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franco rosi architetto portfolio 2010 franco rosi architetto portfolio


Profilo, Franco Rosi, Milano 1964. 1989, Laurea in Architettura, corso di laurea in Composizione Architettonica presso la facoltà di Architettura del Politecnico di Milano.1990, abilitazione professionale presso il Politecnico di Milano. 1990/1994, collaborazione con “Gregotti Associati International” di Milano partecipazione a numerosi progetti e in Italia e all’estero. Alle collaborazioni e consulenze si sovrappone l’attività professionale autonoma che affronta prevalentemente concorsi di architettura nazionali e internazionali, interni residenziali e allestimenti. 1998, 1° premio nel concorso internazionale per la riqualificazione di P.za Cavour aLa Spezia: nuovo mercato coperto, sistemazione dello spazio urbano e parcheggi interrati. 1999/2000, menzioni nei concorsi nazionali per la ricomposizione di P.za Matteotti a Grugliasco (To) e per la progettazione di impianti sportivi e ricreativi comunali ad Altare (Sv). Dal 1995 al 1999, progettista responsabile, coordinatore delle attività di progettazione per “Ricciuti Associati” e “Progetto Lodovico” di Milano. 2000/2007, apertura studio professionale a Milano con arch. Enrico Molinari; di piccole dimensioni, ma concepito come una struttura aperta e flessibile, in grado di allargarsi con altri progettisti e/o gruppi di progettazione. Le attività prevalenti riguardavano la progettazione architettonica relativamente a interni e allestimenti, concorsi, studi di fattibilità a scala urbana e territoriale e servizi alla progettazione, redazione di progetti definitivi e/o esecutivi, computi capitolati, per conto di società o studi professionali. 2007/2010, collaborazione con Progetto CMR Milano, come Design Leader su diverse commesse a scala architettonica e urbana e come Project/Design Leader per la redazione del progetto esecutivo e la direzione artistica di Torre Desio, attualmente in fase di realizzazione. Progetti Credo che in questi lavori, anche se alcuni sono frutto di collaborazioni e consulenze, esistono dei temi ricorrenti, probabilmente incompleti e privi della pretesa di risolvere le contraddizioni e le incertezze del progetto contemporaneo, ma rintracciabili. Progetti che tentano di precisare una visione in cui il disegno e l’elaborazione di contenuti e forma tendono a risolvere il problema dell’unità del progetto a contatto con la complessità dei contesti e delle condizioni con cui si entra in rapporto/conflitto. Sicuramente tentativi, in cui si è cercato di far convivere la dimensione parziale del frammento e dell’eterogeneità della materia architettonica con la continuità e l’unità del tutto. Progetti in cui si rappresenta l’umana necessità di conoscere e incidere nelle trasformazioni in atto e in cui non ci si oppone all’irruzione improvvisa, nel nostro contesto razionale, di elementi, di materiali e tracce inconsuete e nuove che tendono a destabilizzare antiche certezze e morfologie consolidate. franco rosi architetto portfolio


progetti di architettura

regesto

01.Milano, stabile in v.le Montegrappa Consultazione per progetto di recupero in zona B2, progetto di massima, 2009 02.Per “Pcmr” - Villasanta (Monza), Ecocity Torre mista terziaria e residenziale, progetto preliminare per esclusione v.i.a., 2008

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03.Per “Pcmr” - Desio (Mi), “Polo di Eccellenza”, Torre direzionale e galleria commerciale - Variante definitivo, progetto esecutivo architettonico, direzione artistica, 2008 04.Per “Pcmr” - Kumning (CN), Kumning South Station - concorso per la nuova stazione ferroviaria, con arch. M.Tamino, 2009 05.Torino, edificio misto terziario produttivo località Mappano proposta insediamento nuova sede operativa di “Balluff Automation” ,preliminare 2005

ERA

COLAZIONI

Milano, riconversione residenziale - complesso dell’ex fabbrica “La Bigiotteria,” fattibilità, preliminare. 2003 06.Cropani (Kr), clinica ospedaliera – specializzata nella cura dell’ “osteomielite” fattibilità, preliminare, con E. Molinari 2002

sala conferenz

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07.Taglio di Po (Ro), Centro commerciale e multisala cinematografica, fattibilità, preliminare, con P.Veronese 2001-2002 Milano, progetto di case a patio - riconversione edifici produttivi in via Montevideo, fattibilità e preliminare. Proposta per Lossa Consult. 2001 09.Milano, “Zara Business Residence Hotel” , preliminare, con E.B.Pasquè 2001 10.Milano, edificio di abitazione -via F.Carcano, progetto preliminare, definitivo, comunale 2000 franco rosi architetto portfolio

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progetti urbani

regesto

11.Per “Pcmr”- Bosa Marina (Or), Sa Sea resort & golf club – Progetto struttura ricettiva all’interno delle cave di Sa Sea, progetto di massima, presentazione, 2010 - per Pcmr 12.Beeijing (CN), Maxon Masterplan – Progetto nuovo quartiere di espansione residenziale, progetto di massima, progetto definitivo torre tipo, presentazione, 2009 – per Pcmr Istambul (TR), Sur Yapi Masterplan – Concorso nuovo quartiere residenziale, commerciale e ricettivo, progetto di massima, 2009 – per Pcmr

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13.Milano, Masterplan Bocconi – Nuovo campus universitario area ex “Centrale del Latte”, progetto preliminare per definizione linee guida ipotesi concorsuale, 2009 – per Pcmr 14.Padova (Pd), Padova Business Park – Progetto di riqualificazione della zona industriale nord, contenuti urbanistici arch. P.Pomodoro, 2008 – per Pcmr Borgio Verezzi (Sv), proposta di insediamento residenziale - località “Varicelle”, variante al P.r.g., progetto preliminare, con E. Molinari 2004 Sesto Calende (Va), aree ex vetreria Avir progetto di riconversione, studi preliminari, progetto preliminare con E. Brusa Pasquè, 2001

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15.Milano, concorso per il nuovo Polo Universitario del Politecnico alla Bovisa, con R. Gabetti e A. d’Isola, Fiat Engineering, Tecnogen e Sistema 2000: coordinamento “gruppo milanese” in “Progetto Lodovico”, 1998 Monfalcone, Snam –concorso per il nuovo Terminale di Rigassificazione, gruppo diretto da Tierry Sprecher (paesaggista), con F. Ricciuti, Progetto vincitore, 1995 16.Aversa(Ce), P.I.P. Piano per Insediamenti Produttivi – località Lusciano, progetto preliminare, progetto definitivo delle “unità casearie”, 1995 – per F.Ricciuti Associati franco rosi architetto portfolio


interni e allestimenti

regesto

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17.Grugliasco (To), nuova sede Balluff Automation Italia, progetto nuova sede direzionale - preliminare, definitivo, esecutivo, DL, Realizzato 2007 18.Venaria Reale (To), nuova sede di “Balluff Automation”, parziale riconversione di edificio produttivo - preliminare e definitivo 2005 Milano, riconversione residenziale - nell’ex fabbrica “La Bigiotteria” di due unità residenziali preliminare, definitivo, con I. Lombardi, 2003 Orosei (Nu), residenza privata, ampliamento e ristrutturazione, fattibilità, preliminare, con S.Piredda (paesaggista) 2001 19.Pusiano (Co), Mu.V.S. Museo Virtuale Segantini – progetto sistemazione e allestimento della sede provvisoria in palazzo Beauharnais. realizzato 2000-2001

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20.Milano, Klojaf Web Agency - progetto e direzione lavori padiglione espositivo allo Smau 2000 21.Milano, nuova libreria C.L.U.P., parziale riconversione di edificio produttivo – progetto preliminare, definitivo, esecutivo, con E. Molinari, realizzato 1999 22.Friedrichshafen (D), Wohn & Bau Campus realizzazione facciata sperimentale nel Campus fiera edilizia annuale, con G.Biondillo 1998 franco rosi architetto portfolio

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concorsi

regesto

23.Orani (Nu), “Concorso Nazionale di Progettazione per l’ampliamento del Museo Costantino Nivola”, con G. Zirottu. 2007 24.Vercelli, “Concorso Nazionale di Progettazione per il nuovo Palazzetto dello sport e Museo dello sport”, con E. Molinari. G. Zirottu. 2005 25.Milano, concorso in due fasi “Nuove piazze per Milano” – Piazza Ohm, con E. Molinari, M. Matika. 2002

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26.Mendrisio (CH), Europan 6 “Inter-città” – progetto per la nuova stazione ferroviaria e la riqualificazione dell’area urbana adiacente, con E.Molinari, S.Moltrasio. 2001 Milano, concorso in due fasi “Cinque Piazze” per Milano – Piazza Tirana, con L.Beverina, C.Martinato 1999 - 2000 Altare (Sv), concorso nazionale per la progettazione di massima della nuova zona sportiva e ricreativa comunale, con E. Molinari Progetto menzionato, 1999 27.Sarajevo (BIH), “Biennale dei giovani artisti”, concorso in due fasi per la nuova “Concert Hall”, con G.Biondillo e G. Migliavacca, 1999 28.La Spezia, concorso europeo per la sistemazione e riqualificazione urbana dell’area di “Piazza Cavour”, con E.Molinari. Progetto vincitore, 1998 29.Grugliasco (To), concorso nazionale per la ricomposizione di Piazza Matteotti e aree limitrofe, con E.Molinari e I.Lombardi Progetto menzionato, 1997 30.San Donato Milanese, Snam - concorso per la riqualificazione del comparto denominato “De Gasperi ovest”, con A. Esposito, E. Molinari. 1996 31.Neuchatel (CH), Europan 4, “Costruire la città sulla città” - progetto di riconfigurazione e riqualificazione delle aree lungo lago nel quartiere del “Serrieres”, con E. Molinari. 1995-1996 franco rosi architetto portfolio

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Villasanta, “Ecocity” torre mixed use

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Villasanta, “Ecocity� torre mixed use opzione 2

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Taglio di Po, centro commerciale e cinema multisala

comparto J.F. Kennedy

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Il Comune di Taglio di Po, si colloca a sud dell'intersezione tra il fiume Po e la SS Romea; arteria stradale che collega Ravenna a Venezia. Il territorio comunale è situato all'interno del Parco del Delta del Po, nel basso polesine. Il progetto affronta il tema dell’orizzonte e della riconoscibilità insediativa prima che architettonica, l’introversione, l’internità degli spazi e contemporaneamente il rapporto tra interno ed esterno, indagando nuove possibilità morfologiche per il retail. Il multisala cinematografico integrato alla struttura complessiva aumenta le possibilità di articolazione dell’organismo architettonico e la ricchezza spaziale dell’insieme.

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Milano, casa in via Carcano

Nelle maglie disegnate dal Piano Pavia-Masera del 1912, la ricostruzione di un piccolo vuoto tra l’edificazione in cortina, conferma la bassa densità del quartiere Amendola nel settore sud-ovest. Il tipo ricorrente negli isolati compresi tra via Domenichino e via Pagliano e tra via Monterosa e viale Murillo/pz.le Brescia, è l’edificio a Schiera di dai 2 ai 4 piani fuori terra con porzione di giardino verso il centro dell’isolato Un quartiere borghese, meno pregiato del settore adiacente verso sud attorno a via Ravizza, ma altrettanto interessante e comparabile con altri esempi europei contemporanei del primo 900’. L’edificio di 3 piani fuori terra, si pone contemporaneamente come elemento di ricomposizione del vuoto esistente e di articolazione dei fronti. franco rosi architetto portfolio


Le successive alterazioni in altezza degli edifici e gli aggetti delle sostituzioni edilizie degli anni 30’ infatti, hanno rafforzato la lettura volumetrica e tridimensionale degli edifici disposti lungo le cortine edilizie, fatto particolarmente evidente nel tratto di via Carcano oggetto dell’intervento. Un bow-window fortemente aggettante gioca sottilmente con l’asimmetria generata dal suo slittamento e dialoga con la grande finestra a nastro superiore. Il contrappeso formale della mezza volta a botte del tetto, riequilibra l’intero edificio che cela, nel trattamento dell’attacco a terra, lo svuotamento del piano terra che accoglie la piccola hall condominiale. Lontani echi “Loosiani” scorrono velocemente. franco rosi architetto portfolio


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Bosa Marina, Sa Sea Resort & Golf Club Recupero e riconversione cave di Sa Sea

Il Sa Sea Resort cerca un approccio al concetto di "lusso" basato sulla qualità ambientale e paesaggistica, intesa come creazione di una esperienza unica a contatto con un luogo di rara bellezza e dal forte carattere. Il terreno fortemente inclinato della parte centrale del sito contrapposto all’ampia porzione pianeggiante delle aree di cava a Nord e sud, rappresenta la particolarità del sito in cui convivono la presenza della natura selvaggia e della natura modificata dall’uomo. Le residenze Un edificio a ventaglio che sembra disegnato dalle curve di livello del terreno, accoglie i clienti ponendosi come elemento di unione tra l’area dei servizi e le residenze che da questo punto centrale si snodano verso sud ovest orientate completamente verso il mare. La percezione di questa parte di Resort attraverso i percorsi pedonali, è simile a quella di un borgo murato ombreggiato e “segreto”, con visioni imprevedibili oscurate dalla vegetazione crescente nei giardini e nei patii privati ai lati dei percorsi stessi. Un borgo poco percepibile dall’esterno per la ricercata relazione tra edifici e livelli del terreno che consentono al contempo la massima integrazione paesaggistica la completa vista mare che orienta e caratterizza le terrazze e i dehor esterni degli edifici. Dalle terrazze delle residenze, questo paesaggio si confonde con il terreno attraverso l’utilizzo di tetti verdi e di leggere schermature frangisole. Pietra levigata, a spacco, intonaco a base di calce bianca nelle cornici delle finestre e dei tetti, travi, rivestimenti, serramenti e elementi in legno, intonaco colorato in pasta; pochi materiali diversamente assemblati interpretano la tradizione costruttiva del luogo. franco rosi architetto portfolio


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I servizi. Al carattere privato e alla tranquillità delle zone residenziali, si contrappone e l'atmosfera energica e festiva degli spazi e dei servizi articolati a nord e a sud del complesso nelle ex aree di cava, sia per la clientela del resort e sia per i fruitori esterni legati all’attività golfistica. Nell’area a nord, l'orizzonte dell'acqua e della pietra del fondo cava, contrapposte alla verticalità della luce, della vegetazione e delle pareti rocciose, creano un luogo dove si identificano in maniera cristallina i servizi dal resort; essi amplificano il contatto con la natura e le relazioni con il paesaggio attraverso la riconoscibilità della loro forma e la precisione della propria giacitura, offrendo viste e squarci prospettici che misurano la vastità dello spazio a disposizione. Attorno ad un grande pontile in legno che nasce dal lento raccordare della scalinata lungo il muro di cava nord con l’edificio della lobby ingresso, sono collocati i principali servizi. L’acqua occupa l’invaso della cava con piscine terrazzate e specchi d’acqua; il padiglione ristorante, la bassa tettoia in pietra per le piccole attività commerciali, la Spa, il portico ligneo delle piscine, i solarium e tutti i percorsi sembrano galleggiare su questo elemento. Intorno, ai piedi delle pareti rocciose, varie zone relax a verde chioschi all'aperto sul bordo della “scogliera”rafforzano il ruolo attrattivo di questa zona.

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La Club House pur nella sua autonomia anticipa da sud verso nord l’immagine di tutto il resort; un basso edificio sinuoso adagiato sulle curve di livello appare come un dispositivo paesaggistico che filtra le relazioni con l’ambiente, ricercando da un lato il completo affaccio verso il mare e dall’altro, di accogliere e rappresentare la clientela legata alle attività golfistiche raccogliendosi mediante un basso porticato attorno all’area di accesso carrabile. L’area di cava a sud è concepita in un contesto di completa “rinaturalizzazione” in adiacenza al campo pratica. Un nuovo piano di appoggio inserito nel suo invaso crea un edificio-piastra con tetto verde che si raccorda lentamente alla quota sottostante formando a meridione, una “cavea-landscape” per spettacoli all’aperto che sfrutta l’imponenza della parete rocciosa della cava come scena fissa.

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Bejiing, nuovo quartiere residenziale e ricettivo Maxon masterplan

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Aerated concrete blocks Metal handrail

Metal plant vase Wall cladding gres slab

Thermal insulation

Wall plaster Levelling screed Anti-freeze gres floor

Wall cladding gres slab

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Milano, Campus Bocconi progetto pilota 1

1 master & executive courses,lecture hall,study box,lounges,lecture offices,administration offices,meeting room 2 bocconi dorms 3 servizi 4 biblioteca 5 recreation sport center

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Milano, Campus Bocconi progetto pilota 2

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Grugliasco, nuova sede Balluff Automation Italia

Lungo l’asse di c.so Allamano, storico tracciato di espansione industriale e commerciale di Torino, in un “tradizionale” edificio prefabbricato, il progetto tenta con discrezione di riflettere sulle trasformazioni del concetto di spazio destinato al lavoro e di esprimere in maniera altrettanto discreta, l’immagine aziendale legata alla produzione industriale ad alto tasso tecnologico. L’edificio di tre piani fuori terra, colloca al piano terra reception e deposito/laboratorio, al 1° piano gli uffici tecnici, marketing ,vendite e sala polivalente, al 2° piano uffici dirigenziali, sale riunioni. Al 1° piano l’open space è la risulta perimetrale dello spazio centrale destinato ad aula didattica e sala riunioni generale da 16/18 posti diversamente configurabile. Gli ambienti di lavoro si snodano intorno a questo volume parzialmente vetrato, suddiviso da pareti attrezzate semplici o doppie. Lo spazio è continuo e ortogonale, geometrico, tecnico, la luce naturale è modulata da un sistema di tende a scorrere che enfatizza la sensazione di unità e raccoglimento. Il secondo piano; che ospita le attività di maggior contenuto relazionale, mette in discussione la continuità dello spazio e la possibile chiara identificazione della distribuzione. L’eliminazione del corridoio rende possibile la percezione di tre oggetti parzialmente o totalmente vetrati la cui giacitura e relazione crea degli spazi apparentemente interstiziali che realizzano una libera connessione tra le attività operative. Fondamentale è la flessibilità e l’intercambiabilità delle destinazioni d’uso proposte e le relazioni che vengono a stabilirsi attraverso le partizioni vetrate o opache tra gli ambienti di lavoro. Relazioni diagonali, di percezione della profondità che stimolano forse la coscienza della complessità del mondo esterno, in cui però l’incertezza del futuro è assunta come risorsa per sperimentare nuovi rapporti e relazioni/contatti. La porosità e la fluidità dello spazio vengono rappresentate qui, dove si svolgono attività operative e decisionali, costantemente relazionate al mutare del mondo esterno attraverso le reti informatiche. Come in un fotogramma di Tatì o in una installazione di Kiefer dove sguardi o oggetti dell’esistenza umana possono essere visti come scorie di un passato industriale o come materiali di nuovi possibili paesaggi. franco rosi architetto portfolio


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VV.FF.

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Klojaf Web Agency, allestimento allo Smau 2000

continuità/innesto

Un piccolo allestimento di un padiglione che offre lo spunto per riflettere sulle possibili relazioni simboliche tra lo sviluppo delle reti informatiche, che ci tengono costantemente e diagonalmente in relazione con il “mondo” (comunicazione, immagini) e la realtà dell’esistenza urbana. Un universo precedentemente percepito nei suoi frammenti, aderenti alle nostre esperienze ora virtualmente ricomponibile nella sua totalità attraverso la rete. L’irrompere di tali possibilità nella nostra vita (urbana e lavorativa, in questo caso), provoca attriti e introduce “fattori perturbativi” che vanno a stratificarsi sullo stato di fatto. L’opposizione e l’indipendenza tra interno e esterno esprimono questo rapporto che in fondo è un dialogo possibile. Nessun processo decostruttivo e/o autodistruttivo della forma intacca e disorienta la tenuta strutturale e formale dell’edificio; così come accade realmente nelle nostre città in cui le interiora dei corpi edilizi sono in continua trasformazione. Innesti, senza traumatiche crisi di rigetto. Una bassa torre angolare come soluzione urbana moderna/contemporanea erosa alla sua base da probabili precedenti modificazioni, rivela timidamente il suo svuotamento e la sua compressa spazialità interna dove la riconoscibilità dell’azienda e la sorpresa del visitatore sono ricercati attraverso l’integrazione tra spazio e supporti grafici che annullano i riferimenti di scala. franco rosi architetto portfolio


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Friedrichshafen, Wohn&Bau Campus

osmosi

Un esperimento, una simulazione in scala 1:2 (circa); un edificio urbano di tre piani fuori terra viene virtualmente privato della sua facciata. Questo atto rivela le interiora di un organismo edilizio in cui, come nelle fotografie e nei fotomontaggi parigini di Doisneau, ogni apertura rappresenta ed esprime la singolarità dell’esistenza umana raccolta nella propria intimità domestica. Setti-pareti diversamente colorati, simulano diverse condizioni prospetticospaziali delle stanze, nuclei base dell’esistenza urbana.

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Vercelli, nuovo Palazzo dello sport e Museo della scherma concorso

ingresso e biglietteria stadio e/o bar e giardino

biglietteria

La proposta progettuale ha come obiettivo fondamentale quella di sfruttare la possibilità di immaginare un edificio pubblico come elemento urbano che rafforzi i fattori di stabilità all’interno della materia urbana consolidata. La parte di città in cui il nuovo complesso va a inserirsi, ( grande vuoto in fregio ai viali di circonvallazione del nucleo storico della città), appare morfologicamente definito senza problemi di dispersione e di continuità della forma urbana delle aree periferiche. Il diradamento della cortina edilizia su strada negli isolati verso sud che tende a indebolire la compattezza del tessuto urbano non intacca questo carattere; si tratta quindi, in questo caso, di enfatizzare l’appartenenza dell’intervento al corpo della città. L’orizzontalità del grande vuoto del campo da gioco dello stadio Piola e del parco Camana sembrano determinare la necessità di un continuo sguardo verso l’estermo La notevole mole fisica del palazzo dello sport e quindi il forte impatto volumetrico sul resto del complesso è attenuata dalla composizione per strati orizzontali che accentua il disegno dei solai, sia che siano in aggetto o complanari alla facciata su cui, i tamponamenti perimetrali e le parti trasparenti, possono correre liberamente.

squadra A

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atrio atleti

infermeria

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arbitri

ingresso pubblico e atleti eventi sportivi

spogliatoi palestra

palestra fitness / welness

deposito palazzetto e area retropalco

accesso museo e piazza sopraelevata

veranda caffetteria / ristorante

cucina

caffetteria

hall ingresso / info / biglietteria allenamento scherma

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Il palazzetto dello sport è una grande “aula” flessibile e allestibile per altre manifestazioni ed eventi. Dal suo interno vi è la possibilità di vedere in trasparenza totale o intuire attraverso l’opacità dei vetri, le attività legate alla scherma; dagli spalti è possibile fruire di un “ballatoio” vetrato in quota che si connette al museo e al giardino alberato attraverso una scala metallica protetta dai solai che diventano pensiline. Il museo dello sport, propone la possibilità di realizzare un percorso museale attorno ad un patio interno che modula la luce naturale e rende gradevole l’utilizzo di questo piccolo spazio raccolto nella stagione estiva come prolungamento dello spazio espositivo stesso. E’ evidente l’intento di utilizzare questo misurato “oggetto” come elemento di orientamento e riconoscibilità del carattere pubblico dell’edificio. La piazza sopraelevata, enfatizzata dalla gradinata di raccordo con la strada e il parcheggio, è legata alla fruizione del museo ma diventa una terrazza panoramica sullo stadio e sul parco, riparata e sovrastata dai Cedri esistenti; un luogo di sosta e di incontro collegato anche esternamente al giardino sottostante. .

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Mendrisio, nuova stazione e riqualificazione aree adiacenti europan 6, “In between cities”

Unità e frammento.

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La porzione di città oggetto del concorso è, nonostante le sue potenzialità e forse proprio a causa di questo, tutt’altro che omogenea; non è continua, non è definibile come un tessuto urbano. E’ un sistema di corpi urbani di natura, formazione e caratteristiche diverse, proiettato dal sistema infrastrutturale (rete autostradale e ferroviaria), a scala territoriale. La nostra proposta in relazione al tema di “Europan 6” si muove da alcune riflessioni generali. Siamo coscienti che in questa condizione ibrida e discontinua in cui vivono gli elementi e i “materiali urbani” della città contemporanea, il progetto (per poter aspirare di aderire alla realtà), è portato a diventare anch’esso un sistema frammentario e destrutturato, che esalta le differenze e le eccezioni a scapito della continuità e dell’unità morfologica.. Nostra intenzione primaria è di conseguenza quella di trasformare in senso positivo questa condizione di potenziale debolezza, realizzando oggetti ad alta espressività con una forte identità. Gli oggetti e i materiali (cioè elementi singoli o insiemi di oggetti gia composti in “semilavorati urbani”), da cui trarre nutrimento nell’azione progettuale, sono in questa ottica considerati tutti sullo stesso piano come dei possibili partecipanti alla sintesi progettuale finale. Questi sono; i tracciati e gli svincoli autostradali e ferroviari, le porzioni o i frammenti di tessuti urbani, i corpi edilizi di diversa scala (residenziale – produttiva commerciale), i luoghi dismessi o ancora attivi, il tessuto storico con i suoi monumenti i suoi tracciati e la sua unità morfologica e infine il paesaggio e il territorio naturale in cui questa totalità ibrida è inserita. Solo una diversa selezione nell’elenco di questi argomenti guiderà la strategia progettuale, e non un giudizio di valore sugli stessi.


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Il progetto Non vogliamo che il ricorso alle immagini del frammento, dell’eterogeneità, della discontinuità e cioè della scomparsa di uno stato delle cose unitario e armonico sia un’ occasione per produrre un giudizio negativo sulla città contemporanea o, all’opposto, farne di questa condizione un manifesto. Il progetto crediamo affronti in maniera “costruttiva” il compito della riconquista e del riscatto di una parte di città, articolandosi in modo da poter esprimere contraddittoriamente e contemporaneamente il carattere unitario e la dimensione parziale del frammento urbano, attraverso il recupero di un criterio di composizione a grande scala che tende alla stabilità. Sono gli argomenti di questa composizione (pattern 1,2,3,4,5,6) ad essere internamente complessi, stratificati, intensi e non riconducibili ad un modello urbano e ad un principio insediativo unitario.

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FITN ES S P A R KIN G

S H O P S + LEIS U R E

S H O P PIN G C EN TR E

P A R KIN G P A R KIN G

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P A R KIN G

R ES ID EN C E

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C U LTU R A L C E N TR E R E SID E N C E

R E SID E N C E H A LL SHOP

LAB + P AR KIN G

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LA B + P A R K IN G

P AR K IN G


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La Spezia, riqualificazione di p.za Cavour e ricostruzione del mercato concorso, 1° premio La nostra proposta ha come obiettivo fondamentale il totale recupero della piazza come spazio pubblico aperto e la riqualificazione del mercato mediante il suo abbassamento ad un livello sottostante creando una nuova “piazza” ad esso dedicato. L’intento è quello di sfruttare il più possibile il significato spaziale delle funzioni commerciali che se indirizzate crediamo, possono essere aggreganti dal punto di vista urbano costituendosi come punto di riferimento per altre attività, in un luogo in cui vorremmo che la vita quotidiana sia in futuro ospitata e non sopraffatta. La “crisi dello spazio pubblico” e dei contenuti che esso rappresenta attraverso le forme tradizionali, è legata alla carenza di modelli o alternative valide in grado di esprimere nuovi valori e diverse modalità d’uso dello spazio urbano. La scelta dell’amministrazione di collocare qui un parcheggio che consenta l’interscambio con il mezzo pubblico e con la fruizione pedonale della città (confermando la presenza del mercato), è per noi la possibile dimostrazione di una teoria : l’accettazione della natura complessa e stratificata della realtà urbana contemporanea, assunta dal progetto come occasione per realizzare un sistema aperto di elementi, in relazione tra loro in virtù della specificità funzionale e formale di ognuno di essi. L’intento di dare forma architettonica alla “concentrazione urbana”, di esprimere l’istinto di agglomerazione e di stratificazione della città (e non di dispersione), possono avvenire accettando anche gli squilibri e le situazioni conflittuali, allo stesso tempo fuori da una logica di ricomposizione urbana e di assennata ricerca di nuove (o “antiche”) irraggiungibili unità compositive, o al contrario non aderendo ad una totale e indifferenziata esplosione delle parti a contatto con la materia urbana esistente. Nel caso in questione comunque la situazione appare più semplice e meno carica di valori assoluti trattandosi di un contesto in cui la definizione progettuale appartiene più alla categoria del disegno del suolo, all’utilizzazione delle possibilità di abitare livelli di connessione piuttosto che quello direttamente edilizio, il quale gioca un ruolo di supporto a chiarimento delle relazioni tra gli elementi in gioco.

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Il nuovo scenario in cui abbiamo immaginato il rapporto tra piazza Cavour e la città è quello di un simbolico ruolo di ingresso a questa, di limite urbano e quindi di sosta che, come in molte piazze di città italiane e sud europee, si sono storicamente insediate attività di mercato o di scambio in una posizione strategica per il maggiore spazio fisico a disposizione e per la vicinanza al cuore della città stessa. Liberata quasi totalmente dal mercato, presenta una serie di elementi distinti da una diversa connotazione formale: una struttura metallica di copertura, una zona alberata, una vasca d’acqua, un edificio a ponte sul corso, un grande taglio che “trasferisce” parte della piazza alla quota inferiore, un sistema di pensiline che protegge il lato sud-ovest, e una gradonata di raccordo tra i due livelli. L’eliminazione dei controviali lungo i lati maggior inoltre, permetterà di accogliere le estensioni esterne degli esercizi commerciali presenti nella piazza, aumentando il grado di attrattività nella stagione estiva. L’elemento di connessione e continuità tra la piazza e la quota inferiore del mercato è la grande gradonata, il suo lento raccordare tra i due livelli permette di accentuare il senso pubblico della piazza enfatizzando il dislivello rispetto al piano della città e rivelando la complessità e la stratificazione della intera costruzione urbana. E’ concepita come un vero e proprio spalto che può contenere il pubblico di manifestazioni all’aperto o più semplicemente essere quotidiano luogo di sosta e di riposo. Il mercato a quota -4.20 quindi, è in parte sottostante al piano della piazza e in parte all’aperto nel vuoto lasciato dallo “scavo”, come una vera e propria ”piazza del mercato”. In questa crediamo stia la caratteristica fondamentale della proposta di riqualificazione del mercato, cioè nella differenziata configuirazione dello spazio commerciale adibito alla esposizione e alla vendita all’interno delle diverse situazioni spaziali proposte. Le possibilità di collegamento e accessibilità tra i diversi livelli infatti, crediamo realizzi un sistema di connessione tra gli spazi e le funzioni che garantiscono ampia flessibilità d’uso delle parti. Un sistema urbano in cui si possa stare “fuori” o “dentro”, muoversi oppure restare immobili, stare tra la gente ma al tempo stesso soli in una sezione di città che speriamo, rappresenti uno “spaccato” di vita pubblica. franco rosi architetto portfolio


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Grugliasco, ricomposizione di p.za Matteotti

Concorso, menzione

La nostra proposta ha come obiettivo fondamentale quello di mettere in rapporto la nuova p.za Matteotti con il resto della città, ridiscutendo ruolo e posizioni delle relazioni consuete tra strada e isolato, piazza e monumento, monumento e tessuto, tentando così di riacquisire i rapporti e le concatenazioni spaziali tra edifici e spazi aperti e la ricchezza narrativa della città storica. Il progetto rivela l’intenzione di lavorare a scale differenti, agendo sulle relazioni contestuali immediate (p.za Matteotti e il complesso ex Maristi), e su quelle a scala urbana (rapporto con v.le Giustetti). Il progetto agisce concretamente su due livelli differenti: 1.ricomposizione del lato sud di p.za Matteotti, residenza e terziario 2.nuovo “broletto” a completamento delle attività collettive esistenti In questa contrapposizione tra ricomposizione della morfologia storica e accettazione delle modificazioni e trasformazioni del corpo della città storica, sta il progetto. franco rosi architetto portfolio


Questa strategia progettuale nasce dalla constatazione di una situazione urbana complessa e potenzialmente molto ricca, in cui è si necessario riordinare e chiarire la situazione esistente, ma anche utilizzare le avvenute modificazioni e le contraddizioni morfologiche e funzionali, come possibili materiali di progetto . Questa condizione unita agli elementi sopra descritti, ha coinciso con l’idea di concepire un edificio unico contrapposto ad uno spazio reso unitario dalla ricostruzione del lato sud; un volume complesso composto per scavo e sovrapposizione, un dispositivo in grado di relazionarsi allo spazio aperto delle piazze adiacenti ed esserne al contempo elemento di riorganizzazione e orientamento. La giacitura ruotata del nuovo “broletto” consente di ribattere per spigolo la difficile geometria del lato est della piazza e il lato ovest, cioè il palazzo Comunale e di diventare sfondo prospettico per p.za 66 martiri e viale Giustetti.

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Snam, S.Donato, comparto De Gasperi ovest

concorso

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