Issuu on Google+


Fratelli Calafuria | Musica Rovinata


01.

[Pezzo Giallo] A volte improvviso e le cose vanno bene, oggi non mi viene, e sto di qua

con in mano della carta millimetrata, a sistemare una cosa che non ho calcolata, la grafica la musica rovinata e la vita, se non ti ci ritrovi allora ci riprovi ancora, vedrai che ti appassioni a un pezzo giallo che avanza, che a tutti avanza sempre il proprio pezzo giallo, questo è il famoso pezzo giallo che io mi tengo stretto, e me lo metto in camera da letto, di fianco alla mia collezione di farfalle nello stomaco, se vieni a casa mia te lo vomito, davanti e dietro, tutti quanti a gridare al miracolo, e lo conservo intatto in tutto il suo splendore, come un gioiello anche se è giallo, e me lo guardo per ore e ore, tutto al sapore di niente,

Claudio è chiuso nell’armadio ormai da una cifra, Claudio è chiuso nell’armadio per la storia dell’audio, Claudio vai avanti con l’audio che ti stava bene, Claudio vai avanti con l’audio che sennò noi siamo rovinati!

04.

[Disco Tropical] Bum bum disco tropical, l’unica soluzione, ritmo ritmo tropical, magari

non sono l’unico, cartina sbagliato e ce ne andiamo da Milano, che sento una melodia, prendo un caffè e vado via, col biglietto dell’aereo stropicciato rovesciato sul collegiale, colla collana di fiori e il mojito, non

bolle di sapone al niente, occhio a non metterlo nell’occhio, tutto ti brucia ma poi non è niente!

posso andare al colloquio con la barba incolta, piuttosto vado colla barbara ai tropici, ma che musica che

02.

andare giù, Martina sbadigliata ha sbagliato e ce ne andiamo da Milan, che questa sera voglio fare una

[Fare Casino] Io mi sono fatto un sistema per fare casino, viene fuori un casino ma poi

si sistema, lo coloro di giallo e coloro che sanno, apprezzeranno che è arrivato il minuto, di fare casino, e non tornare indietro se hai lasciato qualcosa, trascuravo gli amici quando il cielo era azzurro, sono sempre più giallo ci vorrebbe un amico, tanto i sistemi sono tutti uguali, cambio alla radio con gli effetti speciali, apro l’armadio e picchio la testa, e chiudo così, bisogna fare casino, prima di tutto me lo sono registrato, secondo di tutto io metto l’eleganza, in una notte d’estate ho scoperto che l’estate è molto bella e allora no, andavo a scuola poi andavo all’asilo, per imparare a dire le cose giuste, che in qualche modo mi dovevo stordire per riuscire a dormire, eccetera, bisogna fare casino, bon, eccoci qua, e adesso che cazzo faccio, una parte con gli armonici, si non starebbe male, si difatti sta bene, e quindi stiamo tutti bene, e allora non bisogna preoccuparsi per il futuro, ma solo concentrarsi a dire le cose giuste, che non si può mai sapere come vanno a finire certe cose, bisogna fare casino, non bisogna fare casino, sono estremamente indeciso, bisogna fare casino!

03.

[Musica Rovinata] Non so che cosa dire in questa canzone di merda, perchè la musica

mi fa schifo da c a f e da g a b, solo f# mi dà un po’ di respiro, il resto bisognerebbe solo pensarlo sennò si rovina, il resto bisognerebbe cancellarlo che non siamo pronti, il resto bisognerebbe rovinarlo che non siamo pronte, la musica rovinata allora è l’unica che va suonata, ci giro e ci rigiro intorno e poi vado a letto a mezzogiorno, e adesso mi diverto come un duenne, e riavvolgo le cassette con la penna o con le chiavi,

musica che musica tropical, con questa puoi fare tutto, si che questa sera voglio stare su, non voglio no follia (lo faccio), prendo un taxi e volo via, col biglietto coll’aereo collegiale stropicciato rovesciato in un martini cocktail, un marlborino in taxi ultimo grido, mangio il giornale rileggo la banana, le occhiaie colorate in motorino, e una collana di cocktail, malinconia carogna vade retro, io se ti becco ti straccio il motorino, basta che non viene chi sai tu, Milano è una penisola bagnata da uno stagno, ci scaldiamo al fuoco sacro dello scaldabagno, pogo tropical, disco querelle e le piastrelle prendono forme palmari e il palmare forme piastrelle, il gusto di fare festa oltre l’orario, viene bene solo in un regime autoritario, se senti il fiato sul collo non è un plagio, siamo noi che ti portiamo all’altro mondo adagio, e poi al trotter o al trenno ma il clima è tipico da trip al tropico, il prato è curato dai Calafuria, le bibite stanno dentro all’anguria, c-ciao c-chica ci conosciamo, sono D’Amico, la nemesi del rap italiano, prendi un altro martini e via, ancora un martini e sei mia, hai di fronte gli eroi del precariato, coi fiori finti freschi nel frigo preso a rate, nazi benvenuti al party gay dichiarato, portate tutto il vicinato, il vicariato, i pesci colorati, mi fumo un marlborino, ti slaccio il motorino!

05.

[Di Testa] Non mi sopporto più, da quando ho perso una chance, mi sono fatto avanti, e

non avevo le Vans, che cosa c’è sul giornale, guardo solo le figure, che fanno quattro parole, senza carattere, aveva perso lo smalto, aveva preso paura, io non ho premura, decido mercoledì, con su gli occhiali da sole, ho consultato il dottore, rivoglio indietro il dolore, perchè se c’è una cosa che mi manda in testa, è


quando c’è il mal di testa, e quando c’è il mal di testa, è necessario che ti tagli la testa, che altro c’è da dire,

di mezzo il giradischi, faresti meglio a non correre di rischi, e leva di mezzo le questioni, tu non mi devi

cosa posso fare, non mi faccio sentire, e mi deprimo sul tram, a camminare di notte, in circonvallazione,

rompere i dischi, quando c’è di mezzo il giradischi, sarebbe meglio non correre di rischi, le espressioni le

fai la rivoluzione, dell’una e sedici, le fotocopie a colori, se le mandi al contrario, sono le foto sbiadite,

dimentichi accese in un attico, torno su, a me puoi dire quasi tutto, ci scambiamo pure i posti sull’aereo,

nella vetrina del bar, ho risentito il dottore, ridammi indietro le orecchie, voglio il mio mal di testa, perchè

voglio proprio vedere come va a finire, qui finisce in stereo, ma tu non piangere per niente, che un modo

se c’è una cosa che mi manda in testa, è quando c’è il mal di testa e quando c’è il mal di testa, è necessario

c’è e poi si recupera, torno su, vado un attimo di sopra a prendere i dischi, ero andato a prendere i dischi!

che ti tagli la testa, ci siamo presi il marciapiede in testa, non ci giurerei, ma però va bene!

06.

09.

[Loretta] Io vado giù, Dio se non trovo il mio nastro con su Loretta, è in una cassetta tipo

[Bello] La mattina a parole sono pieno di tosse, più le scegli e sbagli più diventano rosse,

del novantadue loretta, scritta registrata fotografata da me stesso in cameretta, Dio ti ho trovata e adesso

e se sbadigli ti vengono mosse, o ti rimangono in bianco e nero, e non capisco neanche se è vero, ma

vieni giù con me Loretta, please, guarda che lo so che sei solo una cassetta Loretta, che si sente solo da

vorrei che lo fosse, posso dire una cosa, che con la vita figa che faccio, oggi forse viene meglio se taccio,

una parte, io mi sento invece solo dappertutto, ed ho bisogno di sapere che ci sei, perchè sennò io vado

ma da domani ho deciso che spacco, speriamo di non rompere niente di bello, noi siamo come giocatori

giù, ogni testo è un pretesto per parlare d’amore, ogni testa invece ne è priva, e secondo te perchè scrivia-

di bocce, noi facciamo a chi va più lontano, e non guardiamo il pallino, e più ci guardi meno siamo ca-

mo registriamo e ci facciamo le foto, e cambiamo di nome alle canzoni, so che avevo detto ti scrivo e ti

paci, da ancora più vicino siamo come le foto, quando vengono mosse, le parole sono piene di tosse, e ti

riscrivo, e tu sai che io quando mi pressano ci metto il triplo, per capire, per fermare il tempo, per frenare

rimangono in bianco e nero, e non capisco neanche se è vero, ma vorrei che lo fosse, io vorrei che fosse un

a parole, facciamo gli assoli di collage!

videogame e invece none, no che non è niente, e se fosse un videogame vorrei che fosse almeno un po’ facile, o non lo fosse per niente, speriamo di no, con la vita figa che faccio, si forse è meglio che taccio, da

10.

domani ho deciso che spacco, che magari domani mi sveglio e sono bello!

ventare cantati, e fare un brano musicale che parla di mettere i cantati sui cd incantati, vi parlo di quel giorno

07.

[Ilfattodeicdincantati] Mi sono messo in questo fatto di cantare sui cd incantati per farli di-

in cui ascoltavo un cd incantato e sono rimasto incantato, non tanto dal fatto che fosse incantato ma forse più [Pulsantoni] Noi vogliamo pulsantoni per cambiare le cose con gli effetti speciali, è diffi-

dal fatto che non fosse cantato, allora cos’ho fatto? ho preso dei cd incantati e poi ci ho fatto sopra i cantati, e

cile ma è così, noi non siamo, noi cambiamo, in effetti non vogliamo, me lo scrivo su di un foglietto che

ho fatto un brano musicale che parla di mettere i cantati sui cd incantati, a Paco e Tato ho cantato il fatto dei

leggerò lunedì!

cd incantati e sono rimasti incantati, non tanto dal fatto dei cd incantati ma forse più dal fatto che mi sono

08.

incantato, poi Tato se n’è andato e son rimasto coi cd incantati e un foglio con su scritti i cantati, poi Paco si è [Torno Su] Quando c’è di mezzo il giradischi, sarebbe meglio non correre di rischi, la

inventato una linea di basso che va bene coi cantati e coi cd incantati, Moreno 4/4 tupa tupa sui cd incantati

grammatura delle cose si fa spessa 180, quando c’è di mezzo il giradischi, sarebbe meglio non correre

e io che faccio sopra i cantati, ed ecco a voi il brano musicale che parla di mettere i cantati sui cd incantati,

di rischi, le questioni si fanno accese in un attimo, torno su, ti faccio un solco sulla faccia, poi ci metto

volevo aggiungere qualcosa al fatto dei cd incantati, e allora sono uscito di corsa e sto cantando sottovoce sulle

un pezzo di vetro, poi mi scrivo gli occhi sulla schiena, così ci leggo all’indietro, ma tu non piangere per

scale due frasi per concludere i cantati sui cd incantati, adesso vado in studio e montiamo questi nuovi cantati

niente, che un modo c’è e poi si recupera, torno su, vado un attimo di sopra a prendere i dischi, quindi c’è

sul fatto dei cd incantati, è sabato e Fratelli Calafuria con Jack andiamo a chiudere il disco coi cd incantati!


credits.

Andrea Volontè • parole, musica, voce, chitarra, tastiera, rullante, vinili,

cassette, campioni, field recordings, fotografie. Paco Vercelloni • musica, basso, chitarra, moog, sdrusgio, ipod, cassette, campioni. Moreno Ussi • batteria, sdrusgio (1, 2, 4, 6, 8, 10). Giulio Ragno Favero • non batteria (3, 5, 7). Dargen D’amico • parole, voce (4) per gentile concessione Giada Mesi Rec, edizioni Off limits/Cock an ear, registrato @ Ai lav Bixio 6 Milano. Jack Garufi • registrazione & mix. Fabrizio Bicio Grenghi • registrazione & produzione. Ivo Grasso • produzione & management. Alberto Cutolo & Adel Al Kassem • mastering. Legno • layout grafico. Registrato mixato & masterizzato @ Massive Arts Studios Milano dicembre 2010 / gennaio 2011 | Massive Arts Records | Edizioni • Massive Arts Italy/Star srl

thanks.

Grazie alle nostre famiglie, amici, fidanzate, amanti. Grazie a Sacha, Conco,

Ivanovich, Jack, Domi per strumentazione & support.

contatti.

Band • fratellicalafuria@gmail.com | Management • ivog@massivearts.com |

Booking • booking@sapharydeluxe.it & info@dnaconcerti.it | Press • info@lunatik.it | www.fratellicalafuria. tumblr.com | www.massivearts.com


43:21


Fratelli Calafuria 'Musica Rovinata' - booklet