Issuu on Google+

MAGAZINE SETTIMANALE FREE-PRESS 1 • numero 10 • 13 GEN 2012 anno

little brindisi www.freebrindisi.it ATTUALITà E PROMOZIONE DELLA TERRA DI BRINDISI

FOCUS del VENERDì BRINDISINI IN AMERICA

TERRA DI BRINDISI Speciale San Pietro Vernotico

Punta il tuo smar e visita iL nostrotphone sito

Ogni venerdì in edicola in abbinamento gratuito con il quotidiano "Senzacolonne", nel centro commerciale "Le Colonne" e nell'Aeroporto del Salento


l'Oro di Valesio olio extravergine di oliva

Pubblidea di Perchinenna Alessandro

Tra i sapori e gli odori della campagna l’antica Masseria Pisciani è tornata a rivivere dai raccolti della spremitura delle sue olive. Nasce così l’extravergine “l’Oro di Valesio”.

Masseria Pisciani ristorante

ricevimenti

meetings

C.da Pisciani TORCHIAROLO - Brindisi - Tel. +39 0831 620 747 www.masseriapisciani.it info@masseriapisciani.it


brindisi free-press del venerdì

Il Novecento è stato un secolo di viaggi della speranza, di frontiere attraversate da uomini e donne alla ricerca di un mondo e di un avvenire migliori. La nostra, come tante, è stata terra di emigranti. A migliaia inseguirono sui bastimenti sogni e ambizioni. Meta privilegiata il Nuovo Mondo. Nei primi quindici anni del XX secolo sbarcarono sulla costa atlantica dell’America del nord circa 3 milioni e mezzo di italiani. L’80% proveniva dalle regioni meridionali, tra cui la Puglia. Giovani di origine contadina, ma anche operai e artigiani. Per tutti la bandiera a stelle e strisce rappresentava la speranza di una nuova vita, una rinascita. Per molti il “sogno americano” non si rivelò tale. I pregiudizi sugli italiani erano tanti e radicati. “Fanno mondo a sé - si diceva - consumano pochissimo, e poi sono sudici, sono cattolici, sono rissosi, sono di origine negra, insomma sono poco assimilabili”. Alcuni quel muro di pregiudizi sono riusciti ad abbatterlo. Per piccone la forza della disciplina, il sudore della fronte e il puro talento. Tra chi ce l’ha fatta, non pochi i brindisini illustri. Il più celebre, forse, Edgardo Simone che in California si stabilì. Con il trascorrere degli anni, quel filo rosso che lega la piccola città adriatica al Nuovo continente non si è spezzato nonostante con la crisi economica mondiale anche il famoso American Dream (l’idea che, indipendentemente dalla condizione alla nascita, sia possibile raggiungere un migliore tenore di vita e la prosperità economica attraverso il duro lavoro, il coraggio e la determinazione) si è trovato a dover fare i conti. Oggi non più masse di operai e contadini, ma giovani diplomati e laureati trovano in America accoglienza e prospettive di lavoro più gratificanti. Una ‘little Brindisi’ nella Little Italy che crea ricchezza, produce eccellenza e che mai recide il cordone ombelicale con la terra natia.

8

14

20

23

In questo numero NEWS WEEK 5

ATTUALITà - POLITICA - INCONTRI - BENESSERE - SPORT FOCUS 8

ORGOGLIO BRINDISINO EDGARDO SIMONE SCULTORE (1890-1948) PEOPLE 20

SEATTLE LITTLE ITALY terra di brindisi 22

alessandra.caputo@freebrindisi.it

Speciale SAN PIETRO VERNORNOTICO APPUNTAMENTI 26 IN EVIDENZA 28 WeeKEND CINEMA 31

PER LA PUBBLICITà

su "Free Brindisi"

www.freebrindisi.it youtube.com/freebrindisi

facebook.com/freebrindisi

72100 BRINDISI via prov.le san Vito 64 +39 0831 451302 info@pubblidea.eu www.pubblidea.eu

brindisi.it

ANNO 1 - numero 10 del 13 gennaio 2012

in abbinamento gratuito con il quotidiano Senzacolonne

Registrazione Tribunale di Brindisi n. 8/11 Reg. Stampa del 04/11/2011

Direttore Responsabile Alessandra Caputo Responsabile commerciale Alessandro Perchinenna edizione Free Salento srl Grafica e Stampa Pubblidea di Perchinenna Alessandro Stampa Sud SpA

Hanno collaborato Francesco Marchionna_Simone Aretano Cosimo Prontera_Daniela De Stradis Letizia Taveri_Michelangelo Prudentino Crediti fotografici Damiano Tasco_84° Centro CSAR Aeronautica Militare Marco Falcone_Alfredo Perchinenna_Giovanni Membola Fototeca APT Brindisi_Brindisi Italia News COPERTINA A CURA DI ALESSANDRO PERCHINENNA

Per la pubblicità 348 9969774 info@pubblidea.eu Per le notizie redazione@freebrindisi.it www.freebrindisi.it


ATTESTATO SOA N째1058/47/01 CATEGORIA OGI-CLASSE IV ISO 9001/2008 N째000113

Brindisi Via Gino Severini, 3/A Tel. Fax 0831.546703 ilariogroupsrl@libero.it


NEWSweek il PUNTO DI VISTA

Brindisi LNG S.p.A. Studio di Mitigazione Ambientale e Inserimento del Terminal di Rigassificatore di Brindisi

© scandurrastudio

l'eroe simone

Legambiente: lettera aperta ai cittadini di Brindisi

Il 2011 si è chiuso facendoci assistere a una discussione surreale su una notizia che è priva di qualsiasi fondamento: si è detto, infatti, che la procedura autorizzativa del terminal di rigassificazione a Capo Bianco è praticamente conclusa e ciò non corrisponde assolutamente al vero. La VIA “postuma” o integrativa è tuttora aperta, quanto meno per quel che attiene l’interramento dei serbatoi. Legambiente, che ha presentato osservazioni puntuali che fanno notare che lo studio di impatto ambientale fa incredibilmente confusione fra calcare e calcarenite e non sostiene tecnicamente caratterizzazioni ed escavazioni dei fondali, smaltimento dei fanghi e sistemi di sicurezza, ritiene peraltro che le prescrizioni dell’Unione Europea su consultazioni popolari e Valutazione di Impatto Ambientale su colmata, molo, gasdotto ed opere accessorie in genere, siano disattese. Il nullaosta di fattibilità concernente rischi di incidente rilevante non è stato affatto rilasciato e non sono chiuse istruttorie essenziali concernenti fattibilità e sicurezza di opere connesse all’impianto. Parlare di prossima conferenza decisoria è decisamente azzardato, così come lo è il riferimento a fumosi fatti nuovi, fra i quali non c’è una risaputa posizione favorevole del Ministro dell’Ambiente come lo era per quello precedente. È legittimo affermare proprie posizioni sull’argomento, ma è molto meno legittimo attribuire ad inesistenti fatti nuovi, fondamentali mutamenti di rotta. In ogni caso, però, si eviti di rappresentare scenari non veri e di demonizzare le posizioni di chi, come gli ambientalisti, ha sempre riempito di contenuti le proprie argomentazioni (condivise dalle Istituzioni e da tantissimi cittadini di Brindisi) ed attende un confronto non demagogico e non populista, anche su una crisi che qui non è legata alla mancata realizzazione del rigassificatore, ma ad una industria di base oggi anacronistica sul mercato globale ed alla “tranquilla” fuga di grandi gruppi industriali da Brindisi e dalle loro responsabilità rispetto all’inquinamento ambientale ed alla disoccupazione che hanno provocato. Le cause dell’aumento della percezione della crisi vanno, semmai, ricercate nel sottoutilizzo e nell’abbandono delle attività portuali slegate oggi dalla programmata riqualificazione del porto in un “trait d’union” passeggeri fra il nostro territorio, l’Est ed il Mediterraneo che, al contrario, potrebbe arrestare la “fuga da Brindisi” di molti giovani creando un reale sviluppo nella nostra città attraverso il connubio porto, territorio e green economy. Legambiente, da sempre vicina alla tutela non solo ambientale, ma anche al problema sociale della disoccupazione giovanile, ribadisce che un impianto di rigassificazione, aggiunto alle altre attività di produzione energetica presenti in città, non solo non può creare un così elevato numero di posti di lavoro che si vuol erroneamente far credere, ma ne comprometterebbe lo sviluppo delle attività già programmate. Al contrario per Legambiente una seria ed oculata pianificazione del porto e dei servizi portuali potrebbero, come avvenuto con la riqualificazione dell’aeroporto (che ha contato quest’anno un sensibile incremento di passeggeri), portare ad un reale incremento occupazionale nella nostra città e ad uno sviluppo che tenga conto delle esigenze di tutti. Noi crediamo fermamente che un altro sviluppo di Brindisi sia possibile.

Antonio mario caputo

“Edgardo Simone was born in Brindisi, Italy”. Così esordiva a pag. 84 la rivista specializzata di Chicago “Un secolo di progresso”, nel 1934. I suoi studi furono proficui, sereni, costanti e impegnati. Sotto le armi in qualità di volontario servì la patria per l’intero periodo della “grande guerra” e ricette la decorazione di guerra. Edgardo Simone fu anche un eroe! Dopo la parentesi bellica esplose con tutto il suo valore ed estro creativo. Ebbe una professionalità davvero fuori dal comune; era in grado di realizzare ritratti con una velocità eccezionale, così che immortalò varie celebrità in Europa e negli Stati Uniti. Egli lavorava indifferentemente e con la stessa abilità su creta, bronzo e marmo. Profondo conoscitore dell’anatomia umana fu ritrattista eccezionale; nei suoi ritratti di ottima tecnica si vede il carattere e la vitalità delle persone raffigurate, nonché il loro pensiero. Simone è realistico perché interpreta il carattere di chi vuole raffigurare. (dalla relazione “Lo scultore brindisino Edgardo Simone”)

Fotovoltaico: presto una manifestazione contro il megaimpianto di Restinco

Immaginiamo un quadrato di una quarantina di chilometri per un altra quarantina di chilometri. Immaginiamo che in questo quadrato di terra si costruiscano un paio di centrali a carbone, una centrale a metano e un petrolchimico. Immaginiamo che questa terra dopo decenni di sfruttamento industriale con conseguente inquinamento di falde aria e terreni necessiti di essere bonificata. E immaginiamo che al posto delle bonifiche arrivino pannelli. Anzi, immaginiamo che piovano pannelli. E che dunque ettari ed ettari di terre fertili, di quelle che rendevano famosa questa terra per i suoi fioroni, per i pomodori regina, per malvasia negroamaro e susumaniello o per i secolari alberi di ulivo, si ritrovino circondati da vetro cemento e acciaio. Questo non è la sceneggiatura dell’ultimo film di Dario Argento. Questo non è un film dell’orrore. In questo fazzoletto di terra che si chiama provincia di Brindisi, il bene comune Terra si è trasformato nel tempo da base per la sussistenza di intere generazioni di persone, da paesaggio bello nella sua semplicità, da teatro di relazioni tra persone a strumento di speculazione. Come definire altrimenti la pioggia di pannelli su queste terre? È forse occasione di progresso per la popolazione che vi abita? È forse opportunità per risolvere la crisi del comparto agricolo? No. Questa è semplicemente speculazione! Su questa Terra che ha già dato in termini di produzione energetica, che ha urgente bisogno di rigenerarsi, che necessita di essere bonificata; su questa Terra Regione Puglia, Provincia e Comune di Brindisi hanno dato parere favorevole ad un impianto in Contrada Restinco che coprirà ben 65 ettari. Questa classe politica ha svenduto e continua a svendere la nostra Terra. È come un pupazzo oscilla dal prodursi in poetiche narrazioni al vaneggiare con moderni paroloni (il marketing territoriale, la filia solis ecc ecc). Allo scempio del fotovoltaico selvaggio rischia di sommarsi l’ennesima speculazione: centinaia di gigantesche pale eoliche stanno per occupare gli ultimi fazzoletti liberi di terra. Di fronte a questo pesante scenario riaffermiamo la necessità di lavorare sulla cultura dei beni-comuni, cultura capace di contrastare il dilagare “dell’ideologia edonistica del consumo”. E per fare questo, per dare gambe all’indignazione saremo nelle strade delle città della provincia per informare i nostri concittadini di questo ulteriore scempio e per organizzare una manifestazione presso il megaimpianto in costruzione a Restinco e chiediamo un’immediata moratoria sul fotovoltaico installato nei terreni agricoli. Pugliantagonista, TerraRossa (Mesagne, San Pancrazio, San Donaci e Francavilla Fontana), No al Carbone, Brindisi Bene comune, Salute Pubblica, Medicina Democratica, Rifondazione comunista.

sondaggio su freebrindisi.it

L’Università a Brindisi avrà un futuro?

si no Non so

Il PROSSIMO NUMERO Mobilità Da anni, il tema della mobilità ha assunto grande rilevanza nello sviluppo e nel progresso dei grandi centri urbani internazionali. Ma nei piccoli centri italiani le cose sembrano funzionare ancora meglio. E a Brindisi? Dopo un’analisi dei pochi mezzi di trasporto utilizzati dai brindisini, ci chiediamo se Brindisi possa migliorare da un punto di vista di mobilità sostenibile.

freebrindisi.it 5

13 gennaio 2012


news WEEK comunicati Sicurezza sul lavoro: gli incentivi

Incentivi alle imprese per la sicurezza sul lavoro: l’Inail apre le procedure. A comunicarlo è la Claai Puglia e Basilicata che informa tutte le imprese, di qualsiasi settore, purché iscritte alla Camera di commercio, che dal 28 dicembre scorso sono aperti i termini per la presentazione (esclusivamente in via telematica) delle domande tese ad ottenere gli incentivi per la sicurezza sul lavoro. La Claai fornisce alcuni dei punti principali contenuti dall’avviso emanato dall’Inali: obiettivo: incentivare le imprese a realizzare interventi finalizzati al miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Possono essere presentati progetti di investimento e per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale. Ammontare del contributo: l’incentivo è costituito da un contributo in conto capitale nella misura del 50 per cento dei costi del progetto. Il contributo massimo è pari a 100mila euro, il contributo minimo erogabile è pari a 5mila euro, previsto solo per i progetti di investimento. Per i progetti che comportano contributi superiori a 30mila euro è possibile richiedere un'anticipazione del 50 per cento. Destinatari: avranno accesso ai contributi solo le imprese locali iscritte alla Camera di Commercio. Risorse: per l’anno 2011 l’Inail ha stanziato 205 milioni di euro ripartiti in budget regionali. Chiunque intenda avere utili informazioni sull’argomento potrà rivolgersi all’architetto Andrea Rizzo, responsabile settore costruzioni della Claai Puglia e Basilicata al numero di telefono 0832-216014.

Bando per incentivi nel settore delle biomasse

La CNA di Brindisi informa che il Ministero dello Sviluppo Economico - Direzione generale per l’incentivazione delle attività imprenditoriali - ha pubblicato il bando per interventi di attivazione di filiere produttive delle biomasse. Le risorse finanziarie messe a disposizione sono pari a 100 milioni di euro. Possono accedere al Bando le Società, i consorzi e le Società consortili, per realizzare impianti produttivi, compresi gli impianti di fabbricazione di biocarburanti, impianti di produzione e distribuzione di energia elettrica, di biometano e di calore alimentati da biomasse, e attività di servizi connessi. Sono ammessi alle agevolazioni i programmi con importo complessivo delle spese ammissibili compreso tra 2 milioni e 25 milioni di euro. Le agevolazioni previste sono concesse nella forma di contributo in conto impianti e di finanziamento agevolato, articolati in modo differente a seconda della dimensione dell’impresa richiedente e a copertura massima del 75% della spesa complessiva proposta. La domanda va inoltrata a partire dal 18 marzo 2012 (novantesimo giorno successivo alla pubblicazione del Bando in Gazzetta Ufficiale) e fino al 17 aprile 2012 (centoventesimo giorno dalla suddetta data). Per maggiori informazioni e per un valutazione gratuita di fattibilità potete rivolgervi presso gli uffici della C.N.A. di Brindisi alla Via Tor Pisana, 102 -tel. 0831-511625 - fax 0831/517047 Riferimento: dott.ssa Miraglia: miraglia@cnabrindisi.com

basket AGET SERVICE IMOLA – ENEL BRINDISI

DOMENICA 15 GENNAIO ORE 18,15 PalaCattani - Faenza

Diretta ‘Viva l’Italia Channel’ Canale 875 e 879 Sky Streaming: www.vivalitaliachannel.it Si è chiuso domenica scorsa il girone di andata del campionato di Legadue. 15 gare che hanno delineato una classifica stretta, con tante conferme e qualche delusione. La Trenkwalder Reggio Emilia viene incoronata campione d’inverno di Legadue, un diadema tutt’altro che platonico, specialmente se incastonato in una stagione che promuove chi vince la regular season. Ma i re d���inverno posseggono un fossato troppo piccolo. L’assedio c’è e vicino ai cancelli dei biancorossi ci sono tre rivali di tutto rispetto: Brescia, Brindisi e Pistoia, che l’ultima volta ha osservato il turno di riposo. Il prossimo sonnellino è invece di Reggio Emilia e Brindisi dovrà vincere in punta di piedi per non disturbare. Nella scorsa giornata, la quindicesima, di Legadue i ragazzi di coach Bucchi hanno stravinto lo scontro diretto contro la Givova Scafati, grazie a una super performance di Craig Callahan, che chiude con 25 punti, e alle solite imprese di Jimmy Lee Hunter (19) e di Alex Renfroe (17 punti e 8 assist). Scafati perde ben 26 arance e la difesa gialloblu rimedia 100 punti, mai raggiunti da Brindisi finora. C’è da che festeggiare dunque. La gara prometteva tutt’altro a guardare l’incipit del match (8-0 di parziale subito), ma il +29 finale dei biancoazzurri è stato costruito grazie a un gioco di squadra e a una percentuale di tiro generosa, che ha permesso a ben cinque uomini di andare a referto con due cifre sullo scout. Anche per Brindisi e ‘colleghe’ però la classifica si presenta insidiosa. A soli due punti, in basso, troviamo Scafati, Piacenza e Barcellona (queste ultime con una partita in meno). A seguire una sfilza di roster a 12 punti: Verona, Ostuni, Jesi e Imola. In zona salvezza, la lotta per non retrocedere è incandescente. Sant’Antimo perde in volata contro Imola e resta ultima e sconsolata, a causa dell’ultimo pallone rifiutato dal ferro. Penultima troviamo la Conad Bologna, che perde a Barcellona. Vittoria importante invece per Veroli, che espugna Jesi. Veroli e Sant’Antimo si contenderanno un’importante vittoria nell’anticipo di venerdì 13 - che suona tutt’altro che vittorioso – mentre Piacenza e Jesi giocheranno alle 12 della domenica. Le altre gare si disputeranno alle 18,15, con la sola ReggioEmilia che starà a guardare, mangiandosi le unghie. Sì, perché a rosicchiare due punticini ci penserà Brescia, impegnata in casa contro Barcellona, Pistoia ospite dell’Ostuni e, naturalmente, Brindisi che calcherà il parquet del PalaCattani. All’andata, che si giocò il 2 ottobre, l’Enel perse in casa di 7 punti, deludendo tifosi e addetti ai lavori. Oggi, Brindisi è una formazione diversa che, nonostante alti e bassi – sei vittorie consecutive seguite da tre sconfitte consecutive – gioca di squadra e trova finalmente nella panchina grande apporto e continuità. L’inseguimento continua e il campionato promette bene, anche solo a livello di emozioni!

politica NUOVA ITALIA CANDIDA L'AVV. MASSIMO CIULLO

Da assessore comunale alla Cooperazione internazionale e alla Cittadinanza attiva a sindaco della città, il passo è breve. Almeno lo è per Massimo Ciullo. È lui il candidato di “Nuova Italia”. La corrente interna al Pdl che fa capo all’ex segretario Alfredo Mantovano e al sindaco di Roma Gianni Alemanno, ha sciolto le riserve. Il 5 gennaio, nella sede di via Giordano Bruno, civico 17, alla presenza dei “compagni” di corrente, l’ex assessore Cesare Mevoli, i consiglieri comunali uscenti Silvio Faldetta e Mario Criscuolo e del segretario cittadino del Pdl, Pietro Santoro, invitato nelle vesti di coordinatore super partes, l’avvocato civilista ha illustrato una prima e sintetica bozza del programma politico amministrativo, battendo sul tempo i colleghi (il vice sindaco uscente Mauro D’Attis e il consigliere provinciale Italo Guadalupi). Dieci punti “per risvegliare Brindisi”: dal porto, volano per lo sviluppo turistico della città, alle relazioni internazionali passando per le centrali (priorità alla firma delle convenzioni con l’Enel, no categorico alla realizzazione del rigassificatore a Capobianco), l’università (potenziamento dell’offerta formativa soprattutto in ambito sanitario), la riqualificazione edilizia (sviluppo della Costa Nord anche con il recupero dell’ex parco Babylandia), gli alloggi comunali e la raccolta differenziata, le attività agroalimentari (stop al fotovoltaico selvaggio). Dieci aspetti programmatici messi nero su bianco. Legante: affermare la centralità della politica sui temi più delicati che attengono lo sviluppo della città.

6 freebrindisi.it

13 gennaio 2012


segnalateci il vostro video PREFERITO

cybercittadino

Il sogno americano BENESSERE Aumenta la richiesta del 'ritocchino'

Il ritocco batte la crisi. Anche in tempi di recessione economica, il ricorso alla medicina estetica non accusa alcun rallentamento. Negli ultimi cinque anni infatti, la richiesta di interventi di chirurgia mini-invasiva è cresciuto addirittura del 120%. Un vero e proprio boom, in barba alle attuali ristrettezze economiche. A tracciare il quadro è Pier Antonio Bacci, docente di Medicina Estetica all'Università di Siena, a margine del VI Forum Risk Management in sanità, in corso ad Arezzo. A richiedere questo tipo di interventi, perlopiù al viso, sono soprattutto donne di mezza età, “anche se negli ultimi anni - sottolinea l'esperto - sono sempre di più le donne di 30-40 anni che si rivolgono allo specialista. Lo fanno 15 anni prima, e questo permette loro di evitare in futuro un intervento di chirurgia estetica più 'pesante'. Sono donne che vogliono mantenere un aspetto giovanile senza che la collega o la vicina della porta accanto noti il loro aspetto stravolto”. Tra le categorie professionali che sembrerebbero fare più ricorso alla medicina estetica ci sono avvocati, commercianti e giornalisti. (Fonte: Adnkronos salute)

Metà dei medici tedeschi prescrive placebo

In Germania, i camici bianchi sono convinti che le cosiddette 'pillole di zucchero' possano essere utili contro vari disturbi. Secondo uno studio della Bundesärztekammer (BAK), i medici sono convinti che questo sistema, che può prevedere finte compresse, rimedi omeopatici al posto di quelli classici o addirittura 'finta' chirurgia, possa essere efficace contro molti disturbi, in primis quelli allo stomaco e la depressione. Secondo la ricerca 'Placebo in medicina', in Baviera addirittura l'88% dei medici di famiglia manda a casa i pazienti con una ricetta per così dire 'speciale'. “Il placebo - dice Christoph Fuchs, direttore della BÄK - ha un effetto più forte e complesso di quanto si immagini. E oggi in medicina la sua importanza è enorme”. Nel caso dei disturbi di stomaco, il placebo si è mostrato efficace nel 59% dei pazienti, mentre per la depressione in un terzo dei casi. Il buon funzionamento della 'pillola allo zucchero' dipende da molti fattori, spiegano gli esperti, inclusa la dimensione e il colore della compressa stessa, il suo costo e la sua formulazione: le 'finte cure' più care e quelle somministrate per via endovenosa si sono dimostrate le più efficaci. Importante anche la fiducia nutrita nel proprio medico. Eticamente, il placebo rimane però una zona grigia: pochi medici sanno se è possibile prescriverlo senza incorrere in sanzioni legali. È per questo che la BÄK ha lanciato la proposta di istituire linee guida internazionali. Per ora, il consiglio dei medici tedeschi è di preferire il placebo solo in situazioni di blandi disturbi. (Fonte: Adnkronos salute)

Depressione senza glutine

Chi è affetto da celiachia risulterebbe maggiormente propenso a soffrire di depressione o di disturbi dell'alimentazione anche se segue la dieta priva di glutine necessaria per curare la malattia. È questa la scoperta dei ricercatori della Penn State University di University Park, della Syracuse University e della Drexel University di Filadelfia. Lo studio, pubblicato da Chronic Illness, dimostra come che anche chi gestisce molto bene il disturbo è caratterizzato da maggiori livelli di stress, depressione e problemi associati all'aspetto fisico, al peso e alla forma. A oggi, gli autori della ricerca non sono riusciti a spiegare se lo stress cui sono sottoposti i celiaci sia responsabile dei disturbi dell'alimentazione e della depressione o se, al contrario, chi soffre di celiachia sia più' propenso a una forma di depressione che, aumentando lo stress, porta ai disordini alimentari. In ogni caso, questa scoperta sarà utile sia per chi è affetto da questa malattia, sia per chi soffre di patologie come allergie alimentari o morbo di Crohn. (Fonte: Salute24)

a cura di Simone Aretano

WEB TV e SOCIAL NETWORK NUOVE OPPORTUNITÀ DI BUSINESS Tra i fenomeni che hanno trovato ampia diffusione in internet, sta suscitando particolare interesse quello delle micro web tv italiane, piccole realtà che nascono “dal basso” come forte espressione della volontà dei cittadini di aprirsi attivamente alla digitalizzazione e che crescono fino a rivelarsi vere opportunità di business. Assistiamo, infatti, allo sviluppo di una fitta rete comunicativa costituita da canali accesi da semplici cittadini con la voglia di creare e condividere informazioni attraverso la “videopartecipazione”. Questi canali, con una presenza sempre più radicata, svolgono un ruolo determinante sul territorio andando a supportare o integrare l’informazione locale ormai non più prerogativa delle tv. Le web tv oltre che avvantaggiarsi dei bassi costi del digitale hanno rilevato un notevole aumento dei profitti dovuto all’integrazione con i social network (che ad esempio rendono condivisibile il live streaming), le piattaforme di videosharing e la mobilità di smartphones e tablets. Ciò non è sfuggito alle PMI che iniziano a crederci e ad investire risorse nella pubblicità “online”. È quanto emerge dal settimo rapporto Netizen ideato e promosso dall’osservatorio Altratv.tv che monitora 590 web tv distribuite su tutto il territorio nazionale, con una densità maggiore nel Lazio (102), in Lombardia (85), in Puglia (63) e in Emilia-Romagna (53). Le micro web tv in Italia sono aumentate in maniera minore rispetto allo scorso anno, solo del +11%, ma sono più strutturate e con obiettivi più chiari. Il loro compito è di informare sulla cronaca e sugli eventi del territorio (33%), condurre inchieste (15%), creare un rapporto diretto tra cittadini e istituzioni (7%). Proprio questi ultimi migliorano notevolmente: per il 61% c’è riconoscenza e collaborazione tra web tv e PA (contro il 34% dello scorso anno). La programmazione si occupa di cultura (57%), sport (36%), turismo (34%), politica (31%) e cronaca (26%). Crescono di un terzo i canali verticali. È comunque una informazione attenta al territorio in termini di cronaca (33%) e di valorizzazione (25%). Si incrementano in modo notevole i rapporti commerciali con le PMI locali: l’80% delle web tv intrattiene rapporti di business, realizzando video su commessa (24%) o producendo pubblicità con pre-roll o banner (32%). Diminuiscono le web tv che si basano su donazioni o su risorse degli ideatori. Più imprenditorialità e professionalità , con squadre composte da 6 a 10 collaboratori di età compresa tra i 31 e i 40 anni. Tra le novità vi sono le trasmissioni in live streaming (19%), adottate per trasmettere eventi specifici legati al territorio (73%), l’utilizzo dei social network (per 8 canali su 10) e l’integrazione con le piattaforme di videosharing: YouTube, per il 72% (contro il 60% dell’anno precedente) e Vimeo (11%). L’82% delle web tv risiede su Facebook (e il 70% di loro con una pagina che sfiora i 5.000 fan), il 46% su Twitter e il 37% su Foursquare e lo utilizza per fare marketing territoriale (contro il precedente 12%). La misurazione dell’efficacia dei social network avviene in termini qualitativi solo per il 16%, in termini quantitativi per il 62%, mentre il 22% non svolge alcun tipo di monitoraggio sui social network. La distribuzione multipiattaforma cresce vertiginosamente (dispositivi mobili per il 45%, digitale terrestre per il 39%). Le applicazioni per smartphones e tablets sono adottate dal 40% dei canali, mentre per il 56% di prossima attivazione. Per il 14% i download superano le mille unità, il 63% non monitora i download e solo il 3% applica “offerte pay” o “freemium”. Fonte dati: Netizen/Altratv.tv 2012

freebrindisi.it 7

13 gennaio 2012


orgoglio brindisino edgardo simone


In una lettera dagli Stati Uniti alla testata salentina “Indipendente”, Giuseppe Gigante, musicista brindisino residente da anni a New York, sulla scia delle emozioni suscitate in lui dalla visita alla mostra di Simone alla galleria Anderson, testimonia il successo oltreoceano dello scultore, perfettamente inserito nell’ambiente culturale newyorkese.

Edgardo Simone segna una felice e rara eccezione; egli è caduto qui in piedi, come suol dirsi, ed ha battuto in pochi mesi una via che per altri sarebbero occorsi degli anni. I giornali americani e italiani di qui lo hanno accolto festosamente, pubblicando per ogni dove il suo ritratto e le fotografie dei suoi lavori più geniali. Edgardo Simone subito dopo il suo arrivo in New York ebbe l’occasione di essere presentato al pittore americano Howard Chandler Christy che l’anno scorso eseguì a Roma il ritratto del Duce e quello del Principe Ereditario. Il Christy diventò un fervente ammiratore dell’arte del nostro illustre concittadino e glielo dimostrò accordandogli un’amicizia più che intima. Un giorno il pittore Christy, con quel tono di voce calda che assumono gli artisti quando sono invasi da un vivo e sincero entusiasmo, mi diceva (ammirando un lavoro del nostro scultore): Simone is great (Simone è grande). Non m’è dato poter esprimere quale eco producevano quelle parole nel mio cuore pensando alla mia Brindisi lontana. Sentivo un certo bisogno di ringraziare il celebre artista come se tale elogio fosse in parte diretto a me; essendo in quel momento l’unico rappresentante della città natale dello scultore brindisino. L’esposizione d’arte dei pregevoli lavori del Simone, nei sontuosi saloni della Gallerie Anderson che si trovano in Park Ave, fu un vero e completo successo per lui - non tardò ad essere battezzato col titolo del Mago della scultura. Una mattina mi recai a visitare questa mostra. I saloni erano gremiti di persone che silenziosamente con un profondo raccoglimento ammiravano ogni lavoro d’arte. L’austerità dell’ambiente mi diede come l’impressione di entrare in un tempio. Erano raccolte in bell’ordine ed eternate nel marmo tutte le differenti espressioni della gamma del dolore, della passione e della gioia umana: era una sinfonia di anime doloranti, sorrisi innocenti di bimbi, sembianze accasciate di vecchi, pose voluttuose di baccanti, risate fredde di satiri. Simone era uscito pochi minuti prima che io arrivassi. Dopo aver ripetutamente ammirato ogni lavoro, nel lasciare la galleria, pregai un impiegato a consegnare al mio illustre concittadino un mio biglietto di visita sul quale, in preda al più vivo entusiasmo scrissi: In questo santuario dell’arte tua mi sento orgoglioso d’essere italiano e brindisino. Le ordinazioni piovute al Simone di busti, bassorilievi, medaglioni non si contano. Ha già eseguito i ritratti dei più noti miliardari americani come Robert Guggenheim, il re del rame, del banchiere Richard F. Greenwood, del pittore Howard Chandler Christy, di miss Lucy Lytton Gray Ament, famosa per essere posseditrice del più grande brillante esistente negli Stati Uniti; quello di miss Emma John Gardener, di Miss John B. Taylor, di Miss Thomas Elisa Joker, di Miss Kandel, di Miss Lucy Wincoop, di Mrs Nancy Palmer Christy, di Miss Eugenie Gardener, di Miss Lucetta Cotton Thomas, di Miss Doroty Clark, di Miss Doroty Barker, di Miss Lylienne Cester e di tante altre. Edgardo Simone si è subito acclimato all’ambiente americano e anche quando il suo vocabolario inglese si limiti a poche parole, pure egli comprende e si fa comprendere. Molte volte, aiutandosi col gesto, colle mani, colle dita sembra come se volesse plasmare in una maniera grafica l’idea così come egli fa con la sua creta. In quasi tutte le grandi serate di gala, dei ritrovi più aristocratici di questa Metropoli come il famoso Ritz Hotel, l’Hotel Plaza, l’Embassy Club, Simone non manca quasi mai e per la sua figura simpaticissima d’artista, per la sua innata modestia, per la squisitezza dei suoi modi viene da tutti disputato specialmente dalle bionde americanine. Ciò che mi fa piacere ricordare è che il Simone in mezzo a tutto ciò è rimasto nettamente e puramente brindisino di nascita e di costumi; nelle sue animate conversazioni a quattr’occhi quando egli può intercalare una parola intima del nostro dialetto lo fa con un senso d’infinito godimento; purtroppo un detto, un motto anche un po’ licenzioso si riveste d’una certa ineffabile poesia di ricordi quando è rievocato in uno di quei momenti in cui la nostalgia tortura più il nostro spirito. Bisogna aver vissuto lontani tanto tempo per sentire ingigantirsi in noi cogli anni quest’affetto per la Patria grande. È qualche cosa che la parola non può esprimere, è poesia e musica che risuona nel nostro cuore coll’accento più dolce ed indefinito che nessun segno grafico può tradurre, mentre colla lontananza sentiamo ancor più il bisogno di rievocare la sua storia ed amare le sue glorie. Edgardo Simone è una fulgida gloria nostra! Brindisi presto sarà gelosa custode della concezione d’arte più ispirata ed elevata che il genio dell’eletto suo figlio ha creato eternando nel marmo la memoria dei nostri gloriosi morti. A noi brindisini spetta il dovere d’amare ed onorare Edgardo Simone come egli merita e ripetere con più diritto e maggior orgoglio le parole d’entusiasmo che il celebre pittore americano pronunziò in omaggio dell’illustre nostro concittadino. A Edgardo Simone giungano graditi i voti nostri sinceri di maggiori trionfi nelle terre americane ov’egli è stato inviato d’oltremare come degno ambasciatore dei domini sconfinati della grande Arte Italiana.

freebrindisi.it 9

13 gennaio 2012


LE opere di edgardo simone Modellava la terracotta, scolpiva il marmo, fondeva nel bronzo. Meno nota ma interessante è la produzione ceramica del periodo americano. Si hanno notizie di sue opere anche napoletane, i cosiddetti cachepot, soprammobili, non rintracciate.

Viveva a Napoli, ma era appena partito per gli USA quando fu inaugurato il monumento ai caduti di Monopoli, e anche dagli USA scriveva al podestà di Brindisi per il completamento del monumento per la sua città per la quale non si offrì di eseguirlo gratuitamente, ma mai condivise le scelte delle varie collocazioni (a lui piaceva l'area antistante la stazione oppure piazza Cairoli). C'è una bellissima lettera contro lo scarso gusto estetico dei brindisini indirizzata al podestà Giannelli. Ne fu contento (si era trasferito a Chicago) quando dal viale Regina Margherita si decise di trasferire il monumento modificandolo non poco, disperdendo le bocche medusee delle fontane in bronzo in piazza Santa Teresa.

è il periodo più importante, di fatto Simone era considerato un artista napoletano. A Napoli si era specializzato in scultura e aveva deciso di vivere con moglie e figli. Lì lo raggiunsero il padre, la madre e le sorelle. Lavorò per bozzetti di gusto realista, per temi simbolisti, ritratti e numerosi monumenti in Campania oltre che nella stessa Napoli. Nel 'Tanghero' c'è chi, come il prof. Guastella riconosce il vate D'Annunzio, di certo Simone ne era un fan, per i modi da tombeur de femmes (già vedovo e risposatosi, in America si congiunse in nozze con la nota compositrice Radie Britain con cui visse nella "Casa del Sogno" a Hollywood) e i comportamenti del vivere che assunse.

10 freebrindisi.it

13 gennaio 2012

Anche se le attuali collocazioni sono in zona (si tratta di opere che collezionisti hanno acquistato alle recenti aste, le valutazioni dell'artista stanno crescendo negli ultimi anni) si tratta di opere del periodo americano. Ad esempio il ritratto della Dietrich è stato recentemente acquistato dal museo di Berlino dedicato all'attrice.


N

Soggiornò a Ferrara per aver vinto il Monumento ai Caduti ferraresi, ma l'opera non fu mai realizzata per via di opposizioni e poelemiche locali tra cui il famoso artista e critico italiano Filippo De Pisis. Tuttavia in quel periodo e per quell'area geografica emiliana romagnola partecipò a mostre, realizzò monumenti ai caduti per centri minori, compose ritratti di contemporanei ferraresi, soggetti mitologici simbolisti, busti e fontane commemorative.

Era l'opera acquistata dal grande storico dell'arte Federico Zeri e che fu trafugata dalla sua casa.

ato a Brindisi nel 1890, scultore poco documentato nel contesto della scultura italiana dei primi decenni del secolo, Edgardo Simone, familiarmente conosciuto come Ninì, si scopre quale interessante interprete della scultura italiana del primo Novecento. La sua produzione, prima di svilupparsi nella ventennale attività della stagione statunitense, dal 1928 al 1948 tra New York, Washington, Detroit, Cleveland, Chicago, Coronado e Hollywood, (gli ultimi anni lavorò per gli studi cinematografici della Metro Goldwyn Mayer come scenografo) ha una significativa collocazione nell’ambito della produzione artistica meridionale, e non solo, tra la metà degli anni dieci e la seconda metà degli anni venti del secolo scorso. Del suo talento rimane traccia in numerosi monumenti dedicati ai Caduti della Guerra a Ferrara, Monopoli, Brindisi (in Piazza Santa Teresa), Bari, Sarno, Verona (Monumento agli Alpini), Pianura, Avezzano, Maiori, San Bartolomeo in Bosco, Cerreto Sannita, Marrara, San Marzano sul Sarno, Minori, San Pietro a Maiella, Viggiano, San Vito dei Normanni, Tampa (Florida). Realizzò tra gli altri il Monumento al Sacro Cuore a Napoli, la Statua di san Francesco d’Assisi a Nocera Superiore, la Statua della Madonna nella Cattedrale di Verona, numerosi monumenti funebri e le cappella funerarie della famiglia dei conti Balsamo in Brindisi, della famiglia Cattino in Torino, della famiglia Cascio in Napoli, della duchessa Massari in Ferrara e altre a Caracas (Venezuela) e San Paulo (Brasile). Morirà a Hollywood, a 58 anni, nel 1948.

freebrindisi.it 11

6 gennaio 2012


Brindisini in America

Alessandra Caputo

EDGARDO SIMONE SCULTORE (1890-1948) La vita e la produzione artistica in un libro

I

n copertina lo “squilibrato” Tango - un inedito. A seguire 300 pagine con illustrazioni in bianco e nero e colori, un ampio inventario delle opere dello scultore, un regesto dei documenti. La vita di Edgardo Simone diventa immagini e fiumi di inchiostro in una poderosa monografia dal titolo “Edgardo Simone Scultore (1890-1948)”, edita da Mario Congedo nella serie “Storia e Arte in Terra d’Otranto” della collana editoriale del Dipartimento dei Beni delle Arti e della Storia. Curatore del volume Massimo Guastella, docente di Storia dell’Arte Contemporanea all’Università del Salento, critico d’arte per passione. “La complessa attività artistica - si legge nella prefazione - e la controversa vicenda biografica di Edgardo Simone, dalla sua partenza dall’Italia senza ritorno, sul finire del 1927, hanno provocato la pressoché totale dispersione di scritti diari e corrispondenze e di documentazioni comprovanti, premi, concorsi e mostre a cui ha partecipato. Ancora oggi fatica ad affiorare la sua prima produzione. Questo contributo si è prefisso di riordinare filologicamente la sua produzione scultorea”. Ad accendere la curiosità, la scoperta di un carteggio proveniente dall’archivio del senatore Ugo Bono relativo al periodo americano di Simone e la vendita delle opere di proprietà dello scultore e della moglie Radie Britain. “Sin dall’avvio della presente ricerca, forte si è fatta la convinzione, sostenuta dalla lettura di ulteriori documenti inediti e segnalazioni critiche, che l’artista brindisino meritasse più attendibili riscontri riguardo alla sua personalità artistica finora conosciuta in modo frammentario ed episodico”. Con piglio storico e prosa accattivante, Guastella ripercorre la vicenda umana ed artistica di Simone. Alle spalle una lunga quanto rigorosa ricerca di opere (grazie a questo studio che documenta anche molte opere misconosciute e andate perdute, il corpus dell’artista ne cataloga, oggi, circa 200) e di documenti (poco meno di 400 quelli consultati, per la gran parte inediti). Il risultato di sei anni di indagini in varie città italiane e negli archivi di istituzioni americane, è una solida monografia che ripercorre quarant’anni di attività dell’artista brindisino svelandone retroscena inediti. Guidati da documenti e fonti archivistiche, ritroviamo un sedicenne Edgardo Simone durante la sua prima formazione presso la Regia accademia romana (errate le biografie che lo vogliono conseguire il diploma alle scuole classiche di Lecce o iscritto alla Regia Scuola Tecnica di Brindisi) alla quale accede grazie a una borsa di studio. Ne seguiamo l’attività matura a Napoli, a Verona, tra il ferrarese e il ravennate, nelle cave di Carrara, nel barese alle prese con numerose opere monumentali dedicate ai caduti della Grande Guerra. Sul finire del 1927 il

12 freebrindisi.it

13 gennaio 2012

trasferimento in America. Dopo un immediato successo (tra le opere del periodo statunitense numerosi ritratti di politici, magnati e star del cinema), Simone conosce la crisi economica del ‘29 per poi riemergere con una significativa presenza di opere all’Esposizione Universale di Chicago del 1933, grazie ai favori di cui gode negli ambienti del fascismo e a suo cugino, il senatore Ugo Bono. Duecento i lavori dello scultore, tra quelli rintracciati o solo documentati, riferibili all’attività italiana e al periodo statunitense elencati nel volume. Un eclettico universo artistico che Guastella svela nelle sue molteplici sfumature parallelamente alla controversa vicenda umana. Personalità complessa Simone, non solo in campo artistico. Nel ’40 sposa, a Coronado, la compositrice Radie Britain. In bigamia. È il suo terzo matrimonio dopo il secondo italiano con la napoletana Maria De Vincentiis (dalla quale avrà due figli Vera e Silvan), essendo rimasto già vedovo con una figlia a carico, Reneè, sul finire degli anni dieci. Le complicate vicende sentimentali, la dispersione di gran parte della produzione dovuta all’emigrazione negli Stati Uniti e la precoce morte hanno reso più difficile ma non impedito la catalogazione di “una ragguardevole produzione sotto l’aspetto quantitativo e qualitativo - scrive Guastella - di un petit maitre non privo di impronta personale sotto il profilo stilistico, che rende immeritevole l’oblio calato dopo la morte”. Il professore non dimentica e restituisce al conterraneo scultore la collocazione che merita nell’ambito della storia dell’arte meridionale italiana, e internazionale, tra la metà degli anni dieci e la seconda metà degli anni venti del Novecento. A poco meno di un anno dalla pubblicazione, il volume “Edgardo Simone Scultore (1890-1948)” è stato prenotato da rinomate biblioteche d’oltreoceano, dove il nome dell’artista brindisino è tornato in auge spinto dalle numerose vendite all’asta delle sue opere. L’auspicio è che lo stesso accada nella città che allo scultore diede in natali nella cui indifferenza verso i suoi figli più illustri sembrano trovar conferma le parole amare vergate da Simone in una missiva indirizzata al podestà di Brindisi. “M’accorgo sempre più - scriveva da New York nel 1928 - che i miei più illustri concittadini mancano assolutamente di quel senso d’estetica artistica e di raziocinio a non volersi far guidare quand’essi sono incapaci di risolvere (per mancanza d’educazione artistica e statica) una soluzione abbastanza delicata e nobile. La loro determinazione è assolutamente banale e mi perdoni se devo parlare in questo modo, così crudele, dei miei concittadini. Quando non si sente la forza e la capacità, si ricorre alle persone competenti senza consumare uno stupro che porta offesa al paese e alle persone che si desidera onorare”.


Edgardo Simone

UN UOMO, UN ARTISTA il comune on line INTERVISTA A MASSIMO GUASTELLA Perché un libro su Edgardo Simone? Si tratta della conclusione di una ricerca durata sei anni che ho deciso di rendere pubblica attraverso questo volume. La vita e le opere di questo scultore natio di Brindisi, studiato in maniera rapsodica dagli intellettuali locali, con qualche piccolo contributo anche non strettamente locale, ad esempio quello di Lucio Scardino a Ferrara, è stato lo spunto per rivisitarne la figura. Nel 2008 avevo dato alle stampe un primo contributo per le edizioni dell’Università Cattolica di Milano. I riscontri sono stati molti e più che positivi. Incoraggiamento importante alla pubblicazione del volume monografico è stata la presenza di un’opera di Edgardo Simone (una scultura raffigurante un nudo femminile in bronzo ndr) nella collezione dello studioso Federico Zeri, tra i più grandi storici e conoscitori d’arte del Novecento. Edgardo Simone è un personaggio legato alla storia della città di Brindisi. Della sua vita si conosce molto e si ignora tanto. Cosa ha scoperto di inedito durante le sue ricerche? Della vita di Simone si conosce molto e male. Negli studi locali spesso sono state fatte congetture poi non verificate nei documenti. Quello che si ignorava e che spero da adesso si ignorerà un po’ meno, è il percorso artistico di Simone, da quella formazione tutta romana poi urbinata e quindi napoletana nelle Accademie delle Belle Arti. Tra l’altro a Roma l’artista brindisino vive un clima straordinario, erano gli anni dell’inaugurazione del Vittoriano e della grande Esposizione Universale dedicata ai cinquant’anni del nuovo regno. Conobbe e collaborò con molti artisti importanti. Quelli vissuti nella capitale sono probabilmente gli anni decisivi della sua formazione che lasceranno traccia nella sua attività soprattutto di scultore. Si conosce poco del percorso molto più articolato che tocca Ferrara dove Simone vinse il concorso bandito per la realizzazione del Monumento ai Caduti, monumento che purtroppo non riuscì a compiere per una serie di polemiche che lo videro al centro di una querelle, contro di lui si schierò tra gli altri il grande pittore De Pisis. Di Simone si ignora gran parte dell’esperienza americana. Non si sa il perché sul finire del 1927 andò a New York. In qualche nuova ipotesi si fa riferimento a una sua vittoria di un concorso per il monumento a una nave americana, la Tampa, affondata durante il primo conflitto mondiale. Questo gli diede modo di fermarsi in America e di fatto non tornare più in Italia. Si è ignorato per anni che ha avuto una biografia molto bizzarra. Aveva già una prima moglie scomparsa subito dopo la nascita della figlia Renè, si chiamava Michelina Viola forse anche lei un’artista perché abbiamo trovato il nome in un catalogo di mostre. Si ignora che ebbe una seconda moglie, Maria De Vincentiis, figlia di un avvocato napoletano, che a Napoli visse e che la De Vincenti gli diede due figli. Soprattutto si ignora che in America, alla fine degli anni Trenta, incontra Radie Britain, nota compositrice americana, che sposa a Coronado in perfetta bigamia e con la quale vivrà sino alla sua morte avvenuta nel 1948. Più tardi i figli si riconcilieranno con Simone e la moglie napoletana sbarcherà negli Stati Uniti. Insomma una vicenda personale alquanto controversa, ma la di là di questo quello che sicuramente si ignora è l’importante produzione americana di Edgardo Simone messa all’asta nel 2005 presso la casa americana dell’artista, a Hollywood, che Simone chiamava la “Casa del Sogno” dove trascorse l’ultima parte della sua vita insieme a Radie Britain. Tra le opere in vendita un bel ritratto di Marlene Dietrich, recentemente entrato a far parte delle collezioni del prestigioso museo berlinese dedicato alla famosa attrice. Insomma di Edgardo Simone si ignorano tantissime attività, su alcune ho cercato di far luce, su altre spero lo si faccia in un prossimo futuro per valorizzare un artista che reputo una risorsa del territorio. Simone appartiene alla città di Brindisi, al Salento, alla Puglia, al Meridione, all’Italia e sol per questo, che non è poco, andrebbe valorizzato. Spesso importiamo modelli intellettuali certamente interessanti di cui fruiamo, ma ci dimentichiamo di scavare meglio nella storia del nostro territorio e soprattutto di esportare la qualità della nostra storia, della civiltà culturale del nostro territorio.

Da quest’anno dirige per Congedo Editore la collana “Territorio Arti Visive Storia dell’Arte Contemporanea”. Come ha avuto inizio questa avventura? Intanto sono onorato che una delle case editrici più titolate nel campo degli studi scientifici universitari e umanistici, mi abbia chiamato a dirigere una collana che abbiamo voluto strettamente collegata alle attività universitarie. L’acronimo Tasc (Territorio Arte Visive e Storia dell’Arte Contemporanea) è proprio quello del mio Laboratorio universitario dove mi occupo, con i miei allievi, della storia dell’arte, del contemporaneo, quindi 800 e 900, ma anche dell’arte più stringente, quella presente, che si sta producendo. Insieme ai ragazzi nei primi tre numeri della collana già pubblicati, abbiamo affrontato tematiche varie, tematiche che riguardano il territorio, produzioni appena trascorse come quella dello scultore ostunese Francesco Bagnulo, ma anche produzioni che sono in fieri come la produzione fotografica esposta in occasione dell’inaugurazione di Palazzo Virgilio o una mostra dedicata all’autoritratto dell’artista in cui abbiamo messo insieme 21 artisti che hanno voluto autorappresentarsi. La collana vuole essere un trampolino di lancio anche per chi scrive, per lo più miei allievi dell’università, dando loro visibilità. È questo un discorso che porto avanti da un anno anche con la rivista Web Magazine Monitor Art, una sorta di palestra, di luogo di tirocinio della critica d’arte. Ci occupiamo soprattutto di arte contemporanea, del dibattito dell’attività artistica del presente. Ci sono altri progetti in cantiere? La mia vita professionale è sempre stata un cantiere. L’ultimo progetto in ordine di tempo è la realizzazione del M.A.P. (Museo Mediterraneo dell’Arte Presente), un museo d’arte contemporanea diffuso. L’abbiamo prodotto con la società Cracc Srl, spin-off dell’Università del Salento, che si occupa di conservazione e ricerca delle arti e della cultura contemporanea. La sede è a Brindisi presso la Chiesa Auditorium Scuole Pie in cui abbiamo già tenuto due mostre, una in occasione della Giornata del Contemporaneo ospitando lo scultore Salvatore Sava, un’altra inaugurata durante il periodo natalizio con una scultura presepiale di Salvatore Spedicato e un contributo musicale del Maestro Cosimo Prontera. Il M.A.P. per ora si sta proponendo nell’ambito della scultura contemporanea con delle soluzioni installative. L’idea, però, è quella di creare una vera e propria collezione d’arte contemporanea alla quale stiamo lavorando in collaborazione con l’Università del Salento per avere un Museo d’arte contemporanea proprio dell’Università.

inervista

freebrindisi.it 13

13 gennaio 2012


Ugo Giuseppe Gigante

N

asce a Brindisi il 24 agosto del 1885 ed esordisce nella sua città nel 1893 esibendosi come violinista. E’ il padre, Mariano Gigante, ad intuire il talento di Ugo e gli impartisce i primi rudimenti musicali. Questi fu sostenuto, nella lungimirante idea, da sua moglie Balbina Torsellini. Il primo riconoscimento il giovane Ugo lo ebbe all’età di quindici anni quando vinse una borsa di studio con la quale i genitori lo poterono iscrivere al liceo musicale Gioacchino Rossini di Pesaro che in quel periodo era diretto da Pietro Mascagni (1863-1945). Diverse le tappe prima di vederlo approdare negli States (a tal proposito per chi volesse approfondire l’argomento si segnala l’unica ed esaudiente monografia, a cura di Giuseppe Gigante, omonimo musicista Brindisino (Dal Melodramma l’Opera rinnovata, Giuseppe Gigante a cura di, Ed. Gli Amici della A. De Leo, Brindisi, 1990). Nel Novembre del 1903 esordisce come compositore con Aira del tenente su testo di Edmondo De Amicis. Nel marzo 1906 tiene un concerto alla Fenice di Senigallia e nello stesso anno vince un concorso a Varallo (Vercelli) come professore di musica. Dello stesso periodo è la composizione Ida una marcia per orchestra di fiati. Nel 1907 viene nominato direttore dell’orchestra di fiati e della filarmonica di Bibbiena. A questo incarico rinuncerà per portare a termine gli studi di composizione. Gli occhi, brano per voce recitante e pf, nasce quasi contestualmente alla fine dei sui studi accademici. Il Conservatorio di Pesaro in quegli anni assegnava il premio Bodoyra, premio che si consegnava al miglior allievo di composizione. Nel luglio del 1910 viene assegnato a Ugo Giuseppe Gigante. Ha 25 anni quando anno vince un concorso internazionale che lo porterà a Quito, in Ecuador, dove insegnerà violino divenendo vice direttore del conservatorio della città e direttore di tutte le orchestre di fiati militari della nazione tenendo concerti anche per il presidente della Repubblica ecuadoregna. Nel periodo trascorso a Quito, cinque anni, ebbe clamorosi successi esibendosi in concerti e con sue composizioni. La casa editrice musicale Bongiovanni gli pubblica alcune dei suoi scritti musicali: t’amo, sospiri ottobrili, serenata romantica. Ma la composizione che più lo rappresenta è senza dubbio L’ultimo giorno di Pergolesi scritta tra il 1910 e il 12. Composizione per pianoforte e cinque voci dedicata ad un astro della musica barocca napoletana: Giovan Battista Pergolesi (1710 – 1736) appunto, condensando lo sforzo in un melodramma ad atto unico su testo di Ugo Coli. Nel 1916, sono gli anni della prima grande guerra, Gigante si arruola nella marina statunitense e al fine della guerra si stabilisce a New York. Qui compone E non torna, un tango colmo di estreme passioni, e Serenata romantica scritta con il suo amico Antonio Ungaro. Questi sono anni intensi di incarichi e di soddisfazioni professionali. Fonda un’accademia musicale che dirigerà dal 23 al 33; si esibirà in diversi teatri, impugnando un violino di Matteo Minozzi del 1734, che gli tributarono plausi: Rialto, Portsmouth ed altri; apprezzamenti gli giunsero dalla Beethoven Society della grande mela che nel 1919 gli consegna un premio consistente in una bacchetta d’oro. Nel 33 il conservatorio nazionale di Guayquil invita Gigante a ritornare in Ecuador ma egli rifiuta l’offerta. Tenne sempre vivi i rapporti con la terra natia infatti molti dei suoi friends newyorkesi furono i brindisini Antonio Lauro, Adriano Miglietta e Alessandro Samarotto oltre che allo scultore Edgardo Simone che in quegli anni possedeva uno studio a New York oltre che la sua vita. Questi scolpì un bassorilievo che raffigurava il “testone” del conterraneo musicista. Dopo aver donato alla patria, nel 35, alcuni dei suoi importanti cimeli, tra cui la bacchetta d’oro e dopo la morte dei suoi genitori i rapporti con Brindisi e con i famigliari rimasti divennero sempre più limitati fino a che non sopraggiunse la morte nel 1961, a 76 anni. Cosimo Prontera

14 freebrindisi.it

13 gennaio 2012


FOCUS della settimana

Alessandra Caputo

IL VIOLINISTA INCANTATORE

N

on solo terra di marinai e contadini, ma anche di poeti e musicisti. Nella Brindisi di inizio Novecento il teatro era una necessità come gli oratori nelle chiese, la musica e il canto erano nel sangue. La violinista Nilde Pignatelli ed Elena d’Ambrosio che dall’insegnamento del canto al Liceo “Schipa” passò alla prestigiosa cattedra di Santa Cecilia a Roma, erano note per talento e grazia. Tra tutti, però, un nome risuonò forte anche oltreoceano, quello del violinista e compositore Ugo Giuseppe Gigante. “Iniziato dal padre a studi violinistici e per non comuni attitudini - ricorda Vito Reali in ‘Musicisti e cantanti contemporanei e anime musicali salentine’ - su mia designazione, conseguita l’unica borsa di studio disponibile provinciale, ha potuto frequentare il Liceo Rossini di Pesaro, conseguendovi i diplomi in violino, canto corale e composizione. L’esito dei suoi studi è stato così felice, da meritare il premio Bodoyra fra molti aspiranti. Ha quindi diretto a Fano la Scuola Comunale di Musica; ma successivamente si è trasferito a Quito nell’Equatore (Repubblica dell’Ecuador ndr) per assumervi cattedra d’insegnamento presso quell’Istituto musicale e per dedicarsi, ormai non più attanagliato da preoccupazioni economiche, ad attività di compositore ben testimoniata da un melodramma in un atto, dall’“Inno a Rossini” su versi di Giuseppe Picciòlla, e da pezzi vocali e strumentali”. In Sudamerica il compositore brindisino troverà fama e fortuna. Un successo che ebbe eco nella città natale come testimonia un lungo articolo tratto dal periodico settimanale “La città di Brindisi” scritto in occasione di un concerto tenuto da Gigante al teatro Sucre di Quito il 15 febbraio 1911. “Molti giornali del luogo - si legge - dedicano lunghi articoli al concertista italiano, scritti sotto la calda impressione d’uno sconfinato entusiasmo. Bisogna leggere questi articoli, scritti da penne maestre, per farsi una idea esatta dello strepitoso successo e dell’altezza a cui sale il diapason del fanatismo. Anzi facciamo voti ch’essi vengano raccolti in una speciale pubblicazione, onde il paese sappia in quale considerazione è tenuto all’estero questo nostro concittadino e quanto onore faccia all’arte italiana. Lo spazio non ci permette di riprodurli tutti; ci limitiamo di pubblicare soltanto un brano del resoconto che ne dà ‘El Ecuatoriano’ del 16 Febbraio, N. 127: ‘Non è facile rendere esattamente le impressioni, i sentimenti che si destarono nel mare di un pubblico scelto, come quello della notte scorsa, ascoltando per la prima volta un artista della forza di Gigante. Noi diciamo essere la prima volta che abbiamo sentito un violinista: parliamo unicamente del debutto del giovane artista Ugo Giuseppe Gigante. Un’accolta eletta di giovani, di signori e signorine s’eran dato convegno nel nostro teatro e nella notte di ieri, allo scopo di ascoltare i delicati e dolcissimi accenti del violino incantatore. Ai primi suoni del grande istrumento un silenzio profondo regnò nel teatro e tutti gli sguardi si fissarono con avidità su Gigante che alla sua volta pareva volesse un po’ parlare; così dimostrava l’espressione del suo sguardo dolce e penetrante come lo sguardo di un artista. Egli non poteva parlarci che importava? - molto più eloquenti erano le corde del suo violino che ci espressero in un momento tutti gli effetti della sua anima, tutti i sentimenti dell’ardente suo cuore. Il simpatico violinista esaurì tutti i suoi sforzi per compiacere ed estasiare il pubblico che ad ogni momento rompeva in applausi strepitosi di ammirazione e di entusiasmo. Molto bene potremmo applicare al violino di Gigante le parole di una descrizione di Maria e Léon Escudier che, nell’ascoltare il maestro Paganini nella sala dell’Opera di Parigi, scrissero del violino di questo gran genio: ‘Ironico e ciarliero come il Don Giovanni di Byron, capriccioso e fantastico come un’allucinazione e sognatore come una meditazione di Lamartine, ardente e impetuoso come un’imprecazione di Dante, soave e tenero come una melodia di Chubert’. Il violino di Gigante come quello di Paganini ride, sospira, minaccia e prega alternativamente. Esprime tutte le emozioni del mare, tutti i rumori della natura, tutti gli incidenti della vita; ha accenti, effetti, combinazioni drammatiche di una prodigiosa varietà che mai possedé la voce umana la più soave e la più simpatica. E chi crede che queste parole applicate a Gigante non siano vere, si appelli al giudizio degli intervenuti. Sono sicuro che tutti gli risponderanno. È verità”.

freebrindisi.it 15

13 gennaio 2012


Opere Pubbliche Complessi Residenziali a Vendere Restauri Monumentali Costruzioni e Ristrutturazioni Edili

Zona Industriale P.I.P. 73010 San Pietro in Lama (LE) Tel:0832634371 - Fax: 0832267791 info@ramirezgroupcostruzioni.it ramirezgroup@pec.it www.ramirezgroupcostruzioni.it


Brindisini in America

Alessandra Caputo

pier paolo cito

Il fotoreporter che racconta la guerra

“Michelangelo diceva che era difficile creare delle opere d’arte. Le sue sculture si trovavano già nel blocco di marmo. Lui si limitava a ‘togliere il soverchio’ e a isolare la scultura. È lo stesso per il fotoreporter. Le immagini sono già intorno a noi. Basta far attenzione per accorgersene e prenderle”. Parola di Pier Paolo Cito. Brindisino, classe 1963, fotografo della Associated Press, la più grande agenzia stampa mondiale, da quasi 20 anni documenta, Reflex alla mano, realtà lontane e difficili. Kosovo, Etiopia, Eritrea, Medioriente, Iraq, avvenimenti che hanno cambiato e stanno cambiando la storia del mondo. L’approccio è realistico, crudo. Pier Paolo Cito immortala l’istante. La sua è una fotografia istintiva, veloce, che racconta emozioni, sensazioni. La macchina fotografica è un occhio che guarda la realtà così com’è. “Le mie foto ritraggono scene di disperazione, violenza e morte, la smania distruttrice dell’uomo, ma anche la necessità, nonostante tutto, di continuare a vivere”. Ha girato il mondo Pier Paolo, ma è a Brindisi che tutto ha avuto inizio. Nella città natale per la prima volta impugna una macchina fotografica e decide che a guidarlo nella vita sarà la sua passione. A Brindisi muove i primi passi. Ventinovenne fotografo freelance, collabora con gran parte dei quotidiani nazionali. Nel 1997 inizia la sua collaborazione con l’Associated Press. Lavora per tre mesi in Portogallo coprendo per l’agenzia di New York l’esibizione internazionale Expo 98 di Lisbona. Al suo rientro in Italia, entra definitivamente nello staff AP come editor e fotografo nella redazione di Roma. Segue le attività in Vaticano e all’estero di Papa Giovanni Paolo II (Assisi, Ischia, Polonia, Slovacchia, Israele, Palestina, Siria) e successivamente di Benedetto XVI (Germania, Stati Uniti d’America, Polonia, Spagna, Turchia, Austria, Giordania, Israele, Palestina, Croazia). Copre i conflitti in Montenegro e Kosovo (1999, 2000, 2004),  Etiopia (2000), Striscia di Gaza, Territori Occupati e Israele (dal 2000 al 2006), Iraq (2003, 2004), Libano (2006), Afghanistan (2010), Libia (2011). Le sue foto, attraverso il circuito dell’agenzia Associated Press, sono pubblicate nelle principali testate giornalistiche del mondo. All’attivo vari premi tra cui un riconoscimento dalla NPPA (National Press Photographers Association) negli USA per il suo lavoro sull’eruzione dell’Etna nel 2001. Lo stesso lavoro è stato segnala-

to dalla rivista TIME che ha incluso il suo servizio tra le “Foto dell’anno 2001”. Ha vinto il premio APME (Associated Press MaPier Paolo Cito naging Editors) nella categoria News Photography per la copertura del conflitto tra Israele e Hezbollah nel 2006 (il premio, nato negli anni Trenta, riconosce l’eccellenza nel giornalismo tra i fotografi dell’Associated Press ed è assegnato annualmente da un’associazione di giornalisti appartenenti a oltre 1.500 testate abbonate all’agenzia AP negli USA e in Canada). Nel 2007 è finalista al Premio Pulitzer (il più prestigioso riconoscimento assegnato dalla Columbia University a giornalisti e fotoreporter distintisi nei vari settori dell’informazione a livello internazionale) con una foto appartenente a un “photo package” sul conflitto tra Israele e Hezbollah. Nel 2008 vince l’“Award of Excellence” nella categoria General News Reporting del premio internazionale “Picture of the Year International” con la foto “Waiting” scattata a San Luca (RG) durante i funerali delle 5 vittime della  “Strage di Duisburg”. Nel 2010 viene scelto da ‘Save the Children’, organizzazione non governativa inglese, per documentare quanto emerso dal 2° Rapporto annuale di Save the Children su “I minori stranieri in Italia”. Diverse le mostre fotografiche in Italia e all’estero (‘Mediterrore’,‘Confini/Frontiere’, ‘Kosovo, una guerra umanitaria’, ‘Due popoli vinti, Finestre di Pace Finestre di Guerra’, ‘Tra due Pontefici’). Finestre su realtà lontane e spesso drammatiche che inducono a riflettere, a prendere coscienza di quanto accade nel mondo. Perché l’immagine per Cito prende vita da un percorso che non si distanzia mai dalla realtà ma ne è parte integrante. Un ‘credo’ che il fotoreporter brindisino trasmette durante le affollate lezioni e i seminari sulla Fotografia giornalistica e sul Giornalismo in guerra che tiene ogni anno in vari centri di formazione giornalistica all’estero, in Italia e nella città natale dove ritorna spesso ‘investito di una missione’. “Una decina di anni fa ho lasciato Brindisi perché non era facile realizzare qui il mio sogno, ossia diventare un fotografo professionista. Quello che desidero è offrire ai giovani, con la mia esperienza, le possibilità che alla loro età io non ho avuto”.

foto di Pier Paolo Cito

freebrindisi.it 17

13 gennaio 2012


MR. WANY

© Photo by Rabodiga

Brindisini in America

Arte tra le strade del mondo

Francesco Marchionna

ANGELO GALASSO

Un uomo dal taglio internazionale

Andrea Sergio nasce a Brindisi nel 1978. In arte Mr.Wany, firma, a soli dodici anni, i suoi graffiti sui muri della città. Il talento viene coltivato in seguito grazie agli studi. Dopo il liceo artistico di Brindisi, Andrea si specializza con il massimo dei voti presso la Scuola Internazionale di Comics di Roma. Nel 2000, si trasferisce a Bologna dove viene assunto come Art-Director dalla  Dynit, una delle più importanti case editrici di cartoon e fumetti giapponesi. Negli anni lavora come decoratore, scenografo, fumettista, illustratore, grafico pubblicitario, design, art director, progettista, serigrafo e creativo con delle parentesi di producer musicale/talent scout, editoria autoprodotta, e ballerino professionista sino ad approdare alla pittura. In ventidue anni di graffitismo, Mr.Wany raggiunge molti obiettivi, tra cui vincere contest regionali, nazionali e internazionali, essere considerato uno dei maggior rappresentanti della cultura hip hop in Italia nel Writing, dipingere in meeting di writing in Italia, dalla Sicilia al Piemonte e molto altro. Andrea insegna inoltre come docente in università e corsi di specializzazione in scuole private. Realizza artwork e progetti per aziende internazionali e viene spesso intervistato da giornali, tv e radio in Italia e all’estero. Tantissime le sue opere fuori dai confini nazionali. Il talento di Mr.Wany esplode all’estero, in numerosi meeting ed esposizioni in Croazia, Germania, Inghilterra, Belgio, Danimarca, Romania, Grecia, Olanda, Austria, Spagna, Francia, Bosnia, Svizzera, Brasile, Argentina, Nuova Zelanda, Equador e Russia. E, ovviamente, gli Stati Uniti. Andrea viene invitato alla Crewest Gallery di LA, in Art District. Nella ‘città degli angeli’ si trovano due grandi lavori firmati Mr.Wany, il primo a Chinatown, il secondo a East LA. La critica e i critici dicono di lui: “La realtà viene filtrata e interpretata attraverso una sensibilità che prende coscienza dei problemi esistenziali dell’uomo d’oggi, delle nevrosi, dei meccanismi di frenesia e isolamento contemporanei; e reagisce inventando un mondo in cui vivono nuovi simboli e personaggi, un mondo enfatizzato, deformato, decostruito, in cui l’artista ‘scolla’ dal supporto murale i suoi soggetti, trascinandoli sulla tela o trasformandoli in toys e  installazioni. È così che giunge, dunque, a far ‘resuscitare’ anche oggetti senza vita, frammenti di strada come materassi, frigoriferi, lavatrici, televisori, recuperandoli nelle discariche e facendoli diventare angeli, bambole felliniane, animaletti un po’ teneri un po’ cinici, richiami sensuali e sessuali. Anche la sua arte pittorica risente di questa simbologia apollineo-dionisiaca; dunque accanto al richiamo infantile del ‘pupazzo’, si inseriscono avvolte riferimenti diabolici o macabri, come teschi, sangue, cervelli umani. Ma il tutto viene eseguito con grande ironia, con il gioco dei pensieri che ridimensiona la realtà e sperimenta nuovi orizzonti; ed è così che la sua arte fluttua nell’universo dei più dinamici linguaggi contemporanei”. Andrea Sergio ha chiuso il 2011 esponendo alla 54º Biennale di Venezia.

Angelo Galasso, nativo di Francavilla Fontana, è oggi uno stilista affermato nella moda di stampo internazionale. Celebri le sue creazioni, tra cui il ‘polso orologio’, come altrettanto celebri sono le personalità del mondo dello spettacolo e dello sport che indossano le creazioni dello stilista brindisino. La sua storia inizia però in un territorio ostile al cambiamento. “Da dove vengo io, dal momento in cui si nasce, si è visti come un semplice ragazzo, una tipologia questa che rimane invariata nel tempo, fissata in degli stilemi da cui non si può uscire. Se si comincia quindi a fare qualcosa che risulti atipico, diciamo come vestirsi in modo diverso dal consono, la gente subito ti etichetta come ‘pazzo’. Per ottenere attenzione ho dovuto sempre lottare, a partire dalla mia famiglia”. L’impossibilità di essere compreso porta Angelo a lasciare la propria terra, trasferendosi a Roma, città che, secondo lui, incoraggia a sentirsi diversi per sentirsi un individuo e non un numero. “Lavoravo in banca e ho iniziato a fare vestiti nel mio tempo libero. La gente in banca continuava a chiedermi da dove venissero gli abiti e dopo poco mi ha chiesto di fare qualcosa per loro”. È nel 1990 che apre a Roma il primo negozio ‘Interno 8’, grande solo 14m², nel quartiere Parioli. La collezione crea un grande impatto e rompe le regole della tradizionali fantasie, mantenendo comunque un’alta qualità sartoriale. Nel 1991, Angelo crea l’esclusivo ‘Polso orologio’. L’ispirazione la trae dall’ex presidente della Fiat, Gianni Agnelli, che a causa di un’allergia era forzato a indossare l’orologio sul polsino della camicia. Bastano pochi anni e il successo di Angelo dilaga. Nel 1993, ci sono 80 negozi ‘Interno 8’ sparsi in tutta Italia. Nel 2000, l’espansione su campo internazionale. Angelo sceglie Londra, la capitale delle tendenze e dello stile. Una scelta saggia che ha portato il brand a un grande successo, con il supporto di una clientela d’avanguardia e cosmopolita, come Paul McCartney, Roger e Geoffrey Moore, David Beckham, Puff Daddy, Michael Caine, Simon e Yasmin Le Bon, Rod Stewart, Beyoncé e Jay-Z. Nel 2005, con la collaborazione di Flavio Briatore, viene creato il primo brand di alta moda per uomo, con il lancio di ‘Billionaire Italian Couture’, brand indirizzato a un pubblico mondiale. Le iniziali ‘AG’ diventano la risposta alle alte aspettative dell’uomo moderno in termini di qualità, design e immagine. La perfezione sartoriale, i dettagli originali, un tocco di colore e sofisticati accessori fanno sì che l’uomo vada oltre il look classico, raggiungendo l’eleganza senza alcuno sforzo. Nel 2009, Angelo realizza il suo sogno di creare un brand che rispecchiasse la propria identità. Viene così lanciato ‘Angelo Galasso’, brand con il primo negozio monomarca in Knightsbridge, a Londra. La scalata al successo non si ferma qui. Dopo Londra, Angelo Galasso apre a Milano e poi a Mosca, New York e Parigi. Al Pacino, grande amico dello stilista, è stato il padrino dell’inaugurazione della boutique di Milano. Il divo di Hollywood veste gli abiti di Angelo Galasso da tempo, e lo ha fatto anche in occasione del Festival del Cinema di Venezia. Chi meglio di lui si poteva cimentare in tale ruolo?

writer

stilista

18 freebrindisi.it

13 gennaio 2012


Brindisini in America Daniela De Stradis

Angelo Filomeno Da San Michele a New York

Antonia dell'atte la musa di armani

Antonia Dell’Atte, nata a Brindisi il 9 febbraio 1960, è sicuramente la modella più importante e di successo del territorio brindisino. Entrata nel mondo della moda a soli sedici anni, raggiunge il successo negli anni ottanta grazie a Giorgio Armani che ne fa la sua musa per ben due anni. Donna bellissima ma anche di spirito. Nel 1984, nel pieno della popolarità, interpreta al Drive la caricatura di sè stessa: una modella che vanta la sua meravigliosa vita mondana, per poi urlare in dialetto Brindisino e riprendere il proprio aplomb con la frase «Scusate, ho avuto un momento casual!». Il trasferimento in Spagna e il matrimonio con il Conte Alessandro Lecquio di Assaba y Torlonia, nipote del re Juan Carlos (da cui dopo aver avuto un figlio, divorzia) danno una impennata alla sua popolarità. La modella inizia a comparire sempre più spesso in talk e trasmissioni diventando un volto noto della TV spagnola. Da quella iberica alla televisione italiana il passo è breve. Nel 2005 è tra i papabili concorrenti de L’isola dei famosi 3. Il progetto non va in porto, ma Antonia si prende la sua rivincita nel 2009 collaborando con L’isola dei famosi 7, nelle vesti di opinionista. Nell’estate del 2010 ha fatto parte della giuria del programma Velone su Canale 5. Nel 2011 diventa uno dei giudici del programma Italia’s Next Top Model in onda su Sky Uno e condotto da Natasha Stefanenko.

La sua tela è fatta di seta, il suo pennello è un ago, la sua tavolozza è pervasa dal macabro e dall’orrido, in una fattura sartoriale che affascina e lascia posto a un’inquieta riflessione. Angelo Filomeno è oggi un artista di caratura internazionale, elogiato dalla critica. Classe 1963, originario di San Michele Salentino, territorio modesto all’interno del quale, a soli sette anni, si muove tra alcune botteghe di sartoria. Quelle quattro mura sono troppo strette per l’estro di Angelo, che, terminati gli studi e dopo un’esperienza a Milano, approda nella Grande Mela, nel cui cielo è possibile dispiegare le ali scheletriche dei suoi soggetti. È il 1992. Angelo trova un impiego nell’ambito della moda, mentre parallelamente coltiva le sue turbe artistiche e sperimenta. Il 2001 rappresenta per Angelo Filomeno il momento della svolta. Grazie alla macchina da cucire, l’artista dipinge sulla seta soggetti fetidi e eccessi barocchi, coprofagie e morte tratteggiate con ironia e senso del grottesco. Le opere dell’artista brindisino fanno così il giro del mondo, esposte in gallerie di respiro internazionale. Le radici dell’artista, così come quelle della sua arte, affondano però nella rossa terra d’origine. Ogni estate, Filomeno fa ritorno nella sua Puglia per ispirarsi al repertorio salentino, ricongiungendosi con le proprie, autentiche e mortali radici. Consacrato dall’emigrazione culturale che ha condotto i suoi lavori alla ribalta mondiale, Angelo non soffoca dunque le sue origini, ma opera in continuità con i ricordi legati alla mediterraneità della terra che lo ha ‘cucito’. f.m.

modella

artista freebrindisi.it 19

13 gennaio 2012


people

Francesco Marchionna

SEATTLE LITTLE ITALY

Luigi De Nunzio. Da Brindisi agli USA

Tornate indietro al porto di Brindisi, tra gli anni Cinquanta e Sessanta. Immaginate padre e figlio che si recano quotidianamente al mercato. Un amore per il cibo e per la tradizione che diventa una lezione giornaliera. Al posto dei banchi di scuola, quelli del pesce, della carne, della verdura, della frutta e dei latticini. Cultura e tradizione tratteggiate da odori e sapori. Interi pomeriggi trascorsi sul molo con i pescatori, oppure correndo dietro le turiste che affollano il porto, con la scusa di perfezionare l’inglese. Un tipo particolare Luigi. Una testa calda per alcuni, un inguaribile sognatore per altri. Un giramondo nella realtà. Spirito inquieto sin da ragazzo, faceva i bagagli e partiva ogni qualvolta ne sentisse il bisogno, nonostante il parere contrario del padre. Brindisi e l’Italia, anche in seguito a diverse delusioni, gli stavano proprio strette. Ma il più delle volte le tasche contenevano solo pochi spiccioli, di conseguenza vivere all’avventura e arrangiarsi erano d’obbligo, anche nel mangiare, sua grandissima passione. Francia, Grecia, Israele, Olanda, Spagna, Giappone, Cina, Thailandia e Stati Uniti, in lungo e in largo. Questo è il background di un grande chef, che porta con sé quegli odori e quei sapori in giro per il mondo. Luigi De Nunzio, classe 1953, arriva a Seattle nel 1977, per amore. Durante uno dei suoi tanti viaggio, aveva conosciuto in Israele una ragazza americana, Diane, che diventerà la sua prima moglie. L’amore per Diane diventa anche l’occasione per esaudire il sogno nutrito da bambino, quello di vivere negli States. È qui che Luigi si decide a intraprendere quella che sarebbe diventata la passione della sua vita, quella cioè di allietare il palato italiano di Seattle, città della pioggia, nello stato di Washington, Nord Ovest degli Stati Uniti. Il sogno americano esiste davvero. Tutto ciò che funziona negli USA, secondo lui, è il sudore della fronte. Così Luigi si mette sotto. Dopo anni di esperienza presso trattorie e ristoranti, come cameriere e lavapiatti, nel 1989 Luigi apre Al Boccalino e, dopo aver litigato con il suo socio, si decide a fare tutto da solo. Il successo è immediato. Solo tre anni dopo, si aggiunge Denunzio’s. Seguono le aperture del Cafè Bengodi, nel 1999, e di Pastiamo nel 2003. Quattro ristoranti, tutti situati su Pioneer Square, che racchiudono tutti gli aspetti della cucina italiana. Il sogno, quello di una Little Italy tutta sua, diviene realtà: Luigi’s Little Italy, patrocinata dal sindaco della città. Penserete a un uomo di successo, perfettamente integrato nella società a stelle e strisce, con un inglese fluente e un’immagine da grande chef. Bastano invece poche parole a farvi pensare tricolore. Dietro quei baffoni d’altri tempi, Luigi rimane un brindisino vero, legato alle sue origini. “Benvenuti nella mia piccola Italia, dove tutto ciò che è italiano resta italiano” dice ai suoi clienti. La trattoria Denunzio’s si trova sottoterra, proprio come i posti di un tempo. Un posto rustico, intimo e accogliente, facente parte di un edificio costruito nel 1890. È un tocco di tradizione nella città della pioggia, un riparo per i palati genuini. La propria casa lontano da casa, per alcuni. Cucina autentica, onesta e schietta, proprio come l’attitudine di Luigi, le cui ricette sono state racchiuse in un libro (Little Italy Cooks). Un’arte, quella culinaria, che Luigi ama anche insegnare dal vivo. Cooking classes il nome della sua iniziativa. Lo chef dai grandi moustaches illustra, passo per passo, nella sua tipica cadenza italiana, un menu completo che poi serve ai suoi ospiti. Quattro portate per 50 dollari, conoscenza e vino della casa inclusi. Dall’antipasto, che prevede fagioli con scalogno, funghi porcini e mascarpone, al dessert rappresentato da fragole con salsa di cioccolato e panna montata all’aroma di espresso, passando per le orecchiette al radicchio, salsiccia, champagne e curry e per la costoletta di maiale con salsa di rucola e capperi. E questo è solo un esempio di menu. Un successo genuino, quello di Luigi, proprio come la sua propensione alla vita.

20 freebrindisi.it

13 gennaio 2012


Luigi De Nunzio Cooking Class

Cipolle al forno seattleslittleitaly.com/watch_luigi.htm

freebrindisi.it 21

13 gennaio 2012


Terra di Brindisi

San Pietro Vernotico il paese di mezzo

A 36 metri sul livello del mare, al limite di confine tra la provincia di Brindisi e quella di Lecce, San Pietro Vernotico occupa una posizione centrale nella penisola salentina. Le origini risalgono al periodo storico precedente ai Normanni, agli Ottoni di Germania e alle invasioni dei Saraceni nel Salento. I primi insediamenti si hanno intorno all’attuale chiesa di San Pietro Apostolo dove, racconta la tradizione, si sarebbero rifugiati i superstiti fuggiti da Valesio, importante centro messapico, rasa al suolo poco prima del 1157 da Guglielmo I d’Alavilla re di Sicilia. Nell’epoca normanno-sveva il paese viene per la prima volta nominato in documenti ufficiali. Nel 1196, San Pietro è tra i feudi che l’imperatrice Costanza d’Altavilla conferma al Vescovo di Lecce, fra le donazioni già fatte da precedenti conti normanni (Accardo e Tancredi). Da quel momento in poi, sino alla caduta del Regno di Napoli, sarà feudo del Vescovato di Lecce e in particolare della Mensa Vescovile del capoluogo. L’origine del termine “vernotico”, attestato già dal ‘500, sembra invece derivare dal latino ‘vernaculum’ e va inteso come “del luogo”, a significare che la generale venerazione del santo in quel luogo aveva una partecipazione speciale (meno probabile che derivi da vernalis ‘primaverile’ com’è stato supposto). Molte sono le tradizioni legate alla città, tradizioni secolari ancora oggi conservate. Tra le più importanti la ‘Festa dell’asta della Bandiera’ in ricordo dell’invasione dei turchi (1480). “I Sampietrani - si racconta - avvistò dall’alto della Torre Quadrata l’arrivo dei turchi dal mare e si organizzarono per la difesa poiché orgogliosi del loro territorio non volevano che venisse saccheggiato come era stato per altri paesi del Salento in particolare Otranto. Fu così che i turchi furono sconfitti dai Sanpietrani e lasciarono sul campo di battaglia la loro bandiera. Il vessillo raccolto fu deposto ai piedi del Santo Patrono (San Pietro Apostolo)”. Da allora, in ricordo dell’episodio, ogni pomeriggio della domenica successiva a quella di Pasqua i Sampietrini si ritrovano in piazza per festeggiare. All’‘Asta della Bandierra’ partecipano tutti i rioni o singoli cittadini offrendo una cifra. La processione parte dal Sagrato della Chiesa Matrice per poi concludersi sul piazzale della Chiesa di San Pietro Apostolo, mentre la bandiera viene sventolata per il Centro del paese. Tradizione vuole che il vincitore dell’Asta goda di rispetto e di riverenza da parte dei concittadini per tutto il periodo in cui custodisce il vessillo storico dell’Impero ottomano. Paese di combattenti San Pietro Vernotico, ma anche all’avanguardia per senso civico. Alcuni documenti del XII secolo che trattano la nascita delle prime Universitas Salentine, intese come le prime civiche amministrazioni, con sindaco, uditori, parlamento e capitano, in grado di organizzare i cittadini che abitavano e vivevano insieme, attestano la nascita de “L’Universitas Sancti Petri Vernotici” intorno al 1300. Il paese conservò il titolo di Università fino al 1811. Nel 1808, infatti, in applicazione delle Leggi Napoleoniche, Gioacchino Murat istituì l’anagrafe dei Comuni a partire del primo gennaio dell’anno successivo. Nel 1812 San Pietro Vernotico divenne Comune dell’antica provincia di Terra d’Otranto e poi di Lecce. Nel 1928, con l’istituzione della provincia di Brindisi, il comune ne entrò a far parte. Ogni settimana l'inserto centrale conterrà un approfondimento sulla Terra di Brindisi per scoprire e riscoprire una terra ricca di fascino e storie da raccontare

Nel prossimo numero "Francavilla Fontana" scriveteci: redazione@freebrindisi.it


In viaggio nella Terra di Brindisi

Francesco Marchionna

Speciale San Pietro Vernotico

DOMENICO MODUGNO

L’INFANZIA SANPIETRANA DI “MIMÌ”

U

una panchina all’ombra di un albero, magari fischiettando qualche motivo del cantautore, immaginandolo da piccolo mentre scorrazza tra quelle strade. Le origini pugliesi sono sempre state difese da Modugno, specialmente quando molti lo davano come ‘siciliano’. In un’intervista del 1992, due anni prima della morte, confessava “La Puglia, in particolare, è la mia vita perché sono nato lì, vissuto lì e il mio cuore sta lì. E devo dire che l’80% dell’ispirazione artistica, se così si può dire, e di tutto quello che ho fatto, nasce in Puglia. Anche se molti hanno detto che io sia siciliano. Non è vero. Le mie canzoni erano in dialetto pugliese, di San Pietro Vernotico, in provincia di Brindisi, un dialetto che per alcuni versi somiglia molto al siciliano. Non c’è bisogno che dica quanto io ami la Puglia intera e i pugliesi. È la mia vita e il mio sangue”.

Domenico Modugno

foto: www.nontantotempofa.com/index.htm

no tra i maggior autori e interpreti europei, per tutti il padre dei cantautori italiani. Parliamo di Domenico Modugno, nato il 9 gennaio del 1928 a Polignano a Mare, in provincia di Bari, paese che dipinge nella mente un insieme di case bianche a picco su un mare blu. Nel 1934 però, i coniugi Modugno lasciano questa immagine per trasferirsi a Sud, in provincia di Brindisi. Il padre di Domenico Modugno, Cosimo, era il comandante del Corpo delle Guardie Municipali di San Pietro Vernotico. Fu lui ad avvicinare il piccolo Mimmo alla chitarra e alla fisarmonica, trasmettendogli la sua intensa passione per la musica. Il piccolo Mimmo inizia a vivere il paese a soli sei anni, finché, tra scelte non condivise e voglia di realizzazione artistica, lascia la propria casa e, a 19 anni, raggiunge Torino. Nella città più a nord d’Italia, Mimmo lavora come gommista in una fabbrica. Da qui fa poi ritorno al paese per svolgere il servizio militare. In questo periodo di tempo, Mimì, come alcuni lo chiamavano, inizia a esibirsi come suonatore di fisarmonica nei festini di paese, improvvisando serenate alle giovani ragazze con il suo gruppo storico di amici, conquistandosi la fama di fimminaru sciupafemmine per via del suo aspetto fisico e delle sue straordinarie doti artistiche. Terminato il servizio di leva, Mimmo parte alla volta di Roma, in quegli anni anche capitale dello spettacolo. Pur di ‘stare nel giro’, si barcamena tra i mestieri più utili. Una volta ammesso con borsa di studio, quale migliore allievo di recitazione, al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, Domenico Modugno non si fermerà più, spiegando le ali di quel successo che tutti noi conosciamo. Ma a San Pietro Vernotico, tutti ricordano il piccolo Mimmo. A lui è dedicato infatti un piazzale, per rendere omaggio a un caro concittadino. Fortemente voluto dall’amico di infanzia di Mimmo, Salvatore Negro, piazzale Domenico Modugno venne inaugurato nel 1996 e, ancora oggi, rappresenta un punto nevralgico della vita sampietrana, punto di ritrovo dei giovani della zona, ma anche di famiglie e anziani che nelle giornate più belle amano rilassarsi su

Domenico Modugno a San Pietro Vernotico dopo il successo di "Volare"

24 freebrindisi.it

13 gennaio 2012


Speciale San Pietro Vernotico

LUOGHI SIGNIFICATIVI La Torre Baronale Nel centro abitato si ammira la Torre Baronale, la più antica testimonianza monumentale oggi esistente nel paese. A base quadrata, con merlature e caditoie, si sviluppa su due piani e presenta pregevoli ed elaborate volte a padiglione e a crociera Alcune tesi indicano la sua nascita già nel periodo normanno quando, nell’XI secolo, in segno della loro dominazione, edificarono un Castello Baronale (inteso come una costruzione intorno ad una torre), come necessità di avere un alto edificio con funzioni di avvistamento e di difesa dalle sempre temute invasioni saracene, al pari di altre simili strutture vicine alla costa. Altre tesi, invece, fanno risalire la costruzione della Torre direttamente al 1380 dal Vescovo feudatario. Chiesa Madre Dedicata a Santa Maria Assunta, occupa la zona centrale del paese, la sua costruzione originaria risale ai primi decenni del XV secolo. Si può affermare con certezza che sia stata costruita alcuni decenni dopo l’erezione o il possesso della Torre da parte del Vescovo, nel 1400. Nel 600 venne ingrandita con la navata centrale e 11 altari e nell’800, una volta vietata la sepoltura dei fedeli intorno alle chiese, vennero costruite le due navate laterali. Chiesa di San Pietro Apostolo Per la Soprintendenza alle Antichità e Belle Arti, monumento “riveste importante interesse storico-artistico, notevole esempio di architettura seicentesca, riedificata su un precedente edificio medievale”. Da un documento del 1133, che notifica la volontà del Conte di Lecce, Accardo, di donare al Vescovo protempore di Lecce la Chiesa del Beato Pietro Apostolo, si deduce che la Chiesa risale intorno all’anno mille, quando i Padri Basilei, d’accordo con i Valesiani e i Mandriani, costruirono nella borgata di Venocio una piccola chiesetta dedicata all’Apostolo Pietro perché, secondo la leggenda narrata dai mandriani, il Santo avrebbe pernottato d’inverno nel paese. Tracce della precedente costruzione di semplice impianto quadrangolare con volta a vela, si colgono nell’antico locale oggi adibito a sagrestia. Chiesa di San Giuseppe Si trova per la prima volta elencata tra le Cappelle di San Pietro Vernotico nel verbale di visita di Monsignore Michele Pignatelli del 1688. Vi si affermava che detta Cappella fu eretta con le elemosine dei fedeli e specialmente per interessamento e l’opera di Don Giovanni Pennetta. Pare sia stato il risultato concreto del lavoro assiduo dei Padri della Compagnia di Gesù (Gesuiti), da tempo ormai dediti a predicare alla popolazione sampietrana. Nella Chiesa è dedicato un altare alla “Madonna della Fontana” (olio su tela di Cosimo Miccoli, 1843). Interessanti sono i riferimenti concernenti il culto in Francavilla Fontana per la Madonna della Fontana che risalgono al principe di Taranto Filippo d’Angiò, fratello del re di Napoli (1309 - 1343), e che spiegano la nascita e l’origine di tanti Casali in Puglia. Monumento a Enrico Toti Fortemente voluto dall’Associazione Nazionale dei Bersaglieri Italiani di San Pietro Vernotico, è stato inaugurato nel luglio 2008 in ricordo perenne di questo eroe di guerra. Al bersagliere romano, privo tra l’altro dell’arto inferiore sinistro, il 27 agosto del 1916, fu concessa a sua memoria la Medaglia d’Oro al Valor Militare.

risorse naturali Tramazzone, Cantamessa, Guarini, Maime si tratta di un popolamento boschivo di circa 44 ettari che costeggia l’alveo del canale di bonifica più importante della zona: il Siedi. La vegetazione presente, molto variegata, è di rilevante interesse naturalistico. Lo strato arboreo è costituito in prevalenza da leccio con notevoli esemplari di roverella, quercia Dalechampii e quercia Virgiliana; nelle zone umide è presente l’olmo campestre. Lo strato arbustivo è costituito in prevalenza da specie della macchia mediterranea come mirto, lentisco filirrea e alaterno. Nelle zone umide, prevalgono il prugnolo, il biancospino e il ligustro. Canale Siedi, Cimalu, Li Foggi, l’agro di S. Pietro Vernotico presenta una fisionomia condizionata dalla presenza di canali di bonifica in direzione ovest-est, grazie ai quali si convogliano le acque interne verso il mare. Il più importante di questi canali è il Siedi. Sulla riva destra del canale (versante sud) prosperano boschi quercini e macchia mediterranea. Nelle zone più prossime al canale i canneti di Pragmites australis, giaggioli d’acqua ed equiseti. Tra le specie ornitiche vi sono le poiane, le upupe, gli aironi cenerini; nell’acqua le rane, i girini, i molluschi d’acqua dolce. Di minore interesse naturalistico sono i canali Cimalu e Foggia.

itinerari Campagna Passeggiata in bici attraverso la campagna. Attraverso stradine e viottoli campestri ci si inoltra nella tipica campagna sampietrana ricca di ulivi e viti. Non è raro inoltre imbattersi in caratteristiche opere murarie come i muretti a secco, masserie, le edicole sacre che rendono il paesaggio ancora più vario e interessante. Le edicole sacre, molto spesso si trovano agli incroci degli antichi “limites” romani che venivano assegnati agli appezzamenti di terreno. mare Itinerario lungo la costa e i canali. Anche il mare offre motivi per ideare un itinerario che in parte potrebbe svolgersi nei fondali marini e sulle spiagge dove si possono ricercare conchiglie, madrepore,ciottolo ben levigati. Infine si potrebbe praticare il bird-watching, soprattutto nelle zone in cui sono presenti specchi d’acqua, ritrovo di numerosi uccelli migratori, di rettili di anfibi.

I comuni a sud di Brindisi Consigliere Romano, tutti sul territorio le ribadiscono impegno e attenzione verso i problemi della fascia SUD di Brindisi e non solo. è soddisfatto? Ringrazio per le attestazioni di stima che vengono anche da avversari politici. Mi ripaga dalle amarezze del fuoco amico; ma, come sostenevano i latini “nemo propheta in patria”. I risultati più importanti che è riuscito a portare a casa? Tutti legati alla difesa dell'ambiente, della costa a SUD di Brindisi, delle emissioni in atmosfera, dell'impiego del CDR come combuGiuseppe Romano stibile da impiegare per l'alimentazione della Centrale Federico II. Questi risultati, mi piace ricordarlo, li ho ottenuti non sempre con il favore iniziale del centro sinistra regionale. Spesso è stato necessario bussare, come si suole dire, con i piedi. La crisi stringe, i livelli occupazionali si contraggono, il SUD è in piena recessione; e i Comuni a SUD di Brindisi? Scontano una debolezza produttiva strutturale ed una contrapposizione territoriale anacronistica. I Comuni, alla luce dei tagli cui vanno incontro, sono obbligati a stare insieme, a difendersi insieme, a produrre economie di scala che mantengano il livello e la qualità dei servizi, e che puntino nel contempo a riprodurre risparmi per i cittadini. Sono maturi i tempi per rilanciare ciò che produssi, da Sindaco, 10 anni fa e cioè la Unione dei Comuni della fascia SUD di Brindisi. Questo per mettere insieme servizi e uffici amministrativi, dalle ragionerie, agli uffici tecnici, agli economati e per gestire insieme mense, sostegno alla povertà, rifiuti. Oggi si deve fare ciò. Basta questo per rilanciare l'economia? Assolutamente no, bisogna insieme progettare la tutela e la salvaguardia della costa perché la erosione ha raggiunto livelli preoccupanti. Rendere la costa una opportunità per tante iniziative legate al turismo. Disporre in tempi rapidi di un piano generale della costa vuol dire promuovere attività produttiva con gli stabilimenti balneari con le fabbriche del tempo libero, dello sport, dello spettacolo. Tanti giovani lo fanno sulle spiagge del centro-nord, perchè non offrire loro un'opportunità in casa loro? La seconda opportunità è data dal regolamento per la grande distribuzione pugliese che stiamo per esaminare nella mia commissione regionale. La fascia SUD ed i paesi che si affacciano sulla arteria viaria BA - LE, possono ospitare una struttura NO FOOD di cui è carente la Provincia di Brindisi. Candidare ora il territorio è una grande opportunità politica che va colta. La terza opportunità è data dal sostegno concreto che occorre dare all'agricoltura. Vedete, il settore è molto cambiato; abbiamo un buon livello di vinificazione e di imbottigliamento oleario. Vedo anche in crescita il settore orticolo. Lasciarli alla intrapresa spontanea è un altro errore che la politica potrebbe commettere ora. Errore che questa volta potrebbe rivelarsi fatale.


APPUNTAMENTI

IN PRIMO PIANO

lunedì 16 gennaio Roy Paci, per la magica notte de La Fòcara.

Nel Salento, ogni inizio anno, si rinnova una suggestiva tradizione popolare che si consuma attorno a un falò di 25 metri di altezza e 20 metri di diametro costruito ed acceso a Novoli (Lecce). Realizzato con circa 80mila fascine di tralci di vite secchi provenienti dai feudi del Parco del Negroamaro sapientemente legate e posate con tecniche tramandate gelosamente di padre in figlio, la “Fòcara” tornerà a bruciare il prossimo 16 gennaio in occasione delle celebrazioni della festa di Sant’Antonio Abate, patrono della città. Una tradizione secolare che vede una lunga preparazione: dall’8 dicembre, a Novoli, inizia la costruzione del grandissimo falò che si chiude con la sua accensione la vigilia della festa del Patrono. La mattina del 16 gennaio si compie il rito antichissimo della bardatura che vede una catena umana issare sulla cima del falò l’immagine di Sant’Antonio. Nel primo pomeriggio della stessa giornata si celebra la benedizione degli animali e appena scende la sera un avvolgente fuoco pirotecnico accompagnato da musica, innesca l’accensione della “Fòcara”. Mentre il fuoco brucia ininterrottamente, anche per più giorni, intorno alla Fòcara si balla e si degustano specialità tipiche ai ritmi di un concerto che anima la piazza. Come ogni anno, saranno tanti gli eventi che renderanno questo appuntamento davvero imperdibile. Sarà il rock festaiolo di Roy Paci e la sua energia a entusiasmare il pubblico in uno spettacolo unico pensato solo per questa grande festa che si avvale di nuovi e importanti testimonial, l’artista Mimmo Paladino che per l’edizione 2012 ha realizzato il “manifesto d’autore”, il designer Antonio Romano che ha realizzato il logo della Fondazione Fòcara di Novoli e Mario Cresci Premio Fòcara Fotografia 2012. Promossa da Regione Puglia, Provincia di Lecce e Comune di Novoli in collaborazione con numerosi partner pubblico-privati, “La Fòcara” è stata inserita tra i beni della cultura immateriale della Regione Puglia e partecipa alla catalogazione Ministeriale per il riconoscimento dell’Unesco quale Patrimonio Intangibile dell’Umanità, da valorizzare e tutelare. Per la promozione di questo patrimonio della tradizione popolare novolese è nata la Fondazione Fòcara di Novoli con gli obiettivi di tutelare, conservare e tramandare nei valori e nei significati più profondi lo spirito della festa diventata negli anni occasione di incontro tra culture e religioni diverse che si riuniscono idealmente intorno al “fuoco buono di Puglia, messaggero di pace nel mondo”, diventato un simbolo universale di pace e di solidarietà nell’area mediterranea. UFFICIO CULTURA COMUNE DI NOVOLI

venerdì 13 gennaio Brindisi LA BISBETICA DOMATA

di William Shakespeare. Pragma/Teatro Stabile dell’Aquila, con Vanessa Gravina e Edoardo Siravo, regia di Armando Pugliese. La bisbetica domata è una festa di trame incrociate, scambi d’identità, manipolazioni linguistiche. In una Padova reinventata dall’autore viene descritta la vigorosa conquista dell’irrequieta Caterina da parte del caparbio Petruccio, avventuriero veronese, che sposa e soggioga l’intrattabile Caterina di Padova, attirato soprattutto dalla sua dote. Non tutti sanno però che il testo shakespeariano è contenuto in una cornice che rende i due protagonisti personaggi di una rappresentazione teatrale cui altri personaggi assistono in scena. Una commedia nella commedia, insomma, preceduta da un prologo in cui un calderaio ubriaco, Cristoforo Sly, viene raccolto da un signore reduce da una partita di caccia, davanti a un osteria in aperta campagna. Condotto al castello, Sly viene trattato al suo risveglio come fosse un gentiluomo che, dopo lungo tempo, ha ripreso l’uso della ragione. Così viene invitato ad assistere a La bisbetica domata. Armando Pugliese individua tre mondi nell’universo della commedia. Nel prologo e nell’epilogo si ritrova quello tardo-cinquecentesco della taverna, che il regista racconta con realismo quasi caravaggesco. Mentre il mondo della rappresentazione ha i colori e i toni dei nostri anni Sessanta. Nuovo Teatro Verdi, ore 20.30.

venerdì 13 gennaio Fasano CERCASI TENORE

In scena Gianfranco Jannuzzo, protagonista in “Cercasi Tenore”, brillante commedia in cui i continui colpi di scena e le situazioni comiche sono la base di uno dei più importanti successi di Broadway. Siamo negli anni ‘30, la vicenda ruota attorno a Tommaso aspirante ed incerto cantante lirico che in qualità di assistente affianca un direttore senza scrupoli di teatro d’opera di provincia. Grandi fermenti agitano gli animi dei protagonisti per l’arrivo di un tenore spagnolo di rara bravura, tanto da essere soprannominato ‘il magnifico’, che interpreterà Otello. Cosa accade però quando a poche ore dallo spettacolo il grande artista soccombe ad un potente mix di alcol e sedativi? Teatro Kennedy, ore 20.30.

venerdì 13 gennaio Brindisi A PELLE NUDA

Trent’anni in versi. Si intitola “A pelle nuda” il nuovo libro di poesie di Giovanna Tramonte. La presentazione, alla presenza dell’autrice, avverrà venerdì alle 18.30, presso la Sala Associazione Culturale “Sviluppo e Lavoro” (via Lata,12-14). L’incontro sarà introdotto da Marialba Guadalupi. La presentazione del volume di poesie sarà anche l’occasione per esporre immagini di altri dodici autori “che hanno scritto con la luce delle loro suggestioni”. Ingresso libero.

26 freebrindisi.it

6 gennaio 2012


le segnalazioni vanno inviate a redazione@freebrindisi.it

venerdì 13 gennaio Brindisi WHITE QUEEN LIVE

Al Gruit Pub la famosa cover band dei Queen. Via Carmine, 120. Ore 22.00.

venerdì 13 gennaio Brindisi CAFFELLATA

Rock ‘N’ Coffee : PANIC! presenta: INDIEPENDENT DAY. Via Lata, 23. Dalle 18.30.

sabato 14 gennaio Ostuni ROBERTO GATTO QUARTET

Il debutto professionale di questo eccezionale artista risale al 1975 con il Trio di Roma (Danilo Rea, Enzo Pietropaoli). Ha suonato in tutta Europa e nel resto del mondo con i suoi gruppi e artisti internazionali. Le formazioni a suo nome sono caratterizzate, oltre che da un interessante ricerca timbrica e un impeccabile tecnica esecutiva, da un grande calore tipico della cultura mediterranea. Questo fa sicuramente di Roberto Gatto uno dei più interessanti batteristi e compositori in Europa e nel mondo. Masseria Cantone, strada prov.le Ostuni-Martina Franca. Inizio concerto ore 22.30. Ingresso a pagamento. Cena e concerto euro 35 a persona escluso bevande. Drink e concerto euro 15 a persona. Consigliata la prenotazione 080 4446902 - 335 6775736.

Domenica 15 gennaio Ceglie Messapica IL POSTO DELLE FAVOLE

Per la rassegna di teatro per bambini e famiglie in scena “Pierino e il Loop” giri di parole e giri di note, Armamaxa teatro e Casarmonica. Teatro Comunale, ore 17.30.

Le buone IDEE hanno bisogno di SPAZI NUOVI. Si muovono dai PENSIERI e diventano FORMA. Carta e SUGGESTIONI. Comunicazione e DESIGN. Immaginari e CREATIVITà. WEB e CITTà

PuBBLIDEA rivoluziona il modo di fare COMUNICAZIONE. Da oltre 10 anni.

Venerdì 20 gennaio Fasano NIENTE PROGETTI PER IL FUTURO

di Francesco Brandi; scene e costumi di Nicolas Bovey; musiche Cesare Picco regia di Francesco Brandi, con Giobbe Covatta, Enzo Iacchetti. Un gioco teatrale surreale, una parabola contemporanea, che racconta coi toni della leggerezza e del paradosso una società in crisi, dove i valori dell’Uomo appaiono lisi e sfilacciati sullo sfondo di un progressivo impoverimento spirituale. Lo spettacolo è l’incontro di un semplice garagista con un Vip della televisione, colto e intelligente ma egocentrico oltre ogni limite. Fasano, Teatro Kennedy, ore 20.30.

Brindisi via prov.le san Vito 64 info@pubblidea.eu www.pubblidea.eu +39 0831 451302

freebrindisi.it 27

13 gennaio 2012


IN EVIDENZA

Daniela De Stradis

Moustache Prawn una band con I baffi

B

and giovane e dinamica, d'ispirazione rigorosamente britannica, dotata di voglia di emergere e tanta passione: sono queste le caratteristiche e i punti di forza dei Moustache Prawn, gruppo brindisino formato da Leonardo Ostuni, Ronny Gigante e Giancarlo Latartara. Il loro MySpace (www.myspace.com/moustacheprawn), ricco di foto e brani, ci descrive in parte ciò che sono e dove vogliono arrivare... Cerchiamo di conoscerli meglio. Quando nasce l'idea di formare il gruppo e quindi di realizzare questo progetto? “Il progetto nasce nell'estate del 2008 (Leo e Giancarlo trovano per caso Ronny che dalla chitarra si è adattato al basso per entrare in formazione ndr). Abbiamo iniziato come cover band e abbiamo suonato più che altro in manifestazioni studentesche e circoli ARCI, poi abbiamo capito che potevamo fare qualcosa di più. Così abbiamo cominciato a registrare dei brani nostri, nello stanzino dove proviamo, con apparecchiature di scarsa qualità. Lì abbiamo deciso di modificare il nostro nome”. Come mai Moustache Prawn? “Fondamentalmente, il nome è nato per caso trovando un filo di rame per terra che somigliava vagamente a un baffo di gambero e traducendolo in inglese ci sembrava il nome che suonasse meglio tra quelli che avevamo già provato (Skratz, Decob, ecc...). Poi i baffi ci piacciono molto, sono la parte di peluria più affascinante dell'essere umano. I gamberi poi sono animali simpatici”. A che pubblico vi rivolgete e che tipo di musica suonate? “Il nostro è un indie-rock d'ispirazione britannica. Cerchiamo di variare tra brani più pop e orecchiabili a sonorità più elettriche e che ti facciano perlomeno muovere il piede. Credo che non ci sia un pubblico particolare a cui ci rivolgiamo, perché per l'appunto il nostro è un genere molto vario dove puoi trovare la canzoncina più pop che ascolterebbero anche le nostre mamme al brano più d'impatto adatto magari a un pubblico più giovane”. State riscontrando davvero molto successo anche fuori dai confini territoriali. Secondo voi, qual è il segreto per riuscire a emergere? “Beh, è fondamentale innanzitutto sapersi muovere sulla rete perché ormai il mercato musicale italiano si basa soprattutto su quanto sei

28 freebrindisi.it

13 gennaio 2012

bravo a pubblicizzarti e crearti una buona immagine all'interno di blog, webzine e Facebook che è diventato lo strumento numero uno della promozione nel web. È fondamentale comunque avere materiale artistico di un certo spessore, perché altrimenti puoi essere bravo quanto vuoi a far pubblicità, ma se il prodotto non piace non vai da nessuna parte”. Qual è il vostro ultimo lavoro? “In cantiere abbiamo un album di 11 brani registrato presso il Bunker Studio di Melendugno che è stato in anteprima su Rockit.it come disco della settimana, ma la cui uscita ufficiale è prevista per Febbraio-Marzo”. I vostri prossimi impegni cosa prevedono? “Stiamo girando il primo videoclip ufficiale che uscirà poco prima l'uscita e la presentazione ufficiale del disco. Si prevede inoltre una lunga serie di live anche fuori dalla regione, abbiamo intenzione di farci conoscere il più possibile”.

Da sinistra: Leonardo Ostuni, Ronny Gigante e Giancarlo Latartara


IN EVIDENZA

Michelangelo Prudentino

FENOMENO VJING

CREATIVITà ELETTRONICA IN SPAZI PERFORMATIVI

S

ulla soglia tra video arte, videoclip, grafica multimediale e intrattenimento visivo, il vjing appartiene al mondo notturno della musica elettronica alternativa e sperimentale. È una performance audio-visiva che consiste nel mixaggio e nella manipolazione live di immagini provenienti da fonti diverse. Il vjing è una nuova modalità performativa che assembla dal vivo frammenti visivi e campionamenti grafici, ritmandoli in una composizione proiettata su uno o più schermi con la musica mixata da un dj. Il vjing nasce nei primi anni ‘90 quando, con la diffusione del fenomeno dei rave party, la scena delle arti visuali trova facilmente un suo luogo applicativo. I primi rave trovano vita nelle fabbriche abbandonate delle metropoli statunitensi, e più precisamente nelle fabbriche di Detroit, per poi espandersi in Gran Bretagna e nel resto dell’Europa. La prima performance di vjing si è svolta a New York, al club Hurrah, grazie ad una intuizione di Merril Aldighieri, che ebbe l’idea di integrare le immagini di una sua produzione video con la musica.   Fu amore a prima vista, un’innovazione che non ha più abbandonato il mondo del clubbing. Con il vjing nasce, in analogia con il concetto di ritornello musicale, il loop: ripetizione continua di una sequenza di immagini, con il compito di indagare e stimolare la mente.  Il loop diventa modulo fondamentale delle proiezioni visive quando dai rave-party in chiave trance, con atmosfere psichedeliche e molto eccentriche, si passa ad uno stadio minimale in cui la tecnomusic trova la sua perfetta ambientazione. Alla base del vjing è il concetto di performance live, concetto che proviene dall’ambito musicale e che indica qualcosa che avviene dal vivo, di fronte a un pubblico, come in un concerto. In particolare, il vjing è un modo di fare video che se da un lato utilizza strumenti altamente tecnologici, dall’altro si serve e valorizza un mezzo di comunicazione diffuso e accessibile come Internet. La bravura del vj sta proprio nell’individuare nella rete una serie di immagini in maniera intuitiva, per poi modificarle, mixarle, animarle, in modo da renderle fortemente comunicative, in grado di trasmettere emozioni e sensazioni forti. Si tratta, in sostanza,

della capacità di scegliere una possibilità in mezzo a milioni di possibilità espressive, e di renderla unica attraverso una tecnica studiata profondamente. La  scelta delle immagini da proiettare, il modo stesso di proiezione e il mixaggio live sono dunque la parte più importante e versatile nel lavoro del vj, perché presuppongono una riflessione competente e sensibile sul messaggio che si vuole trasmettere e sul linguaggio da utilizzare per farlo. Trasmettere un messaggio, suscitare delle sensazioni è la natura stessa del video, della video art, del vjing. È proprio in un live set che il vj esprime, attraverso i mmagini, in sincrono con la musica, una riflessione, creando squarci percettivi, associazioni visive, intuizioni sinestetiche. Sono le immagini a creare una sorta di “visione”, un momento in cui occhio e mente si avvicinano a tal punto da permettere un’intuizione simultanea, una rapida comprensione.

Infissi in alluminio e ferro battuto di Piccolo Antonio & C.

Via Fara, 18 - Torchiarolo (BR) Tel. 0831 692019 - Fax 0831 211129 - 349 5597148 farm2006@hotmail.it

freebrindisi.it 29

13 gennaio 2012


Progettazione e Realizzazione di spazi verdi Manutenzione Verde Pubblico e privato FORNITURE di piante fiorite e piAnte grasse Espianto alberi

L’azienda si avvale delle più moderne tecnologie ed attrezzature usate nel settore, come piattaforme aeree con altezza fino a 22 metri, camion con gru di diversa portata di sollevamento, escavatori skid loader di ultima generazione ed altra attrezzatura di avanguardia con regolare certificazione e in pieno rispetto delle normative che regolano il trasporto dei rifiuti vegetali presso le discariche autorizzate. Le aziende ALMIVERDE SERVIZI e VIVAI CATAMO si estendono su una superficie di 12.000 mq site alle porte della città di Torchiarolo in C. da Faraschita a 28 metri sul livello del mare, gode di un clima particolarmente mite che consente la coltivazione sia in serra che in campo aperto di un gran numero di specie vegetali ortive, ornamentali comprese quelle tropicali. All’interno si trovano un Garden Center di 1.000 mq e 13.000 mq di serre per la coltivazione di giovani piante, inoltre l’azienda completa la sua gamma di prodotti con la commercializzazione di alberature come agrumi, ulivi, carrubi, ficus, grevilee, jacarande; fontane artistiche in pietra; ciottoli in pietra e vetro colorato; piscine in resina e vasi artistici per interno ed esterno.

ALMIVERDE SERVIZI SRL E VIVAI CATAMO professionisti nel settore ortoflorovivaistico C.da Faraschita TORCHIAROLO - Brindisi +39 0831 62 09 54 +39 348 3406064

www.almiverde.it


IN EVIDENZA

CINEMA BRINDISI

ANDROMEDA MAXICINEMA Via Bozzano, 1 - Tel. 0831 546880

info@andromedamaxicinema.it

OSTUNI

CINEMA ROMA

Via Tanzarella Vitale, 37 - Tel. 0831 336033 ORIA

MULTISALA SALERNO

Via A. Manzoni, 1 - Tel. 0831 840214 FRANCAVILLA FONTANA

CINEMA ITALIA

commedia SHAME Brandon ha un problema di dipendenza dal sesso che gli impedisce di condurre una relazione sentimentale sana e lo imprigiona in una spirale di varie altre dipendenze. Nulla traspare all’esterno: Brandon ha un appartamento elegante, un buon lavoro, è un uomo affascinante che non ha difficoltà a piacere alle donne. Nel suo intimo, però, è un inferno di pulsioni compulsive. Va ancora peggio alla sorella Sissy, bella e sexy, ma più giovane e fragile, la quale passa da una dipendenza affettiva a un’altra ed è sempre più incapace di badare a se stessa o di controllarsi.

comico SUCCHIAMI Parodia di Twilight. Dopo 3 film e 5 anni di bacetti al chiaro di luna, Edward e Bella si danno alla pazza gioia spaccando spalliere dei letti in luna di miele. Jacob smette di gridare “Al Lupo, Al Lupo” e amareggiato e depresso abbandona anni di palestra per buttarsi sui carboidrati. Tutto sembra finito, ma dei valori del sangue sballati regaleranno nuove sorprese al triangolo amoroso più tormentato della storia.

Via S. Cesarea, 16 - Tel. 0831 812373

drammatico LA CHIAVE DI SARA Julia Jarmond, giornalista americana che vive in Francia da 20 anni, indaga sul doloroso episodio del rastrellamento nazista del Vel d'Hiv a Parigi. Il soggetto di un possibile articolo giornalistico diventa per Julia qualcosa di più personale, fino a svelare un mistero familiare.

drammatico L'INDUSTRIALE Proprietario di una fabbrica ad un passo dal fallimento, l'ingegnere quarantenne Nicola Ranieri non può più ottenere prestiti bancari per tamponare la situazione. Se la procedura di una salvifica join venture con una compagnia tedesca è sempre più incerta, per caparbietà e orgoglio rifiuta anche quell'aiuto economico della ricca suocera che potrebbe salvarlo. Mentre gli operai dimostrano comprensibile preoccupazione per il loro futuro, la moglie Laura appare sempre più distante. L'industriale comincia così a nutrire dubbi sulla fedeltà della consorte e si mette a pedinare ogni sua mossa.

SAN PIETRO VERNOTICO

CINEMA MASSIMO

Via Brindisi, 128 - Tel. 0831 652154 CAROVIGNO

CINEBLU

Corso Umberto I - Tel. 0831 996302 FASANO

CINEMA KENNEDY

Via Pepe, 23 - Tel. 080 4413150

FILM d'autore UN CUENTO CHINO

Daniela De Stradis

ARGENTINA-93 MINUTI Al Festival del Film di Roma 2011, ‘Un Cuento Chino’ (Un racconto cinese) ha sbaragliato la concorrenza aggiudicandosi il Marco Aurelio d’oro e il Premio del Pubblico. Il film del regista Sebastián Borensztein è una parabola delicata e a tratti surreale che pone al centro della narrazione due esistenze accomunate da un passato tragico e che troveranno, nella loro diversità, la forza per uscire dallo stallo esistenziale in cui sono precipitati. ‘Un Cuento Chino’ sceglie la chiave del paradosso, dei tratti surreali e grotteschi per spiegare gli schemi rigidi di xenofobia e solitudine ai quali un uomo, e forse un’intera civiltà, hanno piegato il capo. Valore aggiunto alla felice commistione di comico e tragico, è sicuramente la presenza di Roberto (Ricardo Alberto Darín) un protagonista magnetico nel suo essere refrattario alla vita, capace di elevare l’assurdo scherzo del destino in un racconto allegorico molto toccante sulla scoperta dell’altro, sulla paura che si ha di vivere e sulla possibilità di uscire da quella paura attraverso incontri (più o meno fortuiti) che si riveleranno poi salvifici.

LIBRO

SILENZIO SI RUBA di Marco Travaglio

Il diario politico del 2011 raccontato dal più corrosivo e implacabile tra i giornalisti italiani. Direttamente dal blog di Beppe Grillo, tutti gli interventi di Marco Travaglio a Passaparola sono stati raccolti in un dvd e in un libro che contestualizza i temi trattati. Ruby e i festini di Arcore; P2, P3 e P4; Berlusconi e i processi; i referendum e il crollo dei partiti; le elezioni regionali e la sconfitta del Pdl; lodi e leggi ad personam…tutto quello che dovevate sapere, che nessuno ha raccontato e in molti hanno nascosto, sciolinato senza filtri in un diario corrosivo ed esilarante. Una miscela unica di fatti e personaggi per conoscere e ricordare la farsa italiana di questo 2011. Ogni ‘intervento’ di Travaglio è una ricostruzione minuziosa dei fatti e un atto d’accusa contro il potere che pensa solo a se stesso, mai ai cittadini e ancora meno al bene comune.

Musica

AMERIGO VERARDI e MARCO ANCONA Amerigo Verardi (voce e chitarra) e Marco Ancona (voce e chitarra), sono tra gli artisti salentini più noti sulla scena underground. Il progetto, che li vede per la prima volta collaborare in studio di registrazione, nasce nel 2008. Al primo concerto segue il singolo “Mano nella mano” incluso nell’album/compilation degli Afterhours “Il paese è reale” (Febbraio 2009). Per il duo è l’inizio dell’ascesa in campo musicale. Un lungo tour li vedrà toccare varie città italiane. Ovunque plausi e consensi. In estate si rinsalda il sodalizio con gli Afterhours. I due cantanti prendono parte come opening-act ad alcune tappe del tour della band milanese “Voglio far qualcosa che serva 2009”. Sul palco solo loro due, con le loro chitarre, cantato dell’amore, della vita precaria della nostra società. E il live porta nuove conferme. Il singolo “Mano nella mano” verrà inserito nei ive-set di Manuel Agnelli ‘innamoratosene’ al primo ascolto. A Ottobre il duo riparte per promuovere il primo album dal titolo “Bootleg - Oliando la macchina Live Tour 2009”, una sorta di souvenir del lungo tour d’esordio che si aggiudica, nel 2010, il P.I.M.I. Premio Italiano Musica Indipendente. Nel Gennaio del 2011 il loro brano “Un’onda non frena” entra nella classifica “Indie Top 50 - 2010” indetta da Meiweb posizionandosi al quarto posto. Il duo nel frattempo porta a termine le registrazioni di “Il Diavolo sta nei Dettagli” (Lobello Records/Goodfellas), primo album in studio, pubblicato a Dicembre.

freebrindisi.it 31

13 gennaio 2012


IL NUOVO DAILY TIRA FUORI IL SUPEREROE CHE C’È IN TE!

·· ··

Super potente con il nuovo motore 205 CV, il migliore della categoria Super ecologico con la nuova gamma di motori Euro 5 e EEV Super capiente fino a 17,2 m3 di volume di carico Super affidabile con 3 anni di garanzia e 3 anni di manutenzione, fino a 100.000 km*

NOME CONCESSIONARIA XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX *Offerta valida sulla gamma Nuovo Daily (motorizzazioni diesel), presso tutte le concessionarie Iveco aderenti, fino al 30 novembre 2011. La promozione comprende la garanzia Drive line + la manutenzione ordinaria del veicolo per 3 anni o 100.000 chilometri dalla data di immatricolazione. Con il termine “garanzia Drive line” si intende l’estensione temporale della garanzia Iveco riferita agli elementi della catena cinematica: riparazioni su motore, iniezione, cambio, albero di trasmissione e ponti, con incluse le coperture addizionali Ans24ore, traino e copertura internazionale. Con il termine “manutenzione ordinaria” si intendono tutte le operazioni previste nel piano di manutenzione del libretto “Uso e Manutenzione” del veicolo. Gli interventi andranno eseguiti presso la rete assistenziale IVECO. Per i dettagli sui contenuti e le condizioni fare riferimento al Contratto Garanzia estesa Drive Line e Manutenzione ordinaria Fast Nuovo Daily. Fogli informativi analitici disponibili presso le concessionarie Iveco aderenti all’iniziativa. Immagine a puro scopo illustrativo.


IN EVIDENZA

"free BRINDISI" promotion

Per informazioni marketing@freebrindisi.it

I DENTI DEI NOSTRI BAMBINI Non è mai troppo presto per iniziare a prendersi cura dei denti. Mantenere i denti dei bambini in buone condizioni è fondamentale per lo sviluppo di una sana dentatura definitiva. Sui denti si forma costantemente la placca, che è la causa principale di carie. La placca è una pellicola bianco giallastra composta da batteri, i quali, combinandosi con zuccheri e amidi contenuti negli alimenti producono degli acidi in grado di danneggiare lo smalto dei denti provocando la carie. Una corretta igiene orale che rimuova placca e residui di cibo dai denti del bambino associata a una dieta attenta a limitare il consumo frequente di cibi con molti zuccheri (caramelle, dolci, biscotti, bevande zuccherate), rappresenta il modo più efficace di prevenire la carie. CARIE DA BIBERON: sono provocate da latte e liquidi zuccherati che assunti col biberon, rimangono a contatto con i denti del bambino per periodi prolungati (ad es. durante la notte). Si possono prevenire mettendo solo acqua nel biberon prima di dormire, evitando liquidi zuccherati per far addormentare il bambino. IL FLUORO COMBATTE LA CARIE È un minerale in grado di rafforzare i denti e proteggerli dalla carie. È normalmente presente nell’acqua potabile e in alcuni alimenti (ad es. pesce, arachidi, tè), oltre che in prodotti per l’igiene orale. Utili nella prevenzione della carie dentale, l’applicazione locale con l’uso dei dentifrici e colluttori a base di fluoro e trattamenti di fluoroprofilassi durante le sedute di igiene in studio. L’assunzione di fluoro sotto forma di compresse, può essere indicata nella fase di crescita dei denti (fino all’età di dodici anni circa), soprattutto quando l’acqua potabile assunta quotidianamente non abbia già un quantitativo di fluoro ottimale (da 0,5 a 1.0 mg F/I).

DOTT. ANTONIO TONIETTI Implantologia Ortodonzia Chirurgia orale Protesi Parodontologia Endodonzia Via Appia, 80 - Brindisi Tel. 0831584993 - 3389857432 www.dentisti-italia.it

freebrindisi.it 33

13 gennaio 2012


IN EVIDENZA

"free BRINDISI" promotion

Per informazioni marketing@freebrindisi.it

"Imprese edili e rivendite, un rapporto strategico" Il comparto dell’edilizia abitativa si fonda sull’impresa di costruzioni, un’organizzazione che deve la sua originalità alle particolari condizioni di contesto in cui si attuano i processi di produzione ed alla complessità ed imprevedibilità delle numerose fasi che li compongono. Il costruttore esegue prestazioni mutevoli riguardo alla tipologia ed al numero delle fasi del ciclo controllate, alle tecnologie ed alle conoscenze relative al settore di utilizzazione cui il progetto è destinato: alcune sue caratteristiche fondamentali possono essere rintracciate (i) nell’unicità e non riproducibilità del prodotto, progettato in perfetta aderenza alle specifiche richieste del cliente; (ii) nella complessità del progetto, esprimibile attraverso il grado di diversificazione tecnologica e di personalizzazione delle singole parti e l’ampiezza ed il grado di specializzazione delle conoscenze. Un ruolo di particolare importanza per lo svolgimento del processo di produzione è quello dei produttori e distributori di materiali per l’edilizia. è facile rendersi conto di come la qualità dell’output delle imprese edili dipenda in buona misura proprio dallo spessore delle relazioni attivate con tali soggetti, sia per l’esistenza di un legame funzionale tra i componenti impiegati ed i prodotti in cui si incorporano, sia per la funzione nevralgica svolta dalla logistica nell’espletamento di tutte quelle funzioni relative a fornitura dei fattori produttivi, pianificazione delle forniture, acquisizione dei materiali, consegna in cantiere, controllo delle scorte, pianificazione, organizzazione, direzione e controllo dei processi produttivi all’interno del cantiere. I fornitori devono garantire affidabilità, reattività e competenza circa i prodotti in assortimento ed i servizi accessori, ed hanno per questo una funzione determinante nella generazione di valore per l’intera filiera. Da qui scaturisce la necessità di selezionare con cura ed attenzione il proprio “parco” fornitori, affidando le forniture a partner affidabili e competenti e non basando esclusivamente sulla variabile prezzo tale scelta.

Oronzo TRIO Ricercatore confermato di Economia e Gestione delle Imprese Università del Salento Facoltà di Scienze Sociali, Politiche e del Territorio S.S. n. 7, Km. 7+300 per Mesagne (BR) Dipartimento di Studi Aziendali Giuridici ed Ambientali Via per Monteroni - Lecce Tel. (+39) 0832 298744 / 379099 Tel. (+39) 0831 507480 Fax. (+39) 0832 365180 Cel. (+39) 349 1026898


posta@freebrindisi.it @ Canile a cielo aperto

@ Trenitalia

@ Mondezza

CONTATTI

Gentile Redazione, approfitterei della vostra rubrica dedicata a noi lettori per trasmettere un messaggio importante. A causa del forte vento che ha interessato Brindisi durante il weekend dell'Epifania, il canile comunale di Brindisi versa in uno stato di emergenza. Le coperture e le tettorie dei due padiglioni che ospitano circa 300 animali sono saltate via e ora gli ospiti della struttura non hanno più un riparo. In attesa che il problema venga risolto, chiunque fosse in possesso di una cuccia di qualsiasi tipo o grandezza, può contattare la Lepa o il canile di Brindisi. Francesca Dal 21 di gennaio, Brindisi non potrà più conferire in discarica i propri rifiuti, senza prima triturarli. Parola di Vendola. Acquistare o affittare un trita vagliatore è però una spesa onerosa: 500mila euro solo d'affitto, secondo alcuni. Il divieto di conferire in discarica è relativo solo per l'Ato Br1 che ha raggiunto solo il 32% di raccolta differenziata. Che succederà? Franco

La Regione Puglia, la Provincia di Brindisi e non solo, si stanno mobilitando per evitare che la Puglia rimanga isolata dal resto della penisola a causa dei tagli inconcepibili di Trenitalia. Mi piacerebbe che anche il vostro giornale potesse dare rilievo a queste importantissime iniziative che riguardano tutti noi e che permetterebbero, se andassero a buon fine, di ridare dignità a un territorio troppo spesso penalizzato. Daniela

Telefono 0831 45 13 02 Fax 0831 55 11 96 Indirizzo Via Prov.le San Vito, 64 - BR Email redazione@freebrindisi.it Web freebrindisi.it

youtube.com/freebrindisi facebook.com/freebrindisi twitter.com/freebrindisi

72100 BRINDISI via prov.le san Vito 64 +39 0831 451302 info@pubblidea.eu www.pubblidea.eu

Imprese edile di Costruzioni, Demolizioni Deumidificazioni Impermeabilizzazioni Isolamento Termico, Pavimentazioni Interne ed Esterne, Pitturazioni Ristrutturazioni DE GIORGI COSTRUZIONI EDILI Srl Via Boldini, 22 - Brindisi Tel. 0831 587195 - 349 8320783

www.degiorgicostruzioniedili.it degiorgicostruzioniedilisrl@gmail.com


Cave e calcestruzzi Lavori stradali Discarica autorizzata Prodotti per l’edilizia

SURBO - LECCE Tel. Fax 0832 78 64 04

www.gruppotrio.com


Free Brindisi n.10 del 13.01.2012