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I REGIOBUROCRATI / 9

I buchi sospetti della sanità toscana Indagini su una «falla» di 420 milioni emersa a Massa e su un'altra di 10,5 milioni a Siena

di Giuseppe Oddo urocrazia e partito di maggioranza-il Pd oggi, il Pci ieri -formano fin Toscana un blocco di potere «.:r che è da sempre al governo della Regione. L'assenza di alternanza in oltre quarant'anni ha creato una pesante commistione di interessi tra amministrazione e politica. Un consigliere del centro-destra, Paolo Marcheschi, migrato dal Pdl a Fratelli d'Italia, ha calcolato che,traRegione,partecipate, enti, agenzie eAusl, centinaia di posizioni divertite sono ricoperte da ex amministratori pubblici del Pd, mentre i dirigenti regionali più fedeli al partito sono premiati con incarichi politici. A parole la legge separa le funzioni di indirizzo politico da quelle di gestione amministrativa, rafforzando l'autonomia del dirigente.Másiccome ilivelli dirigenziali più alti sono di nomina politica, nei fatti chi sta al vertice dell'apparato è portato ad obbedire achihailpotere diriconfermarlo. Cosìper un dirigente i cui atti sono ispirati al rispetto della legge ve n'è un altro che operaperguadagnarsilabenevolenza del proprio protettore politico. Dice Marcheschi: «Una posizione organizzativa in Regione non si nega a nessuno. La macchina ha costi da capogiro. I dirigenti delle cinque direzioni generali più quelli dell'avvocatura incidono per circa 13 milioni. Succede che funzioni assegnate a dirigenti pagati no-i35mila euro l'anno siano svolte parallelamente da agenzie o appaltate all'esterno». I consiglieri del gruppo misto hanno sollevato la questione dell'assegnazione a pioggia dei bonus di produttività. Dal 2011, con l'applic azione dellalegge Brunetta, i premi ai dirigenti sono stabiliti da un organismo di valutazione. «Ma di fatto non è cambiato niente», lamentala consiglieraMarinaStaccioli:« Nel2oi2nonhanno conseguito il risultato solo un dirigen-

te su cento e solo undici funzionari su oltre 2mila. Com'è possibile?». Dice Andrea Barabotti, responsabile organizzativo di Lega Nord Toscana «Il calo di qualità della classe politica ha fatto crescere anche da noi il peso del burocrate. Di fronte auno che stalì davent'anni e conosce i segreti dell'amministrazione, la politica è poco preparata echi gestisce il potere sa bene quanto vale un dirigente addomesticatò». Uno dei punti nevralgici della macchina regionale è il dipartimento Sanità. Sostiene Giovanni D onzelli, un altro transfuga del Pdl: «Il presidente della Regione, Enrico Rossi, ex assessore alla Sanità, aveva incentrato la propria campagna elettorale sull'efficienza e sulla tenuta economica del sistema sanitario regionale, ma, subito dopo la sua elezione, nella Asl i di Massa è emerso un "buco" da 420 milioni». Sembrava dovesse essere un caso isolato. Inveceun'altrafalladiminori dimensioni, ma pur sempre da io,5 milioni, s'è aperta nella Ausl 7 di Siena. E il caso rischia di montare insieme a quello del Monte dei Paschi. Perl'illecito diMassa (crediti senzagiustificativi verso la Regione, accumulati tra il 1998 e 112007) sono indagatinon solo i due ex direttori generali, Alessandro S carafuggi e Antonio Delvino, e l'ex direttore amministrativo, Ermanno Giannetti, ma anche l'ex responsabile del settore finanza della Regione, Carla Donati, e lo stesso Rossi, che dichiara di essere all'oscuro di tutto. Indagato a sua volta è il professor Niccolò Persiani, dell'Università diFirenze. Era stato ingaggiato dalla Regione per predisporre i principi contabili e di controllo interno delle aziende sanitarie e ospedaliere. Peccato che i suoi controlli abbiano mostrato le maglie larghe. Per di più s'è scoperto che, attraverso la Taitie, di cui è socio, Persiani otteneva incarichi senza gare da diverse Ausl, compresa quella di Massa. Lì per lì Rossi lo avrebbe voluto commissario dell'azienda incriminata, ma come sostenne l'assessore allaSanità Daniela Scaramuccia prima di rassegnare le dimissioni, mancava dei requisiti per ricoprire quel ruolo. Così Rossi ha ripiegato su Maria Teresa De Lauretis, prelevandola dalla direzione generale della Ausl di Pisa, e ha nominato Persiani "coadiutore" del commissario. Poi è scoppiata la grana dellaAusl di Siena Il direttore generale, Nicolò Pestelli, e il presidente del

collegio sindacale, Emilio Falaschi, hanno denunciato con un esposto alla Procura le «anomalie di natura contabile» che hanno costretto il vertice dell'azienda a postergare al 3o luglio 2012 l'approvazione delbilancio dell'anno precedente. Nel documento, di cui Il Sole-24 Ore è in possesso, i due scaricano ogni respónsabiltà sul direttore del bilancio, Tommaso Grazioso. Racconta Stefano Mugnai, consigliere del Pdl, vicepresidente della commissione Sanità «Nel 2010 Grazioso, un funzionario della Ausl senese, era andato ad affiancare Persiani a Massa a sostegno del lavoro contabile delcommissario, e altermine della collaborazione è stato richiamato a Siena con un incarico dirigenziale a tempo indeterminato di responsabile del bilancio». Ad assumerlo è stata Laura Benedetto, direttore generale prima di Pestelli. Per ricoprire quella posizione dirigenziale era stato previsto un concorso. La Benedetto ne ha chiesto la revoca e ha scelto Grazioso con una più sbrigativa "procedura di selezione".

Ora quella vicenda potrebbe mettere in imbarazzo ilpresidente dellaRegione, perché Laura Benedetto, che all'epoca era la compagna di Rossi, è divenuta sua moglie. Scrivono Pestelli e Falaschi nell'esposto: «Sono state chieste spiegazioni e chiarimenti al dottor Grazioso male risposte di costui e lè sue giustificazioni sembrano da ritenersi inconcludenti ed inaccettabili; tra l'altro il dottor Grazioso sostiene la singolare ed alquanto incredibile tesi secondo la quale alcuno avrebbe effettuato le suddette registrazioni anomale ultilizzando la di lui password personale, non si s a in qual modo conosciuta, oppure, addirittura, violando ed entrando irregolarmente nel sistema della contabilità aziendale». Conclusione: «Sembra sussistere un non facilmente spiegabile comportamento di occultamento del passivo aziendale: 'il tutto sulla base diunavera e propria programmata e preordinata, complessa ed assai sofisticata, manomissione delle scritture contabili».


Enrico Rossi . Presidente Regione Toscana Proprio ieri i due sindaci revisori uscenti della Asl 7, Anna Parise e Cesare Sonzogno, sono andati a relazionare davanti alla commissione Sanità del consiglio regionale sulle anomalie di bilancio dell'azienda sanitaria senese. Forti responsabilità dell'apparato burocratico emergono anche nel caso del RITARDIERIMPALLI

Ci sono forti responsabilità dell'apparato burocratico nel caso del passante ferroviario di Firenze bloccato dalla Procura passante ferroviario di Firenze, progettato da Italferr per la Rete ferroviaria italiana per consentire ai treni ad alta velocità il sotto-attraversamento della stazione di Santa Maria Novella. Per la giunta regionale, per quella comunale di Firenze e per il Pd T'opera s'ha da fare, perché con i suoi 1,7 miliardi di investimenti rappresenta un volano economico per la Toscana. Ma s'ha dafare anche perché Coopsette, pilastro delle cooperative emiliane nonché azionista di maggioranza di Nodavia, la società capofila del passante, rischial'amministrazione straordinaria e ha bisogno come il pane di questa commessa. Sostiene Mauro Romanelli, consigliere di Set «Abbiamo denunciato con varie interrogazioni la sottovalutazione del rischio sismico e chiesto che la Regione so-

sp enda i lavorianche per il problema dello smaltimento delle terre di scavo».Nelprogetto eraprevisto che il materiale melmoso intriso di additivi generato durante lo scavo dei tunnel fosse depositato in un'ex minieraEnelaCavriglia.Mal'ufficio divalutazione d'impattoambientale habocciato questa soluzione, ritenendo che smaltito in discarica come rifiuto speciale. L'ingegnerMassimo Perin,che ha assistito i legali dei comitati "no Tav", ci mostra il carteggio con le autorità: «Feci la prima segnalazione sul rischio sismico al direttore generale del Dipartimento per le politiche territoriali e ambientali Mauro Grassi. Scrissi anche al Genio civile, il quale dopo qualche mese rispose dicendo che la stazione sotterranea non rispettavalanormativa sismica». Intanto Grassi esce dalla Regione e diventa assessore all'Urbanistica del Comune di Livorno. Glisuccede Riccardo Baracco, che Perini continua a bombardare di lettere perché sospenda i lavori. Anche il Consiglio superiore dei lavori pubblici ritiene che sia competenza degli uffici regionali l'eventuale blocco dei cantieri Ma Baracco temporeggia, acquisisce un parere del Genio civile secondo cui della sospensione dovrebbe essere competente il ministero, si rivolge quindi al ministero. Insomma, un rimpallo estenuante di responsabilità. Dice Perini: «E inammissible il comportamento della burocrazia regionale. Sono antiche segnaliamo igravi erroriprogettualidell'opera». È finita con la Procura che ha apposto i sigilli alla fresa (la "talpa" per le opere di scavo) e ai conci in cemento armatoperil rivestimento delle gallerie. Conterrebbero una quantità di elementi ignifughi difforme dal progetto. Le ipotesi di reato formulate dai magistrati sono illecito smaltimento dei fanghi, scarsa sicurezza dei materiali e dei macchinari, scarso monitoraggio-dei lavori. Per la più "rossa" delle Regioni non poteva esservi danno d'immaginepeggiore. ® RIPRODUZIONE RISERVATA

Nona di una serie Puntate precedenti: 4 dicembre (Lombardia e Puglia), 19. dicembre (Basilicata), 15 dicembre (Emilia-Romagna), 20 diceiBrë (Lazio), 2 gennaio 2013 (Sardegna), 6' gennaio (Umbria), 11 gennaio (Sicilia) e 20 gennaio (Valle d'Aosta).

2013 01 02 sole 24 ore oddo su buco sanita toscana  
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