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APPROFONDIMENTO

ANNO 56 NUMERO 38 • 8 OTTOBRE 2012

RADIO ROMA di MASSIMILIANO GIACOMINI (segue dalla prima)

Con queste parole un grande dirigente sportivo italiano, che ci ha chiesto di non essere nominato, ma chi segue la politica sportiva sa di chi stiamo parlando, ci ha tracciato il futuro prossimo del movimento calcistico del nostro amato bel Paese e tra le righe ci svela che è possibile che un presidente di Lega possa avere un rivale scomodo alle prossime elezioni, se mai si decidessero le date delle Assemblee elettive. Se il Commissario ad acta è stato visto da molti come il salvatore della patria si è costretti a fare un passo indietro perché nessuno sembra disposto a cedere un Consigliere federale e lo stallo a cui sta andando incontro la Federcalcio è pericoloso perché a breve si deve votare, le elezioni per la FIGC sono state annunciate per il 14 gennaio, ma prima devono andare al voto tutte le Leghe e le componenti. Proprio nell’Associazione Arbitri Marcello Nicchi, attuale numero uno, se la dovrà vedere il 10 novembre, con Robert Anthony Boggi, l’uomo del gran rifiuto, come non ricordare la lettera che annunciò le sue dimissioni da arbitro (era anche internazionale) quando nel mondo delle giacchette nere iniziarono a confluire i denari trasformando una realtà che si svolgeva per passione in un vero e proprio lavoro. Se da una parte Nicchi, in questi quattro anni, ha disilluso le aspettative degli associati cercando in tutti i modi di non far circolare nessuna informazione e nessuna critica seppur costruttiva, emblematico il caso del sito www.arbitri.com che ha visto il suo “creatore” vittima della procura arbitrale, dall’altra Boggi nella sua prima dichiarazione ufficiale ha subito affermato che: «daremo un segnale forte, coinvolgeremo a grossi livelli la base. Abbiamo in animo delle innovazioni che permettano a tutti di vivere l’A.I.A., perché questa Associazione è di tutti gli iscritti e non di pochi eletti. Daremo spazio a chi non la pensa come noi. Voglio vicino a me gente che la pensa diversamente dal sottoscritto. Solo così si può crescere. Con gli “yes-man” non si crea nulla di buono, meglio qualcuno che ti dica subìto che stai sbagliando piuttosto che il contrario. Penso che molti dei nostri arbitri se potessero parlare metterebbero in difficoltà gli interlocutori». Due mondi contrapposti. Non come quello della finanza e quello del calcio che hanno ristretto i rapporti grazie alla Procura di Napoli. Le Fiamme Gialle hanno acquisito, nella sede della Federcalcio e in quella del Napoli, documenti relativi alle procedure di acquisto e cessione dei diritti sulle prestazioni sportive di alcuni calciatori, ai rapporti con gli agenti e alle relative movimentazioni finanziarie. Pensate che paura dalle parti di Via Allegri… A proposito di Finanza, Carlo Tavecchio presidente della LND, ha parlato con Attilio Befera, riguardo le sponsorizzazioni delle società dilettantistiche, questo perché, come ricorderete, per le Agenzie delle Entrate non è possibile parlare di sponsorizzazioni là dove non ci siano grandi ritorni pubblicitari. Ebbene Befera ha promesso al presidente Tavecchio che entro fine anno verranno dissipati tutti i dubbi su questo punto. Speriamo bene altrimenti il mondo dilettantistico rischia il collasso economico.

AIA / Elezioni calde: «Mai fatto minacce» la risposta

Boggi:«Nicchi intimidatore»

P

ressioni per ottenere voti, intimidazioni e violazione delle normative federali sono le accuse mosse al presidente dell’Aia, Marcello Nicchi, da parte di tre dirigenti, due nazionali e uno periferico, di cui non si conoscono per il momento le identità. Quel che è certo è che le denunce pervenute sono ora al vaglio della Procura Federale, che avrà la responsabilità di decidere per un’eventuale apertura di procedimento disciplinare o per l’archiviazione. Con questa “bomba” si è aperta la campagna elettorale che avrà il proprio culmine il 10 Novembre, giorno delle elezioni in cui, prima della notizia shock delle 15:00 di venerdì 5 ottobre, si sarebbe dovuto conoscere il nome del nuovo presidente Aia. Uno dei candidati, Robert Anthony Boggi, sembra già sul piede di guerra, a giudicare dalle parole contenute nel suo comunicato ufficiale, in cui Boggi assieme al candidato vice-presidente Matteo Apricena fa riferimento a presunte intromis-

sioni da parte del candidato avversario, Marcello Nicchi, per ottenere le famose 60 sottoscrizioni necessarie per concorrere alle elezioni. Firme che Boggi si dice fiducioso di riuscire a portare, in vista del rush finale, pur giudicando già di per sé la procedura come contraddittoria dei principi di democrazia su cui si dovrebbe fondare l’Aia. Nella conferenza di presentazione Boggi ha chiarito la propria posizione: «Posso solo dire che le denunce sono state fatte direttamente da dirigenti i cui atti sono trasmessi agli organi federali, e che noi siamo stati solo interlocutori. Anche il presidente Giancarlo Abete ne è al corrente. Chiediamo alla Procura di fare chiarezza, che si valuti l’apertura di un’inchiesta e se esistono le condizioni per la prosecuzione di un regolare e democratico processo elettorale». In soldoni, il candidato presidente auspica anche un rinvio delle elezioni a fronte di un ipotetico procedimento disciplinare nei confronti dell’attuale presidente dell’Aia. Rischia così di passare in secondo piano il suo programma che punta essen-

zialmente a due obiettivi: il ritorno a una sola Can di A e di B e a una situazione di trasparenza e democrazia dove precisa Boggi: «Anche chi dovesse perdere le elezioni abbia la possibilità di esprimere le proprie idee, cosa che con l’attuale presidenza non è stato mai possibile fare. Nicchi ha il solo obiettivo di conservare il potere». Ovviamente non si è fatta attendere la risposta di Marcello Nicchi: «Non ho mai minacciato nessuno e auspico l’apertura di un’inchiesta per l’infondatezza delle accuse. Chi parla di minacce se ne dovrà assumere le responsabilità. Senza prove siamo alla diffamazione». Continua Nicchi: «Parlare con i dirigenti è normale per un presidente in carica. Così come avere confronti e discussioni, ma le minacce sono ben altra cosa». In un mondo come quello del pallone in cui i facili bersagli sono guardalinee e arbitri, spesso giovani e sottopagati, questa triste parentesi non potrà che peggiorare la credibilità del sistema. Che la Federazione dia risposte immediate». Alessandro Brambilla CE L’AVETE CON ME? / Marcello Nicchi

ELEZIONI / In corsa verso la presidenza

AIAC / Il segretario ci scrive

Gallo incontra le società

Fabio Ferrarese risponde a critiche e polemiche

Nell’ultima puntata ci eravamo fermati a: «Insomma, si cambia». Ebbene, questa affermazione che solo apparentemente è retorica, irrompe prepotentemente nei pensieri di ogni elettore man mano che si stringe la morsa e si avvicina la fatidica data che potrebbe cambiare lo scacchiere politico-sportivo del prossimo quadriennio. In preparazione dell’Assemblea Elettiva per il rinnovo delle cariche 2012-2016 del Comitato Piemonte e Valle d’Aosta, infatti, Chiaffredo Gallo ed il suo Gruppo hanno organizzato alcuni incontri sul Territorio delle nostre Regioni per incontrare le Società: incontri che saranno anche un’occasione di confronto e di discussione sui temi del programma di rinnovamento del movimento calcistico piemontese.

21.00 presso l’Hotel Astoria in viale Roma 9 a Biella; Società del Vercellese e del Casalese: venerdì 12 ottobre ore 21.00 presso la sede della “CPM Baseball Vercelli” in via Viviani a Vercelli; Società del Torinese: sabato 13 ottobre ore 10.30 presso il Centro Aggregazione Culturale in

Il calendario Società del Pinerolese: martedì 9 ottobre ore 21.00 presso il Bar dello Stadio Barbieri in Piazza d’Armi 6 a Pinerolo; Società del Cuneese: mercoledì 10 ottobre ore 21.00 presso la sala del Caffè Principe in via Silvio Pellico 24 a Saluzzo (sono in programma altri incontri con le società della provincia di Cuneo); Società del Biellese e della Valsesia: giovedì 11 ottobre ore CANDIDATO / Chiaffredo Gallo

via Cavagnolo 7 ang. corso Vercelli a Torino (sono in programma altri incontri con le società della provincia di Torino). Dal sito www.fredigallopresidente.it si potranno trovare tutte le indicazioni per raggiungere le sedi degli incontri.

Opportunità «Ancora una volta un’opportunità per andare verso il “meglio” - ammette Don Aldo Rabino - Non importa chi. Volti nuovi o riconfermati non fa molta differenza. Ancora una volta le Società sono chiamate ad un alto senso di responsabilità nell’esprimere i loro desideri e le loro attese. Chi si candida non è obbligato a farlo. Se ritiene essere cosa utile non può esimersi da due condizioni di estrema importanza: Presenza e Servizio». Partecipare è un dovere, oltre che un’opportunità di conoscere ed essere informati in vista di un cambiamento auspicabilmente necessario in questo Comitato, per il bene del calcio in questa Regione. Indipendentemente dai sondaggi e dal risultato finale, partecipazione e conoscenza sono i primi passi verso una migliore consapevolezza dello stato attuale delle cose e dei possibili cambiamenti. Eugenio Giannetta

LA STORIA / Alberto Fontana attende in queste ore il responso del Tnas Coni

Giustizia, per tornare a essere davvero... Jimmy Non c’era “solo”Antonio Conte nelle mani del Tnas del Coni. Proprio in queste ore infatti, c’è un uomo, Alberto “Jimmy” Fontana, grande portiere, ragazzo vero e “dodicesimo per definizione”, che si presenta davanti allo stesso “tribunale”, nella speranza che venga finalmente riconosciuta la propria estraneità ai “fatti contestati” e alla squalifica subita (3 anni e mezzo). Dal giorno della condanna, in merito alla gara Chievo-Novara per la quale è stato chiamato in causa anche l’ex compagno Bertani, decisa sulla base delle dichiarazioni di Gervasoni, Alberto Jimmy Fontana non ha cambiato il suo modo di essere uomo e sportivo: non ha accettato patteggiamenti perché assolutamente certo di non avere nulla da nascondere, temere e pagare. Forte anche della sentenza della Disciplinare del 2 ottobre per Bertani (ridotta la squalifica e scritto nelle motiva-

zioni che non ci sono riscontri alle accuse). Lo stesso Fontana ha sempre detto e ribadito di non aver mai nemmeno conosciuto Gervasoni, ha urlato la sua innocenza e ora aspetta, insieme al suo legale Davide Gatti, che tutta questa strana vicenda possa concludersi. Come la luce che torna in fondo ad un tunnel nel quale è stata gettata una carriera di cuore: da quando abitava sopra il covo granata giocando per la Juve e doveva correre in macchina per sfuggire alle “attenzioni”, o ancora prima al Mirafiori e al Nizza. Poi nel calcio vero, quello duro e senza reti: da Aosta a Voghera e non solo, per poi passare da Verona e trovare casa, anche nel cuore, nel suo Toro. A Novara aveva deciso di costruirsi un’altra storia, anche una volta smessi i guanti e i panni dell’uomo spogliatoio. Tutto questo dovrà e potrà ATTESA / Fontana aspetta giustizia essere comunque. In attesa di giudizio...

IL BUSINESS / Altro che i contributi aostani

SportRegione quanto è costata? Forse più di due milioni di euro

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FEDERAZIONE / NOTIZIARIO

www.sprintesport.it tel 011-197.40.111

el 2000 il Comitato regionale Piemonte Valle d’Aosta dà il via ad un progetto informatico altamente innovativo che prevede di spostare il Comunicato Ufficiale dalla versione cartacea al web. L’allora presidente Giovanni Inversi costituisce una commissione composta da alcuni consiglieri la quale “partorisce” più o meno il progetto attuale. Le segreterie dei club si collegano ad un sito Internet ufficiale e da lì si attinge ai comunicati.

Il valore dei numeri Sono importanti le date però perché, così come ci suggerisce un dirigente che all’epoca sedeva in quel Consiglio direttivo, il progetto è del 2000 e di fatto l’assegnazione dell’appalto viene fatta nello stesso anno ma, incomprensibilmente, la società che se lo aggiudica, Sportregione.it, viene costituita dopo. Dall’archivio storico della Camera di Commercio risulta infatti che l’Atto costitutivo della società è del 12 dicembre del 2000, mentre la comunicazione di inizio attività viene fatta risalire a gennaio del 2001. E allora viene da chiedersi: come ha fatto il Comitato regionale

«Per quanto riguarda l’articolo “E se fosse tutto da rifare?” voglio fare alcune precisazioni. La prima è nel numero delle persone che avrebbero firmato la presunta petizione di malumore: sono quarantuno e non cinquanta come risulta dall’articolo (io parlo perchè ho la lettera in mano). Di queste quarantuno firme, sempre che siano veritiere e non apocrife, ventisette, quindi il 65% di chi dovrebbe aver firmato appartengono ad allenatori non associati all’Aiac e lei mi insegna che se uno non è socio di un’associazione o di una società non può, sino al momento in cui non si mette in regola, “accampare” alcun diritto (...). Sa siamo ad ottobre e questi mister tengono talmente tanto alla nostra associazione che da gennaio ad oggi non hanno ancora avuto il tempo di pagare la quota associativa. Rimangono quindi 14 persone presunte scontente ed allora ho voluto fare una prova: ho telefonato a Gianfranco Maione il quale è caduto letteralmente dalle nuvole, prodigandosi in scuse con il sottoscritto ma soprattutto dicendomi che la cosa gli era stata presentata in maniera molto diversa da quella reale. Come vede caro Teolis io parlo sempre con i numeri e con i nomi non nascondendomi mai.... (...) Veniamo (...) alle modalità elettive: prima di fare qualsiasi cosa il sottoscritto ha parlato con la Segreteria Nazionale tant’è vero che rispetto al comunicato elettivo originariamente predisposto è stata eliminata la possibilità di votare a mezzo delega in quanto non previsto. L’unica comunicazione non contestabile è la raccomandata ma spendere circa 5 euro per quasi duemila iscritti al settore tecnico fa una spesa di diecimila euro tondi tondi che sinceramente preferiamo spendere nella formazione piuttosto che nella burocrazia (...). Io non voglio entrare nel merito se sia giusto o meno ma mi devo comunque attenere alle risposte che ricevo da Coverciano. Tutto è migliorabile ma mi sembra strano che solo oggi si alzi il sipario su qualcosa che ha sempre funzionato così sin dai tempi di Carmelo Luca. Per quanto riguarda la redazione del verbale e la sua firma noi non abbiamo degli stenografi professionisti come avviene alla Camera dei Deputati né possiamo redigere un verbale sulla falsa riga di quello che fanno i piccoli condomini per cui in tutte le nostre riunioni sia a livello locale sia a livello nazionale il verbale viene stampato nei giorni successivi e firmato dalle parti interessate. Il Signor Giovanni Iacobellis si è rifiutato di firmare il verbale

ad affidare nel 2000 un appalto ad una società che ancora non esisteva? E’ stata fatta una trattativa privata? Ci può anche stare che solo successivamente all’assegnazione del lavoro sia stata costituita una società ad hoc ma allora perché è stato fatto l’appalto? E soprattutto, perché è stato fatto se si sapeva già chi se lo sarebbe aggiudicato?

Dettagli La domanda poi che nasce spontanea dopo aver interpellato la Camera di Commercio è: che ci faceva Mauro Foschia, all’epoca già Delegato del Calcio a 5, nel Consiglio di Amministrazione di quella società? Politicamente è corretto? E’ normale che una società che non è ancora nata possa contare su un appalto milionario e che nel suo board ci stia una persona che partecipava alle riunioni del consiglio regionale? Forse si potrà dire che non c’è nulla di penalmente rilevante ma politicamente è opportuno? E’ opportuno che chi occupa determinati incarichi e dovrebbe rappresentare gli interessi dei club, poi sieda anche nei consigli di amministrazione di società che fanno affari con il Comitato regionale? E Bacchetta, che di quel Comitato regionale

AIAC TORINO / Il presidente Ferroglio e di questo prenderanno atto i provibiri e su tale tema decideranno. Come prenderanno atto delle dichiarazioni non veritiere fatte in Assemblea Elettiva, nella carica super partes di Presidente dell’Assemblea Elettiva, in merito al fatto che egli non sapeva né delle elezioni né delle modalità di convocazione o di svolgimento. Forse Iacobellis si dimentica che 4 anni prima le elezioni erano state indette nella stessa forma proprio quando egli venne eletto consigliere, ma la cosa ben più grave è che nel Consiglio Provinciale di Torino del 15 maggio 2012 in cui Giovanni Iacobellis era presente si è stabilita la data delle elezioni, il termine per presentare le domande, i requisiti dei candidati e degli elettori e la modalità di comunicazione della tornata elettiva. Iacobellis in quella sede non ha avuto nulla da eccepire. A testimonianza di questo c’è un verbale e ci sono gli appunti olografi dei consiglieri che hanno partecipato a quel Consiglio. Malgrado ciò e nonostante io abbia già sentito verbalmente la Segreteria Nazionale, (...), noi ci allineeremo con qualsiasi decisione venga presa a livello centrale. Fabio Ferrarese

era vice presidente? Tutto normale? Guarda caso proprio alla vigilia di questa tornata elettorale le storie sembrano ripetersi. In Piemonte dovrebbe nascere un centro federale ed Ermelindo Bacchetta progetta di portarlo a Orbassano dove guarda caso coesistono gli interessi sempre del Delegato del Calcio a 5. Ma non sono un po’ troppe queste coincidenze? E i conti di Andrea Coppo su Sportregione? In prima battuta tutte le società dovettero acquistare un “accrocchio” al modico prezzo di 250euro che moltiplicato per circa 800 società portò nelle casse di Sportregione 200mila euro. Un kit che non è mai servito a nulla. A questi vanno aggiunti otto anni di contratto e la causa persa proprio con Sportregione che è costata altri 200mila euro. Insomma, un mare di soldi (delle società) che è passato di mano. Certo che di fronte a queste cifre viene veramente da chiedersi se sia credibile che Inversi sia stato mandato a casa per quattro contributi non dichiarati quando altrove, per un portale che non è più nella disponibilità delle società piemontesi, si sono spesi così tanti denari. Naturalmente noi siamo a disposizione di chiunque abbia qualcosa da rettificare. Il nostro numero di fax è noto.


n.38 - Sprint & Sport