata dalla scienza, la quale, però, si apre a tutti gli animali domestici. Gli esperti della Kitasato University di Kanagawa, in Giappone, hanno condotto uno studio, rilevando che i pazienti con malattie croniche presentano una migliore risposta cardiaca se hanno un ‘pet’. Nel corso dell’indagine, gli studiosi hanno monitorato, per 24 ore, il cuore di circa 200 soggetti con diabete, pressione alta o colesterolo elevato. Dai dati raccolti, è emerso che, tra i proprietari di animali domestici, di qualunque natura essi fossero, coloro che possedevano un ‘pet’ presentavano una maggiore variabilità della frequenza cardiaca rispetto a quelli che non ne possedevano. Ciò significa che i cuori dei primi rispondevano meglio alle mutevoli esigenze del corpo, come quella di battere velocemente durante le situazioni stressanti. Le cause della differenza non sono ancora note, ma gli esperti ritengono che gli animali possano svolgere una funzione di sostegno sociale, possano aiutare a ridurre lo stress e possano, altresì, soddisfare alcune esigenze sociali di compagnia. Lo studio segna un passo in avanti nella ricerca sulla connessione tra il possedere un ‘amico domestico’ e la salute del cuore di una persona. (Fonte: Salute24)

IL VERO BENESSERE

Secondo Deborah Wells, della Queen’s Universitydi Belfast, oltre che contribuire alla salute fisica delle persone, gli animali da compagnia possono migliorare il benessere psicologico degli individui, modulando gli effetti degli eventi di vita potenzialmente stressanti (per esempio i lutti o i divorzi), riducendo i livelli di ansia, di solitudine e di depressione e rafforzando i sentimenti di autonomia, competenza e autostima. L’autrice, in ‘The effects of animals on human health and well-being’ offre una panoramica degli aspetti che possono essere influenzati dal prendersi cura di un animale. Contatti sociali: gli animali da compagnia possono facilitare le interazioni sociali tra le persone, favorendo gli incontri e lo scambio tra gli individui che condividono la stessa passione. Un caso esemplare è dato dal portare il proprio cane a passeggio e avere così l’occasione di socializzare con gli altri padroni. Solitudine e isolamento: diversi studi hanno rilevato la capacità degli animali da compagnia di ridurre il senso di solitudine e l’isolamento sociale. Depressione e autostima: alcuni studi hanno trovato una relazione tra il prendersi cura di un animale e l’abbassarsi dei livelli di depressione, anche negli anziani. In base a quest’ultimo dato, si potrebbe ipotizzare che per gli anziani la compagnia di un animale abbia effetti positivi sull’aspetto psicologico e, in parte, su quello fisico. (Fonte: CureNaturali)

CHI HA UN CANE SI TIENE IN FORMA

Chi ha un cane fa molto più movimento di chi non possiede animali: la conferma arriva da una ricerca della Michigan State University, pubblicata sull’International Journal of Behavioral Nutrition and Physical Activity. Fido ha bisogno di essere portato fuori tre o quattro volte al giorno, e ogni uscita si traduce in benessere per l’animale e in ottimo esercizio fisico per il proprietario che, con queste passeggiate, brucia il doppio delle calorie rispetto al classico tapis roulant. I ricercatori americani hanno studiato le abitudini di 5900 persone, 2170 delle quali proprietarie di un cane e hanno scoperto che chi ha un animale domestico si muove mediamente mezz’ora al giorno per cinque giorni a settimana. Solo un terzo degli intervistati senza animali domestici fa la stessa attività fisica. Quindi chi possiede un cane fa più movimento e si mantiene più in forma rispetto a chi vive senza l’amato Fido. Oltre alla passeggiata, anche il gioco contribuisce a migliorare il benessere dell’animale e la forma fisica del padrone. (Fonte: Petpassion) FM

DOGS 2.0, ANCHE GLI ANIMALI “NAVIGANO” SUL WEB Il web 2.0 coinvolge anche i nostri amici a quattro zampe? A giudicare dal crescente numero degli utenti dell’applicazione Dogbook, più di 250.000 accessi mensili, sembra proprio che anche i cani possano socializzare attraverso un proprio social network. È intuibile come in realtà si tratti di una piattaforma dedicata a esseri umani che amano il loro cane e che può essere utilizzata per condividere la propria passione con altri amanti degli animali, scambiarsi foto, consigli, notizie più o meno importanti e per fare nuove amicizie. Come per gli altri “social” si inizia creando il profilo dell’animale con foto, data di nascita, razza, sesso, da quanto tempo è parte della famiglia, attività preferite. Postando aggiornamenti sulla bacheca inizia l’interazione con i nuovi amici cinofili che può continuare anche dal vivo cercando dei parchi in cui incontrarsi. L’iniziativa è sostenuta economicamente dalla pubblicità. Tra i più importanti inserzionisti marchi come Coca Cola e Toyota e di alimenti per cani. Molto simile e in forte crescita è anche il fenomeno Petbook (www.petbook.it) il primo animal network italiano in cui sono presenti più di 13.000 animali e circa 20.000 utenti. Petpassion.tv è invece un social network associato ad una web-tv che trasmette contenuti educativi tra cui il seguitissimo reality “Una famiglia a prova di pet”, un divertente programma che dispensa consigli e informazioni utili su come affrontare e gestire la presenza in famiglia di un ospite a quattro zampe. Girovagando per il web sono tanti i siti dedicati al mondo canino. Dogwebcam.it offre un servizio a pagamento per educare il cane direttamente a casa propria, semplicemente orientando la webcam del proprio pc e collegandosi con l’istruttore tramite internet. Se il cane, inoltre, soffre di ansia da separazione o comportamento distruttivo, è possibile monitorare costantemente il suo comportamento mentre si è fuori casa con la possibilità di correggerlo e interagire con lui in tempo reale. Sul web non mancano iniziative lodevoli come campagne virali di sensibilizzazione contro il maltrattamento degli animali, l’ultima, quella conclusasi lo scorso 28 febbraio, intitolata “Metti un animale sul profilo di Facebook”, esortava gli utenti del social network a sostituire per un periodo determinato il proprio ritratto con quello del “peloso” di casa o dell’animale preferito e a condividere il messaggio “Se sei contro gli abusi sugli animali, copia e incolla questo messaggio nella tua bacheca!”. E sono davvero numerose le pagine di associazioni e le community che si avvalgono di Internet per promuovere offerte e richieste di adozione o per comunicare lo smarrimento o il ritrovamento di animali.

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focus

Francesco Marchionna

Una giornata in canile

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a sveglia suona presto, nonostante sia sabato e non si lavora. Una controllata alla finestra e un “speriamo che non piova” come rituale che precede una veloce colazione, come quella di tutti i giorni, anche se è sabato. Non faccio la doccia, mi vesto direttamente con qualcosa che non metto più e stivali. Un vecchio giubbotto coi tasconi e sono pronto. Nel giro di dieci minuti siamo già in macchina, io e la mia compagna, e la prima sigaretta della giornata arriva troppo presto... Superstrada per Lecce – Zona Industriale – Litoranea Salentina. Ad accoglierci, l’abbaio di tantissimi cani in lontananza. Si parcheggia in uno spiazzo, fra le due aree di sgambamento e qualcuno ti viene già incontro. C’è chi si è alzato prima di te, nonostante sia sabato. Sono alcuni volontari, i senior per così dire, che sono lì già da un’ora e mezza. C’è chi invece magari non ha proprio dormito, proprio perché è sabato. Lui lo sa. Sa che con l’arrivo di alcuni volontari ci sarà la possibilità di poggiare le zampe sull’erba fresca e non più sul cemento. Ci ha pensato tutta la notte. E quando succede, sono corse, giochi, salti e feste. Per una ventina di minuti soltanto. E lui lo sa. Sa che dovrà tornare in gabbia e lo accetta di buon grado, senza fare storie. Probabilmente, saprà anche che il sabato successivo non toccherà di nuovo a lui, ma a un suo compagno, non di giochi, ma di sventura. Dopo un caffè offerto, ci rendiamo conto che oggi siamo tanti e possiamo far uscire più di cinque cani alla volta. Tanti, per modo di dire. Corde alla mano, ci dirigiamo nel lotto C, in fondo. Le mascelle mi si stringono, come ogni sabato, e assieme a queste, il cuore. L’odore è forte e le orecchie si riempiono di mille storie, concentrate in un solo, unico, abbaio di gruppo. C’è chi gira su se stesso, chi salta freneticamente, chi si nasconde, chi abbassa lo sguardo, chi mostra i denti e chi spinge il muso fuori dalle gabbie per leccarti la mano. Sguardi pieni di speranza. Loro lo sanno. Giunti a destinazione, si passano le corde al volontario che è dentro la gabbia e, uno dopo l’altro, facciamo uscire i cani per portarli nell’area di sgambamento. Alcuni ti saltano addosso dalla felicità, altri tirano e strattonano, altri ancora sono restii ad uscire. Hanno paura di ciò che è fuori, di ciò di cui si fidavano una volta e preferiscono rimanere dove sono, in gabbia. Nell’area di sgambamento, ritornano cani. Per un po’, almeno. Tra i volontari, si fuma e si chiacchiera, aggiornandosi sul da farsi. C’è da dare il pane secco ai recinti. E poi dei medicinali a qualcuno. Oggi proveremo a far uscire il maremmano. È una buona giornata per provarci. E ci riusciamo. La gioia riempie il cuore. Killer, il rotweiller, da una parte che gioca con il suo innaffiatoio, e il maremmano dall’altra, mai uscito in vita sua, troppo spaventato nonostante la mole. Arriva una macchina. Sono venuti a prendere uno dei cuccioli che avevano scelto. Avvolto in una coperta, lo portano via. Bisogna essere felici perché ce l’ha fatta, anche se qualcuno è dispiaciuto di non vederlo più. Ne rimangono altri due di cuccioli, come altre centinaia di cani a cui dedicare un po’ del proprio tempo. Non bisogna essere degli esperti o dei superuomini. Basta un po’ di impegno e di sacrificio, un paio di stivali di gomma e tanto, tanto amore. Ognuno di noi può farlo. E se lo facessero tutti, si potrebbero fare grandi cose. È questa la frase che mi tormenta sulla strada di ritorno verso casa, alla fine della mattinata, sporco e puzzolente come non mai. Dentro però, mi sento bene. Proprio perché è sabato.

Le foto sono di Claudia Canepa. Non tutti i cani sono ancora ospiti della struttura

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23 9 marzo 2012


enti, “Non importa se non avete denaro o possedim i” ricch e rend vi cane un il solo fatto di possedere L. Sabin

Alessandra Caputo

IL CANILE DEGLI ORRORI QUANDO IL RANDAGISMO DIVENTA BUSINESS

In questa macabra storia i protagonisti ci sono tutti. Le vittime: i cani, l’orco cattivo: un uomo d’affari senza scrupoli, i complici: familiari e amici accondiscendenti. L’orrore è ambientato a Brindisi. Sul finire degli anni Novanta, un ricco imprenditore diventa padrone di un immenso canile in Contrada S. Giorgio. Solo per la custodia, percepisce dal Comune 476.125 lire per cane. Ma non bastano. L’affare dei randagi è un’epidemia che contagia e approfittare dell’incapacità delle Amministrazioni locali nel mettere in atto soluzioni che tengano conto del benessere degli animali, risulta facile. All’imprenditore vanno bene anche i cani morti. Per ogni carcassa intasca 120.000 lire mentre specula al rialzo sul numero di quelli ospitati nel canile per ottenere maggiori contributi pubblici per il mantenimento degli animali. Nessuno sospetta e chi sa fa finta di non sapere. Gli affari vanno a gonfie vele. Nella struttura in Contrada S. Giorgio, intanto, si continua a morire. Nel periodo compreso tra settembre 2001 e marzo 2003 i cani ospitati - si scoprirà - subiscono “ingiustificabili atti di crudeltà consistiti nel percuoterli ripetutamente e senza motivo nonché nell’avere somministrato a ciascun animale una quantità di cibo insufficiente”. Ne scompaiono a decine. Poi il fatidico passo falso. Troppa sicurezza o il timore di aver osato troppo. “Mi hanno rubato 600 cani” racconta l’imprenditore ai carabinieri. Il furto sarebbe avvenuto nell’arco di una notte. Qualcosa non quadra. Partono le indagini e l’orrore viene a galla. Si scoprirà che il Comune pagava ancora per cani già morti e seppelliti, che in una struttura sovraffollata gli animali erano prigionieri, maltrattati e abbandonati a se stessi. Si apre il processo. Sedici gli imputati. Associazione a delinquere, truffa, maltrattamento di animali e furto, inadempimento e frode nei contratti di pubbliche forniture ai danni della Asl e del Comune di Brindisi, i capi di accusa. Il processo si conclude con la condanna. L’imprenditore brindisino finisce dietro le sbarre e si lascia alle spalle una lunga scia di orrori. I cani superstiti del ‘lager’ vengono prima affidati alla Lega Protezione Animali (LE.P.A.) e poi trasferiti all’allora costruendo canile municipale in contrada Santa Lucia. E oggi? Oggi è un’altra storia. Dal novembre 2009, la struttura è gestita, per conto del Comune, dalla RA COSTRUZIONI SRL. L’azienda si avvale della collaborazione della LE.P.A, del Responsabile Medico Veterinario e dell’impegno dei volontari. Certo i problemi non mancano. Il numero dei cani presenti è elevato e la struttura necessita di continua manutenzione. Ma di orchi cattivi neanche l’ombra.

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Francesco Marchionna

DENISE GIORDANO Responsabile delle Adozioni Come Responsabile delle Adozioni del Canile di Brindisi, avrai un bel da fare con così tanti ospiti. Raccontaci la tua giornata tipo. La mia giornata tipo si articola in diversi punti. Controllo i cani ospiti della struttura tramite un giro di perlustrazione di tutti i box e delle degenze. Aggiorno il censimento e le schede di identificazione del cane. Fornisco supporto al medico veterinario nelle operazioni di vaccinazione, prelievi, sverminazione e trattamento anti-parassitario esterno. Collaboro con i volontari nell’attività di sgambamento e nella somministrazione di cibo umido ai degenti, cuccioli e anziani. Sempre ai volontari, fornisco supporto nell’attività di inserimento di un nuovo cane nel box o nell’unione di diversi box. C’è poi da curare le pratiche di adozione. Si sostiene un colloquio con la persona che intende adottare un ospite del canile al fine di guidarla in una scelta più ponderata e, dopo la visita veterinaria, si compilano i moduli di adozione. C’è poi da accogliere i nuovi arrivi e inserirli nei box, scegliendo con cura quali e con chi. C’è molto da fare insomma. Quanti cani ospita la struttura di Brindisi oggi? Il Canile ospita attualmente circa 850 cani. Con quale frequenza giungono nuovi cani nella struttura? Attualmente, per motivi di sovraffollamento, i cani accalappiati non vengono portati da noi, ma in un canile privato. Nel momento in cui da noi si riesce a fare spazio, a liberare cioè dei box, avviene il trasferimento. Quindi non c’è un numero standard, dipende da tante cose. Lo scorso anno abbiamo avuto parecchie entrate di rinunce di cani di proprietà... E le richieste di adozione? Quante ce ne sono? Le richieste di adozione variano molto in base al periodo dell’anno. Non a casa, nel mese di dicembre, ci sono più richieste di cuccioli. Noi purtroppo non avendo cuccioli o nuove entrate non abbiamo tante richieste di adozioni. Naturalmente la richiesta maggiore è sempre del cucciolo e la maggior parte delle volte di taglia piccola. Comunque, non ci sono molte richieste di adozioni. Alcuni mesi non superano le dieci. Cosa deve fare un cittadino per adottare un cane? Deve recarsi in struttura dove sia io che i volontari guidiamo la persona nel percorso di adozione con l’obiettivo di trovare per ogni cane la famiglia giusta per una convivenza felice e tranquilla. Rimane ovvio che l’adozione di un cane è gratuita. Il cittadino deve munirsi solo di codice fiscale e documento di riconoscimento. A cosa provvede il Canile di Brindisi in caso di adozione? Quando un cane viene adottato, viene munito di libretto sanitario, quindi con vaccinazione, sverminazione e visita veterinaria che accerti lo stato sanitario del cane. In casi avversi, il cane normalmente non può uscire dal canile finché non si è accertato nuovamente lo stato di buona salute. Il Canile fornisce il cane di microchip con regolare iscrizione all’anagrafe canina presso la ASL. Quindi, al momento dell’adozione, il cane viene intestato direttamente alla persona che lo prende. Naturalmente, se il cane in questione è una femmina adulta viene data in adozione già sterilizzata. Se invece è cucciola, al momento opportuno viene sterilizzata in modo gratuito dalla ASL. Sono previsti poi controlli post affido da parte della LEPA, al fine di accertare il benessere degli animali stessi, in relazione al contributo pari a 50 centesimi al giorno per il primo anno da parte del Comune. Questa somma viene erogata sotto forma di buono spendibile in alcuni esercizi commerciali indicati dal Comune stesso. Cosa può fare un volontario presso il Canile? Può aiutare nelle quotidiane attività: alimentazione dei cuccioli, dei cani anziani e dei degenti, sgambamento dei cani, operazioni di censimento, controllo del benessere del cane, operazioni di tolettatura e qualsiasi altra attività di supporto alla gestione. Come diventare un volontario? È preferibile, per una questione organizzativa, essere associati alla LEPA. Per diventare volontario, bisogna recarsi in canile, compliare un modulo di richiesta di attività di volontariato, quindi fornire i dati anagrafici e un documento di riconoscimento che accerti la maggior età dello stesso per avviare la pratica assicurativa. L’attività di volontariato può essere svolta negli orari di apertura al pubblico, dal lunedì al sabato, dalle ore 8,30 alle 12,30 e durante le giornate domenicali della campagna adozioni.

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23 marzo 2012

COME ADOTTARE UN CANE DAL CANILE La premessa fondamentale per un’adozione consapevole di un cane è che tutti i membri della famiglia siano pronti alla futura convivenza con un amico a quattro zampe, con tutte le responsabilità che ne conseguono. Il processo di adozione si compone di alcune fasi. Il tempo necessario per trovare il cane ideale può variare da caso a caso, per cui bisogna essere pazienti e, alle volte, trovare il proprio partner ideale può richiedere più di un incontro con gli operatori del canile. Il personale esperto che incontrerete al canile sarà a disposizione per guidarvi nel processo di adozione con l’obiettivo di trovare per ogni cane la giusta famiglia per una convivenza felice, tranquilla e integrata, evitando esperienze negative a voi, ma anche all’animale che potrebbe sentirsi nuovamente rifiutato. I passi seguenti sono quelli seguiti da ogni canile serio per il processo di adozione: Prima visita al canile e colloquio: durante la prima visita al rifugio, ogni potenziale adottante dovrà sostenere un colloquio con la responsabile delle adozioni, per discutere la richiesta e verificare quali tra gli animali del rifugio possano essere adatti a voi. Ricerca dell’amico ideale: il responsabile delle adozioni vi inviterà nell’area sgambamento per farvi delle proposte e mostrarvi i cani più adatti a voi e alla vostra famiglia. Queste valutazioni sono fatte su un’attenta conoscenza del cane e sulla base dei requisiti che il nuovo proprietario di quel cane dovrà avere. Bisogna comunque ricordare che per i cani, il canile risulta un ambiente stressante, per cui il loro comportamento inizialmente potrebbe non rispettare assolutamente l’atteggiamento che avrebbero in un ambiente più tranquillo come una casa. In ogni caso, nei primi incontri potrebbe non essere presente il cane che desiderate, quindi si rimanderà a una seconda visita per altre proposte. Se siete già felici padroni di un cane, sarà consigliabile portare il vostro cane al canile per vedere se tra i due cani c’è affinità per creare una tranquilla convivenza. Il canile però sarà un territorio neutrale, mentre a casa spetterà a voi gestire i rapporti tra i due cani ed evitare che si creino attriti legati al possesso del cibo, dei giochi o della cuccia. Incontro con il veterinario e l’educatore cinofilo: dopo aver scelto il cane, il responsabile medico veterinario avrà cura di visitare il cane al fine di attestarne il buono stato di salute e dare parere positivo all’adozione. L’adottante potrà prendere appuntamento con un educatore cinofilo per una consulenza al fine di ricevere indicazioni utili per una serena convivenza. A casa con il nuovo amico: successivamente, potrete compilare i documenti di adozione, con i quali il cane sarà intestato a voi presso l’anagrafe regionale e vi impegnerete a rispettare tutte le norme vigenti per quanto concerne il benessere animale e a provvedere alla sterilizzazione gratuita dell’animale raggiunta la giusta età (se questa non è già stata effettuata presso il canile). Subito dopo potrete portare a casa il vostro amico. Preparatevi con attenzione a questo momento: portate in canile collare e guinzaglio e organizzatevi prima a casa, in modo che il cane al suo arrivo trovi le sue ciotole e la cuccia nei luoghi da voi decisi. Organizzatevi anche per la tolettatura necessaria. Controllo post affido: dopo qualche settimana, un volontario fungerà da tutor allo scopo di verificare che ci sia effettivamente compatibilità tra cane e padrone e per aiutarvi nel caso abbiate bisogno di consigli per affrontare eventuali problematiche che si possono esser presentate. Se hai difficoltà con il tuo cane, non esitare a telefonare in canile per chiedere un aiuto dall’educatore cinofilo. Alcuni consigli dati tempestivamente possono essere provvidenziali e quasi tutti i problemi sono più facili da risolvere se sono affrontati immediatamente e nel modo giusto.


GIUSEPPE ROMA Coordinatore servizio gestione canile "Non sono mai abbastanza le azioni di sensibilizzazione sul territorio che hanno lo scopo di far riflettere per diffondere la cultura del rispetto verso gli animali"

Il Rifugio Canile Sanitario Comunale di Brindisi Il canile si trova in Contrada S. Lucia (Litoranea Salentina per Cerano). La struttura si compone di una palazzina adibita ai vari servizi: ambulatorio veterinario, ufficio adozioni, ufficio amministrativo, deposito e un’area all’aperto in cui sono presenti tre padiglioni e relativi box in cui sono ospitati i cani. Due aree di sgambamento recitate sono adiacenti alla palazzina uffici. Il canile è destinato ad accogliere un numero di 700 cani accalappiati sul territorio brindisino. Il personale che si occupa del servizio è costituito da un Responsabile Medico Veterinario, da una Responsabile delle adozioni e dagli operatori che provvedono alla pulizia e all’alimentazione dei cani ospiti. Un importante contributo è dato dai volontari dell’Associazione LE.P.A (Lega Protezione Animali) che collaborano nel loro tempo libero al fine di consentire l’attività fisica ai cani fuori dai box, attuare programmi di alimentazione mirata e promuoverne le adozioni.

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Francesco Marchionna

a quanto tempo la sua azienda collabora con il Canile di Brindisi? La RA COSTRUZIONI SRL si è aggiudicata la gara d’appalto del Comune di Brindisi relativa al “Servizio integrato di gestione del rifugio-canile sanitario comunale” e ha avviato l’attività di gestione il 1 novembre del 2009. La durata dell’appalto è triennale, quindi terminerà il 31 ottobre 2012. Nella gestione, l’azienda si avvale della collaborazione della LE.P.A., Lega Protezione Animali, un’associazione zoofila a tutela del benessere degli animali ospitati. Di cosa vi occupate esattamente? La gestione del canile comunale in sostanza prevede: cura e mantenimento dei cani ospitati e servizio di pulizia, custodia e manutenzione della struttura. Quanti sono i dipendenti che lavorano all’interno del Canile? I dipendenti operanti nel canile sono sette, oltre al Responsabile Medico Veterinario. Lo scorso gennaio, le coperture di alcuni box vennero divelte dal maltempo e ci sono voluti quasi due mesi per ricostruire il tutto. Oggi la situazione è ritornata normale? Le avverse condizioni meteo dello scorso 7 gennaio hanno messo in condizione di vera emergenza il canile proprio perché il vento ha divelto le coperture e diversi grigliati di recinzione dei box. Immediatamente, l’azienda ha provveduto alla messa in sicurezza dei cani provvedendo a creare un riparo provvisorio con pensiline interne ai box e, grazie anche al supporto dei volontari che si sono resi disponibili da subito per l’emergenza, a spostare alcuni cani. La LE.P.A. ha diffuso sui giornali e attraverso Facebook un appello per l’emergenza, richiedendo la donazione di cucce. Molte sono state le risposte e le donazioni da parte di cittadini e volontari animalisti che hanno messo a disposizione cucce, in seguito restituite e sostituite con quelle consegnate dall’Amministrazione Comunale. Il Comune di Brindisi ha tempestivamente autorizzato i lavori per la realizzazione della nuova copertura, ma il maltempo che ha colpito tutta l’Italia e gli scioperi per il rincaro della benzina hanno creato ritardi nella consegna dei materiali necessari. In ogni caso, si è proceduto nei lavori che sono terminati il 20 febbraio, quindi la situazione è stata completamente ripristinata. A fronte delle necessità del Canile, ritiene che ci sia bisogno di altra forza lavoro oltre a quella attuale? Il personale attualmente presente soddisfa le esigenze di alimentazione e cura degli animali nonché il servizio di pulizia, custodia e manutenzione della struttura. È opportuno dire che il compito degli operatori non è semplice, in quanto il numero dei cani presenti è elevato e la struttura è ampia e necessita di continua manutenzione, ma si riesce con l’impegno e la determinazione di tutti. Quanto è importante, secondo Lei, il contributo dei volontari? L’apporto dei volontari è fondamentale in quanto la loro collaborazione e il loro sostegno agevolano il raggiungimento del benessere animale. Un lavoro, quello dei volontari, che si concretizza in azioni quotidiane rivolte a sviluppare la socialità dei cani ospiti nel canile mediante attività di gioco e relazione, sgambamento e iniziative rivolte alla promozione delle adozioni. Non dimentichiamo che il canile è una realtà problematica che appartiene alla città, spesso dimenticata e messa da parte, quindi non sono mai abbastanza le azioni di sensibilizzazione sul territorio che hanno lo scopo di far riflettere per diffondere la cultura del rispetto verso gli animali. Lo sportello informativo attivo nel canile ha lo scopo non solo di informare sul servizio, ma anche quello di fornire indicazioni utili a cittadini in merito ai diritti e doveri del proprietario di un cane, normative, contatti, volontariato, etc. Inoltre, solo con la sinergia tra gestore, associazione LE.P.A. e Amministrazione Comunale, che ha mostrato sensibilità e disponibilità sull’argomento, si è riusciti a raggiungere qualche obiettivo; proprio dal confronto su ciò che è stato risolto e su tutto quello che può essere migliorato, nascono idee e proposte che diventano progetti che in seguito possono concretizzarsi. In questi tre anni, tra i vari interventi manutentivi, sono state realizzate due opere importanti per il benessere degli animali: un depuratore a servizio del canile e il rifacimento della pavimentazione di tutti i box dotati di pedana coibentata. Per quanto concerne le adozioni, si è definito un percorso gestito da personale esperto e volontari a disposizione dei cittadini interessati a prendere in affido un cane, con l’obiettivo di trovare per ogni cane la giusta famiglia per una convivenza felice, tranquilla e integrata.

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23 marzo 2012


sa cosa significa essere amato” “Chi non ha mai posseduto un cane non

Francesco Marchionna

Arthur Schopenhauer

FRANCESCA LOSITO PRESIDENTE LEPA BRINDISI Cos’è la LE.P.A. e di cosa si occupa? LE.P.A. sta per Lega Protezione Animali e già dal nome si può capire quale sia l’attività prevalente della nostra associazione. La LE.P.A. è nata nel 1986 dalla volontà di alcune persone che avevano a cuore la salvaguardia dei cani randagi o abbandonati. Nel tempo, l’associazione è cresciuta e attualmente si occupa anche di problematiche afferenti altre specie animali, come ad esempio le lepri all’interno del parco regionale delle saline di Punta della Contessa, per le quali l’associazione, assieme a WWF e Legambiente, ha fatto ricorso al TAR per bloccarne la cattura. Ci occupiamo di segnalazioni alle autorità competenti in casi di maltrattamento animale, sia d’affezione che esotici. Nel 2008, la LE.P.A. è stata promotrice, con esito positivo, assieme alla LAV, del ricorso al TAR di Lecce contro la famigerata ordinanza “affama randagi”. Oltre che di animali, ci occupiamo anche per quanto possibile della salvaguardia del nostro territorio. Da quanto tempo siete presenti all’interno del Canile di Brindisi? All’interno del canile ci stiamo da un bel po’. Ci siamo stati la prima volta dal 2002 al 2004 e adesso ci stiamo dal novembre 2009, momento in cui siamo entrati assieme all’attuale gestore. Nel periodo intermedio, siamo stati presenti come singoli volontari fino al 2007. Quanti soci avete? Siamo circa 20 soci, anche se non tutti completamente attivi. Alcuni, pur non venendo in canile, si occupano di altri aspetti altrettanto importanti. Cosa fare per iscriversi alla LE.P.A.? Iscriversi è semplice, basta avere a cuore il benessere degli animali e dell’ambiente. È necessaria una richiesta di ammissione che viene vagliata dal direttivo. Di cose da fare e di idee da proporre ce ne sono tantissime e se siamo in tanti è meglio, perché ognuno può dare il proprio contributo. Qual è la situazione del Canile oggi? Attualmente il canile si presenta enormemente migliorato rispetto a quando è iniziata la nuova gestione e precisamente nel novembre del 2009. La prima volta in cui siamo entrati lo spettacolo ai nostri occhi era orribile. Cani con le zampe perennemente nell’acqua per l’assenza di pendenze nei box. Box sovraffollati e divisi a metà dove una parte di cani era sempre al buio e l’altra sempre esposta al cattivo tempo. Abbiamo trovato più di 1200 cani e di questi circa 950 nella parte legittima del canile, costruito però per ospitare circa 700 cani. Anche l’aspetto sanitario era prima molto precario. Devo dire che il gestore si è adoperato molto affinché le cose migliorassero. Il veterinario responsabile che opera all’interno del canile, il dottor Barletta, ha avviato degli interventi sistemici di sverminazione e disinfestazione a tutti i cani. Attualmente sono stati fatti più di 250 prelievi per verificare la presenza di malattie dovute a parassiti e sfido qualsiasi altro canile, del Sud almeno e con un numero di presenze così elevato, a dimostrare di fare le stesse cose. Cosa è migliorato da quando ci siete voi e su cosa invece c’è tanto da fare? La nostra attività di volontari all’interno del canile è sicuramente di supporto al gestore. Ci occupiamo di far sgambare i cani, tosar-

li quando serve e diamo una mano anche per tutte le altre attività, compresa la campagna adozioni. Ovviamente si cerca di sensibilizzare la gente affinché si adotti un cane dal canile, purché sia un’adozione consapevole. Una pecca del canile è rappresentata proprio dalla struttura nata già con tanti problemi: depuratore che non funzionava bene, pompe dell’acqua difettose e come ho detto prima assenza di pendenze. Le pendenze sono state rifatte, anche il depuratore è stato sistemato. Ma il canile è un continuo cantiere perché occorre una manutenzione quotidiana. Sarebbe bello avere la possibilità di recuperare tutti gli spazi intorno ai vari lotti e creare delle aree di sgambamento più vicine ai box. Si avrebbe la possibilità di far uscire più cani contemporaneamente. Quali sono i vostri progetti futuri? Ci stiamo battendo affinché parta la sterilizzazione/castrazione, da parte del Comune, dei cani randagi con la successiva reimmissione sul territorio. Riducendo le nascite di nuovi cuccioli, nel tempo anche il problema del randagismo e del numero così elevato di presenze nel canile verrebbe a ridursi. Abbiamo in mente di fare degli incontri di sensibilizzazione/educazione nelle scuole e già il 26 marzo saremo presso un Istituto Superiore di Fasano. Vuoi fare un appello? Un appello? I canili dovrebbero essere svuotati. Come società abbiamo la colpa di aver condannato alla prigionia degli esseri innocenti. Cani la cui unica colpa è stata quella di nascere per strada, cani che dopo essere stati rovinati per una pessima gestione relazionale, vengono portati in canile perché ingestibili. Cani abbandonati perché anziani e i loro proprietari avendo un animo particolarmente “sensibile” mal sopportavano l’idea di vederli morire o “sofferenti”. O altri ancora, perché l’idea di sterilizzare le proprie cagne è un atto “contro natura”, mentre buttare per strada se non nel cassonetto della spazzatura i cuccioli nati da gravidanze indesiderate è una cosa naturale. Attualmente ci sono circa 850 cani presso il Canile Comunale e tanti altri ce ne sono presso un canile privato sempre a Brindisi. Aiutiamo questi esseri a trovare casa. Davvero la presenza di un cane in famiglia ti cambia la vita, certo è un impegno costante, ma le soddisfazioni e soprattutto il benessere che ne riceviamo è tanto. La loro pena i cani l’hanno già scontata.

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23 marzo 2012


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CANILI ITALIANI AL VERDE INTERVISTA A LORENZO CROCE PRESIDENTE AIDAA

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ancanza di fondi, sovraffollamento, scarse adozioni: è allarme canili. A denunciarlo l’Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente. Da una sommaria indagine condotta dai volontari AIDAA su un gruppo 150 canili italiani convenzionati, risulta che “il buco di bilancio cumulativo oltrepassa i 5 milioni di euro l’anno mentre i Comuni sono in ritardo con i pagamenti per circa 6 milioni di euro, con ritardi che arrivano in alcuni casi anche a 5 o 6 anni”. Sarebbero 200 i canili del Centro-Sud in difficoltà e non si tratta solo di strutture private, ma anche e soprattutto di quelle convenzionate e comunali. La situazione, nonostante il vasto impegno di associazioni e singoli volontari, sta peggiorando. I fondi non arrivano, non si riescono a gestire neanche gli esami e le vaccinazioni obbligatorie. Mancano i farmaci, i mezzi, gli strumenti. E i cani sono troppi. Il rischio di morte per malattia è molto alto. Mediamente ogni anno sono una ventina i decessi in ogni canile per cause naturali e per alcuni focolai di malattia, ma negli ultimi anni ci sono stati canili al Sud dove sono morti fino a 70 cani a causa di vere e proprie epidemie di cimurro. 15 mila solo nel 2010 su una popolazione di circa 180 mila cani presenti nei canili italiani. “Bisogna correre ai ripari prima che la situazione degeneri sfuggendo di mano” denuncia l’AIDAA. Come? “Sbloccando in qualche modo la situazione economica, ma anche adottando i cani presenti nei canili”. A ribadirlo in una breve intervista, il presidente dell'Associazione, Lorenzo Croce. L’AIDAA ha lanciato l’allarme sullo stato in cui versano i canili in Italia. Quale la situazione? La situazione è drammatica in almeno la

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metà dei canili italiani, dove i cani sono tenuti in condizioni disastrose, e dove spesso sono male alimentati. In un’altra parte dei canili la situazione è leggermente migliore, ma comunque sotto la norma di vivibilità. In una piccola parte invece la situazione è migliore, ma sono mosche bianche. Quali le differenze in materia tra Nord e Sud Italia? La questione dei canili lager non è una questione che si distingue tra nord e sud. Il problema è il numero di cani randagi che al sud oggi sono molti di più e il rischio di infiltrazioni della malavita organizzata a vari livelli è purtroppo equivalente. Se al sud si gestiscono attività come il traffico internazionale di animali o i combattimenti o la gestione di cani tenuti in situazioni drammatiche per produrre reddito, al nord ci sono altri rischi legati prevalentemente al traffico internazionale di animali. Occorre però sottolineare che al nord c’è una maggiore rete di controlli e questi permettono una minore attività di maltrattamento e business sugli animali. Il sovraffollamento nei canili è dovuto in parte alle scarse adozioni. Quali a Suo parere le causa e cosa si potrebbe fare per incentivarle? Questo è un argomento molto delicato. Noi siamo innanzitutto per incentivare le adozioni sul territorio e con obbligo di controlli pre e post affido e per questo serve la presenza di associazioni riconosciute dentro ai canili che possano operare con i volontari in questa direzione. In Puglia è molto diffuso anche il trasferimento dei cani all’estero, è una pratica legale e per certi versi purtroppo necessaria in quanto il problema è enorme. Quello che noi chiediamo è che sia chiaro da subito il percorso che investe l’animale, vale

a dire si deve saper da subito chi si assume la responsabilità del cane e dove questo va a finire. Tutto questo si ottiene attraverso una politica di controlli serrati. Le guardie ecozoofile potrebbero essere impegnate in questi controlli. Quello che non concepisco è il modo con cui qualcuno riceve delle ricompense in denaro per questi trasferimenti. A questo siamo contrari anche se spesso questi soldi, ci rendiamo conto, servono per pagare il cibo e i veterinari dei singoli canili. Secondo l’indagine condotta dall’AIDAA i canili italiani sono al verde. È un’inadempienza dei Comuni nel pagamento delle quote destinate al mantenimento dei cani ospiti nelle strutture o dipende da altri fattori? Sono i comuni che pagano male, e tardi, e spesso non pagano del tutto. In molti contesti i canili vengono visti come una “soluzione” al randagismo, ma di fatto non lo sono. Cosa in concreto si potrebbe fare per arginare il problema? Su questo punto mi trova particolarmente d’accordo. Penso occorra innanzitutto una seria e definitiva politica delle sterilizzazioni e un’applicazione seria della lotta all’abbandono degli animali, il che vuol dire in concreto mandare in galera chi abbandona e successivamente aprire tavoli istituzioniassociazioni per mettere a punto a livello territoriale delle serie politiche di adozione e incentivazione all’adozione dei randagi.


ale im n ’a ll de i tt ri di i de le sa er iv Dichiarazione un Articolo 1 Tutti gli animali nascono uguali davanti alla vita e hanno gli stessi diritti all’esistenza. Articolo 2 a) Ogni animale ha diritto al rispetto. b) L’uomo, in quanto specie animale, non può attribuirsi il diritto di sterminare gli altri animali o di sfruttarli violando questo diritto. Egli ha il dovere di mettere le sue conoscenze al servizio degli animali. c) Ogni animale ha diritto alla considerazione, alle cure e alla protezione dell’uomo. Articolo 3 a) Nessun animale dovrà essere sottoposto a maltrattamenti e ad atti crudeli. b) Se la soppressione di un animale è necessaria, deve essere istantanea, senza dolore, né angoscia. Articolo 4 a) Ogni animale che appartiene ad una specie selvaggia ha il diritto a vivere libero nel suo ambiente naturale terrestre, aereo o acquatico e ha il diritto di riprodursi. b) Ogni privazione di libertà, anche se a fini educativi, è contraria a questo diritto. Articolo 5 a) Ogni animale appartenente ad una specie che vive abitualmente nell’ambiente dell’uomo ha il diritto di vivere e di crescere secondo il ritmo e nelle condizioni di vita e di libertà che sono proprie della sua specie. b) Ogni modifica di questo ritmo e di queste condizioni imposta dall’uomo a fini mercantili è contraria a questo diritto. Articolo 6 a) Ogni animale che l’uomo ha scelto per compagno ha diritto ad una durata della vita conforme alla sua naturale longevità. b) L’abbandono di un animale è un atto crudele e degradante. Articolo 7 Ogni animale che lavora ha diritto a ragionevoli limitazioni di durata e intensità di lavoro, ad un’alimentazione adeguata e al riposo. Articolo 8 a) La sperimentazione animale che implica una sofferenza fisica o psichica è incompatibile con i diritti dell’animale sia che si tratti di una sperimentazione medica, scientifica, commerciale. Articolo 9 Nel caso che l’animale sia allevato per l’alimentazione, deve essere nutrito, alloggiato, trasportato e ucciso senza che per lui ne risulti ansietà e dolore. Articolo 10 a) Nessun animale deve essere usato per il divertimento dell’uomo. b) Le esibizioni di animali e gli spettacoli che utilizzano degli animali sono incompatibili con la dignità dell’animale. Articolo 11 Ogni atto che comporti l’uccisione di un animale senza necessità è un biocidio, cioè un delitto contro la vita. Articolo 12 a) Ogni atto che comporti l’uccisione di un numero di animali selvaggi è un genocidio, cioè un delitto contro la specie. b) L’inquinamento e la distruzione dell’ambiente naturale portano al genocidio. Articolo 13 a) L’animale morto deve essere trattato con rispetto. b) Le scene di violenza di cui animali sono vittime devono essere proibite al cinema e alla televisione, a meno che non abbiano come fine di mostrare un attentato ai diritti dell’animale. Articolo 14 a) Le associazioni di protezione e di salvaguardia degli animali devono essere rappresentate a livello governativo. b) I diritti dell’animale devono essere difesi dalla legge come i diritti dell’uomo.

“Iddio creò l’uomo, poi, vedendolo così debole, gli donò il cane” Alphonse Toussenel

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delle futili parole degli uomini” “Il grande silenzio dei cani ci consola

People

Chaumont

VITA FALCONE VOLONTARIA

D

a quanto tempo svolgi attività di volontariato presso il Canile di Brindisi? Sono decenni che dedico la mia vita ai rinnegati, come chiamo quelle povere creature abbandonate per ignoranza, cattiveria, egoismo e mancanza assoluta di pietà. La mia prima esperienza nei canili cominciò 34 anni fa, quando un brutto giorno assistetti all’abbandono di un cane. Scaricato da un’auto targata BA, la cagnetta restò per ore ferma sul marciapiede di fronte a casa mia, aspettando invano il ritorno del traditore. Quando anche io fui convinta che era stata abbandonata, mi avvicinai per soccorrerla e fu la prima volta che vidi negli occhi di un cane la sofferenza dell’abbandono e del tradimento. La chiamai Penelope e la tenni con me alcuni giorni mentre le cercavo un’altra sistemazione, poiché nel mio piccolo appartamento avevo già un altro cane. Fu così che venni a conoscenza che a Brindisi c’era una associazione di volontari, la LE.P.A. Una volontaria tuttora operante accettò di prendere Penelope con sé a una condizione: avrei dovuto dare una mano anche io. C’era bisogno di volontari allora, così come oggi. Iniziò così la mia pena infinita. Il primo impatto fu lacerante. Non riuscivo a muovermi, solo lacrime, un pianto che non aveva fine, un’esperienza traumatica che ha segnato la mia vita per sempre. Il canile gestito dalla LE.P.A. era allora nei pressi di Tuturano: un terreno di cui si pagava l’affitto, ma non c’erano soldi e si andava avanti con le offerte di persone generose e sensibili al problema. La situazione era veramente molto critica e ci vorrebbe davvero molto tempo per raccontare quello che si faceva per nutrire e dar da bere a tanti poveri cani che non potrò mai dimenticare. Tante storie, in egual numero alle sofferenze. Poiché di mattina lavoravo, si andava al canile nel primo pomeriggio e si tornava a casa a tarda sera. Quando c’era da portare i cani ammalati dai veterinari, che gratuitamente prestavano la loro assistenza, si tornava a casa davvero molto tardi e l’indomani si ricominciava. Così fino a oggi. Attualmente, dedico al canile comunale solo tre mattinate a settimana e mi sembra sempre troppo poco. Non mi basta mai il tempo che purtroppo vola via. Qual è lo spirito dietro tanto impegno? Andare al canile è diventata un’esigenza primaria, come respirare e nutrirsi. Alcuni asseriscono che è un hobby e a me questa definizione dà fastidio. Non è un hobby, ma è amore, passione e pietà. È come cercare di riparare in qualche modo al male, cercando di far capire a quei poveri sventurati che non tutti gli umani sono cattivi, egoisti, indifferenti e crudeli. Non c’è gioia più grande di quella del vedere un cane che ti riconosce, ti chiama, si mette a pancia all’aria per avere le tue carezze. Altrettanto bello è vedere un cane talmente diffidente e impaurito da mordere chi tenta di avvicinarsi a lui diventare così docile e buono da farsi accarezzare, farsi tagliare il pelo sporco e nodoso e accettare il guinzaglio per correre fuori sull’erba in piena libertà. Questo è quello che noi volontari facciamo ogni volta che si va al canile. Come si svolge una giornata da volontaria presso il Canile? Oltre a quello che ho già detto, c’è da portare fuori i cani della cosiddetta ‘degenza’, animali che sono chiusi in piccoli vani e che, in

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assenza di volontari, non escono. Ed è per questo che occorrerebbe più gente, per fare dei turni e permettere ai cani l’uscita ogni giorno. Portiamo fuori i cani dei cosiddetti ‘settori’, ma il tempo vola e si possono portare fuori solo 3 o 4 box ogni volta. Collaboriamo col veterinario a cui segnaliamo i cani che hanno eventuali problemi di salute e che vengono premurosamente curati. Non ci tiriamo indietro mai, in qualsiasi occasione, e non abbiamo paura di sporcarci le mani se necessario. C’è oggi bisogno di volontari? E perché? Stiamo attuando un progetto, a mio parere bello, che permette a tutti i cani del canile (oggi sono più di 800) di assaggiare la libertà di correre nelle aree di sgambamento, a turno per circa una mezz’oretta. Il primo giro è stato già effettuato, ora stiamo effettuando il secondo. Certamente se ci fossero più volontari, invece di tre giorni a settimana, si potrebbe agire in tal senso tutti i giorni e il giro finirebbe prima e prima si potrebbe ricominciare. I cani sono 800, un numero davvero alto. E loro, comunque, non sono solo numeri. Che qualità deve avere un volontario? Può fare volontariato chi innanzitutto ama gli animali e, in modo particolare, i cani. Chi ha la forza di andare avanti pur sentendo le loro urla mentre si attaccano alle sbarre, a volte mordendole tanto da consumarsi i denti. Chi ha la forza di andare avanti pur guardando la loro rassegnazione e la loro tristezza, incise per sempre nei loro occhi. C’è da piangere per la perdita prematura di un cane, ma c’è da provvedere a chi rimane vivo. C’è da gioire quando un animale viene adottato, pur sapendo che non lo vedrai mai più. C’è chi mette in conto uno o due morsi, chi non si tappa il naso quando percorre i corridoi su cui si affacciano i box, chi non ha schifo del sangue e delle piaghe, chi pulisce i cani da fango e feci... in cambio, però quante emozioni! Qual è l’emozione più bella che un cane ti ha regalato? Sono davvero tante e sono quotidiane. È una forte emozione quando un cane grande e grosso si alza sulle zampe e ti abbraccia superando la tua altezza, quando appena ti vede e ti riconosce ti corre incontro, quando per avere il tuo abbraccio si raggomitola in posizione fetale pur di stare tutto sulle tue ginocchia, quando riesci a portare fuori dal box un cagnone che fa paura a tutti e con te diventa un agnellino. Quante esperienze del genere potrei raccontare... ne scelgo una per ora. In un recinto, erano prigionieri due cani di taglia grande: un pastore tedesco femmina e un cane tipo corso. Non uscivano mai nonostante i miei sforzi, la loro paura era troppo grande, ma riuscii almeno ad accarezzarli. Poi mi venne un’idea: lanciare bocconcini di carne per costringerli almeno a varcare la soglia della gabbia. Ci impiegai diversi mesi e un giorno, con l’aiuto delle mie compagne di volontariato, i due cani conobbero la libertà, il cielo e le corse sull’erba. E fummo tutti felici ma non finì qui. Solo due giorni dopo, una telefonata mi fece piangere di gioia: un signore aveva chiesto un cane di grossa taglia e gli fecero vedere il corso e la sua femmina. Tutti e due furono adottati. Ora stanno benissimo, sono amati, sono liberi e penso che basterebbe solo questo per capire che la mia dedizione nel canile non è stata tempo perso. Ogni cane ha una storia. Ce n’è una che andrebbe raccontata a tutti? È vero che ogni cane ha una sua storia. Sono storie tristi, storie di abbandono, maltrattamenti e a volte di vera e proprio crudeltà, ma di queste non voglio parlare sia perché fanno davvero male, sia perché è importante narrare ciò che è positivo. Anni fa, quando eravamo ancora nel vecchio canile di Tuturano, c’era una lupa che allattava i suoi cuccioli. La gente portava al canile tanti cuccioli o addirittura li abbandona neonati vicino al cancello d’ingresso. In quel periodo arrivarono molti cuccioli e la lupa li allattava tutti. Piccoli, piccolissimi e grandicelli. Si attaccavano tutti alla lupa in cerca di latte e protezione. Questo durò parecchio tempo, la lupa dimagriva sempre più, ma non allontanava nessun cucciolo. A volte era così ricoperta di cuccioli che le si vedeva solo la testa. Un giorno, la trovammo morta. Aveva allattato fino alla fine e per tanto tempo cuccioli di diverse razze e diverse dimensioni, aveva sacrificato la sua vita per loro, un esempio di grande generosità e dedizione per noi umani che abbiamo ancora molto da imparare dagli animali.


un solo animale cane e di essere uomo tramutata in re esse di a gioi la a, cizi ami tica l’an “è una coda intrisa di rugiada” che cammina muovendo sei zampe e Pablo Neruda

Francesco Marchionna

ROSALBA E TELEFUNKEN Un ‘cattivo’ dal cuore tenero

N

on esistono cani cattivi, ma solo cattivi padroni. Questa, in sintesi, potrebbe essere la storia di Telefunken, rottweiler abbandonato in canile da un padrone che non lo voleva più. Quel cucciolo da sfoggiare con amici e parenti era infatti cresciuto troppo. Un cane troppo grande per quella casa, a cui si è preferita una cella di quattro metri quadrati con una bella inferriata sul davanti e un chiavistello di indifferenza a suggellare un atto vile. Nessuna visuale, non un alito di vento, non un raggio di sole. L’isolamento più totale. Telefunken ce l’ha con il mondo intero e nessuno prova a convincerlo del contrario. Tutti col tempo imparano ad averne timore e nessuno riesce a entrare nella sua gabbia. Le ciotole con il cibo e l’acqua gli vengono calate dall’alto, giorno dopo giorno, accatastandosi come trofei di un concorso di rabbia. Questo è ciò che crede chi guarda con distacco, attraverso le fessure di una grata. Fortunatamente, non tutti gli occhi vedono allo stesso modo... Ce lo racconta Rosalba Ungari, volontaria del Canile Comunale di Brindisi, una persona speciale che è riuscita nel difficilissimo compito di rendere nuovamente speciale un cane come Telefunken. “Ho impiegato circa un mese, facendomi vedere ogni giorno da lui e porgendogli dei pezzetti di wurstel attraverso la porta del box” racconta Rosalba. Giorno dopo giorno. Nessuno avrebbe scommesso alcunché sull’esito di quei tentativi, né su Telefunken né su Rosalba. Ma lei è andata avanti lo stesso, lavorando moltissimo sul comportamento del cane. “Un giorno mi sono fatta coraggio. Ho aperto il chiavistello della gabbia e sono entrata, di spalle, lentamente e con gli occhi chiusi. Nulla. Quando ho aperto gli occhi, lui era lì che mi guardava con i suoi grandi occhi neri. Non saprò mai perché abbia scelto me. Forse l’amore che ho sempre provato per lui, escluso da tutti, oppure una questione di feeling. È come se mi avesse detto ‘Entra’... ”. Col tempo sono arrivate le carezze e poi, finalmente, Telefunken è tornato libero di correre. “Quando sono riuscita a portarlo fuori da quella gabbia, nell’area di sgambamento, ho provato una felicità immensa. Non tanto per me, quanto per lui che finalmente era libero di correre”. Parole che sono come istantanee per Rosalba. “Lui era finalmente felice. Me lo dimostrava strofinando il suo enorme testone contro di me”. Quell’enorme testone, grande come un televisore. “Da allora ho portato fuori Telefunken quasi tutti i giorni, fino alla sua fine”. Ora Telefunken non c’è più, un tumore lo ha portato via tre mesi fa. È una delle tante storie del canile.

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Offerta valida su veicoli fisici salvo esaurimento scorte


Diario di bordo

Michele Lamacchia

@m_thespot leparolecreanomondi.wordpress.com

cucciolo di papa'

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rrivata la sera papà, dopo avermi sistemato le coperte, mi legge sempre una fiaba, una storia, per farmi addormentare. È una bella storia di avventura, di viaggi e di naufragi, di pirati e di mostri, di pescatori trasformati in maiali, di streghe e di sirene. Una storia con fulmini e tempeste, e giganti con un occhio solo! Mi mette tanta paura, ma alla fine gli eroi vincono sempre. Non è che capisco proprio tutto, sincero: ad un certo punto, forse il sonno, mi perdo le parole e non riesco più a seguire. Ma per non deludere papà che è tanto paziente con me e tanto bravo, faccio di sì con la testa, anche se chiudo ogni tanto gli occhi, cercando di resistere. C’è un pezzo della storia che mi piace di più, che mi fa battere il cuore di gioia e anche di paura BUM! BUM! BUM! BUM! dopo il quale mi raggomitolo stretto nel lettino e mi addormento: la parte di quando lui, Ulisse, riesce a tornare a casa dopo tanti tanti tantissimi giorni (come dice papà, per farmi capire), vecchio e travestito con degli stracci vecchi e sporchi, per non farsi riconoscere dai nemici. L’unico che riesce a riconoscerlo è il vecchio Argo, che è ancora bellissimo, ma non è più veloce come tanti tanti tantissimi giorni prima. Si alza piano piano, gli va incontro e gli scodinzola felice per averlo visto ritornare sano e salvo. E a quel punto là anch’io sono felice con lui perché capisco come si può sentire: io faccio dei salti così tutti i giorni, quando papà torna dal lavoro! Poi però la mia felicità diventa triste: piego il musetto, piego gli occhi, li chiudo. Voglio sentire se questa volta ce la fa... Invece, no: Argo non ce la fa. Dopo aver aspettato tanti tanti giorni che arrivasse il suo papà, lo saluta felice e sereno muore. Ieri sera ho deciso di farmi forza e prima di addormentarmi, ho guardato il mio papà e gli ho chiesto: «Papà, è vero che io starò sempre con te e non morirò mai?» e papà accarezzandomi la testa mi ha detto: «No, che non morirai mai. E se farai sempre il bravo diventerai un bambino vero» Ha chiuso il libro ed è andato a letto, lasciandomi la lucina accesa. Mi sono raggomitolato stretto nel mio lettino e mi sono addormentato, scodinzolando felice.

olio extravergine di oliva

l'Oro di Valesio Tra i sapori e gli odori della campagna l’antica Masseria Pisciani è tornata a rivivere dai raccolti della spremitura delle sue olive. Nasce così l’extravergine “l’Oro di Valesio”.

Masseria Pisciani ristorante

ricevimenti

meetings

C.da Pisciani TORCHIAROLO Brindisi Tel. +39 0831 620 747 www.masseriapisciani.it info@masseriapisciani.it

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LA CATTEDRALE ROM “UN MONUMENTO DISTRU

Q

uando il 20 febbraio del 1743 un terremoto danneggiò la Cattedrale romanica della nostra città ed iniziarono i lavori di demolizione, Brindisi perse uno fra i monumenti più importanti sia a livello storico che artistico. Essa venne fatta erigere dai Normanni e la sua imponente mole, fino al XVIII secolo, faceva sicuramente di Brindisi una città dal glorioso passato. Proveremo, quindi, a vedere come essa poteva essere dal punto di vista architettonico basandoci su descrizioni di autori, disegni, pitture ed

archeologia

ESTERNO

Ricostuizone Cattedrale Romanica (Disegno Antonio Mingolla) e quella odierna.

Sculture di animali agettanti, tipiche delle cattedrali romaniche

L'imponente facciata si trovava dove oggi vi è quella attuale e doveva essere divisa verticalmente in tre parti, che corrispondevano alle navate interne, di cui le laterali a spiovente, mentre la centrale a doppio spiovente. L'unico ingresso principale della facciata era composto da un bellissimo protiro, molto simile a quello delle altre chiese romaniche pugliesi o come quello di San Giovanni al Sepolcro. Una cuspide era sorretta da colonne con eleganti capitelli che a loro volta erano sorretti da tori stilofori. I due tori in marmo si trovavano, fino agli inizi del '900, all'interno del Palazzo Episcopale, ma poi furono portati a Roma per il marmo che serviva alla costruzione del Monumento a Vittorio Emanuele II. Il portone era decorato da bellissimi stipiti intarsiati, un frammento dei quali è ancora oggi visibile nel cortile del Museo Archeologico Provinciale F. Ribezzi di Brindisi. In questo frammento possiamo notare, nell'intradosso, dei bassorilievi raffiguranti un tralcio con figure di uomini e di animali, mentre sulla parte frontale due tralci si diramano da una torre posta sul dorso di un elefante. Vi sono inoltre scolpiti animali e figure umane. Questo elemento richiama stilisticamente il bassorilievo scolpito nell'intradosso dello stipite sinistro del portone di San Giovanni al Sepolcro. Sopra il portone del Duomo vi era una grande bifora dove prendeva luce la nave centrale, decorata ai lati da sculture di animali aggettanti, simile ad altre che ritroviamo nelle cattedrali romaniche. Ai lati del portone, con molta probabilità, delle lesene sorreggevano degli archi bicromi, mentre lungo il fianco sinistro della chiesa (Via Colonne), notiamo ancor oggi due file di mattoni dell'originale chiesa romanica, a dimostrazione che l'impianto della nuova chiesa settecentesca rispettava quella originale. L'abside destro, sopravvissuto alla demolizione dopo il terremoto, è composto da archi bicromati sorretti da lesene, che ritroviamo anche nella chiesa di San Benedetto. In alto rimane un tratto del cornicione in pietra dura, dove è scolpita una testa di elefante, mentre alla base dell'abside vi è incisa, in un'iscrizione, con la firma del costruttore della cattedrale, di nome "PETRUS". Nel cortile del Palazzo del Seminario è esposto un bassorilievo in marmo facente parte della Cattedrale, purtroppo molto danneggiato, raffigurante una scena della vita di Gesù.

Abside destro

Bassorilievo in marmo

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Imponente era anche il campanile, che non si trovava accanto alla facciata sul lato sinistro, dove vi è l'attuale che fu voluto dall'arcivescovo Gian Battista Rivellini verso la fine del XVIII secolo, ma si ergeva sul fianco destro della Cattedrale nei pressi del romitorio dei Vescovi. Le varie celle erano illuminate da bifore e trifore come era in uso nei campanili romanici, mentre in alto quasi certamente era completato da una cuspide a forma piramidale.


MANICA DI BRINDISI UTTO PIù DI 250 ANNI FA” elementi architettonici che ancora oggi si conservano; certamente essa risultava molto diversa stilisticamente da come la vediamo oggi. L’inizio dei lavori di costruzione avvenne nel 1089, quando il Papa Urbano II pose la prima pietra e venne poi terminata nel 1143. La Cattedrale in parte conserva la pianta originale che doveva essere molto simile a quella delle altre Cattedrali romaniche pugliesi, quindi a pianta basilicale a tre navate con transetto non sporgente, come ad esempio San Sabino e la Basilica di San Nicola a Bari e la Cattedrale di Trani.

Antonio Mingolla

INTERNO L’interno era diviso, tramite colonne in marmo, da tre navate di cui la centrale il doppio delle laterali, come possiamo ancora notare. Le colonne originali furono incassate nei pilastri settecenteschi, mentre solo l’ultima coppia di colonne vennero demolite; di esse rimane solo un plinto conservato nel cortile del Palazzo del Seminario. Sulle pareti laterali vi erano delle semicolonne. Un semicapitello che faceva parte di una di esse, decorato con due sfingi e due teste leonine, è attualmente custodito nei depositi del Museo Archeologico Provinciale. L'abside centrale venne demolita già nel XVI secolo per adattare il nuovo coro ligneo, mentre quello di destra potrebbe essere reso visibile se venisse spostato l'altare di San Pelino che tutt'ora copre la parete interna dell'abside. Due epigrafi, oggi murate nella vicina cappella di San Michele, ricordano il compimento della Cattedrale tra il 1139 e il 1143 con la committenza di Ruggero e dell’Arcivescovo Bailardo. Inoltre, come in gran parte delle cattedrali romaniche, è molto probabile che la nostra cattedrale conservi ancora una cripta sotto la zona del presbiterio.

Epigrafi

IL PAVIMENTO MUSIVO Di grande prestigio era il pavimento musivo voluto dall'Arcivescovo Guglielmo intorno al 1178, purtroppo in gran parte distrutto dall'Arcivescovo Ferrigno nella seconda metà del XIX secolo. Artisticamente molto simile a quello delle Cattedrali di Otranto, Taranto e Trani, oggi ne rimangono alcuni avanzi lungo l'abside sinistro e centrale. In quest'ultimo possiamo notare in parte, attraverso la decorazione a mosaico, il limite a semicerchio dell'originale abside romanica. Qui il pavimento risulta più alto, differenziando di livello la zona presbiterale dal resto delle navate. I mosaici dell'abside centrale raffigurano scene zoomorfe molto bizzarre, che giocano dentro e fuori a delle larghe cornici, mentre nell'abside sinistro vi è raffigurato un albero con alla base un globo con al centro un giglio, sorretto da due uomini. Sul lato sinistro dell'albero vi è un cerchio a larga cornice con al centro due figure zoomorfe disposte simmetricamente. Un altro frammento del mosaico è custodito all'interno del Museo Diocesano. Per i restanti mosaici andati persi, che decoravano il resto della chiesa, ne siamo a conoscenza grazie a studi di O. De Leo e dello Schulz e alcune tavole disegnate dal Millin, attualmente conservate a Parigi. Fra le scene raffigurate vi era un grande albero sorretto da figure zoomorfe che percorreva la navata centrale, scene del vecchio testamento e della Chanson de Roland.

Pavimento musivo

Oggi, l'attuale Cattedrale, se pur amata dai brindisini, ha completamente perso il fascino originale, non è più quella Cattedrale che vide sposi Federico II e Iolanda di Brienne, che accolse i numerosi crociati e pellegrini che qui pregavano prima di imbarcarsi verso la Terra Santa. Sarebbe quindi interessante ricostruire virtualmente la Cattedrale romanica, mettendo insieme tutti gli elementi architettonici rimasti e i documenti, per ridare vita a un monumento così importante e così tanto dimenticato.

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APPUNTAMENTI Venerdì 23 marzo Mesagne CONFRONTO SULLA CRIMINALITà

IN PRIMO PIANO

L’Amministrazione Comunale di Mesagne, su sollecitazione del presidente del Consiglio Fernando Orsini e attraverso le attività dell’Assessorato ai Percorsi di Legalità, ha organizzato, per venerdì 23 marzo, alle ore 18, la presentazione del libro di Mara Chiarelli “Sacra Corona Unita: i camaleonti della criminalità italiana”. Nell’Auditorium del Castello Normanno Svevo interverranno oltre all’autrice, il Procuratore della Repubblica dottor Marco Dinapoli, il Vicario Foraneo Don Pietro De Punzio e l’Onorevole Cosimo faggiano, già Sindaco ed Assessore ai Percorsi di legalità. Mara Chiarelli, giornalista di cronaca giudiziaria per il gruppo Repubblica-l’Espresso, ha prestato il suo acume e l’impegno di un’indagine di alto spessore storiografico e sociologico alla spinosa questione della mafia pugliese, spesso sottovalutata tanto – agli esordi – dagli investigatori, quanto dall’opinione pubblica regionale e nazionale. L’inchiesta così prodotta, che affronta la SCU dalle origini a pochissimi mesi addietro, restituisce invece un quadro drammatico del sodalizio criminale organizzato nel tacco d’Italia, puntualmente descrivendone episodi sanguinosi, connivenze, diramazioni sociali. L’iniziativa del 23 marzo assume un valore simbolico supplementare, tenendosi nella città che ha dato i natali al boss fondatore della quarta mafia Pino Rogoli e che ha molto operato negli ultimi quattro lustri per affrancarsi dal rischio del giogo criminale.

Ceglie Messapica 18 marzo

Benvenuta primavera

Quest’anno la primavera si è fatta decisamente attendere e adesso che è alle porte ci sembra giusto celebrarla degnamente. Domenica 18 marzo celebreremo l’arrivo della primavera con un percorso dedicato al mandorlo in fiore. Il percorso parte da masseria Seppunisi a Ceglie Messapica dove è previsto l’arrivo dei partecipanti e l’accoglienza con caffè e cappuccino al latte fresco di masseria. Alle 9:30 tutti in sella alle bici per scorrazzare fra le campagne cegliesi pedalando avvolti dal delicato profumo del mandorlo, il percorso ci condurrà in un mandorleto specializzato dove gusteremo lo spettacolo della fioritura del mandorlo in tutto il suo splendore. Saliremo a piedi su una collina che offre una spettacolare vista panoramica che spazia da Ceglie a Carovigno. Entro le 13:00 è previsto il ritorno in masseria Seppunisi dove, sotto i trulli, si continuerà a celebrare la primavera con i simboli alimentari della rinascita e della purificazione. Proveremo ad allestire un banchetto dedicato al “biancomangiare” una preparazione medievale basata sulle presunte qualità del colore bianco, simbolo di purezza e ascetismo. Riprenderemo le ricette quaresimali del biancomangiare in cui alla carne bianca e al lardo si sostituiva il latte di mandorla. Non mancheranno friselline condite con l’olio “La trozzella” e mozzarelle. Vi aspettiamo numerosi per la prima delle tante escursioni “PERIgOLOSI” dell’anno. Raduno: masseria Seppunisi ore 9:15. Come arrivare a masseria Seppunisi: Giunti a Ceglie Messapica da Francavilla o San Vito, proseguire seguendo le indicazioni per Martina Franca sulla Circonvallazione Sud Est, superato l’incrocio per OstuniCisternino proseguire dritti per Martina per 300metri e svoltare a destra seguendo l’indicazione “Stadio”. Proseguire per la strada principale per 1,9Km e girare a destra al bivio seguendo le indicazione “contrada Giuseppe Nisi”, sulla nuova strada proseguire per 1,7Km fino alla masseria (coordinate gps N40°.40,356’, E17°.29,529’) Percorso: breve di circa 30Km ma collinare, opportune le bici con le marce Prenotazione: per allestire degnamente il banchetto chiediamo cortesemente una prenotazione per mail o per telefono alla capogita, è anche possibile prenotare il noleggio di una bici. Info e capogita: Angela Bruno, angela@ciclovagando.com, cell. 320.8703355. COMUNICATO STAMPA ASSOCIAZIONE CICLOAMICI www.cicloamici.it/percorsi_perigolosi.htm

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Venerdì 23 marzo Brindisi CANTO ITALIANO

Palazzo Festa e Ristorante Pizzeria Lounge Bar - Via Ferrante Fornari 26 presentano una proposta musicale di grande successo. Rigorosamente dal vivo oltre 2 ore di spettacolo con le italianissime più ballate degli anni 70/80/90 con animazione e tanto divertimento con un sound unico e indimenticabile. Ore 21. Info e prenotazioni al 0831. 529956 - 349.3141719.

Sabato 24 marzo Brindisi PERSONALE DI PITTURA

Si è inaugurate il 17 marzo - e andrà avanti fino al 17 aprile - “Scappa, Nino!”, la personale di pittura dell’artista brindisino Domenico Lapolla, al caffè libreria “Camera a Sud”, in Largo Otranto - Brindisi. Il titolo della personale fa riferimento a Nino, un piccolo pappagallo giallo, che abita molte delle tele in esposizione, assieme a dei tipi umani semplici e delicati. Dove non è Nino a farla da padrone, vi sono altri animali ritratti in pose e azioni inconsuete, pesci che salutano naviganti, oche a lezione di greco antico o pianoforte, galline in testa o al seguito di omini in canottiera, gazze che si lasciano accarezzare su terrazzi assolati. L’originalità evidente delle tele di Domenico Lapolla trova diverse ragioni: ogni opera è legata all’altra da tratti costanti, riconoscibili e tipici del suo stile; é come ritrovare in ogni tela un episodio di una storia, che ognuno, secondo la sua personalità, può inventare e raccontare. Non c’è virtuosismo nelle pennellate, non si ricerca la cura di tutti i particolari, ma solo di quelli che concorrono a creare la poesia dell’opera. I personaggi hanno tratti caricaturati - occhi minuscoli, nasi grossi, teste grandi, corpi esili - e tuttavia sono pregni di umanità. La tavolozza cromatica, tenue ed armonica, di una consistenza “cremosa” e tuttavia poco materica, rilassa e distende l’occhio dell’osservatore. Sono delle tele che piacciono ai piccoli per evidenti ragioni, ma che catturano l’osservatore adulto con altrettanta curiosità, perché ne solleticano il lato puro e “bambino”.

Domenica 25 marzo Brindisi NOW!

Spettacolo di Marcantonio Gallo e Fabrizio Cito. In scena Marcantonio Gallo, Stefania Savarese, Daniela Nisi, Davide Vox. Musiche di mantovani & His Orchestra. Editing Pino Corsa, video Alessandro Falcone. “Now!” è la cronaca dettagliata di uno spettacolo del presente. La quotidianità ha permesso di fare tabula rasa della tradizione teatrale, accumulando i discorsi di tutti i giorni, i rumori di fondo, le notizie flash e i bombardamenti mediatici. Le informazioni raccolte - riflessioni, gesti individuali, tic sociali, cultura dell'ignoranza - raccontano la mercificazione, i disastri esistenzaili, la precarietà lavorativa, l’attivismo e la televisione, lenta corruzione delle identità, in cui le derive esistenziali dei quattro protagonisti diventano spot per fare audience. Contro il continuo blaterare di crisi del teatro ecco un teatro della crisi: crisi dei valori, della società, di costume. Crisi collettiva. Ore 18 e ore 20, Nuovo Teatro Verdi. La rappresentazione rientra nell’ambito della rassegna “Attimi di scena”.

Domenica 25 marzo Torre Santa Susanna ANNA MAZZAMAURO IN “BRAVA!”

Il Teatro Pubblico Pugliese presenta uno spettacolo che è anche la consacrazione di una straordinaria attrice: Anna Mazzamauro. Questa grande interprete resterà in scena, affiancata da due attori e quattro ballerini, per oltre due ore


le segnalazioni vanno inviate a redazione@freebrindisi.it ballando, cantando e recitando nella migliore tradizione della commedia musicale italiana e alla maniera del musical di Broadway. La storia di "Brava!" è la storia di un'attrice che decide di festeggiare il suo quarantesimo anno di carriera teatrale nel teatro vuoto, oramai in demolizione, che l’aveva vista debuttare e trionfare. Ed è proprio dal vuoto di quel palcoscenico che i suoi ricordi prendono forma. Ballerini, sarti, macchinisti, suggeritori, luci, fondali, costumi prendono magicamente vita e insieme a lei realizzano uno spettacolo fatto di tentativi, spunti, ipotesi, aspirazioni, sogni che spaziano in tutti i generi teatrali dalla rivista vecchia maniera, al teatro classico, dall’avanspettacolo al musical, in un rapido susseguirsi di gag, trovate, occasioni coreografiche e momenti musicali quali solo il maestro Trovajoli può darci. Per Anna Mazzamauro "Brava!" sarà l’occasione per vivere sulla scena due ore da leonessa. Teatro Comunale, ore 21.

Martedì 27 e mercoledì 28 marzo Brindisi SERVO DI SCENA

CTB Teatro Stabile di Brescia e Teatro degli Incamminati portano al Nuovo Teatro Verdi “Servo di Scena” di Ronald Harwood con Franco Branciaroli nella doppia veste di attore e regista. Scene e costumi di Margherita Palli. “Servo di scena” è uno dei più celebri testi teatrali di Ronald Harwood, che nel 1983 curò anche l’adattamento cinematografico dell’omonimo cult di Peter Yates interpretato da Albert Finney (premiato al Festival di Berlino) e Tom Courtenay (cinque candidature agli Oscar). Ed è naturalmente un testo ritagliato ad hoc sulla figura di un attore di grande carisma. Si tratta di un appassionato omaggio al teatro e alla sua gente, nonché perfetta ricostruzione d’epoca che fa da cornice agli ultimi successi di un grande attore, ormai al tramonto. Il protagonista è un non meglio precisato Sir, un interprete scespiriano un tempo osannato dalle folle e dalla critica, che al momento di andare in scena per la prima del Re Lear viene colto da un malore, proprio mentre Londra è bombardata dai tedeschi. Deve la sopravvivenza alle cure e alle attenzioni costanti del suo umile servo di scena, che lo obbliga a non dare forfait perché gli spettatori hanno pagato il biglietto e, quindi, hanno diritto allo spettacolo. Scritta in un linguaggio affascinante, tipico dello stile british, questa commedia è un omaggio all’Inghilterra e al Bardo. Ma soprattutto è un inno al teatro, alla sua capacità di resistere in tempi difficili e alla sua insostituibilità. Nuovo Teatro Verdi, ore 20:30. Info. 0831 562554.

Giovedì 29 marzo Ceglie Messapica “CONCERTO DA CAMERA”

… e i chi maritati!!! di e con Mirko Lodedo e con i musicisti di Casarmonica. La visione degli spettacoli sarà accompagnata dall’assaggio di specialità gastronomiche del territorio messapico e da un buon bicchiere di vino. Teatro Comunale ore 21.00, ingresso a pagamento. Info. 0831.377863.

perfetto e a tratti morboso di tradimenti, passioni, sfide e memorabili notti d’amore, nella cornice delle note diseguaglianze sociali dell’epoca. Si tratta di pura evasione, senza la pretesa di lanciare messaggi sociali o moniti morali. Musica e parole, danza e duelli, rendono lo spettacolo godibilissimo, grazie alla partecipazione di artisti completi, cantanti, attori, ballerini e anche acrobati. Teatro Kennedy, ore 20.30, ingresso a pagamento. Info. 080.4413150.

Venerdì 30 marzo Mesagne IMPROSHOW

È lo spettacolo teatrale nel quale tre attori professionisti (Massimo Ceccovecchi e Tiziano Storti dei Verba Volant Roma, Andy Ferrari di Teatribù Milano) regaleranno emozioni improvvisando tutto ciò che il pubblico proporrà. Non esiste testo né sipario, tutto avviene sulla nuda scena che diviene il foglio su cui scrivere una nuova storia, scritta e interpretata nello stesso momento. Fulcro della serata sarà il pubblico che con i suoi suggerimenti alimenterà il fuoco della fantasia. Infinite le combinazioni: si può prendere spunto dall’attualità, dalla televisione, dal teatro, si può chiedere ai giocAttori di improvvisare in rima, senza l’uso delle parole, alla maniera di Shakespeare, Pirandello, De Filippo, oppure Tarantino, Sergio Leone, Tinto Brass e altri ancora. Uno spettacolo irresistibile in continua evoluzione grazie all’apporto del pubblico e al delirio degli improvvis-attori capaci di divenire nello stesso tempo attori, registi, scenografi, sceneggiatori e personaggi sempre nuovi. OffiCine Teatro Ariston, ore 21, ingresso a pagamento. Info: 349.6683418 - 347.8502529.

Venerdì 30 marzo Ostuni DIARIO DI…

L’Associazione Culturale “Folletti e Folli” presenta nell’ambito della Prima Rassegna Teatrale “Forme di Conoscenza”, “Diario di …”, idea ispirata dal romanzo di Lu Hsun riscritta adattata e diretta da Peter Speedwell, con Dario Lacitignola Onofrio Fortunato. È la storia di Pietro e la sua mania di persecuzione. Lui e i personaggi che gli ruotano intorno ci conducono con ironia in un breve viaggio esilarante sulla paura dell’uno verso gli altri, ed altre sorprendenti fobie. La compagnia “Folletti e Folli” è un idea di Dario Lacitignola Onofrio Fortunato e Peter Speedwell nata dalla comune passione per il teatro e la voglia di mettersi in discussione ognuno con il proprio bagaglio di esperienza ma con un unico obbiettivo sorprendersi e sorprendere. Teatro Madonna del Pozzo Via degli Emigranti ore 21,ingresso libero. Info. 347.5986360.

Venerdì 30 marzo Fasano LE RELAZIONI PERICOLOSE

The Big One Production presenta “Le Relazioni Pericolose” il musical, liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Choderlos de Laclos. Protagonisti Corrado Tedeschi, Lorenza Mario; musiche originali di Alessandro Mancuso; scene di Andrea Bianchi; costumi Sorelle Ferroni; coreografie di Alessandro Foglietta; maestro d’armi Virgilio Ponti. Testo e regia di Giovanni De Feudis. Originale rivisitazione in chiave musical del romanzo di Choderlos de Laclos da cui è già stato tratto un famosissimo film premio Oscar di Stephen Frears, “Le Relazioni Pericolose” parla di un libertino a metà tra Don Giovanni, collezionista senza scrupoli di giovani donne e il poeta Casanova. Siamo nella Francia pre-rivoluzionaria, dove si sviluppa un intreccio

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23 marzo 2012


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IL BACIO DI VETRO di Adrena e Oliviero Angelo Fuina

U

n libro sull’amore ai tempi di Internet scritto da un’inedita coppia letteraria. Si intitola “Il bacio d vetro” (pubblicato dalla Casa Editrice Boopen), autori Adrena (pseudonimo di Maria Capone), tarantina di nascita brindisina d’adozione, autrice di numerosi racconti presenti in antologie contemporanee e raccolte, e Oliviero Angelo Fuina, poeta e scrittore. Ma l’essere stato scritto a quattro mani non è la sola particolarità di questo libro. Conosciutisi sul web, i due autori non si sono mai incontrati, il loro rapporto è stato esclusivamente virtuale come quello dei protagonisti della storia frutto della loro fantasia. Liol è un uomo quotidianamente frustrato da una routine in cui non scorge che avvilimenti, Luana una giovane donna alla ricerca di relazioni significative in cui poter esprimere il proprio mondo interiore. Lui è sposato, lei single. L’incontro è casuale e virtuale. Nasce nel mondo di Internet come un semplice rapporto epistolare che ben presto si trasformerà in una relazione più complice e confidenziale. Le vite dei Liol e Luana s’intrecceranno inestricabilmente tra problemi di vita quotidiana, scelte ed opinioni, affinità intellettuali, sino a costringere i due, crollate quelle certezze troppo spesso date per scontate, a rimettere in discussione tutta la loro esistenza. Insieme riscopriranno la voglia di raccontarsi e di confrontarsi senza paura, vivendo con intensità vecchi problemi e situazioni di vita che mai avrebbero raccontato ad altri in un viaggio di conoscenza che dall’amicizia sfocerà in qualcosa di più grande. Un’avventura sentimentale a distanza riflesso dell’odierna società in cui gli strumenti di comunicazione personale hanno occupato lo spazio lasciato vuoto dai tradizionali luoghi di aggregazione e socializzazione. un brano tratto dal libro "il bacio di vetro"

Immaginare d’esistere Lasciò il tegame, spense il fuoco e abbandonò l’idea delle solite cene. C’era qualcosa di meglio in frigo che sembrava richiamare costantemente l’attenzione di Luana: un dolce farcito di tracimante cioccolata, rigorosamente fondente. Si lasciò cadere sul divano, mentre ripensò con un sorriso alla frase che Liol le aveva scritto nell’ultima mail: “Ciao… obesa mancata dalla cioccolata facile. La vuoi finire di mangiare?! Va be’ che il tuo metabolismo te lo permette e non posso nemmeno dirti che non ti voglio tutta ciccia e brufoli... ma almeno un po’ di pudore verso chi accumula grassi anche nei lobi auricolari!!!! Pensando ai tuoi cioccolosi ‘baffi’ che contornano golosi sorrisi soddisfatti ho scritto di getto una poesia ‘ovale’. Per tua croce (per essere in tema pasquale) e delizia te l’allego con un dietetico bacio all’aspartame’’. La nostra Pasqua Plastici incastri magicamente assemblati con dita segnate, inesperte, di cioccolato; l’occidentale Pasqua risorge intatta nei fanciulli sorrisi dai nostri lignei cuori; agli occhi si cela del S. Sepolcro la forza spezzando frammenti di fondente delizia …scema lo stupore fra i tanti, assordanti, colorati incarti e frenetici riti.

Cucchiaino dopo cucchiaino, Luana sorrise ancora. Nella penombra della casa silenziosa, il bastoncino di legno del ristorante cinese si sganciò improvviso dai capelli, lasciando ricadere i lunghi e lucenti boccoli rosso melanzana sul suo corpo perfetto e curato. Aveva conosciuto Liol casualmente grazie ad una disquisizione su Ungaretti in un sito letterario. I primi contatti avvenuti via e–mail con le solite domande erano stati subito sopraffatti dal volersi mettere alla prova: racconti, poesie, stralci e frasi su cui discutere e confrontarsi. L’intesa si era presentata da subito con un biglietto da visita ormai raro e ingiallito, fatto di rispetto e educazione. Non c’erano cose di cui non si potesse parlare o discutere in armonia. I loro sguardi non s’erano mai incontrati, eppure dalla simbiosi si poteva immaginare quanto sottile fosse la distinzione tra amicizia e amore. No, non quello. Un amore fraterno e d’amicizia vera, da cui non doversi nascondere per sentirsi fraintesi. Un uomo davvero speciale che avrebbe capito e condiviso la piccola follia di passare la serata davanti al camino scoppiettante di ricordi lontani, per soffermarsi ancora una volta su una frase di Daniele Boulanger: “All’alba la frangia di un sogno felice ci resta tra le dita per un attimo, poi si riduce in polvere”. – Bella, ma da cambiare – aveva ribadito con fermezza Luana. “All’alba la frangia di un sogno felice ci resta tra le dita; per sempre polvere e profumi, come ossessioni, lo renderanno vero”. Sì, ora era sua davvero, ancora una volta non avrebbe infranto i suoi sogni. Avrebbe rinunciato a qualsiasi cosa ad esclusione dei sogni, in fondo la vita era fatta di piccoli attimi felici, a volte veri, a volte illusori, nascosti talvolta nei sogni o nella realtà e, attraverso quegli attimi, Luana immaginava di esistere. Liol era il suo pizzico d’egoismo; lo sprone necessario a sviscerare le sue emozioni. In questo moderno tempo dove la crisi della parola aveva spento ogni entusiasmo, Liol e Luana, avevano riscoperto la voglia di sorridere, raccontarsi e scoprirsi l’un l’altra senza paura. Le parole scavavano dentro levigando ricordi, mentre luoghi e scene lontane completamente dimenticati riaffioravano con prepotenza. Boschi, sentieri e ruscelli, descritti con maestria, si adagiavano con cura tra onde salmastre di un mare limpido, mentre antichi profumi di lavanda e caprifoglio impregnavano l’aria.

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23 marzo 2012


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L’ALTRA FACCIA DEL DIAVOLO Nel 1989, il pronto intervento rispondeva alla chiamata di Maria Rossi che confessava di aver brutalmente ammazzato tre persone. Venti anni dopo, sua figlia Isabella cerca di scoprire la verità su quanto accaduto quella notte. Si reca in Italia, all'Ospedale Centrino per Maniaci Criminali, dove sua madre è stata rinchiusa, per capire se è mentalmente instabile o posseduta.

MAGNIFICA PRESENZA Magnifica presenza vede protagonista Pietro, 28 anni, che arriva a Roma dalla Sicilia con un unico grande sogno, fare l'attore. Dopo tanto cercare trova, finalmente, una casa tutta per sé, un appartamento d'epoca, dotato di un fascino molto particolare. Ma la felicità dura solo pochi giorni: presto cominciano ad apparire particolari inquietanti.

NON ME LO DIRE Lello Morgese, un affermato comico pugliese, viene lasciato dalla moglie, stanca di essere continuamente trascurata. La separazione getta Lello nello sconforto, che entra in crisi e decide di lasciare la compagnia teatrale. Per ritrovare la verve di un tempo, si rivolge ad uno psicanalista, che gli prescrive una cura alquanto bizzarra.

TI STIMO FRATELLO La tranquilla vita di Giovanni, ingegnere elettronico che ha finalmente trovato lavoro grazie alla sua nuova fidanzata, viene spezzata una mattina dall'arrivo a sorpresa di Jonny, una vera mina vagante che vive solo per passare le notti in discoteca e che, per volere del padre Michele, deve sostenere a Milano l’esame orale per entrare nel Corpo.

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FILM d'autore OFFSIDE di Jafar Panahi Con Offside (Orso d’argento al 56° festival di Berlino) torna sugli schermi Jafar Panahi esponente di punta della cinematografia iraniana. Il film - datato 2006 - fu girato clandestinamente depositando una falsa sceneggiatura, con molte riprese fatte di nascosto ed evitando in vari modi di farsi sottrarre dai militari la pellicola impressa. Nel giorno della partita di qualificazione per i Mondiali di calcio fra Iran e Bahrain, una ragazza cerca di mimetizzarsi in mezzo a un pullman di tifosi per riuscire ad entrare allo stadio, dove le iraniane non sono ammesse per questioni di buoncostume. Dopo aver acquistato a caro prezzo un biglietto da un bagarino, la ragazza osserva le varie strategie adottate dalle tante altre donne presenti per riuscire a eludere la sicurezza. Solo che, una volta varcati i cancelli, viene presa dal panico e riconosciuta dai militari che la conducono in una zona di detenzione situata nell’ultimo anello dello stadio, dove anche altre ragazze smascherate sono in attesa di essere prelevate dalla polizia. Dal “Cerchio” di una giornata qualunque di varie donne a Teheran alla forma più ovale e squadrata della planimetria di uno stadio di calcio, Jafar Panahi porta avanti la sua mappatura della cultura contemporanea iraniana attraverso l’esplorazione della condizione femminile.

LIBRO

IL MARCHIO DEL DIAVOLO

Musica

L.I.P.S.I.A.

di Glenn Cooper Già affermato autore-best seller di la ‘’Biblioteca dei morti’’ e de ‘’La mappa del destino’’, Cooper accosta epoche storiche molto diverse tra di loro in un giallo storico che lascia in bilico il lettore fino all’ultima pagina. Roma, 1139. Un uomo volge lo sguardo al cielo, in attesa. Seguendo le indicazioni dei suoi predecessori, è arrivato nella Città Eterna per assistere all’eclissi lunare che mostrerà un allineamento astrale unico. All’ora stabilita, la luna a poco a poco si dissolve nell’oscurità, lasciando il posto a 112 stelle. È il segno che l’uomo aspettava: ancora 112 papi, poi, sulle rovine della Chiesa, sorgerà un nuovo mondo... Roma, 64 D.C. La capitale dell’impero brucia. Da giorni il fuoco divora sia le case dei plebei sia i monumenti eretti per celebrare un potere senza limiti. Circola la voce che i colpevoli siano i seguaci di un nuovo culto religioso. Eppure i cristiani svelano un complotto ordito dallo stesso imperatore e, guidati da Pietro, intrappolano e uccidono i servi del demonio. Ma la vendetta di Nerone, feroce oltre ogni limite, sarà soltanto il primo atto di un conflitto segreto destinato a durare millenni...Cambridge, 1584. Christopher Marlowe ha sempre saputo di essere diverso. E ora tocca a lui combattere la guerra dei suoi avi. Il tempo dello scontro finale, però, non è ancora giunto: la sua missione è scrivere una tragedia che glorifichi la sua discendenza e che nasconda un messaggio per chi verrà dopo di lui... Roma, oggi. Una serie di scheletri rinvenuti in un columbarium del I secolo d.C., una successione enigmatica di simboli astrologici, un libro maledetto: sono gli indizi che, mettendo a rischio la propria vita e quella dei suoi cari...

Il progetto nasce dall’incontro artistico tra l’autore Vito D’Agnano e il sound designer Gianluigi “JJ” Oliva, entrambi di San Vito dei Normanni. Il primo, un songwriter pugliese, classe 1976, laurea in giurisprudenza, attivo da più di un decennio e con qualche band alle spalle, il secondo un fonico, musicista attivo da più di 10 anni nella scena musicale pugliese prima con la band “Ordinaria Follia” e successivamente con il progetto “Albe Meccaniche”. Nel 2007, dopo innumerevoli vicissitudini e lo scioglimento (non senza strappi) delle rispettive band, i due incidono l’e.p. “In trasparenza” dando forma, man mano, al progetto “L.i.p.s.i.a.”. Il nome scelto dal duo “non è solo l’acronimo dell’idea stessa di concepire la musica, ma un rimando alla città tedesca in cui Johann Wolfgang Goethe iniziò i suoi studi giuridici, dedicandosi allo stesso tempo a svariate altre discipline, ma senza un metodo preciso”. I due ragazzi sanvitesi, invece, le idee le hanno ben chiare. Il loro è un pop-rock dalla faccia onesta e pulita, mai sopra le righe e dalle forte inclinazioni radiofoniche. “In trasparenza” racchiude quattro brani che si propongono di scandagliare le strade, talvolta tortuose, delle relazioni interpersonali.

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23 marzo 2012


Comm. Resp. Francesco Cannalire

Messaggio elettorale

con consales sindaco


LA BACHECA

Roberto Spagnoletto

LET T I RA SCAMPAGNATA ALLU SPREMIER MONTI Greggio signor Monti, circolerò di sprimermi al megghio possibili, e noni coma a tei ca anbeci cu ti sprimi sta sprimi a tutti nui comu marangi, cumenzu cu dicu, sta lettira vulia cu ti rrivvava noni pi posta, ma comu nu zuecculu ti tavula an fronti armenu è sicuru ca la liggi. Prima di tutto vorrei addirti ca stai sempre come un cane raggiato, pari como sia ca ti è morta totta la famiglia e puru lu cani. Quidd’atru scemu prima ti tei ritia comu A uecchi puru ca ti ritiri no tinia nienti. Devi scusarmi ci il tagliano non è tanta pirfetto ma creto che a ci no voli no capesci. Prima ti tutto vorrei addirti ca ‘nda scassatu la carzittellacu sta crisi ca no penzu propia ca tui e l’amici tua sta’ faciti sacrifici, li sacrifici li sta’ facimu nui, puru ca unu fatia eti puvirieddu e quistu no è giustu. Penso che te ne sei ddonato che i tagliani a chi più ti iastema i morti, quello che stai facendo è una cosa schifosa anposta anbeci ti Premier ti chiamu Spremier ca ‘ndi sta stringi comu marangi, ma stringi e stringi alla fini lu succu non ci essi chiui, anbeci stringiti li mitoddi e penza na soluzioni seria senza cu cali an pata alli puvirieddi. Ma scusari ci ticu ca lu capu ti covernu comu lu sta faci assignuria lu sapia fari puru iu ca tegnu la terza alimentari pigghiata alli serali, e ca mica ‘nci voli maistria. Putivi cuminzari cu camini a spesi tua, tui e li cumpari tua cussini viti quantu costa la binzina ca secondu a mei mancu lu sai. Vi putiuvu bbasciari lu stipendiu e li pinzioni vuestri, oppuru sce fatiati cu la zappa a manu cussini vititi ce significa la fatia e viti comu bbasci subbutu l’età ti li pinsioni. Ti vulia a facia na proposta pirceni no cangiamu, tui passi ti la vanda nostra e nui normali passamu ti la vanda tua, cussini te ne ddoni di quello che ci stai facendo passare. Vuè lluenghi l’età ti li pinzioni ma nu cristianu ca faci lu frabbicatori mi spiechi comu carzittella faci cu carescia tufi finu a settantanni, a sessanta anni già stai scunocchiato e mica so tutti coma a tei ca stannu scurnacchiati tuttu lu giurnu tretu alla scribania. M’aggiu fattu nu picca ti cunti, ci nu cristianu teni cinquantanni ava spittare n’atri vintanni cu si ‘ndi vai a pinzioni, nu giovini teni vintanni e ava spittari stu cazzatora ti nunnu cu spiccia ti fatiari rriva a quarantanni e cumenza a fatia, ma quandu cazzatora ava spicciari ti fatiari stu poviru vagnoni, cussini a lungo andazzo si crea na catena viziosa ca nu cristianu cumenza a fatiari a settantanni ci ava spittari lu turnu sua cigghia comu una rapicaola. Allora mittiti na manu alla cuscienza e cerca cu mitti li cosi a postu ca secondu a mei sta sbagli strata. La verità mi veni arti cu ti mandu anziemi alla lettira nu scaffoni all’amberza intra li musi ma non di vali la pena e ogne tantu riti ca già stamu rruvinati ci poi ti mitti puru tui comu n’acieddu ti lu malacuriu amu spicciatu propia. Con crande antipatia e scoglionamento il tuo Ucciu lu vasciu p.s. ci no mi sienti armeno che truppichi al primo pisulo ca ccontri e vai lungo lungo a terra come un maccarrone armeno ti scasci li tienti e mangi brodu cu la cannuccia allu spitali. Questa eti la prima lettira ca ti scrivo ma no cretiri ca eti l’urtima,tegnu assai cosi ancora cu ti ticu.

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COSA SONO LE FACCETTE E PERCHÉ VENGONO FATTE Le faccette sono dei sottili gusci di ceramica o di altro materiale dello stesso colore dei denti naturali, che vengono cementati sui denti anteriori e ne ricoprono la parte frontale. Esse vengono costruite in ambiente extraorale, seguendo l'impronta del dente. Le faccette possono essere fatte per mascherare spazi tra i denti (diastemi), macchie permanenti, difetti dello smalto correggere leggere irregolarità ortodontiche rivestire denti anteriori scheggiati o usurati Di che materiale sono fatte le faccette? Le faccette posso essere di ceramica o di resine composite. Il materiale più adatto sarà scelto in base alle esigenze estetiche e funzionali del caso. Le faccette in ceramica hanno un aspetto molto simile a quello dei denti naturali e mantengono nel tempo colore e lucentezza iniziali. Il colore viene scelto dal vostro dentista in base a quello degli altri denti presenti in bocca. Come si fa una faccetta? Inizialmente, il dente viene preparato limando un sottile strato di smalto, per poter alloggiare lo spessore della faccetta: il procedimento può essere fatto in anestesia. Un'impronta del dente viene poi rilevata in modo da ottenere un modello dal quale costruire la faccetta. Se necessario, tra una seduta e l'altra, viene applicata al dente una faccetta provvisoria, che sarà tolta per cementare la faccetta definitiva. Come posso prendermi cura di intarsi e faccette? Spazzolare i denti con intarsi o faccette dopo ogni pasto, come gli altri denti. Passare quotidianamente (meglio la sera prima di coricarsi) tra dente e dente il filo o lo scovolino interdentale, prestando particolare attenzione al bordo gengivale. Per prevenire danni o fratture alle faccette evitare di addentare cibi o oggetti troppo duri. I denti con faccette o intarsi, come tutti gli altri denti, richiedono controlli periodici (normalmente ogni sei mesi). Controlli regolari associati a una scrupolosa igiene orale, oltre a mantenere sani denti e gengive, permettono ai vostri intarsi e/o faccette di durare a lungo.

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posta @ SALVIAMO INSIEME 15.000 BAMBINI “Fin da quando ero bambino ho sempre visto bambini morire di fame e tante famiglie soffrire e morire con loro - afferma Michael Emuria Locheriang - Nel corso di tutta la mia esistenza, ho visto l’avvicendarsi di tantissime organizzazioni umanitarie, che facevano assistenza e toglievano le forze degli uomini e delle donne Turkana, generando ancora di più sottomissione, dipendenza, depressione, alcolismo ed Aids. Da molti anni collaboro con Italia Solidale e posso testimoniare che i soldi dell’adozione arrivano direttamente a noi, alle famiglie ed alle comunità. Ogni anno riceviamo l’aiuto dai donatori, lo usiamo e con i frutti restituiamo i prestiti alle nostre comunità; così possiamo aiutare anche altre famiglie vicine a non morire ed a ritrovare le proprie forze di vita. Anno per anno, stiamo raggiungendo la sussistenza e ci sentiamo forti e liberi. A Kalokol, ci sono oltre 200 bambini, che aspettano questo genere di aiuto e, prima di venire in Italia, un bambino è morto per fame, un altro di malaria, mentre un ragazzo di 15 anni è morto divorato da un coccodrillo, mentre cercava di procurarsi del pesce da vendere, per pagarsi le tasse di un esame scolastico. A nome di tutti bambini e le famiglie dei Turkana, vi ringrazio e vi chiedo di collaborare con noi, per non far morire altri bambini.” Ogni giorno 21.000 bambini muoiono di fame. Dinanzi a questa immane tragedia, Italia Solidale - Mondo Solidale, un movimento mondiale di persone per le persone, risponde con esperienza, competenza e frutti trasparenti. I volontari di Italia Solidale a Roma e le oltre 20.000 famiglie italiane, che hanno adottato un bambino a distanza, sono arrivati a salvare dalla morte del corpo e dello spirito, oltre 2 milioni di bambini, insieme alle loro famiglie,

Per informazioni redazione@freebrindisi.it nelle 114 collaborazioni di Italia Solidale- Mondo Solidale in Africa, America Latina ed India. Tutto questo grazie ad una rivoluzionaria modalità di adozione a distanza, fondata sulla innovativa e risolutiva proposta antropologica di sviluppo di vita e missione scoperta da padre Angelo Benolli. Ogni mese e anche due volte al mese, i volontari d’Italia Solidale partono da Roma e si recano, nelle tantissime città e paesi di tutta l’Italia, per incontrare, conoscere i tanti donatori e insieme a loro partecipare a questa nuova forma di solidarietà universale. Per rispondere con sempre maggiore forza a questa grande emergenza, in questo mese di Marzo e anche nel prossimo, Italia Solidale - Mondo Solidale avrà la gioia della testimonianza di alcuni rappresentanti provenienti dall’Africa, America Latina ed India, che incontreranno al Nord, al Centro e al Sud Italia, i tantissimi donatori, insieme ai volontari di Italia Solidale, responsabili delle varie regioni. In particolare, in Puglia, dove ci sono 1309 famiglie che adottano un bambino a distanza nel Sud del Mondo, i volontari Mia Caforio e Giovanni Picca, hanno tenuto il 16, il 17 e il 18 Marzo tre incontri pubblici con Michael Emuria Locheriang, volontario e padre di famiglia dei Turkana di Kalokol Solidale, una poverissima località immersa nel deserto e situata sulla sponda occidentale del lago Turkana, in Kenya. Una speciale opportunità per conoscere sempre più la reale condizione di enorme sofferenza dei tantissimi bambini e delle tantissime famiglie africane e comprendere, quindi, meglio come opera Italia Solidale in Africa ed in tutto il mondo. Oggi le persone hanno davvero un enorme bisogno di amore. La cultura alla base del nuovo modo di fare adozione a distanza di Italia Solidale è un contributo davvero importante,

CONTATTI

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per soddisfare la fame dello spirito e del corpo di ciascuna persona in Italia e nel mondo. Per realizzare tutto questo è necessario un piccolo, ma immenso movimento d’amore, per il quale sono sufficienti 0,80 centesimi al giorno (25 € al mese) per ogni adozione. Chiunque può sperimentare la gioia di un’adozione a distanza, consultando il sito HYPERLINK “http://www. italiasolidale.org”www.italiasolidale.org oppure telefonando al n. 06.68.77.999 e contattando i responsabili della zona ai numeri sottoindicati. Salviamo tutti insieme i 15.000 bambini, che nelle 114 missioni di Italia Solidale- Mondo Solidale aspettano noi….per non morire. @ Gentile redazione di Free, volevo farvi i complimenti per il giornale e in modo particolare per l’articolo che ho letto ieri dal titolo Palle di plastica. Dopo i recenti fatti di cronaca, sui problemi della plastica nel sangue dei bambini, questo racconto mi ha fatto letteralmente piangere. Ricordandomi allo stesso tempo come era bello quando eravamo piccoli e giocavamo in modo semplice. Una vera poesia, toccante ed emozionante. Complimenti davvero. Bravi. Silvia @ Il 24 e 25 marzo prossimi si terrà, in tutta Italia, la XX giornata di Primavera F.A.I. (Fondo Ambiente Italiano ) che consentirà, a cittadini e turisti, di visitare gratuitamente siti di particolare interesse storico-artistico. In Puglia sono presenti tutte le Province ad eccezione di una: indovinate quale? Non mi pare il miglior biglietto da visita per un territorio, appunto quellodi Brindisi, da anni in cerca di costante rilancio turistico-culturale. Gabriele D’Amelj Melodi

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