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GeneralitĂ  sulle protezioni dei macchinari

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Protezioni sui macchinari

Elementi di trasmissione del moto • I costruttori e gli utilizzatori di macchine utensili devono cercare di eliminare o ridurre i rischi associati agli elementi mobili di trasmissione del moto: – obbligo di protezione per alberi, pulegge, cinghie, funi e catene (D.P.R. 547/55 art. 55/56).

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Protezioni sui macchinari

• La legge impone di segregare le parti in movimento mediante dispositivi di protezione appropriati, come barriere materiali o immateriali.

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• Possono essere usati dispositivi rimovibili (dotati comunque di protezioni interbloccate) nel caso in cui esigenze lavorative richiedano interventi sulle parti stesse.

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Protezioni sui macchinari

Zona di lavoro • L’art. 68 del D.P.R. 547/55 si propone i seguenti obiettivi: – ridurre i rischi di taglio, schiacciamento, cesoiamento ecc., generati dagli utensili di lavoro; – impedire, se tecnicamente possibile, l’accesso alla zona di lavorazione.

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• È possibile raggiungere tali obiettivi disponendo le misure di seguito indicate. – Totale inaccessibilità alla zona di lavoro, equipaggiando la macchina, in relazione alle necessità di accesso alla stessa, con:

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• protezioni fisse; • protezioni mobili; • comandi manuali a doppio pulsante.

– Accesso parziale alla zona di lavoro, equipaggiando le parti attive della macchina con: • protezioni mobili e facilmente registrabili.

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– Accesso non evitabile alla zona di lavoro; in questo caso è possibile ridurre i rischi di infortunio attraverso: • l’utilizzo di dispositivi di arresto d’emergenza posizionati in prossimità dell’utilizzatore; • l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale; • la distribuzione delle attività lavorative in base alle reali competenze del personale impiegato;

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• la definizione e l’applicazione di procedure di lavoro di intervento studiate in modo da ridurre al minimo i rischi; • la riduzione della velocità di lavoro; • una adeguata formazione degli operatori.

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Dispositivi di protezione • La scelta dei dispositivi di protezione dipende dai seguenti fattori: – tipo e importanza del rischio da trattare; – caratteristiche della macchina e suoi vincoli di sfruttamento; – costo dell’equipaggiamento delle protezioni rispetto al valore residuale della macchina.

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• I dispositivi di protezione si dividono in: – materiali; – sensibili.

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Protezioni materiali • Sono le più utilizzate perché hanno un costo minore rispetto a quelle sensibili; inoltre, possono essere facilmente realizzate e installate da parte del personale dell’azienda.

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• Sono di tre tipi: – fisse; – mobili; – regolabili.

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• Le protezioni materiali sono fisse quando sono mantenute in posizione in modo permanente (tramite saldatura o rivetti) ovvero per fissaggio (per mezzo di viti o bulloni). Hanno tre diverse forme:

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– locali, ossia collocate nelle immediate vicinanze dell’organo pericoloso; – carterature, per isolare un insieme di elementi pericolosi; – perimetrali, per proteggere un insieme di rischi presenti nella stessa area.

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• Le protezioni mobili sono collegate alla struttura della macchina o a elementi fissi vicini per mezzo di cerniere o guide scorrevoli. Richiedono un dispositivo di blocco o interblocco, solo se il rischio lo richiede, allo scopo di:

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– impedire le funzioni pericolose della macchina, se disinserito; – porre in arresto le zone pericolose, quando disinserito; – non consentire da solo l’avviamento della macchina, se reinserito.

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• Le protezioni regolabili infine, non sono altro che delle protezioni fisse o mobili che possono essere registrate; limitano la zona d’accesso alle parti in movimento, nel caso in cui queste ultime non possano essere rese totalmente inaccessibili.

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Protezioni sensibili • Perché sia efficace, la protezione deve essere posizionata tenendo presenti: – il tempo d’arresto della macchina; – la velocità con cui la persona può avvicinarsi alla zona pericolosa.

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• I valori teorici delle distanze e delle dimensioni sono forniti dalle Norme UNI EN 294.

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• Il compito di questi dispositivi è di arrestare la macchina se: – si supera un limite di sicurezza; – si agisce, volontariamente oppure no, su un organo sensibile.

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• I dispositivi sensibili sono di due tipi: – ad azionamento meccanico; – immateriali.

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• I dispositivi ad azionamento meccanico sono generalmente costituiti da un elemento azionatore (es. barra, cavo), il quale agisce su piÚ segnalatori di posizione.

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• I segnalatori sono realizzati sia su un circuito d’arresto normale della macchina, sia su un circuito d’arresto d’urgenza. • I dispositivi ad azionamento meccanico sono facilmente realizzabili e sostituibili.

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• I dispositivi immateriali sono di due tipi: – cellule fotoelettriche; – barriere immateriali.

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• Servono per segnalare: – il superamento di un limite; – la presenza di una persona in una zona; – il corretto passaggio del materiale in lavorazione.

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Azione volontaria di messa in marcia • Per evitare incidenti dovuti all’avviamento accidentale della macchina, è opportuno ricorrere, a seconda dei casi, ai dispositivi segnalati nella diapositiva successiva.

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– Relè di minima tensione. – Comandi ad azione mantenuta. – Leve a doppio innesto.

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– Comandi a doppio pulsante. – Pulsante di emergenza a sbloccaggio manuale.


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Funzioni di avviamento • La legge impone che gli organi di comando delle macchine siano chiaramente identificati; i colori e i simboli utilizzati devono inoltre rispettare le norme CEI EN 60204-1. Di seguito, sono indicati i colori da utilizzare in funzione dei comandi della macchina.

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Comando di emergenza; è l’unico colore utilizzabile; indica l’arresto della macchina o di una parte della stessa. Comando di avviamento; in alternativa si possono usare il grigio e il nero; è vietato il rosso; indica l’avviamento del ciclo.

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Comando di arresto; si possono utilizzare anche il grigio e il bianco; è vietato il verde; indica l’arresto del ciclo.

Stato di sicurezza; è vietato ogni altro colore; indica la chiusura delle protezioni e l’avviamento delle aspirazioni.

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Comando di ripristino; possono essere utilizzati anche il bianco e il grigio; sono vietati il verde e il rosso; indica il ripristino del relè di protezione.

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Illuminamento • Una adeguata illuminazione può ridurre i rischi di infortunio. • Le Norme tecniche ISO 7726 forniscono valori indicativi di illuminamento per ciascun posto di lavoro, in funzione del tipo di attività svolto e della natura del posto. La diapositiva successiva mostra alcuni dei valori consigliati.

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• Ambienti di lavoro esterni: 30/75 Lux. • Lavori grossolani: 120 Lux. • Lavori di media finezza: 250 Lux. • Lavori fini: 500 Lux. • Lavori finissimi: 750/1.000 Lux.

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