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FEDERAZIONE

ANNO 56 NUMERO 29 • 23 LUGLIO 2012

RADIO ROMA

ISCRIZIONI / Un vero salasso

di MASSIMILIANO GIACOMINI (segue dalla prima)

…sempre dichiarato da Vicenza. Ma quali posti di lavoro se poi le società non pagano? «Sanno qualcosa che noi non sappiamo», ha più volte affermato Mario Macalli, ma ora in piena crisi economica anche l’Assocalciatori deve fare due passi indietro. Dalla prossima stagione la riforma sarà attuata con forza visto che il presidente della Lega Pro ci ha anticipato che: «Il prossimo campionato scenderanno in Serie D ben 15 società. 9 dalla Seconda Divisione e 6 dalla Prima. In questo modo avremo un totale di 63 squadre e faremo tre gironi, con un’unica Divisione, da 21». Se veramente dovesse andare tutto in questo modo c’è da capire come farà l’Interregionale ad inglobare queste sei società che gli verrebbero catapultate dal mondo professionistico? Lo abbiamo chiesto al diretto interessato: «Qui si fanno i conti senza l’oste – ha affermato Carlo Tavecchio numero uno della Lega Nazionale Dilettanti. Ci auguriamo che tutto fili liscio, ma con l’aria che tira….». Guai a parlare di un decimo girone di Serie D, con il presidente della Lega di Piazzale Flaminio: «Noi abbiamo garantito i nove gironi e abbiamo fatto il nostro lavoro. Poi a noi chi garantirebbe la decima promozione tra i professionisti?». Nessuno.

AL SERVIZIO …DI CHI?

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e non lo si fosse ancora capito, qui siamo in piena campagna elettorale. Una perenne campagna elettorale. E’ evidente nei modi, ma soprattutto dalle parole scelte, mai casuali, e da quella propensione a giocare con le linee d’ombra. E se non ci fosse questa tremenda congiuntura economica, probabilmente il sorriso per il ridicolo ancora una volta avrebbe avuto la meglio sull’irritazione per una politica sempre più confinata a vuoto slogan. Siamo in piena campagna elettorale, anche perché i temi su cui vengono sfidate le società, il movimento, e sì anche quel briciolo di decenza ancora rimasto, sono quelli più elementari come le tasse che le società sono chiamate a pagare a inizio anno per iscriversi ai rispettivi campionati di competenza.

Trucco magico

Ormai le “bacchettate” non si contano più, e perché diventino oggetto di discussione è forse necessario che lievitino, che si ingigantiscano. Sempre più. L’ultima uscita di Ermelindo Bacchetta, in sede di riunioni provinciali, in questo finire di luglio, recita grosso modo così: «Notate come anche quest’anno si sia mostrata attenzione verso le società e non si sia proceduto ad aumentare le tasse d’iscrizione». Il velo della propaganda si fa in fretta a squarciarlo: basta leggere i comunicati. A pagina 40 del comunicato ufficiale della LND per la stagione sportiva 2012/2013 vengono specificate la cifra minima e quella massima che i singoli Comitati regionali possono chiedere ai sodalizi al momento della loro iscrizione nei rispettivi campionati: per l’Eccellenza non si può andare sotto i 2000 € e sopra i 3000 €, per la Promozione la forbice è tra 1400-2400 €, per la Prima Categoria 1000-1800 €, per la Seconda Categoria 700-1200 €, per la Terza Categoria 520-800 €. Ora, piccolo sforzo di concentrazione, provate a indovinare quali sono state le cifre scelte da Bacchetta per il Comitato Piemonte e Valle d’Aosta?!? Facile: Eccellenza 3000 €, Promozione 2400 €, Prima Categoria 1800 €, Seconda Categoria 1200 €, Terza Categoria 520 €. Il trucco è svelato, e il re è nudo: le tasse d’iscrizione non sono aumentate semplicemente perché - Terza Categoria a parte - per regolamento di più non si poteva mungere. Morale: bisogna averne di coraggio per essere così sfacciati. Ancor di più se si guarda quanto chiede il Comitato di un’altra grande regione del Nord come il Veneto: Eccellenza 2000 €, Promozione 1400 €, Prima Categoria 1000 €, Seconda Categoria 700 €, Terza Categoria 520 €. In breve, il Veneto ha applicato a tutte le latitudini dei campionati dilettanti il regime minimo. Non

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POLITICA SPORTIVA / INCHIESTA

www.sprintesport.it tel 011-197.40.111

c’è da stupirsi, quindi, poi se leggi sull’ultimo Report Calcio pubblicato, che dalle parti di Verona e Venezia le società prolifichino (1121 quelle venete, 821 le piemontesi) o i tesserati aumentino (i loro circa 114.200 contro i nostri 77.900). Ecco, in un momento economico come questo, dove la crisi avvolge tutto, minando anche le realtà più solide, la politica più lungimirante, quella slegata da logiche poltronesche, dovrebbe mettersi al fianco delle società, incoraggiarle e non tartassarle. Invece, in Piemonte oltre al danno, c’è anche la beffa di dover quasi dire ‘grazie’… E non ci si faccia ingannare dalla possibile contro-risposta che richiama a un acconto spese e organizzazione più modesto rispetto a Lombardia e Veneto: quella è una semplice cauzione, ben diversa dai soldi a fondo perduto chiesti invece per l’iscrizione. E a chi dice poi che sono anni che non si registrano aumenti rispondiamo: nel 2009 per l’Eccellenza si chiedevano 2300 €… Ultima considerazione sui tesseramenti, giusto per non farci mancare nulla: le riunioni per spiegare le modalità del tesseramento on-line, siamo sicuri che non servisse farle, anziché il 18 luglio, il 18 giugno? così da far trovare tutti pronti il 1 luglio, quando inizia la nuova stagione?! Non sia mai che se ne azzecchi qualcuna…

Cinquantino Per fortuna non è quello con cui le squadre della Lombardia rischieranno di muoversi tra qualche tempo, visto il momento economico che impone alle società tagli rigorosi su tutta la linea (rimborsi spese, investimenti sui giovani e sulle strutture, eccetera), ma la cifra che significa piccolo aumento rispetto alla stagione scorsa. E’ vero, i 50 euro in più chiesti alle società da Felice Belloli vanno a finire nell’acconto spese, mentre la tassa di iscrizione è ormai invariata dal 2010: 2400 € per l’Eccellenza, 1700 € per la Promozione, 1200 € per la Prima categoria, 750 € per la Juniores regionale per citare solo le categorie principali. Insomma, in Lombardia le cose sembrano andare leggermente meglio, anche se le cifre sono comunque alte rispetto ad altri comitati, però almeno qui non siamo al tetto massimo. Ad esempio, volendo analizzare anche i costi di iscrizione per le squadre giovanili, il trend è lo stesso: prezzi bloccati dal 2010: iscrivere una squadra di Giovanissimi regionali costa 330 € a una squadra professionista, 260 € a una dilettante, 210 € ad una di puro settore. Un po’ più alto il costo per gli Allievi regionali: 380 € per le prof, 310 euro per le dilettanti e 260 € per le società di puro settore. Per quanto riguarda le giovanili provinciali (dagli Allievi fino ai Pulcini), prezzo standard bloccato a 60 euro. Teolis-Carzaniga

NUMERO UNO / Carlo Tavecchio, presidente della Lega Nazionale Dilettanti, persegue una politica di aiuto per le società, ma nei Comitati regionali non è sempre così

Stefano Chiari Ex Ds Palazzolo

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IN&OUT / Dirigenti

Tutte le società vivono un momento di difficoltà, bisognava fare qualcosa di concreto e non è stato fatto. Un’occasione persa dalla politica

Stefano Chiari, dirigente bresciano sempre molto vicino e attento alle esigenze delle società

Aia sempre più “democratica”, con la complicità del Consiglio federale

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ra i regolamenti Aia approvati dal presidente federale Giancarlo Abete il 5 luglio, su delega del Consiglio federale del 22 giugno, ve n’è uno che sembra partorito da Idi Amin Dada o comunque da un dittatore di un Paese del Terzo Mondo. Eccolo: “Agli arbitri è fatto divieto di rilasciare dichiarazioni pubbliche in qualsiasi forma attinenti ogni aspetto tecnico ed associativo dell’AIA, anche a mezzo siti internet o la partecipazione a gruppi di discussione, posta elettronica, forum, blog, social network o simili, in modo anonimo ovvero mediante utilizzo di nomi di fantasia o “nickname” atti ad impedire l’immediata identificazione del suo autore; in ogni caso, eventuali dichiarazioni non rientranti nei predetti divieti devono essere rilasciate nel rispetto dei principi costituzionalmente garantiti nonché dei principi fissati dal presente articolo e, in particolare, di quelli indicati ai capi b) e c) del precedente comma”. Naturalmente non se ne fa menzione ma in pratica si sta cercando di zittire tutti coloro che sulle pagine del noto sito internet arbitri.com contestano i metodi della gestione Nicchi. Vien poi da sorridere quando si fa appello ai principi costituzionali e a tal proposito ce ne viene in mente uno: mai sentito parlare dell’articolo 21? Del diritto di espressione e della libertà di manifestazione del pensiero? Ecco, allora Nicchi, Abete, e tutti coloro che fanno parte del Consiglio federale e che accettano queste cose, se lo vadano a leggere.

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e c’è qualcuno che ancora pensa che in Piemonte non ci siano grandi dirigenti allora non era presente mercoledì 18 luglio alla riunione in cui Roberto Scrofani, segretario del Comitato regionale Piemonte Valle d’Aosta, ha presentato il tesseramento online. Impeccabile, professionale, preparato. Se qualcuno pensa che in Piemonte non ci siano grandi dirigenti è solo perché è andato a troppe riunioni in cui a parlare è il solito Bacchetta con le sue chiacchiere da politicante. La dimostrazione sta nel fatto che la riunione sui tesseramenti, ed è qui che entra in ballo la politica, è stata organizzata il 18 luglio e cioè con un colpevolissimo ritardo. Una riunione che in realtà aveva uno scopo elettoral- propagandistico. Da queste colonne siamo spesso critici con la Lombardia e se lo meritano perché far assumere i propri figli solo perché si ha una carica in Comitato è una vergogna, ma Giuseppe Baretti, il vice presidente vicario con la delega ai cam- PREPARATO / Scrofani pionati, sotto l’aspetto organizzativo è una macchina perfetta. Il tesseramento online, per inciso, non è opera di Bacchetta bensì di Baretti e della Lombardia che ci hanno lavorato sopra ben tre anni. Bacchetta è quello che dice che per il nono anno consecutivo non ha aumentato le tasse di iscrizione ai campionati. Intanto non è vero e a dirlo sono i Comunicati Ufficiali, gli stessi che portano in calce la sua firma, e secondo non può più aumentare l’iscrizione perché il Cr Piemonte ormai è arrivato ad applicare il massimo di quanto gli è permesso dalla Lega Nazionale Dilettanti. Poi noi siamo certi che lui dirà che il totale… però… eccetera eccetera. Aria fritta, la verità è che siamo la regione che applica il massimo. E sotto questo aspetto anche la Lombardia non ha fatto molto per i club, almeno un segno si poteva dare, prendere esempio dal Veneto che applica il minimo tabellare. Forse è il costo del personale che non lo permette, e chi ha orecchie per sentire… Claudio Verretto

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Giuseppe Baretti, il Crl ha dovuto prendersi in carico tutta la famiglia, ma i campionati funzionano

Ermelindo Bacchetta

Così come negli ultimi nove anni non abbiamo aumentato le tasse di iscrizione ai campionati…

Parole di Bacchetta, ma i Comunicati dicono un’altra cosa

del dibattito) ha trovato così supporto e suffragio nei numeri: così com’è la Lega Pro è a posto (con buona pace del Real Cosenza che minaccia già ricorso). E se la sorpresa, nello specifico, non fa sobbalzare, ciò che ha “deluso” i più, è stato il conseguente “blocco” dei ripescaggi anche e soprattutto verso la Serie D, da parte di quelle società appena retrocesse (attraverso i playout) o di quelle che avevano solo accarezzato il sogno di entrare al piano superiore del pianeta dilettanti attraverso la porta di servizio dell’Eccellenza. Da record e da ricordare, nel recente passato, il doppio salto (poi dimostratosi dei sopravvissuti” per veder coronati a tavolino i propri mortale…) della Sanremese che, vittoriosa in Eccellenza nel 2010, fece domanda di ripescaggio in Lega Pro trosogni di nuova gloria. vandosi direttamente in Seconda Divisione… Pro…fezie Sì perché, riforma dei campionati di Lega Pro a parte, l’immediata e più diretta conseguenza dello Matematica e opinioni… Conti alla mano, infatstato delle cose, è e sarà il numero pressoché uguale a ti, al primo appello del 12 luglio (termine per le iscriziozero, delle squadre ripescate nell’ormai catena dell’amo- ni in D per le aventi diritto) “solo” quattro società su 172 re che legava direttamente l’Eccellenza con la Lega Pro. mancarono all’appello, portando a 168 le iscritte possibiLa volontà già espressa dai vertici della Lega Pro, Mario li. La volontà e l’indirizzo della Lnd e del presidente TaMacalli in primis, di voler bloccare i ripescaggi in Lega vecchio (anche Commissario) però, è quello di arrivare Pro (magari anticipando nei fatti la riforma sul tavolo a 162 iscritte, in modo da comporre i 9 gironi tutti ugua-

DAL CONSIGLIO FEDERALE... / Niente “salti”

La catena interrotta dei ripescaggi Tra delusioni e normalizzazione Cose strane dal pianeta calcio… Sì perché alla chiusura dei lavori del Consiglio Federale del 19 luglio (che ha deliberato in merito, tra l’altro, alle ammissioni ai campionati di Lega Pro) invece che una sana e misurata soddisfazione per la scampata “emorragia” di squadre e società (regolarmente iscritte tutte le società che avevano fatto ricorso ai vari rilievi della Covisoc e non solo, a parte le ultime tre rinunciatarie - Siracusa, Foggia e Spal - che hanno fatto rumore vista la loro storia anche centenaria), si è accompagnata la (più o meno giustificata) delusione di chi si aspettava (e si augurava) la solita “conta

Professionalità e chiacchiere

Dalla riforma dei campionati all’affaire Cr Umbria con Luigi Repace, numero uno del Comitato, Valerio Branda, segretario, il progettista Lanfranco Rossi e i membri del Consiglio direttivo: Carlo Emili, Naldino Forti, Luciano Paccamonti, Giuseppe Palmerini, Roberto Lombrici e Mario Cicioni, indagati per falso e truffa. Il Pubblico Ministero Giuseppe Petrazzini, come riportato qualche settimana fa dal Messaggero dell’Umbria, spiega nelle sue carte che la Regione Umbria, che finanziò con 270mila euro la realizzazione del campo di Prepo è stata truffata, perché Repace e Rossi hanno prodotto: «…documentazione alterata e non rappresentativa del vero atta a dimostrare l’inizio dei lavori per la realizzazione di un impianto sportivo consistente in un campo di calcio e strutture pertinenziali, adiacente alla sede del Comitato», inducendo …in errore i funzionari della Regione che provvedevano all’erogazione del primo rateo del finanziamento a fondo perduto per complessive 300mila euro, di 150mila euro, nonché al secondo rateo di 120mila euro». Gli altri del Consiglio direttivo sono indagati perché hanno: «alterato il 4 marzo del 2009 il verbale dell’assemblea numero 8 del 29 marzo del 2008 inserendo in calce una dicitura facendola passare come originaria alla prima data del documento…». Stesso modus operandi che Luigi Repace e i membri del suo Consiglio direttivo hanno compiuto tra il 12 ed il 26 luglio del 2010 con il verbale di assemblea numero 9 del 29 aprile. Carlo Tavecchio sulla vicenda non si è potuto sbilanciare ma ci ha spiegato che: «Tutti gli incartamenti sono stati consegnati alla Procura Federale». Chi li ha consegnati? «La FIGC e la LND, insieme». Luigi Repace, il segretario Valerio Branda e i membri del Consiglio direttivo coinvolti non crede dovrebbero fare un passo indietro e sospendersi finché non si sia fatta luce sulla questione? «Aspettiamo di vedere quello che accadrà». Si ma non crede che dovrebbero farsi da parte? «Io non credo che lo facciano. Io non credo che lo facciano». Tavecchio lo ripete due volte, allora gli chiediamo se non stia pensando a commissariare il Comitato Regionale Umbria, ma il presidente sorride e gentilmente ci saluta. Chissà se saluterà anche Luigi Repace…

li, a 18 squadre. Numero che potrebbe essere raggiunto senza la necessità di alcun ripescaggio, visto che delle 168 che hanno fatto domanda, una decina hanno ricevuto dei rilievi da parte della Covisod. Rilievi più o meno gravi (dalla semplice mancanza di documentazione burocratica a lacune più “significative”) che sembrerebbero poter portare, secondo voci e indiscrezioni, ad altre 5 esclusioni che porterebbe il numero di club idonei, molto vicino alla quota indicata, chiudendo così di fatto le speranze a tutte o quasi le 21 società che hanno presentato domanda di ripescaggio. Alla catena-spezzata poi si potrebbe aggiungere un’altra aggravante: l’eventuale iscrizione in sovrannumero di quelle realtà (Spal, Foggia e non solo) che non ce l’hanno fatta a iscriversi in Lega Pro. Eventualità a parte, il coro di “delusione” si è alzato, dimostrando che l’Italia, non solo quella del calcio, ha fatto dell’emergenza e dell’estemporaneità la regola. Invece che sottolineare la positività della tenuta del sistema (dopo annate nelle quali sono scomparse società a decine), ci si rammarica all’insegna del “si stava meglio quando si stava peggio…”. Marco Marone


n.29 - SPRINT&SPORT