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C.O.N.I. - F.I.V.

Notiziario Sociale Trimestrale • N. 39 Aprile 2015

Triestina della Vela

Associazione Sportiva Dilettantistica Stella d‘oro al merito sportivo

Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in Abb. Postale - 70% - DCB Trieste

L’Assemblea generale Coppa Calbu: tutta la verità Sferzate di bora L’estremo saluto a Emilio Felluga Bandiere e gagliardetti


ricco notiziario con importanti ALLEGATI

Notiziario Sociale Trimestrale • N. 39

Triestina della Vela APRILE 2015

Egregi Soci, Gentili Socie,

Fabio Zlatich fotografato da Max Ceschia.



la stagione 2015 è iniziata! I nostri atleti, dopo aver trascorso i mesi di gennaio e febbraio ad allenarsi in golfo e nella vicina Isola, sono impegnati in una stagione ricca di appuntamenti che speriamo ci regali delle belle soddisfazioni. Pino Bollis puntualmente ci racconta degli appuntamenti di questi ultimi mesi: la riunione dell’UVAI, la premiazione della Barcolana, la Festa di ringraziamento, la Cena dell’Allievo e la Cena Sociale, gli auguri di Natale e il Nastro Bianco sulle nevi dello Zoncolan. In occasione della Cena sociale, a cinquant’anni dalla prima edizione della Coppa Calbu, Roberto Vencato e Roberto Sponza (Sponza è stato il primo vincitore dell’ambito trofeo!) ci hanno raccontato la “vera” genesi della mitica Coppa, nata dalla spensierata fantasia di tre giovani allievi. All’Assemblea sociale, svoltasi con la tradizionale buona partecipazione dei Soci, è stata approvata una variazione dell’articolo 8 Regolamento sul turno degli arripamenti. Paolo Pocecco ci illustra le buone norme di comportamento per l’utilizzo, in mare e in porto, della bandiera nazionale e del guidone sociale, e Sergio Riccobon, giustamente, ci esorta a esporre con orgoglio, sulle nostre imbarcazioni, il guidone sociale. La morte di Emilio Felluga ci ha profondamente addolorato. A pagina 17 rivolgiamo l’estremo saluto a un nostro grande Amico. In allegato ci sono importanti comunicazioni ai Soci relative alle nuove norme per il tesseramento FIV e alla temporanea sospensione delle lavorazioni sulle imbarcazioni sulla soletta sociale. In merito a questo problema il Consiglio direttivo sta adottando i dovuti

in questo numero La nota del Presidente 2 Assemblea generale 3 Premi dalla XIII Zona 5 Sferzate di bora 6 Auguri e nuovi Soci 7 Grazie ai collaboratori 7 Cena Sociale e Coppa Calbu 8 Francesco subentra a Giuliana 10 Bambini in festa 11 Premi dalla SVBG 12 Cena dell’Allievo 13 Solo Due o Solisti 14 Verso il Mondiale di Altura 15 L’entusiasmo di Bolzan 16 Saluto a Emilio Felluga 17 Bandiere e gagliardetti 18 I lettori ci scrivono 21 Nastro Bianco sullo Zoncolan 22 I legni colorati di Giorgio Fonda 23 Amarcord 24 Triestina della Vela Pontile Istria, 8 - 34123 Trieste Segreteria Tel. 040306327 - Fax 040313257 Bar Ristorante 040305999 www.stv.ts.it - info@stv.ts.it Direttore Responsabile Pino Bollis Tel. e Fax 040415535 - Cell. 3472692972 giuseppe.bollis@gmail.com Autorizzazione del Tribunale di Trieste n. 1059/24.10.02 Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in Abb. Postale 70% - DCB Trieste Fotocomposizione e stampa Luglioprint - Trieste Questo numero è stato chiuso per la stampa il 15 marzo 2015. In copertina “Maja” di Gianni Tamaro alla Sailing for Children del 2014 (Foto Ceschia).

provvedimenti per riaprire quanto prima la consueta attività. Chiude la Brazzera un Amarcord dal sapore tecnico... dedicato a uno splendido spinnaker del 1938, giunto fino a noi in ottima forma! Aspettandovi in mare. Il Presidente Fabio Zlatich


SEDE

Alla via così che ci va bene L’Assemblea di febbraio. Distintivi ai Soci anziani. Modificato l’art. 8 circa il turno degli arripamenti.

L’

Assemblea dei Soci tenutasi in febbraio ha messo in luce una Triestina della Vela in buona salute, malgrado qualche problema legato soprattutto al settore Mare relativo alla manutenzione delle barche in soletta che deve avvenire nel pieno rispetto delle norme antinquinamento. Ha presieduto la riunione Marco Penso, segretario Paolo Vatta. Che per il resto le cose stiano procedendo bene è confermato dal lusinghiero esito delle votazioni sulle relazioni del Presidente Fabio Zlatich, del Tesoriere Gino Neglia e del Presidente dei Revisori dei conti Fabio Fonda. Insomma: un “alla via così, che ci va bene”. Dopo aver ringraziato Niki Orciuolo per l’organizzazione di eventi culturali, Zlatich ha ricordato l’importante riunione dei dirigenti dell’UVAI tenutasi in ottobre alla STV (ne riferiamo a pag. 15). Un minuto di raccoglimento è stato osservato per i Soci deceduti nello scorso anno: Erminio Iugovaz, Abardo Neri, Federico Pillinini, Roberto Mejorini, Bob Curtis Plan e Lucio

Russo Cirillo. Grazie all’insostituibile aiuto dei Soci è stato possibile svolgere vasta attività nel sociale collaborando soprattutto con la Scuola, Calicanto, Fuoricentro e Sailing for Children. A lungo il Presidente si è soffermato sugli importanti investimenti fatti per la manutenzione della sede e per le strutture nautiche. Nel 2014 la STV è stata impegnata nell’organizzazione, in proprio o in collaborazione con YCA, YCPSR e SVBG, di ben 15 regate e manifestazioni veliche. Ottimo il successo della Scuola vela, con 200 presenze in nove corsi. Dodici bambini sono stati convocati per il perfezionamento e quattro sono stati selezionati per il pre-agonismo, i cosiddetti Mini, per il 2015.Vasta l’attività agonistica, dal Laser al 420, all’Optimist. Sono una ventina i Soci adulti che regatano in Snipe, Star, Laser e Finn. Nel 2014 si sono laureati Paolo Pinelli campione italiano ORC C1, Lorenzo Bodini campione europeo e mondiale ORC B, Giulio Giovanella campione mondiale classe 12 m.




SEDE I Soci che hanno ricevuto i distintivi di fedeltà.



Zlatich ha concluso la prima parte della sua relazione ricordando che - con spirito di collaborazione a un evento importante per Trieste - abbiamo organizzato la regata Barcolana Notturna sui 2.4 per i ragazzi diversamente abili, oltre alla Barcolana Challenge, novità introdotta nel 2014, che mette a confronto su monotipi i vincitori delle varie categorie della Coppa d’Autunno. La relazione di Zlatich è stata approvata all’unanimità. Ha preso quindi la parola il Tesoriere Gino Neglia per l’illustrazione dei bilanci consuntivo e preventivo. Al 31dicembre 2014 la situazione patrimoniale si è chiusa su un totale a pareggio di attività e passività pari a € 2 milioni 354 mila 171,26 (€ 2 milioni 284 mila 171,26 nel 2013). Sempre alla fine dello scorso anno, la situazione economica ha evidenziato spese ed entrate a pareggio per € 610 mila 552,05 (€ 533 mila 492,40 nel 2013). All’unanimità sono state approvate le relazioni del Presidente dei Revisori dei conti Fabio Fonda e quella di Neglia. A fronte di entrate ordinarie per 531 mila 200 euro, il bilancio preventivo 2015 contempla spese per pari importo, dove a sport, personale, sede e utenze sono imputati gli importi maggiori: rispettivamente 180 mila, 110 mila e 110 mila euro. Il preventivo è stato approvato con 172 sì e un solo astenuto. Ha ripreso quindi la parola il Presidente Zlatich per parlare dei programmi

per l’anno in corso, che si sostanziano in: Regata di apertura trofeo Bongo Ferin Alpe Adria Finn, Trofeo IRC dell’Adriatico, Trofeo Bisso, Sailing for Children, Trofeo regionale FVG Zero, Mitteleuropa IRC Championship, Marinaresca, Piccolo Nastro Azzurro, Nastro Azzurro, Trofeo Insiel, Trofei Finozzi e Alesani, One Design Sailing Day, Trofeo Città di Trieste per Paolo e Marevino. Anche la seconda parte della relazione del Presidente è stata approvata all’unanimità. Il distintivo d’oro per i 25 anni di appartenenza alla STV è andato a Diego Baret, Massimo Brosch, Carlo Conti, Stefano Crechici, Paola Fachin, Paolo Inchiostri, Guido Piccoli, Michele Pipan,Valentina Savelli e Paolo Valle. Hanno maturato 50 anni di anzianità, meritando il distintivo d’oro con brillante, Claudio Colonna, Sergio Gianolla, Giorgio Radin, Sergio Silvani, Giuseppe Terdoslavich. Poiché le tradizioni sono la struttura portante di Circoli come il nostro, abbiamo il piacere di segnalare che fra questi ultimi ci sono Soci che hanno scritto la storia della Vela: Pino Terdoslavich e Giorgio Radin hanno formato uno dei nostri equipaggi juniores; Giorgio Radin è citato nell’Albo d’oro avendo vinto un titolo italiano come prodiere di Giorgio Ferin. Claudio Colonna è stato armatore di “Martin Eden” (passera),“Samurai” (III Classe IOR) ed “El Raguseo” (III Classe IOR) vincitrici di tantissime regate e anche due volte della Coppa d’Autunno-Barcolana (il figlio di Colonna, Alessandro,


nell’apposito registro degli alaggi, previa regolarizzazione della loro posizione amministrativa». Fra gli interventi, da ricordare quelli di Franco Lamonarca che aveva proposto una diversa modifica dell’articolo 8; di Sergio Riccobon ancora che aveva auspicato la consegna di un guidone all’atto del pagamento del canone; di Roberto Ragogna e di Stefano Crechici sull’opportunità di rendere possibile la prenotazione degli alaggi via web. Era stata chiesta anche la votazione per l’approvazione della modifica del punto g) dell’Art. 8 (esposizione del guidone), ma il Presidente dell’Assemblea aveva fatto notare che la richiesta non era all’ordine del giorno, quindi non si poteva passare a votazione. In ogni caso è stato dato incarico al Consiglio direttivo di rendere attuativa la modifica al comma g) e il Socio Brezich aveva ricordato che questa modifica avesse validità 12 mesi, fino alla prossima Assemblea dove verrà ratificata.

SEDE

correva in FJ e 470); Sergio Gianolla è stato armatore di varie barche tra le quali il “Mirella II” progettata per lui da Riccardo Pergolis con la quale ha partecipato a tantissime regate d’altura, spesso vincendole. “Martin Eden”, “Samurai”, “El Raguseo”, “Mirella II” sono state costruite nel cantiere di androna Santa Tecla di proprietà prima di Guido Apollonio e poi di Arrigo Petronio, anche loro soci della STV. Su queste barche, come ricordato in assemblea da Marco Penso, si sono imbarcati tanti allievi della STV che hanno avuto modo di fare esperienza anche sulle barche maggiori. Dopo una discussione a volte animata, a larga maggioranza (141 sì, 7 no e 25 astenuti) è stata approvata quindi la proposta di modifica e integrazione dell Art. 8 comma f) del Regolamento, illustrata dal Socio Sergio Riccobon. Di seguito il comma come approvato: «I soci che intendono alare le loro imbarcazioni sulla soletta sono tenuti a iscriversi

La XIII Zona ospiterà la Coppa Primavela 2016 L’annuncio ufficiale all’Assemblea a Portopiccolo del 28 febbraio.

P

roprio nel giorno in cui la nostra Marina Simoni ha ricevuto dal CONI la Stella di bronzo al merito sportivo, si è svolta a Portopiccolo il 28 febbraio l’Assemblea della XIII Zona FIV, presieduta dalla stessa Simoni. Alla fine dei lavori sì è avuta la gradita presenza del Vicepresidente della FIV, dott. Francesco Ettorre, che ha collaborato alla consegna dei riconoscimenti ai campioni dei Circoli del Golfo. Per la Triestina della Vela sono stati premiati Lorenzo Bodini, Paolo Pinelli e Giulio Giovanella. In assenza degli atleti impegnati in regate fuori Trieste. Dalle mani di Francesco Cipolla, Vicepresidente vicario del CONI regionale, ha ritirato i premi il nostro Direttore sportivo Francesco Faggiani, intervenuto alla riunione assieme al Presidente Fabio Zlatich. Durante l’Assemblea è stato comunicato ufficialmente che alla XIII Zona è stata assegnata dalla FIV l’organizzazione nel 2016 della Coppa Primavela (che è il Campionato italiano giovanile) e dei Campionati Under 16 in singolo.




sferzate di bora sulla sacchetta

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uando la Bora vuole comandare non c’è modo di domarla: le barche e l’uomo sono in balia degli elementi. Rinforzare gli ormeggi serve fino a un certo punto, come appesantire i parabordi. Sotto le raffiche è pericoloso e talvolta impossibile salire a bordo per tentare di difendere il nostro bene. Le immagini che pubblichiamo sono emblematiche: specchi di poppa sfondati o malridotti, una barca alla deriva, alberi

 Foto di Sandro Ulcigrai.

abbracciati, danneggiato seriamente un gazebo. Il fortunale abbattutosi sulla Sacchetta ai primi di febbraio ha lasciato il suo biglietto da visita: si sono registrate raffiche quasi fino a 90 nodi. Ma nel lontano passato si sono viste cose ben peggiori, come testimonia la foto che pubblichiamo qua sotto (Anni 40) e fornitaci dal Commodoro Giorgio Brezich. Speriamo che almeno per quest’anno sia finita così. Adesso lecchiamoci le ferite.


C

ome ogni anno in dicembre la Triestina della Vela ha riunito i Soci per il tradizionale scambio di auguri in vista delle festività. E’ stata anche l’occasione per presentare i nuovi Soci del Circolo, ben sedici. Il Presidente Zlatich ha rivolto un saluto ai presenti, fra i quali anche Presidenti dei Circoli della Sacchetta, e ha ricordato brevemente l’intensa attività svolta nel 2014, dalle numerose regate e manifestazioni veliche del diporto, a feste, a incontri culturali dovuti alla cura di Niki Orciuolo. Un bilancio ricco, impegnativo, ma soddisfacente. Un ringraziamento ha rivolto Zlatich a Pino Bollis che con una “tranquillità d’assalto” ha ripreso la direzione del notiziario sociale La Brazzera. Zlatich non ha mancato di sottolineare la presenza alla serata di Mauro Tommasini che per non perdere l’appuntamento si è fatto dimettere dalla clinica dov’era ricoverato per l’intervento a un ginocchio. Altra presenza gradita quella di Luciana Laboranti, vedova di Gianni, intervenuta nonostante qualche acciacco. Zlatich ha ricordato in proposito che la ruota del timone del “Vela 1923” era la ruota del timone della “Circe” di Laboranti, regalata alla STV da Luciana.

Questi i nuovi Soci: Mauro Antonich, Cristiano D’Agaro, Stefano Eliseo, Andrea Fragiacomo, Fabiola Kobec, Piero Marzotti, Riccardo Medvescek, Alessandra Oretti, Giovanni Pellegrini, Alessandro Pretz, Francesco Ravalli, Sergio Robba, Giulio Stagni, Marco Torcello, Dimitri Vascotto, Paolo Vatta, Giovanni Zorzetti. A tutti rinnoviamo il benvenuto nella nostra grande famiglia e l’invito a frequentare assiduamente la sede.

SEDE

sCAMBIO DI AUGURI ANCHE COI NUOVI SOCI

Parte dei nuovi Soci della STV (Foto Ceschia).

GRAZIE AI COLLABORATORI Anche nel 2014 la STV ha rivolto un caloroso ringraziamento ai numerosi Soci e amici che nel corso dell’anno hanno assicurato con la loro collaborazione la perfetta riuscita delle manifestazioni organizzate. Con l’aiuto del-

le “vallette” Marina Simoni e Alessandra Papa sono stati distribuiti dei gadget e gli intervenuti hanno potuto fare onore al ricco buffet comodamente seduti ai tavoli nel salone delle feste.




SEDE

la coppa calbu rubata all’adriaco Alla Cena Sociale Roberto Vencato svela la verità dopo 50 anni dal furto perpetrato in un magazzino.

S Roberto Vencato racconta la verità sulla Coppa Calbu.



ono Diego Napolitano (Optimist juniores), Christian Vicig (Optimist cadetti), Eleonora Zuzich (Laser Radial), Federico Borghi (Laser 4.7), Samuele Tosi-Leonardo Distefano (420), Alessandra Gianolla-Stefano Longhi (Snipe), Michele Pipan-Giampaolo Bommarco (Star), Pietro Riavez (Laser Standard, animatore dei Salty Dog) e Corrado Allegretto (Finn) i campioni sociali su derive per l’anno 2014. Sono stati premiati durante la cena di fine anno assieme ai vincitori dei classici trofei della Triestina della Vela: Caterina Cibibin, Nastro bianco (gara di sci); Stefano Longhi - Alessandra Gianolla, Piccolo Nastro Azzurro (vela); Fabio Zlatich, Nastro Azzurro (vela); Stefano Michelazzi, Marinaresca (vela in notturna); Fulvio Laska, Nastro Giallo (pesca); Maurizio Fonda, Lisca d’oro (pesca). Nel suo saluto ai presenti, il Presidente Fabio Zlatich si è soffermato a parlare della vasta attività svolta dal circolo, dove tra l’altro spicca la veleggiata di beneficenza Sailing for Children per dare un aiuto alle associazioni “Azzurra”, “Lucchetta, Ota, D’Angelo e Hrovatin”, e “Calicanto”, e ha preannunciato l’intenzione di promuovere una pulizia dei fondali della zona in concessione. Come ogni anno la serata si è conclusa con l’assegnazione della Coppa Calbu, che di solito va al velista che l’ha fatta più grossa nel corso dell’anno. Ma non sono mancate le sorprese. Fra i commensali c’erano gli olimpici Roberto Sponza e Roberto Vencato. Mentre Sponza ha ricordato con nostalgia che nel 1965 ha ricevuto la prima Coppa Calbu, a 14 anni, per essersi ritirato ben quattro volte al campionato sociale di F.J., Vencato ha raccontato una storia tenuta gelosamente segreta per ben 50 anni: la Calbu della Triestina della Vela è stata assemblata da tre ragazzini con pezzetti di coppe che l’Adriaco teneva in un magazzino

di Riva Traiana. In sostanza, è una coppa rubata all’YCA. Che si apra ora una disputa da Secchia rapita di tassoniana memoria? Sponza, ancora, ha riconosciuto che l’autoproclamatosi presidente a vita del Calbu Committee, Niki Orciuolo, era meritevole di un monumento per l’impegno profuso in mezzo secolo di attività, e tra la sorpresa di tutti è stato scoperto un “monumento equestre” a Orciuolo opera dell’artista Paolo Marani. Sembra che ultimamente gli skipper della Triestina della Vela si siano comportati bene (o sono stati molto bravi a tenere nascoste le loro marachelle) in quanto a parte qualche nomination non c’era niente di veramente importante dove attingere per trovare il Calbu 2014. Così Orciuolo, che tutto può e dappertutto ha delatori, ha optato per premiare la spericolata carriera di Paolino Mancuso. Mancuso era già stato segnalato al Comitato perché una volta dovendo entrare a Umago aveva puntato direttamente verso il porto igno-


rando la micidiale secca Pegolotta, e solo un miracolo e le urla degli amici già ormeggiati erano riusciti a evitargli un sicuro naufragio. Non basta. Al ritorno verso Trieste, forse attirato geneticamente dalla costa friulana, si era perduto scomparendo all’orizzonte, irraggiungibile dagli amici sul cellulare a causa della batteria scarica. Insomma, instancabile, la Calbu l’ha inseguita e cercata per anni. Da anni giungevano notizie delle incredibili vicissitudini nautiche di Paolino, sempre perdonate, ma ora - ha detto Niki - non possiamo più tacere. Regata degli Arpége tra Panzano e Grado. A Mancuso viene chiesto di dare assistenza, di gettare una boa e di rimanere in zona. Obbediente, getta il corpo morto, fila trenta metri di cima galleggiante (!) e poco dopo viene visto indossare pinne, maschera e bombole, tuffarsi in acqua e girare a lungo attorno alla barca; stava togliendo i 30 m. di cima che con arte si era arrotolata tutta attorno alla chiglia. Srotolato a fatica il tutto, parte a motore per Trieste attraversando con il pilota automatico, vista la bonaccia e il mare liscio, tutto il golfo. Alla fonda c’è un’unica petroliera ancorata lontanissima. Annoiato e assonnato com’è sotto il sole, decide di dedicarsi alle parole crociate... orizzontale: 10 lettere, ne ha già inserite le

ultime 6: OLIERA deve aggiungere le prime 4, pensa un po’ poi... PETR... sì PETR - PETROLIERA! esclama entusiasta e passa in automatico dalle parole crociate a incrociare la petroliera... scontro frontale, danni ingentissimi e terrore a bordo. Solo il pilota automatico viene premiato... come tiratore scelto. Lo scontro con una nave è un classico della Calbu ma le precedenti collisioni (leggi Palaskov e Gildo De Grassi) erano avvenute di notte e con nebbia, questa di Paolino in una limpida giornata di sole! In precedenza Orciuolo aveva dato lettura di tre nomination. Peppino Maffioli , in regata con vento a 20 nodi, lancia l’allarme “Sono in avaria, non governo, ho il timone bloccato, il vento mi spinge verso Lignano! Aiutatemi!”. Poi arriva un rassicurante “OK, tutto bene, torno in porto”. Solo due giorni dopo si saprà che aveva dimenticato bloccato il pilota automatico. Felice Sciancalepore trainando il carrello con su lo Snipe perde entrambi in un bosco. Lo Snipe sarà pure veloce in mare, ma - ha detto Niki - adesso dovrà essere omologato dalla motorizzazione come imbarcazione da “fuori strada”. Povero Stefano Longhi, figlio di Calbu, preso a male parole da tre femmine inviperite, incolpevole vittima di un quasi riuscito naufragio di una barca nemmeno sua. Adesso che il Comitato Calbu ha aperto la strada del premio alla carriera nessuno di noi può più sperare di farla franca. Basta essere stati citati in qualche nomination degli anni passati per correre il rischio (ma non sarà invece andare incontro a un grande piacere?) di dover fare posto in armadio alla cravatta Calbu.

SEDE

Paolino Mancuso apre la serie dei premi alla Carriera

Paolino Mancuso cinquantesimo Premio Calbu e primo “alla carriera”.

Il “monumento equestre” a Niki Orciuolo.




SEDE

cambio di gestione al bar-ristorante Giuliana Selibara lascia dopo sei anni. Al suo posto Francesco Pacelli, nostra vecchia conoscenza.

Francesco Pacelli, nuovo gestore del bar-ristorante, con i suoi collaboratori di cucina.

È

stato in occasione del brindisi augurale offerto il 1. gennaio che i Soci hanno appreso a malincuore che Giuliana Selibara si apprestava a lasciare la gestione del barristorante dopo sei anni di ottimo lavoro. Anche da queste colonne ringraziamo Giuliana e Fabrizio per il lavoro fatto e da amici auguriamo loro un futuro pieno di soddisfazioni e serenità. Ormai sappiamo che nuovo gestore è Francesco Pacelli, nostra vecchia conoscenza come cameriere. Avete notato? Ha il nome di un Papa, il cognome di un altro Papa; se pensia1. gennaio 2015. Foto ricordo con Giuliana Selibara.

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mo poi che indossa volentieri i panni di San Nicolò... Il Consiglio direttivo lo ha scelto fra altri candidati in virtù della sua apprezzata attività fra di noi e della preparazione acquisita in vent’anni di attività dopo avere frequentato una scuola alberghiera. Francesco e il suo staff, pure di scuola alberghiera (chef Denis, aiuto Nico, al bar Fulvia), sono stati presentati dal Presidente Zlatich in occasione del rinfresco che il nuovo gestore ha offerto ai Soci il 27 gennaio. Auguri di buon lavoro.


san nicolÒ e carnevale dei bambini

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on un giorno di ritardo (domenica 7 anziché sabato 6 dicembre 2014) San Nicolò è arrivato alla Triestina della Vela per portare come ogni anno i suoi doni ai bambini. Due brave animatrici hanno dato l’anima per intrattenere gli scatenati ragazzini (alcuni dei quali per niente impacciati

dai ciripà). Nei panni del Santo il cameriere Francesco, ben presto riconosciuto quando un coraggioso gli ha guardato sotto la la barba.Tra un gioco e l’altro preso d’assalto il tavolo delle bevande e dei dolciumi. Rovesciato un vassoio con patatine fritte: pronto intervento di Francesco con scopa e pattumiera. Carnevale invece è stato festeggiato dai bambini domenica 15 febbraio. Il fotografo ha fatto posare le mascherine prima dell’inizio dei giochi, quando i costumi curati erano ancora in perfetto ordine. Poi i “refoli” si sono scatenati e riempiti di briciole e di sudore. L’animatrice è stata brava a non far aprire i sacchetti di coriandoli portati dai genitori, sicché poi in serata è stato agevole rimettere in ordine il salone.

Riconoscete l’intruso?

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SPORT

Ancora una volta la stv in massa alla barcolana 101 iscritti ma solo 39 classificati causa il poco vento.

A

nche nello scorso anno la Triestina della Vela è stata premiata dalla Società Velica di Barcola e Grignano per il maggior numero di barche del circolo partecipanti alla Barcolana. Su 101 iscritti si sono classificati solamente 39 a causa della quasi assoluta mancanza di vento. Nella foto di Bruno Catalan vediamo Francesco Faggiani che mostra appunto la coppa della SVBG; gli sono accanto altri premiati: Piero Barcia (passera “Nibbio”, seconda di categoria), Adriano Condello

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(“Frixxx” primo in categoria IX) e Michele Teghini (“Horus” secondo in categoria VIII Crociera). Fra i premiati in categoria Passere anche i Soci Andrea Bernardi primo con il “Koala” e Dani De Grassi terzo con il “Nirvana”, che però hanno corso rispettivamente per CDVM e YCA. Da ricordare che la STV ha partecipato su invito anche alla Barcolana Challenger con i vincitori 2013 della Barcolana “Frixxx” e “Nibbio”, che si sono classificati rispettivamente quarto e nono.

Andrea Cappai a La Rochelle

Marco Meloni vince a palermo

Il nostro socio Andrea Cappai, che vive e lavora in Francia, è stato nominato nel Direttivo dello Yacht Club Classique di La Rochelle, dove è ormeggiata la sua barca d’epoca “Finora” che batte guidone della Triestina della Vela.

Marco Meloni, il nostro allenatore per gli Optimist Mini, ha partecipato, vincendo, alla regata delle Università denominata “1001VELAcup”. La STV ha dato un piccolo contributo prestandogli un carrello stradale per portare fino a Palermo la barca autocostruita.


SPORT

l’amicizia in mare di sprone ai giovani I valori dello sport esaltati alla Cena dell’Allievo.

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scire in golfo anche col freddo, che splenda il sole o piova, con bora o calma piatta, ma uscire per la passione per il mare, per la gioia di stare con gli amici, uscire per diventare più forti. Su questi concetti si è incentrato il discorso del Presidente Fabio Zlatich pronunciato in occasione dell’annuale Cena dell’Allievo, che ha visto riuniti i ragazzi della squadra agonistica insieme ai genitori e agli allenatori, presenti anche i componenti dei Salty Dog, che hanno conservato immutato lo spirito degli anni giovanili. Zlatich, dopo aver ricordato che per il Circolo lo sport vuol dire duri sacrifici, impegni e preoccupazioni, ma che quando guarda al lavoro e al progresso dei giovani prova profondo appagamento, ha annunciato che le coppe per i campioni sociali sarebbero state consegnate durante la Cena Sociale, perché è giusto che tutti

i Soci conoscano i ragazzi sui quali si fondano le nostre speranze e sui quali la STV investe una parte consistente del suo bilancio. Madrina la signorina Veronica Neglia, gli allenatori Sandi Dekleva, Gabriele De Angelis, Boris Vidajic e Marco Meloni hanno consegnato ai ragazzi alcuni gadget.

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SPORT “Asterope II” di Massimo Cibibin, vincitrice nella categoria più numerosa negli anni 2013 e 2014 (Foto Ceschia).

Solo due o solitari in attesa del “via” Otto regate nell’anno a cura dei Circoli della zona. La STV impegnata con la “Finozzi” - “Alesani”.

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l Circuito “Per 2 e Solitari”, nato nel 2012, è cresciuto via via di importanza e di richiamo tanto che dalle sei regate previste all’inizio è passato a sette nel 2013 e a otto manifestazioni nel 2014. Dell’organizzazione si occupano a turno i Circoli della Zona. In ordine cronologico le regate sono: “La Romantica”, curata dalla SVBG; la “Muggia x 2” (CDVM); la “15 Miglia in Solitario” (Nautica Grignano); “X 2 In Bianco” (Nautica Laguna); il “Memorial Rocca x 2” (Diporto Nautico Sistiana e Sistiana 89); la “Solo Tu” (Lega Navale di Trieste); la “25 x 2” (SVOC); la “Finozzi” “Alesani” (STV). Dal 2014 il circuito è aperto anche all’ IRC. La “15 Miglia in solitario” e la “Solo Tu” sono ovviamente per solitari, in tutte le altre l’equipaggio è di due persone, che nella “Romantica” devono essere uomo e donna. Tutte le regate si corrono con vele bianche, tranne la “Muggia x 2” e la “25 x 2” dove si possono usare spinnaker, gennaker, ecc. Ogni regata porta un punteggio, diverso per le solitarie e per quelle con spinnaker, alla fine entrano in graduatoria tutte le barche, anche quelle che hanno partecipato a una sola regata. Solo con tre partecipazioni si può venir premiati, di solito i primi tre, ma nelle categorie più

numerose anche fino al quinto (Delta Crociera). I soci della Triestina della Vela partecipano volentieri agli appuntamenti, sei addirittura al Circuito completo ma diversi altri a esempio solamente alla “15 Miglia in Solitario”. Nell’anno passato hanno partecipato al Circuito le seguenti barche battenti guidone STV (tra parentesi il numero di regate): “Shaharazad” di Alunni Barbarossa (6), “Asterope II” di Cibibin (7), “Highlander” di Mosco (8), “Kimezuka” di Godini (7), “Koala” di Bernardi (3), “Stregonia” di Sambo (6). Di seguito le barche battenti guidone STV che hanno partecipato nel 2014 a regate in solitario o per due (tra parentesi il numero di regate): “Tainà” (1), “La Isla” (1), “Darling III” (2), “Lola” (1),“Principessa di Zara” (1),”Elysee” (1), “Pioniere” (1), “Giorgia” (1), “Veliero” (1), “Cavallo Pazzo” (1), “Elena” (1) donna in solitario la nostra Gabriella Morelli, “Frixxx” (2), “Miura” (1), “Per la miseria” (2), “Ricomincio da zero” (2), “Zero in condotta” (1). I risultati del 2014: “Shaharazad” quarta in Charlie Crociera, “Asterope II” prima in Delta Crociera, “Highlander” quinta in Delta Crociera, “Kimezuka” seconda in Echo Crociera, “Koala” seconda in Golf Crociera, “Stregonia” prima in IRC.


SPORT

Trieste È candidata al MONDIALE ALTURA Importante riunione di FIV, UVAI e ORC alla STV.

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rieste è candidata a ospitare il Campionato mondiale di Altura 2017. La notizia è stata data nella sede della STV durante un incontro molto tecnico fra esponenti di alto livello FIV, UVAI e ORC e armatori. Sono intervenuti Bruno Finzi, Paolo Massarini e Nicola Sironi (Board mondiale dell’ORC), Fabrizio Gagliardi Consigliere FIV Altomare, Francesco Siculiana Presidente UVAI con il Direttore tecnico Riccardo Provini. Ai graditi ospiti hanno rivolto un saluto Marina Simoni presidente della XIII Zona FIV e Fabio Zlatich Presidente della STV. Non c’è ancora niente di ufficiale, ma il fatto che della “ciliegina sulla torta” – come l’ha chiamata Paolo Massarini – si sia parlato da un pulpito così importante significa che la sfida lanciata dalla Simoni è stata accolta con il massimo favore. Gli italiani che rappresentano il mondo ORC si sono augurati che il Campionato possa svolgersi in Italia e pertanto il loro appoggio è scontato. Il “giorno zero” può essere considerato come il punto di partenza per una serie di strettissimi contatti con il mondo della vela triestino per arrivare alla scelta definitiva che sarà fatta in novembre di quest’anno. Ovviamente, i parametri ritenuti fondamentali da una candidata sono fra l’altro la possibilità di ospitare una flotta, di avere una rappresentanza straniera all’interno del Campionato, le condizioni meteo, una località che disponga di un aeroporto o abbia comunque la possibilità di accedervi facilmente, un porto o un marina che abbia spazi per barche, furgoni e container, nonché strutture adeguate per i Giudici, per gli Ufficiali di regata, per gli stazzatori. E su questi punti ci sembra che Trieste abbia le carte più che in regola. Dopo che la Simoni ha ringraziato Massarini per l’interessamento, ha preso la parola Roberto Sponza come Presidente dello Yacht Club Porto San Rocco. Sponza, ricordata l’organizzazione dei Campionati italiani di Altura del 2003 e del 2011, ha chiesto se poteva pesare sulla decisione

finale una estensione della collaborazione a un club sloveno dal momento che noi spesso utilizziamo le acque del Paese confinante che garantiscono condizioni meteo migliori che non nella parte del golfo più vicina a Trieste. Per quanto riguarda le Nazioni estere, Sponza ha ricordato che essendo la nostra zona di confine abbiamo quasi certa la presenza di almeno sei Paesi: Croazia, Slovenia, Slovacchia, Austria, Germania, e naturalmente Italia. Nel corso dell’incontro agli armatori e agli interessati alla vela agonistica di altura sono stati illustrati i sistemi di stazza ORC, e l’evoluzione e applicazione del Sistema (Finzi); cosa cambia nella Stazza ORC 2015 (Sironi); Grandi Eventi ORC 2015 e prospettive future (Massarini); anticipazioni sulla Normativa Federale per la Vela d’Altura 2015 (Gagliardi e Siculiana); anticipazioni sul Regolamento IRC 2015 (Provini).

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SPORT

BOLZAN mantiene la quarta posizione All’arrivo ad Auckland classifica in un fazzoletto. Alberto stanco ma entusiasta dell’esperienza.

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otrà sembrare incredibile, ma le barche partecipanti alla Volvo Ocean Race, il giro del mondo a vela in equipaggio, hanno concluso la lunga quarta tappa, da Sanya in Cina ad Auckland in Nuova Zelanda, praticamente tutte insieme distanziate solo da poche miglia percorribili in brevissimo tempo. Dopo miglia e miglia in tutte le condizioni di vento, mare e corrente si è assistito, nella notte neozelandese, a un arrivo ravvicinato come se si trattasse di una giornaliera regata nel golfo di Trieste! E non dimentichiamo che il tutto è complicato dall’eccezionale movimento di navi nella zona, con barche finite perfino nelle reti tese dai pescatori. Dopo l’incidente a “Vestas Wind”, schiantatasi su un banco corallino alle Maurizius, le sei barche rimaste in gara, tutte uguali, evidentemente hanno navigato controllandosi a vicenda, cosa del tutto insolita nelle precedenti edizioni della durissima competizione attorno al mondo. “Alvimedica”, su cui fin dalla partenza è imbarcato il nostro socio e tes-

serato Alberto Bolzan, unico velista italiano nei vari equipaggi, si è classificata quarta e mantiene la quarta posizione in generale, ma il cammino rimane ancora lungo con numerose tappe e possibili sorprese e cambiamenti come indica la classifica molto stretta. Che sulla carta tutti abbiano ancora la possibilità di vincere una tappa o la stessa Volvo Ocean Race lo dimostra chiaramente l’arrivo vittorioso, in extremis e per la prima volta, della barca spagnola “Mapfre”, prima al traguardo con solo 4 minuti di distacco sulla seconda “Abu Dhabi”. Dopo un breve riposo in Nuova Zelanda e alcune regate “in port”, Alberto Bolzan, stanco ma entusiasta della nuova esperienza che sta vivendo, è ripartito il 15 marzo per la 5° tappa di oltre 6700 miglia, destinazione Itajai nel Sud del Brasile dopo aver doppiato il mitico Capo Horn passando dall’oceano Pacifico a quello Atlantico. Ulteriori notizie sulla regata possono essere reperite su www.volvooceanrace.com.

armatori preoccupati

Il problema dell’alaggio delle imbarcazioni.

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E’ seguito con comprensibile preoccupazione, soprattutto da parte degli armatori, il problema degli alaggi in soletta delle imbarcazioni, problema che come si sa è sorto in merito all’osservanza - che deve essere rigorosa molto più che in passato - delle norme di comportamento nelle lavorazioni. Copia dei due comunicati affissi all’Albo sociale viene allegata al presente Notiziario affinché tutti i soci indistintamente siano informati della complessa situazione venuta a crearsi.


SPORT

addio felluga grande amico In più occasioni è stato determinante il suo aiuto nella realizzazione dei nostri progetti.

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bbiamo perso improvvisamente e inaspettatamente Emilio Felluga un sincero amico della STV. Felluga è stato un uomo di sport che ha saputo coagulare intorno a sé tutta la nostra difficile regione. Negli anni ha rivestito importantissimi incarichi nel CONI, nell’Accademia Olimpica, nel Panathlon, nel Canottaggio e in tante altre organizzazioni sportive e non sportive. Come membro del direttivo del Panthlon Trieste e dell’Accademia Olimpica è stato il trascinatore del gruppo di persone che si sono attivate per ricordare i 100 anni dalla nascita di Agostino Straulino. Recentissimamente, a un conviviale del Panathlon, presente l’Assessore regionale Torrenti, è stato portatore dell’idea di promuovere Trieste, nel caso l’organizzazione venga assegnata all’Italia, quale sede di una parte del programma olimpico del 2024. Emilio è stato sempre vicino alle società sportive, inclusa la nostra, per aiutarle a sviluppare i loro programmi. Nella vita lavorativa è stato un funzionario della Cassa di Risparmio e in tale veste ha avuto modo di intervenire a favore della Triestina della Vela nella concessione del mutuo necessario alla costruzione dei pontili e della piattaforma di alaggio. Il suo diretto superiore, responsabile dell’operazione, non era favorevole, perché timoroso e poco credente nelle capacità di rientro delle società sportive. Emilio fu costretto a insistere e prendersi delle responsabilità per ottenere il via libera a erogare quanto richiesto. Fortunatamente per Felluga la società non solo ha fatto fronte ai suoi impegni, anzi ha estinto il debito con largo anticipo lasciando interdetto il dirigente dubbioso. Felluga ci è stato di grande aiuto anche successivamente, da Presidente del Congafi Sport. La STV ha perso un grande amico e con essa tanti soci con i quali Emilio condivideva molti ideali.

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CULTURA

BANDIERE E GAGLIARDETTI Normativa e tradizioni da rispettare. L’etichetta in mare e in porto.

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iamo convinti che questo articolo possa tornar utile a quei soci giunti da poco alla vela e alle crociere, ma forse non solo a questi. Non vogliamo insegnare niente a nessuno. Desidereremmo solo che i nostri soci tenessero in mare un comportamento da gentiluomini e di conseguenza conoscessero anche l’uso corretto delle bandiere, il loro posizionamento, il loro significato. Per non sfigurare! Ciò può contribuire a far risaltare le tradizioni del nostro circolo che, ricordiamolo, ha compiuto 90 anni nel 2013. Cominciamo con la bandiera nazionale. La bandiera italiana è rettangolare con rapporto tra i lati di 1:1,5 ed è ripartita verticalmente in tre strisce di uguale dimensione (verde-bianco-rosso). Naturalmente il verde va all’inferitura.

Cercheremo di spiegare brevemente le ragioni di queste piccole variazioni, che possono sembrare sfumature ma derivano invece da ragioni storiche. Ricordiamo per inciso che la Repubblica veneta aveva, come simbolo, il Leone di San Marco in tre possibili versioni: con la spada, con il libro aperto, con il libro chiuso. Il leone con la spada era proprio delle galee, oggi diremmo delle navi da guerra. Il leone con il libro aperto era concesso a tutte quelle città o paesi che avevano chiesto liberamente di associarsi a Venezia (per esempio Parenzo); infatti sul libro è scritto “Pax tibi Marce, evangelista meus”. Il leone con il libro chiuso era riservato alle città conquistate con la “forza” (per esempio Zara).

Tornando allo stemma delle quattro Repubbliche marinare (qui riproduciamo quello della Marina mercantile), ricordiamo che esse sono: La Marina militare porta la stessa bandiera con al centro lo stemma delle quattro Repubbliche marinare sormontato da una corona turrita.

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La bandiera navale mercantile, ed è questa che spetta alle barche da diporto, porta la stessa bandiera della Marina militare solo senza la corona. Diversamente dalla precedente, in questa il Leone di S. Marco, nello stemma delle 4 Repubbliche marinare, non porta la spada ma il libro aperto.

in altro a sinistra,Venezia: in alto a destra, Genova; in basso a sinistra, Amalfi; in basso a destra, Pisa. Ci pare giusto anzitutto ricordare una regola generale: la bandiera nazionale deve essere la più grande fra quelle issate.


diceva a Trieste). Di fatto nella stragrande maggioranza delle barche da diporto è invalso l’uso di issare al posto di questa il guidone sociale. Ricordiamo, anche se in maniera approssimativa e forse imprecisa, che nell’immediato dopoguerra si aggiunsero al guidone dei nastri particolari. Questi erano alti circa cinque centimetri e lunghi complessivamente il doppio del gagliardetto, ma messi in doppino come indicato nella figura sotto ed erano così destinati:

Presidente

Socio anziano

nastro rosso, Presidente; nastro verde, membri del Consiglio direttivo; nastro bianco, Soci anziani (con più di 40 anni di associazione). Ancora vi sono altri due nastri che possono accompagnare il guidone e sono quelli del detentore del “Nastro Azzurro” e del “Nastro Giallo” per l’anno in corso. Ricordiamo, anche se non ve n’è bisogno, che il Nastro Azzurro viene assegnato alla barca che ha vinto la regata sociale, mentre il Nastro Giallo viene assegnato alla imbarcazione vincitrice della gara di pesca.

Nastro azzurro

Andrebbe posizionato in testa d’albero, secondo le tradizioni marinare (quello di maestra in caso di più alberi). Succede al presente che la testa d’albero sia già, quasi sempre, completamente occupata dalla strumentazione. Contemporaneamente è venuta meno la consuetudine di issare sulla crocetta di sinistra la bandiera del proprietario, (“de casada”, come si

Consiglio direttivo

CULTURA

La bandiera nazionale, di norma, va issata a poppa su apposita asta in maniera che afflosciata sia poco più alta del mare. Sebbene non codificato dalla tradizione, in alcuni yacht si preferisce inferire la bandiera sullo strallo di poppa, in varea. Altre volte è tenuta dove lo strallo si biforca per giungere ai due arridatoi di poppa. La soluzione non rispecchia la tradizione marinaresca ma è entrata nell’uso comune. Il posizionamento della bandiera in alto deriva dal modo di issare la bandiera inizialmente tipico delle golette in navigazione. Queste avevano l’albero più alto a poppa con vele auriche e mantenevano così la bandiera in bella vista alta sul picco. Poi tale consuetudine si è estesa a tutte le imbarcazioni a vela le quali in navigazione mantenevano la bandiera in varea e in porto sull’asta di poppa. Infine ricordiamo che la bandiera nazionale andrebbe issata all’alba e ammainata al tramonto, anche se tale consuetudine marinara si è totalmente persa nel diporto. Rimane nella Marina Militare. Il guidone sociale è una bandiera a triangolo isoscele, emblema tipico dei club nautici. Non vi possono essere in Italia due club nautici con lo stesso guidone (alcuni lo chiamano impropriamente gagliardetto, questo è invece una bandiera rettangolare terminante con due punte, come le lettere “A” o “B”del Codice internazionale dei segnali). In genere il rapporto tra l’altezza e la base è di 1:1,8. Nel nostro circolo il guidone è il seguente:

Nastro giallo

Recentemente sono state introdotte due ulteriori varianti al guidone, trasformato in “piedigallo” (bandiera rettangolare terminante con tre code) o in gagliardetto (bandiera rettangolare a due code) con due stelle gialle riservato, quest’ultimo, al Commodoro del circolo. Il guidone a piedigallo è riservato a particolari meriti sportivi (non è stato ancora mai assegnato).

Merito sportivo

Commodoro

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CULTURA Gran pavese, o gala di bandiere, alla STV in una festosa occasione.

(bandiera gialla dal significato: ”sono indenne e chiedo la libera pratica”). Svolte le pratiche, la lettera “Q” va ammainata e si issa la bandiera nazionale di quello Stato. E’ entrato però nella prassi comune l’uso di issare, sempre sulla crocetta di dritta, la bandiera nazionale dello Stato estero (bandiera di cortesia) e sotto la lettera “Q”; solo quest’ultima viene ammainata una volta svolte le pratiche. Si raccomanda di avere un’apposita sagola in crocetta per la bandiera di cortesia e non legarla sullo strallo “ad altezza d’uomo”. Qui issata rappresenterebbe una bandiera a “mezz’asta” (ossia un lutto nazionale per la Nazione ospitante!). Questione piuttosto scortese!

Nei primi anni ’50 vi era una consuetudine, non codificata, per cui ogniqualvolta un socio incontrava fuori dalla società un’altra barca, all’ancora od ormeggiata, con il guidone sociale alzato, si recava a salutare il consocio (allora le crociere erano limitate a Sistiana, Grignano, Muggia o Punta Sdobba!). Il socio che si recava a far visita, usava portare una bottiglia di vino (purtroppo calda a quei tempi) onde brindare con il collega. Tale usanza, col massiccio ingresso di soci di origine istriana alla STV, si è un po’ persa! (Non mi piace questa battuta - N.d.d. nato a Capodistria). Rimane però la simpatica usanza di far sempre visita al consocio, lo si incontri in porto o in baia. Anche se non lo si conosce personalmente, sarà un’occasione per presentarsi e fare amicizia. SALUTO CON LA BANDIERA Se in navigazione un’imbarcazione da diporto incrocia una nave militare della propria o di altra Nazione deve salutarla con la bandiera. Il saluto va fatto ammainando la bandiera quasi completamente e re-issandola dopo che la nave militare è passata o ha risposto al saluto.

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LA BANDIERA DI CORTESIA Quando si entra nelle acque territoriali di un altro Stato ci si deve recare immediatamente in un porto di ingresso. In questa fase si dovrebbe issare, sulla crocetta di dritta, la lettera “Q”

REGOLE DI ETICHETTA Vorremmo che i nostri soci si distinguessero per il loro comportamento signorile a bordo e nei confronti delle altre imbarcazioni. Diamo qui di seguito alcuni consigli di comportamento:   1 - E’ buona norma chiedere il permesso di salire a bordo.   2 - Non si sale a bordo con le scarpe (da strada).   3 - Entrando in un porto o in una baia usare una velocità moderata.   4 - Non navigare con i parabordi calati.   5 - Dovendo attraversare un’altra imbarcazione, farlo a proravia dell’albero.   6 - In porto o in rada prima di accendere il motore o il generatore, per ricaricare le batterie, chiedere il permesso ai vicini.   7 - Raccogliere tutte le immondizie e scaricarle a terra.   8 - Non sversare l’acqua di sentina in porto o in baia.   9 - Aiutare i sopraggiungenti ad ormeggiare in banchina, o sulla boa, specie se sono in difficoltà. Non impartire successivamente lezioni. 10 - Non incrociare la propria catena dell’ancora con quella degli altri. 11 - L’uso del tender (da parte dei figli) non deve recare disturbo agli altri. 12 - Tenere le cime, le vele, ecc. sempre in ordine. 13 - Se ospiti di altro club, presentarsi al Presidente o ad altro membro del C.D. Comportarsi sempre secondo le regole della buona educazione che è la base di ogni rapporto umano. Paolo Pocecco


Il nostro Regolamento prevede all’art. 6 che “I soci sono tenuti a munire l’imbarcazione ormeggiata del contrassegno della STV e a innalzare il guidone sociale durante la navigazione”. Per gli inadempienti è prevista addirittura l’espulsione. Mi si osserverà che all’ormeggio il guidone non è prescritto. D’accordo, ma se non lo porti all’ormeggio, tanto meno lo porti in navigazione e ne ho spesso conferma quando in golfo o in Dalmazia incrocio barche di soci. Mi sono preso la briga di contare le imbarcazioni che non espongono il contrassegno della STV; sono 142. Portano il guidone 100, 128 ne sono prive. 95 sono del tutto anonime, prive dell’uno e dell’altro. Perché questa trascuratezza? Scarsa educazione marinara, ignoranza del Regolamento o superficialità? Durante un’assemblea di alcuni anni fa ho avanzato la proposta di consegnare annualmente un guidone sociale a ogni socio, assegnatario di posto di ormeggio, all’atto del pagamento del canone. Il consesso ha dato mandato al Direttivo di esaminare la proposta, ma non se n’è fatto ancora niente. Ogni socio dovrebbe sentirsi orgoglioso di portare il guidone della STV. Le nostre tradizioni sono invidiabili. Pochi altri circoli possono annoverare nella propria flotta un’imbarcazione come “Amaltea” di Bonomi che ha fatto il giro del mondo tenendo issato il nostro guidone. Lo stesso guidone ha sventolato a prua delle navi da crociera comandate dal nostro Biasutti nei mari del Sud. Lo issava sulle sue imbarcazioni il nostro socio capitano Crepaz che è stato l’ultimo comandante della “Raffaello”. Siamo noti per la nostra ospitalità. La rivista tedesca “Mittelmer” ci ricorda come un club molto amico dei velisti. I nostri soci andavano in crociera agli albori della nautica da diporto. Siamo uno dei club italiani con il maggior numero di successi nella vela! Forse il primo. Se siete increduli leggetevi l’Albo d’oro lungo lo scalone di accesso alla nostra prestigiosa sede. Sono convinto che qui non c’entrano orgoglio e pregiudizio. Se non vi fate riconoscere è solo per pigrizia. Quando facciamo una “bordizada” in golfo o una crociera in Dalmazia è

piacevole riconoscere come una delle “nostre” le barche che incrociamo se ne possiamo scorgere il guidone. Più tardi potremmo anche farci visita in porto o alla boa. Come ho ricordato, l’esposizione del guidone è prevista dal Regolamento, ma nessuno di noi vuole che ciò sia sentito come un dovere, un peso. Il guidone deve essere portato solo per orgoglio, per fierezza. Logo e guidone sono disponibili in Segreteria. Sergio Riccobon

LA POSTA

Siate fieri e orgogliosi di issare il guidone

vele in cotone e guidone QUASI gemello Aldo Zadro, velaio a Torviscosa, riguardo a un articolo di Roberto Vencato apparso sulla Brazzera in maggio dello scorso anno, ci manda la seguente nota: A integrazione di quanto scritto dall’amico Vencato sul numero 34 a proposito delle vele in cotone (“guai a bagnarle”), sono certo che Roberto non se ne avrà a male se, per anzianità anagrafica e anche di velaio, mi permetto di ricordare che alcuni grandi campioni (anche triestini), nel caso avessero ricevuto le nuove vele in cotone pochi giorni prima delle regate, erano soliti accelerarne la messa a punto proprio bagnandole negli allenamenti con vento teso; in tal modo il cotone si adattava più velocemente alla forma predisposta. Concludo con una curiosità. Trovandomi a Buenos Aires per lavoro, mi è venuto naturale, alla sera, andare a vedere il lungomare e la zona portuale. Mi sono imbattuto così nello Yacht Club Olivos (a quell’ora chiuso) scoprendo che il guidone sociale del circolo... è praticamente gemello del nostro (allego foto della barca appoggio del sodalizio).

Il guidone del Club Olivos a prua della barca appoggio. Si differenzia da quello della STV solo per le strisce bianche più strette e per la stella che è rossa anziché bianca.

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NASTRO BIANCO

strepitoso 38 + 38 sullo zoncolan

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Tre momenti della giornata sullo Zoncolan. In basso, la signora Matilde Stern consegna a Silvia Penso, Nastro Bianco 2015, la coppa in memoria del marito Armando Paolini.

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ome da tradizione, “in una bella giornata di sole e di vento”, l’ultima domenica di gennaio, i soci della Triestina della Vela si sono contesi l’ambito “Nastro Bianco”. 38 concorrenti, divisi in nove categorie in base all’età, hanno dato il meglio di sé tra le porte della pista nera, come sui campi di regata. Altrettanti i concorrenti in gara per lo Yacht Club Adriaco, col quale da anni si condivide la competizione. Bella la sfida per la conquista del titolo fra la giovanissima Silvia Penso e il pluridecorato campione di vela Lorenzo Bodini , che ha visto prevalere Silvia, col tempo di 1’05”4. Felicissime tutte le ragazze e le signore presenti, orgogliose che il “Nastro” sia rimasto in mani femminili, passando da Caterina Cibibin a Silvia. Dopo un primo momento di difficoltà, dovuta a problemi di collegamento audio e cronometraggio, la gara si è svolta con regolarità ed allegria, su una pista con tracciato più angolato rispetto agli ultimi anni, che ha determinato tempi di arrivo sensibilmente più alti.

La competizione è stata commentata dall’impeccabile Gabriella Cibibin, mentre il pubblico entusiasta, con battute ed applausi di incoraggiamento, affettuosamente accompagnava i più giovani e i meno coraggiosi. All’arrivo, i concorrenti sono stati accolti dalle immancabili mandorle e arancini caramellati fatti recapitare da Lucetta Giurco e dall’efficientissimo staff, che ha provveduto alla distribuzione e ritiro dei pettorali. Alla premiazione, svoltasi alla partenza della seggiovia ed abilmente coordinata da Massimo Cibibin, in look maestro di sci, è seguita una luculliana grigliata, magistralmente gestita dal direttore mare Massimo Fonda e dal socio Corrado Allegretto, coadiuvati dai giovani apprendisti Manuel Costantini e Piero Surace. Nelle otto categorie maschili rappresentate, la vittoria è andata a Francesco Antonucci cat 1, Federico Borghi cat 3, Marco Meloni cat 4, Sandi Dekleva cat 5 (Marco e Sandi hanno ingaggiato una bella sfida, sul filo di lana, fra allenatori: benché in categorie diverse, i loro tempi si sono discostati di soli 4 decimi), Lorenzo Bodini cat 6, primo assoluto maschile, Stefano Domini cat 7, Bruno Catalan cat 8, e l’inossidabile Gianfranco Longhi (master). Nelle cinque categorie femminili, si sono aggiudicate l’oro Vittoria Bison (cat 1), Alice Faggiani (cat 2), Silvia Penso (cat 3) Nastro Bianco 2015, Augusta Toso Steffè (cat 6), Annarosa Perini (cat 7). Non rimane che auguraci che la tradizione e la collaborazione continui, con tanti amici della Sacchetta pronti a mettersi in gioco come sciatori e organizzatori, ai quali vanno un applauso e un sentito ringraziamento.


CULTURA

i LEGNI COLORATI di giorgio fonda

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rande presenza di soci e appassionati all’inaugurazione alla Triestina della Vela della mostra “I legni dipinti di Giorgio Fonda - Navigando tra i sogni e le fantasie di un artista poliedrico, da sempre innamorato del mare e della navigazione a vela”, ultimo evento culturale del 2014. Giorgio, che può vantare un’anzianità di associazione che supera il mezzo secolo, si è sempre dilettato di pittura nel senso più ampio del termine, spaziando in varie direzioni: quadri, incisioni, cartellonistica, disegni e altro ancora. Tra l’altro, porta la sua firma la copertina del libro “Dal golfo agli oceani” stampato in occasione dei 75 anni della STV. Quest’ultima sua fatica parte da lontano ed è del tutto originale e insolita: pannelli di legno di varia forma e dimensione ritagliati con grande precisione ed abilità accompagnate da creatività e fantasia e infine dipinti con vari colori. Niki Orciuolo, introducendo l’artista, ha dialogato a lungo con lui chiedendogli di svelare ai presenti, molto incuriositi, tante cose, ini-

ziando dalla genesi di opere tanto particolari e in sostanza uniche nel loro genere. Giorgio, forse sorpreso da tanto interesse, ha risposto esaurientemente alle tante domande soffermandosi in particolare sulla motivata scelta dei titoli di ogni singola opera. Proprio riflettendo sul titolo si riesce infatti a svelare e afferrare il significato, a volte criptico a volte manifesto, che l’artista ha voluto attribuire ad ogni suo pannello dipinto. Certamente Giorgio Fonda è da sempre uomo di mare, quindi i protagonisti indiscussi della numerosa produzione sono senza dubbio il mare, le barche, le regate, gli antichi squeri, i tramonti e il sorgere del sole su una superfice sempre mutevole e imprevedibile. Dopo l’interessante esposizione chiarificatrice del pensiero che sta alla base del lavoro di Fonda, i soci presenti si sono a lungo soffermati davanti alle numerose opere esposte commentando e sbizzarrendosi nell’interpretazione. Un caloroso applauso e un brindisi hanno premiato l’impegnativo lavoro artistico del poliedrico Giorgio Fonda.

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AMARCORD

spinnaker del 1938 dall’isola di wight Lavorazione accurata e materiali sofisticati usati già in quel tempo dalla Ratsey & Lapthorn di Cowes. Il socio Gianpaolo Bommarco nell’autunno del 2014 mi ha fatto un prezioso regalo del quale sono sempre più orgoglioso. Mi ha donato un vecchio spinnaker, in cotone, della veleria Ratsey & Lapthorn di Cowes, isola di Wight.

La Ratsey & Lapthorn è la più antica veleria del mondo essendo stata fondata nel 1796 e dal 1902 ha una filiale negli USA. Queste notizie si possono leggere nelle pagine internet dedicate a questa importante società. Giorgio Brezich Al primo momento uno potrebbe anche pensare “e che me ne faccio di una vela simile”? Però, ragionando, ci sono delle cose bellissime che vanno messe in evidenza. La vela è del 1938, come testimonia il timbro posto sulle bugne, il sacco originale porta ancora il nome della barca, I – BAU, cui la vela era destinata, e la dicitura spinnaker. Guardando le fotografie si possono notare alcuni particolari interessantissimi che testimoniano l’accuratezza della lavorazione e l’impiego, già nel 1938, di materiali sofisticati e raffinati. Da una ricerca ho trovato che esiste un 6 MSI del 1938, perfettamente restaurato e navigante, che si chiama BAU BAU; forse la vela potrebbe essere stata prodotta per questa barca. Mi sono ricordato inoltre che nel 1957, quando ho vinto il mio primo Campionato italiano juniores, lo Snipe Bon II, con cui io e Franco Ostoich regatavamo, era dotato di una muta di vele USA in dacron della Ulmer e una in cotone, da vento forte, della Ratsey & Lapthtorn. Ho scritto alla veleria per avere maggiori informazioni, visto che sul timbro c’è anche il numero di serie, ma ad oggi non ho avuto alcun riscontro.

39 brazzera aprile 2015  

Triestina della Vela

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